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Prove anti-Palermo: Keita Titolare

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Le prove di Pioli contro il Palermo vedono un Keita titolare dal primo minuto

La sosta per le nazionali è terminata ora bisogna guardare al campionato e cercare quel salto di qualità che manca da tempo. Pioli sta cercando di assemblare una formazione vincente per portare a casa i tre punti contro la squadra siciliana. Naturalmente, come in ogni stagione biancoceleste bisognerà far a meno di alcuni elementi fondamentali e non : De Vrij (stagione finita), Mauri (operato), Onazi (fuori 3 settimane).

Vedendo le ultime prove tattiche sembrerebbe che Keita abbia preso il posto da titolare sulla fascia sinistra, questa scelta costringerebbe il tecnico a lasciare in panchina due pedine fondamentali della squadra capitolina Candreva o Felipe Anderson. Il brasiliano potrebbe avere la meglio su Romoletto grazie all’ottima prestazione ottenuta con la maglia brasiliana durante le partite delle nazionali. La coppia centrale difensiva sembrerebbe essere GentilettiMauricio, con Lulic e Basta a supporto. Per l’attacco potrebbe rientrare Miro Klose dal primo minuto e Djordjevic potrebbe mandare in panchina nuovamente, Matri. Il centrocampo dovrebbe essere completato da Biglia, Parolo e Milinkovic. Stando agli ultimi riscontri quindi, il mister potrebbe optare un modulo offensivo con un 4-3-3 o un 4-2-3-1.



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Dopo Barcellona e Chelsea, anche l’Inter sulle tracce di Antonio Candreva

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L’Inter di Mancini piomba su Antonio Candreva

Per il mercato di gennaio, Roberto Mancini continua a guardare in casa Lazio per rinforzare la rosa della sua Inter. Il tecnico di Jesi infatti, dopo aver sondato il terreno per Lucas Biglia, sembra che nelle ultime ore abbia fatto un sondaggio per il leader della Nazionale azzurra Antonio Candreva. La società nerazzurra pare intenzionata a sferrare l’attacco decisivo già nella prossima sessione di mercato, che aprirà i battenti il prossimo 2 gennaio. Candreva sta vivendo una stagione tutt’altro che felice, ma Pioli e la società capitolina lo considerano un elemento fondamentale della rosa. Dunque l’offerta che riporta questa mattina il quotidiano Tuttosport potrebbe non bastare al sodalizio milanese per potersi assicurare le prestazioni sportive dell’ala di Tor de’ Cenci. Il giornale torinese infatti parla di un’offensiva di 10 milioni cash più il cartellino di Andrea Ranocchia in cambio del 28enne romano. Difficile che Lotito possa privarsi di un suo gioiello a metà stagione, soprattutto davanti ad un’offerta tutt’altro che da capogiro. Il presidente della Lazio parte da una valutazione di circa 25 milioni di euro, cifra che squadre come il Barcellona e il Chelsea sarebbero disposte a raggiungere. Resta da capire la volontà del calciatore, che ha sempre dichiarato di essere legato a questa squadra. Le voci sul suo futuro lo vedono sempre più lontano dalla Capitale. I tifosi sperano in una sua permanenza e credono ancora in una sua rinascita, soprattutto dopo la rete in Nazionale contro il Belgio. Candreva, negli ultimi giorni ha potuto toccare con mano l’affetto nei suoi confronti attraverso i messaggi su tutti i social network, con i fans della società biancoceleste che hanno aspramente criticato una sua eventuale partenza. Siamo ai titoli di coda di quest’avventura o ad un nuovo inizio? Il mese della verità si avvicina inesorabilmente.



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Fronte biglietti: il dato non è entusiasmante

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Lazio-Twente, al via la vendita dei biglietti per la trasferta di Europa League

Biglietteria, le presenze sugli spalti non decollano.

Dopo le tre sconfitte di fila subite in campionato, inclusa quella nel derby, la squadra deve essere pronta a ripartire per centrare i 3 punti nella gara casalinga contro il Palermo. Gli uomini di Pioli non potranno però contare sull’ apporto massiccio dei tifosi, la cui parte più calda continuerà lo sciopero cominciato ad inizio stagione. Solo 1500 i tagliandi staccati per domenica al momento, come riferito dal responsabile della biglietteria Angelo Cragnotti. Lo stesso ha poi riferito che anche la vendita dei biglietti per la sfida contro il Dnipro va a rilento: solo 400 le presenze al momento. Dato comunque destinato a crescere nel tempo visto che manca più di una settimana all’impegno di Europa League.



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Parlano gli ex: Biava e Makinwa sul momento della Lazio

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Aspettando Lazio-Palermo, in questa pausa del campionato, hanno parlato due ex come Giuseppe Biava e Stephen Makinwa. Entrambi hanno militato sia nel club capitolino che nel club siciliano. Ecco le loro parole.

Partiamo dal doppio ex per eccezione, Giuseppe Biava, che ha commentato ai microfoni de Il Giornale di Sicilia, la sfida di domenica che vedrà lo scontro tra i biancocelesti e i rosanero: “La Lazio in classifica è messa di certo molto meglio del Palermo ma dopo tre sconfitte di fila non c’è da stare tranquilli, vorranno riscattare la sconfitta nel derby e non possono sbagliare. La sosta per le nazionali ha fatto più comodo ai rosanero perchè, i biancocelesti avrebbero preferito giocare subito e non stare due settimane a pensare alla sconfitta contro la Roma.  Anche se la Lazio ha un organico superiore stanno soffrendo le assenze di De Vrij e la non perfetta forma di F. Anderson. A sfavore di Pioli c’è il fatto che ha avuto molti giocatori in giro per il mondo con le proprie nazionali e questo può pesare”

makinwaInoltre, anche Stephen Makinwa ha detto la sua sulla Lazio ai microfoni di gianclucadimarzio.com, parlando anche della sua nuova vita da procuratore: “Ho 33 anni, smesso per problemi al ginocchio che andavano avanti da un po’ di anni. Vivo a Roma ora. Mi sono veramente trovato bene dappertutto, in ogni città in cui ho giocato. Sono veramente contento per ciò che sono riuscito a fare e per come mi hanno accolto tutti.La Lazio? Ha fatto una squadra di giovani interessanti, sicuramente hanno bisogno di tempo: l’uscita dal preliminare ha condizionato un po’ l’ambiente. Non ho nessun giocatore da consigliare al momento”. Poi un commento su Inghilterra-Francia, in programma questa sera: “Non sarò allo stadio, vedrò la partita in albergo”. Infine un commento sul suo assistito Eddy Onazi, nigeriano in forza alla Lazio: “Ha sempre fatto bene quando è stato chiamato in causa: quando sente più fiducia ovviamente fa bene, le qualità le ha e ci tiene molto a fare bene, lavora forte. Nella nostra Serie A non ho visto nessuno in grado di vincere sempre, quindi credo che tutti abbiano bisogno di comprare”.

Makinwa inoltre ha parlato di Onazi anche ai microfoni di Tuttomercatoweb.com, a margine dell’evento WyScout : “E’ un ragazzo speciale e un gran giocatore, sta facendo molto beneHa un contratto fino al 2018 con la Lazio ma nel calcio come sappiamo non si sa mai. In questo momento è concentrato a far bene, anche in Nazionale. La Lazio è una vetrina importante, purtroppo ha cominciato un po’ male, con l’uscita della Champions. E’ una squadra molto giovane e ha bisogno di tempo, migliorerà nel corso del campionato. Quali squadre sono interessate a Onazi? Non posso dire i nomi, ma ci sono tante squadre che tranquillamente lo prenderebbero. E’ vice capitano della Nigeria e piace a tante squadre, ma lui pensa alla Lazio e a fare bene a Roma”.



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Ledesma: “Avrei voluto chiudere la carriera alla Lazio”. Mentre il figlio pensa ancora alla Lazio

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Lazio-Ledesma: un amore di famiglia

Aver lasciato la Lazio non significa non amarla più. Questo è successo a molti giocatori, ma in particolare a Cristian Daniel Ledesma, che a Roma ha lasciato un pezzo di vita. La maglia biancoceleste sarà per sempre la sua seconda pelle e nel suo cuore ci sarà sempre la Lazio. Ma Ledesma ha dovuto lasciare la sua squadra del cuore e si è trasferito al Santos, in Brasile, dove ora gioca. Il centrocampista italo-argentino ora è concentrato sulla nuova sfida. Queste le sue parole a esportes.terra.com: “Credo di poter contribuire con la mia esperienza. Ho tanto entusiasmo. Sono arrivato qui a 33 anni e voglio continuare a giocare, non sono venuto per i soldi o la mancanza di opzioni, ma perché credo che il Santos sia una grande opportunità. Posso portare un buon livello di esperienza e mi sento come qualsiasi altro giocatore in rosa”. Poi sul calcio brasiliano: “Ho preso diverse informazioni, ma non avevo mai visitato il paese. La differenza più grande che ho trovato conl’Italia è l’intensità. Il lavoro qui è maggiore durante la settimana e nelle partite. Il calcio è diverso da quello europeo. Il livello tecnico dei giocatori del Santos mi ha sorpreso, soprattutto i più giovani. Ma è un’altra cultura. Molti sottolineano che l’ambiente è soddisfatto vista la quantità di giovani giocatori.  Mi ha subito colpito l’unità di questo gruppo. Il lavoro è così diverso dall’Italia”. Ledesma ha poi parlato del suo rapporto con l’Italia: “Ho vissuto 17 anni in Argentina e 14 in Italia. Mia moglie è italiana, i miei due bambini anche. Come persona cresciuta mi ritengo italiano, ma il mio bambino interiore è argentino. In Italia sono stato padre e uomo. Mi considero argentino, ma anche molto italiano”. Poi sul Santos e la Copa Libertadores: “Sarebbe un’esperienza molto importante, ma il campionato non è finito. Penso che dobbiamo guardare il presente, e il San Paolo è vicino al Santos in classifica, quindi c’è ancora da lavorare”. Molta la differenza tra Champions League e Copa Libertadores: “I viaggi in Libertadores sono più lunghi, il tempo per recuperare è minore. E’ una competizione difficile. La Champions è un campionato con viaggi più brevi. Non so se la Libertadores sia più difficile a causa di questo, l’Europa ha anche stadi difficili dove giocare”. Poi un pensiero alla propria famiglia lontana: “I miei figli stanno studiando in Italia e non possono trasferirsi qui. L’adattamento non è un problema, il gruppo mi ha accolto molto bene. E ‘difficile, niente però rispetto a quando sono andato in Europa a soli 17 anni”. Fra qulache anno ecco come di vede Ledesma: “Dopo che avrò concluso la mia carriera vorrei allenare squadre giovanili. Ragazzi tra i 10-12 anni, il mio obiettivo è questo. Si tratta di un vecchio sogno. Vorrei aver terminato la mia carriera alla Lazio, ora vediamo quando avrò finito. Ora penso a questa realtà e alla partita contro il Flamengo. Sono a disposizione del mister”. 

ledesma-santosUna passione quella per la Lazio, trasmessa di padre in figlio, infatti, in casa Ledesma questa e stata trasmessa da papà Cristian al piccolo Daniel. Un amore vero quello per la Lazio. “O mi riporti alla Lazio o cambio sport, mi iscrivo a basket”. Così ha detto a mamma Marta il piccolo Daniel. Lui vuole ripercorrere le orme del papà e su Instagram, la stessa Marta la racconta: “Pensavo scherzasse. Invece mi ha spiazzata: ha tirato fuori tutte le sue foto dei campionati scorsi, contato i gol, raccontato che gli esercizi erano faticosi ma divertenti, confessato che maglie diverse non ne vuole indossare. Allora mi armo di coraggio, busso a Formello (sì proprio io…😰), ritiro il kit della nuova stagione, ritorno al campo Gentili due volte a settimana per la sua felicità. Oggi è la sua prima convocazione battezzata con un gol, Cristian ed io ne siamo orgogliosi! Anche se ha solo 8 anni ha già capito cosa significhi legarsi ai colori e restare con quei colori addosso anche se il tuo papà è stato costretto ad andare a giocare dall’altra parte del mondo. Poteva provare rancore, rifiuto, distacco. Invece era solo nostalgia. “Papà, io così mi sento un po’ te”. E papà da lontanissimo è il laziale più felice del mondo”.



