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Lotito tende la mani ai tifosi ad una condizioni :” Accetto confronti, ma che non siano critiche prevenute “

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Lazio-Napoli serie A

Torna a parlare il presidente Lotito, questa volta lo fa ai microfoni di Radio Deejay. Al centro della telefonata l’ennessima protesta dei tifosi: Le critiche sensate sono sempre ben accette, le altre lasciano il tempo che trovano e diventano chiacchiere da bar. Nessuno, però, si è mai permesso di andare a vedere se i fatti contestati sono reali o inventati. Quando ho preso la società, la Lazio aveva 550 milioni di euro di debiti. Avevo detto che in tre anni avrei consentito alla squadra di ripartire: mi pare che i fatti mi abbiano dato ragione. Sono un presidente-tifoso e non viceversa. Io non vendo sogni ma solide realtà. Non illudo la gente, faccio il passo secondo quelle che sono le potenzialità della società. Anche sul campionato nazionale verrà adottato il fair play, l’emiro non ha più peso nell’intervento sul capitale finanziario. Ho fatto tanti errori anche io, uno dei quali è proprio quello di non illudere le persone”. 

Due battute anche sulla sessione del calciomercato di gennaio: Le società ha dei valori che vanno rispettati. C’è gente, invece, che valuta i giocatori in base al costo che hanno, ma è rimasta indietro. Rifiuti? Alla Lazio vogliono venire tutti, sono voci infondate. I mezzi di informazione se la cantano e se la suonano. Quagliarella in estate era a un passo da noi, aveva trovato l’accordo, ma poi la Juventus se lo è voluto tenere. Nel mercato invernale, invece, non ha proprio voluto muoversi, non è che ha rifiutato la Lazio. Ed è una scelta comprensibile, con la squadra destinata a vincere lo Scudetto”. 

Infine sul futuro: “Non voglio vendere la società, ma lasciarla a mio figlio per dare continuità. Non avremo mai problemi, siamo una società florida e forte, siamo un punto di riferimento per il sistema di innovazione del calcio italiano. E accetterò un confronto con i tifosi, ma a patto che non siano quelli prevenuti che parlano tanto per sentito dire. I fatti sono altri”.



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Decadenza Lotito, il comunicato ufficiale :” Non ci sono i presupposti “

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Lazio, Avv. Gentile: "Curva Nord squalificata dalla UEFA per striscioni e gesti sospetti"

LOTITO GENTILE

La decadenza Lotito tiene ancora banco. Una questione spinosa, soprattutto perché è arrivata nel momento della contestazione contro la presidenza da parte dei tifosi biancocelesti. Dichiarazioni di avvocati, smentite, silenzi: la S.S.Lazio, tramite un comunicato stampa, cerca di fare chiarezza, spiegando che sarà compito della Corte di Appello di Milano la determinazione della pena con un rinvio di giudizio non ancora fissato. Sotto il comunicato ufficiale:

In adempimento a quanto richiesto dalla Consob in data 4 marzo 2014, il Consiglio di Gestione della S.S. Lazio s.p.a. rende noto che la Corte di Cassazione, con sentenza in data 4 luglio/30 dicembre 2013, n. 51897/13, ha annullato senza rinvio la condanna emessa dalla Corte di Appello di Milano il 12 marzo 2012 nei confronti del dott. Claudio Lotito per i reati di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, ed ha annullato con rinvio la stessa sentenza per la parte relativa al reato di omessa alienazione di partecipazioni rilevanti, mandando alla Corte di Appello di Milano per la determinazione della pena. Il giudizio di rinvio non è stato ancora fissato.

Il Consiglio di Gestione della società ha ritenuto che, non contenendo la sentenza della Corte di Cassazione alcuna condanna definitiva ad alcuna pena, non si sia in presenza dei presupposti richiesti dall’art. 18 dello Statuto o dall’art. 22 bis delle Norme Organizzative Interne della FIGC.

Il Consiglio di Sorveglianza della società ha condiviso le considerazioni del Consiglio di Gestione ed ha acquisito un certificato penale del dott. Claudio Lotito, rilasciato a fine febbraio 2014, nel quale non risultano annotate condanne passate in giudicato. Il Consiglio di Sorveglianza rimane, comunque, in attesa dell’esito del giudizio di rinvio e del passaggio in giudicato della sentenza che concluderà il processo. 

LALAZIOSIAMONOI



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Ederson chiede aiuto ai tifosi :” Dobbiamo tornare in Europa “

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EDERSON

Negli occhi di tutti i tifosi biancocelesti è rimasto il movimento scomposto di Ederson al Friuli durante la sfida tra Udinese e Lazio. Quel tentativo di conclusione non ha trovato il pallone e, quando il calciatore è rimasto a terra, fin da subito si è capito che non si sarebbe trattato di un problema di poco conto. Il bollettino medico è arrivato come una doccia gelata: “distacco dei tendini del flessore della coscia destra”. Stagione finita per il brasiliano che è stato costretto anche a sottoporsi ad un intervento chirurgico. Il numero dieci biancoceleste, quasi due mesi dopo il grave incidente (era il 19 gennaio, ndr), è tornato a dire la sua questa mattina sulle frequenze di Lazio Style Radio 100.7 parlando delle sue condizioni fisiche: “C’è stato questo infortunio molto grave e mi sono recato a Lione dove ho subito un intervento chirurgico. La prima fase del protocollo riabilitativo è andata bene. A luglio sarò pronto per tornare operativo. La prima fase è stata la più difficile perché dovevo stare sempre sdraiato anche quando dovevo andare a fare i controlli ero costretto a muovermi in ambulanza sempre immobile e steso sul lettino. Il tempo non passava mai, ma ho sentito la vicinanza e l’affetto dei compagni, della società e dei tifosi. Ho ricevuto tantissimi messaggi che mi hanno rincuorato e spinto ad impegnarmi al meglio per tornare il prima possibile. Adesso sto continuando a lavorare per  tornare alla grande nella prossima stagione”. 

BILANCIO IN BIANCOCELESTE – La seconda annata alla Lazio si è conclusa anzi tempo ed Ederson fa il bilancio di questi due anni vissuti all’ombra del Colosseo: “Ogni volta che scendo in campo cerco di dare il massimo. Fino ad ora nella Lazio non sono riuscito ad avere una continuità che ti permette di arrivare a certi livelli. Ce la metterò tutta per cercare di farlo appena tornerò dall’infortunio. Non sono mai stato al 100%? Ci sono stati dei momenti in cui sono stato bene, ma non ho mai avuto la continuità. Il non giocare sempre fa la differenza per un calciatore. Il primo anno qui ho giocato soprattutto in Europa League e sono contento che siamo arrivati quasi in fondo alla competizione. Anche nei miei momenti migliori non ho trovato sempre spazio ed è questo che non mi ha permesso di rendere al massimo.  Ogni volta che ero pronto a spiccare il volo è successo qualcosa che mi ha fermato. Ruolo? Li ho fatti tutti e questo è una qualità che mi permette di essere utile al mister”.

SOGNANDO L’EUROPA – Ederson ha analizzato anche la stagione della Lazio che appare in ripresa in campionato, ma che ha subito la bruciante eliminazione in Europa League per mano del Ludogorets: “Abbiamo tutte le qualità per arrivare in Europa. Peccato per l’eliminazione in Bulgaria perché abbiamo fatto una bella partita. Adesso la squadra si concentrerà sul campionato. Stiamo rimontando e sono sicuro che otterremo una posizione importante”. Infine il trequartista verdeoro ha voluto ringraziare le persone che gli sono state vicino e in particolare ha lanciato un messaggio ai tifosi: “Sui social network i tifosi mi hanno riempito di messaggi che mi hanno dato ancora più forza per cercare di rientrare il prima possibile. Il pubblico conta tantissimo. Noi cerchiamo di andare in campo e fare spettacolo anche per loro che vivono la Lazio come una passione. Quando entri in campo e vedi tanta gente è una cosa che da tanti stimoli e che la mattina ti fa alzare dal letto per lavorare. Il tifo laziale è bellissimo e ci carica davvero tanto. Un appello ai tifosi? La squadra ha bisogno di voi (Ederson si rivolge direttamente agli ascoltatori, ndr). Quando i laziali vengono allo stadio diventano un fattore per noi giocatori. Speriamo che vengano numerosi in modo da spingere i ragazzi a conquistare un posto in Europa”.

BRASILE E ITALIA PROTAGONISTE AI MONDIALI – In chiusura il brasiliano ha fatto anche un pronostico sui Mondiali che si svolgeranno nel suo paese: Il Brasile farà una grande manifestazione. La Spagna è sempre la Spagna con un calcio efficace e il Belgio potrebbe essere la sorpresa. Poi spero che la Germania di Miro e l’Italia possano fare bene e andare il più avanti possibile. Sarebbe bella una finale tra Brasile e Italia”.

