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Conferenza stampa di Pioli: “Adesso è il momento di vincere qualcosa!”

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Come per ogni vigilia pre partita, il mister della Lazio Stefano Pioli ha parlato in conferenza stampa. Ecco le sue parole.

Nell’anno solare Lazio e Juve hanno fatto meglio di tutte collezionando 60 punti a testa..

“E’ un indicatore di quello che stiamo facendo. Mancano tante partite a fine stagione, saremo soddisfatti solo quando vinceremo qualcosa. E credo che sia arrivato il momento di farlo”.

E’ il momento di vincere in trasferta?

“Certo che vogliamo migliorare. Le ultime prestazioni in trasferta non hanno niente a che fare con le altre partite fuori casa. Abbiamo perso per episodi. Vogliamo provare noi a fare la partita e a comandare il gioco. Così possiamo vincere anche domani sera”.

Mauricio e Lulic come stanno?

“L’ultima rifinitura mi darà le risposte, domani mattina proveremo, spero di avere tutti a disposizione. Poi farò le mie scelte”.

Parlare di Scudetto fa paura…

“Forse non ve ne siete accorti, ma io sono un po’ miope. Non vedo troppo in là, ma solo la prossima partita. Forse a marzo potrò rispondere a questa vostra domanda. Dobbiamo migliorare la classifica, giocare da Lazio e fare così in tutte le partite. Ora la classifica è parziale per tutte le squadre”.

Una vittoria può far girare il campionato della Lazio e fargli prendere una piega da altissima classifica ?

“Tutte le vittorie possono rappresentare una svolta. Ma mancano ancora tante partite, certo la gara di domani ci dà una grande opportunità. Sappiamo che sarà difficile, sarà un’Atalanta ostica, aggressiva, ma sappiamo cosa fare. Ma non bisogna esagerare sull’importanza del matrch di domani”.

Cosa deve temere la Lazio dell’Atalanta?

“L’Atalanta cercherà di soffocare il nostro possesso palla, loro sono molto pericolosi sulle palle inattive, sono bravissimi sugli esterni con Moralez e Gomez. Gli attaccanti sono bravi nel gioco aereo, ma noi dobbiamo fare la nostra partita con il giusto atteggiamento e cercare di vincere tanti contrasti. Affrontiamo la partita con grande convizione”.

Perché questa differenza di rendimento tra casa e trasferta?

“Non è così semplice spiegare questi numeri, senza nulla togliere ai tifosi, di cui sottolineo sempre l’importanza, in campo si scende sempre undici contro undici. Noi sappiamo che anche fuori casa siamo fatti per attaccare, nelle precedenti trasferte è mancato l’atteggiamento. Forse ci è mancata anche serenità. Adesso c’è più attenzione e consapevolezza delle nostre qualità. Così possiamo dire la nostra”.

Davanti ci sono Matri, Klose e Djordjevic. Ci sono delle gerarchie o partono tutti e tre alla pari?

“Sono soddisfatto di avere tre giocatori così forti, le gerarchie sono sempre momentanee. La condizione non può essere sempre massimale, quindi devo scegliere chi sta meglio. Sto anche pensando magari in futuro di giocare con i due attaccanti, credo sia possibile anche per le loro caratteristiche. Ma è un discorso che si potrà fare quando staranno tutti bene”.

De Vrij come sta?

“Non ho notizie, credo che oggi stia facendo altre visite. Sto aspettando anche io la decisione, spero sia la migliore per lui”.

Contro il Torino è stata una Lazio cinica?

“Dobbiamo continuare a creare situazioni pericolose e ad avere occasioni. Poi più alziamo la percentuale e più sarà facile vincere. Il dato importante è che nellle ultime partite abbiamo tirato più degli avversari. Poi non mi interessa il possesso, il baricentro, le cose importanti sono occasioni create e subite”.

Questa è la settimana del salto di qualità per la Lazio? Cosa le preoccupa della gara di domani?

“Tutte le partite sono importanti, non credo che sia una settimana decisiva per noi. Vogliamo spingere, abbiamo sofferto e stretto i denti, ci siamo messi in un angolo come fa un pugile, incassando, cercando di rimanere in piedi in attesa di dare il gancio giusto. So che faremo di tutto per fare bene e chiudere questo blocco che ci porta alla prossima sosta. L’Atalanta ha buone qualità, non credo che sia una squadra che giocherà per la salvezza, è stata ben costruita ed è ben allenata”.

Dove può e dove deve migliorare la Lazio?

“Possiamo migliorare tanto, stiamo facendo bene. Possiamo fare meglio nella compattezza dei 90 minuti, solo mantenendo certe distanze possiamo fare il calcio che vogliamo. Non si smette mai di crescere, in ogni partita prendiamo gli spunti necessari per progredire. Abbiamo una miscela giusta, i giocatori esperti sono degli esempi fantastici. Ci sono i giovani che devono avere la voglia di crescere. I miglioramenti cresceranno insieme ai risultati perché portano sempre entusiasmo”.

Come sta Radu?

“Ha recuperato, non ha più la febbre. Sta abbastanza bene, chiaramente non è in ottima forma. Viene da quattro giorni di stop”.



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Morrison: dopo le polemiche solo applausi per l’inglese. Lui ringrazia su twitter

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12047005_845267852269859_249140852655868512_nFinalmente, dopo un lungo periodo, anche se per pochissimo tempo, si è rivisto in campo Ravel Morrison. L’inglese, infatti, è stato messo in campo da Pioli negli ultimi minuti della partita contro il Torino. Il numero sette è entrato al posto di Onazi collezionando la sua terza presenza in questo campionato. Nonostante i pochi minuti il pubblico dell’Olimpico appena l’ha visto calcare il prato dello stadio l’ha comunque accolto con un grosso boato. Pochi palloni toccati dal centrocampista inglese ma sempre grandi e calorosi applausi per lui  da parte del pubblico. Morrison ha poi ringraziato, a sua volta, i tifosi laziali, ovviamente, come sempre, su Twitter. Queste le sue parole: “Grazie ai tifosi della Lazio per questa notte”.  Morrison, di fatto, è riuscito ad entrare nei cuori dei tifosi biancocelesti nonostante si sia visto veramente poco in campo in questa prima parte di stagione. Dopo le molte voci dei maligni è quindi arrivato un sorriso per Ravel. Che sia questo il suo nuovo inizio in maglia biancoceleste?

Sui social network i sostenitori biancocelesti hanno continuato a incoraggiare l’ex West-Ham. Su Twitter, infatti, i suoi followers sono cresciuti dopo la gara contro il Torino, superando addirittura l’idolo indiscusso dei tifosi laziali, Felipe Anderson. Ravel ha, appunto, 112.600 seguaci, contro gli 111.900 del numero dieci laziale. Anche se bisogna dirlo, la schiera di ammiratori dell’ex Man United era già molto folta quando giocava ancora nel Regno Unito. Su Instagram, invece, vincono i selfies del brasiliano. Sono, infatti, 148 mila i seguaci di Felipe solo 54 mila quelli di Ravel. Morrison ha anche twittato: “Amo i tifosi della Lazio”, a dimostrazione che anche lui, come i tifosi, è contento di questo bel rapporto che si è venuto a creare. Oltre che una dimostrazione d’affetto, queste parole danno anche l’impressione che l’inglese sia sereno e tranquillo a Roma e che non se ne voglia andare. Ora, quindi, non resta che far innamorare ancor di più i tifosi della Lazio, magari dando spettacolo in campo.



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Il doppio ex Zauri: “Occhio alla Dea in casa. Biglia capitano? No, perchè…”

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Dieci anni trascorsi tra Atalanta e Lazio con una Coppa Italia in tasca, adesso è allenatore dei Berretti del Pescara; Luciano Zauri ha di sicuro un’idea ben precisa dell’aria che può tirare sia a Bergamo che a Roma, a maggior ragione se nel prossimo turno di Serie A ci sono proprio le due squadre dove ha raccolto le sue maggior soddisfazioni professionali.

Lalaziosiamonoi.it ha intercettato l’esterno abruzzese rilasciando questa interessante intervista.

Come vede la partita contro l’Atalanta?
“Affrontare l’Atalanta non sarà facile visto che parliamo di una squadra che negli ultimi anni ha costruito le proprie fortune proprio in casa. Sarà una partita difficile, anche perché i ragazzi di Reja hanno perso male a Torino nell’ultimo turno e vorranno sicuramente rifarsi”.

Chi potrà decidere la gara?
“Attualmente Felipe Anderson è il più in forma. Insieme al brasiliano punterei anche su Candreva: sono i due che insieme fanno di più la differenza. Non so sinceramente se Matri scenderà in campo, vedremo se Pioli lo inserirà al posto di Klose, ma è sicuramente un giocatore che può fare bene anche mercoledì”.

La Lazio è a due distanze dalla Roma capolista. Si può sognare uno Scudetto a tinte biancocelesti?
“La classifica dopo questo inizio di campionato è veramente corta. La Lazio sta facendo benissimo e anche l’ultimo turno ha recuperato punti importanti sulla Fiorentina. Il campionato è ancora lungo e se continuasse così la Champions League sarebbe sicuramente alla portata della squadra di Pioli e poi perché no, magari si può anche sognare qualcosa di più”.

Approva la scelta della società di dare la fascia da capitano a Biglia?
“Sinceramente avrei dato la fascia ad un altro calciatore, anche se Biglia è un calciatore davvero fondamentale per la squadra. Biglia, però, è da meno anni che è in Italia e di solito la Lazio sceglie il proprio capitano in base alle presenze fatte”.

Chiudiamo con qualche ricordo. C’è un episodio di quando vestiva la maglia della Lazio che ha nel cuore?
“Ho giocato qualche anno (ride, ndr) per cui ne avrei tanti. Sicuramente ricordo con estremo piacere la vittoria della Coppa Italia nel primo anno con Mancini e, negli ultimi, la qualificazione in Champions League conquistata dopo un campionato importante”.



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Biava su Atalanta – Lazio: “Attenzione a Moralez e Gomez, ma la Lazio va comunque a mille”

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Giuseppe Biava ha parlato ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3, dicendo la sua sulla partita che si giocherà mercoledì tra Atalanta Lazio. Il difensore centrale, che attualmente è svincolato, è un doppio ex della due squadre e ha parlato subito della sfida di ieri con il Torino: “Non mi aspettavo un risultato così netto perché la Lazio aveva giocato anche in coppa. La squadra di Pioli ha dimostrato che in casa è superiore a tutti. Tra le mura amiche ha sempre dimostrato la sua forza perché giocare all’Olimpico è sempre stato difficile per gli avversari. Ha sbagliato clamorosamente le gare di Napoli e Chievo, mentre con il Sassuolo è stata sfortunata. La Lazio sta viaggiando a mille, ha due punti dalla prima, ha preso due batoste, ma meglio di così non poteva andare”. Biava ha poi continuato: “Quando il centrocampo filtra bene si soffre meno in difesa. Biglia è un giocatore troppo importante per questa squadra. Ieri ha dimostrato le sue qualità e la squadra ha fatto una bella partita. Lazio seconda nonostante l’assenza di de Vrij? Questo la dice lunga sulla qualità della rosa. Stiamo scoprendo dei giovani interessanti come Milinkovic Savic e gli altri. Quando rientrerà de Vrij la squadra potrà fare ancora meglio”.

Poi un pensiero su Mauricio, l’uomo più criticato di questo inizio di stagione, visto che ha collezionato tre espulsioni. Biava difende il brasiliano:  “Il centrale difensivo è un ruolo fondamentale. Puoi essere concentrato 89 minuti,ma se sbagli un attimo rischi di prendere gol o un rosso. Mauricio ieri ha fatto bene, ho paura che ormai sia stato etichettato dagli arbitri come uno cattivo e prenda sempre il giallo per questo. Se ti fai la nomea di uno che prende tanti gialli al primo fallo ti ammoniscono”.

Ottime parole anche per Gentiletti, Lulic e sulla generosità in fase difensiva di Candreva e Felipe Anderson: “Gentiletti mi era piaciuto nelle poche apparizioni dello scorso anno. Ora sta migliorando partita dopo partita. È un giocatore d’esperienza, con grandi qualità e che porta benefici agli altri. Lulic sta stupendo anche me nel ruolo di terzino, ma lui dove si mette sa stare. Credo che possa fare anche il portiere (ride, ndr). Sono contento che stia facendo bene, ma peccato che Radu stia rimanendo fuori. L’importante è che la Lazio continui a vincere. Radu e Mauri sono quelli da più anni alla Lazio e sono dei leader nello spogliatoio, Stefan in particolare perché è un simpaticone. Candreva si è sempre fatto tutta la fascia, non si ferma mai. Felipe lo faceva a tratti,mia vedo quest’anno che rientra a difendere. Ieri ho visto anche Klose tornare ad aiutare. Questa è la forza della Lazio”.