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Le aziende di Lotito “inguaiano” la Lazio: chiuso in rosso il primo Trimestre 2015/16

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Claudio Lotito intervistato da Sky Sport a bordo campo prima di Lazio-Bologna.
Foto Cafaro Gerardo/LaPresse 11 10 2014 Salerno (Italia) Stadio "Arechi" sport calcio Salernitana vs Savoia Campionato italiano di calcio Lega Pro girone C 2014/2015 Nella Foto: Claudio LotitoPhoto Cafaro Gerardo/LaPresse 11 10 2014 Salerno (Italy) "Arechi " Stadium sport soccer Salernitana vs Savoia Italian Football Championship League Lega Pro group C 2014/2015 In The picture : Claudio Lotito

Tempo di bilanci in casa Lazio, non solo in ambito sportivo. La società biancoceleste ha infatti appena reso nota la situazione finanziaria dei primi tre mesi dell’esercizio 2015/16, vale a dire fino al 30 settembre 2015, evidenziando una perdita netta consolidata di 4,83 milioni di euro.

Come riporta il portale Calcioefinanza.it il saldo risulta leggermente peggiore rispetto ai 5,41 milioni del primo trimestre dello scorso esercizio. Un bilancio negativo, frutto dei 21,05 milioni di euro (+8,7%) di ricavi al pari dei 22,22 milioni di costi (+7.63%).
Analizzando nel dettaglio la relazione si evince che 1,52 milioni corrispondo ai ricavi provenienti dalla gare, alla quale fanno parte abbonamenti e biglietti venduti per i match disputati allo Stadio Olimpico. Poco meno dei 4,19 milioni sono stati incassati da sponsorizzazioni, pubblicità, royalties, mentre la fetta maggiore dei guadagni della società biancoceleste arriva, come noto, dai diritti TV e altre concessioni, con un’entrata pari a 15,34 milioni di euro. Per quanto riguarda i costi invece, quello del personale è di 14,05, in linea con quelli dello stesso periodo dell’ultimo esercizio, mentre è la voce “Altri Costi di Gestione” a presentare un aumento delle spese, soprattutto nell’ambito della manutenzione e dei servizi riguardanti il centro sportivo di Formello. L’onere riguardante queste prestazioni è aumentato di circa 1,75 milioni di euro, passando dai 6,44 dello scorso anno agli 8,19 di quello attuale. Servizi commissionati ad aziende che hanno come proprietario unico un personaggio chiaramente noto nell’ambiente laziale, il presidente Claudio Lotito.

Come testimonia il rapporto trimestrale, la società biancoceleste ha appaltato tutte le attività alle seguenti aziende:
-la Roma Union Security, per un costo di Euro 0,13 milioni e debiti per Euro 0,04 milioni, riferito al servizio di vigilanza;
-la Gasoltermica Laurentina, per un costo di Euro 0,70 milioni e debito di Euro 0,02 milioni, relativo alla manutenzione del centro sportivo di Formello, dei negozi e alla gestione del magazzino merci di tutta la rete commerciale della SS Lazio Marketing;
-la Omnia Service, per un costo di Euro 0,29 milioni e debito di Euro 0,46 milioni, per il servizio di mensa sia giornaliero che in occasione dei ritiri per i tesserati presso il centro Sportivo di Formello;
-la Linda, per un costo di Euro 0,14 milioni, a fronte servizi di assistenza ai sistemi informatici, processi organizzativi e logistici aziendali e magazzino area tecnica;
-la Snam Lazio Sud per un costo di Euro 0,09 milioni, a fronte di servizi di assistenza gestionale;
-la Bona Dea, per un costo di Euro 0,05 milioni e debito di Euro 0,03 milioni, a fronte di servizi di assistenza all’amministrazione del personale;

Una situazione alquanto insolita, che gli addetti ai lavori hanno subito cercato di smorzare affermando nello stesso comunicato che “tali transazioni sono state perfezionate nel rispetto della correttezza sostanziale e procedurale ed a normali condizioni di mercato”.

Bisogna pur sempre sottolineare che dal punto di vista patrimoniale e finanziario, il patrimonio netto consolidato della Lazio è positivo per 16,71 milioni, mentre la posizione finanziaria netta risulta negativa per 21,70 milioni con una variazione di 3,75 milioni, rispetto al 30 giugno 2015.

 

trimestrale-lazio-al-30-settembre-2015



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Mercato: l’Inter va alla carica per Biglia. Per la difesa avanzano Heurtaux e De Maio, mentre Douglas e Vlaar…

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Inter su Biglia,la Lazio corre ai ripari per la difesa

Nonostante manchino esattamente 50 giorni all’apertura ufficiale della sessione invernale di calciomercato, il Direttore Sportivo Igli Tare sembra essere attivo già da un po’, lavorando sottotraccia sia in entrata che in uscita.

Dopo le notizie riportate ieri dalla nostra redazione circa l’interessamento di Barcellona e Chelsea per Antonio Candrevale avances di alcuni club della Major League Soccer per Miroslav Klose, proprio nelle ultime ore è il direttore editoriale del Corriere dello Sport Xavier Jacobelli a riportare l’indiscrezione di mercato che potrebbe sconvolgere l’ambiente biancoceleste: Roberto Mancini starebbe esercitando un forte pressing sulla dirigenza dell’Inter per convincere Thohir a portare alla corte nerazzurra il centrocampista della Lazio Lucas Biglia. L’argentino rappresenta una pedina fondamentale nello scacchiere di Pioli, tanto da essere eletto da tecnico e spogliatoio capitano nel ritiro di Auronzo di Cadore. Una nomina che sta a testimoniare la sua importanza sia all’interno che fuori dal campo. Jacobelli tramite le pagine del suo giornale, ma anche sulle frequenze di Radiosei, ha confermato l’apertura delle trattative tra le due società sulla base di 20 milioni di euro più il cartellino di Ranocchia, passato da capitano ad epurato in casa nerazzura. Come già riportato, la Lazio starebbe monitorando il mercato proprio per rinforzare il reparto arretrato e quello di Ranocchia potrebbe rappresentare il profilo ideale. Resta da capire se la società biancoceleste voglia davvero privarsi del suo regista, fondamentale insieme all’infortunanto Stefan De Vrij nell’undici tipo dell’allenatore emiliano. Gennaio si avvicina e l’offerta nerazzurra potrebbe far vacillare il patron Claudio Lotito. I tifosi della Lazio sperano di non rivivere un Hernanes bis, quando il malumore della piazza biancoceleste portò molti tifosi a protestare fuori Villa San Sebastiano, la residente del presidente. La contestazione però non bastò ad evitare la dolorosa cessione del centrocampista brasiliano.

In casa Lazio non solo mercato in uscita. Infatti dopo l’annuncio dell’intervento chirurgico al ginocchio destro di Stefan De Vrij, la società si è mossa prontamente per sopperire all’assenza del difensore olandese, che dovrà restare lontano dai campi da gioco per circa sei mesi. Sono tanti i nomi che circolano nell’ambiente biancoceleste: alcuni sono sotto osservazione già da un po’, come per esempio Douglas a Vlaar, mentre altri sono entrati nel taccuino di Tare più recentemente. Stiamo parlando di Heurtaux e De Maio, esperti difensori che già conoscono il nostro campionato e hanno dimostrato di appartenere alla categoria di difensori più affidabili del campionato.

Thomas Heurtaux è un difensore francese classe 1988 che milita tra le fila dell’Udinese. Nonostante sia stato uno dei migliori nelle ultime stagioni con la maglia bianconera, con l’arrivo di Colantuono ha perso la titolarità, accumulando solamente 4 presenze in stagione. Le voci di un interessamento da parte della Lazio su di lui si fanno sempre più insistenti, e per questo il Direttore Sportivo della società friulana Cristiano Giaretta ha chiarito la situazione ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it: “Non mi risulta nessun interessamento a dire la verità, in questo momento siamo concentrati solamente sulla stagione. A gennaio valuteremo le offerte, ma manca ancora tanto. Ripeto, siamo concentrati a fare punti per migliorare la classifica, poi faremo le nostre valutazioni al momento più opportuno”. E alla domanda diretta sul centrale difensivo, Giaretta conferma:“Se è sul mercato? I giocatori sono sul mercato quando arrivano richieste concrete. Con la Lazio posso dire che c’è sempre stato un grande rapporto, ma è un discorso prematuro da affrontare”.

“Conosco l’uomo e il giocatore. Ci starebbe benissimo, ma non sono io il direttore. Oggi Sebastian sta bene a Genova, all’estero c’è molto interesse, ma rimane lì dove è per ora. Il Genoa non regala i suoi giocatori, certo è che non sarebbe un problema trattare con la società rossoblù”. Diego Tavano, agente Fifa e procuratore di molti giovani calciatori biancocelesti tra cui Minala, presenta così il suo assistito Sebastien De Maio, centrale difensivo 28enne che ora veste la maglia del Genoa. Un segnale chiaro rivolto a Igli Tare, che potrebbe davvero prendere in considerazione la sua candidatura. De Maio ha collezionato in questa stagione 9 presenze nei 12 turni disputati in Serie A e rappresenta un vero e proprio pilastro della difesa rossoblù. Fisico statuario (è alto 1.90 m), ha vestito le maglie di Brescia, Celano e Frosinone prima di compiere il definitivo salto di qualità con il Grifone.

Ma oltre ai profili citati in precedenza, Igli Tare sta seriamente valutando i profili di Douglas del Dnipro e Vlaar. Il 25enne brasiliano fu accostato al sodalizio biancoceleste già nello scorso mercato estivo, ma la pista si raffreddò a causa del rinnovo del contratto con il club ucraino fino al 2017. Ora però il DS albanese sembra voglia intavolare una trattativa sulla base di un prestito con obbligo di riscatto per una cifra totale intorno ai 5 milioni per portare il giocatore cresciuto nel vivaio del Vasco da Gama alla corte di Stefano Pioli. L’appuntamento tra le parti è fissato per il prossimo 26 novembre, quando proprio all’Olimpico Lazio e Dnipro si sfideranno nel quinto turno del girone eliminatorio di Europa League. Per quanto riguarda il difensore olandese, la società biancoceleste non può permettersi di sbagliare e per questo sta valutando attentamento le sue condizioni fisiche. L’ex difensore dell’Aston Villa è reduce dall’intervento al ginocchio: la sua ultima partita ufficiale risale allo scorso 24 maggio. Ora si allena in patria con l’Az Alkmaar e pare che le sue condizioni fisiche stiano migliorando. Ma nelle ultime ore è emerso un interessamento dell’Inter di Mancini, che lo apprezza dal periodo in cui Vlaar vestiva la fascia da capitano dell’Aston Villa. Un affare low cost per migliorare ulteriormente un reparto arretrato che con Murillo e Miranda sembra essere al sicuro. Vlaar è pronto e vuole rimettersi in gioco: un’occasione a tinte oranje per le due squadre italiane.



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Miro Klose verso gli “States”: la Major League Soccer chiama, il tedesco riflette

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Ultima stagione con la maglia della Lazio per Klose?