LALAZIOSIAMONOI



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Lotito con Miro Klose presidente Onorario per non lasciare la Lazio?

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KLOSE Come tutti sanno in Italia le leggi a volte vengono applicate e a volte vengono raggirate. Sul messaggero si parla di un Lotito messo alle strette ma che ha già l’asso nella manica per rimanere alla Lazio nonostante la decadenza. Il patron biancoceleste,come si legge, raggirerebbe la legge facendo presidente onorario Miro Klose. Situazione già capitata come Zoff con Cragnotti e Rumenigge con il Bayer Monaco.
Un’indiscrezione lanciata questa mattina sulle colonne del Messaggero vede proprio il panzer tedesco come volto nobile del club, una mossa per cercare di dare serenità ad un’ambiente destabilizzato sotto la guida in prima persona di Lotito. Di mezzo c’è il rinnovo con la Lazio e la voglia di giocare ancora ad alti livelli da parte del tedesco, e poi chissà un giorno allenare: ma qui qualcuno sta offrendo la corona, il posto nobile, la poltronissima. Ecco allora l’idea: un anno ancora da giocatore, un altro da dirigente in stile Nedved alla Juventus e poi il massimo ruolo. In gioco c’è anche il prossimo Consiglio Federale, dove Lotito rischia la presidenza e in sede d’ufficio peserà l’ultima parola di Abete, che comunque dovrà dare spiegazioni al Coni e all’intera opinione pubblica. Gli avvocati della Figc studiano da qualche mese la sentenza, emersa lo scorso 30 dicembre ma emessa il 4 luglio: un lasso di tempo in cui Lotito non ha informato la Lega. Dunque se Abete non lo farà decadere, nessuno potrà fare ricorso tranne il Tar. Scenari futuri, lontani. Ecco però la strategia ‘Klose for president’ già pronta nel cassetto della scrivania. Niente dribbling per Miro, sarà più facile farsi un nodo alla cravatta.
Fonte lalaziosiamonoi



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Diabolik :” Noi ci giochiamo la libertà, voi combattete per la verità “

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Fabrizio-Piscitelli-Diabolik

Torna a farsi sentire Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik. In una lunga lettera, riportata sulle frequenze di Radiosei durante la trasmissione “La voce della Nord”, il noto personaggio del tifo organizzato biancoceleste appoggia l’iniziativa anti-Lotito portata avanti dalla Curva, che invita a lasciare lo stadio vuoto per Lazio-Atalanta di domenica prossima, chiedendo (tra le altre cose) di non rinnovare l’abbonamento per la prossima stagione: “In questo mese comincia la lettera – si sta discutendo il nostro processo che volge alla fine del primo grado di giudizio e dove la parte accusatrice ci ha condannato a otto anni in un’aula, che ha visto il volto dei soliti, noti, tifosi laziali. A molti sono voluti dieci anni per capire quello che la ‘sparuta minoranza’ aveva capito già dieci anni fa, ma come si dice non è mai troppo tardi. E allora dobbiamo ingranare la marcia, con tutti i modi possibili e civili, ma sostanzialmente incisivi e nelle nostre possibilità. Il fatto di aver riempito lo stadio contro il Sassuolo e obbligarlo a non menzionare ‘sparuta minoranza’, significa che sta capendo che siamo uniti, noi contro lui e loro, e non siamo mai stati, né saremo mai, ‘sparuta minoranza’. Dico loro perché non è solo lui il colpevole dello sfacelo annuale a cui ci hanno abituato. Il nostro caso è molto strano: quando diciamo che non siamo stati noi a volerlo, anche dietro consiglio politico, siamo noi gli stessi che lo vorrebbero fuori dalla nostra Lazio. Colui che si vanta di averla salvata, viene odiato dallo stesso popolo che fin troppo lo ha sopportato fino a oggi e che vorrebbe tanto dargli il benservito. Ormai è accerchiato, forte solo dei suoi monologhi e dell’appoggio di uomini di potere che difficilmente oggi gli farebbero gli stessi favori che gli fecero quando fummo arrestati e rilasciati dopo due anni e mezzo, con le vite nostre stravolte e cambiate da questo personaggio. Stavolta non abbiate paura delle sue minacce, non fatevi coinvolgere dalle sue insinuazioni, fatte ormai più da chi si sente un uomo accerchiato e che pensa di mettere ancora più paura ai suoi nemici, abbandonato anche dalla sua stessa forma fisica. Il suo far scintillare i braccialetti messi ai nostri polsi e portarli come esempio in tv dovrebbe diventare per tutti i nuovi tifosi il suono di una battaglia che deve ancora dare più forza a tutti coloro che ne hanno abbastanza, per non dire che non ce la fanno più. Non possiamo diventare l’ago della bilancia. Laziali, gli stessi giornali che erano dalla sua parte, difendendolo, ora hanno cominciato a lasciarlo solo, criticandolo come non mai e come giusto che sia, come i 45mila presenti contro il Sassuolo. Lui sicuramente, ma magari qualsiasi altro imprenditore, può capire che un popolo unito come siamo noi, ora come non mai, può riempire e svuotare uno stadio a seconda di chi lo gestisce. E’ evidente come, con una nuova persona nella nostra Lazio, si supererebbero ogni domenica le 45mila persone, e questo gestore capirebbe che, partita dopo partita, rimarrà solo con i suoi compagni di merende e giocatori così mediocri, di cui solo un’approfondita indagine degli organi competenti potrebbe farci capire il reale valore, perché di certo nessun laziale crede a quanto ci viene e ci è sempre stato detto sui prezzi dei calciatori. E’ evidente a tutti che il mercato in Sudamerica può permettere ancora qualche giochetto sul prezzo d’acquisto. Quali sono i 28 milioni spesi quest’anno per l’acquisto di giocatori? Tutto il popolo laziale se lo chiede, e pochi ancora sono rimasti senza risposta. Noi dubbi non ne abbiamo, e quindi invitiamo tutti a disertare lo stadio ed evitare di fare l’abbonamento nella prossima stagione. Non facendo gli abbonamenti, immaginate gli sponsor cosa e come contratterebbero con un presidente che ha alle spalle zero o quasi spettatori. Immaginate anche il fatto di boicottare materiale e prodotti ufficiali: quale sponsor firmerebbe a cifre importanti? Questa, cari tifosi, è la contestazione più pacifica e fastidiosa per un uomo attaccato ai soldi come lui. Qualcuno potrebbe dire che forse il momento di iniziare a ricontestare costui non è quello giusto, per via del nostro processo; ma proprio i più giovani del gruppo hanno pensato che invece, dall’epoca del nostro arresto, tutto è come prima. Anzi, peggio. E questo vuol dire che tutte le accuse che ci sono state mosse contro non appartengono alla realtà. Una realtà, invece, vicina a ciò che abbiamo sempre detto, dichiarato e dimostrato sin dal primo giorno. Se poi aver creduto a Chinaglia potrebbe costarci otto anni di libertà, sarebbe una delle più grandi ingiustizie che ci sono state lasciate in eredità da quel grande giocatore che fu, ma quel piccolo uomo che è stato nei confronti dei tifosi della Lazio. Noi ci stiamo giocando la libertà, voi combattete per la verità. Diabolik”.



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Anche il Valencia si preoccupa per Postiga

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POSTIGA

Tiene ancora banco il caso Postiga in casa Lazio. L’attaccante portoghese è ancora fermo ai box e il suo debutto con la maglia biancoceleste viene rimandato di settimana in settimana. Il Corriere dello Sport, nella sua edizione online,parla di una preoccupazione anche da parte del Valencia, club che detiene ancora il cartellino del giocatore. In Spagna monitorano la situazione con continui bollettini medici che vengono scritti in base al nuovo trattamento. Se non ci saranno dei risultati a breve, il dott. Juan Albors Baga cercherà di parlare con il calciatore a Roma, proponendogli l’intervento. Uno scenario che non piace però a Hélder, visto che lo metterebbe fuori dai giochi in maniera definitiva per un posto ai prossimi Mondiali. Per questi problemi fisici ha già saltato l’amichevole di ieri contro il Camerun, ma il tecnico Bento non gli ha chiuso la porta in faccia: “C’è ancora tempo fino all’ultima chiamata in vista del Mondiale. Sarà presa la decisione in base alla condizione fisica”. La Lazio cerca la soluzione, il Valencia si preoccupa, il Portogallo aspetta. La questione Postiga non si sblocca.



