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Florian Myrtaj, dal miracolo Albania al futuro di Tare

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Chi è un calciofilo incallito conosce discretamente Florian Myrtaj. Attaccante albanese, una vita in giro per l’Italia (approdato a 13 anni) da nord a sud, ma mai in massima serie, 26 presenze e 3 gol con la sua nazionale dal 2002 al 2006, proprio nel periodo in cui il movimento calcistico locale iniziava a crescere con l’interessamento dei grandi club europei e nel periodo in cui arrivò il primo ct italiano in una nazionale estera, ossia Beppe Dossena.

Quando arrivò in Italia (per aiutare lo zio in una ditta edile, ndr), la prima squadra in cui militò fu, ironia della sorte, proprio quel Sassuolo che domenica dovrà affrontare la Lazio, e lalaziosiamonoi.it lo ha intercettato per un’intervista che spazia dall’impresa recente della coppia De Biasi-Tramezzani in terra albanese a un possibile ruolo di gran spessore del DS Tare.

L’Albania stacca il biglietto per i campionati europei. Un’impresa incredibile.

“È stato un risultato fantastico, insperato nelle previsioni. Fino a qualche mese fa non se l’aspettava nessuno, poi le cose si sono messe bene e tutti ci speravano”.

Il calcio albanese sta sfornando diversi talenti interessanti, ma si sente soprattutto la mano di mister De Biasi. Gli allenatori italiani sono ancora un marchio di garanzia?

“È un dato di fatto. L’Italia ha sfornato tanti ottimi allenatori, ci voleva un tecnico che compattasse il gruppo e cercasse nuovi giocatori in giro per l’Europa. Lui è stato bravo a farlo, hanno iniziato questo percorso tre anni fa e sono arrivati a compiere un’impresa straordinaria”.

Ora quali sono le possibilità di andare avanti in Francia?

“L’Albania ha possibilità di fare qualche bella figura o almeno speriamo. Il suo Europeo l’ha già vinto, raggiungere la qualificazione dopo tanti anni è stato straordinario. Se capita in un girone con qualche squadra non blasonatissima può fare qualche punto e sarebbe già una vittoria. Nel ranking è migliorata molto e lo farà ancora…”.

Ultimamente si è parlato della possibilità di vedere Igli Tare a capo della Federcalcio albanese. Qualcuno l’ha indicato persino come possibile erede di De Biasi.

“Non credo che Igli voglia fare l’allenatore. Per quanto riguarda la posizione di presidente della Federcalcio, tra tutti i ragazzi albanesi che sono all’estero è la persona che ricopre il ruolo più importante come dirigente. È normale che venga indicato come possibile successore dell’attuale presidente. Non credo a breve, ma è una cosa che succederà. Per quel che ho sentito è un suo desiderio, magari tra 5 o 10 anni, lo può fare”.

Preferisci il Tare attaccante o il Tare dirigente?

“Ha fatto una carriera ottima da attaccante perché  ha giocato tanti anni in Serie A. Ci ho giocato insieme, era un calciatore di temperamento e di personalità. Una punta centrale vecchio stampo, non faceva tantissimi gol ma era un trascinatore in campo e nello spogliatoio. Da dirigente sta facendo benissimo, è partito da zero. Ha piazzato dei colpi di mercato importanti come Biglia e de Vrij, ha preso dei giocatori prima che disputassero dei grandi Mondiali, non è facile”.

Berisha è stato uno degli elementi fondamentali nel percorso della Nazionale albanese, ma alla Lazio fatica a trovare spazio.

“Lo conosco di vista, non abbiamo giocato insieme perché quando lui esordì avevo già smesso con la Nazionale. Tutte le volte che la Lazio l’ha chiamato in causa ha fatto bene. La Lazio è una squadra importante, gioca due competizioni, ha bisogno di portieri forti. È chiuso da Marchetti però nell’arco degli anni le sue partite le fa sempre”.

Domenica la Lazio farà visita al Sassuolo, la tua prima squadra. Ti aspettavi un’ascesa del genere da parte di questo club?

“Sinceramente non me l’aspettavo. Sassuolo è famosa per la ceramica, non per il calcio. Alle spalle c’è una società importante, hanno garantito miglioramenti di anno in anno e adesso si sono consolidati in Serie A, sia economicamente che a livello di strutture. Io ci ho giocato 20 anni fa e non si pensava a questo salto, ma sta meritando ogni cosa”.

Che partita dobbiamo aspettarci? 

“L’anno scorso andai allo stadio, la Lazio vinse 3 a 0, giocò  una gran partita, andava molto forte. Mi aspetto una bella gara, aperta: il Sassuolo è una squadra che gioca a calcio, non pensa solo a difendersi”.

La Lazio ha tre centravanti in rosa: Klose, Matri e Djordjevic. Chi è il titolare, al netto degli infortuni?

“Tra tutti i problemi fisici in corso il titolare è Matri. A me piace molto Djordjevic, ma non ho ancora visto il giocatore che mi aspetto a causa degli infortuni. È arrivato all’ombra di Klose, un campione del mondo che ha fatto tanti gol. Non era facile rubargli il posto, lui era riuscito a prenderselo. Adesso si è fatto male, ma è quello che mi piace di più. Per Klose parla la storia, ma non è più in giovane età”.

C’è un calciatore albanese che vedresti bene in Serie A?

“Hanno fatto molto bene in queste qualificazioni, li ho seguiti, c’è qualche giocatore interessante. Forse Memushaj (Pescara) potrebbe meritare una chance, conosce il calcio italiano. Non è giovanissimo, ma l’inserimento può essere più semplice. Spero di dare una risposta in prossimità degli Europei, quando li vedrò in partite più importanti. Il calcio albanese è ancora indietro ma sta venendo fuori”.



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Matri ai microfoni di Mediaset Premium: “E’ un campionato strano, da vedere fino alla fine”.

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In preparazione alla sfida di domenica contro il Sassuolo è Alessandro Matri a prendere parola ai microfoni di Mediaset Premium per analizzare il prossimo avversario dei biancocelesti. “Da quando Di Francesco siede sulla panchina del Sassuolo, la squadra sta giocando davvero bene. Dovremo stare attenti, anche e soprattutto ai singoli”. Questo l’avviso dell’attaccante ai suoi compagni per affrontare al meglio la sfida del Mapei Stadium, trasferta che ha regalato alla Lazio 4 punti nelle ultime due stagioni. Rimanendo in tema trasferte il bomber azzurro scuote la squadra visto l’inizio di stagione disastroso fuori dalle mura amiche: “In casa insieme al nostro pubblico tendiamo a fare meglio. Adesso dovremo dare una svolta anche fuori casa”.

Dopo l’infortunio che l’ha tenuto fuori nelle ultime partite Matri è deciso a ripagare la stima che hanno di lui a Formello e a riconfermare la bella prestazione contro l’Udinese, condita da una doppietta, sognando un ritorno nella Nazionale, che ieri ha battuto la Norvegia e si è assicurata il pass per Euro 2016. Confidando in una buona stagione con l’aquila sul petto afferma: “Proverò a mettere in difficoltà anche mister Conte per conquistare una maglia.” Proprio negli ultimi giorni vi avevamo parlato della possibilità che il 31enne di Sant’Angelo Lodigiano venisse acquistato a titolo definitivo dalla Lazio al termine della stagione in corso, ma sull’argomento il giocatore preferisce ancora non sbilanciarsi e riferisce soltanto che “le voci di mercato ci sono sempre. So di essere qua in prestito e voglio dimostrare il mio valore e fare bene. Poi più avanti ci penserò”.

Nell’intervista viene commentata anche la sonora sconfitta di Napoli, sicuramente amara, ma che secondo Matri ha giovato in qualche modo alla Lazio: “Ci siamo uniti ancor di più, analizzando gli episodi negativi e lavorandoci su”. Arriva poi, quasi scontata, la domanda sulla concorrenza in attacco, dove oltre al giocatore in prestito dal Milan figurano Klose, Djordjevic e all’occorrenza anche il giovane Keita. Pronta la risposta del numero 17: “Klose lo conoscevo da tanti anni e non c’è da aggiungere nulla, sappiamo il campione e il professionista che è. Djordjevic in questi due anni ha dimostrato di essere un ottimo giocatore. Dovremo unire le nostre forza per il bene della squadra. Keita ha un potenziale incredibile”.

L’ultima domanda dell’ intervista verte sulla lotta scudetto che quest’anno sembra più intensa che mai: “E’ un campionato strano, ma la Juventus risalirà. Sarà sicuramente bello, da vedere fino alla fine”.



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Lotito replica alle accuse: “Alla fine vedremo qual’è la verità”

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"Claudio Lotito che si scontra con una barriera rappresentante la norma NOIF, simboleggiando la sua opposizione al blocco del mercato Lazio."

Claudio Lotito non ci sta e risponde alle accuse nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Milano sul caso dei diritti Tv nel calcio in relazione al Bari, società capitanata dall’ex arbitro Gianluca Paparesta che partecipa al campionato di Serie B.

“Da otto mesi a questa parte è in atto ai miei danni una campagnia di bugie. Ho letto moltissime cose non vere sul mio conto – ha dichiarato il presidente biancoceleste alla redazione de’ “La Repubblica” – Che cosa ho letto esattamente? Ne riparleremo alla fine di questa storia.”

“Il mio ruolo nel caso Bari? Io rispondo a me stesso di quello che ho fatto e non di quello che non ho fatto. Non ho intenzione di commentare in alcun modo le notizie uscite sui giornali. Dico solo che sono dispiaciuto da quello che sta venendo fuori perché sono tutte cose non vere.”

Secondo alcune indiscrezioni gli inquirenti avrebbero in mano prove documentali molto importanti. L’indagine riguarda Lotito, Paparesta ed anche il numero uno del Genoa Enrico Preziosi. Per i tre l’ipotesi di reato è quella di aver ostacolato l’attività della Convisoc, la Commissione per la vigilanza e il contro delle società di calcio allo scopo di far passare i bilanci del Bari indenni al controllo della FIGC e successivamente ottenere le fideiussioni necessarie all’iscrizione della stessa società al campionato cadetto. Inoltre, secondo quanto riporta la “Gazzetta dello Sport”, i tre presidenti sarebbero coinvolti in un giro di riciclaggio.

“Le ripeto, adesso non ho altro da dire. Ne riparleremo alla fine di questa storia. E allora vedremo qual è la verità” ha concluso Lotito.

Intanto la Guardia di Finanza ha iniziato le perquisizioni nelle varie sedi per acquisire atti che possano ricondurre ai presunti finanziamenti occulti alle società. Non resta che attendere le svolgimento delle indagini.



