Divorzio a gennaio, due mesi dopo Vladimir Petkovic riprende la parola. Ai microfoni di Dribbling, programma in onda su Raidue, il sergente di ferro ha ripercorso la sua avventura nella Città Eterna, conclusa in maniera burrascosa al termine del girone d’andata di questo campionato.
Otto lingue, estimatori di arte e letteratura, impieghi alla Caritas, insomma, un gentiluomo.”Fa sempre piacere incontrare persone che apprezzano le mia qualità umane, non solo quelle calcistiche” sorride Petko. Racconta del suo arrivo a Roma: “Tutti mi dicevano: “Mi raccomando il derby!”, era la cosa più importante!”.
E del suo rapporto con Claudio Lotito:“Lui ha un carattere molto forte, con la mentalità di vincere a tutti i costi. Che da una parte è anche una cosa negativa, non si può avere sempre ragione. Lui ha questa capacità di essere presente, di essere produttivo in ogni giornata, tutto il giorno”. Una stagione che parte a ritmi serrati, la prima di Petkovic alla Lazio.
Nella seconda parte di campionato mette il freno a mano, ma basta la vittoria storica del 26 maggio a far percepire qualcos’altro all’ambiente e alla società: “C’è stato troppo ottimismo nell’ambiente, forse ci siamo seduti sugli allori”.
E la seconda stagione di Vladimir al timone, la Lazio arranca:“Si sparsero le voci che vedevano la dirigenza in contatto con altri allenatori. A me questo non disturbava, è una cosa che fa parte del nostro mestiere”.Poi la firma con la nazionale elvetica e il “licenziamento per giusta causa”.
Perché? Per Lotito, il tecnico di Sarajevo avrebbe violato il principio di fiducia: “Per fortuna c’è chi mi ha appoggiato, tanta gente. Quando ho incontrato i colleghi durante il sorteggio della nazionale mi hanno fatto capire che anche questa volta mi sono comportato da gentiluomo, senza rispondere con coltellate a quelle che ho ricevuto. Giusta causa? Sembrava che avessi fatto dei danni non solo a livello calcistico, ma anche alla società. Non penso sia così. Quando ho firmato il contratto con la Nazionale svizzera, Lotito mi ha disse “ti chiamo tra mezz’ora”. Poi non si è più fatto sentire. Ho visto solo le dichiarazioni, fango gettato sulla mia persona. Cose che non posso accettare. Dirgli qualcosa? Non mi sento di dirgli nulla, lo saluto come saluto tutte le persone che ho rispettato. Peccato sia finito tutto così, per me è molto importante uscire dalla situazione pulito. Con la testa alta, la possibilità di guardare negli occhi e salutare con un bel sorriso il presidente e tutte le persone”.
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Questa mattina, il sito lalaziosiamonoi, riporta un articolo di calciomercato riguardante la Lazio. In uscita, stando al sito web, ci sarebbero Marchetti e Lulic per fare cassa,il contratto di Mauri non verrebbe rinnovato in quanto non ci sono condizioni economiche,Dias tornerebbe in Brasile (quasi al 90%) e Felipe Anderson andrebbe in prestito. Le voci sull’arrivo di Djordjevic e la ricerca di un’ala (Pitroipa del Rennes) porterebbero Miro Klose a pensare ad un futuro lontano dalla Lazio in quanto chiederebbe garanzie tecniche.
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Prendo una parte dell’articolo dal mio amico Stefano Greco (Qui l’articolo integrale http://www.sslaziofans.it/contenuto.php?idContenuto=28877 ) per scrivere domande vere alle quali il nostro illegittimo Presidente dovrebbe dare prima o poi una risposta
Presidente Lotito. Hoeness, condannato in Germania per un reato finanziario, il giorno dopo la sentenza ha rinunciato a fare appello, ha dato le dimissioni da presidente del Bayern Monaco ed ha accettato sia la multa che il carcere dicendo: “Ho sbagliato è giusto pagare”… Lei, condannato con sentenza passata in giudicato per un reato finanziario compiuto ai danni degli azionisti della Lazio, non andrà in carcere, ma nonostante il regolamento prevede la sua decadenza da presidente della Lazio e da vice presidente della Federcalcio, per guadagnare qualche mese sostiene che è ancora pulito perché la condanna non è stata ancora inserita nel casellario giudiziario. Perché la sua ben nota “moralità” e il suo altrettanto noto “rispetto per le regole” non l’ha spinta a imitare Hoeness?
· Presidente Lotito, come mai una società che vive di autofinanziamento si può permettere di stare per sei stagioni senza sponsor? E ci spiegare perché non è andato in Azerbaijan all’incontro fissato dai suoi collaboratori del marketing per chiudere con “Land of Fire”, lo sponsor che alla fine ha scelto l’Atletico Madrid versando 12 milioni di euro in 18 mesi nelle casse della società di Diego Pablo Simeone?
· Lei dice sempre: “Io dalla Lazio non ho mai preso un solo euro, al contrario di quelli del passato”. Ma questo vale anche per i soldi che le sono entrati in tasca in questi otto anni tramite sette sue aziende, che solo nell’ultima semestrale hanno incassato 5,75 milioni di euro?
· Perché la Lazio è partita per prima sulla vicenda dello stadio e rischia di arrivare per ultima, addirittura dietro la Roma? E soprattutto, perché la Roma lo costruisce lo stadio mentre lei sostiene che la nuova legge non consente la costruzione di nuovi impianti?
· Perché lei per giustificare i mancati investimenti parla sempre dei fardelli del passato e punta l’indice su Cragnotti e mai sulla banca che ha gestito la Lazio dal gennaio del 2003 a luglio del 2004?
· Presidente, alla luce del caso-Zarate (che ha ottenuto la rescissione del contratto per colpa, quindi con ulteriore danno economico per la Lazio visto che lo abbiamo pagato 23.3 milioni di euro tra prestito e acquisto), che segue di qualche anno il caso-Pandev, lei si reputa in grado di gestire le situazioni contrattuali senza danneggiare la Lazio pur di appagare il suo ego?
· Perché dice che il mercato invernale serve solo per riparare e soprattutto che a gennaio non si compra all’estero (perché i giocatori hanno bisogno di mesi per integrarsi) quando poi si contraddice nei fatti, visto che negli ultimi tre anni ha acquistato a gennaio Alfaro, Pereirinha, Saha, Postiga e Kakutà?
· Lei sostiene:“La Lazio può comprare chiunque perché paga cash e non ha bisogno di vendere per comprare”. Ci spiega però come mai la Lazio fa mercato solo negli anni in cui vende (in estate o a gennaio) almeno un pezzo pregiato?
· Come mai ogni volta che la Lazio è ad un passo dal poter fare il salto di qualità lei decide di non fare mercato e per giustificare i mancati acquisti tira fuori (insieme a Tare) la storiella dell’empatia del gruppo e degli equilibri dello spogliatoio che non possono essere alterati?
· Perché dovremmo credere ora alle promesse di rifondazione e di un grande mercato estivo, quando stiamo ancora aspettando l’arrivo dei “4 CAMPIONI” e assistiamo da anni ad una continua navigazione a vista e ad una perenne improvvisazione spacciata per progetto??
· Perché da anni si parla di progetto-Ajax, progetto-Arsenal, ora di progetto-Borussia Dortmund, ma in realtà ma in realtà invece di investire per creare e sviluppare un centro di formazione giovanile degno di questo nome la Lazio finanzia a botte di 1,5 milioni di euro all’anno la Salernitana?
· Alla luce degli oltre 100 infortuni subiti negli ultimi tre anni dai giocatori della Lazio, non pensa che sia fallito il suo progetto di barattare l’assistenza medica della Lazio con un semplice cambio merce con la clinica Paideia per risparmiare e che non sia arrivato il momento di rifondare lo staff sanitario della Lazio e di investire un po’ di soldi in questo settore? Oppure pensa di continuare a ripetere alla gente la favola che gli infortuni sono frutto solo di eventi imponderabili?