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Lazio in rosso, squilibrio economico di 42 milioni di euro

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lotito

Libera la Lazio. E’ questa la frase, il sunto, l’essenza di una rivolta popolare iniziata, e non certo culminata, nella straordinaria manifestazione d’amore di Lazio-Sassuolo, andante fra cuore e cervello e di nuovo a cavallo nell’oramai prossimo silenzio di Lazio-Atalanta. Ma cosa si cela dietro tanto malcontento? Troppi comportamenti, azioni, decisioni, risposte e, più in generale, fatti da raccontare. Non ultimo la cessione di Hernanes a Gennaio, in una trattativa messa in piedi in fretta e furia. La domanda del tifoso, per giorni e giorni, è stata: “Ma perché non rinvestire quei soldi?”. Dietro il mancato “sì” ad offerte anche migliori pervenute in passato c’è il bilancio che qui postiamo in allegato al 30/06/2013. Due pagine in particolare diventano frutto d’analisi per disciogliere l’amletico dubbio che si cela nell’immaginario collettivo capace di materializzare un Lotito alle prese con la “conta dei soldi”.

PAGINA 28 E PAGINA 29 – Sono i due fogli in grado di dare risposte. La pagina 28 illustra le attività correnti della Lazio, ossia la somma dei soldi disponibili in cassa al 30 Giugno 2013 ai quali vanno sommati i crediti da incassare entro 12 mesi. A quota ammonta ad Euro 32.845.000. La pagina 29 propone invece le passività correnti della Lazio, ossia i debiti da saldare entro i 12 mesi, quindi entro il 30 Giugno 2014. La voce a questo punto riporta Euro 74.872.000.

IL RISULTATO – Si dimostra quindi che la Lazio, al 30/06/2013 aveva uno squilibrio finanziario a breve termine pari ad Euro 74.872.000 – Euro 32.845.000 da coprire entro 12 mesi per la differenza, ossia per Euro 42.027.000. Il tutto senza possedere risorse interne liquide per farvi fronte.

IL SUNTO –  Come evidenziato dal bilancio, quindi, il passivo corrente è superiore all’attivo corrente di €.42 milioni di euro, ergo i debiti a breve superano crediti e liquidità disponibile per tale enorme cifra.

CITTACELESTE



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La Nord spiega la protesta di Domenica :” Con questo personaggio non possiamo sognare “

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I tifosi della Lazio espongono uno striscione in Curva Nord allo Stadio Olimpico.

libera la lazio curva nord laziali

Lazio-Atalanta e la protesta della gente laziale versoLotito continua. A differenza della gara contro ilSassuolo, dove erano presenti allo stadio circa 40.000 spettatori, contro gli orobici la protesta annunciata prevede un Olimpico deserto. Due esponenti della Curva Nord ai microfoni della trasmissione ’La Voce della Nord’, in onda sulle frequenze di Radiosei, hanno spiegato il perchè di lasciare lo Stadio vuoto in occasione di Lazio-Atalanta di domenica: Noi staremo fuori per visionare, chi vuole può venire. Vogliamo far capire che possiamo anche stare lontano da ciò che amiamo, se serve a dimostrare che non ce la facciamo più a sopportare questa gestione. Questo è un atto di amore, è un sacrificio, l’assenza è più importante della presenza quando sposi questa causa”.

I due sottolineano che non c’è nessuna ‘regia oscura’ dietro questa protesta: ”Non sono iniziative che portiamo avanti per i nostri interessi, torniamo a ripetere. Contro il Sassuolo abbiamo avuto la dimostrazione che il popolo laziale è unito. La nostra protesta è manifestazione di puro amore. Lo spirito è Libera la Lazio, perché quello che questa gestione ci ha dato è l’impossibilità di sognare. Non protestiamo perché siamo a conoscenza dell’intenzione di qualcuno di comprare la Lazio. Se qualcuno ci fosse, che si facesse vedere. Siamo arrabbiati, vedere che non si trova uno sponsor sulla maglia, che non si da nemmeno la possibilità di puntare a qualcosa di più. Lotito per noi non è il presidente della Lazio, ma colui che la gestisce. Questo è quello che ci infastidisce. Protesteremo in tutta civiltà, anche domenica saremo fuori dallo stadio per visionare, la Curva Nord è la nostra casa. Il messaggio che vogliamo mandare al presidente, attraverso Libera la Lazio, è che vogliamo ci venga data la possibilità di ritornare grandi. Perchè il presidente non si avvicina a qualcuno che possa aiutarlo? Magari una partnership per far tornare la Lazio un club grande e importante. Può darsi che venga uno peggio di lui, ma i sentimenti che ha creato nella tifoseria non hanno precedenti. I tifosi sono sognatori, non possono essere privati della capacità di sognare”

Infine i 2 esponenti hanno sottolineato l’importanza dell’iniziativa Libera la Lazio: “Ci siamo commossi quando abbiamo visto tutti quei cartoncini in alto con la scritta Libera la Lazio. Torniamo a ripetere che quei cartoncini, quando non riuscivamo più a distribuirli, sono stati presi volontariamente dagli altri tifosi. Altri ancora li avevano preparati individualmente a casa. Significa che il popolo biancoceleste è unito, e in maniera unita ha sposato questa causa”.

NOIBIANCOCELESTI

 



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I LAZIOnali in campo

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CANDREVA

BERISHAin campo per 85 minuti prima di lasciare il posto a Shehi

CANAschierato al centro della difesa, resta in campo per 90 minuti 

LULIC: il ct Susic lo piazza esterno alto di sinistra nel suo 4-4-1-1, resta in campo 62 minuti prima di lasciare il posto a Hajrovic 

BIGLIA: il centrocampista, partito dalla panchina, subentra a Gago al minuto 57

GONZALEZprende il posto di Rios al minuto 82

KLOSESchierato al centro dell’attacco, l’attaccante rimane in campo 45 minuti prima di lasciare spazio a Schurrle ad inizio ripresa. Un solo acuto per lui: una conclusione centrale al minuto 30 all’interno dell’area che Herrera blocca senza affanni

CANDREVAschierato titolare nel tridente con Osvaldo e Cerci, lascia il posto a Pirlo ad inizio ripres

STRAKOSHAin campo 90 minuti

CATALDI: 90′ minuti in campo (il centrocampista di proprietà della Lazio si è messo in mostra con due conclusioni insidiose da fuori area e un bellissimo assist in profondità che Comi riuscito a concretizzare)

 

CRECCO: Schierato esterno sinistro nel 4-4-2 del ct Pane, resta in campo 45 minuti prima di lasciare il posto a Pinato

LAZIONEWS



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L’obiettivo di Perea :” Ripetere l’esultanza di Sofia “

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pereaIn campo lo riconosci subito. La cresta tutta particolare aiuta nel distinguerlo anche nelle resse più affollate in area di rigore. I 189 cm di altezza hanno lo stesso effetto. Ma soprattutto, è il suo modo di stare in campo, la sua aria apparentemente timida, ma che nasconde una carica agonistica esplosiva. Brayan Pereasta prendendo piano piano confidenza con il calcio italiano, da alunno cerca di seguire e apprendere gli insegnamenti del Professor Klose. E intanto si gode lo spazio che mister Reja gli sta di volta in volta riservando. È un Perea contento di quanto realizzato finora, quello che si racconta ai microfoni di Lazio Style Radio 100.7.

Stai dimostrando di avere grande ritmo e movimento…
Quando non riesco a segnare cerco di essere utile alla squadra nel pressing, per mettere pressione agli avversari.

Anche a livello realizzativo hai una buona media, te lo aspettavi?
Non ho l’occasione di giocare sempre visto che c’è Klose, ma quando lo faccio cerco di fare il meglio.

Ti consiglia Miro sul modo di giocargli attorno?
Io e lui parliamo tanto e mi insegna tante cose. Quando c’è lui gioco un po’ più dietro.

Ti troveresti bene a giocare da esterno in un tridente?
Lo posso fare, ma non è la posizione che preferisco. Mi è sempre piaciuto stare al centro, non rendo bene sull’esterno ma se me lo chiedono gioco ovunque.

Ti piace più segnare o fare assist? “Tante volte ho segnato di meno perché ho fatto assist, mi piace mettere il compagno nelle condizioni di segnare. Ma mi piace ancora di più fare gol”.

Ci racconti l’esultanza dopo il gol in Europa League? Che rapporto hai con i tifosi?“L’ho sempre detto da quando sono arrivato. Lo sapevo che non mi conoscessero, era normale. Sono giovane e arrivavo dalla Colombia. Ma attraverso i social mi hanno dato il benvenuto. Questo mi ha fatto sentire bene, perché certe volte in Colombia non era facile. Ma dal primo giorno in cui sono arrivato mi hanno fatto sentire bene, questo mi è piaciuto e quando entro in campo per rispetto a loro devo dare tutto. Quanto come ai miei compagni”.

