Home Blog Page 8

Open Var, il caso Cataldi: l’audio dello scontro e la verità tecnica

0
Danilo Cataldi indica l'ascella durante la protesta con l'arbitro Sacchi
Danilo Cataldi a terra dolorante durante una partita della Lazio

Il rigore concesso all’Atalanta nell’ultima sfida contro la Lazio continua a far discutere, ma l’ultima puntata di Open Var su DAZN ha provato a fare chiarezza. Protagonista assoluto Danilo Cataldi, il cui labiale durante la protesta con l’arbitro Sacchi non lascia spazio a interpretazioni: una rabbia esplosa per una decisione ritenuta profondamente ingiusta dal campo.

“Dove c***o metto il braccio?”: lo sfogo di Cataldi

Mentre la Sala VAR (Di Paolo e Gariglio) analizzava le immagini, il centrocampista biancoceleste ha incalzato il direttore di gara Sacchi indicando il punto dell’impatto:

“L’ho presa qua (indicando l’ascella, ndr.). Avete rotto il co! Dove co metto il braccio? Mi dite come devo scivolare? La prendo con l’ascella…”.

La risposta di Sacchi è stata secca, rimandando il confronto al post-partita: “Dopo ne parliamo, per favore”. Nonostante le rimostranze, il VAR ha confermato la decisione di campo, portando poi al gol di Ederson dal dischetto.

Open Var L’analisi di Andrea De Marco: perché è rigore

A sciogliere i dubbi tecnici è intervenuto l’ex arbitro Andrea De Marco. Nonostante il tocco possa sembrare vicino all’ascella, la dinamica condanna il calciatore laziale. Ecco i punti chiave della spiegazione:

  • Posizione del braccio: Secondo De Marco, il braccio di Cataldi è considerato “alto” e aumenta il volume del corpo in modo non naturale durante la scivolata.
  • Punto d’impatto: Il fatto che la palla colpisca la parte inferiore del braccio (vicino all’ascella) non annulla l’irregolarità se la posizione dell’arto è già ritenuta punibile.
  • Verifica SAOT: Il VAR ha controllato anche l’eventuale fuorigioco tramite il sistema semiautomatico. De Marco ha sottolineato l’importanza della verifica umana a Lissone affinché gli “scheletri” digitali siano posizionati correttamente.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Pirateria e Serie A: Il Pezzotto è l’unico colpevole?

0
Illustrazione concettuale che mostra il logo della Serie A diviso tra uno schermo digitale protetto e un'ombra che rappresenta la pirateria su sfondo finanziario.

L’Amministratore Delegato della Lega Serie A, Luigi De Siervo, ha individuato nel “pezzotto” il principale colpevole della crisi del calcio italiano. Ma un’analisi più profonda suggerisce che la pirateria potrebbe essere solo un comodo alibi per nascondere problemi strutturali ben più gravi.


La versione ufficiale: il j’accuse di De Siervo

Secondo i vertici della via Rosellini, il nesso è diretto e spietato: la pirateria sottrae risorse vitali ai club. Le parole di De Siervo sono taglienti e delineano uno scenario in cui, senza i proventi dei diritti TV erosi dall’illegalità, le società non hanno la forza economica per acquistare i grandi campioni, impoverendo lo spettacolo e il valore del prodotto Serie A.

I numeri del danno: quanto perde davvero lo sport?

Ma di quali cifre parliamo? Secondo lo studio Fapav/Ipsos di quest’anno, il danno economico stimato per tutto lo sport dal vivo in Italia è di 350 milioni di euro all’anno. Un dato alimentato da una fetta considerevole della popolazione: il 15% degli adulti italiani ammette di aver usufruito di contenuti sportivi in modo illegale. Una cifra importante, certo, ma sufficiente a spiegare il declino del nostro calcio?

Il confronto impietoso con la Premier League

Se allarghiamo l’orizzonte, il quadro cambia drasticamente. Confrontando i 350 milioni persi con il divario di ricavi che ci separa dalla Premier League, ci troviamo di fronte a un vero “Grand Canyon” economico. Il gap annuale con il campionato inglese, solo per i diritti TV, è di circa 2,7 miliardi di euro—quasi otto volte il danno stimato della pirateria.

“Nella stagione 2022/23, il Southampton, ultimo e retrocesso in Premier League, ha incassato circa 50 milioni di euro in più del Napoli Campione d’Italia.”

Questo paradosso evidenzia come il problema non sia solo ciò che viene rubato, ma quanto poco valga ciò che viene venduto rispetto ai competitor esteri.

Piracy Shield: una soluzione controversa

La risposta del sistema italiano si è concentrata sulla tecnologia con il Piracy Shield, una piattaforma pensata per oscurare i siti pirata in meno di 30 minuti. Tuttavia, esperti come il Professor Zanero del Politecnico di Milano l’hanno definita una misura “rozza”, simile a un firewall cinese che blocca interi indirizzi IP anziché singoli contenuti. Il rischio di “danni collaterali” è già realtà: il sistema ha recentemente bloccato per errore servizi legali come Google Drive.

Oltre la repressione: il modello Spotify e Netflix

La storia recente di musica e cinema insegna che la pirateria non si batte solo con i tribunali, ma con l’efficienza. Spotify, Steam e Netflix hanno vinto offrendo un’alternativa legale più comoda, accessibile e a un prezzo equo. In Italia, la necessità di sottoscrivere molteplici abbonamenti costosi per seguire la propria squadra è spesso la spinta principale verso l’illegalità.

Conclusioni: serve una riforma strutturale

Dare la colpa alla pirateria è la via più semplice, ma per tornare competitivi non serve un firewall più potente: serve una riforma coraggiosa del modello di business. Stadi moderni, una distribuzione dei ricavi più equa e un prodotto televisivo di maggior appeal internazionale sono il “masso” necessario per innescare una vera valanga di crescita.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio 2032: “Il Sogno Responsabile” – La strategia del Club oltre il Flaminio

0
"Lazio 2032 - Il Sogno Responsabile" non è uno slogan, ma il titolo di una conferenza programmatica che si terrà prossimamente

Se lo Stadio Flaminio rappresenta il cuore pulsante del futuro biancoceleste, il progetto “Lazio 2032” ne costituisce il cervello e l’anima. Durante la presentazione ufficiale del 17 febbraio 2026, il Presidente Claudio Lotito ha delineato i contorni di un piano che va ben oltre l’architettura, puntando a ridefinire la dimensione societaria del Club nel prossimo decennio.

Un Piano Industriale a Cinque Anni

“Lazio 2032 – Il Sogno Responsabile” non è uno slogan, ma il titolo di una conferenza programmatica che si terrà prossimamente (la data indicativa è il 30 Marzo 2026, durante la sosta per le Nazionali). In quell’occasione, la società svelerà i dettagli di un piano industriale quinquennale elaborato con partner d’eccezione:

  • Deloitte: Gigante mondiale della consulenza strategica.
  • Università Luiss: Eccellenza accademica romana per l’economia e il management.

I Tre Pilastri della Crescita

Il Presidente Lotito è stato chiaro: “Lo stadio è un tassello, ma la visione è più ampia”. Il piano si fonda su tre pilastri interconnessi che mirano a garantire la longevità e il successo del club:

  1. Sostenibilità Economica: Il “sogno” deve reggersi su basi solide. Nessun passo più lungo della gamba, ma investimenti mirati che non mettano a rischio la stabilità finanziaria costruita negli anni.
  2. Crescita Patrimoniale: Lo stadio di proprietà è lo strumento principale per patrimonializzare la società, aumentandone il valore intrinseco e i ricavi strutturali.
  3. Competitività Sportiva: L’obiettivo finale resta il campo. La solidità economica e le nuove infrastrutture sono il mezzo per alzare l’asticella delle ambizioni sportive in Italia e in Europa.

L’Orizzonte Temporale: Euro 2032

La scelta del “2032” nel nome del progetto non è casuale. È l’anno in cui l’Italia (in co-organizzazione con la Turchia) ospiterà i Campionati Europei di Calcio. La S.S. Lazio ha giocato d’anticipo, formalizzando una manifestazione di interesse affinché il rinnovato Stadio Flaminio venga valutato come possibile sede ospitante per le gare del torneo.

Lotito ha definito questa mossa un “atto di responsabilità e visione”: mettere Roma nelle condizioni di avere un’alternativa moderna e affascinante, qualora i requisiti tecnici lo consentano. Il Club è consapevole della concorrenza interna alla città (riferimento implicito allo Stadio Olimpico o al progetto della A.S. Roma), ma intende affrontare il percorso di assegnazione con trasparenza e metodo.

La Filosofia: “Renderla Immortale”

Nelle parole del Presidente emerge una forte componente emotiva legata all’eredità che questo progetto lascerà. “Non vogliamo limitarci a gestire il presente. Vogliamo costruire il futuro”, ha dichiarato Lotito. Il concetto chiave è quello della responsabilità: verso la storia del Flaminio (nato per le Olimpiadi del ’60), verso la città di Roma che necessita di rigenerazione urbana, e soprattutto verso i tifosi. “La Lazio è di chi la ama. E chi la ama ha il dovere di pensare al suo futuro… Noi stiamo lavorando per questo, per renderla immortale”.

Prossimo Appuntamento

Tutti i dettagli tecnici e finanziari del piano “Lazio 2032” saranno esposti nella conferenza dedicata prevista per fine marzo 2026, che segnerà l’avvio formale di questa nuova era per la società biancoceleste.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Il Rinascimento del Flaminio: La S.S. Lazio svela il progetto tra storia, innovazione e sostenibilità

0
Il nuovo progetto Flaminio

Presso l’S.S. Lazio Training Center di Formello, la società biancoceleste ha ufficialmente presentato il progetto per il nuovo Stadio Flaminio. Non si tratta di un semplice restyling, ma di una “visione” che mira a rigenerare un intero quadrante urbano, rispettando l’eredità storica di Pier Luigi Nervi e proiettando il club nel futuro con un approccio responsabile e sostenibile.

La Visione del Presidente Lotito: Un “Sogno Responsabile”

Il Presidente Claudio Lotito ha aperto la presentazione sottolineando come questo intervento non riguardi solo la Lazio, ma la storia urbanistica di Roma. “Lo Stadio Flaminio non è un manufatto isolato. È parte di un sistema urbano con una vocazione sportiva e culturale consolidata nel tempo”, ha dichiarato Lotito. L’obiettivo dichiarato è coniugare la passione dei tifosi con la sostenibilità economica e il rispetto delle regole: “La Lazio è passione, deve essere anche responsabilità”. Il progetto nasce per risolvere le criticità attuali di degrado dell’area, restituendo sicurezza e funzionalità al quartiere.

Il Progetto Architettonico: Il “Metodo Nervi”

L’aspetto architettonico, curato dall’architetto Marco Casamonti e dal team di Archea Associati, si fonda su un principio di assoluto rispetto per l’opera originale. Come illustrato nella documentazione, l’approccio segue il “metodo” utilizzato dallo stesso Pier Luigi Nervi per lo stadio di Firenze: non stravolgere, ma affiancare.

  • Struttura Indipendente: Il progetto prevede la realizzazione di nuovi telai strutturali in acciaio, analoghi per forma a quelli attuali ma posti all’esterno della struttura originaria.
  • Rispetto dell’Esistente: Questa nuova struttura non graverà in alcun modo su quella esistente, che rimarrà libera e inalterata.
  • Trasparenza: I nuovi telai saranno posizionati a un intervallo doppio (12 metri) rispetto a quelli attuali (6 metri), garantendo la visibilità e la percezione dell’architettura originaria dall’esterno.

È previsto inoltre il ripristino di tutti gli ambienti originari, incluse le palestre e la piscina.

Rivoluzione Mobilità: Delocalizzazione e “Ultimo Miglio”

Uno dei punti cardine del progetto, sviluppato con il supporto scientifico dell’Università Sapienza (Centro di Ricerca Fo.Cu.S), è la risoluzione del cronico problema del traffico e dei parcheggi che affligge il quartiere durante gli eventi. La strategia è radicale: delocalizzazione.

