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L’angolo della scommessa

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Anche questa settimana vi proponiamo dei  sistemi per provare a vincere qualcosa. Ricordiamo come sempre che si possono giocare o cosi oppure si può prendere spunto.

GIOCATE SEMPRE CON MODERAZIONE!

SERIE B: (in ordine MULTIPLA, U/O 2.5, GOAL/NOGOAL, MISTA)

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SERIE A: (in ordine MULTIPLA, U/O 2.5, GOAL/NOGOAL, MISTA)

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TOP ESTERO:

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FONTE QUOTE : EUROBET

IN BECCO ALL’ AQUILA!



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DS Salvini (Frosinone): Intelligenza e spavalderia contro la Lazio

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Il Leone contro l’Aquila, la grande città contro la cittadina, la storia contro l’entusiasmo della prima volta; questi sembrano essere i migliori termini di “scontro” per definire il secondo dei tre derby laziali tra Lazio e Frosinone. Quattro storici punti in sei partite per i ciociari che hanno fermato la Juventus allo Stadium e vinto lunedi con una doppietta del trascinatore Dionisi. La squadra vuole ancora stupire e dalle parole del loro ds Salvini, intervistato da La Lazio Siamo Noi, sembra essere su questa lunghezza d’onda:

“Questa partita si prepara come ogni altra, sapendo che ogni domenica bisogna lottare per conquistare quel centimetro di campo che ci consente di fare bella figura. L’obiettivo è ovviamente quello di portare a casa il prima possibile la salvezza.  Sappiamo di essere destinati a un cammino di sudore e sangue, abbiamo avuto diverse iniezioni di fiducia. Domenica la differenza a livello di qualità di rosa è ampia, dobbiamo essere intelligenti e spavaldi.”

Cosa significa per voi sbarcare all’Olimpico con oltre duemila tifosi al seguito?

“E’ l’essenza della nostra soddisfazione. Sapevamo di ivere quest’avventura stupenda, domenica rappresenta la prima di tante. Le prove generali le abbiamo già fatte a Torino, anche lì ci hanno seguito tanti nostri sostenitori. Quello con la Lazio lo considero un derby interregionale, è l’ennesima emozione che andremo a provare tutti. Dalla società ai suoi tifosi.”

Qual è il giocatore che la spaventa di più in vista di domenica?

“Oltre ai soliti nomi noti, credo che la grande forza di questa squadra è il gioco collettivo dato da Pioli. Lui è l’emblema della professionalità, l’ho sempre ammirato. Il simbolo del saper fare le cose senza dover per forza dimostrare di saperle fare.”

Domenica incrocerete per la prima volta il presidente Lotito dopo le ormai celebri dichiarazioni della scorsa stagione. A fronte di tutto questo un’eventuale vittoria può avere un sapore ancor più dolce?

“E’ un argomento ormai chiuso per me. Si è già detto tanto e per fortuna c’è il calcio giocato che deve catturare la nostra attenzione. La nostra sfida l’abbiamo già vinta giocando questo campionato. E’ acqua passata, ognuno è responsabile di quello che dice e di quello che pensa. E’ una gara come le altre, con la consapevolezza di dover affrontare una delle squadre che giocano meglio.”

Incontrerete la Lazio nel suo momento di forma migliore fin qui, qual è il segreto per batterla?

“Riuscendo a mettere in campo in maniera perfetta le armi che abbiamo, parlo concentrazione e forza di gruppo. Sono più forti di noi, la speranza che si ha è quella di essere più lucidi di loro e di poter sfoderare la partita perfetta.”



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Accadde oggi: il 2 ottobre nascono Amarildo e Lucas Castroman

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Due figure particolari, il primo molto religioso, tanto da consegnare la Bibbia ai suoi pericolosi avversari, l’altro poco costante ma con tanta velocità e voglia di giocare.

Oggi i tifosi biancocelesti fanno gli auguri a due ex giocatori che sono entrati nel loro cuore per motivi diversi.

Il primo compleanno va fatto ad Amarildo Souza do Amaral, conosciuto semplicemente come Amarildo, classe 1964, attaccante di Curitiba. Un solo anno a Roma, 31 presenze e 9 gol tra campionato e coppe, ma entrato nel cuore dei tifosi anche per questi gol che vedrete qui sotto. Quattro anni in Europa tra Spagna, Italia e Portogallo che hanno fruttato poco al carioca, l’unica massima affermazione è stata la Mitropa Cup nel 1991 con il Torino. Chiude la carriera proprio nello stato lusitano senza onori nè gloria. Al momento gestisce diverse scuole di calcio in Brasile.

L’altro laziale di oggi è Lucas Martin Castroman, esterno destro argentino classe 1980, arrivò nella capitale nell’inverno 2001 e rimase a Formello fino al 2004 quando venne ceduto all’Udinese. Restò nel cuore dei laziali per la clamorosa rimonta nel derby, sotto di due gol ci furono gli acuti di Nedved e dello stesso argentino che con un destro secco fulminò Antonioli. All’attivo 68 presenze e cinque gol, da sottolineare che nell’Udinese l’unico gol che fece accadde proprio contro i biancocelesti.

Tanti auguri ex aquile!



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Lazio-Saint-Etienne: numeri e formazioni ufficiali

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Tra poco all’Olimpico scendono in campo Lazio e Saint-Etienne per la seconda giornata del girone di qualificazione di Europa League, sotto una pioggia che non vuole cessare.

QUI LAZIO – La Lazio si è ripresa dopo un inizio di stagione difficile, complicato anche da molti infortuni. Nelle ultime due partite ha battuto Genoa e Verona. Nelle prime partite, la Lazio ha giocato male e ha subito moltissimi gol: dopo 6 giornate ha la peggior difesa della Serie A dopo quella del Carpi ultimo in classifica. Pesanti sono ancora le defezioni di De Vrij, Candreva e Klose, ma sono rientrati Marchetti e Biglia. Piccolo turnover, specialmente a centrocampo dove ci saranno Onazi e Cataldi, mentre per l’attacco ci sarà Mauri come “falso nueve”.

FORMAZIONE (4-2-3-1): Berisha; Basta, Mauricio, Hoedt, Radu; Cataldi, Onazi; Felipe Anderson, Milinkovic-Savic, Keita; Mauri. A disposizioneMarchetti, Guerrieri, Konko, Gentiletti, Oikonomidis, Biglia, Parolo, Lulic, Kishna, Morrison, Matri.

QUI SAINT-ETIENNE – I francesi l’anno scorso sono stati tra le sorprese della Ligue 1, essendo arrivati quinti l’anno scorso a due punti dal terzo posto. Anche quest’anno il Saint-Étienne sembra andare bene, infatti dopo 8 giornate è secondo a 16 punti, solo quattro in meno del PSG. Sul fronte formazione, la squadra gioca con un 4-2-3-1 ma non segna tantissimo, uno dei problemi più grossi dell’anno scorso ossia la mancanza di un attaccante da 15-20 gol a stagione; per rimediare a quest’assenza in estate è stato comprato il 24enne centravanti sloveno Robert Beric e stasera dovrebbe essere titolare.

FORMAZIONE (4-2-3-1): Ruffier; Clerc, Bayal-Sall, Perrin, Polomat; Pajot, Lemoine; Roux, Corgnet, Hamouma; Beric. A disposizione: Moulin, Malcuit, Diomandé, Eysseric, Monnet-Paquet, Bahebeck, Maupay.

 

La partita sarà arbitrata da Halis Özkahya (Turchia) e verrà trasmessa su SkySport.



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Per Keita in arrivo il passaporto da comunitario

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Dopo i mal di pancia di questa estate e la voglia matta di lasciare la Lazio, ora Keita Balde Diao, uscito dal periodo buio, è tornato ad essere sereno. La fiducia riconquistata sia in se stesso che agli occhi di mister Pioli può far sorridere il giovane senegalese. Keita tornerà tra i titolari, dopo l’ottima prova nella gara contro il Verona. Con le numerose incursioni sugli esterni si è rivelato l’arma arma in più della Lazio e ha messo in seria difficoltà i giocatori dell’Hellas con la sua imprevidibilità. Ma non solo questo può far sorridere il giocatore di origine spagnola, infatti come si legge nell’edizione odierna de Il Messaggero, sembra infatti che sia in arrivo anche il passaporto comunitario per il classe ’95 di Arbúcies. Le notizie che filtrano dalla Spagna sono molto rassicuranti circa l’iter burocratico che a breve potrebbe andare a buon fine. Entro la fine dell’anno, quindi, il numero 14 biancoceleste dovrebbe finalmente acquisire la cittadinanza spagnola e giocare così, al caso, con la maglia delle furie rosse. Una gioa immensa per l’attaccante laziale che vedrebbe così realizzato il suo sogno, ma non solo, anche il suo entourage ne sarebbe più che contento, visti i privilegi da cittadino comunitario.



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Accade oggi: Lazio 4 Maribor 0: l’esordio di Inzaghi in Champions e la doppietta di Salas

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File: [29set99Formazione.jpg] | Tue, 29 Sep 2015 12:33:17 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

Per la rubrica Accade oggi ripercorriamo la storia della prima squadra della capitale e torniamo indietro nel tempo fino al 29 settembre del 1999. La Lazio affrontava allo Stadio Olimpico il Maribor nella terza partita in Champions League della sua storia. La compagine biancoceleste arrivava da un pareggio e una vittoria, ottenuti rispettivamente con Bayer Leverkusen e Dinamo Kiev. Quella partita finì 4-0 per la Lazio che ottenne un importantissima vittoria per il proseguio della competizione. Dopo un primo tempo di grande difficoltà, nonostante l’avversario fosse sulla carta inferiore, la Lazio, complice l’espulsione di Cipi e l’ingresso in campo di Salas riuscì a portare a casa la vittoria, anche senza Attilio Lombardo, uscito per infortunio. I goal arrivarono tutti nella ripresa e a segnare furono prima Simone Inazghi, al debutto in Champions, poi Sergio Conceição e infine Marcelo Salas, autore di una splendida doppietta.

Questo titolava la Gazetta dello Sport dopo la vittoria: “La Lazio ingrana la quarta. Il Maribor in 10 resiste per un tempo, poi si scatenano Inzaghi e Salas, gli sloveni, forti, ordinati, ma tecnicamente molto meno dotati, restano con un uomo in meno (ingiustamente espulso Cipi) dopo 20 minuti ma la Lazio fatica a segnare, nella ripresa con l’ingresso di uno scatenato Salas le cose cambiano presto, la superiorita’ diventa un assedio, Inzaghi apre le danze, Coincecao raddoppia e poi il Matador chiude con due prodezze”.

