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Lazio, dopo i danni la beffa: due Daspo e squalifica della Nord

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Non è bastata una sconfitta per 2-0, non è bastata la scarsa voglia di giocare della Lazio e la facilità di controllo del gioco degli azzurri, non sono bastati i fischi e nemmeno i cori razzisti acuiti solo con comunicati radiofonici, la giustizia penale e sportiva emette le sue sentenze giustissime.

Infatti, ieri sera gli agenti della Polizia hanno fermato un 43enne romano reo di aver fatto esplodere un petardo in piazza Ponte Milvio, in più durante la perquisizione è stato trovato in possesso di un altro petardo; successivamente, è stato fermato un 28enne romano che ha pensato bene di scavalcare il cancello del settore Distinti Nord Est entrando in campo. Per entrambi il provvedimento di Daspo per due anni.

Per quanto riguarda il calcio giocato, i cori non di certo amichevoli all’indirizzo del difensore del Napoli Koulibaly hanno irritato in Federazione, e le parole di Michele Uva, direttore generale della FIGC, riportate su TuttoSport ne sono un esempio pratico: “Avvenimenti incommentabili, è stato veramente vergognoso, sono cose che non devono accadere in uno stadio di calcio, come in nessun altro luogo”.

E infatti il Giudice Sportivo non si è fatto aspettare molto: in seguito ad una vecchia squalifica con la condizionale, ecco che la sanzione inflitta riguarda la chiusura per due partite (H.Verona e Sassuolo nello specifico) della sola Curva Nord e 50mila euro di ammenda alla società. Non si è fatta mancare la reazione tramite le parole di Gian Michele Gentile, legale della società biancoceleste, ai microfoni de La Lazio Siamo Noi: “Vedremo cosa hanno rilevato gli ufficiali di gara, l’arbitro ha sospeso la partita quindi qualcosa è successo. Valuteremo gli atti e poi decideremo se fare ricorso o meno”.

Neppure di fronte ai fatti compiuti riusciamo ad accettare i nostri errori..



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Accadde Oggi: la tripletta di Signori regala la vittoria contro il Bari

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Era il 4 febbraio del 1996 e allo stadio Olimpico di Roma si giocava la partita tra Lazio e Bari. Da ormai quattro anni la squadra biancoceleste era in mano a Sergio Cragnotti e alcuni buoni risultati, che poi tra qualche anno saranno ottimi, si cominciavano già ad intravedere. Quell’anno la presidenza era stata affidata a Dino Zoff che aveva preso le redini in capo alla Lazo, mentre l’allenatore era Zdenek Zeman. La compagine capitolina stava ricominciando a farsi notare in campionato, dopo alcuni anni bui, grazie alla presenza di alcuni giocatori di rilievo, alcuni dei quali poi faranno poi le fortune della Lazio, come Giuseppe SignoriAlen Boksic, Roberto Di MatteoAron WinterAlessandro Nesta.

Ma torniamo ora la alla partita che vi vogliamo raccontare, quel pomeriggio di Febbraio infatti si giocava la 20° giornata del campionato di Serie A 1995/96 e la Lazio, in lotta per le prime posizioni in campionato, ospitava il Bari di Eugenio Fascetti, condottiero sulla panchina biancoceleste degli eroi del -9. La partita fu ricca di goal, non solo per il gioco spumeggiante di Zeman, improntato all’attacco e poco difensivo, ma anche per la direzione arbitrale di Daniele Tombolini che in quella gara fischiò ben quattro rigori (due alla Lazio e due al Bari). Si affrontavano inoltre in quell’incontro il miglior attacco del campionato, quello laziale, e la peggior difesa, quella barese. La squadra biancoceleste cominciò bene ma a segnare per prima fu la compagine barese. L’arbitro infatti beppe-signori-lazio-ansa-04021996_352-288dopo pochi minuti assegnò il primo rigore della partita al Bari e Protti dal dischetto non sbagliò. 1-0 per i galletti dopo 8′ minuti di gioco. Signori e compagni non ci stettero e si gettarono così in avanti alla ricerca del pareggio. Il pari della Lazio non tarò ad arrivare e fu proprio Beppe Signori a segnarlo. Al 22′ infatti trasformò il secondo rigore della giornata trafiggendo l’incolpevole Fontana. 1-1 e partita che tornò in equilibrio. Ancora Signori segnò poi il vantaggio biancoceleste, sempre dal dischetto, al 26′ e porto il risultato sul 2-1. La furia di Beppe non si fermò qui e il bomber di Alzano Lombardo segnò anche la sua tripletta personale insaccando al 30′ il goal del 3-1. La prima frazione di gioco si chiuse quindi con un rassicurante vantaggio per la Lazio.

Nella ripresa la squadra di Zeman cercò il quarto goal sfruttando la caratura offensiva di Signori, Boksic e Casiraghi, goal che però non arrivò e il Bari riuscì a riaprire la gara. Infatti al 73′ Andersson lasciato incolpevolmente solo dalla difesa laziale riuscì a segnare la rete del 3-2. La squadra di Fascetti rischiò anche di pareggiarla ma non vi riuscì perché la squadra di Zeman fece buona guardia. Così la Lazio, passato lo spavento, poté colpire con Boksic e chiuse definitivamente la gara. Il croato, infatti, si inventò un goal dei suoi e al 78′ fissò il punteggio sul 4-2. La partita però non finì qui, perché Tombolini regalò l’ennesimo penalty della gara, che Protti trasformò senza problemi al 81′. La Lazio soffrì nei minuti finali ma riuscì comunque a portare a casa la gara che si chiuse con un epico 4-3. Da segnalare inoltre proprio allo scadere della gara un bel gesto di Casiraghi che evitò l’espulsione del portiere del Bari Fontana. L’attaccante della Lazio infatti era schizzato via in contropiede, costringendo Fontana ad avventurarsi fuori dalla propria area per una respinta con la mano destra che avrebbe meritato l’ inevitabile espulsione. Lontano dall’ azione però Tombolini non sapeva che pesci prendere perché non aveva visto nulla. Più che delle spiegazioni di Fontana, che giurò di aver colpito il pallone con una gamba, si e’ fidato di Casiraghi, che prese sorprendentemente le difese del portiere avversario, risparmiandogli il cartellino rosso. Una partita quindi molto bella e intensa che però fu rovinata da un arbitraggio a dir poco insensato.

La Lazio, per la cronaca, chiuse quel campionato in terza posizione, alle spalle di Milan e Juventus, ma cominciò a gettare le basi per un futuro vincente. Mentre il Bari fu costretto ad abbandonare la Serie A, visto che finì al quindicesimo posto. Inoltre SignoriProtti chiusero al primo posto nella classifica marcatori di quel campionato a pari merito con 24 goal.

Questo un breve video della partita:

TABELLINI (Fonte Lazio Wiki): 

4 febbraio 1996 – 2685 – Campionato di Serie A 1995/96 – XX giornata

LAZIO: Marchegiani, Nesta, Favalli (74′ Bergodi), Di Matteo, Negro, Chamot, Signori, Fuser, Casiraghi, Winter (46′ Marcolin), Boksic (88′ M.Esposito). A disp.: F.Mancini, Gottardi. All. Zeman.

BARI: Fontana, Mangone (75′ Ficini), Sala (46′ Ripa), Montanari, Manighetti, Gautieri, Pedone (54′ Parente), Ingesson, Gerson, Andersson, Protti. A disp.: Bigica, Annoni. All. Fascetti.

Arbitro: Tombolini (Ancona).

Marcatori: 8′ Protti (rig), 22′ Signori (rig), 26′ Signori (rig), 30′ Signori, 64′ Andersson, 78′ Boksic, 81′ Protti (rig).



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La moviola: Irrati “inglese” ma senza fatica, ok sospensione

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lazio sassuolo

Per farvi capire Lazio-Napoli andrebbe analizzata prima di tutto gli atteggiamenti delle due squadre, Lazio pimpante nei primi 20 minuti poi il crollo totale, Napoli attendista per poi diventare padrona del campo senza grossi problemi.

Da queste premesse arriva una moviola scarna di contenuti ma che ha visto il signor Irrati molto attento, a volte inglese nelle sue decisioni, ma la condotta non ha pregiudicato assolutamente partita e risultato.

Al 22′ Callejon si trova a tu per tu con Marchetti e viene fermato per fuorigioco, ma è stato un abbaglio del gruppo arbitrale perchè la posizione dello spagnolo ex Real era regolarissima. Giusto assegnare il primo gol del Napoli, sia Higuain che Callejon sono in posizione regolare, è solo una gran dormita dei centrali laziali. Al 38′ Lulic finisce sul tabellino dei cattivi per un intervento in scivolata su Hamsik: che dire, irreplicabile.

Nel secondo tempo, al 9′ Hoedt viene ammonito per un fallo deciso su Higuain, bravo Irrati. Al 21′ Lulic, servito al bacio da Felipe Anderson, viene chiuso da due avversari azzurri, chiede il rigore ma guardando bene al rallenty gli estremi non ci sono. Arriva un altro ammonito, stavolta è Mauricio al 27′ per un fallo su Gabbiadini, più avanti (41′) verrà ammonito giustamente Koulibaly per un fallo su Keita; l’afrospagnolo è l’ultimo protagonista in negativo con il giallo per un fallo di David Lopez, giusto darlo ma dopo 4′ di recupero forse si poteva chiudere un occhio.

Da segnalare la giustissima sospensione della partita per 5′ a causa dei cori razzisti all’indirizzo di Koulibaly, e giusto provare il ritorno al gioco vista la ristabilizzazione della calma, altrimenti sarebbe stata sconfitta a tavolino per 3-0. Notizie scarne per una partita a dir poco tranquilla, Irrati giusto e agevolato dai comportamenti dei giocatori.



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Lazio-Napoli: le dichiarazioni dei protagonisti

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La Lazio ieri sera ha perso l’ennesima partita d questo campionato contro il Napoli. La squadra di Pioli infatti non è riuscita a fermare la compagine partenopea che si è imposta per 2-0. Il club napoletano, guidato da Sarri, quindi si conferma la squadra capolista di questo campionato, mentre la squadra biancoceleste scivola in nona posizione. In questo articolo vi proponiamo alcune dichiarazioni fatte dai protagonisti del match dopo la fine della gara di ieri sera.

Partiamo da Edy Onazi, il centrocampista nigeriano ha analizzato la gara ai microfoni di Lazio Style Channel, così parlando: “Abbiamo provato a fare ciò che avevamo preparato in allenamento. Avevamo visto come gioca il Napoli, avevamo studiato i movimenti di Callejon e Insigne, ma non siamo riusciti ad applicare durante la gara ciò che avevamo preparato. Se non fai pressing compatto e omogeneo, al primo buco l’avversario ti aggredisce. Con il gol puoi perdere fiducia, ma l’importante è riuscire a superare il momento e ritrovare la voglia e il morale per tentare di recuperare il match. Oggi va bene, domani va male, il calcio è così: l’importante è restare concentrati per le prossime partite e tenere bene in mente gli obiettivi”. Poi sulla gara di sabato sera contro il Genoa: “Siamo positivi, teniamo in mente i nostri obiettivi. Abbiamo già perso troppi punti, questa consapevolezza ci aiuterà a vincere la partita”. Infine poi alcune dichiarazioni del nigeriano sui cori razzisti dei tifosi della Lazio, parole rilasciate in zona mista: “Quando gioco in campo non sento quello che mi dicono fuori perché mi concentro nel gioco. Io non ascolto i tifosi fuori. Tifosi della Lazio razzisti? Impossibile”.

Queste invece le parole dell’attaccante del Napoli Josè Maria Callejon ai microfoni di Sky:Non era facile affrontare una partita così in settimana, contro una squadra forte come la Lazio. L’abbiamo affrontata bene, abbiamo avuto un buon gioco e tante palle gol. Abbiamo vinto e questo è l’importante. Siamo forti, stiamo giocando bene, dobbiamo continuare così”.

Infine queste le dichiarazioni di Lorenzo Insigne ai microfoni di Sky: “Non abbiamo fatto ancora nulla perché il campionato è lungo. Stiamo cercando di giocare un grande calcio come ci ha insegnato il mister, vediamo alla fine dove arriveremo”. La Lazio ha tenuto i primi 20 minuti, poi è venuto fuori il Napoli: “All’Olimpico contro la Lazio non è mai semplice anche se aveva vari assenti. Ha tanti giocatori di qualità come Keita, Felipe Anderson e Candreva. Noi siamo venuti qua a esprimere il nostro calcio come tutte le partite in casa e fuori”. Infien una battuta sull’ennesimo gol di Higuain: ” È un grande attaccante, non possiamo farne a meno. Lui ora sta bene, ha fatto 23 gol e ce lo teniamo stretto”.



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Pioli: “I venti minuti iniziali sono stati buoni poi la squadra si è sciolta”

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La Lazio non è riuscita a sconfiggere il Napoli di Sarri, Pioli ieri aveva rassicurato tutti, convinto di aver preparato una squadra molto competitiva, eppure non sono arrivati risultati positivi. Nessuna rete per i biancocelesti: Klose è apparso troppo timoroso in attacco e Candreva, a causa di un problema alla caviglia, è stato sostituito da Keita al 38′ non potendo dare il proprio contributo al match. Il tecnico biancoceleste non si pente dell’assetto tattico schierato questa sera, la Lazio aveva cominciato bene ma non è riuscita a tener testa ai colpi di Higuain e Callejon. Il campionato, tuttavia, non è ancora finito, è un anno difficile per la squadra capitolina. Queste le parole di mister Pioli nella conferenza stampa post match:

Dopo un quarto d’ora buono, la squadra si è sciolta…

“I venti minuti iniziali sono stati buoni, partita equilibrata. Poi sono bastate due letture sbagliate per subire un uno-due che ci ha messo in difficoltà. Poi abbiamo provato a tornare in partita ma non ci siamo riusciti”.