La Lazio di Pioli mercoledì affronterà a Bergamo l’Atalanta allenata dai grandi ex Reja e Bollini. Biava ha così commentato questa gara ed è sicuro che sarà una bella partita:  Penso che possa uscire una bella partita. Anche Reja ci tiene a far bene, l’Atalanta sta facendo bene in casa. La Lazio in trasferta non viaggia come all’Olimpico, ma andrà a Bergamo per giocarsela. Speriamo ci sia poco tournover. I punti di forza dei bergamaschi sono sicuramente la fase difensiva e l’organizzazione. La squadra di Pioli può sfruttare la condizione di Felipe Anderson e Candreva e mettere in difficoltà i nerazzurri sulle fasce. Chi in attacco nella Lazio? Paletta e Stendardo sono bravi nel gioco aereo, ma magari peccano un po’ in velocità. Credo che Matri o Klose potrebbero metterli in difficoltà, ma hanno esperienza e per la Lazio non sarà semplice. Dall’altra parte se l’Atalanta aspetta e riparte può mettere in difficoltà i biancocelesti con la velocità di Moralez e Gomez. Credo che questo sarà lo schema di Reja che negli spazi può far male. Il pallino del gioco in mano alla Lazio e l’Atalanta che chiude e riparte“.

In chiusura un pensiero anche su Basta e Radu: “Basta me lo aspettavo così forte. È un giocatore molto forte che sta facendo bene anche in fase difensiva. La Lazio ha fatto un ottimo acquisto. Messaggio spesso con Radu. Mercoledì sarò allo stadio e riabbraccerò i miei ex compagni”.



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Lazio-Torino 3-0: apre Lulic, chiude una doppietta di Felipe Anderson

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La Lazio cala il tris al Toro e centra la sua ottava vittoria consecutiva all’ Olimpico e si ritrova a -2 dalla vetta in compagnia di Fiorentina Napoli e Inter. Finalmente ritorna Biglia a illuminare il centrocampo. Pioli cambia 7 giocatori su 11 rispetto agli undici iniziali di giovedi e la Lazio sembra non risentirne.

PRIMO TEMPO – La squadra laziale si rende subito pericolosa: al 13’ Mauricio con un colpo di testa sfiora il goal. Il Torino risponde poco dopo con Quagliarella ma il suo tiro va fuori. Al 37’ bella azione biancoceleste che porta al goal ma viene annullato per fuorigioco di Candreva . Marchetti al 38′ para un tiro di Peres molto pericoloso deviandolo in angolo. Ma al 40’ Lazio avanti: cross di Basta dalla destra, Klose fa sponda di testa per Lulic che insacca . Il primo tempo finisce sul risultato di 1-0.

SECONDO TEMPO – Il Torino cerca di mettere pressione ma la Lazio fa buona difesa. Al 50’ Lulic tenta una magia che manda in estasi il pubblico. Il Torino non ci sta e cerca di aumentare il pressing . Al 58′ Belotti ci prova ma Marchetti è attento. Al 61’ doppio cambio di Ventura: entrano Benassi e Maxi Lopez al posto di Acquah e Belotti. . Al 70’ arriva il raddoppio della Lazio : Milinkovic lancia Klose che passa a Felipe Anderson il qule, con un diagonale perfetto, beffa Padelli. Pioli allora cambia: prima fa entrare Kishna per Candreva con il pubblico che dedica cori all’ esterno romano , poi invece è il turno di Matri per Klose. Al 81’  è proprio Matri  che sfiora il terzo goal. Il Torino ci prova con Maxi Lopez e Quagliarella ma senza fortuna. Pioli al 91’esaurisce il terzo cambio: fuori Onazi e dentro Morrison con tanto di ovazione del pubblico laziale.La Lazio al 94′ chiude la partita con la doppietta di Felipe Anderson su assit di Lulic. Finisce con un secco 3-0 e con l’ Olimpico in estasi per l’ ottava vittoria su altrettante gare tra le mura amiche.



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Pioli in conferenza: “Senza tifosi siamo più deboli. Morrison? Gioca chi merita”

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Domani la Lazio affronterà il Torino alle ore 18.00. Stefano Pioli ha parlato nella consueta conferenza stampa pre gara. Ecco tutte le domande dei giornalisti e le risposte del tecnico biancoceleste:

All’Olimpico la Lazio sta facendo benissimo…

“I risultati dicono questo, è chiaro che vorremmo continuare così, ma pensiamo soltanto a migliorare la classifica. Vogliamo dare sempre il massimo”.

Qual è il cambio nella mentalità tra casa e trasferta?

“Se ci riferiamo alle precedenti partite in trasferta sono d’accordo, ad esempio Chievo, Bayer e Napoli. A Verona e Sassuolo è stato diverso. Anche se non abbiamo ottenuto sempre un risultato positivo, gli atteggiamenti sono stati in crescita. Possiamo migliorare tanto e dobbiamo proseguire così”.

Cosa succede a Mauricio? Morrison ha twittato “january”…

“Su Mauricio dico che chi gioca, sbaglia. Io raccomando sempre ai giocatori fiducia e tranquillità, è quello che ho consigliato a lui. Sa che ha commesso errori importanti, ma tutti dobbiamo fare di più e ragionare da squadra per sopperire agli errori del singolo. Valuto Morrison come gli altri, ho trenta giocatori di qualità, tutti vogliono giocare e credono di meritarlo. La competizione è sana e feroce, gioca chi merita, chi si allena con professionalità, continuità e disponibilità. Andrò avanti così, come ho sempre fatto, non ho corsie preferenziali per nessuno”.

La prova di giovedì di Matri la metterà in difficoltà nelle scelte?

“Tutte le prestazioni possono mettermi in difficoltà, ma abbiamo giocato giovedì e devo considerare anche questo”.

Marchetti?

“Ha avuto un leggero attacco febbrile, ma se si allenerà oggi sarà disponibile per domani”.

De Vrij le ha chiesto un consiglio in questo periodo?

“Con de Vrij parlo spesso, ho avuto difficoltà del genere anche io da calciatore. E’ un ragazzo attento, ora è un po’ confuso, sta cercando con lo staff la strada migliore. Spero possa rientrare il prima possibile e soprattutto al 100%. E’ un professionista, sarebbe un valore aggiunto. Il Torino gioca un calcio particolare, quasi unico. Aspetta dietro la palla, parte da basso. Ci costringerà a giocare la migliore partita possibile. Dovremo essere lucidi, giocheremo col centrocampo a tre. Poi vdremo se il vertice sarà alto o basso”.

Come giudica la decisione della Curva?

“Io non giudico, i nostri tifosi sanno cosa significa giocare in stadio pieno di entusiamo. Insieme siamo più forti, senza siamo sicuramente un po’ più deboli”.

E’ cambiato il Torino rispetto al passato?

“Conosco bene Ventura, l’ho affrontato tante volte, ora gioca in modo diverso ma i suoi principi sono riconoscibili. Il Toro tiene bene il campo, è pericoloso sui calci piazzati, sarà una partita complicata”.

La Lazio ha subito tanti gol…

“Per lungo tempo i numeri difensivi verranno condizionati dalle partite con Chievo e Napoli, ora quindi siamo in difficoltà con i gol subiti. Nelle ultime settimane ci sono stati miglioramenti, siamo stati più compatti e determinati. Ma la nostra mentalità resta quella di segnare un gol in più degli altri”.

Domani quanto saranno importanti i calci piazzati?

“Le palle inattive sono molto importanti, siamo più pericolosi del passato, ci manca ancora la zampata vincente. Dobbiamo migliorare nei tempi di attacco alla porta”.



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L’angolo del Fantacalcio, chi schierare?

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Tra poco farete le vostre formazioni ma avete dei dubbi? Vorreste puntare qualche giocatore ma vi servono conferme? Ecco che Since viene in vostro soccorso per il Fantacalcio, sperando di essere ottimi consiglieri.

EMPOLI-GENOA (SAB ORE 15): Partita che dovrebbe avere la bilancia a favore del Genoa, ma le mura toscane sono difficile da valicare; torna Perin e un azzardo sarebbe possibile, occhio allo scaltro Maccarone e un Pavoletti che ultimamente sta segnando abbastanza.

CARPI-BOLOGNA (SAB ORE 18): Derby emiliano dal risultato incerto, ma prima o poi Borriello segnerà! Destro forse ancora in panca, lasciate perdere; il francese Mounier, se ispirato, può soddisfare molti fantallenatori; difese affidabili se puntate all’argentino Spolli e all’ex Samp Gastaldello.

PALERMO-INTER (SAB ORE 20.45): Teoricamente partita a mani basse per i nerazzurri, quindi puntare su qualcuno del tridente Perisic-Icardi-Jovetic non è un’idea affatto malvagia. Occhio a quella vecchia volpe di Gilardino, anche lui vedi Borriello.

SAMPDORIA-H.VERONA (DOM ORE 12.30): Partita tra squadre disperate e bisognose di punti, Pazzini, Eder e Muriel potrebbero dare spettacolo e gol; Soriano e Rafa Marquez possibili certezze di sufficienza in pagella, più Viviano che Rafael.

MILAN-SASSUOLO (DOM ORE 15): Rossoneri in cerca di punti per dare ancora un senso alla sua ricostruzione, Bacca potrebbe ripetersi ma dubitiamo davvero tanto sul resto della squadra, forse Romagnoli potrebbe primeggiare; il Sassuolo può anche prendersi il lusso di perdere, ma l’entusiasmo del periodo potrebbe portare a non essere appagati della classifica, a maggior ragione se in formazione figurano Berardi e Vrsaljko.

UDINESE-FROSINONE (DOM ORE 15): La squadra di Colantuono ha dalla sua il fatto che i ciociari in trasferta hanno fatto un solo punto pesante contro la Juventus, chissà se Di Natale potrà sbloccarsi. Il gioco del team di Stellone sta crescendo e puntare forte su Ciofani non è un azzardo, l’ex laziale Diakitè può stupire.

JUVENTUS-ATALANTA (DOM ORE 15): Fuori casa l’Atalanta è innocua, ma la squadra di Allegri punta al turnover, quindi il consiglio è puntare su Chiellini, Bonucci o Marchisio. Se l’Atalanta facesse un ottimo risultato, si potrebbe puntare sulle pazzie vincenti di Mauricio Pinilla.

FIORENTINA-ROMA (DOM ORE 18): Partita di cartello dove sarebbe difficile fare delle scelte sicure, specialmente al Franchi; da rischiare Dzeko e Kalinic, un Pjanic col compasso può servire per qualche punizione, Kuba dà garanzie di sufficienza e Iago Falque potrebbe ripetersi dopo il gol in Champions.

LAZIO-TORINO (DOME ORE 18): Bell’enigma nella Lazio, solitamente abituataci a non avere un cannoniere principale, puntare sul ritorno di Klose è possibile; non abbiamo certezze su chi puntare nel Torino, ma qualsiasi giocatore può garantire la sufficienza, specialmente Benassi e Baselli.

CHIEVO-NAPOLI (DOM ORE 20.45): Puntare sul Napoli è il minimo, quindi spazio agli ispiratissimi Higuain e Insigne. Se solo i gialloblu riuscissero a raccogliere almeno un punto, possiamo pensare che prima o poi Paloschi la metterà dentro.

Buona fantaformazione e… vinca il migliore!



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Giovanni Lopez: “Mauricio? Deve moderarsi. Col Torino gara difficilissima”

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Da giocatore è stato protagonista nel Vicenza della miracolosa Coppa Italia, in una squadra che ha sfornato talenti ed allenatori in attività, basti pensare a Di Carlo, Ambrosini, Ambrosetti, Otero e tanti altri. In quel gruppo, magistralmente allenato da Francesco Guidolin, giocava anche Giovanni Lopez, e le sue abilità furono viste dalla dirigenza laziale e da Sergio Cragnotti, agevolati dal suo amore per i colori biancocelesti, ma fu amore breve a causa di uno sconosciuto ma promettente Alessandro Nesta, il quale gli scalzò il posto in poco tempo. Il resto è storia nota, Napoli, Torino e l’ex Cisco Roma (ora fallita), poi la carriera di allenatore dove figura due anni da vice di Edoardo Reja tra il 2010 e il 2012. Lalaziosiamonoi.it ha intercettato lo stesso Lopez, al momento senza panchina, analizzando con lui questo inizio di stagione della squadra romana.

Una vittoria importante contro il Rosenborg in una gara complicata. Un ottimo segnale da parte della squadra.

“La partita non era iniziata nel migliore dei modi, Mauricio deve rivedere alcune cose perché è un giocatore che fa molti falli. Ha messo in serio pericolo la partita, ma c’era un tale divario tra le due squadre che la Lazio è riuscita a sopperire alla mancanza di un giocatore”.

I numeri di Mauricio sono impietosi: tre espulsioni in nove partite, dov’è il problema?

“Deve considerarsi un difensore e deve moderare gli interventi. Non è detto che tutte le volte debba prendere la palla o far fallo. Anche il suo allenatore glielo dirà, a volte si può evitare l’intervento ed accompagnare o accorciare”.

Pioli ha sostituito Onazi piuttosto che un attaccante, come si suol fare dopo un’espulsione. Che effetto ha avuto sulla squadra?

“È stato coraggioso perchè non ha tolto gli attaccanti ma un centrocampista come Onazi, ha dato un segnale importante che è stato recepito dalla squadra”.

L’assenza di de Vrij continua a pesare, è opportuno tornare sul mercato?

“Non conosco la situazione di de Vrij nello specifico ma lui e Biglia sono metà squadra. Sono giocatori importanti e imprescindibili sotto tutti i punti di vista, la mancanza di de Vrij si vede e si sente. È talmente forte che dà anche sicurezza al reparto, è importantissimo per la Lazio”.

