Nuovi aggiornamenti sul numero dei tifosi biancocelesti che saranno presenti allo stadio Olimpico il 23 febbraio alle ore 20.45 in occasione di Lazio-Sassuolo, posticipo della 25a giornata di serie A. Curva e Distinti Nord sono esauriti, mentre la Curva Maestrelli rimane temporaneamente chiusa. La decisione è quella di temporeggiare e dare il via alle vendite per questo settore solo dal momento in cui i Distinti Sud risulteranno totalmente riempiti.
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Ci si avvicina a vele spiegate verso Lazio- Sassuolo, la partita delle partite per i tifosi biancocelesti. O almeno per alcuni perché come accade dal giorno del suo insediamento negli uffici di Formello, l’argomento Lotito continua a dividere, a spaccare l’ambiente. Tra i ‘dissidenti’ dell’iniziativa ‘Libera la Lazio’, un grande campione della storia del tennis italiano, noto tifoso biancoceleste, Nicola Pietrangeli si è espresso sull’iniziativa in un intervista rilasciata a Il Tempo.
Andrà anche lei allo stadio? «Guardi, sono in partenza per il Kenya e non ci sarà. Ma sinceramente le dico che se fossi rimasto a Roma, non sarei comunque andato. L’avrei vista da casa. Da tempo infatti non seguo più le partite, perché da sportivo non mi piace più questo mondo del calcio e quel che è diventato. Non riesco a capire iniziative come questa per Lazio-Sassuolo».
Perché non è d’accordo con la protesta? «Non le rispondo da tifoso, ma da sportivo quale mi sento. Il tifoso capisco che voglia sempre vedere vincere la propria squadra, ma non può essere così e bisogna cercare di capire anche i momenti. Per esempio, molti si sono arrabbiati per la partita di Catania, ma ora la Lazio è questa. Può dispiacere, ma lo sappiamo . Io non credo che Lotito non voglia raggiungere obiettivi importanti, forse non conosciamo bene tutta la situazione. Non sto dicendo, attenzione, che Lotito non abbia mai fatto errori. Ma chi non fa errori? Li facciamo tutti. Anche i tifosi, a volte. Senza voler offendere nessuno, ma con rispetto penso che il tifoso debba fare il tifoso sostenendo la squadra, mentre il presidente debba fare il presidente. Anche con decisioni scomode, è un imprenditore, ci mette i soldi e credo abbia tutto il diritto di decidere. A parità di condizioni, sono in questo senso dalla parte di Lotito».
Ma il tifoso non ha diritto di sognare una squadra migliore? A lei non piacerebbe? «Certo. Tutti vorrebbero una squadra vincente, ma prima di contestare, perché non ci chiediamo se si può fare? Si fa presto a chiedere campioni, ma chi paga? Non ci dimentichiamo del momento economico difficile. Lotito andava bene quando ha preso e salvato la Lazio, ora tutti pensano l’opposto. E guardi che non sono amico di Lotito. Poi siamo sicuri che andando via lui, ci sia un altro davvero interessato?».
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Lotito deve fare i conti anche con Zarate, che nonostante stia giocando con il Velez si porta dietro ancora gli strascichi di una separazione burrascosa. A riportare alla luce la questione è il suo procuratore Luis Ruzzi, che rende nota la decisione del Tribunale Ordinario di Roma di condannare la Lazio in primo grado a pagare 650 mila euro di risarcimento per il mancato pagamento dell’ultima parte di stipendio e delle commissioni:“Lotito non ha pagato a Zarate l’ultimo trimestre del campionato 2012-2013 e le commissioni, che l’anno scorso erano di 2 milioni, quest’anno di 2,5. Soldi a cui Zarate aveva deciso di rinunciare pur di tornare a giocare, ma il presidente della Lazio non glielo ha permesso perché già a ottobre aveva deciso di emarginarlo. Nell’ultimo periodo in Italia Mauro giocava a calciotto, con delle persone di 50 anni. Si era ridotto a questo pur di giocare. Per questo abbiamo iniziato a fargli causa e il Tribunale ci ha dato ragione. Avremmo vinto pure l’arbitrato, ma Zarate ha deciso di rinunciare perché si è lasciato suggestionare da Lotito. Gli diceva che tanto avrebbe vinto lui e quando hanno fatto slittare la decisione dal 10 luglio al 22, si è impaurito e ci siamo rivolti alla Fifa. È stato un errore, sono convinto che avremmo vinto anche di fronte alla giustizia italiana. Ho visto che le lacrime di Hernanes hanno fatto scalpore, ma la gente non sa quante volte ho trovato Mauro in lacrime per la situazione che stava vivendo a Formello“.
La risposta della Lazio attraverso le parole dell’avvocato Gian Michele Gentile: “Aspettiamo il decreto ingiuntivo e faremo l’opposizione. Mancato pagamento dello stipendio? Zarate se ne è andato, mi sembra strano che debba comunque percepire lo stipendio. Comunque a oggi non ci è stato ancora notificato niente. Quando avremo i documenti in mano valuteremo cosa fare“.
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Si torna in Europa, di corsa. Giovedì sbarcherà il Ludogorets all’Olimpico (ore 21.05), si giocherà l’andata dei sedicesimi di finale (ritorno fissato per giovedì 27 febbraio a Sofia). Reja darà spazio al turnover nel match contro i bulgari, nelle prossime due settimane la Lazio scenderà in campo quattro volte (Ludogorets, Sassuolo, Ludogorets e Fiorentina), c’è bisogno di forze fresche, ci sarà spazio per tutti. Edy ha in mente vari cambi, rivoluzionerà la formazione. Il modulo? Si potrebbe tornare al 3-4-3. Berisha sarà in porta, Marchetti ha bisogno di altri 15-20 giorni di cure e allenamenti. In difesa si giocheranno un posto Ciani e Novaretti, ci sarà Cana, una valutazione va fatta su Dias (lui o Biava riposeranno). Il centrocampo sarà affidato a Cavanda, Onazi, Biglia e Lulic. In avanti toccherà nuovamente ai baby Felipe Anderson, Perea e Keita. Reja farà rifiatare Biava (Dias è più fresco, dovrebbe giocare lui), Radu, Konko, Candreva, Ledesma e Klose. In panchina si terrà pronto Kakuta, l’ultimo arrivato. Edy l’ha visto bene in allenamento, potrebbe farlo esordire in corsa, ad oggi sembra l’ipotesi principale. Non è utilizzabile Postiga (ha conquistato i sedicesimi con il Valencia, non può disputarli con la Lazio), in ogni caso non avrebbe giocato, è ai box per infortunio, il polpaccio destro gli fa male, non è pronto.
Tratto da: Il Corriere dello Sport
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Una Lazio brutta e deconcentrata perde meritatamente contro un Catania voglioso di punti e stimolato dall’obiettivo salvezza. La squadra è mancata dal punto di vista tecnico e del palleggio. Mai come oggi si è notata l’assenza di un uomo di classe a centrocampo (ce l’avevamo, ma oggi veste un’altra maglia) che facesse girare la squadra. La partita è stata caratterizzata da una mancanza totale di schemi d’attacco, da scelte discutibili e da sostituzioni ritardate. Ho visto tanti errori di concentrazione da chi solitamente non ne commette (vedi Dias e Radu in occasione dei gol del Catania). Klose non pervenuto, anche perché servito poco e male. La miscela di questi ingredienti non poteva che confezionare la prima sconfitta in campionato della Lazio di Reja e del mediocre Lotito. Ora il popolo laziale è pronto a fargli capire che è stanco di questa mediocrità e dell’arroganza di un personaggio che non ha nulla a che vedere con lo stile e la tradizione biancoceleste. Contro il Sassuolo, i laziali riempiranno l’Olimpico per una manifestazione di dissenso, determinata ma civile. Qualsiasi gesto che non rispetti tali intenzioni ne rovinerebbe la riuscita.
Franco Capodaglio
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Claudio Lotito ai suoi detrattori-minacciosi che gli intasano i tre cellulari con sms avvelenati, manda subito a dire: «Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Traduco: fino a quando dunque, Catilina, abuserai della nostra pazienza?»
Cominciamo subito con Cicerone e con la sua “lingua madre”? «Per me il latino ha un valore icastico e lo ritengo il mezzo migliore per comunicare anche contro l’ignoranza di quei “soliti noti” che vogliono farmi sentire di troppo in casa mia, ergo alla Lazio».