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Felipe Anderson: “Voglio vincere con la Lazio, la nazionale mi ha dato fiducia”

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Felipe Anderson sta attraversando un periodo di forma straordinario, così come la sua nazionale brasiliana che ha segnato in due partite undici gol e ne ha subito solo uno. Questo il bilancio della Selezione Olimpica del Brasile dopo le due amichevoli disputate contro la Repubblica Dominicana e Haiti. Il nostro Felipe ha messo il suo zampino in quattro delle reti segnate dai verdeoro. Il numero 10 della Lazio ha parlato al portale esportes.terra rilasciando le seguenti dichiarazioni: “Sono molto felice per il gruppo, tutti i giocatori hanno fatto bene. Siamo sulla buona strada. Abbiamo una squadra molto competitiva, unita, tutti inseguono lo stesso obiettivo, ovvero quello di aiutare il Brasile. E questo in campo si vede”. “In queste amichevoli abbiamo fatto il nostro dovere, che è quello di vincere sempre. Adesso tornerò alla Lazio ancora più motivato e fiducioso“. Il pensiero va alla Nazionale maggiore: “Essere parte della Selezione Olimpica è sempre un onore, sono felice di aver fatto la mia parte in queste due partite. Questo gruppo ha tutto per vincere e raggiungere l’obiettivo finale. Ora cercherò di continuare a fare bene nella Lazio per ottenere altre chance in Nazionale, con la Selezione Olimpica o, perché no, anche con la Seleção!”.



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Lulic, tornano le sirene fuori Roma?

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Ora che si è stabilizzato nel ruolo di terzino sinistro con spiccate e naturale propensioni offensive, le numerose voci di mercato sembrano vedere nuovamente un futuro lontano da Roma, e dall’Italia, per Senad Lulic, ed è un paradosso considerati una forma inadeguata di Radu e il perenne recupero fisico difficoltoso di Braafheid.

Secondo lalaziosiamonoi.it, sembra che Senad Lulic interessi principalmente al West Ham, che ha già investito quasi 40 milioni di euro con profitto, infatti occupano la sesta posizione e respirano aria d’Europa, nonostante questo sforzo finanziario sia un peso per il bilancio della società. Il manager degli Hammers, Bilic, utilizza anch’esso il 4-2-3-1 e il bosniaco potrebbe potrebbe essere l’alternativa migliore a Cresswell sulla corsia esterna. La Lazio ha ribadito la volontà di trattenerlo, ma di fronte a una cifra intorno ai 15 milioni di euro potrebbe cedere alla lusinghe del club di Birmingham, a maggior ragione se Lulic continui a rifiutare i rinnovi proposti da Lotito e Tare. Il procuratore di Lulic non commenta e la firma non è assicurata.

Ma non c’è solo Birmingham nelle destinazioni cittadine del bosniaco: sembra, infatti, che alla finestra sono pronte a sferrare un attacco il Bournemouth e il Watford. Il club di Pozzo avrebbe forte bisogno di un esterno come lui, Mings è out per quasi un anno e l’ivoriano Gradel per sei mesi, tutto dipenderà dalle prestazioni fornite fino a fine stagione dal romanista Holebas. Il Bornemouth è un team modesto economicamente e, facendo per loro i dovuti scongiuri, in caso di retrocessione sarebbe davvero difficile sopportare in Championship un contratto come quello che potrebbe chiedere l’esterno laziale.

Ovvio, sono parole, le azioni potrebbero essere altre, ma il discorso Lulic dura da quest’estate se non da due estati e una soluzione dovrà pur arrivare, positiva (permanenza) o negativa (cessione) che sia.

 



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Intervista del giovane Cataldi dal ritiro della nazionale italiana under 21.

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Dopo il 3-0 alla Slovenia, i ragazzi di mister Di Biagio questa sera scenderanno in campo contro l’Irlanda. Dal ritiro degli azzurrini a parlare è Cataldi che, ai microfoni di Vivo Azzurro ha rilasciato un’intervista molto interessante.

Avete sostenuto una sessione d’allenamento a porte aperte a Caldogno. Come siete stati accolti dai tifosi vicentini?

L’accoglienza è stata straordinaria da parte di tutti: mamme, papà e bambini. E’ stato un bell’allenamento, i tifosi hanno mostrato grande attaccamento alla Nazionale e a noi giovani: tutto molto bello, anche a vedersi, dato che persino nei club sono rari gli allenamenti davanti a 1500 persone.

In campo sei uno che si fa trascinare dal calore dei tifosi?

Sì! Cerco di prendere tutto ciò che di positivo c’è nel loro supporto. Noi calciatori non giochiamo solo per noi stessi o per la maglia: giochiamo anche, e soprattutto, per le famiglie, i bambini e tutti i tifosi che spendono soldi in treni e biglietti per venire a seguirci, in casa e in trasferta.

Con l’Irlanda che match sarà?

Una partita tosta, non facile, sulla falsa riga della gara con la Slovenia. Gli irlandesi sono giocatori di qualità e quantità, ma noi siamo pronti e speriamo di continuare a fare bene come abbiamo iniziato.

Come hai iniziato a giocare a pallone?

Mi sono avvicinato al calcio da piccolissimo. I miei genitori mi hanno regalato il primo pallone a circa un anno e mezzo. Poi, siccome intorno ai cinque anni ho rotto qualche quadro in casa a pallonate, hanno deciso di mandarmi a scuola calcio.

Un tuo pregio e un tuo difetto da calciatore…

Un difetto è che forse talvolta dovrei essere più rabbioso in campo. Sono troppo tranquillo, il ché è un bene per certi versi e un male per altri. Come pregio direi la volontà di migliorarmi ogni giorno individualmente e al servizio della squadra.

A 21 anni giochi titolare in Serie A. Il tuo caso è la riprova che dare fiducia ai giovani di talento può costituire un valore aggiunto anche per i club agonisticamente più ambiziosi?

Credo di sì. La Lazio ha intrapreso con me un equilibrato percorso di crescita. Dopo essere uscito dalla squadra Primavera, si è deciso di farmi fare esperienza nella serie cadetta, in un club come il Crotone, dove i giovani hanno sempre fatto bene. Poi sono tornato a Roma per il grande salto, che non è stato semplice. Ma grazie all’aiuto dei compagni sono riuscito ad adattarmi anche alla nuova categoria.

Quale era il tuo idolo da bambino e a quale giocatore ti ispiri ora?

Quando ero piccolo in Serie A giocavano grandissimi calciatori come Baggio e Zidane, elegante in campo come nessuno. Adesso mi piace molto Marchisio, perché è uno dei pochi che riesce a ricoprire ogni ruolo del centrocampo con ottimi risultati. A lui ruberei la duttilità e la costanza di rendimento.

Il consiglio più prezioso che ti è stato dato?

Me lo hanno dato i miei genitori. Nella vita come nel calcio: “cerca di rimanere sempre te stesso!”.

Nel tempo libero cosa ti piace fare? Si vocifera che nel gruppo dell’Under 21 ci sia più di un giocatore appassionato di tennis…

Sì, è vero! Proprio nei giorni scorsi volevo sfidare Rugani, ma a causa del maltempo abbiamo rimandato, ci sarà un’altra occasione! Tennis a parte, mi piace guardare i film e, quando posso, vado a pesca o passeggio per Roma, che è una città tanto bella!



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Auguri a Nestor Sensini, l’emblema della duttilità

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Nel calcio moderno, ricoprire più ruoli è diventato un lusso al punto di definire un giocatore come “duttile”, ma fino agli anni ’90 questa dote era una normalità, basti pensare che si usava il termine “jolly”.

Nestor Roberto Sensini era in campo l’essenza di questa duttilità, infatti a tutt’oggi non sappiamo dargli un ruolo di base. Centrocampista con il Parma di Scala nel 3-5-2, terzino sinistro con Ancelotti nella difesa a 4, centrale difensivo nel 3-5-2 di Malesani, centrale difensivo o centrocampista nel 4-4-2 nella Lazio di Eriksson.

Inizia a giocare nel Newell’s Old Boys conquistando uno scudetto, e dopo tre anni sbarca in Italia, approdando all’Udinese con 149 partite giocate e 8 gol, entra nel cuore dei friulani ma non può regalare nessun trionfo; dopo quattro stagioni passa al Parma, dove raggiunge la grande notorietà europea per club, in 156 partite ufficiali segna 11 gol, vince la Coppa Italia, due Coppe UEFA e una Supercoppa Europea.

Colpa di un rapporto difficile con Malesani nell’ultima stagione (quasi sempre in panchina), passa alla Lazio per espressa volontà di Sven Goran Eriksson: dura solo un anno la sua esperienza, ma diventa la più intensa in termini di risultati finali, infatti con sole 24 partite giocate e un gol Nestor vince un campionato, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana. Torna a Parma per due stagioni con uno scambio, Dino Baggio a Roma e Sensini torna dai ducali; nelle due ultime stagioni in Emilia vince una Coppa Italia, giocando in totale 35 partite senza segnare.

Nel 2002, a 36 anni suonati, sbarca all’Udinese, squadra che lo lanciò in Italia, ma la sua importanza per i friuliani torna a farsi sentire; nonostante abbia avuto problemi fisici e riducendosi lo stipendio nel 2004 all’atto del rinnovo, per quanto era rimasto l’amore per la città, l’argentino realizza 91 presenze con 7 gol e a gennaio 2006 annuncia il suo ritiro anticipato dal calcio giocato, a quel periodo era il più vecchio calciatore straniero a ritirarsi in Serie A, raggiunto e decisamente superato dall’eterno Zanetti.

La carriera da allenatore inizia un mese dopo il suo ritiro proprio nell’Udinese ma a marzo abdica quasi subito. Poi continua la sua carriera in giacca e cravatta: Estudiantes, Newell’s, Colon e fino a quest’estate nell’Atletico Rafaela, ma senza essersi ancora tolto la soddisfazione di vincere qualcosa.

Impossibile non dimenticare il suo apporto nell’Albiceleste, esordì nel 1987 partecipando a Italia ’90, USA ’94 e Francia ’98, saltando Corea-Giappone del 2002 per un infortunio. Arriva terzo nella Copa America del 1989 in Brasile, è vicecampione del mondo a Italia ’90 ed è campione olimpico ad Atlanta nel 1996.

Un compleanno speciale per un uomo speciale.. auguri Nestor, giocatore tuttofare!



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Calciomercato Lazio: si seguono Yarmolenko e Felipe

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Gennaio e il mercato sono ancora lontani, ma la Lazio si sta già muovendo per rinforzare la rosa.
E’ notizia di oggi l’interessamento per il fantasista della Dinamo Kiev Yarmolenko, giocatore molto importante anche nella sua nazionale.
La Lazio lo segue da tempo e la sua valutazione, in teoria, si aggirerebbe sui 30 milioni; il suo contratto, però, è in scadenza a giugno 2016 ed è per questo motivo che Tare e Lotito vorrebbero fare il colpaccio a gennaio per non perderlo e giocare di anticipo sulle tante pretendenti. Il fattore che può aiutare la trattativa è dato dallo stesso giocatore ucraino che non vuole rinnovare con la sua attuale squadra.

