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Lazio-Sassuolo: le probabili formazioni

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Andrà in scena stasera alle 19 il primo posticipo del lunedi di questa 27a giornata di campionato, che vedrà sfidarsi Lazio e Sassuolo, rispettivamente 8a e 7a della classe con un solo punto di differenza in classifica.

A poche ore dal fischio d’inizio sono ancora molti i nodi da sciogliere per la formazione di casa: in porta non ci dovrebbe essere alcun dubbio sull’utilizzo di Marchetti, mentre nel resto del pacchetto difensivo è in corso un ballottaggio tra Mauricio e Bisevac, con il brasiliano favorito sul serbo. Konko e Lulic, schierati sulle fasce, partiranno quasi sicuramente dal primo minuto, come anche Hoedt, che affiancherà il vincitore del ballottaggio.   A centrocampo solo Biglia, capitano, sembra essere sicuro di partire dal 1° minuto, mentre uno tra Parolo e Milinkovic-Savic potrebbe essere sacrificato per far posto a Cataldi, in grande forma nell’ultimo periodo. In attacco invece il ballottaggio è doppio: Matri e F. Anderson dovranno vedersela rispettivamente contro Djordjevic e Keita, anche se i primi sono in vantaggio rispetto ai secondi, che potrebbero entrare a partita in corso. L’unico certo del posto nel tridente è Candreva, che ha appena spento 29 candeline.

Per gli ospiti, che utilizzeranno lo speculare 4-3-3 dei biancocelesti, sono invece molte le certezze su cui puntare stasera: Consigli titolarissimo tra i pali, reparto difensivo a 4 composto da Vrsaljko, Acerbi, Cannavaro e Peluso, a centrocampo l’unico dubbio che potrebbe avere Di Francesco è se schierare Pellegrini o Biondini, mentre saranno titolari, a meno di grandi sorprese, Duncan e Magnanelli. Il tridente offensivo neroverde vede favorito Defrel (autore di una doppietta contro l’Empoli la scorsa settimana) su Falcinelli, che sarà affiancato dai soliti Berardi e Sansone.

Andiamo a riassumere schematicamente le formazioni con cui scenderanno in campo le due squadre:

LAZIO: (4-3-3) – Marchetti; Konko, Mauricio, Hoedt, Lulic; Milinkovic, Biglia, Parolo; Felipe Anderson, Matri, Candreva. ALL. Pioli

PANCHINA: Berisha, Guerrieri, Braafheid, Mauricio, Patric, Cataldi, Morrison, Mauri, Kishna, Keita, Djordjevic, Klose.

INDISPONIBILI/SQUALIFICATI: de Vrij, Basta, Radu, Gentiletti, Basta, Onazi

 

SASSUOLO: (4-3-3) – Consigli; Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Pellegrini, Magnanelli, Duncan; Berardi, Defrel, Sansone. ALL. Di Francesco.

PANCHINA: Pomini, Pegolo, Longhi, Antei, Gazzola, Terranova, Biondini, Broh, Falcinelli, Politano, Trotta.

INDISPONIBILI/SQUALIFICATI: Laribi/Missiroli

Ad arbitrare il match sarà Doveri della sezione di Barletta, coadiuvato dai guardalinee Schenone e Alassio, il IV uomo Passeri e gli addizionali Giacomelli e Pairetto.



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L’ex Scaloni: “La Lazio può vincere l’Europa League. Tare si ispira al modello Atalanta”

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Lazio's Argentinian defender Lionel Scaloni celebrates after an Italian Serie A football match between AS Roma v Lazio at the Olympic Stadium in Rome on March 4, 2012. Lazio won Rome's derby 2-1.AFP PHOTO / GABRIEL BOUYS (Photo credit should read GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

L’ex biancoceleste Lionel Scaloni, che ha passato ben cinque anni alla Lazio ha parlato in esclusiva ai microfoni di Radio Sei della stagione della sua ex squadra: Seguo sempre la Lazio. Quest’anno c’è stata la sfortuna di aver perso de Vrij in difesa, un giocatore davvero fondamentale. Ora ha trovato maggior equilibrio e sono convinto che potrà fare un grande finale di stagione”. 

Scaloni ha parlato poi della sua nuova esperienza in panchina e non, dopo aver chiuso con il calcio giocato: “Ho chiuso da giugno col calcio giocato. Ora faccio lo scouting per l’Atalanta, in più sono allenatore di una squadra giovanile a Mallorca. Vorrei fare l’allenatore, ho sempre avuto questo tipo di ambizione. Il calcio è la mia passione e vorrei continuare in questo mondo. So che non sarà facile, ma io ho pazienza e aspetto il momento giusto”.

Poi un parere sul cammino della Lazio in Europa League“L’inizio di stagione non è stato dei migliori. In un campionato così equilibrato diventa difficile risalire la china quando perdi troppe posizioni. Io ero convinto che la Lazio potesse far bene su tutti i fronti. Ma ora deve credere di poter arrivare fino in fondo in Europa, dove per di più le squadre giocano più aperte. Potrebbe pescare in seguito squadre come Villarreal, Athelitc Bilbao o Tottenham, che offrono un calcio molto più offensivo. Alla Lazio conviene affrontare squadre che se la giocano e che concedono anche molto, perché ha qualità e velocità sugli esterni. I biancocelesti è vero che hanno propensione offensiva, ma anche la giusta dose di tattica, essendo una squadra italiana. Il Napoli con il Villarreal ha rischiato di passare il turno fino all’ultimo, contro una delle squadre più forti della Liga dopo Barcellona e Real. Penso quindi che possono giocarsela alla pari. Bisogna però dare il massimo anche in campionato. Quando giocavo a La Coruña, se il sabato non andavamo a mille in campionato, non riuscivamo a dare il massimo neanche in Europa. È sempre importante giocare a ritmi alti, perché diventa stimolante per il futuro”.

KONKOScaloni ha anche voluto parlare del suo amico ed ex compagno di squadra Konko e dei suoi continui dolori fisici, cercando di trovare una spiegazione ai suoi problemi“Ho giocato diverse volte al suo posto. È difficile trovare un giocatore con quelle caratteristiche. È tecnico, veloce, forte fisicamente anche se non sembra. Il problema è che quando aveva qualche problemino non riusciva ad andare sopra la soglia del dolore. Bastava un fastidio e si fermava, non riusciva a dara quel 5% in più. Magari ora riesce ad avere continuità perché sta trovando più spazio, anche in vista del rinnovo”. 

Lionel ha poi sottolineato il valore del settore giovanile bergamasco e del modello Atalanta“L’Atalanta è una delle migliori squadre italiane a livello giovanile, se non la migliore. Ora stanno cercando prospetti soprattutto fuori dall’Europa. Ad esempio, hanno un difensore, ora in prestito al Cesena, della Costa D’Avorio di 17 anni (Franck Yannick Kessié, ndr), che sta facendo la differenza e che avrà un grande futuro. Ci sono tantissimi elementi che fanno scouting, alcuni a tempo pieno altri solo saltuariamente per presentare qualche video. Hanno le idee molto chiare e un modo specifico di trovare i giocatori”. E riguardo ai rapporti attuali con la dirigenza biancoceleste, rivela: “Sono sempre in contatto con Igli Tare, ho un rapporto speciale con lui. La Lazio vuole creare un modello simile a quello dell’Atalanta, cercando anche di trasmettere i valori necessari per vestire la maglia biancoceleste, proprio come stanno facendo ora a Bergamo, a partire da quando hanno 13/14 anni”. 

Infine un analisi sull’attacco della Lazio e su Miroslav Klose: “La Lazio ha un problema in attacco? Mi viene da ridere, perché sono giocatori che hanno sempre fatto gol. È difficile trovare giocatori più forti di loro. O meglio, li trovi, ma solo se hai soldi da spendere. Klose? Sono contento per lui. Ha bisogno di trovare il gol, come ne hanno bisogno tutti gli attaccanti della squadra. La Lazio deve passare il turno e provare ad arrivare fino in fondo. Questo è un momento importante della stagione e va sfruttato al meglio”.



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L’ex Ledesma: “Attendo una nuova chiamata, il mio ruolo alla Lazio non era chiaro”

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Cristian Daniel Ledesma, indimenticato ex biancoceleste, dopo la breve esperienza con i brasiliani del Santos è tornato in Italia .L’italo-argentino è in attesa di una chiamata da un club italiano o estero pronto a cominciare una nuova avventura. L’ex capitano biancoceleste ha parlato, ai microfoni di Sky Sport, proprio della sua situazione da svincolato: “Non è successo niente a gennaio, non ci sono stati né movimenti né opportunità. Guardo avanti, aspetterò qualche proposta per dimostrare quello che ancora valgo. Mi alleno tutti i giorni nella speranza che possa uscire qualcosa, purtroppo non dipende da me”.

Ledesma però non dimentica mai i nove anni, con oltre 300 presenze, passati alla Lazio. Nella stessa intervista ha voluto quindi ribadire i motivi del suo addio: “Io non avevo presunzioni alla Lazio. Non riuscivo soltanto a capire quale fosse il mio ruolo nella squadra. Se mancava Biglia o qualcun altro infatti non ero sicuro di giocare. Al di là di quello che potevo dare come persona, mi sentivo e mi sento ancora un giocatore”. Inevitabile anche un commento sulla stagione attuale: “In Europa la Lazio ha trovato squadre non abituate a difendersi. Il Galatasaray è una formazione propensa ad attaccare e concede dunque molti spazi. Quando accade i biancocelesti sanno farti male. In campionato invece, la sconfitta in Supercoppa e nel preliminare di Champions, ha comportato delle incertezze. Per questo motivo non si è mai riusciti a dare continuità ai risultati”.

AS+Roma+v+SS+Lazio+Serie+A+zPlvCXWy_WYlCristian si è poi espresso sul caso Totti-Spaletti : “Sto dalla parte di chi pensa che la cosa migliore sia il bene della squadra. Da fuori non si conoscono determinati fattori. Ho sfidato però spesso Spalletti e so, anche attraverso ex compagni, che è un bravissimo allenatore. I risultati danno ragione a lui”. Sul campionato, invece, questa è la sua riflessione: “Credo che sia una questione di rose, sono molto importanti gli elementi pronti a subentrare dalla panchina. È diverso infatti se ci sono dietro giocatori in grado di rubarti il posto. Sotto questo punto di vista, la Juventus è la più completa, oltre ad avere una mentalità vincente. Contro l’Inter parte da favorita. I singoli dei bianconeri possono fare la differenza. Cristian ha parlato anche del suo ex compagno Hernanes: “Ad inizio stagione non era adatto come vice Marchisio, anche se in Brasile dicevano che aveva iniziato in questo ruolo. Per esperienza personale posso dire tuttavia che non è la stessa cosa. Ora comunque ha preso consapevolezza e riesce ad esprimersi bene”. Sulla zona retrocessione poi ecco il suo pensiero: “Non ci sono formazioni che possono stare tranquille, la cosa più bella è che nessuno ha mollato. Anche il Verona, che fino ad alcune settimane fa non aveva mai vinto, si è rimesso in corsa. La Sampdoria non mi aspettavo si ritrovasse in questa posizione. Ha perso qualche cosa anche dopo il mercato di gennaio”.