Le dichiarazioni di ieri erano per caricare la squadra o ci credeva davvero di poter battere il Napoli?

“Credevo nelle parole di ieri in conferenza. E nei primi venti minuti siamo riusciti a fare una buonagara. Ma abbiamo affrontato una squadra troppo forte. Abbiamo provato a limitare i rifornimenti avversari, ma non ci siamo riusciti”.

Non ci sono più obiettivi?

“I traguardi ancora ci sono. Ad esempio migliorare la classifica. Se finisse adesso sarebbe una stagione molto negativa, adesso non ha certo senso di parlare di quinto posto”.

Che differenza c’è tra la Lazio dello scorso anno e il Napoli della passata stagione?

“Noi lo scorso anno abbiamo fatto qualcosa di molto importante. Poi il Napoli ha investito molto per raggiungere traguardi importanti e ci sta riuscendo molto bene”.

Si aspettava qualcosa di più dai suoi giocatori?

“Io credo che potevamo fare di più. E che i 20 minuti iniziali ci dovevano far capire che potevamo fare di più. I due gol in poco tempo ci hanno fatto troppo male, ed è cambiata la partita. Ci voleva un approccio diverso”.

Non era rischioso giocare con una difesa così alta?

“Era l’errore più grande che potevamo fare se non avessimo pressato alto”.

Al 68′ la partita è stata sospesa per cori razzisti.

“Io da uomo di calcio dico che certi cori devono rimanere fuori dallo stadio. Ma non so se al suo posto avrei preso la sua stessa decisione”.



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Napoli sempre più capolista, Lazio brutta per essere così vera

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Stasera la Lazio ha affrontato l’imbattibile squadra di Sarri: miglior attacco della Serie A, terza miglior difesa. I romani stanno vivendo un momento delicato, senza dieci elementi, e aveva bisogno di riscattare il pareggio di Udine e di dare una svolta al campionato.

Al 7′ un errore clamoroso di Basta facilita Higuain il quale, trovandosi in area di rigore, tira ma Marchetti è pronto. La Lazio prova a reagire e lo fa con diverse iniziative sventate spesso da Reina. Al 21′ Lulic prova a impensierire Reina, il bosniaco supera Maggio e accentrandosi tira col suo piede peggiore, il destro, ma non va.

Al 24′ arriva il gol del Napoli e la legge “Higuain contro la Lazio” non sbaglia mai: percussione discretamente semplice di Callejon che arriva addirittura sul fondo dell’area di rigore, il Pipita al primo tiro vede Marchetti che lo mura, ma un rimpallo favorisce l’argentino che segna il gol numero 12 contro la squadra romana. Non solo Candreva e compagni rimangono un po’ storditi, ma subiscono il secondo gol: Insigne con una palla lunga fantastica imbecca Callejon che supera (ben più facilmente rispetto al primo gol) la coppia Mauricio-Hoedt e con un pallonetto sventa l’uscita disperata di Marchetti.

Il Napoli è una corazzata stupenda, imprendibile a quanto pare. Dopo aver registrato l’ammonizione di Lulic, altra tegola nella Lazio: Candreva al 39′ è costretto a lasciare il campo per una distorsione alla caviglia, al suo posto entra Keita. Termina il primo tempo e i fischi alla squadra sono impietosi e, forse anche meritati.

Il secondo tempo, sinceramente non offre molto, infatti vedremo Gabbiadini per Higuain e Mauri per Klose, Lazio pasticciona seppur usi tanta buona volontà, vengono ammoniti in successione temporale Hoedt e Mauricio. E come se non bastasse, iniziano cori e ululati razzisti all’indirizzo del difensore del Napoli Koulibaly, senza contare continue discriminazioni territoriali da una parte e dall’altra, Irrati decide di applicare il regolamento internazionale e sospende momentaneamente il match limitandosi ai cori.

Ma tornare al gioco serve così poco che conviene dire che la partita finisce com’era nata, la montagna partorisce il solito topolino targato Lazio, il Napoli non fa niente di impossibile se non fare due gol e giocare al gatto col topo. E paradossalmente finisce una striscia senza sconfitte che durava da 7 partite: fischi, contestazioni, ogni argomento sembrava giusto per attaccare dai giocatori alla dirigenza.. è ora che qualcuno si renda conto di cosa abbiamo fatto anche questa sera, non solo Pioli!



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Palombi: “La Lazio Primavera tornerà protagonista. Pensiamo ad ogni singola partita”

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Ha impressionato contro il Bari segnando tre dei sette gol con i quali la Lazio di Simone Inzaghi ha strapazzato la squadra pugliese, e ora anche lui è alla ricerca di quella continuità che possa portare le piccole aquile nelle posizioni che la competono. Simone Palombi è stato intervistato da Lazio Style Radio rilasciando queste interessanti dichiarazioni.

Ci voleva una vittoria contro il Bari, che significato ha?

“Era una partita che aspettavamo per fare bene anche in casa. Avevamo voglia di dimostrare che la Lazio primavera non è come la stanno descrivendo. Ha le qualità per tornare protagonista”.

Sei tornato al gol dopo diversi infortuni…

“Il cammino è stato un po’ più intricato del solito. Le partite che ho fatto le ho giocate al meglio anche se non era al massimo della forma. I numeri ci sono e per questo sono comunque soddisfatto. Ora sto bene sia mentalmente che fisicamente”.

A chi della prima squadra ti senti più vicino? In chi ti rivedi?

“Ho avuto la fortuna di allenarmi con dei grandi campioni. Il reparto offensivo della Lazio è una delle armi migliori: cerco di imparare da tutti. Da Felipe, Candreva, Keita ma anche da Klose, Djordjevic e Matri. Sono campioni che hanno fatto la storia e poi a me piace spaziare perché non ho un ruolo fisso. Un giocatore che ammiro particolarmente è Higuain. Da lui mi cerco di imitare i movimenti e la capacità di trovare la porta. Stasera non so se andrò allo stadio ma sarà una bella partita”.

Quanto sono mancati i gol in questa stagione?

“Sono mancati perché sappiamo che dobbiamo fare un gol in più degli altri per vincere. Nella prima fase della stagione non siamo andati benissimo ma crediamo nei nostri valori. In allenamento cerchiamo di sfruttare ogni occasione per buttare la palla dentro. Adesso dobbiamo ripartire e conquistare la vittoria contro l’Inter”.

Hai dei numeri da vero attaccante…

“E sì sono numeri importanti per un attaccante. Ogni anno faccio una sfida con me stesso per migliorare lo score dell’anno precedente. E anche quest’anno farò di tutto per migliorare e portare questa Lazio alle Final Eight”.

Come vedi il tuo futuro?

“Partendo in ritiro con la prima squadra il mio obiettivo era quello di mettermi in mostra lì. Per noi giovani fare il salto non è facile, ma il mio primo scopo rimane questo. Io non mi pongo limiti. Quello che viene sarà frutto del mio sacrificio”.

Sono arrivate offerte in questa sessione di mercato?

“Fa sempre piacere avere interessi. Però ho sposato il progetto di rimanere un altro anno in Primavera. Poi ci sarà il salto nel calcio che conta. Le offerte fanno piacere ma le prenderemo in considerazione da giugno. Ora penso solo a portare in alto questa Lazio Primavera”.

Come vi preparate alla sfida con l’Inter?

“Siamo consapevoli del nostro valore e del loro. Non meritavamo la sconfitta e andremo a Milano a testa alta per vincere”.

Vista la squalifica di Manoni, chi completerà il tridente offensivo?

“Siamo a inizio settimana ed è presto. Abbiamo cambiato spesso il reparto d’attacco quest’anno e sarà il mister a decidere chi andrà in campo. Ennali, Bezziccheri e Calì saranno le probabili soluzioni che l’allenatore adotterà”.

Possiamo dire che questa è la settimana più importante dell’anno?

“Saranno le sfide (Crotone, Inter ed Empoli ndr) che decideranno dove questa Lazio Primavera può arrivare. Pensiamo ad ogni partita singolarmente. Vinceremo sia a Crotone che a Milano”.



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Statistiche: Higuain bestia nera di Pioli. La Lazio a Roma non vince dal 2012

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La partita di questa sera all’Olimpico tra Lazio e Napoli ha due significati di fondo: per i biancocelesti, seppur l’avversario sia difficile, proseguire nella striscia positiva di risultati, mentre per gli azzurri continuare a coltivare il sogno scudetto che manca da diversi anni.

In Serie A siamo alla partita numero 124 tra le due compagini, con 44 vittorie partenopee, 36 laziali e 43 pareggi; all’Olimpico è la sfida numero 62, 27 vittorie della Lazio, 20 pareggi e 15 vittorie del Napoli. Ma la squadra romana non vince da aprile 2012 nel ricordo di Giorgio Chinaglia, di seguito due pareggi e due sconfitte; nelle ultime sette partite di campionato solo cinque punti, nelle ultime cinque 24 gol di cui addirittura 16 azzurri.

Il confronto Pioli-Sarri arriva per la quinta volta in assoluto, la scorsa stagione ci fu una vittoria per parte (Empoli-Lazio 2-1, Lazio-Empoli 4-0); il primo incontro fu in Serie B Modena-Pescara nel 2005 e vinse Pioli su Sarri con una doppietta di Bucchi. E’ la 14sima partita di Pioli contro i partenopei, 6 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte, mentre per Sarri tre precedenti con due vittorie e una sconfitta.

Nella Lazio mancherà Matri per due partite, quindi nella classifica marcatori anti-Napoli figura, un gradino sotto al lodigiano, Marco Parolo con ben quattro reti, per i sentimentali registriamo nello score personale anche il gol di Senad Lulic che ci garantì l’accesso alla finale di Coppa Italia persa con la Juventus. Scorrendo la classifica, abbiamo Candreva, Klose, Onazi e Mauri a due gol, con il Panzer e il nigeriano a segno solo nell’ultima giornata dello scorso anno dove la Lazio si qualificò ai preliminari di Champions. Per i numeri, anche Basta e Keita figurano con una sola rete.

Il Napoli ha, ovviamente, in Gonzalo Higuain la bestia nera dei biancocelesti: il Pipita infatti ha colpito con ben 11 gol in 8 partite tra campionato e coppa: nella lista figurano anche Hamsik (3 gol), Gabbiadini (2), Callejon, Insigne, Allan, e Mertens (1).



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Montervino: “La Lazio non sarà una vittima sacrificale”

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E’ stata la bandiera durante la ricostruzione del nuovo Napoli che tutti ora apprezziamo, un buon centrocampista ma un grande motivatore. Ora che ha appeso gli scarpini al chiodo, Francesco Montervino ha le idee chiare sulla partita di stasera, la classifica non rispecchia i valori in campo tra Lazio e Napoli. A far valere le sue ragioni, ecco che LazioPress ha raccolto in esclusiva le sue interessanti dichiarazioni.

Per molti la partita di stasera rappresenta “Davide” contro “Golia”. Sei d’accordo?

“No, è vero che il Napoli sta attraversando un momento di forma smalliante però non credo che la Lazio possa avere in questo caso il compito della vittima sacrificale. Mi aspetto una partita bella, con un Napoli favorito, ma sicuramente ci dovrà essere molto rispetto per la Lazio che è una buona squadra”

Sarri è sicuramente l’emblema della stagione del Napoli. E’ cambiato il tuo giudizio nei suoi confronti durante la stagione?

“Sicuramente Sarri merita la palma del migliore allenatore dell’anno per quello che è riuscito a fare. Ha preso una squadra che veniva da una stagione non proprio esaltante. La sua intelligenza è stata quella di cambiare modulo dopo cinque partite, passare dal 4-3-1-2 al 4-3-3,  ha capito i limiti e i pregi che questa squadra poteva avere. Questo fatto per me ha cambiato la mentalità dei giocatori del Napoli”

I meriti sono solo di Sarri, oppure anche della società in ambito di mercato?

“Il Napoli ha una società forte, vanno dati i meriti al presidente De Laurentiis per la sua tenacia, anche nel trattenere alcuni giocatori. Il mercato estivo del Napoli non è stato per tutti eccezionale, ma secondo me i veri acquisti sono stati  Higuain, Callejon e lo stesso Hamisk che avevano espresso il desiderio di cambiare casacca. Tenerli tutti vuol dire avere le idee chiare sul futuro e messi in certe condizioni di lavorare sono giocatori che fanno la differenza, poi uniti al lavoro di Sarri esce un mix perfetto”

Ti aspettavi una Lazio così in questo campionato?

“Probabilmente non è questo il reale ruolo che doveva avere la Lazio in questo campionato, così come penso che lo scorso anno era stato fatto qualcosa che andava oltre le aspettative. Credo che quest’anno qualche punto in classifica in più potevano averli, rimane una squadra da prime cinque posizioni”

Quali potrebbero esseri i due uomini chiave per la partita?