Chi sono? Per caso quelli che la chiamano “Lotirchio” e le inviano ogni giorno minacce di morte?«Si tratta di fantomatici “gruppi”, una trentina di persone, che da tempo manipolano frange oltranziste della tifoseria laziale, le stesse che mi lanciavano monetine anche la sera della vittoria della Coppa Italia. Questi istigatori di violenza mi costringono a vivere sotto scorta della polizia e tra le tante illazioni che hanno fatto circolare ad arte, c’è anche quella che io avrei messo in vendita la Lazio. Hanno fissato pure il prezzo, 140 milioni di euro…».
Non c’è niente di vero invece? «Pura spazzatura, alimentata da ignobili strumentalizzazioni mediatiche. Io non cederò mai la Lazio perché il sogno, da padre, è di lasciarla in eredità a mio figlio. E a chi mi accusa di “tirchiaggine” la storia insegna: Lotito non vende, semmai compra».
Però ha appena venduto Hernanes e non ha fatto molto in un mercato in cui persino il Sassuolo a gennaio ha comprato 12 giocatori… «Passare all’Inter è stata una precisa volontà di Hernanes, l’ha dichiarato lui stesso. Il Sassuolo compra per salvarsi e poi il record di acquisti ce l’ha il sottoscritto: estate del 2004, presi 9 giocatori in un solo giorno. Ma un certo tipo di tifoso ha la memoria corta e contro l’irriconoscenza è necessaria la più grande misericordia».
Un velo misericordioso anche per quei calciatori che “rifiutano” il trasferimento alla Lazio? «Chi ha scritto e detto che ci sono giocatori che hanno rifiutato la Lazio verranno perseguiti penalmente, perché asseriscono il falso. In primis, quelli che sostengono che Quagliarella mi ha detto di “no” in quanto l’avrei obbligato a decurtarsi del 50% l’ingaggio. Mai parlato con la Juve, né con il giocatore».
Dicono il falso anche gli osservatori stranieri che additano le Curve di Lazio e Roma come le più razziste e violente d’Europa? «Io parlo solo della Curva della Lazio e so per certo che gli ispettori Uefa sono consapevoli che si tratta di reminiscenze precedenti alla attuale società, la quale ha messo in campo tutte le misure possibili a tutela dei valori civili e sportivi che per quanto mi riguarda si richiamano alla tradizione dei valori cristiani».
Intervallo religioso: come è stato l’incontro con papa Francesco? «Strabiliante, specie per la capacità di introspezione che possiede papa Bergoglio. Se potessi lo incontrerei tutti i giorni, magari anche per chiedergli conferma di quella voce che mi è arrivata – sorride – …Pare che il Santo Padre avrebbe una “forte simpatia” per la Lazio. Se fosse vero, per me e per il nostro club sarebbe un arricchimento spirituale incredibile».
Anche Petkovic aveva forti valori spirituali: volontario della Caritas in Bosnia. Era il suo pupillo, poi cosa è successo? «Un allenatore all’interno della Lazio è qualcosa di più di un dipendente, perché con il suo lavoro può essere un valore aggiunto o arrecare un danno alla società. Petkovic mi aveva assicurato che non c’erano trattative in corso tra lui e la federazione svizzera… I fatti l’hanno smentito, è venuta meno la fiducia, ed ecco spiegata la risoluzione del nostro rapporto».
La Lazio con Reja è ancora imbattuta in campionato, vuol dire che Lotito ha avuto ragione per l’ennesima volta? «Come mai Reja sta facendo dei risultati positivi con gli stessi giocatori che aveva a disposizione Petkovic? La riposta io ce l’ho: perché il calcio è uno sport di squadra e quando tutte le componenti sono animate dalla stessa chimica, i risultati arrivano».
E’ rientrato Stefano Mauri Mauri: ma che idea si è fatta dell’ultimo scandalo del Calcioscommesse? «Che la Lazio è stata colpita indirettamente con lo stop di un suo tesserato, ma la società è risultata totalmente estranea. E anche contro Mauri, da quanto è emerso, mi pare che più che basarsi sulla sostanza dei fatti ci sia stato un processo indiziario».
Alcuni… indizi, porterebbero alla possibile acquisizione della Roma da parte dei “cinesi”. La Serie A rischia di finire sempre più in mani straniere? «Gli imprenditori che sono arrivati finora dall’estero mi pare che siano tutti attratti da sedicenti interessi economici, più che da reale passione per il nostro calcio. Non so se i cinesi vogliono comprare, alla Roma comunque cambia poco, ha già una proprietà americana. Io amico di Pallotta? L’ho visto due volte in tutto…».
Walter Sabatini, nel 2004 lei lo vedeva tutti i giorni, era il suo direttore sportivo, ora sta facendo le fortune della Roma… «Il fatto che l’avessi ingaggiato dieci anni fa dimostra che già sapevo scegliere i dirigenti più bravi. È stato lui che nel 2008 ha deciso di andarsene, e all’epoca scelse il Palermo…».
L’Olimpico anche per Lazio-Roma fa fatica a riempirsi, ma a quando il nuovo Stadio delle Aquile? «L’attuale disegno di legge sugli stadi non consente di realizzare un impianto di proprietà del club. L’Udinese ce l’ha fatta? Sì ma Pozzo ha speso 25 milioni di euro, io per farlo a Roma dovrei trovare 200 milioni e al momento esistono ostacoli bancari, strutturali ed urbanistici, insormontabili».
Se la Roma dovesse vincere lo scudetto, non teme contestazioni per cui la sua pazienza cederebbe? «Io non temo i successi degli altri, ma penso solo a quelli nostri. Il derby vinto nella finale di Coppa Italia, rimarrà alla storia e per me vale più di dieci scudetti. Perciò, a chi continuerà a volere il mio male, e quindi quello della Lazio, stavolta non rispondo in latino ma con “e il Piave… anzi il Tevere, mormorò: non passa lo straniero”».
L’AVVENIRE
Massimiliano Castellani
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Finisce 3 a 1 per i padroni di casa la gara tra Catania-Lazio. Catania subito in vantaggio dopo soli 42 secondi di gioco. Pareggia nel minuto di recupero del primo tempo Stefano Mauri ma alla ripresa la squadra di casa allunga le distanze con un 2-1 3-1. La Lazio riesce quindi a far resuscitare la squadra che chiude il treno della classifica all’ultimo posto. Possiamo descrivere questa partita? Ovviamente si potrebbe se la Lazio avesse giocato e azzeccato qualche passaggio. Gara stra-dominata dal Catania con una Lazio a digiuno di idee,rimanendo in balia delle onde catanese. A nostro avviso nessun giocatore raggiunge la sufficienza in pagella, tra i quali possiamo trovare Konko e Reja tra i peggiori. La Lazio ora dovrà preparare la partita valida per l’europa league tenendo conto tra i vari affaticati ed infortunati.
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Tifosi della Lazio all’Olimpico in silenzio e delusi: simbolo di un ambiente depresso e di una squadra in piena crisi di identità.
CURVA NORD ESAURITA. Il grande cartello campeggia in bella vista in tutte le ricevitorie Lottomatica e in tutti i punti vendita çLazio Style. Sono bastate 16 ore di prevendita per raggiungere un traguardo toccato solo due-tre giorni prima del derby e non raggiunto neanche in occasione di Lazio-Juventus, a dimostrazione che Lazio-Sassuolo è già diventata un evento, la “partita” per eccellenza, l’occasione per dimostrare a tutti e soprattutto a chi guida questa società che i laziali non sono spariti, ma si sono solo allontanato in silenzio da una sociewtà che non sentono pià loro. Per tanti motivi.
Può piacere o no, ma questa è la realtà, quella che abbiamo sempre raccontato tra le risate di qualcuno, gli insulti di altri e le accuse di chi ci additava come nemici della Lazio. La maggioranza silenziosa, l’ex “zoccolo duro” che non tradiva mai, ha deciso di tornare a recitare un ruolo da protagonista. Tutti aspettavano solo un segnale per risvegliarsi e l’appello a riempire l’Olimpico per contestare tutti insieme Lotito è stata la scintilla che ha riacceso i cuori. Si sono mobilitati tutti, hanno portato avanti il tam-tam di chiamata alle “armi” sui social network e sui forum, hanno atteso per giorni con impazienza il momento e appena è scattata la prevendita si sono messi in fila per assicurarsi il biglietto, con l’emozione di una volta. Risultato: CURVA NORD esaurita in poche ore, Distinti quasi, vendita sostenuta per la Tribuna Tevere (dove torneranno al completo gruppi che avevano abbandonato lo stadio da tempo, come quello di Via Guareschi) e anche per la Monte Mario nonostante gli aumenti. E a questo punto, diventa un imperativo riaprire la Curva Maestrelli. Una società seria lo avrebbe fatto fin dall’inizio, ma in casa Lazio la normalità non è di casa, quindi bisogna quasi chiedere di aprire un settore popolare a cui tutti i tifosi sono legati e che Lotito ha deciso di chiudere da anni.