L’ex laziale ha poi voluto dire la sua sui nuovi tatticismi del calcio, parlando anche di chi secondo lui gli assomiglia di più in campo: “La visione degli allenatori e dei dirigenti mira adesso ad un maggiore dinamismo e così si scelgono calciatori più muscolari. In molti hanno cambiato ruolo, un trequartista può diventare anche un mediano secondo un percorso all’inverso. Non si predilige più chi gioca in una zona da tanto tempo, ma si opta per caratteristiche diverse in una posizione non naturale. Chi si avvicina più al mio ruolo? In Italia dopo Pirlo c’è Verratti. Banega non lo scopro io, è un grandissimo giocatore. Anche Jorginho sta facendo un grandissimo campionato, si è preso il posto nonostante l’allenatore si fosse portato dietro un suo giocatore (Valdifiori, ndr)”. Infine un parere sulle Nazionali: “Sono pronto a seguire l’Argentina da lontano, l’Italia invece la vivo da qui. Conte sta facendo un ottimo lavoro, secondo me gli azzurri saranno protagonista agli Europei. L’Albiceleste ha invece tanti campioni, ma nell’ultimo anno non si è dimostrata squadra al 100 %. Deve diventare più gruppo, se manca Messi va in difficoltà”.



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Personaggi storici SS Lazio: “la leggenda” Dino Zoff

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In occasione del suo 77° compleanno vogliamo parlare di un personaggio che nonostante non abbia mai giocato con la maglia della Lazio e rimasto comunque nel cuore dei tifosi biancocelesti. Stiamo parlando di Dino Zoff, che nella sua lunga carriera è stato anche allenatore e presidente della squadra capitolina.

Dino Zoff nasce a Mariano del Friuli (GO) il 28 febbraio 1942. Raccontare la storia di una leggenda del calcio italiano e mondiale non è facile ma noi ci proveremo, evidenziando i momenti salienti della sua straordinaria vita passata nel mondo del calcio.

Zoff è cresciuto nella squadra del suo paese, la Marianese, poi nel 1960 passa nella squadra riserve dell’Udinese, squadra con la quale ha esordito anche in Serie A il 24 settembre 1961 in FiorentinaUdinese finita 5-2. Dalla stagione successiva, che i friulani giocano in Serie B, diviene titolare inamovibile dei bianconeri. Nel 1963 poi si trasferisce al Mantova per 30 milioni di lire e in 4 stagioni con i biancorossi colleziona 131 presenze. Nel 1967 poi viene ceduto al Napoli all’ultimo minuto della sessione estiva del calciomercato per 120 milioni di lire. Con i partenopei gioca per 5 stagioni e difende la porta della squadra biancoazzurra per ben 143 volte. Nel 1972 infine passa alla Juventusdove vincerà la maggior parte dei suoi trofei. Con in bianconeri rimane fino al suo ritiro, avvenuto nel 1983. Nella sua carriera da calciatore ha vinto 6 Campionati italiani, 2 Coppe Italia e 1 Coppa UEFA, senza riuscire però a conquistare la Coppa dei Campioni. Complessivamente con le squadre di club ha giocato 842 partite.

Zoff-alza-la-Coppa-del-Mondo-1982Ha giocato con la Nazionale Italiana ben 112 partite e ha vinto tutto quello che si poteva vincere con la propria nazione, conquistando, da capitano, a 40 anni, il Campionato del Mondo 1982 in Spagna, il Campionato d’Europa del 1968 in Italia, in cui fece la riserva di Enrico Albertosi e i Giochi del Mediterraneo del 1963. Inoltre in maglia azzurra vanta il record d’imbattibilità della porta con 1.142 minuti in partite ufficiali consecutive, da Italia-Jugoslavia del 20 settembre 1972 ad Haiti-Italia del 15 giugno 1974.

Zoff è una vera e propria leggenda vivente del calcio. E’ stato All-Star Team mondiale nel 1982, 2 volte è entrato nei Top 11 europei, è stato Gold Player FIGC nel 2004 ed è stato inserito nei FIFA 100. Figura anche nella Hall of Fame del Calcio italiano (2012), nella Walk of Fame dello Sport italiano nella categoria “Leggende” nel 2015 e nelle “Leggende del calcio” del Golden Foot (2004). Infine nel 1992 è stato nominato Commendatore Onore al Merito della Repubblica Italiana e nel 2000 Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana, oltre a ricevere nel 2003 dall’Università di Cassino la Laurea Honoris Causa in Scienze Motorie e Sportive. Riconoscimenti che non fanno altro che sottolineare la grande carriera di questo straordinario personaggio che ha fatto la storia del calcio mondiale.

Dopo avere appeso gli scarpini al chiodo allena la Nazionale Olimpica e nel 1988 viene chiamato dalla Juventus, che allena per due stagioni. Nel 1990 poi la storia di Zoff si incrocia con quella della Lazio. Il presidente Sergio Cragnotti, infatti, lo assume come allenatore della Lazio. Per Dino sarà un’esperienza meravigliosa e già dal primo giorno è orgoglioso di allenare la squadra capitolina, tanto che dichiara in conferenza 20120516181202!Dino_Zoff_Laziostampa: “E’ per me un grande onore allenare la Lazio”. Rimane sulla panchina biancoceleste per quattro stagioni dal 1990 al 1994 e in un periodo di ricostruzione riusce a riportare la squadra in Coppa Uefa. Nel 1994 poi la Lazio ingaggia come allenatore Zdenek Zeman  e il presidente Cragnotti offre allora a Zoff la carica di presidente della Lazio. Dino rimane a capo della società biancoceleste fino al 1998. Inoltre nella stagione 1996/97 ricopre anche il doppio ruolo di Presidente-Allentore, dopo l’esonero di Zeman. Nel 1997/98 la Lazio assume Sven Goran Eriksson alla guida tecnica e Zoff torna a fare il presidente fino a quando nel 1998 lascia la carica per diventare Commissario Tecnico della Nazionale italiana dopo i Mondiali svolti in Francia. Con l’Italia sfiora la vittoria nel Campionato europeo del 2000, perdendo la finale contro la Francia solo al “golden gol” di Trezeguet. Così, a causa delle critiche del Presidente del Consiglio Berlusconi, si dimette dall’incarico e torna alla Lazio nel ruolo di Vice Presidente. Nel 2001 poi, ancora una volta, la società lo richiama in panchina quando Eriksson lascia l’incarico per diventare CT dell’Inghilterra. Zoff stupisce ancora tutti, tanto che in campionato arriva ad un passo dal bissare lo scudetto vinto l’anno prima. Viene confermato per la stagione successiva, ma dopo solo tre giornate viene esonerato e sostituito da Alberto Zaccheroni. Chiude così la sua bellissima esperienza alla Lazio con 202 panchine e rimane ancora oggi l’allenatore con il maggior numero di presenze in competizioni ufficiali. E’ rimasto legatissimo alla Lazio, che possiamo definire la sua seconda casa. Nel gennaio 2005 è poi ingaggiato dalla Fiorentina e ottiene con essa la salvezza in serie A. Questo sarà l’ultimo anno da allenatore per il friulano.

Zoff è stato ed è un uomo di sport nell’accezione integrale del termine, infatti una volta lasciato il calcio si dedica anche alla pratica del golf, del tennis e del nuoto. Risiede tutt’ora a Roma nel quartiere Fleming e la Lazio gli è rimasta nel cuore. Nel ruolo di portiere, lo conosciamo tutti, è stato un giocatore di eccezionale valore, tra il più completo del calcio italiano di ogni tempo e tra i più grandi nel mondo. Mentre come allenatore è stato preparato e pragmatico e come presidente è stato carismatico e affidabile. Uomo dalla sportività esemplare, a cui tutti hanno portato grande rispetto, ha sempre dimostrato grande modestia, unita ad un modo di fare sobrio ed elegante. Inoltre è tra gli atleti italiani più conosciuti al mondo ed è diventato un’icona del calcio mondiale.

In questo articolo noi di Since abbiamo voluto raccontarvi brevemente la sua storia, la storia di un mito del calcio italiano e mondiale che molti di noi hanno avuto il piacere di ammirare sulla panchina della Lazio. La storia biancoceleste si è quindi arricchita di una grandissima persona quale è stata Dino Zoff, che i tifosi laziali ricordano con grande stima ed affetto. Tanti auguri leggenda!



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Quando la Lazio faticò col Sassuolo nel 2014…

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Stadio Olimpico, la Lazio di Reja ospita il Sassuolo di Malesani in grandi difficoltà di campionato. Ma la differenza in campo non si vide assolutamente, uno spettacolare 3-2 e denso di emozioni, botta e risposta tra biancocelesti e neroverdi, ma l’autogol di Paolo Cannavaro a 10 minuti dalla fine consegna tre punti importanti alla squadra romana in piena lotta per l’Europa che conta. Per il Sassuolo i soliti tanti applausi, ma la situazione di classifica era sempre più complicata.

LAZIO-SASSUOLO: IL TABELLINO DELLA PARTITA

LAZIO (4-2-3-1): Berisha; Konko, Biava, Dias (56′ Ciani), Radu; Ledesma, Gonzalez (94′ Onazi); Candreva, Mauri (64′ Biglia), Lulic; Klose. A disposizione: Marchetti, Strakosha, Novaretti, Cavanda, Cana, Keita, Kakuta, Anderson, Perea. Allenatore: Reja.

SASSUOLO (3-5-2): Pegolo; Mendes, Cannavaro, Ariaudo; Rosi, Chibsah (46′ Ziegler; 75′ Floro Flores), Magnanelli, Biondini, Longhi; Floccari, Zaza (61′ Berardi). A disp: Pomini, Antei, Pucino, Bianco, Gazzola, Marrone, Missiroli, Farias, Sansone. Allenatore: Alberto Malesani.