  • Niente auto nel quartiere: Il piano prevede l’azzeramento dei parcheggi auto per i tifosi all’interno del quartiere Flaminio e del Villaggio Olimpico.
  • Nuovi Hub di Scambio: Verranno create nuove aree di parcheggio in zone non residenziali, intercettando i flussi dal GRA e dalle autostrade. Le aree individuate includono Viale Tor di Quinto (con diverse aree dedicate) e il sottoviadotto di Corso di Francia .
  • Navette Veloci: Il trasferimento dai parcheggi allo stadio avverrà tramite bus-navetta con un tempo di percorrenza stimato di soli 6 minuti.
  • Mobilità Dolce e Metro: Si punta a un incremento del 20% dell’uso del Trasporto Pubblico Locale (TPL). Inoltre, è previsto il ripristino dell’ex Ponte Bailey per creare un collegamento ciclo-pedonale diretto dai parcheggi di Tor di Quinto, permettendo di raggiungere lo stadio in circa 30 minuti a piedi attraverso un percorso nel verde.+2
  • Esclusiva per le due ruote: L’accesso diretto alle adiacenze dello stadio sarà consentito solo a motocicli e biciclette, per incentivare la mobilità leggera.

Sostenibilità Ambientale ed Energetica

Il nuovo Flaminio si candida a diventare un Low Emission Stadium e un’infrastruttura energetica urbana, grazie agli studi del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università Roma Tre.

  • Energy Hub: Lo stadio non sarà solo un consumatore, ma produrrà energia. È prevista l’installazione di un impianto fotovoltaico integrato nella copertura da circa 1,14 MWp, capace di generare 1,42 GWh/anno.+1
  • Community Energy: L’energia prodotta in eccesso potrà essere condivisa con il quartiere, trasformando gli edifici residenziali limitrofi in “spugne energetiche” che assorbono il surplus diurno.
  • Verde Urbano: Il progetto paesaggistico prevede un incremento del 96% delle alberature (780 nuovi alberi) e un aumento del 30% delle aree verdi complessive, creando una cintura verde intorno all’impianto.+2
  • Impatto Acustico: Sono state studiate specifiche soluzioni tecnologiche e pavimentazioni innovative (oltre 57.000 mq) per l’abbattimento dell’impatto acustico e degli agenti inquinanti.

La Fan Experience: Partnership con Legends Global

Per garantire un’esperienza di livello internazionale, la S.S. Lazio ha siglato una partnership con Legends Global, colosso mondiale che gestisce esperienze per brand come Real Madrid e Manchester City. Legends collaborerà per definire il modello di business, analizzare il potenziale di fatturato e trasformare lo stadio in un ecosistema attivo 365 giorni l’anno, occupandosi di ospitalità premium, merchandising e innovazioni digitali.

Prossimi Passi

Il progetto si inserisce in un orizzonte temporale che guarda al 2032, data coerente con le prospettive dei Campionati Europei per i quali la Lazio ha già formalizzato una manifestazione di interesse.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Superlega: il golpe fallito che ha cambiato il calcio per sempre

0
Un pallone da calcio diviso a metà: una parte è un classico pallone di cuoio consumato, l'altra è una struttura geometrica futuristica e dorata.

Dalla “ribellione di mezzanotte” alla sentenza della Corte UE: storia di una guerra civile sportiva che, pur fallendo nel blitz iniziale, ha sgretolato il monopolio della UEFA e riscritto le regole del gioco.

Sembra la trama di un thriller finanziario, ma è la cronaca di una guerra civile che ha rischiato di implodere lo sport più amato del pianeta. Quella della Superlega è una storia di potere, miliardi e ribellione: un colpo di stato annunciato a mezzanotte e fallito all’alba, ma la cui onda d’urto continua a vibrare.

Se quel primo progetto è crollato in quarantotto ore, la storia ci insegna che nulla è stato vano. Per capire come siamo arrivati alla sentenza storica del 2023 e al nuovo assetto del calcio europeo, bisogna riavvolgere il nastro e guardare oltre la superficie dell’avidità, dritti nel cuore di una crisi sistemica.

La radice della rivolta: un sistema al collasso

Non fu un semplice capriccio di pochi miliardari, ma una mossa disperata. Molto prima che la parola “Superlega” diventasse un trend topic, i top club europei sedevano su una polveriera. La pandemia da Covid-19 è stata solo la miccia che ha fatto esplodere un sistema finanziario già rotto.

I costi per gli stipendi erano fuori controllo, mentre i ricavi, tra stadi chiusi e crisi globale, crollavano verticalmente. Il Barcellona, per citare un esempio lampante, navigava in un debito superiore al miliardo e mezzo di euro.

Il pomo della discordia era strutturale:

  • I Club: Si assumevano il 100% del rischio d’impresa, investendo in stadi e campioni.
  • La UEFA: Gestiva le competizioni e incassava i diritti TV senza rischiare nulla, ridistribuendo profitti ritenuti ormai insufficienti dai club.

La notte dei lunghi coltelli e il fattore JP Morgan

Di fronte allo spettro del default, dodici club fondatori (tra cui le big di Italia, Spagna e Inghilterra, ma con le pesanti assenze di Bayern Monaco e PSG) calarono l’asso: un torneo privato per gestire il proprio destino.

A sostenere la rivoluzione c’era un alleato di peso: JP Morgan. Il colosso bancario era pronto a iniettare 3,5 miliardi di euro come bonus d’ingresso, ossigeno puro per bilanci disastrati e infrastrutture. L’annuncio, nella notte tra il 18 e il 19 aprile 2021, scatenò il caos.

La reazione a catena e il crollo

La risposta del “vecchio mondo” fu immediata e feroce. Istituzioni, governi, e soprattutto i tifosi in piazza, crearono un fronte comune che costrinse i club inglesi, a partire dal Manchester City, a una ritirata strategica.

Lo scontro verbale fu violentissimo. Da una parte Aleksander Čeferin, presidente UEFA, che parlava di pura avidità. Dall’altra Florentino Pérez, numero uno del Real Madrid e architetto della Superlega, che ribatteva con una visione opposta:

“Non è avidità, è sopravvivenza. Se i motori economici del sistema, cioè i grandi club, si spengono, a crollare sarà l’intero edificio del calcio”.

La battaglia legale e la sentenza storica

Sepolto il progetto sportivo, iniziò la guerra legale. Il nodo era semplice: può un ente privato come la UEFA agire in regime di monopolio, decidendo chi può organizzare tornei in Europa?

La risposta della Corte di Giustizia Europea, arrivata il 21 dicembre 2023, è stata una bomba atomica sul sistema vigente. La Corte non ha approvato la Superlega in sé, ma ha sancito un principio ben più potente: le regole con cui la UEFA bloccava la concorrenza erano illegali. Il monopolio era ufficialmente infranto.

Il nuovo equilibrio: cosa pensano i tifosi oggi?

Qui arriva il colpo di scena finale. Se nel 2021 i tifosi scendevano in piazza contro il progetto, il vento sembra essere cambiato. Un sondaggio del 2024 ha rivelato un dato sorprendente: il 72% dei tifosi europei (con picchi dell’80% in Italia e Spagna) si dichiara ora favorevole a una competizione alternativa.

Con il monopolio smantellato e l’opinione pubblica più aperta al cambiamento, la UEFA è stata costretta a trattare. L’armistizio del febbraio 2024 ha segnato la fine delle ostilità legali, ma ha aperto un’era nuova. La Superlega del 2021 è forse fallita come torneo, ma ha vinto la sua battaglia politica: il calcio europeo non sarà mai più lo stesso.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Di Gregorio flop: Juve, serve un portiere da Scudetto?

0
Michele Di Gregorio a terra guarda il pallone in rete dopo un gol subito durante il derby d'Italia Inter-Juventus, espressione di delusione.

Il Derby d’Italia ha emesso una sentenza crudele tra i pali bianconeri. Mentre le voci su Vicario si intensificano e Tacconi predica calma, gli errori contro l’Inter riaprono il dibattito: per vincere il titolo serve un numero uno di un’altra categoria.

C’è una regola non scritta nel calcio italiano, vecchia quanto il gioco stesso ma sempre terribilmente attuale: gli scudetti li vincono le difese. E non esiste grande difesa senza un grande portiere che trasmetta sicurezza, che pari l’imparabile e, soprattutto, che non regali l’ordinario. È proprio su questo assioma che la Juventus si è schiantata nell’ultimo Derby d’Italia contro l’Inter. Alla vigilia del match, una leggenda bianconera come Stefano Tacconi — uno che di trofei ne ha alzati parecchi — aveva provato a blindare la porta: “Non cambierei Di Gregorio per nessuno, se non per Donnarumma”. Parole al miele, dettate dal cuore e dall’orgoglio di appartenenza. Ma il campo, giudice supremo e impietoso, ha raccontato una storia diametralmente opposta, evidenziando un problema che a Torino non possono più ignorare.

La notte da incubo a San Siro

L’analisi della prestazione di Michele Di Gregorio contro i nerazzurri è un atto d’accusa tecnico. Non si tratta di sfortuna, ma di reattività e lettura. Sul primo episodio chiave, l’autogol scaturito dalla deviazione di Cambiaso, l’estremo difensore è apparso macchinoso, quasi impacciato. “Lento, come un cinquantenne”, si mormora tra gli addetti ai lavori. Un pallone che viaggiava a velocità ridotta è diventato imprendibile per un difetto di posizionamento e di esplosività nelle gambe. Un errore grave, ma forse meno preoccupante di quello arrivato al 90° sul tiro di Zielinski. La conclusione del polacco era potente, certo, ma centrale. Di Gregorio ha letto male la traiettoria, muovendosi in anticipo e lasciandosi sfilare il pallone a un metro di distanza senza riuscire a correggere la postura. In una partita che vale una stagione, regalare due gol su tre è una condanna.

La sindrome del “Portiere da metà classifica”

Il dubbio che serpeggia tra i tifosi e la critica è strutturale: Di Gregorio è un ottimo portiere, ma è un portiere da Juventus? La maglia numero uno della Vecchia Signora pesa il triplo rispetto a quella del Monza o di squadre che lottano per l’ottavo posto. La pressione di dover essere decisivi nell’unico tiro subito in 90 minuti è ciò che separa i buoni portieri dai campioni. Il confronto con i rivali è impietoso. Quando il Milan ha vinto lo scudetto, Mike Maignan è stato un alieno. L’Inter ha costruito il suo successo sulla solidità di Yann Sommer, criticato a volte, ma quasi mai colpevole di errori gratuiti in match decisivi. Persino il Napoli, nel suo anno di grazia, ha trovato in Alex Meret una saracinesca inattesa. La sensazione è che Di Gregorio non riesca a trasmettere quella tranquillità necessaria al reparto arretrato. Anzi, paradossalmente, in questo momento Mattia Perin sembra offrire garanzie superiori in termini di carisma e presenza tra i pali.

Vicario, Svilar e il mercato estivo

La Juventus si trova ora di fronte a un bivio. Continuare a difendere l’investimento fatto o intervenire drasticamente sul mercato? Le voci che rimbalzano dall’Inghilterra non aiutano a mantenere sereno l’ambiente: Guglielmo Vicario, attualmente al Tottenham, sarebbe nel mirino sia dei bianconeri che dell’Inter. Il portiere ex Empoli rappresenta quel salto di qualità che oggi manca. Reattivo, moderno, abituato ai palcoscenici della Premier League, Vicario sarebbe il profilo ideale per rilanciare le ambizioni scudetto. Un’altra opzione che stuzzica la dirigenza è Mile Svilar della Roma, cresciuto esponenzialmente nell’ultima stagione e ormai pronto per un top club.

Che sia Vicario, Svilar o un altro nome di caratura internazionale, una cosa appare certa: per tornare a vincere, la Juventus non può permettersi indecisioni tra i pali. Buffon non era solo un portiere, era una polizza assicurativa sulla vittoria. Oggi, quella polizza, Di Gregorio non sembra in grado di firmarla. Se la società vuole colmare il gap con le rivali, la rivoluzione deve partire dalla porta, e deve avvenire quest’estate.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Caos Arbitri Serie A: Via al VAR a Chiamata contro la Crisi

0
Arbitro di Serie A consulta il monitor VAR a bordo campo mentre è circondato da giocatori che protestano furiosamente.

L’ennesimo weekend di polemiche, culminato con l’errore di La Penna e il caso Kalulu-Bastoni, certifica il fallimento dell’attuale classe arbitrale. Tra sudditanza politica, simulatori impuniti e regole confuse, l’unica via d’uscita è il “Challenge” per gli allenatori.