“Per il Napoli diventa quasi scontato rispondere Higuain, Hamsik o Insigne, sicuramente saranno protagonisti anche nella partita di oggi. Per quanto riguarda i biancocelesti, da buon tifoso del Napoli mi auguro che i vari Candreva, Anderson e Klose non siano in una serata di grazia”

Il calcio ultimamente sta vivendo sempre gli stessi problemi, per quanto riguarda i tifosi: le barriere nelle curve di Lazio e Roma, i tifosi del Napoli che non potranno andare a vedere la partita a Torino. Secondo te quando finirà tutto questo?

“Credo sia un problema di cultura sportiva, fino a che non capiremo che bisognerà cambiare mentalità le nostre leggi non ci permetteranno di fare nessun passo avanti. Bisogna vivere il calcio in maniera serena come avviene in altre nazioni. Mi auguro che la nostra politica possa trovare presto un rimedio alle violenze gratuite che accadono nello sport e attuare una crescita. Siamo stanchi di non poter andare a vedere la partita negli altri stadi nonostante la tessera del tifoso, il prefiltraggio, i tornelli. Bisogna cambiare, siamo dietro anni luci ad altre realtà. Spero al più presto che qualcuno possa sistemare, una volta per tutte, questi problemi così da punire giustamente chi delinque e ridare bellezza e libertà ai tifosi perbene che vogliono seguire la propria squadra in ogni stadio italiano”



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Gli svincolati: Lotito facci un pensiero, no?

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Siamo ormai al 3 febbraio e la sessione invernale di calciomercato si è appena conclusa.. sulla carta! E’ vero che tante operazioni si sono concluse il 31 gennaio ma altre sono in prospettiva per quest’estate. Ma in tutte le sessioni che si rispettano rimane sempre accantonata (per modo di dire) una categoria speciale, gli svincolati.

In questa cerchia ristretta, non sempre si trovano giocatori di grido, dopotutto perchè sperarci.. ma è anche vero che ultimamente ce ne sono stati diversi e anche di lusso: Boateng allenatosi col Milan da novembre e tesserato a gennaio, Sergio Romero da senza squadra in estate a secondo portiere nel Manchester United, nel passato possiamo andare a cercare altre situazioni ma molto sporadiche, segno evidente che le società non lasciano assolutamente nulla al caso.

Visto l’odio di molti tifosi verso questa dirigenza per non aver acquistato o ingaggiato qualcuno, vogliamo agire al contrario e, pur essendo Since1900 un portale modesto e ristretto ad una breve cerchia di followers, proponiamo al signor Claudio Lotito una piccola lista di alcuni giocatori che non hanno squadra.. chissà, potrebbero uscir fuori affari da poter concludere! Spiccano i nomi di Leandro Damiao, attaccante ex Santos, Robinho fresco di esperienza cinese e paradossalmente il “nostro” Ledesma.

LEANDRO DAMIAO, 26enne, ex Santos

ROBINHO, 32enne, ex Guangzhou

DE JONG, 31enne, ex Milan (in trattativa con i Los Angeles Galaxy)

SAMARAS, 30enne, ex West Bromwich

IZMAILOV, 32enne, ex Krasnodar

RONALDINHO, 35enne, ex Fluminense

EBOUE’, 32enne, ex Galatasaray

ILSINHO, 30enne, ex Shakthar

BIDAOUI, 25enne, ex Latina

LEDESMA, 33enne, ex Santos

JONES, 34enne, ex New England

KRANJCAR, 31enne, ex Dinamo Kiev

IVANOV, 27enne, ex Basilea

AMEOBI, 34enne, ex Bolton

GABI MUDINGAYI, 33enne, ex Cesena



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Amarcord Lazio-Napoli: quando Mauri con un favoloso gol omaggiò Chinaglia

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Un Lazio-Napoli che ci porta dritti al 7 aprile del 2012, una giornata speciale per ogni tifoso della Lazio; Giorgio Chinaglia scomparso il 1 aprile venne omaggiato alla stadio Olimpico dal pubblico laziale accorso numeroso per rendere omaggio a Long John.

Una partita partita alla grande e finita ancora meglio; la Lazio di Reja strapazza il Napoli per 3-1 con un grandissimo gol in rovesciata di Stefano Mauri.

Ecco le formazioni che scesero in campo il 7 aprile del 2012:

LAZIO: Marchetti, Konko, Diakite, Biava, Radu, Cana (75′ Brocchi), Ledesma, Candreva (90′ Scaloni), Hernanes (46′ A.Gonzalez), Mauri, Rocchi. A disposizione: Bizzarri, Garrido, Kozak, Alfaro. Allenatore: Reja.

NAPOLI: De Sanctis, Campagnaro, P.Cannavaro, Britos, Aronica (72′ Dossena), Dzemaili, Inler, Hamsik, Pandev (79′ Vargas), Lavezzi, Cavani. A disposizione: Colombo, Fideleff, Grava, Fernandez, Dezi. Allenatore: Mazzarri.

Arbitro: Sig. Mazzoleni (Bergamo) – Assistenti Sigg. Niccolai e Marzaloni – Quarto uomo Sig. Gervasoni.

Marcatori: 9′ Candreva, 34′ Pandev, 68′ Mauri, 81′ Ledesma (rig).

Note: serata umida, terreno in buone condizioni, Ammoniti: P.Cannavaro, Dzemaili, Brocchi, Britos. Angoli: 4-1 per la Lazio. Osservato un minuto di silenzio in memoria di Giorgio Chinaglia, campione biancoceleste scomparso il 1° aprile. La Lazio ha giocato inoltre con il lutto al braccio. Recuperi: 0′ p.t., 3′ s.t.

Spettatori: 40.000 circa.



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Il doppio ex Zoff: “Lazio capace di tutto. La società? Magari tornare all’epoca di Cragnotti..”

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In occasione della partita di stasera, è intervenuto ai microfoni di Radio Incontro Olympia il doppio ex Dino Zoff.

Nato nel 1942 in Italia, dopo alcune esperienze in club come Udinese e Mantova, arrivò al Napoli alla mezzanotte dell’ultimo giorno di calciomercato per 120 milioni di lire. Difese la porta della squadra partenopea per 143 incontri,prima di essere ceduto alla Juvenuts. Nel 1983 si ritirò e un anno dopo iniziò la sua carriera da allenatore proprio con la Juventus, e nel 1990 il tecnico friulano assunse la guida della Lazio dell’allora presidente Gianmarco Calleri,con la quale ottenne nei primi due campionati dei piazzamenti di metà classifica,per poi riportare al suo terzo anno biancoceleste la squadra romana nelle coppe europee dopo quasi quindici anni, grazie al quinto posto ottenuto nel 1992-1993. Inoltre ricoprì anche la carica di presidente durante la gestione proprietaria del finanziere Sergio Cragnotti e, nel 1997, coprì la doppia veste di presidente ed allenatore dopo l’esonero del tecnico boemo Zeman. Con 202 panchine, è l’allenatore biancoceleste con il maggior numero di presenze in competizioni ufficiali sulla panchina della squadra romana.

“La Lazio domani sera troverà un Napoli lanciato verso il titolo. La squadra di Pioli, complici i numerosi infortuni e le pesanti squalifiche, sulla carta non è la favorita, tuttavia, come già accaduto nel recente passato, può essere capace di tutto, anche di sovvertire il pronostico contro una grande squadra, sia in casa che in trasferta, sfoderando una prestazione maiuscola.”  Così Zoff parla di una Lazio in grado di stupire.

Poi dice la sua anche sulla delusione da parte dei tifosi riguardo al mercato: “Il club dovrebbe far parte di quel gruppo di squadre che si giocano l’ultimo posto valevole per la qualificazione alla Champions League, evidente qualche malessere unito alla mancanza di continuità hanno fatto sì che questo obiettivo svanisse. Al contrario, l’accesso che porta all’Europa League può rappresentare ancora un obiettivo alla portata, osservando la classifica il quinto posto non è proibitivo.” Infine uno sguardo al passato: “Certo è che capisco i tifosi laziali che, come all’epoca di Cragnotti, desiderebbero sognare. Con questa società, dal modo come la si gestisce, si capisce che difficilmente si punterà verso l’alto..”.



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Marika Fruscio su Lazio-Napoli: “Napoli in un momento d’oro, ma la Lazio..”

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E’ provocante, perchè no anche sexy, uno tra i desideri più arditi degli italiani, principalmente dei tifosi azzurri: la supertifosa Marika Fruscio è diventata ultimamente una valida opinionista sul mondo partenopeo, e in esclusiva su LazioPress, ha rilasciato dichiarazioni molto interessanti riguardanti la sfida di domani sera all’Olimpico tra la Lazio e il suo Napoli:

Un’altra vittoria spettacolare del Napoli contro l’Empoli. Come giudichi il momento attuale della squadra?

“Il Napoli è sicuramente in un momento d’oro. La vittoria contro l’Empoli non è stata facile come può far sembrare il risultato finale. E’ stata una grande dimostrazione di forza, vincere anche con le piccole è fondamentale. Domenica la partita non era iniziata nel migliore dei modi con il gol di Paredes, ma la squadra ha alzato la testa ed ha cominciato a giocare come sa, con un gioco offensivo e con i tre attaccanti che hanno fatto la differenza. Higuain, Insigne, Callejon ma anche Mertens e Gabbiadini sono giocatori fantastici. Il Napoli secondo me ha l’attacco più forte del campionato. Anche in difesa le cose vanno bene, anche se qualche volta abbiamo delle amnesie che possono costare caro in certe situazioni”.

Higuain e Insigne ancora in gol contro l’Empoli. Sono loro i trascinatori del Napoli?

“Con l’Empoli la squadra ha fatto una grande rimonta. Higuain è una sicurezza, è sempre il protagonista delle vittorie del Napoli. I numeri sono impressionanti, 22 gol in 22 partite, è come una tassa! Insigne anche sta giocando alla grande, il tandem con il Pipita è davvero efficace e spettacolare. Entrambi però sono valorizzarti dal grande gioco di squadra. Il Napoli gioca bene, da spettacolo e ottiene risultati, e grande merito va dato certamente a mister Sarri”.

Domani c’è Lazio-Napoli. Che partita si aspetta? I biancocelesti possono mettere in difficoltà i partenopei?

“La Lazio è un’ottima squadra con grandi individualità. A Udine ha perso una grande chance per risalire la classifica, le manca sempre un po di concretezza per andare a vincere le partite. Contro l’Udinese i biancocelesti meritavano sicuramente di più, sono stati anche sfortunati con le occasioni di Matri e di Konko. La partita con il Napoli può essere la gara della svolta per la Lazio, battere una grande darebbe uno slancio alla stagione. Il Napoli deve stare attento, giocatori come Klose, Candreva, Keita sono pericolosissimi. La squadra secondo me sta facendo un ottimo campionato considerando tutti i problemi, dalla società alla questione della curva. Non è facile giocare in queste condizioni, ma squadra e allenatore hanno saputo reagire. Poi sono simpatizzante della Lazio, dopo che gli ultras biancocelesti hanno pagato l’albergo ad Antonella Esposito in occasione di Lazio-Napoli dopo la tragedia della morte di Ciro. E’ stato un gesto fantastico”.

Secondo te chi saranno i giocatori decisivi di questa sfida?

“Sarà una gara spettacolare domani, per la posta in palio e per i grandi giocatori che scenderanno in campo. Se devo sceglierne due, punto su Higuain e Klose. Per il Pipita sono finiti gli aggettivi, è un campione. Ma il nuovo Higuain è soprattutto merito di Sarri. Ora l’argentino è più calmo, in sintonia con il gruppo. E’ diventato un leader fuori e dentro il campo. Sarri è riuscito a toccare i tasti giusti con il Pipita, cosa che Benitez non era riuscito a fare. Klose è un altro fuoriclasse. Non sta giocando ai suoi livelli quest’anno, ma credo che la gara con il Napoli possa essere anche per lui quella della svolta. La Lazio se vuole conquistare l’Europa ha bisogno del vero Klose”.

Una sfida anche tra due ottimi allenatori: Sarri e Pioli. Che ne pensi dei due tecnici?

“Sarri sta dimostrando di essere tra i migliori allenatori in Italia. Qui a Napoli lo chiamano “mister 33 schemi”. Il mister prima di trovare la quadratura del cerchio ha provato molti moduli, cercando di amalgamare al meglio gli uomini a sua disposizione. Ora con il 4-3-3 ha trovato la giusta direzione: la squadra gioca che è una meraviglia, è equilibrata e in difesa è molto più solida rispetto agli anni passati. Il suo grande successo è stato rivitalizzare quasi tutta la rosa. Jorginho era sparito dai radar con Benitez, ora è il cervello del Napoli. Hamsik, Higuain, Koulibaly, Insigne. I meriti di Sarri sono evidenti. La squadra gioca un grande calcio e per ora è in testa alla classifica. Anche Pioli è un ottimo allenatore, la Lazio dell’anno scorso era fortissima ed esaltava per il gioco, noi purtroppo lo sappiamo bene. Quest’anno tutte le situazioni che la circondano non hanno aiutato la squadra ad esprimersi come ha dimostrato di saper fare. Le manca continuità e concretezza, i giocatori di livello ci sono per poter risalire la classifica”.

Entrambe le squadre saranno impegnate in Europa League. Possono arrivare in fondo alla competizione?

