Dopo il deludente pareggio casalingo, la Lazio è tornata a lavoro già questa mattina. Appuntamento fissato al quartier generale di Formello per le ore 10.30, quando la rosa biancoceleste si è ritrovata per preparare al meglio la difficile trasferta di sabato pomeriggio alle ore 18 all’Artemio Franchi di Firenze. Sarà un match molto delicato per il tecnico Stefano Pioli, nuovamente sotto osservazione dopo il pari a reti inviolate di ieri, in un giorno speciale per i colori biancocelesti: sabato la Società Sportiva Lazio festeggerà i suoi 116 anni di storia. Al seguito della squadra ci saranno molti tifosi, che raggiungeranno il capoluogo toscano proprio per brindare alla nascita della prima squadra della Capitale, fondata il 9 gennaio del 1900 in Piazza della Libertà.
Buone notizie per Pioli. In vista del match con i viola ritornano a disposizione dopo la squalifica due pedine fondamentali dello scacchiere dell’allenatore emiliano: Lucas Biglia e Sergej Milinkovic-Savic. I due calciatori prenderanno certamente parte all’incontro dal primo minuto, ‘rubando’ la maglia da titolare alla coppia Onazi-Cataldi, molto in ombra nel match di ieri. Il rientro nell’undici titolare di questi due non sarà l’unica novità di Pioli rispetto alla partita col Carpi dell’Epifania: a Firenze ci sarà la prima ufficiale con la maglia biancoceleste di Milan Biševac, difensore classe 1983 arrivato proprio ieri dall’Olympique Lione. Il serbo prenderà il posto dell’infortunato Mauricio, affiancando Hoedt nella retroguardia laziale. Biševac si sta allenando per la prima volta con i nuovi compagni al centro sportivo di Formello, iniziando a comprendere i meccanismi tattici dei biancocelesti. Il difensore brasiliano invece, come già riportato dal nostro portale in precedenza, in seguito ad uno scontro di gioco con l’attaccante del Carpi Mbakogu nel primo tempo del match di ieri è stato trasportato subito in Paideia, dove gli accertamenti hanno evidenziato una contusione al gluteo che lo costringerà a stare fermo qualche giorno. Il centrale ex Sporting Lisbona va così ad aggiungersi alla lunga lista di biancocelesti fermi ai box: Marchetti, de Vrij, Basta, Gentiletti, Lulic e Kishna.
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Dopo avervi proposto le parole di Marco Parolo al termine del match di ieri sera tra Lazio e Carpi, ora vi proponiamo le parole nel post gara di Wesley Hoedte Fabrizio Castori, tecnico degli emiliani.
Cominciamo da Wesley Hoedt che ha commentato coì. ai microfoni di Lazio Style Channel, la prestazione dei biancocelesti: “Dobbiamo guardare avanti e dare tutto. Abbiamo pareggiato, non va bene. Ora bisogna concentrarci per Firenze. Dobbiamo creare più occasioni, tirare in porta. Vogliamo guardare avanti e migliorare per guadagnarci un posto in Europa. Loro sono venuti qui per fare contropiede. Lo sapevamo, e siamo riusciti a limitarli in questo. Ma dovevamo creare di più. La Fiorentina è forte: dobbiamo stare concentrati e uniti”.
Inoltre ecco anche l’analisi della partita del difensore olandese ai cronisti presenti in zona mista: “Quello che ci è mancato è che non abbiamo fatto gol. Non abbiamo neanche creato occasioni, dobbiamo assolutamente migliorare. Se siamo ancora in crisi? Non lo so, la vittoria contro l’Inter è un dato di fatto, c’è stata ed è stata un segnale importante. Oggi è arrivato questo pareggio, avremmo dovuto creare di più. Le distanze in classifica si sono allungate, ma il nostro obiettivo resta l’Europa”. Poi sul mercato: “A me non interessa più di tanto degli acquisti perché voglio solo pensare a crescere e fare bene. Ogni giorno lavoro tanto per migliorarmi e questo è quello che voglio continuare a fare”. Infine sull’umore nello spogliatoio della Lazio: “Siamo arrabbiati e delusi perché dovevamo e volevamo vincere”.
Queste, invece, le parole del tecnico del Carpi Fabrizio Castori in conferenza stampa. Il tecnico dei bianco-rossi è sembrato visibilmente soddisfatto del pareggio contro i biancocelesti e si è così espresso: “Abbiamo raggiunto un ottimo risultato. Non abbiamo concesso occasioni alla Lazio, riuscendo ad essere più pericolosi di loro. Analizzando gli episodi abbiamo meritato, contro una squadra di maggior qualità, ma stiamo continuando sui nostri standard. Viste le assenze di Biglia e Milinkovic, mi aspettavo una Lazio così, ma hanno comunque esterni molto bravi. Abbiamo azzerato le possibilità offensive dei biancocelesti, chiudendo gli spazi sulle corsie laterali e meritando il risultato senza rischiare mai di perdere. Il gol annullato? Qualcuno mi diceva che era buono, ma non voglio entrare nell’argomento”.
Castori infine è intervenuto anche ai microfoni della Rai, aggiungendo queste parole e lanciando una frecciatina a Lotito: “Sono contento del pareggio e del risultato. La squadra è stata solida e compatta, quando vieni a giocare contro queste grandi squadre non si possono lasciare troppi spazi. Siamo stati anche pericolosi in alcune occasioni in contropiede. Nella ripresa abbiamo anche provato a vincerla, ma eravamo un po’ affaticati e non volevo rischiare di perderla. Rivincita su Lotito? Abbiamo dimostrato sul campo che se uno merita può stare in serie A”.
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Oggi la Lazio aveva l’ obbligo di vincere per prendersi i tre punti in casa che ormai mancano dal 24 ottobre scorso. Se con l’Inter qualcosa di positivo si era visto, oggi no. Lazio priva di idee,senza tirare mai in porta se non con tentativi da fuori.Anderson sembra smarrito, quasi un corpo estraneo di questa squadra. E allora dopo i 90 minuti finali all’ Olimpico piovono fischi e di nuovo il tormentone “Pioli si Pioli no”.
LA CRONACA
PRIMO TEMPO- La Lazio scende in campo con un 4-3-3 e il Carpi risponde con il classico 4-4-2. La prima emozione la regala Zaccardo che insacca la porta laziale ma tutto fermo per off-side. Al 10′ occasione Carpi: Di Gaudio dal limite cerca la conclusione che sfiora il palo di Berisha. Al 14′ anche Candreva tenta qualcosa dai 30 metri ma senza troppi pensieri per Belec. La Lazio cerca di tessere la sua tela ma il Carpi non ci sta a essere la vittima sacrificale e si muove bene nel rettangolo di gioco. Al 21′ bella azione della Lazio che va a segno con Candreva ma fermato giustamente in fuorigioco. La partita ora si sta spostando sui binari scacchistici, quasi ad attendere l’errore di una delle due per approfittarne.Il primo tempo finisce con poche emozioni.
SECONDO TEMPO- La Lazio deve fare qualcosa di più. Il Carpi invece sembra accontentarsi dello 0-0. Al 48′ Candreva cerca Matri ma Belec smanaccia. Sembra la scossa giusta a questa partita. Al 60′ contropiede carpigiano ma Zaccardo non ne approfitta. Dopo i primi minuti di fuoco, di nuovo partita spenta. Ci prova Candreva su punizione ma niente da fare. Castori allora tenta di blindare il risultato e si chiude a 5 dietro mentre Pioli, mette le doppie punte. Non ci sono più azioni degne di nota. Finisce 0-0 tra i fischi dell’ Olimpico.
TABELLINO:
LAZIO (4-3-3): Berisha; Konko, Mauricio, Hoedt, Radu; Onazi; Candreva, Cataldi (dal 17’ s.t. Klose), Parolo, F.Anderson (dal 1’ s.t. Keita); Matri (dal 36’ s.t. Djordjevic). (Guerrieri, Matosevic, Braafheid, Patric, Prce, Morrison, Oikonomidis, Mauri). All. Pioli. CARPI (4-4-2): Belec; Pasciuti, Zaccardo, Romagnoli, Gagliolo, Letizia; Cofie, Marrone (dal 25’ s.t. Crimi), Lollo; Mbakogu (dal 34’ s.t. Martinho), Di Gaudio (dal 10’ s.t. Lasagna). (Brkic, Suagher, Daprelà, Gabriel Silva, Borriello). All. Castori. ARBITRO: Russo di Nola. NOTE: Spettatori 12 mila circa. Ammoniti Pasciuti (C), Cataldi (L) e Onazi (L) per gioco scorretto. Angoli: 8-7. Recuperi: p.t. 0, s.t. 5’.
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Dopo lo scialbo 0-0 tra Lazio e Carpi è intervenuto ai microfoni di Mediaset Premium Marco Parolo, rimasto ovviamente deluso dal risultato e dalla prestazione della Lazio, che ha avuto non poche difficoltà a trovare la porta durante i 90 minuti, anche a causa delle molteplici e pesanti assenze che hanno condizionato le scelte di Pioli. “Non dovevamo pareggiare, ci tenevamo a vincere. Il Carpi si è difeso bene, non abbiamo trovato il varco giusto. Abbiamo creato tanto, ma non è bastato, volevamo vincere, ma a dir la verità non siamo mai riusciti a essere pericolosi, dobbiamo migliorare. Abbiamo avuto tante situazioni potenzialmente periocolose, ma siamo mancati negli ultimi metri. Il campionato è lungo, dobbiamo cominciare a far punti altrimenti le squadre cominciano a correre. La Lazio se la può giocare con tutti, non siamo inferiori a nessuno, ma dobbiamo metterci quel qualcosa in più”.
Parole non convincenti del giocatore laziale, parole già sentite da molto tempo che non trovano riscontro. Ritiri punitivi, strigliate del presidente, ma il cambiamento non sembra arrivare. Un’attesa che dura da tempo ma il lieto fine sembrerebbe non arrivare neanche dal calciomercato in entrata. La vittoria contro l’Inter è stata subito cancellata durante la partita di quest’oggi. Giocatori stanchi e stressati, sarà che questo Natale non ha portato nessun consiglio?
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6 gennaio 2005, Stadio Olimpico di Roma, è il derby della Capitale, è il derby del nuovo allenatore della Lazio Giuseppe Papadopulo, è il derby di una Roma forte, è il derby del ritorno di Paolo Di Canio in campo contro quei cugini che non ha mai digerito.
Una serata perfetta, nel momento peggiore della squadra biancoceleste, nel momento in cui il mercato invernale aveva continuato a “spolparci” la rosa, presto avremmo vissuto gli addii di Cesar all’Inter e Massimo Oddo al Milan; un lancio millimetrico di Fabio Liverani per l’ex giocatore del Charlton che colpisce di mezzo esterno destro al volo, approfittando di un’uscita (discutibile) del portiere giallorosso Ivan Pelizzoli e va ad esultare davanti quell’odiata Curva Sud, a distanza di ben 16 anni da quel derby ’88-’89 che lo lanciò nel mondo del calcio, seppur con modestissimo successo, ed esultando praticamente allo stesso modo.
Il gol di Antonio Cassano ci aveva fatto temere il peggio e l’inizio di un’altra serata di dolore, ma ecco che negli ultimi 15 minuti della partita inizia lo show orgoglioso della Lazio; al minuto 74 un cross dalla trequarti di Oddo viene lisciato da Di Canio, pronto per un altra magia, ma la difesa romanista addormentata permette a quel pallone di finire con tranquillità sul piede sinistro di Cesar Aparecido che colpisce con un sinistro secco e beffa l’estremo difensore giallorosso, è 2-1 e festa grande, ma non finisce qui. Infatti, dieci minuti più tardi, è una ripartenza laziale con palla a Liverani che genera il 3-1: l’ex Perugia pesca un giovane e grezzo Tommaso Rocchi dietro la linea dell’ultimo uomo e beffa l’uscita di Pelizzoli (intelligentemente) di testa appoggiando poi in rete per quella che definirà Guido De Angelis l'”apoteosi”.
Una vittoria importante per diversi motivi, non ultimo per il cammino difficoltoso dei laziali che culminerà con la salvezza. In questo video tutti i gol biancocelesti del successo.
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La Lazio ha da poco messo a segno il primo “colpo” del mercato di Gennaio. Vediamo chi è Milan Biševac, presentando quella che è la carta di identità di questo nuovo giocatore biancoceleste.
NOME: Milan
COGNOME: Biševac
NAZIONALITÀ: Serba
DATA E LUOGO DI NASCITA: Kosovska Mitrovica, 31/8/1983
ALTEZZA: 185cm
PESO: 81kg
RUOLO: difensore
CARRIERA (presenze e goals):
2001-2003 BASK Belgrado BASK Belgrado 52 (5)
2003-2004 Bezanija Bežanija 15 (1)
2004 Zeleznik Železnik 14 (1)
2004-2007 Stella Rossa 59 (3)
2007-2008 Lens 35 (1)
2008-2011 Valenciennes Valenciennes 100 (4)
2011-2012 Paris SG 19 (1)
2012-2016 O. Lione
Inizia la carriera nel Milicionar Belgrado nel 2001, per poi passare dopo un solo anno al BASK, poi al Bežanija e allo Zeleznik Belgrado. Nella stagione 2004-2005, il grande salto nella Stella Rossa Belgrado, con cui rimane fino al dicembre 2006, vincendo il campionato 2005-2006.
Nel dicembre 2006 si trasferisce in Francia al Lens, dove gioca per due stagioni prima di passare al Valenciennes il 4 luglio 2008.
Disputa tre stagioni con il Valenciennes e poi viene ceduto al PSG il 25 luglio 2011. Con i parigini segna il primo gol in campionato il 28 gennaio 2012 nella vittoria esterna per 0-1 contro il Brest. Nell’agosto del 2012 si trasferisce all’Lione per una cifra intorno ai 2,5 milioni euro.
Ha partecipato, nel 2004, ai Campionati Europei Under-21 2004, con la Nazionale di calcio della Serbia e Montenegro Under-21, arrivando in finale, ma perdendo contro l’Italia. Nell’edizione del 2006, la formazione slava è invece arrivata alle seminifinali della manifestazione. Ha partecipato anche ai Campionati europei Under-21 del 2007 con la Nazionale serba in cui ha raggiunto la finale, persa contro l’Olanda. Ha fatto parte della spedizione serbo-montenegrina all’Olimpiade di Atene 2004. Il 16 agosto del 2006 fa il proprio debutto con la Nazionale serba, nel corso di una gara amichevole con la Rep. Ceca. In seguito colleziona altre due presenze. Infine il 5 Gennaio 2016 si trasferisce alla Lazio.
