La Lazio primavera cerca la storia, Inzaghi la pretende. I biancocelesti andranno in campo contro il Chievo questa sera.
Nella formazione laziale si attende una sola notizia: il tesseramento da parte di Lotito al neo acquisto Prce entro le 20.15 che gli permetterà di scendere in campo dal primo minuto di gioco.
Le probabili formazioni:
CHIEVO (4-3-3) – Sorcan; Bandini, L.Bertoldi, Mansi, M. Bertoldi; Damian, De Paoli, Zamboni; Ghirardi, Yamga, Bianchi. All.: D’Anna. A disp.: Pasotti, Crociati, Stanghellini, Sbampato, Carraro, Favre Gallo.
LAZIO (4-3-3) – Guerrieri; Pollace, Mattia, Prce (Silvagni), Seck; Verkaj, Pace, Murgia; Tounkara, Palombi, Oikonomidis. All.: Inzaghi S. A disp.: De Angelis, Antonucci, Quaglia, Rokavec, Manoni, Capuano, Collarino Rossi.
ARBITRO: Serra (sez. Torino)
ASSISTENTI: Raspolini e Cecconi
IV UOMO: Colosimo
La partita verrà trasmessa in diretta su Rai sport 2
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Si torna a parlare del nuovo stadio che diventerà la nuova casa della Lazio. Il progetto ancora non è stato portato al Campidoglio ma secondo Repubblica.it, Lotito sta studiando una nuova location dove costruire lo stadio. Nei mesi passati il luogo doveva essere nei terreni di Mezzaroma, località poi bocciata per il rischio di esondazioni.Cento ettari in un’ansa del Tevere, una distesa di campi coltivati, a Prima Porta, all’altezza dei resti della villa di Livia, tra la Tiberina, che sfiocca dalla Flaminia e il fiume, e, dall’altra parte della riva, la Salaria.
Il progetto sembra non essere mutato: spalti attaccati al terreno di gioco, niente barriere, in caso di bisogno verrebbero innalzati dei cristalli, inizialmente posti sotto il livello del rettangolo di gioco, quarantacinque metri di altezza circa. La struttura è stata ideata su due livelli: circa 30 mila tifosi verrebbero ospitati nell’anello inferiore, altri 25 mila nella parte superiore. La copertura in poliestere, led luminosi ad evidenziare il logo Lazio anche di notte. Il tutto da realizzare nell’arco di 3 anni. Per ora il numero uno biancoceleste ha chiesto di definire un piano preciso che abbia come confini quelli dell’ansa del fiume, poi quando sarà pronto, lo presenterà in Campidoglio.
Lalaziosiamonoi
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L’agente Savini torna a parlare del suo assistito e della situazione dell’ex Barcellona:” Keita ha rinnovato con la Lazio fino al 2018,non esiste nessun caso legato al contratto”. Al procuratore gli era stato chiesto se ci fosse qualche caso dopo che l’attaccante non è stato schierato dal primo minuto contro l’Udinese.
“L’allenatore credo preferisca Felipe Anderson perchè più consono ai compiti tattici che richiede”.
Savini spiega anche perchè non fosse stato ufficializzato il rinnovo di Keita:“la Lazio ha voluto fare così, rendendo noto l’accordo solo attraverso le parole del direttore sportivo Tare: preferivano fare così e a noi non cambiava nulla”.
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Articolo scritto da www.cittaceleste.it
ROMA – Il bilancio biancoceleste non finisce mai di stupire. Lo scorso 18 settembre 2014, il Consiglio di Gestione della Lazio ha approvato il progetto separato e Consolidato relativo all’esercizio chiuso al 30 giugno 2014. Interessanti sono però alcuni fatti verificatesi successivamente a quella data: “E’ stato acquistato il residuo 50% dei diritti alle prestazioni sportive di un giocatore per Euro 4,00 milioni, Iva esclusa”. Questo il prezzo reale della seconda metà di Candreva, fresco fresco di rinnovo, o è solo la prima rata? Non solo: Lotito ha sborsato 11,75 milioni, Iva esclusa, per cinque giocatori della prima squadra: Braafheid e Djordjevic (ma non erano a parametro zero?), De Vrij, Gentiletti e Parolo. Dalla relazione del bilancio scopriamo anche che Basta è costato appena 500mila euro “con obbligo di acquisto al verificarsi di determinate condizioni”. Quali?
CASO PETKOVIC – Lo scherzetto Petkovic può costare caro, più di un milione. Ecco le cifre precise, ora lo sa anche la Lazio cosa rischia per il “licenziamento per giusta causa” del nuovo ct della Svizzera: “Nel mese di settembre 2014 è stato notificato alla società un ricorso per l’impugnativa del licenziamento di un tesserato del settore tecnico per Euro 1.107 migliaia lordi. Tenuto conto di tale situazione e sulla base del parere del legale della società, il rischio di soccombenza è stato valutato come possibile e pertanto la società non ha provveduto ad effettuare accantonamenti”. Ma come? Lotito non era convinto di “vincere” per il comportamento amorale di Vlado? Qui si legge che la “sconfitta” in tribunale è assolutamente dietro l’angolo. Nel progetto di bilancio si parla ancora pure della querelle Zarate, che il 14 agosto 2013 è stato autorizzato dalla Fifa al tesseramento provvisorio col Velez. La Lazio ha presentato ricorso per chiedere un risarcimento danni (di 10 milioni), ma “la decisione sulla vertenza ancora non è stata comunicata”. Risparmio comunque della retribuzione di 12,26 milioni.
POSTIGA, KAKUTA ED HERNANES – A proposito d’ingaggi, il doppio “bidone” semestrale Postiga-Kakuta è costato al club biancoceleste 2,27 milioni: questo lo stipendio dei due prestiti da gennaio a giugno. Due calciatori presi per “rimpiazzare” Hernanes, ceduto all’Inter per 20 milioni. Soldi che, insieme ai 2 milioni di Floccari (e alle restanti due rate dei 6,5 milioni di Kozak) però non vengono messi fra i ricavi al 30 giugno 2014. C’è una specifica biancoceleste: “La posizione finanziaria netta risulta negativa per Euro 16,86 milioni, con un incremento di Euro 10,29 milioni, rispetto al 30 giugno 2013, dovuto principalmente agli esborsi rivenienti dalla importante campagna acquisti estiva di diritti alle prestazioni sportive dei tesserati ( 18,812 milioni per Biglia, Anderson, Novaretti, Perea, Vinicius e Berisha, ndr) ed alla puntuale individuazione della competenza riferita alla stagione 2014-2015 degli incassi di rilevanti quote derivanti dalle cessioni dei diritti alle prestazioni sportive effettuate nella sessione invernale”. Una plusvalenza totale di 17.069 milioni, che avrà coperto totalmente l’ultimo mercato? A gennaio, forse, tutta la verità.
