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Oikonomidis: “Non dimenticherò mai il mio debutto con la Lazio. Klose è il più umile che conosco”

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Chris Oikonomidis ha parlato microfoni del quotidiano online ‘The Sidney Morning Herald”. A poco più di una settimana dall’esordio con la prima squadra della Lazio il giovane australiano si è voluto confessare al quotidiano della sua nazione. Dopo le tante soddisfazioni con la Lazio Primavera, ora il debutto con la maglia della Lazio in un palcoscenico così importante come quello dell’Europa League. Queste le sue parole: “Sono andato via da casa a 16 anni, quando ero ancora un ragazzino. Ho sofferto la lontananza dalla mia famiglia e ho incontrato diverse difficoltà negli ultimi anni. Anche per questo la soddisfazione di calcare un palcoscenico importante al fianco di campioni come Klose, Matri e Felipe Anderson è stata grandissima”. Poi il ricordo degli esordi in Australia, dove Chris faticava non poco: “Venivo trascurato da ogni squadra, ma io ci ho sempre creduto. Ed è per questo che decisi che il calcio australiano non faceva per me e sono volato in Europa”. Prima l’avventura in Inghilterra, poi in Italia, prima all’Atalanta e dopo alla Lazio: “Ho firmato un contratto di cinque anni, il che significa che hanno fiducia in me. Il debutto in prima squadra è stato un momento davvero speciale. Lo aspettavo da tanto, è un obiettivo per cui ho lavorato molto. Quella sera ero emozionatissimo e molto nervoso. Nei primi 15 minuti mi tremavano le gambe, poi ho ricevuto la prima palla e mi sono sciolto, ho iniziato a giocare come so fare. È stato bello vedere ripagati tutti i miei sacrifici”. Infine parla dei preziosi consigli di Miroslav Klose: “Mi dice sempre che nel calcio ci sono tanti talenti, ma la cosa che fa la differenza è avere la testa sulle spalle. La qualità più importante è l’umiltà, non bisogna mai sentirsi arrivati. Klose è una delle persone più umili che io abbia mai conosciuto”



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Inter-Lazio: probabili formazioni e statistiche

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Nell’ultima partita del 2015 la Lazio è ospite a San Siro per affrontare la capolista Inter. In ballo c’è di tutto: il futuro di Pioli, la conferma del primato nerazzurro, la voglia laziale di uscire dal tunnel. Vediamo come le due squadre arrivano al match.

FORMELLO- Ormai non fa neanche più notizia il problema infortunati in casa laziale con Marchetti, KishnaLulicDe VrijGentiletti e Klose che saranno out obbligando le scelte di Pioli. Il mister emiliano sta optando per un 4-4-2, con Berisha tra i pali e linea difensiva composta da Basta, Mauricio, Hoedt e Radu. A centrocampo spazio a Biglia e Parolo sulla mediana, con Anderson e Candreva sugli esterni a supporto di Matri e Djordjevic. Non è da escludere però l’utilizzo del 4-2-3-1  con Milinkovic-Savic a supporto dell’ unica punta.

APPIANO GENTILE– Mancini vuole chiudere in bellezza questo 2015. Dopo il successo in Coppa Italia sul Cagliari per 3-0, il “Mancio” vuole vincere di nuovo. Avrà a sua disposizione l’intera rosa ad eccezione di Santon reduce da un fastidio muscolare e quindi in dubbio. Fare le formazioni della squadra neroazzurra è sempre complicato perché il mister di Jesi cambia modulo e interpreti in base all’avversario. Si ipotizza un 4-3-1-2 con Handanovic in porta e la retroguardia formata D’Ambrosio Miranda Murillo e Telles. A centrocampo troviamo Felipe Melo, Medel e Perisic, con Ljalic a supporto di Jovetic e Icardi.

PRECEDENTI E STATISTICHE: Tra Inter e Lazio è la sfida numero 145 in Serie A: nerazzurri in vantaggio con C_29_fotogallery_1007883__ImageGallery__imageGalleryItem_2_image59 vittorie a 33, 52 i pareggi. L’ Inter nelle ultime tre partite contro la Lazio è reduce da 2 vittorie e un pari. Le due squadre negli ultimi match hanno segnato un totale di 12 gol. La Lazio è sempre andata a segno nelle ultime 10 partite di campionato giocate contro l’Inter. È dal 2009/10 (anno in cui vinse lo scudetto) che l’Inter non otteneva 36 punti dopo 16 giornate e anche quell’anno furono 11 vittorie, 3 pareggi e 2 sconfitte. La Lazio ha raccolto due soli punti nelle ultime sette gare di campionato; l’ultima volta che ha patito una striscia peggiore senza vittorie fu tra settembre e dicembre 2009 (13 gare). L’Inter ha il miglior score di imbattibilità: sono ben undici le partite senza subire gol, un record nei cinque maggiori campionati europei condiviso con l’Angers. Piccola curiosità: la Lazio ha segnato ben sei gol con giocatori subentrati dalla panchina e in questa speciale classifica la fa da padrona in questa serie A. Dall’altra parte Rodrigo Palacio che Ljajic sono vere bestie nere per le aquile, a cui hanno segnato rispettivamente sette e quattro goal. Lo scorso anno il match del “Meazza” finì 2-2.

PROBABILI FORMAZIONI
Inter (4-3-1-2): Handanovic; D’Ambrosio, Miranda, Murillo, Telles; Felipe Melo, Medel; Perisic, Ljajic, Jovetic,Icardi.
A disp.: Carrizo, Dodò, Montoya, Santon, Juan Jesus, Nagatomo, Kondogbia, Brozovic, Guarin, Biabiany, Manaj, Palacio. All.: Mancini
Indisponibili: Vidic
Squalificati: nessuno

Lazio (4-4-2): Berisha; Basta, Hoedt, Mauricio, Radu; Candreva, Biglia, Parolo, F. Anderson; Matri, Djordjevic.
A disp.: Guerrieri, Braafheid, Konko, Onazi, Morrison, Oikonomidis, Cataldi, Mauri, Milinkovic Savic, Keita, Murgia. All.: Pioli
Indisponibili: De Vrij, Lulic, Kishna, Marchetti, Gentiletti,Klose.
Squalificati: nessuno

Diretta tv a partite dalle ore 20.45 sulla piattaforma satellitare di Sky o sul digitale terrestre di Mediaset Premium.



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Roberto Mancini: “Contro la Lazio dobbiamo essere perfetti. Nagatomo? Non è triste, resterà”

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Contro l’Inter, la Lazio dovrà vedersela anche con un grandissimo ex, sia in campo che fuori dal campo ossia Roberto Mancini, il quale ha rilasciato queste parole in conferenza stampa:

“Non sono preoccupato delle feste, è anche Natale. Speriamo che la concentrazione sia rimasta, la partita sarà difficile perché la Lazio ha valori. Credo che Juventus, Napoli e Fiorentina abbiano qualcosa in più di noi. Poi vedremo. Se l’Inter è una 500, la Juventus che macchina è? Una Mercedes direi. Noi pensiamo a lavorare, i giocatori partiranno il giorno dopo. Non sarà un problema. Scudetto? Non è mai facile vincere, ma non mi pongo questa domanda oggi. Abbiamo un altro obiettivo, poi vedremo alla fine”

Sull’atteggiamento da intraprendere contro la Lazio ha aggiunto: “Noi vogliamo essere aggressivi sin dall’inizio, ma nel campionato italiano non è mai semplice. Dovremo essere perfetti per vincere contro la Lazio. Dobbiamo ancora migliorare molto, però cominciando dall’inizio è diverso rispetto a prendere una squadra a stagione in corso. L’Inter era in una posizione molto lontana dagli standard di questo club, anche se anche nei momenti difficili bisognerebbe sempre essere almeno nelle prime 5 posizioni”

Per Mancio è importante che anche i tifosi diano il loro supporto e lo ha sottolineato, in più ha parlato di possibili movimenti di mercato e del buon momento di Brozovic: “Per raggiungere un obiettivo importante ci vuole sempre un grande pubblico, oltre che un ottimo club e squadra. Ci vuole sintonia totale, anche perché così si possono superare anche i primi momenti difficili. Un ambiente sano è fondamentale. La Juventus? Ha ottenuto una serie di vittorie, era l’unico gruppo per tornare in alto. Sta guadagnando i punti persi all’inizio, ha cambiato molto, ma ora il gruppo si è unito e sono tornati in alto. Chi cambieremo a gennaio? Credo nessuno. Nagatomo? Ci troviamo bene con lui, non è mai triste ed è sempre contento. Un grande professionista che può giocare anche in altre posizioni, a gennaio resterà. Brozovic? Marcelo ha qualità, è giovane e sta iniziando proprio ora a diventare molto bravo. Riesce a fare gol, cosa che prima non gli riusciva benissimo. Ha una media alta di corsa, può giocare sia come titolare che dall’inizio”



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Pioli: “Serve una partita attenta. Mercato? Chiedete alla società, dobbiamo uscirne rinforzati”

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Una vittoria in Coppa Italia che per qualche giorno ha rasserenato l’animo a Formello, e c’è meno pessimismo in casa laziale alla luce della partita di domani contro l’Inter, seppur venga compreso come la capolista sia avversaria ostica. Ma è anche l’ultima partita del 2015 e, con l’anno nuovo, è inevitabile parlare di mercato nella Lazio, visto che tornano insistenti le voci di mercato riguardanti i pezzi pregiati di Lotito. In sostanza è questo ciò che Stefano Pioli ha fatto capire nella conferenza stampa tenutasi alle 13, ecco qui domande e risposte.

Che partita si aspetta a San Siro? La Lazio ha speso tanto lunedì e giovedì…

“Una partita complicata. Giochiamo contro un avversario che sembra imbattibile, che è forte e concreto. Serve la migliore prestazione annuale, siamo nelle condizioni di farla. Abbiamo avuto un’importante iniezione di fiducia in Coppa Italia, è l’ultimo sforzo dell’anno solare. Bisogna fare il massimo per ottenere un risultato straordinario”.

L’anno scorso a Milano ci furono una grande Lazio e un grande Felipe Anderson..

“C’è la speranza che domani si possa fare una grande prestazione. Conosciamo il valore degli avversari, ma vedo una squadra che ci crede. Felipe non sta rendendo al meglio. Lo so io, lo so lui, è un giocatore che ha grandi mezzi. E speriamo che San Siro rappresenti l’occasione giusta per tornare a dimostrare le sue qualità”.

Può essere la svolta della stagione?

“Tutte le prossime gare saranno quelle della svolta, siamo contenti della prestazione e dello spirito visti in Coppa Italia, sappiamo che domani sarà un’altra partita e che siamo in difficoltà in campionato. Lì dobbiamo dimostrare qualcosa di più. Ma ci sono tutte le condizioni per fare bene”.

Cosa è successo contro l’Udinese? La squadra si è guardata negli occhi, ha reagito in modo diverso…

“A forza di guardarci negli occhi può succedere qualsiasi cosa. Siamo riusciti a mettere in campo la nostra qualità, anche se è vero che l’Udinese giovedì non ha messo in campo la formazione migliore. Abbiamo messo in campo grande ardore, chiaro che dobbiamo portarci dietro questa convinzione, giocando pallone su pallone, con aggressività per 95 minuti. E anche se “ci dice male”, dobbiamo sapere che c’è la possibilità di reagire. Domani non faremo 20 tiri in porta come giovedì, per questo dovremo essere anche cinici in fase offensiva”.

Domani gara fondamentale per uscire dalla crisi?

“Può essere, ma per fare risultato serve una grande prestazione. Ci darebbe grande convinzione, la nostra classifica ora piange. Dopo il match di Milano c’è la sosta, per questo ci può dare tanto per il futuro”.

Dirà qualcosa in più ai suoi calciatori?

“Il mio lavoro è soprattutto quello di motivare i calciatori, quest’anno è la cosa più importante perché abbiamo poco tempo per provare.  Il mio intervento domani ci sarà, ma i giocatori sanno che dovranno lasciare l’anima in campo”.

Basta?

“Non ha recuperato, non partirà con la squadra”.

La preoccupano tutti questi infortunati?