File: [29set1999a.jpg] | Tue, 29 Sep 2015 12:33:17 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

L’articolo della Gazza così continuava: Avanti il prossimo, cioè il Milan. Complice un arbitro assai generoso che la fa giocare per settanta minuti in undici contro dieci, e grazie al solito panchinaro di lusso Salas, la Lazio schianta il modesto Maribor (4-0) dopo un’ ora più di sbadigli (incluso quello di Cragnotti, fissato dalle telecamere) che di autentiche difficoltà. Con l’ ingresso del cileno al posto di Stankovic, all’ inizio del secondo tempo, una partita già a senso unico diventa un autentico assedio. Prima Inzaghi, poi Conceiçao e infine due volte (gol d’ autore) Salas, danno al successo proporzioni financo eccessive e con largo anticipo la quasi certezza d’ una qualificazione alla seconda fase. Notte all’ insegna delle buone notizie per la Lazio. Cominciano dal prologo, col miracoloso recupero di Mihajlovic, dopo una laboriosa giornata di cure e di verifiche clinico-sanitarie. Il turnover spinto di Eriksson non subisce tuttavia variazioni, perché a restare fuori è Favalli (Negro a destra, Pancaro a sinistra) e dunque la squadra risulta sempre modificata per otto undicesimi rispetto a quella maramalda di Parma. Le buone notizie continuano con un inizio confortante, in cui la Lazio sembra mostrare giusta concentrazione e saggia consapevolezza di possedere un centrocampo totalmente inedito (Lombardo-Stankovic-Sensini-Conceiçao) e dunque da verificare e un attacco (Inzaghi-Mancini) non proprio a prova di gol.

Il Maribor si mostra subito per quel che è, compagine ipervitaminica di ragazzoni che gravitano per lo più intorno all’ uno e novanta, disposizione tattica e fondamentali scolastici, una buona individualità (l’ attaccante Bozko, il più piccolo della compagnia), molta voglia di difendersi e poca cattiveria. Non è dello stesso avviso l’ arbitro portoghese Cortez, che dopo venti minuti spedisce sotto la doccia uno dei due marcatori, il lunghissimo Cipi (che dunque salterà il match di ritorno, il 19 ottobre). Due «gioco scorretto» su quel furbetto di Inzaghino, il secondo c’ è, il primo non esisteva proprio. Calcolando che nei primi 20 minuti la Lazio ha colpito una traversa con Inzaghi (ma sull’ assist di Mancini è quasi un gol mangiato) e che subito dopo è stato Lombardo a ciccare la non facilissima deviazione al volo, ci si domanda, con 70 minuti davanti da disputare in superiorità numerica, quando e come cominceranno a diluviar palloni nella porta di Simeunovic. E’ dunque con non poca sorpresa che si deve constatare come la Lazio vada al riposo ancora sullo 0-0 e col portiere sloveno impegnato una sola volta, da una deviazione sempre di Inzaghi dopo volata laterale di Conceiçao. Cos’ è mai accaduto? Che la Lazio s’ è persa, complice anche l’ infortunio di Lombardo, appena successivo all’ espulsione di Cipi (cui il tecnico Prasnikar rimedia portando Balajic, il croato vertice avanzato del centrocampo, a fare il terzino). L’ingresso al posto di Lombardo di un Veron assai poco intonato contribuisce alla più totale anarchia del centrocampo, dove Eriksson ruota invano i giocatori ricavando qualcosa solo da Conceiçao, mentre il serbo Stankovic si perde dietro ripicche e vendette con il malizioso Seslar.

File: [29set1999e.jpg] | Tue, 29 Sep 2015 12:33:18 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

Entrambi si mettono a rischio di espulsione, al pari di Pancaro che si accanisce in due riprese su Bosko, ma Cortez pare avere esaurito la scorta di rossi. Davanti, dopo un inizio promettente, Mancini non supporta Inzaghi, troppo solo nell’ area superpresidiata. Eriksson prende atto e tanto per cambiare, ormai è un leit motiv di Champions League, corregge la Lazio nella ripresa: Salas al posto di Stankovic è stavolta mossa pienamente condivisibile, visto lo scarso apporto del serbo e la superiorità numerica che consente alla Lazio un 4-3-3 molto aggressivo. Prasnikar risponde inserendo un terzino (Sarkezi) al posto di un presunto attaccante (Simundza) ma c’ è poco da fare. L’ abisso tecnico che c’ è tra le squadre, porta subito il match sui canali dell’ assedio a Fort Apache Maribor. Con gli sloveni che non superano più la metà campo e anzi faticano ad uscire dalla propria area, si capisce che è solo questione di minuti e di circostanze. E così, dopo la Dinamo Kiev, ecco in un lampo (15′ -17′ ) l’ uno-due che stende il Maribor: Inzaghino, il maggiore beneficiato dall’ arrivo di Salas, sfrutta sottomisura, sul filo del fuorigioco, il cross di Conceiçao, che restituito alla fascia destra diventa devastante. E’ proprio lui, su affondo di Negro, a colpire subito dopo con un diagonale ancor più preciso del precedente, sul quale Inzaghi si limita ad osservare in più che probabile posizione di fuorigioco attivo. Molla gli ormeggi la Lazio e prende il largo, anche perché Salas ha tanta voglia di mostrare i suoi numeri.

Ne escono fuori due davvero straordinari (25′ e 32′): il cileno sale in cielo prima su un cross di controbalzo (altro gioiello) di Mancini per una incornata memorabile, e poi su un traversone più tradizionale di Inzaghino sul quale si avvita per una acrobazia che lascia esterrefatto l’ intero Olimpico (esigua parte del quale avrebbe potuto risparmiarsi le solite divagazioni parafasciste). Le ultime buone nuove arrivano dai tabelloni, con la Dinamo Kiev che strappa il pari a Leverkusen. Le penultime s’ erano materializzate sul 3-0, quando, per sostituire Mihajlovic, Eriksson ha fatto entrare Almeyda, spostando Sensini, fin lì preziosa diga a centrocampo, a fare coppia con Nesta. La forza della Lazio si vede anche da questi particolari.

IL TABELLINO DELLA GARA:

29 settembre 1999 – 2854 – Champions League – Prima fase a gironi gruppo “A” – gara 3 – inizio ore 20.45

LAZIO: Marchegiani, Negro, Nesta, Mihajlovic (72′ Almeyda), Pancaro, Lombardo (23′ Veron), Stankovic (46′ Salas), Sensini, Conceição, Mancini, S.Inzaghi. A disp.: Ballotta, Favalli, Simeone, Boksic. All.Eriksson.

MARIBOR: Simeunovic, Vugdalic, Galic, Cipi, Zidan (80′ Pregelj), Djuranovic, Balajic, Seslar, Karic, Bozko (67′ Filipovic), Simundza (46′ Sarkezi). A disp.: Gresak, Luk, Znuderl, Pekic. All. Prasnikar.

Arbitro: Sig. Cardoso Cortez Batista (Portogallo).

Marcatori: 59′ S.Inzaghi, 61′ Conceição, 70′ Salas, 76′ Salas.

Note: espulso Cipi (doppia ammonizione) al 20′. Ammonito Pancaro. Angoli 6-1 per la Lazio. Recuperi: 1′ piu’ 3′.

Spettatori: 40mila circa, paganti 29.561 per un incasso di 967.000.000.

Fonte: LazioWiki.org

 



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Mazza a Radiosei: “A Verona la Lazio della passata stagione. Lotito si muove solo se ci sono problemi”

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Mauro Mazza, ex direttore di Rai 1 e del Tg 2 e grande tifoso laziale ha parlato della Lazio, in esclusiva, ai microfoni di Radiosei 98.100. Il famoso giornalista ha così esordito: “Abbiamo ancora negli occhi la bella prestazione di domenica. Abbiamo rivisto una squadra che comincia a essere quella dell’anno scorso. Nella mente, però, ci sono ancora le pessime figure con il Leverkusen, Chievo e Napoli, che con prestazioni come le ultime possono essere dimenticate. Ancora non si sa com’è la squadra di quest’anno. Pioli deve continuare a lavorare sulle buona cose buon fatte finora. Radu? Non è più lo stesso degli scorsi anni, Lulic è più efficace e giocando in difesa libera un posto a centrocampo, dove può spostarsi quando la Lazio spinge in avanti”.

Poi sul campionato: “È interessante, siamo davanti all’altra squadra della città e il vertice non è lontano. I tre punti con il Frosinone sono da conquistare. Questo campionato sta registrando l’assenza della Juventus, guardando la classifica e il gioco delle altre squadre, ce ne sono cinque o sei che se la possono giocare al momento. Tra queste c’è anche la Lazio. Il livello si è abbassato e questo consente a molte squadre di guardare con ottimismo alle prossime settimane.

Sull’Europa League e il turnover: “L’Europa League serve a Pioli per osservare le seconde linee. Milinkovic sta crescendo, perché non provare Morrison e schierare ancora Kishna? I giovani devono essere provati e userei queste partite per trovare delle alternative, almeno durante il girone. Poi, se si va avanti punterei anche su questa competizione. Ora però il campionato è la cosa più importante“.

Su Lotito: Credo che lui voglia soprattutto che la Lazio non gli dia problemi e preoccupazioni, si muove solo quando questi cominciano ad esserci. Come avvenne con la campagna acquisti del periodo Ballardini, quando capì che la situazione era grave. A lui piace essere protagonista sempre, sogna di fare il giro di campo all’Olimpico, dopo averlo fatto già a Salerno, e vedere il pubblico che lo applaude. C’è solo un modo per far sì che questo accada. In questo senso, può darsi che faccia qualcosa di positivo per noi“.



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Biglia, in arrivo l’agente!

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Torna Lucas Biglia e la Lazio ritrova il gioco, la vittoria in trasferta e la capacità di gestire il pallone. I numeri dell’argentino a Verona, scrive il Corriere dello Sport, vanno elencati a raffica: 109 passaggi positivi, 11 palloni recuperati, 22 lanci, 4 occasioni create, 2 tiri nello specchio e un gol. Il rigore trasformato è stato l’apice della sua prestazione. Al termine del match Lucas è stato interrogato sul suo futuro: “Una mia partenza? Solo voci, non ho mai detto di non essere felice qui. Infatti sono ancora nella Lazio. Le persone sentono le voci, criticano, ma sono qui e voglio fare bene con questa maglia”. Parole in contrasto con quelle rilasciate in conferenza stampa a Shanghai prima della Supercoppa Italiana con la Juventus. In campo il biondo di Mercedes ha dimostrato di essere pienamente votato alla causa Lazio, un po’ come aveva assicurato e garantito a Pioli nel mese di luglio, durante le vacanze post Coppa America, quando la tentazione del Manchester United era reale e la suggestione del Real Madrid riempivano le cronache del mercato. L’ex Anderlecht è uno di quei giocatori indispensabili, è il leader dei biancocelesti. Non a caso Pioli gli ha consegnato la fascia da capitano. Nei prossimi giorni – forse già in settimana – dovrebbe andare in scena un incontro tra la società capitolina e l’agente del calciatore, Enzo Montepaone. Per la Lazio non c’è l’esigenza di prolungare un contratto che scadrà nel 2018, ma c’è disponibilità a rinegoziare l’accordo economico per portare lo stipendio del numero 20 sugli stessi livelli di Klose e Candreva. Se ci fossero i margini, Lotito porterebe anche l’attuale scadenza dal 2018 al 2020. La scelta spetta a Biglia, che compirà 30 anni nel mese di gennaio: diventare un simbolo della Lazio oppure attendere il mercato estivo e cercare una nuova sfida personale e professionale. Tutti intifosi, ovviamente, sperano che il biondo argentino sposi il progetto Lazio e continui a guidare il centrocampo biancoceleste.



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Supercoppa italiana, Lazio e Juve beffate: non avranno nessun rimborso.