Non è giusto lanciarsi in previsioni, ma se il buongiorno si vede dal mattino, la partenza sparata delle vendite fa ipotizzare almeno 50.000 presenze e sarebbe record in assenza di presenze massicce di tifosi “ospiti”, come nel derby o nelle sfide con Milan, Inter, Napoli o Juventus. Più di 50.000 laziali per una partita che in situazioni normali ne avrebbe richiamati poco più di 20.000, ovvero meno degòli abbonati “teorici” della Lazio. Diciamo “teorici”, perché dati alla mano solo pochi dei 7500 “cuccioloni” poi si presentano regolarmente la domenica allo stadio, soprattutto in occasione delle partite in notturna. Questa volta, invece, si presenteranno tutti e con loro migliaia e migliaia di laziali che torneranno a casa per la prima volta da chissà quanto tempo. E il “boom” di vendite di ieri, non è stato una semplice fiammata, ma solo l’inizio di un vero e proprio incendio che sta accendendo l’ambiente, nonostante l’indifferenza di quasi tutti i mass media che non stanno parlando affatto di questo evento, di quello che sta succedendo in casa Lazio dopo anni di vera e propria apatia. Superare le 50.000 presenze era l’obiettivo iniziale, ma a questo punto è impossibile fare previsioni, perché il “passaparola” sta creando un vero e proprio effetto domino che potrebbe riservare ulteriori sorprese nei prossimi giorni. E in pochi ci avrebbe scommesso…
GIORGIO CERRI – LAZIOMILLENOVECENTO
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Che sia una sfida sentita, per entrambe le squadre, lo si è capito. Catania e Lazio domani al ‘Massimino’ si giocheranno molto: c’è una salvezza da conquistare per i padroni di casa, una scalata verso l’Europa tutta da vivere per gli uomini di Reja. Chi è già in clima partita è certamente Giuseppe Bellusci, che sul proprio profilo Twitter, ha inserito come immagine di sfondo una foto che lo ritrae mentre sferra un calcio in faccia a Miroslav Klose, in un vecchio scontro tra le due squadre. Si tratta certamente non di un bel gesto che lo porterà al centro delle critiche.
LAZIONEWS24
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Dopo anni di gloriosa attività sportiva, oggi per la Lazio pallamano sono costretto a scrivere una pagina dolorosa: ” LA S.S. LAZIO PALLAMANO CHIUDE L’ ATTIVITA SPORTIVA “. Non avrei mai pensato di arrivare a questo punto. Ho provato con tutte le mie forze a far si che ciò non accadesse, purtroppo sia per il momento che tutta Italia sta vivendo, sia per il cambio di presidente che definirlo FANTASMA é un complimento, siamo arrivati a questo punto, quello che é venuto totalmente a mancare é stato il supporto economico. Mi chiedo ora a cosa sono serviti i sacrifici dei miei giocatori, di tutti coloro che in questi anni hanno condiviso sia le gioie per la vittoria che la delusione per la sconfitta, trasferte fatte con sacrifici, spese sostenute da tutti noi. É duro per me accettare un ritiro dal campionato di serie A, campionato che era cominciato sotto i migliori auspici, ma che man mano si sono rivelate ingannevoli, come le speranze del Presidente Masi. Non é giusto chiudere una sezione della polisportiva della S.S. Lazio per non aver mantenuto le promesse fatte.
RINGRAZIO TUTTI coloro che mi hanno aiutato, supportato, incoraggiato a seguire un sogno che poi non si é potuto avverare.
Mister Langiano.
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Quagliarella no, Postiga sì. Così si è chiuso il mercato degli attaccanti in orbita Lazio. La punta che è arrivata in prestito dal Valencia, però, ancora non si è vista. Nemmeno da lontano. I guai fisici l’hanno subito rilegato in infermeria, nelle rare apparizioni a Formello si è limitato a qualche corsetta. E i tempi di recupero sembrano ancora lunghi. Non sarà convocato per Catania e anche con il Sassuolo il rischio di fortait è concreto. In Europa League non può giocare e quindi, nella migliore delle ipotesi, i tifosi biancocelesti potranno ammirare il lusitano il prossimo 2 marzo a Firenze. Tutto questo per una semplice contrattura? E’ questa la domanda posta dall’edizione odierna de Il Tempo in merito alla condizione fisica dell’ex Porto. Per la verità, negli ultimi mesi in Spagna Postiga ha dovuto affrontare una fastidiosa pubalgia, mai totalmente risolta. I medici biancocelesti lo sanno e non escludono, o meglio ritengono molto probabile una correlazione tra i problemi del recente passato e gli attuali dolori muscolari. La Lazio, intanto, fa due conti: in tre mesi e mezzo (il campionato finisce il 18 maggio) Postiga costerà 1,7 milioni di euro al presidente Lotito. Sulla carta sarebbero stati100mila euro per ognuna delle 17 gare alle quali il lusitano avrebbe potuto partecipare. Due, però, le ha già perse, e altre due le salterà sicuramente. Dunque 400mila euro buttati al vento e un terribile dubbio: dopo il bidone Saha, pagato un milione di euro per 130 minuti trascorsi (male) in campo, la Lazio avrà almeno stavolta indovinato il giusto acquisto?
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Ai microfoni di Radiosei arriva anche la dura controreplica di Alfredo Parisi alle parole dell’avvocato Gentile: “Non penso che una persona, che dovrebbe perseguire gli interessi della società Lazio come Gentile, non capisca le basi del diritto –ha esordito il presidente di Federsupporter-. Questa è una cosa che mi ha lasciato a bocca aperta! Il discorso della Corte d’Appello non c’entra assolutamente niente. Tale Corte deve decidere solamente la pena, il reato è già stato sancito in tremila modi. Il processo è finito, la condanna è definitiva. Ammesso e non concesso che a Lotito non diano neanche un euro di sanzione, il reato comunque esiste ed è stato commesso. La Cassazione è stata di una semplicità estrema. Poi non ho capito questo riferimento di Federsupporter che creerebbe problemi a Lotito. Noi pretendiamo solamente il rispetto delle regole. Non mi aspettavo uno sfondone giuridico di questo tipo“.
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Quattro destinatari: Coni, Consob, Figc e Consiglio di Sorveglianza della Lazio. Come preannunciato, la Federsupporter ha inviato a questi quattro soggetti la lettera con la quale l’associazione pone la questione della decadenza del presidente Lotito dalle sue cariche.La vicenda è ormai nota, riguarda la sentenza della Cassazione relativamente all’accusa di aggiotaggio e di omessa alienazione della partecipazioni, nei confronti di Claudio Lotito e Roberto Mezzaroma. Per quanto riguarda il primo capo d’accusa è subentrata la prescrizione, mentre per il secondo punto la Suprema Corte ha rinviato alla Corte d’Appello la ridefinizione delle sanzioni. Sulla base di tale decisione, Federsupporter reclama la decadenza di Lotito dalla carica di presidente della Lazio e di consigliere della Federcalcio, sulla scorta dell’art. 22 bis delle Norme federali. Questo il comunicato – pubblicato oggi sul sito dell’associazione – con cui il presidente Alfredo Parisi rende noto l’invio delle lettere
Interpellato da Repubblica.it, l’avvocato della società biancoceleste Gian Michele Gentile predica invece tranquillità: “Si tratta di una forzatura che sta facendo la Federsupporter per creare problemi a Lotito. Finché non c’è una condanna, che dovrà essere determinata dalla Corte di Appello di Milano, non si può iscrivere questa sentenza nemmeno al casellario giudiziale. Solo dopo la condanna con pena – prosegue il legale –si potrà affrontare questo discorso, che peraltro sta subendo una logica rivisitazione visto che al momento le norme in questo ambito sono molto generiche e senza tetti. Si sta valutando quali siano i reati effettivamente meritevoli di decadenza ed è probabile che in sede di rivisitazione delle regole questi vengano specificati. Considerando anche come viene trattata la materia in altre sedi, al momento mi sento di escludere che la decadenza possa essere un rischio reale. I tempi? Abbiamo presentato un’istanza per un errore di fatto nella sentenza. Quindi aspettiamo che la Cassazione si pronunci su tale istanza – conclude Gentile -poi gli atti dovranno andare a Milano e solo a quel punto sarà fissata la data del processo. Se ne parlerà probabilmente in autunno”.
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Accusa di bancarotta fraudolenta per Marco Mezzaroma, proprietario della Salernitana e per il presidente della Lazio Claudio Lotito, entrambi indagati dalla Procura di Roma. Nell’occhio del ciclone, il fallimento finanziario della Img Costruzioni che sarebbe stato causato, secondo gli inquirenti, da una serie di distrazioni patrimoniali per un totale di 1 milione e 900 mila euro, secondo la ricostruzione di Repubblica, tra il 2006 e il 2009.