“Sono tanti, stiamo accumulando fatica. La tensione si fa sentire, ma questo è l’ultimo sforzo del 2015. La sosta ci aiuterà a ritrovare qualcuno, magari non Lulic e Kishna che sono quelli che hanno ancora bisogno di tempo per recuperare. Ma ora dobbiamo stringere i denti, non abbiamo alternative”.

Matri è l’attaccante che ora dà più garanzie?

“Tutti i giocatori hanno momenti positivi e negativi. Ora Alessandro è in grande condizione mentale e fisica, è quello che dà maggiori garanzie”.

Possiamo vedere una Lazio meno spregiudicata?

“Dovremo fare una partita attenta, essere compatti sempre, con o senza palla. Dobbiamo difendere da squadra, l’Inter ha grandissime qualità, ti può sempre colpire. Non possiamo correre rischi, dobbiamo fare una partita di alto livello”.

Mercato in uscita?

“Non capisco perché queste domande continuate a farle, vanno fatte alla società. Ovviamente dal mercato di gennaio dobbiamo uscirne rinforzati”.



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Lotito: “Le proteste dei tifosi fanno male solo alla squadra”

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Lotito su Olympia: 'Non volerà più! Cercate nuove soluzioni'
Db Roma 18/08/2013 - Supercoppa Italiana / Juventus-Lazio / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Claudio Lotito

Quande le cose vanno male, in ogni campo, si sceglie il silenzio e il lavoro per migliorare la situazione, sopratutto se dai tuoi sbagli dipendono le sorti di altre persone.
Ma nella Lazio non sembra essere così: anzi, invece di prendere le proprie responsabilità si scaricano le colpe su altre persone, in questo caso i tifosi, che ormai sono ai minimi storici di pazienza verso questa società. In ultima battuta, il presidente, in un momento dove la sua società sta andando malissimo, rincara la dose invece di fare dei mea culpa e rimediare. Durante la cena della squadra per le feste natalizie ha parlato ai microfoni di LazioStyle Radio, di seguito riportiamo le sue dichiarazioni:

“Penso che questa festa debba essere un punto di partenza per un percorso di crescita. Tutte le componenti svolgono il proprio ruolo e devono lavorare insieme: è giusto che io come presidente mi assuma le mie responsabilità, ma serve l’apporto di tutti. La squadra ha bisogno dei tifosi, mi dispiace vedere una disaffezione nei confronti di ragazzi e società. Loro pensano di fare un torto a me, ma io indosso sempre l’impermeabile per cui mi scivola tutto addosso. Solo attraverso un’unione di intenti si esce dal momento negativo. Addossare le colpe ai giocatori è sbagliato: le critiche servono ma devono essere costruttive. Non si può solo demolire: vogliamo l’affetto della gente che ama questi colori e ci crede. La squadra si impegna, si sacrifica, oggi ha dimostrato uno spirito di gruppo. Quando sono entrato i giocatori si abbracciavano e hanno baciato Biglia sulla fronte. Non è stata una reazione dovuta solo alla vittoria, ma al fatto che si sono ritrovati”.

Infine sul mercato ha detto questo: “Quando le varie componenti lavorano all’unisono ci sono i risultati. Se ci sarà bisogno di fare degli aggiustamenti non ci tireremo indietro. Ma certi allarmismi non sono di certo di aiuto alla squadra che ha bisogno di conforto per poter combattere. Anche gli infortuni pesano, noi non possiamo prevedere certe cose, tipo quello di De Vrij… Ci sono situazioni di cui la squadra non ha colpe, i famosi fattori imponderabili. E chi dice che non abbiamo fatto mercato dice qualcosa di errato: in estate abbiamo deciso di trattenere tutti i nostri giocatori migliori e a loro abbiamo associato altri elementi validi che stanno dimostrando il loro valore. Di sicuro c’è che oggi la Lazio ha dimostrato compattezza”



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Mercato: Biglia, Cataldi e Candreva nel mirino dell’Inter

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A poco più di 24 ore dall’inizio dell’ultima sfida del 2015 tra Inter e Lazio, si rincorrono sempre più le voci di mercato, destinate a diventare dei veri e propri tam tam mediatici nel corso del primo mese del nuovo anno.

La Lazio necessita di un (se non due) ritocco importante in difesa, visto il grave infortunio di De Vrij e i vari problemi che la retroguardia capitolina ha presentato in questa prima parte di stagione. Si fanno tanti nomi, più o meno fantasiosi e l’ultimo, in ordine di tempo, è quello di Juan Jesus, difensore dell’Inter. Si parla del brasiliano coinvolto in un possibile scambio con Candreva più 20 milioni che finirebbero nelle tasche biancocelesti. La società di Thohir vorrebbe sfruttare il momento non proprio idilliaco della Lazio e di Candreva affinché il giocatore possa finire alla corte di Mancini. La Lazio però, forte di un contratto in scadenza nel 2019, chiede tra i 27 e i 30 milioni senza contropartite tecniche,  cifra inavvicinabile per i milanesi. L’Inter potrebbe provare a inserire Ranocchia per abbassare un po’ la cifra oppure potrebbe decidere di fare una follia, come accadde due anni fa con Hernanes. Il brasiliano sbarcò sotto la Madonnina grazie all’intervento deciso del presidente indonesiano che accontentò le richieste di Lotito. Ma l’esterno di Tor de’ Cenci non è l’unico giocatore laziali seguito dalla dirigenza interista: infatti, secondo quanto riporta l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, anche Biglia e Cataldi sarebbero nel mirino della società meneghina. Il club capitolino considera i due incedibili, o meglio dire cedibili solo davanti a un’offerta irrinunciabile, ma entrambi hanno attirato le attenzioni e i sondaggi di tante big italiane e straniere.

La speranza è di non veder partire nessuno dei giocatori più rappresentativi della Lazio in questa finestra di mercato e di vedere invece l’arrivo di un buon difensore in modo da riparare le crepe della retroguardia laziale che si sono presentate in quasi tutte le partite giocate fino ad ora.



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Coppa Italia: le dichiarazioni del post Lazio-Udinese

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during the Serie A match between SS Lazio and Genoa CFC at Stadio Olimpico on September 23, 2015 in Rome, Italy.
Le prime parole alla fine della partita arrivano da Danilo Cataldi, autore non solo del suo primo gol in biancoceleste, ma anche della rete che decide la partita. Queste le parole del giovane centrocampista laziale ai  microfoni di Rai Sport: “Oggi era importante solo la vittoriaSappiamo che il periodo non è dei più felici, contava solo passare il turno. Questo spero sia la partita di svolta, venivamo da tante partite complicate, spero sia la volta buona per ricominciare. Dispiace solo non aver potuto esultare sotto la mia gente. Speriamo che si possa ripopolare lo stadio, questo gol è dedicato a tutti i tifosi della Lazio”.
Poi ecco la conferenza stampa di Stefano Pioli a fine gara. Queste le dichiarazioni del tecnico biancoceleste, molto contento per aver ritrovato la vittoria con la sua Lazio:
Oggi una vittoria convicente…

“Assolutamente sì, anche se una sola partita non può determinare una svolta o una crescita importante. Oggi abbiamo fatto quello che dovevamo fare, anche se abbiamo sprecato troppo. Ora c’è il campionato che è lì e dobbiamo farci trovare pronti”

Oggi la Lazio ha fatto un’ottima prestazione…

“Io conosco la mia squadra, non sono uno che vende fumo. I miei giocatori lavorano benissimo, siamo soddisfatti di essere arrivati ai quarti di Coppa Italia e ed esserci qualificati in Europa League. Ora dobbiamo migliorare il trend in campionato”

Un suo giudizio su Cataldi?

“Che Cataldi abbia fatto gol mi rende contento. E’ un ragazzo sensibile e si sono create molte aspettattive sul suo conto quest’estate. Credo che questa rete gli possa servire per avere ancor più condizione nei propri mezzi, deve credere in se stesso e lavorare con umiltà. E’ intelligente e sono soddisfatto della sua prestazione e del suo gol.

Colantuono si è lamentato di una mancata restituzione della palla sul gol del pareggio…

“Nel gol del pareggio, loro potevamo benissimo buttare la palla fuori ma non lo hanno fatto, perché lo avremmo dovuto fare noi?”

Oggi Milinkovic ha fatto un’ottima gara, una valutazione sul giocatore?

“Ha fatto bene Milinkovic, però ha funzionato bene tutto il centrocampo, credo che possa diventare un centrocampista che possa fare entrambe le fasi. Però deve ancora crescere per farle con continuità”

Questa prestazione può essere di buon auspicio contro l’Inter…

“Credo che la squadra debba essere consapevole delle proprie qualità, ora solo i risultati possono aiutarci a tornare a giocare come sappiamo. La squadra nelle ultime partite ha continuato a giocare e a proporre. Sappiamo che possiamo far meglio. Ora non importa essere belli e concreti ma ottenere i risultati positivi”.

Inoltre ecco le parole di Pioli ai microfoni di Lazio Style Radio:”La reazione è stata importante. I giocatori potevano essere frustrati, la partita l’abbiamo fatta noi. Ma abbiamo dimostrato di voler vincere la gara e fare di tutto per ottenere il risultato. Nelle coppe siamo forti, è in campionato che dobbiamo riprenderci. Koné lo conosco, l’ho allenato, temevo un colpo del genere. La squadra poteva demoralizzarsi ma non l’ha fatto. Il centrocampo ha lavorato molto bene, Milinkovic ha fatto il suo dovere in entrambi le fasi. Mauri? Ha avuto qualche problema fisico, ma a volte l’intelligenza, nel calcio, è più forte della condizione fisica. Adesso torneremo a lavorare insistendo su questo, siamo sulla buona stradaDobbiamo continuare così, lavorando sulle fasce. Ho rivisto alcune caratteristiche che hanno distinto in passato il gioco della Lazio. Ci serve continuità, già contro l’Inter: un impegno difficile, ma niente è impossibile”.

Questa, invece, la conferenza stampa di Stefano Colantuono, visibilmente amareggiato per la sconfitta. Il tecnico dell’Udinese cerca di trovare ogni scusa possibile per giustificare i suoi: “Solitamente quando uno mette la palla fuori la dovresti restituire, non so se ora è cambiato il codice deontologico questa sera. Da quella non restituzione è arrivato il gol del pareggio. L’arbitro ha disputato una buona gara, ma il secondo gol è in fuorigioco netto.Abbiamo fatto una buona gara, poi Aguirre ha preso un colpo e siamo rimasti in dieci negli ultimi venti minuti. Abbiamo dato spazio a quelli che hanno giocato meno, manca il ritmo partita ad alcuni giocatori. Anche Kone mancava da circa un paio di mesi ed ha risposto bene.Davanti abbiamo fatto giocare giovani, come la nostra filosofia rispecchia. La Lazio ha giocato in formazione quasi titolare. Abbiamo tenuto bene, peccato per questi episodi. Poi la fortuna non ci ha dato una mano con Aguirre, ha preso una botta vedremo nei prossimi giorni. Ho parlato della partita con la Samp in sede di presentazione di questa gara. E in quel frangente alla Lazio ha detto sfortuna, avevo detto questo. Loro restano una squadra con delle potenzialità importanti e avrà tempo e modo per recuperare il terreno”.



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Liverani e Stankovic parlano della crisi della Lazio

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Due ex calciatori biancocelesti, Fabio LiveraniDejan Stankovic, hanno espresso il loro parere sul momento no che sta attraversando la Lazio, commentando le prestazioni della compagine di Pioli e dicendo la loro sui prossimi impegni in Coppa Italia e in Campionato.

Partiamo da Fabio Liverani che è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Tuttomercatoweb.com. Il centrocampista romano ha giocato dal 2001 al 2006 con la maglia biancoceleste, collezionando 126 presenze, segnando 6 goal e vincendo la Coppa Italia nel 2004. Queste le sue parole: “Questo è sicuramente il momento peggiore della gestione del tecnico. Le difficoltà evidenziate sono tante e solo chi è all’interno dello spogliatoio può capirne i motivi e trovare le giuste soluzioni. Ci sono problemi sia atletici che mentali. Qualche calciatore, ad esempio, non è in condizione. Le assenze per infortunio poi hanno portato altri elementi della rosa ad andare in difficoltà. Credo che per Pioli saranno davvero decisive le prossime due gare. La sosta potrebbe infatti essere il momento migliore per un eventuale cambio”.