IL BILANCIO TORNA IN ATTIVO – Intanto il Profeta riporta la Lazio in attivo. Dopo il primo e unico bilancio chiuso in rosso da quando Claudio Lotito è presidente, la società ritrova il segno positivo nell’esercizio chiuso al 30 giugno 2014. Meno 5.89 milioni nel 2012/2013, più 7.07 nella scorsa stagione. In positivo nonostante una decisa diminuzione del fatturato (meno 22.3 per cento, da 104.63 a 81.33 milioni) solo in parte bilanciata dalla riduzione dei costi (meno 15.8 per cento, da 114.57 a 96.5 milioni), tra i quali spiccano i 52.31 milioni destinati al personale (calciatori e staff tecnico), quasi 12 meno dell’anno precedente. Il rapporto tra fatturato e costi è negativo per oltre 15 milioni: la “colpa” è dei ridotti ricavi del botteghino (3.7 milioni in meno tra gare in casa e percentuale per le trasferte), ma soprattutto degli introiti ricevuti dalla Uefa per la partecipazione in Europa League, crollati da 15.3 a soli 4 milioni. Tocca tornare di corsa in Europa. FONTE CITTACELESTE
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ROMA – La Lazio ieri ha vinto, e magicamente il presidente Claudio Lotito è ritornato a parlare in qualsiasi trasmissione televisiva. Ha toccato molti argomenti : dalla Nazionale, alla vittoria di ieri fino ad arrivare a parlare del ritorno allo stadio da parte della Curva Nord. ” Se sono tornati è anche merito mio. Ho fatto molto per riavvicinarmi a loro e penso che lo abbiano capito. Tralascio qualche coro contro di me, poca cosa, l’importante è che hanno incitato la squadra.”
Giuseppe Di Lauro
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ROMA- Continua lo stallo per il rinnovo di Candreva in casa Lazio. Il giocatore oramai attende la chiamata dalla dirigenza laziale da prima del mondiale in Brasile, con Lotito che poi decise di rimandare tutto dopo il ritorno a Roma del centrocampista azzurro. Attualmente il giocatore sembra stia su tutte le furie con la società che però gli ha imposto il silenzio in attesa di una chiamata per stabilire il ìl giorno dell’incontro
I tifosi sperano che non ci sia un nuovo caso in casa Lazio (Pandev e Behrami su tutti) .
A riportare questa notizia è stata l’edizione romana del Corriere Della Sera
Giuseppe Di Lauro
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La presenza di Lotito in nazionale sta provocando tensioni e malcontento. Dopo la partita di ieri contro la Norvegia c’è stato un botta e risposta tra il presidente laziale e De Rossi.
De Rossi: “Mi da fastidio”. Lotito: “Non sono solo consigliere”
„”Lotito? Io preferisco avere meno gente possibile attorno: mi hanno spiegato che è qui perchè è consigliere federale, visto che ce ne sono 21 speriamo non vengano tutti. Cerchiamo di parlare il meno possibile – ha detto il romanista a Sky sul presenzialismo del presidente della Lazio attorno alla nazionale – Se uno ha un fastidio personale, non vuol dire che sia di tutto il gruppo”.
De Rossi: “Mi da fastidio”. Lotito: “Non sono solo consigliere”
Immediata risposta del presidente della Lazio: “Non voglio fare polemica, io posso stare lì. Non sono solo Consigliere Federale ma molto di più”, ha detto ai microfoni di Rai Sport. Altro che derby Roma e Lazio.
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COme ogni anno il CIES Football Observatory ha stilato il pronostico dei maggiori campionati Europei. Il prestigioso osservatorio svizzero come ogni anno, ha stilato la classifica finale della Serie A,Premier League,Liga,Buendesliga e Ligue1 . Questo pronostico si basa sull’analisi delle rose di ogni squadra e varie variabili (coesione,ambizioni etc..) Secondo gli svizzeri davanti alla formazione di Pioli, l’Inter arriverebbe sesta e il Napoli solamente quinto. Pronostico clemente con il Milan e la Fiorentina, rispettivamente al quarto e al terzo posto. Lotta a due per il titolo tra Roma e Juventus, con i giallorossi favoriti per la conquista del Tricolore.
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ROMA – Puoi trovarci di tutto : macchine telecomandate, ricambi di biciclette, cellulari usati e…. biglietti per andare a vedere la partita della Lazio. No signori, non è uno scherzo ma è la pura verità. La società biancoceleste pur di vendere i biglietti per la prossima partita in casa contro il Cesena, ha dato la possibilità ai tifosi di acquistare persino su Groupon.
Cosi recita l’annuncio sul ” web volantino ” più famoso del mondo ” 14 settembre,ore 15,pronti per il fischio dell’arbitro che da il via alle ostilità: sul terreno di gioco le aquile biancocelesti del neo tecnico Stefano Pioli puntano forte sulla velocità di Basta,Candreva e del promettente Keita, presidiando la difesa con la torre olandese De Vrij, e affidando le sorti dell’attacco all’eterno bomber Miroslav Klose, campione del mondo con la sua Germania nei recenti Mondiali 2014 in Brasile e miglior marcatore di tutti i tempi dei Mondiali “ ” E’ possibile scegliere tra la Curva Nord o la Sud oppure la Tribuna laterale, in uno stadio Olimpico che ama essere teatro dei grandi classici del calcio nostrano ”
La domanda è, come la prenderanno i laziali a questa ennesima caduta di stile da parte della società?
Lo scopriremo fra 6 giorni allo stadio Olimpico di Roma.
Giuseppe Di Lauro
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Moggi torna a parlare del suo passato e trova in Lotito un qualcosa che lo ricorda. Il presidente della Lazio ha svolto una scalata importante nel mondo del calcio tra elogi di pochi e critiche di molti,una scalata che è partita dalla Lazio,passando per la Salernitana,mettendo le mani sul Bari fino ad arrivare a coprire il ruolo del “braccio destro” del nuovo presidente Tavecchio.“Lotito è uno che ci sa fare – ammette – Pensate che quando io andavo in visita a Coverciano chiedevo sempre il permesso e venivo autorizzato. Lotito si è calato nella parte, ma è una persona che nella parte ci sa stare. Lotito è il più fidato partner di Tavecchio? Per quanto mi riguarda ho fiducia in Tavecchio e vi spiego anche il perché – conclude Moggi – Quando ha assunto la guida del settore dilettantistico, ha trovato un mondo allo sfascio. Ora, invece, i dilettanti sono il fiore all’occhiello della federazione. Certo, è difficile invertire completamente la rotta ma si può fare qualcosa”.
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Sono passate poche settimane dall’elezione di Tavecchio e l’assegnazione in lega di Claudio Lotito che già c’è uno “sguardo” nuovo dalle parti degli azzurri.
Il presidente laziale infatti, ha indossato la giacca ufficiale della nazionale azzurra sopra al suo solito completo e si è seduto a bordo campo per osservare l’allenamento del “nuovo” team capitanato da Antonio Conte. Nell’allenamento si vedono anche i due laziali Candreva e Parolo che faticavano sotto gli ordini del nuovo Ct ex Juve. L’italia sarà impegnata questa settimana nei 2 match contro l’Olanda (amichevole) e contro la Norvegia (prima giornata del girone di qualificazione per il prossimo europeo)
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Dopo il suo addio alla nazionale tedesca, il panzer non vuole abbandonare il rettangolo di gioco.
La Germania scenderà in campo contro l’Argentina per ridare una specie di “rivincita” della finale mondiale appena trascorsa che però non vedrà scendere in campo il “Panzer”. “Sono grato alla federazione per aver organizzato quest’evento.Il mio futuro?Sicuramente farò l’allenatore!”
Con queste parole Miro fa capire che il pallone non uscirà dalla sua vita e continua “Uno stage da Pep Guardiola sarebbe un bel regalo per me ma prima però c’è da riportare la Lazio in Europa”.