· Visto l’aumento vertiginoso dei costi di gestione degli ultimi anni, come pensa di incrementare i ricavi per dare alla Lazio la liquidità necessaria per fare un minimo di mercato? Presenta un piano industriale (che manca dal 2004) chiedendo a nuovi soci di fornire nuove risorse economiche da investire sul mercato e nel rilancio della società in altri settori o tramite aumento di capitale mette finalmente sul tavolo le risorse necessarie per fare il salto di qualità investendo con i fatti e non a parole nel progetto Lazio?
· Perché ripete che in giro non ci sono investitori seri, ma al tempo stesso si rifiuta di aprire ad eventuali soci o acquirenti, rispondendo a chi le chiede di verificare se esiste o no qualcuno interessato che lascerà la Lazio in eredita a suo figlio? Eppure, se aprisse le porte e non si presentasse nessuno, lei vincerebbe e taciterebbe per sempre i suoi contestatori…
· Perché in quasi 10 anni di gestione non ha mai accettato un confronto in tv o in radio con qualche giornalista che fa domande vere? Oppure con i tifosi, in modo instaurare un rapporto sereno con la gente, invece di minacciare denunce o arresti ad ogni spiffero di contestazione?
· Perché sia durante l’inchiesta che nel corso del processo ai quattro capi degli Irriducibili lei ha sempre negato di conoscerli o di aver intrattenuto con loro qualsiasi tipo di rapporto quando la realtà è completamente diversa e basterebbe anche solo ascoltare questo suo intervento a “La voce della Nord” in cui li chiamava “cari” per smentila in modo clamoroso? http://www.youtube.com/watch?v=MYg8z8gBkh8
· Ultima domanda, presidente. Come può pretendere di ergersi ad esempio e dare a tutti lezioni di moralità, uno come lei che ha un avvocato che da anni vive in tribunale per occuparsi esclusivamente delle sue vicende giudiziarie?
STEFANO GRECO – LAZIOMILLENOVECENTO
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La contestazione nei confronti della società continua e andrà avanti ad oltranza. Anche contro il Milan, infatti, andrà in scena un nuovo atto della protesta dei tifosi biancocelesti contro il presidente Lotito: durante il primo tempo lo stadio Olimpico sarà tappezzato da striscioni e verranno cantati cori di dissenso nei confronti della dirigenza. Nella ripresa, invece, ci si concentrerà nel sostenere la squadra alle prese con una partita complicata contro gli uomini di Seedorf. Non è questa l’unica iniziativa dei tifosi laziali che, durante la trasmissione la Voce della Nordsu Radiosei, hanno annunciato di seguire la Lazio Primavera nella trasferta di Firenze. Il 9 aprile, infatti, i ragazzi di Inzaghi disputeranno la finale di ritorno di Coppa Italia contro i Viola. Le restrizioni della Tessera del tifoso non riguardano anche le giovanile e per questo chiunque potrà raggiungere il Franchi senza intoppi burocratici.
LALAZIOSIAMONOI
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Niente da fare per Claudio Lotito! Il patron della Lazio e della Salernitana, attraverso la sua società Team Service, non ha ottenuto l’appalto Asl per il servizio di pulizie negli ospedali della zona di Salerno. Il direttore generale Antonio Squillante ha infatti ritirato il bando che Lotito avevo vinto poco tempo fa, dato che l’Authority aveva espresso alcuni rilievi. E’ stato lo stesso Squillante a definire l’aggiudica temporanea dei servizi, con procedura mai completata, alla società di Lotito per un valore di 18 milioni di euro. Ora, però, partirà una nuova gara!
NOISALERNO
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Miro che farai? – è la domanda da un milione di dollari che ogni tifoso biancoceleste si starà chiedendo. A giugno il contratto con la Lazio scadrà e il suo futuro è ancora tutto da scoprire. Vuole ancora giocare ad alti livelli dopo il Mondiale in Brasile: quella sarà la sua ultima competizione intercontinentale ma il fisico tiene e c’è ancora tanta voglia di tirare calci ad un pallone e segnare. Lo sguardo di ghiaccio è e sarà sempre lo stesso. In ballo in questi giorni c’è il rinnovo: a Roma sta bene, la sua famiglia si è ambientata e chiudere la carriera in Italia è la prima scelta. E’ un re. Ma il tedesco a questo punto, per rimanere, vuole delle certezze:secondo indiscrezione raccolte da Radiosei, l’ex Bayern vorrebbe un biennale da 1,5 milioni a stagione più una squadra competitiva. Una garanzia per chiudere in bellezza una gloriosa carriera. 4-5 acquisti di livello per riportare la Lazio in alto anche con il suo aiuto, e magari vincere ancora qualcosa con l’aquila sul petto. I rapporti con la società sono buoni, anche se per ora non si registra nessuna novità in tal proposito. La dirigenza ha parecchi nodi da affrontare da qui fino alla fine della stagione: il riscatto di Candreva è una priorità, poi toccherà ai rinnovi di Mauri, Biava, Dias e appunto Klose. Miro vuole rimanere ma con una squadra competitiva, nonostante i suoi 36 anni, la voglia di vincere è rimasta sempre quella.
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Felipe Anderson la delusione più grande: 7,5 milioni (9 con le tasse) per prenderlo dal Santos, ma il talento cresciuto con Neymar non ingrana, accumula 752 minuti (praticamente è costato un milione ogni 100 minuti giocati) e un solo gol, al Legia. Sempre in Europa League, quello sciagurato rigore sbagliato con il Ludogorets lo fa sparire dai radar. E infatti Reja, per sostituire lo squalificato Candreva, domenica a Cagliari adatterà sulla destra uno tra Keita e Lulic. Il brasiliano aspetta il suo momento e twitta: “Per sorridere crediamo che il domani sia migliore”. Probabile che sia lontano dalla Capitale:Tare punta moltissimo su di lui, ma per la prossima stagione spunta l’ipotesi del prestito. Gli permetterebbe di maturare (ha appena 20 anni) e giocare con continuità
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Ai microfoni di Radio Sei, in rappresentanza della CURVANORD, PaoloSignorelli ha fornito alcuni dettagli relativi alla protesta contro la dirigenza attuale, evidenziando le linee guida della nuova iniziativa. Ecco le sue parole: “Ci saranno degli striscioni botta e risposta, botta sicuro, risposta vedremo. Non saranno solo dieci, ne faremo quanti ce ne pare. La nostra contestazione proseguirà ad oltranza, non scenderemo a compromessi con nessuno. Nessuno può parlare in nome nostro, non abbiamo nessun rapporto con la stampa, non scendiamo a compromessi, conosciamo il personaggio Lotito. Continuiamo su questa linea, ma nessuno parli a nome della Curva. Avendo una voce in capitolo con la radio, vogliamo chiedere le motivazioni di questa gestione. Tutti i tifosi vogliono avere delle risposte, basta fare questa distinzione tra tifosi della Curva e altri tifosi. Prima c’era un immobilismo totale e una protezione per il presidente, l’opinione pubblica ha avuto un ruolo importante per smuovere la questione.Non ci siederemo al tavolo con Claudio Lotito, vogliamo che lui dica: “Non posso fare più di questo!”, allora le cose potrebbero cambiare. Finchè si parla di regia occulta, veniamo accusati di essere collettori di collette, non ci può essere dialogo. Lo facciamo per portare avanti il nome della Lazio. Il problema c’è da tanti anni, più volte siamo stati accusati. Allo stesso tempo questo problema deve essere sollevato. Lui che dice del pullman e dell’aquila ascoltando solo un paio di tifosi, ma le 40000 persone che sono contro di lui non le ascolta. Il senso di appartenenza non è una scritta dentro al colletto della maglia. Non capisco perchè dica queste cose in una tv nazionale, lo scudetto del 2000 anche mio, li volevo cambiare, il nostro auspicio è che lui capisca quello che vogliamo. Noi non abbiamo nessun tipo di interesse, vogliamo un futuro migliore per la Lazio. Non fare l’abbonamento, non significa non andare allo stadio, insieme al fatto di non acquistare prodotti ufficiali, potrebbero creare dei danni economici al presidente ed essere una buona forma di protesta”.