Passiamo poi a Dejan Stankovic, altro ex di prestigio, ora club manager dei nerazzurri, che ha parlato ai microfoni di Sky Sport, in occasione della cena natalizia del club nerazzurro. Per il centrocampista serbo una lunga carriera alla Lazio dal 1998 al 2004, in cui ha collezionato 137 presenze e 22 goal, prima di passare proprio all’Inter. Con i biancocelesti ha vinto una Supercoppa Europea, una Coppa delle Coppe, uno Scudetto, una Coppa Italia e due Supercoppe Italiane per poi completare il suo palmarés con i nerazzurri. Ecco le sue parole: “Contro la Lazio una vittoria sarebbe perfetta, ci permetterebbe di chiudere al meglio un ciclo. La Lazio è forte ma ultimamente è un po’ in difficoltà, ma vorranno battere la capolista in trasferta per rilanciarsi”.



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Onazi: “Oliseh è come un padre. Ci darà grosse soddisfazioni”

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Eddy Onazi, ormai vice capitano a tutti gli effetti della sua Nigeria e anche uomo simbolo della nazionale africana, ha voluto dire la sua sul cammino della sua nazionale verso i Mondiali del 2018. Con un video-messaggio pubblicato sulla pagina ufficiale YouTube della Nazionale nigeriana, infatti, il centrocampista biancoceleste ha analizzato il momento delle Super Aquile e la partita contro lo Swaziland, valevole per la qualificazione ai prossimi Mondiali, in cui la Nigeria ha vinto pur giocando male. Onazi ha, quindi, voluto difendere il suo allenatore Sunday Oliseh, criticato dalla stampa per il suo gioco, dichiarando che è la persona giusta per allenare la nazionale .

Queste le parole di Eddy: “I nigeriani sono persone meravigliose ma, in alcuni casi, sono troppo veloci a giudicare. Oliseh è un buon allenatore e per noi è come un padre. Lui ci sa fare tecnicamente e ci dice esattamente quello che è meglio per noi. I tifosi devono stare tranquilli perché gli darà ciò che vogliono. La vittoria contro lo Swaziland? E’ stata una partita bella e importane anche se abbiamo avuto i nostri momenti di difficoltà. Il tempo era brutto però abbiamo giocato bene e abbiamo ottenuto i tre punti”.

Parole di stima e come sempre molto pacate quelle di Onazi, che ancora una volta dimostrano quanto sia importante per il nigeriano giocare con la sua Nigeria.



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Lazio-Udinese di Tim Cup: le parole dei friulani

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Anche in casa Udinese c’è voglia di riscatto dopo due sconfitte consecutive e la squadra friulana vuole fare di tutto per portare a casa il risultato contro la Lazio ed avanzare così ai quarti di finale di Coppa Italia. Vediamo che cosa hanno dichiarato tecnico e giocatori alla vigilia della sfida che si terrà all’Olimpico alle ore 16.oo di oggi.

L’allenatore Stefano Colantuono, ha, così, presentato la sfida in conferenza stampa: “La Lazio sta passando un periodo in cui non è troppo fortunata, ma noi dobbiamo guardare in casa nostra perché abbiamo voglia di riscattarci. Per quanto concerne la formazione avrà spazio chi fino a questo momento ha giocato di meno. Chi viene da un infortunio ricomincerà dunque ad assaggiare il campo”. Colantuono dovrà fare, però, a meno di qualche giocatore importante: “Thereau non ci sarà, ha avuto un infortunio muscolare e sarà assente, Fernandes invece non sta benissimo fisicamente e di sicuro non sarà in campo dell’inizio. A meno di miracoli Thereau non ci sarà neppure domenica nella sfida col Torino. Tutte le partite sono importanti. A Roma non andiamo certo per fare una gita, quelli che stanno bene vengono in trasferta, perché non deve passare il messaggio che è una partita diversa, il contrario”.

Queste, invece, le parole di Cyril Thereau, che non ci sarà oggi a causa di un infortunio, sul  omento no della Lazio, dichiarazioni rilasciate a Udineseblog.it: “La Lazio sta vivendo un momento particolare perché non è abituata a trovarsi a metà classifica. Erano partiti bene ma adesso fanno un po’ fatica, noi dovremo sfruttare questo contesto per provare a passare il turno. E’ sempre difficile giocare fuori casa, di giovedì sera: ma dobbiamo farlo e speriamo di mettere in evidenza le loro difficoltà momentanee”. L’attaccante francese a commentato la sfida anche ai microfoni di Udinese Tv: “Fa piacere partecipare a questi eventi e stare insieme ai tifosi in allegria, come successo anche nella cena della squadra, che è stata una serata molto bella. Doppia trasferta? Conoscendo il mister, lui vuole fare bene in tutte e due le partite, per risollevare la squadra dopo due sconfitte consecutive, anche se arrivate contro grandi squadre. Con la Lazio sarà una bella partita, molto aperta perché loro sono in difficoltà. Vincere ci aiuterebbe poi ad arrivare a Torino con il morale alto. Con Fiorentina e Inter ci è anche mancata un po’ di fortuna. Ultimamente la ruota della fortuna gira di più per i nostri avversari. Succede nel calcio, ma è meglio che succeda in due partite così difficili e non in altre magari più decisive”. Poi sulla sua condizione fisica: “Ho avuto un affaticamento muscolare contro l’Inter. Farò il massimo per recuperare il più presto possibile, anche se bisognerà valutare giorno per giorno”.

Anche il difensore Felipe ha voluto dire la sua sulla partita di Coppa Italia: “Loro sono una buona squadra, al di là del momento che stanno attraversando. Hanno dei giocatori di qualità. Ce la metteranno tutta, anche perché hanno appena fatto una settimana di ritiro, perciò vorranno rifarsi. Ce la metteranno tutta per passare il turno, ma anche noi”.



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Giovanni Lopez: “De Vrij manca troppo in difesa. Biglia doveva dare la fascia a Mauri”

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Ai microfoni di Radio Incontro Olympia 105.8 Giovanni Lopez, l’ex vice di Reja quando era allenatore della Lazio, ha analizzato il momento no della squadra biancoceleste. Ecco le sue parole:“La Lazio non è una squadra da dodicesimo posto, ma secondo me non è nemmeno così forte. Rispetto all’anno scorso ha perso De Vrij, la difesa senza di lui è imbarazzante. Klose ha un anno in più, Biglia si è fatto male spesso, alcuni stanno deludendo. Le conseguenze in campo si stanno vedendo. Non penso che Lotito voglia cambiare allenatore, è difficile che lui esoneri qualcuno. L’ultima volta che l’ha fatto ha chiamato me e Reja, ma la Lazio era penultima in classifica. Non è facile gestire la situazione in un ambiente come quello di Roma. Io penso che si debba andare avanti con Pioli, l’anno scorso ha dimostrato di essere un buon allenatore. La difesa è imbarazzante, secondo me è una questione di giocatori, non di allenatore”.

Lopez prosegue e senza mandarle a dire a nessuno commenta anche il mercato operato da Lotito e Tare: “La rosa andrebbe rinforzata. Se una società va a giocarsi un playoff di Champions, allora dovrebbe investire sul mercato. E invece per l’ennesima volta la Lazio non l’ha fatto. Mancano giocatori importanti come Candreva e Felipe Anderson, ci sono annate così, non stanno dando quello che potrebbero. Ma il discorso vale per tutta la squadra. Ho avuto il piacere di allenare Candreva con Reja, non può essere quello di adesso. Adesso la Lazio subisce, ha paura alla minima difficoltà. La mancanza di risultati comporta queste cose. Ma non ci sono calciatori che giocano contro il proprio tecnico. O almeno non è il caso della Lazio”.

Infine un salto nel passato alla stagione 2011 quando Reja venne chiamato da Lotito per salvare la Lazio dalla Serie B. L’allenatore goriziano ci riuscì in questo modo: “Fece tutto mister Reja, si deve lavorare sulla testa dei giocatori. La prima cosa fu quella di mettere in campo Ledesma che in quel periodo era fuori. Ora l’obiettivo della Lazio deve essere quello di uscire il prima possibile da questa situazione. Poi magari potrà puntare a qualcosa di importante. Ma ripeto, la squadra deve essere rinforzata, a parte de Vrij tutti gli altri centrali sono imbarazzanti. Da fuori Biglia mi sembra il giocatore con lo spessore giusto per trascinare il gruppo. La fascia da capitano però, una volta tornato, l’avrei data a Mauri. Forse Biglia stesso doveva riconsegnargliela”.



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Pioli in conferenza stampa: “Tutti noi crediamo di poter uscire da questo momento”

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Oggi alle ore 16 la Lazio farà il suo esordio nella Coppa Italia 2015/2016 contro l’ Udinese, partita valida per gli ottavi di finale della competizione. Un match che potrebbe segnare il futuro di Pioli e della Lazio, che non vede la vittoria dal 26 novembre in Europa League, nella sfida contro il Dnipro e che proprio grazie a una vittoria oggi non solo accederebbe ai quarti di finale della coppa nazionale, ma riacquisterebbe quella fiducia e quella sicurezza che mancano da tanto tempo a Formello.

Ieri l’ allenatore biancoceleste si è presentato in sala stampa e ha risposto alle varie domande che gli sono state poste, ribadendo più volte l’ importanza di una vittoria nella sfida contro i friulani e ritenendosi soddisfatto del lavoro della rosa, sicuro che si possa uscire da questo momento buio, continuando a lavorare sugli errori, individuali e collettivi, che spesso finiscono per compromettere il lavoro della squadra.

Questa la conferenza stampa integrale:

Qualche certezza per la partita di domani?

“Abbiamo bisogno di vincere, questo è scontato, credo che sia l’unica medicina di cui abbiamo bisogno, quella di vedere i frutti positivi del lavoro. Stiamo lavorando bene, crediamo di poter uscire da questo momento. Teniamo molto a questa competizione”. 

In campo la squadra non mette in pratica il lavoro settimanale. Come mai?

“Se ne esce lavorando, studiando, analizzando e valutando le situazioni. So benissimo come funzionano le cose, dentro i nostri risultati e le nostre prestazioni ci sono anche cose positive. Ci sono piccole cose che stanno penalizzando troppo i risultati, stiamo cercando di risolverle. Contro la Sampdoria abbiamo giocato una partita brutta, sporca, eravamo in vantaggio, poi però facciamo errori che compromettono tutto quello che facciamo. Sto cercando di lavorare sulla testa dei giocatori, singolarmente e collettivamente. Tutti noi crediamo di poter uscire da questo momento”.

Ha letto le dichiarazioni di Petkovic? Ha detto che il secondo anno alla Lazio è sempre una trappola…

“No, non le ho lette, non so le situazioni che ha vissuto, conosco le mie. E la stagione non è conclusa”.

Sente ancora fiducia della società? C’è stato un confronto tra Lotito e Tare sul suo futuro…

“Facciamo una cosa perché non voglio rispondere in modo banale: non ci sono novità, so come funziona nel calcio. Qualsiasi allenatore sarebbe in discussione con risultati negativi, ma non voglio più parlare di questo. Chiedete a Lotito e a Tare, non ho intenzione di rispondere su questo, io sono qui per parlare della partita”.

La Coppa Italia è la strada più semplice per tornare in Europa?

“Semplice no, ma è un obiettivo. Ci siamo andati vicino l’anno scorso, sono partite secche. L’Udinese sta vivendo un momento difficile, ma vogliamo passare il turno e andare il più avanti possibile”.

Sente ancora suo il futuro alla Lazio?

“Sì, ci credo. Sto studiando, lavorando, sono vicino ai miei giocatori e alla mia squadra. Ci credo veramente”.

Ha studiato l’Udinese?

“Facile rispondere, ci mancherebbe altro che non abbia studiato. Oggi vedrò i giocatori acciaccati, poi schiererò la formazione migliore, quella più competitiva”.

Gentiletti come sta?