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Gazza ci ricasca ancora.In questa settimana si è parlato molto di lui e del suo ritorno in campo. L’ex biancoceleste ha infatti firmato un contratto con una squadra amatoriale con l’Abbey e potrebbe fare il suo debutto contro il Rentech Repairs o l’ARC Cleaning. Il presidente del club di quarta divisione (Sunday Division Four League), tassista di professione, ha raccontato come è riuscito a convincere Gazza: “Mi ha chiesto una sigaretta e io insieme al pacchetto ho tirato fuori il contratto. Non ha fatto una piega, ha firmato subito.” Nell’intervista rilasciata al Daily Echo, Chris Foster ha rivelato che è tornato alla macchina saltando per la gioia: “Mi sentivo come un ragazzino di 14 anni, gli ho promesso che lo andrò a prendere ogni volta che vorrà venire a giocare”. Il Bournemouth FA ha confermato a BBC Sport che Gascoigne è regolarmente registrato e che potrebbe giocare subito.
Gazza solamente ieri mattina aveva annunciato il suo ritorno in campo ma il Mirror ha “smentito” il tutto pubblicando una sua foto che lo ritrae davanti casa ubriaco con una bottiglia di Vodka.
Ricoverato al Pole Hospital, l’ex laziale aveva chiamato un amico dicendo di essere a pezzi e chiedendo aiuto. Lo stesso amico avrebbe poi confidato: “Paul ha ripreso a bere”. Di nuovo in ospedale dunque, di nuovo vittima dell’alcol. Era uscito a gennaio dall’ennesimo ciclo di riabilitazione, ma a quanto pare di nuovo con scarsissimi risultati. Un incubo senza fine: il binomio alcol-Gascoigne è ormai la triste prassi di un campione tormentato.
Lalaziosiamonoi
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Miro Klose torna a parlare degli obiettivi. La sua decisione di lasciare la nazionale l’ha portato a “concentrarsi” solo sul suo club attuale. «Sono molto contento di questo allenatore e dei nuovi acquisti. Stiamo dando il massimo negli allenamenti e speriamo di fare una grande stagione». Parola di Miro Klose. L’attaccante della Lazio ha parlato in conferenza stampa: «Dobbiamo – le parole del tedesco – raggiungere l’Europa, vediamo se riusciremo a fare qualcosa di più ma prima di tutto dobbiamo giocare bene domenica dopo domenica. Non mi interessano le voci che parlavano di me come di un giocartore che si stava risparmiando per il Mondiale, penso solo a me stesso e alla squadra. Futuro? Ho un conrtratto di un anno più opzione per un altro anno. Poi voglio fare il corso per allenatore. Appello ai tifosi? Dobbiamo fare di tutto per riportare il pubblico allo stadio, senza tifosi è difficile. Favorite per lo scudetto? La Juve, la Roma e le due milanesi ma io guardo solo alla Lazio. Djordjevic? E’ un ragazzo molto bravo, ha delle qualità importanti».
Poi torna a parlare sulla sua nazionale:
«Penso che la Germania ha capito che servono calciatori giovani e il lavoro fatto sui settori giovanili è stato fondamentale. Questa è la cultura giusta. Consigli alla Figc? Puntare sui settori giovanili, fare in modo che i giovani giochino nella serie A e poi anche in Nazionale».
CdS
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Il presidente della SS Lazio,dopo giorni senza comunicati ufficiali, torna a parlare con una nota ufficiale nella quale si parla del neo acquisto Gentiletti e si prende i meriti di averlo portato in Italia. “L’organico della S.S. Lazio si è arricchito ulteriormente con l’arrivo del difensore Santiago Gentiletti dal San Lorenzo il cui acquisto rappresenta l’ennesima dimostrazione dell’impegno e dell’attenzione che abbiamo messo nel costruire una squadra forte da ogni punto di vista. Gentiletti e’ un difensore centrale sinistro che coniuga spiccato agonismo ad una sana caratterialità, entrambi ingredienti necessari per completare con equilibrio il reparto difensivo della squadra. Peraltro Gentiletti è un giocatore completo, che al suo ruolo da difensore sa unire una innata propensione al gol, come ha dimostrato nell’ultima stagione tra le fila del club argentino, con cui si è aggiudicato la Copa Libertadores. Si tratta di un risultato importante per la Lazio che dalla prossima stagione potrà contare sul contributo del miglior difensore della “Champions Sudamericana”. Siamo soddisfatti di un acquisto così importante e siamo sicuri che Gentiletti saprà confermare il suo valore anche nel campionato italiano. Per la Lazio e per i suoi tifosi, l’arrivo di Gentiletti è fondamentale per rafforzare una squadra già competitiva che saprà confrontarsi alla pari a tutti i livelli”
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E’ un Lotito “all’arrembaggio” che sta mettendo mani su più fronti. Lotito ha iniziato con una ditta di pulizie arrivando alla SS Lazio passando per altre aziende. Secondo sito Dagospia, il presidente attuale avrebbe messo le mani sul Bari, porgendo il 30% del denaro oltre a quello pagato dal deputato Pd Francesco Boccia per evitare il fallimento del club dei Matarrese.
Secondo quanto scrive Giancarlo Dotto, il parlamentare Boccia, sfruttando le sue conoscenze politiche, avrebbe aiutato Lotito ad allungare le mani sul Bari per diventarne uno dei punti di forza della nuova proprietà fantasma. Il presidente della Lazio avrebbe nelle mani il 30% della società mentre il restante 70% sarebbe nelle mani della Infront, società che acquista e gestisce diritti televisivi e commerciali.
A dare man forte a questa ipotesi è l’arrivo di numerosi calciatori delle giovanili della Lazio che nella prossima stagione indosseranno la maglia del Bari.
Sembra che Lotito sia sempre più padrone del calcio italiano.
Fonte spazionapoli
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La voce di mercato sul giovanissimo Prce è trapelata dal blog ufficiale di Alfredo Pedullà.Il classe 96,sarebbe in dirittura di arrivo già da questa sera lasciando l’Hajduk Spalato. Data la sua giovane età non dovrebbe ricoprire il posto “vagante” in difesa che tutti i tifosi speravano di vederlo assegnato ad un giocatore con le caratteristiche migliori ai difensori attualmente in forza alla prima squadra ma dovrebbe fare una “gavetta” in primavera date anche le tante partenza in quel settore. Lotito l’avrebbe acquistato per 300 mila euro (premi di formazione). Secondo le indiscrezioni raccolte dal sito Lalaziosiamonoi, il “baby giocatore” sbarcherà domani a Roma con il suo agente per firmare il contratto che lo legherà alla Lazio,mentre alcune testate giornalistiche parlano di un possibile suo arrivo già da questa sera. Nulla di ufficiale quindi e di conseguenza le cifre e la durata non sono state diramate da nessuno.
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Il calcio nacque come uno sport,il calcio divenne una passione, il calcio si trasformò in una fede il calcio italiano rispecchia il “bel paese”. Ormai non ci si stupisce più basta guardare chi entra nel governo italiano con una fedina penale macchiata da reati economici. Come scritto anche da Stefano Greco, il tifoso è passato dal Libera la Lazio al libera l’Italia. L’elezione di Tavecchio sta suscitando tanto clamore quanto dissenso sia tra chi ha la passione del calcio e chi porta a casa lo stipendio grazie al pallone. Quest’elezione ha anche portato il Presidente Lotito ad occupare una poltrona nella Figc. La ciliegina sulla torta è arrivata oggi con l’annuncio tanto atteso quanto scontato. Il successore di Prandelli è Antonio Conte. Un Conte che ha accettato di ricoprire la carica d’allenatore della Nazionale Italiana per la modica cifra di 3,5 Milioni di euro a stagione per un biennale.Stipendio che verrà pagato da due parti: 1,2 Milioni li pagherà chi di dovere mentre il restante uno sponsor.