“Il Napoli nel girone è stata nettamente superiore alle sue avversarie, con molte vittorie larghe e spettacolari. Certo, ora arriveranno le sfide con squadre di livello, e questa sarà la vera prova del 9 per i partenopei. Ma sia il Napoli che la Lazio hanno tutte le carte in regola per poter arrivare in fondo”.



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Alla scoperta di Ivan Vargic: il nuovo portiere della Lazio a giugno

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Il calciomercato di gennaio della Lazio si è chiuso come sempre senza nessun colpo di mercato, la squadra come ogni anno non è stata rinforzata. L’unico acquisto è stato Milan Bisevac dal Lione, poi Lotito e Tare hanno come sempre dormito, senza pensare a migliore la rosa della squadra biancoceleste.

In verità però un altro acquisto è stato fatto dalla Lazio, ma arriverà a Roma solo a giugno. Si tratta di Ivan Vargic, il cui trasferimento è stato perfezionato nella giornata di ieri. Vargic è un portiere di nazionalità croata, nato il 15 marzo 1987 Osijek, che gioca attualmente nel campionato croato con la squadra del Rijeka. L’estremo difensore è il titolare della squadra con la quale gioca dal 2013 e ha collezionato in totale 69 presenze con la compagine della città di Fiume (il nome italiano di Rijeka). Resterà infatti a giocare ancora in Croazia fino al termine della stagione, in prestito proprio dalla Lazio, che ha acquistato il giocatore a titolo definitivo nella sessione invernale del calciomercato. Vargic ha sempre giocato nella sua patria dove, prima di trasferirsi a Rijeka, ha militato nell’Osijek e nell’Honka. Inoltre ha esordito anche con la sua nazionale con la quale ha disputato due partite senza mai subire un goal.

1315261318BoksicSi rafforza, quindi, la colonia di giocatori provenienti dai Balcani nella squadra biancoceleste. Sono, infatti, già cinque i giocatori biancocelesti provenienti dai paesi che hanno fatto parte dell’ex Jugoslavia: Lulic, Bisevac, Basta, Djordjevic e Milinkovic-Savic. Berisha, invece, è di nazionalità albanese e quindi non ex jugoslavo. Tra i croati più famosi che hanno indossato la maglia biancoceleste, invece, ricordiamo il bomber Alen Boksic, la meteora Anthony Seric e il giovane della primavera Josip Elez.

Attraverso il sito ufficiale del club croato, è stato proprio il portiere ad annunciare il suo trasferimento alla Lazio a fine stagione, dichiarando anche quelle che sono le sua ambizioni per il futuro. Queste le sue parole: “Ringrazio il club per aver permesso questo trasferimento. Sono molto felice e in attesa di questa nuova sfida nel campionato italiano. Allo stesso tempo, sono lieto di poter giocare ancora qui a Fiume fino all’estate, perché voglio dire addio e ringraziare i tifosi, la gente, allenatori e compagni di squadra almeno con un trofeo”.

Con il suo arrivo il secondo portiere Erit Berisha lascerà quasi sicuramente la Lazio per accasarsi altrove, improbabile infatti la partenza di Federico Marchetti che ha da poco rinnovato il contratto fino al 2018.



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Conferenza stampa Pioli: “Col Napoli bisogna essere compatti e bloccare i rifornimenti in attacco”

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Alla vigilia del match Lazio-Napoli è ancora incerto l’assetto tattico dell’allenatore. Nonostante la Lazio non stia vivendo un periodo fortunatissimo di forma (ma con un gennaio senza sconfitte, ndr) cercherà di tenere testa alla squadra campana. C’è ancora qualche assenza nell’organico biancoceleste e Pioli scherza sul fatto che ormai sono numerose le visite in Paideia dei giocatori: Marchetti è tornato disponibile e prenderà sicuramente il posto di Berisha nella partita di domani. Klose rimane il fiore all’occhiello dell’attacco ed è pronto a dare il meglio di sè qualora venisse convocato contro il Napoli.

Di seguito le dichiarazioni di mister Pioli nella conferenza stampa di oggi a Formello.

In questo momento è una gara proibitiva quella con il Napoli?

No, ma è difficile sicuramente per il valore alto dell’avversario. Nessuna gara è proibitiva all’inizio, servirà spirito, qualità, precisione tecnica e tattica.

Il mercato si è chiuso. Soddisfatto?

Credo che gli obiettivi c’erano, qualcuno è stato centrato, qualcuno no. Avevamo bisogno di un difensore centrale, è arrivato Bisevac che è un valore aggiunto. Ci darà personalità vista l’assenza di de Vrij e una mano fino a fine stagione. Poi dovevamo sfoltire la rosa e soltanto in parte ci siamo riusciti. Sapevo benissimo che se non ci fosse state delle uscite, allora non ci sarebbero state delle entrate. Ma sono contento della squadra che ho a disposizione e continuo a pensare che la rosa abbia le qualità per fare bene.

La squadra vuole essere protagonista in questa seconda parte di stagione?

La squadra è completa, stiamo vivendo una situazione particolare. Abbiamo delle assenze, ma quando siamo al completo siamo una squadra affidabile. Dobbiamo insistere sulla strada intrapresa. Abbiamo avuto un passaggio a vuoto a novembre e inizio dicembre, ora dobbiamo spingere e vincere per recuperare posizioni. 

La striscia positiva può essere uno stimolo in più per domani?

Il nostro obiettivo è vincere, giochiamo per segnare e non per non prendere gol. Dobbiamo cercare di mettere in difficoltà l’avversario, giocare come contro Inter, Fiorentina e come abbiamo fatto per un’ora con la Juventus. E’ nelle nostre corde. 

Ha già deciso la formazione?

Sono sempre più contento quando posso scegliere, non siamo fortunatissimi in questo momento. Lotteremo con le nostre armi, possiamo mettere in campo comunque una squadra competitiva.

Felipe Anderson è andato in Paideia. Per quale motivo?

Ormai ci si vanno spesso i calciatori. Forse è andato a pranzo lì (ride, ndr).

Gioca Hoedt?

Hoedt sta bene, ha fatto un’ottima prestazione. Gentiletti si è ripreso, ma Hoedt in questo momento è più pronto.

Il trequartista può essere una variabile?

Sì, può essere ma non è importante la posizione iniziale dei calciatori. Non dobbiamo dare punti di riferimento, non importa chi gioca. Dobbiamo giocare in ampiezza, tra le linee e in profondità. Ma dobbiamo farlo con più velocità.

Qual è la situazione di Morrison?

Domani Morrison non sarà convocato perché non sta bene. Il tempo del suo inserimento è finito. Sa benissimo cosa deve fare e cosa non deve fare per essere convocato. Il discorso vale per lui e per tutti gli altri. Si diano tutti da fare.

Il Napoli ha sempre fatto bene nei primi tempi, la Lazio no. La preoccupa questa cosa?

E’ un dato importante, ma non determinante. Sappiamo che l’approccio è importante, andare sopra o sotto ti può dare dei vantaggi o degli svantaggi. Vogliamo migliorare in questo, domenica scorsa abbiamo interpretato bene la gara da subito. Ma conta fare 95 minuti da squadra, fare le scelte con lucidità, anche perché domani affrontiamo una squadra abile a livello tecnico e di gioco. 

Che partita dovrà fare la Lazio?

Ho sempre creduto che quando si affrontano squadre di qualità bisogna essere compatti e bloccare i rifornimenti per l’attacco. Hanno un tridente che è tra i pochi più forti del nostro. Bisogna avere i tempi e gli inserimenti giusti, ma anche il Napoli ha i suoi punti deboli.

Klose sta trovando difficoltà. Che garanzie dà? Può tornare quello dello scorso anno?

Sta bene fisicamente e mentalmente, è intelligente. E’ chiaro che quando giocano due attaccanti insieme, lui è il più bravo rispetto agli altri a giocare tra le linee. Certo, quando gioca da solo però deve attaccare la profondità. Se giocherà domani, si farà giocare pronto.

Il Napoli la migliore squadra d’Italia?

Sta meritando il primo posto, ha avuto la continuità che la Juve non ha avuto all’inizio. Ma si giocheranno lo scudetto fino alla fine.

Come si ferma Higuain?

Il problema non è solo Higuain, ci sono tanti come Insigne, Callejon, Hamsik e tanti altri. Bisogna bloccare i rifornimenti per questi giocatori. Dobbiamo pensare anche ad attaccare per fare gol e vincere, non solo pensare a difendere.

Domani sarà un Napoli spavaldo?

Domani sarà una partita che andrà interpretata e giocata con lucidità. 

La Lazio crea molto, però si sbagliano gol facili. Anche all’andata con il Napoli Keita sciupò una ghiotta occasione. Perché?

Quando ci sono occasioni così, è importante sbloccare il risultato. Ma adesso è un altro campionato e domani sarà un’altra partita. Abbiamo le qualità per mettere in difficoltà l’avversario.

Marchetti?

Sta bene. Berisha si è fatto trovare pronto. Ma Marchetti è il titolare e giocherà lui.

Insigne ha detto che Sarri fa esprimere il meglio dei suoi calciatori. Lei può avere questa caratteristica per domani?

E’ l’obiettivo di ogni allenatore. In alcune occasione ci siamo riusciti, a volte no. A fine stagione capiremo che lavoro siamo riusciti a fare.



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Fantacalcio, i consigli per il turno infrasettimanale

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Nemmeno il tempo di rifiatare un momento ed ecco che le nostre meningi si devono subito spremere per il turno infrasettimanale nel campionato italiano.. sbrigatevi perchè entro il primo pomeriggio il Fantacalcio chiede le vostre fantaformazioni prima possibile! Speriamo che con il nostro aiuto possiate sciogliervi dubbi amletici.

SASSUOLO-ROMA (martedi 20.45): il Sassuolo riceve una Roma alla ricerca di continuità, puntate tra i neroverdi sul solito Berardi, Vrsaljko e uno a centrocampo tra l’ex Pellegrini, Duncan e Magnanelli; tra i giallorossi proviamo a dare fiducia ad El Shaarawy, Rudiger e Salah (ultimamente sottotono).

FROSINONE-BOLOGNA (mercoledi ore 18.00): forse la partita più interessante di questo turno infrasettimanale, tra due squadre che a modo loro esprimono un ottimo calcio; senza pensarci due volte, Daniel Ciofani può ripetersi come contro la Roma e Bardi appena sbarcato in Ciociaria può dare addirittura migliori garanzie rispetto a Leali; il Bologna ci sta abituando a soffrire ma con Destro e Taider la sufficienza in pagella è assicurata.

EMPOLI-UDINESE (mercoledi ore 20.45): due squadre che non passano un buon momento, l’Empoli chiede nuovamente a Saponara e Maccarone nuove magie; i friuliani, galvanizzati temporaneamente dal pareggio con la Lazio potrebbe soddisfarvi con le prove di Hertaux e Badu.. nervosismo di Thereau permettendo!

FIORENTINA-CARPI: viola leggermente appannati, emiliani sfortunati. L’ex Barca Tello potrebbe essere una sorpresa, mentre la certezza è Ilicic; nel Carpi l’esperienza di Zaccardo può servire, come confermare uno tra Lollo e Crimi.

H.VERONA-ATALANTA: partita difficile per entrambe le squadre che hanno bisogno di punti, la coppia veneta Pazzini-Toni prima o poi si dovrà sbloccare, mentre la partenza di Denis in Argentina potrebbe aprire la strada al gol del neoacquisto Borriello.

INTER-CHIEVO: nerazzurri in difficoltà contro il Chievo che potrebbe prendere clamorosamente e potenzialmente un punto; il trio d’attacco Eder-Icardi-Perisic potrebbe sfondare, mentre la grande esperienza di Bizzarri e l’inventiva di Castro potrebbero portare al miracolo.

JUVENTUS-GENOA: la lotta per lo scudetto contro la lotta per rimanere in Serie A, questo è il quadro di questa partita; il turnover non risparmia Dybala e Morata, pronti a colpire di nuovo, nel Genoa puntare nuovamente su Pavoletti e Perin.

LAZIO-NAPOLI: partita difficile per i biancocelesti, tra infortuni e squalifiche, per il Napoli partita ostica ma che potrebbe portare a nuovi sorrisi e ad un’altra giornata in vetta; Marchetti torna in porta e potrebbe fare miracoli, Lulic può dare garanzie a centrocampo, nel Napoli come al solito la scelta è così ampia da essere ardua, fate voi..

PALERMO-MILAN: partita difficile per i rosanero che ricevono un Milan galvanizzato dal derby appena vinto. Schelotto può esservi d’aiuto con l’ex Gilardino e Sorrentino, mentre nei rossoneri provate a puntare su Bacca e su Romagnoli.

SAMPDORIA-TORINO: blucerchiati che contro il Bologna sono stati sfortunati e che possono sperare in Muriel e capitan Soriano; il Torino che ha pareggiato domenica si affida alla coppia Belotti-Immobile, puntate sulla coppia Under21 Baselli-Benassi.

fantacalcio

(formazione creata con l’app LineUp11)



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Gli arbitri della 23a giornata di campionato: Irrati arbitrerà Lazio-Napoli

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lazio sassuolo

L’Associazione Italiana Arbitri ha ufficializzato oggi le designazioni arbitrali per la 23° settimana di campionato. Il 3 Febbraio, ad arbitrare il match Lazio-Napoli delle 20:45 ci sarà il toscano Massimiliano Irrati, supportato da Costanzo e Padovan, Posado fungerà da quarto uomo e gli addizionali saranno Giacomelli e Pinzani. Sarebbe la sesta occasione in cui Irrati (approdato in serie A nel 2013) si trova a regolamentare le mosse dei biancocelesti, di seguito i precedenti:

-Lazio-Catania 3-1, campionato 13/14, reti di Ederson, Lulic ed Hernanes

-Cagliari-Lazio 0-2, campionato 13/14, gol di Lulic e Keita

-Lazio-Cesena 3-0, stagione 14/15, punti di Candreva, Parolo e Mauri

-Hellas Verona-Lazio1-1, campionato 14/15, rete di Lulic

-Atalanta-Lazio 2-1, campionato corrente, il match risale ad ottobre con rete di Biglia, autorete di Basta e gol di Gomez.