Siamo reduci dall’ennesimo lunedì di processi mediatici, moviole e rabbia. L’errore tecnico dell’arbitro La Penna è solo la punta dell’iceberg di un sistema che fa acqua da tutte le parti. Non è più una questione di singoli episodi, ma un dato di fatto strutturale: la classe arbitrale italiana sta attraversando uno dei momenti più bui della sua storia recente. Scarsi, permalosi e spesso arroganti: un mix letale che sta avvelenando il campionato di Serie A.

Professionismo e Incompetenza: Il Cortocircuito

Si parla spesso di rendere gli arbitri professionisti a tutti gli effetti come primo passo per risolvere il problema. È una strada corretta, ma non è la panacea di tutti i mali. Il professionismo non inietta talento dove manca. La realtà, cruda, è che molti direttori di gara non sanno leggere la partita, interpretano i momenti con presunzione e, soprattutto, mancano di uniformità. Vediamo espulsioni per una parola di troppo in una gara (si pensi al caso Verona e alle accuse di disparità di trattamento razziale), mentre in altri match insulti palesi vengono ignorati. Questa discrezionalità esasperata, unita a una permalosità di fondo, crea il disastro perfetto ogni weekend.

Il Teatrino dei Calciatori: Bastoni e i Simulatori Seriali

Tuttavia, sparare solo sulla giacchetta nera è un esercizio parziale. I calciatori in campo non aiutano, anzi, sabotano attivamente il gioco. L’episodio chiave di Inter-Juventus, con l’espulsione di Kalulu nata da una simulazione evidente di Bastoni, è l’emblema della scorrettezza. Ma Bastoni non è solo. Da Saelemaekers in giù, ogni squadra ha i suoi “attori” specializzati nella simulazione di morte istantanea al minimo contatto. Se un tocco leggero si trasforma in una rottura del legamento (teatrale), l’arbitro scarso va in confusione e sbaglia. La soluzione? Tornare a punire severamente la simulazione con il giallo sistematico, cosa che oggi si fa sempre meno, col risultato che l’arbitro spesso finisce per ammonire chi il fallo lo ha subito davvero.

Il Peso Politico: Due Pesi e Due Misure

C’è poi il tema scomodo, quello che nessuno vuole affrontare ufficialmente: il peso politico. Non crediamo ai complotti orditi a tavolino per far perdere la Lazio o favorire l’Inter, ma la “sudditanza mediatica” esiste. Quando la Juventus subisce un torto, si muove la macchina da guerra: dirigenti in TV, telefonate ai vertici, riunioni di Lega convocate d’urgenza. Quando l’errore colpisce la Lazio, il Verona o un club minore, cala il silenzio o, peggio, l’indifferenza. Gravina e il sistema arbitrale sentono la pressione dei grandi club (Inter e Juve su tutti), e nel dubbio, l’errore contro la “piccola” pesa meno sulla carriera dell’arbitro rispetto all’errore contro la “grande”. Questo doppio standard ha minato la credibilità del campionato.

La Soluzione: Regole Certe e VAR a Chiamata

Come se ne esce? Innanzitutto riscrivendo le regole. Il fallo di mano è diventato un enigma indecifrabile: braccio largo, congruo, in appoggio, velocità… troppe variabili per arbitri già in confusione. Serve tornare a regole binarie: bianco o nero, rigore o non rigore, senza interpretazioni filosofiche.

Ma la vera rivoluzione necessaria è il VAR a Chiamata (Challenge). L’attuale protocollo VAR è schizofrenico: interviene per un millimetro di fuorigioco ma tace su espulsioni dubbie o contatti decisivi se l’arbitro dice “ho visto io”. È un controsenso. Bisogna dare agli allenatori la possibilità di chiamare il VAR (due volte a partita) su episodi specifici. Gli allenatori capiscono di calcio, sanno quando un loro giocatore ha simulato o quando il danno è reale. Dare il potere alle panchine eliminerebbe gli errori più grotteschi, responsabilizzerebbe i tecnici (che smetterebbero di protestare a vuoto) e toglierebbe l’alibi della “svista” all’arbitro. Senza un reset totale — delle regole, della tecnologia e della mentalità dei calciatori — continueremo a parlare di arbitri dal lunedì alla domenica, mentre il calcio giocato passa in secondo piano.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

🏟️ Flaminio: Sogno da 50.000 posti o Incubo di traffico?

0
Stadio Flaminio Lazio progetto Alessandro Onorato news
Rendering dello Stadio Flaminio ristrutturato, possibile nuova casa della Lazio

Il futuro biancoceleste passa per il recupero dell’opera di Nervi. Un investimento monstre per colmare l’abisso dei ricavi con le milanesi, ma sulla strada ci sono due giganti: la Soprintendenza e il traffico di Roma Nord.

Mentre la squadra lotta sul campo, la vera partita per il futuro della S.S. Lazio si gioca tra le gradinate deserte e piene di erbacce dello Stadio Flaminio. Non è una questione di romanticismo, o almeno non solo. È una brutale questione di sopravvivenza economica nel calcio moderno. Il piano presentato per trasformare il monumento di Pier Luigi Nervi è una scommessa da circa 400 milioni di euro che punta a stravolgere il bilancio del club, ma che rischia di schiantarsi contro il muro di gomma della burocrazia romana.

L’Abisso dei Ricavi: 17,9 Milioni non bastano

Per capire l’urgenza di questo progetto, bisogna partire dal portafoglio. I numeri sono impietosi: nell’ultima stagione di riferimento, la Lazio ha incassato dal botteghino appena 17,9 milioni di euro. Se isolata, la cifra può sembrare dignitosa. Se comparata ai competitor, è una condanna alla mediocrità finanziaria. La Lazio incassa meno della metà dei rivali cittadini della Roma e addirittura un quarto rispetto ai colossi Inter e Milan. Questo “spread” finanziario si traduce in decine di milioni in meno da investire ogni anno sul mercato. Senza uno stadio di proprietà, la Lazio corre con il freno a mano tirato, costretta a fare i miracoli sportivi per competere con chi ha motori di cilindrata doppia.

Il Modello “7 su 7”: Oltre la Cattedrale nel Deserto

L’attuale Olimpico è una “cattedrale nel deserto”: si accende per 90 minuti e poi si spegne. Il progetto Flaminio mira a ribaltare questo paradigma, seguendo la scia tracciata dalla Juventus (e dai top club europei). L’obiettivo è trasformare lo stadio in un asset attivo 7 giorni su 7. Negozi, ristoranti, musei, spazi eventi: l’impianto non deve essere solo un costo di manutenzione, ma una macchina da soldi continua. Il grafico dei ricavi della Juventus post-Stadium è la stella polare di Lotito: l’investimento iniziale si ripaga creando un circolo virtuoso che aumenta il fatturato strutturale e, di conseguenza, la competitività della squadra.

Il Progetto: Un Guscio Tecnologico per la Storia

Ma come si tocca un’icona intoccabile? La proposta architettonica è audace: non demolire, ma avvolgere. L’idea è quella di preservare e restaurare la struttura storica della famiglia Nervi, oggi fatiscente, proteggendola con un “guscio tecnologico”. Si parla di un ampliamento che porterebbe la capienza a circa 50.000 posti, con una copertura moderna e un anello superiore che non gravi sulle strutture originali. Un compromesso ingegneristico delicatissimo tra conservazione artistica ed esigenze commerciali moderne. Restituire a Roma un pezzo della sua storia, riqualificando un intero quartiere, è la leva emozionale che il club vuole usare per ottenere il via libera.

I Due Giganti sulla Strada: Burocrazia e Traffico

Tuttavia, tra il dire e il fare c’è di mezzo Roma. Gli ostacoli sono ciclopici e si dividono in due categorie.

  1. Il Muro di Carta: La Soprintendenza. Il Flaminio è vincolato come bene culturale. Ottenere il permesso di modificare, coprire e ampliare l’opera di Nervi è un’impresa che fa tremare i polsi. Ogni vite spostata richiede un’autorizzazione, e il rischio che il progetto venga bocciato per “eccesso di impatto visivo” è altissimo.
  2. Il Muro di Lamiere: La viabilità. Portare 50.000 persone nel cuore del quartiere Flaminio, in una zona già congestionata e con scarsi parcheggi, è un incubo logistico. Come gestire l’afflusso e il deflusso senza paralizzare Roma Nord? Il piano mobilità sarà il vero tallone d’Achille dell’intera operazione.

Il progetto Flaminio non è solo uno stadio. È un test sulla capacità della Capitale di modernizzarsi senza rinnegare il passato. Se la Lazio vince questa scommessa, cambia la sua storia. Se perde, il Flaminio resterà un monumento al degrado e il club un’eterna incompiuta economica.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Azionariato Popolare: Lotito contro tutti, il Governo tira dritto

0
Claudio Lotito intervistato da Sky Sport a bordo campo prima di Lazio-Bologna.
Foto Cafaro Gerardo/LaPresse 11 10 2014 Salerno (Italia) Stadio "Arechi" sport calcio Salernitana vs Savoia Campionato italiano di calcio Lega Pro girone C 2014/2015 Nella Foto: Claudio LotitoPhoto Cafaro Gerardo/LaPresse 11 10 2014 Salerno (Italy) "Arechi " Stadium sport soccer Salernitana vs Savoia Italian Football Championship League Lega Pro group C 2014/2015 In The picture : Claudio Lotito

Il patron della Lazio, nelle vesti di Senatore, ha tentato la “retromarcia” sul disegno di legge che porterebbe i tifosi nei consigli di amministrazione. Ma la Lega di Salvini non ci sta: lo scontro politico sul futuro del calcio italiano è appena iniziato.

C’è una barricata in Senato che divide il calcio del passato da quello del futuro, e a presidiarla c’è Claudio Lotito. La notizia, filtrata dai palazzi romani la scorsa settimana, raccontava di una brusca frenata sul disegno di legge per l’introduzione dell’azionariato popolare nel calcio professionistico. Una frenata imposta proprio dal senatore di Forza Italia e presidente della Lazio, preoccupato che l’ingresso dei tifosi nell’azionariato potesse destabilizzare il controllo dei club. Ma se Lotito sperava di aver affossato la norma nel silenzio, ha fatto male i calcoli: il Governo, sponda Lega, ha deciso di non mollare la presa.

La Lega (di Governo) contro il “Patron”

La conferma che la battaglia è tutt’altro che finita arriva dai vertici del Carroccio. Matteo Salvini, vicepremier, e Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera, hanno diramato una nota che suona come un avvertimento diretto al collega di maggioranza Lotito. “La proposta per consentire l’azionariato popolare nelle società sportive è importante, ragionevole e già approvata alla Camera con la condivisione del governo”, hanno tuonato i leghisti. Il messaggio è chiaro: non sarà l’interesse di un singolo presidente, per quanto politicamente influente, a fermare una riforma che gode di un ampio consenso trasversale e popolare. L’auspicio di Salvini è che l’iter riprenda velocemente fino all’approvazione definitiva.

La scusa della “compatibilità”

Ma qual è il punto di rottura? Forza Italia, su spinta diretta di Lotito, ha ottenuto il rinvio dell’esame in Senato a data da destinarsi, sollevando dubbi su presunti “aspetti di compatibilità” con le norme che regolano le società di capitali professionistiche. Tradotto dal “politichese”: Lotito e i presidenti vecchio stampo temono che l’azionariato diffuso possa complicare la gestione snella (e spesso padronale) delle società. L’idea di dover rendere conto a migliaia di piccoli azionisti-tifosi, di avere rappresentanti del popolo nelle assemblee o di dover garantire una trasparenza assoluta sui bilanci, rappresenta l’incubo di chi intende il calcio come un feudo personale.

Il modello europeo e l’isolamento di Lotito

Mentre in Europa modelli come quello tedesco (il famoso 50+1) o quello spagnolo (l’azionariato del Real Madrid o del Barcellona) dimostrano che coinvolgere i tifosi non significa fallimento ma anzi sostenibilità e appartenenza, in Italia si cerca di alzare il muro. Tuttavia, la mossa di Lotito rischia di rivelarsi l’ennesimo boomerang politico. Opporsi a una legge che darebbe voce ai tifosi, in un momento storico in cui la distanza tra palazzo e stadi è siderale, lo espone a nuove critiche. Non è più solo una questione di gestione della Lazio, ma di visione del sistema Paese.

