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Galatasaray, Denizli: “Lazio, squadra tosta.” Inan: “Partita fondamentale della nostra stagione.”

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Alla vigilia dell’ importante sfida di Europa League, che vedrà impegnata la Lazio sul campo del Galatasaray, il tecnico turco Denizli ha detto la sua nella conferena stampa di presentazione: Giocheremo contro una squadra tosta. Ma da questo momento in poi, nessuno può dire di affrontare una squadra non lo sia. In queste partite gli episodi sono i momenti chiave. In entrambe le gare dovrò fare una valutazione attenta: sto cercando di scegliere i migliori che ho a disposizione”. Poi sul momento tutt’altro che positivo della propria squadra ha aggiunto:  “Sappiamo cosa dobbiamo fare, non stiamo vivendo il nostro miglior periodo, ma abbiamo le idee chiare per come uscirne. Il nostro obiettivo è quello di arrivare in fondo in tutte le competizioni. A volte però si possono trovare delle difficoltà ed è evidente che non abbiamo al momento una buona posizione in campionato. Per risollevarci da questo momento l’unico modo è vincere, ma ci vuole pazienza. Ho avuto successi e fallimenti nella mia carriera come ogni allenatore, e li ho ottenuti facendo sempre il mio lavoro. Le condizioni a volte ti portano fuori strada, ma abbiamo già superato momenti difficili. Il Galatasaray è anche questo. Abbiamo tutto ciò che ci serve per vincere, vedremo domani cosa succederà”.

Dopo di lui è intervenuto il capitano Selcuk Inan, che ha da poco raggiunto le 200 presenze con la maglia del Galatasaray:  “Ho giocato 200 partite con questa maglia, ma ne vorrei giocare altre 200. Domani sarà difficile contro squadra tosta come la Lazio, ma noi siamo concentratissimi e preparati per questo”. E sulla domanda riguardante il trasferimento di Burack Yilmaz ha aggiunto: Lui non è un mio amico, ma un fratello. Però io ho vinto scudetti sia con lui che senza di lui. Sono ormai un 30enne, queste cose non mi toccano troppo perché sono professionista”. Infine, sull’argomento campionato ha concluso:  “Non siamo al livello che vogliamo. Riconosciamo l’importanza e il valore della partita di domani e vogliamo dare una grande soddisfazione ai nostri sostenitori che verranno domani allo stadio, Sfrutteremo il fattore campo, è una delle partite più importanti della stagione”.



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Personaggi storici SS Lazio: Giuseppe Signori

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Nel giorno del suo  compleanno vogliamo parlarvi di un giocatore che è stato tra i più forti e prolifici attaccanti della storia della nostra Lazio. Stiamo parlando di Giuseppe Signori che ha vestito la maglia biancoceleste per ben sei stagioni.

Giuseppe Signori nasce ad Alzano Lombardo (BG) il 17 febbraio del 1969. Inizia la sua carriera nelle giovanili dell’Inter nel lontano 1981, per poi passare ai dilettanti del Leffe dove restò dal 1984 al 1986 segnando 8 reti. Nella cittadina seriana Giuseppe non fa solo il calciatore, ma lavora anche nello stabilimento del presidente della squadra, dove grazie al suo diploma di perito tecnico, ripara i macchinari guasti.

Nel 1986 Signori passa al Piacenza in Serie C1 e con la squadra emiliana fa anche il suo esordio in Coppa Italia nella gara del 31 agosto contro il Campobasso. Nella stagione successiva, però, viene ceduto in prestito al Trento e Giuseppe è molto deluso per questa scelta, visto che a Piacenza era cresciuto come calciatore ascoltando i consigli dei più esperti. Dopo questa avventura torna al club biancorosso in Serie B e vi rimane fino al termine della stagione, quando il club retrocede in Serie C1. In questi tre anni segna 9 reti giocando con continuità.

Nonostante queste esperienze non positive Beppe riesce comunque ad essere apprezzato da Zdenek Zeman che lo vuole a tutti i costi nel suo Foggia. Così il giocatore si trasferisce in Puglia, nel 1989, dove gli viene affidato il ruolo di punta, nonostante fino a quel momento avesse giocato solo come mezz’ala. Nella città foggiana si consacra definitivamente segnando 26 reti in due stagioni e trascinando il Foggia in Serie A. Così nella stagione successiva fa il suo esordio in Serie A il 1° settembre 1991. Vince anche il premio Calciatore d’Oro per la stagione 1991/92 visti i suoi continui miglioramenti.

beppe-signori-lazio-ansa-17121995_352-288Viste le sue ottime prestazioni nel 1992 Signori si trasferisce alla Lazio per 8 miliardi di lire. Viene acquistato da Sergio Cragnotti ed è così che comincia la storia di Beppe con i colori biancocelesti. Esordisce con la nuova maglia il 6 settembre 1992 e segna subito una doppietta contro la Sampdoria. Chiude la sua prima stagione in biancoceleste con 26 reti in 32 partite e trascina la Lazio al quinto posto e quindi in Coppa Uefa. Beppe diventa ben presto un idolo per i tifosi grazie alle sue magnifiche reti. In questa stagione arriva anche il primo titolo di capocannoniere della Serie A.

Così arrivò la chiamata in Nazionale per i Mondiali del 1994. Signori però gioco come attaccante solo nella prima partita contro l’Irlanda, poi fu sempre schierato a centrocampo da Arrigo Sacchi. L’impegno e la determinazione gli consentirono comunque di giocare delle ottime partite. Anche grazie ai suoi assist in partite importanti, come contro la Norvegia o la Spagna, l’Italia arrivò in finale. Nella semifinale contro la Bulgaria però si rifiuta di entrare nei titolari perché non voleva essere schierato ancora come centrocampista, così a causa di ciò saltò anche la finale contro il Brasile. Tutti sappiamo come andò quella finale, nella quale Beppe non entrò mai in campo, l’Italia perse ai rigori e si accontentò del secondo posto. In totale con la Nazionale Signori ha collezionato 28 presenze e 6 reti tra il 1992 e il 1995.

beppe-signori-lazio-ansa-04021996_352-288Alla Lazio Beppe resta fino al 1997 collezionando 129 reti in 152 presenze, piazzandosi così al secondo posto nella speciale classifica dei cannonieri biancocelesti secondo solo a Silvio Piola. Non vince niente con la Lazio a livello di squadra ma personalmente si aggiudica tre classifiche dei cannonieri nel 1992/93, nel 1993/94 e nel 1995/96 ed i premi Guerin d’Oro 1992/93, ERG Sportsman dell’anno 1992/93. Proprio l’alto rendimento della Lazio nelle stagioni in cui Signorì segno di più convinse i dirigenti a potenziare ancora di più quella squadra che a cavallo del secolo vincerà quasi tutto. Queste le cifre impressionanti degli anni successivi in biancoceleste:  1993/94 – 23 reti in 24 partite; 1994/95 – 17 reti in 27 partite; 1995/96 – 24 reti in 31 partite; 1996/97 – 15 reti in 32 partite; 1997/98 – 2 reti in 6 partite. Inoltre nelle coppe italiane, nei 6 anni trascorsi alla Lazio, disputa 24 incontri e segna 17 reti mentre nelle coppe europee mette a segno 3 reti in 19 partite. Gli anni più prolifici sono sotto la gestione Zeman, già suo maestro al Foggia.

A Roma Signori diventa così  un giocatore apprezzatissimo dai tifosi. Tanto che quando l’11 giugno 1995, quando l’allora Presidente Sergio Cragnotti annuncia la cessione del bomber al Parma, la notizia innesca la protesta dei tifosi laziali. Questi si riversano in massa nelle strade della capitale con destinazione via Novaro, dove ha sede la società, per contestare la partenza del giocatore. Così Cragnotti è costretto, nella sera di quello stesso giorno, a comunicare l’interruzione di ogni trattativa. Beppe viene comunque ceduto nel dicembre del 1997 alla Sampdoria. La Lazio acquistò Roberto Mancini e il nuovo allenatore Sven-Goran Eriksson fece giocare con il contagocce Signori, nonostante Beppe segni la maggior parte dei gol della Lazio in Coppa Italia (i biancocelesti vinceranno poi quella edizione). Il tecnico svedese con il nuovo modulo, il 4-4-2, non schiera quasi mai il giocatore, che accusa anche dei problemi fisici alla schiena e a malincuore i tifosi lo vedono partire per Genova. Così si conclude la storia di Beppe con la maglia della Lazio, una storia bellissima che ha eletto Signori come uno dei giocatori più forti della storia biancoceleste e più apprezzati dai tifosi laziali.

Nelle stagioni successive, dopo la Sampdoria, Signori giocherà al Bologna, dove ritroverà la sua vena realizzativa, all’Iraklis, in Grecia e infine al Sopron, in Ungheria, dove chiuderà la sua carriera.

Nonostante la sua piccola statura Beppe è stato un attaccante dotato di grande tecnica, imprevedibile, rapido, potente e precisissimo al tiro (prediligeva il sinistro incrociato sul secondo palo), bravissimo nelle situazioni di velocità e sui calci piazzati che indirizzava con grande precisione. Tanto che era uno dei pochi calciatori a saper tirare i calci piazzati da fermo, risultando essere infine uno dei giocatori con la più alta percentuale realizzativa in campionato.

Noi di Since abbiamo voluto così raccontarvi la storia di Giuseppe Signori esclusivamente come calciatore, senza soffermarci sulla questione calcio scommesse che ha coinvolto il giocatore negli ultimi tempi, per farvi ricordare le grandi gesta di questo campione. Un campione che abbiamo avuto l’onore di poter ammirare con la maglia della nostra Lazio.



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Lazio, ascolta Chiesa: ” Serve continuità nei risultati. Hai possibilità e qualità per la qualificazione!”.

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In occasione della partita di Europa League di Giovedì 18 Febbraio, Galatasaray-Lazio, la redazione di LazioPress.it ha contattato un ex attaccante biancoceleste, attualmente allenatore, Enrico Chiesa. 

Ricordiamo che il genovese, classe ’70, approdò alla Lazio nell’estate del 2002, dopo varie esperienze in grandi club come la Fiorentina, e nell’estate del 2003 passò alla neopromossa Siena.

La Lazio quest’anno sta realizzando un campionato particolare, coronato da alti e bassi. Cosa ne pensi?

“La Lazio vera è quella che ha vinto a San Siro e a Firenze. Sono difficili da spiegare tutti questi alti e bassi. L’anno scorso ha fatto una bellissima stagione, cosa che non si sta ripetendo affatto quest’anno. I giocatori non stanno rendendo come nella passata stagione, però è una squadra che ha qualità. Manca la continuità nei risultati. Certo, l’infortunio di De Vrij ha influito molto, la sua perdita equivale a perdere un centravanti da 20 gol. E’ un difensore straordinario, tuttavia non deve essere un alibi il suo infortunio”.

Contro il Verona, partita non facile visti i precedenti contro l’Inter, si è vista una Lazio più offensiva e cinica. Di chi è il merito?

