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Lulic: “Poteva andare peggio. Striscioni romanisti? Neanche ci penso”

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Un bruttissimo infortunio che poteva addirittura compromettergli un dito, ma per Senad Lulic tutto è tornato verso il sereno, ed è stato felice di potere parlare ai microfoni di faktor.ba: “I medici mi hanno detto che sta procedendo tutto bene e che l’operazione ha avuto esito positivo. Sono rimasto in clinica perché volevano tenermi sotto osservazione, adesso credo che l’amputazione sia scongiurata. Già sono passati diversi giorni da quando ho fatto l’intervento. Le dita sono tornare ad avere un colore normale e i medici mi hanno detto che se non ci sono state complicazioni sino ad ora non ce ne saranno in seguito”.

Poi racconta cosa è successo il 2 dicembre: “Stavo facendo un esercizio per le gambe, probabilmente squat con un bilanciere, sono scivolato e i pesi mi sono caduti sulla mano. È successo tutto in pochi secondi. Sono stato immediatamente trasportato in ospedale e mi hanno operato subito. Poteva andare molto peggio”.

Lulic evita di parlare dello striscione esposto da tifosi della Roma e istruisce sui suoi tempi di recupero: “Onestamente in questo momento neanche ci penso, la cosa più importante è che mi abbiano salvato il dito. Dovrei tornare tra un mese, forse anche un mese e mezzo. Ma ripeto, adesso conta la mia salute”.



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Mercato: Zapata e Samba le ultime idee. Il presidente del Siviglia: “Mi piace Candreva”

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.Dopo aver perso Ron Vlaar, che proprio nella giornata di ieri ha firmato con l’Az Alkmaar in Eredivisione, la Lazio continua a monitorare il mercato andando alla caccia di un difensore centrale. Il ds Tare guarda in terra francese dove, oltre ai soliti profili, ne ha individuati altri 3 che potrebbero fare al caso suo: Andrea Raggi, dopo le esperienze con Empoli e Bologna, è rinato nel Principato con la maglia del Monaco; poi ci sono Perrin e Basa. Il primo è il capitano del Saint-Etienne, mentre il montenegrino gioca tra le fila del Lille ed è un vero e proprio pupillo dell’allenatore della Roma Rudi Garcia. La notizia è stata riportata nell’edizione odierna del Corriere dello Sport. Sempre oggi, il Messaggero, riporta un’altra idea: il milanista Zapata. Il suo contratto è in scadenza ed in passato è stato già in orbita biancoceleste. Dalla Russia invece arrivano voci che accostano la società biancoceleste a Samba, difensore congolese che milita nell’Anzhi.

Infine un rumors di mercato. Il presidente del Siviglia, impegnato nel match di Champions League stasera contro la Juventus, festeggia oggi il secondo compleanno alla guida del club andaluso. Intervistato dal Corriere dello Sport, José Castro Carmona ha espresso un apprezzamento nei confronti del laziale Antonio Candreva. “Non sono esperto di calcio internazionale – ha commentato – però ammetto che è stata una bella sorpresa vedere giocare con la Nazionale l’esterno della Lazio, Candreva. Ma questo non vuol dire che il Siviglia sia interessato a prenderlo, il mercato lo fanno i tecnici, non i dirigenti”.



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Crisi Lazio, parlano gli ex: Orsi e Rambaudi attaccano la società, per D’Amico e Liverani la colpa è di tutti

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Il momento in casa Lazio è molto delicato. La panchina di Stefano Pioli traballa e la doppia sfida che vedrà impegnata la formazione biancoceleste tra giovedì, in trasferta sul campo del Saint-Étienne, e lunedì davanti ad un Olimpico deserto contro un’altra squadra in crisi, la Sampdoria di Vincenzo Montella, potrà decidere le sorti del tecnico emiliano.

Tenere Pioli, che la scorsa stagione ha costruito il miracolo Lazio per il terzo posto, o esonerarlo cambiando la guida tecnica? Il nome più in voga sembra essere quello dell’ex ct della Nazionale italiana Cesare Prandelli, dopo il rifiuto di Marcello Lippi.

Negli ultimi giorni, molti ex calciatori che hanno vestito la maglia biancoceleste in passato sono intervenuti per dire la loro sulla situazione difficile che sta attraversando il club capitolino. Lo storico capitano Vincenzo D’Amico ha parlato ai microfoni de’ La Gazzetta dello Sport dichiarando: “Esonerare Pioli è la soluzione più semplice. La società non si può cambiare, i giocatori nemmeno”. Una scelta semplice, l’unica soluzione plausibile nell’immediato. Fabio Liverani non fa sconti, dividendo le percentuali di colpa alla base di questa situazione: “Se la stagione ha preso questa piega, è perché hanno sbagliato tutti”. Sono invece più pesanti le accuse di Roberto Rambaudi e Orsi nei confronti della società. “Se la Lazio dovesse inciampare contro la Samp, bisognerebbe cominciare a guardarsi indietro”, ha dichiarato l’ex centrocampista di Moncalieri, che poi ha aggiunto: “La società ha sbagliato, sta raccogliendo quel che ha seminato”.

Fernando Orsi, alla Lazio prima come calciatore per ben 12 anni e poi come vice di Mancini per due stagioni tra il 2002 e il 2004, non ci sta e senza troppi giri di parole, ai microfoni di Radio Radio, invita il presidente Lotito a riflettere su un eventuale passo indietro. “Ma a Lotito chi glielo fa fare? La città non lo vuole e gli contesta qualsiasi scelta, anche se sono giuste. E’ arrivato il momento di prendere una decisione importante, così non si può più andare avanti. Si rischia di portare la Lazio su livelli molto bassi“.



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Wilson e Orsi sul momento no della Lazio. Mentre Lotito conferma Pioli

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Nel momento no della Lazio a parlare è una bandiera biancoleste come Pino Wilson, che intervenendo ai microfoni di tuttomercatoweb.com dichiara quanto segue:“Il momento è critico. Sono stati provati tutti gli accorgimenti per uscirne: dal ritiro al colloquio fra Pioli, la società e i giocatori. Con un pareggio contro la Juventus ci sarebbe stata almeno una base di ottimismo per ripartire, ma la realtà è ai minimi termini. Sia sul piano fisico che tecnico. Credo che allo stato attuale serva un confronto interno fra i giocatori, senza tecnico o società. Un cambio di allenatore? Io darei ancora fiducia a Pioli almeno fino a Natale. Credo che dal mercato servano rinforzi per una società che non ha tenuto che non tutti i giocatori possono giocare sempre”. Anche Fernando Orsi ha voluto dire la sua e intervistato sulle frequenze di Radio Radio ha rilasciato queste parole: “Ma a Lotito chi glielo fa fare? La città non lo vuole e gli contesta qualsiasi scelta, anche se sono giuste. E’ arrivato il momento di prendere una decisione importante, così non si può più andare avanti. Si rischia di portare la Lazio su livelli molto bassi”.

Ma le dichiarazioni più importanti sono proprio di Claudio Lotito. Dopo tanto silenzio il presidente ritorna a parlare e ha confermato di fatto Stefano Pioli, come riporta Il Messaggero. Il patron infatti dichiara: “Non ho bisogno di confermarlo perché‘ non è mai stato in discussione. Pioli è l’allenatore della Lazio, non ho mai avuto dubbi”. Però sul campo si vede altro, squadra spaccata, litigi tra giocatori e staff, risse tra compagni. Non ci resta che attendere le prossime tre partite, per vedere se si cambierà tecnico oppure si rinascerà tra le proprie ceneri come un’ araba fenice.



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Mercato: Vlaar aspetta una chiamata, Douglas è sempre la prima scelta mentre N’Koulou…

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Nonostante i riflettori siano puntati sul tecnico Stefano Pioli ed un eventuale avvicendamento della guida tecnica, in casa Lazio anche l’ultimo match di venerdì scorso contro la Juventus ha mostrato ancora una volta gravi difficoltà della coppia centrale di difesa. Come già riportato nelle scorse settimane, la Lazio sta lavorando in vista del mercato di gennaio. E’ necessario intervenire per fermare un’emoragia: 11 reti subite in appena 6 incontri, per una media di quasi 2 a partita. I nomi in voga sono sempre quelli che già circolano da alcune settimane a questa parte. Il primo profilo è quello di Vlaar, centrale difensivo oranje. L’ex Aston Villa non convince per la sua condizione fisica, anche se dopo l’operazione al ginocchio di luglio si sta allenando in patria con l’Az Alkmaar, con il neo di non disputare una partita ufficiale dalla scorsa stagione. Vlaar sta aspettando una chiamata dal quartier generale di Formello: tante offerte provenienti sopratutto dalla Premier League sono state declinate. L’olandese piace a Tare da molto tempo. Il suo profilo rappresenta oltretutto un’occasione low-cost, un’ottima opportunità per le casse biancocelesti in vista di un ipotetico esonero di Pioli. Come riporta il Corriere dello Sport nell’edizione odierna, l’alternativa è rappresentata da Douglas del Dnipro. La bottega ucraina è però molto cara: si è partiti da una valutazione di 10 milioni per arrivare a circa 7/8, una valutazione pur sempre troppo alta per i capitolini. Lotito e Tare stanno aspettando. Considerando le cattive condizioni economiche del Dnipro, sperano di potersi aggiudicare le prestazioni sportive di Douglas ad un prezzo ancora minore. Altro nome è quello di N’Koulou del Marsiglia. Nei giorni scorsi alcune indiscrezioni hanno parlato di un pre-accordo da formalizzare nel mese di gennaio tra la società biancoceleste e il camerunense per giugno 2016, data di scadenza del vincolo contrattuale tra il calciatore ed il club transalpino. L’agente del giocatore non ha nè smentito, nè tantomeno confermato la voce. “Se andà alla Lazio? Sono notizie riservate…” ha risposto dribblando i cronisti. N’Koulou rappresenterebbe come detto un’operazione per la prossima stagione mentre per gennaio invece rimangono sempre le opzioni Heurtaux dell’Udinese, Lisandro Lopez del Benfica e quella mai tramontata di Terziev del Ludogorets. Tanti nomi nella lista, dalla quale ne usciranno uno o forse due per rinforzare una difesa di burro.



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Foggia: “Alla Lazio tutti devono dare qualcosa di più. Lotito? Ho un ottimo rapporto con lui”

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foggia lazio

Pasquale Foggia, ex centrocampista biancoceleste, dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, sogna un futuro da dirigente. Nella capitale ha passato cinque stagioni  non consecutive, per via di vari prestiti in diverse squadre italiane, collezionando 69 presenze e segnando 4 reti. Tra i suoi trofei in biancoceleste figurano due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Il “folletto” napoletano si è confidato ai microfoni di TuttoMercatoWeb.com, svelando un retroscena che poteva farlo giocare ancora per un po’. L’Ischia, infatti, era già pronto a puntare su di lui. Queste le parole di Foggia: “Mi stavo allenando lì perché conosco bene il direttore, ma non per tornare a giocare. Avrei dovuto fare il corso da direttore sportivo, ma lo rifarò a settembre. Per essere un dirigente, sono anche abbastanza giovane. In futuro vorrei fare il responsabile di un settore giovanile, iniziare così. Con calma. Ho un ottimo rapporto con Lotito, in futuro vedremo. Oggi penso a far crescere la mia scuola calcio, poi superato il corso vedremo”.

