Mentre la presidenza continua il muro contro muro, a Formello c’è chi prova a raccogliere i cocci di un vaso ormai frantumato. Angelo Fabiani si è ufficialmente caricato sulle spalle il compito più difficile: fare da mediatore tra Alessio Romagnoli e Claudio Lotito. Non si parla di rinnovo, quello è un miraggio svanito, ma di pura sopravvivenza sportiva.
La diplomazia del DS
Fabiani sta portando avanti un’opera certosina per evitare che la stagione affondi definitivamente. Il Direttore Sportivo sa che Romagnoli è fondamentale per le gerarchie di Sarri e sta cercando di isolare il calciatore dalle tossine societarie. L’obiettivo è chiaro: garantire che il numero 13 dia il massimo fino a giugno, nonostante il rapporto con il patron sia ai minimi storici.
Un sacrificio ignorato
Il retroscena che emerge è clamoroso e smonta ogni accusa di “mercenarismo”: Romagnoli era arrivato a firmare la rinuncia a tre mesi di stipendio pur di liberarsi e andare all’Al-Sadd. Ha dato ragione alla società pur di andarsene, ma non è bastato. È l’ennesima dimostrazione di una professionalità che non è mai venuta meno, nonostante tre anni e mezzo di promesse societarie mai mantenute.
Verso la Juve tra i mugugni
Attualmente fermo per un affaticamento muscolare, Romagnoli sta facendo di tutto per tornare a disposizione per la sfida contro la Juventus. La sua integrità non è in discussione, a differenza della gestione di chi dovrebbe tutelare il patrimonio tecnico della squadra. Fabiani lavora ai fianchi, cerca di ricucire l’irreparabile, sapendo però che la scelta del difensore è presa: a fine stagione sarà addio.
Resta da chiedersi quanto potrà reggere questa “tregua armata” in un ambiente dove il 95% della tifoseria è ormai in rivolta aperta contro una gestione che sembra godere nel distruggere i propri simboli.
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