Miroslav Klose e la Lazio. Un amore iniziato circa 4 anni e mezzo fa che pare essere giunto ai titoli di coda. Nelle ultime ore infatti si è fatta sempre più insistente nell’ambiente biancoceleste l’indiscrezione che parla della sua intenzione di volare negli Stati Uniti per disputare la Major League Soccer, il campionato alla quale partecipano squadre statunitensi e canadesi considerato dagli addetti ai lavori la nuova frontiera del calcio mondiale. L’attaccante di origine polacca pare abbia ricevuto nelle ultime settimane diverse proposte da formazioni nord-americane: su tutte New York Red Bulls e Los Angeles Galaxy, ma anche i Chicago Fire sembra lo stiano corteggiando in vista della prossima stagione.

Il Panzer tedesco ci pensa: il suo vincolo contrattuale con la Lazio scadrà il prossimo 30 giugno, e dunque senza un rinnovo, ipotesi che al momento appare remota, dal prossimo febbraio sarà libero di accordarsi con un altro club. Nuove motivazioni, divertimento e soprattutto niente più pressione! Ecco che quella del trasferimento transoceanico si trasforma in qualcosa in più di un’idea. Il centravanti di Opole ci sta riflettendo su. Una nuova possibilità per spegnere quel brutto pensiero di appendere gli scarpini al chiodo, dopo la delusione dal mancato ingresso in Champions League, palcoscenico che sperava di calciare per l’ultima volta in carriera, per mano dei suoi connazionali del Bayer Leverkusen. Klose sta vivendo una stagione molto deludente, la più negativa da quando è arrivato nella Capitale, con zero reti all’attivo e numeri da brividi, come dimostra la statistica evidenziata dal portale Lazionews.eu: Klose è il calciatore con la peggior media-tiro in tutta Europa con 1 tiro in 272 minuti di gioco per lui in campionato. Alle sue spalle Casadesus del Levante (1 tiro in 180′) e Matteo Mancosu del Bologna (1 tiro e 1 gol in 171′).

Fin ora il tedesco ha collezionato sette presenze per un totale di 376 minuti tra Supercoppa italiana, Campionato, preliminare Champions ed Europa League, con all’attivo solamente due assist. Davvero troppo poco per uno come lui, abituato a bucare con continuità le difese avversarie. E come se non bastasse, anche lo stesso Miroslav è finito nel vortice delle polemiche in casa Lazio con l’accusa di aver fallito troppe occasioni da gol (su tutte l’ultima nel Derby).

Nonostante una forma fisica non brillante, il tedesco ha ancora voglia matta di divertirsi calcando i campi di gioco. Via dalla Lazio per un futuro a stelle e strisce: Miro Klose è pronto all’ennesima sfida della sua carriera.



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Top Ten dei giocatori fallosi fino ad ora. Due laziali in classifica

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mauricio chape

Gentiletti e Mauricio sono nella top ten dei giocatori più fallosi della serie A.

Il sito delinquentidelpallone.it, si è divertito stilando una classifica dei giocatori più fallosi della Serie A. Siamo alla sosta per le nazionali e i falli commessi fino ad ora, vedono un Mauricio e un Gentiletti nei primi 10 della lista.

10° posto : Aleandro Rosi, Frosinone (18 falli)

L’esterno del Frosinone non è uno facile da superare.

9° posto: Ali Adnan, Udinese (19 falli)

L’iracheno non è solo una delle sorprese del campionato a livello di cross e corse sulle fascia.

8° posto: Lucas Digne, Roma (19 falli)

Il giovanissimo dello terzino della Roma dimostra di saperci fare anche in quanto a scaltrezza. 19 falli commessi in 10 apparizioni. Media alta.

7° posto: Mauricio dos Santos, Lazio (19 falli)

La sua presenza era scontata, per sua fortuna non si calcola la media. 19 i falli in 8 partite. Numeri altissimi.

6° posto: Gentiletti, Lazio (20 falli)

Il compagno di reparto di Mauricio è ancor più falloso. La sua media resta di tutto rispetto con 20 falli in 10 uscite stagionali. Insomma, contro i due centrali della Lazio, si va incontro a contrasti certi.

5° posto: MattiaDe Sciglio, Milan (20 falli)

Faccia d’angelo, resuscitato da un’annata deludente, è tornato a contrastare anche con mezzi oltre il regolamento.

4° posto: Kalidou Koulibaly, Napoli (21 falli)

Grandi prestazioni ma anche tanti falli. Koulibaly quest’anno è esploso senza mitigare la sua irruenza fisica.

3° posto: Massimo Gobbi, Chievo (23 falli)

Sarà l’annata stressante di Parma ma Gobbi, al Chievo, incarna proprio i ritmi salvezza. A 35 anni non vuole saperne di tirare indietro la gamba.

2° posto: Kostas Manolas, Roma (23 falli)

Difensore roccioso e ostico, è anche uno a cui non piace lasciarsi scappare gli attaccanti. Dalle sue parti s’incappa in qualche calcione.

1° posto: Sime Vrsaljko, Sassuolo (25 falli)

Fonte Lalaziosiamonoi



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Chelsea e Barcellona sulle tracce di Candreva: il centrocampista biancoceleste a un bivio

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Voci di Mercato. Candreva via dalla Lazio e dal calcio italiano?

C’è aria di crisi in casa Lazio! Dopo la sconfitta nel Derby, la terza consecutiva in campionato, l’ambiente biancoceleste sembra essere travolto in un vero e proprio tornado di negatività alla quale hanno un ruolo fondamentale i periodi tutt’altro che felici a livello sportivo dei leader della squadra. Uno di questi è sicuramente Antonio Candreva, diventato con il passare delle stagioni un vero e proprio idolo della tifoseria a suon di gol e ottime prestazione.

Candreva sta vivendo forse la sua peggior stagione da quando veste dalla maglia con l’aquila al petto. Dalla Supercoppa Italiana, persa lo scorso agosto contro la Juventus, alla stracittadina di 4 giorni fa, l’ala di Tor de’ Cenci ha totalizzato 991 minuti disputati in 14 presenze tra Campionato, preliminare di Champions League ed Europa League, oltre alla Supercoppa Italiana. Il dato allarmante per un calciatore prolifico come Candreva è che da inizio stagione sia andato a segno solamente in un’occasione, nel match d’andata contro il Rosenborg. Il numero 87 è dunque ancora all’asciutto in campionato, dove non è riuscito a far male alle difese avversarie come accadeva nelle stagione passate.

Ma nonostante questa crisi d’identità, l’interesse nei suoi confronti da parte dei Top Club europei non è scemato. Secondo alcune indiscrezioni lanciate in questi giorni, Chelsea e Barcellona (come riporta oggi il “Messaggero”) pare continuino ad essere sulle sue tracce. Il Direttore Sportivo del sodalizio catalano, Ariedo Braida, pare sia pronto a mettere sul piatto circa 40 milioni di euro già a gennaio. Una cifra che potrebbe far vacillare il presidente Lotito, alla luce delle prestazioni negative del suo calciatore e della posizione dello stesso Antonio sempre più in bilico all’intero dello spogliatoio. Si perché la crisi di Candreva pare sia iniziata proprio nel ritiro di Auronzo di Cadore, quando i compagni nel momento di eleggere il capitano gli hanno preferito Lucas Biglia. Una decisione non è mai andata giù al calciatore romano, che nonostante la sua grande professionalità lo ha destabilizzato mentalmente.

E a gettare benzina sul fuoco ci ha pensato proprio il suo procuratore Federico Pastorello, che qualche giorno fa ha dichiarato: “Ogni anno ha tante offerte, ma è legato alla Lazio. In futuro niente si può escludere”. L’agente dunque non chiude le porte ad un possibile trasferimento, pur ribadendo l’attaccamento del suo assistito alla maglia della Lazio. I tifosi amano Candreva e fremono in attesa di una sua rinascita. Solo voci o ipotesi concrete di trasferimento? Non resta che attendere la prossima sessione di mercato, che aprirà i battenti tra poco più di un mese e mezzo.



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Tonelli smentisce tutto:” Da Empoli non mi muovo”

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Si cerca il sostituto di De Vrij, Tonelli smentisce la trattativa con la Lazio

Tonelli alla Lazio per Gennaio? Queste erano le voci che giravano sul suo conto. Il suo nome era stato accostato alla squadra capitolina che sta cercando un sostituto dell’infortunato De Vrij.

Nella giornata di ieri, sia il presidente che il ds dell’Empoli hanno smentito il tutto. Il giocatore non dalla squadra non prima della fine della stagione.

La replica arriva anche dal centrale toscano che ai microfoni de Il Tirreno rivela: “Io via da Empoli? Non c’è niente di vero, anzi. Io penso al campo ma il mio procuratore sta portando avanti la trattativa per il rinnovo e vi garantisco che siamo ai dettagli“.

Parole che quindi chiudono in una scatola le voci che circolavano da giorni ribadendo anche:

Smentisco categoricamente che ci siano problemi, sto molto bene qui e voglio bene a questa maglia. Se è possibile una cessione nel mese di gennaio? Anche in questo caso posso garantirvi che non me ne vado a metà stagione“.



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Milinkovic-Savic: “Con l’Italia e Danilo sarà un grande duello! La Lazio è stata la scelta migliore”

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Milinkovic-Savic si confessa: “Sono molto contento di essere alla Lazio”

Tra i dodici i giocatori della Lazio impegnati con le rispettive Nazionali figurano anche Sergej Milinkovic-Savic e Danilo Cataldi. Venerdì, infatti, si giocherà la partita tra Serbia U21 e Italia U21, valida per le qualificazioni agli Europei 2017. A pochi giorni da questo mini derby tra il serbo e l’italiano, il giovane Sergej si e confessato in una lunga intervista rilasciata ai microfoni della Federcalcio serba. Il centrocampista è partito proprio dall’ultima convocazione: “Essere convocati in Nazionale è sempre una grande soddisfazione. Avevo una gran voglia di rivedere tutta la squadra, i miei compagni, i miei amici. Ho sempre fame di nuove sfide”. Di seguito tutta l’intervista.

Hai ottenuto trofei importanti sia nel 2013 (oro agli Europei Under 19) che nel 2015 (oro ai Mondiali Under 20), a distanza di due anni. Pensi che questo possa essere di buon auspicio in vista degli Europei del 2017?

“Prima pensiamo ad arrivare in Polonia, dove si giocheranno gli Europei, poi punteremo a vincerli. Ora dobbiamo essere concentrati anche perché dobbiamo incontrare squadre di grande livello e molto competitive. Abbiamo cambiato allenatore e sono arrivati molti giovani, ma nelle partite giocate finora abbiamo dimostrato che il gruppo non sta avendo grandi problemi. La fiducia sta aumentando, penso che questa nuova Serbia potrà ottenere grandi risultati e darci tante soddisfazioni”.

Sei uno dei candidati per il ‘Golden Boy’, premio istituito nel 2003 da Tuttosport che viene assegnato a un giocatore Under 21 militante in un campionato di massima serie europea…

“Oltre a me ci sono Andrija Zivkovic e Nemanja Maksimovic, non riesco a credere al fatto di essere stato inserito tra questi nomi. Per me è uno stimolo maggiore a lavorare sodo e a dare sempre il meglio, ma anche una ricompensa per tutto quello che ho fatto finora”.

La Federcalcio serba può ritenersi molto soddisfatta dei risultati raggiunti negli ultimi anni con le Selezioni giovanili…

“La Serbia è il Paese del calcio, ci sono talenti ovunque e club con una grande storia alle spalle che riescono a sfornare giocatori fortissimi. Le Nazionali giovanili stanno raggiungendo livelli ottimali, ci sono allenatori molto preparati che ti permettono di migliorare sotto tutti gli aspetti. Si lavora e si pensa come una squadra, non si cerca di far crescere il singolo”.