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Classe 1987, baluardo difensivo del Partizan Belgrado, Vojislav Stankovic è l’ultimo nome accostato alla Lazio in chiave mercato. L’agente del giocatore, intervenuto in esclusiva ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it qualche giorno fa, ha rivelato che quella biancoceleste sarebbe una soluzione più che gradita, ma lo scoglio principale resta la richiesta del Partizan che vuole sul piatto 600mila euro, nonostante un contratto in scadenza a gennaio 2015. Intercettato dal portale serbo Sport, Stankovic non ha comunque nascosto il suo entusiasmo per un possibile trasferimento nella Capitale:“Sinceramente so che sono soltanto delle voci, ma niente di più. Tutto quel che riguarda un mio possibile trasferimento alla Lazio l’ho letto solo attraverso i media del nostro paese, così come quelli italiani. Mi piacerebbe, sarebbe bello se i biancocelesti si mettessero d’accordo con il Partizan, perchè un’occasione del genere passa una sola volta vita. Sono molto onorato dell’interesse nei miei confronti della Lazio. Vedremo alla finecome evolverà la situazione. Fino ad allora rimarrò concentrato sui miei obiettivi qui al Partizan. Stiamo per affrontare una partita importante a Nis e Nefčijem per la qualificazione per la Europa League ed è al momento il primo pensiero nella mia mente”.
LALAZIOSIAMONOI
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Un gol stupendo, il suo marchio di fabbrica. L’Italia Under 21 esce sconfitta dall’amichevole contro la Romania, ma Danilo Cataldi incanta lo stesso. Punizione da fuori area, pallone incastonato sotto l’incrocio: arriva al 47′ del primo tempo la perla balistica del centrocampista della Lazio, una traiettoria a giro che non ha lasciato scampo al portiere romeno Buzbuchi. Il talento biancoceleste mette la firma sull’unica rete degli Azzurrini,quella del definitivo 2-1: allo Stadionul Ilie Oană, i padroni di casa passano grazie alle reti degli italiani Puscas (gioiellino dell’Inter) e Balasa (difensore della Roma). La formazione di Moldovan, ha condotto per lunghi tratti il match, con i ragazzi di Luigi Di Biagio più indietro per quanto riguarda la preparazione. Un test importante per l’Italia, in vista degli impegni di qualificazione europea di settembre contro Serbia e Cipro. Per Cataldi, oltre al gol, una prova convincente da regista: al 64′ l’ex Crotone ha poi lasciato spazio a Viviani.
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Alla fine ha vinto Carlo Tavecchio. Come previsto sin dall’inizio della corsa alla potrona della presidenza della Figc, il numero uno della Lega nazionale Dilettanti sarà al timone del calcio italiano. Una vittoria scontata, arrivata dopo tre votazioni, con Tavecchio che ha raggiunto il 63.63% . Lo sfidante, Demetrio Albertini, non è andato oltre il 33.95%. Le schede bianche sono state il 2.42%. Dopo il risultato Tavecchio, in lacrime, ha ringraziato chi lo ha votato, ma ha anche garantito: “sarò il presidente di tutti soprattutto di quelli che hanno espresso il loro dissenso. Con le parole sono poco a mio agio, ma invito le componenti ad abbandonare le divisioni e mettersi al lavoro”. Tavecchio è stato sostenuto, sin dall’inizio, da Lega Serie B, Lega Pro e Serie D e dalla maggioranza dei club di Serie A. Più esiguo invece il fronte che ha appoggiato Albertini: Assocalciatori, Assoallenatori e arbitri (con una dichiarazione a favore dell’ex centrocampista del Milan arrivata durante l’assemblea). Juventus e Roma invece hanno guidato il fronte ribattezzato ‘no Tav’, che insieme ad altre 7 squadre di serie A – Torino, Sampdoria, Sassuolo, Empoli, Cagliari, Cesena e Fiorentina – chiedeva un passo indietro ad entrambi, soprattutto dopo la gaffe sugli extracomunitari di Tavecchio. Primo e secondo voto senza esito. Tensione tra Agnelli, Preziosi e Lotito La prima operazione di voto si è aperta con 274 delegati accreditati per 509 voti su 278 aventi diritto (con 516 voti totali). Tavecchio si è fermato al 60,20%, Albertini al 35,46%. Schede bianche al 4,33%. Per l’elezione serviva il 75%. Dopo i risultati del primo voto sono volati gli stracci. Protagonista il presidente della Juventus Andrea Agnelli che si è avvicinato al patron del Genoa Enrico Preziosi dicendo: “Non permetterti di parlare di me alla stampa”. Poi contatto anche tra il numero uno bianconero e quello della Lazio, Cluadio Lotito, in una conversazione dai toni accesi. Al secondo voto poi Tavecchio è salito al 63,18%, Albertini al 34%, schede bianche al 2,76%. Botta e risposta Lotito-Marotta All’Hotel Hilton di Fiumicino la giornata è iniziata con un botta e risposta tra Beppe Marotta e Claudio Lotito. Il dg della Juventus ha criticato il super attivismo del presidente della Lazio, definendolo ‘tutor al candidato Tavecchio’, aggiungendo poi che sarebbe stato difficile ricompattare un consiglio di Lega così frammentato perché “sembra che ci siano interessi personali a discapito dei collettivi”. Secca la replica di Lotito che ha parlato di atti di killeraggio mediatico contro Tavecchio “che fanno capo a dei riferimenti ben precisi sia di chi li ha promossi sia di chi li ha messi in atto”. A difesa di Tavecchio si è schierato anche il presidente del Genoa, Enrico Preziosi, che ha parlato di falso moralismo nei confronti del numero uno della Lnd. Cauto sull’elezione scontata di Tavecchio e stoccata al numero uno biancoceleste da Urbano Cairo, presidente del Torino e tra i promotori della lettera dei club di A che aveva chiesto il passo indietro dei candidati: “Sarà la federazione di Lotito? Non credo. Se vuole un ruolo in federazione, deve fare un passo indietro nella Lazio”. No convinto a Tavecchio ribadito anche dal direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni. Non si è sbilanciato invece il presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero, unitosi nei giorni scorsi al gruppo dei ‘dissidenti’: “Voterò secondo contenuti e coscienza” ha detto Ferrero. Un appello invece all’unità è arrivato dal presidente della Lega di A, Maurizio Beretta che ha sottolineato l’importanza di un lavoro comune per rilanciare il calcio italiano e avviare una riforma. Dalla Lega di serie B e dalla Lega Pro confermato il supporto a Tavecchio dai presidenti Andrea Abodi e Mario Macalli. Albertini: “Puntare alla crescita dei giovani”. Tavecchio: “Unità delle leghe” A pochi minuti dall’inizio dell’assemblea elettiva Demetrio Albertini ha voluto rilanciare la sua idea per il calcio italiano, sottolineando che il progetto sportivo – punto che trova la condivisione di Damiano Tommasi dell’Aic – è alla base della sua proposta di cambiamento che punta sui giovani. Rinviato il discorso sul ct della Nazionale: “Conte ct? Ci pensiamo dopo l’elezione”. Nel suo discorso programmatico invece Tavecchio ha invocato “l’unità delle Leghe per garantire lo sviluppo del calcio italiano, ma serve il contributo delle componenti tecniche e degli arbitri”. Abete contro l’ipotesi commissario Il presidente dimissionario della Figc, Giancarlo Abete, ha aperto l’assemblea. Nel suo intervento ha voluto esortare i delegati ad eleggere un presidente, evitando il commissariamento. “Non ho mai creduto agli unti del signore, non serve chi non ha dimestichezza con i voleri che vengono dal basso, dalla base” ha detto l’ex numero uno della Federcalcio. Contrario al commissario anche un altro ex presidente, Franco Carraro, che ha anche ribadito di preferire Tavecchio ad Albertini.
