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Verso il derby, Parolo: “Maglia da onorare”, Perotti: “Ricominciare a vincere”

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Si avvicina sempre di più il momento del derby e arrivano copiose dichiarazioni di protagonisti e vip; tra i romanisti fiducia (forse) eccessiva, nei laziali molto pessimismo, soprattutto per la difesa inedita e per un’annata sbagliata che potrebbe colare definitivamente a picco se anche il derby andasse fallito.

Stavolta vi forniamo due dichiarazioni, uno da Formello e uno da Trigoria, infatti sono i turni di Marco Parolo e Diego Perotti. Il centrocampista della nostra Nazionale non ha nascosto un certo dispiacere per questa stagione e ha trovato qualche giustificazione a riguardo, indicando la partita di domani come una sorta di orgoglio personale ferito da tirar fuori prima possibile. Per l’esterno giallorosso, invece, le parole sono di tutt’altra fattura, e riguardano la posizione di classifica e il rialzarsi dopo il pareggio subito prima della sosta.

Queste sono le parole riportate nella rassegna stampa di RadioSei all’ex giocatore di Parma e Cesena: “Adesso onoriamo la maglia. Ci sono stati pochi sorrisi e abbiamo fatto errori di presunzione. Anche gli atteggiamenti sono stati sbagliati. Brutto giocare senza Curva, ma ci crediamo. Come uomo partita dico Matri”

Ecco, invece le parole del giallorosso, buon protagonista di questi primi mesi alla Roma, in esclusiva a forzaroma.info: “Sarà una partita molto calda per noi e i tifosi, per quello che rappresenta alla città. Sarebbero tre punti fondamentali, dopo il pareggio contro l’Inter dobbiamo ricominciare a vincere. Speriamo ma soprattutto, mi piacerebbe tantissimo vincere. Poi, se riuscissi a fare un gol alla Lazio sarebbe ancora più bello”



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Veron: “Mi piacerebbe tornare alla Lazio da presidente, con Simeone allenatore. Contro la Roma bisogna sempre vincere”

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Juan Sebastian Veron, uno dei giocatori più forti che abbia mai indossato la maglia della Lazio, ha rilasciato un’interessante intervista a Il Messaggero. L’ex centrocampista argentino ha ricordato i suoi anni trascorsi in biancoceleste, definendoli i più belli della sua carriera, inoltre ha commentato la stagione della Lazio e ha parlato del derby contro la Roma, una partita che per lui bisogna vincere sempre. Veron ha giocato nel club capitolino per poche stagioni ma ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore dei tifosi e anche lui non ha mai dimenticato la sua esperienza con l’aquila sul petto.

Le sue prime parole sono state sul derby, poi “la Brujita” si è lasciato andare, parlando di tutto quello che concerne il mondo Lazio. Questa l’intervista completa:

La stracittadina è una gara particolare, non è una partita come tutte le altre. Oggi la situazione è diversa, noi non siamo mai stati sfavoriti così come lo è la Lazio di Pioli. Noi al contrario avevamo la pressione addosso di dover vincere sempre, perché eravamo i più forti».

Che ricordi ha di quelle sfide?

Qualsiasi altra partita, a Roma, ha un altro significato. Per storia ed emozioni il derby va oltre tutto. Quando scendi in campo sai che ti stai giocando l’orgoglio della città. A Roma si vive per il derby. È la prima cosa che i tifosi ti dicono appena arrivi».

Lei come lo preparava?

Io in quel periodo ero uno dei più giovani. Quando scendevo in campo pensavo poco a quello che avevo davanti, mi preoccupavo di più di vedere e sentire l’umore dei miei compagni di squadra. Pensavo solo a noi. Per questa gara servono cuore e gambe».

Come si batte la Roma?

Partiamo dal fatto che contro la Roma bisogna sempre vincere. Per farlo credo che l’unica ricetta sia quella di avere testa fredda e cuore caldo. La Lazio non sta vivendo un momento felice ma in rosa ci sono ragazzi che di derby ne hanno giocati diversi e sono loro a dover trascinare gli altri».

Le squadre arrivano con obiettivi e umore opposti, forse nei laziali c’è un po’ di paura

Paura? Forse c’è il rispetto ma non la paura. Noi abbiamo sempre avuto rispetto della Roma ma mai paura. Se hai paura è finita».

Sarà un derby differente soprattutto perché si preannuncia un Olimpico vuoto tra poteste contro le barriere e contro la società

Questa è una cosa che dispiace molto. Prima gli stadi erano sempre pieni e quando si giocava contro la Roma c’erano sempre 80 mila persone. Penso che la bellezza di questa sfida, oltre quello che va in scena in campo, sia legata alle curve. Senza non c’è magia».

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Cosa manca alla Lazio?

Per vincere devi per forza avere giocatori di grande livello e di personalità. Oggi le squadra che lottano per lo scudetto li hanno, penso a Dybala, Higuain… La Lazio non può fare quel salto di qualità che tutti chiedono senza comprare campioni».

Ancora oggi all’Olimpico spesso i tifosi invocano il suo nome

Questo mi riempie d’orgoglio. Vuol dire che ho lasciato un pezzo di me a Roma. A casa ho appese foto e trofei di quel periodo alla Lazio. Quelli sono stati anni forti e che rappresentavano la vera essenza del laziale».

E’ vero che sei stato vicino a tornare in biancoceleste?

Sì, c’è stato un momento dove è venuta fuori questa ipotesi ma la società non mi ha più chiamato e così non si è fatto più nulla. Io ho un buon rapporto con tutte le squadre in cui ho giocato ma gli anni migliori li ho vissuti alla Lazio».

Parlando di Lazio si è emozionato molto…

Non lo nego: a me piacerebbe tornare, i soldi non contano. Io dico che se la Lazio ha bisogno di una mano e c’è un progetto serio per portarla ai massimi livelli, torno di corsa».

 

Per un attimo usiamo la fantasia, come le piacerebbe tornare?

Magari da presidente con Simeone allenatore. Questo sarebbe il sogno più grande, tornare a quegli anni e ma in altra maniera. Ma sempre per vincere».

Qual è la prima cosa che farebbe da presidente?

Rimettere insieme la famiglia laziale. La squadra ha bisogno di tutti quelli che ci sono stati e di quelli che non hanno avuto la stessa fortuna che abbiamo avuto noi. Bisogna avvicinare la famiglia Lazio alla società e viverla tutti insieme. E poi progetti: una buona squadra e grandi obiettivi per fa sognare la gente».

Lei presidente, Simeone allenatore e come direttore sportivo?

Nesta, Nedved o Almeyda».

Ora torniamo con i piedi per terra, cosa le manca della Lazio

Tutto. Mi manca prendere la macchina e arrivare a Formello e per prendere il caffè con i compagni. Quell’atmosfera unica che si viveva durante gli allenamenti. E poi mi manca lo stadio con la curva piena che ci accompagnava ovunque».

La Lazio può tornare a lottare per lo scudetto con il presidente Lotito?

Le possibilità ci sono sempre, poi bisogna vedere veramente cosa vuole la dirigenza. Ricordatevi che è la dirigenza che fa la squadra».

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Per il dopo Pioli si parla di Mihajlovic

Sinisa conosce bene Roma e soprattutto la Lazio e questo è un vantaggio. Però c’è bisogno anche che la società corra dei rischi e appoggi l’allenatore scelto. Il dirigente deve accompagnare l’allenatore e far sognare i tifosi».

Nella Lazio c’è un grande argentino come Biglia, che però vuole andare via. Si sente di dargli un consiglio?

La Lazio deve essere un punto di arrivo dove puoi restare e sognare. Ogni giocatore oltre a essere professionisti ha dei sogni: giocare e vincere. Questo era il messaggio che ci dava la società nel 2000».

Restando in tema di mercato ha dei giocatori da proporre?

Mi viene in mente un attaccante come Guido Carrillo che attualmente gioca al Monaco. Una punta potente e tecnicamente buona. Poi c’è Luciano Vietto dell’Atletico Madrid che ricorda un po’ Dybala. Sono calciatori che hanno bisogno di continuità e alla Lazio possono trovarla».

Un pensiero per i tifosi?

Li ringrazio sempre per quello che hanno fatto in passato per me e per la stima che continuano a nutrire. Posso solo dirgli di non perdere mai la fiducia e di continuare a credere sempre. Mi auguro che presto possano vivere una gioia enorme come noi nel 2000».

Scaramanzia a parte, un pronostico?

 Vince la Lazio, 1-0 gol di Klose».

Fonte: Il Messaggero – Emiliano Bernardini



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Petruzzi: “La Roma sicuramente ha qualcosa in più. Totti e Klose ancora decisivi”

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Romano e romanista, sette anni giallorosso e altrettanti derby contro la Lazio, per di più cresciuto nelle giovanili. Fabio Petruzzi conosce molto bene l’ambiente di Roma a tal punto che i tifosi bersagliavano tutti, lui compreso, pretendendo impegno e soprattutto la vittoria.

LazioPress ha intercettato l’ex difensore con un passato anche nel Brescia di Carlo Mazzone, altro romano ex romanista, e ha parlato anche lui di un clima molto particolare e diverso dalle altre stracittadine, analizzando tutti gli aspetti di questa partita.

Hai vissuto tanti derby da giocatore della Roma. Come vivevi questa partita?

“E’ la partita che tutti i tifosi vorrebbero giocare, è la partita più belle e importante dell’anno. Sono stato fortunato ad avere la possibilità di vivere una gara del genere. Il derby dura per tutto l’anno, l’attesa per questa sfida inizia mesi prima. Vivevo questa partita con un po di ansia, ma con una grande voglia di giocarla. Ricordo che prima del derby, i tifosi per strada mi fermavano chiedendomi se fossi pronto e di vincere assolutamente”

Domenica mancheranno ancora le due curve. Che ne pensi di questa situazione?

“E’ molto triste questa situazione. Vedere l’Olimpico vuoto e soprattutto il giorno del derby mi rattrista molto. Il derby di Roma è tra le partite più belle al mondo. Le coreografie delle due curve, la cornice di pubblico da brividi e lo spettacolo in campo. Tutto ciò rende questa sfida unica. Quando giocavo in altre squadre, e arriva il giorno della partita, i miei compagni mi assillavano di domande e non vedevano l’ora di guardare la partita. Una gara vista in tutto il mondo, ed ora è davvero un peccato che si giochi in queste condizioni”

Hai giocato molti derby nei tuoi anni alla Roma. Qual’è stato il più bello? Qual’è invece quello più brutto?

“Il 3-0 con Mazzone in panchina è stato bellissimo. Giocammo una partita spettacolare, dominando la Lazio e meritando ampiamente la vittoria. Giocai titolare, fu una giornata indimenticabile. Tra i più brutti c’è il 4-1 in Coppa Italia del 1998”

Domenica che partita ti aspetti? Secondo te c’è una favorita?

“Nei derby non c’è mai una favorita. Mi aspetto una partita molto bloccata, entrambe le squadre non vorranno perdere. E’ una gara che si vince usando altre armi oltre alla tattica e alla qualità, ci vuole grande carattere e personalità da parte dei calciatori. La Roma sta meglio della Lazio, con Spalletti ha cambiato ritmo e gioca un ottimo calcio. Il mister secondo me è tra i migliori in Europa, e se fosse arrivato prima la Roma poteva lottare per traguardi più importanti. La Lazio sta vivendo una stagione negativa, tra mille difficoltà. L’anno scorso è stata la rivelazione del campionato, arrivando terza in classifica e mostrando un calcio di qualità. In questa stagione non sono riusciti a ripetersi, ma la rosa è rimasta quasi la stessa ed hanno tutte le possibilità per provare a fare risultato. Sulla carta la Roma ha sicuramente qualcosa in più rispetto alla Lazio”

Klose e Totti dovrebbero partire dalla panchina. Per loro potrebbe essere l’ultimo derby di Roma. Secondo te possono essere gli uomini decisivi domenica?