“Ieri aveva problemi così come altri giocatori, potrebbe essero superati. Ma lo capirò solo oggi”.

Keita?

“Ha un piccolo problema fisico, è stato l’unico giocatore a non allenarsi bene la settimana scorsa, non credo sia a disposizione per domani. Onazi e Mauri sono a disposizione”.

Ha parlato con la società di mercato?

“La società sa benissimo le mie scelte, quelli che sono i problemi della squadra e gli interventi urgenti che bisogna fare. Bisogna solo arrivarci a gennaio”.

Ha detto che il lavoro è lo stesso scorso anno, ma sente più pressione? Domani può giocare Guerrieri?

“Non credo di aver detto mai di lavorare allo stesso modo dello scorso anno, cerco sempre di migliore e crescere sempre. Scegliere è difficile quando si hanno tanti giocatori di qualità a disposizione. Ma io lo faccio con serenità e per il bene della squadra. Domani credo che giocherà Berisha in porta”.

 



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Ledesma di nuovo a Roma: messa all’asta per beneficenza l’ultima fascia da capitano della Lazio

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Cristian Ledesma è tornato nella capitale, è tornato nella sua seconda casa, è tornato e non poteva non pensare alla sua Lazio. Dopo la conclusione del campionato Brasileirão con il Santos, infatti, ora è tempo di vacanza per Ledesma e una delle sue prime preoccupazioni è stata quella di tornare nella capitale, dove nella serata di ieri, come riportato da sslaziofans.it, l’ex centrocampista biancoceleste è stato ospite, insieme alla moglie Marta, della serata di beneficienza organizzata da Monia Materazzi (con la collaborazione di Mario Santangelo, Luigi Capasso e Paolo Bravaccini) nella terrazza dell’Hotel Atlas. Una serata organizzate per raccogliere fondi a favore dell’AITC, l’associazione italiana tumori cerebrali che ha seguito fino all’ultimo istante Maurizio Maestrelli. Per questa importante occasione, l’italo-argentino si è presentato proprio con la maglia della sua nuova squadra il Santos e con la preziosa ultima fascia da capitano indossata con la maglia della Lazio, il tutto messo all’asta per raccogliere fondi in favore dell’associazione. L’ennesimo bellissimo gesto di un grande campione, non solo in campo ma anche fuori.

Durante la serata c’è stato il tempo per lasciarsi andare, ora più che mai, ad alcune suggestioni di mercato, che con ogni probabilità rimarranno però solo un sogno. Si è parlato, infatti, anche di un Ledesma bis e quindi di un probabile ritorno alla Lazio, visto che il suo contratto con il Santos prevede una clausola rescissoria in caso di chiamata di un club di Serie A o di MLS. In un momento così delicato il carisma e la personalità di uno come Cristian servirebbero e come al club biancoceleste e inoltre l’eventuale esonero di Pioli, per giunta, riaprirebbe un piccolo spiraglio in più in questo senso, visto che Pioli e Ledesma non si sono mai voluti troppo bene per una questione tattica. Da qui la scelta di cambiare aria viste le poche presenze dell ex capitano lo scorso anno. L’idea del ritorno stuzzica anche il presidente Lotito, che se le inventa tutte pur di far riavvicinare i tifosi alla Lazio. Possibile che a gennaio Cristian torni a vestire la maglia della prima squadra della capitale? Per ora è una semplice suggestione, ma l’italo-argentino continuerà come sempre a seguire la sua amata Lazio anche dal sud-america e soffrire per lei, seppur da semplice tifoso.



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Lazio-Udinese di Tim Cup: probabili formazioni

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Domani pomeriggio all’ Olimpico di Roma ci sarà l’ottavo di finale di Tim Cup tra Lazio e Udinese. Per Pioli un banco d’esame importantissimo per restare ancora seduto sulla panchina biancoceleste. Dall’altra parte ci sarà di fronte un’ Udinese reduce da un sonoro 4-0 casalingo subito per mano dell’ Inter. Inutile dire che i due allenatori faranno ampio turn over.

Nel campionato di Serie A di quest’anno le due squadre si sono già affrontate e la sfida è terminata 2-0 per la Lazio con doppietta di Matri.

LAZIO: Pioli pensa al 4-4-2. Modulo che in Europa ha ben figurato ma che in campionato stenta a decollare. In porta ci sarà Berisha, nella linea difensiva troveranno spazio a Patric a destra e invece a sinistra ci sarà un ballottaggio tra Konko e Braafheid. Al centro Mauricio Hoedt. In difesa, quindi, scelte obbligate visto le assenze di Marchetti e Gentiletti. A centrocampo Pioli schiererà quasi sicuramente CataldiOnaziMilinkovic-SavicOikonomidis. In attacco si prospetta la coppia Keita-Matri.

UDINESE: Colantuono ritrova sia Kone che Guilherme. Il tecnico dell’Udinese opterà per un 3-5-2 con in porta il giovane Meret. Felipe e Danilo, assenti sabato per squalifica giocheranno dal primo minuto nella linea difensiva a tre, insieme a Pasquale. A centrocampo InsuaMarquinho e Adnan e come detto i ritrovati Kone Guilherme. In attacco spazio a AguirrePerica.

Probabili formazioni:

Lazio (4-4-2): Berisha; Patric, Gentiletti, Mauricio, Braaafheid; Onazi, Cataldi, Milinkovic-Savic, Oikonomidis; Keita,Matri. Allenatore: Pioli.
A disposizione: Guerrieri, Konko, Prce, Biglia, Candreva, Parolo, Mauri, Morrison, Klose, Djordjevic, Murgia.

UDINESE (3-5-2) Meret; Felipe, Danilo, Pasquale; Insua, Kone, Guilherme, Marquinho, Adnan; Aguirre, Perica

A disposizione: Karnezis, Wague, Domizzi, Piris, Widmer, Badu, Lodi, Iturra, Edenilson, Di Natale, Thereau, Romo, Camigliano, Marquinho, Bruno Fernandes, Evangelista.

Arbitra il signor Damato della sezione di Barletta.
Diretta tv su Rai 3 dalle ore 16.



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Poli: “Lotito non cambia, tifosi tornate allo stadio se amate la Lazio”

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Uno degli eroi della famosa “Banda del -9”. Fabio Poli è sicuramente un nome scritto con inchiostro indelebile nella storia della Lazio. Correva l’anno 1987 quando la Lazio guidata da uno straordinario condottiero, Eugenio Fascetti, riuscì ad ottenere la salvezza ed evitare la Serie C nonostante i 9 punti di penalizzazione. Un evento più unico che raro, una pagina di storia di questo sport nel Belpaese. Prima il gol di Fiorini all’ultima giornata, che regalò lo spareggio ai biancocelesti, poi l’esodo di tifosi laziali a Napoli, dove Lazio e Campobasso si giocavano la permanenza nella serie cadetta. 5 luglio 1987. Poli salta più alto di tutti e con uno splendido colpo di testa condanna il Campobasso alla C, correndo ad esultare sotto la Curva B gremita di tifosi arrivati da Roma. A distanza di 28 anni, l’affetto e la riconoscenza dei tifosi nei suoi confronti sono rimasti assolutamente intatti per quel gol che ha evitato scenari terribili ad un tifo caldo come quello laziale. L’ex numero 7 biancoceleste è intervenuto ai microfoni del portale Lazionews.eu per parlare proprio della situazione attuale del club, focalizzando l’attenzione sulla crisi della squadra e il momento della tifoseria capitolina.

Per la Lazio è un momento particolare, intorno a questa squadra c’è forse un po’ di disamore da parte dei tifosi. L’ha notato anche lei?
Si l’ho notato e l’ho sentito perché se lo stadio è vuoto qualcosa deve esserci. Non so cosa di preciso, se sia contro la società e il presidente e basta, ma voglio dire una cosa ai tifosi laziali. Il presidente Lotito non si cambia, più gli vai contro e più farà qualcosa di non favorevole verso i tifosi. I laziali, se sono innamorati della propria squadra, devono aiutarla e devono andare allo stadio per poi cercare di andare incontro al presidente”.

Di chi sono le colpe di questo momento, come si dividono le percentuali?
Penso che i tifosi non hanno colpe, ma vanno divise tra giocatori, allenatore  e società. E’ un momento difficile, nel calcio ci sta, anche se è chiaro che non ci si aspettava che la Lazio soffrisse in questo modo quest’anno. Vedendo il campionato che ha fatto l’anno scorso e quello che c’è adesso, mi sarei aspettato una classifica migliore. Purtroppo non è così, ma c’è il tempo per poter rimediare e togliersi delle soddisfazioni”.

Pioli è stato spesso paragonato a grandi personaggi del passato della Lazio come Maestrelli e lo stesso Fascetti. Sono stati dei paragoni azzardati o comunque possono calzare ancora?
Io penso che Pioli sia un grande allenatore, chiaro che però deve avere a disposizione dei giocatori ma soprattutto degli uomini che non pensano a nient’altro che a giocare e fare risultato. Qualcosa sta mancando, non credo che le colpe siano tutte dell’allenatore perchè alla fine sono i giocatori che vanno in campo e qualcosa in più devono dare”.

Qual è il giocatore che ha deluso di più e quale quello che invece potrebbe trascinare la Lazio fuori da questo momento difficile?
Ce ne sono tanti che stanno deludendo, i giocatori hanno dei momenti di crisi. Ad esempio Felipe Anderson sta deludendo, non è quello dello scorso anno, Klose non rende come prima anche perchè ha i suoi anni, Candreva è in un momento di crisi e affaticamento. Credo che comunque sia nel complesso tutta la squadra che sta deludendo, anche se di certo non è stata neanche fortunata, ha avuto tanti infortuni. Ha perso un grande difensore come de Vrij, è il più importante a livello difensivo anche perchè abbiamo visto i disastri che ha fatto la Lazio in quel reparto. Quindi non è stato un giocatore che ha deluso in particolare, ma sono stati dei reparti come appunto la difesa”.

Si può ancora recuperare questa stagione?
Credo che si possa ancora recuperare, perchè la Lazio ha tutte le carte in regola per farlo, ha grandi campioni, però questi campioni devono guardarsi in faccia e capire che i problemi nel calcio non devono esistere ma possono essere solo quelli fisici. Per il resto non deve esserci nient’altro, la squadra deve lottare e deve fare risultato”.



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Lazio-Sampdoria, spogliatoi con animi diversi

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Il post partita di Lazio-Sampdoria, ovviamente, mostra i lati psicologici di entrambe le squadre; i romani sfortunati, abbattuti e disperati, mentre i blucerchiati soddisfatti del punto raccolto.

Iniziamo con le parole di Stefano Pioli in mixed zone: “Non è stata sfortuna, non abbiamo vinto per colpa nostra. Ci abbiamo provato, ma in questo momento non c’è la lucidità per giocare meglio. Non abbiamo avuto la forza di stringere il pugno di una partita che avevamo in mano. Sono deluso di non aver vinto una partita che potevamo e dovevamo vincere. La squadra non riesce a portare sul campo quello che fa in settimana. Ci vogliono prestazioni differenti per portare a casa risultati. Non sono demoralizzato, ma deluso. Non penso che non ci siano le possibilità di invertire la rotta. Non riusciamo a mettere sul campo il lavoro settimanale. Era una gara fondamentale dove dovevamo fare di più. Non abbiamo iniziato male, chiudendo gli avversari nella loro metà campo. Poi ci siamo innervositi. Capisco le vostre domande e i vostri dubbi e siamo qui a parlare di un altro risultato negativo, ma la squadra ci ha provato solo che non riusciamo a fare quello che vorremmo, conosco le potenzialità dei miei giocatori, ma adesso non stiamo rendendo quanto possiamo”

Nella Sampdoria, Montella sottolinea quanto sia stato importante aver raggiunto il pareggio: “La scintilla è stato l’atteggiamento: squadra compatta e coraggiosa, che non voleva perdere. In ritiro siamo stati insieme, abbiamo carpito i particolari, ci siamo conosciuti un po’ meglio. Oggi la squadra mi è piaciuta molto e non meritavamo di perdere. Adesso siamo squadra vera, sono convintissimo della mia scelta. Il fallo di Berisha mi sembrava da espulsione dalla panchina. La squadra ha disputato un’ottima partita dalla base difensiva. Non potevamo fare altrimenti visto che gli avanti della Lazio sono di primissimo livello a livello mondiale. Nelle prime settimane della mia gestione non si era vista una buona squadra, ma stasera è andata così. Al gol di Matri mi è cascato il mondo addosso, è che il calcio è uno sport meraviglioso. Non meritavamo di perdere e la squadra ha preso in mano la partita con una forza incredibile. Ha reagito come fa una grande squadra che lotta per traguardi importanti. Olimpico semi deserto? E’ triste, ma era successo anche a inizio anno quando ero venuto a vedere qualche partita. E’ triste vedere match del genere”.