Di seguito tutte le designazioni:

EMPOLI – UDINESE
ABBATTISTA
GALLONI – ALASSIO
IV: LO CICERO
ADD1: FABBRI
ADD2: MANGANIELLO

FIORENTINA – CARPI
CERVELLERA
SCHENONE – PERETTI
IV: CRISPO
ADD1: DAMATO
ADD2: GHERSINI

FROSINONE – BOLOGNA (mercoledi h. 18.30)
GERVASONI
DE PINTO – STALLONE
IV: GIALLATINI
ADD1: ABISSO
ADD2: SACCHI

H. VERONA – ATALANTA
DI BELLO
TONOLINI – DE TROIA
IV: GAVA
ADD1: PAIRETTO
ADD2: MINELLI

INTER – CHIEVO
VALERI
MARRAZZO – MUSOLINO
IV: VUOTO
ADD1: CELI
ADD2: DI PAOLO

JUVENTUS – GENOA
RUSSO
MARZALONI – PAGANESSI
IV: VALERIANI
ADD1: MARIANI
ADD2: MARESCA

LAZIO – NAPOLI
IRRATI
COSTANZO – PADOVAN
IV: POSADO
ADD1: GIACOMELLI
ADD2: PINZANI

PALERMO – MILAN
MAZZOLENI
DE LUCA – TASSO
IV: PEGORIN
ADD1: DOVERI
ADD2: PASQUA

SAMPDORIA – TORINO 
GUIDA
PASSERI – DI VUOLO
IV: TEGONI
ADD1: GAVILLUCCI
ADD2 CHIFFI

SASSUOLO – ROMA (martedì h. 20.45)
CALVARESE
DI FIORE – LONGO
IV: BARBIRATI
ADD1: MASSA
ADD2: CANDUSSIO



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Ballardini-Sorrentino, si riaccende lo scontro?

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L'allenatore del Palermo Davide Ballardini durante la partita del campionato di Serie A contro la Juventus allo stadio Renzo Barbera di Palermo, 29 novembre 2015. ANSA/CORRADO LANNINO

Davide Ballardini potrebbe tornare nuovamente in tribunale a causa di una lite con il portiere del Palermo Sorrentino e che gli è costato l’esonero dalla panchina rosanero circa 20 giorni fa.

Già nel 2012 si era dovuto difendere in un’aula di tribunale dopo il licenziamento voluto da Cellino, all’epoca presidente del Cagliari, stavolta però il litigio non è avvenuto con il presidente di un club ma con il suo portiere e capitano, nel caso specifico Stefano Sorrentino; l’attuale numero 70 dei rosanero sembra non aver preso bene una decisione del suo ex allenatore, il quale spiega ai microfoni di “Repubblica” i motivi che lo hanno spinto a denunciare l’estremo difensore: “Insolito denunciare Sorrentino? No, è insolito che un allenatore venga esonerato da un giocatore. Con me non era stato impeccabile fra i pali e così prima del Verona, il sabato, in ritiro a Coccaglio, a inizio seduta chiamo lui e il vice Colombi e rivelo che ho un dubbio. Lui mi offende dicendo ‘Brutto testa di c***o, te lo tolgo io il dubbio, fai giocare lui’. Poi, tramite il ds Gerolin, Zamparini mi fa sapere che vuole che giochi Sorrentino. Dico: ‘Va bene, ma poi bisogna chiarire’. La domenica, nella riunione tecnica, annuncio modulo e undici. Con Sorrentino”

L’intervista prosegue parlando del passato del tecnico di Ravenna, che spesso ha incontrato presidenti piuttosto presuntuosi e arroganti, tra cui appunto Cellino:  “Con Cellino è stata più dura. Mi chiamava anche alle tre di notte per la formazione. A volte con buone intuizioni, tipo Cossu regista. Io a un certo punto spegnevo il telefono e lui chiamava il mio vice. Zamparini in settimana ti fa arrivare sempre il suo ragionamento su modulo e uomini, ma a Palermo se perdi è tutto amplificato. Lotito invece non si intromette mai, ha profondo rispetto. Ma alla Lazio mi ha messo fuori squadra Pandev e Ledesma. Io vittima? Certi presidenti ti sgretolano il cervello. Il nostro calcio non si basa più su competenza e separazione dei ruoli ma sul profitto e sul mercanteggiare. E il mestiere di allenatore è sminuito”

I tifosi laziali non hanno certamente un buon ricordo dell’allenatore, che in poco più di 6 mesi alla guida dei biancocelesti riusci a vincere la Supercoppa Italiana ai danni di quella che sarebbe diventata l‘Inter del “triplete”, ma lasciò la squadra a Febbraio 2010, quando le aquile si trovavano al limite della zona retrocessione e lo stesso Ballardini non aveva mai alzato la voce per reintegrare in rosa due giocatori cardine come Ledesma e Pandev. Gli fu quindi accusata una mancanza di attributi, in quanto si reputava che dovesse alzare da subito la voce con la società. A questo proposito Ballardini risponde così, chiudendo l’intervista: ‘Non mi ribello mai? Ascolto tutti, forse nel tempo è stata una mia debolezza. Dopo un po’ ti abitui. E’ come un farmaco preso a piccole dosi quotidiane. Lo sa che farmaco in greco vuol dire veleno?'”



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Accadde Oggi: La Lazio batte il Milan 2-0 tra contestazioni e fischi

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Hernanes commenta la crisi della Lazio negli studi di DAZN 2026

Era mercoledì 1 Febbario del 2012, sono passati quattro anni ma la situazione in casa Lazio sembra essere sempre la stessa, non dal punto di vista dei risultati, che quell’anno erano per assurdità migliori, come vedremo appunto in questo articolo, ma per quanto riguarda il mercato e le contestazioni. Anche nel 2012 infatti i tifosi laziali protestavano contro Lotito e Tare per un mercato insufficiente nel mese di Gennaio. Infatti nonostante a luglio del 2011 fossero arrivati degli ottimi giocatori come Klose, Cissè, LulicMarchetti  e la squadra di Edy Reja fosse in piena lotta per la Champions League si decise di non acquistare nessuno, a parte Antonio Candreva, arrivato in extremis dal Cesena e contestato all’epoca dai tifosi per la sua presunta fede romanista. Inoltre Djibril Cissè fu venduto per problemi di ambientamento e per sostituirlo non fu comprato nessuno.

Ora torniamo però alla partita che vogliamo raccontarvi, in quella notte di Febbraio si giocava allo Stadio Olimpico LazioMilan. La vigilia del match non fu delle migliori per i biancocelesti, visto che Reja doveva fare a meno di Klose in attacco a causa di alcune noie muscolari. Inoltre sembrò anche che il tedesco ebbe un’accesa discussione con Tare per un mercato deludente. Così l’unica alternativa in panchina a Rocchi era il giovanissimo Rozzi. Ma i problemi non erano ancora finiti, si parlava infatti di un Reja furioso con la dirigenza a causa del mercato insufficiente, il tutto condito, come già detto, dalla solita contestazione contro Lotito. In tutto questo il Milan sembrava imbattibile, visto che Allegri schierò in attacco il tridente d’attacco Robinho-Ibrahimovic-El Shaarawy. Tutto quindi lasciava presagire una vitoria scontata per la squadra rossonera. All’inizio le squadre erano cortissime. La Lazio aggredì da subito i portatori di palla, ma il Milan con due tocchi arrivò senza problemi lazio milanai limiti dell’area laziale. Tanto che al 6′ il Milan sfiorò il goal, Marchetti infatti salvò la sua porta dal colpo di testa di Nocerino su traversone di Ibrahimovic. Il mediano mise in seria in difficoltà i biancocelesti con i suoi inserimenti, inoltre la difesa della Lazio inoltre doveva tenere a bada El Shaarawy e Ibra. La Lazio restò così cortissima e cominciò a giocare con aggressività. Gonzalez e Lulic arretravano fin dentro l’area raddoppiando sulle punte. I biancocelesti allora presero fiducia e cominciarono a governare il centrocampo. In attacco però si costruì poco e il tiro arrivò solo da lontano con Gonzalez prima, con Lulic poi e con Matuzalem infine, ma Abbiati non corse mai rischi particolari. Così il Milan riprese a macinare gioco e con i lanci lunghi cominciò a saltare il centrocampo laziale. Ci furono in questo modo tre occasioni per Ibrahimovic, ma lo svedese fu fermato prima da Matuzalem, poi da Biava e infine da un fuorigioco. Al 33′ poi ci fu una palla gol clamorosa per El Shaarawy pescato in area da Ibrahimovic ma Marchetti ci mise una pezza in qualche modo. Poi al 38′ ancora Milan con Van Bommel che lanciò ancora El Shaarawy in area ma l’attaccante rossonero incespicò al momento del tiro. Così il primo tempo si chiuse sullo 0-0 nonostante gli attacchi del Milan e una Lazio chiusa in difesa.

La ripresa iniziò subito col brivido. Dias toccò di mano nell’area laziale e l’arbitro Damato indicò il dischetto, ma per fortuna della Lazio dopo un minuto cambiò la sua decisione. Diede infatti una punizione per la Lazio per un presunto mano di El Shaarawy. Poco dopo Dias uscì per infortunio al ginocchio sinistro e lasciò il campo a Stankevicius. Il Milan continuò ad attaccare e la Lazio era ancora in difficoltà. Nonostante tutto però fu proprio la Lazio ad andare vicina al gol con Konko che da destra, invece di crossare, provò a beffare Abbiati, bravissimo a deviare in angolo con uno strepitoso colpo di reni. Il Milan comunque non mollò  e prese il controllo del gioco pressando altissimo e con Ambrosini che smistò palloni a ripetizione per i compagni. I biancocelesti erò fecereo un muro invalicabile, con Hernanes e Matuzalem che si sacrificarono per aiutare fin dentro la propria area di rigore. Allegri allora cambiò: fuori Ambrosini e El Shaarawy dentro Seedorf ed Emanuelson. Così Robinho avanzò accanto a Ibrahimovic in attacco. I rossoneri ci provarono ancora, Nocerino tirò una botta da fuori ma la difesa laziale fece ancora buona guardia. Lazio in difficoltà, con palloni che arrivarono in area da tutte la parti. La Lazio ci prova comunque con una percussione in area di Radu, ma l’arbitro non fischiò il rigore nonostante Thiago Silva stese il rumeno. Poi ancora Milan, con un pallone calciato da Robinho sporcato dalla Lazio che arrivò in area ad Ibrahimovic che però calciò troppo debolmente e Marchetti salvò senza problemi.Così La Lazio ne approfittò e colpì nel momento più delicato. Al 77′ infatti Gonzalez scappò sulla destra, mise al centro, Rocchi la fece sfilare ed lazio_milan_rocchi_gettyHernanes insaccò alle spalle di Abbiati. 1-0 per i biancocelesti, rossoneri storditi! Allegri allora si giocò il tutto per tutto: dentro Maxi Lopez per Van Bommel. Saltarono tutti gli schemi e il Milan aprì delle praterie per le ripartenze della Lazio. Così Hernanes sfiorò prima il raddoppio servito da Rocchi in area e poi arrivò arriva anche il 2-0 a cinque minuti dal termine. Lulic scappò sulla sinistra e mise palla in area dove Rocchi non perdonò. Partita in cassaforte per la Lazio. Nel frattempo debuttò anche Candreva tra i fischi della Nord per le motivazioni già spiegate in precedenza. Il Milan ci provò comunque fino alla fine, ma il risultato non cambiò. Una Lazio tutto cuore e grinta poté festeggiare la vittoria, che le consentì di restare tra le posizioni di testa. Dodici anni dopo l’ultima vittoria contro i rossoneri all’Olimpico i biancocelesti sconfissero la squadra di Allegri, che si allontanò così dalla Juventus capolista. Dopo quella partita la Lazio si ritrovò a soli quattro punti dal Milan secondo, ma non riuscì a rimontare e neanche a conservare la terza piazza. A fine campionato fu infatti l’Udinese ad arrivare ai preliminari di Champions, a causa della rosa striminzita a disposizione di Reja che pagò a caro prezzo infortuni e stanchezza.

Questo il video della partita:

TABELLINI (Fonte Lazio Wiki)

1 febbraio 2012 – 3.454 – Campionato di Serie A 2011/12 – XXI giornata – inizio ore 20.45

LAZIO: Marchetti, Konko, Biava, Dias (51′ Stankevicius), Radu, Matuzalem, Ledesma, A.Gonzalez, Hernanes (88′ Candreva), Lulic, Rocchi (92′ Rozzi). A disposizione: Bizzarri, Scaloni, Diakite, Garrido. Allenatore: Reja.