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Tutti i biancocelesti della prima squadra della capitale, pioniera trascinante non soltanto del calcio, ma di tutti gli sport più popolari, potranno vivere ogni 26 maggio, data scolpita a carattere cubitali nei cuori laziali, a partire da quello di quest’anno, una giornata volta far conoscere e rivivere i fatti e i protagonisti della nostra storia a partire dai mitici anni 80, per arricchire il proprio patrimonio culturale e rafforzare quei sentimenti che si sono tramandati e diffusi da Padre In Figlio. Ad un anno dalla storica vittoria nel derby di Coppa Italia l’organizzazione Anni 80, in collaborazione con alcune sezioni della Societa’ Sportiva Lazio e con i tifosi, organizzerà il Giuliano Fiorini Day per ricordare un grande laziale che ha conquistato un posto speciale nel cuore dei suoi tifosi. La manifestazione avrà luogo nella splendida location del Lazio Chalet Anni 80 di P.Le dell’Olimpico. La manifestazione, che regalerà mille sorprese, inizierà alle ore 19.27 Alla serata parteciperanno molti giocatori ed amici che hanno conosciuto e amato e l’indimenticabile Giuliano. Una serata in pieno stile anni 80 con musica e proiezioni. Il Giuliano Fiorini Day sarà presentata ufficialmente in una conferenza stampa in cui verrà svelato l’intero programma. Parte dell’incasso sarà devoluto in parte ad alcune sezioni della SS Lazio e parte in favore di Flavio e Francesco, due lazialissimi mascotte della tifoseria laziale, purtroppo affetti dal morbo di Batten.
INFO LINE LAZIO FAN SHOP via degli Scipioni 84 tel. 0664520706
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Il 24 maggio del 2014 non sarà una data qualunque per Antonio Candreva. Sarà il giorno in cui il suo futuro apparirà improvvisamente più nitido, sarà il termine ultimo per definire le comproprietà. Lazio o Udinese? Pozzo e Giaretta (presidente e ds dei bianconeri) hanno sempre confermato l’intenzione di favorire la società che ha avuto il merito di valorizzare e di accrescere esponenzialmente il valore del giocatore. L’estate scorsa Lotito riscattò la metà del cartellino dell’esterno di Tor de’ Cenci, pagandola 1,7 milioni, ma per accaparrarsi l’intera posta in palio il patron dei capitolini sa che dovrà faticare e non poco.Come riportato stamani dal Corriere dello Sport, serviranno 7-8 milioni per cucire l’aquila sul petto dell’ex Juventus. La Juve, appunto, una delle corteggiatrici, o presunte tali. Il 27enne romano è molto apprezzato da Conte che a Vinovo lo accoglierebbe a braccia aperte. Non mancano poi gli estimatori Oltremanica, Manchester United e Liverpool su tutti: le inglesi restano guardinghe in attesa di sviluppi. Saranno mesi di passione quelli di avvicinamento al 24 maggio, saranno giorni decisivi per il futuro di Antonio Candreva nella Città Eterna.
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“Sarò all’Olimpico il 12 maggio”. Eccolo l’annuncio che non ti aspetti, quello di Alessandro Nesta. No, non ci sarà nessun ritorno trionfale tra le fila della società biancoceleste, l’ex centrale capitolino metterà nuovamente piede nella Città Eterna per parteciperà alla festa dei 40 anni dal primo scudetto della Lazio. In attesa del 12 maggio, data prescelta per l’evento, Nesta ha rilasciato un’intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Di Milan e Montreal Impact ce ne frega poco e nulla, perciò ci soffermiamo su quello che ha detto riguardo la sua squadra del cuore : LA LAZIO!
Sembra un discorso alla Lotito. Ma non è che accetta l’invito di Mimun? «Lo ringrazio, ma non credo di essere la persona giusta. Ora c’è confusione nella Lazio, non posso essere io a far da mediatore tra i tifosi e Lotito. Poi mancherei di rispetto al Montreal Impact (lavora nello staff tecnico, ndr). E voglio pure capire se nella vita mi riesce anche di fare l’allenatore».
Perché si è arrivati a questo punto tra Lotito e i tifosi? «Ho visto Lazio-Sassuolo e Lazio-Atalanta, mi ha fatto male ma non sono rimasto sorpreso. È una crepa che non si ripara, un punto di non ritorno. La situazione si è incancrenita: i problemi se non li affronti, restano. E poi riaffiorano».
Come se ne esce? «Lotito deve fare un passo in avanti: i tifosi vogliono solo che parli chiaro. Manca il dialogo. Basterebbe un incontro tra lui e alcuni punti di riferimento della lazialità. Ci si chiarisce, magari anche con modi rudi, e se ne esce vincitori tutti insieme. Perché così a rimetterci è la squadra».
C’è chi ha paragonato la cessione di Hernanes alla sua del 2002. «La differenza è che io sapevo fin dall’inizio dell’estate che mi avrebbero venduto, non c’era altra scelta, poi abbiamo visto in quali condizioni era Cragnotti».
Ha prodotto debiti anche per le successive gestioni. Lo sa che per questo Lotito rivendica un pezzo dello scudetto del 2000? (Ride) «Mah, se lo dice lui…».
Si immagina insieme con Lotito nella Lazio? «Non lo conosco e non ho mai voluto farlo. Lui ha parlato di me quando ero ancora al Milan, lo fece in maniera poco elegante (disse che era vecchio, ndr), senza motivo».
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Poteva esserci la Lazio a giocarsi gli ottavi di Europa League contro il Valencia. Ma il rocambolesco turno precedente ha visto i biancocelesti soccombere al Ludogorets. Allora saranno i bulgari a ospitare domani al Vasil Levski il club spagnolo. Stando a quanto riportato da Sportal.bg, prima dell’inizio del match ci sarà comunque un’aquila che volteggerà sopra gli spalti dello Stadio Nazionale: secondo il portale d’informazione locale, la Lazio ha infatti inviato un’aquila al club presieduto dal patron Domuschiev, simbolo di “congratulazioni” (così si legge nell’articolo). Come raccolto dalla redazione de Lalaziosiamonoi.it, non si tratterà sicuramente di Olympia: la mascotte biancoceleste è dedita solo alla Lazio.
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La Lazio prepara la rifondazione. Il presidente biancoceleste, al “Processo del Lunedi”, ha dichiarato di avere nel mirino almeno 5-6 rinforzi per la sua squadra: «Ho pronta una lista di acquisti, compreremo in più reparti, arriveranno persone di alto livello». Tutto ciò avverrà, secondo il presidente, a prescindere da una eventuale qualificazione della squadra capitolina in Europa League. Il processo di ringiovanimento della rosa, per la verità, è già cominciato in questa stagione, da considerarsi di “transizione”. Gli innesti dei giovani Berisha, Biglia e Perea, infatti, si sono rivelati tutti azzeccati. L’investimento fatto su Felipe Anderson, invece, non ha ancora dato i suoi frutti, ma la società crede ancora nelle qualità del ragazzo. Lotito e Tare, inoltre, contano di poter continuare a lavorare con Reja sulla panchina biancoceleste.
DIFESA – I nomi che spuntano fuori, per rinforzare il reparto arretrato della Lazio, sono quelli di Hinteregger, mancino del Salisburgo, e di Paletta, difensore del Parma di Ghirardi appena entrato nel giro della nazionale di Prandelli. Potrebbero essere loro gli eredi di Biava e Dias.
CENTROCAMPO – Per il reparto di centrocampo, si cerca una mezz’ala, forte fisicamente, che si possa integrare bene con le qualità di Biglia e Ledesma. L’impiego di Lulic in questa zona del campo, infatti, non sembra più sufficiente a garantire equilibrio e corsa all’intero reparto. Inoltre, per quanto riguarda gli esterni, la priorità è il riscatto del cartellino di Candreva, mentre un nome nuovo per questo ruolo potrebbe essere quello di Biabiany, anche lui del Parma.
