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La Lazio Primavera vince la Coppa Italia

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PRIMAVERA35 anni, una vita per chi ha meno di 20 primavere sul groppone.  I ragazzi di Simone Inzaghi non erano nati quando la Primavera di Clagluna conquistava il primo storico trofeo: ora, dopo un’attesa interminabile, il trofeo può tornare all’ombra del Colosseo. Vendetta doveva essere e vendetta è stata: fu proprio la Fiorentina, infatti, a scucire dal petto la prima coccarda tricolore della propria storia ai biancocelesti. E’ Lombardi a regalare la prima gioia, il suo colpo di testa è una liberazione, cosi come la rasoiata di Crecco appena un quarto d’ora dopo che manda sul doppio vantaggio la Lazio.  Accorcia la Fiorentina allo scadere, ma i biancocelesti non accusano il colpo. La ripresa è uno spettacolo, i 45 minuti perfetti vanno in scena sul rettangolo verde del Franchi: Minala fa 1-3, poi va in scena il replay del secondo gol laziale, cambia solo la porta, non l’esito con Crecco che finalizza e si regala una doppietta che odora di storia. Bangu accorcia nel finale, ma nessuno se ne cura, il suo gol è buono solo per le statistiche. 35 anni di attesa, 12 mesi per mantenere il tricolore sul petto, cambia solo la forma, dallo scudetto alla coccarda, in attesa delle Final Eight. Il meglio, per questa Lazio, deve ancora venire.

FORMAZIONI – Tutto come previsto, Inzaghi non regala sorprese e schiera quella che è, in questo momento, la miglior formazione possibile. Strakosha tra i pali, linea difensiva composta da Pollace e Seck sugli esterni, Ilari e Filippini (che sostituisce lo squalificato Serpieri) al centro. Mediana con Murgia,Minala ed Elez e tridente offensivo classico con le bocche da fuoco Crecco e Lombardi a supporto di Tounkara. Anche la Fiorentina non stupisce, mister Semplici si affida a Mancini per sostituire lo squalificato Empereur e conferma Bangu, Gulin e Gondo in avanti.

PRIMO TEMPO – Ci si aspetta una partita all’arrembaggio per la Fiorentina che al 3° minuto si rende pericolosa con Madrigali che dopo un batti e ribatti colpisce con il sinistro, svirgolando.  E’ un fuoco di paglia, la Lazio risponde subito con Lombardi, ma il suo tiro sul primo palo è deviato in angolo dal portiere viola; gustoso antipasto del gol che arriva sul tiro dalla bandierina seguente. Palla in mezzo, Elez è bravissimo ad allungare la traiettoria della sfera e proprio Lombardi, in tuffo di testa, gonfia la rete. Lazio in pieno controllo del match, ma i ragazzi di Inzaghi non sono abituati ad amministrare e continuano a spingere. Il gol che indirizza la Coppa verso il Colosseo lo firma Crecco, lanciato in profondità da Lombardi, vero uomo in più tra le fila laziali. Il numero 11 è glaciale davanti a Bertolucci, il suo sinistro è una lama che apre in due le carni viola. La Fiorentina prova a reagire, i biancocelesti arretrano il proprio baricentro: al 27° l’episodio che potrebbe riaprire il match: calcio di rigore per la Fiorentina, ma errore evidente dell’arbitro, il fallo è fuori area. Sul dischetto va Bangu, si ripete il duello andato in scena appena 4 giorni fa, ma stavolta il vincitore è il portiere albanese che indovina l’angolo, respingendo il tiro. I viola continuano a spingee, Gulin impegna ancora Strakosha che risponde presente poi, quando si aspetta solo il fischio dell’arbitro per andare negli spogliatoi, arriva la doccia fredda. Calcio di punizione dal limite, Strakosha riesce a deviare sul palo, ma sulla respinta si avventa Bangu che di sinistro scaraventa in rete. Si va all’intervallo sul risultato di 1-2 per i biancocelesti, alla vigilia chiunque avrebbe firmato per un parziale simile.