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È passato un mese e mezzo dalla finale di Supercoppa Italiana giocata in Cina tra Lazio e Juventus, ma del rimborso accordato alle due società non si vede neanche l’ombra.  Si è trasformata in una storia paradossale la questione del rimborso che devono ricevere le due società italiane. Come riporta La Stampa, la Lega Calcio avrebbe dovuto ricevere 3 milioni e 300mila euro dalla società cinese United Vansen Sport. Niente di fatto. Al massimo organismo calcistico italiano sono toccati meno di 2 milioni di euro, da dividere anche con Lazio e Juventus. Lotito e Agnelli beffati: i cinesi, secondo quanto filtra, non salderanno quanto dovuto. Gli 1,5 milioni destinati a biancocelesti e bianconeri rimangono un’utopia. Perché Beretta, presidente di Lega, non ha abbastanza denaro per saldare l’intera somma che spetta ai due club. “Ormai ci abbiamo messo una pietra sopra…”, ha ammesso un dirigente sconsolato all’uscita di via Rosellini. Ma c’è altro. Il dg della Lega, Marco Brunelli, si sarebbe preso le responsabilità per le pessime condizioni del terreno di gioco e le imbarazzanti riprese tv. Pare abbia anche presentato una lettera di dimissioni, che comunque nelle prossime ore verrà respinta. Uno spettacolo tragicomico all’italiana.



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De Martino: “Campionato strano, ce la giochiamo! Ma stiamo uniti…”

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Il giorno dopo la preziosissima vittoria contro l’Hellas Verona, intanto, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 il responsabile della comunicazione biancocelesti Stefano De Martino: “Un successo importante per tanti motivi. La Lazio vince in rimonta anche se stava comandando il gioco per tutta la gara. I dati sono schiaccianti per possesso palla. Poi avremmo dovuto andare in vantaggio già dal primo tempo, perché Gentiletti subisce fallo piuttosto che commetterlo. Anche su Felipe Anderson poteva esserci un rigore che ho visto dare tante volte in altri campi. Il commento post gara di Mandorlini poi è sembrato molto simile a quello di Gasperini. Ha contestato il rigore che però era assolutamente solare. Non capisco davvero la lettura delle gare di alcuni allenatori. Abbiamo vinto in un campo ostico dove non portavamo a casa i tre punti da tanti anni. Al Verona mancavano giocatori importanti ma non c’è neanche il bisogno di sottolineare le assenze della Lazio”.

“È UN CAMPIONATO STRANO MA SIAMO LÌ…” – “Questa squadra è stata costruita in questa stagione con tanti giovani e giocatori esperti. Siamo a Roma e ovviamente come in tutte le grani piazze devi portare sempre i risultati. Ma siamo lì. È un campionato strano dove può succedere di tutto. Battute d’arresto però come quelle contro il Chievo e di Napoli non devono però assolutamente ripetersi per nessun motivo al mondo. Credo che questa squadra possa fare davvero bene. Eravamo tutti avvelenati dopo quelle clamorose debacle. A noi storicamente capitano questi crolli improvvisi. Ripenso a Siena ad esempio, dove per più di una volta sembrava di giocare al Camp Nou. Comprendo la rabbia della gente della scorsa settimana, sommata poi alla precedente sconfitta contro il Chievo. Dobbiamo continuare su questa strada”.

de martinoSUGLI ARBITRI- “Non sta a me contestare una direzione arbitrale. In passato è stato fatto ma resta comunque un terreno minato. A voi sembra più semplice ma non è così. Certe situazioni si possono affrontare fino ad un certo punto. Anche se le valutazioni di tutti i quotidiani sono state abbastanza nette sulla direzione di gara dell’arbitro”.

SPOGLIATOIO E PROBLEMATICHE AMBIENTALI – “Non ho mai visto un problema legato allo spogliatoio. Black-out di quel tipo però non dovevano succedere. Per questo motivo la scelta di chiudersi in ritiro, anche alla luce di un precampionato difficile in virtù degli impegni di Supercoppa e del preliminare. Contesto però un ambiente in generale che non aiuta a raggiungere i risultati. Con ‘ambiente’ intendo tutto, né esclusivamente la tifoseria né la parte mediatica. Intorno alla Lazio ha sempre un ruotato un sistema discutibile per problematiche che si sono sempre ripresentate in passato. Un clima positivo in questo senso non può che aiutare la squadra. Ovviamente al termine di una gara con esito negativo è giusto attendersi il disappunto della gente. Ma l’andamento sinusoidale nelle presenze allo stadio sicuramente non aiuta.”

SULLA STAMPA – “Se un quotidiano fa certe scelte c’è sempre un motivo. Io ricordo due giorni dopo la vittoria dello scudetto della Lazio stellare del 2000 dove in prima pagina si parlava di Roma. Chi prende delle decisioni in questi casi è sempre una persona con le sue passioni, idee e simpatie che deve evidentemente tenere in considerazione opportunità commerciali e di vendita. Quando ti accorgi che combattere questioni di questo tipo non porta a risultati evidenti uno ne prende atto. Se si intrecciano gli interessi economici è logico che poi si tende a ‘drogare’ un sistema. Io non posso buttare giù le porte di una redazione perché parlano male o poco della Lazio. Bisogna sforzarsi di capire cosa c’è dietro. Noi dobbiamo rimanere all’interno di certe regole. Quando si osteggia una squadra e le sue componenti solo perché dietro c’è il presidente Lotito allora dobbiamo chiederci che tipo di informazione abbiamo sotto gli occhi”.

L’AFFAIRE LE MONDE E LE LACERAZIONI INTERNE NEL MONDO LAZIO – “Non è che posso chiamare a andare in una trasmissione a dire che il livello di Le Monde è deprecabile di bassissima levatura, cosa che però abbiamo detto in quei giorni in radio e nei quotidiani. Sky ci dà il 20% di spazio perché non siamo secondo loro una squadra che merita la visibilità di Roma e Juventus che sono al 90%. Abbiamo una Tv e una Radio, oltre ad una struttura importante che si muove per i colori biancocelesti. Siamo presi a modello da tante realtà a livello di comunicazione, ma prima di stringere accordi importanti voglio accertarmi che chi mi dà la mano ‘non abbia nell’altra un coltello’. Parliamo di interessi totali che avvengono per determinanti motivi. Ma se non sistemiamo però ciò che c’è all’interno come possiamo pretendere di essere forti contro gli altri a livello nazionale? Siamo dilaniati all’interno. In certe realtà radiofoniche locali sento a volte ex giocatori del passato chiedere le dimissioni del Direttore Sportivo e che De Martino è stato preso per strada. Così non potremo mai essere forti a livello editoriale”.

SULLE CRITICHE ALLA SOCIETÀ -​ “Sento spesso dire che se le cose vanno bene è merito di Pioli, se le cose vanno male allora è colpa della società. Se siamo arrivati terzi è merito del mister, dei giocatori, della dirigenza e di tutte le componenti della società. Pioli non ha la bacchetta magica. È il gruppo e tutto ciò che ruota intorno a determinare la buona riuscita dei risultati. Se tolgo 5 o 6 giocatori determinanti a Inter, Juve e Roma che ne rappresentano l’ossatura, possono perdere anche contro una squadra di Lega Pro. Formello è un bunker? Mai come in questi anni abbiamo aperto le porte del centro sportivo per i tifosi e per iniziative commerciali.

GARCIA AL CORRIERE DELLO SPORT E PIOLI NO… – “Quando me lo hanno chiesto venivamo dalla sconfitta contro il Chievo e non mi sembrava il caso di esporre il nostro tecnico in quel momento. Garcia invece veniva osannato dopo il trionfo contro la Juve, proclamando di vincere tutto e forse di “diventare Papa”. Ci sono momenti e condizioni. In ambito nazionale spesso ti dicono “o mi dai quello o niente, perché gli altri non mi interessano”. La Lazio non è un supermercato, siamo la società che dà più contenuti mediatici all’esterno. Non mi sta bene che passi questo tipo di messaggio”.

L’AGOSTO NERO E L’EUROPA LEAGUE – “Per me il momento difficile non è finito e giovedì sarà un banco di prova importante. Il Saint-Étienne verrà a Roma per giocarsela. Non abbassiamo la guardia, dobbiamo ancora aspettarci tanto. Abbiamo preso un buon punto in trasferta contro la squadra forse più pericolosa del girone. Sono convinto però che questa sia una squadra che se resta unita può competere con chiunque. Abbiamo perso tanti punti per un clima negativo attorno alla squadra e alla società. L’anno scorso un solo punto ha fatto la differenza, figuriamoci cinque, che secondo me è il contributo che un ambiente sereno può dare alla squadra. Non do giudizi ora a fine settembre. Posso giudicare solo la finale di Supercoppa persa contro la Juve, dove siamo arrivati male, forse per condizione. Poi il preliminare di Champions, dove siamo crollati al ritorno perché ci mancava la spina dorsale della squadra”.

SULLA COMUNICAZIONE E LE MANCATE PRESENTAZIONI DEI NUOVI ARRIVI – “La presentazione dei giocatori deve avvenire con la presenza della società e in quel momento non è stato possibile. Colpa mia, avrei dovuto inchiodare alla sedia qualcuno. L’arrivo di Matri? C’erano i colleghi della stampa e dieci persone. Ha salutato, rilasciato una dichiarazione e poi è andato a Formello e lavorare. Mi dicono che siamo una realtà inadeguata anche se dovessimo vincere lo scudetto. Alla gente dico di mandare un messaggio forte, creiamo compattezza! Chi ha dei problemi forti con questa società, mi riferisco alla comunicazione locale e non ai tifosi, deve cercare di assumere un comportamento sano e più equilibrato. A quando il canale tematico in HD? Spero di poter dare nelle prossime settimane un annuncio importante, con altre possibilità e opportunità a chi ci vuol vedere e seguire”.



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Salernitana in A? La lascerò a mio cognato. Lotito terrà solo la Lazio

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Le regole parlano chiaro, un presidente non può possedere due club nella stessa serie. Stiamo parlando di una probabile salita della Salernitana in serie A. Al momento è solo un ipotesi in caso di promozione. C’è chi pensa che Lotito lascerebbe la Lazio per rimanere a Salerno, c’è chi dice che lascerebbe la squadra campana per rimanere a Roma e chi pensa che manterrebbe la stessa situazione, che quest’ultima è vietata dal regolamento e quindi impossibile che vada in porto. Nell’ultima partita giocata dalla Salernitana, Claudio Lotito ha rilasciato delle dichiarazioni a riguardo:

“È chiaro che se la Salernitana andasse in A – ha detto Lotito –  io non potrei restare in questa proprietà. Però potrebbe esserci mio cognato”

Le Noif contraddicono però queste parole visto che Mezzaroma è parente al patron biancoceleste, Non è esclusa una riforma delle regole anche se la questione è ancora al di là di venire. «La norma appare con profili di incostituzionalità», disse giorni fa Mezzaroma a Metropolis. Va da sé che il suo socio ne sostenga la tesi”

Fonte: Salernonotizie.it



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Pioli in conferenza: “Contava solo vincere”. Le parole dei protagonisti del match

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Stefano Pioli ha parlato alla stampa al termine del match vittorioso del Bentegodi di Verona. Il tecnico parmigiano è apparso molto contento per la prestazione e soprattutto la prima vittoria lontano dall’Olimpico dei suoi uomini, che fin ora avevano subito 9 reti senza segnarne nemmeno una. Ecco le sue parole della consueta conferenza stampa post-gara.