Hai un parastinco particolare con la frase di tua mamma “vamos a la cancha Coco”… “Mamma quando ho iniziato a giocare a calcio ha sempre creduto in me. Devi sentirti sempre il migliore per te stesso – mi diceva – e quando entri in campo aiuta il compagno e fai sempre il meglio per la squadra e per te”.

Come ti trovi con il gruppo? Il gruppo è magnifico. Mi hanno parlato tanto, sono giocatori di tanta esperienza. Gonzalez, Miro, Radu, Konko, Lorik. Sono sempre stati insieme a me, parlandomi. Mi hanno aiutato tanto. Poi con i giovani come Keita e Felipe scherziamo sempre. Keita come un fratellino piccolo? Sì, ma sembra più vecchio di noi [ride, ndr], parla sempre e scherza. Con loro siamo sempre allegri. Abbiamo festeggiato il compleanno insieme, mi hanno fatto una sorpresa. Siamo andati a Ponte Milvio ma io non sapevo che stessero là. Mi hanno fatto una bellissima sorpresa”.

Quanto è stato importante vincere a Firenze? “Con la vittoria sappiamo che possiamo andare avanti in Serie A, peccato per la sconfitta in Bulgaria perché abbiamo dato tutto. È colpa nostra se stiamo fuori, abbiamo fatto tutto noi nonostante fossimo in vantaggio. Ma il calcio è così, pensiamo alla Serie A adesso e con questa vittoria possiamo stare meglio in classifica”

Con l’Atalanta il tuo primo gol, ora la riaffronti. Pensi al bis? “Io penso sempre a segnare. Se c’è la possibilità bene, se è di nuovo l’Atalanta non fa niente. Però prima pensiamo a fare un lavoro bene, una partita bella e prendere tre punti. È più importante”

Tanti colombiani in Serie A… “È importante per noi. Per un giovane giocatore colombiano, se quelli già in Europa fanno bene vuol dire che altri giocatori potranno arrivare qua. La Nazionale? Tutti aspettiamo quella chiamata. Devo fare un bel lavoro qua, poi devo aspettare e sperare”.

Della “covata” Under 20 sei quello che si è messo più in mostra… “Dipende tanto dal mister e dall’approccio a un nuovo tipo di calcio. Non è facile, ma dobbiamo imparare velocemente. Si gioca ogni giorno, bisogna essere preparati perché se il mister dice che devi giocare lo devi dimostrare in partita. Non puoi aspettare. Se fai una partita bene poi può arrivare un’altra opportunità”.

Reja cosa ha portato? “Ha portato fiducia. Ho visto che gli altri compagni gli volevano bene. Lui parla sempre di impegnarsi e fare le cose bene, mi è piaciuto. Quando vai in campo non ti dice tante cose ma il giusto. Se fai la cosa giusta ti dà sempre appoggio”.

La tua migliore prestazione? Mi è piaciuto in Bulgaria. Nel primo tempo non mi sentivo così bene, poi ero più tranquillo perché ho toccato un po’ di palloni e ho fatto il gol con relativa esultanza. Ma anche con il Parma è andata bene, quando ho fatto doppietta”.

Quali sono le difficoltà del calcio italiano? “Qui il calcio per il centravanti è più difficile: devi stare sempre attento. Le squadre sono chiuse, ed è difficile che un attaccante segni 3 o 4 gol. Ma quando capita l’opportunità devi sfruttarla perché poi è difficile che si ripresenti l’occasione”.

Vuoi mandare un messaggio ai tifosi? “Per i tifosi dico che il loro aiuto è importante. Come quando vai al campo e lo stadio è pieno con la gente che ti sostiene. Questo per il giocatore è molto importante. Sappiamo che sono un po’ arrabbiati, a ragione. Ma vorremmo che fossero in tanti allo stadio per questo finale di stagione”.

Speriamo di vedere altre esultanze con i tifosi… “Quando segni e senti che la gente esulta, vai da loro. Non importa se arriva il cartellino. È il bello del calcio, quando esultano loro tu esulti con loro. È questo l’importante”

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Le condizioni di Klose :” Rimango solo con una squadra di alto livello “

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KLOSE

Quello in Brasile sarà il suo ultimo Mondiale, ma non provate a pronunciare la parola ‘ritiro’ dinanzi a lui. Miroslav Klose non ne vuole proprio sapere di smettere, si sente ancora un ragazzino, la sua voglia di calcio è rimasta intatta. “Visto il mio stato di forma, credo di poter giocare ad alti livelli per altri due anni”, dichiara il tedesco in un’intervista rilasciata al portale sueddeutsche.de.

Inevitabile poi tornare a parlare del futuro, ancora avvolto da una nube di mistero. Restare alla Lazio, tornare in patria o volare negli Stati Uniti? Le occasioni non mancano di certo al numero 11 capitolino: Grazie a Dio ci sono così tante opzioni interessanti. Sono circolate tante voci false, quel che è certo è che ho ancora voglia di continuare a giocare a calcio ad alti livelli”.

Lo ripete ancora una volta, l’ex Bayern Monaco, prima di tornare col pensiero al Mondiale brasiliano: Credo che la Coppa del Mondo in Brasile sarà il mio ultimo torneo”. 

Infine un commento sul record dei gol segnati nella fase finale di un Mondiale (detenuto da Ronaldo che ne ha fatti 15, Miro è fermo a 14): “Non posso dire che non mi interessi, sono una persona molto ambiziosa, ma la squadra viene sempre prima”.

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Decadenza Lotito, Alfredo Parisi :” La Legge va applicata “

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Contestazione tifosi Lazio contro Lotito Stadio Olimpico editoriale

FINE LOTITO

Nelle ultime ore è tornata alla ribalta la questione della possibile decadenza di Lotito da presidente della Lazio. Sulla vicenda è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Radiosei il presidente di Federsupporter Alfredo Parisi, che in prima persona ha posto attivamente l’accento su questo scenario: “Oggi Abete ha detto che approfondiranno la questione ma secondo me è già tutto scritto. La Lazio ha risposto a Federsupporter in merito alla vicenda della decadenza del presidente Lotito mantenendo la linea di condotta che ha disegnato l’avvocato Gentile e che è stata ripresa da tutti i quotidiani sportivi. La stessa di ogni avvocato che difende il proprio assistito. Quello che ci tengo a precisare è che sono posizioni queste dell’attuale gestore, che sono totalmente distanti dalla squadra e dalla società, sono due cose assolutamente separate. Quello che mi meraviglia è il tentativo di interpretare una norma che è semplicissima. La domanda: è stato commesso un reato? Sì. Il reato è stato sancito da una sentenza passata in giudicato? Sì. Al reato è connessa una pena? Sì. Che tipo di pena? Lo deve decidere la Corte di Appello di Milano. Ed è una pena che è scritta: la reclusione fino a un anno e una multa dai 5 mila euro ai 2 milioni e mezzo. Sarà la Corte di Appello a quantificare questa pena. Lotito sarà sollevato dagli incarichi in Federazione solo nel caso in cui la condanna sarà superiore ai dodici mesi? Assolutamente no. La pena alla quale fanno riferimento i giornalisti che non approfondiscono si riferisce a dei reati che sono al di fuori, non contemplati da quell’articolo che dettagliatamente descrive reato per reato. Sia il 22 bis, che li descrive, sia l’articolo 11 del codice di comportamento sportivo edito dal Coni nel 2012. La violazione di questi va ad intaccare i principi che tutelano la lealtà e correttezza. Noi abbiamo fatto presente al Coni questa cosa e ci hanno risposto che si stanno documentando e hanno chiesto i documenti alla Federazione. Ci sono delle regole e vanno rispettare. La controparte dell’avvocato Gentile non siamo noi di Federsupporter, ma sono la Ferdercalcio e il Coni. Poi sarà anche la Consob. Noi abbiamo intrapreso atteggiamenti simili anche nei confronti del signor Preziosi, quindi non è una cosa che riguarda la Lazio che così non può nemmeno godersi in pace la vittoria di Firenze. Ripeto, il problema della persona difesa dall’avvocato Gentile, non tocca minimamente la società. Ci sono delle norme e vanno rispettate: siccome tutti si riempiono la bocca di parole che inneggiano alla lealtà e alla correttezza, i reati sanciti dalla Cassazione in via definitiva minano questi valori. Abbiamo aspettato quasi due mesi per interessare le istituzioni perché eravamo praticamente sicuri che subito dopo il deposito delle motivazioni, che è del 30 dicembre 2013, sarebbe arrivata una sentenza. Noi speriamo che si arrivi presto alla soluzione perché una cosa del genere portata alle lunghe diventa destabilizzante per tutti. Noi abbiamo chiesto chiarezza dopo aver approfondito il tema che non prendiamo assolutamente a cuor leggero. E anche grazie alla professionalità dell’avvocato Rossetti siamo arrivati a chiedere il rispetto delle regole e la trasparenza che tutti i tifosi chiedono. Perché le regole non devono essere applicate solo nei confronti dei tifosi in modo duro. Le regole si applicano a tutti i soggetti appartenenti all’ordinamento sportivo. Se così non è, i tifosi hanno tutto il diritto ad alzare la voce”