“Ha questi alti e bassi. Quando ha la giornata giusta è una squadra che diverte, gioca bene e fa gol. Bisogna capire qual è la vera Lazio, quella di Verona o quella che pareggia a Bologna con fatica. Sicuramente, la presenza di giocatori più freschi che danno qualcosa in più può contribuire positivamente. La Lazio ha comunque delle capacità tecniche superiori a molte altre. Il problema è sempre lo stesso: trovare continuità nei risultati”.

Giovedì sarà la volta di Galatasaray-Lazio, che partita ti aspetti? E’ un’impresa impossibile o la Lazio può proseguire il suo cammino in Europa?

“Le possibilità di passare ci sono. Non può permettersi di sbagliare la partita di andata e pensare di recuperare tutto al ritorno in casa perché il campo europeo è molto difficile. Lì il problema più grande è l’ambiente, c’è molta pressione e la tifoseria è molto calda. Tecnicamente è superiore senza dubbio, se gioca da Lazio la qualificazione è nelle sue mani. Passare il turno per loro sarebbe un gran successo, arrivati a questo punto andare avanti conta. L’Europa è una medicina per la Lazio”.

Con la maglia biancoceleste hai vissuto la semifinale di Coppa Uefa contro il Porto, che emozioni si vivono in quei momenti?

“Quella partita la perdemmo 4-1 all’andata e rovinammo il ritorno, ecco perché dico che la partita d’andata è determinante, soprattutto in trasferta. Conta giocarsi la partita a viso aperto, stare attenti e sfruttare le proprie chance già nella prima sfida. Poi sono solo due partite: o dentro o fuori, non puoi permetterti di sbagliare”.

Hai trascorso solo un anno a Roma, cosa ti ha lasciato la Lazio?

“E’ stato un anno particolare perché venivo da un infortunio, giocavo ma non con continuità e questo mi ha creato dei problemi perché la forma fisica non era al 100%. E’ stato comunque un anno intenso, vestire la maglia della Lazio vuol dire giocare un calcio di alto livello, in un ambiente ricco di pressioni”.

Che ricordi hai dei tifosi biancocelesti?

Io ricordo le emozioni prima e durante il derby. Nei giorni precedenti c’erano 5000 persone a Formello. Lì ti senti veramente giocatore perché  vivi il calcio in modo incredibile. I tifosi erano vicinissimi alla squadra, incredibili. Nei derby entravamo in campo e non riuscivamo a sentire nemmeno i compagni che ti parlavano per il gran tifo. Nonostante i problemi attuali, il tifoso laziale è stato sempre vicino alla squadra”.

A maggio dove ti aspetti di vedere la Lazio? Riuscirà a raggiungere la zona Europa?

“Non è facile, perché lì davanti corrono. Non dipende solo da lei, deve fare i risultati e sperare che gli altri rallentano. Quest’anno c’è stato un’involuzione negativa. Dal di fuori non si possono capire molte cose. Oggi è una squadra non ha una propria identità, vince con le grandi poi subisce delle sconfitte clamorose, non riesce a mantenere la concentrazione per molto tempo: altrimenti avrebbe potuto giocarsela con le altre perché la qualità ce l’ha. Purtroppo ci sono stati anche molti infortunati, assenze pesanti che per fare un buon campionato sono determinanti. Pioli ogni domenica ha dovuto inventarsi una formazione diversa a causa della lunga fila degli indisponibili”.

Fonte: http://www.laziopress.it/2016/02/16/esclusiva-chiesa-la-lazio-non-puo-sbagliare-giovedi-ha-le-qualita-per-passare-il-turno-basta-alti-e-bassi-serve-continuita/

 



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Il dg del Frosinone Salvini: “Lazio superiore, ma con umiltà possiamo vincere”. Ciofani: “Dobbiamo ripetere la gara d’andata”

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La Lazio vola a Istanbul per l’andata dei sedicesimi di finale d’Europa League per quello che, considerando la posizione di classifica in campionato, rappresenta l’appuntamento cruciale della stagione biancoceleste. Intanto il Frosinone continua a preparare la sfida che andrà in scena domenica prossima alle ore 18 al “Matusa”. Dopo aver espugnato il difficilissimo campo di Empoli, la formazione guidata dall’ex centravanti di Napoli e Torino Roberto Stellone crede sempre più all’impresa chiamata salvezza: in virtù dei risultati dell’ultimo turno di campionato il quartultimo posto ora dista solamente tre lunghezze, un divario abbordabile a 13 turni dal termine. Il direttore generale della società gialloblu, Ernesto Salvini, è intervenuto al termine della cerimonia di premiazione del “Premio Coni 2015 Regione Lazio” per analizzare il momento della squadra ciociara: “Il cammino salvezza è complicatissimo; prima di Empoli eravamo con un piede nella fossa. Abbiamo mandato giù molti bocconi amari e mi riferisco soprattutto ai calciatori. Il leone era stato colpito forte ma a Empoli ha tirato fuori l’orgoglio ed ha dato la zampata per tornare in corsa”. Lo stesso dg termina il suo intervento presentando proprio la sfida contro la Lazio: “Occorre fare punti anche con una delle presunte grandi. E’ una squadra di livello superiore al nostro ma la salvezza passa anche dal conquistare punti laddove sembra impossibile. Affronteremo l’impegno con umiltà, senza pensare all’andata (2-0 per gli uomini di Pioli, ndr): la Lazio sembra ritornata sulla strada giusta, ha campioni, un allenatore bravo e maggiore esperienza, però ce la giocheremo”. E a parlare del match di domenica del “Matusa” ci ha pensato anche il capitano dei ciociari, il bomber classe 1985 Daniel Ciofani, autore della doppietta che ha regalato i tre punti a Empoli. “Loro (la Lazio, ndr) sono in ripresa, ma noi speriamo di ripetere la gara dell’andata, finora la nostra migliore partita in trasferta“. Il match a cui si riferisce l’attaccante del Frosinone è proprio la gara disputata allo Stadio Olimpico un girone fa, quando la formazione biancoceleste è riuscita a sbloccare l’incontro a 10 minuti dal termine con una giocata d’alta del subentrato Keita Balde, capace di superare il muro eretto dalla difesa gialloblu fino a quell’istante con un gran destro terminato all’angolino dal limite dell’area di rigore. Per la cronaca, l’altra rete è stata firmata nel quarto minuto di recupero dall’attaccante serbo Filip Djordjevic.

Intanto la Lazio, attraverso un comunicato apparso sul sito ufficiale, ha annunciato l’apertura della vendita dei tagliandi per la gara Frosinone – Lazio del 21 febbraio dalle ore 9 di mercoledì 17 febbraio. Potranno accedere allo Stadio Comunale “Matusa” solamente i tifosi biancocelesti residenti a Roma e Provincia in possesso della Fidelity Card-Tessera del Tifoso Millenovecento. Il biglietto potrà essere acquistato presso i punti vendita aderenti al circuito BookingShow. Nello stesso comunicato, la società riferisce che dalle ore 12:00 di venerdì 19 febbraio saranno essi in vendita i biglietti per il prossimo match casalingo dei biancocelesti, che vedrà la Lazio ospitare il Sassuolo di Di Francesco lunedì 29 febbraio alle ore 19.00.



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Il Premio Coni Lazio assegnato a Maurizio Manzini

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Una colonna della Lazio, dal 1988 ad oggi fedele alla prima squadra della Capitale. Ed ecco un riconoscimento alla dedizione, allo sforzo e alla buona volontà di un grande uomo laziale. Infatti, presso la Sala Tevere della Presidenza della Regione Lazio si è svolto il terzo Premio Coni Lazio, alla presenza di atleti, tecnici, dirigenti e società sportive che si sono particolarmente distinti nel corso della stagione passata.

Il destino ha voluto che questo premio fosse andato a Maurizio Manzini, team manager della Lazio, ed è stato premiato dal Presidente del Coni Lazio, Massimo Viola. Tramite comunicato, sono arrivate le motivazioni che hanno portato a questo importante riconoscimento: “Dal 1988 al 2016 su una panchina. Nessuno in Europa come lui. Quarantacinque anni alla Lazio prima da collaboratore e poi da direttore sportivo. Maurizio Manzini, è il dirigente che più di ogni altro in serie A si è seduto al fianco di allenatori. Guide tecniche che sono cambiate inevitabilmente lasciando a lui la linea di continuità. Da Tommaso Maestrelli ad Eugenio Fascetti, da Dino Zoff a Stefano Pioli passando per tanti altri mister che si sono alternati in biancoceleste. Uomo dei cambi in campo e spesso delle relazioni con arbitri e delegati, è il team manager per antonomasia. Con lui ogni trasferta è sempre preparata in ogni dettaglio non lasciando mai nulla al caso per professionisti esigenti come lo sono in particolare i calciatori di Serie A. Utilizzato dalla Società Sportiva Lazio in diversi ruoli conosce perfettamente cinque lingue e potrebbe scrivere il libro più completo della storia biancoceleste degli ultimi anni. È la memoria storica avendo vissuto gli anni più difficili e le vittorie più esaltanti allo stesso tempo. Con discrezione e professionalità è stato protagonista in panchina nei due scudetti laziali. Quello del 1974 con Tommaso Maestrelli a cui lo legava un rapporto speciale e quello con Eriksson vincendo due coppe internazionali, non ultime la Coppa delle Coppe e la Supercoppa Europea, cinque Coppe Italia e tre Supercoppe nazionali. Trofei che spesso ha dovuto gestire e portare in visita ai tifosi”.

Nel primo pomeriggio sono arrivate le parole di ringraziamento dello stesso team manager laziale durante gli allenamenti del pomeriggio ai microfoni di Lazio Style Channel: “Il comitato dei giornalisti ha ritenuto di dovermi gratificare con questo riconoscimento che mi inorgoglisce e mi rende molto lieto. Anche se, come ho già detto, sono io che devo ringraziare tutti quelli che mi hanno consentito in questi anni di vivere questo sogno. Ringrazio quindi Lenzini, Maestrelli, Calleri, Longo, fino all’attuale presidente Claudio Lotito. Chi fa della sua passione il suo lavoro non può che esserne grato”.

Un riconoscimento stupendo per una persona stupenda, un pilastro della nostra società.. complimenti Maurizio!!



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Personaggi storici SS Lazio: Angelo Peruzzi

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Angelo Peruzzi in maglia biancoceleste: miglior portiere della Lazio nella top 5 definitiva.
MILAN - APRIL 27: Angelo Peruzzi of Lazio in action during the Serie A match between Inter Milan and Lazio, played at the Giuseppe Meazza San Siro Stadium in Milan, Italy on April 27 2003. (Photo by Grazia Neri/Getty Images)

Nel giorno del suo 46 compleanno vogliamo raccontare  la storia di un giocatore che è riuscito, nonostante il suo avvio di carriera alla Roma, a farsi apprezzare da tutti i tifosi della Lazio per la sua grinta e le sue caratteristiche tecniche. Stiamo parlando di Angelo Peruzzi che ha difeso la porta della squadra biancoceleste per ben sette stagioni.