Poi un suo commento al campionato di quest’anno: “Rispetto agli altri anni, dove la Juventus ammazzava il campionato già a Natale, quest’anno ci sono squadre che si sono rinforzate. Penso all’Inter che esprime un calcio importante, al Milan che si sta riprendendo ma soprattutto al Napoli. Il campionato è tornato competitivo, aperto.Oggi direi che lo vincerà il Napoli. Per quello che ha dimostrato sta facendo davvero bene, complimenti a Sarri. Credo nella cultura del lavoro. Poi è ovvio, bisogna avere anche altre caratteristiche. Ma Sarri ha requisiti importanti, come Giampaolo ad Empoli”. Poi in chiusura un commento sulla Lazio: “Ha preso giocatori importanti, di assoluto valore. E non ha venduto quelli che l’anno scorso hanno fatto la differenza. Tutti devono dare qualcosa in più”.



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Anche Felipe Anderson nella top 100 dei migliori del 2015

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Supercoppa Italiana Lazio vs Inter Felipe Anderson Sconfitta 3-0 Commento Post-Partita

Si stanno avvicinando le feste di Natale e di conseguenza anche la fine dell’anno. Anche nel calcio, come nella vita, è tempo di bilanci, è tempo di capire chi sono stati i giocatori più forti in questo 2015. Non solo il pallone d’oro che sarà assegnato a uno tra Cristiano Ronaldo, Messi e Neymar. Ci sono, infatti, anche le classifiche stilate da vari portali e riviste calcistiche per capire quali giocatori si sono dimostrati i più importanti per le proprie squadre. Nonostante la Lazio in questo momento non stia attraversando il suo miglior momento, anche un calciatore biancoceleste è stato tra i migliori 100 in questo anno solare, stiamo parlando di Felipe Anderson. Il brasiliano, infatti, ha vissuto gli ultimi 12 mesi da assoluto protagonista. Da gennaio 2015 ha iniziato ad incantare con la maglia della Lazio e poi ha proseguito con quella della Nazionale Under 21 del Brasile. Infatti, nell’ultima parte di campionato dello scorso anno il numero 10 si è caricato la squadra sulle spalle, aiutandola a conquistare i preliminare di Champions e inoltre ha stupito anche in patria facendo faville con la maglia verde-oro. Queste prestazioni hanno fatto il giro del mondo, arrivando fino in Inghilterra. Difatti l’importante rivista FourFourTwo.com ha inserito il nome di Felipe nella lista dei Top 100 calciatori più forti del 2015. Il fantasista biancoceleste occupa la posizione 84, davanti a calciatori del calibro di Kane, Verratti e Rooney.



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Pioli trema, Brocchi è pronto!

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Ore di riflessione, di attesa, è un weekend rovente in casa Lazio nonostante il Natale sia alle porte e i primi freddi comincino ad attanagliare Roma. L’ennesimo ko stagionale ha mandato su tutte le furie il presidente Lotito, spazientito per le prestazioni incolori della squadra e dalla perenne contestazione nei propri confronti. L’incontro andato in scena ieri mattina tra il club e Pioli è servito per ascoltare le ragioni del tecnico, ma anche per prendere ulteriore tempo ed effettuare la scelta giusta. L’allenatore emiliano ha fatto presenti i limiti della rosa, ha ribadito che a gennaio serviranno investimenti in difesa per rendere più competitiva la Lazio. Lotito, però, non ci sta. Va bene intervenire nella sessione invernale, ma il patron è convinto che questa rosa non valga il decimo posto e i 19 punti in classifica dopo 15 giornate, così come non accetta che più di metà delle partite siano state perse. Tare per una eventulae sostituzione di Pioli è propenso a rivolgersi verso l’estero: Murat Yakin è la sua idea principale, il presidente invece ha deciso di puntare con decisone su Christian Brocchi.

I contatti tra le parti sono avviati, di Brocchi piace il carisma, il fatto che conosca bene ambiente e spogliatoio e soprattutto sarebbe una soluzione dai costi contenuti visto che -in caso di esonero- Pioli rimarrebbe a libro paga fino a giugno 2017 costringendo la Lazio a sborsare due milioni lordi a stagione. Non solo. Brocchi freme, la panchina della Lazio è un sogno per lui che ai colori biancocelesti è rimasto legatissimo. Davide Lippi suo ex agente e pure socio visto che insieme gestiscono una società ma anche figlio di Marcello ha messo i due in contatto. Secondo indiscrezioni che circolano da diverse ore, Brocchi e Lippi si sarebbero confrontati sulle qualità della rosa laziale e quindi su come farla rendere al meglio. Lippi non entrerebbe nell’organigramma biancoceleste, Lotito vuole puntare su Brocchi, per i motivi spiegati in precedenza, non ci sarebbe spazio per l’ex ct. Una decisione definitiva su Pioli verrà presa entro lunedì: se dovesse saltare, Brocchi si ritroverebbe la squadra già in ritiro con la possibilità di lavorare con calma in vista delle sfide con Saint-Etienne, ma soprattutto Sampdoria. Se, invece, Lotito dovesse confermare Pioli, ecco che il tecnico emiliano avrebbe un solo risultato a disposizione contro i blucerchiati. In caso di sconfitta o pareggio in stile Palermo ecco che arriverebbe l’esonero. Pioli trema, Brocchi scalpita.

ULTIMISSIMA: -A pochi minuti dalla sfida contro il Bologna Primavera, il tecnico del Milan Primavera Christian Brocchi ha parlato ai microfoni di Sportitalia commentando la possibilità di guidare la Lazio: “Sono solo discorsi mediatici, io penso solo alla partita di oggi”. aembra proprio essere la classica smentita di rito.



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Fantacalcio: consigli e fantaformazione

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Eccoci qua, archiviate Lazio-Juventus e Torino-Roma diamo come sempre i nostri consigli di Fantacalcio per creare una fantaformazione come si deve! Ovviamente, nelle prime due partite chi ha puntato su giocatori juventini ha fatto benissimo, l’impresa era ardua o forse sorprendente per la partita dell’Olimpico di Torino, un pareggio che pochi si sarebbero aspettati. Ecco qui i nostri consigli:

– INTER-GENOA (ore 20.45): un Handanovic in buona forma e Icardi alla ricerca del gol possono essere buone idee nell’Inter, mentre in un Genoa senza punte di ruolo si può puntare sulle abilità di Perin e dell’ex Burdisso.

– BOLOGNA-NAPOLI (domenica ore 12.30): il Bologna, con fatica, sta rimettendosi in corsa e puntare sull’italomarocchino Masina o su Mattia Destro può essere una soluzione; ma occhio al Napoli senza freni, fate una scelta ad occhi chiusi fra gli attaccanti e puntate forte su un Reina ispirato.

– H.VERONA-EMPOLI (domenica ore 15): il cambio di allenatore non sempre porta benefici, ma il 4-4-2 di Del Neri ben più convincente del 4-3-3 di Mandorlini potrebbe dare equilibrio, provate Toni (in ripresa di forma) e Jankovic, i più rappresentativi in campo; l’Empoli passa un buon momento, psicologicamente aiutati dai tre punti contro la Lazio, Paredes e Saponara danno garanzie di voto almeno sufficiente.

– ATALANTA-PALERMO: Reja in casa ha un fortino ed espugnarlo è difficile, Paletta, Cigarini e “Papu” Gomez possono essere scelte azzeccatissime; il Palermo di Ballardini inizia il suo cammino praticamente domani, la solidità difensiva di Goldaniga e la disperata ricerca del gol di Gilardino può farvela spuntare al Fantacalcio.

– FIORENTINA-UDINESE: Kalinic e Ilicic per la riscossa viola possono essere di vostro aiuto, e perchè no anche il miglior Borja Valero di tutta la sua carriera italiana; friulani in difficoltà, forse le doti balistiche di Lodi possono garantire voti discreti.

– FROSINONE-CHIEVO: anche la città ciociara è un fortino per i locali, andare su Ciofani e Diakitè potenzialmente vuol dire avere garanzie di riuscita; clivensi che arrancano e che si affidano al solito Hetemaj e allo sloveno Birsa, fatelo anche voi!

– SAMPDORIA-SASSUOLO (domenica ore 18): partita che dovrebbe garantire spettacolo, se dalla parte blucerchiata potete sbizzarrirvi tra Muriel, Eder, Soriano e Barreto, nel Sassuolo potete scegliere su qualcuno del tridente e sul croato Vrsaljko.

– CARPI-MILAN (domenica ore 20:45): partita che sulla carta agevola di gran lunga i rossoneri, forte su Bacca, Bonaventura e Romagnoli; gli uomini di Castori sono praticamente gli stessi della storica promozione, l’esperienza di Zaccardo e il centrocampo comandato da Cofie potrebbero dare voti accettabili.

Alla luce di queste considerazioni e provando a stilare una fantaformazione puntiamo su questi 11:

FANTAFORMAZIONE (3-4-3): Donnarumma; Romagnoli, Diakitè, R.Albiol; Soriano, B.Valero, Ilicic, Bonaventura; Higuain, Eder, Ciofani

Buon Fantacalcio a tutti!



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Crisi Lazio: laziali, è il momento di soffrire insieme!

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Contestazione Lazio Sassuolo: striscioni di protesta dei tifosi biancocelesti allo Stadio Olimpico.
Supporters of SS Lazio with a banner against President Claudio Lotito ("Lotito thief of dreams"), before Italian Serie A soccer match between SS Lazio and Sassuolo, at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 23 February 2014. ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI

Lazio-Juventus 0-2. L’ennesimo colpo al cuore per il popolo laziale. L’ultimo atto di una sceneggiatura non adatta a deboli di cuore di fede biancoceleste. I numeri parlano chiaro: un solo punto conquistato nelle ultime 6 partite, con 10 gol subiti al pari di soli 3 fatti.

La classifica piange. La Lazio infatti lunedì probabilmente ripartirà dalla colonna di destra della classifica e paradossalmente dovrà iniziare a guardarsi le spalle. Una situazione allucinante per una squadra che nello scorso mercato di gennaio era, a detta del Direttore Sportivo Igli Tare cioè colui che l’ha costruita, “difficilmente migliorabile“. Quella rosa oggi mostra tutta la mediocrità che i tifosi stessi, ma anche i più sapienti addetti ai lavori, avevano intravisto analizzandola nel dettaglio già alcuni mesi fa. E pensare che la società ha affermato con convinzione pochi mesi or sono che Pioli poteva tranquillamente affrontare squadre del calibro di Barcellona, Bayern Monaco o Manchester United con questi uomini. Gli stessi che sono riusciti nell’impresa – e non è un vanto – di perdere ben 8 delle 15 partite stagionali in campionato. Oggi, dopo l’ennesima umiliazione, il tifoso laziale è afflitto. E’ stato colpito in profondità, in quel cuore nella quale porta con sè quella che per lui è molto più di una squadra di calcio.