Infine, Alfredo Parisi conclude il suo intervento parlando della Tessera del tifoso:Quella è una cosa che mi è dispiaciuto non abbia avuto lo stesso eco da parte della stampa. Noi siamo riusciti a vincere una grande battaglia: quella di far separare la Tessera del tifoso dalla carta di credito. E la Tessera del tifoso intesa come fidelity card, quella che io ho per un’altra squadra della Premier League e che molta gente adesso sta prendendo, la posso concepire. E’ come la tessera del supermercato che quando vai a fare la spesa ti fa lo sconto. Questa sì che è stata una battaglia dura. Nel momento in cui riusciremo a portare in porto quello sforzo di far concepire il tifoso come consumatore, le cose cambieranno.Perché il tifoso non può essere solo soggetto passivo di regole costrittive e di comportamenti coercitivi. Se ti sposti da un sedile a un altro, sei soggetto a un Daspo. Fermo restando che le regole ci debbono essere. Non a caso noi siamo in una task force presso l’Osservatorio dove stiamo facendo di tutto per trovare gli strumenti che favoriscano l’accesso dei tifosi allo stadio. La tessera del tifoso è stata un fallimento per come l’hanno concepita le società, che hanno sfruttato un problema di comunicazione del mistero dell’Interno”.  



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Decadenza Lotito, il Coni vuole vederci chiaro

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Lotito

Decadenza o no, è questo il problema. Come riportato da Il Tempo, la questione, sollevata da Federsupporter, a seguito della sentenza di condanna emessa dalla Cassazione nei confronti di Lotito per omessa alienazione di partecipazioni della società biancoceleste, ha trovato una prima, parziale risposta da parte del Coni. Nessuna sentenza definitiva, la Federcalcio non si è ancora pronunciata, ma il Coni ha preso informazioni. Sembra, infatti, che Abete abbia chiesto un parere all’ufficio legale, ma per ora dagli uffici di Via Allegri nessuna notizia. Venerdi si terrà il Consiglio di amministrazione, Malagò ha sollecitato la Figc ad inviare al Coni la documentazione sul caso e oggi ribadirà la richiesta a margine della riunione della Giunta, dove si parlerà anche delle discusse norme sulla discriminazione territoriale, unicum italico come ribadito dall’Alta Corte.

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Pochissimi biglietti venduti.Cragnotti: “La squadra ha bisogno dei tifosi”.

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Contestazione tifosi Lazio contro Lotito Stadio Olimpico editoriale

FINE LOTITO La biglietteria della Lazio prova a spronare i tifosi. Cragnotti (responsabile della biglietteria), dichiara ai microfoni di Lazio style che la situazione è critica, pochissimi biglietti staccati. Dopo lo stadio pieno contro il Sassuolo in segno di protesta contro la dirigenza, il popolo biancoceleste cala la seconda mano disertando lo stadio contro i bergamaschi domenica prossima. Ormai quella che era la sparuta minoranza cambia di forma e diventa l’assoluta maggioranza (eccetto quei pochi rimasti). Come riportato dal sito di Stefano Greco per ora sono stati venduti meno di 100 biglietti. La protesta sembra andare nel verso giusto ma come scritto poco fa,Cragnotti dichiara:” “I biglietti si possono acquistare già da venerdì, ma ad oggi i dati di vendita sono poco rilevanti. Sono stati venduti davvero pochi biglietti. La Curva e i Distinti vengono 16 euro, 35 la Tevere laterale, 50 al Tevere top mentre la Montemario arriva a 70. La Sud rimane chiusa fino a quando non verranno riempiti gli altri settori. Speriamo – ha concluso il dirigente biancoceleste – che i tifosi vengano allo stadio, visto che la squadra sta andando bene. E’ importante il loro supporto”.
#liberalalazio



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Reja a Lotito:”Deponi l’ascia di guerra”

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reja lotito E’ un Eddy Reja soddisfatto quello che è intervenuto ieri ai microfoni di Sky. Tre punti fondamentali per la classifica e per l’obiettivo finale di centrare l’Europa.
“Ho dei bravi ragazzi. Il discorso di Marchetti mi fa piacere, ha fatto una partita con qualche errore ma capita a tutti. Però bisogna avere la forza e convinzione. Gli ho parlato e abbiamo detto di voltare pagina e andare avanti. Stava bene e l’ho fatto giocare. Con il Ludogorets non meritavamo di uscire. Ci voleva questa vittoria perché ci dà molta fiducia. Stasera, abbiamo vinto 1 a 0 ma abbiamo avuto quattro o cinque occasioni per chiuderla. Dobbiamo essere più cinici, però più di tre punti non si possono fare. Nei giovani bisogna crederci anche per avere un progetto in prospettiva. Devono trovare un impianto che si basi sui giocatori più esperti. Perea? Lui sul piano del movimento lavora il doppio di Klose. Quando si sono messi a tre dietro ha impegnato tutti i difensori della Fiorentina”. Il presidente è una persona abituata al dialogo. Io gli ho detto di chiudere con il passato e cercare di riavvicinarsi ai tifosi che sono la forza della squadra. La Lazio non esiste senza i tifosi. Ma la squadra va aiutata fino in fondo”.



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Magia a Firenze

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esultanzaLazio con Marchetti in porta nonostante il disastroso rientro in Bulgaria, Fiorentina con Matri titolare e Gomez in panchina. I tifosi della Fiorentina, come annunciato, entrano con dieci minuti di ritardo per protestare contro i presunti torti arbitrali, quando entrano la squadra è già sotto di un gol per il gran gol in girata dell’albanese Cana. In chiusura di tempo biancocelesti vicini al raddoppio: cross di Candreva, deviazione di ginocchio di Konko, traversa piena. Nel finale assedio viola, ma Marchetti ritrova la forma migliore e salva la sua porta



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Biglia e lo stadio delle Aquile, quelle stranezze sul bilancio della Lazio

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Un'immagine che raffigura il presidente Claudio Lotito in un contesto finanziario o con elementi che richiamano la trattativa.

lotito-soldi

Felipe Anderson acquisto più costoso del mercato estivo? A quanto pare no. La semestrale di bilancio ( che tiene in considerazione il periodo che va dal 1 luglio al 31 dicembre 2013) pubblicata ieri dalla Lazio, su revisione della Princewaterhouse, rivela sorprese inaspettate. Stando a quanto riportato dall’edizione locale del Corriere della Sera, infatti, èLucas Biglia ad aver pesato di più alle casse del patron biancoceleste.Per il suo acquisto, Lotito ha speso 10 milioni di euro, cioè 8,4 più Iva, contro i 9 milioni (cioè 7,5 più Iva) sborsati per Anderson. Il bilancio parziale sottolinea anche il pallino senza tempo del presidente laziale: il progetto dello Stadio delle Aquile. Nonostante Lotito abbia bocciato l’emendamento sugli stadi di dicembre, il progetto è incluso nel bilanco come giustificazioni di future perdite finanziarie.

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Hernanes ritrova la Roma :” Per me è una partita speciale “

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hernanes 26 maggio lazio

HERNANES TOTTIRoma-Inter, è una partita dal sapore particolare per il Profeta Hernanes. Dopo il suo glorioso passato biancoceleste, macchiato forse solo dal suo addio un po’ burrascoso, l’ex numero 8 si concede ai microfoni della Gazzetta dello Sport, per parlare di una partita particolare.

Ai giallorossi ha già fatto male 4 volte, e non vuole fermarsi: “La Roma non può non essere ancora un’avversaria speciale, dopo esserlo stata con tanta intensità per tre anni e mezzo. Ma io con i romanisti sono sempre stato in pace, e loro con me: mi chiedevano di fare una foto e poi mi dicevano ‘Ahò, guarda che sò romanista’. Di sicuro non mi aspettavo che partissero con 10 vittorie di fila, soprattutto dopo la botta della finale di Coppa Italia persa contro la Lazio. Il gol più importante segnato alla Roma è quello non su rigore, forse il più bello della mia carriera: cambio gioco di Lulic, stoppo con il destro, fingo di tirare, me la porto sul sinistro e palla all’incrocio”. 

I tifosi biancocelesti se lo ricordano bene. Poi chiosa finale sulla Nazionale: “Credo che un posto per me nella Seleçao alla fine ci sarà. Non ho scelto l’Inter per questo, ma l’Inter potrà aiutarmi: non mi sono messo in gioco a caso, cercando qualcosa di diverso rispetto a quello che avevo già”.