Altro obiettivo concreto, di cui via abbiamo già parlato, è Felipe del Corinthians: dal Brasile si dice che Tare ha già fatto un’offerta ufficiale di 4 milioni di euro, giocando anche sulla difficile situazione del club brasiliano.
Il carioca si conferma ad essere concretamente il primo acquisto per gennaio della Lazio.



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Albania che impresa! Berisha: “Abbiamo perso una battaglia, ma vinto la guerra”. Tare: “Siamo nella storia”

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Una giornata storica quella di ieri per l’Albania, che al Vazgen Sargsyan Republican Stadium di Yerevan batte l’Armenia con un netto 3-0 e conquista la sua prima storica qualificazione agli Europei. La Nazionale dell’italiano De Biasi, infatti, ha chiuso al secondo posto il Gruppo I con 14 punti, scavalcando proprio all’ultima giornata la Danimarca ferma a 12 punti. Le Aquile dei Balcani soffrono all’inizio del match, ma poi trovano la rete del vantaggio grazie all’autogol di Hovhannisyan, che trafigge il proprio portiere nel tentativo di anticipare Gashi. Raddoppia Xhimshiti al 24′, Sadiku chiude i conti nei minuti finali del match. Tra i pali dell’Albania ha giocato il nostro Etrit Berisha, che si riscatta alla grande dopo l’errore contro la Serbia mantenendo inviolata la propria porta.

Etrit+Berisha+Italy+v+Albania+RLZDheSpDhelProprio Berisha al termine del match ha commentato l’impresa storica dell’Albania esprimendo tutta la sua felicità: “È stata una grande partita, ancora non riesco a credere che ci siamo qualificati a Francia 2016. Abbiamo sempre creduto nella squadra, anche se abbiamo avuto un po’ di problemi lungo la strada. Le ultime due partite sono state molto difficili, ma siamo riusciti nell’impresa. Abbiamo perso una battaglia (contro la Serbia, ndr.), ma abbiamo vinto la guerra ed è questo ciò che conta. In questa occasione desidero ringraziare tutti, in particolare i nostri tifosi che ci hanno sempre sostenuto. Ancora una volta chiedo scusa per la sconfitta contro la Serbia, ma ora appartiene al passato. Ci vediamo in Francia!“.

Anche Igli Tare ha voluto commentare l’impresa della nazionale albanese ai microfoni di Sky Sport: “Questa qualificazione rappresenta qualcosa di unico, vorrei essere a Tirana perché so quanto dureranno i festeggiamentiSono felice e orgoglioso di questo traguardo, chiamerò personalmente De Biasi, Tramezzani (vice di De Biasi, ndr), Cana e Berisha per congratularmi. Vorrei avere 15 anni in meno per essere in campo con loro a festeggiare. Se lo sono meritato. Ha ragione De Biasi quando dice che in pochi si aspettavano un risultato simile, ma il suo lavoro è stato unico. Ora in molti vorranno salire sul carro dei vincitori, anche chi non ci credeva. E comunque De Biasi ora sia chiama “Gani”, non Gianni (ride, ndr). In Albania lo chiamano tutti così!”. Poi continua: “Sono fiero di questa Nazionale, il popolo albanese si merita tutto questo. In Albania il calcio è qualcosa di unico, tutti sono pazzi per questo sport. Tutta la Nazione ha sognato questo traguardo che ora è realtà. De Biasi ha una squadra giovane, ma con un grande spirito e una compattezza unica. In campo sono tutti dei leoni, lottano l’uno per l’altro sapendo che alle loro spalle c’è un popolo che li supporta. Per questo hanno sempre dato qualcosa di più. Questa è una una squadra che ha una spirito particolare, non ci sono grandi qualità tecniche ma sono tutti uniti, ed è questa la loro arma migliore. In ogni match hanno messo grande intensità, tante nazionali sono state sorprese da questo atteggiamento. Questo gruppo è entrato nella storia, nelle passate generazioni ci sono stati grandi giocatori nel calcio albanese, ma questi ragazzi sono entrati veramente nella storia e spero riescano a farlo ancora. Io faccio parte della generazione che ha fatto strada a tutti i giovani di oggi, noi eravamo costretti a bussare in giro per l’Europa per giocare nel calcio che conta. All’epoca le strutture lasciavano a desiderare, così come l’organizzazione e gli allenatori. Nonostante tutto, questo gruppo è entrato nella storia, i ragazzi meritano un grande applauso e spero che nel futuro ci sia un seguito. L’Albania farà bella figura anche in Francia, si esalta facendo gruppo ma soprattutto sapendo che sugli spalti ci saranno migliaia di albanesi. Le altre squadre non sono da sottovalutare, le piccole nazioni sono cresciute tantissimo e hanno una grande organizzazione”. Infine due parole sulla Germania, che dopo l’addio di Klose è alla ricerca di un altro goleador: Ne abbiamo parlato con Miro, mi ha detto che c’è un cambio di generazione e che il problema di questa Germania è la mancanza di un vero centravanti, anche perché Mario Gomez non è più quello di una volta”.



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I prestiti: 90′ Lombardi-Filippini, Minala-Tounkara out, Crecco sostituisce, Rozzi non convocato

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La Serie A non c’è per gli impegni della Nazionale di Conte, ma non si fermano i campionati inferiori, dalla B in giù. I nostri giocatori in prestito sono in maggioranza coloro che hanno reso grande la Primavera di Simone Inzaghi, e le loro prestazioni sono state bloccate per diversi motivi, le uniche note realmente positive nascono dalla coppia Lombardi-Filippini che hanno disputato tutti i novanta minuti con le rispettive squadre. Andiamo a controllare cos’è accaduto:

TOUNKARA L’ex prodotto del vivaio Barcellona è ancora ai box, il suo Crotone pareggia 0-0 ma è sempre lì a lottare per salire incredibilmente in Serie A.

CRECCO E ROZZI  Venti minuti per Luca Crecco in Bari-Lanciano, finita 1-0. D’Aversa usa l’esterno di centrocampo classe ’95. Non è presente Antonio Rozzi, addirittura fuori dall’elenco dei convocati.

MINALA Sfortuna per il camerunense fermato da un problema al tendine alla vigilia di Modena-Latina. Il match del Braglia poteva rappresentare una chance importante per il centrocampista camerunense, che ora si ritrova a fare i conti con un guaio fisico, considerando anche il positivo e sorprendente risultato dei pontini.

FILIPPINI Crolla in casa la Pro Vercelli contro il Novara, ma tra i titolari di mister Scazzola c’è Lorenzo Filippini, novanta minuti in campo. Terza presenza per l’ex Bari che sembra avere la giusta continuità in termini di presenze.

STRAKOSHA E POLLACE Strakosha è impegnato con l’Under 21 albanese, e forse la sua assenza si fa notare perchè la sua Salernitana cede 1-0 in casa col Trapani, complice la papera di Terracciano che condanna i campani alla seconda sconfitta consecutiva. Mister Torrente preferisce Schiavi a Pollace e per l’esterno difensivo niente seconda apparizione in maglia granata.

LOMBARDI – In Lega Pro, novanta minuti nell’Ancora per Cristiano Lombardi, schierato nel 4-2-3-1 di Cornacchini. Sembra che il gol che ha dato la vittoria ai marchigiani qualche settimana fa abbia fatto salire la fiducia nell’ex Trapani, che ora si gode un periodo da protagonista.



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De Vrij: “United? Voglio vincere con la Lazio! Il preliminare è stato un duro colpo ma ora ci siamo ripresi”

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Dopo un lungo stop Stefan De Vrij, il perno della difesa biancoceleste, è pronto per tornare in campo. L’olandese si è confessato ai microfoni de Il Messaggero in una lunga intervista. Ecco le sue parole: “Sto recuperando, la prossima settimana voglio rientrare in gruppo. Spero di farcela con il Sassuolo”.

Poi sul suo futuro: “Spesso mi accostano al Manchester United perché c’è van Gaal, ma io voglio vincere alla Lazio. Abbiamo avuto un inizio difficile ma siamo tornati forti e stiamo risalendo in classifica. Il preliminare di Champions è stato un colpo duro da digerire, uscire subito ci ha dato una profonda delusione. Il Leverkusen però era più forte, aveva anche più esperienza. Gioca ogni anno in Europa”. 

Poi sui compagni olandesi, Kishna e Hoedt: “Parlai con Wesley prima che venisse alla Lazio, gli avevo spiegato un po’ di segreti sul campionato italiano, lui apprende in fretta. Non ho ancora giocato con lui, ma sta già imparando tanto. Wesley, Gentiletti, Mauricio sono tutti forti. Non importa chi c’è in campo, contano i movimenti e sapere sempre cosa fare, siamo una squadra. Kishna è molto giovane e molto forte”. 

Su Pioli: Il mister è molto importante per come parla, con energia ed entusiamo. Sa essere un capo ma poi scherza e ride come tutti”.

Sul derby e sulla finale di Coppa Italia “Il derby è una partita fondamentale, tutti non parlano d’altro. Non vedo l’ora di giocarlo, lo scorso anno meritavano di più all’andata. Vorrei anche rigiocare la gara contro la Juve, non l’ho mandata giù”. Sul momento della Lazio: “Siamo tornati forti, i risultati stanno migliorando ma possiamo crescere ancora tanto”. Sull’inizio difficile di stagione: “Ci sono stati problemi individuali e di squadra, e siamo arrivati male al primo appuntamento in Supercoppa”. E sul malinteso con Berisha nella notte di Leverkusen:“Tutti sbagliano, c’è stato un errore di comprensione”.

de vrij-olandaPoi alcune domande sulla vita privata: l’olandese confessa di avere un debole per gli gnocchi: “Li ho scoperti per la prima volta in Italia e adesso la mia fidanzata me li cucina ogni sera. Non posso più farne a meno”.

Poi sul periodo di convalescenza post operazione al menisco di qualche tempo fa: “Proprio perché nel calcio la tua carriera può finire da un momento all’altro, i miei genitori mi sostenevano ma volevano finissi gli studi”.

Una vita sana quella di De Vrij, nessuna sregolatezza: “Ogni sera leggo versi della Bibbia. Non bevo e non fumo, curo in maniera maniacale la mia prevenzione. Devo dormire dieci ore a notte. Non ho mai avuto molto tempo libero. Ho sempre messo il calcio e la mia formazione davanti al divertimento e alle mie relazioni sociali”.

Poi ancora sull’infortunio “Ero arrivato in Olanda senza alcun problema. Ero partito da Roma in forma, avevo tuttavia già giocato quattro partite in due settimane. Forse ero un po’ stanco, perchè nel precampionato non avevo disputato nemmeno un’amichevole. Con l’Islanda non avevo avvertito alcun fastidio per novanta minuti. Dopo la paritta però c’era un versamento. Il giorno dopo era andato via il gonfiore e i medici mi avevano dato l’ok, perchè non c’era nulla di preoccupante. Alla vigilia del match con la Turchia era andato bene il provino…”. Però purtroppo il ginocchio ha fatto crack: “Ho tanta voglia di tornare, quando vado allo stadio a guardare le partite vorrei sempre stare in campo ed aiutare la squadra”.