“Sono due grandi campioni, ovviamente spero che sia Totti a risultare decisivo. Francesco è da 23 anni la leggenda della Roma, un calciatore fantastico tra i primi cinque al mondo secondo me. Vorrei Totti dal primo minuto domenica, potrebbe essere il suo ultimo derby e sfrutterei  la sua voglia di giocare e la sua immensa classe. Klose è un grande centravanti, lo ha dimostrato anche in Nazionale segnando molti gol. Entrambi non hanno più la brillantezza degli anni migliori, ma hanno una qualità tale da poter essere ancora oggi decisivi”



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Ballotta: “Pochi spettatori? Derby amaro”

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ballotta ndrangheta

Di derby ne ha visti tanti in panchina, alcuni li ha vissuti in campo, e soprattutto ha vissuto i momenti migliori della Lazio. Marco Ballotta ha lasciato la Lazio dopo aver superato (e con classe) i 40 anni, da secondo di Marchegiani passando per titolare inaspettato e apripista insegnante di Muslera. Non ama molto la situazione con la quale si arriverà a questo derby, pochi spettatori, situazioni societarie opposte, Lazio in bilico di nervosismo e un rapporto con i tifosi sempre al limite, non ultimo la situazione di Pioli che sembra essere ad un punto di non ritorno.

Tuttomercatoweb.com ha intercettato l’ex portierone laziale ed ha rilasciato queste dichiarazioni: “Purtroppo allo stadio ci saranno pochi tifosi perché le due curve diserteranno la partita, quindi sarà un derby dal sapore particolare, amaro. E’ sempre la partita dell’anno per la città di Roma ma quest’anno sarà un po’ diverso. In teoria non ci dovrebbe essere partita, perché nella Lazio c’è qualcosa che non quadra. I giocatori sono gli stessi dell’anno scorso ma non hanno rispettato le attese. Non sono più quelli di prima, forse ci vorrà qualche cambiamento, sia in panchina che nello spogliatoio. Ormai quest’anno è andato così, deve servire da lezione per ripartire più forti di prima. Ultimo derby per Pioli? Penso di sì. Purtroppo la vita degli allenatori è questa, se le cose non vanno è normale che un rapporto finisca e probabilmente il suo momento è arrivato”



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Mauri-Lazio, un altro anno insieme?

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L’avventura biancoceleste di Stefano Mauri sembrava doversi concludere alla fine della scorsa stagione, quando il centrocampista all’età di 35 anni, aveva giocato forse la sua miglior stagione in carriera; a dimostrarlo non solo il suo personale record di marcature in un anno (ben 9) ma anche le eccellenti prestazioni in campo. Poi, a giugno 2015 arrivò l0 svincolo, per poi tornare a disposizione della società un mese dopo, dopo aver risolto gli ultimi (si sperava) problemi in tribunale nella vicenda del “Calcioscommesse”. Quest’anno, per il trequartista originario di Monza non è stato certo da ricordare: non molte le presenze dal 1′, soprattutto in campionato, dove è andato a segno una volta sola, nella vittoria interna contro l’Hellas Verona e un vistoso calo a livello fisico rispetto agli anni scorsi; purtroppo l’età non fa sconti a nessuno e non è facile reggere un campionato pressante come la Serie A a 36 anni, in una zona del campo dove serve rapidità nei movimenti.

Tuttavia, è arrivata poco fa l’indiscrezione secondo cui Mauri potrebbe rimanere ancora un anno alla corte del prossim0 allenatore biancoceleste, nome a tutti ancora sconosciuto. Secondo Tuttomercatoweb infatti, il trequartista lombardo starebbe già trattando con la dirigenza per prolungare di un altro anno il suo contratto, che lo legherebbe alla Lazio per l’11° stagione consecutiva (arrivò a Roma nel gennaio 2006 da Udine), una vera e propria rarità durante l’era Lotito. Sempre secondo il famoso portale che si occupa principalmente di calciomercato, la bozza per il rinnovo di Mauri è già pronta, starà ora a Mauri e società accordarsi ufficialmente per l’eventuale rinnovo fino al 2017. Sembra che le due parti siano quasi alla fase conclusiva dell’accordo, che dovrebbe essere depositato entro la metà di aprile. C’è veramente bisogno di Mauri in rosa anche per la prossima stagione? O forse andrà solo a “fare numero” (considerando anche che molto probabilmente la Lazio non disputerà alcuna competizione europea)?



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L’ex difensore Biava: “Il derby ha un valore unico. Se gioca bene, la Lazio può vincere anche con un arbitraggio sfavorevole”.

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Aria di derby nella capitale, l’incontro tra le squadre capitoline si avvicina. Giuseppe Biava, ex difensore biancoceleste ha espresso, ai microfoni di Radio Incontro Olympia, le sue opinioni sulla stracittadina. Ha mostrato qualche perplessità sulla dirigenza arbitrale di Banti, che vanta precedenti del tutto negativi negli incontri con la Lazio. Domenica, saranno assenti i più anziani (Radu, Lulic e Mauri); lo spirito con cui si affronta il derby è fondamentale e l’ex difensore si augura che i più giovani tra i biancocelesti apprendano il valore e l’importanza del derby di Roma. Queste le parole del calciatore lombardo:

“Il derby va giocato per l’onore. In una stagione deludente, una bella vittoria contro la Roma potrebbe essere l’unica soddisfazione, considerando anche che significherebbe fare uno sgambetto alla Roma nella corsa al terzo posto. Bisogna crederci perchè nel calcio non esiste un risultato già scritto e spesso si può vincere un derby anche soffrendo, grazie ad un episodio positivo e queste sono le vittorie che danno più soddisfazioni”.

Arbitrerà Banti: “Se penso a lui mi viene in mente la sfida contro il Napoli, la mia espulsione, il goal negato a Brocchi e una sconfitta che ci costò la Champions. A volte riguardo vecchi derby e, spesso, in molti episodi dubbi gli arbitri hanno fischiato a favore della Roma. Io ritengo che in questo momento il migliore sia Orsato. Però non bisogna crearsi alibi, se sei superiore riesci a vincere anche con un arbitraggio sfavorevole”.

Sull’importanza del derby e sui giovani che scenderanno in campo: “Questa partita ha un valore diverso per la città e quindi verranno messi da parte tutti i pensieri sul futuro, giocatori e allenatori saranno concentrati per terminare a testa alta questa stagione deludente. La Lazio non dovrà sbagliare nulla in difesa perchè la Roma in questo momento segna contro chiunque, e poi sperare in un colpo davanti dove c’è molta qualità. Nella Lazio mancheranno diversi giocatori di carattere ed esperienza, come Radu, Lulic e Mauri, però dovranno essere bravi a far capire ai nuovi, a chi scenderà in campo, l’importanza di questa partita. Ledesma era il giocatore che sentiva di più questa partita, ha la maglia della Lazio tatuata addosso”.



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L’agente di Biglia: “Siamo in un momento cruciale per il suo futuro”.

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È intervenuto ai microfoni di tuttomercatoweb.com l’agente di Lucas Biglia, Enzo Montepaone per chiarire la situazione del giocatore argentino. C’è ancora molta incertezza sul futuro del centrocampista, bramato da numerosi club europei e italiani: “Niente è stato ancora deciso in via definitiva. Siamo in un momento cruciale per il suo futuro e presto sarà fatta chiarezza”.

Ha già fissato in agenda un colloquio con la Lazio? “Posso dirvi che mi trovo già in Europa. Nelle prossime settimane incontrerò la dirigenza biancoceleste ed entrambe le parti presenteranno la propria situazione”.

Quante possibilità ci sono che Biglia rinnovi il proprio contratto? “Non posso sbilanciarmi. Ripeto, questa è la fase clou delle trattative”.



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Lazio vicina al terzo scudetto? Nei prossimi giorni la FIGC si esprimerà in merito al titolo del 1915

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La Lazio sembra avvicinarsi sempre di più al suo terzo Scudetto, ma sicuramente questo non sarà conquistato sul campo da gioco, vista la situazione di classifica del club biancoceleste. Potrà essere, invece, assegnato per vie legali dopo una battaglia che da molto tempo alcuni tifosi laziali stanno portando avanti.

Ebbene sì il famoso Scudetto del 1914/15, che è stato assegnato d’ufficio al Genoa, infatti, spetterebbe di diritto anche alla Lazio, che potrebbe vederselo riassegnare ex equo con il club genovese. Le numerose prove presentate dall’avvocato Gianluca Mignogna, in questi giorni, difatti, hanno portato all’apertura di una commissione d’inchiesta per valutare questa vicenda. Dopo cento anni di ritardo si potrebbe, quindi, cambiare una decisione presa dalla Federcalcio dell’epoca che assegnò, come detto, d’ufficio lo scudetto al Genoa e rendere giustizia ai giocatori biancocelesti dell’epoca, che si sono visti togliere la possibilità di vincere quel campionato.

1915-scudetto-ridotta

Come già detto questa iniziativa è partita dal popolo laziale per poter fare verità. Il tutto è stato messo tramite una petizione, che ha raggiunto oltre 30.000 le firme, petizione che ha deciso di far luce sulla vicenda. Dalle ultime carte presentate si evince che il Lucca si era ritirato, conseguentemente sia la Lazio che il Roman vinsero a tavolino i rispettivi incontri con il club toscano. E, come riportato anche dai giornali dell’epoca, si capisce perfettamente, senza ombra di dubbio, che il club capitolino era campione dell’Italia centrale. Il Tempo riporta, come tutti sanno, che nella delibera post bellica lo scudetto fu assegnato al Genoa, senza tenere conto del primato sportivo conquistato dalla Lazio. Ora tocca alla commissione straordinaria della FICG far luce su questa storia e se tutto andasse nel migliore dei modi si renderebbe giustizia alla Lazio, anche se dopo 100 anni. Si arriverebbe, quindi, all’assegnazione ex aequo del titolo di campione d’Italia 1914/15 alla Lazio e al Genoa. Non si sa in quanto tempo si arriverà alla decisione e quale sarà questa decisione. La cosa certa e che ci sono delle nuove prove, che potrebbero dare una spinta decisiva alla vicenda. La speranza è che nei prossimi giorni possa arrivare la risposta della Federcalcio e che sia positiva, così da fare chiarezza e rendere giustizia al popolo biancoceleste.

Questo il link per firmare la petizione.



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Lazio nelle scuole, oggi il turno di Mauri e Matri

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Nella giornata di oggi si è aggiunta un’altra tappa al tour dell’iniziativa della Lazio “Dalla scuola allo stadio, il modo giusto per sostenere lo sport”, dove oltre all’immancabile Olympia e al team manager Maurizio Manzini, ha visto protagonisti Alessandro Matri e Stefano Mauri.

Il primo ha analizzato il tema del razzismo, tema più che attuale in casa Lazio: “Non deve esserci, sia in campo che fuori siamo tutti uguali. La cosa più importante è divertirsi e cercare di raggiungere gli obiettivi serenamente. I cori razzisti non dovrebbero proprio esistere, rappresentano l’ignoranza. Si accettano cori contro i giocatori ma per come giocano, non per il colore della pelle. Ma è una situazione che non riguarda i tifosi della Lazio, è relativa a tutte le tifoserie.” Poi ha parlato in modo diretto ai giovani ascoltatori, dando dei consigli personali:  “Bisogna conciliare studio e calcio, anche noi siamo andati a scuola. L’istruzione è la base di tutto, anche per convivere con le persone. La scuola ti insegna i comportamenti e a vivere in gruppo“. L’attaccante di proprietà rossonera ha parlato anche dei propri inizi:  “Ho cominciato a 9 anni, prima andavo in bicicletta. Uno può imparare anche sui marciapiedi, c’è sempre tempo. Non c’è un’età per imparare, lo si può fare a qualsiasi età. Ho iniziato col ciclismo perché lo facevano in molti in famiglia. La scelta poi è ricaduta sul calcio perché ho voluto seguire gli amici. Mi divertivo di più“. Poi la domanda sull’avversario più forte: “L’avversario più forte per me è stato Nesta“. Infine la domanda sull’allenatore preferito, rivolta anche a Stefano Mauri: “Quello che ti fa giocare di più (rde ndr), Conte e Allegri sono stati quelli con cui mi sono trovato meglio. Soprattutto Allegri che ho avuto al Cagliari, alla Juve e al Milan. Con lui si è instaurato un bellissimo rapporto anche al di fuori del campo. Anche Conte mi ha insegnato tanto dal punto di vista tecnico e tattico, e mi ha permesso di vincere tanti scudetti”.