Venerdì affronterai l’Italia Under 21, è la partita più importante del girone? Per te deve avere un significato speciale visto che sei da poco arrivato alla Lazio…

“Sono molto emozionato, non vedo l’ora che inizi la partita. Non posso e non voglio nascondere le emozioni, giocheremo a Novi Sad – la città dove sono cresciuto – nello stadio del Vojvodina, dove ho tirato i primi calci al pallone. Desidero solo che gli spalti siano pieni e che le persone siano felici al termine della partita”.

Conosci bene l’avversario?

“Ad essere onesti, a parte alcuni giocatori che ho affrontato in Serie A, non so chi giocherà nell’Italia. Ci sarà Danilo Cataldi, mio compagno alla Lazio che giocherà a centrocampo, sarà una bella sfida. Il ct Tomislav Sivic ci spiegherà punti di forza e debolezze dell’Italia, arriveremo pronti. Possiamo vincere venerdì e poi contro la Slovenia, abbiamo tanta qualità e vogliamo dimostrarlo. In Lituania (dove nel 2013 ha vinto l’oro agli Europei Under 19, ndr) e in Nuova Zelanda (durante il Mondiale Under 20 vinto dalla Serbia, ndr) abbiamo acquisito tanta esperienza che nessuno ci può togliere”.

Come procede l’esperienza alla Lazio?

“Non posso parlarne molto viste le regole del club, ma posso dire che sono contento di aver scelto la Lazio. Sono tra i più giovani della squadra, cerco di godermi ogni momento e di dimostrare giorno dopo giorno il mio valore”.

Non è un segreto che il ct della Serbia, Radovan Curcic, sta continuando a monitorarti dopo averti convocato per la prima volta in Nazionale maggiore…

“Per me è un sogno che si avvera, la convocazione in Nazionale maggiore è il punto più alto della carriera di un giocatore. Ma so che c’è un tempo per ogni cosa, arriverà il mio momento. È importante fare un passo dopo l’altro, fare bene con l’Under 21 e poi coronare il mio sogno”.



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Biglia torna sul derby: “Una partita così importante non si può perdere! Ora rialziamoci!”

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Il derby brucia ancora: Biglia ne parla anche in Argentina

Lucas Biglia ha raggiunto i suoi compagni della nazionale argentina, con la quale sarà impegnato durante la sosta del campionato per le qualificazioni ai Mondiali. La sua ultima esperienza con la albiceleste si era conclusa con una lesione di primo grado alla coscia. Proprio per questi motivo i tifosi della Lazio sono molto preoccupati per il loro capitano e fino a quando il Principito non scenderà in campo anche contro il Palermo l’ansia la farà da padrone. Anche in Argentina, però, Biglia non riesce ancora a dimenticare la sconfitta nel derby. La delusione è ancora forte e il mediano argentino ha espresso il suo disappunto riguardo alla sfida contro la Roma. Queste le sue parole a TyCSports.com: “Qualunque partita si può perdere, tranne il derby. La verità è che brucia molto, soprattutto perché venivamo da due sconfitte consecutive e volevamo mostrare tutto il nostro valore. Ma dobbiamo rialzarci e guardare avanti”. Poi Biglia ha parlato del prossimo impegno dell’Argentina: il clasico contro il Brasile: “Dobbiamo vincere, mi auguro che tutto vada per il meglio e che giocheremo bene. Ci mancheranno tanti titolari, ma siamo qui e dobbiamo voltare pagina. Cercheremo di fare una gran partita, ma soprattutto cercheremo di vincere. È quella l’unica cosa che conta e che ti aiuta a crescere“. Un ostacolo molto difficile da superare questo Brasile e l’argentino lo sa bene: “Ci aspetta un esame molto difficile. Il Brasile è una squadra molto veloce e con grande tecnica. E ha Neymar, un grandissimo calciatore, e non servo certo io a descivere le sue capacità“. La Selección ha ottenuto solo un punto nelle prime due partite giocate, ma ora è arrivato il momento di vincere: “È normale che ancora pensiamo ai match già disputati perché ci dispiace, in particolar modo per la sconfitta in casa contro l’Ecuador all’esordio. Non sempre si può giocare bene, ma dobbiamo imparare dai nostri errori per superare questo momento. L’obiettivo di ogni partita deve essere quello di giocare con molta intensità e profondità“. Infine Biglia ha difeso il suo CT: “Non possiamo mettere in discussione il mister per due partite andate male. L’ho trovato molto motivato, è il primo a sapere quanto contano le prossime sfide. Cerchiamo di seguire le sue indicazioni, le stesse che abbiamo messo in pratica durante la Coppa America. Siamo i primi a essere critici con noi stessi, sappiamo quando sbaglia”.



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Momento clou per i rinnovi di Lulic e Marchetti: accordi lontani.

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SS Lazio's Senad Lulic (R) scores the 0-1 during the Italian Cup final soccer match between AS Roma and SS Lazio at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 26 May 2013. ANSA/ETTORE FERRARI

lulic gol

Questione rinnovi. Al vaglio Lulic e Marchetti

Momento decisivo per la questione rinnovi in casa Lazio. I casi da tempo più spinosi sono sempre quelli di Marchetti e Lulic, a cui si aggiunge quello di Biglia, in scadenza nel 2018, seppur al momento meno imminente (se ne riparlerà a giugno). Per quanto riguarda il portiere di Bassano del Grappa, l’incontro decisivo potrebbe avvenire già entro questo weekend. Come sottolinea il Corriere dello Sport in data odierna, il suo agente Beppe Bozzo sta lavorando ai fianchi per trovare un’intesa con Lotito. Marchetti, dal canto suo, sembrerebbe ora meno convinto rispetto a qualche settimana fa, quando la società biancoceleste si era dimostrata disponibile a prolungare il contratto in scadenza il 30 giugno 2016. Un periodo di riflessione che però non potrà durare ancora per molto. In caso di mancata fumata bianca, tra un paio di mesi lo scenario potrebbe essere questo: partenza anticipata e promozione tra i pali di Berisha. Un piano B ovviamente, perché l’obiettivo primario è la conferma e il rinnovo di Marchetti. Intanto, prima del derby era emersa un’indiscrezione circa un possibile interessamento della Juve, pronta ad aggiudicarsi Marchetti a parametro zero a giugno: un anno da vice di Buffon per poi raccoglierne l’eredità. Un disegno smentito dallo stesso agente del giocatore, negando possibili contatti in questo senso. La Lazio, del resto, ha migliorato l’offerta in termini di condizioni economiche (lo stipendio dovrebbe aggirarsi sul milione e mezzo di euro) e sulla durata triennale (2019). Il matrimonio tra i due non è ancora saltato.

Ore calde anche per il futuro di Senad Lulic. Ha rischiato la cessione nella precedente finestra estiva, non potrà evitarla a gennaio se non si riuscisse a trovare un accordo. Il no del bosniaco alla proposta di rinnovo della Lazio sembra infatti definitivo. Ad agosto ci aveva provato il Wolfsburg, offrendo 7 milioni e ricevendo il no di Lotito. Nell’ultimo giorno di mercato si era poi aperta la pista Milan, nella vicenda che portò poi all’arrivo di Matri in prestito. Il contratto scade nel 2017 e a gennaio sarà a un anno e mezzo dalla scadenza, proprio nella stessa situazione di Hernanes nel famoso gennaio 2014. La società biancoceleste farà un ultimo tentativo per prolungare il contratto e in caso contrario valuterà le offerte che arriveranno a gennaio, mettendo il giocatore nelle condizione di accettare l’eventuale trasferimento.



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Gennaio “caldo” per la difesa della Lazio: in ballo tanti nomi!

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Mercato invernale, emergenza in difesa

 

“A gennaio, con l’inizio del mercato, ci faremo trovare preparati”, ha assicurato il ds Igli Tare prima della sfida contro il Milan. La difesa, senza una pedina come de Vrij, non riesce a fornire garanzie. Venti reti subite in dodici giornate non possono rassicurare una squadra con ambizioni di vertice. È per questo che la Lazio ha iniziato a lavorare sotto traccia per portare a Roma un centrale da affiancare a Mauricio, Gentiletti e Hoedt. La ripresa odierna degli allenamenti sarà l’occasione proprio per un vertice tra Tare e Pioli, in cui verranno discussi i possibili rinforzi. Sulle candidature, per il momento, non sembrano esserci grandi novità. Come sottolinea l’edizione odierna del Corriere dello Sport, il sogno resta Douglas. I biancocelesti lo seguono da tempo con il suo nome che era stato accostato alle aquile già in estate, prima di affrontarlo in Europa League nella trasferta di Dnipropetrovsk. Venticinque anni e una grande struttura fisica che lo rende abile nel gioco aereo, il brasiliano è sbocciato nel Vasco da Gama per poi farsi notare in Ucraina. Il suo contratto scade nel 2017, per portarlo a Roma servirebbe un’offerta significativa.

L’affare più percorribile a livello economico sarebbe quello che conduce al nome di Ron Vlaar. L’ex capitano dell’Olanda era stato proposto a luglio e, dopo l’ultima avventura all’Aston Villa, risulta svincolato. Troppo incombente però il peso della condizione fisica. L’olandese si sta allenando con l’Az Alkmaar per recuperare da un’operazione al ginocchio che lo ha tenuto lontano dai campi per quattro mesi. La biancoceleste al momento ha bisogno di altro. Nelle ultime settimane è spuntata anche la pista Tonelli. Il centrale dell’Empoli sarebbe ideale non solo per caratteristiche, ma anche perché consentirebbe di puntare su un giocatore già pronto, senza alcun problema di adattamento al campionato. Strapparlo ai toscani non è tuttavia semplice: il difensore fiorentino è legato agli azzurri fino al 2017 ed è per Giampaolo un titolare inamovibile. Servirebbero cinque milioni o un tipo di operazione differente.

Ma quali sono le alternative? Tanti i possibili outsider. Dalle piste olandesi, rappresentate da Veltman dell’Ajax e Gouveleeuw dell’Az Alkmaar a Marcelo, sempre della scuderia Seg (quella di de Vrij, Hoedt e Vlaar) e difensore dell’Hannover. Probabile che la Lazio possa puntare su un prestito con diritto di riscatto o un calciatore in scadenza. L’elenco è lungo: si parte dal bulgaro Georgi Terziev (Ludogorets) per arrivare a N’Kolou (Marsiglia), Matip (Schalke 04) e Balanta (River Plate).



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Tare:”Tagliavento non ha chiesto scusa. Se saremo uniti, torneremo ad essere grandi!”

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Tare torna a parlare del derby e di Tagliavento

Come accade puntualmente nei giorni che seguono la partita, la stracittadina lascia non pochi strascichi nell’ambiente romano. Un agglomerato di polemiche che in questa occasione si accentua ancor di più a causa della sosta del campionato per lasciar spazio alla Nazionale Italiana, impegnata nelle amichevoli contro Belgio e Romania.