Tralasciando il discorso relativo ai portieri, in cui un Marchetti irriconoscibile continua a giocare nonostante il rinnovo sia ancora in dubbio a meno di 7 mesi dalla scadenza a discapito di un Berisha che nonostante la sponsorizzazione del ds suo connazionale non è mai riuscito a conquistarsi a suon di prestazioni la maglia da titolare, il reparto arretrato della formazione biancoceleste rappresenta il vero punto debole della squadra. Una difesa di burro che ha come uniche certezze un onnipresente Basta e Stefan De Vrij, una delle due pedine fondamentali insieme a Biglia, fermo ai box per l’intera stagione. I restanti possono essere tranquillamente sintetizzati come un mix di calciatori di belle speranze ma non ancora pronti accanto ad alcuni non all’altezza della situazione. Sulla fascia destra Patric continua ad essere un oggetto misterioso del mercato formato Champions League 2015/16, mentre Konko, nonostante una buona tecnica individuale ed il senso della posizione, è perseguitato dagli infortuni. Hoedt non sembra assolutamento pronto per certi palcoscenici, mentre Mauricio e Gentiletti continuano a collezionare figuracce. La colpa non può essere di certo attribuita a loro, che nonostante l’impegno dimostrano partita dopo partita di avere limiti evidenti. Ma non era forse meglio puntare su un giovane della Primavera, piuttosto di comprare solo per il dovere di farlo? A sinistra, al pari del suo collega Patric, Braahfeid è stato utilizzato col contagocce, mentre Radu sembra essere un parente lontano di quello di qualche stagione fa. Il rumeno sembra essere sulla via del tramonto, con prestazioni tutt’altro che positive, tanto da costringere Pioli ad adottare delle contromisure spostando Lulic in quel ruolo. Perchè rinnovare il vincolo contrattuale a Radu e Braahfeid e non puntare su qualche nome giovane che possa garantire sicurezze? Il centrocampo sembra essere il reparto in cui la squadra sembra essere più attrezzata. Gl innesti di Kishna e Milinkovic-Savic hanno aumentato il tasso tecnico e le opzioni a disposizione del tecnico emiliano, anche se manca un vero incontrista, capace di recupera un’infinità di palloni e un vice-Biglia. La squadra infatti ha sofferto molto l’assenza del centrocampista argentino, giocatore dallo spessore tecnico elevatissimo in grado di far partire l’azione e creare gioco. Parolo continua a rappresentare una certezza, mentre alla lista dei “rinnovi molto dubbi” si aggiunge anche Stefano Mauri, in questa stagione mai determinante. Cataldi deve crescere ancora molto, mentre Onazi è sembrato non adeguato a certi livello. Per non parlare di Morrison, altro acquistone di questa stagione, sbandierato come fenomeno e già con in mano il biglietto di ritorno per Londra già il prossimo gennaio. Candreva e Anderson stanno vivendo una stagione sottotono: i due non riescono più a saltare l’uomo e in questo momento rappresentano le incognite più grandi in casa Lazio. Per quanto riguarda il reparto avanzato, si parla di “una poltrona per tre”. Klose sembra ancora avere la voglia di un ragazzino di 20 anni, ma i primi 5 mesi di questa stagione hanno dimostrato che non è più in grado di reggere certi ritmi. Per quanto riguarda Matri e Djordjevic, non sono in grado di poter far compiere il salto di qualità alla squadra, quello che il popolo biancoceleste evocava a gran voce, con l’acquisto di pochi tasselli per completare la rosa: un centrale difensivo già pronto in grado di fornire le massime garanzie, un terzino sinistro, un vice-Biglia ed una punta con il fiuto del gol. Quest’ultimo sarebbe dovuto essere un profilo d’alto livello, pronto a trasformare in rete tutte le occasioni create dalla squadre lungo le corsie laterali, e non il solito low-cost. E invece niente di tutto questo. Quasi un Vignaroli-bis, per una Champions sfuggita ancora una volta dalle mani dell’ambizioso popolo biancoceleste.

Tanti perché, tante domande a cui la dirigenza non ha mai risposto e probabilmente mai lo farà. Con l’ultimo bilancio, vale a dire quello del primo trimestre dell’esercizio 2015/2016, l’obiettivo di qualcuno sembra essere diventato palese anche agli occhi di coloro che fin ora cercavano di non vedere il marcio: speculare sulla passione della gente. La Lazio continua a pagare alcune aziende, con gare d’appalto che ufficialmente “sono state perfezionate nel rispetto della correttezza sostanziale e procedurale ed a normali condizioni di mercato”, ma che in realtà vedono vincere sempre le stesse.

Il caos sembra regnare in casa biancoceleste, con il lato tecnico che scricchiola e quello aziendale che non sembra andare a gonfie vele. Il rapporto con i tifosi sembra essersi incrinato definitivamente, con una gestione societarie fatta di scelte molto discutibili che hanno portato i fans ad allontanarsi. Forse è arrivata l’ora di farsi da parte. Forse è arrivato il momento di lasciare spazio a chi ha davvero voglia di riportare la maglia con l’aquila che simboleggia l’Impero Romano sul petto ai vertici del calcio italiano e non solo, come accaduto circa 15 anni fa con l’amatissimo presidente Cragnotti. A chi lavora giorno dopo giorno con umiltà e competenza per riuscire a raggiungere i risultati, al contrario di chi vanta di “monitorare il mercato 365 giorni all’anno” per poi cadere nei soliti errori.

Anche Stefano Pioli ha le sue colpe. Il tecnico di Parma, dopo il suo arrivo molto chicchierato, è riuscito a conquistare la Curva Nord a suon di prestazioni di alto livello e di una mentalità offensiva e spumeggiante, che mancava da molti anni nel quartier generale di Formello. Lo stesso allenatore non è però riuscito a ribellarsi alla gestione dittatoriale della dirigenza, cadendo in più occasioni in quelli che possono essere definiti “incidenti probatori”. Pioli ha infatti dichiarato più volte agli organi di stampa di aver bisogno di rinforzi in determinati ruoli, per poi fare un passo indietro. E’ il caso dell’acquisto del centravanti nell’ultimo mercato, che prima risultava indispensabile mentre dopo poteva essere coperto da vari profili già all’interno della squadra (poi è arrivato Matri il 1° settembre). E nonostante non sia l’unica sua pecca con scelte tecniche che si sono dimostrate sbagliate sopratutto in partite secche, quello di assecondare un mercato nettamente sotto la sufficienza rappresenta senza ombra di dubbio l’errore più grave commesso dall’ex calciatore della Juventus da quando siede sulla panchina della Lazio. Il pubblico chiedeva le dimissioni, una dimostrazione di  personalità non abbassando il capo davanti a certe situazioni.

Lotito ladro di sogni“. Ecco cosa recitava uno striscione esposto nella famosa partita Lazio-Sassuolo, in cui il popolo laziale si riunì per gridare a Lotito il famoso #LiberalaLazio. Un monito che lasciava poco spazio alle interpretazioni. Oggi il tifoso laziale si rende conto che con questa dirigenza gli è impossibile sognare. Non potrà mai lottare contro “lo strapotere del Nord”, né tanto meno presentarsi con continuità ai vertici della classifica del campionato. Gli sono state tarpate le ali! Ma il popolo biancoceleste ora sembra essere di nuovo unito contro il nemico comune, che paradossalmente ha in casa propria. E’ difficile, si sa, lasciare vuoto il proprio seggiolino dello Stadio Olimpico: le domeniche allo stadio, le trasferte con gli amici in giro per l’Italia, un panino al volo e di corsa a prende posto sugli spalti. Ma quella che pare una scelta dura sembra essere l’unica via per provare a riprendersi la Lazio, quella di un tempo, temuta in ogni angolo d’Europa. Per raggiungere un obiettivo di grande valore bisogna lottare, sacrificarsi, soffrire. “Lontano fisicamente, ma con il cuore al tuo fianco! Per il tuo bene, mia cara Lazio!



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Iuliano: “Juve? Tutti contenti dei cambiamenti. Pioli stimato e preparato”

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E’ stato protagonista dei trionfi di Marcello Lippi con la Juventus, poi la carriera da allenatore lo ha fatto tuffare a Latina, prima salvandola da un’incredibile retrocessione in Lega Pro e poi con l’esonero di poco tempo fa.

Mark Iuliano a tuttomercatoweb.com ha descritto le sensazioni della sua ex squadra e della Lazio. Sui bianconeri ha detto: “La Juventus giocherà la solita partita dove cercherà di vincere con lo stesso canovaccio tattico. Raggiungere il primo posto sarebbe bello per i tifosi, non che un segnale importante anche per gli avversari. All’inizio hanno cambiato tanto ma adesso tutti sono contenti dei cambiamenti. I giovani sono cresciuti e si stanno adattando al mister. Stanno facendo la differenza”.

Sulla Lazio, il tecnico apprezza e difende Stefano Pioli, seppur per i biancocelesti sarà una partita psicologicamente difficile: “Il fatto che lo stesso Pioli parli di ‘rischi’ per la sua permanenza dispiace perché tra noi colleghi è molto stimato e preparato. Purtroppo nel nostro calcio le sconfitte si pagano. Comunque è una partita difficile per entrambi anche se la Juve penso che sia avvantaggiata dalla propria condizione fisica e mentale”



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Parla l’agente di Calleri: “La Lazio sarebbe l’ideale”

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Il calciomercato è aperto pochi mesi l’anno ma i rumors di mercato sono sempre di attualità.
Il mercato di gennaio detto anche di “riparazione” è alle porte e le squadre sono alla finestra per migliorare le proprie rose. E se il mercato è sempre in voga lo si deve anche ai procuratori, che sono i veri protagonisti del calciomercato. Una loro dichiarazione può far si che l’affare vada in porto, ma anche che l’affare si chiuda negativamente.
A proposito di dichiarazioni, proprio oggi ha parlato l’agente del forte attaccante del Boca Junior, Jonathan Calleri ,classe 93′, autore di 15 gol in 37 partite con il Boca. Il suo procuratore, Angelo Paradiso, agente Fifa che ne cura gli interessi in Italia, ha preso la parola ai microfoni di Radio Olympia per parlare del suo assistito: “Jonathan Calleri è pronto per il grande salto dall’Argentina all’Europa. E’ un attaccante moderno, può muoversi indifferentemente da prima e seconda punta, è rapido, tecnico e calcisticamente molto intelligente. Il suo futuro? L’Italia è più di una possibilità. Calleri è sul taccuino delle società più importanti della nostra Serie A, qualcuno si è già manifestato ma la prima offerta non è stata ritenuta all’altezza. La sua valutazione si aggira intorno ai 14 milioni di euro, l’ingaggio che percepisce ora al Boca Juniors è di circa 2 milioni. Questi sono i parametri. Jonathan ha già espresso il suo gradimento verso l’Inter, ma non ci sono solo i nerazzurri. La Lazio? Sarebbe l’ideale. La squadra biancoceleste ha problemi là davanti, mentre sugli esterni ha calciatori di grandissima qualità che con Calleri si integrerebbero a meraviglia. Sappiamo che Tare lo conosce, se lui e Lotito vogliono le nostre porte sono aperte…”. Che la Lazio sia realmente interessata al giocatore?