Scoperte, pare, fatture per operazioni inesistenti da parte di una società facente capo a Mezzaroma, Mancini e Gagliardi, guardandosi bene, così, dal pagare tasse. Ci sarebbe anche un prestanome, il 78enne Umberto Lorenzini, messo a capo della Img Costruzioni da Gagliardi e accusato insieme a quest’ultimo di aver nascosto al curatore fallimentare le scritture contabili e di aver omesso di depositare i bilanci della Img, dal 2004 al 2012, nonché di averne causato il crac lo scorso anno.
LA REPUBBLICA
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Tifosi della Lazio all’Olimpico in silenzio e delusi: simbolo di un ambiente depresso e di una squadra in piena crisi di identità.
Era annunciata ed è confermata. Il23 febbraio, giorno di Lazio-Sassuolo, posticipo della 25a giornata, i tifosi della Lazio riempiranno lo Stadio Olimpico per la contestazione alla società, riporta il ‘Tempo’. “Libera la Lazio”, è il nome dell’iniziativa che sta girando ormai da tempo sui social network. Lotito, per tutta risposta, ha alzato i prezzi dei tagliandi per il match con gli emiliani: Tribuna d’Onore da 120 a 150 euro,Monte Mario da 70 a 90 euro, Tevere da 50 a 60 euro. Curve invariate.
LAZIONEWS
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Un altro vecchietto da rinnovare, con standard da top player. Miro Klose è pronto a riconfermare il matrimonio con la Lazio. Come riporta l’edizione odierna de La Repubblica, il panzer tedesco sembra essere orientato a rimanere a Roma un altro anno.“Il mio futuro lo deciderò in estate” – dichiarava qualche tempo fa. Tre le opzioni da scegliere: l’affascinante avventura nella Liga americana, un ritorno in Germania dove ha iniziato la sua carriera da professionista o la Lazio. La scelta è ricaduta sulla meno probabile. Nei giorni scorsi ci sarebbe stato un incontro con il presidente Lotito per iniziare a trattare: un altro anno di contratto a 1,5 milioni di euro più bonus, esattamente uno in meno rispetto ai 2,5 percepiti fino ad ora. Il 35 enne di origine polacche ci pensa. Ma accetterà: la decisione spetterà soprattutto alla famiglia, che si è sempre trovata bene a Roma. A breve ci potrebbe essere l’incontro finale per siglare il patto che durerà fino all’estate del 2015. Anche Mauri dovrà decidere il proprio futuro: ha offerte da Emirati, Usa e Canada, ma il suo sogno è quello di rimanere nella Capitale. Chiede 1,5 milioni a stagione, si tratterà.
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Il “CASO” Minala ha superato i confini italiani finendo nelle testate giornalistiche anche estere. Un polverone alzato da qualcuno dopo aver visto “in faccia” il giocatore biancoceleste. Oramai sono giorni e giorni che tutto il web si sfoga con battute in stile “black Humor” e fotomontaggi vari pur di aggiudicare qualche “mi piace” in più sulle rispettive pagine facebook, fotomontaggi che possono anche far sorridere lo scrittore che in questo momento sta tirando giù queste due righe ma che rimangono al limite della sopportazione, dal “padre di Di Natale”, al “Minala che gioca con Piola” passando per “Minala nella formazione camerunense 1992”. Dai quesiti “è nato prima Minala o la Lazio” a “La Lazio ha acquistato il figlio diciottenne di Minala”.
Queste cose si possono vedere sui vari social, ma quando cominci a vedere che anche i giornalisti e i vari siti cominciano a seguire l’onda degli user normali, lasciando la loro professionalità in teatrini deprimenti (vedi sky).
Minala lasciò il suo paese di origine in cerca di fortuna calcistica.
Ora vi riporto un articolo di Andrea Tabacco, scritto su eurosport.yahoo il quale racconta la storia del giocatore: Fin da piccolo capisce di avere ottime qualità e decide di venire in Italia per giocarsi le sue carte nella speranza di poter sfondare nel calcio che conta. Prende contatto con un procuratore che gli promette alcuni provini, ma una volta giunto alla Stazione Termini di Roma – lì dove avrebbe dovuto incontrare l’agente – scopre che non c’è nessuno ad attenderlo.
Minala ha la lucidità per denunciare l’agente e trova accoglienza presso una casa famiglia di Roma che gli offre una sistemazione anche a livello calcistico. Il giovane camerunense si lega alla Vigor Perconti, una tra le scuole calcio più qualificate di tutto il Lazio, e con la società capitolina gioca il campionato Allievi, esibendo ben presto tutto le sue qualità. Su di lui si informano Inter, Roma e in particolar modo il Napoli: con i partenopei Minala disputa anche due mesi di prova, ma la trattativa – che vede coinvolto anche Raiola e che porterà al litigio del ragazzo con lo zio-tutore – sfuma a causa della ferma volontà del ragazzo di non spostarsi da Roma.
Nell’estate del 2013 ecco la svolta. Arriva la chiamata della Lazio, nella persona di Alberto Bollini, in quel periodo allenatore della Primavera dei biancocelesti e ora secondo di Reja nella Prima Squadra. Minala accetta e, risolti alcuni problemi a livello burocratico, la Lazio lo tessera in via ufficiale il 2 dicembre. Con la Primavera biancoceleste, Minala ha fin qui disputato 9 partite (cinque in campionato, 3 in Coppa Italia e 1 nel Viareggio): 5 i suoi gol complessivi, 6 gli assist. Ma che ruolo fa Joseph Marie? Gioca a centrocampo ed è un interno moderno, uno alla Vidal tanto per intenderci. Bravo a inserirsi in attacco, intelligente nell’impostare l’azione e veloce di pensiero nello smarcare i compagni davanti ai portieri avversari: ha un ottimo senso del gol e un discreto tiro da fuori. Su di lui assicura a occhi chiusi l’agente, Diego Tavano, che lo ha difeso con forza dalle accuse che gli sono piovute addosso negli ultimi giorni. L’obiettivo è l’esordio in Serie A: fin qui una panchina, domenica scorsa nel derby contro la Roma. Mica una partita a caso…
Può un ragazzo di soli diciasette anni sopportare tutto questo bullismo da chi scrive dietro una tastiera e sopratutto preso in giro anche dai giornalisti?
Video girato da Lazio club Pesaro:
Navigando su twitter si può notare dal profilo personale del calciatore, uno stato dove dimostra il suo malessere per questa storia e diversi post di vicinanza da parte dei suoi compagni.
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Tra una settimana sarà di nuovo Europa League, la fase eliminazione ruberà la scena da qui fino al termine della stagione. Ai sedicesimi sarà Lazio contro Ludogorets, sfida assolutamente da non sottovalutare per i biancocelesti. Primi in patria, i bulgari riprenderanno il campionato proprio sabato, contro il Neftochimic. Dalla sosta a un ciclo di gare ravvicinate, il tecnico Stoycho Stoev mostra rispetto per la squadra di Reja, ma non teme l’abbondanza d’impegni: “Contro la Lazio ci attende una sfida dura, prima di tutto perché sono una squadra italiana– le sue parole riportate da Sportal.bg -. Prima era in difficoltà, ma hanno superato quel momento. Ho visionato molte loro partite, una anche dal vivo, e posso dire che sono una buona squadra. Spero che sarà un duello avvincente – ha concluso Stoev -, ma non ci prepareremo solo per la Lazio. Ritengo di avere abbastanza giocatori per affrontare tre partite a settimane“
La trasferta di Catania prima di rituffarsi in Europa. Scalda i motori la Lazio di Reja, dopo che l’obiettivo di bissare la Coppa Italia è sfumato, l’appuntamento dell’Europa League assume un’importanza cruciale nell’economia di una stagione nata male. A far visita alle Aquilebiancocelesti la prossima settimana saranno i bulgari del Ludogorets, capolisti in patria seppur in coabitazione con il Litex Lovech (ma con una gara da recuperare).I verdi di Razgrad, dopo aver dominato il proprio girone eliminatorio, sognano di proseguire l’avventura in territorio continentale. A dichiararlo senza mezzi termini è l’ala olandese Virgil Misidjan, nel corso di un’intervista rilasciata al portale ludogorec.net: “In Europa abbiamo offerto ottime performance. Ci teniamo molto ad onorare un torneo di così alto livello. Ognuno di noi vuole mostrare il suo pieno potenziale. La vetrina è molto più blasonata rispetto alla massima rassegna nazionale ed è un sogno per ogni giocatore. È molto bello disputare competizioni europee, con tutti gli addetti ai lavori che osservano le tue prestazioni”. La Lazio nel breve futuro, l’ex giocatore del Willem II – originario del Suriname – arrivato nel nord-est della Bulgaria in estate, mostra rispetto per i prossimi avversari: “Abbiamo osservato molto il modo di giocare della Lazio sui video. Sappiamo molto sul loro conto, il nostro staff tecnico è anche andato più volte a studiare la squadra da vicino. Non stanno ottenendo i migliori risultati nel loro campionato, credo si trovino all’ottavo posto, ma in ogni caso non dobbiamo sottovalutarli. Per me quella biancoceleste è una compagine solida, ha nella rosa giocatori di classe, tra cui spicca Miroslav Klose, attaccante conosciuto in tutto il mondo. Sarà molto difficile affrontarli”.