Le altre reazioni, queste del marcatore Zukanovic: “Oggi non meritavamo di perdere, siamo stati bravi tatticamente e aggressivi. Questo pareggio vale più di tre punti, abbiamo messo in campo una voglia che non si vedeva da tanto. Adesso vogliamo fare bene in campionato e col Palermo prima della sosta natalizia. Noi e la Lazio eravamo in una situazione difficile, loro hanno grandi giocatori ma non gli abbiamo lasciato spazi. Montella ci ha detto che questo è lo spirito giusto, per noi oggi comincia un nuovo campionato”

Viviano, portiere blucerchiato, ha rilasciato queste parole a Mediaset Premium: “È un punto importante. Era difficilissimo per noi avere questa reazione dopo aver subito gol. È un momento poco felice. Abbiamo subito gol su un solo tiro in porta. Io credo che l’unica occasione da gol l’abbiamo avuta noi nel primo tempo, poi è ovvio che non è facile giocare contro una squadra che ha così tanti campioni. Abbiamo subito un tiro casuale in tutta la partita, ovviamente dovremmo fare meglio”

Chiudiamo con Parolo, che a Lazio Style Channel ha dichiarato: “È un periodo che ci segnano alla prima occasione. Hanno avuto un’opportunità nel primo tempo, ma siamo noi che abbiamo cercato di creare le occasioni. Loro si difendevano dietro la linea del pallone, poi dopo il vantaggio hanno dovuto concedere delle ripartenze. Abbiamo fatto una partita di sacrificio, dovevamo lottare su tutti i palloni senza concedere spazi. Nella prima frazione sono arrivati diversi cross e i centrocampisti si sono inseriti con i tempi giusti. Se fossimo andati in vantaggio su un tiro sporco come il mio, sarebbe cambiata la partita. C’è grande rammarico, una punizione deviata ci è costata due punti che sarebbero stati molto importanti. Bisogna lavorare e alzare l’asticella dell’attenzione. Anche un successo in Francia ci avrebbe dato fiducia. Vincere aiuta a vincere. Cercheremo di farlo anche in Coppa Italia, è l’unica medicina. Nell’ultimo mese abbiamo raccolto meno di quanto meritavamo, le critiche ce le prendiamo. Ma la squadra ha voglia di uscire, lo dimostra la rabbia e la determinazione messa in campo. Non dobbiamo farci abbattere. L’Inter? Sarà una sfida da giocare con tanta intensità, bisognerà avere più voglia di loro. Se prendiamo gol nel recupero è perché non abbiamo avuto la giusta fame. A San Siro non dobbiamo subire reti, giocando senza paura per poi colpire grazie ai nostri giocatori offensivi”

 

 



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EditoriAle: lo spogliatoio è nel caos, segnale importante della tifoseria

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Nulla di fatto. Non è bastata la contestazione e il ritiro per sveglia una squadra senza anima. Si, perché definirla senza idee sarebbe troppo banale e riduttivo. La Lazio conquista il 2° punto in 7 incontri consecutivi. Una situazione imbarazzante, una media da retrocessione. Il giocattolo di Pioli si è rotto definitivamente, anche se il tecnico parmigiano sembra avere solamente una piccola percentuale nel disastro generale.

La trasferta europea sembrava aver risollevato, seppur minimamente, il morale della squadra con un pareggio sul difficile campo del Geoffroy Guichard di Saint-Étienne. Il risultato contro “les Verts” però non contava nulla, come dimostra l’ampio turnover adottato dai due tecnici. Un’emorragia interrotta solo momentaneamente, che ha ripreso a sanguinare questa sera. Lazio e Sampdoria si affrontano in un match tra disperate. Entrambe arrivano all’incontro dopo settimane di tensione con i tifosi e devono vincere per uscire dal tunnel. In un Olimpico praticamente deserto i biancocelesti ci provano, evidenziando un gioco molto sterile ed una difficoltà nel concludere verso la porta avversaria. Tanto possesso palla con poche conclusioni verso la porta di Viviano.

Marchetti commette l’ennesima ingenuità stagionale, infortunando per esultare alla rete del momentaneo vantaggio di Matri. Un dettaglio che va a pesare sul risultato finale. Radu è sicuramente il migliore dei suoi insieme a Matri, mentre Hoedt e Gentiletti le combinano di tutti i colori. Un errore dietro l’altro, con prestazioni negative concluse con la punizione del pari, nata da un gravissimo errore della coppia centrale che si fa bucare sulla linea di centrocampo. Come si può subire una situazione del genere, lasciando il 3 contro 2 in difesa sul risultato di vantaggio a 120 secondi dalla fine?! Sulla destra Konko rovina una prestazione discreta con l’errore che dà il via alla ripartenza della Samp nell’occasione del gol. Un intervento sciagurato che un giocatore della sua esperienza non dovrebbe assolutamente fare. Un’azione scellerata che nega la vittoria alla Lazio. A centrocampo, Biglia e Parolo fanno il solito compitino, mentre Cataldi appare molto in ombra. Ma l’insufficienza grave se la meritano tutti nel reparto avanzato, eccezion fatta per Matri che ancora una volta entra dalla partita, combatte e firma la rete del momentaneo vantaggio, con tanto di esultanza un po’ polemica sull’esclusione dai titolari. Candreva corre tanto, ma la sua prestazione è completamente da dimenticare: tutte le sue punizioni terminano lontano dalla porta di Viviano e i cross vengono ciclicamente rimpallati dai terzini avversari. Non riesce mai a saltare l’uomo diventato in alcuni momenti quasi deleterio alla squadra. Dall’altra parte Anderson tocca un solo pallone: sfortunatamente non lo tramuta in oro ma al contrario è proprio la punizione di Zukanovic, dopo aver sbattuto sulla testa del numero 10 termina la sua corsa in fondo alla rete difesa della porta difesa da Berisha. Il brasiliano sembra essere un fantasma; mai in grado di saltare l’uomo, sembra aver perso la gioia di giocare a calcio, una caratteristica che lo contraddistingueva nella stagione scorsa. Davanti Djordjevic e Klose non sono mai pericolosi. Il serbo non è assolutamente all’altezza della situazione, con gravissimi errori tecnici e molto spesso di posizionamento in area, mentre il tedesco è ormai agli sgoccioli della sua carriera. Pioli preferisce ancora una volta questi ultimi due a Matri, lasciando in panchina anche Milinkovic-Savic; scelte non proprio azzeccate, considerando le prestazioni complessive di questi calciatore da inizio stagione. Nonostante alcune scelte maldestre, la sua percentuale di colpa in questo disastro è bassa: non è possibile attribuire a lui il non-gioco di questa squadra, che è rimasta con gli stessi elementi e lo stesso modulo di quella che lo scorso anno ha compiuto meraviglie. Dunque è evidente che lo spogliatoio non condivide più l’idea di gioco del suo allenatore e appare confuso, senza una guida tecnica. Il tecnico ormai non può far altro che fare le valigie e accettare suo malgrado un esonero che un po’ si è cercato senza imporsi in sede di mercato. Il presidente continua a confermare Pioli, il “miglior allenatore per questa squadra” a detta dello stesso, che ormai sembra un estraneo all’intero del suo spogliatoio. Perché? La storia insegna che Lotito è restio ad esonerare, forse per i soliti motivi economici…

Siamo alle solite, siamo al Petkovic-bis! Una squadra difficilmente migliorabile a sole 6 lunghezze dalla zona retrocessione. Una stagione compromessa già a novembre, con il mercato di gennaio che potrà solamente portare la squadra ad una salvezza tranquilla. Ancora una volta questa sera il popolo laziale ha risposto a colui che nell’ultimo match ha letteralmente “mandato a quel paese” tutti coloro che vanno allo stadio e pagano il biglietto. O meglio, quasi tutti coloro che andavano allo stadio, visto che stasera la media spettatori si avvicinava a quella di un’amichevole estiva in Trentino. Ormai la frattura è insanabile, vista anche la protesta di venerdì. Più di cento tifosi si sono presentati al Centro Sportivo con 10 sacchetti di escrementi e due striscioni. Il primo, indirizzato alla squadra, recitava: “Squadra nella m..: volete farci affogare ma prima ve la facciamo mangiare“, mentre il secondo era rivolto a chiare lettere al presidente: “Lotito te stai a magna tutto, magnate pure questa“. Poi nessun colloquio con squadra e dirigenza. Niente di niente. Ormai non c’è più niente da fare, o meglio qualcosa ci sarebbe da fare. La tifoseria chiede a gran voce un cambio di proprietà. Forum e blog non parlano d’altro. La società deve fare un passo indietro, Lotito deve farsi da parte. “Tornerò allo stadio solo quando andrà via Lotito” si legge in alcune pagine Facebook di chiara fede biancoceleste. Dal canto suo la dirigenza non parla ai microfoni della stampa: nessuno si presenta più in sala stampa e/o in zona mista per spiegare le cause di tutto questo. Tare e Lotito promettono colpi a gennaio: l’ennesima truffa ai danni dei tifosi, che se vorranno davvero tornare a volare non dovranno cedere al ricatto di tornare allo stadio in cambio di un paio di acquisto. Quelli che dovevano essere fatti nel mercato estivo per guadagnarsi la Champions, quando inspiegabilmente sono arrivati Patric e Morrison. Dopo 11 anni di tira e molla la situazione sembra stia toccando il fondo. Il popolo laziale è stufo dell’ennesima presa in giro. Vuole sognare, vuole tornare nelle zone nobili della classifica. Un’utopia con questa dirigenza al comando.



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Pareggio beffa, la Lazio fermata dalla Sampdoria nel finale

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Niente da fare, due punti in sette partite, fischi a non finire, squadra in punto di morte; la Lazio non solo non riesce a vincere, ma nel momento in cui segna si fa recuperare, per di più in pieno recupero e su una deviazione maldestra.

Pioli propone un insolito 4-3-2-1 con Candreva e Klose a supporto di Djordjevic, a centrocampo si rivede Cataldi a fianco di Biglia e Parolo; la Sampdoria cambia modulo e usa il 4-4-1-1 con Soriano ad aiutare il solo Cassano.

Primo tempo a dir poco noioso, a tratti irritante, pochissimi lampi che portano ad emozioni vere e proprie, nella Lazio un colpo di testa alto di Klose su cross di Candreva e una carambola su azione della Sampdoria che per poco non portava al gol Barreto. Ma per il resto assolutamente nulla.

Secondo tempo con un cambio, la Lazio infatti passa al 4-4-2 con Felipe Anderson al posto di un Cataldi spento, la Sampdoria torna con i soliti 11; il copione purtroppo non cambia, Candreva si intestardisce con i tiri, Klose non è più l’attaccante che il mondo ha conosciuto e Djordjevic passeggia in mezzo al campo.

La svolta sembra arrivare con i cambi, Matri sostituisce l’ex Bayern e, da una palla recuperata da un cross di Felipe Anderson respinto, Radu ripropone il pallone in area, l’attaccante lodigiano si ricorda di essere un bomber e con un ottimo stacco indirizza il pallone in porta facendosi aiutare dalla parte interna del palo, forse a Roma si può fare festa… macchè!

Muriel entra nella Sampdoria e basta poco per trasformare la retroguardia della Lazio in burro, le loro azioni aumentano, e Berisha ha avuto più da fare rispetto a Marchetti che lo ha preceduto (uscito per infortunio, ndr).

