Il muro contro muro tra la società e la tifoseria è destinato a proseguire. In un clima di aperta e durissima contestazione nei confronti della dirigenza, la nuova campagna abbonamenti della Lazio rischia di trasformarsi in un clamoroso autogol economico.
Nessun passo indietro, nessuna mano tesa verso la piazza: il presidente Claudio Lotito ha deciso di mantenere la linea dura, confermando le stesse identiche modalità e gli stessi prezzi della passata estate, senza prevedere alcuno sconto o iniziativa speciale per riavvicinare la gente allo stadio.
L’allarme del Corriere: rischio buco da 20 milioni
I numeri registrati nella scorsa stagione, quando si toccò quota 29.918 tessere sottoscritte, appaiono oggi come una vera e propria utopia. Secondo un’analisi pubblicata dall’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, il pericolo di un flop totale al botteghino è più che concreto.
Senza la spinta del pubblico e con gli spalti dell’Olimpico destinati a rimanere desolatamente vuoti – scenario peraltro già vissuto negli ultimi mesi dello scorso campionato –, il patron biancoceleste potrebbe ritrovarsi a dover fronteggiare un buco a bilancio di ben 20 milioni di euro. Un calo vertiginoso degli introiti aggravato dalla pesante assenza dei ricavi derivanti dalle competizioni europee.
Il crollo dei diritti TV e il boicottaggio
La diserzione non colpirà solamente i seggiolini dell’Olimpico, ma si estenderà in maniera strutturale anche al piccolo schermo. La protesta del popolo laziale prevede infatti un boicottaggio organizzato delle piattaforme pay-tv.
Le conseguenze di questa presa di posizione si faranno sentire pesantemente sulla ripartizione dei diritti televisivi. Sebbene i dati ufficiali e definitivi saranno disponibili solamente con la prossima relazione semestrale, le prime stime in casa biancoceleste sono tutt’altro che incoraggianti: la Lazio dovrebbe incassare circa 51 milioni di euro, registrando una flessione di 4 milioni rispetto all’annata 2024/25.
Un quadro finanziario estremamente preoccupante, che rischia di limitare le risorse per il mercato e di rendere ancora più in salita l’avvio del nuovo corso tecnico targato Gennaro Gattuso.