A Formello il clima sembra essere molto teso. La sconfitta del Derby, oltre a rappresentare un duro colpo per la tifoseria per l’elevato peso specifico del match, rappresenta la terza consecutiva in appena 10 giorni. La panchina di Pioli inizia a vacillare, con i tifosi che hanno messo sul banco degli imputati anche il Direttore Sportivo Igli Tare. L’ex attaccante di Ascoli e Lazio, in un colloquio avvenuto qualche ora dopo la partita, è stato accusato di aver effettuato una campagna acquisti a dir poco deludente, oltre al fatto di non aver adottato le giuste contromisure a livello dialettico (ma non solo) dopo la designazione da parte di Messina dell’arbitro Tagliavento, già autore di diversi errori in favore dei giallorossi durante quella che nella Capitale rappresenta la partita più importante dell’anno. E proprio su quest’ultimo punto nell’edizione di oggi il Corriere dello Sport lancia un’indiscrezione che parla di diverbio acceso proprio tra l’arbitro di Terni e il DS biancoceleste. Da quanto è emerso dalle parole di testimoni oculari, la lite pare che abbia assunto toni tutt’altro che pacati, tanto da far rischiare a Tare una squalifica.

Lo stesso Direttore Sportivo però è intervenuto prontamente questa mattina sulle frequenze 89.3 di Lazio Style Radio per chiarire la situazione. “È vero, ho incontrato Tagliavento nel post gara. Ero molto rammaricato per l’episodio del rigore concesso, che ha inciso nell’economia della gara. Ho solamente esternato all’arbitro la mia delusione per l’andamento della gara e alla fine gli ho solo chiesto di rivedere in serata ed in serenità gli episodi incriminati. Da parte del direttore di gara non c’è stato alcun gesto di scuse, anzi la convinzione di esser nel giusto”. Tare conferma dunque la discussione con il direttore di gara, smentendo l’ipotesi di una sua ammissione degli errori con tanto di scuse.

L’albanese analizza poi il momento negativo della formazione biancoceleste che, nonostante sia ad un passo dalla qualificazione ai sedicesimi di Europa League, vede il gruppetto di testa composto da Inter, Fiorentina, Roma e Napoli allontanarsi sempre di più. “In questi momenti negativi è ovvio che va fatta un’analisi a 360 gradi. Ora si parla di catastrofe, ma solo 3 settimane fa si parlava di una Lazio in lotta per lo Scudetto. Non mi esaltavo prima, non mi butto giù adesso. Mancano la grinta e la determinazione di vincere le gare a tutti costi, ma c’è tanta qualità. Parlerò bene con Pioli, c’è tanta strada da fare, purtroppo siamo nella posizione di chi rincorre. Ma se remiamo tutti dalla stessa parte, possiamo tornare agli standard della scorsa stagione”.

C’è spazio anche per una considerazione generale sull’incontro disputato appena due giorni fa: “Il derby è stato deciso da episodi sfavorevoli, la Roma ha avuto subito l’occasione di impostare la gara a suo piacimento, giocando in contropiede”.

Nel finale, Tare annuncia il suo impegno per trovare una soluzione sulle barriere nelle curve: “La polemica delle Curve? Dispiace, l’Olimpico semivuoto mi ha fatto tristezza. Ora cercheremo di concentrarci sulla questione sperando che si possa prendere una decisione che accontenti tutti”.



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Pioli a rischio esonero? Ma la storia dice altro…

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7 allenatori in 11 anni, la crisi del secondo anno incombe?!

La panchina della Lazio ultimamente soffre la crisi del secondo anno. Sia Reja, Petkovic e Pioli il primo anno illuminano la piazza, poi il secondo anno il giocattolo si rompe anche se Reja è subentrato nel gennaio 2010. I motivi sembrano essere comuni: gli infortuni, il mancato rinforzo nel mercato estivo, tattiche sbagliate. E come spesso accade l’ allenatore viene messo in discussione quando le cose non vanno, tranne per Lotito. Si perchè il patron biancoceleste non ama avere due allenatori in libro paga, ed esonerare un allenatore significa dar ragione a chi lo  critica per la sua gestione. Infatti in undici anni di Lazio, sono 7 gli allenatori che si sono seduti sulla panchina. Il primo è stato  Mimmo Caso che ha dovuto gestire una situazione tragica a livello sportivo. A Gennaio in piena lotta retrocessione, Lotito esonerò Caso e arrivò Papadopulo, che debuttò nel derby vinto. A Giugno  invece arrivò Delio Rossi che in 4 stagioni totali portò la Lazio in champions e vinse una coppa Italia. Anche lui fu sempre a rischio esonero ma rimase fino alla fine del contratto. L’anno successivo cioè nella stagione 2009/2010 la Lazio ingaggia Ballardini e l’inizio è dei migliori, vittoria in supercoppa contro l’ Inter. Ma dopo due vittorie consecutive in campionato la squadra non vinse più e a gennaio, dopo la sconfitta in casa per mano del Catania, Lotito esonerò Ballardini (spinto anche da una pesante protesta a Formello degli ultras laziali) e al suo posto venne chiamato Reja. Il goriziano trascinò la Lazio alla salvezza e a differenza di Papadopulo rimase. La Lazio 2010/2011 sfiorò con Reja la champions. Nel 2011/2012 arrivano i primi malumori, gioco lento e difensivo, tattiche sbagliate e sostituzioni senza logica, ingredienti che conditi dalle proteste dei tifosi portarono a due dimissioni respinte, la prima a settembre e la seconda a febbraio, prima della sfida con gli spagnoli dell’Atletico Madrid. Nella stagione 2012/2013 ecco Petkovic che fece un’inizio scoppiettante ed un cammino europeo eccellente. Il finale non fu dei migliori ma il 26 maggio è autore dell’ impresa, vince la coppa nazionale battendo la Roma. Nel 2013/2014 ecco che il giocatollo si spezza, mancato rinforzamento della rosa ed esonero forzato con Reja richiamato ma non confermato. Nel 2014/2015 Pioli è chiamato a riportare in alto la Lazio e ci riesce alla grande. Terzo posto e finale di coppa Italia. Poi di nuovo il non mercato, idee di gioco sbagliate ed il declino. Ma chi è disponibile e libero in caso di esonero?  I nomi sono tanti, Mazzari, Spalletti, Prandelli e un nome sconosciuto come sempre.



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Crisi Lazio: i big sotto accusa. Domani confronto tra allenatore e dirigenza

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Non solo Pioli sotto accusa, anche la squadra ha le sue colpe

Dopo la sconfitta con il Milan è arrivata anche quella nel derby contro la Roma. L’ennesima in questa stagione, che ha visto i biancocelesti perdere già ben sei volte. In campionato, infatti, la squadra di Pioli ha collezionato una serie di risultati negativi da incubo. Ora che c’è la pausa per le Nazionali è tempo, quindi, di bilanci e di riflessioni in casa Lazio. Dopo la sconfitta con la Roma sono finiti tutti sul banco degli imputati tutti i giocatori, tra cui i big in primis. Questi big che dovrebbero dare il maggior contributo alla causa biancoceleste e che fino ad un mese fa trascinavano la Lazio, infatti, ora sembrano spenti, stanchi e senza motivazioni. Stiamo parlando dei vari Marchetti, De Vrij, Radu, Biglia, Lulic, Parolo, KloseCandreva e Felipe Anderson, che non stanno rendendo al meglio delle loro possibilità. Marchetti non sembra essere più lui. Il nostro portierone, difatti, si è reso protagonista di un altro errore evidente anche contro la Roma, dopo la prova imbarazzante con il Milan. De Vrij è out per infortunio. Il nostro leader difensivo è un’assenza pesante in difesa. Poiché con lui vicino tutti giocano meglio, vista la sua grande sicurezza. Radu, nonostante la grande cattiveria agonistica che mette sempre in campo, è da parecchio tempo che non sta rendendo come ai tempi migliori. Biglia incarna bene il ruolo di leader e capitano in campo, visto che anche lui gioca con grande determinazione, ma molto spesso le sue giocate sono futili e invece di cambiare il ritmo alla partita rallentano il gioco della Lazio. L’argentino voleva giocare la Champions League, ma la sconfitta con il Bayer Leverkusen ha cancellato questa possibilità. Lulic negli ultimi tempi si è risvegliato dal torpore che lo aveva colpito per molto tempo, ma anche lui molto spesso non riesce a dare il suo contributo alla causa e le sue accelerazioni si concludono in un nulla di fatto. Parolo non sembra essere ai livelli della scorsa stagione e in questa prima parte di campionato non ha mai ingranato la marcia giusta. Klose, il nostro attaccante di punta, non ha ancora segnato in stagione ed il gol divorato nel derby è l’emblema della sua condizione fisica. Candreva, il vero leader della Lazio non è più lui. Colui che tirava di più in questa squadra, ora ha zero gol all’attivo. Mancano i suoi sprint, i suoi assist e il suo continuo apporto  in fase offensiva. Antonio non ha ancora digerito la questione della fascia da capitano e la scelta di Biglia al suo posto lo ha rattristato. Felipe Anderson negli ultimi tempi si è sì risvegliato come Lulic, ma i suoi colpi da biliardo sono comunque molto pochi e in una partita non risultano mai decisivi. La sconfitta di Leverkusen ha poi fatto il resto, tutta la squadra non si è più risvegliata da quella brutta mazzata. Ci sono poi i rinnovi e gli adeguamenti di contratto lasciati in stand-by a pesare sulla serenità dell’intero gruppo. Marchetti è ancora in bilico, il suo contratto è in scadenza nel 2016, e dal prossimo febbraio sarà libero di firmare con un’altra squadra. Stessa cosa per Lulic e Biglia.

231955585-6746cf4b-7538-4184-80f4-5632255a8610Come sempre in questi casi, nonostante la colpa sia di tutti quanti, le maggiori accuse ricadono sull’allenatore. E se vogliamo dirla tutta queste accuse sono in parte anche giustificate. Pioli, infatti, non avrà certamente tutte le colpe ma ci ha messo certamente del suo. Il tecnico biancocelste ha deluso nella gestione delle gare importanti: le prepara in un certo modo, ma se accade un imprevisto va completamente in confusione. Non è possibile che un rigore, anche se inventato, basti per fare perdere una partita. Ma con le grandi squadre la Lazio ha sempre sofferto in maniera smisurata, andando sempre in confusione, senza mai riuscire a gestire la gara. Le sconfitte con Juventus, Milan, Inter, Napoli e Roma ne sono la dimostrazione. Questi argomenti saranno trattati nel confronto che Pioli avrà con i dirigenti domani a Formello. Tutti saranno chiamati a farsi un esame di coscienza, in primis società. La strategia di mercato estiva potrà dare frutti in futuro, visto che i giovani potranno crescere, ma certamente non li ha dati nell’immediato. Le colpe quindi sono di tutti, nessuno escluso, e se la Lazio vuole ricominciare a vincere deve rendersene conto. Ora è arrivato il momento di tirare fuori gli attributi e se qualcuno non se la sente può andarsene. Vogliamo 11 leoni non 11 caproni!



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Dalla Roma alla Roma: come è cambiata la “vita” della Lazio in soli sei mesi.