Angelo Peruzzi nasce a Blera (VT) il 16 febbraio del 1970 e ha iniziato la sua carriera da calciatore nelle giovanili della Roma, squadra con la quale ha esordito in Serie A a soli 17 anni il 13 dicembre del 1987. In quell’occasione sostituisce il portiere titolare Franco Tancredi colpito da un petardo. Rimane con i giallorossi per altre due stagioni, giocando come secondo portiere e collezionando in total e 13 presenze. Nel 1989 va in prestito al Verona, dove rimane per una stagione, giocando come portiere titolare. A fine stagione però la squadra scaligera retrocede in Serie B e Peruzzi torna alla Roma. Nel 1990-91 inizia la stagione come portiere titolare, ma poi viene squalificato 12 mesi per doping, perché giudicato positivo ala fentermina.

Scontata la squalifica viene acquistato nel 1991 dalla Juventus, dove resta fino al 1999. Nella prima stagione a Torino fa da riserva a Stefano Tacconi, poi dalla stagione 1992-93 diventa titolare fisso tra i pali bianconeri. Peruzzi diventa così uno dei protagonisti del periodo d’oro bianconero, vincendo molteplici trofei sia in Italia che in Europa, come la Champions League e la Coppa Intercontinentale. In questo periodo viene soprannominato “cinghiale”, per la sua possente stazza fisica, dal compagno di squadra Angelo Di Livio.

Nel 1998-99 gioca la sua ultima stagione a Torino e in quella successiva passa all’Inter. A Milano però resta solo una stagione. Con l’arrivo di Sebastian Frey tra i pali nerazzurri per Peruzzi, infatti, non c’è più spazio e il portiere passa così alla Lazio.

Ecco quindi che nel 2000 Peruzzi incrocia la sua storia con quella della prima squadra della capitale. Alla Lazio Peruzzirimane per sette anni, collezionando un totale di 192 presenze, vincendo anche la Supercoppa Italiana nel 2000 e la Coppa Italia nel 2004. Inoltre in diverse occasioni, come durante il derby del 6 gennaio 2005, vinto dalla Lazio, ha indossato la fascia di capitano. Con la squadra biancoceleste rimane fino al giorno del suo ritiro, avvenuto il 20 maggio del 2007. Quel giorno Peruzzi giocò nei minuti finali della sfida contro il Parma conclusasi 0-0 e chiuse la sua carriera da professionista con 620 presenze totali nei club. Gli anni alla Lazio sono stati per il portiere di Blera molto prolifici e ricchi di soddisfazioni. A Roma inoltre ha lasciato un ottimo ricordo tra i tifosi.

Con l’Italia il portiere laziale ha collezionato 43 presenze totali tra Under 21 e Nazionale maggiore, vincendo l’europeo Under 21 nel 1992 e il Campionato Mondiale nel 2006, anche se in questo torneo non scese mai in campo.

Tecnicamente Peruzzi è stato agilissimo nonostante il fisico possente ed estremamente completo come portiere. Il suo stile era essenziale ma anche acrobatico in caso di necessità. Dotato di temperamento, riflessi e senso della posizione, dava il meglio di sé nelle uscite basse, tanto che infondeva tranquillità e sicurezza nella retroguardia. A proprio agio anche lontano dalla linea di porta, talvolta si rendeva protagonista di tempestivi interventi anche fuori dall’area di rigore. Gli unici punti deboli erano le uscite alte e la tendenza agli infortuni.

Noi di Since abbiamo voluto raccontare la sua storia per omaggiare la sua grande carriera, nella quale Peruzzi ha vinto praticamente tutto e nella quale ha giocato anche con la nostra Lazio, ricamandosi un posto da protagonista nelle sue sette stagioni in biancoceleste.



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Si lavora al rinnovo di Biglia ma l’argentino tentenna, Onazi fa visita al Werder Brema

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Continua l’operazione rinnovi in casa Lazio. Il direttore sportivo Igli Tare, dopo aver prolungato i contratti di Marchetti, Lulic e Cataldi, sta lavorando per assicurarsi la permanenza a Formello del capitano biancoceleste Lucas Biglia. Il contratto attuale dell’argentino scadrà tra 2 anni, il 30 giugno 2018, ma le parti stanno lavorando per prolungare l’accordo con tanto di adeguamento. Tare e Lotito continuano il pressing sul centrocampista dell’Albiceleste che dal canto tuo continua a temporeggiare. Il “Principito” non è infatti convinto e starebbe valutando l’ipotesi del grande salto in una big d’Europa. D’altronde questa sarebbe per lui l’ultimo contratto europeo, alla luce dei suoi 30. Una scelta che sarà certamente legata anche ai risultati sportivi raggiunti dalla Lazio, oggi a 9 punti dalla zona Europa League. Gli estimatori di certo non mancano in giro per l’Europa, con il Manchester United sempre vigile sulla situazione dell’argentino. Il sogno di Biglia è disputare la Champions League, il grande rimpianto di questa stagione biancoceleste; nonostante le parole di Tare degli ultimi giorni (“Biglia e Candreva non vogliono andare via“, ndr), il centrocampista laziale è molto deluso dal non mercato della società di questa estate, che non ha permesso alla squadre di disputare la competizione per club più importante d’Europa e dunque nonostante la volontà della dirigenza e il calore dei tifosi potrebbe decidere di salutare a fine stagione.

L’insolito weekend libero dei calciatori biancocelesti ha regalato un colpo di scena di mercato. Eddy Onazi è stato infatti sorpreso sulle tribune del Weserstadion di Brema in occasione della partita tra i padroni di casa del Werder e l’Hoffenheim, sfida salvezza terminata sul risultato di 1 a 1. A lanciare l’indiscrezione è il magazine tedesco “Kicker”, che al termine del match ha intervista il direttore sportivo dei Grün-Weißen Thomas Eichin, che ha subito glissato: “Non so nulla, non ho idea del perché fosse qui“. Quella di Onazi sarebbe stata solamente una visita di cortesia, come confermato dal suo agente Stephen Makinwa: “Ormai il mercato è chiuso. Probabilmente era lì per salutare il suo compagno di Nazionale. In questo momento pensa solo alla Lazio“. Il nigeriano di cui parla l’ex calciatore della Lazio è Anthony Ujah, attaccante del Werder Brema. Tuttavia proprio il club teutonica ha cercato con insistenza il centrocampista biancoceleste prima di fiondarsi sul maliano dell’Olympiakos Sambou Yatabaré. Non è dunque esclusa l’ipotesi di un ritorno di fiamma la prossima estate.



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Tare: “Con l’innesto dei giovani abbiamo creato le basi di una squadra con un grande futuro davanti”

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Manca poco all’incontro di giovedì contro il Galatasaray, ieri la squadra ha ripreso ad allenarsi con mister Pioli ed è pronta a partire per l’Europa League. È pressocché impossibile prevedere cosa accadrà giovedì ad Istanbul ma il direttore sportivo della Lazio Igli Tare sembra avere piena consapevolezza delle difficoltà e delle gioie che la Lazio sta vivendo. Intervenuto ai microfoni di Radiosei, ha spiegato che le scelte fatte dalla dirigenza nel periodo di calciomercato, probabilmente, sono state quelle sbagliate. La Lazio, nonostante abbia un organico ricco di giocatori “big” è ancora ferma al nono posto in classifica; secondo il DS, cedere uno di questi giocatori avrebbe giovato al bilancio della squadra e avrebbe portato un ricambio nell’organico:

“È stato un errore non cedere un big, abbiamo rifiutato offerte per 150 milioni con la speranza di dare forza al progetto”.

Eppure i summenzionati “big” sono gli stessi giocatori che lo scorso anno hanno portato la Lazio al terzo posto, quest’anno però la squadra sembra che non voglia decollare. Pioli qualche tempo fa affermava che il mix tra giocatori di grande esperienza e giocatori più giovani avrebbe funzionato bene, Tare ha fiducia nei più piccoli: “Con l’innesto dei giovani abbiamo creato le basi di una squadra con un grande futuro davanti. Non credo che Biglia e Candreva abbiano l’idea di andare via. E per lasciare devono trovare di meglio”.

Qualcuno ha accusato il direttore sportivo di negligenza, quasi come se la responsabilità della squadra fosse tutta di Tare, alle critiche lui risponde così: “La Lazio non è di Tare, è di tutti quanti”. Un piccolo intervento sulla delusione dei tifosi: “Li capisco, ma devono starci vicini”.



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Comunicato Curva Nord: “Per Lazio-Atalanta tutti a tifare a Tor di Quinto”

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Curva Nord Lazio diserta Juventus-Lazio: "Nessuno striscione dai tifosi biancocelesti"

Non si ferma la protesta della Curva Nord a causa delle barriere che stanno dividendo le curve all’interno dello stadio Olimpico. Quello che è stato fatto fino ad ora sembra non essere servito a nulla visto che la posizione del prefetto Gabrieli è rimasta irremoviile, così la curva biancoceleste ha deciso di continuare la protesta, ma non vuole che questa possa dividere il tifo laziale. Ecco quindi che la Nord ha deciso di lanciare un’iniziativa per la partita tra Lazio Atalanta di domenica 13 marzo, iniziativa con la quale vuole raccogliere tutti i tifosi laziali a Tor di Quinto per vedere la partita tutti assieme, anche se all’esterno dello stadio.

Questo il comunicato trasmesso dalla Nord durante il programma radiofonico ‘I Laziali Sono Qua’:

In occasione della partita Lazio-Atalanta del giorno domenica 13 marzo 2016, la Curva Nord Lazio vuole tornare a vivere la partita casalinga come piace a noi e com’è sempre stato: tutti uniti, compatti e senza barriere, vetrate divisorie o inutili e mortificanti limitazioni. L’appuntamento è a Via del Baiardo (Campo Tor di Quinto), a partire dalle ore 12:00, dove sarà allestito un maxischermo e uno spazio in grado di contenere tutto l’amore e l’entusiasmo che vorrete portare. Bandiere, voce e cuore, per dimostrare ancora una volta che la Lazio non è di nessuno se non dell’amor di chi la vive… Avanti Laziali… Avanti Curva Nord!!!”.



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Su Facebook nasce la pagina “Vogliamo Mark Zuckerberg presidente della Lazio”

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La goliardia della tifoseria laziale si sa è molto varia ed è proprio così che nasce la pagina Facebook ” Vogliamo Mark Zuckerberg presidente della Lazio“. Pagina che attualmente conta oltre 3.000 seguaci e siamo certi che, i fans cresceranno. Ovviamente questa è solo una provocazione come gli stessi fondatori vogliono precisare. Ma come nasce questa iniziativa? Ma sopratutto perché è nata?