Ci sono stati confortanti segnali di ripresa da parte di Radu, un giocatore che lei conosce bene.

“Quando c’eravamo io e Reja era uno dei migliori difensori in Italia, ha avuto un periodo straordinario. Ultimamente si era un po’ perso, ma credo che si stia riprendendo. È un giocatore fondamentale e permette a Lulic di giocare in un ruolo a lui più congeniale. Senad dietro fa un po’ più fatica e non riesce a tirar fuori le sue caratteristiche principali”.

Domenica all’Olimpico arriva il Torino di Ventura, che partita sarà?

“Mi aspetto una gara difficilissima. Il Torino è una squadra molto tattica, mette in difficoltà qualsiasi avversario. Attendo una prova di maturità da parte della Lazio, questa squadra o vince o perde. Dovrebbe trovare la misura anche per pareggiare, deve ancora trovare il vero equilibrio”.

Possiamo definirlo uno scontro per l’Europa?

“La classifica dice questo, è una sfida per l’Europa. Mancano ancora tante partite alla fine, ma è un dato di fatto”.

La Lazio ancora non convince a pieno tifosi e addetti ai lavori, eppure è a tre punti dalla vetta e in testa nel girone di Europa League. Come se lo spiega?

“È una squadra che sta facendo il massimo con una rosa dimezzata. Gli mancano i giocatori più importanti, come Biglia e de Vrij. ma si sta comportando bene”.



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Curva Nord vuota a tempo illimitato! I tifosi sbottano

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I tifosi della Lazio espongono uno striscione in Curva Nord allo Stadio Olimpico.

Una guerra che sembra infinita ed è partita già la scorsa stagione, prima causa la gestione societaria, ora per alcune decisioni del Governo riguardanti la questione stadi. Molte volte abbiamo parlato su Since di disertazioni di settori specifici dello Stadio Olimpico per protesta, spesso bipartisan, ultimamente laziali, il tutto adesso riguarda per due benedette curve che risultano essere ricettacolo di bruti tifosi che si svegliano la mattina per il semplice motivo di andare a creare disordini con le forze dell’ordine, portare sugli spalti qualsiasi tipo di oggetto, anche il più innocuo.

Sono tanti gli episodi che hanno raccontato i nostri stadi nel bene o nel male, dagli storici ciucci dei tifosi napoletani a Roma, ai motorini che venivano poi rotolati dal terzo anello per protesta contro le annate sbagliate dell’Inter al Meazza. Ma di ciò che parliamo da quest’estate, permettetecelo, assume a volte un carattere grottesco. Dividere una curva è come farla morire, seppur noi che scriviamo non siamo dei “curvisti”, non è come una casa dove puoi divere una stanza per farne due seppur l’entrata di casa è sempre la stessa.

Cosa c’è di male nel lasciare qualcosa che, nel bene o nel malissimo (ahimè), ha sempre funzionato? Nella storia del calcio abbiamo visto tante cose cambiare nel tempo, e non solo nei tatticismi o nei giocatori, ma anche nelle atmosfere: la mole di bambini o ragazzi che si recano allo stadio sembra diminuire, gli stadi sono meno sicuri, viene chiamato un forte dispiegamento di forze dell’ordine per le partite di cartello; e pensare che una volta lo stadio aveva l’autoambulanza da una parte insieme al camioncino della Polizia, i cani quasi vicino la linea di fondocampo che ti facevano tenerezza quando abbaiavano per un pallone che gli passava nelle vicinanze. Siamo davvero arrivati al punto che una curva divisa possa risolvere il problema della sicurezza nei nostri stadi, senza contare la storia della Tessera del Tifoso?

Sarà, ma siamo ad ottobre, e i fatti raccontano che, durante la trasmissione radiofonica “I Laziali Sono Qua” un esponente della Nord ha parlato di una convocazione in Questura per alcuni tifosi. Motivo? Aver esposto per protesta uno striscione con su scritto: “Questa Curva non si divide”, nel passato capitò la stessa cosa per alcune persone che si erano solamente appoggiate ad una vetrata.

Se per voi è normale tutto ciò… sinceramente ci piacerebbe parlare di calcio giocato e dei problemi che attanagliano giocatori e società, di una curva che viene divisa proviamo amarezza.. perchè, piaccia o no, il calcio è di chi lo ama e non di chi lo vuole distruggere!



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Morrison, un tweet e quel “Gennaio” ancora troppo lontano

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Un cinguettio stonato in una serata di festa. Dopo essersi accomodato per l’ennesima volta ed aver seguito l’intero match dalla panchina, Ravel Morrison ha scritto su Twitter “January…”. Non un mese come tutti gli altri per un calciatore professionista; proprio a Gennaio infatti il classe ’93 potrebbe tornare nel Regno Unito e cercare una squadra per consacrarsi definitivamente esprimendo tutte le sue enormi potenzialità.
In realtà doveva essere la serata del rilancio. Si, perché con l’emergenza totale ed il turnover in vista del campionato il centrocampista inglese doveva essere schierato nell’undici titolare, come confermato da Pioli. Alla precisa domanda nella consueta conferenza stampa pre-partita su un suo possibile impiego tra ieri e domenica il tecnico di Parma ha risposto “C’è sempre la possibilità. Le scelte devo ancora farle, credo che sarà tra i convocati, domani deciderò”. Poi però qualcosa non è andato per il verso giusto e Morrison è stato costretto a sedersi in panchina. Una nuova bocciatura, un amore che stenta a sbocciare quello tra il bad boy inglese e la Lazio.

Arrivato con l’etichetta di “nuovo Gascoigne”, Morrison ha bruciato i tempi e dopo l’accordo messo nero su bianco lo scorso Gennaio già nella seconda parte della scorsa stagione è riuscito ad ottenere il permesso dal suo ex club, il West Ham, per potersi allenare a Formello. Una scelta saggia per un giovane considerato un “bad boy”. Un decisione presa per poter conosce i futuri compagni e il tecnico, ma soprattutto per imparare la lingua ed ambientarsi in un calcio completamento diverso da quello britannico. Il classe 1993 arriva a Roma tra l’entusiasmo del popolo laziale, che lo attende e non vede l’ora di ammirarlo sul terreno verde di gioco. Tutto sembra procedere nel verso giusto, con l’esordio ufficiale nel match di Supercoppa perso in Cina contro la Juventus. Poi l’ingresso a partita in corso con il Leverkusen nella difficile gara di ritorno in terra teutonica, prima del secondo tempo contro il Chievo nella disfatta per 4 a 0 per mano degli scaligeri. Il 23 settembre arriva l’ultima presenza, con 7 minuti disputati, sul risultato già acquisito contro il Genoa, nella bolgia dell’Olimpico. Un’involuzione inspiegabile, che molto spesso Tare e Pioli hanno cercato di giustificare con degli atteggiamenti lontano dal campo tutt’altro che esemplari. “Ravel Morrison è uno di quei classici giocatori un po’ particolari – ha commentato il Direttore Sportivo nel post partita contro il Rosenborg – Lui senza dubbio è un fuoriclasse, perché ha dei grandi colpi. Il suo problema è che è un pazzo, tra virgolette. Serve tempo per gente come lui”. Dunque l’inglese sembra non convincere ancora il tecnico emiliano. Dal canto suo, il calciatore ha rilasciato un intervista al tabloid The Sun poco più di due settimane fa. “Non sono un problema, sono solo incompreso! Quando la gente sente il mio nome, pensa “è giovane e combina guai”. Questa è come un’etichetta su di me – ha ribadito il 22enne di Manchester – Mi dispiace veramente per quello che ho fatto, ma la gente in questo modo non mi permette di guardare avanti e voltare pagina. Non si parla mai di calcio, ma si concentrano sempre sui problemi del passato”. Nella confessione al quotidiano britannico c’è anche spazio per un’ammissione di responsabilità: “Devo essere onesto su questo. Il Manchester United e Alex Ferguson mi hanno concesso troppe occasioni. Io non credo che avrebbero dato a qualsiasi altro giocatore le stesse chance che ho ricevuto io. Posso solo incolpare me stesso e non cercare scuse. Ho commesso troppi errori in Inghilterra, ma per cose stupide e futili. Non perché sono stato coinvolto in rapine. Per lo più per aver giocato troppo al computer e per essere uscito troppo con i miei amici, quando avrei dovuto dedicarmi più agli aspetti professionali e alla mia carriera”. Parole di un giovane redento, pronto a ripartire per mostrare al mondo intero “di che pasta è fatto”.
Morrison non vede il campo da esattamente un mese. 4 presenze, nessuna da titolare, collezionando appena 63 minuti tra Juventus, Leverkusen, Chievo, Genoa. Poi più nulla dal lontano 23 settembre, prima di un cinguettio molto rumoroso, con un futuro ancora tutto da scrivere.



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Mercato: (ri)spunta Gaston Ramirez. Tanti nomi per la difesa

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calciomercato lazio top e flop di igli tare

“Lavoriamo 365 giorni all’anno per fare le cose nel miglior modo possibile”. Il Direttore Sportivo Igli Tare continua a lavorare a fari spenti in vista del mercato di Gennaio. E tra i tanti accostati alla Lazio per rinforzare l’organico torna a farsi il nome di Gaston Ramirez, calciatore che esplose proprio con il tecnico Pioli ai tempi del Bologna. L’uruguaiano classe 1990 è stato già vicino ai biancocelesti in più occasioni, ma non se n’è mai fatto nulla. Ora il suo profilo sembra proprio fare al caso della società biancoceleste, soprattutto in caso di partenza di Morrison. L’inglese infatti sta trovando molte difficoltà di ambientamento al calcio italiano e dunque potrebbe decidere di tornare in patria. Tornando a Ramirez, come evidenzia il “Corriere dello Sport”, è importante sottolineare che il suo sarebbe un profilo low-cost di medio-alto livello: il suo contratto scadrà il prossimo Giugno e per questo il suo agente Pablo Betancur è stato autorizzato dal Southampton a trattare con altre squadre già nel mercato di Gennaio. Una situazione che potrebbe far comodo a tutte le parti: la Lazio acquisterebbe un buon giocatore a costi contenuti, Ramirez potrebbe tornare a giocare ed il sodalizio britannico potrebbe incassare una cifra, seppur modica, non portando il giocatore in scadenza di contratto. Dopo il prestito all’Hull City, il calciatore non è mai riuscito a trovare spazio; e pensare che poco meno di 2 anni e mezzo fa il club inglese ha investito ben 13 milioni e mezzo per strapparlo alla concorrenza. Ma quello di Ramirez non è l’unico nome che circola in orbita biancoceleste: Nahitán Nández è un centrocampista classe 1995 del Peñarol. Il giovane calciatore sta incantando in patria e pian piano sta entrando nei radar dei talent scout di tutto il mondo. Dunque il suo sbarco in Europa a breve non appare impossibile.

Ma il centrocampo non è l’unico reparto sotto osservazione. Come già anticipato nei giorni scorsi, la dirigenza biancoceleste sta valutando attentamente la situazione di Stefan De Vrij. Il calciatore olandese sta proseguendo le terapie conservative, oltre alle consultazioni cliniche presso i migliori esperti del mondo. L’obiettivo è quello di evitare l’intervento chirurgico, che lo costringerebbe a stare lontano dai campi per altri 3-4 mesi. In quel caso, la dirigenza sarebbe necessario intervenire sul mercato, con tanti nomi caldi sul taccuino biancoceleste. In cima alla lista dei desideri ci sono Veltman dell’Ajax e Douglas del Dnipro. I due piacciono molto, ma hanno una valutazione che supera i 10 milioni di euro. Le alternative restano Terziev del Ludogorets, in scadenza di contratto nel 2016, e Felipe, calciatore brasiliano in uscita dal Corinthians a causa di una situazione economica del club deficitaria, ma anche Eder Balanta del River Plate e Xandao del Krasnodar. Non resta che attendere gli sviluppi del caso De Vrij per capire la reale necessità di rinforzare il reparto arretrato.



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Verso Lazio-Rosenborg: probabili formazioni e dati sui biglietti

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Mancano poche ore all’ inzio del match tra Lazio e Rosenborg valido per la terza giornata dei gironi di Europa League e ci sono alcuni dubbi che riguardano entrambe le squadre sugli uomini da schierare. Nella Lazio il primo ballottaggio si verifica in porta, dove Berisha dovrebbe comunque partire favorito rispetto al giovane Guerrieri, al quale Pioli vorrebbe però concedere una chanche. In difesa i dubbi sono veramente pochi: a causa degli infortuni di Braafheid e Patric sulle fasce ci saranno Konko e Radu, mentre al centro, oltre al sicuro Mauricio (squalificato domenica in campionato), Hoedt sembra favorito su Gentiletti. A centrocampo riproposto il duo CataldiOnazi, non brillantissimo contro il Sassuolo nell’ultima uscita in campionato. I quattro che vanno a concludere la formazione sono quasi obbligati: infortunati Morrison, Keita e Kishna, Candreva e Felipe Anderson dovranno fare gli straordinari sulle fasce e Mauri sarà trequartista. Spetterà probabilmente a Matri il posto come unica punta. Sul fronte norvegese il pacchetto difensivo sarà composto da tutti i titolari, portiere incluso. Per quanto riguarda il centrocampo l’ unico ballottaggio è tra MidtsjoSelnæs, ma il primo sembra avere più probabilità di partire dall’ inizio. Indisponibile la punta più temibile, Helland (tra i migliori giocatori del campionato norvegese finora), sarà di Mikkelsen il compito di finalizzare, anche se il suo ruolo naturale non è proprio quello di attaccante. Proponiamo ora un quadro chiaro delle probabii formazioni.