Infine qualche parola sulle sue ambizioni, alzare un trofeo sarebbe un sogno: “Voglio vincere qualcosa qui. Abbiamo avuto due opportunità, non le abbiamo sfruttate, ma ora siamo più forti dell’anno scorso. Non pronuncio la parola scudetto, ma è rimasto chi già si conosceva bene e la rosa è stata rinforzata”.



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Claudio Lopez: “Hernan Crespo, il più forte con cui abbia giocato”

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Nessuno dimentica quel piede mancino che ha fatto emozionare nell’ultimo periodo di Cragnotti, dopo Signori. Claudio Lopez è entrato nel cuore dei tifosi laziali, dopo un primo anno così e così. La coppia d’oro con Simone Inzaghi, il suo brutto infortunio, i trionfi e il ritorno in America dopo aver vinto tanti trofei anche con il Valencia. Intervistato da lalaziosiamonoi.it ha dichiarato parole molto interessanti, specialmente riguardo al dopo ritiro dal calcio giocato.

Una nuova vita da dirigente negli Usa, come va?
“Procede tutto bene. Il mio obiettivo è quello di conoscere meglio questa posizione, usare le esperienze che ho avuto nella mia carriera. Voglio cercare di aiutare l’allenatore ed esaudire le sue richieste”.

Ti chiamano ancora “El Piojo”?
“Sì, certo (ride, ndr). Quello non cambia mai, rimane sempre lo stesso!”.

Dopo il ritiro dal calcio giocato ti sei cimentato nelle corse del Campionato Argentino di rally, vincendo anche qualche gara.
“È una passione che ho da sempre, nella mia città (Rio Tercero, provincia di Cordoba, ndr) le gare di rally piacciono molto. Quando ho finito la mia carriera ho provato a correre per due volte per provare la macchina, non in gara. Mi è piaciuto, era per divertirmi, per passare il fine settimana con i miei amici. Alla fine sono rimasto a gareggiare lì per tre anni. Ora ho deciso di tornare nel mondo del calcio, di lavorare sempre di più, ho riflettuto molto…”.

Torniamo al calcio. Questa Lazio è pronta per tornare a vincere?
“Mi piace molto. Ho visto tanti giocatori buoni alla Lazio in questi anni, ci sono stati tanti cambiamenti. Sono rimasto un po’ fuori dalle vostre vicende, però ho visto un bel progetto che punta in alto. Stanno lavorando bene per il futuro, ci sono un paio di giocatori molto forti, può diventare una bella squadra”.

Tra i punti di riferimento della nuova Lazio c’è il tuo connazionale Lucas Biglia.
“Me lo ricordo ai tempi dell’Argentinos Juniors, mi piace molto la crescita che ha avuto rispetto a quando giocava in Argentina. Ho seguito anche le sue prestazioni con la Nazionale. Sta facendo bene, è un ottimo giocatore, mi aspetto che prenda la Lazio per mano e che faccia felice i suoi tifosi”.

Se ti dico Lazio a cosa pensi?
“Ho tantissimi bei ricordi. L’affetto della gente per strada, la società, il rapporto con i compagni che ho avuto in squadra, i dirigenti che mi hanno dato tutto per far bene. Poi la Supercoppa Italiana che abbiamo vinto contro l’Inter appena sono arrivato (4-3, lui realizzò una doppietta in 5′, ndr), la Coppa Italia con la Juventus. Roma mi piace tanto, non sono riuscito a tornare per impegni di lavoro, vorrei tornare…”.

Quella era una squadra fortissima, si era persino rinforzata rispetto all’anno dello Scudetto. Cos’è andato storto?

“Io mi sono infortunato al ginocchio dopo un mese dall’inizio del campionato. Mi ha fatto tanto male perché sono rimasto fuori per sette mesi. Non ho avuto la possibilità di aiutare i miei compagni, di lottare con loro per vincere lo Scudetto. Credo che abbiamo fatto bene, avevamo la voglia per far bene contro le difficoltà”.

Claudio Lopez è ricordato anche per le esultanze pittoresche con Bernardo Corradi, compreso il simpatico balletto sulle note del tormentone Aserejé…
“È quel pazzo di Corradi, lui voleva fare queste cose (ride, ndr). Dopo è diventato bellissimo perché ho fatto tre gol contro l’Inter (7 dicembre 2002, tripletta in 35′, ndr) e abbiamo fatto il balletto di Aserejé. Sono tutti ricordi che sono rimasti nel mio cuore, condividere le gioie con quei ragazzi era fantastico”.

Era un gruppo molto affiatato, la cosiddetta ‘Banda Mancini’, che ha onorato la maglia anche nei momenti più difficili a livello societario.
“Nello spogliatoio c’era sempre il sorriso, ricordo tante scene divertenti. In campo diventava tutto più bello, giocavamo tra amici. Lottavamo per il compagno e l’allenatore, abbiamo passati tanti momenti stupendi insieme”.

L’attaccante più forte con cui hai giocato?
“Hernan Crespo è forse il più forte con cui abbia giocato”.

C’è un nuovo Claudio Lopez in giro per il mondo?
“Ci sono tanti bravi giocatori, ma non posso sceglierne uno, è difficile trovare un calciatore con le mie caratteristiche. Il calcio è cambiato, si gioca anche in maniera diversa”.

Vuoi fare un saluto ai tifosi della Lazio?
“Ho dei grandi ricordi dei tifosi della Lazio. Li voglio ringraziare per quello che mi hanno fatto vivere a Roma, è stato unico. Resteranno nel mio cuore e per sempre… Forza Lazio!”

 



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Biglia: si inizia a lavorare per il rinnovo!

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Corrieredellosport.it

Da quando è tornato in campo si è accesa nuovamente la luce. Luca Biglia ha rimesso in moto la Lazio, ha ricominciato a a far girare la squadra e col suo ritorno anche i risultati son diventati più positivi. Il biondo argentino ha già messo a segno tre gol nel suo travagliato inizio stagione ed è anche per questo che Lotito e Tare si son messi subito a lavoro per far rinnovare il contratto al centrocampista, fondamentale per il gioco di Pioli e per la crescita di altri giovani elementi come Milinkovic e Cataldi.

L’incontro tra la Lazio e il suo manager è fissato per la prossima settimana. Enzo Montepaone, procuratore di Biglia, è pronto a partire, prepara la sbarco a Roma. Il contatto è stato telefonico, risale alle ultime ore, ha preceduto le notizie provenienti dall’Argentina. Il contratto è pronto da tempo: si tratta di un accordo da 2,5 milioni l’anno sino al 2020, la cifra è comprensiva di bonus. Come riporta Il Corriere dello Sport, Biglia potrebbe essere allettato dall’offerta economica e non da un maxi prolungamento. Non basterà un solo meeting, è questa la previsione. I rinnovi, in casa Lazio sono sempre stati difficili. Biglia è un caso a parte, gli va riconosciuto ciò che merita. E’ vicecampione del mondo e d’America, è diventato capitano della Lazio e ha cominciato a segnare con continuità, per lui sono state rifiutate offerte da capogiro (l’ultima è stata quella avanzata dal Manchester United). La Lazio spera di ottenere il sì del giocatore, ora che è più sereno e soprattutto dopo che il calciatore aveva rilasciato dichiarazioni d’attaccamentonalla maglia in seguito al match contro l’Hellas: “Io voglio fare bene con questa maglia”. E’ il momento di stringere, è un’occasione da prendere al volo. Lotito e Tare sono ripartiti in pressing, devono blindare il Principito. L’operazione Biglia non può essere posticipata, con il mercato di gennaio alle porte, potrebbero arrivare nuovi assalti per il mediano anche se la Lazio ha sempre respinto al mittente le offerte presentate e lo stesso farà tra due mesi. Per resistere dovrà farsi trovare pronta, dovrà avere in cassaforte il nuovo contratto di Biglia: quello attuale scadrà nel 2018. Biglia aspetta un ritocco economico cospicuo, in stile top player e per questo il contratto offerto dalla Lazio corrisponde a quelli riconosciuti a Klose e Candreva che sono i più pagati dello spogliatoio. Il Principito compirà 30 anni a gennaio, è nel pieno del sua maturità calcistica e sa di essere nel mirino di club facoltosi, sa di essere stato seguito dal Real Madrid, sa che lo United s’era fatto sotto, sa che Lotito l’ha valutato 50 milioni. Sa che a Roma è un idolo per tutti, è l’insostituibile di Pioli. Con Biglia si vince, alla Lazio servono uomini come lui, di base sereni, sorridenti, concentrati e motivati. I leader veri sono fatti così, parlano poco e agiscono.

La Lazio deve farsi trovare pronta, perché la crescita di una squadra e di una società non passa solo attraverso l’acquisizione di giovani bravi e di talento, ma passa soprattutto attraverso le conferme dei propri top player. E Biglia, per la Lazio, è un vero top player.



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Lazionali: Felipe assist man brasiliano, Lulic il bosniaco più decisivo, Onazi vice capitano in patria

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TED

Oltre al momento positivo della Lazio, anche per tre giocatori bancocelesti impegnati con le loro rispettive nazionali. ci sono altri motivi per cui sorridere. Seppur in modo diverso, infatti, sia Felipe Anderson che Senad Lulic, ma anche Eddy Onazi stanno attraversando dei momenti importantissimi con le loro rispettive nazionali. Felipe sforna assist a ripetizione con la Nazionale Olimpica Brasiliana, mentre Lulic è diventato un giocatore super decisivo per la Bosnia e infine Onazi sarà nominato vice-capitano della sua Nigeria.

CatturaPartiamo da Felipe Anderson che con la Selezione Olimpica del Brasile ha stravinto per 6-0 contro la Repubblica Domenicana in una partita amichevole disputata nella nottata italiana a Manaus all’Arena de Amazonia. Il numero dieci biancoceleste, in campo con la maglia numero dieci anche con il Brasile, ha giocato solo il primo tempo come interno sinistro di centrocampo. Felipe è andato a segno, ma ha fornito l’assist che ha portato al gol dell’uno a zero di Gabriel Jesus. Ottima prestazione quella dell’ala biancoceleste, come sottolineato da tutti i siti sudamericani che ne hanno elogiato la prestazione. Il ct Dunga ha, poi, richiamando proprio Pipe in panchina durante l’intervallo, schierando altri giocatori, in vista del match di martedì contro Tahiti. Felipe Anderson ha come sempre commentato il match su Instagram esprimendo grande felicità: “Grande vittoria e grande festa, continuiamo così” .