La risposta è molto semplice, far capire a questa società che i tifosi della Lazio sono stufi della gestione della società sia a livello di mercato che a livello di immagine. Leggendo i vari commenti nella pagina i tifosi sognano già una eventuale dirigenza formata da uomini laziali, con Paolo Di Canio neanche a dirlo capo bandiera. Alcuni addirittura sognano Mark Zuckerberg presidente finanziatore e Sergio Cragnotti presidente. Inoltre la casa della Lazio per alcuni tifosi dovrebbe essere il ristrutturato Stadio Flaminio.

Ora non è detto che il fondatore di Facebook saprà mai di questa iniziativa, ma la speranza è l’ ultima a morire. Noi intanto vi invitiamo a mettere il “Mi piace” e condividere questa iniziativa. Anche perché Zuckerberg ha fatto le sue fortune proprio sul social e chissà se questa potrà mai essere anche fortuna del popolo laziale.

ECCO IL LINK DELLA PAGINA: https://www.facebook.com/Vogliamo-Mark-Zuckerberg-presidente-della-Lazio-591119794379713/

 



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Anche Pulici dice la sua sul Flaminio: “Fa parte della storia della Lazio”

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Felice Pulici storico portiere della Lazio dello scudetto 73-74 ed ex dirigente biancoceleste, ha voluto dire la sua sulla situazione in cui versa lo Stadio Flaminio, che è stato definito da alcuni come un urinatoio. Pulici, che ha collezionato ben 202 presenze con la maglia della Lazio, ha rilasciato queste parole alle frequenze 105.8 di Radio Olympia:

“Lo stadio Flaminio è della S.S. Lazio, deve essere onorato, riportandolo al prestigio che merita, secondo la storia, la tradizione e il monumento nel tempio del calcio che rappresenta. Nessuno osi rovinarlo pensando ai propri e unici interessi. Finalmente lo stadio Flaminio, anche in previsione delle future olimpiadi per Roma 2024, tornerà a risplendere, regalandoci nuovamente le emozioni di un tempo”. Ha poi aggiunto: “I politici non ci provino nemmeno a strumentalizzare il Flaminio per motivi elettorali, sono certo che verrà ristrutturato e riutilizzato dalla Lazio perchè fa parte della storia biancoceleste”.

Il pensiero di Pulici è quello che noi tutti tifosi laziali auspichiamo, se Lotito vuole farsi amare dai suoi tifosi e dare un forte segnale di lazialità ha l’obbligo di ridare lustro e splendore a uno stadio che per l’ appunto fa parte della gloriosa storia biancoceleste.



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Cataldi in Nazionale maggiore? Conte ci pensa seriamente

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u21 cataldi

Tra i protagonisti in positivo di questa stagione altalenante della Lazio c’è sicuramente Danilo Cataldi, che con le sue buone prestazioni a centrocampo si è guadagnato la stima non solo dei tifosi laziali, ma anche di molti addetti ai lavori nel mondo del calcio. La stagione di Danilo è stata fin qui ricca di soddisfazioni, dopo il primo goal in Serie A contro il Chievo, le ottime prestazioni in maglia Under 21 (tra cui la rete del pareggio contro la Serbia) è arrivata anche la gratificazione del prolungamento del contratto con la Lazio per altri quattro anni fino al 2020. Un accordo che non è mai stato in discussione visto il grande amore di Danilo per i colori biancocelesti, colori che ama fin da ragazzino.

Non solo questo, però, per il giovane centrocampista romano, come riportato durante la consueta stampa di RadioSei, infatti, la stagione di Danilo potrebbe prendere una svolta inaspettata e arricchirsi di un’altro grande riconoscimento. Le buone prestazioni delle ultime settimane potrebbero anche valere per il numero 32 la chiamata di Antonio Conte e quindi la convocazione in Nazionale maggiore. Il CT dell’Italia lo sta osservando da parecchio tempo e se il giovane biancoceleste troverà la continuità giusta riuscirà probabilmente a strappare anche una chiamata. La convocazione per l’Europeo è forse un sogno troppo grande per il ragazzo, ma la prima convocazione, invece, potrebbe lecitamente arrivare e sarebbe il giusto riconoscimento per il ragazzo di Ottavia. Questa convocazione rappresenterebbe la ciliegina sulla torta di un periodo in cui Cataldi sta dimostrando veramente di che pasta è fatto, nel quale sta giocando davvero bene. Dopo aver indossato tutte le maglie delle giovanili della Nazionale, ora quindi sembra arrivato il momento di indossare anche quella della Nazionale maggiore e Danilo se la meriterebbe tutta.



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Rocchi fa festa in Ungheria: doppietta con il Tatabanya e 200 gol tra i professionisti

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Tra i tanti ex laziali in giro per il mondo ce n’è uno che molti tifosi laziali non dimenticheranno mai. Stiamo parlando di Tommaso Rocchi, ex capitano e attaccante della nostra Lazio, emigrato in Ungheria per giocare ancora a calcio, la sua grande passione. Infatti l’ex numero 9 biancoceleste, dopo una lunga carriera passata in Italia, ora è un giocatore del Tatabánya, squadra di terza divisione ungherese. Nella città ungherese Rocchi ha trovato un’altro ex laziale, Bruno Giordano, che tanto l’ha voluto in maglia bianco-blu.

L’attaccante veneziano ha raggiunto, proprio con il Tatabánya, il traguardo delle 200 reti tra i professionisti, grazie alla doppietta firmata ieri contro il Sarvar, nell’incontro vinto dalla sua squadra per 5-1. Due gol dei suoi da attaccante di razza, con tanto di linguaccia annessa per esultare e a fine gara l’abbraccio con Giordano per festeggiare la vittoria. Dopo tanti goal nel Bel Paese, quindi, ora Tommaso continua a segnare anche all’estero, anche nel paese del grande Ferenc Puskás. E pensare che la sua prima rete tra i professionisti arrivò con la maglia del Pro Patria in Serie C quasi vent’anni fa. Sono arrivati poi i tanti goal con l’Empoli e poi ancora le 105 reti messe a segno con la Lazio. Proprio con la maglia con l’aquila sul petto Rocchi ha segnato il numero maggiore di goal nella sua carriera, piazzandosi così al quinto posto nella classifica dei migliori marcatori di sempre in maglia rocchi-ungheriabiancoceleste. Tante le reti importanti, come quella in Supercoppa contro l’Inter, passando per il goal del 3-1 nel derby e per il 100° goal contro il Cagliari.

Nonostante l’addio burrascoso con la Lazio, fu infatti ceduto all’Inter a Gennaio del 2013 perché a Roma giocava molto poco, Rocchi ha sempre dichiarato il suo amore per i colori biancocelesti, tanto che in un’intervista rilasciata tempo fa dichiarò: “Dopo 9 anni di Lazio sono diventato laziale, lo sarò per sempre”. Ora, anche lontano dall’Italia, Tommaso continua ad avere la Lazio nel cuore e continua a fare quello che ha sempre saputo fare meglio, segnare tanti goal per far vincere la sua squadra.



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Castrogiovanni: “Il rugby è una festa”, Parisse: “Orgoglioso del nostro sport”

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Come avete ovviamente notato, Lazio-Verona si è disputata giovedi sera. Questo perchè domani a riempire l’Olimpico non sarà una squadra di calcio ma la nazionale italiana di rugby, che continua a trasmettere felicità e passione nonostante le ultime uscite sfortunate in Six Nations.

Alla vigilia del match di domani, Martin Castrogiovanni ha detto la sua ai microfoni di Repubblica.it, andando a toccare anche il delicato argomento dell’Olimpico calcistico sempre più deserto: “Domani lo stadio sarà tutto esaurito? Il rugby è una festa. Però i calciatori non sono mica diversi da noi. Il problema è che nel loro mondo c’è troppa pressione: le tv, il business. Finisce che si dimentica che stiamo giocando, e in qualche modo educando le persone che vengono a vederci. Per dare il buon esempio bisogna essere sereni. Come quelli del rugby”

Anche il capitano degli azzurri, Sergio Parisse, ha espresso la propria opinione, definendosi soddisfatto del proprio lavoro e del riempimento dello stadio: “Per noi è un grandissimo piacere sapere che lo stadio Olimpico sarà esaurito. Sono orgoglioso che il nostro sport attiri tanta gente, siamo una Nazionale magari non vincente come altre, ma continuiamo a portare pubblico allo stadio e per questo sono contento. Per noi è una responsabilità per fare una grandissima prestazione”



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Lazio Primavera, tre punti importantissimi contro il Latina in rimonta

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Al “Fersini” di Formello la Lazio Primavera ha battuto per 2-1 i pari età del Latina, conquistando così 3 punti fondamentali per alimentare le speranze di arrivare direttamente alla fase finale del torneo senza ricorrere ai play-off (ricordiamo che solo le prime 2 di ogni girone avanzano direttamente alle final eight, mentre le terze, quarte e le migliori quinte dovranno scontrarsi per guadagnarsi i due posti rimanenti).

A causa di un ritardo degli ospiti il match viene posticipato di 15 minuti ed è subito divertente, con Rossi che nei primi 5 minuti di gioco impegna l’estremo difensore nerazzurro Loliva per ben due volte, ma senza fortuna. Al 6° minuto arriva la prima risposta del Latina, che con Atiagli sfiora la rete. Continui capovolgimenti di fronte per tutto il primo tempo, con i padroni di casa che pungono più degli ospiti ma non arrivano al gol, nonostante un ispiratissimo Murgia che mette al centro molti palloni invitanti, ma che non vengono sfruttati dai compagni di squadra. Nella prima frazione per il Latina da segnalare l’azione personale di Sbordone, che rientra e va al tiro col mancino al 14°, colpendo l’esterno della rete. La prima frazione si conclude quindi con una supremazia biancoceleste, ma con gli ospiti che risultano spesso pericolosi in contropiede.

La ripresa si apre nel peggiore dei modi per i ragazzi di Inzaghi: Matosevic sugli sviluppi di un corner al 48° esce malissimo e la palla carambola su Gervoni, che non può far altro che vedere il pallone insaccarsi alle sue spalle. 1-0 che scuote i padroni di casa; Inzaghi cerca di risollevare le sorti del match con un doppio cambio:  fuori Rokavec e Verkaj, dentro Sarac ed Ennali. Al 60° Murgia sfiora il gol su punizione, con la palla che sorvola di poco la traversa. Insiste la Lazio, che però è troppo imprecisa, almeno fino al 77°, quando il subentrato Sarac conclude verso il secondo palo, siglando così il suo primo gol in biancoceleste. Si riaccendono ora le speranze delle aquile, che solo 5 minuti dopo trovano il raddoppio con Rossi, che riesce a girarsi in area di rigore e a trovare l’angolino dove Loliva non può arrivare. Gli ultimi 10 minuti passano con la Lazio in possesso palla, che non concede praticamente nulla al Latina e supera nella stessa giornata Crotone e Latina, che nello scontro diretto si sono fatte male a vicenda, uscendo con un punto per parte.