Cosa succede adesso?

Nonostante lo “stop” temporaneo imposto dal senatore biancoceleste, la sensazione che filtra dai corridoi parlamentari è che la legge passerà. La pressione della Lega è forte e l’opinione pubblica è favorevole. Se il DDL dovesse essere approvato, per i club italiani si aprirebbe una nuova era: quella della partecipazione attiva. Per Lotito, che ha costruito il suo potere sul controllo totale e sull’accentramento decisionale, sarebbe una sconfitta politica e imprenditoriale bruciante. L’ennesima dimostrazione che, forse, il vento sta cambiando anche per chi si credeva intoccabile.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Juve urla, Lazio tace: Il peso politico di Lotito è zero

0

Il weekend di Serie A ha svelato una doppia verità: la Juventus, dopo il caso di San Siro, ottiene un vertice d’emergenza in 24 ore. La Lazio, al nono torto stagionale, resta imprigionata in un silenzio stampa che sa di resa e in una guerra politica persa in partenza.

Quello che è successo a San Siro durante il Derby d’Italia non è solo cronaca di campo, ma una lezione di Realpolitik calcistica. L’espulsione di Kalulu, nata da quella che le immagini suggeriscono essere una simulazione di Bastoni, ha scatenato l’inferno. Ma la notizia non è l’errore: è la reazione. Mentre l’Inter festeggiava, la dirigenza bianconera, guidata da Giorgio Chiellini, ha occupato militarmente gli studi televisivi di Sky e DAZN. Nessun silenzio, nessuna diplomazia: solo rabbia e pretese. Il risultato? John Elkann alza il telefono, chiama il presidente federale Gravina e ottiene, in meno di 24 ore, una riunione d’emergenza in Lega Calcio per discutere l’utilizzo del VAR.

Due pesi, due misure (e due dirigenze)

Il confronto con la sponda biancoceleste del Tevere è impietoso. La Lazio, nel corso di questa stagione 2025-2026, ha collezionato — conti alla mano — almeno nove episodi arbitrali controversi a sfavore. La risposta della società? Il silenzio stampa. Mentre la Juventus trasforma un singolo episodio in un caso di Stato, il DS Fabiani e il patron Lotito scelgono la via dell’assenza mediatica. La strategia del “non parlare per non fare polemica” si è rivelata, come prevedibile, un boomerang devastante. Nel calcio moderno, chi tace non è signore: chi tace acconsente.

La PEC vs La Telefonata

La differenza di peso specifico tra i due club si riassume in un dettaglio burocratico. Quando la Lazio subisce un torto, Lotito invia una PEC agli organi arbitrali. Una mail certificata che, con ogni probabilità, finisce nel cestino virtuale senza nemmeno ricevere risposta. Quando la Juventus subisce un torto, la proprietà chiama direttamente il vertice della FIGC. È qui che emerge il fallimento politico della gestione Lotito. Il presidente della Lazio ha speso anni a fare la guerra a Gravina, cercando di scalare le gerarchie del potere calcistico, ma ha perso su tutta la linea. Il risultato è che oggi la Lazio paga il prezzo di questo isolamento. Lotito non può alzare il telefono perché dall’altra parte non c’è più ascolto, c’è solo un muro.

L’autogol su Sarri e il futuro

Non bisogna dimenticare l’antecedente storico che ha segnato questa spirale negativa. Quando Maurizio Sarri, in tempi non sospetti, denunciò il sistema arbitrale proprio a San Siro, la società rispose con un comunicato surreale in difesa della classe arbitrale, sconfessando il proprio allenatore. Quella mossa, pensata per ingraziarsi il “Palazzo”, ha invece trasmesso un segnale di debolezza inaudito: la Lazio è una società che non difende i suoi tesserati.

Oggi, la riunione d’urgenza in Lega sancisce un principio pericoloso: la Juventus, facendosi sentire, ha probabilmente immunizzato il proprio futuro prossimo da altri errori grossolani. Gli arbitri, consci del polverone mediatico, ci penseranno tre volte prima di fischiare contro i bianconeri. E con la Lazio? Senza una dirigenza capace di battere i pugni sul tavolo e con un peso politico ridotto al lumicino, il rischio è che diventi il bersaglio sacrificale perfetto. Perché sbagliare contro chi urla è rischioso, ma sbagliare contro chi manda le PEC è gratis.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Zazzaroni: “Lazio povera, ma Sarri resta. Flaminio progetto serio”

0
zazzaroni,lazio roma, arbitri,zazzaroni romanista, derby della capitale,

l direttore del Corriere dello Sport analizza il momento delicato in casa Lazio: dalla protesta “civile e rumorosa” del tifo biancoceleste al progetto stadio, passando per il futuro del tecnico e la corsa all’Europa.

Intervenuto ai microfoni di ‘SVB’, Ivan Zazzaroni ha scattato una fotografia nitida e senza filtri dell’attuale situazione in casa Lazio. Il direttore del Corriere dello Sport si è soffermato sulla contestazione dei tifosi, sul livello tecnico della rosa e sulle prospettive future legate allo Stadio Flaminio e a Maurizio Sarri.

Lo stadio vuoto: un segnale assordante

Zazzaroni parte dall’analisi del clima che si respira attorno alla squadra, tracciando un parallelo con quanto sta accadendo anche sulla sponda granata di Torino. Secondo il giornalista, l’assenza della Curva Nord e dei tifosi allo stadio rappresenta una forma di dissenso estremamente potente proprio perché civile.

“La tifoseria più presente è diventata quella più assente: questo penso sia il modo più civile per protestare. Se non mi piace un film, non vado al cinema, è normale. E l’assenza fa un rumore terribile. ‘Se tu non hai il tuo pubblico, non hai niente’, mi sembra una frase perfetta”.

Il direttore sottolinea l’unicità di questo momento storico: “Di stadi vuoti ne ho visti tanti ma mai avrei immaginato l’assenza della Nord, l’ho trovato un segnale molto forte”. Zazzaroni ricorda anche i tempi dello scudetto del 2000, evidenziando come il rifiuto di questa gestione da parte del popolo laziale debba essere un campanello d’allarme per la presidenza dopo vent’anni di gestione.

Il bivio di Lotito e il “sogno” Flaminio

Al centro del dibattito c’è ovviamente il presidente Claudio Lotito, ora posto di fronte a un bivio: “Fregarsene o fare qualcosa”. Zazzaroni spezza una lancia a favore della concretezza del nuovo progetto per lo Stadio Flaminio, che potrebbe essere la chiave di volta per il futuro societario.

“Sono curioso di vedere il progetto del Flaminio, lo fa un mio amico e so che è molto serio. Dubito che Lotito voglia lasciare se fa un simile progetto”.

Il giornalista spiega anche la differenza di approccio mediatico tra i presidenti romani: “Se chiedo di cedere a Lotito, gode; Pallotta invece lo facevo arrabbiare perché effettivamente stava per cedere”.

Sarri, la rosa “povera” e il paragone con Cragnotti

Passando al campo, l’analisi si fa più dura. Se da un lato Maurizio Sarri viene visto come una garanzia di continuità (“Ha un contratto lungo, si parla di giovani… non mi sembra sia uno che voglia andar via”), dall’altro il giudizio sulla qualità della rosa è impietoso.

“La squadra è povera, sempre più povera. Questa non è la Lazio, ha dei contenuti tecnici bassi. Con Cragnotti sognavi, siamo abituati a quella Lazio lì. La Lazio era da primato anche a livello europeo, anche la Lazio di Zeman che non vinse nulla era forte; è chiaro che sono cambiati i tempi ma siamo ad un livello mediocre”.

Zazzaroni cita anche un episodio arbitrale recente (“C’era anche un rigore per la Lazio, sabato”), ma lo definisce secondario rispetto ai problemi strutturali della squadra.

Corsa Europa: Como e Bologna favoriti

In chiusura, uno sguardo alla corsa per un piazzamento europeo, dove Zazzaroni vede la Lazio indietro rispetto alle dirette concorrenti, citando in particolare la freschezza del Como e la solidità del Bologna.

“Il Como ha grande energia e non ha l’obbligo di vincere. Mi sembra la squadra favorita. Il Bologna si è un po’ compromesso ultimamente. Le vittorie della Lazio sono faticosissime. Delle tre mi sembra quella inferiore”.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio, ansia Gila: ginocchio ko. Zaccagni vede il Cagliari

0
Mario Gila e Nuno Tavares, tra i migliori in campo nelle pagelle di Napoli-Lazio 0-2.
Mario Gila durante un match della Lazio: i due giocatori potrebbero essere ceduti a gennaio per garantire liquidità al club.

Tegola in difesa dopo la sfida con l’Atalanta: preoccupano le condizioni del centrale spagnolo. Dall’infermeria però arriva un sorriso: il capitano punta la trasferta in Sardegna.

La sconfitta contro l’Atalanta lascia scorie pesanti non solo per il risultato, ma anche per l’infermeria. In casa Lazio c’è forte apprensione per le condizioni di Mario Gila, costretto a lasciare il campo in anticipo, mentre si accende una luce di speranza per il rientro di Mattia Zaccagni in vista del prossimo impegno di campionato.

Gila: ginocchio dolente, attesa per gli esami

L’immagine del difensore spagnolo che esce acciaccato dal terreno di gioco è la nota più stonata della serata. Il problema riguarda il ginocchio e, sebbene non ci siano ancora certezze, lo staff medico predica cautela in attesa degli esami strumentali che verranno svolti nelle prossime ore.

A fare il punto della situazione nell’immediato post-partita è stato il tecnico Maurizio Sarri, che non ha nascosto la preoccupazione per la mancanza di una diagnosi immediata:

“Non abbiamo ancora una diagnosi precisa. Gila sente dolore al ginocchio, ma mi ha detto che non ha preso colpi diretti durante la gara”.

L’assenza di traumi da contrasto diretto è un dettaglio che, paradossalmente, aumenta l’ansia: gli accertamenti dei prossimi giorni saranno decisivi per chiarire l’entità dell’infortunio (distorsione o interessamento dei legamenti) e definire i tempi di recupero.

<image>

Zaccagni corre verso Cagliari

Se la difesa piange, l’attacco prova a sorridere. Arrivano segnali incoraggianti sul fronte Mattia Zaccagni. L’esterno offensivo, fermo ai box per una fastidiosa lesione ai muscoli obliqui addominali, sembra aver imboccato la strada giusta per il rientro.

Stando alle ultime indiscrezioni da Formello, il numero 20 biancoceleste ha ripreso a correre e ha messo nel mirino la trasferta di sabato all’Unipol Domus contro il Cagliari. L’obiettivo realistico è strappare almeno la convocazione per tornare a respirare l’aria della partita e fornire un’alternativa in più a gara in corso. Il recupero del capitano sarebbe fondamentale per ridare imprevedibilità alla manovra offensiva in un momento delicato della stagione.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Stadio Flaminio, svolta burocratica: la Lazio sceglie la “Via della Roma”

0
Stadio Lazio Flaminio bocciato Lorenzo Busnengo, Progetto Lotito Flaminio, Stadio Roma Pietralata, Vincoli Flaminio Nervi
Il presidente Lotito fa il punto sulla possibilità di trasformare lo Stadio Flaminio nella nuova casa della Lazio. Vincoli e sfide da affrontare, ma la volontà c'è. Scopri i dettagli e i tempi previsti per questa decisione cruciale!

Il futuro dello Stadio Flaminio passa per un cambio di binari legislativo. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il Comune di Roma ha chiesto ufficialmente alla Lazio di abbandonare il ricorso al Codice dei Contratti Pubblici in favore della più snella “Legge Stadi”. La società biancoceleste ha dato il suo via libera, allineando l’iter burocratico a quello già seguito dalla Roma per Pietralata.

Perché questo cambio di rotta?

La necessità nasce dalla complessità dell’area. Il Comune vuole che la Soprintendenza di Stato si esprima immediatamente, ancora prima della dichiarazione di pubblico interesse. Il Flaminio, infatti, non è un semplice impianto sportivo, ma un bene vincolato che porta con sé tre grandi sfide:

  • Vincolo Architettonico: L’opera di Pier Luigi Nervi è intoccabile dal 2000. Ogni modifica deve garantirne la conservazione integrale.
  • Vincolo Paesaggistico e Fluviale: La vicinanza al Tevere impone autorizzazioni rigorose per ogni minima trasformazione edilizia.
  • Nodo Archeologico: Sotto il manto erboso e le tribune riposa un pezzo di storia di Roma.