Arbitro: Sig. Giacomelli di Trieste.
Assistenti: Sig. Longo di Paola — Sig. Musolino di Taranto
Quarto Ufficiale: Sig. La Rocca di Ercolano.
Arbitri di porta: Sig. Tagliavento di Terni — Sig. Maresca di Napoli

Marcatori: 36′ Radu (L), 72′ Floccari (S), 73′ Klose (L), 79′ Floro Flores (S), 83′ aut. Cannavaro (S)

Note: ammoniti Magnanelli (S), Radu (L), Rosi (S), Zaza (S)



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Sforzini: “Ecco come sono diventato laziale. Il Sassuolo non giocherà a viso aperto”

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La Serie A sembra non essere stato mai il piatto forte di Ferdinando Sforzini, con sole 18 presenze e nessun gol; ma in Serie B è una macchina infernale, 80 gol in cadetteria e con diverse squadre, a dimostrazione della sua insostituibilità e delle sue qualità. Ora gioca in Lega Pro per portare in Serie B il Pavia, ma la redazione di LazioPress, in esclusiva, ha scoperto la passione e il tifo del giocatore di Tivoli che ha militato nelle giovanili della Lazio per un breve periodo. In questa intervista rilasciata prima del match contro il Galatasaray, in qualità di ex giocatore del Sassuolo, parla della situazione attuale della società romana e del sopraccitato tifo.

Come sta andando l’esperienza al Pavia?

“Molto bene. A 32 anni ho deciso di sposare un ottimo progetto di una società importante che vuole fare cose buone. Ho deciso di intraprendere questa nuova avventura e mi sto trovando veramente bene”

Come nasce la tua fede biancoceleste?

“Nasce da bambino. Avevo tanti amici che tifavano la Lazio, ma soprattutto mio nonno mi ha un po’ inculcato questa fede. La prima volta che mi portarono allo stadio era per una amichevole estiva, ero piccolissimo ma rimasi comunque molto colpito e da lì il mio cuore è rimasto sempre biancoceleste”

C’è stato un giocatore che ti ha colpito particolarmente, che ti ha fatto innamorare ancora di più di questa squadra?

“Io ho avuto la fortuna di avere l’abbonamento durante gli anni d’oro della Lazio. In rosa figuravano tanti giocatori fortissimi, da Crespo a Veron, da Salas a Mancini, anche Vieri. Di campioni ne ho visti veramente tanti, poi ho cominciato ad andare in trasferta e non ho potuto seguire la squadra come facevo prima. Ci sono stati più di un giocatore che mi ha colpito, è normale che poi io, essendo attaccante, mi concentravo più sui giocatori che ricoprivano quel ruolo, ma ovviamente c’era altri giocatori di livello assoluto, scontato dire Nesta. Il mio pallino però è stato sempre Chinaglia, attaccante vecchio stampo in cui mi riconosco anche in campo”

Per quanto riguarda il campionato, quello biancoceleste è stato giocato decisamente sotto le linee. Come mai la squadra di Pioli non è riuscita a ripetersi?

“E’ normale che rispetto allo scorso anno la differenza le fanno le aspettative. La passata stagione non c’erano le aspettative che c’erano questo anno. Serviva quella serenità mentale che ha permesso alla squadra di esprimere un ottimo calcio, un calcio fluido. Dopo l’ottima annata dello scorso campionato una squadra deve sempre provare a migliorarsi, era evidente che non sarebbe stato facile, perché sarebbe significato andar a competere per lo scudetto, ma a parer mio ci sono squadre più attrezzate della Lazio”

Lunedì c’è la sfida con il Sassuolo, la tua ex squadra

“Quello era un Sassuolo più ‘piccolo’. E’ stata la mia prima grande squadra che, anche grazie alla mia vendita all’Udinese, si è poi rilanciata nelle serie maggiori. Ora il Presidente Squinzi non ne ha bisogno, ma allora tutti quei soldi che sono finiti nelle tasche della società hanno permesso al Sassuolo di fare campionati importanti”

Che partita sarà quella tra gli uomini di Pioli e i neroverdi?

“Il Sassuolo gioca un buonissimo calcio, molto solido. Di Francesco è un bravissimo allenatore, molto preparato che fa giocare le sue squadre in modo offensivo. Secondo me non verrà all’Olimpico per giocarsela a viso aperto, poiché affronterà una grande squadra come la Lazio. Sarà una sicuramente una bella partita e speriamo che a spuntarla saranno i biancocelesti”

E’ giusto proseguire con Pioli anche la prossima stagione?

“Io ho fiducia nell’operato di Pioli. E’ vero che quest’anno la squadra non si sta esprimendo come dovrebbe, ma ripeto, non è mai facile migliorarsi. Parliamo di un allenatore molto preparato che merita la riconferma. Ho avuto il piacere di giocarci contro in Serie B e le sue squadre hanno sempre giocato molto bene. Bisogna dare continuità di programmi quindi confermerei Pioli”

Hai un po’ di rammarico per non aver mai avuto la possibilità di giocare nella Lazio?

“E’ normale che io, in quanto tifoso, se avessi indossato la maglia della Lazio si sarebbe per me esaudito un sogno. Ci sono stati degli anni in cui ho giocato veramente bene, segnando tanti gol, e l’ambizione c’era. Un po’ di rammarico c’è sicuramente. Per quanto riguarda il mio nome accostato ai biancocelesti a me personalmente non mi aveva mai chiamato nessuno”



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Europa League: le impressioni di Pioli e Ščasný dopo il sorteggio

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Conclusi i sorteggi per gli ottavi di Europa League: la Lazio affronterà lo Sparta Praga il prossimo 10 Marzo. La sorte è stata abbastanza clemente con i biancocelesti, la squadra ceca è forte ma non imbattibile, sicuramente sarà una partita da studiare bene ma che, perlomeno, non incuterà terrore. Gli allenatori di entrambe le squadre sono apparentemente soddisfatti della partita che verrà, le squadre sono più o meno sullo stesso livello. Mister Pioli ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 ha analizzato la situazione e ha affermato che, effettivamente, sarebbe potuto accadere di dover affrontare squadre molto più forti, quindi si è mostrato soddisfatto e pronto a giocare il match nel migliore dei modi, queste le sue parole:

In queste competizioni tutte le squadre sono di livello, non esistono squadre deboli. Ce ne sono di più forti, certo. Ma lo Sparta Praga sta facendo ottimo campionato, senza subire tanti gol in Europa League. Anche loro sono imbattuti. Giocando con convinzione possiamo passare il turno”.

In seguito, si è espresso così sulla squadra avversaria: “Elementi da tenere sott’occhio? Lafata. Poi ci sono tanti giocatori dell’U21, alcuni hanno disputato anche l’Europeo in estate. Parliamo di giocatori di un certo livello. A questi livelli non esistono avversari deboli, lo ripeto. Solo giocatori da tenere in grande considerazione. Abbiamo la consapevolezza e le possibilità di fare bene. In Europa League ci sono grandi squadre, grandi storie prestigiose. E’ una bellissima competizione, ora pensiamo ai prossimi avversari. Dobbiamo studiarli bene, siamo determinati nell’affrontarli“.

Ai microfoni di Fotbal.idsen è intervenuto, invece, il tecnico dello Sparta Praga Zdeněk Ščasný: “Me lo sentivo, ho vinto la scommessa (ride, ndr). Siamo soddisfatti tutti, la prima impressione è positiva. Eravamo in attesa di capire il nostro avversario. Chi volevamo? Lo Shakhtar Donetsk. Non vediamo l’ora di scendere in campo contro un buon avversario come la Lazio, saranno due belle partite. Staremo a vedere cosa succederà”.



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Lazio-Galatasaray, Parolo e Klose: “Che gioia ritrovare il gol!”

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La Lazio ritrova il sorriso in Europa League nella sfida contro il Galatasaray all’Olimpico terminata 3-1, portandosi a casa una vittoria meritata e passando il turno, qualificandosi per gli ottavi di finale. Assieme al sorriso, alla gioia per la vittoria e alla soddisfazione, due giocatori biancocelesti ritrovano anche il gol: Marco Parolo, che sblocca la partita, e Miroslav Klose. 

Il gol e la vittoria trasmettono sempre delle emozioni indescrivibili, ancor di piú se mancano da tanto e, per questa sera, la Lazio può festeggiare e non pensare al campionato di Serie A. L’attaccante tedesco ed il centrocampista centrale della Lazio hanno espresso tutta la loro soddisfazione intervenendo ai microfoni di Sky Sport.

Mi mancava il gol, sono contentissimo. Quando segni e vinci è sempre bello – ha commentato Marco Parolo al termine dell’incontro – Abbiamo interpretato bene la gara, abbiamo sofferto solo i primi minuti del secondo tempo. E’ stato importante sbloccarla anche se siamo stati ingenui a prendere gol sul 2-1, ma poi siamo stati bravi a richiuderla. Qualificazione meritata. Giocare in Europa e in Italia è diverso. In Italia le avversarie si chiudono e non ti lasciano spazio e noi siamo bravi a giocare negli spazi. In campionato abbiamo perso troppi punti e stiamo indietro. Servirebbe vincere tante partite ma non è facile. Domenica con il Frosinone ci è mancato il gol, in Europa riusciamo a essere più brillanti. Giocare ogni tre giorni non è facile, ora pensiamo al Sassuolo. Questa squadra ha lo spirito giusto e sta ripatendo. In campionato paghiamo il fatto che abbiamo perso tanti punti nel girone d’andata”. Poi un commento sul classico centrocampo a 3 adottato da Pioli e sul sorteggio, che si terrà a Nyon domani alle ore 13: “In tre giochiamo bene in Europa. Se incontrassimo il Bayer Leverkusen? La Lazio è cambiata, non è quella del preliminare. Contro di loro nella partita d’andata abbiamo vinto, al ritorno invece ci è mancata la mentalità europea. In queste partite di Europa League abbiamo accumulato esperienza, per chiunque sarà difficile affrontare questa Lazio”.

Dopo il centrocampista di Gallarate è toccato a Miroslav Klose: “Dobbiamo avere sempre lo stesso atteggiamento tra campionato ed Europa League. Adesso guardiamo chi prendiamo come prossima squadra, direi che ci sono grandi squadre e diventa dura vincere. È passato un po’ di tempo dall’ultimo gol, ero incazzato perché non segnavo. Non è cosi semplice a quasi 38 anni essere ancora in forza e senza i 90 minuti. Ci provo perché abbiamo tre attaccanti forti, deve sempre decidere il mister. Sono a  disposizione mi diverto anche se gioco solo 2 minuti. Futuro? “Vediamo ancora non ho deciso, vediamo che succederà in futuro”. Poi, ai microfoni di Lazio Style Channel: “Sono sempre carico quando entro, e sono sempre a disposizione del mister. Posso aiutare la mia squadra anche negli ultimi due minuti della partita, lavoro per questo. Prendere subito il gol del 2-1 non è stato positivo, a una grande squadra non deve capitare. Per fortuna siamo riusciti a fare il terzo gol rimanendo lucidi e continuando a giocare. Chi sarà il nostro avversario? Vederemo, per noi è uguale. Sassuolo? Dobbiamo riposare, poi lunedì conterà solo vincere, nient’altro”.