MILAN: Abbiati, Abate, Nesta, Thiago Silva, Mesbah, Ambrosini (66′ Emanuelson), Van Bommel (78′ Maxi Lopez), Nocerino, El Shaarawy (66′ Seedorf), Ibrahimovic, Robinho. A disposizione: Amelia, Bonera, Zambrotta. Allenatore: Allegri.

Arbitro: Sig. Damato (Barletta) – Assistenti Sigg. Maggiani e Passeri – Quarto uomo Sig. Peruzzo.

Marcatori: 77′ Hernanes, 85′ Rocchi.

Note: serata gelida, terreno molto pesante per la pioggia caduta in giornata. Angoli: 9-6 per il Milan. Ammoniti: Matuzalem e Nesta per gioco scorretto, Rocchi per proteste. Esordio in Serie A per Antonio Rozzi classe 1994. Recuperi: 0′ p.t., 5′ s.t.

Spettatori: 35.000 circa.



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La Moviola di Udinese-Lazio: Celi duro ma non sfigura

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Il lunedi, spesso, è il giorno delle chiacchiere, delle discussioni e della moviola, e quindi avvalendoci del portale LazioNews andiamo a vedere come si è comportato l’arbitro Celi ieri pomeriggio al Friuli.

Al 27’ Kuzamanovic deve rinviare il suo primo acuto con la maglia bianconera, infatti il tiro di Guilherme sbatte sul serbo e non su un giocatore laziale, di conseguenza Edenilson, assistman, è in netto fuorigioco. Giusto invalidare il gol. Assodato che Thereau ha ecceduto in proteste e ha ricevuto giustamente l’ammonizione, al 30′ Djordjevic e Danilo finiscono sul taccuino dei cattivi, infatti il serbo chiede un calcio di rigore per un presunto fallo del brasiliano su di lui, Danilo provoca anche se Filip non sembra avere una grande reazione. La lotta tra Danilo e Djordjevic continua, e al 42′ il laziale anticipa il brasiliano dell’Udinese, secondo cartellino giallo e Udinese in dieci uomini.

Ad inizio secondo tempo viene annullato un gol a Matri per fuorigioco ineccepibile, mentre al 56′ è di nuovo l’ex milanista a non vedersi convalidato un altro gol, stavolta è fallo. Cataldi viene ammonito al 66′ per fallo su Badu, nulla da eccepire ma il giallo ha peso essendo il romano in diffida, niente Napoli. Si rifà sotto Matri, il lodigiano stavolta viene espulso per proteste, nello specifico aver puntato il dito contro un guardalinee; nella fattispecie venivano allontanati i team manager delle due squadre, anch’essi per proteste.

Chiude la moviola l’ennesimo provvedimento per proteste: stavolta la vittima è Milinkovic-Savic, ammonizione che pesa essendo diffidato, anche lui niente Napoli.

Nel complesso il giudizio di Celi è discreto, nei primi momenti di nervosismo si impone ma distribuisce cartellini con forte fiscalità, il tutto generando borbottii continui durante la partita, ma il regolamento va applicato e soprattutto in ogni partita. Sufficiente in attesa di continuità.

 



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Dichiarazioni post-gara: la Lazio torna a Roma amareggiata. Match carico di stress in quel di Udine.

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C’è molta delusione in casa Lazio per il pareggio di ieri contro l’Udinese, “un’occasione sprecata” secondo mister Pioli, la Lazio poteva vincere. I biancocelesti sembrano non volersi svegliare dal torpore che li vede fermi a metà classifica, servirebbe più grinta. Un match molto particolare quello di ieri a Udine, “nervi a fior di pelle per entrambe le squadre”, numerose le espulsioni e ben due occasioni per segnare capitate al terzino francese Konko che, purtroppo, non è riuscito a mettere a segno i punti sperati; si è espresso così ai microfoni di Lazio Style Channel:

“Un peccato non aver preso questi tre punti, abbiamo dominato ed è un peccato non aver trovato la via del gol. Tra cartellini ed espulsioni, penso che quello di Danilo fosse giusto. Per quanto riguarda Matri, ho parlato con l’arbitro e mi ha spiegato fosse per protesta. Va bene, ma non penso ci sia stata cattiveria da parte di Matri”.

Mercoledì la Lazio affronterà il Napoli, sono molte le incertezze: “Siamo a corto di alcuni giocatori in certe zone del campo. Ma abbiamo Lulic che rientra, dovremo vedere Bisevac, spero non sia niente di grave. L’importante è che la squadra si sia impegnata molto, mi sono trovato in certe occasioni grazie ai cross, l’unico modo in cui potevamo fare male dal’esterno”. Apparentemente la difesa dell’Udinese è molto forte e segnare non è così semplice: “L’Udinese, come il Carpi, si chiude molto. Per cui dobbiamo cercare di metterla in difficoltà sulle fasce e con tiri da fuori. Con quei due palloni che mi sono capitati siamo riusciti a creare qualche problema alla retroguardia bianconera, peccato non aver avuto fortuna. Cerco di fare sempre il mio dovere quando chiamato in campo. Spero che i miei compagni prendano esempio da certi giocatori che danno sempre il 100% per questa maglia. Poi è il mister che valuta se qualche giocatore è in calo e serve sostituirlo. Vogliamo andare avanti al massimo, mettendoci in campo lo stesso impegno che abbiamo fatto oggi”. 

Il Napoli si può battere solo se la Lazio si mostrerà grintosa e concentrata, Konko sottolinea la sua amarezza per il pareggio a udine, anche ai microfoni di altre reti: “È un peccato, si potevano portare i tre punti a casa. Speriamo che la prossima volte andrà meglio. Dal punto di vista del gioco la squadra c’era e c’era il desiderio di portare a casa la partita. L’Udinese era una squadra difficile, nelle zone centrali del campo ci hanno chiuso e abbiamo dovuto giocare molto sulle corsie esterne, peccato perché avevamo dominato la partita ma non abbiamo segnato. Speriamo di metterla dentro la prossima volta e fare un salto di qualità. Noi cerchiamo di fare il massimo e vedremo alla fine. Il Napoli si può battere con la voglia e volontà di fare bene”. 

Deluse anche le aspettative di Antonio Candreva, frustrato da una Lazio che se avesse giocato meglio le sue carte avrebbe vinto, un pareggio che “sta stretto” alla squadra e amareggia i tifosi:

“È un brutto pareggio.Meritavamo la vittoria, abbiamo fatto un secondo tempo importante. Non siamo stati fortunati, eravamo molto nervosi nel finale e non siamo più riusciti a giocare. A bordo campo c’è stato un confronto tra professionisti. Da fuori è facile parlare, in campo ci sono situazioni difficili da analizzare al di fuori. Il pareggio ci sta stretto, è mancata la solita cattiveria sotto porta. Abbiamo fatto un gran secondo tempo”.

Qui Udinese: i Friulani temevano la forza di Felipe Anderson ma tuttavia sono apparsi soddisfatti per aver guadagnato un punto in classifica; di seguito l’analisi delle loro dichiarazioni ai microfoni di Udinese ChannelGuilherme sembra sollevato dal fatto che il suo connazionale non abbia giocato: “Abbiamo fatto una grande partita, anche con un uomo in meno. Per fortuna Felipe Anderson non ha giocato, è un grande giocatore”.

Il bianconero Thereau, invece: “Per noi oggi era una partita fondamentale, venivamo da tre sconfitte consecutive e giocavamo in casa. Abbiamo fatto il massimo, anche se abbiamo un po’ esagerato con il nervosismo. Il fatto di essere rimasti in dieci ci ha impedito di vincere la partita. Avevamo iniziato bene in parità numerica, poi è diventato difficile e complicato. Il rammarico è che alla fine non abbiamo avuto le gambe per giocarcela meglio quando la Lazio è rimasta in dieci“.



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Calciomercato: ultime dall’Ata Hotel, saluti d’addio ma ancora nessun benvenuto

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Oggi è l’ultimo giorno della sessione invernale di calciomercato, e al momento possiamo parlare di sole uscite da Formello, sospetti e dichiarazioni passate avevano confermato tutto ciò e la prima notizia che sembra certa è il cambio destinazione di Lorenzo Filippini: il giovane esterno romano è attualmente alla Pro Vercelli ma l’arrivo di Mammarella potrebbe portare all’approdo al Bari delll’aquilotto, in Puglia infatti dovranno fare a meno di Sabelli, ceduto in prestito con diritto di riscatto al Carpi di Castori. Operazione in dirittura d’arrivo. Altro giovane che potrebbe salutare il Centro Sportivo è Lorenzo Bezziccheri, classe ’98 in forza alla Primavera di Simone Inzaghi e punto fermo dell’Under18 azzurra, che sembra essere adocchiato dalla Fiorentina. Al momento solo chiacchiere, ma poco da bar.

Sistemiamo adesso le posizioni di Gentiletti, Onazi, Braafheid e Morrison, andando con ordine: per l’argentino si era fatto avanti il Levante del neoacquisto Pepito Rossi, ma sembrava essere sbucato all’ultimo il Valladolid, l’ex campione sudamericano nel San Lorenzo prima di tutto è rimasto ottimista sui suoi tempi di recupero facendo capire che rinvierà ogni decisione sul suo futuro a giugno, in più ha seccamente declinato l’idea della squadra di Liga Adelante e detto di no a Pepito; capitolo nigeriano, la Germania sembra essere la destinazione sicura del numero 23 biancoceleste, si è visto in giro il suo agente (ex laziale in campo) Makinwa, ma al momento nemmeno di lui possiamo dare nessuna ufficialità, potrebbe paradossalmente non muoversi da Roma, vedi Gentiletti; Braafheid-Salerno si o Braafheid-Salerno no? Sembra che l’olandese sia stato convinto (a questo punto molto!!) da Lotito per essere protagonista tra i granata per salvarli e puntare a una posizione tranquilla di classifica, in questo affare inseriamo anche Morrison, da astro nascente e bad boy ad imbarazzante esubero, ma tornano prepotenti le sirene inglese del Bornemouth dell’ex romanista Iturbe e dell’Aston Villa, oltre a Torino e Sampdoria, tutti opzionanti per il prestito.

Acquisti? Magari, al momento il solo Bisevac e (se lo vogliamo definire così) Ronaldo Pompeu girato immediatamente in Campania, ma per il resto la solita calma piatta!



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Calciomercato: La Lazio pensa a Tissone e Angeleri del Malaga

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L’ infortunio di Lucas Biglia è arrivato come un fulmine a ciel sereno. L’esito è di tre settimane di stop (fortunatamente) ma senza ” El Principito“, la Lazio ha sempre sofferto soprattutto per la mancanza di un vero sostituto.

E allora con il mercato aperto Tare sembra intenzionato a puntellare quella zona di campo. Secondo Sky Sport infatti, la squadra capitolina sembrerebbe intenzionata a fare spese in terra iberica, nella fatti specie a Malaga. Il ds laziale punta forte su una vecchia conoscenza del calcio italiano: Fernando Tissone classe ’86, ex centrocampista di Udinese, Atalanta e Sampdoria. Non si conoscono ancora i dettagli di questa operazione ma sicuramente sarà molto economica, si parla di un prestito oneroso tra i 500.000 euro e un 1.000.000 o addirittura di un prestito secco.

Marcos+Alberto+Angeleri+FC+Barcelona+v+Malaga+ZIBAc17ztYnlMa il nodo cruciale resta la difesa, il solo Bisevac non basta, Hoedt e Mauricio dimostrano sempre di più le loro lacune difensive e Gentiletti è ancora lontano dal recupero. Ed ecco che il Malaga offrirebbe oltre  al centrocampista argentino anche un vecchio pallino di Tare:  Marcos Angeleri. Il difensore argentino classe 83  ex colonna dell’ Estudiantes in Argentina, è un vecchio amore del ds laziale e anche qui i dettagli sono poco chiari. La formula sembrerebbe sempre la stessa, prestito tra i 500.000 euro e il 1.000.000 oppure secco.

Il mercato è ancora aperto e la società sà che deve rinforzare la rosa, ma il tempo stringe, mancano solo  9 giorni alla chiusura della sessione invernale. Lotito e Tare saranno veramente intenzionati a rafforzare la Lazio o queste sono solo le solite voci di mercato?



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Brocchi: “Lazio,hai tutte le qualità per farcela!”

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Cristian Brocchi è intervenuto oggi ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 ed ha commentato il match di ieri sera tra Lazio e Juventus.

“Ho visto una buona partita ieri sera,ben giocata e ben interpretata,contro una Juve che,in questo momento,sta facendo molto bene ed è ostica per tutti. La Lazo poteva creare un po’ di più,bastava anche una sola occasione in più di quella avuta con Keita per vincere. I bianconeri ti concedono talmente poco che devi essere bravo a concretizzare, soprattutto quando hai occasioni importanti,bisogna sfruttarle al volo. La differenza te la fanno anche i difensori della Juventus che concedono poco e hanno sicurezza e una capacità nel non far attaccare la squadra avversaria. Lichtsteiner e Alex Sandro hanno più capacità di contenere le giocate dei calciatori della Lazio”.