LAZIO (4-2-3-1) Berisha; Konko, Mauricio, Hoedt, Radu; Onazi, Cataldi; Candreva, Mauri, Felipe Anderson; Matri.

ROSENBORG (4-3-3)  Hansen; Svensson, Eyjólfsson, Bjordal, Skjelvik; Jensen, Konradsen, Midtsjo; Lanlay, Søderlund, Mikkelsen.

Per quanto riguarda il fronte biglietti venduti il dato non è di quelli entusiasmanti: il pubblico di casa al momento non supera le 7000 unità e non ci sono molte speranze di veder salire le presenze. Gli ospiti provenienti dalla Norvegia saranno circa 500.



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Conferenza stampa: Klose “Possiamo fare meglio!”

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Con mister Pioli ha preso la parola anche Miro Klose, per parlare della situazione generale della Lazio e anche dell’impegno di domani sera contro i norvegesi del Rosenborg.

Come stai fisicamente? Puoi tornare in Nazionale?

“Sto bene, sto migliorando, in questa sosta mi sono allenato con la squadra, mi servono ancora una o due partite per essere al massimo, ma è importante non avere più dolore. Sulla seconda domanda sapete che se prendo una decisione, poi non torno più indietro. Sono orgoglioso se ripenso alla mia ultima partita in Nazionale e a quello che abbiamo alzato al cielo. E’ stata la cosa più bella della mia vita. Abbiamo tanti talenti, la squadra tedesca ha tanti attaccanti forti, sarà lo stesso dopo di me”.

L’anno scorso, dopo la gara con l’Udinese, dicesti che sarebbero migliorate le cose. Te la senti di dire la stessa cosa adesso?

“Sicuramente, come ha detto il mister abbiamo fatto grandi cose in allenamento e in partita, ma sono mancati solo i punti. Abbiamo fatto un passo avanti. Dobbiamo migliorare, sappiamo cosa. Bisogna vedere le cose che non funzionano e insieme cercare di risolverle”.

La Lazio può vincere l’Europa League?

“Non guardo mai troppo lontano, siamo un gruppo forte, se superiamo la fase a gironi siamo contenti. Dopo cominceremo a pensare partita dopo partita”.

Hai preso già la decisione per il tuo futuro?

“Come ho fatto sempre, dopo Natale vedrò come sto. La decisione la prenderà dopo due giorni”.

Futuro da allenatore?

“Sì, mi piacerebbe, ma non lo so ancora, vedremo in futuro”.

Cosa sai del Rosenborg?

“Ho visto la partita che hanno giocato fuori casa, è una squadra compatta con esterni veloci che possono fare male. Avremo tanto possesso palla, ma giochiamo in casa e vogliamo vincere per cercare di fare un passo avanti verso la qualificazione”.

Chi è l’erede di Klose in Nazionale?

“Gomez è molto bravo se in forma. Poi Goetze è giovanissimo, ma è già sulla giusta strada. Non ho mai visto un professionista come lui, finora ha fatto tutto alla grande. Dobbiamo dare ai giovani il tempo, nell’Under 20 e 21 ci sono ottimi giocatori”.

Su quale giovane della Lazio scommetteresti?

“Io non faccio mai scommesse. Mi piace Djordjevic, ha tutto: ha corsa, va in profondità, sa dove va la palla in anticipo. Insieme a Keita avrà un grande futuro”.

Se la Nazionale dovesse richiamarti, allora cambieresti decisione?

“Sai quante volte mi hanno già chiamato (ride, ndr)?. Ma ho detto al mister di aver preso la mia decisione”.



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Accadde oggi: il primo gol di Rocchi all’Olimpico

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Rocchi Lazio Reina Villarreal Coppa Uefa 2004/2005 Lazio Villarreal Foto Andrea Staccioli Insidefoto

Per la rubrica accadde oggi vi proponiamo quello che è successo il 21 ottobre 2004 allo Stadio Olimpico. In questa data si affrontavano la Lazio e il Villarreal nella prima gara della fase a gironi della “vecchia” Coppa Uefa. La squadra biancoceleste, che in quel periodo era ancora allenata da Domenico Caso (che a gennaio sarà sostituito da Papadopulo) stava attraversando un momento difficilissimo e un avversario del calibro dei “sottomarini gialli” era un ostacolo duro da superare. Anche contro gli spagnoli la Lazio sembra confermare il trend negativo, visto che gli ospiti vanno subito in vantaggio con Josè Mari che si porta a spasso la difesa laziale e poi insacca alle spalle di Sereni. La squadra di Manuel Pellegrini controlla la partita e va vicina al raddoppio in più occasioni. Per la Lazio, invece, vi è una clamorosa palla gol sprecata da Inzaghi sottoporta. Così nel secondo tempo Caso prova a cambiare ule carte in tavola e inserisce Tommaso Rocchi, arrivato in estate dall’Empoli. Rocchi è uno dei famosi 9 acquisti di Lotito arrivati nell’ultimo giorno di mercato e autore già di due gol con la maglia biancoceleste. Manco a dirlo è proprio l’attaccante veneziano che all’86’ porta la Lazio al pareggio. Rocchi, infatti, sfrutta al meglio l’assist in spaccata di Inzaghi per beffare con un tocco leggerissimo il portiere Reina in uscita. Questo è il primo gol allo Stadio Olimpico per l’ex numero 9 biancoceleste, il primo di una lunga serie.

Ecco come La Gazzetta dello Sport commentava il pareggio del club capitolino: “La Lazio balla. Ma c’è Rocchi-gol.Colpita a freddo da José Mari, si salva nel finale”.

Esultanza Jose Mari Villarreal Coppa Uefa 2004/2005 Lazio Villarreal Foto Andrea Staccioli Insidefoto

Continua la “rosea”: Comincia con un pareggio interno la seconda fase di coppa Uefa per la Lazio. Ma è un pari che vale oro quello che gli uomini di Caso riescono a strappare al termine di una partita tutta in salita. Una gara che, al di là di un risultato che, per come si erano messe le cose, non può non esser considerato positivo per i biancocelesti, conferma pure il momento delicato che la Lazio sta attraversando. Che ancora una volta la formazione biancoceleste mostra per intero tutti i suoi limiti quando è chiamata a fare la partita. Il consistente cambio di uomini e anche quello di modulo (dal 4-2-3-1 al 4-4-2) non muta la realtà di una squadra che stenta a trovare un’identità. Pronti, via e il Villarreal è subito in vantaggio. A sbloccare il risultato ci pensa l’ex milanista José Mari, che conferma così il suo buon feeling con l’Olimpico (stadio amico per lui quando indossava la casacca rossonera). La rete con cui gli spagnoli si portano sull’1-0 è la fotografia impietosa degli imbarazzi difensivi biancocelesti. L’attaccante iberico ha il tempo di portarsi a spasso mezza retroguardia laziale prima di sferrare il tiro vincente. Peggio di così la squadra di Caso non poteva incominciare. Eppure la buona sorte tenta di darle subito una mano, ma di questi tempi i regali non sono graditi dai biancocelesti (vedi il mancato sfruttamento della superiorità numerica con Milan e Chievo).

Quattro minuti dopo il gol di José Mari, infatti, Inzaghi avrebbe la possibilità di pareggiare, ma il centravanti non riesce a spedire in rete un comodo tap-in dopo la respinta del portiere avversario Reina sul tiro di Manfredini (la sfera accarezza il palo e finisce sul fondo). Superato tuttosommato con pochi danni il brutto quarto d’ora iniziale (gli spagnoli avrebbero potuto approfittare meglio degli ampi spazi concessi loro dal centrocampo laziale), la squadra romana comincia a ruminare gioco, senza peraltro rendersi quasi mai pericolosa. Fatta eccezione per un paio di iniziative di Pandev (il macedone è una delle poche note liete della serata), la squadra romana va sempre a sbattere contro la doppia cerniera organizzata da Pellegrini. Davanti ai quattro difensori, il tecnico degli spagnoli piazza infatti una coppia di mastini (Arzo e Battaglia) cui si aggiungono nella fase difensiva i tre trequartisti Cazoria, Riquelme e Roger. Caso prova a scuotere i suoi, invertendo le posizioni di Seric e Zauri (l’abruzzese avanza a centrocampo, il croato arretra in difesa), ma la mossa non sortisce effetti. Più che la posizione in campo dei singoli giocatori, alla Lazio servirebbe infatti alzare il ritmo della partita per tentare di mettere in crisi l’organizzazione di gioco degli spagnoli. Ma, almeno per i primi 45 minuti, la squadra di Caso sembra non trovare il pedale dell’acceleratore. E così, dopo aver controllato agevolmente la gara nella parte centrale della prima frazione di gioco, il Villarreal torna a fare la voce grossa nell’area avversaria prima dell’intervallo. E buon per la Lazio che tra i pali ci sia un Sereni concentrato e che i giocatori spagnoli pretendano di entrare in porta con la palla, anziché capitalizzare senza indugi le occasioni a disposizione. Cambia un po’ la musica nella ripresa. Caso getta nella mischia un’altra punta, Rocchi, al posto di un esterno, Manfredini (al rientro dopo due mesi di assenza) e cambia soprattutto modulo.

File: [21ott04a.jpg] | Wed, 21 Oct 2015 13:02:59 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

Dal 4-4-2 si passa al 4-3-3 (con tridente offensivo composto da Pandev, Inzaghi e Rocchi), che poi si trasforma in 4-2-3-1 quando entra in campo pure Di Canio al posto diSeric (Inzaghi punta centrale, supportato qualche metro più indietro da Pandev, Rocchi e Di Canio. La girandola di sostituzioni e moduli (completata dall’innesto diGiannichedda per Dabo) conferisce alla Lazio un pizzico di vitalità in più, ma non produce effetti concreti. Se non quello di indurre gli spagnoli ad arroccarsi. Ma quando tutto sembra ormai compromesso per la Lazio, ecco arrivare l’ennesima superiorità numerica di questo inizio di stagione. José Mari si becca il cartellino rosso (reagisce con una gomitata ad una trattenuta di Giannichedda) lasciando la sua squadra in dieci nell’ultimo quarto d’ora. A differenza di quanto accadde con Milan e Chievo, stavolta l’uomo in più viene sfruttato dalla Lazio. A siglare la rete del pareggio ci pensa Rocchi quando mancano sei minuti al 90′ (l’assist è di Inzaghi).

Fonte: Laziowiki.org



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Curiosità: le prestazioni degli ex laziali in veste di allenatore

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Lasciare il campo da gioco con la casacca da giocatore è dura ma l’amore per il calcio non terminerà mai. Una passione che ti prende fin da bambino e che porterai nel cuore fino al tuo ultimo respiro. Molti player per non abbandonare la sfera decidono di continuare a vivere questo mondo appendendo gli scarpini al chiodo rimanendo però in ambito calcistico in altre vesti.

Il sito lalaziosiamonoi.it ha riportato sul suo portale l’andamento degli ex laziali impegnati con le proprie panchine partendo dal neo ct del Miami Fc Alessandro Nesta per poi passare da Simeone, Almeyda e molti altri.

Almeyda:  Giunto a Settembre nel Chivas che ha attualmente 17 punti piazzandosi momentaneamente al decimo posto nella Primera Division de Mexico. La sua avventura era partita bene portando un calcio aggressivo con buoni risultati che hanno portato molto entusiasmo nell’ambiente societario fino alla sosta delle Nazionali dove trova i primi intoppi ed i primi pessimisti. L’ex laziale dichiara: “Non possiamo farci fermare dalla frustrazione, pensiamo alla prossima gara imparando dagli errori”.  Errori che andranno studiati visto che il derby contro l’Atlas de Guadalajara, dove tra l’altro gioca il nostro Tata Gonzalez, è alle porte.

Bergodi: Anche lui come Almeyda siede sulla sua nuova panchina da Settembre. Panchina però europea, esattamente romena. L’ex biancoceleste si trova ad allenare il Târgu Mureș, club che attualmente si trova alla sesta posizione del massimo campionato romeno dopo aver subito la sconfitta per 2-1 contro la Dinamo Bucarest.

Conceiçao: Percorso duro per l’ex centrocampista laziale dove la sua squadra, il Guimaraes, si trova al 15′ posto con 6 punti, rimediando una sconfitta per 5-1 contro lo Sporting Lisbona e l’eliminazione dalla Coppa Portogallo contro il Penafiel, squadra che attualmente svolge il campionato nella serie cadetta portoghese.

Crespo: Allena attualmente il Modena nella serie B, un ritorno italiano per l’argentino che attualmente si trova alla 14esima posizione con 10 punti .

Giordano: destinazione ungherese per lui dove si trova nella zona retrocessione nella terza categoria con il Tatabanya, percorso arduo dove la società non ammette più errori. Piccola curiosità, Tommaso Rocchi è nel suo club.