Simone Inzaghi, soddisfattissimo, parla ai microfoni di Lazio Style Channel: “Una vittoria che volevamo a tutti i costi. Non è stato facile, onore al Latina che ha giocato ad armi pari. Sono stati bravi a mantenersi in partita fino alla fine. Ma abbiamo vinto meritatamente. Noi avremmo voluto quella finale, ce la meritavamo. Il calcio è fatto da episodi e non ci ha aiutato. Sono contento per Ennali e per tutta la Lazio. Io vorrei farli giocare, ma non posso. A volte come oggi le partite si vincono dalla panchina. L’esclusione dal torneo di Viareggio? Abbiamo preso questa decisione già da due anni, ci concentriamo sul campionato. Le prossime due partite sono importanti e ci prepareremo al meglio. Adesso pensiamo al Frosinone”

A fare eco ci ha pensato Rossi: “È stata una gara difficile, combattuta. Le squadre quando vengono a Formello danno tutto. Stanno la classifica è molto corta. Abbiamo vinto questa partita con la testa. Mi è uscito un gran tiro, era da un po’ che ci provavo. È stata una liberazione anche per la squadra. Quasi da brividi. La sfortuna ci perseguitato ma stavolta non ha avuto la meglio. Dobbiamo dare tutto da adesso in poi. Si dà poca fiducia ai giovani. Anche qualche ragazzo della Lazio Primavera avrebbe potuto giocare tranquillamente in società come Carpi o Frosinone. Si crede poco nei nostri diciottenni.”

Quaglia completa il tutto: “A noi piace complicarci le cose. Oggi abbiamo avuto una piccola defaiance la dietro. Poi ci hanno pensato i nostri compagni la davanti e abbiamo vinto. Non è la prima volta che la fortuna ci va contro. L’importante è averla ripresa, ci possiamo giocare qualcosa di importante. Frosinone? Ci faremmo trovare pronti e ce la giocheremo al massimo. È cambiato il nostro spirito. Abbiamo avuto quello sprint in più che a volte ci è mancato. È tornato l’atteggiamento tipico della Lazio. Abbiamo qualche infortunio ma chi scende in campo da sempre il meglio. Chi preoccupa di più? La quadra più attrezzata è il Palermo, ha una rosa importante”



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Lazio trasmessa su MTV8 il 25 febbraio. Poste Italiane, un francobollo per Maestrelli

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Due belle notizie per gli amanti della Lazio e per i filatelici. La prima notizia riguarda la tv: MTV8 ha pensato a tutti quei tifosi che non vorranno andare allo stadio, per protesta o per qualsiasi altra ragione e, quindi, il 25 Febbraio, giornata in cui l’Olimpico ospiterà la squadra di mister Denizli per i sedicesimi di finale di Europa League, l’emittente in digitale (entrata recentemente nel circuito Sky) trasmetterà in diretta il match Lazio-Galatasaray (canale 8 del digitale terrestre). Per quanto riguarda il match di andata dovremo soffrire tramite radio oppure pescare qualche sito internet “compiacente”, infatti questo giovedi verrà trasmesso l’incontro della Fiorentina.

La seconda notizia riguarda una partnership molto singolare che coinvolge temporaneamente Poste Italiane e la Lazio. La società di Viale Europa ha comunicato oggi sul proprio sito ufficiale l’uscita di un francobollo commemorativo raffigurante il volto del Maestro Tommaso Maestrelli, colui che condusse la Lazio alla vittoria del primo scudetto nel 1974. Il francobollo entrerà in circolazione il 2 Dicembre di quest’anno in occasione del 40′ anniversario di morte dell’allenatore pisano che morì a soli 54 anni. Sul programma di emissione carte valori postali figura il comunicato ufficiale delle Poste: “Francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “lo Sport” dedicato a Tommaso Maestrelli, nel 40° anniversario della scomparsa”.

Intanto domani gli uomini di mister Pioli riprenderanno la preparazione atletica in vista dell’incontro in Turchia, si spera nei rientri di Radu e Bisevac, rimasti fermi per qualche giorno. Oggi giornata di totale relax per la squadra biancoceleste.



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Kesapli: “La Lazio dello scorso anno era migliore rispetto a quella di oggi”

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Il giornalista Dundar Kesapli, corrispondente per la redazione turca di Lig Tv, è intervenuto ai microfoni di “1900 Tv”. Ha analizzato il momento che la Lazio sta attraversando e ha fornito un’opinione “interna” sull’incontro di giovedì prossimo Galatasaray-Lazio. Kesapli conosce bene l’ambiente calcistico turco e segue altrettanto da vicino la squadra biancoceleste:

“La Lazio l’anno scorso era una squadra completamente diversa. Secondo me c’è qualcosa che non funziona a livello di mentalità. L’ho percepito anche l’altro giorno a Formello, quando ho intervistato Stefano Pioli. Tra i giocatori non c’è la sintonia della passata stagione, si è rotto qualcosa tra calciatori e allenatore. Partirei proprio da Pioli perché il tecnico, in una squadra, è l’anello portante della catena. Non c’è il giusto equilibrio. Vedere la Lazio l’anno scorso era molto più piacevole. Non credo che manchi la qualità ma le motivazioni”.

Giovedì prossimo, quindi, i biancocelesti incontreranno il Galatasaray, Kesapli conosce bene sia l’ambiente turco che la Lazio. Non sappiamo ancora la formazione che verrà schierata da mister Pioli ma Kesapli sa su chi dovrebbe puntare il tecnico biancoceleste: Klose secondo me, se sta bene, è uno dei giocatori fondamentali da schierare contro il Galatasaray, perché, oltre le sue doti tecniche e la sua esperienza, conosce bene anche l’ambiente. Il club turco non è messo male in classifica, ma sta vivendo un momento difficile a livello societario. Ha problemi di bilancio e infatti c’è il rischio che pur passando questo turno venga squalificato per due anni dall’Europa. Non sarà di certo una partita facile per la Lazio, che ha avuto un po’ la sfortuna di giocare l’andata ad Istanbul. Il fattore ambientale farà la differenza. Le tifoserie turche sono spettacolari, non smettono mai un secondo di incitare la squadra. Di solito il Gala gioca con il 4-4-2, Sneijder è il giocatore fondamentale. Attenzione però anche a Podolski, che è un calciatore fortissimo. Totalmente diverso dal giocatore che avevamo visto in Italia, si è trovato bene con l’ambiente e ha trovato gli stimoli giusti. Sarà un Galatasaray che partirà subito in attacco”.

Svariati allarmismi stanno preoccupando squadra e tifosi circa la situazione in Turchia: “Fra Galatasaray e Lazio non ci sarà mai tensione perché tra le due società c’è un rapporto di amicizia. Si stanno creando allarmismi inutili”.



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Crespo e i suoi ricordi alla Lazio: “Orgoglioso di aver segnato a Baresi”

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E’ stato capocannoniere con la Lazio, ha affrontato i migliori giocatori degli anni ’90 e ora ha un (speriamo) roseo futuro da allenatore; il Valdanito Hernan Crespo non ha dimenticato il periodo romano e le grandi cavalcate tra Serie A e Champions League. In questa lunga intervista a sofoot.com, raccogliamo questo autentico sentimento di appartenenza ai nostri colori:

“Ho un sacco di bei ricordi per tutti i club in cui ho giocato, ovviamente con il Parma in modo particolare, perché abbiamo vinto la Coppa UEFA, la Coppa Italia e la Supercoppa nel giro di tre mesi. È stato davvero speciale, ma non dimenticherò mai di essere stato capocannoniere della Serie A con la Lazio durante la stagione 2000-01. Io dico sempre che Veron è stato il miglior giocatore di sempre nel fare ‘l’ultimo passaggio’. Si metteva sempre nelle migliori condizioni per realizzare un assist, riuscendo a tirare fuori il meglio dai suoi compagni di squadra. Infatti, quando ho giocato con lui, ho avuto le mie migliori stagioni come attaccante”.

Una curiosità sui gol realizzati di tacco e sui suoi avversari: “Era merito anche di Veron, come quella volta contro la Juve. Spesso può capitare che la palla non arrivi esattamente dove la desideri, e in quei casi non hai molto tempo per pensare a come colpirla. Era sempre una soluzione di istinto nel momento in cui anticipavo il difensore sul primo palo, ma anche lì ci voleva fortuna. Il difensore più forte che ho affrontato? Sono tanti, non posso citarli tutti: Samuel, Terry, Maldini, Nesta, ma il mio motivo d’orgoglio più grande è aver segnato a Franco Baresi”



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Lazio: a Formello ancora qualche assenza

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Lo staff medico della Lazio ha rassicurato Pioli: molto probabilmente Radu e Bisevac torneranno disponibili per il match di giovedì prossimo contro il Galatasaray. I due giocatori, rimasti fermi per qualche giornata, hanno recuperato la loro forma fisica e probabilmente si alleneranno normalmente a partire da domenica; un’ottima notizia per la squadra che avrebbe rischiato di arrivare ad Istanbul quasi priva di centrali e terzini.

Basta sarà fuori dal campo per un mese per recuperare la lesione muscolare subita la scorsa settimana, De Vrij è ancora assente e sta lentamente migliorando il suo problema al ginocchio. Assente all’appello già dall’incontro di ieri anche Gentiletti che non andrà in Turchia a causa del suo infortunio, mancheranno in Europa League anche Keita che è stato squalificato e Patric e Braafheid, non essendo inseriti nella lista UEFA.

Oggi a Formello c’è stata seduta di scarico in palestra per tutti i biancocelesti che abbiamo visto in campo ieri contro il Verona, tutti gli altri si sono allenati normalmente. Mister Pioli ha seguito da vicino Onazi, Parolo, Djordjevic, Morrison, Candreva, Braafheid, Keita, Klose, Patric e Kishna. Domani giornata di riposo per l’intera squadra, mentre domenica si riprenderà in vista della partenza per la Turchia.



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Moviola Lazio-H. Verona: Gervasoni insufficiente

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Lazio-Verona 5-2. Partita dall’aria pesante per l’assenza del pubblico ma finita con una goleata da parte delle aquile romane ma vediamo come si è svolto il match con la nostra moviola.

Primo tempo nel quale segnaliamo  solo qualche piccolo errore commesso dall’arbitro mantovano, nella ripresa invece assegna il gol del 3-0 biancoceleste che andava annullato. Andiamo a vedere gli episodi da moviola più eclatanti del match.

La prima occasione da moviola arriva all’ 11′ quando Matri lamenta un contatto con Gollini, che in effetti sembra esserci nonostante il pallone, ancora giocabile, è lontano dai due. Nel dubbio non concedere il penalty può essere una scelta condivisibile. Al 21′ Matri cerca il gol dopo la respinta gialloblu sul tiro di Lulic, ma era in fuorigioco; giusto fermare il gioco. Al 40′ Pazzini controlla un lancio di Helander e va via su Mauricio, ma secondo l’assistente è partito oltre la linea difensiva biancoceleste. Sbagliato! Era in posizione regolare! L’ultimo episodio da moviola del primo tempo arriva al 42′ quando Biglia tenta di battere velocemente un calcio di punizione, che viene toccato da Jankovic, vicinissimo al punto di battuta. Sarebbe stato giusto ammonire il centrocampista gialloblu.