L’attuale allenatore del Milan Primavera ha poi continuato dicendo che, in occasioni come quelle, un giocatore come Mauri può essere molto di aiuto: “Un giocatore come lui, al netto delle sue condizioni, con le sue giocate offensive e le sue verticalizzazioni potrebbe essere una soluzione in questo momento, è un trequartista che ti concede varianti in attacco. E’ importante perchè se una squadra risulta prevedibile poi le difese avversarie fanno meno fatica a ribattere”

Poi anche lui si trova d’accordo con le considerazioni di Klose elaborate dopo la partita di ieri sera: “Bisogna attaccare con due o tre uomini in area di rigore. Nel calcio di oggi non serve solo la giocata del singolo o recuperare più palle possibili, ma la quantità di uomini in area di rigore,altrimenti,una squadra come la Juve riesce a gestire tranquillamente la situazione”

Per concludere il classe ’76, che ha collezionato in tutto 128 presenze alla Lazio dal 2008 al 2013, ci ricorda il nostro prossimo avversario di campionato, il Chievo: “Gioca un ottimo calcio,è una squadra che ha dalla sua parte il fatto di non avere le pressioni. Vivono con grande serenità il loro cammino,è un gruppo con dei giocatori che hanno ottima aggressività in campo,cattiveria agonistica e molte idee. Sono in grado di mettere in difficoltà qualsiasi squadra,ma la Lazio ha tutte le qualità per poter vincere la partita e poter riprendere un cammino importante”



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Stendardo e quella causa vinta alla Lazio…

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Questa mattina ai microfoni de La Gazzetta dello Sport è intervenuto l’ex difensore della Lazio Guglielmo Stendardo. In seguito al fallimento del Perugia di L.Gaucci, nella stagione 2005-2006 ritrova la Serie A trasferendosi alla società romana; il campionato 2007-2008 per lui inizia bene, in quanto gli infortuni di Siviglia e Diakitè lo promuovono titolare in difesa accanto a Cribari per tutta la prima parte della stagione. A metà dicembre, in seguito all’esclusione dall’undici titolare nella trasferta a Madrid per la partita contro il Real, litiga con Delio Rossi provocando la reazione della dirigenza che lo mette fuori rosa. Nel gennaio 2008 la Juventus lo prende in prestito fino a giugno, versando 400.000 euro nelle casse biancocelesti.

Successivamente viene dato in prestito per un anno al Lecce e nella stagione 2009-2010 ritorna nell’organico della Lazio che tuttavia lo colloca immediatamente sul mercato.

“La mia vita da calciatore è stata determinata dal destino. Quindi da fatti non casuali,ma causali. Sono un privilegiato, ho raggiunto un sogno” esordisce così, e accenna anche al passato biancoceleste: “Quando nella Lazio subii mobbing e fui messo fuori rosa feci causa, la vinsi e diedi tutto in beneficenza, ma speravo che questo aiutasse a cambiare il sistema: non è stato così. In compenso in quel periodo mi avvicinai ancor di più allo studio, perché soprattutto quando si è giovani mettere insieme libri e pallone non è semplice. Il no della Lazio alla Juve nel 2008? Mi ha indirizzato la carriera, sì, perché la Juve voleva tenermi, ma pensi che in quel periodo il Milan acquistò Ronaldinho per 15 milioni e la Lazio ne chiese per me 12: era troppo. Però è andata bene così, grazie anche a quelle scelte ho scoperto Bergamo”.

Infine, il difensore dell’Atalanta si è soffermato sulle differenze tra la città di Roma e quella di Torino, con uno sguardo alle sue ambzioni del futuro: “È una questione di ambiente, di clima. Roma è una città che vive pure la notte, piena di tentazioni, mentre a Torino dopo le sei non c’è più nessuno e pensi a fare solo il calciatore. Ho un contratto fino al 2017, però vorrei continuare ancora. Poi farò l’avvocato, magari per occuparmi a 360° della vita dei calciatori. Comunque le confesso una cosa: a me piace fare interviste”



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Accadde Oggi: Gottardi al ’94 firma il gol che decide il derby di Coppa Italia

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Era il 21 gennaio 1998, erano altri tempi e la Lazio vinceva in Coppa Italia, senza sfigurare mai. I biancocelesti cominciavano ad affermarsi in Italia e in Europa e chiunque giocasse con l’aquila sul petto dava sempre il massimo perché sapeva cosa significava indossare la maglia della prima squadra della capitale. Erano i tempi di NestaMancini e Eriksson, erano i tempi della presidenza di Sergio Cragnotti, erano i tempi d’oro della Lazio.

jugovic-derbyIn quel giorno di Gennaio si giocavano i quarti di finale di Coppa Italia, ma non era una partita come le altre perché quella partita era un derby. Si affrontavano, infatti, RomaLazio, in un incontro valido per il ritorno dei quarti della coppa nazionale. All’andata la Lazio si era imposta nettamente per 4-1 grazie alle reti di Boksic, Jugovic, Mancini e Fuser e il passaggio del turno era ormai una formalità. I biancocelesti, però, avevano ancora fame e vinsero pure quella stracittadina, che significò la terza vittoria consecutiva di quell’anno contro i rivali giallorossi. Nel 1998 la Lazio calò anche il poker, vincendo per 2-0 anche l’ultimo derby di campionato. Ma torniamo a quella gelida notte di Gennaio e vediamo come andò quella partita.

La Lazio partì con un difensivo 4-5-1 che all’occorrenza, appena i biancocelsti avevano palla, diventava un 4-4-2 pronto a far male alla difesa della Roma. I biancocelesti erano privi sì di Boksic, Casiraghi, Almeyda e Favalii ma riusciranno comunque a portala a casa, mentre i giallorossi orfani di Balbo, Di Francesco e Cafù saranno costretti a capitolare. Gli uomini di Eriksson furono, quindi, sempre padroni del campo e non andarono  mai in difficoltà. La Lazio giocò alla grande e la Roma di Zeman non sembrò mai poter far male. Nedved e Mancini misero in seria difficoltà la retroguardia giallorossa, visto che i biancocelesti attaccarono a testa bassa per tutto il primo tempo e furono sempre pericolosi. Tra le occasioni migliori segnaliamo un tiro in porta di Nedved e due di Mancini che non si tramutarono in gol solo per la bravura del portiere della Roma Konsel. Le uniche occasioni per i giallorossi arrivarono da due cross che però non punsero, visto che Tommasi e Totti non riuscirono a sfruttare. Marchegiani fu così inoperoso per tutto il primo tempo. La Lazio, invece, nonostante la pressione non riuscì a trovare il goal e tutto sembrava presagire uno scialbo 0-0. Poi, però, arrivò il goal proprio allo scadere del tempo. Del Moro, infatti, al 45′ sbagliò il fuorigioco e fu costretto a stendere Rambaudi in area di rigore. Fallo e penality per la Lazio. Jugovic trasformò con freddezza dagli undici metri e regalò l’1-0 meritatissimo alla propria squadra.

gottardi derbyNella ripresa la Roma si aggrappò all’orgoglio e riuscì a pareggiare subito all’inizio del secondo tempo. All 8′, infatti, una penetrazione di Candela e poi un tiro rimpallato, misero Paulo Sergio solo davanti a Marchegiani.Il brasiliano, quindi, infilò in rete senza problemi e firmò il pareggio. Lazio non ci stette e nonostante sapesse che il passaggio del turno era ormai in tasca si rigettò in avanti alla ricerca del goal vittoria. La Roma, però, chiuse bene gli spazi, fino a quando Di Biagio (già ammonito nel primo tempo) si fece espellere a 72′ e lasciò in in dieci i giallorossi. I biancocelesti ci credettero e consoni di poter battere nuovamente gli odiati rivali riuscirono a trovare anche il goal vittoria. Al 94′ infatti il subentrato Gottardi trovò la rete del 2-1, grazie ad uno scivolone di Tommasi, insaccando alle spalle di Konsel. Fu delirio Lazio e la semifinale fu raggiunta! La Roma, invece, cadde sempre più nel baratro.

Per la cronaca quella semifinale fu contro la Juventus e la squadra di Eriksson, dopo averla vinta, vinse anche la finale contro il Milan e portò a casa la coppa.

Questo il video della gara:

TABELLINI (fonte Lazio Wiki): 

21 gennaio 1998 – 2.769 – Coppa Italia 1997/98 – Quarti di finale, gara di ritorno

ROMA: Konsel, Candela, Aldair, Petruzzi (77′ Servidei), Dal Moro, Tommasi, Di Biagio, Scapolo (77′ Vagner), Paulo Sergio, Delvecchio, Totti. A disposizione: Chimenti, Tetradze, Pivotto, Helguera, Gautieri. Allenatore: Zeman.

LAZIO: Marchegiani, Pancaro, Negro, Nesta, Chamot, Rambaudi (77′ Gottardi), Fuser (75′ Marcolin), Venturin, Jugovic, Nedved, R.Mancini. A disposizione: Ballotta, Grandoni, G.Lopez, Di Lello, Laurentini. Allenatore: Eriksson.

Arbitro: Sig. Bolognino (Milano).

Marcatori: 45′ Jugovic (rig), 54′ Paulo Sergio, 94′ Gottardi.

Note: serata fredda, terreno in perfette condizioni. Espulso al 72′ Di Biagio per gioco violento. Ammoniti Di Biagio, Nedved e Totti per gioco scorretto, Candela per proteste e Delvecchio per simulazione. Angoli 7-4. Come e’ possibile vedere dai biglietti emessi, l’incontro era stato pianificato per il 28 gennaio ma poi fu giocato una settimana prima per evitare la concomitanza con l’amichevole tra Italia e Slovacchia giocata il 28 gennaio.

Spettatori: 46.583 per un incasso di Lire 1.226.450.000.



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Mercato: è Reyes il nome nuovo per la difesa. L’Empoli allontana Mario Rui, mentre Kalinic e Zarate…

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Nel day-after, l’eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Juventus brucia ancora. L’obiettivo della Lazio è quello di voltare pagina per ritrovare il sorriso già nel match di domenica all’Olimpico contro il Chievo Verona. Bisogna vendicare l’andata, con un 4 a 0 che non ammette repliche, e ripartire. Una quiete dopo la tempesta che potrebbe arrivare anche grazie a qualche notizia confortante dal mercato.

L’edizione odierna de’ La Repubblica lancia in esclusiva un’indiscrezione sul secondo centrale, dopo Milan Bisevac, che dovrebbe arrivare alla corte di Stefano Pioli. Sembra infatti che il sodalizio biancoceleste si sia messo sulle tracce del difensore classe 1992 Diego Reyes, messicano con passaporto spagnolo. Il calciatore è di proprietà del Porto, che in questa stagione l’ha ceduto in prestito al Real Sociedad. Reyes ha collezionato 12 presenze tra Liga e Copa del Rey, ma sarebbe pronto a sbarcare nella Capitale per consacrarsi definitivamente a livello internazionale. Egli rappresenta già una certezza de’ El Tricolor, la nazionale messicana, dove è considerato l’erede dell’ex calciatore di Barcellona e Verona Rafa Marquez.

Nelle ultime ore è tornato in voga anche un nome già accostato al club biancoceleste la scorsa estate: Mario Rui, terzino sinistro di proprietà dell’Empoli. Il giovane calciatore rappresenta già una sicurezza nel panorama calcistico italiano e potrebbe rispondere all’identikit ideale per la corsia mancina della retroguardia di Pioli. Il direttore sportivo dei toscani Marcello Carli è intervenuto ai microfoni di LazioPress.it per spiegare la situazione: “La Lazio, non ci ha contattato per Mario Rui e neanche per Laurini. Sono due giocatori fondamentali per noi e come ribadito più volte non è intenzione da parte nostra di privarci di elementi importantissimi”. Una chiusura netta che non lascia spazio a repliche.

Intanto il portiere dell’Hajduk Spalato Lovre Kalinic, al centro dell’asta alla quale ha partecipato anche la Lazio, ha raggiunto un accordo con l’Aston Villa. L’estremo difensore classe 1990 effettuerà in giornata le visite mediche per poi porre la firma sul contratto che lo legherà ai Villans. L’offerta dei britannici si aggira intorno ai 6,5 milioni di euro, una cifra ben distante dai 2,5 proposti dal sodalizio capitolino, riuscendo a battere la concorrenza agguerrita soprattutto dei turchi del Besiktas,

E per un calciatore che non vestirà la maglia della Lazio, ce n’è uno che è diventato grande proprio con la casacca biancoceleste: stiamo parlando di Mauro Zarate. L’argentino è pronto a sbarcare per la seconda volta in Italia: già nella giornata di oggi è atteso a Firenze per le visite di rito e la firma sul contratto. Come anticipato nei giorni scorsi, la società viola ha concluso l’accordo con il West Ham sulla base di un prestito con diritto di riscatto fissato a una cifra vicina ai 3 milioni di euro. Ceduto Zarate, gli Hammers tornano prepotentemente sul mercato a caccia del colpo grosso: Daniel Sturridge del Liverpool. Appuntamento all’ultimo turno, quando Zarate tornerà nuovamente all’Olimpico, per la seconda volta da avversario.



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Lazio-Juventus: le dichiarazioni del post partita

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Nella partita di ieri sera, valida per i quarti di finale di Coppa Italia, la Juventus ha battuto a domicilio la nostra Lazio per 1-0. Ennesima sconfitta per i biancocelesti contro i bianconeri con Stefano Pioli in panchina e proprio dall’allenatore dei capitolini ha parlato a fine gara, per spiegare la sconfitta dei suoi. Pioli era naturalmente rammaricato per la sconfitta e ha cercato di spiegarla a modo suo, poi si è espresso sulle condizioni di Biglie e sulla prestazione di Bisevac. Ecco le sue parole in conferenza stampa:

Da quando è sulla panchina della Lazio sono arrivate solo sconfitte contro la Juventus. Subentra anche un po’ di frustrazione quando è così?