ATTACCO – Lotito aveva promesso al “Processo del Lunedi”: «Arriverà un attaccante già conosciuto dai media…». La punta in questione è Djorjevic, serbo del Nantes, squadra che milita nella Ligue 1 francese. Insieme a lui, confermatissimi Perea e Keita. Inoltre, se andrà via Klose, potrebbe arrivare un altro grande bomber al suo posto.
CORRIEREDELLOSPORT.IT
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Potevamo avere come sponsor addirittura il ministero del turismo dell’Azerbaijan, ma Lotito ha fatto saltare tutto. Eravamo in lizza con l’Atletico Madrid, bisognava solo andare a incontrare il presidente Ilham Aliyev che in cambio della scritta “Land of Fire” chiedeva solo visibilità, ovvero un blitz in Azerbaijan di Lotito con al seguito Petkovic, Hernanes e Klose, ma chi guida la Lazio ha preteso che fossero loro a venire a Roma e ha fatto saltare tutto. L’Atletico Madrid è volato di corsa in Azerbaijan, portando Simeone e Falcao, e sapete quanto ha incassato grazie a quella scritta “Land of Fire” che campeggia sulle maglie dei “colchoneros” e al centro del campo? 12 milioni di euro da gennaio 2013 a giugno 2014, con opzione per il rinnovo. E promesse di bonus, come il contributo aggiuntivo di 8 milioni di sterline all’anno che aveva promesso lo sponsor “Land of Fire” per consentire all’Atletico Madrid di strappare Suarez al Liverpool. Una cifra enorme per una società come la Lazio, nulla per un paese che negli ultimi anni ha speso 140 miliardi di dollari in infrastrutture e per promozione turistica e sport.
STEFANO GRECO
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Lotta continua. Prima il pienone col Sassuolo, poi il vuoto con l’Atalanta, la contestazione dei laziali non si ferma anche se la Lazio di Reja comincia ad accusare sul campo. Pure contro il Milan così come con il Parma, la Sampdoria, il Torino, il Verona e il Bologna, per ognuna delle ultime sei partite che la Lazio giocherà all’Olimpico, insomma, i tifosi daranno seguito alla protesta. Cambierà la forma e le modalità saranno comunicate in settimana (tra due settimane, comunque, lo stadio non sarà desolatamente deserto come domenica, 2200 paganti la magior parte dei quali, alla fine, ha fischiato sia Lotito che la prestazione di Klose&Co.). Ma la sostanza resterà tale e quale: «Libera la Lazio».
Il bersaglio è certamente il presidente Lotito, ma a fare le spese di una atmosfera surreale sono la squadra e l’artefice della rinascita strozzata, Edy Reja. Tentato, dopo il ko con l’Atalanta, di usare il facile alibi dell’assenza dei tifosi sugli spalti come giustificazione del crollo. La prima frase del post partita è piena d’amarezza per aver fallito forse l’unico check-point disponibile verso un sorprendente aggancio alla zona Europa. I problemi del tecnico, però, sono di altra natura e la mancanza del sostegno dei laziali serve probabilmente a farli salire a galla. E sono quelli, cioè, di una squadra costruita su un gruppo a fine ciclo e senza più stimoli, macerato da conflitti interni e rimpolpato da oggetti misteriosi senza una logica chiara (nella rosa ci sono giocatori riconducibili a due direttori sportivi e almeno quattro consulenti di mercato), senza un responsabile indicato e senza un obiettivo dichiarato realmente perseguibile.
Il risultato è una squadra che riesce a giocare bene solo un certo tipo di partite: se c’è una missione impossibile da compiere, allora con la forza dei nervi e del mestiere la prestazione esce, come a Firenze o nel derby o contro la Juve; se c’è da creare gioco, invece, le difficoltà appaiono insormontabili, come a Catania o, domenica scorsa, contro l’Atalanta. Così nel calderone della protesta verso il presidente finiscono un po’ tutti: da Reja, oggi sui social ritornato difensivista e inadeguato nonostante due mesi di bei risultati, alla difesa, bollata come troppo anziana e senza un’identità precisa; dal centrocampo, che privato di Hernanes ha perso sul piano del guizzo tecnico e del cambio di passo, fino a Klose, ex eroe che finisce nei post solo se la discussione verte sull’opportunità di rinnovargli il contratto o meno.
Tratto da: Il Corriere della Sera – edizione locale
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Per la prossima gara contro il Milan la diserzione dovrebbe essere accantonata, ma è già pronta una nuova protesta, come riportato dal Corriere dello Sport; i tifosi si rivolgeranno al presidente scrivendo lettere cubitali, srotolando “lenzuoloni” extralarge e rivolgendo al numero uno biancoceleste domande sulla gestione della Lazio.
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Ospite della trasmissione ‘Il processo del Lunedì’, in onda su Rai Sport1, il presidente ClaudioLOTITO torna a parlare della situazione in casa LAZIO e della contestazione dei tifosi nei suoi confronti: “Quando l’ho presa la Lazio aveva 550 milioni di debiti. In tre anni ho dovuto pagare due squadre”, sono le sue parole di esordio. Di seguito il resto delle sue dichiarazioni:
Stante l’attuale situazione pensa di avere più passato o più futuro in questa squadra? “Io sono abituato a guardare sempre al futuro, soprattutto per una tifoseria sana. Al di là degli atteggiamenti di alcuni, che sempre mi hanno osteggiato, nonostante queste difficoltà io voglio ricordare che la Lazio a livello di settore giovanile ha il ranking Uefa più alto e il prossimo anno porteremo in Prima squadra 4 giovani. Da questo punto di vista abbiamo riacquistato credibilità. Io sono abituato a proettarmi nel futuro, mai nel passato. Quando siamo usciti con il primo numero della rivista ufficiale, c’era il mio volto in copertina, accompagnato dalla dichiarazione “Io sono colpevole”. Di essere troppo attaccato a questa società, di aver curato la solidità della squadra, magari non regalando sogni. Ma questo non significa mancanza di un progetto. Abbiamo sempre permesso alla squadra di trovarci nei primi 5-6 posti, senza tralasciare la gestione economica”.
Sullo stadio di proprietà “Penso che attraverso lo Stadio di proprietà si possa raggiungere l’autonomia gestionale. Io voglio che quella struttura rappresenti la casa dei tifosi. Ho preso l’impegno già 9 anni fa quando nessuno parlava di stadi. La data non dipende da me ma dalle amministrazioni. Io vorrei ricordare ai tifosi che l’intervento di esterni possa risolvere o stravolgere la società che avrà sempre quei ricavi. Non entrando allo stadio i tifosi hanno fatto il danno alla Lazio non a Lotito”.
Sulla contestazione “Con la Coppa Italia innalzata mi tiravano le monetine. Sono sempre stato considerato un elemento estraneo dove regna un’altra mentalità. Accetto le critiche, ma quelle non prevenute. Se a fine campionato lo giudicheremo deludente, le critiche le capisco, ma bisogna aspettare a giudicare e criticare. Una squadra fallita, poi risanata, che detta l’inizio del rinnovamento calcistico, con una catena di negozi ufficiale, una radio e un canale televisivo ufficiale… Evidentemente il fatto che occupiamo alcuni spazi non è gradito a certe persone… E’ stato detto, da chi si cimenta senza conoscere o senza avere la capacità di capire un bilancio, che ho venduto Hernanes, che l’ho costretto ad andare via. Che addirittura l’ho chiamato la mattina stessa per pregarlo di assumersi tutte le colpe. Io Hernanes non l’ho mai chiamato, in tutto il tempo della sua permanenza a Roma. Poi lui ha spiegato, infatti, che non era costretto da nessuno, voleva semplicemente un’esperienza nuova. Io sono per il dialogo, le persone perbene le rispetto, la critica costruttiva l’accetto. “La prima squadra della capitale” messo così in evidenza, è stata un’idea di un tifoso. L’aquila prima del match anche. La Lazio ha appena comprato un pullman, cerchiamo di colmare il gap economico con il senso d’appartenenza al club”.