Cosa ha detto ai suoi nell’intervallo e cosa ha detto alla fine?
Ho detto ai ragazzi di continuare a giocare così, di crederci perché potevamo riprenderla. Dovevamo dimostrare di non essere la squadra che proprio qui ha prodotto una prova insufficiente contro il Chievo. Ora però dobbiamo concentrarci sulla prossima partita. Dobbiamo ancora crescere molto.

Da Verona col Chievo a Verona contro l’Hellas, cosa è cambiato un mese dopo?
Tante cose, è sbagliato guardarsi indietro. Non è stato facile giocare qui dopo la Champions. In quell’occasione la squadra aveva le batterie scariche. Oggi abbiamo dimostrato che possiamo giocarcela con tutti. Abbiamo anche l’impegno europeo, anche lì abbiamo degli avversari difficili, dobbiamo migliorare tanto.

Sono serviti questi giorni di ritiro a Formello?
L’unica novità rispetto al solito è stata l’aver dormito lì. Il ritiro è servito per confrontarci, per capire le cose da migliorare, ma non credo che questo possa fare la differenza. Vorrebbe dire avere dei giocatori e un allenatore non professionali.

Un commento su Biglia?
Sono molto soddisfatto, in primis per la tenuta fisica. La sua importanza è chiara, sia per la posizione che per il suo indiscutibile spessore. Ci mancano ancora giocatori importanti: si fa più chiaramente più dura quando si perdono certe pedine che sono un esempio di volontà e determinazione.

Ci racconta l’abbraccio a fine partita?
E’ figlio della nostra situazione, per dimostrare chi siamo veramente. Oggi per noi contava solo la vittoria. Siamo esseri umani anche noi e abbiamo sofferto tutti per questo periodo. Non prendiamo nulla alla leggera, siamo orgogliosi e siamo soddisfatti per questa prestazione. Vogliamo far felici i tifosi e il presidente, oggi era giusto gioire così. Ora recuperiamo le energie e cerchiamo di chiudere bene questo periodo fino alla sosta.

Al termine del match, alcuni protagonisti dell’incontro hanno parlato in zona mista.

Il suo inserimento è stato determinante per la vittoria finale. Proprio grazie ad una sua accelerazione è partita la rimonta biancoceleste. Keita Balde Diao ha manifestato tutta la sua soddisfazione ai microfoni di Lazio Style Radio: “Sono entrato per cambiare la partita e attaccare. Stavamo perdendo 1-0 e ho fatto ciò che dovevo fare, puntare gli avversari e creare pericoli. Mi sento benissimo, so che posso dare una grossa mano alla squadra, sia da titolare che a partita in corso. Io lavoro sodo ogni giorno. Questa è la cosa bella del calcio, siamo un grande gruppo.Sono arrivate molte critiche, prima eravamo considerati delle pippe e ora dei fenomeni. Nessuna delle due affermazioni sono vere, siamo sempre stati un grande gruppo. Era molto importante fare questi punti in trasferta, ora però dobbiamo concentrarci per giovedì: c’è l’Europa League”.

Sempre in zona mista è intervenuto anche il bomber serbo Filip Djordjevic, alla prima ufficiale dal primo minuto in questa stagione: “Una partita molto difficile, oggi abbiamo dimostrato tanto e dominato dall’inizio. Abbiamo meritato la vittoria. Abbiamo ottenuto 12 punti su 18 non credo che si possa parlare di crisi. Dobbiamo continuare cosi. A livello personale mi sono serviti molto i 20 minuti contro il Napoli. Oggi ho sentito un po’ di stanchezza sulle gambe, ma ho dato il massimo per aiutare la mia squadra. Con la caviglia oggi va molto meglio rispetto a mercoledì, ho un po’ di stanchezza nelle gambe però sto bene.” Poi un commento su Milinkovic e il ritorno di capitan Biglia:“Con Milinkovic mi trovo molto bene, io non lo conoscevo ma è un grande giocatore e darà tanto alla Lazio. Biglia? Ѐ il nostro capitano e leader, è lui che dà il ritmo e ci guida”. Djordjevic rivolge un pensiero anche al ritorno di Stefano Mauri: “Anche lui è un giocatore importante, la concorrenza non la sento perché siamo tutti importanti”. Per chiudere l’attaccante biancoceleste guarda al futuro:“Obiettivi? Vogliamo fare bene come l’anno scorso e se continuiamo così possiamo fare bene. Lavoriamo come sempre, cerchiamo lo spirito dell’anno scorso. Prima della partita contro il Genoa abbiamo parlato tanto: adesso dobbiamo continuare così. Il Saint Etienne? Ѐ un’ottima squadra, molto fisica: io lo conosco bene e sarà una partita difficilissima. Starà al mister preparare al meglio il match”.

Il suo ritorno è risultato fondamentale sia dal punto di vista tattico che psicologico all’intera squadra. Si è presentato sul dischetto e con grande freddezza ha riaperto la partita trasformando il calcio di rigore decretato per il fallo di Sala su Keita. Lucas Biglia ha parlato ai microfoni di Mediaset Premium al termine dell’incontro: “Meritavamo di vincere, nonostante lo svantaggio iniziale. I ragazzi stanno lavorando, abbiamo ricevuto delle critiche che non meritavamo, ma abbiamo dimostrato di essere forti. Non temevamo la trasferta. Ci sono stati infortuni, qualche difficioltà. Ma oggi il risultato è stato giusto. E’ uscito fuori il carattere della squadra, Siamo felici per i tre punti ma continuiamo a lavorare, adesso pensiamo all’Europa. Vogliamo arrivare più in alto possibile in campionato. Ho fatto tre allenamenti con i miei compagni, ho un po’ faticato nel ritmo gara ma volevo stare con la squadra.Una mia partenza? Solo voci, non ho mai detto di non essere felice qui. Infatti sono ancora nella Lazio. Le persone sentono le voci, criticano, ma sono qui e voglio fare bene con questa maglia”.



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Verona-Lazio 1-2: primi tre punti in trasferta

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Al Bentegodi di Verona va in scena la partita tra Hellas Verona Lazio. I veneti non hanno ancora vinto quest’ anno e la Lazio invece cerca di cambiare rotta in trasferta. Per Mandorlini problemi in attacco con Toni e Pazzini out. Pioli invece conferma il 4-2-3-1 con Biglia di nuovo in campo.

Ecco la cronaca del match:

PRIMO TEMPO:
L’ avvio dei biancocelesti è positivo, al quarto minuto sugli sviluppi di un corner la Lazio segna ma Giacomelli ferma tutto. All’ ottavo minuto la Lazio reclama un calcio di rigore che sembra esserci. Helander si appoggia sulla spalla di Anderson lanciato a rete ma l’arbitro decide di far proseguire.
Al 10’ Anderson tira dal limite dell’area ma spara alto. Kishna al quarto d’ ora di gara recupera palla, la passa Milinkovic-Savic che crossa al centro dell’area ma nessuno dei laziali riesce ad arrivarci.
Dopo 18’ minuti è ancora Anderson a tentare il tiro dai 30 metri ma anche questa volta il gol non arriva.
Intorno la mezz’ ora su calcio d’ angolo la palla arriva in area, l’occasione capita sui piedi di Milinkovic-Savic ma Helander è lesto e fa muro.
1700078-35999992-640-360Passano pochi minuti e il Verona sugli sviluppi di un calcio di punizione prende la traversa con un tiro ravvicinato di Gomez, la palla, però, rimane lì, la Lazio non spazza e Helander di testa insacca l’1-0. Verona in vantaggio.
La Lazio non ci sta e cerca di reagire con Kishna che  crossa sulla fascia sinistra verso l’ area ma Basta viene anticipato da Jankovic.
Al 42’ Parolo lancia Djordjevic davanti Rafael ma il serbo non aggancia e l’azione sfuma.
Un minuto dopo ancora Lazio pericolosa, su un calcio d’angolo la palla danza in area veronese ma la difesa respinge. La Lazio è viva e si vede, Parolo (ancora lui) lancia Kishna, cross dell’ olandese ma Djordjevic viene anticipato.Sul capovolgimento di fronte il Verona parte in contropiede ma Gentiletti devia in angolo.
Il rimo tempo termina sul 1-0 per i padroni di casa ma è la Lazio ad aver dominato la prima frazione, ai biancocelesti è mancato solo il gol.
SECONDO TEMPO:
AL 49’ Milinkovic lanciato in area non riesce a tirare in porta. Un minuto più tardi Anderson prova il tiro al limite dell’area ma Halffreson devia in angolo. Al 52’ altro episodio dubbio, Souprayen colpisce la palla di mano ma per Giacomelli è ancora una volta tutto regolare. Mandorlini al 55’ opta per il primo cambio, fuori Gomez e dentro Wszolek. AL 58’ Lulic fa uno slalom alla Tomba, crossa al centro ma Moras salva su Djordjevic. L’assedio della Lazio continua.
Altro cambio per Mandorlini, fuori Greco dentro Bianchini e si passa al 5-4-1. Pioli risponde con Mauri e Keita per Kishna e Djordjevic. Con Mauri falso nueve.
index8Al 61’ il Verona protesta per un rigore ma anche qui l’arbitro lascia correre. Poi sull’azione successiva c’è la svolta:
Keita in area viene steso da Sala e questa volta Giacomelli fischia il penalty. Dal dischetto ci va Biglia che non sbaglia, 1-1 più che meritato.
Mandorlini esaurisce i cambi chiamando in causa Matuzalem per Hallfredsson in cerca di muscoli e fisico al centrocampo.
Al 81′ esimo episodio chiave, Mauricio commette fallo e scatta il secondo giallo, Lazio in 10 e Pioli, mette in campo Hoedt per Anderson.
Ma la Lazio non accusa il colpo e si riversa in avanti guadagnando una punizione dal limite molto preziosa.La batte
Biglia ma è uno schema, sponda per Parolo che tira a filo d’ erba e trafigge Rafael, Lazio in vantaggio meritatamente a 5 minuti dalla fine.
Nei minuti di recupero solo tanta confusione. Finisce 2-1 e la Lazio finalmente sfata il tabù trasferta e sale a quota 12 punti.

TABELLINO:
Verona (4-3-3):
Rafael , Pisano , Helander , Moras , Souprayen , Greco  (61′ Bianchetti ), Viviani, Hallfredsson  (77′ Matuzalem ), Sala , Gomez (55′ Wszolek ), Jankovic. A disp.: Coppola, Gollini, Winck, Albertazzi, Zaccagni. All.: Mandorlini

Lazio (4-2-3-1): Marchetti , Basta , Mauricio , Gentiletti , Lulic , Parolo , Biglia , Felipe Anderson (81′ Hoedt ), Milinkovic-Savic , Kishna  (61′ Mauri),Djordjevic  (61′ Keita ). A disp.: Berisha, Guerrieri, Radu Patric, Braafheid, Morrison, Cataldi, Onazi. All.: Pioli

ARBITRO: Giacomelli (sez. Trieste).ASS.: Crispo-Gava. IV: Vuoto. ADD.: Calvarese-Ghirsini.