Gregucci: Sostituto di Scienza, l’Alessandria punta su di lui per macinare punti e scalare la classifica del girone A nella serie C1 italiana raggiungendo la settima piazza.

Nesta: Il suo esordio partirà nel 2016 nella  serie minore  statunitense North American Soccer League. L’ex difensore ha ritrovato un italiano con se ovvero Maldini che è attualmente co-proprietario del club Miami FC:”Sono felice di poter dire di aver aggiunto un altro esaltante capitolo alla mia carriera e sono onorato che mi sia stata concessa l’opportunità di aiutare a costruire e guidare il Miami FC verso la conquista della NASL”.

Oddo: Si trova alla nona  posizione con il Pescara in Serie B, dopo un blackout dei giocatori sembra esser ritornato sulla retta via: “Un ottimo approccio, un costante predominio e capacità di tenere duro, rimanendo concentrati fino alla fine del match. Questa è la strada giusta”.

Pancaro: Giunto quest’estate sulla panchina del Catania si trova a quota 5 punti in tredicesima posizione. Ricordiamo che attualmente il club ha dei punti di penalizzazione da scontare.

Simeone: Sicuramente è l’ex biancoceleste più vincente in veste di allenatore, attualmente si trova alla quarta piazza nella massima divisione spagnola con un bottino di 16 punti insieme al Villarreal.



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Occasione europea per Radu e Matri: per i due è l’ora del riscatto

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Riscattare l’ennesimo risultato negativo in trasferta e mantenere il primato nel girone. Non si può sbagliare domani sera nel fortino dell’Olimpico, un’arma in più fino a questo momento con i biancocelesti ancora imbattuti davanti ai propri tifosi. Lo sa bene Stefano Pioli, ma anche alcuni suoi calciatori che avranno nuovamente la chance di partire dal primo minuto dopo un periodo trascorso tra panchina ed infermeria. Su tutti Alessandro Matri e Stefan Radu, pronti ad far parte dell’undici titolare dopo quasi un mese di assenza, vale a dire dal match contro il St. Ètienne vinto per 3 a 2. Un’opportunità formato Europa che, come riporta la “Gazzetta dello Sport”, i due biancocelesti non possono proprio fallire per riconquistare le grazie del pubblico e soprattutto del tecnico di Parma.

Stefan Radu sta attraversando un vero e proprio momento di crisi in riferimento alle prove opache fornite nell’ultimo anno solare. Si, perchè la fase calante del rumeno è iniziato propria la scorsa stagione con prestazioni tutt’altro che esaltanti che gli hanno fatto perdere posizioni nella graduatoria di preferenza di Mister Pioli. Già nella scorsa stagione il tecnico ex Bologna e Parma gli ha preferito in diverse occasioni l’olandese Braafheid, relegando Radu in panchina. In questa stagione il trend non è cambiato, con tanti disattenzioni in fase di copertura che molto spesso hanno concesso occasioni e reti agli avversari. Ad approfittarne è stato Senad Lulic che, a causa di qualche difficoltà nel ruolo di mezz’ala e dell’abbondanza nella linea mediana, dal match contro il Genoa di campionato è stato schierato con regolarità nel ruolo di terzino sinistro, eccezion fatta per il match di Europa League contro i francesi del St. Ètienne, in cui Radu si è ripreso il posto sulla sua fascia di competenza. E proprio dalla competizione europea riparte la scalata del rumeno, che proverà a riconquistare la fiducia dell’allenatore per tornare stabilmente nell’undici di partenza.

Discorso diverso per Alessandro Matri. L’ex Milan, dopo un esordio da sogno contro l’Udinese con una doppietta che è ha regalato i 3 punti ai biancocelesti, ha fornito due prestazioni sottotono contro il Dnipro in Europa ed il Napoli in campionato: un’occasione colossale sprecata ed un paio di buone chance fallite nel match di Leopoli, mentre pochissimi palloni toccati nella disfatta al San Paolo, prima dell’infortunio muscolare all’adduttore che lo ha costretto a rimanere lontano dai campi ben 32 giorni. Poi il ritorno in campo proprio nell’ultimo weekend di campionato, con 25 minuti contro il Sassuolo. Per l’attaccante di Sant’Angelo Lodigiano alcune accelerazioni e poco più, soffrendo molto la fisicità dei centrali emiliani. Pian piano Matri sta ritrovando la forma fisica. Vuole riprendersi il posto in avanti, mettendo in difficoltà il tecnico Pioli. Klose è rientrato proprio domenica scorsa, mentre Djordjevic già questa settimana tornà ad allenarsi con il gruppo. Dunque quella di domani sera sarà l’occasione giusta per guadagnarsi le grazie del tecnico, già in previsione dell’abbondanza in attacco delle prossime settimane.



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Spifferi di mercato: Veltman nel mirino della Lazio

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La colonia olandese composta da Hoedt, Braafheid, Kishna e De Vrij potrebbe in futuro arricchirsi di un altro elemento: Joel Veltman, forte difensore classe ’92 in forza all’Ajax, ma che piace moltissimo a Tare.

Veltman sarebbe un nuovo tassello per ringiovanire e rinforzare la difesa della Lazio. Secondo le indiscrezioni, il ds biancocelste avrebbe già preso contatto con i lancieri di Amsterdam, ma la risposta è stata piuttosto perentoria: per prelevare il difensore servono non meno di 12 milioni di euro, vista anche la scadenza del contratto, rinnovato pochi mesi fa, fissata per il 2019.

Joel è un difensore elegante, tecnico, dotato anche di buona velocità: il profilo ideale per completare il reparto a disposizione di Pioli. Da fonti provenienri dall’Olanda, sembrerebbe che il ragazzo sia stato proposto dal suo entourage a vari club, ma tra i più attenti alla situazione ci sarebbe proprio quello biancoceleste. Veltman sogna il salto di qualità e un campionato più prestigioso, ma la trattativa tra le due parti rimane comunque difficile e complessa. Tare però ha messo sotto la lente d’ingrandimento il nome dell’olandese, lo ha cerchiato in rosso, ma sa che intavolare un discorso per gennaio è praticamente impossibile, se non a cifre fuori mercato ed è quindi più facile sedersi a un tavolo e parlare di un eventuale trasferimento con scadenza fissata per l’estate prossima. Veltman è un giocatore che piace per caratteristiche tecniche, è quello che manca alla Lazio: ha buona velocità, dotato di ottima tecnica, sa usare entrambi i piedi (anche se quello preferito è il destro), ama farsi dare palla e far ripartire lui l’azione. Nonostante l’altezza non sia da guinness dei primati (1.83 m), di testa è uno dei migliori giocatori dell’Eredivise. L’Ajax lo scovò quando aveva solo nove anni e giocava nelle giovanili di un piccolo club dei sobborghi di Amsterdam, il Vj Ijmuiden. Da lì in poi, quella del giovane Joel, è stata stata una scalata continua, che ha subito una brusca frenata nel 2008 quando il giocatore subì la rottura del legamento crociato del ginocchio destro. Un tunnel lungo quasi otto mesi, non abbastanza lungo, però, per interrompere l’ascesa di Veltman nel grande calcio tanto che, il 19 agosto 2012, arriva il debutto in Eredivise nella gara tra Ajax e Nec Nijmegen. Veltman fa gola anche in Premier League: Arsenal e Tottenham hanno già chiesto informazioni riguardo al ragazzo che ha tutto per diventare un centrale difensivo di grande livello proprio come De Vrij.

Non si tratterà  sicuramente di una trattativa lampo, ma la Lazio vuole già gettare i suoi ami in giro per l’Europa, in attesa di fare una buona e proficua pesca tra Gennaio e l’estate prossima. Perché si sa, il mercato non si ferma mai…



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Consigli sulle scommesse della Champions League, partite del 20 ottobre

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Oggi ritorna la Champions League e per gli amanti del betting proponiamo un’analisi su ogni partita e la proposta di since1900 per fare una schedina vincente.

Dinamo Kiev-Chelsea:partita molto equilibrata,la Dinamo in casa è molto temibile mentre il Chelsea non può sbagliare, consiglio la giocata GOAL.

BateBorisov-Barcellona: il Bate cerca l’impresa dopo aver battuto la Roma in casa, il Barça anche senza Messi ha tanti campioni che potrebbero colpire i bielorussi,consiglio la giocata OVER 2,5.

Dinamo Zagabria-Olympiacos: le due squadre hanno, a sorpresa, battuto l’Arsenal e sono in corsa per la qualificazione, ma hanno delle difese ballerine e per questo consigliamo la giocata GOAL.

Bayer Leverkusen-Roma: i tedeschi non sono in formissima, ma nella BayerArena sono molto temibili. La Roma arriva dalla sconfitta contro il Bate e non può permettersi di perdere. Con molta probabilità, la partita sarà piena di gol, per questo vi proponiamo la giocata GOAL o OVER2,5.

Porto-Maccabi Tel-Aviv: partita dal pronostico scontato in favore dei Dragoni, gli israeliani hanno totalizzato 2 sconfitte su 2 partite segnando 0 gol. Consigliamo la giocata NOGOAL.

Arsenal-Bayern Monaco: l’Arsenal e’ ancora a 0 punti dopo le sconfitte con Olympiacos e DinamoZagabria. Questa è la partita da ultima spiaggia per la squadra di Wenger che affronterà la corazzata di Guardiola a punteggio pieno. Prevedo una partita con tanti gol,consigliamo la giocata OVER2,5.

Valencia-Gent: i campioni del Belgio volano in Spagna ed affrontano il Valencia. Partita che potrebbe essere più difficile del previsto per i Pipistrelli, ma alla fine dovrebbero portare i 3 punti a casa, consigliamo quindi la giocata 1.

Zenit-Lione: la squadra di Hulk è imbattuta e a punteggio pieno, i francesci invece in difficolta’ in Ligue1, in trasferta hanno spesso raccolto risultati negativi, consigliamo la giocata 1.

La nostra schedina che consigliamo è quindi la seguente:
DINAMO KIEV-CHELSEA:GOAL
BATE BORISOV-BARCELLONA:OVER2,5
DINAMO ZAGABRIA-OLIMPIACOS:GOAL
BAYER LEVERKUSEN-ROMA:GOAL
PORTO-MACCABI TEL-AVIV:NOGOAL
ARSENAL-BAYERN MONACO:OVER2,5
VALENCIA-GENT:1
ZENIT-LIONE:1

Il betting è uno svago e deve rimanere tale, il mio consiglio è quello quindi di giocare sempre 2 o 3 euro senza mai esagerare.Buona scommessa e speriamo di portare a casa qualche soldino.



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Del Nero: “Mauri regista? Si può. Keita? Si toglierà soddisfazioni”

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Dalle soddisfazioni trionfali nell’Under21 con Gilardino&Co. all’approdo alla Lazio, per poi essere tra i big della serie D; il cammino di Simone Del Nero, classe 1981, ha avuto il punto più alto qui a Roma, accesso alla Champions con Delio Rossi grazie ad un suo gol, piedi discreti ma forse tanta discontinuità. Lalaziosiamonoi.it lo ha intercettato e ha prodotto un’intervista interessante.

Sei una delle stelle della Serie D, come procede il campionato alla Massese?

“Mi vien da ridere perché sto soffrendo di una fascite plantare simile a quella che mi bloccò ai tempi della Lazio. Sto recuperando da questo piccolo problema, anche se non è molto grave come lo fu allora”.

In rete gira un video virale di un tuo assist pazzesco di rabona realizzato contro il Foligno.

“Ogni tanto mi vien fuori ancora qualche bella giocata, anche se in categorie inferiori. Sono contento lo stesso…”.

Capitolo Lazio. Il Sassuolo ha interrotto un’importante striscia positiva, ma Pioli vede una squadra in crescita.

“Purtroppo non ho visto la partita, ma guardando la classifica notiamo come la Lazio sia a tre punti dalla prima e non bisogna quindi fasciarsi la testa. Le sue partite le ha giocate bene, peccato per questo piccolo intoppo, ma credo che la squadra ci sia e l’abbia dimostrato in queste prime partite di campionato. È una Serie A molto equilibrata, non c’è una squadra che spicca rispetto alle altre”.

Matri ha parlato di una squadra che fatica nei momenti decisivi. Sei d’accordo?

“Credo che sia ancora troppo presto per giudicarlo come problema. Nei quattro anni e mezzo che ho giocato alla Lazio si percepiva un po’ l’ansia di riuscire a raggiungere dei risultati, nel momento in cui c’è da varcare questa linea si è un po’ tirati, ci sono forse troppe responsabilità. L’ambiente non è facile, ci sono tanti giocatori nuovi e tanti giovani. L’ansia da prestazione si fa sentire”.

Pioli cerca di minimizzare l’assenza di giocatori come Parolo o Biglia ma la Lazio fatica senza i padroni della mediana. Ledesma avrebbe fatto comodo a questa squadra?

“Alla Lazio ha sempre fatto bene, questa squadra ha risentito dell’assenza di Biglia. L’unico giocatore che poteva sostituirlo era Ledesma. Un giocatore di grandissima personalità, mi sarebbe piaciuto avere la sua personalità, sarei arrivato molto più lontano anche con la maglia della Lazio”.