Una Necropoli sotto la Tribuna Ovest

La Relazione Tecnica depositata il 9 febbraio descrive un sottosuolo ricchissimo. L’area sorge sull’antica via Flaminia e nasconde una Villa Romana di 2.500 mq, un edificio rurale di età repubblicana e, soprattutto, una necropoli romana situata proprio sotto l’attuale Tribuna Ovest. Non solo: nei pressi si trova il complesso di San Valentino, dove la tradizione vuole siano sepolte le spoglie del Santo patrono degli innamorati.

Proprio per questo, il parere delle Belle Arti è diventato il primo, imprescindibile gradino della nuova scalata verso lo stadio di proprietà.

🏗️ Stadio Flaminio: Perché l’iter è cambiato e cosa nasconde il sottosuolo

Il cambio di rotta non è solo un dettaglio burocratico: è una mossa strategica del Campidoglio per evitare che il progetto si schianti contro il muro della burocrazia statale a metà opera. Passare alla “Legge Stadi” (la stessa della Roma a Pietralata) permette di mettere subito la Soprintendenza di Stato al tavolo, prima ancora di discutere se lo stadio serva o meno alla città.

I tre “Sigilli” delle Belle Arti

La Relazione Tecnica depositata il 9 febbraio è chiarissima: l’area è protetta da tre vincoli pesantissimi che rendono quasi impossibile demolire o alterare la struttura:

  1. Vincolo Architettonico (Pier Luigi Nervi): Dal 2000 lo stadio è considerato un capolavoro intoccabile. Ogni modifica deve rispettare l’integrità strutturale originale. In pratica, non si può “stravolgere” la forma sognata da Nervi.
  2. Vincolo Fluviale: Lo stadio ricade nella fascia di rispetto del Tevere. Questo significa che anche per spostare un lampione serve l’autorizzazione paesaggistica, perché ogni intervento impatta sull’ecosistema fluviale.
  3. Aree di Notevole Interesse Pubblico: L’intero ambito urbano è tutelato come paesaggio storico, limitando l’altezza delle nuove strutture e l’impatto visivo.

La “Città Sotto lo Stadio”: I dettagli archeologici

Il vero motivo per cui il Comune ha chiesto alla Lazio di cambiare norma è ciò che si trova “sotto” i piedi dei tifosi. Il progetto deve fare i conti con un’area che è un museo a cielo aperto:

  • La Necropoli sotto la Ovest: Proprio sotto l’attuale Tribuna Ovest è stata documentata un’antica necropoli romana. Scavare lì per fare nuovi servizi o parcheggi interrati significa esporsi a stop immediati dei cantieri.
  • La Villa Romana da 2.500 mq: La relazione segnala una villa enorme, utilizzata dal VI secolo a.C. fino al III secolo d.C., che testimonia quanto quell’area fosse viva già duemila anni fa.
  • Il Complesso di San Valentino: Nelle immediate vicinanze si trova il sito dove sarebbero sepolte le spoglie del Santo patrono degli innamorati. Un peso storico e religioso che non permette errori.
  • Edifici Repubblicani: Sono stati individuati resti di edifici rurali di età repubblicana, rendendo il Flaminio uno dei siti più densi di reperti dell’intera via Flaminia.

Cosa cambia concretamente per la Lazio?

Con la vecchia procedura (partenariato pubblico-privato), la Lazio avrebbe rischiato di ottenere l’ok dal Comune per poi vedersi bocciare tutto dalla Soprintendenza a lavori iniziati. Con la Conferenza di Servizi preliminare prevista dalla Legge Stadi, lo Stato dirà subito cosa si può toccare e cosa no.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio, Zaccagni prenota il rientro: obiettivo Cagliari e Coppa Italia

0
La distinta ufficiale di Cagliari-Lazio negli spogliatoi dell'Unipol Domus.

Dopo la delusione interna contro l’Atalanta, la Lazio cerca segnali di ripartenza e il primo arriva direttamente dall’infermeria. Mattia Zaccagni è pronto a tornare. Il capitano, assente pesantissimo nelle ultime uscite a causa di una lesione all’addome, ha messo nel mirino la trasferta di Cagliari per riassaggiare il campo.

Zaccagni La tabella di marcia del capitano

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il percorso riabilitativo procede spedito. L’obiettivo è chiaro:

  • Cagliari-Lazio: Rientro tra i convocati e primi minuti nelle gambe.
  • Lazio-Torino: Test definitivo per ritrovare il ritmo partita.
  • 4 Marzo (Coppa Italia): Essere al 100% per l’andata della semifinale contro l’Atalanta.

Un segnale per l’Europa e per Gattuso

La data del 4 marzo è cerchiata in rosso sul calendario del numero dieci. Non è solo una questione di ambizioni europee con la maglia biancoceleste; Zaccagni sa che il finale di stagione sarà decisivo anche in ottica Nazionale. Con il CT Gattuso che osserva con attenzione, tornare a trascinare la Lazio è il miglior biglietto da visita per confermare il proprio posto in azzurro.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio, protesta tifosi: l’Olimpico resta deserto

0
Lazio Sassuolo formazioni tv: i giocatori biancocelesti in campo allo Stadio Olimpico.

Lazio, un Olimpico senza voce: il peso della contestazione

Oltre al passivo sul campo, il match di San Valentino contro l’Atalanta ha lasciato in dote un’altra immagine amara: quella di un Olimpico spettrale. La protesta della tifoseria laziale prosegue senza sosta e, sebbene non sia rivolta alla squadra o a Maurizio Sarri, finisce inevitabilmente per condizionare l’atmosfera delle gare interne, privando i calciatori del calore necessario nelle sfide d’alta classifica.

Il muro del silenzio

L’atmosfera vissuta contro la Dea è stata la fotocopia di quanto già visto contro il Genoa. Una scelta precisa dei gruppi organizzati per ribadire la propria distanza dalla società. Un’assenza che, come sottolineato da Marusic e dal tecnico in conferenza stampa, fa molto più rumore di uno stadio pieno. In partite giocate sul filo dell’equilibrio, l’energia che scende dagli spalti può risultare decisiva, e la sua mancanza si sta rivelando un handicap pesante per la risalita in classifica.

Cosa succederà ora?

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, i prossimi giorni saranno decisivi. I leader della tifoseria si riuniranno per stabilire le modalità con cui portare avanti la contestazione. Il grande interrogativo riguarda la Coppa Italia: la semifinale di ritorno, ancora contro l’Atalanta, rappresenta l’ultima spiaggia per agganciare l’Europa. Resta da capire se, per un appuntamento così cruciale, il popolo biancoceleste deciderà di concedere una “tregua” per spingere la squadra verso la finale o se la linea dura continuerà a prevalere.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio-Atalanta, parla Sarri: “Siamo vivi. Gila? Un mistero”

0
Maurizio Sarri scuro in volto in conferenza stampa dopo il pareggio contro il Cagliari.

Nonostante il risultato amaro, Maurizio Sarri si presenta in conferenza stampa con una punta di orgoglio per la prestazione dei suoi. Il tecnico biancoceleste analizza la sfida contro l’Atalanta sottolineando la crescita mentale del gruppo, ma non risparmia appunti tattici e aggiornamenti preoccupanti dall’infermeria.

L’analisi di Sarri: prestazione e singoli

“Sono contento della prestazione, abbiamo creato molto concedendo poco”, ha esordito il Mister. Sarri ha poi analizzato i singoli, in particolare Nuno Tavares e Noslin: “Hanno doti enormi ma spesso sbagliano le scelte. Nuno deve imparare a essere più razionale e a non perdere palla dentro il campo”. Una battuta anche sul nuovo arrivato Ratkov: “Dagli allenamenti non mi sembra un esterno, ma lo conosco da poco e potrei sbagliarmi”. La nota dolente riguarda Mario Gila, uscito per un problema al ginocchio: “Dice di non aver preso colpi, dovremo fare esami strumentali per capire l’origine del dolore”.


Marusic tra campo, tifosi e il sogno Milinkovic

Accanto al tecnico, è intervenuto anche Adam Marusic, che ha vestito i panni del leader chiedendo il supporto della piazza in un momento delicato.

L’appello alla Nord Il montenegrino è stato categorico sull’assenza del pubblico: “Sono qui da nove anni e giocare così è brutto. Con i tifosi oggi sarebbe stata un’altra partita. A nome della squadra dico che abbiamo bisogno di loro per questo finale di stagione”.

Il retroscena su Milinkovic-Savic Solleticato dalle domande di mercato, Marusic ha svelato un retroscena sul “Sergente”: “Parliamo ogni giorno, per me è un fratello. Ha altri due anni di contratto lì, ma spero in un suo ritorno tra qualche tempo. Lui sa quanto i tifosi lo amino, tutto è aperto”.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

✍️ Pagelle Lazio-Atalanta 0-2: il racconto dei singoli

0
Esultanza dei giocatori dell'Atalanta e delusione della Lazio all'Olimpico.
Gustav Isaksen al centro sportivo di Formello durante un allenamento individuale, concentrato sul rientro in forma dopo la mononucleosi.

Pagelle | La Lazio esce sconfitta dallo scontro diretto contro l’Atalanta, punita dagli episodi e da un cinismo che ai ragazzi di Sarri è mancato nei momenti chiave. Ecco i voti ai protagonisti biancocelesti.

La Difesa: Provedel non può nulla, Provstgaard soffre

  • Provedel 6: Viene spiazzato dal dischetto e freddato dal gioiello di Zalewski. Quando l’Atalanta mira lo specchio, lui fa quel che può, ma la difesa non lo aiuta.
  • Marusic 5,5: Bernasconi è un cliente scomodo e lo si vede. Pesa come un macigno l’errore sotto porta: un tap-in fallito che poteva cambiare l’inerzia.
  • Gila 6: Il migliore dietro finché resta in campo. Ringhia sulle punte nerazzurre, ma deve alzare bandiera bianca per una contusione. (Dal 46’ Patric 5,5: Entra in un momento difficile e rimane statico sul raddoppio orobico).
  • Provstgaard 5: Pomeriggio da incubo. Errori in impostazione e la colpa sul primo gol, dove lascia troppo spazio di manovra a Krstovic.
  • Nuno Tavares 5,5: La solita spinta poderosa, ma la fase difensiva è rivedibile. La sua assenza di copertura pesa sull’azione che porta al vantaggio ospite.

Il Centrocampo: Pagelle Cataldi ci prova, Taylor sfortunato

  • Dele-Bashiru 5,5: Parte forte, poi si spegne progressivamente. L’Atalanta lo scherma bene e lui finisce per girare a vuoto.
  • Cataldi 6: Il fulcro della manovra. Verticalizza e cuce il gioco, costringendo anche Scalvini al giallo. Il rigore causato è pura sfortuna: la palla lo colpisce in una dinamica inevitabile. (Dal 67’ Rovella 6: Entra per dare la scossa con la sua energia).
  • Taylor 6: La mano di Carnesecchi gli strozza l’urlo in gola su un palo clamoroso. Mette qualità ma predica un po’ nel deserto.

L’Attacco: Isaksen assente, Maldini a metà

  • Isaksen 5: Inizia con personalità, ma sparisce sul più bello. Grave la disattenzione sul gol di Zalewski, a cui concede troppo spazio per mirare l’angolo.
  • Maldini 5,5: Alterna buone intuizioni a errori banali nelle sponde. Nel finale ha la palla per accorciare, ma non trova il rimpallo giusto.
  • Noslin 5,5: Evanescente. Una conclusione senza troppe pretese e poco altro. Non sfrutta l’occasione da titolare. (Dal 67’ Ratkov 5,5: Colpisce un palo che urla vendetta e fallisce il tap-in nel convulso finale).