NOTE:
Marcatori: Helander (V), Biglia (L), Parolo (L)
Espulso: Mauricio (L)
Ammoniti: Hallfredsson (V), Lulic (L), Sala (V), Parolo (L)



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Un derby senza curve? La Nord e la Sud ci pensano

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Un derby senza curve? Un’utopia in un derby, soprattutto in una stracittadina sentitissima come quella romana, ma ora come ora sembra che questa non sia più una fantasia. Infatti, da qualche settimana l’idea di lasciare vuote la Curva Nord e la Curva Sud si sta insinuando nelle menti del tifo organizzato romano. Perché mai vi chiederete? La risposta è molto semplice: i supporters più caldi delle tue tifoserie vogliono ribellarsi alle nuove disposizioni e far sentire, con un gesto epocale, la propria voce. Un obbiettivo che i tifosi capitolini, che siano essi laziali o romanisti sembrano intenzionati a raggiungere, anche a costo di non tifare nella partita più significativa della stagione e stanno cercando di convincere anche i tifosi degli altri settori dello stadio a non assistere al derby. Entrambe le tifoserie, infatti, stanno portando avanti la protesta contro le misure straordinarie imposte dal prefetto Gabrielli . Le multe per chi non rispetta il proprio posto e le barriere divisorie ne sono l’esempio più eclatante. Secondo quanto riporta il quotidiano Il Tempo, in edicola oggi, proprio per questo motivo le Curve di Lazio e Roma starebbero pensando di disertare lo stadio proprio il giorno del derby. Uno Stadio Olimpico vuoto proprio il giorno della stracittadina, infatti, farebbe sicuramente scalpore. Un messaggio molto forte per protestare contro i nuovi decreti governativi. La protesta andrà in porto e diventerà realtà o resterà solo una mera utopia? Lo scopriremo solo vivendo.



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Il nuovo anno della Lazio Calcio A 5: intervista al fisioterapista Tinelli

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Nel 99,9% dei nostri articoli parliamo di calcio e fatti che ruotano attorno ad esso; stavolta parliamo di un altro sport all’interno della nostra Polisportiva, che ha sempre come protagonista un pallone di dimensioni più piccole, che si gioca su un campo più piccolo, e di conseguenza con meno giocatori. Stiamo parlando del Calcio A 5, del Futsal o del volgarmente detto “calcetto”.

La scorsa stagione è terminata in maniera a dir poco positiva, vicini alla lotta per lo scudetto; per riassumere il tutto abbiamo intervistato il loro fisioterapista italobrasiliano Felipe Tinelli de Santana, all’attivo un passato da giocatore a livello giovanile locale, sia da attaccante che da portiere, sottoponendogli alcune semplici domande.

Come hai vissuto la scorsa stagione, personalmente e come gruppo?

“La scorsa stagione personalmente è stata una fantastica esperienza lavorativa dato anche l’esordio con la massima divisione, ho imparato tantissimo sopratutto sulle relazioni con i vari giocatori di quel calibro, il gruppo era fantastico grazie anche alle innumerevoli presenze di brasiliani nella rosa con cui è nata un’amicizia anche al di fuori del palazzetto”

Siete in piena preparazione, in questa nuova stagione pensate che sia quella giusta per lo scudetto o ci vuole ancora qualcosa in più?

“Siamo solo all’inizio, ma il morale è alto nonostante le aspettative si siano un po’ ridimensionate alla luce del mercato che ha visto una rifondazione radicale di quasi tutta la rosa ma comunque siamo fiduciosi”

Le tue sensazioni sulla Lazio a 11 e sulla nuova stagione..

“La Lazio di Lotito puo far bene anche quest’anno grazie anche ad un tecnico competente come Pioli, basta saper trovare la quadratura con i nuovi arrivi e con il sistema di gioco da lui proposto”

Cosa si aspetta Felipe Tinelli dalla sua stagione?

“Dalla mia stagione mi aspetto tanto lavoro, dato che quest’anno mi prenderò cura anche delle condizioni fisiche della squadra femminile con altrettante soddisfazioni, e in più gestirò tramite il mio studio medico la riabilitazione degli atleti anche al di fuori del palazzetto”.

Ringraziamo Felipe Tinelli De Santana per l’intervista accordataci e ringraziamo la S.S.Lazio Calcio A 5 nella figura del Responsabile Comunicazione, Riccardo Magni, che ci ha concesso questa opportunità.



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Pioli e Mandorlini: conferenze stampa nel prepartita del Bentegodi

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Sono finite da poco le conferenze stampa di Pioli e Mandorlini riguardanti il pre gara di Hellas Verona-Lazio: ha parlato prima il mister delle aquile riguardo a una partita storicamente difficile per i biancocelesti, chiamati a sfatare contemporaneamente il tabù Bentegodi, dove contro l’Hellas non arrivano i 3 punti dal 1991, e quello riguardante il pessimo trend esterno della Lazio nelle prime due gare stagionali, che hanno visto i capitolini subire 9 gol senza mai andare a segno.

C’è voglia di riscatto da parte dell’ambiente, e a  dimostrarlo sono proprio le parole del tecnico parmense: “Voglio vedere una Lazio che dia il massimo perchè dobbiamo trovare costanza nelle prestazioni e continuità nei risultati. Quello di domani sarà un altro incontro difficile. In trasferta è mancata la solidità dal punto di vista tattico e mentale”, spiegando poi che “atteggiamento, impostazione e mentalità della squadra dovranno essere costanti in tutto l’arco dei 90′. Cattiveria e fame fanno la differenza in ogni partita”. La richiesta inoltrata ai suoi è di disputare una partita “di umiltà e rispetto ma anche di concentrazione”. Pioli ha chiuso la conferenza spendendo qualche parola di conforto ai tifosi su quello che è stato forse l’assente più significativo in questo primo mese di stagione, Lucas Biglia. “Il giocatore è recuperato, credo che possa giocare dal 1′. E’ un giocatore importante da tutti i punti di vista: presenza in campo, sostanza ed esperienza”.

Mandorlini è in difficoltà, mancano Toni e Pazzini e ancora non sono arrivati i primi tre punti in campionato, e tutto ciò viene evidenziato all’inizio: “Siamo in emergenza, non so se definirlo un momento difficile, ma è inutile in questo istante piangersi addosso e pensare alle assenze. C’è una partita da dover giocare e non esistono altri discorsi se non quello di dover fare punti. Abbiamo un jolly come Juanito Gomez che può giostrarsi anche da prima punta, Jankovic è rientrato dalla squalifica e questo è importante, inoltre in passato, negli allievi della Stella Rossa, ha giocato anche da prima punta, ma è passato un bel po’ di tempo”.

Sulla Lazio non vuole che si abbassi la guardia: “Sarà importante l’atteggiamento, dobbiamo ripetere la prestazione fatta contro l’Inter dove la nostra difesa si è comportata molto bene. E’ un assetto che potrei riproporre, la Lazio è molto forte sopratutto davanti, ma a prescindere dai moduli conta lo spirito con cui si scende in campo per affrontare il match. Hallfredsson ha recuperato, adesso sta bene, deciderò domani se fargli fare uno spezzone di partita, così come Matuzalem che potrà darci una mano. C’è bisogno di tutti, tutti devono essere disposti al sacrificio”.



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L’angolo della scommessa – Gioca con noi!

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Oggi vogliamo inaugurare una nuova rubrica, chiamata “L’angolo delle scommesse”.

Vi consiglieremo dei sistemi sui campionati di Serie A, Serie B e un mix di campionati esteri.

Questa settimana punteremo solo sul massimo campionato.

I nostri sono solo consigli e le quote potrebbero risultate alte, ma se amate il rischio potete giocarle così o prenderne spunto.

Ricordatevi che il gioco può creare dipendenza perciò giocate con parsimonia.

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FONTE QUOTE: EUROBET

IN BECCO ALL’ AQUILA A TUTTI!!!



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Niente Hellas per i tifosi, Canigiani: “A Verona solo con la Millenovecento Card”

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Striscione Curva Nord Lazio: "La morte non è uguale per tutti"
Scopri la rassegna stampa dedicata alla Lazio, con un focus sul doppio impegno contro la Juventus e il prossimo derby della Capitale contro la Roma. I tifosi dimostrano il loro sostegno con un numero record di tagliandi venduti in poche ore.

Niente, anche stavolta la tifoseria più calda della Lazio rinuncia alla trasferta del Bentegodi; la situazione stavolta è diversa, dal secco “no” a un tentativo di partecipare non riuscito, così come illustrato tramite un comunicato emesso durante il programma “I Laziali Sono Qua” dove vengono fatte accuse precise:

“Noi decidiamo di tornare in trasferta dopo sei anni e da una società forte come la Lazio, fra le prime 50 al mondo dal punto di vista di brand, doveva forse esserci più organizzazione. Non doveva farsi trovare così impreparata. Verona poteva essere una bellissima occasione per ritrovarci tutti intorno alla nostra squadra e magari andare tutti con il treno. Poteva di sicuro essere una buonissima occasione per amalgamarci e per trascorrere una bellissima domenica al fianco della nostra Lazio. Mi auguro che la società non abbia responsabilità, ma gradiremmo una comunicazione ufficiale, anche perché dalla TicketOne dicono che i problemi riguardanti l’emissione e il rilascio delle tessere siano derivanti dalla S.S.Lazio. Ora dovremo attendere il 18 ottobre, quando a Reggio Emilia la Lazio giocherà contro il Sassuolo”

Arrivata puntuale la risposta del responsabile marketing, Marco Canigiani, ai microfoni di Lazio Style Radio, dove viene evidenziato un problema della società Hellas Verona che non accetta la prenotazione tramite codice web accettando, invece, solo la tessera cartacea:

“Se si richiede la Millenovecento online, ogni tessera arriva dopo una decina di giorni a casa. Nel frattempo però viene inoltrato anche un codice utile per acquistare il biglietto messo in vendita dalla squadra ospitante. Non c’è nessun tipo di problema organizzativo, nulla di complicato . Se si acquista sul web col codice inviato si può ottenere il tagliando per andare in trasferta. Ci sono ancora i tempi per acquistare il biglietto per Verona, dalla prossima settimana con la distribuzione delle tessere lo si potrà fare anche nei Lazio Style. Non vedo alcun problema organizzativo, è tutto semplice. Se poi viene fatta richiesta da chi non può averla, ovviamente la tessera non viene emessa”



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Pioli in conferenza: “Usciremo tutti assieme da questo momento. Ho la fiducia della società, non mi sento tradito”

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Ieri in quel di Formello il mister Stefano Pioli ha parlato nella conferenza stampa pre gara di Lazio-Genoa. Ecco le sue parole che esaminano questo momento negativo:

C’è stato un confronto?

“E’ chiaro che siamo chiusi qui dentro per un motivo: per la prestazione che non abbiamo fatto e perché c’è bisogno di stare insieme. Se siamo consapevoli di questo, allora cerchiamo di sfruttare ogni momento per chiarirci. Dai discorsi fatti è uscita la consapevolezza che non stiamo dando tutto in campo, c’è un po’ di ritardo rispetto a dove dovevamo essere a questo punto. Non abbiamo cambiato tanto, ma ci sono stati infortuni inaspettati. Abbiamo un calendario fitto, che mi obbliga a cambiare spesso giocatori in campo. Le aspettative sono cambiate e tutte queste cose hanno contribuito al ritardo. Ma so che non abbiamo tempo, nel calcio è così. Dobbiamo invertire subito la rotta, non possiamo essere quelli di domenica. Io per primo mi assumo le responsabilità, lo facciamo tutti. Dobbiamo uscire da questo momento”.