È tempo di esperimenti. Mauri regista, soluzione percorribile?

“Sicuramente, è l’ago della bilancia della Lazio. Lo prendiamo come esempio anche con i ragazzi qui a Massa, tatticamente ne ho conosciuti pochi di quel livello. Può ricoprire tutti i ruoli perché è molto intelligente, credo che possa far bene”.

Sulla trequarti invece regna l’abbondanza. Keita rischia di essere sacrificato?

“Candreva è l’unico giocatore insostituibile di questa squadra perché dà molta sostanza, è sempre uno dei migliori in campo. Keita è un ragazzo giovane, quando ero alla Lazio giocava nella Primavera, ogni tanto si allenava con noi e lasciava intravedere grandi giocate. Bisogna avere pazienza con questo ragazzo, sta già facendo tanto rispetto alla sua età. Può togliersi tante soddisfazioni”.

Morrison invece paga le moderne dinamiche tattiche che escludono il trequartista alla vecchia maniera.

“Di fantasisti alla Roberto Baggio se ne vedono pochi. Oggi bisogna abbinare la tecnica alla fisicità e alla corsa, Baggio giocava anche da fermo. Calciatori di quel tipo lì fanno fatica, si devono adattare a questo tipo di calcio. Non conosco personalmente Morrison, non mi permetto di dare giudizi”.

La Curva Nord ha dichiarato che non presenzierà al derby, per protestare contro i nuovi provvedimenti che prevedono il frazionamento delle curve.

“I tifosi danno una grossa mano alla squadra, sono il dodicesimo uomo in campo. La curva della Lazio dà spettacolo, è molto coreografica, fa effetto vedere una curva con tifosi così appassionati. La squadra ovviamente risente della loro assenza, sono i trascinatori. Avranno le loro ragioni, può essere deleterio però per la squadra”.

Cosa manca a questo Lazio per iniziare un nuovo percorso in Champions League?

“È un campionato molto equilibrato, sono tutte lì. Non manca niente a questa Lazio, ci vuole solo del tempo per risolvere quel che non va. L’esperienza e la personalità ci sono, un mix di giovani e giocatori più esperti. Forse manca un po’ di esperienza nel panorama europeo rispetto a squadre come Juventus, Inter, si è visto contro il Bayer Leverkusen, più abituato a quei palcoscenici. Penso che la squadra sia all’altezza di arrivare tra le prime 4-5 nel torneo”

 



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Sassuolo-Lazio, le dichiarazioni dei protagonisti nel post partita

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Una foto del settore ospiti del Mapei Stadium pieno di tifosi della Lazio, con sciarpe e bandiere biancocelesti.
biglietti sassuolo lazio

E’ la delusione a dominare in casa Lazio nel post partita di Reggio Emilia. Un sentimento che si unisce al rammarico di aver mancato la grossa chance di agganciare la vetta della classifica, in virtù della sconfitta della Fiorentina al San Paolo di Napoli. Oltre al tecnico Stefano Pioli sono proprio loro, i protagonisti del match, ad esprimere il loro giudizio sul match da poco concluso.

In zona mista si presenta il panzer tedesco Miroslav Klose per rispondere alle domande degli addetti ai lavori: “Il primo gol è capitato su rigore, in una situazione in cui non tutti lo fischiano. Ora bisogna analizzare la gara, vedere ciò che non è andato e ricominciare”. Il capitano di giornata della Lazio (per l’assenza dal primo minuto di Biglia, Mauri e Radu, ndr) continua: “La prima partita dopo la sosta può essere complicata. Forse siamo stati troppo nervosi, dietro non abbiamo sfruttato il due contro uno, forse la distanza tra attaccanti e centrocampo era troppo lunga. Devo rivedere la partita per giudicare. Le nostre occasioni ci sono state, ma non mi sono piaciute le distanze”. Sull’assenza di uomini chiave come Biglia, De Vrij e Parolo: “Non saprei, può essere tutto, ma gli stop ci sono sempre stati, questo è il calcio. Rispetto all’anno scorso non so cosa manchi, ma vedo ciò che abbiamo davanti. Dobbiamo ripartire già dalla prossima partita, solo questo conta per me”.
Il match di Reggio Emilia ha segnato il ritorno dello stesso attaccante classe 1978 sul terreno di gioco dopo un lungo stop forzato: “Io sto bene, mi servono un paio di gare per ritrovare il ritmo. Ma sono pronto per giocare”.

Lo stesso Klose ha parlato anche ai microfoni di Lazio Style Radio: “Nel calcio si gioca per non prendere gol, dobbiamo stare più compatti e poi sfruttare le occasioni. Nel primo tempo è mancato qualcosa per fare gol. Anche la difesa deve fare gioco, dobbiamo fare meglio quando il centrocampista è pressato. Anche noi attaccanti dobbiamo aiutare nella costruzione di gioco. Lavoreremo di più su questo. Dobbiamo continuare su questa strada, abbiamo tanti giocatori che possono sfruttare le occasioni, soprattutto i giovani che hanno una possibilità di crescita”. Il bomber di Opole si lascia andare catechizzando i giovani della rosa biancoceleste: “Non posso dire che i giovani fanno male, solo che c’è differenza tra allenamenti e partita”. Infine uno sguardo all’attuale situazione di classifica: “Siamo lì anche se abbiamo perso, dobbiamo ripartire con i nostri tifosi e il nostro atteggiamento. Se continuiamo così siamo sulla strada giusta, ma nel calcio può succedere di tutto, dobbiamo pensare solo alla prossima partita che è la più importante”.

Anche Alessandro Matri è intervenuto ai microfoni della radio ufficiale della società biancoceleste: “Sconfitta immeritata? Avevamo in mano la partita, poi c’è stato il rigore che non so giudicare perché non l’ho rivisto. Poi il 2-0 ci ha messo in una situazione strana, siamo stati bravi ad andare subito sul 2-1 ma non abbiamo recuperato. Si è vista una buona Lazio, con un buon gioco. Abbiamo creato tanto ma non abbiamo finalizzato al meglio, analizzare adesso cosa ci manca non lo so dire, ma non possiamo criticare perché abbiamo fatto bene. Oggi doveva essere una prova di personalità vincere oggi era importante per la classifica e forse questo è quello che manca: non riusciamo a vincere la partita dove devi dare la svolta. Siamo un gruppo con tanti giovani e giocatori esperti, uniremo le forze per gestire al meglio queste situazioni”. L’attaccante in prestito dal Milan parla anche del suo inserimento nel gruppo biancoceleste e l’attuale stato di forma: “Ci sono giocatori di ottima qualità, giocare con loro è facile e pian piano che passa il tempo ci si abitua sempre di più, piano piano troveremo la giusta sintonia. Sto bene, era tanto ce non giocavo e per prender la condizione c’è bisogno di tempo, purtroppo la partita è andata così, ora abbiamo tante partite per prendere la miglior condizione possibile”.



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Sassuolo – Lazio: statistiche e probabili formazioni

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Al Mapei Stadium di Reggio Emilia si affronteranno, alle ore 15.oo, SassuoloLazio. L’incontro sarà valido per l’ottava giornata della Serie A TIM 2015/2016.

In casa Lazio si vuole continuare a vincere per restare tra le file di testa e scavalcare nuovamente gli odiati rivali giallorossi. In difesa Gentiletti dovrebbe essere preferito a Hoedt, mentre Lulic sarà confermato come terzino sinistro al posto di Radu. In mediana farà il suo esordio la coppia inedita formata da Onazi e Cataldi, a causa delle assenze di Biglia e Parolo. Mentre in avanti ritorna Candreva, dopo l’infortunio alla caviglia; lo stesso vale anche per Milinkovic che tornerà dal primo minuto dopo la panchina con il Frosinone. Felipe Anderson, invece, sembra preferito a Keita, con Klose, come unica punta, che dovrebbe vincere il ballottaggio con Matri. La squadra biancoceleste arriva dalla vittoria casalinga contro il Frosinone per 2-0 e da una striscia di tre risultati positivi, che hanno rinvigorito l’ambiente dopo la debacle di Napoli. La quarta vittoria consecutiva poi consentirebbe alla squadra di Pioli di restare agganciata al treno delle prime in classifica.

In casa Sassuolo, invece, la difesa sarà l’unico reparto con tutti titolari. Mentre in mediana Biondini prenderà il posto dell’infortunato Duncan. In attacco il ballottaggio sarà tra l’ex di giornata, Sergio Floccari, e Defrel. Il francese, però, non è in formissima e l’ex Lazio sembra il favorito per completare il tridente con Floro Flores e Berardi. Gli emiliani cercano la seconda vittoria tra le mura amiche. I tre punti, infatti, mancano dalla prima giornata, in cui il Sassuolo vinse contro il Napoli per 2-1. Dopo quell’ottima prestazione, infatti, sono arrivati solo due pareggi. Mentre nel’ultima giornata il Sassuolo ha perso in trasferta ad Empoli per 1-0. La squadra di Di Francesco, quindi, è alla ricerca di un risultato positivo, che le consentirebbe di ritrovare la retta via. Per la Lazio, quindi, non sarà facile vincere in quel di Reggio Emilia.

SS Lazio's Felipe Anderson (L) scores the 0-1 goal during the Italian Serie A soccer match between Sassuolo and Lazio at Mapei Stadium in Reggio Emilia, Italy, 01 March 2015. ANSA/ELISABETTA BARACCHI

PRECEDENTI: Questo è il terzo confronto in terra emiliana tra Sassuolo e  Lazio. Nei due incontri precedenti, infatti, i padroni di casa sono a secco di vittorie: lo scorso anno è arrivata una sconfitta per 3-0, mentre nel 2013 è arrivato un pareggio per 2-2. In quattro incontri disputati in Serie A contro il Sassuolo la Lazio non ha mai perso, infatti, sono 3 le vittorie biancocelesti. I neroverdi non hanno, invece, mai vinto, l’unico risultato positivo è un pareggio.

 

PROBABILI FORMAZIONI:

SASSUOLO (4-3-3) – Consigli; Vrsaljko, Acerbi, Cannavaro, Peluso; Missiroli, Magnanelli, Biondini; Berardi, Floccari, Floro Flores. All. Di Francesco. A disp. Pomini, Pegolo, Longhi, Ariaudo, Gazzola, Terranova, Pellegrini, Laribi, Falcinelli, Politano, Sansone, Defrel.

Indisponibili: Antei, Duncan
Squalificati: nessuno
Diffidati: Peluso

LAZIO (4-2-3-1) – Marchetti; Basta, Mauricio, Gentiletti, Lulic; Onazi, Cataldi; Candreva, Milinkovic-Savic, Felipe Anderson; Klose. All. Pioli. A disp. Berisha, Guerrieri, Braafheid, Hoedt, Radu, Konko, Patric, Mauri, Morrison, Oikonomidis, Keita, Kishna, Matri.

Indisponibili: De Vrij, Biglia, Djordjevic, Parolo
Squalificati: nessuno
Diffidati: nessuno

ARBITRI:

ARBITRO: Guida (sez. Torre Annunziata)
ASSISTENTI: Tasso e Schenone
IV UOMO: Barbirati
ADDIZIONALI: Cervellera e Saia



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Cataldi e Onazi: la gioventù al volante

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Il centrocampo laziale è falcidiato dagli infortuni. Proprio quando le cose sembravano essere tornate ad andare nel berso giusto, ecco che la sosta per le nazionali ha “regalato” a mister Pioli altri due grossi grattacapi con gli infortuni di Biglia e Parolo, la mente ed il braccio de centrocampo biancoceleste.  Le assenze dell’argentino (out almeno un’altra decina di giorni) e di Parolo (fuori venti giorni circa) non fanno di Pioli un allenatore fortunato. Ma bisognerà pur adattarsi e dare fiducia a tutti i componenti della rosa. Per questo motivo, contro il Sassuolo, la mediana verrà gestita da una coppia tutta giovane ed inedita: Eddy Onazi e Danilo Cataldi, due ragazzi venuti su dal settore giovanile biancoceleste.  Sono giovani che ormai hanno accumulato parecchia esperienza in Serie A, ma sempre a fianco dei senatori, Biglia e Parolo, appunto, ma anche Ledesma. Questa volta dovranno vedersela da soli per almeno 3-4 partite e dimostrare che sono diventati grandi e capaci di prendendere per mano la Lazio.

Per Cataldi e Onazi questo è il primo grande esame da grandi, come riporta La Gazzetta dello Sport. Nel loro percorso professionale qualche soddisfazione se la sono già tolta, specialmente il nigeriano vincitore della Coppa D’Africa un paio di anni e punto fermo della sua Nazionale. Ma non solo: Onazi era titolare il 26 maggio 2013, quando la Lazio entrò nella storia per aver sconfitto la Roma in finale di Coppa Italia. Per finire, cinque mesi fa, ha messo a segno la rete del 3-2 in quel Napoli facendo arrivare la Lazio ai preliminari di Champions. Senza contare qualche gol importante messo a segno nelle varie apparizioni in Europa League. Per Danilo, invece, la situazione è differente. E’ romano, laziale, ha tutto per poter essere un predestinato con i gradi di leader e capitano dei biancocelesti dopo esserlo stato nella Primavera due stagioni fa. Il suo primo anno nella massima serie è stata un successo. Il secondo, quello in corso, non è iniziato nel migliore dei modi, ma c’è tutto un campionato davanti per invertire la tendenza e per dimostrare a tutti quanto davvero valga

Gli eventi negasti di questa sosta, costringeranno sia l’allenatore che i due giovani centrocampisti a dover imparare in fretta, ma non è detto che sia un male, potrebbe essere la scossa per entrambi. Pioli ci conta. In queste ore sta catechizzando i due giovani centrocampisti chiamati a diventare grandi. Soprattutto nel corso dell’allenamento di giovedì, dove li ha avuti nuovamente insieme dopo gli impegni con le rispettive Nazionali. Continuerà a farlo domani, quando la Lazio sarà di scena al Mapei Stadium, in una partita fondamentale per il prosieguo della stagione.