SECONDO TEMPO – Inizia la ripresa, Tare, Calveri e Bollini riprendono i propri posti in tribuna per godersi lo spettacolo. Non devono attendere molto il trio laziale per esultare nuovamente: al 53° è ancora Lombardi a tagliare sul primo palo, il suo colpo di testa si infrange sulla traversa, ma appostato sulla riga c’è Minala che di testa ribadisce in rete, suggellando una prestazione maiuscola. Cambia Inzaghi, il tecnico biancoceleste regala minuti a Pace, fuori Murgia. Anche la Fiorentina cambia, fuori Gulin, dentro Bandinelli. La Lazio mette la mani sulla Coppa al 20° del secondo tempo: replay, cambia solo la porta, l’azione vincente è la fotocopia del primo tempo. Lombardi verticalizza per Crecco che brucia il marcatore e di destro, un lusso per lui, si regala una doppietta storica.  Prova a reagire la Fiorentina, lo slalom di Gondo però scalfisce solo la consapevolezze laziali. Girandola di cambi, nella Lazio entra Milani ed esce Lombardi, grande protagonista della serata. Biancocelesti in controllo totale, Inzaghi risparmia Elez, c’è ancora un primo posto da difendere, dentro Oikonomidis. Non succede più nulla, eccezion fatta per gli ululati razzisti nei confronti di Minala che testimoniano come, a qualsiasi latitudine, l’intelligenza sia merce rara. Ad un minuto dalla fine arriva anche il raddoppio viola, premio meritato per Bangu che semina meza difesa e deposita in rete un gol buono solo per gli almanacchi. Dopo 94 minuti è la Lazio ad esultare, la Coppa Italia, 10 mesi dopo il Tricolore, torna nella Capitale.

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Per la FIGC non ci sono i presupposti per la decadenza di Lotito

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beretta lotito

Niente decadenza per Claudio Lotito, né dalla carica di consigliere federale né da quella di presidente della Lazio. Questa la conclusione a cui è giunta la Federcalcio, dopo un approfondimento giuridico delle norme. E’ quanto si legge dal sito del Messaggero. Il riferimento è alla sentenza della Cassazione, che confermava l’omessa alienazione di partecipazioni societarie per quanto riguarda Claudio Lotito, rimandando alla Corte d’Appello la rideterminazione della pena



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Lotito ha provato a far saltare l’evento del 12 Maggio

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LOTITOSecondo quanto riportato dal portalesslaziofans.it, Claudio Lotito sarebbe andato dal Coni con una curiosa richiesta. Riportiamo lo stralcio dell’articolo: “Perché uno stadio vuoto con la Lazio che lotta per l’Europa League e un Olimpico già con 42.000 spettatori per “di padre in figlio” del 12 maggio, fa male, malissimo. Al punto tale che Lotito ha provato anche a far saltare l’evento chiedendo al Coni di ritirare la concessione dell’Olimpico a Wilson e compagni per la festa del 12 maggio, adducendo come scusa che lui paga l’affitto dello stadio e che quell’evento è stato organizzato (cosa palesemente falsa) per contestarlo. Ma è stato respinto con perdite.”

Cittaceleste.it



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Cavanda chiede spiegazioni al ct Wilmots :” Ma perché non mi convoca ? “

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CAVANDA

Un rapporto conflittuale, mai sbocciato. Segnali di riavvicinamento? Macché, all’orizzonte non se ne vedono. Parliamo di Luis Pedro Cavanda e il Belgio, parliamo del feeling (?) del terzino angolano naturalizzato belga con il ct Marc Wilmots. “Non viene convocato per ragioni comportamentali, aveva tuonato nel novembre scorso il commissario tecnico dei Diavoli Rossi. A distanza di mesi, eccola la replica del numero 39 capitolino, affidata ai microfoni di Sport/Voetbalmagazine: Non capisco le dichiarazioni di Wilmots, nemmeno Johan Walem (ct della Nazionale Under 21 belga) ne comprende il significato. La mia priorità è il Belgio, in passato ho giocato con l’U18 del Congo e durante quel periodo ho disputato alcuni match anche con le squadre giovanili del Belgio. La Lazio mi ha detto che dovevo scegliere, perché perdevo troppi allenamenti, così ho optato per questa Nazionale”.

Poi svela un retroscena che risale a più di un anno fa, quando la Lazio fece visita al Tottenham in Europa League: Quando ho giocato contro il Tottenham lo scorso anno, ebbi modo di parlare con Dembélé e Vertonghen, mi dissero che un giocatore con le mie caratteristiche sarebbe servito al Belgio, quindi chi sa… Wilmots non ha ancora svelato i nomi di quelli che prenderanno parte al Mondiale, ognuno di noi ha ancora una possibilità, può succedere di tutto. E se non ci sarò, va bene così. Continuerò a lavorare duramente, per cercare di ottenere una convocazione”.

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Infermeria: Klose e Gonzalez out un mese

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klose infortunioNella giornata di ieri Miro ed Alvaro sono stati sottoposti ad accertamenti specialistici riguardo i loro rispettivi infortuni. Il tedesco ha riportato una lesione di primo grado alla coscia sinistra. Lo stop sarà quindi di un mese, stessi giorni che vedranno fuori dal campo anche Alvaro Gonzalez che ha riportato una lesione di primo grado al gemello mediale della gamba destra. Salteranno quindi il match contro il Napoli sicuramente.