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Ormai per Mauricio è il primo anno solare con la maglia della Lazio e non vede l’ora di ricominciare il 2016, con la speranza di cancellare finalmente questo alone di negatività, e chissà anche il suo andamento peggiorato dall’inizio di questa stagione.
Ad alcuni giornalisti brasiliani ha parlato un po’ di sè, dalla sua disciplina in campo, passando per questo maledetto sogno chiamato Nazionale Brasiliana.
In tutta la carriera hai sempre raccolto un numero ragionevole di cartellini. Ci sono grandi differenze tra arbitri europei e brasiliani?
“Nel complesso, gli arbitri hanno gli stessi criteri. Ciò che cambia un po’ è il modo di interpretare la partita. In Italia e in Portogallo gli arbitri sono più inflessibili, a loro di solito non sfugge nessuna scorrettezza. Parlando di cartellini, rivedo sempre le mie prestazioni per cercare di non rifare gli stessi errori e migliorarmi. Confesso che alcuni provvedimenti presi nei miei confronti sono sembrati esagerati, ma comunque io provo sempre ad essere cauto negli interventi”
Il derby di Roma, conosciuto come il ‘Derby della Capitale’, è una partita molto sentita. Ti aspettavi un livello di rivalità tra Lazio e Roma così alto? Che atmosfera si respira in prossimità del match?
“Certamente è una partita a sé, unica: a me non è mai capitato prima di giocare un match simile. La rivalità si percepisce molto, in città si respira un clima diverso, i tifosi cominciano a parlare della partita con un mese di anticipo e quest’atmosfera si trasmette anche ai giocatori. Io esco rafforzato da questo tipo di incontri e l’importanza del match mi spinge a dare tutto in campo. Anche se il risultato dell’ultimo derby non era quello che ci aspettavamo”
La Lazio è imbattuta in Europa League, ma in Serie A non va tanto bene. Come mai?
“La squadra è la stessa che si è qualificata per il turno successivo in Europa. Abbiamo avuto un grande cammino, l’idea di fare bene nel 2016 non cambia. In campionato vogliamo rialzarci e lottare per il titolo, dobbiamo pensare e agire in grande. Alleniamo la mente per poi andare sul campo e fare del nostro meglio”
Quali sono i tuoi progetti futuri? Credi ancora in un posto in Nazionale?
“Per mia abitudine rifletto giorno per giorno, senza ansia. Ora penso di chiudere il girone d’andata con la Lazio e riuscire ad essere uno dei migliori difensori. Alla fine dell’anno vediamo se ci saranno altri progetti. Tutto questo è perché voglio tornare ad alti livelli e ricordare al ct del Brasile che ci sono anche io. Sarebbe bello difendere i colori del mio Paese”
Quale deve essere per un difensore il riferimento in marcatura? L’avversario, la palla o lo spazio?
“In Italia sono cresciuto molto tatticamente. Il mister ci fa giocare molto alti. Con questo tipo di gioco non c’è modo di marcare a uomo gli attaccanti, la squadra è compatta e ci sono pochi spazi. È tipo di gioco ideale per capire il posizionamento degli avversari e cercare di anticiparli. In partita tutto viene deciso in una frazione di secondo. Bisogna essere concentrati al massimo per 90 minuti”
Da un po’ di tempo, c’è la tendenza nel calcio mondiale di formare difensori aggressivi, che pensano poco ma giocano di istinto. Tu come sei stato istruito al Palmeiras?
“Il Palmeiras mi ha dato la più grande opportunità della mia vita. Sono grato a tutti per quello che hanno fatto. Sono cresciuto come atleta e come persona. In campo ero sempre attento a tutte le fasi, ho iniziato a 13 anni. Oggi la situazione si è evoluta, contano il posizionamento e i passaggi. Nel calcio moderno la palla è una priorità”
Il campionato italiano è tradizionalmente un torneo basato molto sul contatto fisico. Il contesto ti favorisce? Pioli gioca con una difesa alta, è un bene o un male?
“Mi piace il corpo a corpo, sono in grado di controllare bene gli attaccanti che fanno questo tipo di gioco. In Italia ce ne sono diversi. Luca Toni, per esempio, è uno di quei calciatori che mi permette sempre di agire con intelligenza. Affinché funzioni una difesa alta, che piace molto a Pioli, c’è bisogno di una costante comunicazione con i colleghi di reparto. Di solito infatti, noi difensori, (Basta, De Vrij, Gentiletti, Konko, Hoedt e Radu) parliamo molto per non lasciare spazio agli attaccanti”
Per quanto riguarda la formazione fisica, si può dire che in Brasile il tempo sia gestito male?
“Ogni paese ha una sua metodologia di lavoro. In Brasile, oggi, ci si rende conto che correre è importante. In Portogallo i ritmi sono più alti, in Italia si tocca di più la palla. La formazione non è diversa, si fanno esercizi fisici di routine a parte. Poi si lavora con la palla per quanto riguarda il lato tecnico. In Europa, in generale, gli allenamenti sono più intensi, a volte si fanno doppie sedute. La professionalità in generale è diversa, si fa attenzione anche a come l’atleta si comporta fuori dal campo”
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Quando al fischio d’inizio di Lazio-Carpi mancano poco meno di un giorno, il tecnico degli emiliani Fabrizio Castori ha parlato della sfida contro i biancocelesti, iniziando a commentare la celebre telefonata di Lotito con Iodice. Queste le sue parole al quotidiano Repubblica: “Dico che per la nostra gente sarà una partita speciale, ma per me è come le altre. Non ho mai commentato le parole di Lotito, ho lasciato che fosse il campo a dimostrare che meritavamo la promozione. La Lazio è in ripresa, ha vinto con l’Inter meritatamente, ha campioni che risolvono la partita con una giocata. Al Carpi adesso serve uno scatto in più, ormai ci servono punti tutte le domeniche, anche contro avversarie nettamente più forti”. Poi gli viene chiesto se il Carpi fino ad ora ha dimostrato di essere una squadra da Serie A: “Assolutamente sì. Abbiamo pareggiato con Napoli e Milan, sfiorato il risultato con Juve e Inter, meritavamo di più con la Fiorentina, poi battuta in Coppa Italia. Dopo il pessimo avvio in tanti avevano pensato a una passeggiata contro il Carpi. Ora sanno che non è così, vedo anzi che ci rispettano, preparano con cura le partite contro di noi”.
Infine sulle possibilità di salvezza della sua squadra: “Ci credo davvero, possiamo farcela. Abbiamo vinto fuori col Genoa, ce la siamo giocata quasi con tutti. Siamo più solidi dell’inizio campionato: ho chiesto ai miei di non guardare la classifica e di pensare solo a lavorare. Se ho fatto un voto per la salvezza? Io no, ma a queste cose spirituali, per così dire, ci pensa mia moglie Paola. E forse è proprio lei che mi dà tutta questa fiducia “.
Il tecnico degli emiliani ha presentato la sfida dell’Olimpico anche in conferenza stampa: “Abbiamo lavorato molto sotto l’aspetto fisico ed atletico. Abbiamo una discreta gamba ed un buon ritmo, mi sembra che i ragazzi stiano abbastanza bene. La sosta spezza la concentrazione, ma mi sento di dire che siamo in una buona condizione, sia dal punto di vista tecnico-tattico che di umore. Per la gara difficile il recupero di Matos, oltre che i noti infortunati. Modulo? Siamo abituati a giocare a 4, poi si può optare anche per il 3-5-2, per questo abbiamo lavorato in settimana per ripassare la situazione”.
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Mister Stefano Pioli è pronto ad iniziare il 2016 con un rinnovato spirito di competizione. L’obbiettivo principale dei biancocelesti è quello di ritrovare la grinta e l’entusiasmo che hanno caratterizzato la squadra nei primi mesi dello scorso anno. I biancocelesti hanno chiuso in bellezza il 2015 con la vittoria a San Siro contro l’Inter e sono pronti a cominciare il 2016 con determinazione e motivazione. Domani alle ore 15.oo la squadra capitolina affronterà all’Olimpico il Carpi, che attualmente è penultimo in classifica ed è reduce da una sconfitta con la Juventus. La squadra, a detta di mister Pioli, sembrerebbe pronta per ripartire e la sfida di domani parrebbe quella giusta per ricominciare. Di seguito, le dichiarazioni dell’allenatore parmense nella conferenza stampa pre-match:
La Lazio deve ripartire da San Siro?
“Le ultime due vittorie ci hanno dato entusiasmo. Ho ritrovato la squadra molto bene, ma è chiaro che dobbiamo recuperare posizioni e sarà molto importante farlo già domani”.
È in Paideia il nuovo acquisto Bisevac…
“Ho bisogno di giocatori intelligenti e lui lo è. Ho bisogno di questo tipo di giocatore. Un giudizio completo potrò darlo solo quando lo vedrò allenarsi, ma sono contento che sia arrivato subito il primo tassello”.
Come si riporta la gente allo stadio?
“Ho parlato con Ia squadra. È difficile pretendere risultati diversi facendo le stesse cose di prima. Dobbiamo cambiare qualcosa, ma capisco anche i nostri tifosi perché non abbiamo raggiunto i risultati che ci aspettavamo certo, ma i tifosi servono. Capisco anche i controlli, le difficoltà nel raggiungere lo stadio e le proteste, ma gli faccio un appello: tornate allo stadio, sosteneteci, abbiamo bisogno di voi! Quello che abbiamo visto a Formello l’altro giorno è stato bello, vorremmo vedere pieno anche lo stadio”
Se le visite dovessero andar bene c’è la speranza di vederlo anche domani tra i convocati?
“Non conosco le questioni contrattuali di tesseramento. Più facile che lo vedremo nelle prossime gare”.
Come si affronta il Carpi domani? C’è modo di vedere anche Mauri?
“Il Carpi è una squadra temibile che ha eliminato anche la Fiorentina in Coppa Italia. Domani sarà la partita più importante per ripartire. Mauri sta bene come gli altri. Giocheremo con tre centrocampisti e tre punte. Dobbiamo cominciare da domani a mettere fieno in cascina per il campionato. Anche le coppe sono importanti per noi, ma noi dobbiamo pensare alle partita di domani”.
Che obiettivi ha la Lazio ora?
“Il nostro obiettivo è chiaro: lavoriamo in una società prestigiosa che deve giocare in Europa e dobbiamo arrivarci. Abbiamo ancora tante possibilità di giocarci le nostre carte. In campionato siamo in ritardo e avanti abbiamo tutte squadre forti: non sarà facile ma credo nella mia squadra, ha la stoffa per risalire e per vincere più partite possibili. Già da domani. Coppa Italia ed Europa League sono obiettivi concreti e ce la possiamo fare”.
Teme di perdere col mercato i big come Biglia o Candreva?
“No non ho paura di perdere nessuno. Credo che occorra il rispetto dei ruoli. Scelte di acquisti o cessioni spetta alla società”.
Teme però un calo di concentrazione per loro?
“Sono dei professionisti, è normale rimanere un po’ distratti d a queste voci, ma ho visto giocatori motivati e particolarmente attenti. Domani vogliamo cominciare con una vittoria il 2016”.
Lei è favorevole a giocare anche a Natale?
“Io giocherei anche a ferragosto. Credo che anche i tifosi lo vogliano. Queste soste sono troppo lunghe. Visto che non ci sono più le mezze stagioni e che l’inverno si è mspostato più avanti credo si debba anche cambiare qualcosa”.
Keita può trovare più spazio?
“Parlo spesso con lui, le sue dichiarazioni mi sono piaciute. Spero rimanga coerente, sa che i suoi compagni sono forti e che i suoi compagni lavorano tanto per farsi scegliere. Se continua così e manterrà le promesse avrà le sue chance”.
Si ritiene soddisfatto del mercato?
“L’ho detto anche prima. Non voglio dare vantaggi ad altre squadre. La società sa quelle che sono le mie idee”.
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Con l’arrivo del difensore serbo la difesa è a posto, ma potrebbe partire l’argentino. Le alternative sono Kuzanovic, De Maio e Zapata
Sembra ormai cosa fatta l’arrivo di Milan Biševac alla Lazio, il serbo è sbarcato a Fiumicino e ora è pronto per le visite mediche. Tare e Lotito hanno quindi deciso di puntare su di lui per sostituire Stefan de Vrij. L’ex Lione sostituirà l’olandese per quest’anno, poiché De Vrij è ancora tormentato dall’infortunio e dall’operazione che lo terranno lontano dal campo ancora a lungo. Con l’arrivo del roccioso difensore balcanico il reparto difensivo della Lazio non subirà altre variazioni, a meno di clamorose sorprese.
Nel calciomercato di Gennaio, però, come scrive La Lazio Siamo Noi, si potrebbe assistere ad una partenza di Santiago Gentiletti, reo di non aver dato le opportune garanzie in difesa. Con la partenza dell’argentino la Lazio dovrebbe cercare un’alternativa in difesa e i nomi più caldi portano all’Italia. Si parla di Ervin Zukanovic della Sampdoria. Avete sentito bene si stiamo parlando proprio del difensore bosniaco autore del gol del pareggio dei blucerchiati lo scorso dicembre nella gara dell’Olimpico contro la Lazio. Zukanovic è un mancino dal piede buono e per farlo partire da Genova la Samp chiederà almeno 7 milioni, avendolo pagato 5 milioni quest’estate dal Chievo. L’altro nome è quello di Sebastian De Maio, difensore dei “cugini” genoani della Sampdoria, accostato più volte alla Lazio nei mesi finali del 2015. Il Genoa vuole per lui 5 milioni. infine un’altro candidato è Duan Zapata. Il colombiano è in scadenza di contratto con il Milan nel 2016 e il suo agente, tale Federico Pastorello, sta lavorando per trovargli una sistemazione già nella finestra invernale di mercato.
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Manca poco al compleanno della Lazio. La prima squadra della capitale compierà 116 anni, 116 primavere di storia e gloria dove sono passati grandissimi campioni tra i quali anche argentini.