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Sei mesi da incubo, dopo una cavalcata entusiasmante. Stefano Pioli conduce la sua Lazio, sulla scia del gioco divertente e arrembante, a giocarsi il secondo posto che vale la Champions diretta con i cugini giallorossi. Era il 25 maggio scorso, sono passati sei mesi dall’ultimo derby romano dello scorso campionato, come ricorda il Corriere dello Sport. Lo spartiacque di una stagione, che influirà giocoforza anche sulla seguente. Una settimana in cui accade di tutto: finale di Coppa Italia contro la Juventus e stracittadina della Capitale. In entrambe le gare i laziali sono sconfitti, ma per chi voleva vedersi aprire le porte dell’Europa che conta, la seconda è un po’ più amara. E’ in occasione della partita contro la Roma che per la prima volta, Pioli si trova a dover difendere le sue scelte, relative alla gestione della gara nei novanta minuti. Comunque, la fortuna aiuta gli audaci: a Napoli, la Lazio riesce a conquistare la terza piazza, quella che vale i sorteggi per la Champions. Un obiettivo ambito, per il quale però non si è fatto abbastanza: mercato contenuto negli acquisti. O in ritardo: basti pensare a quando, ai biancocelesti, si è unito Alessandro Matri. Complice anche i trenta milioni in meno che sarebbero arrivati nell’ingresso diretto in Champions. Ma non solo: per preparare le qualificazioni e la Supercoppa, Stefano Pioli ha dovuto sconvolgere la preparazione estiva. E gestire un crescendo di malumori, poi, che sarebbe sorto con le prime sconfitte, a partire dal Bayer Leverkusen: primi Keita e Candreva, poi anche Felipe Anderson. Un insuccesso che ha comportato anche brusche frenate nei rinnovi, primo Biglia, ma anche per Lulic e Marchetti i tavoli dirigenziali si sono fatti più radi. Una delusione da incassare e che contagia l’atteggiamento della Lazio e le sue prestazioni: effetto domino disastroso, che culmina nelle brutte sconfitte contro Chievo e Napoli. Da derby a derby passano sei mesi, e sembra esser cambiato tutto: niente entusiasmo, poche motivazioni, gruppo disunito. Il meccanismo perfetto studiato dal tecnico emiliano sembra essersi inceppato quando il sogno Champions sembrava potersi realizzare, era a un passo, misurava novanta minuti. Quando il futuro che si prevedeva per la Lazio era molto più luminoso di questo presente.



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F. Anderson nel mirino del Man. Utd. Van Gaal: “Abbiamo bisogno di ali veloci…”

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Corrieredellosport.it

calciomercatoNonostante il quarto posto in classifica, il manager del Manchester United, Louis Van Gaal non si nasconde dietro ai risultati e chiede apertamente alla società uno durante la finestra invernale di mercato per tornare a vincere un trofeo in questa stagione. Secondo il Daily Mail sarebbero tre i nomi sulla lista del tecnico olandese: Riyad Mahrez, Sadio Mane e – ovviamente – Felipe Anderson. Il tecnico orange infatti ha affermato che “Già l’anno scorso ho detto che noi abbiamo bisogno di velocità e creatività sulle ali,  avete visto che attualmente giochiamo con Lingard e Mata, non certo gli esterni più veloce al mondo”. Sprint e genialità, ecco cosa chiede Van Gaal alla dirigenza. E da questo punto di vista, il profilo ddi Felipe Anderson sembra perfetto per le esigenze dei Red Devils. Ecco perché gli scout del club inglese continuano a seguire costantemente il giocatore brasiliano. Presenti anche al derby di ieri pomeriggio. “Prima risolviamo il problema delle ali, prima possiamo trovare un equilibrio nel gioco con delle ali veloci. Chi arriverà dipenderà da chi potrò comprare. Io vorrei comprare un sacco di giocatori, ma non tutti i giocatori che vorrei comprare sono in vendita. Quindi dipenderà da diversi fattori”, ha concluso il manager del Manchester United. Il portale britannico, Metro.uk, ha lanciato un sondaggio in tal senso. Quale di questi tre calciatori servirebbe di più al Manchester United? Felipe è in testa a pari merito con Manè del Southampton.



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Incubo Tagliavento per la Lazio: quanti errori col fischietto di Terni..

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Post-derby: Tagliavento indirizza, la Lazio non reagisce.

Post derby amaro, amarissimo per la Lazio ed i suoi tifosi, penalizzati da una squadra che sembra essere diventata incapace di giocare e dalla decisione dell’arbitro Tagliavento di concedere un rigore per un fallo che sì c’era, ma ampiamente fuori dall’area di rigore. La storia del fischietto di Terni con la compagine biancoceleste è tutta un programma e le statistiche non mentono, così come i numeri. Tagliavento è un vero incubo per la Lazio e i suoi tifosi. Come ripota il Corriere dello Sport, nei 24 precedenti con il fischietto di Terni, i capitolini hanno vinto solamente in 8 occasioni, poi 3 pareggi e ben 13 sconfitte, contando quella di ieri. Per non parlare delle espulsioni e dei rigori, ormai una costante. Soprattutto nei derby. Considerando i 4 derby arbitrati da Tagliavento, infatti, i tifosi biancocelesti non possono che arrabbiarsi: tre cartellini rossi e tre penalty contro. Quello di ieri, inoltre fuori area, è dunque solamente l’ultima di una serie fin troppo lunga.

I PRECEDENTI – La prima volta risale al 18 aprile del 2010, quando la Lazio perse 1-2. Tagliavento non prese alcun provvedimento nei confronti di Totti che, al termine del match, fece i pollici versi ai tifosi della Lazio. Al contrario, Ledesma venne espulso per uno scambio di opinioni con Menez. Nel marzo del 2011 (2-0 per la Roma), sulla punizione del gol di Totti, Muslera fu accecato da un laser. Provò a richiamare l’attenzione del fischietto di Terni ma niente. Nella stessa stracittadina, fu espulso Radu per una testata a Simplico e venne fischiato un rigore a favore dei giallorossi. Solo il 17 ottobre la prima gioia dei biancocelesti con Tagliavento. La Lazio vincerà il derby grazie al gol di Klose al 93’. Prima, però, non mancano le proteste per un rosso non concesso a Rosi, entrato con il piede a martello su Radu. In quell’occasione alla Lazio venne concesso un rigore. Finalmente, verrebbe da dire.

E A FINE PARTITA… – Ieri, intanto, l’ennesima beffa. Perché se la Lazio ha fatto vedere poco e niente sul piano del gioco e della idee, il rigore ha sicuramente spianato la strada a Dzeko e compagni. Al termine della gara, Pioli non ha usato giri di parole per esprimere il proprio disappunto, così come Tare. Secondo Il Tempo, infatti, il ds albanese avrebbe avuto un colloquio con il fischietto nei sotterranei dello Stadio Olimpico. Il risultato? Tagliavento sembrerebbe aver ammesso il suo errore, chiedendo scusa per la decisione presa. Ormai, però, il danno era fatto.



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Derby Roma – Lazio: statistiche e probabili formazioni

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Probabili formazioni e statistiche in vista del derby

Domani è il grande giorno, domani finalmente si gioca il derby della capitale e RomaLazio sono pronte a darsi battaglia in campo alle ore 15. La stracittadina si sa non è mai un partita come le altre ed è sempre una gara particolare, dove i pronostici iniziali valgono poco o nulla. Questa volta, però, sarà ancora più particolare, perché per la prima volta nella storia del derby non saranno presenti le due curve. Sia la Nord che la Sud, infatti, “sciopereranno” contro le barriere volute nelle due curve dal prefetto di Roma Gabrielli. Il derby numero 143 in si prospetta, quindi, come una partita senza tifo e comunque vada entrerà sicuramente nella storia. Entrambe le squadre arrivano da una vittoria in Europa, mentre nel turno precedente di campionato tutte e tue avevano perso con le due squadre di Milano.

In casa Roma l’ambiente è carico dopo la vittoria in Champions contro il Bayer, che ha permesso ai giallorossi di restare in corsa per la qualificazione agli ottavi. Mentre in campionatola sconfitta nel turno precedente contro l’Inter è costata la testa della classifica e ora la Roma vuole ripartire. Garcia, però, dovrà fare i conti con le tante assenze. Strootman e Totti, infatti, hanno lavorato a a parte per tutta la settimana, mentre Maicon ha svolto lavoro di fisioterapia. Questi tre quindi salteranno il derby per infortunio, inoltre sarà assente anche Pjanic, che è squalificato. Probabile l’assenza anche di De Rossi, che cercherà comunque di recuperare dall’infortunio fino all’ultimo minuto. Scelte obbligate quindi per il tecnico francese che, probabilmente, opterà per un 4-3-3 con Szczesny in porta. Torosidis, Manolas, Rüdiger e Digne in difesa, Florenzi, Vainqueur e Nainggolan a centrocampo. Salah, Dzeko e Gervinho davanti, con l’ivoriano leggermente favorito su Iago Falque. Attenzione però perché ci potrebbe essere un cambio di modulo all’ultimo secondo.

In casa Lazio, invece, la squadra ha praticamente archiviato il passaggio del turno in Europa League e ora può concentrarsi sul campionato. Dopo la prima sconfitta casalinga contro il Milan, difatti, i biancocelesti vogliono sconfiggere gli storici rivali e ripartire anche in campionato. Pioli ha pochissimi problemi di formazione e, quindi, potrebbe ricorrere al 4-3-3 con Radu in difesa e con l’avanzamento di Lulic a centrocampo. A perdere il posto sarebbe così Milinkovic-Savic, che sarebbe sostituito dal bosniaco. Al centro della difesa confermato Mauricio, ad affiancarlo Gentiletti, anche se all’ultimo momento ci potrebbe essere la sorpresa Hoedt. A completare il centrocampo ci saranno poi BigliaParolo, ormai pienamente recuperato. In attacco dubbio Candreva-Keita, confermati, invece, Klose e Felipe Anderson.

SS Lazio's Senad Lulic (R) scores the 0-1 during the Italian Cup final soccer match between AS Roma and SS Lazio at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 26 May 2013. ANSA/ETTORE FERRARI

PRECEDENTI:

Come già detto questo è il 143° derby della Capitale. Sono 49 le vittorie della Roma, 57 i pareggi e 36 le vittorie della Lazio, tra cui figura la storica vittoria del 26 maggio in Coppa Italia. E’ da marzo 2001 che i giallorossi non battono due volte di fila i biancocelesti in campionato.Gli ultimi derby in casa della Roma si sono conclusi con: due pareggi, una vittoria dei giallorossi e una vittoria della prima squadra della capitale. In Serie A si sono giocati complessivamente 71 derby, con 26 vittorie per la Roma e 13 per la Lazio.

PROBABILI FORMAZIONI
Roma (4-3-3):
Szczesny; Torosidis, Manolas, Rudiger, Digne; Vainqueur, Keita, Nainggolan; Gervinho, Dzeko, Salah. A disp.: De Sanctis, Lobont, Emerson, Castan, Gyomber, Florenzi, Ucan, Sadiq, Iturbe, Iago Falque, Ponce, De Rossi, Maicon. All.: Garcia

Squalificati: Pjanic

Indisponibili: Strootman, Totti, Maicon, De Rossi
Lazio (4-3-3): Marchetti; Basta, Mauricio, Gentiletti, Radu; Parolo, Biglia, Lulic; Felipe Anderson, Klose, Candreva A disp.: Berisha, Guerrieri, Hoedt, Konko, Cataldi, Mauri, Morrison, Milinkovic, Kishna, Keita, Matri, Biglia, Djordjevic. All.: Pioli

Squalificati: nessuno

Indisponibili: De Vrij

Arbitro: Tagliavento

Assistenti: Tonolini e Manganelli

Quarto uomo: Passeri

Addizzionali: Banti e Mazzoleni



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Colonnese sul derby: “La Lazio è la mia favorita. Troppe assenze per la Roma”

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Derby: per Francesco Colonnese la Lazio è la favorita

Dopo aver archiviato la parentesi europea con due vittorie, infatti, sia la Lazio che la Roma hanno vinto i propri incontri in Europa, rispettivamente contro Rosenborg e Bayer Leverkusen, ora la testa e il cuore possono concentrarsi sul derby. Entrambe le romane, reduci dalle sconfitte in campionato contro Milan e Inter, si stanno preparando al meglio per la stracittadina. Tra i tanti ex, anche l’ex difensore biancoceleste Francesco Colonnese, intervenuto ai microfoni di Calciomercato.it ha detto la sua sulla stracittadina numero 163: “Il derby è una partita particolare, equilibrata per definizione. In questo caso, sia Roma che Lazio arrivano con lo stesso stato d’animo: sconfitta in campionato con le milanesi, poi riscatto nelle competizioni europee. Come sempre, vincerà chi riuscirà meglio a gestire la tensione. Per questa stracittadina in particolare, vedo favoriti i biancocelesti. Il tecnico dei giallorossi Garcia dovrà fare i conti con assenze pesanti come quelle di Pjanic, De Rossi e Maicon. Uomo partita penso potrà essere uno tra Anderson e Candreva. Pronostico? Direi 2-1 per la Lazio. Infine sulle ambizioni dei biancocelesti in campionato: “La squadra di Pioli non ritengo possa lottare per il titolo, ma può certamente ambire ad un posto in Champions”.