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Perea, l’agente: “A Roma non aveva spazio, ma Tare crede in lui”

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Il colpo di maggior spessore del mercato estivo del Troyes ha sicuramente il nome di Brayan Perea. L’attaccante colombiano è sbarcato alla corte francese in prestito e fino ad adesso ha collezionato cinque presenze senza ancora aver trovato la via del gol. Mister Furlan punta molto sulla punta classe ’93, che in estate ha rifiuto due opzioni italiane. Come rivela gianlucadimarzio.com, infatti, Verona e Carpi avrebbero bussato dalle parti di Formello per provare a ingaggiare il collmbiano. Il fascino della Ligue 1, invece, ha fatto breccia nel cuore di Perea, pronto a stupire Oltralpe. Il suo agente Francesco Caliandro infatti afferma che Perea “è arrivato nel gruppo con un mese e 20 giorni di ritardo, ma il suo impiego è importante, soprattutto nel contesto in cui si trova, ovvero la Ligue 1. Brayan viene schierato come attaccante centrale o esterno d’attacco. Quella francese è una realtà diversa da quella italiana, il ragazzo deve recuperare il tempo perso lo scorso anno anche a causa di un infortunio. Diciamo che la stagione sportiva 2014/2015 è quasi da cancellare…”. Poi conclude rivelando: “Salvo la parentesi da gennaio in poi quando è tornato in biancoceleste. A testimonianza di come la società punti sul ragazzo. Quest’anno è stato mandato al Troyes per giocare e trovare la sua continuità. Alla Lazio gli spazi erano chiusi da Klose, Djorjdevic e Matri, ma il ds Tare crede molto in Perea e spera che questa esperienza gli serva per dimostrare tutto il suo valore e per tornare alla Lazio più forte e pronto”

Questo è anche ciò che sperano i tifosi biancocelesti, visto che quando Perea venne acquistato, fu presentato come il “nuovo Cavani”, ma delle imprese fatte dal matador ex Napoli non se ne è vista neanche l’ombra.



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Consigli per il Fantacalcio: Prima Parte

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Ecco qui con questa nuova rubrica, vediamo se riusciamo a darvi una mano per fare la formazione al Fantacalcio!

Genoa-Chievo: Puntate su Perotti, bene anche Pavoletti, non schierate Burdisso e Cissokho; nel Chievo schierate l’uomo bonus Birsa e puntate su Paloschi che potrebbe sbloccarsi, no a Gobbi e Frey che probabilmente soffriranno contro Perotti e Capel.

Napoli-Fiorentina: impossibile non schierare Higuain e Insigne, bene anche Allan, Jorginho potrebbe soffrire il centrocampo viola, non schieratelo; nella Fiorentina, senza dubbi, schierate Marcos Alonso e Ilicic, lasciate a casa Tatarusanu, Tomovic e Astori.

Sassuolo-Lazio: negli emiliani rientra Berardi, schieratelo insieme a Defrel; nella Lazio invece rientra Candreva, schieratelo insieme a Felipe Anderson, possibile sorpresa Milinkovic, lasciate a casa Onazi, Mauricio e Gentiletti.

Verona-Udinese: Pazzini torna titolare, puntateci potrebbe sbloccarsi, bene anche Sala e Halfredsson, lasciate in panchina Helander e Pisano; nei friulani scontato l’impiego di Di Natale, date una chance anche ad Adnan, Lodi è in ritardo di condizione e potrebbe soffrire il centrocampo scaligero, non puntateci.

Inter-Juventus: puntate forte su Perisic in super condizione, impossibile lasciare fuori Icardi, cecchino infallibile contro la Juve, lasciare fuori il falloso Medel e Juan Jesus che vedrà i sorci verdi contro Cuadrado; schierate senza dubbi Cuadrado, Dybala e Morata, Marchisio rientra dopo un’infortunio, potrebbe soffrire il centrocampo muscolare interista, lasciatelo a casa.



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Tour Lazio Style, la coppia Matri-Cataldi sbanca Fiumicino

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Vuoi la campagna abbonamenti ripartita, vuoi la promozione del Lazio Style Tour, un grappolo di tifosi sono accorsi al Lazio Style Store Parco Leonardo di Fiumicino dove Danilo Cataldi e Alessandro Matri sono stati i clienti di lusso.

Dopo aver fatto le solite foto di rito con i simpatizzanti e rilasciato alcune dichiarazioni, ecco che tra le varie testate abbiamo riassunto e catturato le sensazioni di Alessandro Matri in vista dell’imminente gara col Sassuolo di campionato: “Col Sassuolo sarà una partita difficile, la prima gara dopo la sosta è sempre complicata. Preparare la partita senza tanti nazionali è stato difficile, soltanto oggi eravamo al completo. In ogni caso non cerchiamo alibi, ci faremo trovare pronti. Gli infortuni di Biglia e Parolo? Sono cose che capitano, chi giocherà si farà trovare pronto. Servirà il sacrificio di tutti, dobbiamo continuare su questa strada perché ne abbiamo le qualità. Dopo la sconfitta di Napoli, abbiamo dato un grande segnale in campionato e in Europa League. La stagione in corso non è iniziata bene, la sconfitta nel preliminare si è fatta sentire, ci era rimasto un groppo in gola. Adesso abbiamo una buona classifica che aiuta a preparare meglio le partite. Io o Klose? Decide il mister, io e Miro siamo a disposizione. Ovviamente cercherà di metterlo in difficoltà per giocare”

Per Stefano De Martino, responsabile comunicazione della Lazio è un giorno bellissimo: “Questi eventi servono per avere un contatto con i tifosi biancocelesti, per scambiarsi pareri. Sono momenti importanti per la vita del club. Matri è emozionato, ha visto il calore dei suoi nuovi tifosi. Anche Danilo Cataldi è emozionato, accolti tra tanti i cori, soprattutto dei più giovani. Questi sono eventi da ripetere, anche se a causa dei tanti impegni è difficile strappare gli atleti all’area tecnica”. Ultimo, ma non per importanza, De Martino ha sottolineato l’appuntamento importante di domani a Monterotondo ossia il quarto “Memorial A. Pesciarelli”, dedicato al compianto giornalista RAI scomparso prematuramente; concludendo, ha comunicato che nella gara contro il Torino di domenica 25 ottobre la Lazio giocherà con il lutto al braccio in memoria di Arrigo Dolso, recentemente scomparso e che Since 1900 ha degnamente ricordato con un articolo.

La giornata è finita con il sorriso: l’emozione di Danilo Cataldi nel vedere così tanta gente era tanta da aver avuto difficoltà nel trovare una frase giusta per salutare i tifosi accorsi festosi al Lazio Style Store durante l’ending svoltosi all’interno del Cinebox dello stesso Centro Commerciale Leonardo. Si è fatto aiutare da Matri, forse abituato a situazioni simili in contesti passati tra Milan, Cagliari e Juventus.



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Ghirotto, All. Latina Primavera: “Contro la Lazio cerchiamo l’impresa”

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Terminata la sosta per le Nazionali, torna in campo anche la Lazio Primavera che andrà a Latina per affrontare i i pari età del Latina. Reduci da importanti successi, quali la vittoria in campionato sul Crotone che ha ridato fiducia al gruppo dopo la sconfitta contro il Bari, il Torneo Karol Wojtyla, dove si sono tolti la soddisfazione di alzare al cielo il primo trofeo della stagione, la voglia di dare continuità ai successi è tanta dalle parti di Formello. E invece i ragazzi del Latina come si stanno preparando alla gara? Per saperne di più, lalaziosiamonoi.it ha contattato l’allenatore pontino Marco Ghirotto riguardo al match che andrà in scena domani all’ex Fulgorcavi di Latina.

Nell’ultima giornata di campionato avete battuto il Frosinone. Un successo particolarmente significativo, che ha il sapore del riscatto visto che sono stati proprio i gialloblù ad eliminarvi dalla Coppa Italia. Anche la sfida con la Lazio può essere considerata una sorta di derby? Come la vivete voi?

“Oltre che un derby, per il noi il Frosinone ha rappresentato una delle sei squadre di Serie A inserite nel nostro girone. Perciò batterlo è stata una doppia soddisfazione: abbiamo sconfitto i cugini ma anche un gruppo da poco approdato in Serie A, appunto. Con la Lazio vale un po’ lo stesso discorso, in quanto la riteniamo una delle squadre di Serie A che hanno delle maggiori opportunità e scelte anche in sede di mercato rispetto a noi che veniamo dalla Serie B”.

Con quale spirito il Latina affronterà la Lazio?

“La affrontiamo nell’ottica di fare bene e giocarcela. Poi se verrà anche un risultato positivo a nostro favore, a fine gara, potremo essere orgogliosi di affermare di aver fatto bene con un grande club”.

Come state preparando la sfida e quali giocatori della Lazio ritiene più pericolosi?

“Ci prepariamo come sempre e solo nell’ultimo allenamento focalizziamo la nostra attenzione sull’avversario, in questo caso la Lazio. Ѐ una squadra importante e molto forte, ha vinto tantissimi titoli sia con Bollini che con Inzaghi. Nonostante l’organico sia molto cambiato rispetto allo scorso anno, perché sono entrati molti ex Allievi, ritengo che sia un gruppo molto valido. Ci aspettiamo una Lazio molto competitiva, non c’è un elemento in particolare da temere, ma è tutto il gruppo nell’insieme”.

Quali sono invece i vostri punti di forza?

“I nostri punti di forza dovranno essere assolutamente la corsa, quindi la velocità, e la voglia di combattere su ogni palla, che penso avrà anche la Lazio”.

Che cosa pensa del collega/avversario Inzaghi?

“Sicuramente è bravo perché affermarsi e vincere non è per niente semplice. Io tre anni fa ho avuto la fortuna di vincere uno scudetto sempre con le giovanili del Latina, proprio in questi anni che non ho vinto sto capendo quanto sia stato importante quel successo”.

Qual è la squadra del girone che teme di più?

“La Roma perché al di là dell’impegno nella Youth League, è una squadra che quando è al completo è la più forte di tutte. Se penso ad un gruppo con cui c’è meno speranza di vincere è questo. Anche se, come si sa, il calcio è imprevedibile e non si può mai sapere. Basti pensare che la Roma è andata ad Avellino e ha pareggiato. Ma è anche quest’aspetto che rende il calcio fantastico”.

Che cosa pensa di Minala e come mai secondo lei al netto degli infortuni sta faticando un po’?

“Nella nostra società è molto apprezzato, è un giovane e ci sta che all’inizio possa faticare un po’. Inoltre c’è da dire che la linea dei nostri centrocampisti, nella prima squadra, è molto competitiva, per cui è normale che un giocatore bravo come lui possa pagare uno scotto iniziale. A mio avviso sarà un elemento molto utile alla nostra causa, e anche il Latina potrà servire molto alla sua crescita e affermazione come calciatore”.



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Manovre sul mercato: tutti i nomi dei papabili sostituti di De Vrij

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Una cartilagine troppo fragile e una lunga attesa per sapere per quanto tempo ancora si dovrà fare a meno di un baluardo difensivo come Stefan De Vrij. Nell’ambiente Lazio c’è preoccupazione per la situazione fisica del classe 1992. Serviranno ancora altre tre o quattro settimane per capire se basterà una particolare terapia dello staff biancoceleste o bisognerà intervenire in artroscopia per evitare eventuale ricadute. In quel caso l’olandese dovrà stare lontano dai campi per altri tre mesi, prima di poter tornare a guidare la retroguardia capitolina.