La Panchina

  • All. Sarri 5,5: La squadra produce, colpisce legni e non demerita sul piano del gioco, ma perde per dettagli e scarsa cattiveria. La sfida in Coppa Italia sarà il vero banco di prova per capire se la lezione è stata imparata.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio-Atalanta 0-2: i legni e gli sprechi condannano Sarri

0
Un momento di gioco concitato tra Lazio e Atalanta allo Stadio Olimpico.

Un risultato che non rispecchia quanto visto in campo, ma che nel calcio è ciò che conta. La Lazio cade all’Olimpico contro l’Atalanta per 0-2, in una sfida valida per la 25ª giornata di Serie A che, di fatto, allontana sensibilmente i biancocelesti dalla corsa alle zone nobili della classifica. La prestazione della squadra di Sarri è stata di alto livello, ma la sfortuna (due pali colpiti) e la mancanza di cinismo negli ultimi metri hanno fatto la differenza.

Rigore fatale nel primo tempo

La gara inizia su ritmi altissimi. La Lazio spinge con Isaksen particolarmente ispirato, capace di mettere in crisi la retroguardia di Palladino. Al 39′, l’episodio che sblocca il match: su un cross di Zappacosta, un intervento in scivolata di Cataldi viene punito dal direttore di gara Sacchi per un tocco di braccio. Dal dischetto si presenta Ederson che non sbaglia, mandando i bergamaschi al riposo in vantaggio nonostante un palo clamoroso colpito in precedenza da Taylor.

Lazio sprecona, Zalewski raddoppia

Nella ripresa la Lazio entra in campo con il piglio giusto. Noslin impegna severamente Carnesecchi, ma sulla ribattuta Marusic calcia alto a porta vuota. Al 60′, nel momento di massimo sforzo biancoceleste, arriva la doccia fredda: Zalewski trova lo spazio al limite dell’area e indovina il diagonale vincente per lo 0-2. Sarri prova a rimescolare le carte inserendo Rovella, Ratkov e infine Dia, passando anche al 4-4-2, ma la porta sembra stregata. Il secondo legno di giornata colpito da Ratkov e un incredibile salvataggio sulla linea su Dia chiudono definitivamente i giochi.

Ora per la Lazio rimane l’obiettivo Coppa Italia: la semifinale, ironia della sorte proprio contro l’Atalanta, sarà l’occasione per riscattare questa serata amara.


📋 Il Tabellino

CaratteristicaDettaglio Match
Marcatori41′ rig. Ederson (A), 60′ Zalewski (A)
Lazio (4-3-3)Provedel; Marusic, Gila (46′ Patric), Provstgaard, Tavares; Dele-Bashiru, Cataldi (67′ Rovella), Taylor (79′ Cancellieri); Isaksen (88′ Dia), Maldini, Noslin (67′ Ratkov). All. Sarri
Atalanta (3-4-2-1)Carnesecchi; Scalvini (46′ Kossounou), Djmsiti, Ahanor (24′ Kolasinac); Zappacosta (83′ Bellanova), De Roon, Ederson, Bernasconi; Samardzic (46′ Raspadori), Zalewski (69′ Sulemana); Krstovic. All. Palladino
ArbitroJuan Luca Sacchi (sez. Macerata)
NoteAmmoniti: Scalvini, Ahanor, Bernasconi, Taylor, Djmsiti.


Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio-Atalanta, Isaksen carica l’ambiente: “Non molliamo niente”

0
Gustav Isaksen sorridente durante l'intervista post-partita di Lazio-Milan a DAZN.

A pochi istanti dal calcio d’inizio di Lazio-Atalanta, sfida cruciale per la 25ª giornata di Serie A, l’esterno biancoceleste Gustav Isaksen ha preso la parola per presentare il match. La squadra arriva dall’entusiasmo della qualificazione in semifinale di Coppa Italia, ma l’obiettivo ora è tutto sul campionato.

Testa all’Atalanta

Intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, il danese ha sottolineato l’importanza della mentalità: “Giocheremo con grande fiducia. Siamo contenti del lavoro svolto in settimana, ma ora conta solo l’Atalanta. Questa partita è uno snodo fondamentale per la nostra stagione”. Isaksen ha poi spento i rumors sulla semifinale di coppa: “C’è tempo per pensarci, oggi dobbiamo sistemare la classifica. Non molliamo mai”.

L’ambizione personale

Ai microfoni di DAZN, Isaksen ha ribadito la voglia di incidere nel finale di stagione: “Voglio dare tutto: gol, assist e sacrificio per i tifosi. Non cerco solo il gol spettacolare, mi servono punti e concretezza”. Sulla pressione della gara contro i bergamaschi: “È una bella pressione, giochiamo contro una squadra fortissima in un gran momento, ma il nostro unico obiettivo è la vittoria”.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio-Atalanta, le formazioni ufficiali: Noslin titolare, c’è Provstgaard

0
Giocatori della Lazio in cerchio allo Stadio Olimpico prima del match.

Le luci dello Stadio Olimpico si accendono per una sfida che profuma di alta classifica. Dopo il pareggio beffardo contro la Juventus, la Lazio di Maurizio Sarri torna tra le mura amiche per affrontare l’Atalanta di Palladino nella 25ª giornata di Serie A. Un match complicato dalle assenze, con la difesa da inventare e un attacco che deve fare a meno di capitan Zaccagni.

Le scelte di Sarri Emergenza totale nel pacchetto arretrato: con Romagnoli squalificato e gli infortuni che tartassano il reparto, Sarri lancia ancora Provstgaard al fianco di Gila. Sulle fasce confermati Marusic e Nuno Tavares. La vera sorpresa è a centrocampo, dove Dele-Bashiru vince il ballottaggio e affianca Cataldi e Taylor. Davanti, turno di riposo iniziale per Pedro: spazio al tridente pesante con Noslin, Maldini e Isaksen.

L’avversario L’Atalanta risponde con il collaudato 3-4-2-1. Palladino punta sulla qualità di Samardzic e la fisicità di Krstovic per scardinare la difesa biancoceleste. Occhio agli esterni, con Zalewski pronto a dar battaglia sulla corsia.


📋 Il Tabellino Ufficiale

LAZIO (4-3-3):

Provedel; Marusic, Gila, Provstgaard, Tavares; Dele-Bashiru, Cataldi, Taylor; Isaksen, Maldini, Noslin. A disp.: Motta, Furlanetto, Patric, Hysaj, Pellegrini, Rovella, Belahyane, Przyborek, Farcomeni, Cancellieri, Ratkov, Dia. All.: Sarri.

ATALANTA (3-4-2-1):

Carnesecchi; Scalvini, Djmsiti, Ahanor; Zappacosta, De Roon, Ederson, Zalewski; Samardzic, Bernasconi; Krstovic. All.: Palladino.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

La Lega Serie A compra il Fantacalcio? Affare da 40 milioni

0
Svolta epocale per i fantallenatori: la Lega Serie A vuole comprarsi il "Fantacalcio". L'affare da 40 milioni

L’AD De Siervo punta all’acquisizione del 51% di Quadronica, la società che gestisce l’app più amata dagli italiani. Il 16 febbraio il giorno della verità: ecco cosa cambia.

Sembrava solo un gioco tra amici, fatto di carta, penna e voti della Gazzetta il martedì mattina. Oggi è un impero digitale da 40 milioni di euro su cui la Lega Serie A ha deciso di mettere le mani. È questa l’indiscrezione clamorosa che sta scuotendo il mondo del calcio italiano: l’organo di governo del nostro campionato, guidato dall’Amministratore Delegato Luigi De Siervo, è pronto ad acquisire la maggioranza di Quadronica, la società napoletana che detiene il marchio ufficiale e la piattaforma Leghe Fantacalcio.

I dettagli dell’offerta: un affare da 40 milioni Non si tratta di una semplice partnership commerciale (già esistente), ma di una vera e propria scalata. La Lega ha messo sul piatto una cifra monstre: 40 milioni di euro per rilevare il 51% delle quote della società fondata da Nino Ragosta e Luigi Cutolo. L’obiettivo è chiaro: nazionalizzare e istituzionalizzare quello che è, a tutti gli effetti, il “secondo campionato” più seguito in Italia. Con 3 milioni di utenti attivi e un fatturato di 10 milioni l’anno, il Fantacalcio non è più un hobby, ma una miniera d’oro di dati e coinvolgimento.

Perché la Lega lo vuole? La strategia è precisa: monetizzare la passione. Come riportato anche da Il Fatto Quotidiano, il coinvolgimento emotivo dei fantallenatori supera spesso quello per le partite reali. La Lega vuole creare un ecosistema unico, integrando l’esperienza del tifoso tra stadio, tv e app. Controllare Quadronica significa avere in mano il 90% del mercato del fantasy game in Italia. Un monopolio di fatto.

Il 16 febbraio: la data da cerchiare in rosso Tutto si deciderà prestissimo. L’assemblea di Lega (dove siederà anche il Presidente della Lazio, Claudio Lotito) è fissata per il 16 febbraio. In quella sede i club dovranno votare se procedere o meno con l’acquisizione.

Cosa cambia per i fantallenatori? Rischi e opportunità È la domanda che si fanno milioni di appassionati: il gioco resterà gratuito?

  • Lo scenario ottimista: L’ingresso della Lega potrebbe portare risorse, integrazione con le dirette TV, voti in tempo reale ufficiali (ancora più precisi) e premi più ricchi.
  • I timori: Il rischio è la perdita di quell’anima “popolare” e indipendente che ha fatto la fortuna del gioco. C’è il timore che l’app possa diventare a pagamento o che aumentino i costi per le Leghe Premium, trasformando il passatempo in un business puro.

Tra pochi giorni sapremo se il Fantacalcio resterà dei tifosi o diventerà un asset della Confindustria del pallone.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio, Mattioli (RAI): “Tra 10 giorni notizia deflagrante”

0
Matteo Renzi ospite negli studi di La7 mentre critica la gestione di Claudio Lotito e del calcio italiano.

Tam tam radiofonico: su Radio Radio si parla di una svolta imminente. Mattioli enigmatico ma deciso: “C’è solo un episodio che può cambiare tutto…”

Il clima attorno alla Lazio si fa ogni ora più incandescente, e non solo per le questioni di campo o per le proteste politiche. Nelle ultime ore, l’etere romano è stato attraversato da scosse sismiche fatte di indiscrezioni, “detti e non detti” e previsioni che, se confermate, avrebbero del clamoroso.

A gettare benzina sul fuoco delle speranze (o delle paure) dei tifosi ci ha pensato Mario Mattioli. Intervenuto sulle frequenze di Radio Radio, il giornalista si è unito al coro di voci – partito inizialmente da alcune battute sibilline di Fiorello – che preannunciano novità grosse, anzi, “deflagranti”, in arrivo a brevissimo giro di posta.

L’indiscrezione: “Accadrà qualcosa di importante” Mattioli non scende nei dettagli, ma le sue parole pesano come macigni in un ambiente già elettrico. Alla domanda su cosa stia bollendo in pentola, la risposta è stata netta: “Cosa dovrebbe accadere? Non sapete nulla? Io credo che accadrà qualcosa di importante”, ha esordito Mattioli, alzando subito l’asticella dell’attenzione.

Il riferimento alla società? Ma è il passaggio successivo a scatenare le interpretazioni. “In quale settore? C’è solo uno che può portare importanti notizie per la Lazio, solo un episodio, una notizia che può essere deflagrante. Non è così facile dirla…”. L’uso dell’aggettivo “deflagrante” e il riferimento a un “unico settore” capace di generare tale impatto lasciano poco spazio alla fantasia: tutti gli indizi sembrano portare ai piani alti di Formello, all’assetto societario.

Il countdown: 10 giorni di fuoco Le voci si rincorrono e parlano di una finestra temporale strettissima: 10 giorni. È questo il lasso di tempo entro cui, secondo i rumors radiofonici, il “mistero” dovrebbe essere svelato. Che si tratti di un cambio di proprietà, dell’ingresso di nuovi soci o di una svolta politica legata alle recenti pressioni su Lotito (di cui si parla anche sui quotidiani nazionali), nessuno si sbilancia ufficialmente. Resta il fatto: dopo Fiorello, anche una voce storica come Mattioli ci mette la faccia. I tifosi della Lazio restano col fiato sospeso: sarà la volta buona o l’ennesima illusione?



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lotito, allarme in Forza Italia: la protesta Lazio costa voti?

0
Lotito e i tifosi, guerra infinita
Lotito e i tifosi, guerra infinita

Retroscena de Il Fatto Quotidiano: il partito in allarme per la contestazione dei tifosi. Tra la petizione “Libera la Lazio” e il mercato fermo, il doppio incarico del Presidente diventa un boomerang elettorale.