Piena fiducia nei propri mezzi, del resto la consapevolezza dei propri mezzi negli uomini di Stoycho Stoev è alta: “Eliminare la Lazio? Non si sa mai quello che può riservare il calcio. Se qualcuno mi avesse fatto la stessa domanda più di quattro mesi, avrei avuto dubbi. Sulla carta avremmo dovuto lottare per il secondo posto nel nostro girone europeo, il PSV era la favorita d’obbligo. Abbiamo visto, però, cosa è successo e come è andata a finire, con i biancorossi di Eindhoven che non sono neanche riusciti a passare al turno successivo. I tempi stanno cambiando molto rapidamente. Non posso promettere di battere la Lazio, nulla è scontato. Tuttavia, posso dire alla gente che daremo tutto e non ci arrenderemo. Vediamo cosa accadrà”.
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Si è svolta in mattinata presso la Scuola Superiore di Polizia di Roma una tavola rotonda intitolata ‘Fenomeno calcio’. All’evento erano presenti i massimi esponenti del mondo del calcio italiano tra cui Vincenzo Panico, prefetto a capo della task force dell’osservatorio, il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, il capo della polizia prefetto Alessandro Pansa. Scopo dell’incontro un confronto fra le istituzioni e lo sport, inerente al mondo del calcio. Moderatore dell’evento è stato Marino Bartoletti. Tra i presenti anche l’Ad della Fiorentina Mencucci, il presidente del Siena Mezzaroma e il capo degli arbitri Nicchi, Simone Perrotta per l’Asso Calciatori, oltre al presidente della Lazio Claudio Lotito, il quale al termine dell’incontro è andato a salutare personalmente il capo della polizia Pansa. Poi subito la replica di Lotito: “Lei sa quanto mi spendo in prima persona, ho messo la faccia e combatto quotidianamente per non soggiacere. Sarebbe più facile trovare gli accordi, invece io vado avanti con la famosa ‘barra dritta’, quella della quale prima parlava il presidente federale. Noi andiamo avanti. In questo momento, grazie alle forze dell’ordine, che ci hanno sempre sostenuto, grazie alle quali non avrei potuto portare avanti le battaglie che ho messo in atto da nove anni. Grazie alla polizia, l’ho sempre riconosciuto. E’ giunto il momento che all’interno degli stadi non sia più consentito tollerare certe cose. Perché per 300/200 persone, questo è il numero riconducibile. Che sulla base sociologica riescono ad aggregare altre persone. Che non sanno nemmeno cosa vanno a fare, che non sanno la ratio del movimento. Portati avanti da quelli che hanno ragioni criminali note a tutti. Non è possibile si debbano subire queste immagini negative nei confronti del calcio. Non ci meritiamo una cosa del genere, facciamo battaglie quotidiane. Dissi 9 anni fa calcio didascalico e moralizzatore, la gente rideva. Il mondo del calcio ha la capacità di coinvolgere un numero incredibile di persone, e questa capacità dovrebbe esse usata in modo positivo per costruire un percorso diverso. Questo è”.
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Come annunciato dalla Federsupporter (Associazione che riunisce soggetti interessati alla vita sportiva in qualità di piccoli azionisti o di sostenitori di società e associazioni sportive) e ribadito nella giornata odierna dal presidente Alfredo Parisi – attraverso il sito sslaziofans.it – domani verranno inviate le lettere raccomandate indirizzate a Federcalcio, Coni e Consiglio di Gestione della Lazio, con le quali Federsupporter chiederà i motivi per cui, a distanza di quasi 50 giorni dalla sentenza di condanna da parte della Cassazione, Lotito ancora ricopra la carica di presidente della Lazio e di membro del Consiglio Federale in palese violazione dell’articolo 22 bis (Disposizioni per l’onorabilità) delle NOIF. Secondo tale disposizione “non possono assumere la carica di dirigente di società o di associazione” e, “se già in carica decadono”, coloro i quali vengano condannati con sentenza passata in giudicato per i delitti, tra gli altri di cui al “Testo Unico delle disposizioni in materia di Intermediazione finanziaria (D.L.vo 24 febbraio 1998, n.58). Per fare chiarezza su questa vicenda che riguarderebbe da vicino il patron biancoceleste Claudio Lotito in qualità di azionista di maggioranza del club, Radiosei ha contattato proprio il presidente della Federspupporter Alfredo Parisi che ha precisato:“In sostanza, secondo l’articolo 22 bis, non si può ricoprire una carica di dirigente di una società o associazione qualora ci sia stata una condanna per una serie di reati tra cui c’è anche il 173 del T.U.F. che riguarda il presidente Lotito. Immagino che il soggetto lo abbia già comunicato alla Federcalcio ma per essere sicuri con l’avvocato Rossetti faremo una comunicazione di notifica della avvenuta emissione di questa sentenza affinché si rispetti questo regolamento”.
Cosa cambierebbe nel caso si applicasse la sentenza? “Lotito non potrebbe più ricoprire la carica di presidente. Probabilmente si dovrà nominare un altro presidente di consiglio di gestione e inoltre – a seguito di questa condanna –Lotito perderà probabilmente anche, per ragioni giuridiche ed etico-morali, la carica di Consigliere Federale. Rimarrebbe socio di riferimento con circa il 68% delle azioni. Lasciamo quindi perdere la possibilità che ci possano essere persone interessate all’acquisto della Lazio. Purtroppo si tratta di una situazione consolidata, proprio perché parliamo di un soggetto che detiene il 68% del pacchetto azionario che vuole lasciare al figlio, per cui non c’è la situazione adatta a questo tipo di possibilità. Ormai è così, la tifoseria della Lazio ha avuto diverse occasioni per cambiare questo stato di cose ma non è stato possibile quindi, a meno che non intervengano altri fattori scatenanti, la situazione è questa. La Lazio è destinata a vivere così, in questa mediocritas che può essere più o meno aurea, e che da ex rappresentante degli Eagles Supporter mi fa male”.
Una volta decaduto c’è la possibilità di cambiare il Consiglio di Gestione della Lazio che è di tipo dualistico, per non renderla così blindata? “Si dovrebbe riunire il Consiglio di Sorveglianza ed eleggere i nuovi rappresentanti del Consiglio di Gestione, che rimarrebbero solo due, l’attuale presidente e un altro soggetto. Certo sarà sempre una persona di fiducia dell’azionista di maggioranza. Quindi gli scenari dal punto di vista azionario cambierebbero relativamente. Non ci sarà in quel caso la presenza in prima persona del soggetto. A tutte queste fantomatiche offerte che si sentono in giro non ci credo. Queste sono cose serie che non si fanno in un modo avventuroso. Quello che vogliamo far capire noi è che le regole vanno rispettate. Molte volte nelle istituzioni sportive si danno le regole e poi per altre ragioni di convenienza si cambiano in corsa. In tutta serenità penso che il personaggio abbia già comunicato il fatto alla Federcalcio, ma nella malaugurata ipotesi noi della Federsupporter faremo questa notifica. La lettera la stiamo mandando in questi giorni proprio per evitare di farlo coincidere con il derby e poi perché volevamo lasciare il tempo materiale a chi avrebbe dovuto fare le comunicazioni necessarie. Cambierà ben poco anche per quanto riguarda gli aspetti gestionali. Mi auguro che la persona che sostituirà l’attuale gestore sia una persona con cui si possa parlare, tutto qua”.
Per il reato di aggiotaggio manipolativo e del patto parasociale, il reato è finito in prescrizione. Ma per la mancata alienazione delle quote? “Il fatto che sia caduto in prescrizione vuol dire che la pena non è applicabile non che il reato non sia stato commesso. Coloro che avevano azioni al 30 giugno 2005 hanno diritto ad essere risarciti perché nel frattempo, come ha detto la Cassazione, era stato fatto in modo che non si rendesse noto al mercato il reale valore delle azioni. Mi sembra che la Cassazione abbia sancito vincoli che non possono avere interpretazione diversa. Pertanto se gli azionisti volessero portare avanti questa causa avrebbero tutto il diritto di farlo. Ora la visibilità del presidente potrebbe venir meno e considerando il personaggio potrebbe essere un piccola défaillance per lui, ma seguirà comunque a fare quello che ha fatto fino adesso”.