Il colpo di grazia arriva a fine partita: la coppia di burro Hoedt-Gentiletti stende il colombiano della Sampdoria vicino all’area di rigore, e sul calcio di punizione del mancino ex Chievo Zukanovic il portiere albanese della Lazio non può esprimersi al meglio causa una deviazione di Felipe Anderson che era in barriera.

Alla Samp un punto (non si sa quanto) meritato, alla Lazio due punti nuovamente persi, e il muro del pianto aumenta in unità, con lo stesso brasiliano che piange insieme al “solito” Biglia. Chissà se per Pioli sia l’ultima partita a Roma, ma di certo la sua posizione peggiora una partita in più.



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Galatasaray, il riscatto europeo passa da una sfida formato ‘Champions’

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Il cammino europeo della Lazio incrocia ancora una volta la Turchia. Questa volta non c’è il Fenerbahce, bensì i concittadini del Galatasary. Le due squadre si affronteranno dunque in una sfida molto affascinante che avrà il retrogusto di Champions League. Si, perchè le due si sarebbero potute incontrare proprio nella massima competizione europea proprio in questa stagione, prima della retrocessione in Europa League: la Lazio, come sappiamo, ha perso il preliminare di agosto per mano del Bayer Leverkusen, mentre la squadra di Istanbul è arrivata terza con 5 punti nel girone C alle spalle di Atletico Madrid e Benfica. Un incrocio d’altissimo livello tra due formazioni abituate a essere presenti stabilmente nelle competizioni europee. L’ultimo precedente tra queste due squadre è datato 11 settembre 2011. Nel giorno della tragedia americana con l’attacco di Al Qaeda alle Torri Gemelle con 3.000 morti, la Uefa decise di non rinviare le gare, con il Galatasaray che davanti ai propri tifosi vinse per 1 a 0 sulla Lazio di Eriksson grazie al gol Umit Karan, nel vecchio stadio “Ali Sami Yen”.

Di certo le due squadre non possono essere del tutto soddisfate del sorteggio. Il Galatasaray è certamente una formazione molto temibile per gli uomini di Stefano Pioli. Come già detto in precedenza è una delle 8 retrocesse dalla Champions League ed è inoltre la campione in carica in Turchia. Nella sua storia ha conquistato ben 20 titoli nazionali ed è il club più titolato, oltre che il più tifato, nell’intera penisola antatolica. Oggi è al quarto posto, a otto punti dal Fenerbahce. Tutt’altra storia rispetto alle più abbordabili Sion, Sparta Praga e Midtyjlland. In realtà non è andata poi nemmeno così male se si pensa che nonostante il primo posto nel proprio girone con 14 punti e l’imbattibilità, la formazione biancoceleste poteva beccare top club europei del calibro di Borussia Dortmund, Siviglia e Valencia. Dal canto loro, i turchi sanno bene che la Lazio di questo periodo non rispecchia i valori tecnico-tattici reali e con un mercato di gennaio alle porte e la sfida fissata tra 64 giorni l’umore dei biancocelesti potrà cambiare e di conseguenza potrebbe svoltare l’intera stagione. Intervenuto ai microfoni di tuttomercatoweb.com, il direttore sportivo del sodalizio turco Cenk Ergun ha confermato di temere il sorteggio: “Biancocelesti in crisi? Giocare contro squadre italiane è sempre difficile, in coppa poi sono molto temibili. L’ultima partita contro la Lazio l’abbiamo giocata all’Ali Sami Yen. La prima la sarà in casa e speriamo di vincere. Muslera ha giocato nella Lazio, conosce l’Italia, per noi è molto importante, staremo a vedere“. Concetto ribadito dal tecnico giallorosso Denizli attraverso i canali ufficiali del club: “Poteva capitare chiunque, è capitata un’italiana. Giocheremo contro una buona squadra. Abbiamo avuto molti scontri con le formazioni avversarie, nel 2013 abbiamo addirittura vinto contro la Juventus. Scenderemo in campo il 18 febbraio, speriamo di avere una condizione migliore”. Un incrocio che trova anche tanti spunti di calciomercato: dall’esplosione di Muslera alla Lazio e il trasferimento al Galatasaray, al tragitto inverso che doveva essere compiuto da Burak Yilmaz, poi saltato al termine di una lunghissima trattativa a causa di problemi con un gioco a ribasso della dirigenza laziale. La doppia sfida prenderà il via il 18 febbraio alle 21 nel nuovissimo “Turk Telekom Arena”, un impianto di 55.000 posti che ha sostituito il vecchio “Ali Sami Yen”, vero e proprio inferno per le squadre avversarie grazie al tifo incessante dei sostenitori di casa, mentre il ritorno si giocherà all’Olimpico una settimana dopo alle ore 19.

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Fondato nel 1905 nel quartiere di Galata, la zona europea di Istanbul, i Cimbon (soprannome nato da una canzoncina svizzera che era entrata in testa ad alcuni pionieri del club. L’urlo dello stadio è infatti “Cimbon Cimbon Galatasaray”) è stato creato come polisportiva da un gruppo di studenti del liceo di Galatasaray (Palazzo di Galata) appartenenti alla borghesia laica del tempo. Il club ha atleti in 16 discipline diverse, tra le quali spiccano senza dubbio il calcio e il basket. Oggi vanta due titoli in più rispetto ai rivali del Fenerbahce (20 a 18) e sopratutto è la prima squadra della penisola anatolica ad aver alzato un trofeo europeo: nella stagione 1999/2000, il Galatasaray ha conquistato prima la Coppa Uefa ai calci di rigore contro l’Arsenal di Wenger, mentrre qualche mese dopo arrivò addirittura la Supercoppa Europea, vinta contro i “Galacticos” del Real Madrid grazie alla doppietta di Jardel. La squadra giallorossa era guidata dal maestro Fatih Terim e poteva contare sull’esperienza di Taffarel in porta e sull’infinita classe di Hagi dietro le punte. Oggi la squadra è in mano a Denizli, che circa un mese fa ha preso il posto di Hamzazoglu. L’ex tecnico ha deluso le aspettative del patron Dursun Aydin Ozbek, che aveva allestito una squadra per vincere. La squadra è formata da grandi nomi che però non sono ancora riusciti a compattarsi per lavorare al meglio. Il leader della squadra è senza ombra di dubbio Wesley Sneijder, vecchia conoscenza del calcio italiano con il Triplete conquistato con la maglia dell’Inter. Come già citato, ci sono anche Burak Yilmaz e Fernando Muslera, oltre a Lukas Podolski.

 

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Mustafa Denizli è tornato dunque a sedersi sulla panchina del club di Istanbul, a distanza di 26 dalla vittoria del titolo proprio con questo club. Egli detiene inoltre il record di aver vinto con 3 club diversi il campionato turco, un’impresa ancor più affascinante se si pensa che tutto questo è stato fatto con 3 club di Istanbul. Denizli ama il 4-2-3-1, che ha adattato al meglio ai giocatori a sua disposizione. Il suo è un calcio che rispecchia un po’ il “vecchio” metodo: tanta intensità e verticalizzazioni. Tutt’altra storia rispetto al Tiki Taka di filosofi calcistici moderni, per un Galatasaray a caccia di gloria internazionale.



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Oikonomidis: ‘Che onore la maglia della Lazio in Europa League’

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Chris Oikonomidis ancora stenta a crederci. Per lui è arrivato finalmente l’esordio con la maglia della prima squadra della Lazio, oltretutto in una partita europea. Un doppio battesimo di fuoco per l’australiano, che nelle ultime ore ha rilasciato un’intervista al portale theworldgame.sbs.com, parlando un po’ della sua avventura nel Vecchio Continente.

L’attesa per questo debutto è stata tanta, ma è stato un immenso onore per me ottenere una maglia da titolare in Europa League. Giocare una partita del genere è stato un grande onore, sto iniziando a raccogliere i frutti del duro lavoro di questa stagione. In campo mi sentivo a mio agio. I primi minuti ero un po’ emozionato ma dopo aver toccato qualche pallone ho sentito che potevo fare la differenza. Spero che questo passo sia seguito da altri durante questi mesi. Il feedback è stato davvero buono: l’allenatore era felice e i media mi hanno dato un voto di circa 7 su 10 che è buono. C’è stata un sacco di positività e non vedo l’ora di migliorare ancora le cose partendo da qui. Ho lavorato con pazienza, abbiamo una squadra di grande talento e inizialmente non ho avute molte occasioni. Ma il mister crede un sacco in me, ha fiducia nelle mie capacità e cercherò di essere coinvolto più possibile”. Oikonomidis appare ancora emozionato nel ricordare la prima apparizione con la maglia biancoceleste dello scorso giovedì, oltretutto su un campo difficile come quello del Geoffroy Guichard davanti ad una tifoseria calda come quella de’ “les Verts“.

Poi un commento sulla Nazionale dei Canguri. Il giovane laziale ha già esordito nella selezione maggiore, mentre è stabilmente nel giro dell’Under 23. “Negli ultimi mesi sono stato convocato dagli Olyroos (under 23, ndr) per le gare di qualificazioni alle Olimpiadi. Sono entusiasta di far parte di questo progetto. Abbiamo una rosa di grande talento, e possiamo sicuramente arrivare a Rio se continuiamo con questo buon lavoro. Eppure, sento di far parte anche della Nazionale maggiore, spero di essere convocato anche per le prossime due gare di qualificazione alla Coppa del Mondo, in programma a marzo. Trovare un posto da titolare nei Socceroos sarebbe davvero bello ed è una cosa a cui sto puntando per l’anno prossimo”.

Il suo futuro di Oikonomidis è dunque sempre più a tinte biancocelesti. Chissà che non possa seguire le orme di Cataldi ed entrare a far parte stabilmente della prima squadra e diventare un elemento importante sia con la maglia della Lazio che con quella dell’Australia. In becco all’aquila Chris!



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Mauro Zarate su Twitter: ‘Non dimenticherò mai i bellissimi momenti alla Lazio’

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Mauro Zarate con la maglia della Lazio durante un'esultanza allo Stadio Olimpico.

Mauro Zarate è tornato. Il calciatore argentino sta disputando un’ottima stagione con la maglia del West Ham e sembra infatti essere quello del periodo laziale. Gol, assist e tante giocate deliziose proprio come quando vestiva la maglia biancoceleste. Gli “Hammers” sono stati definiti fino ad ora la sorpresa di questa stagione, in compagnia della capolista Leicester City, con risultati eccellenti come i successi sulle big del calibro di Manchester City, Chelsea e Arsenal e il pari lo United. Per Zarate 3 reti pesantissime, di cui una rifilata ai Blues di Jose Mourinho, nelle 12 presenze stagionali, che hanno portato il West Ham nella zona medio-alta della classifica.

Il “Pibe de Haedo” ha regalato numeri d’altissima scuola nel periodo di permanenza nella Capitale: il gol nella finale di Coppa Italia contro la Sampdoria di Mazzarri all’Olimpico o quello nel derby vinto dai biancocelesti per 4 a 2 dell’11 aprile 2009 restano per sempre nella memoria di tutti. “Maurito” ha fatto innamorare il popolo laziale per la prima volta nella gestione Lotito: la sua classe è entrata nei cuori di tutti, tanto da essere ancora oggi ricordato a distanza di anni con un sentimento di affetto.

Nella giornata di ieri infatti c’è stato uno scambio di battute tra il calciatore stesso ed un profilo di nota fede biancoceleste su Twitter. “Nessuno mai mi ha fatto esaltare come te sul campo! Rimarrai sei sempre nei nostri cuori!” ha cinguettato AmanteDellaBola, pagina famosa sui social network per i video dedicati alla Lazio. Pronta la risposta del fantasista argentino attraverso il proprio account ufficiale: “sempre dico lo stesso, mai potrò dimenticare i bellissimi momenti che ho vissuto nella Lazio“. Una dedica per ricordare i bei tempi trascorsi insieme. Un amore che continua nonostante le strade si siano divise.

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Pioli in conferenza stampa: “Domani è la partita più importante della stagione”.