Poi giunge il turno di Stefano Mauri al quale viene subito rivolta la domanda riguardante il tema derby:  “L’emozione di giocare un derby? Rispondo io perché ne ho giocati di più. È una partita particolare a Roma, è una sfida tanto sentita, difficile da spiegare. Bisogna viverla per poterlo capire, è un match che si aspetta dall’estate. Si gioca per una città intera, è una partita unica. Il più bello rimane quello del 26 maggio (standing ovation dei bambini ndr.). Rimarrà unico nella storia, per me alzare la Coppa da capitano è stata un’emozione indescrivibile“. Anche l’ex capitano si è cimentato a raccontare i propri inizi, fino a giungere al gol più importante: “Avevo mio padre che giocava a calcio, nella squadra di paese. Mi ha trasmesso la passione, per fortuna è diventata un lavoro. Segnare un gol? È sempre una gioia, a prescindere da chi segna.  Ne ho fatti tanti, il più bello quello in rovesciata con il Napoli. Anche se i tre nei derby sono quelli che mi vengono in mente più spesso”.   Poi gli viene chiesto cosa vuol dire giocare in uno stadio pieno: “Mi viene in mente lo stadio del 26 maggio. Poi con la Lazio ho giocato al Bernabeu, è stata un’emozione fantastica“. Cosi come per Matri, anche per Mauri l’ultima domanda è quella dell’allenatore preferito: “Ne ho avuti tanti di allenatori. Secondo me ognuno ti insegna qualcosa, alcuni dal punto di vista tattico, altri tecnico e altri ancora umano. Devi essere bravo tu a carpire gli insegnamenti migliori da ogni mister e saperli sfruttare al meglio per la tua carriera“.



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Parlano gli ex. Scaloni: “Al derby serve cattiveria e concentrazione”. Nedved: “La Lazio non si è ripresa ancora”

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Lazio's Argentinian defender Lionel Scaloni celebrates after an Italian Serie A football match between AS Roma v Lazio at the Olympic Stadium in Rome on March 4, 2012. Lazio won Rome's derby 2-1.AFP PHOTO / GABRIEL BOUYS (Photo credit should read GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

La Lazio nel bene e nel male fa sempre parlare di se e soprattutto gli ex biancocelesti non perdono mai occasione per elogiare o criticare la loro ex squadra e le prestazioni dei giocatori. Queste volta è toccato a Lionel Scaloni, alla Lazio per circa cinque stagioni e mezzo, ma anche a Pavel Nedved, nella capitale per cinque stagioni, hanno voluto dire la loro sul momento della prima squadra della capitale.

Partiamo da Scaloni, ex mai dimenticato dai tifosi biancocelesti, che in vista dell’attesissimo derby di domenica si è così espresso, ai microfoni di Lazio Style Radio 89.3, cercando di dare la giusta carica ai giocatori della Lazio:

L’eliminazione dall’Europa League è stata difficile da digerire per la Lazio, ora è rimasto solo il campionato e deve cercare di arrivare più in alto possibile. Devono onorare questa grande maglia e dare il massimo, la partita di domenica può essere importantissima per le due squadre. Uomo derby? Biglia è un giocatore fondamentale, se sta bene gira la squadra e poi se gioca Klose può dare una grande soddisfazione ai tifosi che meritano una grande soddisfazione. In queste partite quello che non deve mancare è la cattiveria e la concentrazione. Sbagliare un passaggio o un lancio è permesso, il resto no. Altrimenti significa che non hai capito cosa si gioca in una partita del genere.”

File: [25mar00a.jpg] | Fri, 25 Mar 2016 12:10:25 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

Chiudiamo poi con Nedved, uno dei ex più amati ma anche più odiati dal popolo laziale, che durante la cerimonia di inserimento nell’Hall of Fame del calcio ceco, ha parlato dell’eliminazione della Lazio dall’Europa League:

La Lazio si sta ancora riprendendo dalla sconfitta, lo Sparta Praga ha fatto un’impresa qualificandosi ai quarti di finale di Europa League: è un grande successo per tutto il calcio ceco. Per me e la Repubblica Ceca è un grande onore essere ambasciatore del campionato cinese.”



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L’ex attaccante Rizzolo: “Spero che la Lazio possa giocare bene questo derby. Un ricordo indelebile? La vittoria contro la Roma, Stagione 1988-89 col gol di Di Canio”.

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File: [Rosa1988_89.jpg] | Thu, 31 Mar 2016 15:22:53 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

Dal settore giovanile della Lazio, al debutto in serie A con la maglia biancoceleste: Antonio Rizzolo, ex attaccante, è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio (89.3 FM). Ha raccontato della sua esperienza nella squadra capitolina, la magia del derby del 1988 anno in cui la Lazio tornò in Serie A e sconfisse la Roma grazie alla rete di un giovanissimo Paolo Di Canio. La società biancoceleste è la squadra grazie alla quale Rizzolo è approdato in serie A e con la quale ha collezionato tre anni di ricordi ed esperienza (dal 1986 al 1989), 42 presenze e 6 reti. Di seguito il suo intervento:

Il derby è una partita particolare che può cambiare le sorti della stagione. In questo momento per i biancocelesti i tre punti cambierebbero poco ma riuscire a far suo il derby sarebbe importantissimo sia per lo spirito sia per la piazza. Mi auguro che il derby possa dare la carica giusta per finire bene il campionato. La vigilia in questo tipo di partite è diversa, si ha la consapevolezza che è la partita nella partita. Ricordo perfettamente il derby vinto con il gol di Di Canio, e con quell’esultanza alla Chinaglia! Con Paolo venivamo dal settore giovanile biancoceleste, eravamo giovani e lo sentivamo in maniera particolare. Giocarlo per noi è stato il coronamento di un sogno. La stracittadina è una partita particolare, si dimentica tutto quello che si è fatto prima e si pensa solo ed esclusivamente a far bene”.

Sulle condizioni fisiche e mentali delle squadre della Capitale: “La Roma sta bene sia fisicamente che a livello emotivo, ma la Lazio avrà sicuramente voglia di rivalsa, potrebbe far suo il match. La Lazio arriva da sfavorita, a livello mentale e morale la Roma sta qualche gradino sopra, ma il derby esula da questi discorsi, azzera tutto. Con la positività e senso di rivalsa credo che i giocatori biancocelesti si possano regalare una giornata che per la città di Roma rimane, mi auguro che possa essere nostro. Pioli ha la situazione sotto controllo, punterà sulla sicurezza e su cosa può dargli un giocatore in questo momento, non credo si farà tante paranoie, quelli che scenderanno in campo saranno i più affidabiliIl calcio è fatto di equilibrio, motivazione e voglia di sacrificarsi, l’interpretazione della gara la farà da padrona, i moduli lasciano il tempo che trovano, mi auguro che i biancocelesti daranno a livello caratteriale e di emozione il cento per cento”.

Klose, Djordjevic o Matri?: “Per una partita così io punterei su Klose”.



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Malagò parla del derby: “Non sarà allegro, peccato..”

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Saranno poche le presenze allo Stadio Olimpico di Roma e la motivazione è nota a tutti quanti ormai. Il derby della capitale è il match più atteso in Italia e anche crea interesse anche fuori dallo stivale con milioni di persone collegate alla tv e migliaia di seggiolini riempiti intorno al rettangolo di gioco. Ma stavolta non sarà così.

Se il derby è giocato dal 70% dai tifosi che supportano le rispettive squadre ed il 30 % dai giocatori, quest’anno non sarà così, specialmente i 90 minuti che sono alla finestra. Sulla situazione è intervenuto il presidente del CONI Giovanni Malagò: “Sarà un derby comunque non allegro per quelli che sono, per motivi più o meno simili o più o meno diversi, i ragionamenti delle tifoserie. Questo è un peccato, perché è sempre stato un derby che si è cominciato a giocare sugli spalti. Questo a prescindere”.



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Nuovo comunicato della Nord: “Le barriere sono solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso”

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Lazio-Twente, al via la vendita dei biglietti per la trasferta di Europa League

Arriva l’ultimo comunicato della Curva Nord in merito alla contestazione ed alla protesta contro la decisione di dividere le curve all’interno dello stadio Olimpico di Roma. I pannelli installati da Gabrielli per la presunta messa in sicurezza, sono solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso, tra multe per i cambi posto alle file infernali per attraversare i tornelli.

La curva Nord assisterà il derby lontano dall’Olimpico affittando un locale che avrà capienza di 1000\2000 persone.

Riportiamo il comunicato della Nord:

“Le “barriere” rappresentano solo l’ultimo dei problemi e non certo “Il problema”. Si è trattato, a nostro avviso, dell’ennesimo provvedimento casuale, dettato da eventi non necessariamente legati alla Nord e dalla pressione mediatica. Per noi, semplicemente una goccia che ha fatto traboccare un vaso già ricolmo.

I provvedimenti di questi anni dimostrano come sia difficile per chi prende talune decisioni farlo in assenza del coinvolgimento di tutte quelle componenti che gravitano all’interno del pianeta calcio, compresi i tifosi che non sono scevri da errori ma che tanto potrebbero insegnare poiché certe norme le subiscono sulla propria pelle.

Cosa accade oggi nelle curve? Alcuni esempi legati agli ultimi provvedimenti. È multato chi cambia posto. Viene da pensare che, chi ha studiato questa “norma” a tavolino, probabilmente in una curva non ci sia mai stato. Le norme non si dovrebbero studiare senza… studiare.

Chi intorno a un tavolo decide (da un giorno all’altro sulla spinta mediatica) sa che il posto viene spesso cambiato anche solo perché sporco? O perché il numero del seggiolino è assente o cancellato dal tempo? O perché davanti ci sono barriere (cemento, vetro…) che limitano la visuale di uno stadio in cui è stato sfruttato ogni centimetro disponibile per motivi economici (ps. Anche nella costosa Monte Mario i posti sono troppo vicini l’uno con l’altro e le file strette. Scomodità intollerabili, immaginiamo, per chi spende tanti soldi per un biglietto o un abbonamento)? O anche solo per pioggia visto che in questo stadio così moderno, salire di dieci o venti file non impedisce minimamente allo “spettatore pagante” di bagnarsi?

Ma, spesso, si può cambiare posto, come da sempre avviene, anche solo per stare vicino a un amico. O per vivere più da vicino il tifo organizzato fiore all’occhiello e cuore pulsante del sistema calcio… Da sempre è così e nessuno mai si è lamentato.

Altro giro, altra corsa. È proibito avvicinarsi alle vetrate o appoggiare striscioni sulle stessa. Quelle vetrate che rappresentano il motore del tifo, oggi, al posto di tanti ragazzi vedono tanti fratini gialli e deserto.

Da quando è nato il calcio mai avevamo assistito a un provvedimento più “singolare” che cancella, in un colpo solo, anni e anni di consuetudini, anni e anni di “normalità” con la “scusa” della sicurezza all’interno della curva.

Ed ancora…
Il tifoso che va allo stadio è soggetto a interminabili file all’ingresso dove vi sono non solo ultras ma famiglie, bambini, disabili. File generate da tornelli, pochi, controlli molti dove, ai tifosi, viene chiesto talvolta anche di togliere le scarpe.
Tutto ciò, statistiche alla mano, in un periodo in cui situazioni pericolose, all’interno degli impianti, sono da tempo in diminuzione.

Un sistema che allontana dagli stadi. Ma, tutto questo a chi conviene? Quelli che oggi guadagnano in questo sistema sono proprio così sicuri di voler minare le sue storiche tradizioni?