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Lotito protesta per l’arbitraggio di Giovedì

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classifica direttori sportivi serie a

lotito tareFurioso e silenzioso, deciso a farsi sentire da Platini a microfoni spenti e nell’interesse del calcio italiano, non solo della Lazio. Ieri, il giorno dopo la vergogna di Sofia, Lotito ha preferito evitare dichiarazioni. Era deluso, ma anche convinto che non sarebbe servito parlarne o gridare, perché il danno è stato fatto e la squadra di Reja non scenderà in campo negli ottavi di Europa League per affrontare il Valencia al posto del Ludogorets. Non si può tornare indietro. Il discorso, le valutazioni sono di più ampio respiro. Lotito è per la moviola in campo, non da ieri, ma da almeno due o tre anni. E questa non è la prima volta che in campo europeo il club biancoceleste viene penalizzato con direzioni arbitrali discutibili. Nell’aprile scorso l’eliminazione nei quarti ad opera del Fenerbahce era maturata a Istanbul per le sviste clamorose dello scozzese Collum, nel 2011 Reja aveva pagato il conto a Lisbona con lo Sporting, persino Ballardini a Salisburgo nel dicembre 2009 compromise la qualificazione ai sedicesimi per un rigore non concesso a Zarate sulla linea di fondo, proprio sotto gli occhi dell’arbitro d’area. Un po’ come è successo giovedì sera a Sofia: l’assistente Sousa, nel dubbio, ha spinto Benquerença a convalidare il gol del 2-2. Era vicino al palo di Marchetti, ha convinto il portoghese a ratificare il pareggio in uno stadio trasformato in bolgia. Ancora ieri i dubbi non erano stati dissolti: secondo alcuni fotogrammi, ripresi dalle immagini televisive, il pallone non avrebbe totalmente superato la linea di porta. Dentro o fuori? Sette centimetri difficilissimi da rilevare e così determinanti da spostare (probabilmente) l’esito di una qualificazione agli ottavi.

CONTESTAZIONI – Più dell’episodio contestato dai giocatori, la Lazio si è lamentata per la direzione di Benquerença. Era a senso unico. E nella ripresa il portoghese ha permesso ai bulgari un gioco durissimo, scorretto, non regolare. Interrompevano l’azione della Lazio ricorrendo al fallo sistematico e ripartivano senza che l’arbitro intervenisse. I giocatori di Reja finivano a terra e non riuscivano a tenere palla. C’è stato un fallo non rilevato anche alcuni secondi prima del sinistro di Zlatinski per il 2-2. Così la rimonta è stata facilitata alla pari con le incertezze di Marchetti, decisivo in negativo anche per il 3-3 firmato da Quixada a due minuti dalla fine. Ha infastidito il metro di giudizio. E la Lazio ha ricordato altri episodi, una costante negativa in Europa League. Nella partita d’andata il tedesco Zwayer s’era inventato un rigore (poi sventato da Berisha) attribuendo un fallo di mano a Cana, che teneva il braccio incollato al corpo.

MOVIOLA – C’è una partita aperta con Platini, da tempo la Lazio si porta dietro un’etichetta antipatica, nella passata stagione sono state ripetute le sanzioni e le diffide dell’Uefa per il comportamento della tifoseria biancoceleste. Questo è un discorso diverso. Sta a cuore di Lotito non solo per i fatti di Sofia e da presidente del club biancoceleste, ma da consigliere federale. Il sistema deve cambiare in Italia e all’estero. Se Platini reclama il rispetto del fair-play finanziario, e ci sono parametri oggettivi e dati di bilancio per misurarlo, sul campo bisogna ridurre la discrezionalità degli arbitri. Il mondo cambia e si evolve, solo il calcio resta conservatore e ancorato ai criteri del passato, ormai superati. Serve la moviola in campo, un supporto tecnologico per fissare certezze incontrovertibili. Se un pallone è entrato in porta oppure no, possono stabilirlo le immagini. Altrimenti ci si affida solo al valore degli arbitri, alla capacità di resistere ai condizionamenti, a una discrezionalità eccessiva. Ecco perché Lotito, in ambito nazionale ed europeo, tornerà alla carica con la moviola in campo. Da Sofia a Firenze, magari ne parlerà domenica anche con Della Valle. Guarda caso, c’è di nuovo la Lazio al Franchi dentro una serata in cui tutti osserveranno Banti con gli occhi spalancati. Un anno fa Petkovic e la squadra biancoceleste uscirono con le ossa rotta dalla partita con i viola: gol regolare annullato a Mauri, gol di Ljajic con Jovetic in posizione attiva di fuorigioco, vittoria della Fiorentina. Anche in quel caso la moviola in campo sarebbe servita.

Tratto da: “Il Corriere dello Sport” – Fabrizio Patania



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De Rossi ai Laziali :” Sportivamente vi odio, ma vi rispetto ! “

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mauri de rossi

Sulla prima pagina dell’ultimo numero della rivista francese So Foot campeggia la foto di Daniele De Rossi. Il centrocampista giallorosso ha raccontato la sua esperienza calcistica alla Roma e non poteva fare a meno di parlare anche di Lazio.

Il 26 maggio scorso, la Roma ha perso la finale di Coppa Italia contro la Lazio. Come hai vissuto tu che sei giocatore/tifoso quel momento?
Per fortuna i nostri avversari non hanno festeggiato in maniera troppo indecente. Nel tragitto di ritorno dallo stadio a casa, ho visto appena qualche scooter con un tifoso sopra che teneva una sciarpa, una bandiera avversaria, ma non cose sproporzionate che mi avrebbero fatto ancora più male. Il resto della serata … ti dirò mi fa male ricordare. Ero con la mia compagna e le ho fatto vivere una serata …… e una settimana …..poverina , stato brutto, veramente brutto. Mi sono chiuso a casa. Non è che ero triste, ero distrutto. Pensavo non poter rimarginare mai questa ferita.

Dall’inizio dell’intervista quando parli della lazio, tu dici “i nostri avversari” ma mai la parola “lazio”. E’ una parola che non pronunci mai?
Sì sì lo dico (risata). Dire la parola Lazio non è un problema per me. La gente che viene da Roma sa che è un odio calcistico, una rivalità che ti si impone appena scegli una delle due squadre. Non è proprio una “scelta” diciamo, ti è trasmesso in eredità da uno dei tuoi genitori. Un odio calcistico ed eterno dunque. Ma c’è del rispetto. Durante il derby, allo stadio, mi insultano ma io trovo ciò del tutto normale. E finisce lì. Non ho mai avuto problemi con dei tifosi della Lazio passeggiando per Roma. In nessun quartiere. E questo lo rispetto. Alcuni miei amici sono della Lazio, gente che amo profondamente è della Lazio. Mi scoccia quando vincono e quando perdono li prendo in giro, non si va oltre. Questo è il mio rapporto con la Lazio. Non migliorerà mai, non peggiorerà mai.

Giocare in una città dove ci sono 2 club, rende la vita più intensa?
Si. È una cosa affascinante. A volte fai una brutta stagione, finisci ottavo in campionato, ma se la Lazio termina decima, va bene, puoi respirare. E’ una cosa che non puoi capire se vieni da Parigi. Allo stesso tempo mi fa dire anche che se Roma avesse avuto una sola squadra come Napoli o Parigi allora la città avrebbe la più grande tifoseria del mondo. Senza alcun dubbio. Parlo del numero di persone interessate al calcio. Parlo di malattia per il calcio. Immagini? Se tutta la città tifasse la stessa squadra, se tutta la città tifasse la Roma? E’ evidente che la squadra si sarebbe chiamata Roma e non Lazio eh …

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Lotito “salvato dalla scorta”

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Contestazione Curva Nord Lazio replica comunicato Lotito Ponte Milvio
Tifosi della Lazio all’Olimpico in silenzio e delusi: simbolo di un ambiente depresso e di una squadra in piena crisi di identità.
contestazione lotito


Posto questo articolo sotto forma di blog per motivi personali di lavoro visto che per un po’ non riesco a stare appresso al mondo dell’informazione. Già dopo l’ultima partita d’europa league mi erano trapelate informazioni su un presunto “agguato” di un tifoso ai danni del gestore. L’uomo, secondo a fonti non giornalistiche ma testimone “oculare” visto il video che posterò, sarebbe riuscito a superare alcuni membri della scorta rincorrendo Lotito, salvato in “extremis” dagli altri “bodyguard” sfuggendo così all’aggressione. Il clima si fa molto pesante, personalmente penso che si, ci potrebbe essere qualche “testa calda” che come tutti noi sono stanchi di questa gestione,ma se vogliamo concludere al meglio dobbiamo iniziare con le buone intenzioni, tutto nelle norme imposti dalla legge italiana.Come potrete vedere nel video non si vede tutto, ma la situazione è molto tesa.