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Pareri discordanti tra Prandelli e Liverani: il Galatasaray è una squadra ben organizzata oppure no?

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Mancano poche ore al tanto atteso turno di ritorno dei sedicesimi di Europa League Lazio-Galatasaray. Le aspettative su questo incontro sono molte e di diverso genere. Il match di andata ha visto un pareggio 1-1 in cui le squadre hanno tenuto testa l’una all’altra fino all’ultimo minuto di gioco. Oggi i biancocelesti di mister Pioli attendono i turchi all’Olimpico; sulla partita di questa sera si sono espresse diverse personalità sportive. Di seguito le parole di Cesare Prandelli ai Media turchi, l’allenatore ha espresso un’opinione quasi dall’interno della squadra turca avendo diretto la panchina del Galatasaray per 4 mesi:

“L’1-1 è un risultato difficile, il Galatasaray è una squadra meglio organizzata della Lazio. I biancocelesti partono con un leggero vantaggio, ma sarà difficile per entrambe”. Sulla sua esperienza in Turchia e sulla squadra di Denizli: “Se mi manca la città? Sì, Istanbul mi manca, qui ho trascorso una buona stagione. Credo che il mio lavoro sia stato efficace, ho dato il mio contributo. Il club, nonostante il cambio in panchina e di alcuni giocatori, sta attraversando un periodo difficile. Penso che le cose con Hamzaouglu andassero meglio”. Per chi tiferà Prandelli questa sera? “Sono fedele al posto e all’ambiente dove ho lavorato. La squadra è rimasta nel mio cuore, anche se Pioli è un mio carissimo amico. Non mi espongo, spero vinca il migliore”.

Una soddisfacente analisi pre-match è stata fatta ai microfoni di Tuttomercatoweb.com dall’ex centrocampista della Lazio Fabio Liverani. Liverani conosce abbastanza bene la squadra di Pioli, si è espresso così:

“Avendo visto la gara dell’andata sono fiducioso per la Lazio: ha dimostrato di meritare anche di più del pareggio. I biancocelesti devono affrontare nel modo giusto dal punto di vista mentale la gara, questo è molto importante. Non devono pensare che l’1-1 possa essere un vantaggio, ma giocare per vincere: così c’è più possibilità di passare il turno.

Il Galatasaray non è la stessa squadra degli scorsi anni, ha giocatori forti singolarmente ma manca di compattezza e organizzazione: “Sneijder e Podolski sono sicuramente i giocatori che preoccupano di più. All’andata però non ho visto una squadra molto organizzata. Serve pazienza per avere il guizzo giusto, perché non mi è sembrata molto equilibrata durante la partita. La Lazio non deve avere fetta di chiudere la partita, ma deve essere paziente e non concedere ripartenze agli avversari. I capitolini hanno qualità superiore alla squadra turca, che peraltro concede molto”.



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Mercato: tre nomi per l’attacco. Intanto Djordjevic e Matri vanno a caccia della conferma.

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In casa Lazio si continua a lavorare a fari spenti in vista della prossima stagione. Da quanto emerge dalle ultime indiscrezioni, per che il direttore sportivo Igli Tare stia valutando diverse piste per quanto riguardo il ruolo di centravanti. Non è infatti un mistero la necessità della Lazio di acquistare nel reparto avanzato, alla luce dell’addio di Miroslav Klose e dei numeri inquietanti di questa stagione: le statistiche mostrano come, considerando tutte le partite ufficiali dei biancocelesti di quest’anno, sono i centrocampisti a fornire un maggior numero di reti con Antonio Candreva a quota 9 e Felipe Anderson a 7. E le punte? Nella speciale lista, il primo dei tre è Alessandro Matri, autore di 7 reti stagionali tra campionato e coppe, con Filip Djordjevic fermo a 5 e Miro Klose ancora fermo al palo. Se quest’ultimo ha già deciso di lasciare la Lazio al termine della stagione, gli altri due dovranno in questo finale di stagione giocarsi la permanenza nella squadra capitolino: il serbo, nonostante un gran lavoro per la squadra, è risultato troppo spesso inadeguato per la scarsa vena realizzativa, mentre Matri non sembra aver convinto pienamente Pioli, che lo ha però schierato in match importanti della stagione come quello di Istanbul. Il suo futuro sembra essere inoltre legato al riscatto da esercitare nei confronti del Milan, anche se lo stesso ataccante di Sant’Angelo Lodigiano appare fuori dai piani del club meneghino e dunque non dovrebbe essere un problema trovare un accordo.

Se nelle ultime ore è rimbalzato il nome assai improbabile in termini di età e stipendio di Lukas Podolski, tra l’altro già smentito dall’entourage del calciatore, i nomi sul taccuino di Tare sono tre: Leonardo Pavoletti, Ante Budimir e Ciro Immobile. L’attaccante del Genoa sembra essere un pallino della dirigenza e, considerando gli ottimi rapporti tra Lotito e Preziosi, in estate potrebbe aprirsi una vera e propria trattativa per il suo passaggio in biancoceleste. L’attaccante classe 1988 è nel pieno della maturità calcistica e un’eventuale convocazione del CT della Nazionale Antonio Conte per gli Europei potrebbe far lievitare ulteriormente il prezzo. Come lui, anche Ciro Immobile sembra essere tornate appetibile sul mercato, a condizione di un mancato riscatto del suo cartellino del Torino dal Siviglia. Dopo le esperienze negative all’estero, l’attaccante di Torre Annunziata è tornato nel Belpaese per continuare a stupire e segnare, proprio come qualche anno fa. L’attaccamento di Immobile nei confronti dei colori granata e la stima di Cairo nei suoi confronti potrebbero far saltare i piani di Lotito e Tare, che però stanno seguendo anche il capocannoniere della Serie B Ante Budimir, attaccante della rivelazione Crotone. Promozione o no, il piano del club calabrese è chiaro: riscattare il croato dal St.Pauli, formazione che ne detiene il cartellino, per poi venderlo al migliore offerente. Come confermato a Radiosei dal suo agente circa un mese fa, l’interesse della Lazio nei suoi confronti è concreto e la trattativa potrebbe accelerare già nelle prossime settimane.



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Parla Dramé: “La Lazio non è riuscita a vendere nessuno per quello non mi hanno acquistato”

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Boukary Dramé è stato ad un passo dalla Lazio durante la sessione invernale del calciomercato, ma poi come tutti sappiamo l’affare, come al solito non si è concluso. La Lazio Siamo Noi aveva parlato di un’operazione praticamente fatta per l’arrivo di Dramé in biancoceleste, cosa che anche noi di Since vi avevamo riportato, e a confermare questa tesi è stato lo stesso giocatore del Senegal in un’intervista rilasciata ai media francesi. L’ex difensore del Chievo ha infatti detto la sua sulla vicenda, facendo intendere che alla Lazio sarebbe venuto di corsa, ma ha dovuto rinunciare perché il club capitolino non ha venduto prima di acquistarlo.

Queste le sue parole:

La Lazio mi voleva, ma prima avrebbero dovuto cedere un paio di giocatori in esubero (Braafheid su tutti, ndr). Non ci sono riusciti e a quel punto non si è fatto più nulla”. A Roma sarebbe venuto di corsa: “Conosciamo tutti il livello della Lazio, sarei andato in un grande club che mi avrebbe permesso di fare il salto di qualità”.

Le parole del difensore senegalese trasmettono molta delusione, perché venendo alla Lazio Dramé avrebbe dato una svolta alla sua carriera. Le sue dichiarazioni però fanno ben sperare per il futuro, che il senegalese possa quindi tornare nel mirino della Lazio in estate?



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Lazio nelle scuole, stavolta tocca a Parolo e Djordjevic

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Il Tour nelle scuole della Lazio fa tappa all’Istituto Antonio De Curtis di viale San Giovanni Bosco. Si sono presentati Marco Parolo, Filip Djordjevic, il team Manager Maurizio Manzini e l’aquila Olimpia, presente a tutte le uscite di questa singolare e bella iniziativa.

Manzini apre l’evento ringraziando tutti: “Vi porto i saluti della società e vi ringraziamo. Usciamo sempre arricchiti da questi incontri. Vogliamo invitarvi a una delle nostre partite allo stadio Olimpico”, ma partono incalzanti le domande ai giocatori presenti.

Djordjevic: “Se serve collaborare con la squadra? Certo, solo tutti uniti si vince. Un giocatore non può far nulla da solo.Tanti sacrifici? sì, si è sempre lontani dalle proprie famiglie. Ma ci sono tante cose belle nel calcio”

Parolo: “È importante l’alimentazione, soprattutto più in là con gli anni. Quando sei giovane ti puoi permettere qualche dolce perché si ha un metabolismo diverso. Ma quando si è “vecchi” non si può esagerare. Altrimenti ci sono pure le multe da pagare (ride, ndr). Il percorso per diventare calciatori? Il mio è stato più lungo, sono arrivato in Serie A a 25, ho sempre avuto questo obiettivo, e ho dato sempre me stesso. Mi sono sempre divertito, questo è il segreto. Se è un peso non si va da nessuna parte. Il tifo caloroso per la Lazio lo percepisci fin da subito dalla passione della gente, anche nelle amichevoli precampionato, quando vengono in 4/5 mila persone che sono disposte a tutto pur di fare una foto con il giocatore. Prima di venire alla Lazio avevo visto dei video, ad esempio quelli dell’evento Di Padre in Figlio, in cui c’era un Olimpico pieno di gente. Questo amore si percepisce, poi spetta a noi giocatori riuscire a trascinare di più la gente, a volte ci riusciamo altre no. Ma la voglia si percepisce dalle persone anche quando andiamo in trasferta che applaude tanto”

Djordjevic: “Il mio primo gol? La sensazione più bella è quando si fa un gol. Il primo l’ho fatto tanti anni fa, è qualcosa di incredibile”

Parolo: “Il mio idolo è Gerrard, sempre stato lui. Ho avuto la fortuna di giocarci contro, è stato incredibile. Bisogna prendere ciò che hanno di positivo e farne tesoro. Giocare di squadra aiuta tantissimo, tutti rendono meglio quando si aiutano l’uno con l’altro. Per stare insieme agli altri non bisogna essere egoisti. Accettare i difetti. Se uno è più lento devi correre anche per lui. Non tenere conto dei difetti ma stimarsi l’uno con l’altro. Si deve parlare con i compagni e confrontarsi per capire come crescere”

Djordjevic: “Al di fuori del calcio, noi seguiamo il basket, l’Nba ci piace tantissimo. La mia passione per il calcio nasce da sempre, da quando ero piccolo, giocavo tutti i giorni a Football Manager, conoscevo veramente tutti i calciatori.”