Radu e Lulic non sono in un grande momento di forma. Si aspettava risposte diverse?

“Voglio chiarire subito una cosa: io non mi sento tradito dai miei giocatori. Conosco i loro valori e quindi non sono soddisfatto. Ma le responsabilità sono di tutti, in primis le mie. Tutti siamo convinti di venirne fuori”. 

Felipe Anderson spesso fuori? Come mai tutti questi gol subiti?

“Felipe è un giocatore di cui ho grande stima e fiducia, ma se parliamo sempre dei giocatori non utilizzati non andiamo lontano. Vengono utilizzati quelli che nella partita specifica credo possano fare meglio. Giochiamo ogni tre giorni, devo cambiare. E’ sbagliato fossilizzarsi su un singolo giocatore. E’ tutta la squadra che ha problemi in trasferta. Non siamo ancora pronti al 100%, dobbiamo fare in fretta. Le partite sono tante, ci sono stati infortuni e squalifiche, la squadra deve lavorare meglio, le partite in trasferta sono quelle che ci vedono in difficoltà”.

Qualcuno è rimasto controvoglia?

“No, con la società ero stato chiaro di non tenere giocatori che non fossero soddisfatti”.

La contestazione potrebbe essere una spinta in più per i giocatori?

“Penso che i nostri tifosi siano speciali, ci hanno elogiato quando era giusto, ora chiaramente ci criticano. Le prestazioni dicono che non siamo stati all’altezza. Dico ai tifosi che domani vedranno una squadra degna di indossare questa maglia”.

Morrison? Sembrava quello più avanti dei nuovi in ritiro…

“Ho rispetto delle vostre opinioni, ma ha fatto fatica. Va poco nello spazio, deve lavorare di più per la squadra. Ha avuto un infortunio che l’ha bloccato. Ancora non parla una parola d’italiano. Anche questo ha ritardato la crescita sua e della squadra”.

Non si fa più capire lei o fanno come gli pare i giocatori?

“La domanda ci sta, ma la squadra lavora bene e segue le mie indicazioni. In trasferta non siamo riusciti a giocare bene. I tempi d’uscita sono determinanti. Se non abbiniamo l’intensità alla qualità diventiamo una squadra normale. E poi non mi chiedete se io sono con la squadra. Io sono con loro, io credo nella mia squadra, perché conosco i giocatori e hanno valori umani e tecnici. Siamo in difficoltà, tutti insieme abbiamo la capacità per poter uscire da questo momento. A volte volere non è potere”.

Quanto le fa male vedere i concetti dello scorso anno andati in fumo?

“Sicuramente fa male, a me e ai miei giocatori. Possiamo fare meglio. Nelle tre partite casalinghe abbiamo fatto bene, anche se non abbiamo giocato come l’anno scorso. A parte la gara con il Dnipro, abbiamo faticato nelle altre trasferte. Dobbiamo basarci sulla nostra mentalità”.

Dopo il confronto i problemi della Lazio sono più chiari?

“Sì, assolutamente. Abbiamo tutti le idee chiare e sappiamo quello che serve. Tutti dobbiamo dare di più per tornare a toglierci soddisfazioni”.

Il Genoa?

“E’ un avversario da battere, non voglio pensare alle cose negative, non mi interessano i precedenti”.

Da parte della società sente ancora fiducia?

“Sì, ho sempre creduto in questo. Io ho grande sostegno, la società sa come lavoro e che sto dando il massimo per risolvere la situazione”.



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E’ il momento di guardare in casa nostra e non fuori

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Forse è il momento giusto anche se tardivo di aprire gli occhi, anche se i nostri sono spalancati da molti anni. Non siamo il Barcellona, non siamo il Real Madrid ma non siamo neanche il Carpi e ne il Latina con tutto rispetto per le ultime squadre citate. La  Lazio vive in un ambiente goliardico ed orgoglioso ma allo stesso tempo ogni tifoso vuol vincere come giusto che sia. La storia laziale insegna che sul campo non bisogna aver paura di nulla affrontando l’avversario onorando la Maglia centenaria che viene indossata dai nostri padri e nonni. Una tradizione che non vede limiti una tradizione che viene tramandata di Padre in Figlio.  Si è parlato moplto della partita della Roma contro il Sassuolo e contro il Frosinone accusando i cugini del risultato bugiardo che gli ha portato punti nelle loro tasche. Ma protestando solo su di loro e guardando sempre in casa loro cosa cambia alla Lazio? Nulla! Bisognerebbe puntare gli occhi a Formello. La Lazio di Pioli ieri ha rimediato l’ennesima umiliazione in trasferta, ma la cosa preoccupante è i gol subiti fuori da Roma sono saliti in doppia cifra in pochissime giornate giocate. Ma non guardiamo solo il campionato della Serie A cerchiamo di aprire gli occhi ed aggiungere la preparazione estiva e le partite in ambito europeo. La Lazio, anche se è presto non riesce più ad onorare l’aquila romana. Non puntiamo il dito su Hoedt, su Radu o su Pioli ma la colpa di tutto ciò non deve ricadere sul singolo ma sul gruppo che si è sfaldato in meno di 3 mesi. Sarà la partenza di Ledesma? Sarà la situazione di Mauri? O sarà il mancato mercato col contentino di una società che prima non soddisfa le richieste di un allentatore che nell’annata passata ha fatto miracoli unendo un gruppo di giocatori portandoli al terzo posto? Sia chiaro che quest’anno quel miracolo ancora non si vede e non c’è la certezza di rivederlo o almeno si spera. La situazione sta andando su una salita sempre più ripida con ostacoli sempre più alti. Le assenze di ieri contano poco anche se gli elementi mancanti erano di tutto rispetto ma il vero ingrediente fondamentale che ti fa vincere una partita è il vero assente in questa Lazio di quest’anno, ovvero la testa, il cuore e la voglia di vincere ma come riportato prima non deve esser svolto dal singolo ma dal gruppo. C’è bisogno di riscatto, c’è bisogno che la società deve tirar fuori gli attributi e sicuramente non c’è bisogno di guardare altrove per trovare delle soddisfazioni personali specie se la Roma perde o Pareggia. Lotito ha ordinato a Pioli di andare in ritiro fino alla gara contro il Genoa, cosa giusta ma non troppo visto che il pesce puzza dalla testa e non sotto al collo. Nessuno escluso NOI RIVOGLIAMO LA LAZIO E LA DIGNITA’!



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Un disastro annunciato

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Fa male, fa tutto troppo male. La Lazio dello scorso anno non c’è più, collassata su se stessa, sulle proprie paure, sulle alchimie tattiche del suo allenatore. La Lazio non c’è più.

Molti di voi sicuramente penseranno che questo sia uno sfogo causato dai 5 gol incassati tutti in una volta, ma non è così. Il disastro che si è consumato ieri sera in quel di Napoli ha radici ben più lontane, radici fissate e impiantate nel mese di Maggio della scorsa stagione. Riavvolgiamo un attimo il nastro per capire il tutto.

230901429-f108c795-d426-4a81-acc6-68934fd7415eLa Lazio arriva al mese cruciale della stagione barcollando, tirandosi avanti più con la forza dei nervi che con le qualità fisiche e tecniche. È il mese decisivo, della ricerca spasmodica di quel secondo posto che avrebbe fatto ingrassare le casse societarie, degli scontri diretti a non finire, due su tutti: Lazio-Roma e Napoli-Lazio. Al derby ci facciamo fregare dalla Roma, più pronta e più smaliziata e addio al terzo posto.  Ma è a Napoli che nascono le “radici del male”: la Lazio, graziata dalla buona sorte (vedasi rigore sbagliato da Higuain sul 2-2)  riesce ad assicurarsi i preliminari di Champions, un sogno ripensando a come era partita quella squadra. Un team che entra nel cuore di tutti i laziali, fatto da professionisti seri, da giocatori che danno tutto per la maglia e per i propri tifosi. Ma è proprio a partire da questa serata che si compie l’ennesimo omicidio sportivo (dopo quelli avvenuti nel 2008 e nel 2013, sempre dopo grandi stagioni) di questa gestione societaria.

Tutti si aspettano i rinforzi, non nomi altisonanti, ma giocatori pronti comunque per affrontare un preliminare impegnativo come quello della Champions, calciatori che abbiano voglia di mettersi in mostra e che abbiano quel briciolo in più di esperienza per prendere per mano chi invece è alle prime armi in Europa.

E intano passa il mese di Giugno. Passa con i soli arrivi di Hoedt e Morrison. Arriva Luglio, ma il caldo atroce di quel mese deve aver impedito a qualcuno di svolgere il proprio lavoro: ecco il solo Kishna, talentino di cui si parla un gran bene l, ma che ha solo 20 anni. S’arriva ad Agosto, mese infuocato per la Lazio: arriva Milinkovic-Savic,altro ragazzino classe ’95 per cui la Lazio ha fatto una trattativa estenuante, quasi paradossale se si considera che questo è sì un giovane di belle speranze, ma pur sempre uno che ha tutto da dimostrare. Ed ecco le prime batoste (tralasciando le legnate prese nelle amichevoli): la Supercoppa che va alla Juve ed il preliminare vinto dal Leverkusen.

napoli-lazio-highlights-napoli-lazio-golIl resto è storia di questi giorni. Si sente dire che la Lazio non si è ripresa dopo la delusione del preliminare, che è sotto shock. Bene, credo proprio che nessuno si sotto shock e mi stupisce il fatto che ci siano ancora tifosi che abbiano il coraggio di meravigliarsi di questa situazione: poteva essere fatto il salto di qualità, ma con questa società tutto è precluso, tutto è impossibile. La normalità diventa anormalità. E allora cerchiamo tutti di toglierci la sciarpa da tifoso, di scavare a fondo in questa Lazio, di vedere la realtà per quella che è. La Lazio non esiste più.



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Mauri: “Chiediamo scusa ai tifosi. Dobbiamo ripartire subito”

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È Stefano Mauri a presentarsi davanti ai microfoni per spiegare la disfatta della Lazio a Napoli. A Mediaset Premium il centrocampista brianzolo afferma che “la spiegazione di questa partita è semplice: il Napoli ha giocato e noi no. Siamo stati sempre sottoritmo, loro giocavano tranquillamente la palla noi arrivavamo sempre secondi. Poi loro hanno grande qualità davanti e ci hanno fatto male. Anche a Verona abbiamo fatto una bruttissima figura, dobbiamo prenderci le nostre responsabilità oggi. Abbiamo fatto veramente male come a Verona. Queste figure fanno sicuramente male alla Lazio. La squadra dell’anno scorso? Non ci sono grosse differenze, ora ci sono innesti giovani di grossa prospettiva. Li ho visti in allenamente e posso dire che hanno delle grandissime qualità. Bisogna avere più fame e tornare a lottare su tutti i palloni. Ultimamente stiamo giocando meno di squadra e questo non possiamo permettercelo”.