Ed è proprio l’argentino laziale a parlare prima dei festeggiamenti, parole che fanno decadere le accuse ricevute dai giornalisti e tifosi, parole che lo davano come un giocatore in partenza, parole che lo accusavano di giocare controvoglia ma così non è. A poche ore dal 116esimo compleanno l’argentino torna a parlare della maglia: “Sono orgoglioso di indossare una maglia gloriosa con la quale hanno giocato tanti miei connazionali che hanno fatto la storia della Lazio“.
Un amore che lo ha visto gioire nei momenti belli e piangere nelle sconfitte ricevute nelle ultime gare.
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A poco più di 24 ore dall’apertura dei battenti il mercato di riparazione della Lazio appare già in fermento. Il direttore sportivo Igli Tare sta lavorando su varie piste con l’obiettivo di rinforzare il reparto arretrato, orfano di Stefan De Vrij fino al termine della stagione, e prolungare alcuni contratti in scadenza a fine stagione.
E’ il giorno di Milan Biševac, difensore serbo classe 1983 proveniente dall’Olympique Lione. Esperto, roccioso, molto rapido (una caratteristica di cui la retroguardia biancoceleste ha assolutamente bisogno). In realtà il suo acquisto desta non poche preoccupazioni all’etere laziale: Biševac viene da un infortunio, rimediato lo scorso febbraio, che lo ha tenuto lontano dai campi per ben 6 mesi, vale a dire fino all’inizio della nuova stagione agonistica. Il serbo ha infatti rimediato la rottura del legamento collaterale mediale del ginocchio, infortunio simile a quello di Santiago Gentiletti. Resta da valutare dunque se all’età di 32 anni l’ex Psg e Lione avrà recuperato al 100% o risentirà di qualche problema post-infortunio, come accaduto proprio con il difensore argentino della Lazio. Inoltre nell’ultimo periodo non ha giocato a causa di problemi con allenatore e società, non avendo rinnovato il contratto con scadenza 2016 con il sodalizio francese. “Fisicamente sta bene, è pronto per giocare” ha assicurato il suo procuratore Mateja Kežman, lo stesso che cura gli interessi di Milinkovic-Savic e che è stato immortalato a cena con Igli Tare lo scorso settembre con una foto che poi ha pubblicato sul proprio profilo Instagram. La Lazio verserà nelle casse del club transalpino una cifra vicina al milione e mezzo di euro. Biševac arriverà in Paideia alle 14.30 per svolgere le visite mediche di rito. Domani sarà in tribuna ad assistere al match di campionato Lazio-Carpi, mentre sarà a disposizione di Pioli già per l’incontro di sabato all’Artemio Franchi di Firenze.
Oltre all’emergenza difensiva, in casa Lazio è tornata in auge la questione riguardante il rinnovo contrattuale di Federico Marchetti. Dopo lunghe settimane di trattative negli ultimi tempi c’è stato un notevole avvicinamento delle parti con la firma che pare imminente, come confermato dallo stesso procuratore del calciatore, l’avvocato Giuseppe Bozzo. “A breve Marchetti firmerà il contratto, non ci saranno problemi per il rinnovo” ha dichiarato il legale ai microfoni della trasmissione di Sportitalia condotta da Alfredo Pedullà “Speciale Calciomercato”. “Tra poco ci incontreremo per siglare l’accordo. Per quanto riguarda termini e scadenze non abbiamo ancora deciso nulla, ma siamo fiduciosi” ha concluso l’agente. Le indiscrezioni parlano di un accordo fino al 30 giugno 2018 con opzione per un anno. E per un portiere che rinnova ce n’è un altro che potrebbe sbarcare a breve a Formello: stiamo parlando di Lovre Kalinic, estremo difensore classe 1990 dell’Hajduk Spalato. Tare lo segue da un po’ ed è pronto ad acquistarlo già da questa sessione di mercato, ma la società capitolina non l’unica ad essersi messa sulle tracce del croato: nelle ultime ore sembra essersi fatto sotto l’Aston Villa, pronto a portare fin da subito il ragazzo a Birmingham. L’offerta del club britannico è di 5 milioni di euro, due in più rispetto a quella della Lazio. Kalinic è pronto a trasferirsi Oltremanica: la Premier League lo affascina molto, oltre al fatto che vuole disputare l’Europeo da protagonista e la maglia dei “Villans” rappresenterebbe un’importante sponsorizzazione. Dal canto suo, il club capitolino non vuole assolutamente lasciarsi scappare il portierino croato. L’intenzione è quella di aumentare l’offerta al club di Spalato, anche se appare molto difficile l’ipotesi di proposta vicino a quella del club inglese. Da escludere invece l’interessamento dell’Inter: oltre a quello di Marchetti, Bozzo ha confermato il rinnovo di Handanovic con il club meneghino, con la porta nerazzurra che sarà ancora per qualche anno difesa dall’estremo difensore sloveno.
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Nella giornata di ieri sono stati resi noti i nomi degli arbitri e dei loro assistenti che dirigeranno le gare valide per la 18a giornata del campionato di Serie A 2015/2016, in programma tra il 5 e il 6 gennaio. Ecco la lista completa:
Martedì 05/01 h. 20.45
GENOA – SAMPDORIA :
VALERI
DI LIBERATORE – GIALLATINI
IV: DE LUCA
ADD1: ORSATO
ADD2: GIACOMELLI
h. 12.30 UDINESE – ATALANTA :
CERVELLERA
PADOVAN– DI VUOLO
IV: LO CICERO
ADD1: BANTI
ADD2: AURELIANO
CHIEVO – ROMA :
IRRATI
DI FIORE – TASSO
IV: GAVA
ADD1: GUIDA
ADD2: PINZANI
JUVENTUS – H. VERONA :
CALVARESE
DOBOSZ – VIVENZI
IV: CRISPO
ADD1: DOVERI
ADD2: MARIAN
LAZIO – CARPI :
RUSSO
LONGO – GALLONI
IV: MANGANELLI
ADD1: ROCCHI
ADD2: BARACANI
MILAN – BOLOGNA:
MASSA
PASSERI– FIORITO
IV: SCHENONE
ADD1: GERVASONI
ADD2: LA PENNA
PALERMO – FIORENTINA :
DAMATO
COSTANZO – VALERIANI
IV: PAGANESSI
ADD1: GAVILLUCCI
ADD2: DI PAOLO
SASSUOLO – FROSINONE:
PAIRETTO
STALLONE – DE PINTO
IV: VUOTO
ADD1: MAZZOLENI
ADD2 : GHERSINI
h. 18.00 EMPOLI – INTER :
CELI
POSADO – LA ROCCA
IV: MUSOLINO
ADD1: TAGLIAVENTO
ADD2: FABBRI
h. 20.45 NAPOLI – TORINO:
DI BELLO
TONOLINI – PEGORIN
IV: MARRAZZO
ADD1: RIZZOLI
ADD2: NASCA
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Nelle prossime ore la Lazio potrebbe avere il suo centrale per sostituire il lungodegente De Vrij. I biancocelesti sarebbero vicini alla firma dell’esperto difensore Milan Biševac classe 1983 dell’Olympique Lione. Secondo quando dichiarato dai colleghi del quotidiano “L’Equipe”, il calciatore serbo, dopo l’esclusione tra i convocati per la sfida di Coppa di Francia, avrebbe chiesto al club di essere ceduto, visto che nel corso della stagione è stato utilizzato con il contagocce dal tecnico Bruno Genesio. Biševac, che ha il contratto in scadenza il prossimo giugno, si era rifiutato lo scorso dicembre di rinnovare il contratto con i transalpini, finendo prepotentemente sul taccuino di Tare che sta lavorando da qualche mese su questo rinforzo. Nella sua carriera passata esclusivamente in Serbia e Francia, il roccioso difensore ha collezionato circa 450 presenze (18 in Nazionale maggiore) sfiorando nel 2011-12 con il Psg di Carlo Ancelotti il titolo di campione di Francia.
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Chiuso Ottobre con una bruciante sconfitta in quel di Bergamo contro l’Atalanta dell’ex Mister Edoardo Reja, il primo Novembre all’Olimpico arriva il Milan di Mihajlovic: scende la notte, quella buia e profonda sulla squadra di Pioli, che viene travolta 3-1, sconfitta dai gol di Bertolacci, Mexes e Bacca, a cui sul finale ha risposto Kishna. La Lazio sembra essere entrata in una spirale di negatività, ma tutti predicano calma. La possibilità di un primo parziale riscatto è a Trondheim, contro il Rosenborg: basta un super primo tempo ai biancocelesti per chiudere il discorso con una doppietta di Djordjevic che scalda i cuori dei tifosi laziali presenti nella fredda serata norvegese. Neanche il tempo di tornare a Roma che la Lazio deve subito farsi trovare pronta per una riscossa in campionato. Quale migliore occasione se non il derby contro gli eterni rivali della Roma? Il 7 Novembre i ragazzi di Pioli vogliono fare bottino pieno con la squadra di Garcia ma, dopo una traversa colpita da Anderson nei primi minuti, le cose si mettono subito male con la Roma che va in vantaggio con Dzeko, che trasforma un calcio di rigore generosamente concesso (il fallo era nettamente fuori area). Nel secondo tempo tutti si aspettano una reazione da parte della Lazio, ma i biancocelesti sono come imbambolati, sembrano aver perso la grinta e la voglia di fare bene dell’anno passato. La squadra non tira praticamente mai in porta e Gervinho al 62′ chiude i conti, regalando l’ennesimo derby alla Roma e la terza sconfitta consecutiva per la Lazio, dopo lo scivolone di Bergamo e la disfatta casalinga contro il Milan.
Tutti sperano che la pausa per le nazionali possa essere servita ai ragazzi di Pioli per aver fatto gruppo ed essersi ricompattati, ma per capire se la Lazio può davvero risollevarsi bisogna aspettare il responso del campo il 22 Novembre all’Olimpico arriva il Palermo, che ha ricevuto nuova linfa dall’arrivo di un altro ex: Davide Ballardini, subentrato a Iachini sulla panchina rosanero. La Lazio annaspa, fatica, non riesce a risollevarsi ed incassa l’ennesimo cazzotto: Goldaniga porta avanti il Palermo e i biancocelesti chiudono il primo tempo sotto 1-0. Nella ripresa la squadra fornisce una piccola reazione e arriva al pareggio grazie al goal su rigore di Candreva. Ciò non evita però i fischi del pubblico, in uno stadio sempre più vuoto e sempre più triste, proprio come le prestazioni della squadra.
Se la Serie A porta praticamente più dolori che gioie, in Europa League la Lazio sembra essere un’altra squadra e a distanza di soli 4 giorni dal pareggio contro i Siciliani, batte 3-1 il Dnipro in casa e stacca con un turno di anticipo il pass per i sedicesimi di finale di Europa League, qualificandosi come prima del girone e quindi come testa di serie nel futuro sorteggio.
L’euforia europea viene subito placata il 29Novembre, quando la Lazio cerca di tornare alla vittoria che manca ormai da 4 partite. Al “Castellani” di Empoli i biancocelesti vengono puniti dopo pochi minuti da un gol di Tonelli, abile a sfruttare l’ennesima disattenzione difensiva. I laziali giocano bene, ma il fortino dell’Empoli di Giampaolo sembra inespugnabile. C’è da dire che la Lazio due gol con Klose riesce a segnarli, ma l’arbitro li annulla (ingiustamente) entrambi. Si chiude così il mese di Novembre, un mese orribile per la Lazio, il cui allenatore viene messo seriamente in discussione.
Dicembre si apre così come si era chiuso il mese precedente: allo Stadio Olimpico arriva una Juventus galvanizzata da 5 vittorie consecutive e sempre più decisa a risalire la classifica dopo un inizio piuttosto balbettante. Non c’è storia: già nel primo tempo i bianconeri chiudono la pratica grazie ad un autogol di Gentiletti e alla rete di Paulo Dybala. La Lazio adesso è in crisi, una grave crisi che coinvolge tutti: società, allenatore, giocatori, tutti. E allora…tutti in ritiro a Formello! Sulla testa di Pioli pende una spada di Damocle pronta a cadere: i bianocelesti si rituffano in Europa, contro il Saint-Etienne, in casa dei biancoverdi, l’imperativo è quello di uscire con una buona prestazione e una vittoria (nonostante il primo posto nel girone sia già acquisito). Il gioco sembra esserci: Matri porta avanti i suoi ma, a non molto dalla fine, i padroni di casa pareggiano per colpa di un grave errore di Berisha.
Passano 4 giorni e, il 14 Dicembre, dopo aver pescato i turchi del Galatasaray nel sorteggio per i sedicesimi di Europa League, all’Olimpico arriva un’altra squadra gravemente in crisi e che ha già cambiato il proprio allenatore. Si tratta della Samp alla cui guida c’è adesso Vincenzo Montella, al posto di quel Walter Zenga che male certamente non aveva fatto. L’ex tecnico della Fiorentina è già sulla graticola per le brucianti sconfitte nelle due precedenti giornate. La Lazio sembra invece essere un pochino più spigliata: gioca benino e passa in vantaggio con un goal di Alessandro Matri (il più in forma tra i ragazzi di Pioli) a 12 minuti dalla fine del match. Ma proprio quando il ritorno alla vittoria sembrava cosa fatta, ecco che arriva il pareggio della Samp: punizione di Zukanovic al minuto 93 deviata da Felipe Anderson. L’arbitro fischia la fine e i giocatori biancocelesti si sdraiano sul prato dell’Olimpico, con alcuni di loro che piangono come se avessero perso una finale. Ormai i nervi sono a fior di pelle e sembra non esserci più una via d’uscita a questa situazione. La posizione di Pioli appare sempre più in bilico e tutto sono ormai convinti che la società stia attendendo solamente la sosta natalizia per sollevare il tecnico dall’incarico.
Ma si sa, la Lazio è imprevedibile e, in un Olimpico deserto, ospita l’Udinese di Colantuono per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Stavolta non c’è possibilità di replica, è una gara da dentro o fuori. La Lazio gioca bene, corre, crea occasioni ma viene punita alla prima distrazione da un gol al 62′ di Kone. Stavolta la reazione dei biancocelesti è rabbiosa: in dodici minuti, prima Matri e poi Cataldi ribaltano il risultato e regalano la qualificazione ai quarti della coppa nazionale.