Sull’affluenza negli stadi “La riduzione drastica dei ricavi da stadio investe tutto il sistema del calcio italiano: motivo economico congiunturale del sistema paese, disaffezione generale per la televisione e stadi di poco appeal, neanche per la partita di Coppa Italia lo stadio era pieno e lì non si può certo parlare di problema Lotito. Anche altri club hanno lo stesso problema. I prezzi che ho praticato sono quelli di dieci anni fa. Altre squadre fanno molto di più. Quanti sono gli abbonati? Non 20mila, 11mila perché è come se avessi regalato abbonamenti a 9mila. Quando dite che sono tanti a Lazio-Sassuolo è una bugia”.
Sulla volontà di lasciare il club al figlio “Io sono un uomo di pace ma anche irremovibile davanti alcune decisioni. Le persone per bene io le rispetto come le critiche costruttive. Il fatto di dare la Lazio a mio figlio? È per sottolineare la certezza del futuro. Io non sono transeunte. Ragiono in termini di spirito di servizio per dare l’opportunità alla gente di sorridere, cosa che non è più abituata a fare. Quando si perde la colpa è di Lotito quando si vince è di Lotito. Io le colpe me le prendo. L’inno della Lazio è ‘Non mollare mai’ l’ho fatto mettere io prima delle partite. Chi lo ha fatto adesso mi critica”.
Un messaggio ai tifosi “Io il dialogo l’ho sempre avuto. Rispondo a tutte le lettere, anche a quelle che mi vengono da parecchi penitenziari. Ma lo faccio in silenzio. Ho trovato gente che non credeva che un presidente potesse essere sensibile a certe tematiche. Io sono un cattolico praticante che ha ben presente il rispetto dell’essere umano nella sua interezza”.
Sulle parole di Reja: “Non si può andare muro contro muro” “Io non vado muro contro muro. Sono irremovibile verso chi fa critiche strumentali. Io sono il papà di questa grande famiglia… lasciare la Lazio a mio figlio? Non era mica una frase di sfida: ma una frase che da certezza al futuro di questa società. Io da quando sono diventato presidente della Lazio ho avuto solo guai. Chi me lo fa fare? Io lavoro con spirito di servizio: ho l’obbligo di proiettare questo club nel futuro. Io ho sempre chiesto a tutti un percorso di crescita e agli atti di forza mi contrappongo con la legalità”.
Sulla chiusura ai “vecchi” Laziali “No. altro errore. Lovati ad esempio aveva accesso totale a tutto, possono confermarlo tutti”.
Sui prossimi acquisti “Qui ho una lista di acquisti. Ma in questo momento non è consentito parlarne, sarei deferito. Acquisteremo in più reparti, uno dei nomi è già conosciuto.Saranno acquisti di grandi livello. Ma non si compra tanto per compeare, qui c’è un progetto. Lo scudetto della Lazio nel 2000? Beh una parte è anche mio, visto che l’ho pagato io…”.
Sullo scudetto “Lo vince la Juve”
Sul secondo posto “Il Napoli”
Il terzo “Non lo so”.
Sull fairplay finanziario “Quello che fanno gli altri non lo so. So che noi lo rispettiamo. Poi vedremo che succederà a chi non lo sta rispettando”.
Sullo sponsor “Ma se io devo vendere uno sponsor ad una cifra irrisoria, è preferibile che questa somma sia utilizzata per opere benefiche. C’è qualcuno che ha uno sponsor importante da proporre? Ben venga. Se gli altri svendono affari loro. Quanti soldi vale la maglia della Lazio? Beh c’è chi prende 10, 15, 18. Ripeto, io non svendo”.
Lei sta per celebrare il decennale della sua presidenza. Perchè non incontra uno di questi tifosi che mette il cartello “O lui o noi” e non gli da le chiavi della società? “Perchè sarebbe un fallimento. La Lazio è un patrimonio, di tutti. Voglio tranquillizare i tifosi: ma voi pensate che io lavori contro la Lazio? Non scherziamo. Se finiremo sotto la Roma in classifica? Beh, loro sotto di noi ci sono stati parecchio, respirando per altro solo l’aria di Roma…”
LAZIONEWS
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Il primo scudetto della Lazio compie quarant’anni! Gli eroi di quel trionfo, capitanati da Pino Wilson, tornano in campo esattamente quattro decenni dopo quel Lazio – Foggia del 1974.
L’appuntamento è allo Stadio Olimpico, lunedì 12 Maggio 2014 alle 20.45, per celebrare quel giorno indelebile nella memoria dei tifosi biancocelesti. Non mancherà nessun ingrediente per rievocare l’atmosfera di quel pomeriggio caldo e intenso. Chi c’era potrà rivedere i propri beniamini di un tempo, chi invece ancora non c’era, perché troppo giovane, potrà finalmente vedere in carne e ossa i protagonisti della leggenda di quel tricolore di nuovo all’opera sul prato verde. “Di Padre in Figlio” è l’iniziativa per rievocare, dopo così tanti anni, ciò che nel cuore del tifo non si è mai spento veramente, l’amore per la squadra di Tommaso Maestrelli, condottiero capace e paterno. Il “Maestro” e i suoi figli, quelli che accompagnò sulla vetta del calcio italiano il 12 maggio 1974. Wilson, Oddi, Pulici, Martini, Nanni, Garlaschelli, D’Amico, Facco, Giordano e tanti altri indosseranno ancora una volta quell
LE SQUADRE IN CAMPO – Scenderanno di nuovo in campo, e solo per il pubblico dell’evento “Di padre in figlio”, due selezioni miste composte dai campioni del ’74 – i veri protagonisti di quel 12 maggio 1974 -, una rappresentanza della Lazio “del meno 9”, i campioni del secondo scudetto e i calciatori della Lazio di oggi. Una sintesi della Lazialità di questi ultimi quattro decenni. Torneranno sul prato dell’Olimpico anche campioni come Veron, Nesta, Simeone, Almeyda, Marchegiani, Pancaro, Favalli, Poli, Piscedda, Caso, Acerbis, Gregucci e tanti altri. A guidare le formazioni ci saranno due tecnici d’eccezione: Eugenio Fascetti e Delio Rossi, trascinatori di due epoche diverse, entrati di diritto nel Pantheon del tifo biancoceleste.
INIZIATIVE COLLEGATE – La gara dei protagonisti sarà preceduta da una partita tra due formazioni di “giovanissimi”, scelte tra le società calcistiche romane più titolate. Prima della gara dei campioni, sfileranno in campo le sezioni della Polisportiva Lazio con i propri vessilli di rappresentanza.
IN TV – “Di Padre in Figlio” verrà trasmesso in diretta da RaiSport 1, con risonanza e visibilità nazionale e internazionale tramite la messa in onda sia sul digitale terrestre che sulla piattaforma satellitare.
Verranno organizzate due conferenze stampa presso il Circolo Canottieri Lazio. Una dedicata alla presentazione dell’evento, l’altra alla promozione dei partner pubblicitari.
I BIGLIETTI – Prezzi ultra popolari per assistere all’evento allo Stadio Olimpico di Roma:
3 euro curve e distinti
7 euro Tribuna Tevere numerata e non
12 euro Tribuna Monte Mario
15 euro Tribuna d’onore e Tribuna Autorità.
Ragazzi sotto i 12 anni: 1 euro.
I biglietti non sono nominativi e saranno in vendita tramite il circuito Lottomatica dal 15 marzo 2014.
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Tifosi della Lazio all’Olimpico in silenzio e delusi: simbolo di un ambiente depresso e di una squadra in piena crisi di identità.
Le iniziative anti Lotito non sono ancora terminate: dopo i 45mila cartoncini con la scritta “Libera la Lazio” esposti con il Sassuolo e lo stadio semi-deserto con l’Atalanta, la protesta proseguirà anche nella prossima gara casalinga contro il Milan di domenica 23 marzo. I supporter della Lazio andranno regolarmente allo stadio e manifesteranno il loro dissenso verso l’attuale dirigenza, in una modalità, diversa da quelle precedenti, che sarà comunicata nei prossimi giorni. Sicuramente non ci sarà lo stadio vuoto: non sarà una pace, ma almeno sotto questo punto di vista Reja potrà tirare un sospiro di sollievo. Si fa per dire.