La contestazione a Claudio Lotito non è più solo una questione di stadio, striscioni o cori in Curva Nord. Secondo quanto riportato nell’edizione odierna de Il Fatto Quotidiano (12 febbraio 2026), la frattura tra la presidenza e la tifoseria biancoceleste è diventata un serio problema politico per Forza Italia, il partito di cui il patron della Lazio è Senatore.

L’allarme nel partito: “Rischio emorragia di voti” L’analisi di Luca De Carolis mette in luce un nervosismo crescente all’interno degli ambienti politici romani. La tesi è chiara: l’impopolarità sportiva di Lotito rischia di tradursi in un danno elettorale concreto. Il bacino di tifosi della Lazio, storicamente attento alle dinamiche del centrodestra nella Capitale, potrebbe voltare le spalle al partito proprio a causa della gestione del club. Le proteste non si limitano più a Formello: gli striscioni apparsi sotto la sede di San Lorenzo in Lucina e le manifestazioni in centro hanno creato imbarazzo tra i colleghi di partito, preoccupati di perdere consensi in una roccaforte elettorale cruciale.

Il boomerang del doppio incarico e l’effetto Sarri Al centro del ciclone c’è la gestione sportiva. Con una squadra lontana dalla zona Europa, un mercato di gennaio giudicato insufficiente dalla piazza e un Maurizio Sarri descritto come “ultimo baluardo” isolato dalla società, la rabbia dei tifosi è ai massimi storici. Il quotidiano sottolinea il successo della petizione/iniziativa “Libera la Lazio”, che ha raccolto oltre 35.000 firme. Un numero che fa paura ai sondaggisti: si tratta di elettori che, per protesta contro il senatore-presidente, potrebbero scegliere l’astensione o il voto punitivo.

Malumori interni Non tutti in Forza Italia sono disposti a pagare il conto per le scelte calcistiche del Presidente. Secondo la ricostruzione, diversi esponenti avrebbero manifestato irritazione per il fatto che il simbolo del partito venga associato quotidianamente a una gestione aziendale privata così contestata. Il “doppio incarico”, che doveva portare visibilità e prestigio, si è trasformato in un boomerang. La domanda che rimbalza dai palazzi della politica ai muretti dello stadio è la stessa: fino a quando la politica potrà ignorare il “problema Lazio”?



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Caos Ronaldo in Arabia: protesta e addio? Il caso Benzema

0
Caos Ronaldo in Arabia: protesta e addio? Il caso Benzema

C’è qualcosa che non va nel regno dorato della Saudi Pro League. Quella che doveva essere una pensione d’oro o l’inizio di una nuova era del calcio mondiale, si sta trasformando in un braccio di ferro velenoso. Cristiano Ronaldo, l’uomo che ha dato il via alla rivoluzione saudita, ha smesso di giocare. E no, non c’è nessun infortunio muscolare dietro le ultime due assenze (incluso il big match contro i rivali dell’Al-Hilal).

Il “mal di pancia” di CR7: protesta ufficiale Inizialmente mascherata come una “gestione del carico di lavoro” – scusa plausibile per un quasi quarantenne – la verità è venuta a galla grazie al quotidiano portoghese A Bola. L’assenza di Ronaldo è una protesta volontaria. Un segnale forte, anzi fortissimo, lanciato alla dirigenza e, soprattutto, a chi muove i fili di tutto il sistema: il PIF (Public Investment Fund). Ronaldo, perfezionista maniacale, si è sentito “tradito” proprio dal fondo sovrano che detiene la proprietà dei quattro club principali, incluso il suo Al-Nassr.

Il caso Benzema e le accuse di favoritismo La goccia che ha fatto traboccare il vaso? Il mercato di gennaio. Secondo le ricostruzioni, Ronaldo non avrebbe digerito la disparità di trattamento riservata al suo club rispetto ai rivali dell’Al-Hilal. Mentre l’Al-Nassr si è dovuto accontentare di un giovane di belle speranze, i diretti concorrenti per il titolo avrebbero chiuso un colpo sensazionale: Karim Benzema (ex compagno di CR7 al Real e Pallone d’Oro). Per Ronaldo, questa mossa pilotata dall’alto rappresenta una palese mancanza di ambizione per la sua squadra e un tentativo di “rovinare il giocattolo” che lui stesso ha contribuito a lanciare. Un favoritismo inaccettabile per chi vive per vincere.

La risposta della Lega: “Nessuno detta le regole” La replica dell’Arabia non si è fatta attendere. La linea difensiva del PIF è puramente finanziaria: l’Al-Nassr avrebbe già esaurito il budget in estate, mentre l’operazione Benzema all’Al-Hilal sarebbe stata finanziata da investitori privati (opzione, dicono, disponibile anche per il club di Ronaldo). Ma il messaggio politico è gelido: “Nessun giocatore, neanche Cristiano Ronaldo, può dettare le regole”. O ti va bene, o quella è la porta.

Addio anticipato? Gli scenari di mercato A questo punto, il futuro di CR7 diventa un rebus. La rottura sembra profonda e l’ipotesi di un addio a fine stagione – o addirittura prima – prende quota. Dove potrebbe andare? Il fantamercato è già impazzito:

  • Il ritorno romantico: Sporting Lisbona o Manchester United (difficile).
  • L’ultima danza: Un clamoroso approdo a Miami da Messi o un finale al Real Madrid.
  • La mossa strategica: Il Newcastle (sempre proprietà PIF) o, incredibilmente, il passaggio al nemico dell’Al-Hilal.

Una cosa è certa: la favola saudita di Cristiano rischia di non avere il lieto fine. È l’inizio della fine o solo una mossa di potere per costringere gli sceicchi a spendere ancora?



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Sarri: “Lazio gruppo vero. Romagnoli ha il joystick, Pedro…”

0
Maurizio Sarri durante l'intervista post-partita di Lazio-Parma allo Stadio Olimpico.
Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

Il tecnico biancoceleste dopo la vittoria ai rigori: “Pedro è ancora in ospedale, sembrano escluse fratture”. E sulla polemica arbitrale: “Su Dele fallo netto, andava fischiato”.

Dopo la sofferta ma esaltante vittoria ai calci di rigore contro il Bologna, Maurizio Sarri si presenta ai microfoni di Mediaset con la consapevolezza di chi ha superato un ostacolo durissimo. La Lazio vola in semifinale di Coppa Italia dove affronterà l’Atalanta, ma l’analisi del “Comandante” tocca tutti i tasti: dall’orgoglio per il gruppo all’ansia per Pedro, fino alle scelte tattiche su Romagnoli e Maldini.

“Un gruppo vero che mi dà gusto” È un Sarri orgoglioso quello che commenta la prestazione del Dall’Ara. Nonostante i primi 30 minuti di sofferenza, il tecnico esalta la tenuta mentale dei suoi: “La squadra mi dà gusto, perché hai la sensazione di aver creato un gruppo vero”, ha dichiarato il tecnico. “Gente che vuole lo stesso obiettivo. Abbiamo avuto problemi ma ci hanno dato l’opportunità di rendere il gruppo più unito”. Una stoccata anche ai critici sul rendimento esterno: “Siete disattenti, è da novembre che non perdiamo in trasferta. Stiamo facendo quel che possiamo, forse di più”.

Il “Joystick” Romagnoli e l’esperimento Maldini L’analisi sui singoli regala definizioni che faranno discutere (e sorridere) i tifosi. Su Alessio Romagnoli, Sarri non usa mezzi termini per definirne l’importanza tattica: “È un giocatore importante al di là del rendimento individuale. Lui ha in mano il Joystick della nostra linea”. Parole di incoraggiamento anche per Maldini, schierato con compiti offensivi centrali: “Ha qualità importanti dal punto di vista tecnico e fisico, non riesce a sfruttarle al 100% ancora ma io la speranza ce l’ho”.

Polemica arbitrale e aggiornamento su Pedro Non manca la nota polemica sulla gestione dell’arbitro, in particolare su un episodio chiave su Dele: “A noi è successo di peggio. Lo sbilanciamento è netto, in qualsiasi altra zona di campo l’arbitro fischia. Qua no perché sennò lo doveva espellere”. Infine, l’aggiornamento che tutti i laziali aspettavano sulle condizioni di Pedro, uscito per infortunio: “È ancora in ospedale, però da una prima analisi sembra abbiano escluso fratture”. La semifinale è conquistata, ora testa al recupero delle energie e degli uomini.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Infortunio Pedro: nessuna frattura. Lazio in semifinale di Coppa

0
Infortunio Pedro: nessuna frattura. Lazio in semifinale di Coppa La Lazio batte il Bologna ai rigori e vola in semifinale. Ansia per Pedro uscito in barella: scongiurata la frattura, si tratta di una forte distorsione. La Lazio batte il Bologna ai rigori e vola in semifinale. Ansia per Pedro uscito in barella: scongiurata la frattura, si tratta di una forte distorsione.

Una notte dalle due facce quella vissuta dalla Lazio al Dall’Ara. Da una parte la gioia sfrenata per una qualificazione sofferta ma voluta, dall’altra l’apprensione per uno dei suoi leader tecnici. La squadra di Maurizio Sarri strappa il pass per la semifinale di Coppa Italia battendo il Bologna dopo una lotteria dei calci di rigore al cardiopalma, ma a tenere banco nelle ore post-partita sono soprattutto le condizioni di Pedro.

L’infortunio e la corsa in ospedale La serata “magica” è stata macchiata da attimi di vera paura sul finire del primo tempo. L’attaccante spagnolo è stato costretto ad alzare bandiera bianca, accasciandosi al suolo per un forte dolore localizzato sia alla caviglia che al ginocchio. Le immagini di Pedro portato fuori dal campo in barella hanno subito fatto temere il peggio ai tifosi biancocelesti. Il giocatore è stato immediatamente trasportato in ospedale per gli accertamenti strumentali del caso, lasciando la squadra e lo staff tecnico col fiato sospeso per tutta la durata del secondo tempo e dei supplementari.

Il verdetto medico: “Cauto ottimismo” Fortunatamente, le notizie che arrivano nella notte fanno tirare un sospiro di sollievo, seppur parziale. Secondo quanto riportato da Lazio Style Channel, gli esami immediati hanno scongiurato la frattura. La diagnosi preliminare parla di una forte distorsione. Dall’ambiente biancoceleste filtra dunque un “cauto ottimismo” sui tempi di recupero, anche se le condizioni del numero 9 andranno monitorate giorno per giorno per valutare l’interessamento dei legamenti. Sarri si gode la semifinale, ma attende con ansia il ritorno del suo campione.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Italiano dopo Lazio-Bologna: “Usciamo a testa alta”

0
Vincenzo Italiano commenta l’eliminazione del Bologna contro la Lazio: “Ottima partita, pagata una disattenzione. Ripartiamo da qui”.

Dopo l’eliminazione ai rigori contro la Lazio, il tecnico del Bologna, Vincenzo Italiano, ha analizzato la gara ai microfoni di SportMediaset. Parole lucide, che mescolano rammarico e consapevolezza.

“Un’unica disattenzione pagata cara”

Italiano parte dall’episodio decisivo: il gol del pareggio biancoceleste.

“Oggi l’unica disattenzione è stata quella del gol, dovevamo fare meglio. Il portiere, Lucumí e Zortea potevano mettere una pezza. L’abbiamo pagata cara, poi abbiamo perso ai rigori”.

Per l’allenatore rossoblù la prestazione è stata complessivamente positiva, soprattutto nel primo tempo, quando il Bologna aveva mostrato maggiore brillantezza e controllo.

“Abbiamo fatto un’ottima partita, ci dispiace. L’avevamo approcciata benissimo contro una squadra in grande forma. Pensavamo di poterla fare nostra, soprattutto dopo il primo tempo”.

Obiettivi: Europa e campionato

Nonostante l’eliminazione in Coppa Italia, Italiano guarda avanti. L’obiettivo è restare competitivi su più fronti.

“Cercheremo di arrivare a marzo-aprile dentro qualche competizione. In campionato dobbiamo tornare a vincere, ma abbiamo anche l’Europa League. Ci punteremo in questo finale di stagione”.

Il tecnico sottolinea anche l’importanza di onorare il percorso fatto finora:

“Avevamo questo tricolore sul petto, volevamo onorarlo. Non è facile arrivare in fondo e vincere con tutte le squadre che ci sono. Siamo usciti a testa alta”.