La Lazio, o una società quotata in Borsa in Italia, potrà mai essere gestita come Barcellona o Real Madrid? “Il modello spagnolo, anche per problemi regolamentari, è troppo diverso da quello italiano. Il modello ideale è quello del Bayern Monaco che ha 230 mila tifosi che partecipano ad una società che controlla di fatto il Bayern. È un modello che ha suscitato interesse, ma che poi va attuato. Una società di calcio, come qualunque società, ha tre momenti distinti. Azionariato, controllo e gestione. Se queste tre funzioni si tengono separate, allora si che i tifosi potranno intervenire nell’Azionariato e nel Controllo, ma mai nella Gestione. La possibilità di controllo della gestione rappresenta il vero momento di forza. Questo ovviamente è difficile farlo capire ai tifosi. Cosa farei se potessi prendere la Lazio? Mi affiderei ad una banca di affari e al 33% che sta sul mercato farei un’offerta di acquisto delle azioni. Oggi il valore nominale delle azioni è 0,60, il valore di mercato è intorno allo 0,40/0,50, io offrirei 1 euro e 50 per ogni azione. Se tutti accettassero questa offerta avremmo in quel caso un soggetto nuovo (che non si paleserebbe perché dietro ci sarà una società che difenderà i diritti di riservatezza) che avrà il 33% di queste azioni e che potrà sedersi al tavolo per trattare il restante pacchetto di azioni. Se questo non avviene è perché non ci sono acquirenti”.
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Si chiama Massimo Di Clemente, in arte “Disegnello”. È lui, tatuatore di professione e laureato con 110 e lode all’Accademia delle Belle Arti, l’autore delle coreografie che la Curva Nord utilizza in occasione dei derby. Quella proposta dai tifosi della Lazio nell’ultima stracittadina è stata un vero e proprio capolavoro. Si tratta di una rivisitazione della scultura di Canova, “Adone e Venere”, da cui Disegnello ha preso spunto adeguandola ovviamente ai colori biancocelesti: “Sul tavolo – racconta Massimo – c’erano varie idee. Come sempre ci riuniamo e decidiamo tutti insieme cosa realizzare a seconda del momento che sta vivendo la Lazio. Proprio per questo siamo partiti dalla frase ‘a te ho giurato fedeltà eterna, a te darò eterno amore’. Allora ho cercato tra le opere di Canova, perché lo conoscevo bene avendolo studiato all’Accademia delle Belle Arti. Un tema, quello dell’amore, che lui ha espresso sia nell’opera “Amore e Psiche”, che in quella che poi abbiamo scelto, “Adone e Venere“.
Perché proprio quella? “Perché in quella carezza è racchiuso tutto l’amore tra i due soggetti principali. Adone sta per andare a caccia e Venere gli si avvicina per metterlo in guardia. I due si guardano negli occhi, e lei lo saluta passandogli la mano sul volto. È un atto d’amore e un gesto molto romantico. Abbiamo trasformato il disegno allungandole la veste, colorandolo di biancoceleste e scrivendoci sopra la scritta S.S. Lazio. Questo perché noi tifosi siamo rappresentati da Adone, mentre la Dea Venere è la Lazio. In più, abbiamo aggiunto accanto un capitello ionico con sopra ben in vista la Coppa Italia“.
Come si realizza una coreografia del genere? “La tecnica non l’ho inventata io [sorride, ndr], ma la usavano anche Michelangelo e Raffaello. Ho studiato decorazione pittorica all’Accademia delle Belle Arti con il professor Gino Marotta, che mi ha formato e che purtroppo è venuto a mancare un anno fa. Con lui ho imparato che tanto per disegnare la Cappella Sistina, quanto per qualsiasi affresco, si utilizza sempre il metodo del quadrettato. Sostanzialmente si esegue il disegno normale su cartoncino, poi viene quadrettato in centimetri per poi riportarlo dove si vuole in scala ingrandita. Tracciamo dei punti sulla tela e io passo per disegnare. Non è semplice, perché l’opera è gigante e si devono valutare pure gli effetti ottici della Curva, che scendendo verso la vetrata è quasi orizzontale, mentre salendo in direzione del tabellone diventa verticale. Per questo dobbiamo dare anche una sorta di prospettiva“.
Quante persone e risorse economiche servono? “Più persone partecipano e meglio è. Diciamo che ne occorrono almeno una ventina per mettere le plastiche e non sporcare il capannone che affittiamo per lavorare, per stendere la stoffa. Viene fatta una colletta per comprare vernici, stoffa, decorazioni e qualcosa da mangiare durante i lavori. In totale servono circa 7-8 mila euro, certe volte anche di più. Siamo un’equipe tosta, composta da ragazzi volenterosi. Ci organizziamo perfettamente: c’è chi fa striscioni da una parte, chi va a comprare le vernici, chi addirittura si sposta e va in trasferta per prendere decorazioni e chi sta vicino a me totalmente e prende i punti, mi ricorda le misure, mi aiuta a stendere la stoffa mentre traccio la linea. Un gran lavoro, insomma. Che facciamo con piacere, perché nel mentre ci divertiamo, raccontandoci vecchi aneddoti di Curva e di trasferte. Si crea un’atmosfera intima molto bella. Senza l’aiuto di tutti i ragazzi non sarebbe possibile realizzare queste coreografie“.
Le tempistiche quali sono? “In questo caso ci è voluto il doppio del tempo, perché il capannone che abbiamo affittato era lungo 40 metri e largo 18, mentre la coreografia era 40×30. Quindi abbiamo dovuto lavorare a metà, facendo prima una parte, arrotolando la stoffa e poi realizzando l’altra. Complessivamente mi sono servite circa 16 ore: sono entrato alle 19.30 di sera e me ne sono andato alle 7.30 del mattino successivo, e a queste vanno aggiunte altre quattro ore del giorno precedente. Se ci fosse stato uno spazio più grande sarebbe stato tutto più semplice“.
Poi arriva il giorno del derby. Cosa prova a vedere la sua opera in Curva? “Prima ci sono i giorni precedenti, in cui l’adrenalina sale a mille. I ragazzi fanno la ‘veglià e proteggono la stoffa fino a che non viene portata allo stadio su un furgone il giorno della partita. Poi viene srotolata con attenzione per evitare di metterla storta. È una responsabilità enorme nei confronti di tutto lo stadio, c’è sempre un po’ di preoccupazione e mi domando se alla fine sarà bella e soprattutto se riuscirà a caricare i giocatori. Anche loro la guardano, nei giorni scorsi Mauri e Biglia sono passati nel mio studio e mi hanno detto che ne sono rimasti affascinati. Quello è il nostro obiettivo principale: caricare e spingere la squadra nei momenti difficili. È fondamentale vincere il derby sugli spalti prima ancora che cominci la gara. Quando finalmente viene svelata mi sento come un bambino, mi viene da piangere. È un momento magico. E quando il 26 maggio dopo la vittoria della Coppa Italia è stata distesa sul campo stavo quasi svenendo per l’emozione“.
Tra le tante che ha realizzato, ce n’è una a cui è legato in modo maggiore? “L’ultima è come la prima. Hanno tutte la stessa importanza, perché è come se fossero un’opera d’arte, una tela. La più strutturata e difficile è stata quella in cui ho disegnato il Colosseo (21 marzo 2004, ndr). Abbiamo realizzato tutti e tre i livelli: ionico, dorico e corinzio. Era talmente grande che riuscivo a entrare dentro un arco. È stata abbastanza difficile. Così come quella con il padre che allaccia lo scarpino al figlio (8 aprile 2013, ndr) e, soprattutto, quella diGabriele Sandri (11 novembre 2012, ndr). Portare il suo volto in Curva era una responsabilità importante. Ma sono belle anche le prime, che creavo senza neanche i punti perché non seguivo l’accademia. Le facevamo per la strada, ma c’è da dire che venivano bene lo stesso“.
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Rinnovo al passato: i terribili vecchietti cercano il futuro. C’è chi è tornato protagonista e chi tornerà tale. Dalla ritrovata coppia centrale Dias-Biava, passando per il redivivo Mauri, sino al Mito Klose. Senatori tutti in scadenza a giugno, oltre 140 anni in quattro. Chiuso il mercato, adesso si decide la loro permanenza. Lotito riflette prima di sedersi al tavolo. Non è una novità il prolungamento di Dias, il presidente gliel’aveva già accennato prima di Natale, quando era stato reintegrato. André è rimasto a Roma per Reja, ma a 35 anni può essere un punto fermo per un’altra stagione? Domanda simile per Biava, con due primavere in più. Il destino di Klose è nelle sue mani, Mauri si vede biancoceleste a vita.