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La Lazio sta attraversando uno dei più brutti periodi dell’era Lotito, i tifosi sono sul piede di guerra e la contestazione a Formello in settimana ne è la prova. Per uscire dalla crisi non ci sarebbe nulla di meglio che una vittoria, vittoria che manca da ben 7 partite.
Il mister Pioli nella conferenza stampa pre Lazio – Sampdoria ha cercato di caricare l’ambiente e di far capire ai giocatori che il tempo delle scuse è finito.
Queste le parole che il mister della Lazio ha rilasciato nella sala stampa di Formello:

La partita di domani è più di una finale?
“È una partita molto importante, la più importante della stagione fino a questo momento. Vogliamo tornare a vincere e invertire la rotta”.

Cosa manca di più a questa squadra?
“Sono convinto che ci manca poco per trovare lo scatto di una volta, voglio ritrovare la mia squadra, le piccole cose possono fare la differenza. Voglio più attenzione in fase difensiva, più determinazione e concretezza nella fase offensiva, ci sono le possibilità per svoltare la stagione”.

Come si può vincere in un momento del genere?
“Sembrerà ovvio dire questa cosa adesso: non ho mai visto la squadra così attenta e così motivata come in questa settimana, voglio vedere gli stessi atteggiamenti domani in campo. Dobbiamo giocare con decisione e determinazione per 90 minuti”.

Come ha vissuto la contestazione?
“Sono molto dispiaciuto, questi sono poblemi non solo relativi al campo. Io e la squadra siamo responsabili solo dei nostri risultati, sicuramente non sono quelli che i tifosi si aspettavano. Spero possa risolversi tutto il prima possibile”.

La contestazione non era rivolta all’allenatore…
“Apprezzo la stima dei tifosi, questo mi motiva ancora di più per cercare di risollevare la situazione”.

Sente salda la sua panchina?
“Sono concentrato sul mio lavoro, poi nel calcio se non porti a casa i risultati è normale che si corra qualche rischio. Ma ora penso solo alla partita di domani”.

La classifica non rispecchia i valori della squadra…
“Abbiamo avuto un inizio difficile, ci eravamo ripresi, poi abbiamo commesso errori che non fanno parte del nostro dna. Ci hanno tolto fiducia, si è visto. Dobbiamo migliorare lì’approccio alla gara, rimanere in partita con più semplicità. Il gruppo è più compatto che mai, ha l’intenzione di venirne fuori, ma ora bisogna far parlare il campo”.

Il ritiro è servito?
“Serviva lavorare tanto e bene, lo abbiamo fatto. Domani sera però c’è la prova in campo”.

Si aspettava queste critiche?
“Non è mancanza di rispetto. So che l’anno scorso i meriti non sono stati soltanto miei, ma di tutto l’ambiente. E così anche i demeriti quest’anno sono di tutti, mi prendo le mie responsabilità. Conosco il mio gruppo, conosco i problemi e so come risolverli, per questo penso di essere l’allenatore giusto. L’obiettivo è rientrare in Europa, siamo ancora in tempo per farlo”.

Che Sampdoria si aspetta?
“Non è facile conoscere le intenzioni di Montella, come mai in questo momento è importante il nostro approccio e la nostra gara piuttosto che gli avversari. Dobbiamo far capire che noi abbiamo più motivazioni, più voglia e più fame.”

Domani cosa serve di più? Un commento sull’ambiente: si può chiedere ai tifosi di tornare allo stadio?
“Domani serve tutto, vogliamo giocare il calcio migliore possibile, ma servono anche la determinazione, i calci piazzati e la lucidità. Io per esempio ho apprezzato l’atteggiamento dei tifosi a Empoli, venivamo da risultati negativi, però nel prepartita e nella gara ci hanno sostenuto. Poi ci hanno fischiato a fine gara per il risultato, ma durante i 90 minuti ci hanno aiutato. Questo credo sia l’atteggiamento migliore per difendere i propri colori e aiutare la squadra”.

Basta come sta?
“Basta era un po’ affaticato, sarà importante l’allenamento di oggi. Se oggi farà l’intero allenamento, allora sarà a disposizione”.

Se dovesse andare male, la Lazio sarebbe pronta a calarsi mentalmente per combattere per obiettivi minori?
“Domani abbiamo una grande occasione, dobbiamo pensare positivo. Ma dobbiamo tornare a vincere e avere la voglia di farlo. Voglio rivedere la mia squadra, dobbiamo essere ancora molto ottimisti”.



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Lazio-Sampdoria: statistiche e probabili formazioni

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Foto IPP/Cavaliere Emiliano Roma 05/01/2015 calcio campionato Serie A 2014-2015. Lazio - Sampdoria Nella foto: felipe Anderson Italy Photo Press - World Copyright

Archiviata la pratica gironi di Europa,la Lazio ora deve risalire la china in campionato. Ormai la vittoria manca da ben 6 partite (5 sconfitte e un pari). La Sampdoria invece è reduce da ben quattro sconfitte consecutive (tre quelle di Montella), quindi la partita è di importanza cruciale. Vediamo come arrivano i due club a questa sfida.

FORMELLO -Per Pioli scelte obbligate in difesa, Hoedt giocherà al centro della difesa vista la squalifica di Mauricio. L’ altro centrale sarà Gentiletti. Anderson invece sarà uno dei titolari a centrocampo insieme a Biglia Parolo e Milinkovic. Invece l’unico dubbio è tra Candreva e Keita. In attacco spazio a Klose vista la sua panchina giovedi in Francia.

GENOVA– La Samp è in ritiro a Catania per provare gli undici anti Lazio. Per Montella pochi dubbi se non per Muriel e De Silvestri, che esclusi col Sassuolo, potrebbero ritrovare un posto da titolare.

PRECEDENTI E STATISTICHE:
La 231248955-da9d085f-c407-4058-9f8c-1d4a0b5b767dSampdoria è la squadra contro cui la Lazio ha vinto più volte in Serie A, 54 in 114 confronti. I biancocelesti negli ultimi sette match di Serie A contro la Samp All’Olimpico hanno ottenuto un pari e sei vittorie. Negli ultimi nove incontri invece,otto vittorie dei padroni di casa e un pareggi, con appena due le reti dei blucerchiati. Un solo punto per la Lazio nelle ultime sei giornate di campionato, tre gol segnati e 11 subiti. La Sampdoria subisce gol da 12 partite di campionato consecutive: è attualmente la peggior striscia tra le squadre di Serie A. In trasferta i doriani quest’anno non hanno mai vinto.Lo scorso anno fini con un secco 3-0 per la Lazio con reti di Anderson Parolo e Djordjevic.

PROBABILI FORMAZIONI

Lazio (4-2-3-1): Marchetti; Basta, Hoedt, Gentiletti, Radu; Biglia, Parolo; Candreva, Milinkovic, Keita; Klose.
A disp.: Berisha, Guerrieri, Konko, Braafheid, Prce, Cataldi, Mauri, Felipe Anderson, Morrison, Oinonomidis, Matri, Djordjevic. All.: Pioli

Squalificati: Mauricio

Indisponibili: De Vrij, Lulic, Kishna

Sampdoria (4-3-1-2): Viviano; De Silvestri, Silvestre, Zukanovic, Regini; Carbonero, Palombo, Barreto; Soriano; Eder, Muriel.

A disp.: Puggioni, Brignoli, Cassani, Pedro Pereira, Mesbah, Moisander, Fernando, Christodoulopoulos, Ivan, Rodriguez, Cassano, Bonazzoli. All.: Montella

Squalificati: nessuno
Indisponibili: Correa, Krsticic



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Bazzani: “Non ho mai creduto ai ritiri, ma alla Lazio e alla Samp può servire”

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Fabio Bazzani, ex attaccante sia della Lazio che della Sampdoria ha parlato della crisi delle sue due ex squadre ai microfoni di Sampdorianews.net. L’ attaccante nato a Bologna ha legato il suo nome alla squadra biancoceleste per mezza stagione. Infatti a gennaio del 2005 è arrivato a Roma e ha giocato in totale 15 gare, segnando 3 goal, di cui due decisivi, per poi fare ritorno nella squadra blucerchiata. E proprio a Genova Bazzani si è espresso nel migliore dei modi, risultando decisivo in  molte occasioni per le sorti della squadra.

Ecco le sue parole: “Da giocatore, e anche tuttora, non credo molto ai ritiri, ma in questo momento il fatto di isolarsi un po’ e lavorare in tranquillità e serenità, cercando di capire come uscire da questa situazione, può fare bene”.  Bazzani ha poi continuato: “Si parla di un ritiro di pochi giorni non di venti, e non può che giovare per stare insieme e capire i problemi, senza la pressione dei commenti e dei giudizi esterni. Isolarsi dal resto e conservare tutte le energie per la partita di lunedì, confrontarsi e fare unione di intenti può sicuramente fare bene”. Sulla partita: “Si affrontano due squadre che non stanno bene, che hanno ambienti in subbuglio, credo che la Sampdoria dovrà sfruttare il fatto che la Lazio, giocando in casa, se sbagliasse l’approccio alla gara potrebbe avere il pubblico contro. Chi avrà meno paura avrà la possibilità di portare a casa la vittoria. Sono entrambe in difficoltà psicologica e di risultati, ed entrambe avranno paura di sbagliare, ma chi avrà quel pizzico di coraggio in più potrà prevalere. E’ una partita dal difficile pronostico”.



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Prefetto Gabrielli: “Eventuali cambiamenti delle Curve solamente dalla prossima stagione”

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Segnali di apertura. O forse no. Al termine dell’acceso confronto tra il presidente della Roma, l’americano James Pallotta, e il Prefetto di Roma Franco Gabrielli, quest’ultimo si è lasciato scappare una frase che potrebbe aprire nuovi scenari per quando riguarda la divisione delle Curve dello Stadio Olimpico e le conseguenti proteste della tifoseria biancoceleste e giallorossa.

“Eventuali migliorie delle Curve dell’Olimpico ci saranno solo nella prossima stagione” avrebbe detto Gabrielli, non tornando dunque sui suoi passi nonostante i tifosi stiano disertando l’impianto dell’Olimpico a causa di questo provvedimento. Una presa di posizione che sicuramente non fermerà la protesta, condivisa da tante curve che hanno mostrato la loro solidarietà alle romane con striscioni in giro per l’Italia ma non solo, come accaduto giovedì sera a Saint-Etienne quando i tifosi di casa hanno esposto un telo con la scritta “Le Curve non si dividono”. Le parole del Prefetto lasciano però qualche speranza in vista della prossima stagione. La sua frase non chiude infatti definitivamente le porte alla rimozione delle barriere in chiave futura, ma solamente fino al termine della stagione in corso. Resta da capire se il progetto sarà realmente attuato a partire dalla stagione 2016/2017 o è stata solamente una dichiarazione di facciata per provare a calmare gli animi.



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Consigli fantacalcio: 16° giornata

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Come ogni settimana torna la nostra rubrica sul Fantacalcio. Noi di Since 1900 cerchiamo di aiutare voi amanti di questo gioco a stilare la vostra formazione ideale con qualche consiglio sui top e i flop per ogni partita di Serie A.

GENOA – BOLOGNA
GENOA, TOP: Perotti, Pandev, Laxalt. FLOP: Rincon. Izzo.
BOLOGNA, TOP: Destro, Mounier. FLOP: Taider, Brighi.

PALERMO – FROSINONE
PALERMO, TOP: Vazquez, Gilardino, Lazaar. FLOP: Goldaniga, Struna.
FROSINONE, TOP:  Dionisi, Soddimo. FLOP: Diakite, Gori.

SASSUOLO – TORINO
SASSUOLO, TOP: Politano, Floccari, Sansone. FLOP: Peluso.
TORINO, TOP: Quagliarella, Baselli, Baselli. FLOP: Vives.

UDINESE – INTER
UDINESE, TOP: Thereau, Widmer. FLOP: Domizzi, Iturra.
INTER, TOP: Llajic, Icardi, Perisic. FLOP: Kondogbia, Nagatomo.

CHIEVO – ATALANTA
CHIEVO, TOP: Paloschi, Birsa. FLOP: Dainelli, Hetemaj.
ATALANTA, TOP: Gomez, Denis. FLOP: Toloi,Raimondi.

EMPOLI – CARPI
EMPOLI, TOP: Saponara, Maccarone. FLOP: Laurini, Costa.
CARPI, TOP: Borriello, Letizia. FLOP: Lollo, Cofie.