L’ultimo sforzo dicembrino prima della sosta natalizia è l’Inter, proprio come lo scorso campionato. Tutti vedono nella Lazio la vittima sacrificale per l’Inter manciniana. In fondo, come può una squadra che non vince da due mesi pensare di fare bottino pieno a San Siro contro un’Inter lanciata come quella di allora? Ma si sa, il calcio è strano. Passano appena 5 minuti e Candreva, pescato fuori area da un calcio d’angolo di Biglia, infilza Handanovic con un bellissimo tiro che sorprende tutta la squadra nerazzurra. La Lazio c’è e tiene il campo, ma a metà dela ripresa l’Inter ottiene il pareggio con Icardi e sembra avere l’inerzia della partita dalla sua parte fino a che…Felipe Melo non decide di fare una “Melata”: su una palla innocua, frana addosso a Milinkovic all’interno dell’area: rigore per la Lazio. Candreva batte, Handanovic para ma sulla ribattuta il laziale ribadisce in rete. A solo tre minuti dalla fine la Lazio si trova in vantaggio in casa dell’Inter. L’espulsione di Melo per un’entrata da wrestling su Biglia e quella di Milinkovic per un doppio giallo, chiudono la gara. La Lazio torna alla vittoria, va in vacanza e aspetta il nuovo anno, sperando di tornare ad essere quella che è stata nella scorsa stagione.
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25/10/2015, LAZIO-TORINO (SERIE A)
NELLA FOTO : LA LAZIO ESULTA DOPO IL GOL DEL 1-0 DI LULIC
(Foto Bartoletti)
Continua il viaggio nel centoquindicesimo anno di storia della Lazio. Dopo un agosto terribile con la cocente eliminazione dalla Champions League per mano dei tedeschi del Bayer Leverkusen e il poker subito al Bentegodi di Verona dal Chievo (con in mezzo la vittoria casalinga per 2 a 0 contro il Bologna) la formazione di Pioli si rituffa nel campionato con una freccia in più nel suo arco: l’attaccante Alessandro Matri, arrivato nelle ultime ore di mercato alla corte del tecnico emiliano. Il centravanti di Sant’Angelo Lodigiano si presenta nella Capitale con un ottimo pedigree: molte reti segnate e l’onore di aver indossato maglie pesanti nel corso della sua carriera. Il “Mitra” esordisce il 13 settembre all’Olimpico contro l’Udinese nel terzo turno di Serie A e la sua prima non passa di certo inosservata. Subentrato al 55′ ad uno spento Candreva, l’ex Juventus e Milan firma una doppietta nel giro di 9 minuti regalando i tre punti ai biancocelesti. Il cronometro segna il 64′ quando su uno spunto sulla sinistra di Felipe Anderson, Matri si fa trovare pronto e sul primo palo è lesto a battere il portiere avversario Karnezis. Al 73′ lo stesso bomber con la maglia numero 17 approfitta di un disimpegno errato della difesa avversaria e da pochi passi chiude i conti con la seconda rete personale. Bella vittoria per la formazione biancoceleste che riesce a portare a casa un match complicato, riscattando in parte la figuraccia di Verona e tornando a muovere la classifica, che ora segna 6 punti. La squadra vola in Ucraina, esattamente a Dnipropetrovsk, per il primo match di Europa League. Di fronte il Dnipro, finalista nell’ultima edizione della competizione europea meno nobile. In una Dnipro-Arena vuota per la squalifica della Uefa, arrivata a causa dell’esultanza nella semifinale dello scorso anno contro il Napoli a fine partita, è la Lazio a condurre il gioco con personalità fin dalle prime battute del match. Dopo svariati tentativi, i biancocelesti passano addirittura in vantaggio al 34′ con un colpo di testa di Milinkovic-Savic sugli sviluppi di un calcio di punizione da 35 metri calciato con estrema precisione da Ricardo Kishna. L’undici laziale continua ad attaccare anche nella ripresa, andando più volte a pochi centimetri dal raddoppio. Gli ospiti non riescono a realizzare la rete della tranquillità e puntuale arriva la beffa: con il recupero già scaduto da 20 secondi, la difesa capitolina si fa trovare impreparata, con Zeleznyov che ne approfitta e con un colpo di testa batte Marchetti. Il primo incontro del girone di Europa League termina sul risultato di 1 a 1.
Rientrata nel Belpaese, il 20 settembre la Lazio si prepara ad affrontare il Napoli in un San Paolo ancora scottato dalla delusione del match dello scorso 31 maggio, giorno in cui la Banda Pioli espugnò la città partenopea regalandosi il pass per il terzo turno preliminare di Champions League. L’obiettivo dei biancocelesti è quello di interrompere il trend negativo lontano dall’Olimpico che ha visto in questa stagione la Lazio perdere sempre. La serata napoletana in realtà si rivela un vero e proprio disastro: i partenopei rifilano un pokerissimo che non lascia spazio a repliche. Una prova orribile di tutta la squadra che senza i suoi leader Biglia e De Vrij soffre fin dal primo minuto la manovra avversaria: Hoedt e Mauricio le combinano di tutti i colori, con Radu e Onazi che ci mettono del loro con una serata da cancellare nell’album dei ricordi. Higuain porta in vantaggio i suoi dopo appena 14 minuti, mentre Allan, Insigne e Gabbiadini concludono l’opera insieme alla doppietta del Pipita che riscatta così, seppur in minima parte, l’errore dal dischetto dello scorso anno che costò caro ai suoi. L’unico a salvarsi da questa disfatta è nuovamente Matri, autore di una partita sufficiente. La Lazio ha l’occasione di riscattarsi già tre giorni dopo nel turno infrasettimanale: all’Olimpico arriva il Genoa di Gasperini, bestia nera della formazione capitolina con 8 vittorie consecutive sui biancocelesti tra il Marassi e Roma. Gli uomini di Pioli riescono però a fermare la tradizione negativa superando i rossoblù con il risultato di 2 a 0. I biancocelesti vanno in rete una volta per tempo: nella prima frazione è Djordjevic a farsi trovare pronto sul secondo palo e firmare la rete del vantaggio con un colpo di testa sull’assist da sinistra di Lulic mentre nella ripresa Felipe Anderson sfrutta una respinta corta della difesa avversaria e dai 20 metri lascia partire un destro a giro che termina la sua corsa nell’incrocio dei pali alla sinistra di Perin. Continua dunque lo stato di grazia della formazione biancoceleste allo Stadio Olimpico, in cui è capace solamente di vincere e appare davvero insuperabile. 4 giorni più tardi, esattamente il 27 settembre, arriva anche la prima vittoria in trasferta. La Lazio torna al Bentegodi, dove trova l’Hellas Verona. Come d’abitudine in trasferta per i biancocelesti, il match non parte bene con gli scaligeri che passano in vantaggio al 33′. Helander si fa trovare pronto al limite dell’area piccola e al termine di un’azione confusa sugli sviluppi di un calcio di punizione appoggia in rete il vantaggio dei padroni di casa. La Lazio però riesce a reagire e nella ripresa rimonta. Al 63′ Biglia trasforma un calcio di rigore procurato da un’accelerazione di Keita, subentrato nella ripresa e ancora una volta determinante quando parte dalla panchina, mentre dopo l’espulsione di Mauricio all’81’ per un intervento scellerato e la conseguente seconda ammonizione, a due minuti dal termine arriva il gol-vittoria firmato da Marco Parolo. Il centrocampista ex Cesena e Parma calcia molto bene una punzione dal limite, con il pallone che passa sotto la barriera e termina la sua corsa nell’angolino alla destra di un incolpevole Rafael. La Lazio conquista così la terza vittoria consecutiva, la prima lontano dalle mura amiche, alla quale ne seguono altre due nel giro di 3 giorni. La prima arriva in casa nel secondo turno di Europa League il 1 ottobre contro il Saint-Etienne, mentre il 4 ottobre è il Frosinone a cadere all’Olimpico nel posticipo delle ore 18. L’incontro europeo parte male con il vantaggio dei transalpini dopo appena 6 minuti di Sall. I biancocelesti riescono ancora una volta a rimontare e chiudono il primo tempo sull’1 a 1 grazie al destro dal limite dell’area di rigore di Eddy Onazi. Nella ripresa, forte della superiorità numerica grazie all’espulsione di Beric per una gomitata, la Lazio conclude l’operazione sorpasso con le reti di Wesley Hoedt e Lucas Biglia, prima del finale da brividi con il pallonetto di Monnet-Paquet all’84’ che tiene sulle spine fino all’ulitmo istante del match il popolo biancoceleste. La Lazio sale a quota 4 nel girone, volando al primo posto insieme al Dnipro. Come dicevamo 3 giorni più tardi arriva nella Capitale il Frosinone di Roberto Stellone. La partita si dimostra fin dalle prime battute complicata per la Lazio a causa di un atteggiamento degli ospiti molto difensivo con ripartenze veloce. Ma a sbloccare il match ci pensa ancora una voltaKeita Balde Diao. Al minuto 80 l’ispano-senegalese, entrato nella ripresa al posto di Kishna, dopo uno scambio corto al limite dell’area con Filip Djordjevic, lascia partire un destro che batte il portiere avversario. Il gol della liberazione per i biancocelesti, che in pieno recupero raddoppiano con lo stesso attaccante serbo. Djordjevic intercetta una conclusione in area di rigore e con il sinistro sigla il definitivo 2 a 0. La formazione di Pioli arriva alla sosta per lasciar spazio alla Nazionale in ottima forma con all’attivo 4 vittorie consecutive tra Europa League e campionato.
Dopo due settimane di stop, il 18 ottobre si torna in campo per l’ottavo turno di Serie A. La Lazio è di scena al Mapei Stadium di Reggio Emilia dove affronta i padroni di casa del Sassuolo. Nonostante la vittoria di Verona il trend negativo in trasferta si palesa ancora una volta con la formazione biancoceleste che non riesce ancora una volta a conquistare un risultato positivo lontano dall’Olimpico. Berardi porta i suoi in vantaggio dopo appena 7 minuti trasformando un calcio di rigore generosamente concesso dall’arbitro Guida in seguito ad una simulazione di Paolo Cannavaro, mentre al 60′ Missiroli chiude i conti con un sinistro da pochi passi dalla porta difesa da Marchetti. Non serve a nulla la rete di Felipe Anderson al 67′ che prova a riaprire l’incontro. La Lazio subisce la 4 sconfitta in 5 partite in trasferta in questo campionato. Il ciclo di partite consecutive continua con altri 3 partite in appena 6 giorni. Il 22 ottobre i biancocelesti ospitano il Rosenborg, da poco laureatosi campione di Norvegia. Il divario tecnico tra le due compagini è enorme e il campo evidenzia proprio questo fattore: infatti nonostante l’inferiorità numerica causata dall’espulsione di Mauricio al 6′ del primo tempo, la Lazio riesce a portare a casa il match grazie alla rete di Matri nel primo tempo e quelle di Felipe Anderson e Candreva nella ripresa. Il trequartista di Tor de’ Cenci ribadisce in rete un calcio di rigore neutralizzato dal portiere avversario Hansen, chiudendo il match dopo la rete del momentaneo 1-2 siglata dal centravanti scandinavo Soderlund. Nel finale c’è gloria anche per il portiere di coppa, Erit Berisha, che nell’ultima azione dell’incontro neutralizza un calcio di rigore proprio dell’attaccante norvegese, a cui viene negata la doppietta. Sulla strada dei biancocelesti arriva il Torino, che il 25 ottobre deve soccombere alla “Legge dell’Olimpico”. La Lazio schianta 3 a 0 la formazione granata, che non può nulla davanti alle prodezze di Lulic e Felipe Anderson, autore di una splendida doppietta. I biancocelesti salgono a 18 punti e si preparano all’ennesimo esame di maturità lontano da Roma. Il 28 ottobre c’è la difficilissima trasferta di Bergamo contro l’Atalanta delle meraviglie guidata dall’ex Eddy Reja. La Lazio parte ancora una volta bene portandosi in vantaggio al 17′ con uno straordinario calcio di punizione di Lucas Biglia. Il Principito disegna una parabola perfetta che passa sopra la barriera prima di scendere ed insaccarsi alle spalle dell’incolpevole Sportiello. Ma al 69′ accade l’episodio che segna il declino degli uomini di Pioli: su un tiro-cross di Alejandro Gomez, Bastadevia il pallone nella propria porta, per il momentaneo 1 a 1. Più tardi arriva il gol del sorpasso orobico con lo stesso Papu, che regala un’altra vittoria ai suoi. La sconfitta di Bergamo segna la fine del mese di ottobre, ma nel contempo l’inizio del periodo di grande crisi in campionato, come vedremo nell’ultimo bimestre Novembre-Dicembre.
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Le voci che arrivano dall’Inghilterra sono sempre più insistenti, i biancoclesti potrebbero perdere uno dei lori pezzi pregiati già nel mercato di Gennaio. Felipe Anderson, infatti, sembra destinato a lasciare la Lazio per approdare al Manchester United. Anche se la stagione dei Red Devils è stata fino ad ora molto altalenante e la panchina del tecnico Van Gaal continua ad essere in bilico la dirigenza del club di Manchester sembra intenzionata a regalare un altro giocatore di livello al proprio allenatore. Certamente le ultime prestazioni del brasiliano sono state poco brillanti e non hanno rispecchiato le aspettative, ma allo United contano di poter rinvigorire il giovane talento di Brasilia e farlo tornare ad alti livelli. La dirigenza, infatti, ha individuato proprio in Felipe Anderson il rinforzo per riportare la squadra inglese sulla buona strada. Questo almeno è quello che scrive il Sun, lo United, difatti, dopo aver monitorato la situazione negli ultimi mesi è pronto a sferrare ora l’attacco decisivo. I vertici societari sarebbero addirittura già stati a Roma per concludere l’accordo con Lotito su una base di 35 milioni di sterline, che sarebbero circa 47 milioni di euro.
Una trattativa che secondo alcune indiscrezioni arrivate proprio dalla dirigenza britannica sarebbe “ben avviata” e potrebbe concludersi già durante la prossima settimana. L’alternativa sarebbe, come riporta il Daily Mail, SadioMané del Southampton, già vicinissimo ai reds lo scorso agosto ma poi sfumato. Sembra però molto difficile che i Saints vogliano privarsi a Gennaio di uno degli elementi più importanti della rosa. Felipe Anderson è però il preferito dallo United e il suo arrivo a Manchester, a meno di clamorose sorprese, sembra ormai cosa fatta. Ma con Lotito si sa le sorprese sono sempre dietro l’angolo.