RAINEWS
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Klose lascia la Nazionale. La lascia da Re, la lascia da Mito. Da campione del mondo, da miglior cannoniere della storia della Germania e da miglior marcatore assoluto nella fase finale di mondiali. Uno dopo l’altro ha scardinato record di leggende come Gerd Muller e Ronaldo, scrivendo nuove pagine di storia. Proverà a scriverne altre con la maglia della Lazio, ma oggi chiude definitivamente il capitolo con la casacca della nazionale tedesca. Lo ha annunciato sul sito della Federcalcio tedesca e inevitabilmente il mondo dello sport ha iniziato a omaggiarlo.
La Lega Serie A italiana: “Klose premiato ad Hannover prima dell’amichevole disputata dalla S.S. Lazio: il re del Mondiale lascia il trono da vincitore. Come un vero eroe”.
La Lazio, sulla sua pagina Facebook ufficiale, ha voluto onorare il suo Campione del Mondo: “Sei entrato nella storia della tua Nazionale. Solo applausi per te, Campione del Mondo e Leggenda del calcio”.
Joachim Low (Commissario Tecnico Germania) – “Quando la settimana scorsa mi sono incontrto con Miro, mi ha detto che ci stava pensando, parlandone con la sua famiglia. Ho capito subito che la sua era una decisione irremovibile e che non era possibile fargli cambiare idea. Per lui è sempre stato così: è una persona affidabile, se ti dice una cosa è quella. Così è stato anche per la Coppa del Mondo in Brasile: sapevo che Miro sarebbe stato in perfetta forma al momento giusto. Quando diventai vice ct nel 2004 Miro era già lì, abbiamo trascorso dieci anni insieme in Nazionale. Lui è una star internazionele, è uno dei più forti attaccanti che siano mai esistiti. Le sue qualità calcistiche, la sua abilità aerea, la sua media reti, la sua intelligenza calcistica, il suo instancabile impegno non sono secondi a nessuno nel mondo. Eppure è rimasto un giocatore rimasto con i piedi per terra, esempio di modestia, professionalità, affidabilità e spirito di squadra. Per Miro era sempre un onore essere convocato in Nazionale, ha dato tutto per la Germania. Ho il massimo rispetto per la sua decisione e ciò che è riuscito a fare nella sua carriera sarà difficile da eguagliare. A livello calcistico e umano Miro ci mancherà. Sono felice e grato per aver avuto l’opportunità di lavorare con Miroslav Klose”.
Wolfgang Niersbach (Presidente Federcalcio tedesca) –“Miro non è solo un giocatore eccezionale, ma anche un modello umano assoluto. In tutti questi anni è sempre rimasto umile e con i piedi per terra. Con i suoi 71 gol in nazionale e i 16 nella fase finale della Coppa del Mondo ha stabilito due record fenomenali che gli assicurano un posto d’onore nei libri di storia. Sono felice cha abbia potuto coronare questa grande carriera con il titolo Mondiale. Sia per lui che per Philipp Lahm è stato un addio degno e faremo in modo di celebrarli al meglio”.
Helmut Sandrock (Segretario Generale Federcalcio tedesca) – “Klose ha vinto il Mondiale ed è diventato il miglior marcatore della Nazionale. Ma soprattutto ha dimostrato come si possa essere ancora di classe mondiale anche a 35 anni, senza rinunciare a ogni ambizione sportiva ma anzi centrandola e andandone fieri”.
Oliver Bierhoff (Team manager Germania) – “È strano immaginare la Nazionale senza Miro. Nella Coppa del Mondo 2002 l’ho conosciuto da giocatore, poi a partire dal 2004 dal punto di vista di team manager. Con il suo atteggiamento, con il suo impegno, il suo carattere e le sue qualità sportive Miro era ed è anche fuori dal campo un modello di professionalità e umanità. I suoi successi e i suoi gol parlano da soli, la sua coerenza è unica. Dopo 13 anni insieme, posso solo dire: Grazie di tutto Miro!”.
Franz Beckenbauer: “Miroslav Klose si è guadagnato il suo addio, 36 anni è l’età giusta per questo. Con un Mondiale nel bagaglio, non si può fare di meglio. E’ un giocatore e una persona apprezzabile. Spero rimanga nel mondo del calcio”.
Mesut Ozil (via Twitter): “Grazie per i tuoi gol Miro! Tu sei già una leggenda!”.
Lukas Podolski (via Twitter): “Grazie per questa grande annata Miro. Hai guadagnato il tuo posto nella lista delle leggende. Davanti a te devo solo togliere il cappello!”.
Mario Gotze (via Twitter): “Grazie Miro! I tuoi numeri parlano da soli, ma come personaggio sei anche più notevole! Grazie!”.
Shkrodan Mustafi (via Facebook):“Un grande giocatore ha lasciato la Nazionale. E’ stato un piacere aver giocato con te”.
Thomas Muller (via Twitter): “Un grande lascia la Nazionale! Il miglior bomber dei Mondiali Miroslav Klose è sempre stato un modello dal seguire”.
Toni Kroos (via Twitter): “Congratulazioni Miro per la tua incredibile carriera in Nazionale e soprattutto per la grande persona che sei”.
Gary Lineker (via Twitter): “Che peccato! Penso che abbia appena raggiunto la vetta della sua carriera. Veramente un grande attaccante!”.
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L’elezione di Carlo Tavecchio come Presidente della Figc viene vista da molti come un grande successo di Claudio Lotito. Il presidente della Lazio è stato il primo sostenitore del candidato e oggi può esultare per essere riuscito nella sua impresa. Il patron biancoceleste ha parlato subito dopo lo scrutinio finale ai giornalisti presenti, tra cui anche il nostro inviato, commentando anche il momento che vive la Lazio e le prossime mosse sul calciomercato: “Mercato? Da un mese e mezzo non mi dedico ai problemi della Lazio. Per l’elezione di Tavecchio è stato forte il mio ruolo all’interno della Lega Serie A non individualmente. Da un errore lessicale si è alzato un atto di killeraggio mediatico che non ha sortito nessun effetto. Chi conosce l’uomo e cosa ha fatto sapeva che non rispecchiava la realtà. I fatti lo smentiscono”.
Il rapporto con la tifoseria biancoceleste è ai minimi storici, ma Lotito sembra aver in mente cosa fare per riconquistare i sostenitori: “Comunicati, acquisto giocatori e Accademy: la Lazio sta facendo tanto per poter riacquistare i propri tifosi. Io mi auguro che se ci sia convergenza di temi, mi auguro che ci sia obiettività, Confronto? Lo faccio con la politica del fare e non con i tavoli aperti che alterano i ruoli. I tifosi sono appassionati ed è giusto che critichi in modo costruttivo. Se c’è una critica preventiva penso che non possa essere una cosa positiva e non faccia crescere la società. La Lazio ha avuto la capacità di risolvere tanti problemi. Non sono entrato nel cuore di una parte dei tifosi, ma spero di farlo presto. Mi chiedono di lasciare la Lazio? Io rispondo che il mio animus è quello di fare una grande società e dare soddisfazioni ai tifosi. Sarebbe fuori luogo abbandonare un percorso che inizia a dare i propri frutti dal punto di vista oggettivo. Se qualcuno non trova gradimento in quello che faccio, purtroppo non posso accontentare tutti. Comprerà un nuovo difensore per la Lazio? Assolutamente si”.