Il centrocampista brianzolo ha preso la parola anche ai microfoni di Lazio Style Channel: “Abbiamo fatto una bruttissima partita, loro giocavano a calcio e noi no. Abbiamo sbagliato praticamente tutto, arrivando tardi su ogni pallone e non riuscivamo mai a ripartire. Bisogna assumersi le nostre responsabilità e guardare avanti. Dopo Verona e oggi, non vogliamo ripetere altre figure simili. Sicuramente ci sono anche problemi di personalità: sapevamo che sarebbero partiti forte dopo l’ottima prestazione in Europa League, ma non siamo riusciti a fare più di tre passaggi di fila. Si può solo guardare noi stessi e lavorare per tornare ad avere più fame e cattiveria agonistica. L’unica soluzione è metterci sotto già da domani e dimostrare sul campo chi siamo, non è possibile guardare gli altri giocare”.

​Raggiunto anche dai cronisti presenti in mixed zone, il capitano biancoceleste ha poi aggiunto: “Dobbiamo tornare a lavorare e giocare da squadra, non per il singolo ma per la maglia che indossiamo. Vogliamo tornare ad avere fame di risultati. Non è un problema fisico ma di approccio alla partita. Bisogna tenere la testa bassa e lavorare. Il giocattolo non si è rotto, ripeto, dobbiamo tornare a lavorare e tirare fuori la personalità che avevamo l’anno scorso. Con l’impegno della coppa abbiamo meno tempo per lavorare ma non è una scusante, dobbiamo riuscire a lottare su tutti e tre i fronti. Non cerchiamo alibi, ci assumiamo le nostre responsabilità. Dobbiamo chiedere ripartire e chiediamonscusa ai tifosi”.



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Pioli in conferenza: “Dobbiamo guardarci negli occhi e ripartire. Servirà andare in ritiro”

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Ecco le parole di Stefano Pioli dopo l’umiliante sconfitta subita in casa del Napoli, il tecnico biancoceleste ha parlato dei suoi ragazzi e del momento di difficoltà della Lazio nella conferenza stampa post gara.

Perché un’altra disfatta dopo Verona?

Non siamo stati all’altezza, abbiamo commesso troppi errori. Non abbiamo ancora lo spirito per giocare queste partite.Venivamo da due buone prestazioni, abbiamo interpretato male la gara. Non siamo stati squadra, abbiamo sempre sofferto.

La formazione iniziale era per affrontare un altro Napoli?

No, sapevo che il Napoli poteva giocare in questa maniera. Dopo la partita col Dnipro c’erano molti giocatori stanchi, ho cambiato per avere più intensità ma non è stato sufficiente. Il Napoli è stato più compatto e noi gli abbiamo concesso troppi spazi.

La Lazio andrà in ritiro?

“Da stasera andremo in ritiro, dobbiamo guardarci negli occhi, non siamo soddisfatti delle nostre prestazioni. Dobbiamo chiederchi perché non riusciamo a essere costanti. Le assenze le conoscete, ma la squadra è comepetivia. Mi aspetto altre prestazioni. Oggi la squadra ha corso male, si è impegnate ma ha corso male. A noi è succeso poche volte, abbiamo sbagliato tante uscite difensive. La cosa importante è dimostrare che siamo una squadra diversa. Noi possiamo e vogliamo fare qualcosa di più, vogliamo essere ambiziosi, vogliamo torglierci delle sodddisfazioni. In casa abbiamo sempre vinto, in trasferta fatichiamo. Non serviranno tante parole, continuo a credere in questo gruppo che è responsabile e composto da professionisti. Sapremo reagire. Non possiamo mettere in campo prestazioni del genere”.

Ha pesato l’impegno di Europa League?

“Noi ci siamo attrezzati per l’impegno del giovedì, l’Europa League non è un alibi. Ci siamo e ci vogliamo stare. Stasera non siamo stati squadra, nei primi minuti l’approccio è stato giusto, abbiamo avuto una palla gol ma poi ci siamo persi. Sappiamo i concetti di gioco, ripartiamo velocemente. Il Napoli è molto forte, ha una qualità offensiva tra le migliori, quest’anno ha le possibilità per ripetersi”.

Mauri e Matri erano in condizione di giocare?

“La condizione dei giocatori è cresciuta, Mauri ha fatto bene contro l’Udinese. Matri deve trovare la migliore condizione giocando, ho fatto le migliori scelte possibili. Poi se la prestazione è questa è chiaro che le scelte non sono state azzeccate. Se pensiamo solo alla partita di oggi emergono tanti problemi, tattici e fisici. Credo che noi non siamo questi, dobbiamo reagire, abbiamo altri valori. Dobbiamo giocare il calcio che sappiamo, quando aspettiamo e non verticalizziamo andiamo in difficoltà. Oggi siamo tornati indietri al post Chievo, lì poteva esserci il contraccolpo dovuto alla sconfitta nel preliminare. Adesso no, la prestazione di questa sera non ci doveva essere. Conoscevamo l’avversario, sapevamo come affrontarlo”. 



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Prepartita, Pioli: cerchiamo continuità di rendimento

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Napoli ha un sapore particolare per i nostri tifosi e per Stefano Pioli fu la prima seria occasione di entrare (senza fortuna) nell’Europa delle grandi; a distanza di quattro mesi, Napoli-Lazio risulta una partita difficile ma valutativa, il pareggio all’ultimo respiro contro il Dnipro non ha scalfito il morale dell’ex tecnico del Bologna e l’ha dimostrato oggi in conferenza stampa, servendoci del canale ufficiale Lazio Style Radio.

“Rivedo nei giocatori quella determinazione di tornare a far le cose nel modo giusto. Lavoriamo per crescere e migliorare cercando una continuità di risultati, in questo modo può aumentare anche la convinzione. Abbiamo perso Candreva, ieri ha avuto un infortunio alla caviglia. Voglio vedere la stessa voglia, (giovedi) abbiamo giocato con fiducia senza indietreggiare, ma abbiamo commesso un grave errore perché la fine della partita la fischia l’arbitro, che comunque ha sbagliato sicuramente. Il Napoli ha tanta qualità e i nostri stessi obiettivi, dobbiamo avere fiducia nei nostri mezzi. cambiando tanti giocatori, abbiamo avuto comunque equilibrio in campo. I nuovi si stanno inserendo bene, al di là delle prestazioni hanno dimostrato di essere utili”

Non mancano i punti deboli e i sospetti malpancistici su qualcuno, tipo Morrison: “Facciamo troppi errori, non stiamo portando a casa quello che meritiamo. E questo è grave, dobbiamo smettere di rammaricarci e avere rimpianti. I risultati arrivano con le prestazioni, vogliamo farlo domani sera per continuare a spingere sull’acceleratore. Se vogliamo abbinare alla prestazione anche il risultato, allora dobbiamo stare sul pezzo per 95 minuti e smettere di commettere errori. Contro il Dnipro abbiamo commesso un errore collettivo, mentalmente pensavamo fosse chiusa. Il calcio ci ha insegnato di nuovo che la partita va giocata fino all’ultimo con la massima attenzione. Bisogna crescere in fretta, abbiamo avuto tante lezioni quest’anno. Se siamo intelligenti, dimostreremo di aver imparato. Di Morrison sinceramente non so cosa si è detto, so che era tra i convocati per il Dnipro, ma ha una caviglia che continua a dargli fastidio. Poi si è infiammato il tendine di Achille. Parliamo di un giocatore che si deve inserire ancora completamente. L’esclusione dipende comunque da motivi fisici”

La conferenza stampa continua parlando di alcuni giocatori, Stefan Radu, Wesley Hoedt e Felipe Anderson: “Radu sta crescendo di condizione, sta mettendo in campo prestazioni soddisfacenti, ma può fare meglio. Hoedt gioca con la Nazionale Under 21, non è un caso. Che poi fosse così pronto e giocasse con questa personalità non era facile da immaginare. Sta lavorando bene, con attenzione, può essere da esempio per i compagni. Quando è stato chiamato si è fatto trovare pronto nonostante le esclusioni iniziali. Felipe deve continuare a lavorare con attenzione e serenità, di ascoltare i consigli giusti, ha la qualità per fare ottime cose e le farà anche in futuro”

Un’analisi sull’assetto tattico, sul Napoli: “Dal nuovo modulo sono arirvate risposte confortanti, ma possiamo cambiare qualcosa. Vediamo, bisogna capire le condizioni di chi ha giocato giovedì sera, qualcuno era stanco e c’è stato il viaggio, dobbiamo mettere in campo una squadra viva. Deciderò domani mattina. Il Napoli è una squadra competitiva, che può lottare per i vertici, l’allenatore attuale ha una filosofia diversa rispetto a Benitez, stanno cercando di interpretare le gare in modo diverso. Il Napoli ha i nostri obiettivi e vuole vincere ogni partita. La carriera di Benitez parla da sola, il suo Napoli ha ottenuto ottimi risultati, hanno tentato il terzo posto lottando con noi fino all’ultimo e sono arrivati in semifinale di Europa League. Sarri ha qualità, è arrivato tardi in Serie A, ma ha dimostrato di essere competente e di saper dare un’identità alla squadra, il Napoli ha preso giocatori importanti, può ambire a posizioni prestigiose. Tutte le partite possono essere quelle della svolta, ma uno se ne accorge soltanto dopo col tempo. Domani sarà una sfida importante, siamo alla ricerca di continuità di rendimento, dobbiamo dar seguito alle ultime due prestazioni”

E su Milinkovic-Savic chiude la conferenza stampa: “Ha fatto un’ottima pretazione, ha grandi potenzialità e abbina qualità tecnica, tempi di inserimento e fisicità. Ha 20 anni, ieri era molto stanco, ci darà comunque soddisfazioni, ha potenzialità e voglia di lavorare. Avrà un futuro importante”



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De Martino: “Basta con gli attacchi politici alla Lazio. Pronti a presentare la fondazione Lazio”