 


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Lo striscione della Nord per Domenica :” Assoluta maggioranza “

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CURVA NORDDomenica sera c’è la Lazio-Sassuolo, una partita tanto importante sul campo, ma anche sugli spalti. In occasione della sfida contro gli emiliani, infatti, il popolo di fede laziale ha deciso di protestare nei confronti della gestione societaria e, soprattutto, del presidente LotitoOltre ai cartoncini con su scritto “Libera la Lazio”, la Curva Nord esporrà uno striscione con la frase “Assoluta maggioranza”, in riferimento alle vecchie dichiarazioni del patron biancoceleste che apostrofava i suoi contestatori con la dicitura “sparuta minoranza“.

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Chiara ascolta l’inno della Lazio e reagisce

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CHIARA

Per il papà è un miracolo, comunque vada. Chiara è ancora viva e lui non ci sperava giù, Chiara muove appena le palpebre e le braccia, cosa sia non si sa ma di sicuro è un segno che Maurizio non s’aspettava. «Il primo giorno pensavo che non sarebbe arrivata all’indomani, mi avevano detto: non ci sperare. E invece sono passati 17 giorni e mia figlia respira ancora, ha delle reazioni, magari sono solo meccaniche, però prima non le aveva. Per me già è un miracolo che ci sia». Chiara Insidioso Monda, 19 anni, massacrata di botte dal fidanzato e ricoverata in rianimazione al San Camillo in condizioni disperate.

L’INNO
Il padre è tutti i giorni accanto a lei, le parla e l’accarezza. «Qualcosa succede», racconta Maurizio, un impiegato delle Poste di 42 anni, mentre sta per rientrare nel reparto Lancini, neurochirurgia. «Le ho cantato l’inno della Lazio ”So’ gia du’ ore”, quello che piaceva a lei. Tutti gli apparecchi si sono messi a suonare, sono arrivati i medici: i battiti del cuore erano aumentati e la pressione si era alzata. Le ho stretto la mano parlandole, è successa la stessa cosa, il cuore ha accelerato. Magari sono solo io che mi sto facendo delle illusioni, un padre non si può rassegnare e si attacca a qualsiasi cosa, però queste reazioni le ho viste. Muove le braccia, l’altro giorno si è anche scoperta. I medici però mi hanno gelato: dal primo giorno non è cambiato niente, Chiara non ha speranze». Se sopravviverà, gli avevano spiegato, sarà condannata a una vita senza vita, in stato vegetativo. «Nei prossimi giorni le faranno comunque la Tac per capire qualcosa di più».


Ieri è andata a farle visita il presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini. «Chiara da due settimane lotta per la vita dopo le botte del compagno. Sono venuta da lei perché la violenza di genere non è un fatto privato, anzi è una violazione dei diritti umani, come dice la Convenzione di Instabul, e come tale va trattata. Dobbiamo uscire dalla mentalità secondo cui i panni sporchi si lavano in famiglia».
La storia di Chiara è quella di tante, ora le raccoglie tutte. Lei bella e fragile, «uno spettacolo di bambina», per gli amici di Maurizio che l’hanno vista nascere, e un poco bambina è sempre rimasta. «Ho fatto di tutto per impedirle di stare con quel tipo, lo conosciamo tutti a Casal Bernocchi: è: un tossico, violento, cattivo con le donne e coniglio con gli uomini», Il padre ha smesso di lavorare per tre mesi per tenere Chiara lontana da Maurizio Falcioni, 35 anni, convivente della ragazza adesso in carcere con l’accusa di omicidio volontario. «Dormivo con le chiavi nei pantaloni per non permetterle di fuggire di nuovo da casa e tornare da lui».

LE DENUNCE
Quell’uomo che lei aveva conosciuto al parco e l’aveva plagiata, il padre ne è convinto. «Ho presentato due denunce per circonvenzione di incapace, ho anche allegato i certificati medici da cui risultava il lieve ritardo di cui soffriva Chiara. Non è servito a niente. Lei voleva tornare a casa, aveva deciso di lasciarlo. E lui l’ha massacrata».
«Dai Chiara non mollare», sui maxischermi dell’Olimpico è comparsa la scritta poco prima dell’inizio del derby del 9 febbraio, «Forza Chiara la Nord è con te!», lo striscione dei tifosi. Sempre per lei è sfilato un corteo silenzioso a Casal Bernocchi, una fiaccolata per chiedere giustizia. Il fidanzato ha raccontato ai magistrati d’averlo fatto per gelosia, per un sms che aveva trovato sul telefonino di Chiara. L’ha picchiata e non si è fermato nemmeno quando lei era a terra

IL MESSAGGERO



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Quasi fuori !

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keitaUn ottovolante di emozioni dal quale alla fine la Lazio scende sconfitta 1-0 dal Ludogorets in una partita dove è accaduto di tutto. Tra rigori falliti, traverse, pali ed espulsioni i biancocelesti escono dall’Olimpico sconfitti di misura e ora serviranno almeno due gol in Bulgaria per accedere al turno successivo dell’Europa League.

DI BEZJAK IL GOL DECISIVO – Parte subito in salita il match per i biancocelesti: al 9′ rigore concesso agli ospiti per un fallo di mano di Cana apparso inesistente, con il braccio attaccato al corpo. Dyakov sul dischetto prova il cucchiaio, bravo Berisha a rialzarsi in tempo per bloccare il pallone. Il Ludogorets pressa alto e la Lazio non riesce a farsi pericolosa, al contrario degli avversari che trovano anche una traversa al 34′ con Marcelinho. Biglia su punizione cerca di svegliare la squadra, con Stoyanov in tuffo plastico a salvare la sua porta, ma il primo tempo si chiude con il vantaggio bulgaro ad opera di Bezjak che dalla distanza trova il jolly sfruttando anche l’imprecisione nel piazzamento di Berisha. Nella ripresa Felipe Anderson si illumina al quinto minuto, prima con una conclusione deviata sul palo dal portiere poi subito dopo guadagnandosi un rigore: dal dischetto lo stesso brasiliano si fa ipnotizzare da Stoyanov che blocca il tiro dagli undici metri e Cavanda poco dopo rileverà il compagno di squadra. Dyakov si guadagna il secondo giallo e la doccia anticipata, Lazio in superiorità numerica con Reja che prova a sfruttare l’uomo in più inserendo Kakuta, all’esordio, per Lulic. Ma arriva anche il rosso per la Lazio per un fallo in gioco pericoloso di Cavanda, e finale con entrambe le squadre in dieci. Entra anche Perea per Klose, con Candreva a impegnare continuamente Stoyanov, ma non basta: a Sofia servirà l’impresa.

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Un muro di fogli con scritto :”LIBERA LA LAZIO”

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Si avvicina a grandi passi Lazio-Sassuolo, il popolo laziale è in fermento. Domenica sera saranno tanti i tifosi che riempiranno l’Olimpico, richiamati dall’iniziativa della Curva Nord: contestare il presidente Lotito, protestare contro l’operato della società in maniera fragorosa ma pacifica. Come spiegato in questi giorni dai ragazzi della Nord, si partirà con un corteo da piazza Maresciallo Giardino fino allo stadio. Una volta affollati gli spalti, l’idea è di dare vita a una coreografia particolare: un muro di fogli con la scritta “Libera la Lazio”, lo slogan scelto per l’occasione. Sullo stesso stile di quanto visto qualche anno fa, con la selva di cartoncini con scritto “100% Lazio”. Una scenografia che coinvolgerà la Nord, i Distinti e chiunque negli altri settori dello stadio si munirà di un semplice foglio A3 o A4 con la scritta stampata. I ragazzi della Curva ne stanno preparando tantissimi da distribuire fuori dai cancelli, ma ogni tifoso può premunirsi del suo cartoncino in autonomia.

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La Lazio si prepara per il Ludogorets

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esultanza

Reja cambia modulo e metà degli uomini in campo. Perché come ha spiegato l’allenatore in conferenza è impensabile che tutti giochino ogni tre giorni.  Contro il Ludogorets si torna al 3-4-3: Berisha tra i pali, in difesa Ciani, Cana e Radu. Biava e Dias si allenano con i compagni, ma osserveranno un turno di riposo. Torneranno titolari domenica sera in campionato.  A centrocampo Cavanda e Lulic sugli esterni, il tandem Onazi-Biglia al centro. 