Secondo tempo che comincia senza particolari episodi da moviola, infatti il primo episodio da commentare arriva solo al 68′, quando il capitano biancoceleste Biglia commette un fallo tattico su Pazzini e viene graziato da Gervasoni, che non mostra il cartellino giallo. Poteva starci tranquillamente l’ammonizione. Un solo minuto più tardi accade l’evento più contestato: Biglia innesca Matri, il quale vede F. Anderson tutto solo che non può far altro che timbrare il cartellino. Evidente il fuorigioco di Matri nell’occasione, come era evidente il fallo di Pisano su Anderson ad inizio azione. Grande confusione tra arbitro e guardalinee in tutta l’azione, gol da annullare. Poco dopo arriva il gol che riapre le speranze dell’Hellas con Greco su punizione, concessa agli ospiti dopo un fallo su Ionita da parte di Mauricio; inevitabile il giallo per il difensore brasiliano. All’86’ Klose sbaglia dall’altezza del dischetto quello che sarebbe stato il suo primo gol stagionale in campionato. L’attaccante tedesco sembrava aver però stoppato leggermente il pallone col braccio prima della conclusione. Ultimo episodio da segnalare al 90′: Lulic anticipa Gilberto in area di rigore, il difensore stende il bosniaco ed è solare il calcio di rigore assegnato da Gervasoni e trasformato da Candreva.

Nel complesso quindi una prestazione insufficiente da parte della quaterna arbitrale, che in molte occasioni non ha avuto la lucidità giusta per prendere le decisioni, in particolare quella sul fuorigioco di Matri, che ha in qualche modo deciso la partita ed è stata ampiamente criticata dai veronesi al termine del match.



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Mauri e Matri in coro: “Per l’Europa serve continuità. Dobbiamo riconquistare i tifosi con i risultati!”

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Settore ospiti Stadio Bentegodi Verona pieno di tifosi della Lazio con bandiere.

La Lazio ritrova il sorriso all’Olimpico uscendo vincitrice con un 5-2 dalla gara contro l’Hellas Verona.

Uno dei protagonisti di questa sera è intervenuto ai microfoni di Mediaset Premium, l’ex capitano biancoceleste Stefano Mauri: “E’ sempre un’emozione particolare segnare. L’importante è che la squadra sia tornata a giocare a certi livelli, anche se abbiamo concesso qualcosa dietro. Siamo sulla strada giusta per ricominciare. Oggi abbiamo fatto bene, speriamo di continuare così per poter toglierci qualche soddisfazione”.  Poi riguardo l’assenza dei tifosi mostra comprensione, ma anche dispiacere: “Dal canto nostro possiamo solo fare una serie di risultati positivi. La divisione della curva è un grosso problema per loro, speriamo si risolva presto e che si trovi una soluzione alternativa. A noi i tifosi mancano molto, noi possiamo solo fare buoni risultati. Sappiamo di essere una buona squadra, quest’anno stiamo giocando al di sotto delle nostre potenzialità, speriamo di aver invertito la rotta”.

Il centrocampista brianzolo è intervenuto anche ai microfoni di Sky Sport: “Quello di stasera è un buon risultato, ma anche oggi abbiamo commesso troppi errori e disattenzioni. Come squadra dobbiamo avere più concentrazione nell’arco di novanta minuti, siamo troppo altalenanti, dobbiamo trovare continuità anche nei risultati e speriamo che la partita di stasera possa darci fiducia. Per me quello di stasera è un gol importante, mi sento bene e dopo un piccolo problema alla schiena mi sono ripreso e spero di continuare così. Lo stadio vuoto? E’ triste perchè i tifosi sono parte dello spettacolo del calcio. Da parte nostra dobbiamo fare tanti risultati per incentivarli a tornare. C’è anche questo problema delle barriere, speriamo si possa trovare una soluzione e togliere queste barriere e riportare la gente allo stadio.”

Ai microfoni di Mediaset Premium interviene anche Alessandro Matri, altro protagonista di questo match: “La situazione ce l’abbiamo davanti: è stata buona prestazione, ma abbiamo concesso dei gol evitabili. Sono disattenzioni che non dobbiamo avere se vogliamo fare una grande rimonta in classifica. La squadra ci crede, il potenziale lo conosciamo tutti. Abbiamo avuto degli alti e bassi non giustificabili, serve un segnale, questo è il primo passo. Dobbiamo sfruttare al meglio ogni occasione, stiamo lavorando. Dobbiamo giocare più in velocità ed essere più precisi nell’ultimo passaggio. Da parte nostra c’è voglia di fare bene. Si rema tutti dalla stessa parte, è il minimo, altrimenti non si va da nessuna parte. I tifosi sono la nostra parte importante, con lo stadio pieno qualcosa in più potremmo avere. Dobbiamo essere bravi noi a farli tornare. Se uno trova continuità e ritmo può fare sempre meglio, se un attaccante non segna poi non è solo colpa sua, ognuno ha le sue colpe. A volte ci mettiamo troppo nel fare l’ultimo passaggio”.

Poi sul futuro: “Il cartellino è del Milan, ho ancora un anno di contratto con loro. A giugno parlerò con le società e vediamo che succede, il mio mercato è sempre aperto (ride, ndr)”. E sul gol che ha sbloccato la gara: “Danilo è stato bravo a darmi quella palla e per fortuna l’ho presa male (ride, ndr)”. 



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Pioli: “Il Verona era in una buona forma, ora ci prepariamo per l’incontro con il Galatasaray”

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La Lazio torna a vincere in campionato e batte l’Hellas 5-2. Una bella vittoria quella di stasera all’Olimpico, protagonisti dei gol Matri, Mauri, Anderson, Keita e Candreva. Sicuramente il risultato di oggi ha fornito la giusta carica alla squadra, entusiasmo che servirà per volare in Turchia il prossimo 18 Febbraio per affrontare il Galatasaray. Mister Pioli è molto soddisfatto del lavoro svolto dalla sua Lazio, le scelte tattiche di questa sera sono state quelle giuste nonostante qualche incertezza in difesa, queste le parole dell’allenatore Pioli al termine della gara contro la squadra veneta:

“Abbiamo avuto un calo di concentrazione che nel calcio rischi di pagare. E’ un peccato essere entrati in sofferenza in una partita in cui eravamo andati in vantaggio con tre gol di scarto. Siamo stati bravi a riprendere in mano, è una vittoria che ci prendiamo, ma questi cali non ci devono essere nel futuro. Non credo mai al calendario difficile o facile, il Verona era in una buona forma, le partite sono tutte da giocare e interpretare”.

Candreva? Ho tante soluzioni, ho schierato la formazione migliore. Candreva veniva anche da un brutto infortunio. Dovremmo dare continuità ai nostri risultati e cercare di passare il turno. La nostra concentrazione deve essere rivolta alla prossima gara. Siamo riusciti a fare tutti i gol che non abbiamo fatto nelle ultime tre gare. Ho un organico importante, oggi potevamo segnare tanti altri gol. Io scelgo quelli che stanno meglio, magari le mie scelte dall’esterno non hanno senso, ma io sono l’unico che vede tutte le caratteristiche dei miei giocatori in allenamento. Loro devono essere bravi a farsi trovare pronti e oggi lo sono stati. A me il primo tempo è piaciuto per la voglia della squadra, ma dobbiamo concludere di più”.

Mauri? “Mauri ora sta bene, ha avuto in passato problemi fisici e io ho fatto altre scelte preferendo i giocatori che mi sembravano più in condizione. Sulle qualità di Mauri per come gioca tra le linee e per come attacca, non ho nulla da dire, è sicuramente un giocatore intelligente, quindi cercherò di sfruttarlo nei migliori dei modi, consapevole che ho tante soluzioni e che cercherò di sfruttare il momento migliore di ognuno”.

Sui singoli: “Ho tutti centrocampisti con qualità importanti, sull’importanza di Biglia non ci sono discussioni. Ha fatto un lavoro importante in fase difensiva e l’ha fatto molto bene. Deve ritrovare ritmo e la sua assenza, accompagnata a quella di de Vrij, si possono fare sentire. Felipe Anderson ha fatto un’ottima prestazione, l’ho visto in crescita. E’ brillante dal punto di vista fisico, devo essere bravo a sfruttare questi picchi di condizione. Questa settimana ha fatto bene”.

Gli obiettivi della Lazio: “Questa Lazio deve pensare a vincere più partite possibili. Siamo in grave ritardo, ma questa squadra ha la possibilità di centrare tante vittorie. Oggi non abbiamo fatto niente, serve continuità. I tifosi? Ci mancano.  Ora prepariamo la sfida al Galatasaray, molto del passaggio del turno dipenderà dalla gara andata”.

Credete veramente nell’Europa? “Credo proprio di sì, credo di trasmetterlo tutti i giorni ai miei giocatori. Paghiamo il mese di novembre, ci dobbiamo credere e abbiamo solo la possibilità di vincere e cercare di fare una striscia simile a quella dell’anno scorso. Non vedo perché non dobbiamo crederci, abbiamo le qualità per provare a crederci”.

Radu e Bisevac pronti per il Galatasay? “Credo di sì, non si sono ancora allenati con noi. Spero che domenica saranno in gruppo e che saranno disponibili per giovedì prossimo”.



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La Lazio strapazza il Verona nel secondo tempo

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Sembra far festa la Lazio di Pioli che distrugge il Verona con un ottimo secondo tempo, la strada verso il quinto posto sembra ritornare sui giusti binari, l’Hellas non poteva pensare ad una vittoria ma il 4-4-2 pericoloso di Del Neri poteva potenzialmente prendere un punto, vista la striscia positiva.

Stadio surreale, clima scaldato dai soli tifosi veronesi, Pioli usa il 4-3-3 con Lulic che torna in difesa, Cataldi davanti la difesa, torna Biglia e viene confermato Mauri nel tridente con il rientrante Matri e il lunatico Felipe Anderson. Parte subito forte la Lazio con un’idea di Felipe Anderson che entra in area e colpisce a lato; il Verona inizia a farsi sentire, e i lampi di Pazzini e Toni, entrambi di testa, fanno venire i brividi a quei pochi stoici che hanno sfidato il freddo e il giovedi dell’Olimpico. Dopo un tentativo pericoloso di Cataldi che impensierisce Gollini con una bel tiro respinto, arriva prima dell’intervallo il vantaggio della Lazio, assist per Matri e gol di sinistro dell’ex milanista. Termina il primo tempo senza grandi patemi d’animo.