Continuiamo con Senad Lulic, che si è dimostrato il giocatore più decisivo della Bosnia. Qui i romanisti rosicheranno nuovamente, perché non solo il nome Lulic rievoca brutti ricordi nella mente dei tifosi giallorossi e tutti noi sappiamo perché, ma inoltre l’esterno laziale risulta anche più importante di due giocatori come Pjanic e Dzeko, ora in forza alla Roma. A stabilirlo è stata direttamente la Uefa che, attraverso un dettagliato resoconto di statistiche, ha stilato la classifica dei migliori calciatori delle qualificazioni a Euro 2016. In testa alla speciale graduatoria c’è l’attaccante della Polonia, Robert Lewandovski (10 gol e 4 assist). Secondo posto per il tedesco Thomas Muller (8 gol e due assist), compagno di squadra del mitico Lewa al Bayern Monaco.Inoltre la Polonia piazza anche un altro giocatore: Arkadiusz Milik (6 gol e 5 assist). Quarta piazza per il pupillo di Vladimir Petkovic, l’ex Inter Xherdan Shaqiri (4 gol e 5 assist). All’ultimo posto della Top 5 MVP, infine, c’è proprio il nostro Senad Lulic. L’esterno della Lazio, in otto partite giocate, ha, infatti, messo a segno un gol e sfornato 5 assist. L’ennesima dimostrazione di quanto un come Lulic sia importante nell’economia di una squadra, qualunque essa sia.

Ogenyi+Eddy+Onazi+Nigeria+v+Burkina+Faso+2013+mbw3-hKojAOlChiudiamo poi con Eddy Onazi, che sta vivendo un momento decisivo nella sua carriera. Infatti, le soddisfazioni non arrivano solo con la Lazio, ma anche dalla sua Nazionale. Vincent Enyeama, dopo aver difeso i pali della Nigeria con la fascia di capitano al braccio per ben 13 anni, ha annunciato ufficialmente il suo ritiro. Una decisione molto sofferta quella del portiere nigeriano, che probabilmente è dovuta ai contrasti sorti con il ct Sunday Oliseh. Quindi la Federcalcio Nigeriana ha annunciato attraverso un comunicato ufficiale il nuovo capitano e anche il vice, dichiarando che sono stati gli stessi compagni a scegliere, tramite votazione, a chi affidare la fascia. Ahmed Musa sarà il nuovo capitano della Nazionale Africana, mentre il vice sarà proprio il nostro Onazi. Un riconoscimento che riempe di orgoglio il giovane giocatore  e fa di lui un uomo simbolo della nazionale.



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Lazionali: sorride Cataldi, gli stranieri perdono, Milinkovic batte Berisha nel finale

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Giovedi pieno di partite valevoli per la Coppa del Mondo o per gli Europei russi, e i nostri giocatori nel complesso hanno avuto alti e bassi, ma andiamo con ordine.

BIGLIA-ARGENTINA – Non c’era Higuain per scelta tecnica, non c’era Messi con la paura che non lo vedremo sui campi di gioco per un paio di mesi per l’affaire Fisco, e tutto ciò si è notato. L’Albiceleste del Tata Martino cade sotto i colpi del modesto Ecuador: in una partita abbastanza confusa sia nel gioco che nelle emozioni, la selezione di Quinteros in 2 minuti chiude la pratica. Al minuto 80 va avanti con Frickson Eranzo e dopo un minuto ci pensa la punta dell’Espanyol Felipe Caicedo. 90 minuti per Lucas Biglia che ai microfoni latinoamericani giudica così la prestazione di gruppo: “Abbiamo perso perché non abbiamo giocato, non abbiamo fatto nulla di buono. Non abbiamo mostrato pazienza e l’assenza di Messi è pesata”

MILINKOVIC STENDE UN BRUTTO BERISHA – A partita praticamente finita, la Serbia fa fuori l’Albania di De Biasi. L’ex laziale Kolarov la sblocca al 91′ e l’interista Ljajic al 94′ la chiude con un pallonetto. C’è Berisha in porta ma lascia a desiderare sul primo gol, e pensare che il Portogallo (non appagato) ha battuto la Danimarca 1-0, adesso avremmo parlato della prima storica volta delle Aquile dei Balcani agli Europei. Invece niente e c’è bisogno di vincere contro l’Armenia per fare festa subito, evitando così lo spettro playoff. Da ricordare che la Danimarca ha già giocato tutte le partite del girone. Per la cronaca Milinkovic-Savic, pur non essendo entrato in campo, ha assaporato la prima convocazione in nazionale maggiore.

CATALDI E L’UNDER 21 SORRIDONO – Due vittorie in due partite per la giovane banda di Gigi Di Biagio, stavolta la vittoria è anche bella forte, un 3-0 che chiarisce le volontà della truppa azzurrina. 70 minuti di difficoltà risolti da un cambio decisivo, l’uscita di uno spento (e forse stanco) Bernardeschi e l’entrata del giovane giramondo Monachello; con l’atalantino in campo, arrivano i gol, due proprio dell’ex Lanciano e festa completata da capitan Benassi. Partita completa per Danilo Cataldi, il ragazzo di Ottavia che dimostra di avere sempre più carattere e personalità in campo, invitato molte volte alla propensione offensiva è sfortunato al tiro in alcune occasioni.

ONAZI PERDE IN AMICHEVOLE – Brutta serata, ma indolore, per la Nigeria del nuovo ct ed ex giocatore di Reggiana e Juventus Sunday Oliseh. Infatti le SuperAquile cedono 2-0 al Congo in un amichevole giocata in Belgio; Mbokani al 7′ e Jordan Nkololo al 31′ sanciscono la vittoria in questa sorta di derby centrafricano. Eddy Onazi gioca 83 minuti nel ruolo insolito di mezzala sinistra, poi cede il campo a Onyinye Ndidi del Genk. Per il centrocampista della Lazio giocare le amichevoli, al momento, sono le uniche occasioni per vestire la maglia verde, essendo squalificato per due turni a causa dell’espulsione rimediata il 13 giugno contro il Ciad. La prima data disponibile per lui sarà il 25 marzo contro l’Egitto.



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L’agente di Carillo dichiara “Nel 2011 non arrivò alla Lazio per il mancato pagamento di commissioni al procuratore”

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Nel 2011 il primo acquisto annunciato dai giornali fu Andrè Carillo, ala peruviana in forza all’Alianza Lima, ma alla fine misteriosamente l’acquisto saltò e Carillo firmò per lo Sporting Lisbona.

Oggi a distanza di 4 anni l’attuale procuratore di Carillo dichiara il perchè del mancato arrivo nella capitale.

Laziosiamonoi ha parlato con l’agente FIFA Colasanto e di quell’intoppo, ma anche di altri giocatori della Lazio e dell’attuale momento della squadra biancoceleste.

Ci racconta come saltò quella trattativa?
“Quando vidi Carillo giocare nell’Alianza Lima chiamai il suo procuratore e iniziai a proporlo a qualche squadra. Andai da Tare, nel suo ufficio. Vedemmo il video, c’era anche Reja che diede l’ok. Il passo successivo era quello di parlare con il presidente Lotito: fu un po’ dura trovare un accordo economico. Di sicuro il giocatore costava molto poco, la richiesta era di 1milione e 800 mila dollari. Riuscimmo, con la richiesta della società, ad abbassarlo ad 1,3. Alla fine però, quando c’era l’accordo addirittura ad un prezzo ancora più basso, circa 800 mila euro, non se ne fece più nulla. Ero con il procuratore e Lotito: ci venne offerta nemmeno la metà della commissione pattuita. Si parlava di circa 200 mila euro. Era tutto fatto, i contratti pronti, mentre c’erano tante squadre interessate, soprattutto olandesi. Ci siamo alzati e arrivederci e grazie. Poco dopo anche l’Atalanta ci provò con la stessa cifra ma con le commissioni giuste. E invece la spuntò lo Sporting Lisbona offrendo al ragazzo sul contratto 600mila euro in più per quattro anni.”

Lei è molto attento alle carriere dei calciatori argentini. Come va Gentiletti alla Lazio?
“I giocatori argentini sono tutti molto affidabili, non tradiscono mai. Lui ha bisogno di continuità. Non so se sia un problema fisico o perché gli manca la fiducia. Spesso i sudamericani sono così: basta vedere il calo incredibile di Ricky Alvarez ex Inter, o di Paredes di proprietà della Roma. Quest’ultimo in Argentina era l’erede designato di Riquelme.”

Il calciomercato viaggia su cifre incredibili. Quanto può valere Felipe Anderson?
“Vale poco e niente. A me fa impazzire, lo scorso anno ha fatto cose stupende. Mi ricorda Savicevic, giocatore con mezzi fantastici ma assolutamente discontinuo. Io seguivo molto il Santos. A fine partita tutti andavano da Neymar, soprattutto perché dal punto di vista mediatico era un personaggio molto attrattivo. Ma il fenomeno era Felipe. È un brasiliano, molte volte la testa si collega altre no. Sicuramente è un peccato perché è un giocatore da iper top club e da grandissima plusvalenza. Ma per ora fa una partita sì e sei no…”

Che idea ha della linea verde di questa squadra?
“La Lazio tra Allievi e Primavera ha un bel settore giovanile. La politica dei giovani è ottima pensando soprattutto a come governa la società Lotito. Ha i suoi modi, è bravo, la società è sana e fin qui ha ragione lui. Mi piace molto Keita: a volte sembra un giocatore da calcetto, ma ha mezzi tecnici che non si discutono. Kishna per me è uno dei giocatori in prospettiva più forti al mondo. Giovanissimo che proviene da un settore giovanile, quello dell’Ajax, molto importante. Se non viene stritolato dalla pressione mediatica di Roma diventerà fortissimo.”

Tutti parlano di un campionato mediocre. La pensa così anche lei?
“Il campionato italiano, dal punto di vista del tasso tecnico, non è granché. Forse perché non ci sono più tanti soldi e i grandi calciatori non vengono qui. Così come non arrivano gli investitori che preferiscono stare alla larga dall’Italia. Quindi ecco che bisogna mettere dentro i giovani. Il Milan non va, è distrutto dopo la batosta contro il Napoli. L’Inter deve trovare la quadratura del cerchio. La squadra di Sarri è una bella squadra, corta, con Insigne che sembra Messi. Higuain con la fiducia è incredibile, è dai tempi di Batistuta che l’argentina non ha un attaccante così forte. I partenopei possono andare lontano. La Roma no, la Juventus è indietro, risalirà, ma ha anche la Champions. Ho visto che con l’inserimento di Khedira la squadra è cambiata. La Fiorentina è prima, gioca bene, ma forse potrà arrivare tra le prime tre. La Lazio non ha un organico per dire faccio tutta la stagione al massimo, ma anche lo scorso anno era così. Con i giocatori e la tifoseria dira’ la sua.”