LALAZIOSIAMONOI
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Torna in Italia, Claudio Ranieri. Sia chiaro, non ha lasciato la panchina del Monaco, ma ha rimesso piede nel Belpaese per un evento organizzato dall’Unione della Stampa Sportiva in quel di Firenze. Intervistato dai cronisti presenti, l’ex tecnico della Roma è tornato a parlare dello scudetto soltanto sfiorato dai giallorossi nel 2010: “Molti ricordano solo il match che dominammo e poi perdemmo contro la Sampdoria, secondo me lo scudetto è saltato contro il Livorno. Non dimentichiamoci anche quello che successe qualche giornata prima in Lazio-Inter, in cui i tifosi biancocelesti minacciarono i calciatori”.
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Klose ha la penna in mano ma il suo futuro lo deve ancora scrivere. Un Mondiale da giocare e conquistare con la Germania e un contratto in scadenza con la Lazio. Il rinnovo sembra dietro l’angolo, e il panzer per parlare dei prossimi mesi si è concesso ad un’intervista alla Bild: “Grazie a Dio ho già giocato tre Mondiali e tre campionati europei, so cosa mi aspetta. Lo stato fisico? Ci saranno anche due settimane di ritiro in Alto Adige e c’è tempo per mettersi in forma per il torneo”.
Loew vuole tutti al massimo, come dichiarato qualche giorno fa ai media tedeschi: “Sono giuste le cose che dice, tutti devono fare qualcosa e nessuno ha un biglietto gratuito per il Mondiale. Tutti noi siamo consapevoli di questa cosa”.
Poi un’ultima battuta sul suo futuro, vero punto interrogativo fino ad oggi, con la Lazio che propone il rinnovo: “Ci sono tante parole intorno a me, evidentemente interesso ancora”.
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Stefano Pedica,politico appartenente al Partito Democratico, è intervenuto sul Corriere dello Sport con una dichiarazione tutt’altro che democratica. La parola democrazia sappiamo tutti cosa vuol dire al contrario della dittatura o delle censure di stampa già avvenute nel corso della storia italiana. “Cercherò di capire chi è che sta fomentando la protesta contro il presidente. Presenterò un esposto alla Repubblica per capire se si può realmente colpire sotto inchiesta penale chi ha organizzato tutto questo”.
Il “democratico” Pedica riceve subito la risposta dall’On. Alessandro Cochi (tifoso laziale) tramite twitter: ”Non strumentalizzare la passione dei tifosi con discorsi riguardanti inchieste penali”.
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“Mi sembra impossibile che un giorno Lotito ceda la Lazio, è un’ipotesi che al momento mi sento di escludere categoricamente“. Così parlò l’avvocato Gian Michele Gentile ai microfoni di TuttoSalernitana.com.“Multiproprietà? E’un problema che in questa fase non si pone – continua il legale dei biancocelesti – ma posso dire che molto difficilmente saranno cambiate le normative vigenti, un Salernitana-Lazio in massima serie con Mezzaroma presidente granata e Lotito patron biancoceleste è utopia per ora, c’è un legame di parentela e le regole parlano chiaro. La tifoseria deve sapere questo: Lotito è un combattente ed è ambizioso per natura, questa problematica non frenerà le sue velleità ed anche in B lotterà per il vertice della classifica. Farà di tutto per portare la Salernitana in serie A e per rendere felici i tifosi, il dodicesimo uomo che sta dando un grande contribuito alla risalita: successivamente, l’unica soluzione sarà la cessione della società ad una persona fidata, con la massima trasparenza e con la voglia di lasciare il club nelle mani di un presidente che garantisca solidità sotto tutti i punti di vista e che porti avanti il progetto per migliorarlo, non per regredire”.
DECADENZA – Gentile fa chiarezza anche sull’ipotetica decadenza di Lotito dalle cariche di presidente della Lazio e di Consigliere federale: “Non c’è nessuna ipotesi di condanna per Lotito, qualche tifoso si diverte a fare il giurista, ma il presidente è un combattente ed una persona molto seria, che tiene al calcio e crede molto in quello che fa. Non ci sono i presupposti per ipotizzare una sua decadenza da tutte le cariche. La contestazione romana? In parte è stata strumentalizzata, è una parte della tifoseria e non certo tutto il popolo biancoceleste”.
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Come già anticipato nell’articolo precedente e come avete potuto vedere con i vostri occhi, la contestazione contro Lotito ha dato numeri positivi (per l’iniziativa contro la dirigenza da parte dell'”assoluta maggioranza”) e negativi nelle casse della società. Giornata che rimarrà nella storia dove la primavera di Simone Inzaghi ha totalizzato più di 5000 tifosi laziali nel derby contro la Roma superando così i tifosi in casa “primasquadra” che non raggiunge le 3000 persone. Il sito ufficiale della S.S. Lazio ha diramato il numero ufficiale delle presenze sugli spalti. Si parla di poco più di 2200 spettatori paganti più i giornalisti e i vari omaggi da parte della società alle scuole calcio.
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Eddy Reja interviene ai microfoni di rai sport dando la colpa (indirettamente ma volutamente)ai tifosi biancocelesti. La Lazio esce sconfitta in casa nella seconda giornata storica della contestazione a Lotito disertando lo stadio. La partita era iniziata con il piede giusto ma un Candreva nervoso,e una difesa imbarazzante eccetto Biava e solamente Keita,Biglia e Gonzalez che cercavano di trascinare la squadra, si suicida nel corso della partita con errori madornali difensivi,passaggi errati (Lulic in primis) e palle perse. La doppia ammonizione di Candreva parla chiaro di come la Lazio cestina le partite non pensando alla classifica. “Nel primo tempo abbiamo messo qualcosa in più, ma non abbiamo concretizzato. Dopo l’espulsione di Candreva tutto è diventato più difficile. Mi dispiace per l’Olimpico deserto, eravamo in corsa per raggiungere posizioni di classifica importanti ma non è andata bene. E’ difficile giocare in un clima così”. Poi sulla querelle tra Lotito e i tifosi: “Bisogna avvicinarsi e mollare un po’. Si possono trovare delle soluzioni adeguate, questa situazione ci svantaggia. Mi dispiace molto perché abbiamo fatto una bella rincorsa, questo era il passo decisivo e invece è andata male”.
Più dettagliata la disamina del tecnico goriziano ai microfoni di Mediaset Premium: “Clima non dei migliori? Non è facile giocare in queste condizioni, le avversarie sono sicuramente avvantaggiate. Non è stata una partita bellissima, loro si erano messi dietro, un po’ sornioni, senza creare grossi problemi. Noi qualcosa in più l’abbiamo fatto nel primo tempo ma non abbiamo concretizzato, mentre nella ripresa – dopo lo svantaggio e l’espulsione di Candreva – si è fatta dura senza il sostegno del pubblico. In un altro clima qualcosa in più si poteva fare”. Inconsistente la prestazione dell’attacco guidato da Miro Klose: “In settimana ho visto tutti bene, anche coloro che tornavano dalle Nazionali. Oggi è venuta meno quella determinazione solita, di questo chiederò conto martedì alla ripresa. Non mi aspettavo una partita di questo genere, considerando il lavoro fatto in settimana”. Reja non ha idea di come si possa uscire da questa situazione di contestazione: “Non lo so, vedremo tra 15 giorni quando affronteremo il Milan che ambiente ci sarà. Mi auguro che non manchi il sostegno della gente, senza tifosi non si può giocare. Colgo anche l’occasione per chiedere scusa ai pochi presenti che son venuti a sostenerci. Squadra nervosa? Un po’ sì, venivamo da un periodo buono per quanto riguarda i risultati e le prestazioni, eravamo in crescita e oggi c’era da fare il passo definitivo. Purtroppo ci siamo scontrati con una soluzione irreale, di solito ci sono sempre almeno 25.000-30.000 laziali all’Olimpico. A parte questo, son rimasto male per la prestazione: volevamo fare un salto importante verso le zone alte della classifica ma siamo incappati in una prestazione non all’altezza della Lazio”. C’è spazio anche per qualche polemica arbitrale: “Nel primo tempo c’era un rigore netto su Keita, me ne sono accorto anche dalla panchina. Questi sono episodi determinanti, era chiaro che avrebbe vinto la squadra che per prima fosse passata in vantaggio. Il gol annullato? Sembra che accada tutto contro la Lazio, anche in quell’occasione il mezzo fallo si poteva non vedere. L’espulsione di Candreva? Quella invece si poteva evitare, una squadra esperta come la nostra non deve cadere in simili errori”.