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Se la Lazio di Lubecca ride, quella di Hannover piange. All’HDI Arena fa festa solo Miro Klose, applaudito all’unisono dai circa 25 mila spettatori. Per il resto, la squadra di Pioli esce dal match di addio al calcio di Cherundolo con tante ferite da leccare. I padroni di casa viaggiano a velocità doppia, il 3-1 finale è il giusto risultato a una partita pressoché a senso unico. Attenuanti per i capitolini: l’undici di Korkut è più avanti nella preparazione, lo schieramento scelto dal tecnico laziale è altamente sperimentale.
FORMAZIONI – Pioli conferma il turnover, con una sorpresa: Pereirinha è la mezz’ala destra nel 4-3-3, accanto a Gonzaleze Parolo. L’esterno portoghese torna nell’atipico ruolo già ricoperto a Lisbona, il Tata occupa la posizione che di solito spetta a Ledesma.In difesa, debutta De Vrij: l’olandese fa coppia con Ciani, ai loro lati Basta e Braafheid. Djordjevic guida il tridente d’attacco completato da Candreva e Lulic. Il tecnico tedesco Korkut si affida invece al 4-2-3-1: Bittencourt, Stindl e Prib è il terzetto a supporto di Joselu. Nell’undici titolare trova spazio anche Steven Cherundolo: lascaletta del suo addio al calcio prevede cinque minuti simbolici in campo.
PRIMO TEMPO – L’inizio del match è soft, dominano i ritmi bassi. Al 5′ è allora il festeggiato a scaldare le mani dei circa 25 mila spettatori dell’HDI Arena: Cherundolo si gode la standing ovation dei suoi tifosi, come da copione lascia subito spazio a Sakai. Il primo quarto d’ora viaggia su binari lenti, le occasioni latitano. Poi si sveglia l’Hannover. Al 18′ Bittencourt chiama alla doppia chiusura in scivolata prima Ciani, poi Lulic. I padroni di casa hanno acceso l’interruttore, l’esterno tedesco è una furia. La Lazio subisce l’onda d’urto, al 22′ l’Hannover passa: Marcelo trova la deviazione vincente su calcio d’angolo, per il meritato vantaggio dei Roten. L’undici di Pioli è lontano parente di quello ammirato appena due giorni fa a Lubecca. Al 28′ Ciani perde palla in disimpegno sulla trequarti, l’indemoniato Bittencourt s’invola verso Marchetti ma grazie il portiere biancoceleste. Due minuti più tardi, Basta salva la conclusione a botta sicura di Joselu, servito splendidamente dal solito Bittencourt. Qualche preoccupazione per Braafheid, quando l’olandese riceve una botta sul piede malconcio: niente di compromettente, il numero 88 rientra subito in campo. Al 38′ è invece costretto ad alzare bandiera bianca Basta: il serbo ha la peggio in un contrasto sulla fascia, la smorfia di dolore è evidente. Pioli è chiamato al primo cambio, dentro Cavanda. L’Hannover chiude sempre più la Lazio nella propria trequarti: Braafheid sventa miracolosamente su Joselu, imbeccato in area a Stindl. Che al 40′ sigla il raddoppio: Candreva perde ingenuamente palla sulla destra, Bittencourt ne approfitta e serve il numero al 10. E’ una Lazio bruttissima quella che conclude sul doppio svantaggio la prima frazione.
SECONDO TEMPO – Keita al posto di Pereirinha: è il cambio che apre la ripresa, Pioli corre ai ripari. Lulic arretra nel ruolo di interno sinistro, Parolo scala sulla destra. Il risultato non cambia, l’Hannover ruggisce senza sosta. Al 49′ Schulz non trasforma per un soffio in rete l’angolo di Pander. Qualche istante più tardi, Marchetti sballa un rinvio, per fortuna della Lazio senza conseguenza. Il numero uno si ripete pericolosamente poco più tardi, stesso errore di Lisbona: Joselu gli sottrae la palla ma non centra la porta. La squadra di Korkut è padrona assoluta del gioco: la furia Bittencourt disegna una splendida conclusione a giro con il sinistro, stavolta Marchetti si supera e dice no al migliore in campo. Al 55′ si fa viva la Lazio. Lulic serve Candreva sull’out destro dell’area, il numero 87 serve Djordjevic davanti alla porta: il serbo cerca la prodezza di tacco, ma la palla termina dopo un batti e ribatti tra le mani di Zieler. Girandola di cambi al 61′ per Pioli: fuori De Vrij, Gonzalez, Parolo, Lulic, Candreva e Djordjevic; dentro Novaretti, Ledesma, Cataldi, Mauri, Felipe Anderson e Keita. Lo stesso talento ex Barca guadagna al 65′ un calcio di rigore: sul dischetto si presenta Ledesma, l’italo-argentino spiazza Zieler e accorcia le distanze.Keita e Felipe Anderson provano a forzare i ritmi, l’Hannover si chiude bene. E sfiora il gol del 3-1: al 72′ Kiyotake pesca da calcio d’angolo Stindl, Marchetti dice no al colpo di testa del numero 10. Due minuti più tardi però non può fare nulla sul tocco morbido con cui il capitano dei Rossi mette a segno la personale doppietta. Si spengono le velleità di pareggio per la Lazio, mentre Pioli sostituisce Braafheid con Radu. Al 76′ ci prova Mauri a impegnare Zieler, il portiere tedesco blocca senza troppi problemi. Più pericoloso Keita tre minuti dopo, la sua conclusione è deviata in angolo. Al 79′ anche Korkut dà vita al via vai di cambi, per cinque le sostituzioni per l’Hannover. Le squadre in campo attendono solo il fischio finale, ma all’87’ Gülselam fa in tempo a farsi annullare un gol per fuorigioco. E’ l’ultima emozione dell’incontro: l’Hannover festeggia al meglio la sua leggendaCherundolo, la Lazio non è altrettanto generosa con Klose. In serata il ritorno in Italia, prossimo step il 14 agosto contro il Latina. Tanto il materiale su cui Pioli ragionerà al rientro nella Capitale, tra segnali positivi e lacune evidenti da colmare.
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Nella lista dei partenti figura stabilmente il suo nome, ma alla fine di ogni sessione di mercato la maglia che indossa è tinta di biancoceleste. Michael Ciani si appresta ad affrontare la terza stagione all’ombra del Colosseo, il francese ha più di un motivo per guardare il futuro con ottimismo. Sì, perché Pioli gli ha consegnato i gradi del titolare, nel ritiro di Marienfeld il tecnico emiliano lo ha affiancato a Stefan De Vrij in quella che – ad oggi – è la difesa titolare. Petkovic prima e Reja poi lo avevano relegato al ruolo di comparsa, dopo tanto anonimato il colosso transalpino vuole prendersi le luci della ribalta. E intanto le voci che lo vogliono in partenza continuano a fiorire: Inghilterra, Francia o Russia? Le richieste non mancano, ma l’ex Bordeaux vuole restare a Roma. A dirlo è lo stesso centrale classe ’84, che sul proprio sito ufficiale fissa gli obiettivi in vista della prossima stagione e allontana i roumors di mercato.