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Luglio, inizia una nuova stagione per la Lazio, ma soprattutto inizia una due mesi che per ogni tifoso biancoceleste è un’agonia, ossia la sessione estiva di calciomercato.
Andiamo con ordine: la squadra romana si presenta a Formello prima della partenza per il Cadore, con l’entusiasmo del terzo posto che poteva addirittura essere un secondo posto se non fosse stato per quel maledetto derby perso, ma purtroppo è l’inizio degli addii, anche quelli più dolorosi. Infatti, con 318 partite e 14 gol in 9 anni, Cristian Daniel Ledesma non rinnova il suo contratto in scadenza il 30 giugno e saluta l’Italia, la sua destinazione sarà il Brasile sponda Santos; stesse operazioni (svincolo) accadranno per Michael Ciani che firmerà per l’Espanyol prima e per lo Sporting Lisbona successivamente non essendo stato convincente agli occhi degli spagnoli, Diego Novaretti che tornerà in America ma nella messicana Leon dove aveva già militato in prestito la stagione precedente, e soprattutto la “palla al piede” Giuseppe Sculli, liberato dopo aver soggiornato con la Primavera e viaggiando di prestiti in prestiti. Verso la metà del mese arriva il primo e unico movimento monetario in uscita, infatti Luis Pedro Cavanda passa alla turca Trabzonspor per 2,5 milioni di euro (quando, va detto, poteva essere ceduto l’anno precedente a cifre poco più alte), ma per il resto sempre e solo svincoli: Lorik Cana lascia la Lazio dopo 4 anni e torna in Francia ma nel Nantes, Bruno Pereirinha si svincola e va a giocare in Brasile nell’Atletico Paranaense, un altro giocatore compie la stessa tratta Italia-Brasile ed è Ederson, infatti il trequartista di cristallo ex Lione poco convincente nei 3 anni a Roma (tra l’altro) rescinde il contratto e torna nella sua patria natia. Gli ultimi movimenti di agosto vedranno la partenza dubbiosa di Alvaro Gonzalez, per lui prestito sempre in Messico ma nell’Atlas e i prestiti dei giovani Perea, Tounkara e Strakosha (rispettivamente) nel Troyes, nel Crotone e nel club satellite Salernitana.
Ora il tasto dolente inizia ad essere gli acquisti: se una squadra vuole ambire a qualcosa di più, è ovvio che si punta a migliorare la rosa. A questo punto, si decide di puntare su Ravel Morrison, centrocampista di indubbie qualità arrivato a parametro zero e a Formello già da gennaio, con qualità caratteriali ben peggiori di Balotelli, per di più ben noti nell’ambiente europeo; per un anno, Stefano Mauri alla fine resta clamorosamente dopo aver pensato che lo scandalo scommesse lo abbia davvero fatto uscire dai giochi, aggiunto al fatto che forse aveva davvero dato veramente tutto. Di certo, possiamo rispondere che buone risposte le abbiamo avute dai 10 milioni spesi (bene) per Sergej Milinkovic-Savic del Genk, serbo under21 e di grandissime prospettive, e dai 4 milioni per Ricardo Kishna, esterno offensivo e talentuoso dell’Ajax; arriva dall’Olanda e sempre a paramentro zero il difensore centrale Wesley Hoedt, cresciuto nell’AZ Alkmaar, e con lo stesso trattamento arriva dalla cantera del Barcellona il terzino destro Patric, del quale se ne avranno poche tracce.
Il tifoso biancoceleste può aver pensato di aver visto dei movimenti di miglioramento nei ricambi di una rosa forse limitata seppur talentuosa, ma ecco che le sirene dei grandi club, come ombre minacciose, incombono sui pezzi migliori della squadra: Felipe Anderson subisce un pressing psicologico dal Manchester United che propone una cifra aggirante tra i 30 e i 35 milioni, mentre Lucas Biglia ha estimatori nel Real Madrid e nella Juventus con cifre intorno ai 25 milioni; di Balde Keita si capisce ben poco, sembravano esserci sondaggi dalla Germania ma mai offerte concrete, idem per Candreva che ha avuto di più importante a cui pensare ossia non essere diventato capitano ad appannaggio del vicecampione del mondo.
Abbiamo parlato di movimenti di mercato, ma le prestazioni? Brutte, a volte irriconoscibili, i giocatori sotto pressione perchè richiesti giocano con la gamba contratta per non incappare in infortuni, anche le amichevoli in montagna non danno gli effetti sperati, ed ecco che la squadra di Pioli si presenta a Pechino per la Supercoppa Italiana (riprese tv a parte) con un morale non affatto buono e con una lezione perfetta della Juventus che mostra a tutti di cosa ha bisogno la Lazio, difensori validi e qualcuno che segni, visto che Klose sembra essere davvero arrivato al capolinea della sua carriera stratosferica. Il doppio confronto di Champions League mostra come un vantaggio seppur minimo e costruito all’andata con il gol di Keita si possa sfaldare con tre gol da una squadra sinceramente alla portata dei biancocelesti, aggiungiamo che Biglia si infortuna e tante strategie (anche di mercato!!) saltano di brutto.
Il ripiego? Alessandro Matri. Arriva il 31 agosto dal Milan in prestito con diritto di riscatto e nello scetticismo della piazza, riconoscendo effettivamente nel lodigiano una qualità realizzativa importante ma solo con una frequenza in termini di minutaggio e prestazioni.
Da qui parte il campionato della Lazio a fine agosto, con tante delusioni e la prima vittoria sofferta con la neopromossa Bologna dell’ex temuto Delio Rossi, il resto sarà una stagione in continua salita.
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Il percorso laziale del 2015 entra nei mesi più caldi della stagione, 60 giorni dove la Lazio trova molte soddisfazioni sia nel settore giovanile che in quello della prima squadra.
Il mese di Maggio si apre con un trofeo in casa Lazio dove i baby di Inzaghi portano a casa un trofeo che vale doppio: battono i cugini nel derby per 2-0 portando a casa la Coppa Italia, una finale che ripercorre le orme dei grandi da quello storico 26 Maggio nel quale Lulic mise la sua firma nei libri di storia del calcio capitolino. Il protagonista però è il giovane Oikonomidis che grazie alla sua doppietta ribalta il risultato dell’andata.
Passano 2 giorni, esattamente il 3 Maggio, la Lazio di Pioli gioca la trasferta a Bergamo dove rimedia un pareggio contro l’ex Reja ma la firma che toglie 2 punti quasi certi ai capitolini, è di Biava, un altro ex giocatore che ha dato un grandissimo contributo alle file difensive laziali nel passato. Quella gara fu molto importante per le aquile romane, difatti in quei giorni si lottava per il secondo posto della classifica e sia la Roma che il Napoli si fermarono con due pareggi; in caso di 3 punti contro la Dea, Candreva e compagni potevano piazzarsi nella seconda piazza sorpassando così i cugini.
Una prima decade di Maggio dalle mille sorprese ma segna anche il ritorno della prima squadra della capitale in Europa. Che sia Champions o che sia Europa league ancora non ci fu la certezza ma il bersaglio Europa fu raggiunto grazie al Torino che venne sconfitto dall’Empoli regalando così la qualificazione matematica all’esercito di Pioli.
11 Maggio la Lazio di Pioli arranca e rimedia una sconfitta pesante per entrare nell’Europa che conta, un altro ex sgambetta la sua squadra, stessi colori dell’ex Biava ma il nome della società cambia, parliamo infatti dell’Inter e di Hernanes. Il match finì 2-1 per i milanesi ma il risultato non fu molto limpido. Quella gara vide un andamento arbitrale che indirizzò i 3 punti verso il duomo di Milano espellendo Mauricio dopo soli 20 minuti di gioco ed assegnando una punizione al limite dell’aria. Punizione che apre la strada della vittoria alla squadra interista con un netto fuorigioco di Medel che ostrì la visuale di Marchetti. La classifica al termine dei 90 minuti non cambia la Lazio rimane 1 punto sotto dal secondo posto occupato dalla Roma.
Arriviamo al 17 Maggio, una data molto importante per un giocatore laziale. Stiamo parlando di Gentiletti, che riassapora il campo dopo 237 giorni dal pesantissimo infortunio rimediato a Settembre contro il Genoa. Da Marassi a Marassi questo fu il titolo di alcune testate giornalistiche, il difensore infatti regala i 3 punti alla Lazio segnando in quel campo maledetto contro la Sampdoria.
21 Maggio, la Lazio affronta la Juventus per portare a casa la coppa Italia. Ennesima finale della Tim Cup in pochi anni ma questa volta la banda di Pioli un po’ per sfortuna ed un po’ per stanchezza non riesce ad aggiudicarsi il trofeo, perdendo il vantaggio iniziale per 2-1. Un match che però è stato fin da subito equilibrato con i giocatori che mettevano anima e cuore per arrivare all’obiettivo finale.
25 Maggio. Ennesimo match a pochi giorni di distanza, ennesima partita importante quella per gli uomini laziali ma stavolta l’avversario non è solamente una squadra, la partita non è solamente un match di campionato, quei 90 minuti erano racchiusi nel nome del Derby! Match che oltre ad essere importante a Roma era anche un’occasione per aggiudicarsi il secondo posto e superare i cugini in classifica sperando così nella qualificazione diretta per la Champions League. Ma così non fu, la Lazio perse il derby per 2-1. La nota negativa di quella giornata, oltre ad i 3 punti fondamentali persi, fu il gestaccio di De Rossi dove mostrò un doppio dito medio ai tifosi laziali.
Il mese di Maggio va concludendosi con delle notizie secondarie tra le quali sono il terzo scudetto del passato, Lotito infatti sta cercando tutt’ora di riportarlo a Roma come giusto sia e la rivelazione delle nuove maglie per la stagione in corso (15/16) con le aquile stilizzate sul petto.
Passiamo al mese di Giugno con la rinascita laziale dopo i flop delle ultime gare, grazie ad un 4 a 2 ai danni del Napoli gli uomini di Pioli si aggiudicando il terzo posto in classifica con annessa possibilità di qualificarsi all’Europa dei grandi.
Giugno va così concludendosi con due cessioni, la prima è quella di Novaretti al Leon, la seconda è quella di Ledesma.
Concludiamo questo bimestre con la data del 18 Giugno. Una data amara per gli uomini di Inzaghi che perdono la finale scudetto contro un Torino in gran forma.
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Prime voci di mercato per la Lazio. Igli Tare cerca di trattare per Kalinic.
La Lazio ha cominciato a sondare il terreno per portare a Roma qualche rinforzo per la prossima stagione. Sembrerebbe infatti che Igli Tare stia trattando con l’Hajduk Spalato per aggiudicarsi il portiere Lovre Kalinic, omonimo dell’attaccante della Fiorentina. Questo almeno è quanto riporta Sky Sport, che ha parlato di una trattativa praticamente chiusa. La notizia, inoltre, è stata riportata da la maggior parte dei portali e dei quotidiani sportivi nazionali. Lotito sembra disposto a sborsare quasi 5 milioni di euro per aggiudicarsi il 25 enne croato, ma la trattativa non è ancora andata in porto ufficialmente, visto anche l’interesse di Chelsea e Aston Villa per il portiere. I Villiansavrebbero offerto quasi 3 milioni di sterline, poco più di 4 milioni di euro, per aggiudicarsi Kalinic, ma la Lazio, come detto, sembra intenzionata ad offrire di più pur di aggiudicarsi il calciatore. Vedremo se nei prossimi giorni la trattativa andrà a buon fine, visto che l’estremo difensore dell’Hajduk è ora ancora in vacanza a Dubai e rientrerà in Europa solo con il nuovo anno. Kalinic vorrebbe giocare il più possibile in vista di Euro 2016 e vedremo cosa deciderà per il suo futuro. Questo è tutto quello che Since è riuscito a raccogliere sulla trattativa.
Lovre Kalinic, è un gigante di oltre 2 metri e quasi 100 chili, che quest’anno ha difeso 28 volte la porta dell’Hajduk Spalato, 20 volte in campionato e 8 volte nei preliminari di Europa League. Inoltre dopo tutta la trafila nelle nazionali giovanili della Croazia il portiere, originario proprio di Spalato, ha già esordito in nazionale maggiore, con la quale ha collezionato già due presenze.
Se il portiere dovesse arrivare alla Lazio prepariamoci alla partenza di uno tra Federico Marchetti e Erit Berisha, visto che in rosa Pioli avrebbe quattro portieri, se contiamo anche Guido Guerrieri.
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Continua il percorso analitico sul cammino della Lazio nell’anno 2015. Il bimestre Marzo/Aprile ha segnato uno dei periodi più proficui dell’anno biancoceleste. Dopo le due vittorie consecutive nel mese di Febbraio contro Udinese e Palermo, sono arrivati, infatti, altri otto risultati utili consecutivi tra cui 6 vittorie di fila in campionato.
La prima partita del bimestre, ha visto la Lazio protagonista sul campo del Sassuolo battuto per 3-0. Una partita eccellente quella giocata dagli uomini di Pioli, che hanno dominato senza problemi, le marcature portano i nomi di Anderson, Klose e Parolo. Con questa vittoria la Lazio conferma il 4° posto in classifica con solo 2 punti di distacco dal Napoli.
Il 4 Marzo, la Lazio gioca in casa la semifinale di Coppa Italia pareggiando 1-1 con il Napoli. I capitolini, che erano in vantaggio grazie alla rete di Klose, si son fatti raggiungere dai partenopei che hanno siglato il pareggio con la rete di Gabbiadini al 58′. Un’occasione persa per la Lazio che in quel periodo vantava una perfetta forma e numerose vittorie alle spalle.
Tornando alla Serie A, il 9 Marzo 26° giornata di Campionato, i biancocelesti ospitano i viola di Montella all’Olimpico e regalano emozioni ai tifosi segnando ben 4 reti tra il 6′ e l’85’. Gli autori dei gol sono Biglia, Candreva su rigore e Klose con una doppietta. Siamo alla quarta vittoria consecutiva per la prima squadra della Capitale che nel turno successivo batte anche a Torino i granata per 2-0 con doppia rete di Anderson. Grazie a questi risultati, la Lazio scavalca il Napoli e riacciuffa la terza piazza.