Futuro italiano quindi per Calleri? Ad aumentare le possibilità che il giovane sbarchi in Italia ecco le parole del presidente del Boca, Daniel Angelici. Come riporta La Gazzetta dello Sport, il patron del club sudamericano ha specificato senza giri di parole che la sua cessione è vicina: “La cessione di Calleri è definita al 99 %, sarà venduto a un fondo d’investimento inglese e giocherà in Italia”. In estate era stato cercato dal Palermo di Zamparini, desideroso di trovare l’erede di Dybala. Ma sull’attaccante, autore di 15 gol in 37 partite con la maglia Xeneize, c’è soprattutto l’Inter. I nerazzurri seguono il giocatore da un anno e, negli ultimi tempi, il ds Ausilio ha intensificato i contatti sia con il Boca che con gli agenti del ragazzo. Successivamente era piombato su di lui il Chelsea, ma le dichiarazioni di Angelici hanno raffreddato questa pista. Con le parole dell’agente si farà avanti anche la Lazio? Staremo a vedere.



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Una maglia per il Giubileo e tanti premi per i tifosi. Le parole di Lotito e Canigiani

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Grafica che simboleggia le dichiarazioni di Marco Canigiani sulla vendita dei biglietti per Lazio-Juventus, affrontando la questione della presenza di tifosi juventini.

Lazio e Giubileo: una maglia nuova per l’occasione

Alla vigilia della delicatissima sfida con la Juventus, in casa Lazio il clima è tutt’altro che disteso. Durante la rifinitura di ieri, si è presentato nel quartier generale di Formello anche il Presidente Claudio Lotito. Il patron biancoceleste ha caricato la squadra in vista dell’importantissimo match di questa sera. Lotito chiede una reazione ai suoi, dopo il filotto negativo delle ultime uscite con un punto conquistato nelle ultime 5 partite in campionato. Egli crede ciecamente nei valori tecnici e morali della squadra e dunque ora si aspetta una reazione da parte dei suoi calciatori.

Lo stesso presidente ha, sempre nella giornata di ieri, rilasciato un comunicato in cui ha annunciato che questa sera la Lazio indosserà una maglia speciale per il Giubileo che sarà inaugurato martedì 9 dicembre.“È con estrema gioia ed emozione che la S.S. Lazio, in occasione dell’incontro di domani contro la Juventus, scenderà in campo indossando una maglia dedicata al Giubileo. Una scelta che ho adottato personalmente, e che vuole rendere omaggio a quegli stessi valori che l’Anno Santo si propone di veicolare nel mondo. Misericordia, solidarietà e passione, valori che costituiscono le fondamenta del nostro futuro, nonché solide basi del calcio italiano e mondiale. In questo senso, la società si è impegnata verso una partecipazione diretta alle celebrazioni dell’anno giubilare, nello stesso ricordo delle parole che a maggio Papa Bergoglio pronunciò nei confronti della Polisportiva.Tutt’oggi siamo una casa aperta dove si alimenta fraternità e si combatte ogni forma di discriminazione, una casa nella quale i nostri tifosi hanno un ruolo cruciale: mi auguro rafforzino il loro sostegno intorno alla squadra all’insegna di tali valori. La Lazio rappresenta quei valori che bisogna custodire nel cuore”.

Ma non ci sarà solamente la maglia del tutto originale. Il responsabile marketing della società biancoceleste Marco Canigiani ha spiegato ai microfoni della radio ufficiale Lazio Style 89.3 tutte le iniziative proposte questa sera dalla società biancoceleste ai tifosi presenti all’Olimpico. “Domani, in occasione della partita Lazio Juventus, abbiamo previsto una nuova iniziativa che stiamo portando avanti con il gruppo Renault. Allo stadio verranno distribuiti dei gratta e vinci ‘Qui Lazio/Renault’ per ricevere premi emozionali firmati S.S. Lazio. Per convalidare la vincita dei premi S.S. Lazio è necessario iscriversi a QuiLazio presso il nostro sito e consegnare a Renault il tagliando con il relativo codice segreto. Il premio potrà essere ritirato solo nel punto vendita convenzionato Renault agli indirizzi riportati sul tagliando. Appena caricato il codice segreto riceverai una comunicazione con indicato il nuovo saldo punti. Se raggiungerete la soglia premio, potrete scegliere e richiedere subito il prodotto nel catalogo premi. Consultate il nostro sito nell’Area Qui Lazio per vincere tanti altri punti”.



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Miro Klose raggiunge quota 150 in biancoceleste: eguagliato il Bayern Monaco

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Miroslav Klose è pronto per un’altra serata da record. Il bomber tedesco questa sera taglierà il traguardo delle 150 presenze con la maglia biancoceleste della Lazio, eguagliando il periodo bavarese con la maglia del Bayern Monaco.

Uno stimolo in più in vista del big match di questa sera contro la lanciatissima Juventus allo Stadio Olimpico. Non è che non ce ne siano di spunti guardando il periodo negativo della formazione biancoceleste sta affrontando, ma il tabellino che segna zero reti non è di certo abituale a dicembre per un centravanti come Klose. Ah, a proposito di gol Miroslav nonostante lo stesso numero di presenze, che come detto sarà raggiunto questa sera, il Panzer ne ha segnati 2 in più con la maglia con l’aquila al petto: sono 55 infatti le reti all’attivo all’ombra del Colosseo, mentre al Bayern si è fermato a 53. Klose sta vivedo una stagione al di sotto delle aspettative, in linea con il rendimento della squadra, frutto di una condizione fisica che pare stia calando, ma nonostante ciò resta comunque il miglior attaccante attuale e dell’intera gestione Lotito. Nella sua permanenza in biancoceleste ha contribuito alla conquista del trofeo più importante della Capitale, la Coppa Italia conquistata il 26 maggio 2013 contro i rivali acerrimi, la Roma. Lui si è innamorato di questi colori, soprattutto grazie all’affetto dei tifosi. E proprio con un derby, quello del 17 ottobre 2011, a pochi mesi dal suo arrivo, ha fatto scattare la scintilla tra lui e il popolo laziale. La palla di Matuzalem perfetta per Klose che dal limite dell’area la piazza e al minuto 94 batte Stekelenburg mandando in delirio la Curva Nord e un Eddy Reja in visibilio. “Vogliono baciarmi sulle guance, ma la cosa più pazzesca mi è successa ad ottobre. Il giorno dopo il derby il postino ha suonato alla mia porta, mi ha chiesto se poteva fare qualcosa per me. Io gli ho detto “dipende da che cosa”. Allora lui si è inginocchiato e mi ha baciato i piedi, non riuscivo a crederci” ha dichiarato in un’intervista dopo quel derby. Una storia di amore e rispetto reciproco, tra uno degli attaccanti europei più forti della storia e una tifoseria calda come quella laziale. Klose ha indossato anche la fascia di capitano in alcune occasioni, come nell’ultimo match di Europa League contro il Dnipro. Un’evento che sta a simboleggiare il legame che lo lega alla maglia della prima squadra della Capitale.

L’obiettivo è battere un altro tabù: Klose non ha mai segnato a Buffon. Questa sera servirà un’altra rete delle sue, per infrangere l’ennesimo record e tornare a far sorridere i suoi tifosi.

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Il doppio ex Stendardo: “La Lazio può fare ancora tanto, Pioli tecnico molto preparato”

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Ha giocato sia nella Lazio (e lo sappiamo bene) e anche nella Juventus seppur per soli sei mesi, ma Guglielmo Stendardo conosce bene i due ambienti, soprattutto cosa balena nella testa dei giocatori biancocelesti che, a suo dire, non hanno ancora metabolizzato mentalmente l’uscita di scena durante i preliminari di Champions League.

Riportiamo le dichiarazioni del difensore dell’Atalanta, rilasciate durante il programma “I laziali sono qua”: “L’esperienza a Roma mi ha segnato profondamente ed è dunque logico che le partite contro Lazio e Roma le senta particolarmente. Se poi, come domenica scorsa, capita di contribuire a fare un piccolo favore ai tifosi laziali, tanto meglio. Credo che la Lazio stia attraversando una situazione molto delicata. Dal centrocampo in su poche squadre hanno un organico come i biancocelesti. Secondo me i motivi della crisi vanno ricercati oltre il fattore tecnico. Non c’è la giusta aggressività in campo e forse manca la necessaria alchimia fra i giocatori, la società e l’ambiente. Sicuramente l’eliminazione dalla Champions ha influito, per giocatori come Biglia e Candreva sarebbe stato importante sul piano delle motivazioni calcare il massimo palcoscenico continentale. I calciatori però sono dei professionisti e devono voltare pagina, senza pensare che la stagione sia finita a Leverkusen. In Italia troppo spesso ci facciamo condizionare dai risultati. Ritengo Pioli un tecnico molto preparato, ha una mentalità propositiva e sono convinto che proprio grazie a questo atteggiamento costruttivo la Lazio tornerà ad esprimersi ai livelli della passata stagione. Avendo giocato contro la Lazio poche settimane fa, ritengo che l’organico della squadra sia competitivo, ma l’assenza di de Vrij è determinante per gli equilibri difensivi. La Lazio può fare ancora molto in campionato e credo possa togliersi soddisfazioni importanti anche in Europa League. Credo che la Juventus rientrerà nella corsa Scudetto e lotterà per il titolo assieme a Napoli, Inter e Roma. Gli organici superiori sono questi. Da napoletano mi auguro che possa spuntarla la squadra di Sarri. Ci sono tutti i presupposti per arrivare fino in fondo”.



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Conferenza stampa, Allegri: “Poniamoci dei miniobiettivi. Con la Lazio partita complicata e difficile”

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lazio juventus

Il centro sportivo di Vinovo è stato consueto teatro della conferenza stampa di Massimiliano Allegri, che indica la partita contro la Lazio una situazione ben più complicata di ciò che può apparire. Avvalendoci dell’aiuto di www.tuttojuve.com andiamo a leggere cosa ha detto il tecnico toscano davanti ai giornalisti.

La formazione senza problemi le da un grattacapo, le voci della Premier hanno fondamento, queste voci sulla Premier hanno un fondamento, le piacerebbe lo United?

“Per domani, non ci sono problematiche, ho diversi giocatori a disposizione pronti domani a fare una bella partita, sarà una partita complicata e difficile, la Lazio viene da un periodo negativo ma con le buone prestazioni, a Empoli non meritava di perdere, con il Palermo ha fatto una buona gara, domani per noi sarà difficile, loro vogliono riscattare la sconfitta di Shangai e la coppa Italia, non possiamo permetterci di fare un passo falso, siamo in un momento delicato del campionato e della stagione e vogliamo conquistarci un’altra posizione all’interno della classifica. Per le voci di mercato ho un contratto fino al 2017, sono contento alla Juventus, sono concentrato sugli obietitvi di quest’anno che sono molto più importanti delle voci che vengono fuori e che verranno fuori visto che l’altro tra un mese ci sarà il mercato di gennaio, sarete contenti, così i giocatori li spostate i giocatori con una facilità che se avessi io la facilità vinceremmo qualche partita di più, pensiamo a quello che dobbiamo fare, alla partita, la cosa più importante”

Chi recupera a centrocampo?