Siamo tutti concordi con il fatto che il calcio abbia raggiunto questi livelli anche grazie al calore e al colore della gente? Degli ultras e delle famiglie che tra prezzi, parcheggi, difficoltà di prendere un biglietto (alzi la mano chi, tra coloro che stanno leggendo, non hanno vissuto un momento come quello in cui il papà, durante il pranzo della domenica, dice «c’è il sole, andiamo allo stadio…». Oggi non è quasi più possibile…) si stanno ormai allontanando. È normale che anche ai giocatori sia ormai vietato di venire a salutare i propri tifosi in casa o in trasferta alla fine di una partita? Tifosi che si sono magari accollati migliaia di chilometri per una trasferta europea?

Oggi, anche il divieto di utilizzo di megafoni (peraltro presenti in altre piazze italiane ed europee), di mezzi di diffusione sonora, di fumogeni, le difficoltà sopra esposte nell’andare allo stadio e tanto altro stanno rompendo un giocattolo. Sono ancora una volta i tifosi a dare l’allarme”. 



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Cesar: “Il gol del 6 gennaio 2005 fu una gioia immensa”. Candela: “Fantastico giocare contro la Lazio di Nesta”

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Da una parte “Cesaretto”, Cesar Aparecido Rodriguez, dall’altra Vincent Candela. I due volti del derby rappresentati da chi ha vestito le maglie di Lazio e Roma. Queste due vecchie glorie del calcio capitolino sono intervenute ai microfoni del quotidiano “Il Tempo” per parlare della stracittadina che avrà luogo tra quattro giorni.

Il derby si vince col cuore e con la testa, senza dubbio” sentenzia il brasiliano, che ha vestito dal 2001 al 2006 la maglia della Lazio. L’ex biancoceleste ha poi ricordato il derby vinto il 6 gennaio 2005: “Era un momento delicatissimo per tutti noi, c’era stato il cambio dell’allenatore, l’uscita di Mimmo Caso e l’arrivo di Papadopulo. In difesa c’era un’emergenza importante, Giannichedda fu costretto a giocare da centrale. Riuscimmo ad essere più forti di tutto. Di Canio? Attraversò una settimana delicata, tornava a giocare un derby sedici anni dopo dall’ultima volta, non era facile per lui. Purtroppo, e non fu il suo caso, in questi momenti devi stare attento a non bruciare tutte le energie, a riportarle solo sul campo, altrimenti rischi di fare male. In quei giorni parlò pochissimo, era molto nervoso”. Cesar ricorda infine il suo gol del momentaneo 2 a 1, che ha permesso ai biancocelesti di ritornare in vantaggio prima della rete definitiva di Rocchi: “Una gioia immensa, ricordo che arrivò un bel pallone dalla destra, poi l’esplosione generale dopo la mia conclusione di sinistro. L’urlo della curva, l’abbraccio dei miei compagni, anche la mia esultanza. Momenti da brividi, indescrivibili, forse è tra i gol più importanti e significativi della mia carriera“. Un’esperienza indescrivibile, che solo chi vive questo incontro delicatissimo può comprendere.

Vincent Candela si lascia trasportare dalla nostalgia, paragonando il derby attuale a quello di qualche anno fa, quando lui calcava il prato verde dell’Olimpico: “Era fantastico giocare contro la Lazio di Nesta, Favalli, tutti grandi campioni: era una gara speciale contro una squadra fortissima. Ora è un’altra Lazio e anche un’altra Roma. Oggi – ha proseguito il francese – è senza dubbio più forte la Roma, lo dicono i risultati. Resta una partita speciale, in cui la mente va al di là del gesto tecnico ed è questa la bellezza del derby. La Lazio non sta vivendo un anno fantastico e proprio per questo ha più da perdere. Ma se sei più nervoso non sei più bravo, anzi giochi peggio”.



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Lazio, a Formello si torna a fare sul serio. Milinkovic: “Domenica ci sarò”

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Il centro sportivo di Formello si “ripopola”. A soli cinque giorni dalla stracittadina, i calciatori sono tornati ad allenarsi nella giornata di ieri, seppur in numero ridotto in attesa del rientro dei nazionali: agli ordini del tecnico Stefano Pioli c’erano a disposizione solamente 8 elementi della rosa. Ancora una volta out Miroslav Klose, fermo per via precauzionale proprio come alla viglia di Pasqua per un pestone subito nel test in famiglia contro la Primavera di Simone Inzaghi; il colpo non impedirà al tedesco di essere a disposizione dell’allenatore per il match di domenica, ma il calciatore stesso e lo staff tecnico hanno deciso di preservarlo e non rischiare nulla. Sono ritornati ad allenarsi in gruppo, invece, Patric e Gentiletti: il terzino spagnolo ha recuperato dalla botta rimediata la scorsa settimana mentre l’argentino ha ricevuto il via libera in Paideia per mettersi a disposizione completa di Pioli. Dunque buone notizie dall’infermeria: Patric, Gentiletti ma non solo. Proprio ieri i due serbi Dusan Basta e Sergej Milinkovic-Savic hanno effettuato nuovi accertamenti strumentali, prima di allenarsi con un programma differenziato. La speranza è quella di recuperarli per domenica. “Sto bene. Se ce la faccio? Sì sì…” ha risposto Milinkovic alla domanda dei curiosi all’ingresso della clinica. Il giovane non nasconde dunque il suo grande ottimismo circa il suo impiego nel derby, quando proverà per la prima volta la sensazione di disputare la stracittadina romana: il serbo era infatti squalificato nella gara d’andata. Da Formello filtra ottimismo su Dusan Basta, anch’egli sulla via del recupero dopo la lesione di primo grado rimediata nella gara d’andata di Europa League contro lo Sparta Praga. Probabile anche il suo impiego sull’out difensivo di destra.

Non saranno certamente della partita Konko, Radu e Ricardo Kishna. Anche l’olandese ha effettuato dei controlli nella giornata di ieri, che hanno evidenziato una lesione ai flessori. Pioli attende dunque i nazionali: in queste ore è atteso il rientro nella Capitale di Felipe Anderson, mentre è già a Roma Danilo Cataldi, a riposo precauzionalmente nel match vinto ieri dalla selezione azzurra U21 contro i pari età dell’Andorra a causa di un attacco influenzale.

 

 



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Lazionali, Lulic sfida Petkovic: “Giocarci contro sarà speciale..”

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Oggi altre amichevoli europee con sfide di lusso e molto interessanti. Tra queste spicca uno scontro molto particolare tra la Svizzera e la Bosnia. E quando si parla di queste due selezioni, ai laziali vengono in mente subito due nomi, quelli di Senad Lulic e Vladimir Petkovic.

Insieme hanno contribuito alla promozione del Bellinzona nella Serie A svizzera e si sono ritrovati piacevolmente nel periodo laziale, contribuendo nel 2013 alla conquista della Coppa Italia, quella del derby e che tanti laziali ancora ricordano con gioia. Ma il brutto divorzio del tecnico slavo dalla squadra romana li ha separati e questa è in assoluto la prima volta che si affronteranno in una partita ufficiale, per di più a livello europeo, da amici nemici.

Per Lulic è un’emozione particolare poterlo rincontrare e, ai microfoni della RadioTelevisione Svizzera ha parlato di ciò in questi termini: “Qui è dove sono cresciuto, dove ho imparato a giocare e sono diventato un calciatore, quindi posso dire che per me la Svizzera è una seconda casa. Giocare al Letzigrund contro Petkovic è sicuramente molto speciale per me. Di solito giochiamo sempre insieme, questa sarà la prima volta da avversari. Da Bellinzona sono passati tanti anni, ma andare in serie A insieme è stata davvero una cosa bellissima e quella festa promozione…”



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Cataldi: “La mia carriera l’ho dedicata alla Lazio. Un onore esserne già stato il capitano”

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Oggi, alle ore 18.3o, l’Italia Under 21 affronterà Andorra in un incontro valido per le qualificazioni agli Europei del 2017. Tra i giocatori che scenderanno in campo ci sarà sicuramente il laziale Danilo Cataldi, che dopo l’incontro con la nazionale tornerà a Roma. Il giovane centrocampista si allenerà, quindi, con il resto della squadra e cercherà di convincere Pioli a farlo giocare nel derby contro la Roma. Cataldi sa che questa è diventata ora la partita più importante della stagione e non vuole rinunciarvi. Intanto, ai microfoni di Rai Sport, ha parlato del suo passato e del suo amore per la Lazio:

Sono arrivato alla Lazio a 12 anni, la mia carriera l’ho dedicata tutti a questi colori. Ho avuto l’onore e la fortuna di indossare già la fascia da capitano, anche se in campo c’erano sia Klose che Biglia. È stato bellissimo e allo stesso tempo una responsabilità pesante. Ringrazio i miei genitori che hanno fatto tanti sacrifici per me e anche per mia sorella, sono felice quando li vedo allo stadio e sono orgogliosi di me quando gioco bene”.

Parole che sottolineano il legame di Danilo con i colori biancocelesti, che ha sempre indossato fin da ragazzino (a parte una parentesi di un anno al Crotone in Serie B), dal 2006 in poi, infatti, ha sempre giocato nella Lazio e non sembra disposto a volerla lasciare per nulla al mondo. I tifosi si aspettano grandi cose da lui e sperano che il giovane talento possa consacrarsi definitivamente già dall’anno prossimo sempre con l’aquila sul petto.

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Il derby dei debuttanti: la linea difensiva non ha mai giocato una stracittadina

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Il derby è alle porte e la rosa disponibile non  ha dei tasselli esperti nella stracittadina. Con De Vrij out Pioli dovrà piazzare il quartetto che difenderà la porta di Marchetti, portiere che ha già disputato 9 derby e dovrà far capire ai “nuovi” cosa voglio dire quei 90 minuti giocati contro i cugini della capitale. Il mister potrebbe far partire infatti, il quartetto composto da Patric, Bisevac, Hoedt e Braafheid. Per dar più corpo alla rosa, l’inserimento di Milinkovic-Savic potrebbe dar forza ai 4 di dietro ma per lui, bisogna solo sperare di recuperarlo dall’infortunio. Ricordando che ha saltato anche il derby di andata per indisponibilità fisica. Cataldi ed Onazi comunque aspettano una risposta ed uno dei due, in caso del mancato recupero del centrocampista, prenderà il suo posto: la giovane aquila nata e cresciuta con la Lazio ha disputato solo 12 minuti contro la Roma mentre il nigeriano ha calpestato il campo da “guerra” per 4 partite uscendone imbattuto (3 pareggi e quella vittoria del 26 Maggio).

Il resto della formazione ancora è un punto interrogativo. Seguiranno aggiornamenti.



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Calcio Mercato: tutte le indiscrezioni e le trattative che riguardano la Lazio

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Il Calcio Mercato non si ferma neanche durante il periodo pasquale, ne sono la riprova le numerose indiscrezioni e trattative che hanno coinvolto la Lazio in questi giorni di festa. Tra i soliti nomi per ricostruire la squadra ne sono spuntati di nuovi e alcune trattative sembrano essere state ben avviate, mentre per quanto riguarda le cessioni sono molti i calciatori che sembrano orientati a lasciare il club capitolino.

Partiamo dal mercato in uscita che gira sempre attorno ai nomi di Antonio Candreva, Lucas Biglia, Miroslav Klose e Alessandro Matri, ma non solo visto che anche altri componenti della rosa sono sul piede di partenza.

Per quanto riguarda il giocatore romano è risaputo l’interessamento dell’Inter e soprattutto del suo tecnico Roberto Mancini che vorrebbe Candreva l’anno prossimo ai nerazzurri. Il ds Ausilio è pronto a presentare alla Lazio un’offerta di circa 20 milioni per portare il giocatore a Milano, ma Lotito a Gennaio aveva chiesto ben 28 milioni. L’esterno di Tor di Cenci però gradisce la destinazione nerazzurra e questo potrebbe far decollare la trattativa a fine campionato. A fine stagione ci sarà un’incontro tra Candreva e Lotito, nel quale con tutta probabilità il numero 87 chiederà la cessione ad un altro club, reo di aver dato tutto per la causa biancoceleste. Attenzione però anche all’interessamento dell’altra squadra milanese, il Milan, che sembra essersi inserito nella trattativa ed è molto interessato al calciatore.