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Gabrielli: “Pronto a fare dietrofront se il tifo diventerà partecipazione passionale”. Per il derby venduti 2660 biglietti.

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biglietti venduti lazio lecce

Gabrielli torna a parlare della divisione delle curve a Radio Radio. Cragnotti: “Per il derby i tagliandi venduti sono solo 2660”

Franco Gabrielli, il Prefetto di Roma, ha affrontato nuovamente la questione Olimpico ai microfoni di Radio Radio. Ecco le sue parole:  “A volte dico che questo è anche il prezzo del biglietto. Chi ha compiti di responsabilità può diventare oggetto di queste contumelie.  Io non sono venuto qui con l’intento di unire contro di me le tifoserie di Roma e Lazio. Il tema delle curve è principalmente un tema di incolumità. Lo stadio è un luogo di pubblico spettacolo, non un luogo dove non esistono leggi e regole. Dimostrateci nei fatti che il tifo è soltanto la partecipazione passionale a una manifestazioni e io sarà il primo a fare un passo indietro. I comportamenti sono mutuati rispetto alle situazioni. Le barriere non sono di cemento armato. Se si tornerà allo stadio a vivere la partita in maniera normale verranno tolte”. Poi ha proseguito: “Ieri vedevo del calcio internazionale. E credo che li non esista l’occupazione abusiva delle sedute, l’occupazione delle vie di fuga.Non si vedono le immagini che si vedono nelle curve nostrane, in particolare in quelle della Capitale. Mi rendo conto che in questo paese il concetto della responsabilità sia un concetto poco frequentato e poco utilizzato: io sono responsabile di quello che succede nei luoghi di pubblico spettacolo. Non me lo dimentico mai. E non me lo dimentico perché ho una responsabilità giuridica e soprattutto una responsabilità morale. Non sono sereno per domenica nel senso che so che determinati soggetti hanno determinate intenzioni di fare cose non positive. Ho l’obbligo di dire le cose come stanno. Vorrei sapere da tutti quelli che oggi si strappano le vesti perché stiamo provando a riportare una situazione di normalità, se dentro le curve ci fosse l’eventualità di un morto o di un ferito grave, a chi andremo a chiedere conto? Sono certo che chiederebbero conto a me, così dice la legge. Mi sembra paradossale che nel periodo di Mafia Capitale ci si soffermi molto su un gruppo di persone che ha deciso di non andare allo stadio perché abbiamo reintrodotto delle regole”.

Inoltre il responsabile della biglietteria della Lazio, Angelo Cragnotti, ha aggiornato il dato dei tagliandi staccati per il derby di domenica pomeriggio: “Allo stato attuale sono 2660 i biglietti venduti, di cui 300 di Curva, 100 in Monte Mario e il resto nel Distinto Nord Ovest. Oltre alla Curva, dunque, ci sarà un altro settore della Lazio vuoto. Vi ricordo che per Curva e Distinti c’è tempo fino a domani sera. Il Lazio Style di via Calderini inoltre sarà chiuso domenica, dal momento che non giochiamo in casa e quindi siamo gli ospiti”.



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Laziali a Trondheim delusi per il non saluto da parte della squadra. Per il Derby la Nord prepara le radioline…

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Curva Nord Lazio diserta Juventus-Lazio: "Nessuno striscione dai tifosi biancocelesti"

Tra i tifosi della Lazio c’è delusione per il non saluto della squadra in Norvegia. Al derby niente dietrofront: si resta fuori!

Una nota stonata in una serata di festa. Una grande delusione per coloro che, dopo un viaggio di 3000 chilometri, meritavano di essere salutati in tutt’altra maniera. Al termine del match con il Rosenborg, i giocatori si sono diretti verso il settore ospiti per salutare i tifosi biancocelesti giunti fino a Trondheim, per poi fare subito dietrofront al coro «Sveglia, domenica c’è il derby», tornando verso gli spogliatoi. Un vocio intonato da un numeroso gruppo di innamorati, che hanno seguito la squadra fino alla lontana Norvegia nonostante il pensiero fisso rivolto alla stracittadina di domenica, che forse non è andato giù ai calciatori. Atteggiamento che ha scandalizzato i tifosi, che a loro volta hanno iniziato a manifestare la disapprovazione con i fischi rivolti ai propri beniamini. Un comportamento negativo già visto e rivisto tra i protagonisti biancocelesti, a partire dalla Supercoppa di Shanghai fino all’ultima trasferta poco felice di Bergamo, forse riconducibile alla mancanza di un vero e proprio leader di fede laziale. La vittoria di ieri sera si macchia così di una caduta di stile non consona ai colori biancocelesti.

E proprio in vista del Derby di domenica alle ore 15, le due curve hanno ribadito nelle ultime ore che non ci saranno dietrofront. La Nord e la Sud dunque non assisteranno al match, ma soffriranno all’esterno dello stadio: pare infatti che stia prendendo quota nelle ultime ore l’idea di radunarsi all’esterno dell’Olimpico per ascoltare l’incontro sulle frequenze 88.30 di Radio Rai. Una presa di posizione per continuare la contestazione contro il Prefetto. Gabrielli ha manifestato dispiacere negli ultimi giorni per quello che sarà un derby forse unico nel suo genere, ma non si è detto disposto a fare un passo indietro per quanto riguarda le barriere che dividono le curve. Dunque continua il muro contro muro tra le parti, con all’orizzonte una stracittadina del tutto particolare.

 

 



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Salas: “Alla Lazio gli anni migliori della mia carriera. Al derby non conta chi è più forte”

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Parla Salas: passato e presente, passando per il derby

Marcelo Salas è un altro giocatore che alla Lazio ha lasciato il cuore. Arrivato al posto di Ronaldo nell’estate del 1998, per tre splendidi anni ha indossato la casacca biancoceleste. A Roma ha passato gli anni migliori della sua carriera, collezionando trofei e record personali. Con la Lazio ha vinto 2 Supercoppe italiane, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea (segnando proprio la rete decisiva contro il Manchester United), uno Scudetto e una Coppa Italia. In totale ha realizzato 48 reti in 117 partite con la prima squadra della capitale. Ai microfoni di Radio Olympia l’unico e inimitabile Matador ha parlato del derby di domenica, raccontando un interessante retroscena: “L’ultima volta che sono venuto a Roma a vedere il derby la Lazio ha vinto, era la vittoria del 2009 la Lazio di Delio Rossi vinse per 4 a 2 con un grandissimo goal di Zarate. Stavolta non potrò esserci ma spero che la Lazio riesca a vincere. Ai tifosi dico di stare tranquilli andrà bene, nel derby non conta chi arriva meglio o peggio ne chi è più forte, ci sono troppe variabili da considerare. E’ troppo importante per i tifosi, per la società e per tutto l’ambiente. Nel derby c’è sempre tanto nervosismo e non sempre si riesce a giocare bene, può succedere che un attaccante abbia poche occasioni, poi nell’unica palla buona riesca a decidere la partita.”

Salas non ha dimenticato i suoi anni in biancoceleste e ha dichiarato: “Sono sempre legato alla Lazio, le mie figlie sono nate a Roma, abbiamo vinto tanto con la maglia biancoceleste e sono ancora molto legato ai tifosi e a quei ricordi. L’ultima volta che sono venuto a Roma i tifosi mi fermano ancora per farsi una foto, firmare autografi e salutarmi. Tutto questo mi emoziona molto“.

Poi un ricordo da calciatore sulla stracittadina: “Il derby è vissuto in modo speciale, ancor più della partita sono i giorni che lo precedono e quelli dopo che lo rendono unico. E’ una partita diversa dalle altre, si può vincerla in ogni modo. Non conta molto l’allenamento settimanale, è più importante la testa, arrivarci con la giusta tranquillità e concentrazione è un vantaggio che ti permette di sfruttare gli errori dell’avversario”.

Sulla sua carriera in generale in Italia, dove ha giocato anche con la Juventus: “I migliori anni della mia carriera sono stati quelli alla Lazio. Alla Juventus non sono riuscito a ripetermi, per un infortunio iniziale e delle difficoltà dopo”.

Quel goal alManchester United nella notte di Montecarlo è il punto più alto raggiunto dalla storia della Lazio: “Il gol nella notte della supercoppa a Manchester è indimenticabile, non iniziò bene per me la partita. Qualche diverbio con Eriksson e iniziai dalla panchina, poi l’infortunio di Inzaghi, entro, segno e vinciamo la coppa. Poi ce ne sono altri di momenti che sono stati belli, ricordo quello a Milano quando giocai con un piede rotto.

Ma Salas non era l’unico fuoriclasse, quella squadra era fortissima: “In quella Lazio ho giocato con tanti campioni, Vieri, Nedved e molti altri ma Nesta era impressionante, strepitoso. In allenamento era sempre il migliore, lavorava più di tutti gli altri sempre con serietà e professionalità e poi in campo era fortissimo, il migliore. L’acquisto più importante credo sia stato quello di Vieri, con lui facevamo una grande coppia, abbiamo fatto tanti gol e ci trovavamo benissimo. Fu un grandissimo acquisto in quegli anni, uno dei più importanti in assoluto.

Poi uno sguardo al presente e al suo attuale impegno: “Adesso sono presidente del Temuco. Cerco di pensare ancora da calciatore, quindi ho un buon rapporto con tutta la squadra. Il mio erede? Non so chi sia il giocatore che mi somiglia di più, però mi piace molto Aguero. Io vedo i movimenti di un attaccante e non solo se segna o no e lui è uno dei migliori“.



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Corradi sul derby: “Lazio sfavorita ma confido in Anderson e Candreva”

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ROME, ITALY: Lazio's forward Bernardo Corradi (C) celebrates with teammates after scoring against AS Roma during their Serie A soccer match at Rome's Olympic stadium 21 April 2004. AFP PHOTO PAOLO COCCO (Photo credit should read PAOLO COCCO/AFP/Getty Images)

Corradi: “Lazio sfavorita per il derby, confido in Anderson e Candreva. Non è Derby senza il tifo”

Mancano pochissimi giorni al derby, una partita tanto attesa da tutti gli amanti di pallone in Italia e fuori dallo stivale. Stefano Pioli lo disse già nel dopo gara contro il Milan, l’obiettivo principale sarà proprio il match di Domenica trascurando con un amplio turnover i 90 minuti europei di questa sera contro il Rosenborg.

La redazione di Lalaziosiamonoi.it è riuscita ad intervistare un ex Laziale. Si tratta di Bernardo Corradi, 2 stagioni con la casacca biancoceleste, 20 gol tra cui uno nel 2004 contro i giallorossi

La Lazio arriva al derby dopo due sconfitte consecutive, che gara si aspetta?