E l’invincibilità della Lazio continua con la sesta vittoria consecutiva in serie A, i biancocelesti battono il Verona per 2-0 con reti di Candreva e Anderson, chiudendo il mese di marzo con 4 vittorie su 4 match in campionato. Risultati che consentono ai capitolini di restare al terzo posto.
Il mese di Aprile 2015 viene inaugurato con un altro successo, allo Stadio Sant’Elia di Cagliari protagonisti in campo sono ancora Klose, Biglia e Parolo che siglano il 3-1 contro i rossoblu, vittoria che consente alla Lazio di avvicinarsi ai rivali della Roma. Un solo punto di distacco, infatti, divide ora le due squadre romane.
Nel frattempo, c’è spazio anche per la semifinale di ritorno della Coppa Italia che vede protagonisti i biancocelesti. Con una rete di Lulic al 79‘ la lazio batte il Napoli e approda in finale, dove incontrerà la Juventus. Il bosniaco è ancora una volta protagonista di un goal decisivo due anni dopo quello segnato al 71′ nella storica finale vinta contro la Roma.
Nell’incontro successivo arriva a Roma l’ottava vittoria consecutiva in Serie A per la squadra di mister Pioli, che vince sull’Empoli con 4 goal. Autori delle marcature sono Mauri, Candreva, Klose e Anderson. Approfittando così del pareggio dei “cugini” giallorossi, i biancocelesti li scavalcano in classifica e si piazzano al secondo posto.
La striscia di vittorie in campionato, però, viene di colpo interrotta dalla sconfitta contro i bianconeri della Juventus che si impongono per 2-0 sui biancocelesti. Lazio che non può nulla contro la corazzata di Allegri, che pur giocando a ritmi bassi riesce a vincere la gara. La squadra di Pioli conserva comunque il secondo posto, poiché la Roma pareggia a Bergamo.
Il mese di Aprile si conclude con un pareggio contro il Chievo e una vittoria contro il Parma. All’Olimpico, infatti, la Lazio impatta per 1-1 contro i veronesi. I biancocelesti seppur inizialmente in vantaggio grazie a una rete di Klose, si vedono rimontare dai gialloblu con un goal di Paloschi. L’altra partita in casa, invece, si conclude con un netto 4-0 con cui i biancocelesti sconfiggono i ducali. Le reti portano la firma di Parolo, Klose, Candreva e Keita. Il mese si conclude comunque con la Lazio ancora seconda in classifica, che approfitta di un andamento altalenante della Roma, conservando un solo punto di vantaggio sui giallorossi. Si avvicina, così, la fine del campionato, che con la Juve ormai campione, vedrà le due romane contendersi la seconda e la terza piazza in classifica.
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Keita potrebbe lasciare la Lazio già da Gennaio. Campanello inglese o tedesco?
Tra alti e bassi Keita potrebbe lasciare la casacca biancoceleste già da Gennaio. A lanciare la “bomba di mercato” è la Gazzetta dello Sport.
Il senegalese non sembra voler continuare la sua avventura nella capitale visti i mesi complicati di quest’ultima stagione. Secondo la testata giornalistica, il giocatore laziale si sta guardando intorno per ritrovare se stesso in un’altra squadra che non sia italiana anche se le voci di mercato vedono un Roberto Mancini interessato al baby laziale.
Secondo alcune indiscrezioni, poco tempo fa si fece avanti il Monaco; le offerte però arrivano anche dalla Germania e dall’Inghilterra, meta molto apprezzata dal fenomeno biancoceleste.
Data questa circostanza, Lotito non resta a guardare e fissa il prezzo di base del giocatore a 20 milioni di euro, soldi che qualora la partenza si avverasse, verranno investiti per un calciatore dello stesso ruolo.
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E’ stato un 2015, in fin dei conti, abbastanza positivo quello della nostra Lazio. Nella prima parte dell’anno, infatti, il club capitolino ha fatto faville raggiungendo un terzo posto ed un preliminare di Champions League che mancavano da molto tempo, pur perdendo la Coppa Italia in una sfortunata finale contro la Juve. Mentre nella seconda parte sono stati falliti ben due obbiettivi, come la Supercoppa e la qualificazione alla Champions, inoltre in Serie A i biancocelesti hanno molto spesso deluso le aspettative. Solo la bella prova nel girone G di Europa League ha salvato la Lazio da un finale d’anno disastroso, conclusosi anche con la vittoria per 2-1 in casa della capolista Inter. Since ha deciso di ripercorrere tutto il cammino della Lazio in questo 2015, raccontandovi le partite e gli episodi più significativi di quest’anno. Partiamo oggi dai mesi di Gennaio e Febbraio.
La Lazio chiude il suo 2014 con un pareggio per 2-2 contro l’Inter all’Olimpico, che gli consente di conservare la terza piazza in classifica, dietro Juventus e Roma. In Coppa Italia, invece, la compagine capitolina è già approdata agli ottavi di finale della competizione. Il 2015 inizia con una roboante vittoria in casa contro la Sampdoria, sconfitta per 3-0 il 5 Gennaio. A segno per la Lazio vanno Parolo, Felipe Anderson e Djordjevic, in una gara dove la squadra di Pioli sfiora quasi la perfezione, dando spettacolo in campo. Grazie a questa vittoria la Lazio resta al terzo posto in Serie A. Sul fronte mercato, iniziato proprio in questa giornata, invece, nessuna novità rilevante. Nonostante la squadra biancoceleste sia in corsa su due fronti, infatti, Lotito e Tare non sembrano intenzionati ad investire ulteriormente. Anche sul fronte trasferimenti in uscita tutto tace, nonostante le tante voci attorno a Gonzalez e Perea.
La partita successiva del nuovo anno è niente di meno che il derby contro gli odiati rivali della Roma, lontani nove lunghezze. Derby che si gioca l’11 gennaio. Biancocelesti che si presentano con una divisa classica che recita “Je suis Charlie” in ricordo dell’attentato a Charlie Hebdo. La Lazio arriva in splendida forma, mentre la Roma sembra aver perso lo smalto di inizio campionato. La partita, infatti, sembra lo specchio di quello che sta accadendo in Serie A con la squadra di Pioli che gioca in modo sbarazzino e dopo 3o’ minuti conduce già per 2-0 grazie ai goal di Felipe Anderson e Mauri. I gialllorossi vengono presi letteralmente a pallate e non sembrano poter reagire, ma si sa il calcio è strano. Dopo 8′ minuti dall’inizio del secondo tempo, infatti, ecco la beffa con la Roma che va a segno con Totti. La Lazio prova a reagire e cerca il terzo gol che chiuderebbe i conti, ma la squadra di Garcia ha cambiato marcia ora e sempre con Totti trova il gol del 2-2. La partita finisce, quindi, in parità e i biancocelesti gettano al vento una ghiotta opportunità di rimonta sui “cugini”. Sul fronte mercato, invece, tutto tace, nonostante la difesa sia sempre in emergenza, a causa di un De Vrij fuori per infortunio proprio dopo il derby. Inoltre neanche in attacco la dirigenza sembra intenzionata a cercare una quarta punta.
La terza partita dell’anno nuovo vede la Lazio giocare in Coppa Italia contro il Torino di Ventura. Ad inizio gara ancora un’ottima prova dei biancocelesti, che vanno in vantaggio fin da subito con Keita e Klose. Poi la Lazio, nel secondo tempo, subisce subito il gol dei granata, a segno con Martinez e comincia a soffrire un bel po’, rea di non aver chiuso prima la gara. Il Torino potrebbe pareggiare, ma alla fine i biancocelesti trovano il 3-1 con Ledesma dal dischetto e chiudono i conti.La Lazio vince, quindi, seppur imbottita di riserve, a causa degli infortuni di Mauri e De Vrij e del turn over di Pioli in vista della Serie A. Il passaggio del turno è archiviato e la Lazio approda, così, ai quarti di finale.
In campionato, invece, le cose non vanno come sperato, la Lazio, infatti, perde a Napoli e si vede superare in classifica proprio dai partenopei e anche dalla Sampdoria. Nello scontro diretto per il terzo posto i biancococelesti perdono per 1-0 al San Paolo, per merito di una rete di Higuain al 15′ del primo tempo, senza riuscire a rimontare i rivali napoletani. I biancocelesti, infatti, non giocano al meglio delle loro potenzialità e non riescono ad imporre il proprio gioco. I problemi maggiori arrivano dalla difesa, dove senza De Vrij e con Cana e Radu centrali la Lazio soffre moltissimo. Una sconfitta bruciante che ferma, quindi, la corsa della Lazio. Si conclude così la prima parte della stagione con la squadra di Pioli al 5° posto in classifica.
L’occasione per rifarsi, però, si presenta subito. Infatti all’Olimpico, il 24 gennaio, arriva il Milan di Inzaghi e la Lazio gioca con il coltello tra i denti per dare prova ai propri tifosi di essere ancora viva. De Vrij recupera in estremis e gioca come centrale insieme a Cana. Fa il suo esordio in campionato, in questa partita, la nuova “maglia bandiera” con l’aquila stilizzata, che avrà poi tanto successo tra i tifosi laziali. I biancocelesti, però, non cominciano bene e dopo 4′ minuti sono già sotto, a causa del gol di Menez. La reazione della Lazio, però, non tarda ad arrivare e la squadra di Pioli si getta in avanti alla ricerca del pareggio. Il primo tempo si chiude, nonostante tutto, ancora in svantaggio, ma la Lazio è viva e pronta a colpire. Detto fatto! Nel secondo tempo, difatti, Parolo e Klose capovolgono il risultato e la Lazio tira fuori gli attributi, giocando con grinta e onorando la maglia che indossa. Il Milan è stordito e nel finale di gara arriva anche il 3-1 di Parolo. Sull’azione del goal, però, si infortuna, purtroppo, Filip Djordjevic, da poco entrato, e il serbo è costretto a lasciare il campo. I rossoneri, invece, sono nervosissimi e Mexes si fa espellere a causa di un bruttissimo gesto nei confronti del capitano Mauri. La Lazio, infine, vince e convince e si riprende il quarto posto, scavalcando la Samp e mettendosi a sole tre lunghezze dal Napoli. Inoltre sul fronte mercato arriva finalmente e stranamente qualche acquisto. Con De Vrij costretto a non giocare per un bel po’ dopo questa partita, viene acquistato dallo Sporting Lisbona il centrale Mauricio dos Santos Nascimiento per sostituirlo. Mentre in attacco viene richiamato Bryan Perea dal Perugia, per sostituire l’infortunato Djordjevic. Lotito spende così per un centrale ma va al risparmio per l’attacco, senza investire in un reparto dove una prima punta decente sarebbe servita come il pane.
Il 27 gennaio è ancora Milan, questa volta in Coppa Italia. La Lazio questa volta gioca a San Siro i quarti di finale contro i rossoneri e ancora una volta la spunta. Decisivo risulta un rigore trasformato da Lucas Biglia, che regala l’1-0 finale con cui i biancocelesti espugnano Milano. Una partita giocata con grinta e determinazione dalla squadra di Poli, costretta a giocare in dieci gran parte del match a causa dell’espulsione, per doppia ammonizione, di Cana. I rossoneri, infatti, pur aggredendo i biancocelesti non riescono a superare il muro laziale. I nostri ragazzi, difatti, gettano il cuore oltre l’ostacolo e nonostante le tante assenze e il cospicuo turnover portano a casa la vittoria.
In campionato, poi, arrivano ben due stop consecutivi e il terzo posto sembra sfuggire di mano alla Lazio. I biancocelesti, infatti, perdono prima a Cesena e poi in casa contro il Genoa. Il mese di Febbraio comincia, quindi, nel peggiore dei modi. Contro i bianconeri arriva una sconfitta per 2-1, con una Lazio che commette troppi errori e risulta stanca e svogliata. Defrel e un autorete di Cataldi affondano quindi la squadra capitolina, a cui non basta nel finale il gol di Klose per riequilibrare la gara. Seconda sconfitta del 2015 per le aquile, che vanno incontro anche alla terza neanche otto giorni dopo; all’Olimpico contro i grifoni decide un gol di Perotti. La Lazio gioca più o meno come a Cesena e non riesce a rimontare il gol iniziale del Genoa. Veramente un brutto periodo per la prima squadra della capitale, che sembra aver smarrito la forza e la determinazione di inizio anno. Non basta il rientro di De Vrij per dare forza ai capitolini che scivolano al sesto posto, scavalcati anche da Fiorentina e Sampdoria. Sul fronte mercato, invece, nessun’altro acquisto, solo una cessione, con Alvaro Gonzalez ceduto in prestito al Torino. A Gennaio, quindi, la Lazio chiude con un misero bottino di soli due acquisti e una cessione, sulla scia delle parole ormai ben note della “squadra difficilmente migliorabile”.
Le due partite finali di questo bimestre segnano la rimonta della Lazio, che sorpassa Fiorentina e Sampdoria e si riporta a sole cinque lunghezze dal Napoli. arrivano, infatti, due vittorie contro Udinese e Palermo, che seppur risicate rilanciano le aquile. In Friuli i bianocelesti vincono 1-0, grazie al rigore di Candreva, giocando una buona partita e fermando la serie di due sconfitte consecutive. Mauricio ormai affianca De Vrij in pianta stabile e i due sembrano aver trovato un’ottima intesa al centro della difesa. Dalla cintola in giù la Lazio è poi di nuovo viva e costruisce un piacevole gioco. Sulla scia di questo risultato arriva anche la vittoria contro i rosanero per 2-1 all’Olimpico. Dybala porta in vantaggio gli ospiti, ma Mauri e Candreva capovolgono il match e regalano la vittoria alla Lazio il 22 Febbraio. Grinta e cuore permettono ai nostri ragazzi di portare a casa altri tre punti fondamentali. Il gioco sembra ritrovato e le ottime prestazioni ricominciano a dare i loro frutti. L’aquila ritorna, quindi, a volare e la compagine biancoceleste recupera punti in classifica ritornando in quarta posizione. Queste vittorie daranno inizio alla serie di dieci risultati utili consecutivi che la Lazio collezionerà più avanti, tra cui otto vittorie di fila in Serie A.