L’argentino, invece, interessa a moltissime squadre, tra le quali ci sono Juventus, Milan, Inter, Real Madrid e Manchester United. Si aspetta solo un segnale da Biglia e il suo agente, Enzo Montepaone, per capire quale sarà il futuro del centrocampista. Come già detto la Lazio ha intenzione di trattenerlo ancora per un anno, anche due, per costruire attorno a lui la squadra del futuro. Lotito è pronto a rinnovare il contratto dell’argentino fino al 2018 ritoccando l’ingaggio fino a 2,5 milioni. Biglia alla domanda sul suo futuro, postagli dai media argentini, ha risposto così: “La mia intenzione al momento è quella di giocare un altro paio di anni in Europa e di proseguire la mia carriera in Italia. Mi trovo molto bene lì”. Parole che vogliono dire tutto o niente e che non chiariscono il futuro del calciatore.

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Chi lascerà sicuramente la Lazio sarà Klose che ha ricevuto già diverse offerte dagli USA. Il tedesco è stato contattato dai New York Cosmos, che gli hanno offerto un biennale a 3 milioni di dollari netti l’anno ai quali l’attaccante dovrà aggiungere i contratti con i vari sponsor. Non solo New York però, anche gli Orando City sono interessati a lui. Pure Matri non sarà confermato e si fanno sempre più insistenti le voci che parlano di un suo ritorno al Milan.

Inoltre anche Etrit Berisha sembra destinato a lasciare la Lazio la prossima stagione, come Guido Guerrieri, che andrà a farsi le ossa in prestito. A fare il secondo di Marchetti, dunque, sarà Ivan Vargic, già acquistato in Gennaio. Il futuro di Keita Balde, invece, è ancora in bilico: il senegalese è un patrimonio che la società vorrebbe preservare, ma tutto dipenderà dalla decisione del calciatore che vorrà sicuramente avere la certezza divessere un titolare fisso nella Lazio del futuro. Partiranno anche Braafheid, Mauri e Konko che andranno in scadenza di contratto. Da valutare le posizioni di Mauricio, Gentiletti, Onazi che potrebbero restare ma anche partire e dell’inglese Morrison, su cui la società vorrebbe puntare ancora.

Per quanto riguarda il mercato in entrata, poi, si susseguono le voci, ma anche le trattative in fase avanzata che riguardano la Lazio. Tra queste ci sarebbe quella per Lorenzo Tonelli dell’Empoli che è decollata negli ultimi giorni. La squadra toscana, infatti, ha aperto le porte ad una cessione del difensore, che dovrebbe arrivare alla Lazio a titolo definitivo per circa 7-8 milioni di euro, ma non è da escludere anche l’inserimento di alcune contropartite tecniche. I biancocelesti avrebbero, quindi, bruciato così la grande concorrenza sul classe ’90 toscano, confermando le parole rilasciate dall’agente la settimana scorsa.

Foto LaPresse - Valerio Andreani 01/11/2015 Città Genova ( Italia) Sport Calcio Genoa vs Napoli Campionato di Calcio Serie A TIM 2015 2016 - Stadio "Luigi Ferraris" Nella foto: manolo gabbiadini deluso Photo LaPresse - Valerio Andreani 01 November 2015 Città Genova ( Italy) Sport Soccer Genoa vs Napoli Italian Football Championship League A TIM 2015 2016 - "Luigi Ferraris" Stadium In the pic: manolo gabbiadini deluso

Il nome nuovo, invece, è quello di Manolo Gabbiadini, che Lotito e Tare vorrebbero portare alla Lazio per sostituire Candreva. La dirigenza laziale aveva provato a portarlo a Roma già nel 2013, ma la Juve lo riscattò prima di venderlo alla Sampdoria. Ora, dopo un anno e mezzo a Napoli da sostituto, l’italiano sembra destinato a partire, a causa del poco spazio trovato in squadra. Al 24 enne di Calcinate aveva pensato a Gennaio anche il Wolfsburg, che era pronto a spendere 25 milioni di euro, ma l’operazione si è poi rivelata più difficile del previsto. Gabbiadini sarebbe un investimento importante anche dal punto di vista dei regolamenti federali, che impongono l’utilizzo di giocatori italiani. Se poi arrivasse anche Siniša Mihajlović, che lo aveva lanciato alla Sampdoria, la trattativa potrebbe andare a buon fine. Il Napoli, però, non sembra disposto a mollare la presa facilmente e sta facendo muro a tutte le richieste ricevute per il giocatore, per la Lazio, quindi, sarà dura portare il giovane italiano a Roma. In alternativa si pensa ancora a Roberto Soriano della Sampdoria, altro pupillo del tecnico serbo, mentre anche la pista che porta ad Emanuele Giaccherini è ancora viva. Il Sunderland chiede per quest’ultimo circa 7,5 milioni di euro.

La Lazio pensa anche al dopo Biglia e nel caso di partenza dell’argentino sembra intenzionata a tornare a fare affari in Belgio, ancora all’Anderlecht, dal quale tre stagioni fa aveva acquistato proprio il principito. Il calciatore su cui ha messo gli occhi Igli Tare è, come già detto, Youri Tielemans, giovanissimo talento belga che è riuscito nell’impresa di non far rimpiangere proprio il regista argentino. La notizia di un interesse dalla parte della Lazio è arrivata fino a Bruxelles e il centrocampista, ai microfoni di Het Laatste Nieuws, ha così parlato sul suo futuro: “Penso ancora di avere delle chance per arrivare in NazionaleSe gioco bene i playoff e altri ragazzi sono fuori forma… chissà. Questo desiderio occupa una piccola parte della mia mente, prima di tutto voglio giocare un gran finale di stagione con la maglia dell’Anderlecht e vincere il titolo. Mercato? È ancora presto, ma non si sa mai quello che può succedere”.

Un altro nome, poi, finito sul taccuino di Tare è quello di Arkadiusz Milik, giovane punta polacca, classe ’94, dell’Ajax. Il giocatore potrebbe andare a sostituire Klose, come riportato da La Lazio Siamo Noi. Infine chiudiamo con alcune indiscrezioni che riguardano sempre l’attacco: i nomi di Torres, che andrà in scadenza di contratto a fine stagione, di Kalou, anche lui in scadenza a Giugno, di Van Persie, che però ha un grosso ingaggio, e di Huntelaar, anche lui in scadenza a fine campionato, sono stati accostati alla Lazio. La pista più percorribile, però, porta al 31 enne Graziano Pellè del Sunderland. L’accordo con i Saints scadrà a giugno del 2017 e in estate Tare e Lotito potrebbero provare a prenderlo per una cifra intorno ai 7-8 milioni di euro, considerando anche la voglia del giocatore di tornare in Italia.



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La Curva Nord annuncia dove vedere il derby fuori dall’Olimpico

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Curva Nord Lazio diserta Juventus-Lazio: "Nessuno striscione dai tifosi biancocelesti"

La Curva Nord ha deciso, il derby sarà senza tifosi almeno allo stadio, continua, infatti, la protesta a causa delle barriere installate in curva. Da qui l’invito della Nord di recarsi in una struttura adibita alla visione della partita per assistervi tutti assieme, ma ecco in dettaglio il comunicato:

In riferimento al derby S.S.Lazio – A.S.Roma che si giocherà il 3 aprile 2016, la Curva Nord 12 e il gruppo Irriducibili, conferma il raduno per vedere la partita sul maxischermo e tifare tutti insieme. La struttura presa per tale evento può contenere solo 1.500 persone, ecco il motivo per cui gli interessati devono al più presto rivolgersi ai punti vendita sotto indicati, prima che finiscano le prenotazioni:
Lazio Fan Shop: via Scipioni 84 – tel 0639737890
Lazio Fan Shop: via Gesù e Maria 23 – tel 0660678996
Lazio MCM: via Sestio Calvino 14 – tel 0671510395
9 Gennaio 1900: Via Portuense 544 – tel 066572455
Curva Nord 12 Official Store: via Vetruria 77 – tel 0697618869
Taverna del Sercio: Via Nocera Umbra 200 – tel 338 3278414
Curva Nord 12 Official Store: Via Nomentana 66 (Monterotondo) – tel 3392168434.

Avanti laziali… Avanti Curva Nord”.



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Memorie di un ex laziale, Franzoni racconta il suo derby

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Paolo Franzoni, attaccante, nato a Livorno il 15 gennaio 1948. Inizia la carriera calcistica nel 1965/66 nella Reggiana giocando una sola partita in serie B; l’anno dopo è già in serie A con la maglia del Torino ma non riuscirà ad esordire. Dal 1967/68 cambia più volte squadra nell’ambito del campionato cadetto passando prima al Livorno, poi l’anno successivo al Como dove segna i suoi primi gol e infine, nel 1969/70, si ferma nel Piacenza. La parentesi piacentina dura meno di tre anni, di cui gli ultimi due passati in serie C: nel novembre del 1971 è ceduto al Sorrento, trascorre quindi una stagione nel Brindisi e già nel novembre del 1973 è sul mercato: questo è il momento più importante della sua carriera perchè viene acquistato dalla Lazio, che solo l’anno prima aveva sfiorato l’impresa dello scudetto, e perchè Franzoni stesso, dopo una carriera tra B e C, ha modo di tornare nel campionato di massima serie che, non ancora ventenne, aveva vissuto da lontano giocando nel Torino.

Dopo aver collezionato un paio di panchine, il momento dell’esordio arriva poche settimane dopo il suo arrivo, il 9 dicembre 1973, e nelle condizioni più difficili: in un derby e sotto di un gol. Maestrelli lo fa entrare all’inizio del secondo tempo al posto di un evanescente D’Amico; al 46′ Frustalupi lancia Garlaschelli che dalla destra rovescia verso l’area e Franzoni dall’altra parte batte in tuffo di testa superando Conti ed entrando nel mito biancoceleste. Dopo quest’esordio da record rimane nella Lazio un’altra stagione collezionando in tutto, 20 presenze e 3 reti in Campionato e 8 presenze in Coppa Italia. Saluta la serie A nel 1975/76 riprendendo a girare tra B (Avellino e Ternana) e C (Piacenza). Da allenatore guida il Sorrento in serie C2 (1981/82). Nel 2014 è il responsabile di una squadra giovanile di Livorno.

In occasione della partita più attesa della Capitale, l’ex attaccante biancoceleste è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Radio ricordando l’emozione di quel giorno, il 9 dicembre del ’73, in cui conquistò il cuori dei tifosi laziali: Conservo ancora le foto e i ritagli di giornate, quel gol è un ricordo indelebile: riguardando quelle immagini mi tornano alla mente dei bellissimi momenti, anche legati ai compagni che non ci sono più. Entrai in sostituzione, nella ripresa, al posto di D’Amico. Frustalupi lanciò Garlaschelli, crossò, io colpii di testa e insaccai la palla. Pareggiammo. Poi ci pensò Giorgio a conquistare i tre punti. Domenica prossima? Speriamo di tornare in carreggiata, il primo derby lo ha vinto la Roma, mi auguro che in questa gara il risultato sia diverso. E’ una partita importante per entrambe: la Roma vuole centrare il terzo posto per tentare la Champions, e magari lanciarsi per la seconda piazza, anche se la vedo dura. La Lazio, vincendo, potrebbe riaccendere le speranze per il sesto posto, dopo il brutto epilogo europeo, nonostante rimanga un obiettivo difficilissimo”. La prima stracittadina, quasi senza rendersene conto: “Il primo derby in cui giocai, non sentii tanta pressione: non mi rendevo conto, era solo un ese che ero a Roma. Me ne resi conto il giorno dopo, poi nelle gare successive. E’ una partita che viene sentita in particolar modo dai tifosi e giocatori: me ne rendevo conto dal volto dei compagni nei giorni del ritiro, anche se io ancora non riuscivo a condividere quell’atteggiamento”Sosta per le Nazionali, molti laziali raggiungono la propria selezione, prima di rincontrarsi a Roma per preparare il derby: “Penso che non sia rischioso. Sono giocatori di esperienza che sanno gestire sé stessi nel migliore dei modi. Nel ’73 non c’erano stranieri: questi giocatori, stando in una grande società come quella laziale, riescono a caricarsi bene comprendendo il significato del derby. La Lazio affronterà la Roma che ha fatto grandi miglioramenti. Noi abbiamo vissuto un periodo altalenante, con il Milan c’è stata una ripresa psicologica: penso possa essere una spinta per approcciarsi bene alla gara”. In chiusura, Franzoni ha raccontato il proprio presente:“Faccio parte del settore giovanile dell’Armando Picchi, al momento sono sul campo a seguire una partita di due squadre di Livorno. L’Italia? Ho visto un buon Candreva, ma anche gli altri non sono stati da meno. Mi sembra che la gara sia stata affrontata nella giusta mentalità”.  