Alla questione violenza, Parolo è chiaro: “A me è capitato quest’anno giocavamo in Belgio con l’Italia. Finita la partita nello spogliatoio si parlava solo di quello che era successo in Francia. Il calcio è gioia, bisogna avere rispetto e sperare che certe cose non accadano più”. Poi riprendendo sulla situazione della Lazio spiega: “Si cerca di essere compatti e di non ascoltare ciò che ci viene detto contro altrimenti si impazzisce. Non si può sempre essere al 100%, ma si può risalire con la voglia e la passione”.

Djordjevic: “Offese verso di me perchè straniero? Non mi è mai capitato, ho giocato in Francia e in Italia, ma mai successo. Sono straniero, ma il derby l’ho sentito come tutti gli altri, sappiamo che è uno dei tre più grandi derby del mondo, che è la partita più importante della stagione. Siamo sempre concentrati, è bello giocare partite del genere”

Parolo chiude l’evento parlando del fine carriera e uno sguardo verso la beneficienza: “A quarant’anni si smette, a volte anche prima. Si fa fatica a stare dietro ai giovani che hanno più energia. Uno cerca di mantenersi in forma, ma un certo punto il fisico dice “basta”. Ma i giovani devono fare bene, altrimenti i vecchietti continuano a giocare. Penso sia giusto fare beneficienza, lo facciamo come squadra ma anche personalmente. Ognuno di noi fa donazioni e aiuta gente che ha meno possibilità di noi”

Al termine, i ragazzi assediano i due protagonisti per chiedere foto e autografi, in una giornata molto bella all’insegna del sano sport.



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Sven-Göran Eriksson: “Fortunato ad essere qui. Il calcio cinese è il migliore.”

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Addio a Sven-Göran Eriksson: Il Mondo del Calcio Piange una Leggenda

Dopo aver vinto quasi tutto con la Lazio e aver tentato lo sbarco del lunario in Inghilterra, Sven Goran Eriksson ha tentato la sorte anche nel campionato cinese, precisamente con il Guangzhou e lo Shanghai.

Sull’Equipe l’ex tecnico svedese, non solo premia il calcio cinese, ma pensa che, con l’arrivo di giocatori provenienti dai campionati europei e sudamericani, i giocatori locali possono crescere a punto tale di ambire a molto più di una semplice e storia qualificazione ai mondiali o di lottare fino alla fine per la Coppa d’Asia.

“Tra dieci o quindici anni sono convinto che i cinesi saranno in grado di vincere perfino la Coppa del Mondo. Il futuro è davvero luminoso per questo paese. Io sono fortunato a essere qui, sono capitato nel posto giusto al momento giusto. Quando ero in italia, negli anni ’90, tutti volevano venire qui perché c’era il miglior calcio. Negli anni 2000 ero in Premier e tutti volevano giocare in questo campionato. Ora mi sembra che ogni calciatore punti a giocare in Cina e questa è una grande cosa per il calcio cinese.”

Eriksson dal 1997 al 2001 la Lazio ha vinto il suo secondo scudetto e la Coppa delle Coppe contro il Real Mallorca, e dalle sue parole non sembra essersi pentito di aver scelto l’Oriente, bensì lo erige a futuro del calcio e non solo ad un’ambizione finale di ogni giocatore, ma di un possibile stanziamento pluriennale per costruire qualcosa di importante.



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Candreva: delusione e possibile addio

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Dopo un periodo di apparente tranquillità, Antonio Candreva torna ad essere oggetto di discussione per i giornalisti, accompagnato da un rapporto poco solido con il tecnico biancoceleste.

Dopo due partite consecutive in panchina, causa di un atteggiamento, a parere di Pioli, poco corretto sia in campo che fuori del centrocampista di Tor de’ Cenci, torna a giocare dal primo minuto al Matusa, facendo però una prestazione non all’altezza delle sue capacità: 16 cross, di cui solo 2 riusciti; 5 tiri, di cui solo uno in porta.

Il classe ’87, che fino a pochi mesi fa era la punta di diamante della Lazio, non sente più la fiducia e l’appoggio dell’allenatore e della società e, di conseguenza, non risulta più decisivo, ma alla Lazio servono le sue reti, le sue accelerazioni e i suoi assist per risalire in classifica.

E’ un giocatore che, grazie alle sue qualità e capacità (veloce e dinamico, è dotato di corsa, grinta e spirito di sacrificio, che lo rendono utile anche in fase di copertura), è da qualche tempo nel mirino di grandi squadre: difatti, come riporta la rassegna stampa di Radiosei, Lotito ha già fissato il prezzo per Candreva: 30 milioni di euro. In Premier League ci sta pensando il Chelsea, con Antonio Conte come nuovo allenatore che, come scrive La Repubblica, punta su di lui per gli Europei e lo porterebbe volentieri con sé in Inghilterra.

Dunque il futuro di Antonio Candreva è ancora dubbio ma una cosa è certa: il centrocampista è deluso per la poca considerazione da parte della società e quest’estate farà le sue valutazioni, come riporta il Corriere dello Sport.



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De Martino: “Formello a disposizione di tutti. Lasciamo fuori i problemi del passato”

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Notizie Lazio
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Oggi ai microfoni della trasmissione Lazialità in Tv, è intervenuto il rappresentante della comunicazione biancoceleste Stefano De Martino, introducendo importanti iniziative parlando del rapporto tra società e tifosi, il quale con il tempo è peggiorato sempre di più al punto tale che non si vede una soluzione:

Come ho già detto, il confronto con gli ex calciatori può essere fatto anche da noi. Ad esempio abbiamo invitato Paolo De Paola a Formello, per conoscere il centro sportivo, che è cambiato moltissimo da quando sono arrivato io nel 2008. Per i tifosi ci sono state molte possibilità di farli entrare a Formello, è chiaro che è impossibile aprire i cancelli 24 ore su 24, ma ogni iniziativa ha avuto un successo non indifferente. Proprio per questo, non sono d’accordo quando si dice che Formello sia un ‘bunker’. Ogni volta che si è chiesto un intervento, c’è sempre stata la volontà di volerlo fare. I motivi di questo clima sono tanti, non c’è solo una problematica. Sappiamo le complicanze legate alle decisioni riguardanti Stadio Olimpico e ordine pubblico”.

Poi sul rapporto con i tifosi:  “Quando sento dire di salvare una stagione io non sono d’accordo: fino a quando ci saranno minuti da giocare, i giocatori sono tenuti a dare il massimo. Spero che a fine stagione ci possa essere un tavolo per sostenere un incontro. La mancanza della Curva Nord, polmone del tifo, costerà dei punti in classifica. Cosa intendo quando parlo di apertura agli ex? Noi siamo a disposizione, vogliamo farvi considerare il nostro centro sportivo disponibile. Siamo aperti con disponibilità quotidiana per far visitare Formello, sempre. Già la prossima settimana si potrebbe organizzare da noi una visita per chi vuole”.

Infine indica quale deve essere il punto di incontro per tutti: “Il minimo comun denominatore per tutti deve essere la Lazio, solo stringendoci, accorciando le distanze possiamo affrontare tutto ciò, lasciando fuori i vecchi problemi del passato. Sto parlando ovviamente al livello di comunicazione. Solo quando non verrà messo da parte definitivamente il retaggio del passato, qualcosa si potrà risolvere”.



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Brocchi: “La Lazio avrebbe dovuto assolutamente vincere contro il Frosinone”

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brocchi
ROME - AUGUST 20: Cristian Brocchi of S.S. Lazio celebrates the victory after the UEFA Europa League first preliminary match between S.S. Lazio and IF Elfsborg at the Olimpic Stadium on August 20, 2009 in Rome, Italy. (Photo by ISM Agency/Getty Images)

Tutti speravano nella vittoria contro il Frosinone, la squadra di mister Stellone è molto competitiva ma la Lazio avrebbe potuto giocare meglio. I ragazzi di Pioli peccano di un po’ di superficialità in campo, troppo spesso le loro mosse sono scontate e prevedibili, nel gioco ci vorrebbe un’ondata di novità e un po’ di grinta in più. L’obiettivo Europa League è ancora raggiungibile ma i risultati in serie A scarseggiano. Ieri sera, dopo la partita, i giocatori biancocelesti e il mister hanno esternato il proprio rammarico riguardo la partita giocata e il misero risultato ottenuto.

C’è molto dispiacere anche nelle parole di chi ha collezionato 111 presenze e 2 reti in maglia biancoceleste prima di intraprendere la propria carriera da allenatore, l’ex centrocampista della Lazio Cristian Brocchi è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3 per analizzare il match di ieri al Matusa: “Io non ho visto tutta la partita. Il Frosinone stava lottando per salvarsi ed era chiaro il suo modo di giocare, la Lazio doveva assolutamente vincere. Rimanere a secco di gol è stato davvero un peccato. Avere uno zoccolo duro di titolari è molto importante, dà sicurezza e il gioco viene meglio. Riesci a trovare soluzioni diverse, per cui gli infortuni hanno il loro peso. Per caratteristiche dei giocatori si cerca troppo di affidare tutto agli attaccanti esterni della Lazio e si rischia di diventare prevedibili. Non ci si può sempre affidare a Candreva o Anderson e sperare che loro si inventino qualcosa”.

Sul suo amico Matri: “Siamo amici da tantissimi anni, siamo tanto legati. Abbiamo condiviso tanti momenti e ci vogliamo bene. L’umiltà è la sua qualità più grande che lo ha portato dov’è”.

Lazio: “In ogni squadra è importante il giusto mix tra giovani e ‘vecchi’. E la Lazio ce l’ha. Il pareggio vale relativamente. Purtroppo questa stagione sta avendo troppi alti e bassi. La speranza è che un appuntamento come quello dell’Europa possa essere un grande stimolo per arrivare fino in fondo. È comunque un obiettivo prestigioso”.

La differenza tra il rendimento della squadra in Europa League e il rendimento in Serie A: “A volte in Europa è più semplice giocare però non trovi squadre che si chiudono e ti aspettano come accade in campionato”.



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Lotito: “Ho venduto Felipe Anderson”, poi la smentita..

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calciomercato lazio

Dopo l’occasione sprecata al Matusa contro il Frosinone, arriva una notizia inaspettata:

“Felipe Anderson l’ho preso a 8 milioni di euro e l’ho già rivenduto a 60. L’anno prossimo andrà al Manchester United”. 

Queste sono le parole del patron della Lazio che sembrerebbe aver pronunciato in occasione del posticipo di Serie B, Salernitana-Crotone finita 1-1, al ds Ursino ed al presidente dei calabresi Vrenna.