BALLOTTAGGI – Gli unici dubbi di formazione riguardano il tridente avanzato. Devo valutare Klose e Candreva”, ha confidato Reja. “Parlerò con loro dopo la seduta di oggi e, se mi daranno l’ok, potrei impiegare almeno uno dei due”. Keita giocherà a sinistra, a destra l’esterno di Tor de Cenci è favorito su Felipe Anderson, mentre il panzer è in ballottaggio con Perea per il posto al centro dell’attacco (il colombiano si è mosso tra i titolari nelle prove tattiche, Klose in partitella). Probabile che alla fine siano Candreva, Perea e Keita a scendere in campo dal primo minuto. Out Postiga e Pereirinha: infortunati e fuori dalla lista Uefa.

CONVOCATI – Al termine dell’allenamento, mister Reja ha diramato la lista dei convocati:

Portieri: Marchetti, Berisha, Guerrieri
Difensori: Dias, Radu, Ciani, Novaretti, Cavanda, Cana
Centrocampisti: Ledesma, Onazi, Mauri, Candreva, Lulic, Gonzalez, Biglia, Felipe Anderson
Attaccanti: Klose, Perea, Keita, Kakuta

PROBABILE FORMAZIONE (3-4-3) – Berisha; Ciani, Cana, Radu; Cavanda, Onazi, Biglia, Lulic; Candreva, Perea, Keita. All. Reja. A disp. Marchetti; Dias, Ledesma, Gonzalez, Felipe Anderson, Kakuta, Klose.

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Lotito verrà scortato e la Procura apre un’inchiesta

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Contestazione Curva Nord Lazio replica comunicato Lotito Ponte Milvio
Tifosi della Lazio all’Olimpico in silenzio e delusi: simbolo di un ambiente depresso e di una squadra in piena crisi di identità.

contestazione lotito

Lazio-Sassuolo si avvicina e l’ambiente in casa biancoceleste si fa sempre più caldo. In questi giorni è stata confermata la scorta per il presidente Claudio Lotito. Non è una novità e ogni sei mesi arriva il rinnovo, ma stavolta non ci sono stati dubbi. Le minacce di morte, i numeri dei telefoni del presidente (e del diesse Igli Tare) pubblicati su Facebook, la contestazione montata e riesplosa ai livelli di guardia venti giorni fa per la cessione di Hernanes all’Inter hanno fatto scattare le misure di sicurezza. Come riporta l’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, dalla Prefettura hanno informato che c’è un’oggettiva situazione di rischio per Lotito e sono in corso gli accertamenti, scattati dopo una serie quasi interminabile di telefonate ricevute dal patron nei primi tre o quattro giorni di febbraio. Il rapporto, già non idilliaco con la piazza, sta vivendo uno dei momenti più bassi della storia. I tifosi vorrebbero il salto di qualità e ritengono insoddisfacenti due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana conquistate in dieci anni anche a fronte di un solo terzo posto come miglior risultato in campionato.Le istituzioni vigilano e il fascicolo è finito sul tavolo di Michele Prestipino, 55 anni, procuratore aggiunto della Procura di Roma. E’ arrivato nello scorso settembre dalla Dia di Reggio Calabria e in precedenza aveva lavorato a Palermo: conduceva inchieste su mafia e n’drangheta. Si indaga a 360° anche perché, come riporta il quotidiano, nel mezzo della contestazione, si potrebbe anche insinuare o nascondere chi vorrebbe sfruttare l’onda emotiva per provare a sfilare il controllo della società a Lotito. E’ solo un’ipotesi, perché in passato è successo, ma niente in questo momento va escluso.

LALAZIOSIAMONOI, FABRIZIO PATANIA – CORRIEREDELLOSPORT



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Pantano si oppone alla contestazione :” E’ inutile “

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PANTANO«Il tifoso deve tornare a fare il tifoso. Oggi è diventato esperto di mercato, di borsa ed è entrato in ambiti che non gli competono. Sarebbe bello tornare a preoccuparsi solo delle sorti della propria squadra: non credo che questa protesta sia efficace». Questo il pensiero di Stefano Pantano, ex schermidore ma soprattutto tifoso biancoceleste. La sfida col Sassuolo sarà al grido «Libera la Lazio», eppure la contestazione alla società non è una via efficace secondo il conduttore radiofonico perché non avrebbe il potere di cambiare le gerarchie al vertice: sognare è lecito ma vanno fatti i conti con la realtà biancoceleste.

Cosa significa questa contestazione? «Che lo stadio sia pieno è motivo di soddisfazione, sono anni che invito i sostenitori a riempire l’Olimpico. La contestazione significa dare un segnale, ma è curioso che chi ci sarà domenica magari non sia stato presente al derby. Molti tifosi sono mossi da sentimenti sinceri e hanno tutto il diritto di promuovere l’iniziativa, altri magari dovrebbero guardarsi allo specchio».

 

Non è d’accordo quindi con la protesta? «Magari arriverà un magnate o uno sceicco che farà fare il salto di qualità, ma non ci credo, siamo rimasti scottati troppe volte. La protesta di domenica, mi auguro civile e democratica, spero porti a qualcosa. Ma la presenza massiccia allo stadio, solo per insultare Lotito, non credo sia efficace. Qualcuno si sta sopravvalutando e sta sopravvalutando la comunicazione mediatica: non abbiamo il potere di cambiare il corso degli eventi, siamo pur sempre in democrazia e ognuno è libero di dissentire da questa protesta, se lo crede».

Cosa contestano i tifosi alla società ? «Ne ho parlato personalmente con il presidente Lotito, ci sono situazioni che non vanno e questo è evidente. Dal mercato deludente al mancato salto di qualità. Ma nulla è mai cambiato, e non abbiamo il potere di farlo né come tifosi né come comunicatori».

 

Non crede abbiano il diritto di sognare? «È giusto sognare, ci mancherebbe. Sono anche io un tifoso e sogno di tornare ai tempi della gloriosa Lazio di Cragnotti. Capisco che il momento e la crisi economica non aiutino, cerco dunque di essere più realista. In Italia si contestano De Laurentiis, Berlusconi e Moratti. Che per i tifosi biancocelesti sono dei veri e propri esempi».

IL TEMPO – CITTACELESTE



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Deferiti Tare e la Lazio

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lotito-tare-de-martino

Arriva una notizia ufficiale dal sito della Federazione Italia Giuoco Calcio: sono stati deferiti sia il procuratore Ulisse Savini che altre figure del mondo del calcio. Ecco la nota ufficiale ripresa dal sito della FIGC dove si parla di violazione del regolamento agenti: “Esaminati gli atti e valutate le risultanze dell’istruttoria espletata, il Procuratore federale  ha deferito alla Commissione Disciplinare Nazionale l’agente dei calciatori Ulisse Savini, i calciatori Emanuele Testardi, Kevin Vinetot, Marco Cabeccia, Mobido Diakitè (calciatore tesserato, all’epoca dei fatti, per la Società S.S. Lazio S.p.A.), alcuni dirigenti e sei società, Sampdoria, Virtus Lanciano, Crotone, Genoa, Unione Venezia e Lazio, per la violazione del regolamento agenti”.

Tra i dirigenti sopra citati, c’è anche Igli Tare. Come si apprende dalla nota della FIGC, questo il motivo del deferimento del ds biancoceleste: “il Sig. Igli TARE, D.S. della S.S. Lazio, per avere, nella trattativa avente ad oggetto prima il rinnovo del contratto e, di seguito, il trasferimento ad altra società del calciatore Mobido Diakhite, trattato con l’agente Ulisse Savini nel mese di agosto dell’anno 2012, nonostante la licenza di costui fosse sospesa“.   Deferita, quindi anche la società Lazio: “La Società S.S. LAZIO S.p.A. per responsabilità oggettiva per le violazioni ascritte al proprio dirigente Igli Tare“.



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Corteo e coreografia, ecco la protesta della Nord

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CURVA NORDLa contestazione di Lazio-Sassuolo si avvicina e, per fornire qualche indicazione più dettagliata sui preparativi di domenica sera allo stadio Olimpico, ai microfoni diRadiosei è intervenuto Paolo Signorelli in rappresentanza della Curva Nord: Il corteo partirà da piazza Maresciallo Giardino, all’altezza di Ponte della Musica: saranno appena 200-300 metri, lo scopo è quello di far partecipare tutti. L’orario del ritrovo sarà attorno alle 18-18.30, si entrerà tutti insieme e speriamo di raggiungere un numero importante. L’idea pacifica, per cui vorremmo coinvolgere anche i distinti, è quella di ricreare una coreografia particolare, alzando un muro di semplici fogli A3 o A4 con la scritta ‘Libera la Lazio’, sulla scorta di quanto visto in occasione della scenografia ‘100% Lazio’ di qualche anno fa. Nei prossimi giorni saranno resi noti maggiori dettagli.

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