Meritano un premio all’attaccamento? Chissà, intanto la Lazio fissa quello per l’Europa: circa 50 mila euro (in base alle presenze). Ora che è di nuovo così vicina, meglio dare uno zuccherino al galoppo. Tra l’altro fra pochi giorni, entro il 16 febbraio, Lotito pagherà pure i premi della scorsa stagione (oltre 100mila euro a testa, fra qualificazione europea e Coppa Italia). Li aspetta persino Petkovic, che ancora gironzola per la capitale per non perdere pure tre mesi d’affitto già pagati.
Cittaceleste.it
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nei giorni scorsi ho trasmesso al giornale da Lei diretto, nelle persone del dr. Galdi e del dr. Iaria, le note, scritte dal Consigliere, Responsabile dell’Area Giuridico – Legale dell’Associazione, Avv. Massimo Rossetti, di commento alla sentenza della Corte di Cassazione, Sezione V, n. 51897 del 4 luglio 2013, resa pubblica mediante deposito in Cancelleria il 30 dicembre 2013.
Al di là dei contenuti e degli aspetti tecnico – giuridici, pur rilevanti, di cui alla predetta sentenza, mi sarei aspettato, così come mi aspetto, che il più importante, autorevole e letto quotidiano sportivo nazionale avesse dato e dia ampio risalto alla sentenza stessa. Che, infatti, un soggetto definito dalla Cassazione come autore di un “complesso disegno criminoso” possa continuare a ricoprire, come se nulla fosse, la carica di Presidente di una delle più importanti società di calcio di Serie A, quotata in Borsa nonché di Consigliere della FIGC, nominato dalla Lega Calcio di Serie A, a me sembra assolutamente sconcertante.
E, lo ribadisco, al di là di pur decisivi aspetti tecnico – giuridici, ma, più semplicemente, nel nome di quei doveri di lealtà, correttezza e probità che l’ordinamento sportivo prescrive e richiede a tutti i propri appartenenti.
Ho sempre creduto e credo ancora, nonostante tutto, che la stampa e, più in generale, imass media siano e debbano essere i così detti “cani da guardia” dell’opinione pubblica, nel nome di quella libertà di stampa che, così come prevede e tutela la nostra Costituzione, è posta a fondamento e presidio della democrazia.
E’ mai possibile, allora, mi chiedo e chiedo, che si ritenga che l’unica cosa che interessi e possa interessare gli “sportivi” o, per usare un termine ormai usato prevalentemente con accezioni negative, i “tifosi” sia il “calciomercato”, le vicende personali di questo o di quel giocatore, i “gossip” che riguardano costoro ?
Come si fa, mi chiedo e chiedo, a pensare che il mondo del calcio possa essere riformato ed innovato sul serio, mettendo fine agli scandali che lo hanno e lo stanno ancora attraversando, togliendo ad esso sempre maggiori margini di credibilità, se, poi, si consente e si ammette che vicende e situazioni, come quelle di cui alla citata sentenza, vengano circondate dall’indifferenza e rimangano nel silenzio generale, segnatamente degli organi di informazione ?
Come si fa, mi chiedo e chiedo, ad invocare, sperando di essere credibili e creduti, come, da ultimo, ha invocato in sede parlamentare il Presidente della Juventus, il suddetto, profondo rinnovamento, attribuendo al mondo politico la responsabilità del fatto che esso non sia ancora intervenuto, se, poi, lo stesso mondo del calcio permette che, nel proprio ambito, possano impunemente permanere persone, con importanti poteri rappresentativi e decisionali, che hanno ordito e messo in atto “un complesso disegno criminoso” ?
Naturalmente, nell’augurarmi che il quotidiano da Lei diretto voglia, quanto prima, occuparsi adeguatamente della questione, resto a Sua disposizione, così come l’Avv. Rossetti, per eventuali, ulteriori chiarimenti e precisazioni e per la partecipazione a un dibattito che Lei volesse organizzare sul tema.
Nel ringraziarla per l’attenzione e con l’auspicio che un quotidiano come “La Gazzetta dello Sport” voglia esercitare quell’attività di giornalismo di inchiesta che sembra quasi dimenticata e negletta nel mondo dell’informazione, in generale, e, in particolare, in quello dell’informazione attinente allo sport, soprattutto, al calcio, Le porgo i miei migliori saluti.
Alfredo Parisi, presidente Federsupporter
Detto, fatto! Domani partirà la seguente lettera raccomandata indirizzata a Federcalcio, Coni e Consiglio di Gestione della Lazio, con le quali Federsupporter chiederà i motivi per cui, a distanza di quasi 50 giorni dalla sentenza di condanna da parte della Cassazione, Lotito ancora ricopra la carica di presidente della Lazio e di membro del Consiglio Federale in palese violazione dell’articolo 22 bis (Disposizioni per l’onorabilità) delle NOIF, che nel testo modificato di cui alla Delibera del Consiglio Federale pubblicata con Comunicato Ufficiale n. 123/A del 7 marzo 2012, stabilisce, per quello che qui interessa, che “non possono assumere la carica di dirigente di società o di associazione” e, “se già in carica decadono”, coloro i quali vengano condannati con sentenza passata in giudicato per i delitti, tra gli altri di cui al “Testo Unico delle disposizioni in materia di Intermediazione finanziaria (D.L.vo 24 febbraio 1998, n.58)”-
Lotito dovrebbe essere dichiarato decaduto, non solo dalla carica di dirigente della Lazio e dalla carica di Consigliere della Lega Calcio di Serie A, ma anche dalla carica di Consigliere federale nominato dalla predetta Lega e, qualora non avesse già immediatamente comunicato a quest’ultima la sentenza della Cassazione che lo riguarda, depositata in Cancelleria il 30 dicembre scorso, sarebbe, altresì, passibile di sanzioni disciplinari.
STEFANO GRECO – LAZIOMILLENOVECENTO
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Lontano da Roma per fare esperienza, destinazione Crotone. Danilo Cataldi ha raccolto le sue cose ed è andato a giocare in prestito in Serie B quest’estate, dopo lo scudetto conquistato con la Primavera della Lazio. Ora, dopo mezza stagione, la sua esperienza e più che positiva. E’ arrivato anche il primo gol in campionato, il coronamento di un sogno e di prestazioni da incorniciare. Il tecnico Drago lo stima, gli regala fiducia. La squadra sta facendo un grandissimo campionato e Danilo accumula più esperienza possibile. Raggiunto in esclusiva dai microfoni de Lalaziosiamonoi.it, il centrocampista romano ha raccontato la sua esperienza:
Danilo, raccontaci l’emozione del primo gol tra i professionisti… “E’ stata una bella giornata, il gol lo aspettavo da un po’ visto che alla fine ho fatto una ventina di presenze. Lo cercavo, anche se purtroppo quando si vuole una cosa a tutti i costi si finisce per non ottenerla. Però sono rimasto tranquillo, ho atteso solo l’occasione giusta ed è capitata sabato. La sera ho festeggiato”
Questa esperienza in Serie B come sta andando? “Sta andando bene, ho la fiducia del mister, siamo tanti giovani e ci capiamo subito in campo. Stiamo facendo un buon campionato, giocando sicuramente un buon calcio, tra i migliori secondo me che si vedono in B. E’ un campionato difficile, il sabato ti ritrovi ad affrontare gente importante, mentre noi siamo dei ragazzi. Ma cerchiamo sempre di dare il meglio”
In estate che succederà? A Roma i tifosi ti vorrebbero… “Vediamo come andrà a finire la stagione con il Crotone. Noi tutti speriamo di fare bene e di raggiungere al più presto la salvezza. Poi vedremo. Sull’affetto dei tifosi è sicuramente una bella cosa, spero di tornare a Roma. Tornare e rimanere lì, vorrei che un un giorno il tutto si possa avverare”
Bollini in prima squadra? “Lo vedo bene, lo sento spesso e credo che sia un posto importante dove stare. Oggi come secondo, in futuro chissà. E’ una persona competente, sa sempre quello che fare e oltre allo zampino di Reja si vede la sua mano in questa Lazio che è tornata forte”
Con chi sei rimasto in contatto dei tuoi compagni della Primavera? “Antonio Rozzi lo sento poco, visto che sta fuori. Degli altri sento quasi tutti: Filippini, Lombardi, Silvagni, Serpieri, Ilari. Anche De Francesco e Falasca che sono a fare esperienza lontano da Roma. Ci aggiorniamo spesso, quasi ogni domenica, per dire cosa succede e come sta andando. Dopo aver vinto quello scudetto siamo diventati più che compagni di squadra”
Un pensiero sulla Lazio di ora? “E’ una squadra forte e quadrata, che sa sempre cosa fare in mezzo al campo. Hernanes? La Lazio ha perso un giocatore importante che faceva la differenza. Ma ci sono giocatori di grandi qualità che possono sostituirlo, come Keita che sta facendo bene”
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Sembrerebbe che solamente il calciomercato invernale abbia svegliato il resto dei tifosi della Lazio. Sembrerebbe che sia stato soltanto l’ultima goccia a far traboccare il vaso. Come scritto in precedenza da noi, ma sopratutto anche da Stefano Greco che possiamo definirlo il “leader” visti i suoi numerosi articoli sul suo sito e nei vari social, la contestazione contro Lotito non è appena iniziato ma ha avuto solamente la “maggioranza assoluta”.