Non è una novità che il numero 10 della Lazio sia cercato dal Manchester United, è circa un anno che gli inglesi pressano la Lazio per il brasiliano. Questa estate Lotito ha rifiutato un’offerta da 45 milioni, ma ora il presidente laziale sembra aver cambiato idea per quindici milioni in più dell’ultima offerta..

La notizia è stata comunicata da alcuni giornalisti, dagli inviati de “La Città di Salerno” e “Metropolis”che erano presenti in quel momento, riportata poi da ‘Il Messaggero’ che lascia tutti molto perplessi, increduli, alcuni speranzosi che la notizia sia veritiera e altri no.

E’ ovvio che sorgano dei dubbi, confrontando la stagione precedente con questa possiamo notare che Felipe sia peggiorato tatticamente, e risulta difficile credere che lo United abbia alzato addirittura la cifra dell’offerta.

Ma arriva poco dopo la notizia che smentisce tutto, attraverso il sito ufficiale della Lazio con un comunicato del presidente della società biancoceleste:

“In riferimento alle dichiarazioni attribuite al Presidente Claudio Lotito riguardo la presunta vendita del calciatore Felipe Anderson, la S.S. Lazio precisa che queste sono destituite di qualsiasi fondamento”.

Dunque sembra che il classe ’93, che conquistò il cuore e la fiducia dei tifosi con il suo quarto gol in Serie A in occasione del Derby capitolino del 2014, rimanga, per ora, un centrocampista biancoceleste.



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Cataldi e Konko: “Col Frosinone è stata questione di fortuna, abbiamo fatto il possibile ma avremmo potuto dare di più”.

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danilo cataldi

A Frosinone la Lazio ha ottenuto un pareggio che lascia con l’amaro in bocca. La squadra capitolina avrebbe potuto dare di più o forse, come ha dichiarato Danilo Cataldi, alla squadra è mancata un po’ di fortuna. L’obiettivo Europa è ancora un punto fermo mentre in Serie A i risultati positivi scarseggiano e la classifica vede i biancocelesti fermi all’ 8° posto. Nel match di ieri la squadra ha mantenuto un approccio generalmente mediocre e poco offensivo. Un’opinione dall’ interno della partita ci è stata regalata da Cataldi e Konko.

Danilo Cataldi ai microfoni di Lazio Style Channel: “Non siamo riusciti a vincere, era il nostro obiettivo, non ci nascondiamo. Sapevamo dell’importanza di questa gara, ci è mancato qualcosa per segnare. Pensiamo a giovedì. Il campionato è ancora abbastanza lungo, continuiamo a crederci nell’Europa. Sapevamo che il Frosinone, specialmente in fase difensiva, può essere un osso duro. Ci è mancato qualcosa, un po’ di fortuna. Dovevamo fare di più. La Lazio doveva venire qui per vincere e non è andata. Galatasaray? Sarà una partita difficile, sono un’ottima squadra. Verranno a Roma per fare almeno un gol, ma ci faremo trovare preparati. Nelle ultime partite la Lazio ha affrontato l’avversario sempre allo stesso modo. Non è facile rimontare il gap che ci separa dalle prime in campionato. Ma ci proveremo”.

Konko ai microfoni di Lazio Style Channel sulla propria prestazione: “Non so nemmeno io come ho fatto con quella spaccata! Ce l’abbiamo messa tutta, ma loro non ci hanno lasciato spazio. Dovevamo trovare la via del gol, ma non ce l’abbiamo fatta. Sapevamo che il Frosinone fosse una squadra tosta, dovevamo metterla sul fisico per tenere la palla e aggredirli. Peccato non aver trovato la vittoria. Galatasaray? Sarà una partita difficile, da stasera penseremo solo a quello. Dobbiamo spingere e dare il massimo. Poi giocheremo in casa.La passata stagione è una pagina, quest’anno è diverso. Dobbiamo conviverci e dare il massimo cercando di mettere in difficoltà dall’inizio gli avversari, in casa e fuori”.

E ancora ai microfoni di Sky: “C’è rammarico, però ce  l’abbiamo messa tutta. Non abbiamo subito tanto e usciamo con un pareggio. Non abbiamo trovato la via del gol, speriamo di trovarla il più velocemente possibile”. La rimonta in campionato è quasi impossibile, il sogno europeo per la prossima stagione sembra sfumato, ma Konko non si arrende: “Serve di più, però siamo fiduciosi e lavoriamo tanto per risultati positivi. Dobbiamo continuare a crederci fino alla fine. Pensiamo partita dopo partita, finita questa pensiamo alla prossima”. Una considerazione anche sulle sue prestazione, il francese ha trovato continuità dopo anni passati tra panchina e infermeria: “Speriamo di continuare cosi, l’importante è ottenere risultati con la squadra”.



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Personaggi storici SS Lazio: il “Duca” Luca Marchegiani

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Nel giorno del suo 50° compleanno vogliamo parlarvi di un portiere che tanto bene ha fatto con la maglia della Lazio vincendo moltissimi titoli e difendendo la porta biancoceleste per ben 10 stagioni. Stiamo parlando di Luca Marchegiani uno dei portieri più forti della storia laziale.

Luca Marchegiani nasce ad Ancona il 22 febbraio 1966. Inizia la sua carriera nello giovanili dello Jesi, squadra all’epoca in Serie C, con la quale esordisce in campionato nel 1986. Dopo tre stagioni con la squadra marchigiana, di cui una in prestito all’Aurora Latini, passa nel 1987 al Brescia in Serie B. Qui gioca per una stagione, per poi passare al Torino. Nella squadra granata dimostra tutto il suo valore, tanto che si guadagna la chiamata in Nazionale per la USA Cup del 1992. Rimane quindi in maglia granata dal 1988 al 1993 vincendo anche una Coppa Italia e perdendo la finale di Coppa UEFA contro l’Ajax.

Nell’estate del 1993 poi la storia di Marchegiani incontra quella della Lazio. Dopo un anno di corteggiamento, infatti, Sergio Cragnotti lo acquista per 13 miliardi di lire e Luca diventa il portiere titolare del club biancoceleste. Diventa subito un idolo dei tifosi grazie al rigore parato al romanista Giannini durante il derby nella stagione 1993/94, vinto dalla Lazio con gol di Signori. Nel 1994 inoltre gioca anche tre partite ai mondiali USA. A Roma si toglie diverse soddisfazioni: vince infatti con la Lazio due Coppe Italia, lo Scudetto, due Supercoppe Italiana, la Coppa delle Coppe e la Supercoppa Europea, diventando uno dei migliori portieri italiani. Inoltre gioca anche la sua seconda finale di Coppa Uefa, che purtroppo perde ancora a discapito dell’Inter. Gioca anche diverse partite come capitano, complice l’infortunio di Nesta, alzando al cielo anche la Supercoppa Italiana del 1998.

LAZIO - HELSINKY AMICHEVOLE AL CENTRO SPORTIVO DI FORMELLO LUCA MARCHEGIANIResta alla Lazio fino al 2003, anche se le ultime tre stagioni le passa molto spesso in panchina, facendo da secondo ad Angelo Peruzzi, acquistato nel 2000. Colleziona in totale 339 presenze alla Lazio, dove passa dieci anni della sua carriera. Carriera che chiuderà al Chievo Verona, dove giocherà fino al 2005, anno del suo ritiro. Vive tutt’ora a Roma ed è rimasto legatissimo ai colori biancocelesti.

In Nazionale, nonostante abbia giocato i mondiali del 1994, ha collezionato solo 9 presenze totali in un periodo che va dal 1992 al 1996. Attualmente fa l’opinionista per Sky Sport.

Alto 1 metro e 81, per 76 kg di peso,Marchegiani è stato un portiere essenziale, calmo, con un eccezionale senso del piazzamento, ottimo in uscita e quasi privo di punti deboli. Tanto che la sua continuità gli ha permesso di fare bene figurare in ogni squadra in cui ha giocato. Ha tutt’ora un carattere tranquillo, posato e moderato in ogni occasione, istruito e buon parlatore. Si è sempre comportato correttamente e sportivamente in campo e fuori. Proprio per il suo modo di essere e di proporsi è stato soprannominato “il Duca”.

Con questo articolo noi di Since abbiamo voluto ricordare la sua storia e gli abbiamo reso omaggio nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, ricordando a tutti voi quanto sia stata fondamentale la sua presenza tra i pali della porta biancoceleste. Tutti i tifosi laziali ricordano ancora con grande affetto Marchegiani e sono stati orgogliosi di averlo visto giocare con l’aquila sul petto.



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Extra Lazio: Totti-Spalletti ai ferri corti? Il mister lo rispedisce a casa

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Immagine che simboleggia la scelta di un giovane Francesco Totti tra giocare per la Roma o per la Lazio. Fonti e contenuti correlati

Che Totti sia una bandiera storica della A.S. Roma non ci sono dubbi. Come tutti noi l’età avanza anche per lui, il capitano giallorosso, anche in passato, trovò poco spazio con mister Spalletti, allenatore che decide la sua formazione sulla tecnica e preparazione ma non sulla storia.

La bomba di Trigoria è scoppiata poche ore fa, dove il pupone romano ha rilasciato un ‘intervista al tg1 nella quale si lamenta di non trovare spazio.

“Sono deluso, sto bene fisicamente e voglio giocare di più.Vorrei chiarezza, Spalletti mi dovrebbe dire le cose in faccia”.

Parole che sono arrivate subito al mittente che senza pensarci su, ha rispedito il capitano giallorosso a casa, tenendolo fuori per la partita di questa sera contro il Palermo.

Il tecnico giallorosso però, quando approdò a ROma dichiarò: “Io alleno la Roma non Totti”

Che sia un nuovo inizio di una guerra fredda tra i due?



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Frosinone-Lazio probabili formazioni

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La Lazio di Pioli sta per affrontare il Frosinone allo stadio Matusa, gara valida per la 26ima giornata di campionato.

L’armata biancoceleste cerca i 3 punti fuori casa per respirare ed ambire ad una zona in classifica decente, dopo il pareggio turco si cerca il riscatto in campionato. Vediamo le probabili formazioni di Lalaziosiamonoi

Probabili formazioni

FROSINONE (4-3-3): Leali; Rosi, Ajeti, Blanchard, Pavlovic; Gori, Sammarco, Frara; Tonev, Ciofani D., Dionisi. All.: Stellone. A disp.: Bardi, Zappino, Pryima, Ciofani M., Bertoncini, Crivello, Chibsah, Gucher, Kragl, Paganini, Soddimo, Longo.