Quella che inizierà sarà la terza stagione in Italia con la maglia della Lazio, che considerazioni ti senti di fare? “Prima di tutto non mi pento della scelta fatta, qui sono maturato molto, ho accumulato un sacco di esperienza. Il campionato italiano è molto difficile, dopo la prima stagione tutto sommato postiva grazie alla vittoria in Coppa Italia, c’è stato il cambio in panchina che ci ha destabilizzato un po’. Avrei ovviamente preferito giocare di più, ma io ho ancora voglia di rimanere per mostrare le mie qualità”.
Come hai vissuto il cambio di allenatore? “Non è mai facile trovare continuità in queste situazioni. Ci sono stati periodi in cui non ho avuto modo di giocare, ma alla fine ho comunque disputato 25-30 partite, anche in palcoscenici europei. Non è così male come bottino”.
Capitolo mercato, circolano tante voci sul tuo conto. Si è parlato in passato di Norwich, Cardiff e Rubin Kazan… “Non ho avuto alcun contatto diretto con i club inglesi. E’ vero che ho sempre detto di avere un debole per il campionato inglese, ma era importante sfatare questa diceria. Alcuni club si sono interessati a me, ma non c’è mai stato nessun contatto diretto. Lo stesso discorso vale per il Rubin Kazan”.
Stefano Pioli sarà il tecnico della Lazio nella stagione 2014/2015, che impressione ti ha fatto? “Come gli allenatori precedenti, è molto coinvolto nella vita del gruppo. Ci tiene a stare vicino ai giocatori e cura molto l’aspetto tattico. Si è già focalizzato sugli obiettivi del club ed è molto esigente con i giocatori, ci vuole sempre concentrati al massimo”.
Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro? “Il mio obiettivo è ovviamente quello di fare meglio rispetto alla passata stagione, è stato un anno deludente per noi. Sarà fondamentale tornare in Europa, anche se la Champions League sarà difficile da raggiungere. Ci sono molti club ben attrezzati, come Napoli, Inter, Milan e la Juve ovviamente. Raggiungere la Champions League significherebbe aver fatto una una stagione ottima. A livello personale, io di solito non mi pongo limiti, punto sempre in alto”.
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Il ritorno in patria ha sempre un sapore speciale, ancor di più se con la Coppa del Mondo in tasca. La giornata di ieri, per Miroslav Klose, è stata una di quelle da ricordare: il bagno di folla a Lubecca, la premiazione ed il ritorno al calcio dopo le meritate vacanze. Il tedesco è apparso in forma, naturale per chi come lui, cura in maniera maniacale il proprio corpo.“Tanto affetto fa un piacere enorme – ha dichiarato il panzer, come riportato dalla Gazzetta dello Sport-. Adesso, però, si ricomincia. Mi sento carico per la nuova stagione. Voglio allenarmi bene in modo da essere pronto per l’inizio del campionato italiano. A Milano contro il Milan ci sarò”. Un campionato che dovrà essere, per forza di cose, quello del riscatto, sia per Miro, finito troppo spesso al centro delle critiche per la sue “gestione”, sia per la Lazio che è chiamata a riconquistare quell’Europa sfuggitale di mano l’anno scorso. Impresa non impossibile, soprattutto se in squadra c’è un campione del mondo.
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Nuovo anno, vecchia rivalità. Difficile trovare nel mondo derby più importanti di quelli di Roma: Glasgow, Belgrado, Istanbul, Atene, Buenos Aires lottano per la palma di più sentita stracittadina sulla faccia della terra. In Italia la sfida tra Lazio e Romaè sicuramente la più sentita, Milano, Verona, Genova e compagnia vengono dopo.
Della rivalità tra Roma e Lazio parla Italo Zanzi, CEO giallorosso e uno dei simboli della nuova proprietà giallorossa, che vede Pallotta come presidente, Sabatini come direttore sportivo e attualmente Rudi Garcia come tecnico. Sono loro ad aver regalato nuove speranze ai tifosi capitolini, sponda Lupa.
A ‘Philly.com’ Zanzi ha parlato proprio della situazione cittadina, spiegando agli statunitensi la divisione di Roma:“Più della metà è giallorossa. Se si guarda alla gente che vive in città, la Roma è la vera squadra della città. Perdere la Coppa Italia contro la Lazio è stato un brutto momento, ma ci siamo ripresi”.
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Bella e vincente, la Lazio di Pioli si regala il primo successo nella terra tedesca. Davanti ai circa 18 mila dello Stadion an der Lohmühle, i biancocelesti regolano 2-0 l’Amburgo. Djordjevic in apertura di match, Tounkara in chiusura di secondo tempo: sono i due attaccanti a siglare le reti decisive. La terza punta, Miro Klose, riceve invece il tributo dei tifosi di casa nel campo adiacente allo stadio, dove prima dell’incontro ha svolto – insieme a Biglia – il primo allenamento dopo la conquista della Coppa del Mondo. A fine partita, applausi per la Lazio: Djordjevic riceve il premio di migliore in campo, Mauri alza la Sparda Bank Cup.
FORMAZIONI – Le scelte del tecnico biancoceleste confermano le prove della vigilia. Unica variazione: a partire titolare tra i pali non è Marchetti, ma Berisha. La linea a quattro è formata da Konko e Radu sulle fasce, Novaretti-Cana la coppia centrale. Cataldi e Mauri sono gli interni a supporto di Ledesma, mentre Djordjevic guida l’attacco completato da Felipe Anderson e Keita. L’Amburgo replica con un 4-5-1 molto duttile: il grande ex Behrami fa da schermo davanti alla difesa, Van der Vaart e Ilicevic supportano l’unica punta Rudnevs.
PRIMO TEMPO – Parte forte la Lazio, aggressiva come desidera Pioli. Una manciata di minuti appena e Keita si fa deviare in corner una velenosa botta da fuori. Poco male. Al 5′ Mauri trasforma una punizione dall’out mancino in un cross per Djordjevic: difesa tedesca imbambolata, il serbo non perdona a tu per tu con Adler. La formazione di Slomka cerca la pronta reazione, ma i biancocelesti reggono l’urto. In grande spolvero Felipe Anderson, vero uomo aggiunto anche in fase di copertura sulla fascia destra. Lazio vicina al raddoppio già al 12′, Radu è sfortunato a centrare il palo alla sinistra di Adler. I capitolini controllano il gioco, in una fase del match che vive di repentini cambi di fronte. Al 17′ Berisha neutralizza una sortita offensiva dell’Amburgo, dalla ripartenza nasce una grande occasione per la Lazio: Felipe Anderson è autore di una fenomenale discesa sulla corsia destra, il cross non è altrettanto efficace ma Keita riesce comunque ad avventarsi sul pallone e a chiamare Adler al miracolo. L’undici di Pioli è padrone del campo, ma concede anche qualcosa di troppo: al 19′ Rudnevs fallisce clamorosamente l’azione orchestrata da Van der Vaart e Stieber. La Lazio amministra, abbassa i ritmi. Al 28′ il povero Konko è vittima di un rilancio sballato di Novaretti: il colpo sul volto non gli impedisce però di tornare subito in campo e ricevere gli applausi del pubblico. Due minuti dopo è invece Behrami a stendere Djordjevic, nulla di grave per l’ex Nantes. Al 31′ Ilicevic prova a riportare sul pari i suoi, ma la sua conclusione dalla distanza è alta sopra la traversa. Al minuto 33 è invece Cataldi a sfiorare l’eurogol su punizione dal limite. Succede poco o nulla fino al fischio dell’arbitro, la Lazio torna negli spogliatoi forte del vantaggio.