Intanto, la cosa brutta sarà la cornice: vedere uno stadio senza tifosi, pensando a quando l’ho vissuto io il clima derby, crea dispiacere. Dal punto di vista tecnico, Roma e Lazio al momento sono agli opposti. Conta anche il risultato positivo di ieri sera, può dare loro la spinta per affrontare la partita con grande carica. I giallorossi giocano e segnano tanto, magari concedendo qualcosa. Ma comunque riescono ad arrivare al gol. La Lazio, invece, sembra aver dato dei piccoli segnali di cedimento dal punto di vista fisico, ma io penso sia più sotto l’aspetto mentale. Domenica ha trovato una squadra molto stretta tra i reparti e ha trovato difficoltà a segnare ma anche a fare gioco con quegli elementi che dovrebbero fare la differenza, parlo di Felipe Anderson e Candreva. Che sono coloro che devono prendere per mano la squadra, specialmente nei momenti di difficoltà.

Per qualsiasi romano che cresce con il pallone tra i piedi, un gol al derby è più di un sogno. Lei che è riuscito a realizzarlo, che cosa ha provato?

Già aver la fortuna di fare questo mestiere è tanta. Poi se ripenso a quel momento… Qui nella capitale, l’atmosfera si vive in maniera particolare perché già tutto l’anno, ma specialmente la settimana prima, trovi la gente fuori Formello, poi arrivi allo stadio e trovi tutto pieno. Lì ti rendi davvero conto di essere un privilegiato, perché se hai la possibilità di vivere un clima così è una grande sensazione. Peccato che domenica non sarà così.

Come ha ricordato, questo derby rischia di essere giocato nel silenzio più assordante. I tifosi, sia romanisti che laziali, hanno deciso di optare per lo sciopero e lasciare sguarnite le rispettive curve. Cosa ne pensa?

Più che allo sciopero del tifo, io penso che un tifoso abbia il diritto di tifare come di non andare allo stadio, per esempio se non è d’accordo con la politica della società o della squadra. Per come vedo io il calcio, bisognerebbe tifare la maglia a prescindere, al di là di presidenti o giocatori che possono o non possono piacere. In questo caso, penso che si possa contestare o proporre azioni coercitive durante la settimana. Ma la domenica, che è l’evento clou, entrerei allo stadio. Specialmente in questo momento, mi sembra che la squadra abbia bisogno dei suoi tifosi.

Quale sarà l’uomo chiave per i ragazzi di Pioli?

In questo momento, il giocatore che sposta gli equilibri è Lucas Biglia. Però immagino che sarà uno tra Candreva e Felipe Anderson. Keita sarà ancora infortunato, se fosse potuto rientrare, sarebbe stato lui.



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Conf. Stampa: le parole di Pioli e Djordjevic

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filip-djordjevic-lazio-genoa-serie-a_p5ll8godjwnz1kldmxnjgqz89Pioli e Djordjevic, conferenza pre partita

La testa sembra di tutti i tifosi ( e forse anche del mister e della squadra) è già rivolta al derby di domenica, ma prima c’è un impegno fondamentale contro il Rosenborg in Norvegia, partita che potrebbe essere decisiva per le sorti del girone. Queste sono le parole di mister Pioli e di Filip Djordjevic pronunciate nella conferenza stampa della vigilia.

Questi 4 giorni sono i più importani in questo inizio di stagione?

“Sono molto importanti, domani ci giochiamo gran parte del passaggio del turno. E sappiamo l’importanza del derby”.

Come sta la squadra?

“La squadra deve pensare a dare il massimo domani e ogni volta che scende in campo, non voglio parlare di reazione. Noi dobbiamo avere continuità, sembravamo averla trovata. Adesso dobbiamo tornare a essere continui, abbiamo valori importanti. Mettiamoli sul campo”.

Dall’esterno la Lazio sembra viva un momento non facile..

“Nell’ultima partita non abbiamo dato il massimo, ma a Bergamo stavamo crescendo. Dobbiamo prepararci per mettere in campo la migliore prestazione possibile”.

Manca entusiasmo?

“Non siamo riusciti a trovare continuità e questo ha frenato la nostra crescita. Io conosco i miei giocatori, abbiamo tanta qualità e i giocatori di qualità devono sentirsi liberi di provare la giocata. Queste cose succedono quando c’è tanta positività. Io parlo di responsabilità e demeriti nostri, non siamo ancora riusciti a trovare convinzione e positività”.

Qualche giocatore sente di aver raggiunto il massimo?

“Sarebbe un grave errore pensare che qualche giocatore creda di aver già raggiunto il massimo”.

Qual è il motivo per cui avete fatto così pochi pareggi? 

“In un anno e mezzo abbiamo pareggiato poco, i numeri parlano. Primo perché proviamo sempre a vincere e questa strada ci ha permessi di vincere tante partite. Nella nostra crescita ci deve anche essere la forza di portare a casa il massimo da ogni partita, e se il massimo è un punto dobbiamo forzare questo aspetto. Turnover? Lavoerò come sempre, la squadra sarà competitiva. Sarà credo la sesta partita in diciotto giorni”

Il motivo di questi black out di inizio stagione?

“Domenica ci siamo inceppati, le prestazioni della squadra non avevano niente a che fare con le precedenti. Domenica la squadra sapeva cosa fare, aveva la voglia ma non ci è riuscita. Ora dobbiamo crescere dai nostri errori, dimostriamo che non siamo quelli di domenica scorsa”.

Dichiarazioni sul derby rischiose, lo caricheranno troppo?

“Non credo, non saranno le mie parole a caricare una partita già importante, anche per il momento che stiamo vivendo. Siamo settimi ma a 6 punti dalla prima ed è diventata una partita importante. Io continuo ad avere fiducia nella mia squadra. Dobbiamo essere in grado di sostenere le pressioni, dimostriamo di essere forti. Non sono qui per la gara di domenica, ma per il Rosenborg. Domani voglio una squadra determinata, poi penseremo al derby. Se vogliamo diventare una grande squadra, dobbiamo dimostrare di saper reggere le pressioni”

Cosa ne pensate del fatto che il Rosenborg farà allenamento aperti?

“Complimenti a loro ma non veniamo da un’altra cultura e credo che possiamo crescere anche in questo senso”.

Morrison?

“Può essere la sua serata, si sta allenando con continuità, sta entrando nei meccanismi della squadra. Può essere la sua occasione”.

 

Dopo Pioli prende la parola Djordjevic.
Hai avuto un infortunio recentemente, come stai? Sei pronto per il derby e come ti stai preparando?

“Fisicamente sto veramente bene, all’inizio della stagione non è stata facile per me. Ma oggi sto bene, sto lavorando bene. Mi alleno in gruppo da due settimane, spero di giocare di più nelle prossime partite. La squadra in questi due giorni ha cambiato un po’ gli allenamenti, il mister ha parlato con tutti. Abbiamo fatto di tutto per preparare al meglio la partita. Il pensiero del derby c’è, ma ora pensiamo a domani. Vogliamo fare un altro passo verso la qualificazione ai sedicesimi”.

Vi giocate una maglia in tre, come vivi questa situazione?

“L’anno scorso eravamo in due, è meglio se c’è la concorrenza. Vogliamo giocare tutti, il mister farà le scelte e durante la stagione ci sarà spazio per tutti. Noi siamo qui per lavorare e dare il massimo per la squadra”.

Cosa significa debuttare in Europa con la Lazio?

“Sono contento, l’anno scorso non ne ho avuto la possibilità. Quest’anno giocheremo tante partite, lo scorso anno era più facile preparare una partita alla settimana. Forse non siamo ancora pronti per giocare tre partite a settimana, il mister sta lavorando in questo senso per farci dare tutto”.

Come state dopo aver perso due partite in Serie A?

“La fiducia c’è ancora, abbiamo esperienza e non possiamo demoralizzarci dopo due sconfitte. In Europa stiamo facendo bene, speriamo di continuare così”.

Come state a livello di squadra?

“L’ultima partita col Milan siamo sembrati stanchi, ma non lo siamo. Abbiamo sbagliato una partita, può succedere. In estate abbiamo lavorato bene con la consapevolezza che avremmo giocato tanto. Fisicamente stiamo bene”.

 



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Betting Champions League del 4 novembre

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champions league lazio

Pronostici sulla Champions League di Since1900

Quarto turno di Champions League, seconda giornata di partite e come sempre proviamo a darvi qualche dritta per le vostre scommesse, ricordandovi sempre l’invito alla moderazione, giocare eccessivamente crea dipendenza.

ROMA-B.LEVERKUSEN: i giallorossi devono vincere per restare in corsa per la qualificazione,ai tedeschi invece potrebbe servire anche un pari;prevediamo una partita ricca di gol quindi consigliamo OVER 2,5.

CHELSEA-DINAMO KIEV: i Blues sono in netta crisi di risultati mentre la Dinamo è sempre una squadra insidiosa; vogliamo dar fiducia a Mourinho, dopotutto se non vince la strada verso la qualificazione sarà molto difficile, quindi optiamo per l’1.

BARCELLONA-BATE BORISOV: sarà una partita dal risultato scontato, anche se quest’anno il Barça non ha brillato; proponiamo un OVER2,5.

MACCABI TEL AVIV-PORTO: anche qui il risultato sembrerebbe scontato, con una vittoria i Lusitani staccherebbero il pass per il turno successivo; quindi consigliamo il 2.

LIONE-ZENIT: i francesi sono in netta ripresa in Ligue 1 mentre lo Zenit ha 9 punti e può sentirsi con un piede e mezzo al turno successivo; qui azzardiamo la vittoria del Lione, 1.

BAYERN MONACO-ARSENAL: partita di cartello per questa giornata, i Gunners vengono dalla vittoria inaspettata dell’Emirates, ma pensiamo che in questa partita sarà il Bayern a spuntarla, quindi 1.

GENT-VALENCIA: partita non facile per gli spagnoli contro i campioni di Belgio, il Gent vola in campionato mentre il Valencia zoppica; vogliamo dare parziale fiducia al Gent, considerando ugualmente forza e blasone degli iberici, optando per una doppia chance 1X.

OLIMPIAKOS-DINAMO ZAGABRIA: tutte e due le squadre sono ancora in corsa per la qualificazione, i greci vengono dal colpo esterno proprio a Zagabria per 0 a 1 e quindi risultano favoriti per una vittoria in casa; diamo fiducia ai biancorossi e quindi giochiamo 1.

Ecco le nostre giocate:
ROMA-LEVERKUSEN: OVER2,5
CHELSEA-DINAMO KIEV: 1
BAFCELLONA-BATE BORISOV:OVER2,5
MACCABI TEL AVIV-PORTO: 2
LIONE-ZENIT: 1
BAYERN MONACO-ARSENAL: 1
GENT-VALENCIA: 1X
OLIMPIAKOS-DINAMO ZAGABRIA: 1



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Caso Chiara Insidioso. Sconto di pena di 4 anni a Falcioni

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Oltre al danno arriva anche la beffa. Sconto di pena per Falcioni

Da 20 a 16 questi sono gli anni di carcere che dovrà scontare Falcioni, autore del massacro di Chiara Insidioso rovinandole la vita per sempre. Una pena che lei dovrà scontare a vita mentre il suo aggressore tornerà a piede libero prima dei 20 anni da scontare. La prima sentenza arrivò nel 2014 dove il giudice gli inflisse la prima condanna, alla lettura del verdetto odierno il Padre, Maurizio Insidioso ha accusato un malore che ha richiesto l’intervento di un’ambulanza la quale lo ha portato in ospedale (tutt’ora è sotto controllo).

Falcioni, operaio edile di 37 anni chiese scusa prima che i giudici entrassero in aula: “Chiedo scusa per quello che ho fatto, non volevo ucciderla“.

Scuse che non porteranno mai le lancette del tempo, scuse che non daranno mai indietro Chiara, scuse che la giustizia italiana ha accolto portando amarezza ai parenti della vittima e non solo.

 

 



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