“Asamoah si è allenato con la squadra, ieri stava bene, Khedira non sarà disponibile, difficilmente martedì a Siviglia, non vale la pena affrettare il ritorno, non prendiamo rischi, sarebbe pericoloso, i giocatori devono rientrare quando sono sani con rischio pari a zero. Lemina ha buone possibilità, ieri non si è allenato, oggi si, ha disponibilità di essere a disposizione”.

Galeone ha detto che alla Juve più che Dybala serviva Higuain. I sette punti di distacco tra Juve e Napoli sono dovuti a Higuain, lo scambierebbe con Dybala?

“Non scambierei nessuno, della Juve con altri. Higuain sta facendo la migliore annata al Napoli da quando è in Italia, Dybala sta bruciando le tappe, da quando è arrivato ha fatto progressi importanti sia per il gioco, che per la posizione in campo in dato importante per la società che per la squadra. Noi nelle prime partite abbiamo lasciato per strada tra Udinese, Chievo e Frosinone, sette punti perchè abbiamo fatto solo due punti, nessuna squadra al mondo può determinare il futuro di una squadra, in un contesto che funziona, giocatori come Higuain, Dybala, Messi, Neymar, Lewandowski, Cristiano Ronaldo possono fare tutti la differenza, il grande campione ha bisogno del sostegno della squadra”.

La solidità difensiva è la base del periodo positivo, aspetto più importante?

“Siamo lontani ancora dalla posizione che vogliamo, ci compete, la squadra, abbiamo capito che per vincere le partite, eravamo in un momento in cui sembrava che la Juventus dovesse vincere sempre 3-0, la Juventus per vincere deve soffrire, deve combattere, mi sembra che nell’ultimo mese e mezzo ha riconquistato la mentalità, tutti difendono bene, i centrocampisti aiutano molto e la squadra ha riacquistato la mentalità e tutti difendono meglio”.

Dopo Napoli-Inter, dove gli allenatori dicono che tra le candidate c’è anche la Juventus, ha più rammarico per i punti persi o la consapevolezza aumentata perchè ha recuperato punti?

“Quando si rincorre serve equilibrio e si deve essere lucidi, guardare gli altri e le squadre davanti è un problema, perchè se fai un pareggio sembra ti scappi l’obiettivo, dobbiamo fare un tot di punti, il margine di errore si è assotigliato perchè siamo indietro, quindi dico così perchè se la Juventus può capitare che faccia un pareggio, non è che ha perso lo scudetto, la Juve deve acchiappare il quarto posto magari non basterà una partita, con Lazio e Fiorentina, due scontri diretti, due gare difficili, quello che non ci deve far demoralizzare è un eventuale pareggio nella partita, se davanti vincono non ci riscappano, ci sono dei numeri per chi vince il campionato, dagli ottanta punti in su vinci il campionato da 70 a 80 arrivi secondo o terzo, dobbiamo basarci su quei numeri e  fare un percorso, è una corsa a cronometro, siamo soli a correre per un obiettivo, non siamo dentro il gruppo”.

Morata quando entra dalla panchina si incaponisce, come si può correggere questa attitudine, va fatto partire titolare?

“I giocatori a volte partono dalla panchina e fanno bene e viceversa, Morata è un giocatore straordinario che sta riacquisendo una buona condizione fisica e mentale, deve stare sereno, con Morata non c’è nessun problema. Mi fa ridere che con il City lo avevo rimproverato Morata ma in quel momento lo avevo tranquillizzato, gli avevo detto di stare sereno, deve stare sereno anche se aveva sbagliato due gol, era importante per la squadra, non è vero quello detto e scritto, deve dare molto alla Juventus e da lui pretendo molto come da Zaza che è entrato e ha fatto bene a Palermo, ci sono giocatori in momenti vanno bene e altri meno, fortunatamente ho una buona rosa a disposizione e su questo mi baso”.

La quota scudetto si può abbassare, a livello di modulo senza Pogba ci possono essere cambiamenti anche com Lemina con il 4-4-2?

“Per il quattro, quattro, due puro e classico difficilmente lo vedremo in campo, oggi devo valutare i giocatori da Asamoah a Lemina, per vedere chi può fare la mezzala che possono farla anche Alex Sandro o Cuadrado, un pò di soluzioni le ho, devo vedere come staranno, la quota scudetto è difficile dirlo, difficilmente la quota sarà sotto gli ottanta punti anche se ci sono molte squadre in testa al campionato, nel girone di ritorno è pi difficile fare punti le squadre che devono salvarsi giocano in modo diverso, ed i punti diventano più pesanti e diventa sempre più difficile”.

Domani sera ci sarà spazio per Cuadrado, visti i rimproveri di Palermo?

“Cuadrado ha fatto bene a Palermo, se no entra dalla panchina,  quelli che entrano dalla panchina sono determinanti, come Evra con il City in quel momento difficile della partita, come Zaza che entra e fa gol, mi arrabbio quando entra qualcuno e non determinano la gara perchè entrano con la testa sbagliata”.

Vantaggio o svantaggio giocare prima?

“Vantaggio se vinciamo, svantggio se perdiamo, così come la sosta, questa arriva al momento giusto, dipende se vinciamo o perdiamo, tutto dipende sempre dopo il risultato”.

Pereyra a che punto è?

“Purtroppo ieri ha avuto un risentimento sul flessore, oggi saranno fatti gli accertamenti e dopo i dottori mi diranno le condizioni in cui sarà e poi mi sapranno dire, valuteremo, è un punto molto delicato sulla cicatrizzazione del muscolo e del tendine, un punto molto delicato”.

Morata giocherà all’inizio?

“Non ho deciso questa volta, se far giocare Morata, Mandzukic e Zaza, Dybala non gioca, quindi, devo ancora decidere, deciderò domani. Lo ha detto lui, non io (ride ndr)”

Nell’ultimo mese avete recuperato punti su tutti, si pensa allo Scudetto?

“Quando si rincorre è sempre difficile, dobbiamo porci mini obiettivi, settimi siamo sesti, poi il quinto, vediamo quella che è più vicina il quarto, la Roma, anche se non abbiamo lo scontro diretto ora, vogliamo superare la Roma ed arrivare quarti, la Fiorentina è cinque punti avanti, la cosa che ripeto quando si rincorre, ci vuole molto equilibrio, un risultato che non sia la vittoria, magari un pareggio, ti fa crollare il mondo addosso o crollare il castello che hai costruito nell’ultimo periodo, questo non deve essere, dobbiamo fare un tot di punti e quindi dopo vedremo se basterà per arrivare, primo, secondo o terzo”.

Non ci siamo dimenticati di Padoin che potrebbe tornare utile domani?

“Simone all’inizio è stato molto criticato, la squadra non ha perso perchè ha giocato davanti alla difesa, lui ha giocato anche l’anno scorso, quando ha giocato in casa da terzino e ha fatto una buona partita, un ragazzo che conosce il calcio è un ragazzo intelligente sarà utile all’inizio della gara o partita in corso”.

Le vittorie sono state diverse tra loro. Da Palermo e dal City, la Juventus ha dato segnali diversi come personalità e modo di essere?

“Con l’Empoli abbiamo fatto una delle peggiori partite a livello tecnico, ma era importante vincere per portare a casa il risultato, poi al risultato poi ci devi arrivare con la prestazione, con il City una bellissima partita, sotto il livello tecnico e atletico di grande livello, a Palermo una bella partita di personalità, siamo cresciuti come livello tecnico, la squadra sta crescendo ma al momento non abbiamo fatto niente se no rischiamo un calo di tensione, domani ci sarà un ambiente difficile, un ambiente dove cercheranno di batterci per passare il momento negativo che attraversano, una Lazio con caratteristiche tecniche importanti oltre all’organizzazione che Pioli ha dato alla sua squadra”.

 



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Conferenza stampa, Pioli: “Serve una grande prestazione. “

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La Lazio giocherà la partita contro la Juventus domani sera e la conferenza stampa è terminata poco fa. Aiutandoci con LaLazioSiamoNoi, andiamo a capire le sensazioni di Stefano Pioli alla vigilia, tra analisi della partita, stato psicologico, possibili torti e il suo futuro.

La Juventus può dare o togliere qualcosa?

“Non conta tantissimo l’avversario, non abbiamo tempo da perdere e dobbiamo fare risultato. Vuol dire che dobbiamo fare una grande prestazione”.

Domani è Davide contro Golia?

“Ci sono due possibilità: scendere in campo per non perdere, non sbagliare e non subire o credere di fare la partita e avere le qualità giuste per attaccare e difendere. Abbiamo solo una scelta: quella di crederci”.

La Lazio ha paura?

“Dal punto di vista mentale abbiamo vissuto momenti migliori, questo sì. Credo che dobbiamo continuare a dare più soluzioni al compagno in possesso di palla. Ci sono meno giocatori che si muovono. Il nostro modo di giocare vede la costruzione da dietro e abbiamo bisogno di un certo movimento”.

C’è una motivazione in più contro la Juve visti i risultati dell’anno scorso e in Supercoppa?

“Le motivazioni ci sono tutte, quella principale deriva dalla classifica e dal nostro momento. Affrontiamo una grande squadra, non mi interessa il passato, ogni partita fa storia a sé. Guardo soltanto a domani sera e abbiamo bisogno di un risultato positivo”.

Cosa è cambiato? Come si risolvono i problemi?

“Tante cose non hanno funzionato, non abbiamo trovato continuità di risultati e di prestazioni. Così non è arrivato entusiamo, abbiamo commesso errori, quindi abbiamo responsabilità. E’ vero che non è il momento di fare analisi approfondite, giocare più partite ci ha tolto sicuramente qualcosa in campionato. Ma c’è ancora la possibilità di trasformare la stagione in positivo. Le cose si risolvono con i risultati, non basta il lavoro. Nel mercato di gennaio la società sarà pronta a intervenire”.

Come sta Lulic? E’ possibile senza di lui la difesa a tre?

“L’ho sentito ieri sera, stamattina sono andato a trovarlo. Era sereno, ma arrabbiato perché è stato un imprevisto mai visto, gli ho fatto un in bocca al lupo sperando che la cosa non sia così grave. Difesa a tre o a quattro, dovremo essere compatti e giocare la migliore partita possibile dal punto di vista tecnico. Dovremo sbagliare il meno possibile nella manovra, è quello che ci sta penalizzando di più nell’ultimo passaggio”.

La Lazio sbaglia spesso l’approccio. Perchè? Prima di Lazio-Palermo ha detto che la stagione fosse finita in quel momento sarebbe stata un fallimento, poi prima di Lazio-Empoli ha detto che la situazione non è poi così disastrosa?