Parte il secondo tempo e i biancocelesti vogliono fare sul serio, infatti è da una nuova incursione di Cataldi che Mauri firma il suo primo gol stagionale e il secondo gol per la Lazio. Il Verona per un attimo sembra muoversi per inerzia, ma al quarto d’ora Hoedt rischia di riaprirgli in anticipo la partita con una traversa nata da un cross di Wszolek; più tardi i veneti cedono, una palla di Matri in area serve solo una zampata vincente ed è quella di Felipe Anderson, è 3-0. Stranamente l’arresa si trasforma in riscossa, prima arriva una punizione di Greco che batte Marchetti, poi arriva il gol del redivivo Toni che beffa con facilità Hoedt e rimette in gioco l’Hellas. Arriva il cambio con Klose per Matri e Keita, entrato al posto di Mauri, viene servito dal tedesco per il 4-2 che dovrebbe chiudere definitivamente la partita. Non solo, ma al 90′ arriva il rigore per la Lazio, Lulic subisce fallo e Candreva, entrato da poco al posto di Felipe Anderson fa festeggiare la sua squadra.

Puntare nuovamente al quinto posto senza tifosi, è questa la nuova sfida impossibile di una Lazio che nell’emergenza (quantitativo e qualitativo) fa vedere cosa dovrebbe fare come minimo sindacabile. Ribadiamo il concetto che il Verona non deve puntare a queste partite per la salvezza, ma da 3-0 a 3-2  è sintomo di una squadra in salute.



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Amarcord Lazio-Verona: pioggia di goal all’Olimpico e 5-4 finale

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File: [21apr02c.jpg] | Thu, 11 Feb 2016 12:01:00 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

Era il 2002 e la Lazio seppur inconsapevole si stava avviando alla chiusura di un’epoca: di lì a pochi mesi infatti Cragnotti lascerà la guida del club capitolino.
La stagione 2002/2003 fu un disastro per le ambizioni del club, sesto posto raggiunto all’ultima giornata quando la Lazio vincendo all’Olimpico contro l’Inter fece perdere lo scudetto ai nerazzuri a discapito della Juventus.
Una delle partite più spettacolari di quell’anno è senza dubbio Lazio- Verona conclusasi con il risultato di 5 a 4; riviviamo allora insieme questo amarcord andando a vedere come scesero in campo le squadre in quel 21 aprile 2002:

LAZIO: Peruzzi, Stam, Nesta, Fernando Couto, Favalli, Castroman, Giannichedda, Liverani (55′ Simeone), Stankovic (62′ Crespo), Fiore, C.Lopez (76′ Pancaro). A disposizione: Marchegiani, Poborsky, Mendieta, S.Inzaghi. Allenatore: Zaccheroni.

VERONA: Ferron, Dainelli, P.Cannavaro, Teodorani, Cassetti, Italiano (56′ Mazzola), L. Colucci, Melis (53′ Adailton), Salvetti, Camoranesi, Frick (83′ Cossato). A disposizione: Nigmatullin, Montano, Matteassi, Seric. Allenatore: Malesani.

Arbitro: Sig. Farina (Novi Ligure).

Marcatori: 10′ Frick, 29′ Stam, 32′ C.Lopez (rig), 45′ Stankovic, 52′ Stankovic, 78′ Crespo, 80′ L.Colucci, 88′ M.Cossato, 90′ Adailton.

Note: Pomeriggio piovoso e terreno in buone condizioni. Espulso al 74′ Stam e ammoniti Liverani, Giannichedda, Melis. Recuperi: 2′ p.t., 3′ s.t.



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Accadde oggi: la Lazio segna quattro reti al Milan e accede alla finale di Coppa Italia

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Era il 2004 e la Lazio stava attraversando uno dei periodi più brutti della sua storia, la crisi finanziaria infatti era arrivata ad un grado di pericolosità talmente alto che la società biancoceleste era sull’orlo del fallimento. Proprio per questo motivo il presidente Ugo Longo aveva optato per una gestione della società indirizzata al risparmio, senza spese folli e con un occhio al bilancio. Tanto che Marchegiani lasciò la Lazio dopo dieci stagioni e gennaio furono venduti due pezzi pregiati come Stankovic Conceição, restarono invece PeruzziStam, OddoMihajlovicCesarFiore, arrivarono Zauri, DaboAlbertini. Così la stagione della Lazio, che era allenata da Roberto Mancini, fu un alternarsi di alti e bassi e le soddisfazioni migliori arrivarono in Coppa Italia.

Proprio della Coppa Italia vogliamo parlare quest’oggi, infatti l’11 febbraio del 2004 la Lazio giocò una delle partite più belle della sua stagione e sconfisse il Milan, che si laureò poi campione d’Italia, per 4-0 nella semifinale di ritorno giocata allo Stadio Olimpico. In quella fredda serata di febbraio i biancocelesti giocarono alla grande e per i rossoneri non ci fu scampo. La Lazio, forte del 2-1 dell’andata, si presentò al cospetto dei suoi tifosi con i trio CesarCorradi e Lopez in attacco, mentre a centrocampo c’erano LiveraniFioreAlbertini. Il Milan di Ancelotti, invece, si schierò con la formazione non titolare, ma poteva comunque contare su Serginho, Rui Costa, Redondo e Shevchenko. Pronti via e la squadra milanese si rese subito pericolosa con l’attaccante ucraino che impegnò, con una bordata dal limite dell’area, il portiere laziale Sereni, costretto a deviare in angolo la conclusione insidiosa di Shevchenko. Poi arrivò il turno della Lazio, che prese in mano le redini del gioco e concesse poco o nulla al Milan nella prima frazione di gioco. All’11’ infatti ci pensò Cesar portare lazio-milanin vantaggio la squadra capitolina. Liverani con una finta che ingannò il difensore Laursen e apparecchiò un assist al bacio per il brasiliano, che anticipando Abbiati insaccò l’1-0 per la Lazio. Pochi minuti dopo arrivò anche il secondo goal dei biancocelesti, che insaccarono il 2-0 con Liverani. Il tutto partì da un lancio millimetrico di Fiore che servì Cesar, che con un assist dalla fascia trovo liberò il centrocampista romano che senza problemi mise alle spalle di Abbiati dopo una finta. Il Milan andò in bambola, mentre la Lazio giocava con qualità e velocità. I biancocelesti però non si fermarono qui e nel primo tempo chiusero già la pratica. La difesa rossonera infatti non fu all’altezza della situazione e subì altri due goal, entrambi ad opera di Fiore. Il primo arrivò al 35′ dopo il cross di Favalli e l’assist di petto di Corradi che trovò liberissimo il numero 20 della Lazio che segnò il 3-0, il secondo invece giunse al 41′ dopo il cross di Oddo che imbeccò sempre Fiore che di contro balzo mise a segno il 4-0. Il primo tempo si concluse quindi con la Lazio in vantaggio di quattro reti, mentre il Milan era rimasto con la testa a Milano.

La partita in pratica finì nel primo tempo, visto che nel secondo la squadra di Mancini amministrò il vantaggio con facilità, mentre i rossoneri non riuscirono nella rimonta. Da segnalare solo qualche flebile conclusione della squadra di Ancelotti verso la porta di Sereni, che però non fu mai troppo impegnato, oltre all’espulsione di Brocchi al 58′ per offese contro l’arbitro Collina. Per il resto i biancocelesti non corsero mai troppi rischi e vinsero facilmente la partita, tenendo a bada il Milan nei secondi 45′ minuti di gioco. Inoltre si videro in campo contemporaneamente i due fratelli Inzaghi, che entrarono in campo a partita ormai decisa. Il risultato finale fu quindi 4-0 e la Lazio si qualificò alla finale della competizione.

Per la cronaca quella finale la squadra biancoceleste la vinse, nonostante tutte le difficoltà, battendo la Juventus per 4-2 in una doppia finale, alzando così al cielo la sua quarta Coppa Italia. Questa però è un’altra storia e ve la racconteremo più avanti.

Questo il video della partita:

TABELLINI (Fonte Lazio Wiki):

LAZIO: Sereni, Oddo, Stam, Mihajlovic (72′ Muzzi), Favalli, Fiore, Albertini (62′ Zauri), Liverani, Cesar, Corradi (71′ S.Inzaghi), Lopez. A disposizione: Peruzzi, Colonnese, Gottardi. Allenatore: Mancini.

MILAN: Abbiati, Simic, Laursen, Costacurta, Kaladze, Brocchi, Redondo, Serginho, Rui Costa (46′ Seedorf), Shevchenko (46′ F.Inzaghi), Borriello (68′ Gattuso). A disposizione: Fiori, Nesta, Cafu, Kakà. Allenatore: Ancelotti.

Arbitro: Sig. Collina (Viareggio).

Marcatori: 11′ Cesar, 15′ Liverani, 35′ Fiore, 41′ Fiore.

Note: Espulso Brocchi al 58′ per offese all’arbitro. Ammoniti Costacurta per comportamento non regolamentare e Mihajlovic per gioco scorretto. Nessun recupero effettuato dall’arbitro.

Spettatori: Paganti 45.899 per un incasso di euro 613.520,00.



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Lazio-Verona, 4 gatti e due squadre all’Olimpico. Stadio vuoto!

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Mancano poche ore al match che vede una Lazio affamata di punti per risalire la classifica contro un Verona carico.

La biglietteria parla chiaro, lo stadio vuoto è quasi realtà. Seggiolini chiusi dunque, un po’ per la squalifica dei tifosi data dagli organi competenti per i cori razzisti durante il match contro il Napoli ed un po’ per la protesta del tifo nei confronti della dirigenza laziale. Il target societario era quello di raggiungere le 10.000 presenze  aprendo anche la Curva Maestrelli e ribassando i prezzi d’entrata ma tutto ciò non ha portato i frutti sperati, sono 1.700 i tagliandi staccati per questa occasione.

Il presidente Lotito ha provato anche a far ricorso per riavere l’accesso ai Distinti Nord, richiesta rimandata al mittente all’istante.

Pioli ne risentirà? Il tecnico laziale infatti ha dichiarato: “Preferisco giocare in uno stadio critico e polemico che in uno semi-vuoto senza tifo”.

Del Neri però è dubbioso sul risultato e rilascia una frase sulla situazione tra tifosi e dirigenza: “Non so se sarà un bene o un male. Loro saranno sereni visto che non ci sarà nessuno a fischiarli”.

Una piccola curiosità riportata dal sito Lalaziosiamonoi:

Ad arbitrare sarà Gervasoni, proprio lui nel 9 Febbraio 2015 arbitrò Lazio-Genoa, partita che portò due turni di squalifica delle curve con la condizionale per alcuni cori razzisti rivolti contro Niang ed Edenilson. Provvedimento che dunque che è stato attuato dopo la partita della settimana scorsa contro i partenopei.



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Calori: “In campionato sarà dura. L’Europa League deve essere un obbiettivo per la Lazio”

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NOVARA, ITALY - JANUARY 15: Calcio Padova head coach Alessandro Calori looks on prior to the Serie B match between Novara Calcio and Calcio Padova at Silvio Piola Stadium on January 15, 2011 in Novara, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Chi non ricorda Alessandro Calori, colui che con un gol che ha fatto la storia della Lazio, segnando la rete decisiva che nel diluvio di Perugia condannò la Juventus e regalò lo scudetto al club biancoceleste. Proprio Calori, che non ha mai nascosto la sua fede laziale ed ora è in cerca di una squadra da allenare, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 per parlare della partita di stasera tra le LazioHellas Verona.