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Notizie Lazio
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Stefano De Martino, il responsabile della comunicazione della Lazio, fresco di rinnovo, ha rilasciato una lunga intervista sulle pagine de Il Corriere Dello Sport. Affrontando diversi temi, partendo dalla recente accusa di Le Monde:“L’articolo si è caratterizzato per un attacco nei confronti del blasone della Lazio. Non ha nessuna giustificazione. Ha indignato la società e i suoi tifosi. Rispediamo con forza al mittente queste considerazioni, abbiamo protestato fortemente. In Europa spesso l’immagine biancoceleste è accostata, con riferimenti storici che contesto, a momenti che non sono calcistici ma politici, non considerando però che il club e la sua gente si sono sempre caratterizzati per l’impegno sociale e rispetto delle diverse etnie. Per restare nei confini francesi, voglio ricordare l’iniziativa che ci fece recapitare i complimenti di tutta Europa per la nostra vicinanza alla tragedia di Charlie Hebdo”. Sul rinnovo del contratto con la Lazio, invece, si è così espresso: “Il lavoro si innesta in un solco di lavoro cominciato nel 2008 quando la Lazio ha voluto fortemente strutturarsi nella comunicazione. Da qui la nascita della rivista ufficiale, del canale telematico e soprattutto direi la nascita pioneristica della radio ufficiale”. Poi alla domanda sullo scontro tra Lotito e i tifosi De Martino risponde: “La difficoltà non sta nella figura del presidente, uomo di grande carisma e con un carattere marcato. La difficoltà sta nel muoversi in un sistema romano fatto di tante realtà e di tante voci diverse. Con la scorsa stagione si è chiusa la prima parte del progetto comunicativo condiviso con la società. Si apre ora la seconda e la più delicata parte del progetto che vedrà la collaborazione di partnership tra carta stampata, radio e tv per accorciare le distanze con il mondo biancoceleste. Allo stesso tempo combatteremo chi in modo pretestuoso punta a mistificare la realtà, portando fuori strada i tifosi”. Inoltre ha annunciato alcune novità per le prossime annate: “Nel prossimo triennio sbarcheremo prepotentemente sul web con il lancio imminente del nuovo sito che diventerà un vero e proprio portale interattivo. L’affiliazioni con portali esteri che vedono transitare quotidianamente milioni di tifosi biancocelesti come per esempio quelli asiatici. Sarà una Lazio che parlerà molte lingue per continuare nel processo di internalizzazione. Negli ultimi anni abbiamo conquistato le copertine di importanti settimanali come So foot e Kicker. In un processo di crescita ci sono varie fasi e qualcuna può creare distanze. La Lazio dal 2004 ha cominciato un processo di ristrutturazione. Nelle prossime stagioni le distanze saranno colmate e la lingua laziale, più che romana, sarà ben compresa da tutti”. Poi sugli eventuali errori fatti: “Di errori se ne sono commessi e magari se ne commetteranno, ma ogni azione della società ha avuto come comune denominatore l’esclusiva volontà di migliorare offrendo ai suoi tifosi la possibilità di essere informati con verità spesso non dette”. Sul mancato arrivo in chiaro del canale ufficiale agli abbonati Sky, invece: “Quella di Sky era una proposta per poter accedere a immagini e contenuti relativi alla Champions. E anche quella di poter usufruire dell’archivio storico della Lazio. La società ha deciso di non seguire Roma e Juventus per accordi pregressi e poi per un progetto in divenire che consentirà di migliorare e raggiungere sempre più telespettatori che vogliano vivere la Lazio 24 ore su 24. E’ in corso un progetto di digitalizzazione di tutto l’archivio storico. Stiamo lavorando su altre importanti novità, arriverà il momento giusto per parlarne”. Infine De Martino ha detto anche questo: “Nelle prossime settimane la Lazio presenterà una Fondazione di carattere internazionale e solidale che agirà in tutto il mondo andando ad affiancarsi a chi già opera per portare sollievo a chi soffre. Una Fondazione della Lazio. Iniziativa fortemente voluta dal presidente Lotito. A capo della Fondazione ci sarà la moglie Cristina Mezzaroma, donna di grande capacità comunicativa e morale”.



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Milinkovic-Savic: “Contento per il debutto in Europa. Ero incredulo quando ho segnato”

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Un esordio da protagonista quello di Sergej Milinkovic-Savic in Europa League. Al debutto da titolare con la maglia della Lazio il serbo ha segnato il gol del momentaneo vantaggio contro il Dnipro e si è messo in mostra per le sue ottime qualità. Dopo le eccellenti prestazioni con l’Under 21 della Serbia, anche in maglia biancoceleste Sergej sta facendo vedere tutto il suo valore. Nel suo paese di origine già lo esaltano e sicuramente anche i tifosi biancocelesti si sono accorti di lui. Proprio il centrocampista serbo, come riportato dal sito ufficiale della Lazio, ha rilasciato le sue sensazioni sulla partita di ieri: “Sono molto contento per il mio debutto in Europa League e anche per il primo gol ma non sono molto felice per il risultato acquisito a fine gara. Siamo stati molto sfortunati negli ultimi minuti di gara, ma le mie emozioni e i miei sentimenti per il match disputato sono comunque forti. E quando ho messo la palla in rete, quasi non ci credevo. Non mi aspettavo il primo gol così presto e sono rimasto un attimo in stand-by quando ho visto il pallone finire dentro la porta del Dnipro. Abbiamo giocato molto bene, ma quell’episodio del gol alla fine non è stato propizio per noi. Nella seconda metà del match abbiamo avuto molte occasioni per segnare, e nelle prossime gare dobbiamo avere più chance per fare gol”.



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Infermeria: Biglia ok prossima settimana, per gli altri c’è tempo

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Buone notizie sembrano arrivare dall’infermeria biancoceleste. Il tecnico Stefano Pioli spera che si svuoti il prima possibile, ma anche dei piccoli miglioramenti fanno ben sperare.

A fare il punto della situazione ci ha pensato il Dott. Bianchini ai microfoni di Lazio Style Radio. Ecco le sue parole: “Biglia ha fatto l’ultimo accertamento, che ha mostrato miglioramenti sul quadro radiologico. Positiva la risposta al lavoro differenziato che sta svolgendo e incrementando di giorno in giorno. Pensiamo già dalla prossima settimana di aggregarlo al gruppo. Se tutto procederà bene, sarà il mister che valuterà insieme ai suoi collaboratori quando sarà in grado di giocare. Potrebbe essere anche prima della sosta, ma è una situazione che andrà valutata”.

Filip Djordjevic, invece, già stamattina ha preso parte all’allenamento in gruppo rispondendo bene alla seduta. Prosegue invece il protocollo Miroslav Klose, così come de Vrij, che nella prossima settimana dovrebbe ricominciare con un lavoro differenziato, attraverso il quale valutare l’esito della terapiasvolta dall’olandese. Per il difensore è probabile un suo rientro dopo la prossima sosta per le nazionali, mentre per il panzer tedesco i tempi sembrano essere un pochettino più lunghi.



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Lulic-Marchetti: rinnovi in stallo. Candreva: Lazio a vita

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A tener banco in casa Lazio sono ancora le spine dei rinnovi di Federico Marchetti e di Senad Lulic. Se questi due giocatori non hanno ancora rinnovato, però, c’è ne uno che ha sposato a vita il progetto Lazio e si chiama Antonio Candreva.

Per quanto riguarda Federico Marchetti Senad Lulic, le trattative con il portiere di Bassano del Grappa e col centrocampista bosniaco sono tutt’altro che vicine alla conclusione. Il bosniaco continua a rifiutare e ormai da tempo la rigetta ogni tipo di offerta del club. Come riporta La Repubblica – in un articolo a firma di Giulio Cardone e Marco Ercole – Pioli lo ritiene un elemento di primo livello per la sua rosa, ma lui guarda verso altri lidi in attesa dell’offerta giusta per convincere la Lazio a cederlo. Nel mercato di Gennaio probabilmente si concretizzerà la separazione tra le due parti. Meno problematica la situazione Marchetti: ha dato la sua disponibilità per prolungare (fino al 2019), in questo caso c’è da trattare sull’accordo monetario. Il portiere chiede di salire dai 1,2 milioni a stagione a 1,5, la Lazio ci pensa. I contatti sono frenetici, le due situazioni devono essere definite il più presto possibile, per la tranquillità dei giocatori e di Mister Pioli.

A Cura di Andrea Marraccini

Antonio Candreva, invece, nonostante non sia ancora il capitano della Lazio e sicuramente uno dei principali trascinatori sul campo. Dopo il contratto firmato fino al 2019, Candreva si appresta a disputare la sua quinta stagione con la Lazio. Un amore quello del centrocampista romano per i colori biancocelesti che continuerà ancora a lungo. Infatti, nonostante le sue presunte simpatie romaniste, Romoletto ha giurato fedeltà eterna alla Lazio. Lo confermano le parole rilasciate ai microfoni di Tuttomercatoweb.com dall’agente Fifa Alberto Fontana, collaboratore del gruppo di lavoro di Federico Pastorello, con il quale cura gli interessi proprio del centrocampista biancoceleste: “Con l’ultimo rinnovo ha siglato un accordo che lo porterà a diventare uno dei simboli della Lazio”.



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Ravel Morrison mugugna: l’inglese reclama più spazio

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Dopo la beffa del goal a tempo scaduto subita contro il Dnipro, la Lazio adesso deve anche far fronte a dei mugugni interni, in particolare quelli di Ravel Morrison, neanche convocato per la sfida in Ucraina. L’inglese reclama più spazio e, in tutte le partite ufficiali, non è mai riuscito ad ottenere una maglia da titolare. Fonti ufficiali parlano di un affaticamento muscolare: strano, visto che l’inglese aveva partecipato a tutta la rifinitura prima di partire per l’Ucraina. Più che muscolare, insomma, si tratterebbe di un affaticamento “polemico” perché si era reso conto che sarebbe andato incontro a un’altra panchina. Lo staff tecnico, probabilmente pienamente consapevole della realtà dei fatti, ne ha preso atto. Tra lui e Pioli non è scattato il feeling, è evidente. E questo nonostante i buoni spunti mostrati nei pochi spezzoni di partita che gli sono stati concessi. Insieme a Patric, Braafheid e l’infortunato Djordjevic, è l’unico dei giocatori in rosa a non aver mai iniziato una gara dal primo minuto. Da qui il suo malumore, confidato agli amici e lasciato intendere da inizio stagione già in tre occasioni a club e allenatore. Si sente fuori dal progetto e a gennaio vorrebbe tornarsene a Londra (Tottenham o Qpr). Pensando all’inglese viene in mente il titolo di una famosa opera di Goethe: dai “Dolori del giovane Werther” ai “Dolori del giovane Ravel” il passo è breve.

Fonte: La Repubblica



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Lotito: “Con i tifosi saremo più forti, sono ineguagliabili!”

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"Claudio Lotito che si scontra con una barriera rappresentante la norma NOIF, simboleggiando la sua opposizione al blocco del mercato Lazio."

“Accolgo con estrema gioia e piacere l’annuncio di voler tornare a sostenere la nostra amata Lazio anche negli incontri in trasferta. E’ una notizia che ci motiva nel profondo e che rafforza lo spirito del gruppo. Abbiamo dei tifosi unici al mondo ed oggi lo hanno dimostrato nuovamente. Di questo, ci tengo a sottolinearlo, la società ne ha sempre avuto piena consapevolezza”. Con queste parole il presidente della Lazio Claudio Lotito ha commentato la scelta da parte della Curva Nord di tornare a seguire la squadra anche in trasferta. Il patron biancoceleste ha poi anche aggiunto : “Le coreografie e le scenografie offerte durante i match più significativi come i derby e il supporto ricevuto ogni domenica, ma soprattutto la vicinanza mostrata nei momenti più difficili rappresentano per la società motivo di grande orgoglio, in Italia e nel mondo come simbolo dei valori che sempre accompagnano il club fin dalla sua nascita consistenti nel rispetto delle regole, dell’avversario e dei valori dello sport. Il tifoso biancoceleste, per la stessa storia che lo contraddistingue è ineguagliabile. Con loro in casa ed in trasferta saremo più vivi, saremo più forti”.

Una tregua temporanea quella tra Lotito e i tifosi più caldi o destinata a durare a lungo? Staremo a vedere, la cosa certa è che nonostante le dimostrazioni di stima del presidente e queste sottospecie di tregue, molti tifosi sono ancora scontenti della gestione della Lazio, una gestione, quella di Lotito, che molto spesso sembra interessarsi più dei soldi che del futuro della squadra.



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