Tornando sul mercato e giocando sulle parole c’è da dire che la parola l’ha mantenuta. Dal dominare lo strapotere del nord,all’arrivo dei 4 campioni per passare al rinforzo della squadra. C’è da dire che il presidente voleva acquistare anche l’esterno del Basilea Stocker ribattezzato dal web Stockaz. Fisicamente non è arrivato ma letteralmente si.
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Prandelli comincia a guardarsi intorno per arrivare al mondiale con una squadra competitiva, anche se manca ancora molto. Il ct degli azzurri,è intervenuto ai microfoni di tuttosport facendo un riassunto della situazione e augurando alla Lazio ed il Napoli di portare la coppa in Italia.
“Ci prepareremo sotto ogni punto di vista per arrivare in finale. Mentalmente dovremo ripeterci: vogliamo vincerlo noi, il Mondiale. Le favorite? Brasile, Argentina, Spagna, Germania. Poi ci siamo noi, l’Uruguay, l’Inghilterra, l’Olanda, il Belgio, la Colombia, il Giappone. Per ragioni climatiche la condizione atletica potrà fare la differenza in qualsiasi partita anche in modo clamoroso. E anche durante la stessa partita. Il campionato? Favorita la Juventus, ma tifo sempre per chi gioca meglio e merita di più. In Europa mi auguro che il trofeo sia vinto da un’italiana, ci sono anche Napoli e Lazio. E in bocca al lupo al Milan per la Champions”..
fonte: lalaziosiamonoi
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L’ex centrocampista della LAZIO CristinaBrocchiè intervenuto ai microfoni di radioSei. Queste le sue parole.
BROCCHI AI MICROFONI DI RADIOSEI
Sulla cessione di Hernanes: Pensando all’inserimento del brasiliano, quando diede vita all’azione che mi fece conquistare il rigore, c’è da dire che anche altri giocatori possono fare altrettanto, ad esempio Lulic. La qualità di Hernanes è fuori discussione, ma la sua assenza responsabilizzerà gli altri. Ha fatto bene ad andare, mancherà alla Lazio la sua qualità, ma sono sicuro che altri giocatori riusciranno a colmare quest’assenza.Sono d’accordo sul reinvestire, nel calcio di oggi sono poche le squadre che hanno disponibilità economica, per cui quando vuoi fare un colpo devi farlo con la consapevolezza che sia un colpo sicuro. I soldi guadagnati nella cessione di Hernanes verranno investiti durante l’estate, alla Lazio arriverà il nuovo Hernanes”.
Sul fragile rapporto tra tifosi e dirigenza biancoceleste: A volte l’ambiente si è aspettato un po’ troppo dalla società. Il calcio italiano non da più la possibilità alle squadre di competere con altre realtà. Io da giocatore della Lazio mi sono sempre esposto nel manifestare a volte il mio disaccordo, perché ero fiero del mio gruppo e della Lazio: abbiamo sfiorato due anni di fila la Champions League, ci sentivamo in una situazione di forza. Altre società allo stesso livello della Lazio non sono riusciti a conseguire gli stessi obiettivi, ad esempio la Fiorentina, che ora sogna la Coppa Italia, perché è sempre bello alzare un trofeo. Noi in 5 anni ne abbiamo alzati tre. L’ambiente ha tolto un po’ delle grandi cose fatte. Anche se è bello avere un pubblico ambizioso che vuole vedere la propria squadra competere per obiettivi importanti, con nomi importanti nella rosa. C’è una frattura insanabile tra presidente e tifosi, potrà placarsi ma mai guarire totalmente. A meno di una vittoria dello scudetto, che ad oggi sembra improbabile.
Su Mauri
E’ stato bello rivederlo in campo, ha sofferto tanto, quando un ragazzo sopporta quello che ha sopportato lui, ne paga più le conseguenze. Tornare sul campo, ritrovarsi a fare la cosa che più ama fare, per Stefano sarà stata una grande emozione. Ne ha disputati tanti di derby, ma quello di ieri avrà un sapore diverso. Cura molto i dettagli, cerca sempre di lavorare nella maniera giusta per portare il suo corpo al 100% della potenzialità, in questi mesi continuava a farlo nonostante sapesse che la domenica in cui avrebbe mostrato il lavoro svolto sarebbe stata ancora lontana. Deve recuperare il ritmo di gioco, per poter restituire quel valore che la Lazio ha perso con la cessione di Hernanes”.
Sulla diatriba Reja-Garcia “Mi dispiace che un allenatore come Garcia, che si è dimostrato sempre al di sopra delle parti, diplomatico, abbia perso lucidità per una battuta di un signore del calcio come Edy Reja. La battuta del friulano è stata interpretata da tutta Italia quasi come un complimento: ”hanno talmente tanti bravi gicatori che se qualche lieve disturbo tenesse qualcuno lontano dal campo, per noi sarebbe un bene”. Ma Garcia no. Ha sbagliato, ha sentito troppo la pressione del derby e si è lasciato andare anche lui in considerazioni che un grande uomo come Reja non meritava”.
Su un futuro da allenatore della Lazio? In cima alla lista dei miei sogni di allenatore, c’è sicuramente questo. Sono troppo legato al mondo laziale, non credevo di trovare un’altra famiglia, una volta lasciato il Milan. Sarebbe bellissimo”.
LAZIONEWS
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Il portiere biancoceleste, acquistato come erede di Marchetti, è molto soddisfatto della sua prova contro la Roma. L’estremo difensore ha giocato ha provato per la prima volta in carriera, la partita più difficile d’Italia dato che il derby capitolino non è un match come tutti gli altri con adrenalina a mille e milioni di telespettatori in tutto il mondo.
“Ho protetto la porta nella partita più potente della mia carriera,grazie per i complimenti” twetta il giocatore.
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Joseph Marie Minala è un giovane giocatore che milita nella formazione primavera della Lazio di Simone Inzaghi. Il giocatore è nigeriano ed è in Italia da quasi tre anni però adesso è al centro di un caso. Minala è nato nel’agosto del 1996 e da quando ha quindici anni è in Italia, ma sul web è scoppiato il caso: Minala ha veramente diciassette anni? Il volto e il fisico del giocatore hanno sbigottito molti tifosi sui social network e sul web, come riporta fichajes.com, tanti calciofili si stanno ponendo questa domanda in queste ultime ore. Intanto Minala continua a scalare posizioni nelle gerarchie laziali, tanto da essere stato convocato per il derby. Polemiche sterili e illazioni? Lo scopriremo nelle prossime puntate.
lazionews24
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Claudio Lotito, presidente della Lazio, è intervenuto sulle frequenze di Radio Kiss Kiss Napoli: “Ieri abbiamo visto un derby combattuto, molto fisico e dove la Lazio ha avuto tre occasioni da gol, è stata una partita aperta ed il pareggio forse è stato il risultato più giusto. Critiche a Reja? Vengono create delle situazioni che non corrispondono alla realtà, Reja ha fatto una semplice battuta e da questa è nata la storia sugli infortuni, ma è stata male interpretata per scelta. Roma? E’ una squadra determinata e di qualità con una tensione agonistica molto forte, secondo me però ha raccolto più di quelle che sono le potenzialità della squadra, perché riescono ad ottenere il massimo con il minimo, è una squadra compatta che ottiene il risultato. Napoli ed Hernanes? Il Napoli ci ha provato quest’estate, ma non so se il ragazzo avesse accettato il trasferimento. Pronostico Napoli-Roma? E’ una sfida aperta. Tifo per il Napoli? I colori sono gli stessi della Lazio, se il Napoli gioca come contro il Milan può avere delle chance”.
CITTACELESTE
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