La Lazio può puntare in campionato ad un piazzamento in ‘zona Europa?’

“Non è facile, però non c’è ancora nulla di scritto. La Lazio dovrà fare un’impresa, perché le altre squadre dovranno fare un campionato mediocre da qui fino al termine della stagione. Mentre i biancocelesti dovranno fare il massimo. Non è semplice”

Cosa è cambiato dalla Lazio dello scorso anno?

“Per vari motivi alcuni giocatori fondamentali sono venuti meno. E’ mancato Felipe Anderson come in alcuni casi Biglia. La Lazio segna poco? Non si può dare addosso ad un singolo reparto, quest’anno alla Lazio è mancata la continuità. C’è meno spavalderia in attacco. La squadra non è più spumeggiante come lo scorso anno. Probabilmente per un commistione di fattori”

L’assenza di de Vrij secondo lei pesa nella gestione della manovra?

“Questo potrebbe essere un motivo, ma sarebbe riduttivo. De Vrij ha dimostrato di essere leader, un giocatore così infonde sicurezza. Mancando un uomo che sappia tenere la linea difensiva alta e permetta di essere aggressivi il reparto difensivo non sale, non salendo non permette all’attacco di ripartire velocemente e segnare. Vincere aiuta a vincere. Se non arrivano i risultati perdi quella sicurezza, quell’entusiasmo che ti fa venir meno l’essere spregiudicato. Manca l’obiettivo da poter raggiungere. Ma sono tutte esperienze di un gruppo di giovani che possono far tesoro di quello che gli sta capitando. La Lazio ha una squadra giovane, che però va coltivata con la mentalità vincente. Queste esperienze possono servire a questi giovani per fargli capire come si deve giocare per stare ad alti livelli”

La Lazio poi sarà impegnata contro il Galatasaray in Europa League

“In Europa c’è meno tatticismo  rispetto all’Italia, soprattutto con i club inglesi. Con la velocità che possiede la Lazio nel ribaltare l’azione da difensiva ad offensiva e con gli ottimi esterni che possiede potrebbe fare bene e far ritrovare entusiasmo a tutti. Il tifoso è il termometro dell’entusiasmo, una vittoria in Europa League potrebbe far riavvicinare la gente. Un obiettivo sarebbe vincere in Europa. In campionato tutto può succedere, però la classifica è molto complessa”.

Cosa ne pensa dell’Hellas Verona?

Il Verona sa che non ha più nulla da perdere e deve dare il tutto per tutto. Ha giocatori come Toni e Pazzini e in più Del Neri ha ridisegnato la formazione con un 4-4-2. Hanno ottimi esterni che servono bene gli attaccanti. Sia Toni che Pazzini sono molto bravi nel gioco aereo. La Lazio non ha segnato ultimamente, è vero. Ma ha i mezzi per fare bene e tornare a segnare”

Un elemento molto importante potrebbe essere Mauri, magari a partita in corso…

“Mauri conosce bene i tempi di gioco, sa trovare spazi e verticalizzare la manovra. Anche se è un giocatore poco utilizzato potrebbe mettere in apprensione la difesa della Verona che potrebbe avere dei dubbi su quando salire e quando invece rimanere bassa”



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Radu dice no alla Romania: “Penso solo alla Lazio”

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infortunio radu
ROME, ITALY - JANUARY 06: Stefan Radu of SS Lazio in action during the Serie A match between SS Lazio and Carpi FC at Stadio Olimpico on January 6, 2016 in Rome, Italy. (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Nei giorni scorsi si era parlato di un possibile clamoroso ritorno, ma ora è arrivata l’ufficialità della rinuncia: Stefan Radu ha detto no alla nazionale rumena. Il terzino di Bucarest, quindi, ha deciso che non parteciperà agli europei che si terranno in Francia con il suo paese. Radu non indossa la maglia della Romania dal lontano 2013, ma non aveva mai dato spiegazioni chiare e ufficiali sulla sua decisione di abbandonare la nazionale. Ora finalmente ha deciso di parlare, ai microfoni di Gazeta Sport, e ha chiarito la situazione. Queste le sue parole:

È difficile prendere una decisione del genere, ma dico no alla Nazionale. Dopo che il presidente della Federazione Burleanu ed un suo vice mi hanno contattato, ci ho pensato ancora, ora però sono deciso. I due dirigenti sono venuti in Italia per me ma hanno parlato anche con Lobont e Tatarusanu. Hanno cercato di convincermi ma non ci sono riusciti. A quasi 30 anni non sono più giovane, preferisco pensare solo alla Lazio. La Serie A è un campionato molto impegnativo, che ti spreme come un limone. Non posso giocare su due fronti”.

Una risposta che non lascia spazio ad interpretazioni e chiude definitivamente le speranze di Burleanu che tanto voleva la presenza di Radu con la Romania. Stefan ha deciso, vuole pensare solo alla Lazio e a nient’altro. La porta della Nazionale è stata chiusa, ormai da molto tempo, a chiave e non si riaprirà più.



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Lazio – Verona: probabili formazioni e statistiche

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Allo stadio Olimpico di Roma va di scena l’inconsueto anticipo del giovedì sera tra Lazio ed Hellas Verona. In uno stadio semi deserto, poiché si deve scontare la prima delle due giornate di squalifica dopo i cori razzisti durante la partita col Napoli, i capitolini cercano la vittoria ma sopratutto la via del goal che manca ormai da ben tre partite. Attenzione al Verona però ha dimostrato nelle ultime partite di essere una squadra viva. Vediamo dunque come arrivano le due squadre al match.

QUI LAZIO–  Pioli dovrà a fare i conti con la squalifica di Parolo in mediana. Candreva invece sembra aver recuperato il problema alla caviglia. Biglia finalmente ritorna tra i convocati e Pioli pensa a schierarlo subito dal primo minuto. In difesa Basta sarà out per un mese quindi Konko ancora titolare ma questa volta a destra, a sinistra ci dovrebbe essere Lulic. Davanti a Marchetti in tre lottano per due maglie, Gentiletti, Mauricio e Hoedt. in attacco ritorna disponibile Matri e allora anche qui in tre sperano di giocare ma solo uno di loro sarà del match dall’inizio e sicuramente sarà il serbo Djordjevic a spuntarla. Al posto di Parolo giocherà invece Cataldi. Infine Milinkovic Savic e Keita saranno gli altri protagonisti biancocelesti.

QUI VERONA–  Del Neri, visti gli infortuni di Viviani e Souprayen dovrà fare di necessità virtù. Il tecnico confermerà il modulo 4-4-2, con Marrone e Ionita a guidare il centrocampo. Wszolek e Fares agiranno da esterni. In attacco confermata la coppia Pazzini-Toni, in difesa davanti a Gollini giocheranno Moras e Helander. I dubbi sono a chi affidare le fasce, Pisano e Gilberto sono in ballottaggio per il posto da titolare, mentre Albertazzi sembra sicuro di giocare.

STATISTICHE E PRECEDENTI: 

Quella di stasera è la partita numero 42  in Serie A tra Lazio e Verona. Il pareggio è il risultato più frequente, infatti sono ben 16 le partite concluse in parità, i successi laziali sono invece 13 e quelli veronesi 11. Gli ultimi sette incroci di campionato hanno visto entrambe le squadre trovare la via del gol  per un totale di ben 37 reti. La Lazio infine è imbattuta da nove partite all’Olimpico contro il Verona con sette vittorie e due pareggi.

PROBABILI FORMAZIONI:

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Konko; Mauricio; Hoedt; Lulic; Biglia; Cataldi; Milinkovic Savic; Keita; Candreva; Djordjevic.

A DISPOSIZIONE: Berisha; Guerrieri; Gentiletti; Patric; Braafheid; Murgia; Morrison; Mauri; Anderson; Onazi; Kishna; Klose; Matri. All. Pioli

HELLAS VERONA (4-4-2) : Gollini; Albertazzi; Moras; Helander; Pisano; Ionita; Marrone; Wszolek; Fares; Toni; Pazzini

A DISPOSIZIONE: Coppola; Marcone; Samir; Bianchetti; Gilberto; Romulo; Greco; Furman; Emanuelson; Jankovic; Juanito Gomez. All. Del Neri

ARBITRO: Gervasoni (sez. Mantova)
ASSISTENTI: De Pinto e Tasso
IV UOMO: Carbone
ADDIZIONALI: Banti e Saia



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Conferenza stampa Delneri: “L’Hellas sta migliorando, la Lazio è forte ma noi siamo più grintosi e motivati”.

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Secondo Luigi Delneri, allenatore del Verona, la Lazio è una squadra molto forte ma la carica della squadra veronese (reduce da tre risultati utili consecutivi) potrebbe travolgere i biancocelesti. Domani alle 20:45 la Lazio incontrerà all’Olimpico l’Hellas Verona. Queste le parole di mister Delneri nella conferenza stampa di questo pomeriggio:

“La squadra ha acquisito consapevolezza, la stanchezza si sente molto meno. Il pareggio con l’Inter è un risultato utile che ha dato forza e stimolo alla squadra. La Lazio è una squadra importante e l’Hellas sa che dovrà concentrarsi e spero abbia la forza mentale adatta per affrontare l’Olimpico. Abbiamo ritrovato la speranza, siamo rinati e non siamo stanchi. La squadra sta meglio in campo con grinta e aggressività”.

Marrone e Albertazzi sono out, chi li sostituirà? Qualche considerazione sull’organico: Greco sostituirà Marrone, Furman non è ancora del tutto pronto a scendere in campo ma è comunque a disposizione; il resto della formazione è ancora da sistemare. Toni e Pazzini probabili in attacco, sono i giocatori che riescono meglio a sfruttare le situazioni positive. Fares sta migliorando, deve ancora imparare molto, ha qualità per essere un punto importante per la squadra, ha giocato molto bene contro l’Inter. Un plauso ad Albertazzi, ha giocato molte partite consecutive, è in crescita e va supportato. È importante avere una squadra mista a livello di età, serve sia l’esperienza dei più anziani che lo slancio emotivo e l’entusiasmo dei più giovani“.

La Lazio giocherà senza tifosi: “Giocare senza tifosi può essere un bene per loro perché possono giocare sereni, nessuno li fischierà e questo è un dato di fatto importante. Però non dobbiamo fare calcoli su questo, facciamoli sul nostro momento positivo, sapendo di affrontare una squadra che deve assolutamente vincere perché le porte dell’Europa passano anche per questa partita. Queste sfide ci hanno sempre dato energia, riuscendo a portare a casa il risultato. Con le squadre che durante il match ci hanno messo sotto, alla fine noi siamo riusciti ad aggredirle. Spero che domani possa essere lo stesso”.



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