“Abbiamo perso smalto”

Italiano non nasconde però le difficoltà recenti:

“Da un mese e mezzo abbiamo perso smalto, lucidità, qualità, concretezza e compattezza. Ogni sbavatura la paghiamo cara, davanti non concretizziamo tutto quello che produciamo”.

Una fotografia chiara del momento attraversato dal Bologna, che fatica a trasformare il volume di gioco in risultati concreti.

Ripartire dalla prestazione

Nonostante tutto, il tecnico vede segnali incoraggianti.

“Secondo me anche questa prestazione è positiva. Ripartiamo da qui per ritrovare quel Bologna”.

Il messaggio è chiaro: archiviare la delusione, recuperare energie e ritrovare fiducia. Perché la stagione è ancora lunga e il Bologna vuole restare protagonista.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Chiffi e il rosso mancato: Lazio-Bologna fa discutere

0
Chiffi Lazio Bologna

Termina in parità nei tempi regolamentari la quattordicesima gara della Lazio diretta da Daniele Chiffi. Il bilancio dei biancocelesti con il fischietto della sezione di Padova si aggiorna a 8 vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte.

Numeri che non raccontano tutto, perché la direzione della gara contro il Bologna lascia più di una perplessità. Diverse scelte sono apparse discutibili, ma su tutte pesa l’episodio del primo tempo: la trattenuta da ultimo uomo di Ferguson su Dele-Bashiru, non sanzionata con il rosso.

Un episodio che avrebbe potuto cambiare completamente l’inerzia del match.


Primo tempo: gialli severi e un rosso mancato

La partita si accende subito. Al 2’ Gila protesta per un angolo concesso al Bologna dopo un contatto con Cambiaghi, ritenuto regolare dall’arbitro.

Al 9’ arriva il primo giallo proprio per Gila, punito per un intervento in ritardo su Ferguson. Decisione giudicata severa per zona di campo e minuto di gara.

Al 15’ Castro commette un fallo evidente in area laziale, ma Chiffi lascia proseguire fino al termine dell’azione, interrotta solo dopo la traversa di Cambiaghi. Poco dopo, intervento con il gomito di Lucumí su Isaksen: nessun fischio, nessun cartellino.

L’episodio chiave: Ferguson su Dele-Bashiru

Al 26’ l’azione destinata a far discutere. Dele-Bashiru scatta verso la porta, Ferguson lo trattiene da dietro. L’attaccante cade, ma Chiffi lascia correre.

Il VAR effettua un rapido silent check, senza invitare l’arbitro alla review. La trattenuta viene considerata troppo lieve per configurare chiara occasione da gol, ma la sensazione è che il contatto abbia inciso sulla corsa del giocatore laziale.

Molti si chiedono: se non è questo un fallo da ultimo uomo, cos’altro lo è?

Nel recupero, altro intervento in ritardo di Ferguson su Maldini. Chiffi, a pochi metri, non concede neppure la punizione e fischia la fine del primo tempo tra le proteste.


Secondo tempo: metro altalenante

Nella ripresa il metro disciplinare resta irregolare.

Al 47’ corretto il giallo per Castro dopo un intervento duro su Isaksen in contropiede. Al 73’ giusta anche l’ammonizione per Miranda per trattenuta evidente sempre su Isaksen.

All’85’ nuovo episodio contestato: punizione corretta per fallo di Nuno Tavares su Orsolini, ma il cartellino appare eccessivo, considerando dinamica e intensità.

Nel recupero (4 minuti concessi), Vitik tampona Nuno Tavares in progressione: giallo inevitabile.


Una direzione che lascia dubbi

Nel complesso, la gara di Chiffi è stata caratterizzata da un metro non sempre uniforme e da alcune decisioni che hanno inciso sull’andamento del match.

L’episodio Ferguson-Dele Bashiru resta il punto centrale. In una partita equilibrata, un’espulsione avrebbe probabilmente modificato la gestione tattica e psicologica dell’incontro.

Non è la prima volta che la Lazio contesta una direzione arbitrale, ma questa volta il dibattito appare destinato a durare.




Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Lazio, sofferenza infinita ma stavolta i rigori sorridono: Bologna battuto, semifinale conquistata

0
Lazio Bologna Coppa Italia

La Lazio vola in semifinale di Coppa Italia dopo una battaglia durissima contro il Bologna, decisa ai calci di rigore. Stavolta la lotteria dagli undici metri sorride ai biancocelesti, a differenza di quanto accaduto lo scorso anno in Europa League contro il Bodo.

Questa volta nessuna beffa. Solo gioia.

Rigori perfetti, Provedel decisivo

Dal dischetto la Lazio è stata glaciale. Nessun errore. Tutti dentro.

Segnano Dia, Marusic, Tavares (primo rigorista, con grande freddezza nonostante Skorupski avesse intuito) e poi il giovane Kenneth Taylor, che con personalità trasforma il penalty decisivo. Una responsabilità enorme per un nuovo arrivato, ma gestita con maturità sorprendente.

Decisivo anche Ivan Provedel, che neutralizza il tentativo del Bologna, mentre Orsolini calcia fuori. È l’esplosione finale.

La Lazio affronterà ora l’Atalanta in semifinale, andata e ritorno. Il sogno Europa continua.

Un arbitraggio che fa discutere

La partita però non è stata solo calcio. È stata anche polemica.

L’episodio chiave arriva nel primo tempo: lancio lungo, Dele-Bashiru scappa via solo verso Skorupski, Ferguson lo atterra da dietro al limite dell’area. Un fallo evidente. Per molti, chiaramente da rosso.

L’arbitro Chiffi lascia correre. Il VAR conferma. Decisione che ha acceso le proteste e inevitabilmente condizionato la gara. Perché in 10 uomini il Bologna avrebbe dovuto affrontare una partita completamente diversa.

Undici contro undici, invece, nel primo tempo il Bologna aveva fatto meglio, trovando anche il vantaggio con un colpo di testa di Castro su corner.

Reazione Lazio nella ripresa

Nel secondo tempo però si è vista un’altra Lazio.

Pedro esce per infortunio (si teme uno stop lungo), entra Noslin. Ed è proprio Noslin a trovare il pareggio, dopo una splendida azione di Dele-Bashiru sulla fascia, servito da Marusic. Cross perfetto, tap-in facile, 1-1.

Da lì la Lazio cresce. Spinge. Mette pressione. Ma non trova il gol del sorpasso. Nei minuti finali prevale anche un po’ di prudenza, per evitare ripartenze pericolose.

Si va ai rigori.

Limiti evidenti, ma gruppo compatto

Questa Lazio ha limiti tecnici chiari. Non sempre brillante. Non sempre incisiva. Maldini non ha inciso particolarmente, Dia è entrato senza lasciare grandi segnali (al netto del rigore trasformato), Pellegrini non impeccabile.

Eppure questa squadra dà tutto. Corre. Lotta. Si sacrifica.

Il segnale più forte è proprio questo: anche chi gioca meno, come Nuno Tavares, si fa trovare pronto e glaciale dal dischetto. Il gruppo è compatto. Remano tutti dalla stessa parte.

Grande merito va riconosciuto a Maurizio Sarri, che in un momento complicato è riuscito a tenere unito lo spogliatoio.

Ora l’Atalanta e il sogno Europa

La semifinale contro l’Atalanta non sarà semplice. È una doppia sfida durissima. Ma intanto la Lazio è lì. Tra le migliori quattro.

E con una Coppa Italia da vincere che può valere l’Europa League.

Non incanta sempre, non domina sempre, ma stavolta ha mostrato carattere. E nei momenti decisivi ha avuto sangue freddo.

❓ Chi è stato per te il migliore in campo?
Scrivilo nei commenti.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Roberto De Zerbi: genio tattico o allenatore incompiuto?

0
Roberto De Zerbi: genio tattico o allenatore incompiuto?

Roberto De Zerbi è una delle figure più affascinanti e divisive del calcio moderno. Un tecnico che o si ama visceralmente o si fatica a comprendere. La domanda è semplice, ma la risposta no: De Zerbi è un visionario che sta cambiando il calcio o un allenatore a cui manca sempre l’ultimo passo per diventare davvero grande?

Quando uno come Pep Guardiola definisce la tua squadra “la migliore al mondo in una specifica fase di gioco”, non è un complimento qualsiasi. È una consacrazione.

Per Guardiola, De Zerbi rappresenta l’evoluzione del calcio di posizione. Un allenatore capace di attirare la pressione avversaria per poi colpire negli spazi lasciati scoperti.

Ma dall’altra parte troviamo Fabio Capello, pragmatico, vincente, diretto. La sua domanda è semplice e brutale: “Sì, ma cosa ha vinto?”

Ed è qui che nasce il grande paradosso.


Le radici: il “piccolo genio” del Milan

Per capire l’allenatore bisogna tornare al giocatore. Nelle giovanili del AC Milan, De Zerbi viene soprannominato “il piccolo genio”, paragonato addirittura a Dejan Savicevic.

L’ex rossonero Mauro Tassotti lo descriveva come il più talentuoso del gruppo, con un sinistro “magico”.

Eppure la sua carriera da calciatore non esplode mai davvero ai massimi livelli. Tra prestiti e continui cambi di maglia, trova continuità a Foggia, gioca in Serie A con il Napoli e vince all’estero in Romania.

Forse proprio quel mancato approdo definitivo nell’élite ha alimentato la sua ossessione per il controllo e la perfezione da allenatore.


Cos’è davvero il “De Zerbi-ball”?

La sua filosofia si basa su tre pilastri:

  1. Attirare la pressione – Invita l’avversario a pressare per manipolarne le linee.
  2. Tecnica obbligatoria – Senza qualità nei piedi, non si gioca.
  3. Controllo totale – Il possesso non è estetica, è dominio.

Il celebre “doppio rettangolo” in costruzione crea una superiorità numerica centrale (6 contro 4). L’avversario è costretto a scegliere: pressare e lasciare spazi o attendere e subire il palleggio.

È una partita a scacchi dove la prima mossa è quasi sempre sua.


L’esplosione al Brighton

4

Il laboratorio perfetto è stato il Brighton & Hove Albion.

Ereditata la squadra da Graham Potter, la media punti inizialmente cala leggermente. Ma l’attacco esplode: da squadra solida a macchina da gol.

Risultato? Sesto posto in Premier League e prima storica qualificazione europea.

Giocatori come Kaoru Mitoma vedono il proprio valore di mercato impennarsi. Il sistema di De Zerbi non produce solo spettacolo: crea valore economico.

In quella stagione il Brighton, per produzione offensiva, si è seduto al tavolo delle grandi d’Europa.


Il corto circuito di Marsiglia

4

Poi arriva la sfida dell’Olympique de Marseille.

Piazza calda, ambiente esplosivo. Dopo un pesante 5-0 contro il PSG, emergono tensioni interne. Si parla di scontri con la squadra, di carattere spigoloso, di presunzione.

La separazione consensuale arriva presto.

Qui non è in discussione la tattica, ma la gestione umana. E il dibattito si riaccende.


Maestro o manager incompiuto?

Eccolo il grande dualismo:

  • 🎨 Il Maestro: innovatore, studiatissimo, capace di valorizzare giocatori e imporre un’identità fortissima.
  • 🏆 Il Manager vincente? Non ancora. Nessun grande trofeo in bacheca.

La vera domanda allora diventa un’altra:

Cosa definisce un grande allenatore? Il processo o il premio? Il gioco o il palmarès?

Nel calcio moderno, dove identità e sostenibilità contano quasi quanto le coppe, De Zerbi rappresenta una nuova idea di grandezza.

Forse la risposta definitiva non esiste.
Forse Roberto De Zerbi è semplicemente un allenatore ancora in evoluzione.

E il suo vero giudizio lo darà solo il tempo.



Unisciti subito al Canale WhatsApp di Since1900.it per ricevere in tempo reale tutte le ultime notizie, le probabili formazioni, gli aggiornamenti di mercato e le cronache dei match direttamente sul tuo smartphone!👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI SUBITO

Scarica l'App Ufficiale di Since1900.it!Vivi la Lazio a 360 gradi con la nostra app dedicata: notizie in tempo reale, statistiche, dirette e molto altro, tutto a portata di mano!

Popolari