“Quando spesso si sbagliano i primi 15 minuti, vuol dire che c’è un problema. Non credo che a Empoli la squadra sia stata remissiva all’inizio, è chiaro che andare sotto può rendere tutto più difficile, ma non meritavamo di perdere. Stiamo subendo troppi torti arbitrali, non mi piace parlare di questo ma sono costretto a farlo. E’ giusto che i risultati siano condizionati da noi, vogliamo essere responsabili noi, quindi chiedo più attenzione. Anzi, la voglio. Non vogliamo niente di più, niente di meno. Voglio equità. Chiedo professionalità di tutti. Quello che ho detto prima del Palermo lo direi anche adesso, però la classifica non ci vedeva troppo distanti dalla classifica dell’anno scorso. L’obiettivo della Lazio è quello di giocare in Europa anche l’anno prossimo, ma abbiamo tempo per rimediare. Certo ora servono i risultati”.

La Lazio cambierà in difesa a seconda degli attaccanti di Allegri?

“La Juve ha giocatori con caratteristiche diverse davanti, ma è lo stesso anche per noi. Non credo che Allegri sappia chi farò giocare, ho altri due allenamenti, devo valutare delle cose. I giocatori hanno capito l’interpretazione della gara, ora bisogna metterla in campo”.

Mancini ha detto che la Lazio forse ha fatto troppo l’anno scorso…

“Trovo ammirazione per i miei colleghi che da lontano esprimono certi giudizi senza sapere alcune situazioni interne. Quello che abbiamo fatto l’anno scorso è sotto gli occhi di tutti. Credo che anche quest’anno la Lazio sia all’altezza della situazione”.

Klose dove giocherà?

“Klose è un giocatore con un’intelligenza calcistica superiore alla media, può fare più ruoli, può giocare come prima punta o vicino a un altro attaccante”.

Perché ha parlato degli arbitri?

“Questa è la realtà dei fatti, la squadra meritava più punti. Contro l’Empoli sarebbe stato almeno 1-1, quindi magari saremmo qui a parlare di altri aspetti”.

Probabile vedere la Lazio domani sera con due attaccanti?

“Non credo che l’atteggiamento dipenda da una posizione in campo più o meno alta. Tra il primo tempo con Milinkovic e il secondo con Klose, è stato più che altro l’avversario ad abbassare il proprio baricentro. Non si può pensare che tutto quello che facciamo però sia sbagliato. Dobbiamo avere più giocatori in area di rigore, domenica li abbiamo avuti. Andare sotto ci ha condizionato”.

Domani non ci saranno molti tifosi. Le dispiace?

“E’ inevitabile, tutti abbiamo in testa quello che avevamo creato l’anno passato, oggi questa distanza sicuramente non aiuta. Abbiamo un solo modo, quello di mettere in campo le migliori prestazioni possibili”.

Tare ha parlato di undici torti arbitrali…

“Voglio che sia chiaro questo: noi vorremmo essere responsabili dei nostri risultati. Abbiamo diritto come tutte le altre squadre di essere valutate allo stesso modo. Sono stanco a fine partita di dire che ci sono state situazioni che ci hanno penalizzato”.

Come sta vivendo le voci sui suoi possibili successori? Ha parlato con la società? 

“Nel calcio è normale così, io non posso controllare tutti gli eventi che mi girano introno. Posso solo cercare di influenzarli, devo lavorare per far uscire il meglio dai miei giocatori. Solo così posso continuare il mio lavoro e far tornare la Lazio ai suoi livelli”.



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Lazio-Juventus, è Banti il direttore di gara

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Designazione di Lazio Juventus

Sarà Banti a fischiare l’inizio dei 90 minuti di domani. La gara di domani vedrà una Lazio in cerca di riscatto viste le precedenti gare. Il clima sarà molto nebbioso dove la mente dei giocatori dovrà focalizzare un solo obiettivo per risorgere dalle sabbie mobili di questa stagione. Dall’altra ci sarà una Juventus in cerca di punti per macinare la classifica e tornare ai grandi livelli delle stagioni precedenti.

La designazione per questo match è stata presa, il direttore di gara sarà Banti accompagnato dai suoi assistenti Costanzo e Barbirati, mentre il quarto uomo sarà De Luca. Gli addizionali sono Orsato e Celi. L’ultimo precedente laziale con quest’arbitro fu nella finale di Shanghai mentre le 11 gare disputate proprio con i biancocelesti vedono 3 vittorie 2 pareggi e 6 sconfitte. Una media pessima per gli uomini di Pioli ma si sa che ogni partita ha il suo rischio ed un suo destino.



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Coppa Italia: c’è l’Udinese nel destino della Lazio

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La squadra che sfiderà la Lazio negli ottavi di finale di Coppa Italia il prossimo 16 dicembre allo Stadio Olimpico di Roma sarà l’Udinese di Stefano Colantuono. La formazione friulana si è infatti imposta con il risultato di 3 a 1 su l’Atalanta guidata dall’ex laziale Edoardo Reja, in un match molto combattuto che ha sicuramente divertito il pubblico presente allo stadio nonostante il clima rigido della serata. L’incontro si sblocca dopo soli quattro minuti di gioco quando l’idolo di casa Totò Di Natale trasforma un calcio di rigore concesso ai padroni di casa per un fallo di mano di Cigarini. Il centravanti della squadra bianconera raggiunge quota 24 reti nella competizione, eguagliando due miti del calibro di Sandro Mazzola e Omar Sivori. Nel primo tempo, le due squadre si danno battaglia ma finiscono per annullarsi. Così come la prima frazione di gioco, anche la ripresa parte con ritmi molto alti. Passano pochi minuti e l’Atalanta pareggia con Monachello. La giovane promessa del vivaio bergamasco riesce ad eludere la marcatura di Domizzi e Pasquale, finalizzando ottimamente il cross di Brivio alla fine di una delle solito galoppate sulla fascia sinistra. Dall’altra parte, qualche attimo più tardi un’azione fotocopia a quella del pari porta al nuovo vantaggio dell’Udinese: questa volta è Ali Adnan a servire al centro dell’area una palla deliziosa a Perica, che sfrutta l’errore in uscita dell’estremo difensore Bassi e lo beffa. Si arriva così al 76′, quando sugli sviluppi di un altro cross dello stesso calciatore iracheno, Di Natale firma la doppietta personale con una girata al volo, regalandosi un’ulteriore standing ovation del pubblico di fede bianconera.

Come detto, Lazio e Udinese si affronteranno il prossimo 16 dicembre nella Capitale. Il precedente tra le due squadre in questa stagione è datato 13 settembre: mattatore della serata fu Alessandro Matri, subentrato dalla panchina e autore di una doppietta alla prima presenza con la maglia biancoceleste. Il match finì sul risultato di 2 a 0 per la squadra di Pioli, che provò così a riscattare la sonora sconfitta rimediata nel turno precedente in casa del Chievo Verona.

La vincente se la vedrà con la squadra che si aggiudicherà il derby della Mole tra Juventus e Torino. La Coppa Italia entra nel vivo!



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Lazio-Juventus: statistiche e probabili formazioni

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Nell’anticipo inusuale della Serie A di venerdì sera, andrà in scena all’ Olimpico Lazio-Juventus. La squadra di Pioli non vince ormai da un mese (4 sconfitte e un pari). La Juve invece dopo la crisi iniziale sta scalando la classifica.

FORMELLO– Per mister Pioli la formazione sembra già fatta, visti anche gli infortuni di Onazi, Mauri, De Vrij e di Lulic all’ultimo minuto, il bosniaco, infatti, è stato operato alla mano. Si pensa ad un ritorno al 4-3-2-1. In difesa ritorna Gentiletti, dopo la squalifica di domenica. La coppia centrale, quindi, sarà composta sicuramente da Gentiletti e Mauricio. Radu sostituirà Lulic sulla fascia sinistra. A destra come al solito ci sarà BastaBiglia e Parolo formeranno, invece, la linea mediana davanti alla difesa. Milinkovic, Candreva e Anderson daranno supporto alla prima punta. In avanti ballottaggio tra Klose e Djordjevic, con il secondo favorito sul tedesco.
TORINOMassimiliano Allegri, visto che il passaggio del turno in Champions è stato già acquisito, giocherà con la formazione migliore, eccezion fatta per il centrocampo. Vista l’assenza per squalifica di Pogba, il tecnico bianconero spera nel recupero di Khedira, altrimenti è pronto Lemina. Oppure, come ultima ipotesi, si pensa a uno tra Padoin e Alex Sandro nel ruolo di interno. Per l’ attacco invece confermati Mandzukic con Dybala e Cuadrado. Ma attenzione alla sorpresa Morata.

Foto Alfredo Falcone - LaPresse 20/05/2015 Roma ( Italia) Sport Calcio Juventus - Lazio Fiinale Tim Cup 2014 2015 - Stadio Olimpico di Roma Nella foto:matri Photo Alfredo Falcone - LaPresse 20/05/2015 Roma (Italy) Sport Soccer Juventus - Lazio Tim Cup Final Match 2014 2015 - Olimpico Stadium of Roma In the pic:matri

PRECEDENTI E STATISTICHE: La Lazio e la Juventus si sono affrontate ben 153 volte tra Serie A, Supercoppa italiana e Coppa Italia. Il bilancio parla di 77 successi bianconeri, 39 successi dei biancocelesti e 37 pareggi. La Vecchia Signora nelle ultime apparizioni all’Olimpico, in serie A, contro i biancocelesti ha sempre vinto. Solo nel 2014, la Lazio fermò la Juve sull’1-1. L’ ultimo scontro risale al 22 novembre dell’anno scorso, con la squadra di Allegri che giocò una grande partita e vinse 3-0. In Coppa Italia, invece, nelle ultime tre apparizioni recenti, vi sono un successo nel 2013 da parte della Lazio per 2-1, con un finale al cardiopalma che diede alla Lazio la finale dopo l’1-1 di Torino. Nella finale dello scorso anno a trionfare fu la Juve per 2-1 dopo i supplementari, con un doppio palo clamoroso di Djordjevic. In Supercoppa invece la Juve due anni fa si impose con un rotondo 4-0. Ad agosto, invece sempre, i bianconeri trionfarono per 2-0, in una partita avara di emozioni. L’ ultimo successo biancoceleste tra le mura amiche contro la Vecchia Signora risale a ben 12 anni fa, era il 6 dicembre del 2003, i goal furono di Fiore e Corradi, che siglarono la vittoria per 2-0 della Lazio.

PROBABILI FORMAZIONI:
LAZIO (4-3-2-1): Marchetti; Basta, Gentiletti, Mauricio, Radu; Milinkovic-Savic, Biglia, Parolo; Candreva, Djordjevic, Felipe Anderson.

A disposizione: Berisha, Guerrieri, Hoedt, Braafheid, Konko, Patric, Cataldi, Kishna, Matri, Keita, Klose. Allenatore: Pioli.

Squalificati: nessuno.

Indisponibili: De Vrij, Mauri e Onazi.

JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra; Sturaro, Marchisio, Khedira; Cuadrado, Mandzukic, Dybala.

A disposizione: Neto, Rubinho, Rugani, Caceres, Barzagli, Alex Sandro, Padoin, Vitale, Lemina, Morata, Zaza. Allenatore: Allegri.

Squalificati: Pogba.

Indisponibili: Pereyra, Asamoah, Khedira e Hernanes.

Ricordiamo che laa partita sarà trasmessa in diretta a partire dalle ore 20.45 sulla piattaforma satellitare Sky Sport e anche sul digitale terrestre tramite Mediaset Premium.



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Lazio, Lulic frattura al dito, forse niente Juve. Nuova telenovela Morrison. Anderson in lizza per un premio

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A Formello, come sempre, è giorno di allenamento per la Lazio e soprattutto del resoconto giornaliero. Basta e Lulic preoccupano, per il serbo seduta pomeridiana saltata per precauzione, mentre per il bosniaco c’è la frattura del dito di una mano. In entrambi i casi si preparano in rampa di lancio rispettivamente Konko e Radu. Nel gruppo tornano Stefano Mauri e Ravel Morrison. Per il primo è un ritorno giustificato, essendosi operato all’ernia del disco e si è allenato evitando qualsiasi tipo di contrasto, mentre per l’inglese ex West Ham la questione è più complessa e verrà spiegata successivamente.

Sul fronte formazione, Pioli si trova ad un bivio, presentare quel 4-4-2 che ha garantito equilibrio e gioco sia contro il Saint-Etienne che nel secondo tempo di Empoli o tornare al 4-2-3-1 che ha esaltato le doti di Milinkovic-Savic. Di sicuro il problema si risolverebbe conseguentemente alle condizioni di Klose, il tedesco in Europa League giocò perdendo metri rispetto alla sua naturale posizione e non ha molto convinto, ma se verrà schierarò “segherà” l’under21 serbo. Indipendentemente dal modulo, sembra essere tagliato fuori Felipe Anderson e sulla fascia sinistra Kishna (diciamo noi, finalmente!!) sembra essere in vantaggio su Keita; torna Gentiletti dalla squalifica e Hoedt è in vantaggio su Mauricio.

Come detto prima, Ravel Morrison continua a far parlare di sè fuori dal campo: il britannico è tornato in gruppo dopo essere stato una settimana a Londra senza avere il permesso della società, segno evidente che l’amore per Roma non è mai sbocciato; il desiderio per il classe ’93 è quello di tornare al West Ham, ma Lotito non vorrebbe riportarlo a titolo gratuito. Occhio, a Formello si è fatto vedere Mino Raiola, il boss dei procuratori, e se c’è lui qualcosa in pentola di sicuro bollirà!

Infine, nonostante le sue prestazioni discutibili, Felipe Anderson è stato inserito nella lista dei papabili vincitori di un riconoscimento chiamato Samba d’Oro 2015, ossia il miglior giocatore brasiliano in Europa, ma la lista dei contendenti è di grandissimo spessore tecnico. Di seguito ecco gli altri candidati: Jonas e Julio Cesar (Benfica); Alex Teixeira (Shakhtar); Alex Telles (Galatasaray – Inter); Casemiro, Danilo e Marcelo (Real Madrid); Dani Alves, Neymar e Rafinha (Barcelona); David Luiz, Lucas Moura, Marquinhos, Maxwell e Thiago Silva (PSG); Douglas Costa (Bayern Munique); Fabinho (Monaco); Felipe Melo e Miranda (Inter); Fernandinho (Manchester City); Filipe Luis (Atlético Madrid); Gabriel Paulista (Arsenal); Hulk (Zenit); Luiz Adriano (AC Milan); Luiz Gustavo (Wolfsburg); Oscar e Willian (Chelsea); Coutinho e Firmino (Liverpool).



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Ancora mercato: proposto Rose

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Dopo che la trattativa col Dnipro per portare a Roma Douglas si sta per muovere su binari (speriamo!) positivi, arriva la proposta da parte del Lione di mandare a Roma il giovane difensore Lindsay Rose, classe ’92, che nei 17 mesi di permanenza con l’OL non ha trovato lo spazio sperato ed è in rottura con la società; i transalpini avevano provato a piazzarlo già in estate in altre case e ora sembra sul punto di fare sul serio.

Il centrale, alto 184 cm e originario delle Mauritius, è dotato di una buona abilità nel gioco aereo ed è discretamente veloce per il ruolo che occupa, tant’è che, nelle poche partite giocate fin qui con la maglia del Lione, come in tutta la sua (breve) carriera, non è stato raro vederlo giocare arretrato sulla fascia destra. Identikit interessante quello di Rose, che potrebbe arrivare a Roma per una cifra vicina ai 3 mln di euro o addirittura in prestito con diritto di riscatto.

Starà alla società romana decidere il futuro del proprio reparto difensivo, che in questa prima parte di stagione ha vacillato come non si vedeva da tempo, ma sarà questo giovane francese a fare la differenza nella seconda parte di stagione? I dubbi non mancano, si attendono novità verso fine dicembre…



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Rino Marchesi: “Pioli in campo avrebbe fatto comodo. Contro la Juve non sarà facile, solo una possibilità”

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Quando gli parlano di Stefano Pioli e della situazione della Lazio esordisce dicendo “Farebbe comodo, era un giocatore abituato a ricoprire tutti i ruoli della difesa”, dopotutto Rino Marchesi fu suo allenatore alla Juventus nella stagione 1986-87 e conosce bene il carattere dell’ex tecnico del Bologna; in più conosce l’ambiente romano, essendo stato giocatore biancoceleste tra il 1966 e il 1971. La redazione di LaLazioSiamoNoi lo ha intercettato per sentire le sue sensazioni alla vigilia di Lazio-Juventus

Quello di quest’anno è uno dei campionati più equilibrati da molto tempo a questa parte anche se la Juventus ha rilanciato prepotentemente la sua candidatura per lo Scudetto. “Fino a venti giorni fa si pensava che fosse molto difficile, dopo gli ultimi risultati può darsi che da qui alla fine si vedranno ancora delle sorprese. Non è detto che tutte le squadre che sono avanti mantengano questo ritmo. La Juventus è in fase di ascesa e anche sul piano morale sta molto bene. Non sarà facile, ma qualche possibilità c’è ancora”.

La Lazio è la prossima vittima sacrificale?  “All’inizio non ci sono vittime sacrificali. Se la Lazio indovina la partita può mettere in difficoltà qualsiasi squadra. È chiaro che in questo momento la Juventus è favorita”.

Dalle stelle alle stalle, come spiega l’involuzione dei biancocelesti? “È un po’ una sorpresa in senso negativo perché alcuni elementi come Felipe Anderson sembravano grandi calciatori in prospettiva futura ma non si sono ancora visti a quei livelli. Bisogna vedere come stanno sul piano fisico, su quello morale, la situazione ambientale”.

Mister Pioli è finito sul banco degli imputati, lei lo conosce molto bene avendolo allenato proprio in bianconero. “Ho un ricordo molto buono. Un ragazzo preparato ed intelligente, anche sul piano morale è tra i migliori. Raramente fa polemica, conosce il suo lavoro. È un personaggio che finora si è comportato molto bene ed ha ottenuto buoni risultati, bisogna sperare che riesca ad invertire la rotta e a ritrovare la Lazio dello scorso anno”.

Lei ha scritto pagine importanti della storia biancoceleste, che ricordi conserva di quell’esperienza? “Era una Lazio che stava trovando la sua collocazione dopo alti e bassi, soprattutto dopo l’arrivo di Giorgio Chinaglia e altri giocatori importanti come WIlson e Garlaschelli che hanno segnato gli anni migliori”.



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Mercato: tornano di moda Heurtaux e N’Koulou. L’agente di Djilobodji: “Nessun contatto”

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Mercato di riparazione: caccia al difensore

Il mercato di riparazione si avvicina e la Lazio non sta a guardare. La società biancoceleste è molto attiva alla ricerca di uno o due centrali difensivi per completare il reparto già composto da Mauricio, Gentiletti ed Hoedt, oltre all’infortunato De Vrij. Le prestazioni dei primi due hanno deluso l’ambiente in quanto dovevano dare un tocco di esperienza ad un reparto che ha sofferto molto in questa prima parte di stagione. Dal canto suo, il giovane olandese sta continuando il suo processo di maturazione, con il salto dall’Eredivisie alla Serie A che non appare un gioco da ragazzi grazie a due mentalità e a elementi di caratura completamente diversa. Ecco che, come confermato dal ds Igli Tare alla vigilia del match contro il Dnipro di Europa League, è necessario intervenire sul mercato per assicurarsi un centrale di esperienza, già pronto per il palcoscenico del campionato italiano. Proprio con la squadra ucraina si continua a parlare di Douglas, difensore che piace tanto a Tare. La distanza tra le parti è però molto ampia, con la richiesta di 7/8 milioni e l’offerta biancoceleste che non supera i 4. La Lazio infatti non intende superare quella cifra, soprattutto in virtù del doppio scontro di Europa League in cui il brasiliano non ha di certo impressionato. Negli ultimi giorni si è parlato anche di Papy Djilobodji, centrale del Chelsea di Mourinho. In realtà è stato lo stesso agente del calciatore senegalese, Mouhamed Gueye, a smentire una eventuale trattativa ai microfoni di Tuttomercatoweb.com. “Non so niente riguardo a un possibile trasferimento di Papy alla Lazio a gennaio. Da Roma al momento non ho ricevuto nessuna dimostrazione d’interesse per il mio assistito, men che meno una telefonata“. Una dichiarazione forte, che toglie qualsiasi dubbio su un interessamento per l’ex Nantes.

I profili più interessanti portano a Marsiglia e Udine: da una parte N’Koulou, dall’altra Heurtaux. Il camerunense è rapido ed esplosivo, oltre ad avere un buon piede per la fase di impostazione. N’Koulou sembra essere perfetto anche per la sua esperienza internazionale, maturata tra le fila del Marsiglia ed in nazionale. Il suo accordo con la formazione transalpina è in scadenza a fine stagione, anche se potrebbe essere proprio la situazione contrattuale a frenare un’eventuale trattativa: N’Koulou guadagna molto per i parametri biancocelesti. Per quanto riguarda Heurtaux, il francese sta trovando poco spazio in questa stagione, con Wague che gli viene preferito molto spesso da Colantuono. La società biancoceleste, così come la Roma, si è informata sul suo conto e sono pronte a sferrare l’attacco decisivo per assicurarsi le sue prestazioni sportive. I rapporti con l’Udinese e con il suo agente Bozzo, lo stesso di Candreva, sono ottimi.

Poi c’è Ron Vlaar, un pilastro dell’Olanda agli ultimi Mondiali in Brasile in coppia con il biancoceleste Stefan De Vrij. L’ex capitano dell’Aston Villa sta ritornando dall’operazione al ginocchio e dunque non si hanno certezze in merito alla sua condizione fisica, nonostante si stia allenando in patria con l’Az Alkmaar. Vlaar potrebbe rappresentare una vera e propria ciliegina sulla torta, un tassello da aggiungere per completare il reparto arretrato insieme ad un altro acquisto che possa dare certezze.