Indisponibili: Russo
Squalificati: nessuno
Diffidati: Paganini, Dionisi, Blanchard, Sammarco

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Konko, Bisevac, Hoedt, Lulic; Cataldi, Biglia, Parolo; Candreva, Djordjevic, Mauri. All.: Pioli. A disp.: Berisha, Guerrieri, Basta, Braafheid, Mauricio, Felipe Anderson, Kishna, Milinkovic, Morrison, Onazi, Keita, Klose, Matri.

Indisponibili: de Vrij, Radu, Gentiletti
Squalificati: nessuno
Diffidati: Mauricio

ARBITRO: Russo (sez. Nola)
ASSISTENTI: Vuoto e Valeriani
IV UOMO: La Rocca
ADDIZIONALI: Mazzoleni e Baracani



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Frosinone-Lazio: tifosi uniti contro il patron della Lazio

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Tra poche ore avrà inizio la sfida tra Frosinone e Lazio allo Stadio Matusa.

L’intero impianto dei ciociari è già esaurito, ma la Lazio in questo match può contare sull’appoggio dei suoi tifosi che occuperanno tutto il settore ospiti, essendo circa 2000.

Lo stadio “Matusa” però risulta un luogo ostile per la società biancoceleste, specialmente per il presidente Claudio Lotito: i frusinati, infatti, non hanno certo dimenticato la telefonata del 28 Gennaio tra Lotito e Pino Iodice: “Ti faccio un discorso – dice Lotito a Iodice – : secondo te in Lega di A decide Maurizio Beretta? Sai cosa decide? Zero. E allora: il presidente fra un anno e mezzo va a casa da solo, l’accompagno io, e rappresenta zero. Viene fatta una commissione strategica, tre presidenti, uno del Nord, uno del Centro, uno del Sud, e ogni 20 giorni vedono l’attuazione del programma. Il direttivo viene tolto, Pitrolo (vicepresidente di Lega, ndr), quello, tutti. Chi viene eletto va lì a lavorare. E vi tranquillizzo, io non sono candidato a niente, non m’interessa, voglio salvare la Lega Pro. Se la Lega Pro nel giro di dieci giorni non trova un gruppo di maggioranza che io in questo momento ho su questo progetto che ti ho detto, ti spiego che succede. Il 16 abbiamo l’assemblea, a me non cambia, ho preso 100mila euro, ma 4 milioni l’anno ci metto nella Salernitana. Se non si risolve ‘sto problema, il 16 non arrivano i soldi, perché non ci sono”.) e, dunque, avranno voglia di dimostrare che la loro presenza in Serie A ha un valore, al contrario di ciò che sostiene Lotito:Nel suo progetto, la A deve ottenere più soldi: e le promozioni di club piccoli sarebbero una rovina proprio sul fronte dei diritti tv. “Ho detto ad Abodi: Andrea, dobbiamo cambiare. Se me porti su il Carpi… una può salì…se mi porti squadre che non valgono un c… noi fra due o tre anni non ci abbiamo più una lira. Perché io quando a vado a vendere i diritti televisivi – che abbiamo portato a 1,2 miliardi grazie alla mia bravura, sono riuscito a mettere d’accordo Sky e Mediaset, in dieci anni mai nessuno – fra tre anni se ci abbiamo Latina, Frosinone.. chi c… li compra i diritti? Non sanno manco che esiste, Frosinone. Il Carpi… E questi non se lo pongono il problema!”.

Come in ogni sfida della Lazio, ci saranno le contestazioni a discapito di Lotito, ma in questo caso i tifosi del Frosinone e della Lazio saranno uniti contro la stessa persona.



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De Vrij: in attesa del suo ritorno in campo in Olanda gli viene dedicato un torneo

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Ormai è passato parecchio tempo dal giorno di quel maledetto infortunio che ha costretto Stefan de Vrij a restare lontano dai campi di gioco. La retroguardia della Lazio ha sentito moltissimo la sua assenza perché, anche se molto giovane, l’olandese ha dimostrato grande tecnica e personalità, trasmettendo a chiunque giochi vicino a lui moltissima sicurezza. A meno di clamorose sorprese, quindi, de Vrij, come ben si sa, rientrerà a stagione finita visti i lunghissimi tempi di recupero del suo infortunio.

In attesa del suo ritorno in campo, però, Stefan può comunque gioire perché gli sarà dedicato un importante riconoscimento. Infatti ad Ouderkerk, un piccolo villaggio dell’Olanda Meridionale, dove il giocatore è nato e cresciuto e dove ha intrapreso la carriera da calciatore, si è deciso di dedicargli un torneo. Una decisione presa dal VV Spirit, la società di calcio dilettantistica nella quale de Vrij ha cominciato a giocare a pallone che non ha mai dimenticato uno dei suoi giocatori simbolo. Una bellissima iniziativa che è stata pensata in questi giorni e che andrà in scena sabato 28 maggio. La competizione si chiamerà ‘Stefan de Vrij Cup’ e sarà un torneo giovanile che coinvolgerà ben 32 squadre.

de vrij-vv spiritUn dirigente del VV Spirit ha così commentato l’iniziativa: “Sarà un evento meraviglioso e sfrutteremo l’occasione per festeggiare un nostro ex giocatore “. Inoltre ha parlato anche il padre di de Vrij, il signor Jan: “Quando mi hanno parlato di questa idea ho contattato immediatamente Stefan, che si è detto molto orgoglioso proprio come lo sono io”. Stefan, invece, non si è pronunciato per ora, ma chissà che non possa fare una sorpresa al suo paese natio e presentarsi lì il giorno del torneo per la gioia dei ragazzi, ma soprattutto dei suoi compaesani.



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Lazio Primavera, un tris al Frosinone per il poker

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A Supino (FR) si è giocato oggi pomeriggio il match di campionato tra il Frosinone e la Lazio. Inzaghi deve fare a meno di Matosevic, febbricitante e sostituito da Borrelli, e mischia le carte in difesa, con Dovidio che parte dal primo minuto al centro della difesa e Manoni a destra.

Primi minuti di studio, con tentativi che non impensieriscono molto i due portieri, ma al 20′ si sblocca la partita: Faiella controlla male una palla aerea, ne approfitta Alessandro Rossi che colpisce e buca la porta ciociara. Il Frosinone rimane imbambolato, perde lo stesso Faiella e accusa il colpo. Al 39′ infatti arriva il raddoppio laziale, nato da una palla controllata ingenuamente da Gargiulo il quale innesca il contropiede biancoceleste con Ennali e Rossi, il resto ci pensa Simone Palombi che deve solo segnare con un bel colpo a giro. In finale di tempo Murgia si divora il 3-0, inserimento importante con tiro preciso, palla sull’esterno della rete.

Il secondo tempo vede solo la Lazio che si limita a gestire la partita e mantenerla su binari tranquilli, il Frosinone dal canto suo cerca di limitare i danni, a costo di prendere cartellini gialli, a fine partita il solito e subentrato Calì chiude definitivamente i conti grazie all’assist di Palombi.

Quarta vittoria consecutiva per la banda di Simone Inzaghi, e la descrizione del match arriva dal suo vice Massimiliano Farris su Lazio Style Channel: “Stiamo acquisendo sempre più consapevolezza nei nostri mezzi,questa era una partita fondamentale per risalire in classifica. Abbiamo dimostrato che possiamo vincere contro chiunque. Ci mancavano diversi elementi ma i ragazzi corrono, stano bene fisicamente e hanno lo spirito giusto. Siamo sulla buona strada. Siamo stati bravissimi a trasformare la rabbia per l’eliminazione in Coppa Italia in determinazione. Risorse in panchina? Stanno emergendo buone alternative. Ci mancavano Quaglia e Borecki che sono due punti fermi. Dovidio ha fatto molto bene anche se non stava in condizioni buone. Matosevic ha avuto un attacco febbrile e Borrelli ha fatto molto bene il suo compito. Oggi era una gara fondamentale anche per accorciare sull’Empoli. La squadra ha acquistato maturità e sicurezza, chi ha giocato e chi è subentrato ha fatto molto bene”.

Parole di soddisfazione arrivano anche dal capitano Simone Mattia: “La vittoria di oggi ha un significato importante. Vuol dire che stiamo tornando, ci voleva. L’anno scorso sono rientrato in questo campo dopo l’infortunio, una settimana prima della Supercoppa. Da lì sono iniziate tutte le nostre vittorie. È un campo fortunato. Non meritavamo di uscire dalla Coppa Italia e questa vittoria è importante perché ci dà una maggiore consapevolezza dei nostri mezzi”



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Malagò: “Eliminare le barriere? Siamo nella giusta direzione”. Intanto arriva il comunicato della Questura di Frosinone

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La questione relativa alle barriere sistemate nelle Curve dello Stadio Olimpico continua a tenere banco. Questa volta però sembra le divergenze tra i diversi punti di vista si siano assottigliato, con il ‘lieto fine‘ che potrebbe essere raggiunto a breve, come confermato dal Presidente del Coni Giovanni Malagò. Al termine della presentazione dei dati Istat relativi allo sport, egli si è fermato a parlare con i cronisti presenti per spiegare l’attuale situazione: “Ho letto le dichiarazioni del prefetto Gabrielli e onestamente sono molto felice. Auspico che si vada avanti, mi sembra che forse finalmente siamo nella giusta direzione. Io sono spettatore molto interessato alla vicenda, invito tutti a non isolarsi nelle proprie convinzioni anche se sono in buona fede, così forse si potrà risolvere finalmente questo assurdo problema“. Malagò appare dunque ottimista, con l’accordo definitivo che potrebbe essere raggiunto definitivamente a breve tra le parti.

Intanto, alla vigilia del match dello Stadio Comunale ‘Matusa’ tra i padroni di casa del Frosinone e la Lazio, la Questura locale si è riunita per adottare le giuste contromisure in vista dell’esodo di tifosi laziali verso il capoluogo ciociaro. Di seguito riportiamo il comunicato: “Scenderà di nuovo in campo alle 18 di domenica il Frosinone Calcio per affrontare la Lazio. Saranno 2000 i tifosi laziali che riempiranno la curva sud:tutti dovranno essere residenti nella Provincia di Roma, fidelizzati SS Lazio ed in possesso del tagliando d’ingresso per non incorrere nelle sanzioni previste dall’ordinanza prefettizia che ne vieta la trasferta. La ridotta distanza tra le due città ed i molteplici collegamenti offriranno ai sostenitori ospiti la possibilità di scegliere tra diversi mezzi di trasporto. Proprio in ragione della vicinanza delle due città interessate all’evento i sostenitori ospiti utilizzeranno perlopiù auto e minibus per raggiungere lo stadio Matusa. Per la circostanza è stato predisposto un idoneo servizio per la loro accoglienza prevedendo quale area di ricompattamento quella della ex Permaflex, adiacente all’uscita del casello A/1 da dove partiranno i previsti servizi di navetta per il trasferimento degli stessi all’impianto sportivo. Analoghi servizi di navetta sono stati predisposti all’esterno della Stazione Ferroviaria in ragione dell’arrivo di un considerevole numero di supporters a mezzo treno. Ribadito il divieto di vendita di alcolici e superalcolici negli esercizi pubblici all’interno ed in prossimità dello stadio, con estensione, per questa volta, anche al bar della Stazione Ferroviaria, con obbligo di consumare tutte le altre bevande in bicchieri di plastica. Semaforo rosso anche per gli ambulanti itineranti per tutta la giornata di domenica ed obbligo per i “ paninari”, autorizzati, di non collocare a terra tavoli, sedie e ombrelloni che potrebbero determinare situazioni di criticità per l’ordine e la sicurezza pubblica.