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In uno stadio deserto, con una tifoseria spaccata tra chi lascia lo stadio vuoto e chi rimane fuori a contestare, anche se qualcuno di lasciare la squadra sola proprio non se la sente. la Lazio si gioca una grande chance per rimanere aggrappata al treno dell’Europa.
VINCE IL CALDO, SERVE IL TURBO – Fa caldo e lo si vede sulle facce paonazze dei giocatori. A scaldare i cuori della gente ci pensano prima Gonzalez, con un Euro goal annulato per qualche dubbio e qualche tiro dalla distanza di Candreva che esalta le doti di Consigli in formato Nazionale. La Dea si chiude bene, non lascia spazi e riparte con Maxi Moralez che per poco, non faceva gioire l’avvocato Stendardo che voleva fare la sua arringa a Marchetti.
GIU’ DI MORALEZ – Dopo un inizio di ripresa soporifero, ci pensa Moralez ad alzare i toni portando in vantaggio gli orobici, con una zampata sotto misura, dopo una dormita di Lulic. A completare la frittata ci pensa Candreva che, già ammonito, si getta in area di rigore e si becca il secondo giallo per simulazione, Lazio in 10 uomini.
L’UOMO SBAGLIATO AL MOMENTO GIUSTO – Lazio in parte anche sfortunata, le occasioni migliori capitano sui piedi sbagliati, Biava si trasforma in attaccante con scarsi risultati, non è lui che può fare la differenza li davanti.
OCCASIONE SPRECATA – Come al solito, quando c’è la possibilità di prendere il volo, la Lazio rimane ancorata ad una classifica deficitaria, mentre a sorridere sono Parma e Inter che salutano la squadra di Lotito e allungano in classifica.
CITTACELESTE
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“Vai grande Lazio, e chi ti ferma più”.Continua inarrestabile la marcia dei ragazzi di Inzaghi che vincono anche il derby, staccando la Fiorentina e mettendo una seria ipoteca sull’accesso diretto alle Final Eight Scudetto. Partita dominata dalla Lazio che trova ilvantaggio con Lombardi, servito splendidamente da Crecco. Ci prova Somma a rovinare la festa, ma è solo un incidente di percorso per gli Inzaghi boys che, nel secondo tempo, annientano i giallorossi. Ci pensa subito Minala, con un colpo di testa, a regalare il nuovo vantaggio, poi Crecco, dopo un tiro al bersaglio che esalta l’estremo difensore giallorosso, cala il tris. Nei minuti finali arriva il gol di Boldor, ma la Lazio stringe i denti e porta a casa i 3 punti che fanno volare le giovani aquile biancocelesti a +6 sulla Fiorentina seconda in classifica.
FORMAZIONI – Non è la partita giusta per gli esperimenti, i due allenatori si presentano con quelli che sono gli uomini migliori in campo. Inzaghi si affida a Strakosha tra i pali, difesa a 4 con Filippini, Serpieri, Ilari e Pollace, centrocampo a 3 in cui spiccano Elez, Murgia e Minala. Tre anche le punte con Palombi perno centrale supportato da Crecco e Lombardi. Anche De Rossi schiera la formazione tipo, eccezion fatta per Romagnoli e Mazzitelli, aggragati ormai in prima squadra; particolare attenzione a Berisha e Di Mariano.
PRIMO TEMPO – Al “Fersini” scende in campo la meglio gioventù, 12 gli scudetti sul prato verde di Formello. Primi 10 minuti soporiferi, poi si accende Lombardi che ruba palla in area, ma il suo tiro viene ribattuto da Somma a due passi dalla linea di porta. Sono le prove generali al gol che arriva 3 minuti dopo: stesso protagonista, ma stavolta il finale è decisamente diverso. Lancio lungo di Crecco per l’attaccante romano che stoppa e non lascia scampo al portiere giallorosso, la Lazio è in vantaggio. Non si fermano i biancocelesti, continuano a spingere e vanno vicini al raddoppio prima con Minala, poi con Serpieri, ma le loro conclusioni vengono murate dalla retroguardia romanista. Quando la partita sembra saldamente nelle mani laziali arriva il campanello d’allarme, a farlo suonare è Ferri che, a tu per tu con Strakosha, tira, scheggiando il palo. Non sente la sveglia la Lazio ed il sogno biancoceleste viene bruscamente interrotto da Somma, lasciato colpevolmente solo di battere a rete sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Non riescono a reagire i biancocelesti, la Roma gioca meglio, Inzaghi è elettrico e cerca di trasmettere ai propri ragazzi.
SECONDO TEMPO – Stessi 22 in campo nella ripresa, gli allenatori non modificano gli schieramenti della prima frazione. Parte meglio la Lazio, il copione è sempre lo stesso.“Nel secondo tempo entreremo decisi, così come abbiamo fatto nel primo”; si dimostra buon profeta Lombardi, bastano 3 minuti ai biancocelesti per ritrovare il vantaggio. La vendetta arriva su calcio d’angolo, a svettare in area di rigore è Minala che di testa batte Zonfrilli per la seconda volta, sesta gioia in campionato per il centrocampista ex Vigor Perconti. Al 54’ episodio dubbio in area: Fiore, affrontato da Somma, cade a terra, l’arbitro opta per la simulazione ed ammonisce l’attaccante laziale, appena entrato. Si surriscaldano gli animi in campo, la Roma non ci sta e si getta in avanti, collezionando calci d’angolo che però non sortiscono effetti. Spazi larghi tra le maglie giallorossi, gli attaccanti laziali vanno a nozze: ci prova Crecco, ma la sua conclusione finisce alta sopra la traversa. Entra Pace, fuori Murgia, Inzaghi cerca di dare sostanza al centrocampo biancoceleste. E’ ancora Lazio, al 70’ è bravissimo Fiore a girarsi e calciare verso la porta, prodigioso il riflesso di Zonfrilli che, con i piedi, evita il tris che avrebbe fatto scorrere i titoli di coda sul match. Passano due minuti e Serpieri ha di nuovo sui piedi l’occasione per andare in gol, ma il suo interno destro è largo di poco, poi Minala, dopo aver duettato con Elez, calcia, ma è ancora Zonfrilli a tenere la Roma in partita. Diventa un tiro al bersaglio verso la porta giallorossa, Zonfrilli indossa i panni del supereroe e si supera due volte su Crecco. Buona la terza per il centrocampista romano che, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, è bravissimo a farsi trovare pronto dopo la respinta, ancora una volta di Zonfrilli, su colpo di testa di Serpieri, a depositare in rete per il 3-1 che sembra scrivere la parola fine al match. Non si accontenta la Lazio che trova anche il tempo per una traversa firmata Elez. Quando sembra ormai finita la Roma prova a riaprire la partita con Boldor che, da due passi, non può sbagliare. Dopo 4 minuti di recupero si conclude il monologo laziale: poco cinica la Lazio, distratta in difesa, ma arrivano i 3 punti, Roma è biancoceleste.