MILAN – VERONA
MILAN, TOP: Bonaventura, Bacca, Niang. FLOP: De Jong, Calabria.
VERONA, TOP: Toni, Siligardi. FLOP: Ionita, Pisano.

NAPOLI – ROMA
NAPOLI, TOP: Higuain, Insigne, Callejon. FLOP: Albiol.
ROMA, TOP: Salah, Pjanic. FLOP: Rudiger, Szczesny.

JUVENTUS – FIORENTINA
JUVENTUS, TOP: Dybala, Mandzukic, Pogba. FLOP: Evra, Sturaro.
FIORENTINA, TOP: Ilicic, Kalinic, Bernardeschi. FLOP: Roncaglia, Astori.

LAZIO – SAMPDORIA
LAZIO, TOP: Candreva, Klose, Biglia. FLOP: Hoedt, Gentiletti.
SAMPDORIA, TOP: Eder, Muriel. FLOP: Silvestre, Zukanovic, Regoni.

Infine la Top 11 con i migliori giocatori da schierare.

TOP 11:
Reina, Bonucci, Gonzalo Rodriguez, Acerbi, Bonaventura, Saponara, Gomez, Cuadrado, Higuain, Bacca, Dybala.

Alla prossima settimana con un’altro appuntamento della nostra rubrica sul fanatcalcio. In becco all’aquila!



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Il doppio ex Casazza: situazione Lazio simile alla Sampdoria

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Adesso è allenatore dei portieri al Savona, ma la sua carriera consta di presenze, seppur non così corpose, in squadre importanti quali Sampdoria (cresciuto a livello giovanile), Verona, Torino, Lazio e Udinese.

Ed è proprio la veste da doppio ex di Fabrizio Casazza che può farci capire come si può respirare l’aria di entrambe le squadre alla vigilia del lunedi di posticipo.

Ai microfoni di sampdorianews.net ha rilasciato parole di nostalgia riguardo l’ambiente romano: “Quella con la Lazio è stata un’esperienza davvero bella, ho vissuto il primo anno di Champions League con Mancini e il successivo, quello dell’arrivo di Lotito. Sono state due stagioni intense, pur non avendo giocato tantissimo”.

L’ex portiere analizzando la situazione della Lazio ha trovato analogie con l’andamento di quest’anno dei blucerchiati: “La situazione della Lazio è molto simile a quella della Sampdoria perchè arriva da alcuni risultati negativi e da brutte prestazioni, tolto il punto preso in Europa League. Sono due squadre che si incontrano con problematiche affini, magari poi nella realtà dei fatti non lo sono, ma la situazione è paragonabile”



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La Nord ancora contro Lotito: “Situazione insostenibile. Colpevoli tutti!”

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Vi proponiamo il comunicato della Curva Nord trasmesso durante la trasmissione “I Laziali Sono Qua” poco più di un’ora prima della contestazione che andrà in scena a Formello alle ore 12. Parole dure contro tutto e tutti come si può evincere dal dettato pronunciato sulle frequenze della famosa radio laziale. I ragazzi della curva, infatti, non hanno risparmiato nessuno, incolpando non solo Lotito, ma anche i giocatori della bruttissima situazione in cui si trova ora la Lazio. Unica vittima Stefano Pioli. Ecco il comunicato integrale:

“La situazione insostenibile che stiamo vivendo ha dei responsabili ben precisi, mentre le conseguenze le subiscono, da sempre, i tifosi”. “Prima di tutto la società, figlia di un presidente che si permette di insultare non gli ultras, ma tutto il popolo Laziale e che, regolarmente, disattende il promesso salto di qualità. Dopo undici anni possiamo affermare, con assoluta certezza, che dietro questo comportamento c’è un presidente in malafede che merita di restare solo. Al secondo posto la squadra colpevole, oltre che di scarso impegno, di non essersi mai schierata al fianco di una tifoseria colpita da una repressione senza precedenti. Tifoseria che, durante tutta la scorsa stagione, le era stata vicino dentro e fuori lo stadio. Inoltre abbiamo dovuto ascoltare, dopo sei mesi di silenzio e indifferenza, un nostro giocatore lamentarsi della scarsa affluenza di pubblico (il riferimento è a Marchetti, ndr), come se vivesse su un altro pianeta, mentre il capitano della Juventus, Gigi Buffon, manifestava solidarietà e vicinanza ai tifosi della Lazio per la situazione che stanno vivendo. Per quanto riguarda il Mister ci dispiace vederlo protagonista di un film, purtroppo, già visto. Ennesima vittima sacrificale usata per nascondere le nefandezze altrui. Dignità e Amore non vanno mai calpestate, insultate e ingannate. Dal canto nostro continueremo a tifare, soltanto in trasferta, per la nostra gente e per la nostra maglia, consapevoli, comunque, che chi la indossa non merita l’affetto di questo meraviglioso popolo.
Ultras Lazio Curva Nord”.



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Polisportiva: pallanuoto, il derby rilancerà la Lazio?

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Alle ore 19, nella piscina del Foro Italico, sarà derby tra la Lazio Pallanuoto e la Roma Vis Nova. I biancocelesti vengono da una sconfitta sfortunata a Savona per 9-7, ma la cosa più importante è aggiungere una vittoria che manca in campionato da due mesi (Lazio-Sori 10-8, ndr); l’avversario ha una situazione di classifica decisamente migliore, a dispetto dei laziali che hanno collezionato solo cinque punti in 12 partite, i romanisti ne hanno collezionato dodici e sono in buona vena dopo la vittoria 11-8 contro il Sori (guarda il caso..).

La partita è molto sentita in città, per chi ama questo sport, e sembra esserci molta voglia di vincere e fare bene soprattutto ascoltando le parole del tecnico Formiconi che vede nella sua squadra un miglioramento graduale. “Venderemo cara la pelle, lotteremo dal primo all’ultimo minuto. Abbiamo lavorato bene questa settimana, domani dovremo essere determinati e giocare una grande partita. Già a Savona si sono visti dei piccoli miglioramenti e non meritavamo di perdere. Sappiamo che il Vis arriverà agguerrito, ma noi siamo la Lazio, abbiamo 115 anni di storia da difendere e da onorare. Venderemo cara la pelle, lotteremo dal primo all’ultimo minuto senza mollare mai. In allenamento ho visto in grande spolvero Radic, confido molto nei suoi interventi. Domani vogliamo toglierci una grande soddisfazione”.

La partita verrà trasmessa in diretta su RaiSport 2 e per chi non può vederla Lazio Style Channel garantirà la replica mercoledi 16 alle 14 e venerdi 18 alle ore 21.

I convocati da mister Formiconi sono questi: Radic (portiere), Ferrante, Colosimo (capitano), De Vena, Charuto, Di Rocco, Giorgi, Cannella, Leporale, Lapenna, Maddaluno, Mele, Vespa (portiere).

Gli arbitri del match saranno i signori Brasiliano e Paoletti.

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Conferenza stampa, Pioli e Basta in coro: “Una vittoria per ritrovare la fiducia”

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Alla vigilia dell’ultimo match di Europa League contro il Saint-Etienne, il tecnico biancoceleste Stefano Pioli ed il terzino destro Dusan Basta hanno risposto alle domande degli addetti ai lavori per la consueta conferenza stampa pre-gara.

Il match non conta nulla, con i primi due posti già cristallizzati: la Lazio ha vinto il girone e sarà inserita nella prima fascia nell’urna di Nyon di lunedì 14, mentre proprio i francesi sono già qualificati come secondi del girone F. Nonostante ciò, l’allenatore emiliano ci tiene al risultato di questa sera, soprattutto alla luce del periodo nerissimo che sta attraversando la sua squadra. Servirà dunque una vittoria per provare ad uscire da questa crisi profonda; 3 punti che potrebbero servire per aumentare il morale e l’autostima dei giocatori biancocelesti in vista del delicatissimo match di lunedì sera contro la Sampdoria.

Che significato ha questa partita e che tipo di fiducia ha trovato?

“La partita di domani è vero che non conta per la classifica, ma noi vogliamo chiudere questa prima fase da imbattuti. Vogliamo dimostrare carattere e giocare un buon calcio. Per quanto riguarda la società, crede che io sia l’allenatore ideale per questa squadra e lo credo anch’io”.

Il ritiro è servito? Domani giocheranno le secondo linee?

“Abbiamo bisogno di lavorare al meglio. Il ritiro ci sta dando una mano in questo senso. Proprio perché è un ritiro ho portato tutta la squadra e anche perché domani vogliamo essere competitivi. Ovviamente pensiamo anche alla gara di lunedì contro la Samp che per noi sarà molto importante”.

Questa partita sarà una scocciatura o una boccata d’ossigeno?

“No, non è una scocciatura ma un’occasione per ritrovare la migliore condizione anche per il futuro”.

Quali motivazioni avete trovato in Europa dove avete fatto molto bene…

“Con i risultati positivi abbiamo ritrovato anche il bel gioco. Dopo un primo mese difficile in campionato, siamo riusciti a tornare in alto. Sicuramente per uscire da questo momento dobbiamo migliorare sui primi tempi, dove prendiamo sempre gol e dovremo cominciare a farlo da domani”.

La Lazio può vincere l’Europa League secondo lei?

“Ripeto, l’ultima squadra che l’ha vinta è stata il Parma nel ’99 quando ancora non si chiamava così. Noi ci crediamo fermamente, siamo arrivati primi nel girone e vogliamo arrivare fino in fondo”.

Dopo la sconfitta dell’andata si aspettava che il Saint-Étienne potesse passare il girone?

“Sì perché già all’andata aveva dimostrato di potercela fare e di avere mezzi importanti. Ha giocatori veloci capaci di metterti in difficoltà in ogni momento”.
Dopo Pioli, ha parlato anche il serbo Dusan Basta, uno dei pochi a salvarsi nella fallimentare (a detta dello stesso Pioli e di Tare) stagione della Lazio. Il giocatore classe 1984 ha provato a caricare i suoi compagni in vista dell’incontro di questa sera al Geoffroy Guichard di Saint-Etienne.

Perché questa differenza di rendimento tra l’Europa League e il campionato?

“Non lo so il motivo, forse rispetto all’ anno scorso, quando abbiamo fatto un grande campionato, le squadre conoscono meglio i nostri punti di forza, è più difficile. Abbiamo cominciato bene in Europa, vogliamo chiudere il girone primi in classifica”.

Può essere l’Europa League il vero obiettivo della squadra?

“Il nostro obiettivo del campionato è in Europa, purtroppo non siamo riusciti ad andare in Champions. L’Europa è un grande torneo vogliamo arrivare più lontano possibile. Però bisogna pensare turno dopo turno”.

Quali sono le difficoltà dell’aver perso il preliminare e come si superano?

“Guardando indietro, nei miei anni con l’Udinese e la Stella Rossa prima del preliminare la squadra aveva venduto qualche giocatore. Quest’anno, invece, la Lazio non ha venduto nessuno ma non siamo riusciti a qualificarsi, il Bayer è un’ottima squadra. Sono amareggiato ma dobbiamo voltare pagina e fare meglio quest’anno”.

Il periodo negativo è iniziato con l’autogol di Bergamo? Ci pensi ancora?

“Ero dispiaciuto perché è stata una sfortuna. Non credo che questo possa aver cambiato la nostra stagione. Una squadra vera non può permettersi una cosa del genere”.

Quanto pesa giocare ogni tre giorni?

“E’ impegnativo giocare così tanto. Lo scorso anno dopo la gara di campionato avevamo una settimana di tempo ed era più facile. Quest’anno pesa di più più perché oltre ai classici allenamenti, i risultati negativi hanno portato ai ritiri punitivi e stiamo sempre a Formello. Io credo che piano piano possiamo uscire da questa situazione”.

Sulla gara di domani

“Vincere fa sempre bene, anche domani vogliamo essere dentro la partita e fare risultato. Ci darebbe fiducia. Entrare bene in partita evita anche gli infortuni. E’ una gara di Europa League, non un’amichevole. Noi l’abbiamo preparata bene, speriamo di fare una grande gara”.



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