SECONDO TEMPO – Fuori Konko l’autore del gol Djordjevic, dentro Cavanda e Tounkara: riparte con due cambi la ripresa della Lazio. Proprio il giovane attaccante si rende pericoloso all’53’, ma Kacar lo anticipa di testa. L’Amburgo alza i ritmi, la voglia di pareggiare si avverte. Tre cambi anche per Slomka: Westermann, Jiracek e Badelj prendono il posto di Diekmeier, Jensen e Arslan. Al 60′ Ledesma tira per la maglia Rudnevs lanciato a rete: giallo per l’italo-argentino. Al 63′ Ilicevic mette paura a Berisha, con un gran tiro da fuori che però termina alto. Un minuto più tardi è Felipe Anderson – che nel frattempo si è scambiato di fascia con Keita – a suonare la carica per la Lazio: il suo tentativo a giro non inquadra di poco lo specchio. Al 66′ Pioli dà vita alla seconda girandola di cambi: lasciano il terreno di gioco Cataldi, Mauri, Felipe Anderson e Keita; spazio a Gonzalez, Parolo, Candreva e Lulic. Per i nazionali si tratta dell’esordio stagionale con la maglia della Lazio, per Parolo è il debutto assoluto. Al 69′ abbaia l’Amburgo: Berisha devia di pugni un cross di Badelj, sulla respinta Behrami non trova lo specchio. Lo stesso ex laziale è protagonista di un battibecco con Candreva, subito risolto con un abbraccio. Behrami abbandona poi il campo, sostituito da Skjelbred. Il match non regala grosse emozioni, ci pensano allora ben due invasori di campo a far divertire il pubblico: gli steward li afferrano – non senza qualche problema – e li conducono fuori dal rettangolo verde. Il gioco riprende senza problemi, qualche scricchiolio lo mostra invece la retroguardia laziale al 34′: Ilicevic stoppa il pallone dentro l’area, se lo aggiusta sul destro e lambisce il palo sinistro di un niente. Subito dopo Pioli è costretto a un altro cambio: Novaretti non ce la fa a continuare, al suo posto Ciani. Ma ecco all’82’ il raddoppio della Lazio. Triangolazione da applausi tra Radu e Lulic: il romeno non trova la deviazione in porta, il pallone arriva a Tounkara che appoggia a porta sguarnita. Per il baby talento è la seconda rete consecutiva in amichevole, dopo il gol contro lo Sporting Lisbona. La Lazio si aggiudica la Sparda Bank Cup, la prima uscita in terra tedesca è trionfale. Klose può sorridere, l’ultimo arrivato De Vrij (rimasto in panchina) anche: a Lubecca gli uomini di Pioli fanno una gran bella figura.
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Arriva la smentita ufficiale da parte della Lazio su Eder Balanta. Il diesse biancoceleste, Igli Tare, che si trova in Germania con la squadra, ha spedito una nota letta in diretta dalla radio ufficiale del club: “La Lazio smentisce categoricamente di essere sul giocatore”. Queste le parole che allontanano il roccioso colombiano dalla Capitale
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Di una cosa possiamo essere certi, almeno quanto il fatto che l’Olimpico di Roma non tornerà mai a riempirsi sino a quando il presidente della Lazio sarà Lotito. Le interviste del medesimo sono come le gaffes di Tavecchio. Uniche. E così ricche di perle da incorniciare che ci aiutano a capire perché il calcio italiano, cioè la presidenza della Figc, non possa e non debba finire nelle mani del vecchio che avanza. Dove il vecchio non riguarda certo la questione anagrafica, ma il sistema stantio, mesozoico, fallimentare.
Punto 1) Tavecchio dixit: “… Noi in Italia diciamo che Optì Poba è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così… In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree”. In un Paese normale, uno che proferisce una bestialità del genere o si sotterra o chiede asilo poliico alle Galapagos o a tutto pensa fuorché a candidarsi alla presidenza della Figc. Sicocme questo non è un Paese normale, il signor Lotito salta su e dice: “Sono stata banali gaffes. Certo ha sbagliato la formulazione della frase…”. Eh? Banali gaffes? Sbagliato la formulazione della frase? Ma dove caspita vive Lotito? E poi, è o non è il presidente della Lazio? Perchè non ha rimbeccato Tavecchio che la Lazio ha tirato in mezzo pronunciando quelle parole ributtanti?
Punto 2) Lotito dixit: “Gli stranieri che vengono a giocare in Italia devono essere bravi…”. Come alcuni fra quelli che, in questi dieci anni, Lotito ha portato alla Lazio e, con rispetto parlando, non hanno malauguratamente lasciato il segno nella storia biancoceleste? Cogliamo fior da fiore: Oscar Lopez Hernandez, Djibrill Cissè, Robert Braian, Eliseu, Meghni, Stankevicius, Degré, Tare (attuale direttore sportivo), Pablo Pintos preso nell’estate 2010, ma il suo contratto non è stato mai depositato in Lega; Garrido; Alfaro; Hitzlsperger; Makinwa; Keller; Kakuta, Saha; Mea Vitali; Seric; Esteban Gonzalez Rojas; Gonzalo Barreto. Ci fermiamo qui, per carità di patria e per rispetto del fegato dei tifosi laziali. E da uno che si è tanto coperto di gloria sul mercato straniero, il calcio italiano dovrebbe accettare lezioni? Ma di che cosa stiamo parlando, Lotito?
Punto 3) Già che ci siamo, Lotito lasci stare De Rossi e gli porti rispetto, visto che stiamo parlando di un pilastro della nazionale italiana, campione del mondo 2006 e vicecampione d’Europa 2012, 97 presenze, 15 gol, settimo a pari merito con Facchetti fra i i giocatori più presenti in maglia azzurra. Il centrocampista della Roma, uno dei più forti del mondo, ha il diritto di dire ciò che gli pare e su Tavecchio ha detto parole sacrosante (“Non lo giudico, ma le cose che ha detto sono gravi. Il problema è che in Italia siamo abituati così, non succede mai nulla. In America, in Francia, in Inghilterra, di fronte a parole simili il giorno dopo sarebero scattate le dimisisoni automatiche. Invece da noi no. Anche in ambienti più importanti della Figc nessuno ha mai lasciato la propria poltrona. Se ora dovessi litigare con una persona di colore in campo dicendogli “tu mangi le banane”, allora sarà giusto considerarla solo una gaffe, guai a squalificarmi. La verità è che Tavecchio ha sbagliato, specie nel non valutare le conseguenze delle sue dichiarazioni”).
Punto 4) Lotito si risparmi il sarcasmo sui dipendenti, suoi e altrui, visto che De Rossi è tesserato della Roma, non della Lazio e non ha certo bisogno di chiedergli il permesso per manifestare la sua libera opinione. E Lotito la pianti una buona volta con questa tracotanza che fa rima con arroganza. Poi, uno si domanda perché sia già passato alla storia del calcio mondiale come presidente durante la cui gestione, lo stadio dove gioca la sua squadra sia meno affollato del deserto del Sahara. Lunga vita ai tifosi della Lazio.
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