La squadra della Lazio arriverà solo domenica mattina all’Hotel Bassetto dove soggiornerà poche ore prima della gara, circostanza questa che determinerà una nutrita presenza di tifosi, simpatizzanti o semplici curiosi. Anche questa volta sono stati predisposti mirati servizi di ordine e sicurezza pubblica, per garantire la corretta viabilità su un’arteria stradale ad alta densità di traffico presidiando tutte le intersezioni ed assicurando pericolosi attraversamenti pedonali sulla predetta direttrice viaria. Tutto è stato predisposto per agevolare il trasferimento dei tifosi ospiti verso l’impianto sportivo in piena sicurezza avendo per la circostanza predisposto un servizio preventivo per intercettare eventuali tifosi che dovessero con largo anticipo sull’orario della gara arrivare in città. Tutto è stato delineato perché l’attesa manifestazione sportiva possa offrire una serena competizione agonistica nel rispetto di quelle regole necessarie a garantire l’ordinato vivere civile”.



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Frosinone-Lazio e i dati statistici: Stellone da giocatore non hai mai vinto

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La partita di domani pomeriggio tra Frosinone e Lazio è ovviamente inedita, in nessuna serie professionistica infatti c’è stato confronto tra le due compagini, gli unici numeri statistici possiamo trovarli in 13 confronti amichevoli giocati tra gli anni ’60 e ’80, tutti vinti dalla Lazio.

La gara d’andata, come ricordate, è finita 2-0 con i gol di Keita e Djordjevic e nel passato Pioli contro il Frosinone ha un bilancio buono con quattro vittorie, un pareggio e due sconfitte; Stellone, invece, ha solo esperienze sul campo, essendo all’esordio in Serie A da allenatore, e il suo bilancio contro la Lazio ha visto solo il pareggio tre volte, senza aver mai segnato, e tre sconfitte.

Nelle ultime tre partite il Frosinone ha collezionato sei punti e si è avvicinato alla coppia genovese Genoa-Sampdoria, ora a +3, ma i romani sono in serie positiva in trasferta con due vittorie e tre pareggi. Djordjevic non segna da diverso tempo, per l’esattezza manca all’appuntamento col gol in assoluto da 625 minuti mentre in campionato non segna proprio dalla gara di andata contro i ciociari.

La Lazio, infine, troverà per la seconda volta da ex quel Modibo Diakitè che, arrivato nel 2006 a Roma, era cresciuto nel vivaio biancoceleste e che ci lasciò per approdare in Inghilterra nel 2013: l’unico precedente del francoivoriano fu con la maglia del Cagliari e anche lì fu sconfitta, 3-1 con la maglia del Cagliari in terra sarda.



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Lazio, Mimmo Caso: “Un risultato che lascia aperte molte chance”, De Canio: “Hanno un piccolo vantaggio”

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Impossibile prevedere cosa succederà giovedì prossimo all’Olimpico nel turno di ritorno di Europa League. Il pareggio di ieri in Turchia è stato il frutto di una partita imprevedibile in cui sia la Lazio che il Galatasaray hanno tentato di emergere. Sicuramente i biancocelesti quest’anno stentano a decollare e ogni match è una sorpresa. L’obiettivo è quello di passare il turno in Europa ma le domande che ruotano intorno agli uomini di mister Pioli sono molte, l’incertezza regna sovrana. La Lazio è in grado di studiare l’avversario e calcolare le mosse giuste per vincere o è meglio se gioca d’impulso? I biancocelesti sono una squadra all’altezza dell’Europa League? Due esperti hanno tentato di rispondere a questi quesiti, di seguito l’analisi della performance di ieri sera in Turchia e qualche previsione per il prossimo turno.

L’ex centrocampista della Lazio Domenico Caso nell’intervento ai microfoni di Tuttomercatoweb.com: “E’ un risultato che lascia aperta tante chance alla Lazio. Hanno fatto una buona gara anche perché in campo europeo si incontrano sempre squadre di grande qualità. Quando si gioca per il doppio risultato diventa sempre difficile partire con l’idea di restare chiusi, potrebbe essere un punto a sfavore. Devono pensare a giocarsela senza fare calcoli. La Lazio non è quella dell’anno scorso, è ancora alla ricerca di se stessa. La scorsa stagione dava spettacolo, quest’anno non si capisce come possa essere praticamente la stessa squadra”.

In seguito, le parole dell’ex tecnico di Genoa e Catania Gigi De Canio che ha espresso la propria opinione sulla dirigenza arbitrale: “La Lazio ha un piccolo vantaggio derivante dal gol segnato in trasferta. Gli errori arbitrali? Non parlerei dello scarso peso politico dell’Italia. O che in Italia si arbitra in un modo e all’estero in un altro. Semplicemente gli arbitri applicano il regolamento e fischiano quello che vedono. E rischiano di sbagliare tanto anche loro”.



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Frosinone-Lazio, gli appelli di Stirpe e Stellone: “No al pareggio”

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Domenica alle 18 al Matusa il Frosinone riceverà la Lazio e gli animi sembrano già essere caldi in casa ciociara. A scaldarli è proprio l’allenatore dei gialli Roberto Stellone.

Ai microfoni di Radio Radio ha chiarito la sua posizione e della squadra: “Possiamo farcela. Di certo non firmo per un pareggio. Dobbiamo essere bravi a portare dalla nostra parte gli episodi. E’ una partita importantissima daremo tutto per limare il gap dalla Sampdoria. In casa abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti. La Lazio contro il Galatasaray ha fatto una grande partita: loro proveranno a vincere per continuare la marcia verso il quarto-quinto posto, anche perché possono contare su una panchina lunga. Forse qualche giocatore riposerà. La metteremo sotto l’aspetto dell’intensità, alla fine potrebbero accusare un po’ di stanchezza. Noi dobbiamo affrontare la partita cercando di rimanere compatti. Cercheremo di limitarli. Dobbiamo sperare in una giornata perfetta da parte nostra e opaca da parte dei nostri avversari. All’Olimpico siamo stati sfortunati, meritavamo qualcosa in più. I punti lasciati a Roma li proveremo a riprendere al Matusa. Il nostro stadio è l’arma in più fin da tempi della Lega Pro. Ci manca solo una vittoria contro un big, anche se abbiamo giocato bene contro Juve e Milan. La Lazio è una grande squadra, ma noi daremo tutto. Scenderemo in campo con il 4-3-3: Ajeti prenderà il posto di Russo”

A fargli eco, sempre alla radio romana, c’ha pensato il presidente Maurizio Stirpe, il quale vede qualcosa di più nei suoi tesserati rispetto alla posizione in classifica attuale: “Speriamo sia l’inizio del rendimento più consono a quelle che sono i valori della squadra. Fino a questo momento del campionato il Frosinone ha espresso solo in parte le sue potenzialità”



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Galatasaray-Lazio: squadra avversarie, calciatori amici

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Nella partita di ieri tra Galatasaray e Lazio abbiamo assistito ad un doppio match, quello tra una squadra e la sua ex, e quella tra rivali sul campo ma che sono amici di lunga data.

Nel primo caso, a coprire la porta della squadra turca c’era, infatti, Fernando Muslera, classe ’86 uruguaiano, che esordì con la maglia della Lazio nel settembre del 2007 e passò al club turco del Galatasaray nel 2011.

Oltre a parlare della partita, Nando non ha dimenticato il suo passato ricordandolo con gioia e gratitudine. Queste le sue parole che abbiamo trovato sul portale hurriyet.com.tr: “Abbiamo giocato bene nei primi 20 minuti del primo tempo, poi la Lazio è cresciuta e ha trovato il gol. In campo erano messi meglio di noi, avevano maggiore equilibrio. Per vincere e passare il turno dovremo prendere spunto da loro. A Roma ho ancora tanti amici, alla Lazio c’è il miglior preparatore dei portieri che io abbia mai avuto, Adalberto Grigioni. Mi ha dato una grande mano, è stato fondamentale nel mio processo di crescita. Mi ha fatto davvero piacere rivedere vecchi amici.”

Nel secondo caso c’è la coppia Klose-Podolski, un legame di amicizia che va sopra a tutto, anche al risultato. Commentando la partita su Twitter, l’attaccante ex Inter ha mostrando gioia per aver incontrato Miro, ma ha anche espresso rammarico per il risultato: “Purtroppo non è il risultato che volevamo portare a casa, ma non è ancora finita. Ho avuto comunque piacere ad aver incontrato il mio amico di lunga data Miro.”



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Il Prefetto Gabrielli pronto a rimuovere le barriere all’ Olimpico

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Il Prefetto di Roma Gabrielli intervenendo al dossier per la canditatura ai giochi olimpici di Roma nel 2024, ha parlato anche delle barriere presenti allo stadio Olimpico di Roma. Forse le proteste congiunte di Curva Nord e Sud ha portato i suoi frutti anche perchè, un derby senza tifosi ne perde lo spettacolo sempre apprezzato anche da altre tifoserie. Gabrielli è pronto dunque a fare marcia indietro purchè si rispettino le regole, ecco le sue parole in merito alla questione :

“Credo che le barriere all’interno dell’Olimpico debbano essere eliminate, ma per farlo bisogna che le persone rispettino le regole dell’impianto. Le barriere sono una triste medicina rispetto ad una malattia che dobbiamo cercare di debellare. Spero che il percorso intrapreso porti ad una fruibilità diverse delle curve e credo ci siano tutte le condizioni necessarie. Come in tutte le cose però, c’è bisogno di un avvicinamento da entrambe le parti. Il tema è l’assoluta impraticabilità di come era vissuta la curva in termini di incolumità e sicurezza. Il nostro augurio è che l’Olimpico torni ad essere quello che era una volta, ma con condizioni di sicurezza”.

Noi intanto aspettiamo fiduciosi.



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