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Pioli al Corriere: “Sogno di vincere un trofeo con la Lazio. Vorrei rigiocare Bayern-Lazio”

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Prima ho incontrato il ds Tare, ci fu un colloquio nel suo ufficio. Poi la sera stessa incontrai Lotito e sentii subito stima, rispetto e fiducia”. Queste sono le parole iniziali dell’intervista rilasciata da Stefano Pioli al Corriere dello Sport, sulla grande occasione che gli fu data due anni or sono: “Sapevo di arrivare in un club importante, prestigioso. E’ una tappa fondamentale per la mia crescita”. Pioli ha poi anche aggiunto: “Sono felice di essere l’allenatore della Lazio, mi trovo molto bene qui. Sono orgoglioso di allenare questa squadra, di questi colori e di questi tifosi. Il sogno e l’obiettivo è quello di vincere qualcosa, ora ho una squadra competitiva con la quale credo di poter puntare a vincere qualcosa. In passato non ci siamo riusciti ed è stato un vero peccato. Ma io voglio pensare in grande, sono alla Lazio per cercare di ottenere dei successi e dare soddisfazioni ai tifosi. So che non sarà facile perché gli avversari sono temibili, ma so anche di avere una squadra all’altezza della situazione”.

In poco tempo, il mister ha portato la Lazio dove gli spetta, ai piani alti del calcio italiano. Ma quest’anno dove può arrivare la sua squadra? “Noi non siamo mai entrati nei pronostici, neanche l’anno scorso all’ultima giornata. Le squadre forti ci sono ma noi possiamo competere con loro. Credo nella mia squadra, dobbiamo giocare ogni partita con la convinzione assoluta di poterla vincere”.

Nonostante l’inizio del campionato non sia stato per niente facile. Colpa forse delle tante problematiche nate fuori dal campo? “Sono segnali presenti in tutte le squadre, è sbagliato pensare che l’anno scorso non ci sono stati. Io cerco sempre di essere chiaro e coerente tra quello che dico e faccio. Non voglio calciatori contenti di non giocare: devono essere arrabbiati, incazzati e lo devono dimostrare sul campo”.

Poi qualche parola anche sull’ultima sessione di calciomercato che tra i tifosi ha lasciato più di qualche malumore: “Abbiamo scelto insieme alla società. Era fondamentale dare continuità a questi giocatori e la società è stata molto brava, rifiutando offerte importanti per alcuni di loro. Inoltre, abbiamo preso giocatori nuovi e giovani che avevano mostrato già le proprie qualità”.

Poi, una battuta anche sulla partita contro il Bayer e sulle finali perse con la Juve: “Se potessi rigiocare una gara giocherei il preliminare, magari con la squadra al completo. La Coppa Italia? Mi da’ fastidio, credo che per come abbiamo giocato si potesse vincere, è il rimpianto principale”. Dal campo fino ai complimenti, quelli che il figlio di Maestrelli gli ha riservato: “Il paragone con suo padre? E’ una cosa che mi fa piacere, non posso che essere orgoglioso”.

Non poteva mancare una battuta sul derby capitolino, che si giocherà subito dopo la gara contro il Rosenborg: “Prima del derby e del Rosenborg ci sono altre cinque partite. Volevamo arrivare in Europa e non ci lamentiamo di giocare in modo così ravvicinato. Sicuramente prepareremo il derby al meglio”.

Derby che, Pioli, avrebbe potuto vivere con la Roma, quando, prima della firma con il Palermo, fu vicino ai giallorossi: “Ho incontrato Sabatini un paio di volte, al secondo incontro mi disse che la cosa non sarebbe andata in porto ma è stata una persona corretta”.

E ai tifosi cosa vuole dire? “Sono un fattore importante e l’hanno dimostrato, insieme siamo più forti. Spero che i nostri risultati e le nostre prestazioni possano riportare allo stadio entusiasmo e felicità”.

Per concludere, un commento su tre giovani: Keita, Morrison e Felipe Anderson: “Keita è un giocatore di qualità, è cresciuto tanto e deve continuare a lavorare, può fare la differenza in qualsiasi partita. Tutti possono prevedere dove può arrivare Felipe: è un ragazzo volenteroso e un calciatore intelligente. Anche Morrison troverà lo spazio che merita, ha qualità tecniche importanti”.



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Lazionali, Hoedt: “Sogno il mondiale in Russia. Higuain grande attaccante, ho avuto tante critiche”

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In Olanda viene considerato una promessa, nell’Under21 sembra essere più cosciente dei propri mezzi, Wesley Hoedt in tre mesi è cresciuto molto al di là delle tante critiche. Ai microfoni di metronieuws.nl ha parlato a tutto tondo.

“Sto giocando in un campionato europeo dove il calcio è molto diverso e serve tanta esperienza. Il Mondiale in Russia è un mio obiettivo, mi prenderò le mie responsabilità se non dovessi far parte della spedizione. La partita col Napoli? Ho imparato più in una partita, che nelle restanti sei. Higuain è un grande attaccante, con tantissima esperienza e con lui sul terreno di gioco può accadere di tutto. Ho ricevuto un sacco di critiche dopo quel match, devi imparare in fretta a marcare certi giocatori. Mi sono ripreso abbastanza bene dopo la gara con il Napoli. E’ stata un’esperienza formativa per me”

Lazio-Frosinone gli ha fatto capire cosa vuol dire affrontare una “piccola”: “Abbiamo giocato contro una neopromossa, ma non è paragonabile a una squadra olandese dello stesso livello. Se con l’AZ stai vincendo 2-0 contro una squadra di bassa classifica, il grosso del lavoro l’hai fatto. Ma i giocatori del Frosinone hanno messo una grinta e una convinzione incredibile in campo. E’ stata davvero dura. Fino ad ora ogni partita in Serie A mi è sembrata una guerra”

Chiude sul rapporto con gli altri olandesi della Lazio, de Vrij, Kishna e Braafheid: “Non è vero che siamo sempre insieme, ma è bello avere qualcuno in squadra che parli olandese. A volte andiamo a mangiare insieme. La vita a Roma è fantastica, è una città meravigliosa. Però, a causa dei tanti impegni che abbiamo, molto spesso devo rimanere a casa. Ma fortunatamente vado d’accordo con i miei compagni”



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Pedro Troglio: “Felice per l’amico Pioli. Spero di allenare in Italia”

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Due anni con la Lazio ma pur essendo stato un periodo breve entrò nel cuore dei tifosi, tanto che è tutt’ora oggetto di un coro della Nord insieme ad Amarildo e Ruben Sosa; stiamo parlando di Pedro Antonio Troglio, centrocampista vicecampione del mondo con Maradona a Italia ’90, pluridecorato nel 1986 con il River Plate e un passato al Verona che determinò l’approdo a Roma l’anno successivo.

Intercettato da lalaziosiamonoi.it ha parlato della sua carriera da allenatore e ha dato un giudizio sull’operato del suo amico ed ex compagno di squadra in veneto, Stefano Pioli.

Ora sei allenatore del Gimnasia La Plata, come procede?

Sono dieci anni che alleno e quattro che sono qui al Gimnasia La Plata. Ora siamo in Serie A, stiamo facendo dei buoni campionati, un anno fa abbiamo lottato per lo scudetto con il River Plate. Sono molto contento qui.

Hai mai pensato di allenare in Italia o In Europa?

Quando ero giocatore in Argentina, volevo giocare in Europa. Oggi vorrei tornare, ma non è semplice. Bisogna avere una squadra che punti su di te, che abbia seguito il tuo lavoro. Mi piacerebbe tanto, ma non è semplice. Se arriverà quel giorno ne sarei felicissimo.

Hai avuto modo di seguire la Lazio?

Io la seguo spesso qui. Pioli ha giocato con me nel Verona nella stagione ’88-89 e mi fa piacere che sta andando bene.

Che idea ti sei fatto del tecnico?

Fa il calcio che piace a me, quello aggressivo con una squadra che va a mille. Seguo molto il calcio italiano, ci sono tanti allenatori che giocavano con me, come Stefano.



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Ipotesi acquisto Matri e passaporto comunitario a Keita

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Sono queste le notizie odierne in casa Lazio che trapelano dalla redazione del quotidiano “Il Corriere dello Sport”.

Dopo la doppietta all’ Udinese Matri è rimasto vittima di un infortunio che lo ha costretto a stare fuori dal campo fino alla fine di questa pausa nazionali, ma la fiducia che ripongono in lui tecnico e società fa scattare l’ ipotesi del riscatto alla fine del prestito, che terminerà a giugno. Per il giocatore, in scadenza con il Milan alla fine del prossimo campionato, sembra profilarsi l’idea di rimanere a Roma anche per le prossime stagioni, ma tutto dipenderà dal suo andamento stagionale. Dopo l’infortunio di Djordjevic, che rimarrà fermo almeno un mese, lo spazio per l’attaccante di Sant’Angelo Lodigiano aumenterà considerevolmente dato anche il tour de force che la Lazio sarà costretta ad affrontare nel prossimo mese e a Gennaio verrà fatta una nuova valutazione societaria per procedere o meno con l’acquisto, visti sia i buoni rapporti tra Lotito e Galliani che la scadenza imminente del suo contratto; situazioni che possono far scendere il valore del giocatore e aprire altre porte per la prossima sessione estiva di calciomercato.

Per quanto riguarda il fronte Keita, il suo agente è partito nella penisola iberica per risolvere gli ultimi dettagli relativi all’ acquisizione del passaporto spagnolo da parte del suo assistito. L’ arrivo del tanto atteso passaporto significherebbe liberare uno spazio per un extracomunitario in rosa, dato che Keita al momento possiede solo quello senegalese, paese di cui è originario.



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Verso il mercato invernale, altri due obiettivi “low cost”?

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Come sapete bene, il calciomercato non termina mai alla scadenza ufficiale, dopo il 1 settembre e dopo il 1 febbraio i movimenti di mercato continuano e portano sempre a scenari interessanti.

In casa Lazio non mancano le trattative, ecco che oggi vi parliamo di due operazioni che potrebbero concretizzarsi a gennaio. La prima riguarda Andrè Carrillo, ala peruviana dello Sporting Lisbona, seguito anche da Siviglia, Leicester, Inter e Napoli; il giocatori non ha accettato il rinnovo del contratto, in scadenza a giugno, come conferma il suo agente, Elio Casareto: “Lo Sporting ha deciso di non accettare le condizioni del ragazzo e per questo non prenderemo alcuna decisione fino a gennaio. Tutti sanno che Andrè è un professionista, apprezzato da colleghi e tifosi. E’ un ragazzo meraviglioso e questa situazione con il club non condizionerà il suo futuro”. Fonte goal.com ci dice che Lotito e Tare vorrebbero regalare a Pioli il classe ’91 a parametro zero, anche se la fascia sarebbe già coperta da Candreva e Felipe Anderson. Sondaggi che ci possono portare a pensare uscite clamorose o semplice rafforzamento?