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Continua la vendita dei biglietti per il derby: circa 2000 i tifosi laziali, 4500 i romanisti

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Domenica prossima si giocherà il derby della capitale tra LazioRoma, ma l’afflusso di pubblico non sarà all’altezza delle aspettative. Infatti, non solo la Curva Nord e la Curva Sud saranno assenti per protesta, ma anche altri tifosi sembra abbiano deciso di non assistere alla stracittadina. Fino ad ora i biglietti venduti tra i tifosi laziali sono circa 2000, prevalentemente spalmati tra Distinti Nord e Tribuna Tevere, come riferito da Radiosei. Mentre sono circa 4500 i tifosi romanisti che hanno deciso di assistere al derby. I numeri, però, non dovrebbero rimanere tali, ma crescere leggermente nei prossimi giorni, anche se le previsioni non sono comunque entusiasmanti, visto che ci si attende meno di 40.000 spettatori.

OLIMPICO VUOTO

Questo il comunicato della S.S. Lazio che spiega tutte le modalità d’acquisto dei tagliandi.

La S.S. Lazio comunica che, dalle ore 16:00 di venerdi 18 marzo, saranno messi in vendita i tagliandi per la partita di campionato LAZIO – Roma in

programma domenica 3 aprile alle ore 15:00.

TUTTI COLORO CHE SONO IN POSSESSO DELLA FIDELITY CARD MILLENOVECENTO E NON SONO ABBONATI, POTRANNO RICHIEDERE AL MOMENTO

DELL’ACQUISTO CHE, IL TITOLO D’INGRESSO VENGA CARICATO ELETTRONICAMENTE SULLA STESSA.

 I tagliandi si potranno acquistare presso:

– I nostri punti vendita Lazio Style 1900 vedi elenco

– Le rivendite Listicket-Ticketone

– Tramite il Call Center al numero a pagamento 892.101 , il sito internet LISTICKET.COM con la sola modalità di acquisto HOME TICKETING e SOLO PER I SETTORI DELLA TRIBUNA MONTE MARIO E D’ONORE CENTRALE  (è necessario disporre di una stampante laser). Molto comoda è l’opzione della scelta del posto nel settore selezionato.

QUESTE LE DATE E LE MODALITA’ DI VENDITA:

1) VENDITA DEI SETTORI CURVA NORD, DISTINTI NORD-EST E NORD OVEST,  TRIBUNA MONTE MARIO E TRIBUNA D’ONORE CENTRALE:

– dalle ore 16:00 di venerdi 18 marzo fino alle ore 15:00 di domenica 3 aprile,  si potranno acquistare i tagliandi per i settori CURVA NORD – DISTINTI NORD-EST E NORD-OVEST – TRIBUNA MONTE MARIO E TRIBUNA D’ONORE CENTRALE,  presso i negozi Lazio Style 1900 e le ricevitorie della LISTICKET e per la TRIBUNA MONTE MARIO E TRIBUNA D’ONORE CENTRALE anche on-line e call center.

2) VENDITA DEI SETTORI TRIBUNA TEVERE – TEVERE TOP – TEVERE DISABILI  riservata SOLO ed ESCLUSIVAMENTE ai tifosi della LAZIO (con l’introduzione dell’iniziativa del programma “PORTA UN AMICO”)

dalle ore di16:00 di venerdi 18 marzo fino alle ore 15:00 di domenica 3 aprile , si potranno acquistare i tagliandi SOLO presso i negozi Lazio Style 1900 esclusivamente presentando la Fidelity Card  Millenovecento:

PROGRAMMA PORTA UN AMICO:

IL POSSESSORE DELLA TESSERA DEL TIFOSO MILLENOVECENTO, POTRA’ ACQUISTARE UN TAGLIANDO DI TRIBUNA TEVERE O TEVERE TOP PER UN SUO AMICO LAZIALE, PRESENTANDO LA SUA FIDELITY CARD E UN DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO O COPIA, DEL SUO AMICO.

3) CAMBI POSTO PER GLI ABBONATI DEI DISTINTI SUD-EST:

–  dalle ore 16:00 di lunedi 21 marzo fino alle ore 18:30 di sabato 2 aprile, gli abbonati dei DISTINTI SUD-EST, potranno ritirare il tagliando d’ingresso per il settore di TRIBUNA TEVERE SOLO presso il negozio Lazio Style 1900 di Via G. Calderini 66/C, presentando l’abbonamento digitale Fidelity Card Millenovecento (con il segna posto) o il Voucher Elettronico e un documento di riconoscimento.

Si ricorda che chi acquista un biglietto è tenuto a mostrare il suo documento di identità, pena l’impossibilità di emettere il titolo di accesso ( D.L. 8/2/2010 nr. 8). Non verranno considerate come documenti idonei alla vendita, tutte le patenti di ultima generazione che non riportano le indicazioni del luogo di residenza.

Per i ragazzi under 14, è possibile esibire anche solo il tesserino sanitario, per gli altri minori più grandi, è necessario esibire in alternativa in originale o in copia:

– il documento di identificazione rilasciato dal Comune;

– carta d’identità;

– lo stato di famiglia con foto;

– il certificato di nascita con foto o il passaporto di un genitore (in cui compaia ovviamente il minorenne).

Il numero massimo di tagliandi acquistabili da una singola persona è di quattro e con le nuove disposizioni dell’ Osservatorio sulle Manifestazioni Sportive, è possibile presentare per le altre eventuali tre persone, anche solo la copia del documento d’identità.

Per acquistare i tagliandi ci sarà tempo fino al calcio d’inizio dell’incontro. Si ricorda a tutti i tifosi che, il punto vendita dei tagliandi più vicino allo Stadio Olimpico è, il Lazio Style 1900 in Via Guglielmo Calderini 66 / C e sarà aperto il giorno della partita, dalle ore 10:00 alle 15:45, saranno disponibili solo per la stampa dei tagliandi di Lazio-Roma.

Settori e prezzi:

S E T T O R EINTERORID. UNDER 16 (*)INVALIDI CIVILI 100 % (**)
TRIBUNA D’ONORE CENTRALE200 €.====
TRIBUNA MONTE MARIO95 €.70 €.70 €.
TRIBUNA TEVERE TOP80 €.50 €.50 €.
TRIBUNA TEVERE60 €.40 €.40 €.
TRIBUNA TEVERE NON DEAMBULANTE IN CARROZZELLA35 €.====
TRIBUNA TEVERE NON DEAMBULANTE IN CARR.- ACC.GNO35 €.====
DISTINTI NORD EST – NORD OVEST
35 €.====
CURVA NORD35 €.

(*) Possono acquistare un tagliando Ridotto Under 16 i ragazzi nati dal 1/1/1999 al 31/12/2010

(**) I tagliandi ridotti Invalidi Civili al 100 %, posso essere acquistati solo presso i Lazio Style 1900 e per la Tribuna Tevere solo con la Fidelity Card Millenovecento e con l’iniziativa “Porta un Amico”.

I bambini di 4 anni nati dal 1/1/2011 accedono allo stadio gratuitamente e senza biglietto.

Infine, all’ingresso il controllo dell’identità sarà effettuato su ogni singolo spettatore ed è pertanto obbligatorio esibire un documento di identità, compresi i

minorenni.

RESTRIZIONI SULLA VENDITA ADOTTATE DALL’ OSSERVATORIO SULLE MANIFESTAZIONI SPORTIVE:

– divieto di cedibilità del tagliando e dell’abbonamento;

– vendita della Tribuna Tevere riservata ai soli possessori della Fidelity Card Millenovecento.

– vendita tramite internet e call center solo per i settori di Tribuna Monte Mario e Onore Centrale.

chiusura del punto vendita “ex ostello della gioventù” in viale delle olimpiadi 61 il giorno della gara.

Fonte: S.S. Lazio



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Formello, rosa ridotta a 5 effettivi. Accertamenti per Gentiletti e Mauri

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Una Lazio decimata si è allenata alla vigilia di Pasqua, prima dei due giorni liberi concessi in comune accordo tra il tecnico Pioli e la società. Agli ordini dell’allenatore di Parma c’erano solamente 5 uomini, con il resto del gruppo diviso tra coloro che sono impegnati con le rispettive nazionali e quelli ai box per infortunio. L’unica eccezione è rappresentata da Mauricio, che dopo il via libera da parte della società è volato in Brasile per trascorrere la Pasqua in compagnia della sua famiglia nella terra d’origine. Dopo il match di domenica sera a San Siro contro il Milan, il difensore ex Sporting Lisbona si è infatti allenato lunedì e martedì proprio in vista del ritorno in patria.

Come dicevamo, solamente in 5 calciatori hanno svolto le esercitazioni di possesso palla, guidati dallo staff tecnico: Bisevac, Braafheid, Mauri, Djordjevic e Matri, alla quale si è aggiunto anche il tecnico Stefano Pioli. Per quanto riguarda gli infortunati, Santiago Gentiletti ha effettuato proprio sabato mattina gli accertamenti strumentali in Paideia in ‘compagnia‘ del collega Stefano Mauri. Il difensore argentino ha saltato precauzionalmente anche l’amichevole contro la Primavera di Simone Inzaghi. Non si sono allenati nemmeno Patric e Klose: l’assenza del terzino spagnolo e dell’attaccante tedesco nell’ultima allenamento prima di Pasqua non è legata a particolari problemi fisici. I due infatti hanno ricevuto un pestone nella partitella in famiglia e sono rimasti a riposo in via precauzionale: torneranno ad allenarsi regolarmente martedì, quando si tornerà a preparare la delicata sfida di domenica prossima contro la Roma. Rientrerà a Formello qualche nazionale (Felipe Anderson sarà il primo), mentre Basta e Djordjevic si sottoporranno a nuovi controlli clinici per verificare la disponibilità in vista della stracittadina del prossimo weekend alle ore 15. Un match di fondamentale importanza per il tecnico biancoceleste, probabilmente al suo ultimo derby sulla panchina della Lazio, e per la squadra, che proverà a riscattare seppur minimamente una stagione deludente su tutti i fronti.



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Lo Stadio Flaminio e il suo futuro, una raccolta fondi per un possibile recupero

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Vista aerea dello Stadio Flaminio a Roma, oggetto del progetto di riqualificazione della Lazio.

Recentemente vi abbiamo parlato dello Stadio Flaminio e delle condizioni pericolose cui versa, in questo articolo di qualche giorno fa abbiamo parlato di una festa d’anniversario prevista per il 17 marzo, data dell’inaugurazione della struttura, il tutto fu rinviato e proposto per il Natale di Roma.

Ora sembra che qualcuno si voglia interessare al futuro del Flaminio: tramite calcioefinanza.it si apprende che Federsupporter abbia intenzione di recuperare lo stadio romano per concederlo ai tifosi della Lazio. Recentemente ci fu una petizione online sul suo salvataggio che ha visto ben 14000 adesioni e sembra che tutto abbia un seguito. Dai calcoli che leggiamo da Calcio E Finanza, i lavori per i primi interventi sembrano avere stima in poco meno di 6 milioni di euro e tale stima verrebbe effettuata da periti nominati dalla VII Sezione del Tribunale di Roma.