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Mentre tutti i giocatori sono a godersi gli ultimi scampoli di vacanze natalizie, la società biancoceleste si sta muovendo sul mercato sia entrata che in uscita. Vediamo caso per caso tutte le situazioni di cui si sta preoccupando la Lazio.
CAPITOLO CESSIONI
Per quanto concerne le uscite da casa Lazio, sono da evidenziare le parole che un paio di giorni fa ha rilasciato il procuratore di Onazi: “Eddy piace a diversi club, sia italiani che stranieri. Sicuramente non è contento di come stanno andando le cose e del poco minutaggio che Mister Pioli gli ha concesso fino ad adesso. Parleremo con la società e troveremo sicuramente una soluzione che possa soddisfare tutti“. Parole che sanno di richiesta di cessione per il centrocampista nigeriano. Su di lui si sono posate le attentioni di squdre tedesche e turche. La Lazio lo valuta sugli 8 milioni di euro, che rappresenterebbero una grande plusvalenza visto che Onazi proviene dal vivaio biancoceleste.
Da monitorare con attenzione c’è anche la situazione che riguarda Antonio Candreva. Sull’esterno offensivo laziale si sono posati gli occhi di diversi top club europei: Roberto Mancini l’ha inserito in cima alla sua lista per rinforzare il centrocampo dell’Inter, Mihajlovic lo vorrebbe al Milan al posto di Cerci e anche il Barcellona (a cui finirà il blocco al mercato imposto dalla Fifa) ha chiesto più dinuna volta informazioni sul centrocampista laziale. Tutte queste società debbono però confrontarsi con Lotito e con la sua volontà di partire da una base di almeno 35 milioni di euro per poter cedere il centrocampista. Sarebbe una cessione difficile da realizzarsi durante il mese di Gennaio, ma nulla è impossibile in casa Lazio..
Prima di Natale sono rimbalzate voci insistenti sul fatto che Santiago Gentiletti abbia chiesto alla società di essere ceduto in prestito, in modo da poter recuperare con calma dall’infortunio della scorsa stagione e che ancora lo tormenta, impendendo all’argentino di riuscire a sostenere il ritmo delle tre partite a settimana. La situazione è tutta da valutare perché se la Lazio decidesse di privarsi di Gentiletti, sarebbe costretta ad acquistare non uno, ma almeno due difensori di alto livello per dare a Pioli un reparto arretrato più forte e completo di quello attuale.
CAPITOLO RINNOVI
Per quanto concerne i rinnovi in casa Lazio, la situazione rimane ancora piuttosto spinosa ed intricata. Nulla sembra essersi mosso negli ultimi mesi per i rinnovi di Lulic e Marchetti.
Nessuna buona nuova sul portiere di Bassano del Grappa che è vincolto con la squadra biancoceleste fino al prossimo 30 Giugno. Il suo futuro potrebbe essere in Premier League, più presisamente al Liverpool. Secondo quanto rivela l’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, infatti, il club di Anfield Road avrebbe effettuato un primo sondaggio. Dopo Diego Lopez, anche Marchetti sarebbe rientrato nel mirino dei Reds. Mignolet non fornisce le garanzie sperate e Bogdan, arrivato il estate dal Bolton, ha giocato appena una partita in Premier. Su Marchetti hanno messo gli occhi anche l’Inter, alla ricerca di un affidabilissimo vice Handanovi, e la Juventus. Poche settimane e si deciderà il futuro del portiere biancoceleste, ma la sensazione è che le strade tra Marchetti e la Lazio si divideranno.
Su Lulic al momento non ci sono novità: il bosniaco si avvia a lasciare la Lazio al termine della stagione, una cessione che dovrebbe fruttare alle casse della Lazio una decina di milioni. Su di lui è forte l’interesse di Southampton, Valencia e Bayer Leverkusen, senza dimenticare la Juvemtus, da sempre attenta alle prestazioni dell’esterno laziale.
CAPITOLO ACQUISTI (POSSIBILI)
Nella sezione delle possibili entrate in casa Lazio vi è sicuramente un difensore. L’emergenza difensiva che la squadra di Pioli ha palesato in queste 17 giornate di campionato è piuttosto grave e Tare deve assolutamente correre ai ripari. L’infortunio di De Vrij ha pesato clme un macigno, privando la Lazio del suo difensore più forte, colui che dava sicurezza ad un intero reparto, facendo diventare affidabili anche giocatori che, senza la guida olandese, si sono dimostrati piuttosto “farfalloni”.
Di nomi se ne fanno tantissimi: Kace, Tonelli, Rolando, N’Koulou, Zouma e, nome fresco di giornata, Hubocan, centrale slovacco della Dinamo Mosca.
La certezza, viste anche le parole di Tare rilasciate prima dell’ultima partita di campionato contro l’Inter, è che arriverà un difensore esperto, non un giovane, ma un giocatore pronto a giocare titolare da subito. Tonelli e Zouma sarebbero due difensori già pronti e con maggiore esperienza ad alti livelli, ma i costi son proibitivi. Più probabile la pista che porta a Rolando e quella che porta a N’Koulou, entrambi di proprietà del Marsiglia ma quest’ultimo in scadenza di contratto.
Sarà un Gennaio caldo per la Lazio, un mercato in cui per forza di cose la squadra dovrà uscirne rafforzata, cosa che non era accaduta nel mercato estivo. Ancora pochi giorni e sapremo chi saluterà e chi invece porterà nuova linfa alla squadra.
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Mentre i giocatori delle Lazio si godono le (poco) meritate vacanze natalizie in giro per il Mondo, il responsabile della comunicazione Stefano De Martino ha rilasciato un’intervista a Lazio Style Radio in cui parla del momento dei biancocelesti e anche dei movimenti del mercato di Gennaio: “Una vittoria importante contro la prima. Certo, non cambia molto la classifica, ma ha dimostrato ciò che la Lazio può e deve fare. E’ scesa in campo con il giusto atteggiamento, abbiamo visto una squadra corta che lavora bene sulle fasce. Era la Lazio che conoscevamo e che ci aspettiamo, vista la rosa di cui dispone il mister. Ci sono stati dei problemi, forse in Europa i biancocelesti hanno giocato con la testa libera. Tanto che nel girone la Lazio passa prima, è un piccolo record nella storia del club. In Coppa Italia avremo la Juve: un’avversaria con cui è sempre andata male nelle ultime uscite, perdendo anche senza meritarlo, come in finale di Coppa Italia. Il Campionato? È strano, molto equilibrato: il girone di ritorno sarà imprevedibile, tutto può succedere. La classifica è molto corta, perdere qualche partita può cambiare tutto. E’ altrettanto vero che inanellando successi puoi scavalcare posizioni e trovarti in alto. Quest’anno è più difficile, c’è l’Europa. Ovviamente non può essere un alibi, per dei professionisti che indossano la maglia della Lazio”.
La Lazio è appunto in corsa su tre fronti, ha bisogno di interventi urgenti soprattutto in difesa. A tal proposito De Martino risponde: “La Lazio è in corsa su tre fronti, servirà più concentrazione specialmente in campionato. La squadra lo sa bene, lo sa il mister, che non ha mai abbassato la tensione, la voglia di far bene. Nonostante le polemiche, la stampa, il valzer degli allenatori… Anche per il mercato, leggo titoloni sui giornali, ma non c’è nulla: la Lazio è stata chiara, confermando i grandi talenti che abbiamo e affiancandone dei giovani. La società sa quello che deve fare, deve apportare dei correttivi per la defezione di de Vrij, non arriveranno i grandi nomi ma gli innesti per risolvere i problemi. Poi vedremo le altre scelte che verranno fatte. Leggo di “sacrifici”, c’è poco da sacrificare, c’è da migliorare. Non lasciamoci trascinare da queste deduzioni, suggestioni che non appartengono all’idea della società. Che vuole migliorare senza dover vendere. La Lazio, da quando sono qui, non ha mai messo sul mercato qualcuno che non volesse finirci. Se hai voglia di fare altre esperienze, la società rispetta i parametri, può acconsentire e lasciare andare. La linea del club è sempre stata questa. Chi chiede di fare esperienze diverse perché magari qui hai poco spazio, si prendono scelte insieme al giocatore. In ogni caso, la dirigenza è stata chiara: ci si rinforzerà. Sicuramente non ha intenzione di indebolirsi e cedere giocatori importanti. Lulic? Non so per il rinnovo contrattuale, ma conosco Senad, sa che vuole fare bene con questa maglia. Penso ci saranno notizie positive in tal senso”.
Sul de Vrij: “Sui tempi di recupero non si può essere precisi, ma tutto si sta svolgendo secondo protocollo, non ci sono notizie negative“.
Poi afferma che “la società ha un progetto, c’è la voglia di migliorare, ma sempre con un occhio al bilancio. La Lazio fattura un terzo della Juventus. E’ una società che imposta il lavoro per inseguire certi obiettivi. C’è stato un grande scoramento per il preliminari di Champions, che sicuramente ha pesato su tutti. Ma ora dobbiamo considerare il presente“.
Infine, un pensiero sulle multiproprietà: “Quando si è fatto il discorso sulle multiproprietà, c’è chi ha alzato muri. Invece, disponendo di un’altra squadra, si può valorizzare come si preferisce i giovani, senza mandarli altrove a farsi le ossa. Spero non si escluda questa possibilità per la necessità di dire no nei giochi di equilibrio politici“.
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Marcello Lippi, accostato alla Lazio per la possibile sostituzione di Pioli ha smentito il tutto ai microfoni di Leggo. L’ex ct della nazionale dichiara:“Nessuna squadra italiana mi ha contattato per lavorare”. Nella sua intervista però ha anche rilasciato qualche dichiarazione su Pioli e la Lazio: ” Non credo che la Lazio possa ripetere l’impresa europea della stagione passata, è troppo staccata dalle altre”.
Parole che quindi smentiscono tutte le notizie passate sul probabile esonero di Pioli, che grazie all’impresa di San Siro e la vittoria in Coppa Italia contro l’Udinese, riesce a placare le voci ed i nerovosismi tra le muta Laziali.
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Dopo la vittoria di ieri contro la capolista Inter la nostra Lazio ha chiuso in bellezza il 2015, sorprendendo tutti e vincendo contro i nerazzurri. Ora che la Serie A e tutte le altre competizioni son ferme è tempo di bilanci, è tempo di vedere come è andato questo 2015 per i biancocelesti, che dopo un ottimo avvio hanno poi stentato nella seconda parte dell’anno, ottenendo risultati non soddisfacenti. Solo la vittoria di San Siro ha rivitalizzato l’ambiente, che ora vuole cominciare nel migliore dei modi il nuovo anno. Stando alla classifica di serie A per l’anno solare 2015 redatta dal sito di Panorama, la Lazio chiude quest’anno al sesto posto. Dal bilancio è emerso che la Lazio ha collezionato 65 punti, 2 punti in più rispetto allo scorso anno.
Al primo posto, invece, c’è la Juventus di Allegri con 81 punti, i bianconeri nonostante siano stati penalizzati da un turbolento inizio campionato, rimangono in cima alla classifica dell’anno solare, primato che la squadra detiene dal 2012. Medaglia d’argento per la Fiorentina di Sousa con soli 6 punti di distacco rispetto ai bianconeri e terzo posto per il Napoli con 4 punti in meno rispetto ai viola. Quarta piazza per l’Inter con 70 punti totalizzati, nonostante il primo posto di quest’anno e quinto posto per i “cugini” della Roma, che hanno 66 punti, solo uno in più della Lazio.
Infine la a squadra che ha stupito maggiormente il pubblico quest’anno è stata il Sassuolo che occupa l’ottavo posto della classifica con 14 punti in più rispetto allo scorso anno, superando di una posizione addirittura il Milan che ha perso 8 punti rispetto al 2014.
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Finalmente una vittoria dopo tanta sofferenza, finalmente un sorriso in casa Lazio. Il Natale e l’anno nuovo si potranno festeggiare in tutta tranquillità e Pioli sarà sicuramente felice della vittoria dei suoi. Con tanta grinta e un pizzico di fortuna, infatti, la Lazio ha battuto l’Inter a San Siro e ha portato a casa i tre punti. Vediamo ora tutte le dichiarazioni del post gara pronunciate dai protagonisti del match.
Partiamo dalla conferenza stampa di Stefano Piloli, visibilmente soddisfatto della vittoria della sua squadra. Ecco le sue parole:
La partita della svolta?
“Se lo sarà lo sapremo solo vivendo. Era importante vincere, sono soddisfatto e sicuramente questo ci permette di affrontare il futuro con tranquillità. Serve continuità, la classifica non rispecchia le nostre qualità”.
Biglia più arretrato?
“Dipende dagli attaccanti avversari, Lucas doveva aiutare i difensori centrali. Ho scelto Milinkovic per la fisicità, i duelli. Abbiamo risposto colpo su colpo, Sergej è stato bravissimo anche se non era al meglio per un problema al polpaccio. É un peccato per il suo rosso, contro il Carpi mancherà anche Biglia. Ma vogliamo vincerla”.
La Lazio dove ha vinto il match?
“É stata sempre in gara per 95′. L’Inter ha reagito, abbiamo avuto delle difficoltà, i nerazzurri sono andati in gol solo con un’azione. I miei ragazzi sono stati bravi, ho visto dedizione e generosità. Scendiamo in campo per dare il massimo, spesso non ci siamo riusciti, stasera sì”.
C’è stata una squadra senza paura…
“Alla squadra ho detto di giocarla con i nostri princìpi. Affrontare la migliore squadra del campionato è servito, sono contento per i ragazzi, ora si godono la vittoria e delle serene feste. Poi ci sarà da pedalare, non siamo avanti in classifica come vorremmo essere”.
Difficoltà nel secondo tempo?
“Mi aspettavo un’Inter del genere. So che la squadra nerazzurra cambia parecchio, ma noi ci siamo adattati contro una grande squadra. Noi eravamo tranquilli e pronti ad affrontare qualsiasi situazione di gioco”.
Sorteggio con il Galatasaray? (domanda di un giornalista turco)
“I suoi colleghi romani non mi hanno mai chiesto del sorteggio, sono contendo di rispondere a questa domanda. Il sorteggio poteva essere migliore come peggiore. Il Gala è forte, ha fatto la Champions, vedremo come ci arriveranno le due squadre. L’Europa League è un nostro obiettivo, speriamo di essere pronti”.