LALAZIOSIAMONOI
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“La SSD Virtus Campagnano, in collaborazione con la SS Lazio, invita i propri tesserati e genitori alla partita di calcio LAZIO-ATALANTA che si terrà domenica 9-3-2014 allo stadio Olimpico di Roma. Per aderire è importante mandare entro domani alle 9.00 l’adesione scrivendo alla mailssdcampagnano@hotmail.it indicando nome, cognome, luogo e data di nascita”. Un Twitter galeotto, poche righe per svelare come si è superata la quota di 1000 biglietti “venduti”per la partita di domani, l’ennesimo disperato tentativo di riempire in qualche modo uno stadio che si annuncia non vuoto, ma pressoché deserto.Nonostanteb i biglietti “regali” fatti figurare come venduti e la provocazione di tentare di riempire così in qualche modo soprattutto il settore NORD dello stadio. Poche righe che, se mai ce ne fosse stato bisogno, dimostrano in modo quanto può far male a Lotito l’Olimpico vuoto, così come due settimane fa gli ha fatto male lo stadio pieno. Perché la cosa che lo spaventa di più, non è il pieno o il vuoto, ma che si arrivi al pieno o al vuoto grazie alla ritrovata compattezza del “popolo laziale”. Per questo per anni ha fatto di tutto per dividere, per frantumare una tifoseria che, se fosse stata compatta, avrebbe trovato già da anni modo e maniera (lecita, si intende) per liberarsi del “reuccio di Formello”. A conferma di tutto ciò arriva un’importante dichiarazione di un tesserato della società di Campagnano che ha assistito a tutta la scena :” Pensate che il gestore in presenza dei bambini ha iniziato a girare per il centro sportivo come se fosse suo con la sua solita arroganza si avvicinava alle persone che lo salutavano e gli diceva ” voi veni a vede la Lazio domani” infine nn è’ mancata la sua solita pagliacciata al telefono , prima ha chiamato la procura dicendo se domani nn fanno entrare dovete essere duri e usare il manganello e’ ora di metterci un punto poi continuando il colloquio ha detto ” hai letto la lettera dell’ergastolano? Sembrava Gramsci , che poi manco l’avrà scritta lui!”
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Abbiamo a che fare con un individuo che, come nell’ennesimo sproloquio andato in onda ieri a Radio Deejay, dice di essere pronto al dialogo con i tifosi, ma solo con quelli che non contestano.
Ma che dialogo si può avere con un personaggio che da anni accetta solo interviste che, grazie alla compiacenza di chi regge il microfono o di chi scrive, si trasformano sempre in monologhi senza contraddittorio? Che dialogo si può avere con uno che in quasi dieci anni non ha mai ammesso un errore e non ha mai risposto ad una domanda scomoda? Che dialogo si può avere con un personaggio che anche ieri ha detto che “lui non compra giocatori a 90 miliardi (riferimento a Mendieta, ndr) che poi giocano due partite”, ma che non dice che per Zarate la Lazio ha speso (tra prestito, acquisto del cartellino, ingaggi e commissioni) 40 milioni di euro, quindi circa 80 miliardi, per restare poi con un pugno di mosche in mano? Che dialogo si può avere con uno che non ricorda che Cragnotti ha comprato Nedved a 8 miliardi e lo ha rivenduto a 75, che ha preso Vieri a 43 miliardi e lo ha rivenduto dopo un anno a 90, che ha preso Veron a 40 e lo ha rivenduto a 75, mentre lui ha speso 8 milioni di euro per Makinwa, 10 per Carrizo, più di 4 per Pandev per racimolare zero, arrivando a perdere più di 14 milioni di euro solo per Pandev per fare il duro? Che dialogo si può avere con uno che dimentica che con Cragnotti la Lazio è stata testa di serie numero 1 dell’Uefa nel sorteggio della Champions League del 2000, dopo tre finali europee (2 vinte) giocate nell’arco di 27 mesi? Mentre con lui siamo andati una volta in dieci stagioni in Champions League, per giunta in un anno in cui la Juventus era in Serie B con il Napoli e Milan e Fiorentina erano pesantemente penalizzate? Che dialogo si può avere con uno che, suscitando imbarazzo e disapprovazione dei presenti, in più di una cena nei salotti romani ha dipinto come un“delinquente” Gabriele Sandri, ma che anche in presenza di una sentenza definitiva non ha mai espresso un giudizio su chi ha assassinato quel ragazzo che aveva come unico colpa quella di dormire in una macchina mentre stava andando a Milano a vedere la Lazio? Che dialogo si può avere con uno che si professa laziale e che nella prima intervista a “Panorama” il 16 agosto del 2004 (http://archivio.panorama.it/Calcio-pulito-Arriva-Wonder-Lotito) al test di “Lazialità” fatto dalla giornalista che gli chiedeva la formazione dello scudetto del ’74 ricordava solo i nomi di “Pulici, Wilson, Oddi, Re Cecconi e Chinaglia?” Ognuno di noi, a 30 anni dallo scudetto della Roma di Liedholm, ne ricorda almeno 5-6 di nomi dei giocatori di quella squadra, ma a distanza di 40 anni non fa nessuna fatica a recitare come un rosario i nomi della Lazio del primo scudetto: “Pulici, Petrelli, Martini; Wilson, Oddi, Nanni; Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, D’Amico”. In rigoroso ordine dall’1 all’11.
Che dialogo si può avere con uno che da quasi 9 anni usa lo “Stadio delle Aquile” come specchietto per le allodole per rendere edificabili dei terreni di proprietà della famiglia della moglie sulla Tiberina, che per anni ha detto che aspettava una legge dello stato per partorire un progetto già pronto, ed ora che la legge c’è non ha presentato neanche un disegno su un foglio unto di carta da pizza? Siamo partiti prima di tutti (a parole), siamo finiti già dietro la Juventus e l’Udinese e finiremo dietro la Roma, la cui nuova proprietà presenterà (a meno di 3 anni dall’insediamento) a fine mese location e progetto del nuovo stadio?
Questo è il personaggio con cui abbiamo a che fare, uno che da sempre ha usato la Lazio per scopi personali. E non sono “chiacchiere di chi non sa le cose” come dice lui, ma fatti scritti nero su bianco nei bilanci. Circa 6 milioni di euro versati dalla Lazio alle sue aziende da luglio a dicembre del 2013! Le stesse aziende che negli stessi mesi dell’anno precedente avevano incassato (per gli stessi servizi forniti…) meno di 2 milioni di euro. Uno che per darsi un’immagine di uomo forte del calcio italiano e per scalare posizioni per entrare nelle stanze dei bottoni ha fatto guerra a tutto il mondo, dentro e fuori le aule di tribunale. E a pagare il conto della sua scalata (anche economico) è stata la Lazio. Uno che per dimostrare di avere il sostegno delle istituzioni a Lazio-Sassuolo si è trascinato allo stadio il suo “amico” Beretta e che sarebbe capace di imbucarsi in Vaticano per affacciarsi dietro al Papa dal balcone durante l’Angelus domenicale pur di mostrarsi potente. Perché solo quello gli interessa: il potere. Non da esercitare per il bene della Lazio, semmai per chiedere aiuti per far arrestare i tifosi della Lazio o per mettere in qualche modo il bavaglio a chi osa contestarlo, a chi si ostina a raccontare verità scomode o a fare domande imbarazzanti alle quali non ha mai risposto e mai risponderà.
Questo è il personaggio con cui si dovrebbe dialogare? No, questo è il personaggio che merita solo di ritrovarsi in uno stadio vuoto, per sancire in modo palese e definitivo il suo fallimento.
STEFANO GRECO
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Lo scorso 22 febbraio, un incidente stradale a Civitavecchia ha strappato ai suoi cari Enrico Di Quinzio. Insieme a lui, c’era anche il figlio Giacomo, di appena sette anni. Un forte trauma cranico per il piccolo, lo stato di coma per diversi giorni. Ma Giacomo ha stretto i denti, si è svegliato. Ha seguito il motto della Curva Nord, “Non mollare mai”, da tifosissimo laziale qual è. Oggi, nella sua stanza del Policlinico Gemelli, ha ricevuto il saluto del presidente Claudio Lotito. Una visita concordata in gran segreto con la madre, anche lei tifosa biancoceleste. Il patron – accompagnato dal Responsabile della comunicazione Stefano De Martino, ha portato in dono la maglia di Candreva, idolo di Giacomo che già aveva scambiato con lui qualche parola al telefono. L’incontro si è concluso poi con una promessa: non appena Giacomo si rimetterà, sarà ospite nel Centro Sportivo di Formello, incontrerà la squadra e potrà conoscere da vicino l’aquila Olympia.
LALAZIOSIAMONOI
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