Il mercato invernale della Lazio si chiude lasciando più dubbi che certezze. La sensazione diffusa è quella di un’occasione mancata: rosa impoverita, due titolari ceduti e un centrocampo ancora incompleto, nonostante le richieste esplicite di Maurizio Sarri.
Un mercato che doveva servire a correggere gli errori dell’estate e che invece ha accentuato il senso di ridimensionamento.
Due cessioni pesantissime: Castellanos e Guendouzi
Il punto di rottura del mercato biancoceleste è rappresentato dalle cessioni di Valentín Castellanos e Matteo Guendouzi, due titolari che costituivano l’ossatura della squadra.
- Castellanos era il centravanti titolare, riferimento offensivo e punto di equilibrio del reparto avanzato
- Guendouzi era il leader del centrocampo, per intensità, personalità e continuità
La loro uscita non è stata compensata da innesti di pari livello. Anzi, proprio la cessione del francese ha lasciato scoperto il reparto che già mostrava maggiori difficoltà.
Gli acquisti: tante scommesse, poche certezze
Sul fronte degli arrivi, la Lazio ha operato soprattutto in ottica futura, accumulando profili giovani e di prospettiva, ma senza risolvere i problemi immediati.
🟢 ARRIVI
- Petar Ratkov (Salisburgo) – titolo definitivo
- Kenneth Taylor (Ajax) – titolo definitivo
- Edoardo Motta (Reggiana) – titolo definitivo
- Daniel Maldini (Atalanta) – prestito con diritto e obbligo condizionato
- Adrian Przyborek (Pogon Szczecin) – titolo definitivo
- Diego Gonzalez (Atlas) – fine prestito
- Blaz Kovac (NS Mura) – titolo definitivo
Giocatori interessanti, sì, ma quasi tutti da costruire, da adattare al campionato italiano e al sistema di Sarri.
Il grande assente: il centrocampista
Il dato più grave è uno solo: manca un centrocampista.
Nonostante:
- la cessione di Guendouzi
- le difficoltà fisiche di diversi elementi
- le richieste pubbliche dell’allenatore
la Lazio non ha chiuso per una mezzala pronta. Kenneth Taylor è arrivato, ma doveva essere un’aggiunta, non un sostituto. Lo stesso Sarri lo ha fatto capire chiaramente.
Il risultato è un centrocampo corto, fragile e spesso costretto a soluzioni di emergenza.
Le cessioni completano il quadro
🔴 CESSIONI
- Castellanos (West Ham) – titolo definitivo
- Guendouzi (Fenerbahce) – titolo definitivo
- Christos Mandas (Bournemouth) – prestito con diritto e obbligo
- Matías Vecino (Celta Vigo) – titolo definitivo
- Dimitrije Kamenovic (Lokomotiva Zagabria) – titolo definitivo
- Diego Gonzalez (Atlas) – titolo definitivo
- Pietro Pinelli (Reggiana) – prestito secco
Anche qui, più uscite che entrate realmente funzionali.
Conclusione: ridimensionamento evidente
Questo non è un mercato di rafforzamento.
È un mercato di transizione forzata, che scarica sul campo e sull’allenatore il peso delle scelte societarie.
- Rosa meno esperta
- Meno leadership
- Più giovani da aspettare
- Stessi problemi strutturali
Il rischio è chiaro: stagione di sofferenza, con Sarri chiamato ancora una volta a fare più con meno.
Il giudizio finale, oggi, non può che essere uno:
👉 mercato deludente.
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