La seconda operazione ci porta in Brasile e riguarda il difensore Felipe. Infatti, secondo il portale esportes.terra.com, sembra ci sia un ritorno di fiamma di lunghissima data per il giocatore brasiliano del Corinthians, la quale causa problemi economici sta cercando di far cassa con alcuni suoi pupilli; quest’estate fu vicinissimo a vestire la maglia dell’Udinese, e il suo agente è già volato in Europa per offrire il proprio assisto a diverse squadre tra cui anche squadra romana. In Brasile danno per certa la trattativa, infatti, un’offerta proveniente da Roma potrebbe arrivare sulla scrivania carioca già entro la fine di questa settimana.

Vi aggiorneremo, come sempre, su queste ed altre nuove operazioni di mercato.



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Sir A. Ferguson dice la sua su Morrison: “Sarebbe potuto essere un calciatore fantastico”

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Ciò che emerge dall’ intervista rilasciata al Sun da parte di Ravel Morrison è la voglia di riscatto del giovane talento inglese, che ancora non sembra ben inserito nella rosa biancoceleste. Il minutaggio accumulato finora con la Lazio è scarso e di conseguenza le sue caratteristiche non sono ancora esplose sul campo. Di lui ha parlato anche l’ex allenatore del Manchester United, Sir Alex Ferguson, all’interno della sua biografia. Riferendosi al suo ex giocatore dice: “Quando era allo United possedeva un grandissimo talento ma continuava a mettersi nei guai. E’ stato davvero doloroso venderlo al West Ham nel 2012 perché sarebbe potuto essere un giocatore fantastico. Ma per troppi anni, i suoi problemi fuori dal campo crescevano e quindi abbiamo dovuto tagliare la corda”. Parole amare che fanno, fino a questo momento, di Ravel Morrison, secondo Ferguson “uno dei tanti calciatori che possiedono un enorme talento ma che emotivamente e mentalmente non sono abbastanza forti da superare le ferite della loro infanzia e i loro demoni interiori”.

Il giocatore nell’intervista ricalca il discorso del suo ex tecnico, affermando:”Il Manchester United e Alex Ferguson mi hanno concesso troppe occasioni. Io non credo che avrebbero dato a qualsiasi altro giocatore le stesse chance che ho ricevuto io. Posso solo incolpare me stesso e non cercare scuse. Ho commesso troppi errori in Inghilterra, ma per cose stupide e futili. Per aver giocato troppo al computer e per essere uscito troppo con i miei amici, quando avrei dovuto dedicarmi più agli aspetti professionali e alla mia carriera”.

Che queste ammissioni di colpa siano non solo segno della consapevolezza delle proprie qualità e dei propri limiti, ma anche un motivo di rivalsa di un giocatore aspettato fin troppo dalla squadra capitolina e che ora deve dimostrare di essere cresciuto, esprimendo sul campo tutte le sue potenzialità.



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Canigiani: “Abbonamento, da non farsi sfuggire! Renault brand importante”

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abbonamenti venduti lazio

Dal primo pomeriggio è tornata la campagna abbonamenti, dopo aver risolto alcuni problemi col Centro Elaborazioni del Ministero degli Interni.

Marco Canigiani, ai microfoni di Lazio Style Radio, la considera un’occasione da non perdere per diversi motivi: “Visto il buon momento della squadra sarebbe giusto avere la giusta cornice di pubblico. I prezzi ridotti? Considerando che sono rimaste da giocare tutte le partite principale è un’opportunità davvero favorevole, da non farsi sfuggire. Speriamo nella prossima partita in casa di avere un numero maggiore di abbonati”

Pochi giorni fa, la società romana ha stretto una partnership con la Renault, forse risolvendo questo annoso problema del logo sulla maglia, lo stesso Canigiani ha applaudito e sponsorizzato questo accordo.

“Siamo felici, – dice il responsabile comunicazione – è un brand importante, un marchio internazionale. Ci fa piacere quando aziende di questo calibro scelgono di investire sulla Lazio, è un segno del buon lavoro che stiamo facendo”



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Cataldi: “Vittoria importante. Sento la pressione, ma darò sempre tutto me stesso”

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Dopo la meritata vittoria per 2-0 contro il Frosinone, Danilo Cataldi prende la parola ai microfoni di Lazio Style Radio.

“Siamo vicini al primo posto, non è male dopo sei giornate, quindi si può tirare più di un sospiro di sollievo. Il gol? Continuerò a tirare, prima o poi arriverà il gol. Il giorno che butto giù la porta esulto come un pazzo. Fisicamente sto bene, sono molto contento della mia condizione. Questa non era una partita facile, adesso ci sarà la sosta, era molto importante vincere. Il Frosinone era complicato da battere, è una squadra in forma. Siamo e sono molto contento. L’esultanza? E’ una cosa che è arrivata da sola, queste partita si fa presto a prenderle sotto gamba. Non abbiamo sfruttato al meglio qualche occasione, ma abbiamo avuto il merito di rimanere concentrati fino alla fine”.

Al termine della partita il centrocampista biancoceleste  si è intrattenuto anche in zona mista: “Ѐ stata una vittoria fondamentale perché oggi la cosa più importante era il risultato e lo abbiamo ottenuto. Abbiamo collezionato la terza vittoria consecutiva in campionato. Siamo molto contenti”. Una partita ed una vittoria, però, decisamente sofferti: “Il Frosinone non è una squadra facile, come si poteva pensare. Ti fa giocare male, sta sempre sul pezzo e cerca di non fare gol. Alla fine siamo riusciti a trovarlo però non è stato facile. Era un Frosinone molto motivato e pronto a fare questa partita all’Olimpico e lo ha dimostrato. La Lazio sta bene, lo ha dimostrato a Verona e con il Saint-Etienne: ha ritrovato la giusta mentalità” Poi Danilo sk lascia andare anche ad un commento  sul suo inizio di stagione che non è stato dei più brillanti: “Non ho cominciato benissimo ma sono contento perché la squadra sta bene. Il motivo? Un insieme di circostanze, lo scorso anno ero più spensierato, adesso ho una maggiore pressione perché ci si aspetta di più, ma cercherò di sfruttarla in modo positivo. Darò sempre tutto me stesso ogni volta che scenderò in campo.”cataldi



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Lazio 2 Frosinone 0: le aquile volano al terzo posto

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La Lazio in casa sa solo vincere. Anche il Frosinone si arrende all’ Olimpico e in virtù degli altri risultati, ora la banda di Pioli si ritrova dopo 7 giornate al terzo posto a 1 punto dall’ Inter e 3 dalla Fiorentina e a più uno dai giallorossi. L’ enfant prodige Keita si alza dalla panchina ed entra risolvendo una partita ormai indirizzata sullo 0-0. Djordjevic chiude i conti e glissa il risultato sul 2-0. L’ uniche note dolenti sono gli infortuni ma si spera siano recuperabili.

PRIMO TEMPO:
Pioli sceglie la strada del turn-over e propone il 4-3-3. In porta Marchetti. In difesa, vista la squalifica di Mauricio e l’infortunio di De 555Vrij, i centrali sono Hoedt e Gentiletti. Sulle fasce confermato a destra Basta ma a sinistra gioca Lulic al posto di Radu. A centrocampo spazio a Cataldi per far rifiatare Milinkovic. Per il resto nulla di nuovo se non Khisna preferito a Keita. Stellone invece conferma il 4-4-2. Bertoncini sostituisce l’infortunato Diakitè. I quattro di centrocampo sono Chibsah e Gucher in mediana con Paganini e Soddimo sulle fasce.
Al 10’ Leali viene già chiamato in causa da Anderson ma il portiere devia. Sul calcio d’ angolo scaturito dalla deviazione Gentiletti sfiora il goal.
Al 12’ punizione per il Frosinone, tiro di Pavlovic ma Marchetti risponde in angolo. Il Frosinone si chiude bene nonostante il gran ritmo laziale. Al 35’ Kishna fa tutto da solo e tira a botta sicura ma esce di pochissimo fuori. Al 37’ Marchetti non ce la fa ed entra Berisha. Poco prima dell’intervallo colpo di testa di Parolo ma palla fuori.

SECONDO TEMPO:

Il Frosinone cambia marcia e tenta il colpaccio. Bella azione di Dionisi ma Berisha salva in angolo. Passata la paura ecco il secondo cambio. Pioli decide che deve entrare Keita e sostituisce Kishna. Basta ha problemi alla spalla e deve uscire, al suo posto Konko.++5
Il Frosinone ci crede e al 20’ sugli sviluppi di un corner clamorosa traversa colpita da Blanchard. Ma la Lazio riparte subito e solo un attento Rosi evita il goal laziale salvando a porta vuota il tiro ravvicinato di Parolo. Problemi anche per Lulic ma sono esaurite le tre sostituzioni e Pioli scala Parolo terzino e Lulic in mediana. Al 35’ Keita decide di rompere gli indugi e segna allo stesso modo del preliminare, tiro e pallone che accarezza il palo prima di entrare. Il Frosinone non ci sta e Stellone invita i suoi all’attacco ma sugli sviluppi di una punizione a partita ormai finita, Leali la butta in area laziale ma la Lazio riparte in un contropiede 3 contro 1 dove Anderson davanti al portiere tenta un pallonetto che il numero 1 del Frosinone respinge però sui piedi di Djordjevic che sigla il 2-0 finale. La Lazio quindi sale a 15 punti e si ritrova nei piani alti della classifica a un solo punto dall’Inter.

IL TABELLINO DELLA PARTITA:

LAZIO (4-3-3) Marchetti (dal 37’ p.t. Berisha); Basta (dal 17’ s.t. Konko), Hoedt, Gentiletti, Lulic; Cataldi, Biglia, Parolo; F.Anderson, Djordjevic, Kishna (dal 16’ s.t. Keita). (Braafheid, Patric, Radu, Onazi, Milinkovic, Candreva, Morrison, Mauri, Matri). All. Pioli.
FROSINONE (4-4-2) Leali; Rosi, Bertoncini, Blanchard, Pavlovic (dal 41’ s.t. Castillo); Paganini (dal 29’ s.t. Tonev), Chibsah, Gucher, Soddimo (dal 40’ s.t. Verde); D.Ciofani, Dionisi. (Zappino, Gomis, Russo, Crivello, M.Ciofani, Frara, Gori, Sammarco, Carlini). All. Stellone.
ARBITRO : Di Bello di Brindisi.
AMMONITI: Dionisi (F), Biglia (L), Gentiletti (L) e F.Anderson (L), Keita (L)

Ecco il video dei goal:

https://www.youtube.com/watch?v=NOIEdPBI6a4



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Onazi: “Con la Lazio voglio arrivare in alto. La squadra conta di più della mia felicità”

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during the UEFA Europa League match between SS Lazio and AS Saint-Etienne at Olimpico Stadium on October 1, 2015 in Rome, Italy.