Una situazione difficile da fronteggiare per Stefano Pioli. Il tecnico di Parma ha attualmente a disposizione solamente 3 centrali difensivi (Gentiletti, Hoedt e Mauricio) con una partita ogni tre giorni tra campionato ed Europa League. Ci sarebbe anche Radu, ma l’ipotesi legata al rumeno non ha mai convinto Pioli, che lo vede solamente nel ruolo di terzino di fascia sinistra. Il suo impiego al centro della difesa potrebbe essere solamente temporaneo, considerando l’utilizzo di Lulic sulla fascia sinistra. Ecco che, al netto di infortuni e squalifiche, il numero di stopper sembrerebbe essere troppo esiguo: per questo la società starebbe pensando di intervenire sul mercato già nel mese di gennaio per regalare al suo allenatore un colpo mirato nel reparto arretrato.
Ecco che torna di moda il nome di Georgi Terziev, difensore bulgaro classe 1992 del Ludogorets. Come riporta il Corriere dello Sport, il calciatore fu vicino alla Lazio già lo scorso gennaio, ma la richiesta di 5 milioni dei bulgari fece virare i radar di Tare su Mauricio, che arrivò con il prestito con diritto di riscatto dallo Sporting Lisbona. Il contratto di Terziev scade nel giugno prossimo, ed è per questo che la richiesta del club di Razgrad potrebbe essere molto inferiore a quella dello scorso anno. Ma quello del bulgaro non è l’unico nome in orbita Lazio: Douglas del douglas-dniproDnipro e Xandao del Krasnodar tornano ad essere alternative a basso costo, mentre Matip (Schalke 04) e Balanta, difensore del River Plate, sembrano essere situazione di sicuro affidamento ma più difficili da raggiungere per questioni economiche. In realtà il loro accordo con le attuali società di appartenenza terminerà nel 2016, ma i due sembrano essere molto richiesti sul mercato. Quasi irrealizzabili sembrano essere le idee Carlos Ascues, difensore del Wolfsburg in evidenza nell’ultima Coppa America con la maglia del Venezuela, e Lorenzo Tonelli dell’Empoli.

Tanti nomi per la Lazio, ma non solo. E’ infatti di questa mattina l’ultima indiscrezione lanciata dalla Gazzetta dello Sport che parla di un ritorno nella Capitale con la maglia biancoceleste di Giuseppe Biava, ex mai dimenticato dal popolo laziale. Un’ipotesi che momentaneamente non trova conferme, ma che potrebbe evolversi nei prossimi giorni.



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Rinnovi: Marchetti vicinissimo, Lulic ancora in bilico. Cataldi pronto per essere blindato

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In casa Lazio tengono sempre banco i rinnovi di contratto. Federico Marchetti Senad Lulic sono sempre i nomi caldi su cui puntare per il futuro, oltre a Danilo Cataldi, che il club biancoceleste vuole blindare a tutti i costi.

marchetti-lazio-fiorentina-TEDPer quanto riguarda Marchetti sembra che finalmente ci siamo, la fumata bianca è vicinissima, come riporta la La Gazzetta dello Sport. Marchetti e la Lazio sembrano destinati a continuare ancora insieme, fino al 2019. Sembrano superate, infatti, tutte le difficoltà, da quella sulla durata del contratto a quella solamente economica. Il portiere chiedeva e voleva un triennale, la Lazio puntava di più su un biennale con opzione per la terza stagione. Lotito, però, alla fine ha ceduto, pur di non perdere il portierone azzurro, acconsentendo all’accordo triennale. L’ingaggio del portiere salirà quini dagli attuali 1,1 milioni all’anno al milione e mezzo annuo. Per un calciatore del calibro di Marchetti, oltre che un leader in campo, è una giustissima ricompensa. La firma dovrebbe arrivare nel giro di dieci giorni.

La situazione Lulic, invece, è ancora in bilico. Il contratto dell’esterno bosniaco scade nel 2017. Ormai è da molto tempo che si aspetta il prolungamento, ma i mesi passano e Lulic ’71 sembra sempre più lontano da Roma. Secondo quanto riporta Il Messagero, però, il bosniaco, dopo gli screzi estivi, non sembra voler più lasciare la Capitale e rispetterà il contratto fino al 2017, nell’attesa che arrivi anche il rinnovo di contratto. Senad è felice alla Lazio, ma chiede un adeguamento consistente rispetto agli 800mila euro percepiti attualmente. Solo il ritorno al suo ruolo naturale sembra aver convinto Lulic a restare. Pioli ha capito, infatti, che il bosniaco si trova benissimo nello stesso ruolo in cui gioca in Nazionale, dove tra l’altro è diventato il re degli assist. L’ipotesi cessione è comunque ancora probabile, visto che l’accordo per il rinnovo stenta ad arrivare. Lotito lo valuta non meno di 15 milioni, soprattutto dopo essersi messo in evidenza nelle qualificazioni agli Europei. 

Chiudiamo con Cataldi, che sembra destinato a prendere per mano la Lazio, così come scrive oggi Il Tempo. Pioli, infatti, è pronto a dare le chiavi del centrocampo al talento romano. A Reggio Emilia, contro il Sassuolo, Danilo sarà in campo dal primo minuto. Cataldi, tra l’altro, cerca ancora il suo primo gol in A e Lazio intanto pensa anche ad un prolungamento del contratto, per blindare al più presto uno dei suoi giovani più interessanti.



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De Biasi a La Lazio Siamo Noi: “Pioli persona seria e ottimo allenatore. Con Tare potremmo fare scambio di posto”

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Dopo la storica qualificazione agli Europei con la su Albania Gianni De Biasi è stato contattato in esclusiva da la Lalaziosiamonoi.it per un’intervista, che qui vi riproponiamo integralmente. De Biasi ha parlato anche di alcuni ricordi legati al suo “allievo” Igli Tare, di cui è stato allenatore.

Che sensazione le fa essere l’eroe di un’impresa?

“Innanzitutto non mi considero un eroe, ma piuttosto una persona che ha lavorato tanto e che nel lavoro ci mette passione. Ѐ un successo che ho raggiunto anche grazie al mio staff e ai miei collaboratori che considero la parte più importante del mio lavoro. E poi la cosa fondamentale sono stati i miei ragazzi perché se non hai giocatori che dedicano tutti loro stessi a questa causa non si raggiungono certi obiettivi”.

C’è qualcuno a cui dedica questo traguardo?

“Sicuramente a mia moglie e mia figlia che sono due persone alle quali mi sento molto legato. Soprattutto perché mi supportano quando ho i miei momenti di follia (ride, ndr)”.

Com’è il suo rapporto con Tare?

“Il mio Igli? L’ho anche allenato! L’ho sentito poco fa telefonicamente, lui è sempre vicino alla nostra Nazionale. Ѐ molto felice per noi, per i nostri successi. L’ho incontrato appena sono stato chiamato ad allenare questo gruppo, abbiamo parlato del più e del meno e da lì siamo sempre in contatto. Lui ci segue molto, spesso vede le nostre partite in diretta e ci supporta”.

Lei lo ha anche allenato, che giocatore era Igli Tare?

“Era uno che non mollava mai, puntava molto sulla forza fisica. Era un buon giocatore davanti che riusciva a far salire la squadra e, sfruttando il suo fisico, aiutava il gruppo nei momenti di difficoltà. Era bravo anche nelle sponde aeree. Riusciva a rendersi molto pericoloso anche quando si giocava sull’esterno. In aerea di rigore era uno che si faceva sentire”.

Lo vedrebbe anche nelle vesti di allenatore? Magari proprio sulla panchina della Nazionale albanese?

“Non lo so, ma se vuole allenarla basta che mi fa un fischio. Io prendo il suo posto alla Lazio e lui viene in Albania. Sarebbe uno scambio alla pari, faremmo ognuno ritorno alle rispettive patrie (ride, ndr)”.

Che cosa pensa del fatto che Berisha alla Lazio non giochi molto? E che cosa pensa di lui come portiere?

“Etrit è un portiere di grandi qualità e in questo momento sta solo pagando il fatto che alla Lazio non trova continuità. Purtroppo per lui c’è Marchetti davanti e Stefano (Pioli, ndr) spesso lo preferisce a Etrit, ma questa è una decisione dell’allenatore e io non voglio di certo disquisire su una scelta tecnica. Se fosse per me, mi farebbe piacere che lui giocasse con continuità perché è un ragazzo molto giovane e che ha margini di miglioramento enormi. Lui è molto bravo tra i pali, è uno dei pochi che esce di porta con il giusto tempo e con la giusta abilità”.

Pensa che in un altro club potrebbe trovare più spazio?

“Se avesse la possibilità di andare a giocare, forse per lui e per noi sarebbe meglio. Ma queste sono scelte che Etrit deve valutare anche con la società e sono questioni nelle quali non voglio intervenire”.

Durante il ritiro ha mai parlato di Lazio con il capitano Lorik Cana?

“Sinceramente no perché avevamo da preparare partite di una certa importanza, cioè quelle contro la Serbia e l’Armenia che per noi rappresentavano i match chiave per chiudere in maniera positiva, come poi è stato, il discorso qualificazioni”.

Come vede la Lazio quest’anno?

“Molto bene, nonostante abbia avuto una partenza un po’ frenata. Innanzitutto credo che Pioli stia facendo benissimo. Ѐ un ottimo allenatore, ma soprattutto una persona seria, uno che non racconta sciocchezze. Ѐ uno che lavora e che sa tenere saldo un gruppo così vario, anche sotto il punto di vista delle nazionalità. Secondo me la Lazio, a livello proprio tecnico, ha una squadra giovane e di grande prospettiva”.



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Bonato, ex DT del Sassuolo, punta sui biancocelesti: “Un gruppo giovane di grandissima qualità”

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Domenica andrà in scena a Reggio Emilia uno scontro d’alta classifica del tutto inaspettato. Di fronte Lazio e Sassuolo, la vera sorpresa di questo campionato. La formazione guidata da Eusebio Di Francesco ha finora conquistato ben 12 punti al pari di 3 vittorie, 3 pareggi e una sola sconfitta rimediata nell’ultimo turno sul campo dell’Empoli.

Dall’altra parte, dopo un buona continuità di risultati nell’ultimo periodo, i biancocelesti attendevano la sosta per ricaricare le pile in vista del tour de force in cui saranno impegnati con 7 incontri tra Europa League e campionato in 22 giorni. In realtà la pausa ha riservato solamente cattive notizie, con gli infortuni con le rispettive Nazionali di due elementi fondamentali come Biglia e Parolo, e il mancato reintegro in squadra di Stefan De Vrij a causa di un’infiammazione al ginocchio che lo tiene lontano dai campi da gioco dal lontano 6 settembre. Servirà un grande match per portare a casa punti ed entusiasmare i supporters che arriveranno dalla Capitale e non solo per sostenere i propri beniamini.

Nereo Bonato, ex Direttore dell’Area Tecnica dei neroverdi emiliani, ha commentato l’incontro ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it, analizzando il momento delle due formazioni.

“Credo che il Sassuolo possa fare un buon campionato anche perché è il terzo anno consecutivo che Di Francesco è sulla panchina quindi ha già accumulato esperienza, ed inoltre ha sempre lo stesso organico quindi si tratta di una realtà consolidata. Strada facendo si capirà dove potrà arrivare – ha dichiarato l’ex calciatore di Brescello, Lecco e Valdagno – I neroverdi cercheranno sicuramente di fare la partita. Ovvio che giocando in casa proveranno ad avere un gioco propositivo anche perché vorranno voltare pagina dopo la sconfitta contro l’Empoli. Tuttavia la Lazio è in un momento positivo, anche se questa sosta per le Nazionali ha portato infortuni importanti come quelli di Biglia e Parolo. Per vincere, il Sassuolo dovrà fare il massimo perché sulla carta la Lazio è più forte e quindi dovrà cercare di trovare la qualità dei propri attaccanti e dovrà avere una grande attenzione in fase difensiva. Da parte della Lazio, credo che con il recupero di Biglia avesse ritrovato l’equilibrio giusto, così come con Parolo, e in questo momento la difficoltà sarà capire chi potrà garantire a Pioli lo stesso equilibrio in mezzo al campo. La qualità davanti non manca e quindi credo che qualche gol la Lazio riesca a segnarlo. Bisognerà, però, avere un certo equilibrio a centrocampo e consentire a Marchetti di tenere la propria porta inviolata. Sicuramente sarà una partita aperta a qualsiasi risultato.”

Bonato ha poi parlato della situazione in casa Lazio: “La squadra di Pioli, nonostante un inizio di stagione non semplice, adesso sembra che abbia trovato le motivazioni e la giusta quadratura del cerchio. Viene da una serie di vittorie importanti, ha un ottimo posto in classifica e sicuramente vorrà andare a Sassuolo per fare un risultato positivo. E’ una squadra con tantissima qualità e, anche se ha qualche assenza pesante, vorrà stare attenta perché il Sassuolo è una realtà consolidata che in questi anni ha acquisito i meccanismi giusti, aldilà della sconfitta di Empoli che ci può anche stare”.

Il 50enne, responsabile dell’area tecnica neroverde per ben 10 anni ed artefice del miracolo Sassuolo dalla C2 alla Serie A, ha risposto così alla precisa domanda su dove può arrivare la Lazio al termine di questa stagione: “Io credo che l’anno scorso in casa Lazio si è fatto un lavoro davvero importante. Stanno lavorando su un gruppo di ragazzi giovani e di grandissima qualità che quindi, essendo giovani, possono fare tutto e il contrario di tutto: possono ottenere risultati clamorosi o passare momenti di grande difficoltà come accaduto all’inizio della stagione. Credo che quando si è giovani è difficile trovare l’equilibrio giusto per competere in tante competizioni, e la differenza con l’anno scorso è proprio questa, che la Lazio di Pioli sarà impegnata anche sulle Coppe. Poi non ci dimentichiamo che il preliminare di Champions, sicuramente, qualcosa ha modificato nel lavoro quotidiano del gruppo. Credo che sia un passaggio di crescita normale, la Lazio riuscirà ad ammortizzare questo nuovo momento grazie ai suoi giovani e al suo bell’organico”.



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