Una rivincita di Natale pensando allo scorso anno?
“Ero contento all’intervallo vedere la squadra in vantaggio per un solo gol. Serve convinzione, bisogna ripartire da questa partita per migliorare la classifica”.
Passiamo poi alle dichiarazioni dell’altro tecnico, quello dell’Inter, l’ex laziale Roberto Manciini. Ecco le sue parole rilasciate a Mediaset Premium e a Sky Sport:
Arrabbiato? “Abbiamo fatto tutto da soli, sono dispiaciuto perché ci sono partite che non riesci a vincere. Non vanno perse regalando e facendo stupidaggini”.
Settimana particolare, clima poco adatto? “Non lo so, fa parte di tutto quello che c’è in un club. Non credo, la concentrazione va mantenuta fino all’ultimo minuto dell’ultima partita. Già non mi era piaciuta il riscaldamento. Senza cavolate non avremmo perso, dispiace per il risultato. Rifarei le stesse scelte”.
Sul rigore causato da Felipe Melo… Troppo nervosismo? “Di cavolate parlavo proprio di questa. Deve essersi innervosito dopo il rigore. Cosa ho detto a Melo? Non rispondo, rimane nello spogliatoio”.
Stasera Jovetic ha fatto fatica a trovare spazio tra le linee. “Non abbiamo giocato bene, pur non giocando bene non avremmo dovuto perdere. La Lazio non ha fatto grandi cose per vincere. Abbiamo giocato male e poco, l’avevamo chiusi nell’area nel secondo tempo, non dovevamo perdere la testa in cose stupide, ci può stare una partita in cui non riesci a vincere. Buttarla via così è stato un errore. Volevo avere due attaccanti centrali, nel primo tempo non abbiamo attaccato lo spazio e non li abbiamo messi mai in difficoltà”.
Sulla vetta della classifica: “Sappiamo che è un campionato lungo e cambieranno le posizioni dell’alta classifica. Stasera la macchina era una topolina. La Juve è più preparata per vincere, avremmo firmato per essere lì a dicembre, non cambia niente”.
Avete messo una marcia in meno stasera? “Eravamo in folle, ma la Lazio non ha fatto nulla per vincere. Non possiamo fare le stupidaggini che abbiamo fatto noi e concedere ciò che abbiamo concesso. Non eravamo concentrati dall’inizio, una squadra in testa alla classifica deve essere più furba e pensare che si può anche pareggiare”
E’ un po’ meno innamorato di Candreva? “Candreva è un gran giocatore, ma adesso conta poco. Bisognava tenere la partita così, non abbiamo fatto una gran partita. Melo? Stasera ha fatto due stupidaggini”
Ha parlato anche l’uomo partita Antonio Candreva, esprimendo tutta la sua soddisfazione ai microfoni di Mediaset Premium: “Abbiamo fatto una bellissima partita contro una grandissima squadra. Questo è un punto di partenza per l’anno nuovo. Con le ultime gare abbiamo preso più sicurezze. È stata una grande prova e dobbiamo ripartire da qua. Vittoria per Pioli? È la vittoria di tutti, abbiamo passato dei mesi difficili, ce lo meritiamo perché siamo un grandissimo gruppo. Se piaccio a Mancini? Io penso solo alla Lazio”.
Queste, invece, le parole di Stefan Radu, intervenuto ai microfoni di Rai Sport al termine del match con l’Inter: “Stasera abbiamo fatto una buona prestazione. Nel primo tempo potevamo segnare anche il secondo gol, ma siamo felici di aver vinto contro la prima in classifica. Noi eravamo in una situazione delicata e abbiamo dato tutto per lasciare San Siro con i tre punti”. Poi alcune parole sulla a conferma di Pioli: “Non dobbiamo parlare a voce, ma con le prestazioni e i punti. Noi siamo con Pioli e dobbiamo dimostrarlo”. Su Candreva e Felipe Anderson invece: “Speriamo che dopo questa partita siano tornati (ride, ndr)”. Infine una battuta su Biglia capitano: “Se darla a Biglia ha diviso lo spogliatoio?No, noi crediamo tutti in Lucas. Lui è il nostro capitano ed è un grande”.
Radu ha parlato anche a Lazio Style Channel: “Abbiamo lottato come un’aquila, abbiamo volato come un’aquila! Siamo felici per questi tre punti, ci abbiamo creduto fino alla fine. La squadra c’è, abbiamo dimostrato che c’è voglia di fare, che i giocatori non hanno dimenticato di giocare a calcio. Speriamo dopo questa vittoria di salire in classifica e di mostrare altre prestazioni come quella del primo tempo. Biabiany? E’ veloce, non dovevo dargli spazio. Appena gliel’ho concesso ho lottato come un leone. Sono molto soddisfatto della mia prestazione, nello spogliatoio c’era un clima di festa. Stasera non poteva andare meglio, chiudere l’anno con questi tre punti è fantastico. Anche l’anno scorso avevamo fatto una grande partita a San Siro, solo che avevamo pareggiato”.
Il difensore romeno è intervenuto anche ai microfoni di Mediaset Premimum aggiungendo: “In settimana, dopo la partita di coppa ci siamo parlati ed eravamo convinti di uscire da San Siro con punti. Oggi abbiamo fatto una partita bellissima. Questa vittoria ci dà morale per il prossimo anno. È importantissima per noi e per il nostro percorso. Ripartiamo da qui e da questa prestazione. Dobbiamo crederci e tornare lì in alto e lottare per un posto in Europa League”.
Stefan ha parlato anche ai microfoni dei cronisti presenti in zona mista: “Speriamo di risalire in classifica, anche per puntare all’Europa. Partita uguale a quella dell’anno scorso? Un po’ forse l’ha ricordata. Venerdì, dopo la vittoria contro l’Udinese, ci siamo confrontati e ci siamo detti che a San Siro ce l’avremmo potuta fare”.Sul dopo Lazio-Sampdoria: “Abbiamo parlato negli spogliatoi come facciamo a fine di ogni match, l’importante è che già da giovedì si è vista una squadra che ha voglia di fare bene anche in campionato, oltre che in Europa League. In realtà abbiamo sempre lavorato, solo che i risultati si stanno iniziando a vedere solo ora”. Poi torna sull’attualità: “Pioli resta, il merito è sicuramente anche il suo. Le critiche all’allenatore? Ci viene solo da ridere, lui ha dato fiducia a tutti. Felipe? Speriamo che ci faccia vincere. Anche io sono stato colpito da critiche, ma solo all’inizio ora penso di averle superate. Questa vittoria oggi è dedicata anche ai tifosi, prima siamo andati a salutarli. Io mi sento molto più carico con il loro supporto. Nonostante giovedì fossero in pochi io li ringrazio perché abbiamo vinto anche grazie a loro. Obiettivo? Resta l’Europa. Non dimentichiamo che lo scorso anno siamo partiti piano poi abbiamo conquistato il terzo posto. Se la sosta può farci bene o male? Non lo so, sicuramente questo successo ci ha ricaricato”.
C’è anche spazio per il comunicato del presidente Claudio Lotito, che appena la Lazio vince rispunta fuori come i funghi. Queste le sue parole: “Quella di stasera è stata una grande prova di carattere, ai ragazzi e allo staff tecnico faccio i miei piu’ sentiti complimenti per la prestazione di altissimo livello. Oggiabbiamo finalmente dimostrato il nostro reale valore, vincendo una gara difficile ma sicuramente alla nostra portata”. L’inizio è stato complicato, Lotito crede in un finale diverso: “Siamo ancora in corsa e la stagione è lunga: credo fortemente in questa squadra, mi auguro tornino a sostenerla, con entusiasmo, credendoci, anche i nostri tifosi”.
Queste poi le dichiarazioni di Wesely Hoedt intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel al termine del match:“Volevamo vincere, era importante. E ci siamo riusciti. Dovevamo essere compatti, lo abbiamo fatto. Loro hanno avuto una sola occasione e hanno segnato. Abbiamo lottato fino alla fine, abbiamo fatto una grande partita. Per noi era una gara importantissima, nello spogliatoio eravamo felicissimi per aver vinto. Volevamo vincere sia questa che quella con l’Udinese. In Coppa Italia abbiamo fatto una buona prestazione, oggi ci siamo confermati”.
Queste, infine, le dichiarazioni Samir Handanovic, visibilmente amareggiato, ai microfoni di Mediaset Premium: “Sul rigore sono stato sfortunato. Dispiace per la sconfitta, un punto per come abbiamo giocato oggi poteva andare bene. Abbiamo sbagliato atteggiamento, dobbiamo essere intelligenti e fare in modo che questa sconfitta ci serva da lezione”.
Il portiere sloveno è intervenuto anche ai microfoni dei cronisti presenti in mixed zone: “Abbiamo giocato male, oggi ci poteva andar bene anche il pareggio. Però il calcio è anche questo e bisogna andare avanti. Impariamo la lezione e ripartiamo più forti dopo la sosta. Penso che abbiamo sbagliato atteggiamento. Mancini? Ci ha fatto gli auguri di buone feste. Di certo era arrabbiato perché avrebbe voluto vincere. La Lazio ha avuto un po’ di problemi in questo periodo, però oggi ha avuto la giusta paura di questa partita. È stata brava a sfruttare le occasioni che le abbiamo concesso. Non credo che la Lazio sia stata meglio delle altre volte, ma siamo stati noi ad essere peggiori. Il gol sul rigore? C’è sempre rammarico quando l’avversario segna, però bisogna guardare avanti e mai indietro. I campionati non si vincono a metà anno, ma alla fine. Ci sono quattro o cinque squadre in corsa attualmente”.
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Alessandro Nesta, uno dei migliori difensori al mondo, inserito nella Top 11 di tutti i tempi della UEFA, ex capitano di una Lazio che faceva tremare il mondo è rimasto nei cuori di tutti i tifosi biancocelesti. Resterà per sempre l’unico e inimitabile capitano, il simbolo di una squadra che nel 1999 era la più forte del mondo, una Lazio da leggenda. L’ex difensore laziale ha parlato ai microfoni di Yahoo Sport della sua carriera e come sempre ha avuto un pensiero anche per la sua Lazio, i colori biancocelesti, infatti, gli rimarranno per sempre nel cuore. Queste le sue parole: “Mi sarebbe piaciuto giocare o nel Barcellona o nel Real Madrid. Da ragazzo avevo avuto l’opportunità di giocare per i Blancos. A quel tempo, però, giocavo nella Lazio e, volendo giocare a Roma per sempre, ho detto di no. Per me il calcio era la Lazio, nient’altro. Poi ci sono stati problemi economici e mi hanno venduto, ma io sarei rimasto a vita”. Poi una domanda sul suo possibile erede: “Chamot alla Lazio per me era il migliore, mi aiutò quando iniziai a giocare con i grandi e mi ha insegnato molto. Il mio erede? Faccio il tifo per Alessio Romagnoli che gioca nel Milan, è stato pagato tanti soldi e speriamo che diventi una colonna della nazionale”. Poi per concludere alcune parole sulla sua esperienza a Miami, per tornare a Roma e alla Lazio c’è ancora tempo: “Sarebbe troppo stressante, per adesso Miami. Poi il momento non è buono da nessuna delle due parti. Le ho tutte e due nel cuore, ma ho scelto di vivere in America e credo che qui vada bene per iniziare“.
Vi parlavamo prima della Top 11 UEFA, stilata tra giocatori che hanno vinto più premi nel concorso on-line, votato dagli utenti, che parte dal 2001 (l’anno in cui è partita l’iniziativa) fino al 2014, ecco quindi gli altri giocatori inseriti in questa classifica insieme a Nesta. Lo schieramento è il 4-3-3: Casillas; Sergio Ramos, Nesta, Puyol, Lahm; Gerrard, Xavi, Iniesta; Ronaldo, Messi, Henry. Quest, invece, i panchinari: Buffon, Terry, Nedved, Ronaldinho, Kaka, Zidane e Ibra. Una squadra piena zeppa di fenomeni, che risulterebbe veramente imbattibile.
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Ravel Morrison si è presentato lo scorso marzo a Formello con l’etichetta del “nuovo Gascoigne“. Un accostamento, oltre che per la nazionalità, dovuto al talento lo accomuna ad uno dei più grandi centrocampisti della storia e soprattutto al carattere indisciplinato fuori dal campo. Una caratteristica che torna in auge per i due, seppur per motivazioni diverse.
L’avventura nella Capitale di Morrison sembra già essere arrivata ai titoli di coda. 7 presenze per un totale di 151 minuti in stagione: troppo poco per un giocatore del suo talento. La sua esperienza romana non sarà di certo ricordata per le giocate in campo! Ieri è infatti arrivata l’ennesima puntata della telenovela che lo vede protagonista da quando è arrivato a Roma: Ravel ha ancora una volta lasciato in anticipo il centro sportivo di Formello, disertando l’allenamento in vista dell’Inter. Non ci sarà stasera nel match contro la capolista: l’inglese infatti è già volato in Inghilterra per trascorrere in famiglia le vacanze natalizie. L’ennesimo “colpo di testa”, arrivato dopo aver ribadito durante la cena di Natale della società di giovedì sera la volontà di voler salutare Roma già nel mese di gennaio. Il suo rapporto con la Lazio sembra dunque essere arrivato agli sgoccioli: svanisce così il sogno dei laziali di vedere Morrison esplodere con la maglia biancoceleste.
Nemmeno Paul Gascoigne vive un buon momento: l’incubo dell’alcool è tornato ad incombere sulla vita dell’ex Lazio, Newcastle, Tottenham e Rangers. Le indiscrezioni riportate dal tabloid “The Sun” raccontano di un venerdì finito con il ricovero in ospedale a causa dell’abuso di alcolici. La ricostruzione della serata parla del ritrovamento di Gazza all’interno di una spa (“Salus per aquam”, ndr) da parte di un funzionario della struttura che ha dichiarato: “Gascogne si trovava a terra. Tremava ed era in uno stato di incoscienza”. L’uomo del personale ha poi parlato di un taglio profondo sulla mano dell’ex centrocampista che ha causato un’elevata perdita di sangue. Gazza ora è ricoverato in condizioni d’emergenza al Champneys Forest Mere in Liphook, Hants.
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