Per arrivare a questo, ci sarà una prima fase dove verranno coinvolte tutte le emittenti possibili, in modo tale da individuare tifosi disponibili concretamente a trasformare in realtà questo sogno che per alcuni appare impossibile. Federsupporter dichiara che le emittenti “compiacenti” nel lasso di tempo tra 30 e 40 giorni dovranno lanciare quotidianamente un messaggio destinato ai tifosi, con l’occasione si vuole puntare alla salvaguardia dello stadio Flaminio, in modo tale da evitare scopi speculativi.

A conclusione di tutto questo, ci sarà la presentazione del progetto al CONI e al presidente Malagò con la speranza di un riscontro positivo; nel frattempo la famiglia Nervi, che si attivò all’epoca per la creazione dello stadio, è già alla conoscenza del rilancio del Flaminio e possiamo immaginare la loro contentezza ed emozione. Se la suddetta festa dello stadio, indetta dalla Sezione Paracadustismo della Polisportiva Lazio presieduta da Lino Della Corte, avverrà proprio il 21 aprile prossimo, Federsupporter tenterà una prima diffusione dell’iniziativa. Chissà se i nostri tifosi biancocelesti aderiranno in massa.. evviva il Flaminio!



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Lazionali: bene gli italiani e Biglia, bocciatura per Felipe Anderson

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Sono andate in scena ieri sera molte gare tra nazionali in cui si sono visti i giocatori biancocelesti; tra questi vi era chi lottava per un posto ai prossimi mondiali, che si terranno in Russia nel 2018 e chi scendeva in campo per un’amichevole, utile al fine di rodare la squadra in vista dei prossimi impegni ufficiali.

Degli azzurri di Conte hanno preso parte dal 1′ al match con la Spagna, terminato 1-1, ci sono i soliti Candreva e Parolo, che hanno dimostrato ancora una volta di contare molto all’interno del gruppo che prenderà parte agli europei di Francia quest’estate. Il primo, uscito al minuto 61, è stato probabilmente il migliore in campo nella prima frazione di gioco, scappando spesso sulla fascia protetta da un certo Azpilicueta, come dimostrano i molteplici cross effettuati e impensierendo per due volte l’estremo difensore iberico David De Gea. L’altro, uscito al 90° per far posto all’esordiente Jorginho, ha svolto un grande lavoro di copertura a centrocampo, recuperando palloni su palloni e facendo ripartire la manovra dei padroni di casa. Parolo, intervistato alla fine della partita, ha dichiarato di essere soddisfatto della prestazione sua e di quella dei compagni, ma non del risultato, che poteva essere più favorevole ai ragazzi di Conte: “Abbiamo giocato bene, peccato perché secondo me avremmo potuto vincere. Eravamo in vantaggio, poi abbiamo subito gol in fuorigioco. Abbiamo un futuro importante davanti”. Chiude l’intervista con qualche parola d’elogio sul c.t.:“Io sono uno di quelli che è stato sempre convocato. In tutto questo tempo ho visto crescere la squadra, abbiamo dei principi importanti. Il mister, sin dall’inizio, ci ha tenuto a farci diventare squadra. Possiamo toglierci delle soddisfazioni. Se mettiamo in campo questo spirito, possiamo mettere in difficoltà chiunque”.

Danilo Cataldi ha invece preso parte alla sfida tra gli azzurrini e l’Irlanda u-21 valida per le qualificazioni per il prossimo europeo di categoria. La gara, finita sul punteggio di 4-1 per la squadra di Di Biagio, ha visto protagonista di una buona prestazione proprio il giovane biancoceleste, che è rimasto in campo per 78′ e ha sfiorato il gol in ben due occasioni. Unico neo il giallo rimediato al 45′ per un battibecco con un avversario.

biglia-argentina-lazio

Tra i biancocelesti impegnati in nazionale figura anche il nome di Lucas Biglia, che con la sua Argentina ha battuto il Cile per 2-1 in un’insidiosissima trasferta, che avrebbe potuto mettere la Seleccion in una situazione molto complicata per quanto riguarda la qualificazione ai prossimi mondiali con un risultato diverso. Gli uomini di Martino hanno invece interpretato una grande gara, soprattutto dopo lo svantaggio iniziale, che aveva messo la strada in salita per l’Albiceleste. Lucas Biglia, rimasto in campo per tutti i 90′, ha svolto un grande lavoro di sacrificio a centrocampo, recuperando e smistando palloni ai compagni per tutta la partita. Intervistato al termine della sfida, ha dichiarato: Oggi abbiamo sofferto quando c’era da soffrire, sapevamo che non sarebbe stata una partita semplice. Siamo contenti della vittoria. Adesso vogliamo i tre punti anche contro la Bolivia per assicurarci la qualificazione”.

Nota dolente tra i biancocelesti convocati in nazionale è Felipe Anderson, sceso in campo con la selezione u-23 del Brasile nell’amichevole contro i pari categoria della Nigeria, terminata con il risultato di 1-0 per le Super Eagles. Per Anderson due grandissime occasioni da gol nella prima frazione di gioco, poi si spegne uscendo dal gioco, fino al 62°, minuto in cui viene richiamato in panchina per far posto ad Andreas Pereira.



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Accadde Oggi: Lazio 2 Roma 1, il derby che riapre la corsa scudetto

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Torniamo indietro nel tempo fino al 25 marzo 2000, una data impressa nella mente di tutti i tifosi biancocelesti. Quel giorno, infatti, la Lazio vinse il derby contro i rivali della Roma per 2-1 e riaprì di conseguenza la corsa scudetto, portandosi a sole sei lunghezze dalla Juventus.

La squadra biancoceleste arrivava al derby con il morale sotto i tacchi a causa della brutta sconfitta in quel di Verona e il conseguente allungo della Juventus in testa alla classifica. Le buone notizie però non tardarono ad arrivare, perché venerdì 24 marzo, nell’anticipo del Campionato, la squadra bianconera uscì battuta 2-0 da San Siro per mano del Milan. La cosa stimolò i giocatori biancocelesti poiché con una vittoria sui giallorossi c’era la possibilità di riaprire il discorso Scudetto. La Lazio, inoltre, gioca col coltello tra i denti per vendicare il 4-1 subito all’andata. Lo stadio è stracolmo, soprattutto di tifosi biancocelesti, che vogliono spingere la propria squadra alla vittoria contro gli odiati rivali. A caricare la squadra ci ha pensato anche Sinisa Mihajlovic, oggi squalificato, ma che ha affisso un cartello negli spogliatoi per i propri compagni: “A volte le aquile scendono al livello delle galline, ma una gallina non potrà mai volare in alto come un’aquila”. Chiaro è il riferimento ad alcune dichiarazioni post-partita della gara di andata che non sono per niente andate giù ai giocatori della Lazio.

Lo spettro della gara d’andata è però dietro l’angolo. Infatti dopo soli 3′ minuti la Roma passa subito in vantaggio con Montella, che anticipa Marchegiani in uscita e gela i tifosi laziali. I giallorossi avevano tra l’altro già sfiorato il goal in precedenza con Del Vecchio. La Lazio sembra accusare il colpo e la Roma cerca di chiudere la gara, ma dopo una decina di minuti i biancocelesti metabolizzano lo svantaggio e cominciano a giocare come sanno, impadronendosi del centrocampo. Inizia così l’assedio della Lazio al fortino della Roma, spinti, infatti, da un Veron in grande spolvero e da un Nedved irrefrenabile i biancocelesti spingono alla ricerca del pari. Così al 25′ minuto arriva il meritato pareggio grazie ad un’incursione di Nedved, servito da Simone Inzaghi, che complice una leggera deviazione di Zago trafigge Lupatelli. 1-1 e partita riaperta. Adesso è la Roma ad accusare il colpo e ad avere paura degli attacchi dei biancocelesti sospinti dai propri tifosi che hanno capito che questa partita si può e si deve vincere. Al 28′ poi arriva l’episodio che cambia la partita, Veron viene maldestramente atterrato fuori dal limite dell’area da Nakata, così’ l’arbitro accorda il calcio di punizione per la Lazio. Alla battuta va lo stesso Veron, “la Brujita” non tradisce, il suo destro a giro, infatti, aggira la barriera giallorossa e si insacca sotto la traversa alla destra di Lupatelli. Il pubblico laziale, che aveva assistito in rigoroso silenzio alla battuta del calcio di punizione, può finalmente sfogare la sua gioia in un boato assordante ed esultare per il vantaggio. Partita ribaltata e 2-1 per la Lazio. I giallorossi accusano il colpo, così la biancoceleste cerca di chiudere i conti ma non vi riesce. Di Francesco viene prima ammonito e poi la Roma perde anche Cafù per infortunio. Al 41′ il gelo cala sull’Olimpico quando Marchegiani, in uscita aerea, cade male con la testa verso il terreno di gioco. Il collo del portiere si gira in modo innaturale e perde i sensi. I giallorossi, però, continuano a giocare senza fermarsi, ma l’azione si conclude con un nulla di fatto. Accorrono, subito dopo, i sanitari e Marchegiani viene subito trasportato via in ambulanza, gli verrà diagnosticato un trauma cervicale e un lungo stop, ma fortunatamente il peggio è scongiurato. Al posto del numero uno della Lazio entra così Ballotta, mentre il primo tempo si conclude con le aquile in vantaggio.

File: [25mar00a.jpg] | Fri, 25 Mar 2016 12:10:25 GMT LazioWiki: progetto enciclopedico sulla S.S. Lazio www.laziowiki.org

La ripresa inizia con la Roma in avanti alla ricerca del pareggio, ma la Lazio chiude tutti i varchi e cerca di ripartire appena può. Totti e Del Vecchio ci provano a fare male ai biancocelesti, però Ballotta e la difesa fanno sempre buona guardia, mentre Inzaghi recrimina per una spinta subita in area di rigore. Al 57′ la Roma perde anche Candela per infortunio e rimane orfana di una altro tassello importante. L’occasione più ghiotta per la Lazio capita, invece, sui piedi di Conceição, che però sciupa male l’assist di Pancaro e colpisce Lupatelli in uscita. Del Vecchio è sempre il più pericoloso per i giallorossi, ma il forcing finale della Roma non crea mai grossi grattacapi a Ballotta. La Lazio prova a chiudere i conti con Simeone, ma il risultato non cambia ed al 96′ l’arbitro fischia la fine della gara e suggella la vittoria dei biancocelesti. I giocatori corrono sotto la Curva Nord per festeggiare la vittoria, dedicata al giocatore della Primavera Rosario Aquino morto nella notte precedente in un incidente stradale, inoltre la Juventus dista ora solo 6 punti e bianconeri saranno proprio i prossimi avversari della Lazio in un gara che sarà poi decisiva per riaprire il discorso Scudetto. La squadra di Eriksson vincerà, infatti, per 1-0 a Torino, grazie al goal di Simeone, e si riavvicinerà ancora di più ai bianconeri, ma questa è un’altra storia e ve la racconteremo più avanti.

TABELLINI (Fonte Lazio Wiki):

25 marzo 2000 – 2.892 – Campionato di Serie A 1999/00 – XXVII giornata

LAZIO: Marchegiani (43′ Ballotta), Gottardi, Negro, Couto, Pancaro, Conceição, Almeyda, Simeone, Nedved, Veron (66′ Sensini), S.Inzaghi (74’ Boksic). A disposizione: Lombardo, Mancini, Ravanelli,Salas. Allenatore: Eriksson.

ROMA: Lupatelli, Zago, Aldair, Mangone, Cafu (37′ Rinaldi), Di Francesco, Nakata (46′ Marcos Assunçao), Candela (58′ Tommasi), Totti, Montella, Delvecchio. A disposizione: Campagnolo, Gurenko, Blasi, Poggi. Allenatore: Capello.

Arbitro: Sig. Messina (Bergamo) – Guardalinee Sigg. Zuccolini e Contente – Quarto uomo Sig. Di Mauro.

Marcatori: 3′ Montella, 25’ Nedved, 28’ Veron.