Eddy Onazi ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di AfricanFootball.com. Il centrocampista nigeriano è tornato a parlare della partita contro il Saint-Etienne: “Sono molto felice perché è stato il mio primo gol in stagione. Inoltre, è stato speciale visto che è capitato in un giorno importante per la Nigeria e tutti i suoi abitanti. Spero di poter segnare ancora, ma la cosa più importante per me è che la squadra faccia bene, poi se arriva un mio gol è solamente una ciliegina sulla torta. Dopo il molto entusiasmo, però, Onazi predica anche calma: “Non possiamo permetterci di perdere concentrazione, dobbiamo prendere una partita alla volta. In Europa League abbiamo una buona reputazione e vogliamo mantenerla. Inoltre, in campionato vogliamo essere meno altalenanti in modo che possiamo arrivare più in alto possibile in classifica”. 

Poi, infine, un commento anche sulle gare contro il Congo e il Camerun che affronterà con la maglia della Nigeria: “Sono due amichevoli e ci aiuteranno sicuramente per consolidare di più la squadra. I giorni che ci concede la FIFA per le amichevoli dobbiamo sempre sfruttarli al massimo e questa è un’occasione per farlo”.



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Kishna dichiara: “Per la Lazio ho rifiutato club come Juve, Roma e Arsenal”

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Ricardo Kishna è la Lazio, un amore sbocciato fin da subito quello tra l’esterno d’attacco olandese e la sua nuova squadra, a rivelarlo è stato lo stesso olandese ai microfoni di ELF. Kishna, infatti, ha voluto raccontare le sue sensazioni sul campionato italiano e sul primo incontro avuto con la dirigenza capitolina: “Con i biancocelesti ho avuto un ottimo rapporto fin subito. Seguivo il campionato italiano e la Lazio era una delle squadre più divertenti da guardare, soprattutto per gli standard della Serie A. Avevano un gioco vivace e divertente, e segnavano molto.” L’attaccante ha poi aggiunto: “Quando ero a Bruxelles ho conosciuto l’allenatore e il direttore tecnico della Lazio per la prima volta e mi hanno colpito sin da subito. Ho pensato che fosse un’opportunità molto importante per me, perché ero alla ricerca di un club in cui anche le persone avrebbero potuto soddisfare le mie esigenze. Loro mi volevano perché posso giocare in qualsiasi posizione in attacco. Per la Lazio ho rifiutato squadre come Juventus, Roma e Arsenal. Dopo quella conversazione, misi da parte le offerte di questi club”. Kishna sembra, quindi, aver già fatto la sua scelta: vuole crescere con l’aquila sul petto.



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Lazio-Frosinone: precedenti e probabili formazioni

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Domenica 4 ottobre 2015 alle ore 18.00, allo stadio Olimpico, la nostra Lazio affronterà il Frosinone in uno dei due derby laziali di questa stagione.

In casa biancoceleste si cerca una continuità di risultati dopo le tre vittorie consecutive arrivate con Genoa, Verona e Saint-Etienne, per ritrovare lo spiritio combattivo della scorsa stagione e magari puntare a traguardi importanti.
Torna a disposizione Candreva, con Pioli pronto a schierare dal primo minuto Djordjevic, Lulic e Parolo, che hanno riposato giovedì sera. In difesa Gentiletti farà coppia con Hoedt, in porta torna Marchetti.

Il Frosinone, invece, dopo aver trovato dapprima il primo punticino della stagione contro la Juve e aver vinto la sua prima partita in Serie A contro l’Empoli, cercherà di stupire anche all’Olimpico, cercando una vittoria storica. Torna Gucher in cabina di regia. Mentre per il ruolo di esterno di destra ci sarà un ballottaggio tra Paganini, Verde e Tonev. In attacco sono sicuri del posto Ciofani e Dionisi.

PRECEDENTI:

Le due squadre del Lazio non si sono mai affrontate, come è ovvio, in Serie A, ma neanche in altre competizioni c’è alcun precedente tra Lazio e Frosinone. L’unico incontro tra le due risale al 1968 e si tratta di un amichevole. Il campionato era già iniziato da un turno. La Lazio era tornata in serie A e prima di affrontare la seconda giornata con Spal, il compianto presidente Umberto Lenzini organizzò un’amichevole al Flaminio contro il Frosinone. Finì 5-0 per la Lazio. In goal vanno Dolso in apertura, poi Governato, Massari, Fortunato e Ghio su rigore. In panchina c’era Bob Lovati, almeno fino al 30 marzo del 1969, quando l’argentino Juan Carlos Lorenzo entrerà in possesso della nazionalità italiana e diventerà ufficialmente l’allenatore dei biancocelesti per quella stagione.

PROBABILI FORMAZIONI:

LAZIO (4-2-3-1): Marchetti; Basta, Hoedt, Gentiletti, Lulic; Biglia, Parolo; Candreva, Milinkovic, Felipe Anderson; Djordjevic. A disposizione: Berisha, Guerrieri, Patric, Braafheid, Radu, Onazi, Cataldi, R. Morrison, S. Mauri, Kishna, Keita B., Matri All. Pioli

Squalificati: Mauricio

Indisponibili: Konko, De Vrij, Klose

FROSINONE (4-4-2): Leali; Rosi, Diakitè, Blanchard, Pavlovic; Paganini, Gori, Gucher, Soddimo; Dionisi, D.Ciofani. A disposizione: Zappino, L. Gomis, A. Russo, M. Ciofani, Crivello, Frara, Tonev, Chibsah, Sammarco, Verde, Longo, Nico Castillo All. Stellone

Squalificati: ­Nessuno

Indisponibili: ­Nessuno

Arbitro: Marco Di Bello (sez. Brindisi).

Assistenti: Costanzo e Di Vuolo. Quarto uomo: Fiorito.

Addizionali: Tagliavento e Abbattista.



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Prepartita, Pioli: “Battere il Frosinone”, Stellone: “Firmo per un pari”

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Pensieri diversi attraversano Pioli e Stellone in vista dell’impegno tra Lazio e Frosinone. Entrambe le squadre vogliono confermarsi, ma la squadra romana deve avere continuità, i ciociari puntano sull’entusiasmo e provare a fare risultato anche nelle partite a loro meno congeniali.

Pioli è sicuro: “Non abbiamo fatto ancora nulla. C’è il Frosinone, dobbiamo avere l’approccio giusto, giochiamo in casa e quindi vogliamo fare la partita. La squadra ora è più compatta e solida, ha lo spirito di chi sa che deve dare il massimo in campo. Quest’anno non abbiamo interpretato bene un paio di gare, ma abbiamo imparato qualcosa da quelle partite. Abbiamo tanti giovani, dobbiamo cercare equilibrio. Candreva? Se risponderà bene, allora sarà del match”. Ballottaggio tra Matri e Djordjevic e possibile terza partita di Biglia in una settimana: “Possono stare bene entrambi. A ieri le condizioni della squadra erano buone, dobbiamo fare uno sforzo e muovere la nostra classifica in avanti. Lucas ieri stava bene, è stato l’unico ad allenarsi con quelli che non avevano giocato contro il Saint-Etienne. La maggior parte delle volte, però, la fatica arriva dopo 48 ore dopo la partita. Lui è un diesel, sarà della partita”.
Su Cataldi, Pioli si sente un catechizzatore nei suoi confronti: “Danilo sta facendo bene, deve crescere, fare delle scelte ancora più precise. Ma sono soddisfatto di lui, anche se per ora ho preso altre decisioni”. A chi gli imputa difficoltà difensive risponde così: “Se continuiamo a confrontare ogni partita con il campionato dello scorso anno, allora non siamo sulla strada giusta. Abbiamo cambiato giocatori, altri sono stati infortunati. Abbiamo gettato le basi la stagione scorsa, dobbiamo crescere. Smettiamo di guardarci alle spalle. Abbiamo fatto l’anno scorso qualcosa di eccezionale, a cui credevamo solo io, i giocatori e la società. Ora è un altra storia, sappiamo che dobbiamo crescere, il lavoro verrà fuori”. Prosegue su Milinkovic: “E’ un centrocampista offensivo, sa attaccare bene l’area. Rispetto agli altri giocatori offensivi ha grande fisicità, deve crescere, ma sta facendo bene. Può fare l’interno, da trequartista però ci dà maggiore presenza nell’area avversaria”

Quattro punti nelle ultime due partite, ma Stellone non vuole abbassare la guardia e giocarsela: “Nella gara con la Juventus anche noi abbiamo giocato in fase offensiva e non ci siamo solamente chiusi, e quindi anche domani dovremo essere bravi a capire quando bisognerà aspettare o attaccare o anche di stare in undici dietro la linea della palla per sfruttare al meglio le ripartenze. Inizieremo con un 4-2-3-1 che può diventare anche 4-4-2. Firmare per un pareggio? L’anno scorso avrei detto di no, però quest’anno… Serve essere un po’ più cinici e obiettivi e quindi direi di si. Noi domani dobbiamo essere bravi oltre che a difenderci anche nel risistemarci bene e più velocemente possibile quando attacchiamo. La Lazio è una squadra molto forte, hanno risolto i loro problemi. Squadra che in casa gioca bene e molto offensiva. Squadra che accorcia bene e che ha grandi individualità. Però qualche cosa la concedono e più andrà avanti la gara e più potremo far bene se non passiamo subito in svantaggio”.



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Primavera: Calì dà tre punti alla Lazio, Crotone ko

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Al Centro Fersini di Formello, stamattina, è arrivata la seconda affermazione in Serie A per i ragazzi di Simone Inzaghi contro il Crotone.

L’ex attaccante biancoceleste sperimenta il 4-3-1-2 con Verkaj dietro Calì e Rossi. In porta l’ex Catania Matosevic e le chiavi del centrocampo in mano a Borecki. Al 13′ Murgia pesca Calì con un filtrante da urlo, ma l’ex Roma calcia debolmente addosso a Viscovo. Al 22′ stesso copione, Germoni serve il numero 11 davanti alla porta dei calabresi ma il destro non è il suo piede, e si vede. Murgia prova una punizione dai 20 metri scavalca la barriera ma non Viscovo che respinge la palla sulla linea. Al 39′ Verkaj illumina, Rossi rifinisce di tacco e Calì, con il mancino segna l’1-0.

Secondo tempo che parte all’insegna delle belle giocate, Calì infatti si inventa un tacco volante per Murgia, quest’ultimo si inserisce ma non trova la porta da pochi passi. Il Crotone tenta principalmente da fuori area, Matosevic respinge corto su Aggiorno ma rischia su Bidje che era a pochi passi. E’ tempo di cambi e Inzaghi, richiamando Rokavec e Calì e inserendo Manoni e Bezziccheri passa 4-3-3. Bidje fa prove tecniche di pareggio ma un suo tiro strozzato tranquillizza Matosevic. All’86’ Germoni perde palla regalando il contropiede al Crotone, ma Dovidio fa bene la diagonale ed evita la beffa finale ai biancocelesti.

7 punti in classifica e lo stesso Crotone scavalcato, piano piano torna la nostra bella ed emozionante Primavera!



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