“Non deve succedere. La Juventus ha meritato, ma ce la siamo giocata alla pari. Dispiace per come abbiamo preso il gol, perché avevamo preparato questo tipo di situazioni e per questo motivo la delusione è ancora maggiore. La Coppa Italia era un nostro obiettivo, c’è tanto rammarico. Se giocassimo sempre con questo atteggiamento potremo arrivare lontani”.

Sono mancati i singoli nel momento decisivo?

“Contro un avversario così forte puoi giocare bene fino a un certo punto, ma poi servono le giocate dei singoli. Abbiamo avuto solo una grande occasione e contro queste squadre vanno concretizzate. È stata una partita difficile, ma lo è stata anche per la Juve. La Lazio ha giocato con spirito di sacrificio”.

Come sta Biglia?

“Biglia è molto dolorante, sta già effettuando degli accertamenti. Ha subito una forte contuisione, speriamo non sia altro”.

Cosa è mancato alla Lazio per vincere questa partita? E poi un commento sulla vicenda Sarri-Mancini…

“Dovevamo giocare con questa intensità per 90 minuti, ma è stato il gol che ha cambiato tutto. È stata la partita dove abbiamo tenuto meglio contro la Juve, questo è il più grande rammarico. Sarri-Mancini? Non prendo la parte di nessuno”.

Come valuta la prova di Bisevac questa sera?

“Un impatto forte e credo che si sia ben comportanto contro avversari di assoluto livello. Penso che possa migliorare conoscendo meglio i suoi compagni. Ma sicuramente ha dimostrato di avere qualità importanti”.

Queste, invece, le parole di Miroslav Klose ai microfoni di Rai Sport: “Oggi abbiamo tirato poco in porta, ma la Juventus non è il Bologna. Non abbiamo giocato male, era una partita secca. Ogni tanto serve dare la palla in profondità, dopo lo 0-1 dovevamo andare in attacco senza paura. Il gol? Mi manca come manca a ogni attaccante, ma mi sto allenando bene. Sono in una buona forma fisica e questo è un buon segno, spero di aiutare la squadra. Le poche presenze di Mauri? A un attaccante serve sempre un elemento come lui visto che crea spazi e ci si dialoga bene, è un giocatore intelligente ma le scelte le fa il mister. Siamo tutti giocatori della Lazio e vogliamo il bene della squadra. Spero che Mauri trovi il campo perché quando gioca fa sempre bene. Il futuro? Non ho ancora deciso il mio futuro, le voci sulle giovanile tedesche sono infondate. Devo vedere come mi sento fisicamente e poi sceglierò con la mia famiglia”.

Anche ai microfoni di Lazio Style Channel Klose ha voluto dire la sua sulla partita: “Era una partita secca, volevamo vincerla. Non ci siamo riusciti, abbiamo fatto le cose bene, ma avevamo troppa paura per creare qualcosa di davvero pericoloso.Dobbiamo costruire occasioni, sappiamo che riuscendo a fare il primo gol pedaliamo senza pensarci. Dobbiamo sfruttare questo, cercando di andare in vantaggio. Siamo sulla strada giusta, la Juventus è una grande squadra. Ma dobbiamo dimostrare di essere in grado di replicare certe prestazioni anche con le “piccole”. La Juventus gioca molto sul piano fisico, ma possiamo farlo anche noi: oggi abbiamo vinto molti duelli”.Troppi pochi cross, così è difficile segnare: “Non dobbiamo avere paura, dobbiamo cercare di creare: abbiamo molti giocatori che sanno tirare anche da fuori dall’area, dobbiamo provarci. Come superare la paura? Se siamo già in vantaggio bisogna crossare e avere almeno due-tre giocatori in area: per esempio Milinkovic-Savic colpisce spesso di testa. Noi non crossiamo mai, forse abbiamo paura di sbagliare e che lo stadio fischi. Ma crossando, i giocatori in area possono costruire occasioni per segnare. Altrimenti come potremmo riuscirci?”. La prossima contro il Chievo: E’ una grande squadra, ma dipenderà da noi, dal nostro atteggiamento, da come vorremo comportarci sotto porta. Se abbiamo paura, perché magari prendiamo un gol, non facciamo il nostro calcio. In allenamento tutti si mostrano volenterosi di uscire da questa situazione, e ce la faremo”.

Infine l’attaccante tedesco ha analizzato la partita anche in zona mista: “Conoscevamo il valore della Juventus. Abbiamo giocato bene il primo tempo e la fase iniziale della ripresa, mantenendo un buon possesso palla. Serve rischiare di più, attaccando senza paura e cercando la profondità. È importante ripetere quello che proviamo in allenamento e lottare ognuno per il compagno. Abbiamo iniziato a fare un buon pressing, bisogna però sfruttare le occasioni che abbiamo e lottare su ogni pallone. Per uscire da questa situazione, serve portare sul campo quanto facciamo in settimana. In una partita secca, ci vuole coraggio e non paura di sbagliare. Siamo pagati per giocare, non bisogna temere i giudizi. Felipe Anderson? È un ragazzo sensibile e proviamo ad aiutarlo, ma le reazioni deve farle vedere lui. A Firenze ha fatto bene, ora deve sbloccarsi. Da quattro anni e mezzo sono abituato ad avere pochi palloni per segnare. Prima riuscivo a concretizzarle, se ora non accade è colpa mia. Voglio aiutare la squadra, l’importante è essere tornato nella migliore condizione fisica”.

Da parte di Massimilano Allegri, invece, grande soddisfazione per la vittoria della sua Juventus, che affronterà in semifinale l’Inter. Queste le parole del tecnico toscano ai microfoni di Rai Sport, Allegeri che ha fatto anche i complimenti alla Lazio per la prestazione: Voglio fare i complimenti alla Lazio, il primo tempo è stato equilibrato. Nel secondo tempo abbiamo alzato il ritmo, abbiamo fatto una partita solida senza concedere alcun tiro agli avversari. Abbiamo avuto diverse occasioni per chiuderla, non era semplice vincere, faccio i complimenti ai miei ragazzi. Oggi non era semplice vincere contro questa Lazio, nel primo tempo ci hanno pressato molto. E’ un risultato importante, ci teniamo molto a questa competizione. Il turnover? Non mi piace questa parola, ho una rosa molto competitiva. Sturaro ha fatto una grande partita, così come Zaza. Morata è cresciuto molto nel secondo tempo, anche Caceres ha fatto una partita molto buona. Neto ha fatto due/tre uscite importanti. Siamo in una buona condizione fisica e mentale ma dobbiamo rimanere umili perché non abbiamo fatto ancora niente. La semifinale? Sarà una bella semifinale, come è stato un bel quarto stasera e come è stato l’ottavo contro il Torino. Ora penseremo alla gara di domenica in Serie A. La lite Sarri-Mancini? Non voglio giudicare quello che fanno gli altri, nelle situazioni bisogna trovarcisi. Noi allenatori dobbiamo cercare di tenere sempre un comportamento consono, visto che diamo l’esempio. Anche nei momenti di pressione dobbiamo mantenere la lucidità anche se non è sempre facile. Gli arbitri fanno il loro lavoro, non bisogna contestare le loro scelte. Il campionato? Le prime cinque possono tutte vincere lo Scudetto, noi siamo in un buon momento ma dobbiamo essere bravi a mantenere il momento. Contro la Roma sarà tosta, hanno grande qualità. Non c’è una favorita”.

In conferenza stampa, invece, Allegri ha così parlato: “Abbiamo ancora tre giocatori fuori. Ci permetteranno di variare a partita in corso, soprattutto siamo un una buna condizione fisica in tutti gli elementi. Stasera passare era importante e vedere giocatori come Sturaro e Zaza dà coraggio. La squadra ha meritato contro una buona Lazio che, soprattutto nel primo tempo, ha tenuto ritmi molto alti. All’inizio della stagione volevamo arrivare a giocare in un certo modo e, nonostante le problematiche, i ragazzi sono stati molto bravi a reagire. Non dobbiamo pensare ai record, rimangono 18 partite e di queste dobbiamo vincerne un tot per arrivare alla quota scudetto”.

Queste poi le parole di Leonardo Bonucci a Rai Sport al termine del match: “Abbiamo trovato una buonissima Lazio, ma il nostro obiettivo era quello di andare avanti, la Coppa Italia è un nostro obiettivo. E’ stata una partita maschia, poteva finire con un risultato più netto ma l’importante era vincere. La Juventus deve vincere sempre, ogni volta che scendiamo in campo dobbiamo sputare il sangue per questa maglia. La semifinale? Sarà bellissima, l’Inter è una grande squadra ma ora pensiamo al campionato, domenica c’è una partita importante”.

Infine le parole dell’uomo partita l’ex Lazio Stephan Lichtsteiner, autore del goal che ha deciso la sfida, sempre a Rai SportAbbiamo concesso una sola occasione alla Lazio, niente di più. Noi abbiamo avuto tante occasioni, dovevamo chiuderla prima. Ci è andata bene visto che non riusciamo ancora a chiudere i match. Sono molto felice del gol e della vittoria. Speriamo di continuare così. La gara contro la Roma? E’ un’ottima squadra, ha giocatori importanti, sarà una partita tra due big e quindi sarà molto difficile. La corsa Scudetto? Noi corriamo su di noi, gli altri non forti. Anche la Roma è in corsa. Dopo un inizio difficile abbiamo ritrovato fiducia e i vecchi giocatori hanno cambiato atteggiamento visto che inizialmente eravamo sfiduciati”



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Lazio – Juventus di Coppa Italia : le pagelle.

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Quella di eri sera è una Lazio che rispecchia a pieno la mediocrità che questa società ha creato; una Juve imbottita di riserve risulta nettamente superiore e senza forzare troppo vince e passa il turno.
Una Lazio che tira in porta una volta sola in tutta la partita, ed è ormai una cosa che accade spesso in casa biancoceleste.
La Juventus, anche con le seconde linee, è risultata nettamente superiore alla Lazio titolare, e questo la dice lunga sulle ambizioni della squadra capitolina.
Oltre al danno dell’eliminazione dalla Coppa la Lazio teme per gli infortuni di Mauricio e di Biglia, usciti molto doloranti nel secondo tempo e per loro l’impressione è che si tratti di infortuni abbastanza gravi.
Ma vediamo insieme i nostri voti e le nostre valutazioni.

BERISHA 6: tante indecisioni come sempre, ma fa parecchie parate che evitano una sconfitta ancora più larga.

RADU 4: è ritornato il Radu horror show, dalla sua parte passano tutti.

BISEVAC 6: una buon debutto per il serbo.

MAURICIO 4,5: la serie A per lui e’ un miracolo, la sua vera categoria è la LegaPro.

KONKO 5,5: molto in calo anche il francese.

BIGLIA 5,5: oggi molto opaco l’argentino: speriamo solo che l’infortunio patito non sia grave.

MILINKOVIC 6: come al solito prestazione di grinta di Sergej.

LULIC 6: l’unico insieme a Milinkovic che ci mette la giusta cattiveria agonistica, cosa che gli altri si sognano.

CANDREVA 5: comprate a Candreva un bel campo da calcio e fatelo giocare da solo, tanto con partite 11 contro 11 è controproducente.

KEITA 6,5: sempre il migliore: salta l’uomo e crea l’unica azione pericolosa della Lazio.

KLOSE 4,5: una non prestazione per Miro, forse ormai il tedesco dovrebbe subentrare solo negli ultimi 20 minuti.

HOEDT 4,5: entra e la Juve segna, inoltre si fa anche prendere a pernacchie anche da Pogba.

ANDERSON 4: il solito ectoplasma.

MATRI S.V.



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Lazio-Macron, che sia un addio?

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Dopo aver preso il testimone dalla Puma, ecco che la Macron sta pensando di chiudere la partnership tecnica. La griffe italiana, precisamente del bolognese, dopo quattro stagioni, sembra che stia addirittura pensando di chiudere in anticipo la collaborazione in scadenza nel 2017.

Sembra che in questa stagione sia la maglia nera con l’aquila stilizzata il buon afflusso di mercato, mentre per le altre maglie non stia andando per niente bene. Macron ha avuto i suoi picchi di vendita con la maglia del 2013 utilizzata nella finale di Coppa Italia e la maglia celebrativa utilizzata da gennaio a giugno 2015, ma per gli appassionati del mondo biancoceleste nemmeno gli accessori e le divise di allenamento sono di loro piacimento.

Prospettive future? Si fanno avanti l’Adidas e l’americana New Balance, la prima ormai è un’istituzione dal punto di vista tecnico, mentre per la società a stelle e strisce si tratta di una leggera ma importante crescita, basti pensare che il proprio materiale tecnico veste, tra le altre, il Liverpool del tedesco Klopp.

Non ci sarebbe da stupirsi se l’Adidas investisse nuovamente in Italia, dopotutto anche la Juventus ha sposato il progetto a seguito della chiusura di collaborazione con la Nike, in più avere Messi come uno dei testimonial internazionali vorrà pur dire qualcosa.

Vi aggiorneremo su altri dettagli, per il momento siamo certi che l’Italia vestirà la Lazio almeno fino a giugno, poi chissà..



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