Note: giornata soleggiata, terreno in ottime condizioni. Ammoniti: Nedved e Ballotta per comportamento non regolamentare, Candela, Almeyda, Di Francesco, Simeone, Montella, Assunçao, Tommasi per gioco falloso. Grave incidente al 41′ a Marchegiani (trauma cranico e cervicale), infortuni per Cafù e Candela. Angoli 6-6. Recupero, 6′ p.t., 5′ + 1′ s.t. Esordio in serie A per Lupatelli.

Spettatori: 74.076 di cui 36.757 abbonati per un incasso di £. 3.351.460.984.

Questo il video della partita:



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Comunicato Curva Nord: “Accuse infamanti da parte di Lotito, gli voltiamo le spalle per sempre. Non seguiremo il derby all’Olimpico”

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inno della lazio

Le ultime durissime parole di Claudio Lotito nei confronti della Curva Nord, fulcro del tifo laziale, non sono piaciute ai tifosi e ai rappresentati della curva, che attraverso il portale ‘L’Ultima Ribattuta’, ha voluto esprimere il proprio disprezzo e distacco nei confronti del presidente della Lazio con il seguente comunicato:

La Curva Nord non può rimanere in silenzio e non rispondere alle ultime uscite del presidente Lotito che, ospite all’Università Europea di Roma, ha oltraggiato per l’ennesima volta la nostra gloriosa curva. Una curva dove hanno sempre regnato amicizia, valori, fratellanza e spirito ultras. Nascondendosi dietro a presunti riscontri del Comitato Provinciale della Sicurezza, ha parlato di prostituzione e di droga all’interno della Nord. Non possiamo accettare che un simile personaggio faccia questo tipo di accuse infamanti nei confronti nostri e, tra le altre cose, di tutte le donne che frequentano la curva. Lo sfruttamento della prostituzione è un reato deplorevole e abominevole, lontano anni luce da quelli che sono i nostri principi e il nostro credo. Nessuno potrà mai sostenere una simile teoria senza trovare la nostra più ferma opposizione e ribellione. E questo vale anche per le accuse di spaccio in Nord. Il signor Lotito, con le sue parole, pronunciate poi in un contesto di ragazzi, ha superato il limite. Un modo subdolo e falso per attaccare la nostra curva. Per questo e per tanti altri motivi, caro presidente, il tifoso laziale ti ha voltato le spalle per sempre. E sempre per questo motivo, per dimostrare a tutti quanto il popolo biancoceleste sia unito, abbiamo deciso di seguire il derby insieme, lontano dallo stadio. Questa curva non si divide. A breve verranno comunicati luogo e orario di ritrovo”.

Yuri Alviti, intervenuto ai microfoni di Radio Incontro Olympia, ha parlato più approfonditamente della situazione delle barriere in Curva Nord, confermando il ritorno dei tifosi se le barriere saranno tolte:

Se le barriere dovessero esser tolte, al momento l’idea è quella di rientrare in Curva Nord. Ascolteremo anche la voce del popolo laziale, al quale chiediamo di starci accanto. Decideremo cosa fare confrontandoci tutti insieme”.



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L’ex Biava: “Derby? emozione indimenticabile. Indossare quella maglia ti fa sentire invincibile.”

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Oggi ai microfoni di Lazio Style Radio è intervenuto, in vista del derby capitolino che si giocherà il 3 aprile, l’ex difensore biancoceleste Giuseppe Biava:

“Il derby? Ho vissuto anche quello siciliano. Ma a Roma lo si sente, si capisce: c’è tensione, la paura di perdere e l’attesa della gara di ritorno per riscattarsi. Ricordo quando scendevo in campo lo facevi con tensione, a volte questo ti bloccava. Ne perdemmo alcuni di fila, ma poi ne vincemmo altri. Compreso quello più importante: sei consapevole di aver fatto qualcosa straordinaria, hai regalato qualcosa di grande ai tifosi”. Come sta Beppe Biava? ” Sto bene! Sono vecchio ormai, ma non ingrasso! Mi riposo, dopo tanti anni di lavoro faccio il papà a tempo pieno. È stato inaspettato smettere così improvvisamente, quindi quest’anno l’ho preso per riflettere. Vorrei allenare, partire dai bambini: devo iniziare per capire se sono portato, ho già fatto il corso”. Due anni lontano da Roma: “Mi manca, ci stavamo pensando con la famiglia, anche se quest’anno il weekend è impegnato per la comunione di mia figlia. Ma quest’estate vorrei tornare, ho molti amici che vorrei incontrare. Il mio arrivo nella Capitale? se mi trovo bene non vorrei mai cambiare, ero perplesso prima di andare alla Lazio. Ma poi ho deciso di partire, e non me ne sono pentito: quando metti quella maglia ti senti invincibile. Dietro hai un popolo che spinge e sai che devi dare il massimo”.

Dunque il classe ’77 ricorda le emozioni provate durante i suoi anni alla Lazio, che sono stati ben 4, dal 2010 al 2014, dopo due anni al Genoa.

Il 1º febbraio 2010 firmò un contratto biennale con la Lazio.  Chiuse la prima stagione con la maglia biancoceleste con 13 partite giocate in campionato ed una in Coppa Italia.

Nella stagione 2010-2011 diventò titolare fisso della squadra. Segnò il primo gol con la Lazio il 3 dicembre 2010 nella gara vinta per 3-1 contro l’Inter, dopo una carambola davanti alla porta. Alla fine del campionato le reti furono tre in 35 incontri.

Il 23 marzo 2012 rinnovò il contratto fino al 30 giugno 2013, chiudendo la stagione con 31 presenze complessive, 26 in campionato (con una rete nel 3-0 sul Novara) e 5 in Europa League. Nella stagione 2012-2013 giocò 31 incontri in campionato, 8 in Europa League e 4 in Coppa Italia, scendendo in campo anche il 26 maggio 2013, in occasione della finale vinta per 1-0 contro la Roma. Tre giorni dopo rinnovò ulteriormente il contratto con la Lazio fino al 30 giugno 2014.

Il 18 agosto 2013 perse la Supercoppa italiana 2013 contro la Juventus per 0-4. Il 26 maggio 2014, dopo quattro anni e mezzo passati con la maglia biancoceleste con cui totalizzò 148 presenze totali, annuncia l’addio alla squadra data la scandenza del contratto.



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Formello: oggi doppia seduta di allenamento.

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Clamoroso a Formello: Baroni spiazza tutti! Annullato l'allenamento pre-Bodo

Doppia seduta di allenamento, oggi, a Formello. Questa mattina, i ragazzi di Mister Pioli hanno iniziato il riscaldamento in palestra alle 10:30 per poi scendere in campo per i test di velocità e di resistenza. In campo i portieri Marchetti e Guerrieri insieme a Klose, Matri, Mauri, Gentiletti, Djordjevic, Patric, Bisevac, Mauricio e Braafhied. Numerosi i biancocelesti assenti all’appello a causa delle convocazioni in Nazionale (Elenco convocati). La seconda sessione di training si è tenuta nel pomeriggio, dalle 15 alle 17:30. Dopo una seduta iniziale di riscaldamento, il gruppo si è dedicato alle esercitazioni con il pallone lavorando sul possesso palla e poi in sfida attacco contro difesa con particolare attenzione ai movimenti di entrambe le fazioni. Il gruppo rimarrà incompleto fino alla settimana prossima; probabile rientro in campo per Basta e Milinkovic fermi ai box entrambi a causa di una lesione muscolare. Lentissima ripresa per De Vrij che sta riabilitando il ginocchio dopo l’intervento chirurgico effettuato lo scorso Gennaio e altrettanto lenta è la ripresa di Konko, Radu e Kishna. Tuttavia, è prevista per il pomeriggio di domani un’altra seduta di allenamento per i nove uomini rimasti a Roma.



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Verso il derby, Marco Lanna ex Roma: “Il derby si vive tutto l’anno. Lazio, primo nodo l’allenatore”

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Dopo il turno di riposo causa Nazionale tornerà il campionato di Serie A, e a Roma già da adesso tira l’aria del derby, un derby sentito in maniere diverse dalle due compagini, chi spera ancora nel terzo posto e chi vuole provare a salvare tutto con questa partita. Marco Lanna è stato giallorosso dal 1993 al 1997 e ha vissuto vari derby, e ai microfoni di LazioPress ha parlato non della sua ex squadra ma, oltre al derby e al clima surreale nelle curve, alla situazione della Lazio e su come si può risolvere la faccenda.

Da ex giocatore della Roma, cosa ha significato per te il derby? Che sensazioni provavi prima e dopo la gara?

“A Roma il derby si vive tutto l’anno, è una partita che può salvare una stagione e influenzare il giudizio finale sull’annata della squadra. In questo genere di match la tensione è alta, la settimana prima del derby è preferibile uscire il meno possibile, in città l’attesa era impressionante. Per i giocatori è meglio isolarsi, la troppa ansia e l’importanza di questa sfida può regalare brutte sorprese. E’ una partita diversa dalle altre e vincerla ti da delle sensazioni uniche”.

Sarà un altro derby senza le due curve. Quanto è importante la presenza e il sostegno del tifo più caldo per le due squadre?

“La presenza delle curve è fondamentale, a Roma soprattutto. Giocando nella Roma ho capito quanto sia importante e decisivo l’apporto di quel settore dello stadio. In ogni partita hai bisogno dell’aiuto del pubblico, nei momenti di difficoltà il sostegno delle curve può essere determinante. Purtroppo quest’anno le curve sono sempre rimaste vuote ed è sicuramente un aspetto penalizzante per entrambe le squadre”.

Lazio e Roma arrivano a questa partita in stati di forma differenti. Che gara ti aspetti?

“Sulla carta la Roma è la più forte e parte favorita, ma il derby è una partita particolare dove spesso la squadra più in crisi riesce a ribaltare il pronostico. La Roma è in un ottimo momento di forma, ma non deve farsi ingannare dai biancocelesti. Sono sicuro che Spalletti preparerà la gara come se la Lazio fosse la prima in classifica. Pioli e i suoi possono dare una svolta alla stagione con una vittoria nel derby e daranno il 110% per ottenere i tre punti”.

Secondo te quali sono i motivi di questa stagione negativa della Lazio?

“Può capitare un’annata nella quale tutto va nel verso sbagliato. Alcuni giocatori non hanno reso come nello scorso anno, come per esempio Felipe Anderson. Il brasiliano non ha fatto quel salto di qualità che tutti si aspettavano, giocando spesso al di sotto dei suo standard. Nella passata stagione era sempre al top della forma ed era un trascinatore con gol decisivi e giocate di assoluta qualità. Mi aspettavo di più da Felipe Anderson. Quando le cose vanno male le colpe sono di tutti. Parlare dall’esterno è sempre difficile, ma credo ci siano stati anche dei problemi all’interno, tra squadra allenatore e società. Poi c’è da dire che rispetto all’anno scorso ci sono molte più squadre di livello e la competizione è più alta. Mentre altri club si sono rinforzati, la Lazio non è riuscita a fare il salto di qualità per poter competere anche in questa stagione”.

In casa Lazio c’è aria di rinnovamento in vista della prossima stagione. Secondo te da cosa e da chi si deve ripartire?

“Il primo nodo da sciogliere riguarda l’allenatore. Pioli è un buon tecnico, ma dopo una stagione negativa è comprensibile che si pensi ad un cambio della guida tecnica. In situazioni del genere magari serve una scossa, per ridare nuovi stimoli alla squadra, oltretutto credo che il rapporto tra squadra e allenatore sia oramai arrivato al capolinea. Fondamentale sarà tenere i giocatori più importanti: Candreva, Biglia e Felipe Anderson sono i tre calciatori da cui si deve ripartire. Certo, se dovessero arrivare offerte irrinunciabili sia per la società ma anche per i calciatori, allora li cambierebbero le cose. La Lazio il prossimo anno molto probabilmente non giocherà le coppe e giocatori di questo livello potrebbero voler misurarsi con le competizioni europee, oltre ad ambire a ingaggi più elevati. La Lazio ha una rosa di qualità, ma si deve ripartire con le idee chiare e con un progetto”.



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