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Biglietteria, 20mila spettatori. Niente Francia per i tifosi della Lazio

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Curva Nord Lazio diserta Juventus-Lazio: "Nessuno striscione dai tifosi biancocelesti"

Avvicinandoci alla partita di venerdi tra Lazio e Juventus, già abbiamo alcuni dati da poter diffondere, tra questi la potenziale affluenza allo stadio; per sciogliere i dubbi Lazio Style Radio ha intervistato Angelo Cragnotti, responsabile biglietteria Lazio, queste le sue parole:

“Per la gara di venerdì, Lazio-Juventus, sono stati staccati 6.500 tagliandi, la vendita procede bene, con gli abbonati siamo a quota 20mila spettatori. Oltre 3mila biglietti sono stati venduti per il settore ospiti, mi auguro che anche il tifoso biancoceleste venga a supportare la squadra per questa importante sfida”

Doccia gelata, ma comprensibile, per quanto riguarda l’ultimo impegno di Europa League tra i romani e il Saint-Etienne in programma giovedi 10 dicembre allo stadio Guichard; infatti le misure di sicurezza nate dopo gli attentati a Parigi predicano sicurezza per la popolazione e per chi si recherà allo stadio, anche per coloro i quali avevano in mente di partire da Roma alla volta di Saint-Etienne. Il sito della Lazio con un comunicato stampa precisa il tutto:

“In riferimento alla gara di UEFA Europa League con il Saint-Étienne di giovedì 10 dicembre, si comunica che è vietata la vendita dei biglietti alla tifoseria laziale. Tale misura restrittiva, è stata imposta dal Governo francese a seguito degli attentati di Parigi. Si consiglia di non mettersi in viaggio verso la Francia e di non acquistare biglietti di altri settori al fine di evitare sanzioni da parte delle autorità locali”



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Lotito prepara il dossier con i torti arbitrali

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Claudio Lotito rimane in silenzio ma vuole fare i fatti (scritti in un dossier)

Claudio Lotito non ci sta. L’ennesima partita con un arbitraggio sbagliato, errori che hanno condizionato, secondo lui, l’andamento del match ma sopratutto la classifica laziale visti i precedenti con gli altri direttori di gara nelle partite precedenti. Il presidente laziale ancora una volta è rimasto in silenzio tenendo in se la rabbia che lo affligge, un po’ per il suo ruolo importante nel mondo del calcio ed un po’ per non peggiorare gli stato d’animo in casa biancoceleste. Silenzio che però non influisce sul suo modo di pensare, sta preparando infatti, un dossier con tutti i torti arbitrali che presenterà all’AIA, episodi chiave subiti sia dalla Lazio che dalla Salernitana. Un Lotito che sembra esser tormentato sia a Roma che a Salerno.

E se da una parte Lotito presenterà questa lista ufficiale a Nicchi (presidente dell’AIA), dall’altra si parla del possibile esonero di Pioli. Esonero che non trova conferme visti i precedenti allenatori ma, se si avverasse potrebbe rivedere un Brocchi sulla panchina biancoceleste con una “fantaidea” chiamata Lippi.



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Mercato: parla l’ agente di Candreva. Per Tare niente squalifica.

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L’agente di Candreva sul suo assistito. Tare non viene squalificato

Dopo Biglia ecco le voci su Antonio Candreva. Anche lui come il principito è sotto accusa per la mancanza d’impegno. Se per Biglia il discorso è ben diverso (è reduce da un infortunio) per Candreva invece l’ accusa è di impegnarsi solo in nazionale. Ormai prossimi alla finestra di mercato di gennaio, il suo nome viene accostato sia alle big europee che a quelle italiane. Una delle possibili destinazioni è l‘Inter di Mancini. Sull’ argomento però è intervenuto l’agente del calciatore Federico Pastorello ai microfoni di FCInterNews, ribadendo la volontà del suo assistito di restare nella Capitale: “Posso smentire le voci che vorrebbero Candreva vicino all’Inter. Il giocatore ha un contratto con la Lazio e rimarrà a Roma. Ho letto anche io sui giornali e sentito di questa possibilità tramite i vari organi di informazione, ma non c’è nulla”. Dichiarazioni di facciata oppure Candreva rimarrà veramente?

Per quanto riguarda la vicenda Igli Tare il giudice sportivo non ha squalificato il ds laziale dopo il duro face to face con Gava, ma si è limitato ad una ammonizione con diffida. Nel comunicato che specifica tale provvedimento si legge che durante il rientro negli spogliatoi al termine della gara, Tare si è rivolto ad un arbitro addizionale con un atteggiamento irriguardoso.



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Caso Morrison: la verità della sua fuga dal ritiro

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Morrison, tante voci su di lui ma cosa è successo?

Morrison nella settimana precedente, ha lasciato il ritiro senza il permesso di nessuno (così narravano le varie fonti sportive). E’ raro vedere una situazione di questo genere. Un giocatore dalle grandi potenzialità ma mai utilizzato dalla società. Il suo compito era quello di potenziare la squadra titolare durante le partite portando qualità ed un buon gioco grazie al suo modo di giocare, ma dall’altra parte, come in una scuola di scolaretti, l’inglese viene messo a scaldare la panchina per il suo comportamento. Ricordiamo in passato e forse tutt’ora, una situazione simile la visse Mario Balotelli (solo che lui qualche centinaio di minuti giocati erano permessi).

Spunta ora il motivo del suo viaggio in Inghilterra, rompendo il ritiro forzato. La causa non è solamente la lite con un accenno di rissa con il compagno Braafheid ma anche un lutto in famiglia, il giocatore laziale infatti è corso in patria per la scomparsa della nonna.

La società capitolina, stando ad alcune fonti, vuole sbarazzarsi del giocatore che evidentemente non ha soddisfatto Lotito e Pioli ma non lo cederà a titolo gratuito. Secondo la Repubblica, chi fosse interessato dovrà pagare il valore del suo cartellino ( circa 1 milione di euro stilato da Lotito)



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Boksic: “Pioli non ha colpe. Mi spiace vedere la Lazio in difficoltà”

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Alen Boksic, ex attaccante biancoceleste, ha detto la sua sulla situazione attuale della Lazio ai microfoni di Tutto Sport. Il bomber croato, mai dimenticato dal popolo laziale, che nella sua lunga carriera ha giocato anche nella Juventus, si è detto dispiaciuto per il brutto momento che sta attraversando la sua ex squadra. L’ alieno, questo il suo sopranome, ha collezionato 115 presenze con la maglia della prima squadra della capitale, segnando 43 reti. Molti anche i suoi trofei in biancoceleste: uno Scudetto, due Coppe Italia, due Supercoppe Italiane, una Supercoppa Europea e una Coppa delle Coppe; oltre ad un palmarés di tutto rispetto con la Juventus e l’Olympique Marsiglia, tra cui una Coppa dei Campioni e una Coppa Intercontinetale. Una vera e propria leggenda del calcio jugoslavo e poi croato, che abbiamo avuto l’onore di ammirare in italia nella nostra Lazio.

Ecco le sue parole sulla Lazio: “Mi dispiace vedere la Lazio in difficoltà, ma penso che Pioli non abbia colpe. Serve pazienza, anche se purtroppo nel mondo del calcio ce n’è sempre meno. Non basta cambiare i tecnici per risolvere i problemi”. Poi gli vine anche chiesto a chi farebbe più comodo il Boksic dei tempi migliori, alla Lazio o alla Juventus? La sua risposta è: “A nessuna delle due, lasciamo stare… (ride, ndr)”. Infine ancora sul brutto momento della Lazio e su Felipe Anderson: “Le cause? Dall’esterno è difficile rispondere, di sicuro spero che Felipe Anderson torni a incidere come un tempo”.



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Vinicius: “A Zurigo per la continuità. Sto migliorando tantissimo”

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Continua il processo di maturazione nel Vecchio Continente di Vinícius de Freitas Ribeiro, il terzino mancino carioca di proprietà della Lazio. Dopo essere stato acquistato dalla società biancoceleste, il calciatore 22enne ha vestito la maglia del Perugia nella scorsa stagione, prima di essere girato in prestito dal ds Igli Tare agli svizzeri dello Zurigo. La temperatura tutt’altro che familiare e l’impatto non ottimale con il calcio d’Oltralpe non hanno favorito l’inserimento del giovane biancoceleste. Vinicius però non si è lasciato abbattere dalle difficoltà e dopo molte panchine e tribune è riuscito a guadagnarsi con il lavoro un posto nei vertici delle gerarchie dell’ex difensore del Liverpool Sami Hyppia. Oggi rappresenta un pilastro fondamentale dello scacchiere tattico del tecnico finlandese. Vinicius è intervenuto ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it per raccontare la sua esperienza.

Come procede l’esperienza allo Zurigo?
Bene, finalmente sto trovando la continuità che cercavo. Voglio confermarmi partita dopo partita, sto crescendo molto”.

Eppure inizialmente giocavi con la squadra Under 21 e non venivi nemmeno convocato in prima squadra…
Non ero al 100%, ecco perché non giocavo. Lo staff tecnico mi ha fatto un programma di allenamento personalizzato per recuperare la forma. In estate non ho svolto il ritiro perché ero in nazionale, inoltre ero reduce da un infortunio rimediato col Perugia”.

Perché hai scelto proprio lo Zurigo?
Perché mi ha voluto fortemente e io avevo bisogno di giocare con continuità”.

Quali sono le differenze tra il calcio italiano e quello svizzero?
Il calcio svizzero è molto fisico, un po’ come in Italia. Ma qui si cura di meno la parte tattica”.

Tra i tuoi compagni della Lazio chi sento ancora?
Felipe Anderson è un mio grande amico, ma è da un po’ che non lo sento. Quest’anno non siamo nemmeno andati in Nazionale insieme e quindi non ci siamo visti. Spero stia bene e che possa continuare ad aiutare la Lazio”.

Com’è il tuo rapporto con l’allenatore Sami Hyypia?
Molto buono. Parla spesso con me, mi dice sempre come posso migliorare, guardiamo insieme i video delle partite per analizzare gli errori commessi. Grazie a lui sto crescendo molto”.

Qual è l’obiettivo stagionale dello Zurigo?
Pensiamo partita dopo partita, abbiamo bisogno di fare punti per stare sereni. Il 12 dicembre giocheremo i quarti di Coppa (contro il Thun, ndr), è una gara molto importante. Vogliamo arrivare lontano in questa competizione”.

Quanto ti senti cresciuto da quando sei arrivato in Italia?
Tanto, sia tatticamente che fisicamente. In questa stagione ho fatto tre assist, spero che anche il gol arrivi presto”.

A Zurigo come si vive? È difficile sopportare il freddo per te che sei abituato a tutt’altro clima?
Si sta bene, anche se è vero che fa molto freddo (ride, ndr). L’importante è giocare, se scendo in campo va bene tutto il resto”.



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