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Nuova richiesta di decadenza per Lotito

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Contestazione tifosi Lazio contro Lotito Stadio Olimpico editoriale

FINE LOTITO

“Non mi riferisco solo a Calciopoli o agli scandali delle scommesse, ma in generale ai cattivi insegnamenti che sono stati dati. I tifosi si sentono autorizzati a delegittimare il sistema perché vedono che il sistema è delegittimato da chi lo rappresenta. Chi fa sport deve essere senza macchia. Il danno che fanno certi dirigenti è incalcolabile”.

Come aveva chiarito lui stesso in quell’intervista del 19 marzo a “La Gazzetta dello Sport”, Giovanni Malagò non si riferiva ai fatti di Calciapoli, ma guarda caso il processo agli imputati di Calciapoli è tornato d’attualità in questi giorni, con il deposito da parte della Corte di Appello di Napoli delle motivazioni della sentenza nei confronti di 21 tra presidenti, dirigenti e arbitri che fanno parte del sistema-calcio. In quelle 203 pagine di motivazione, ci sono molte sorprese, soprattutto riguardo all’informazione che ci era stata data, ovvero che aveva emesso una sentenza di “non luogo a procedere per avvenuta prescrizione” nei confronti di alcuni imputati, tra cui Lotito. E questo “non luogo a procedere”, era stato trasformato da una certa informazione in“assoluzione” o comunque in un’uscita senza danni per il presidente della Lazio dalla bufera che nel 2006 aveva portato per un mesetto la Lazio in Serie B. Non è così, anzi…

Con quella sentenza (a pag. 167) la Corte d’Appello di Napoli ha ritenuto di confermare le condanne irrogate in primo nei confronti del dr. Claudio Lotito per i reati di concorso in associazione per delinquere al fine di raggiungere un risultato diverso da quello conseguente al corretto e leale svolgimento della competizione ( pag. 23 )  e di frode sportiva , relativamente alle gare Chievo-Lazio del 20 febbraio 2005 e Lazio-Parma del 27 febbraio 2005.  La pena, era di 1 anno e 3 mesi e 25.000 euro di multa. Lotito aveva sempre dichiarato che avrebbe rinunciato alla prescrizione, perché era innocente e voleva dimostrarlo. Non lo ha fatto e, di fatto, accettando la prescrizione ha rinunciato alla possibilità di ottenere l’assoluzione e, a fronte di una condanna di secondo grado, il reato risulta “estinto” in sede penale, ma non in sede civile. E tantomeno in sede sportiva, perché l’estinzione del reato per prescrizione cancella  soltanto l’illiceità penale di un fatto o di un atto che, però, mantiene intatta la sua eventuale illiceità sotto altri profili.

Vabbé, ma in soldoni, che cosa significa tutto questo? Significa, come ha scritto la Corte d’Appello di Napoli a pag. 196 della sentenza, che Va confermata la condanna al risarcimento del danno degli imputati ( omissis ) : Lotito Claudio ( omissis )  in favore delle Parti civili ( omissis ).FEDERAZIONEITALIANA GIOCO CALCIO “Quindi, Claudio Lotito, vice presidente della Federcalcio, dovrà risarcire in sede civile sia la Federcalcio che le altre parte civili, per “frode sportiva, per concorso in associazione a delinquere”. E con lui la Lazio (per responsabilità diretta), a dimostrazione palese che il detto “Lotito è una cosa e la Lazio un’altra”, purtroppo non regge. Neanche a livello penale e tantomeno a livello di giustizia sportiva.

Vabbé, ma cosa può comportare tutto questo? Due cose: la prima, il rischio per la Lazio di dover tirare fuori in sede civile un risarcimento di svariati milioni di euro; la seconda, l’immediata decadenza di Lotito da tutte le cariche all’interno del sistema calcio. L’art. 10 (“Prevenzione dei conflitti di interessi”) del Codice di Comportamento Sportivo del CONI, stabilisce che: I tesserati, gli affiliati e gli altri soggetti dell’ordinamento sportivo sono tenuti a prevenire situazioni, anche solo apparenti, di conflitto con l’interesse sportivo, in cui vengano coinvolti interessi personali o di persone ad essi collegate“E vista la sentenza della Corte di Appello, con l’accettazione della prescrizione e quindi la rinuncia da parte di Lotito ad ottenere la piena assoluzione, è oramai accertata la colpevolezza dell’imputato e quindi l’obbligo al risarcimento, nei confronti della FEDERCALCIO. E quindi, è evidente il conflitto di interessi, perché Lotito sarà chiamato a risarcire una federazione nella quale ricopre la carica di vice presidente. Insomma, in pratica sarebbe chiamato a far causa a se stesso.

Per questi motivi, Federsupporter ha preso nuovamente carta e penna e ha scritto una bella lettera alla Federcalcio, girata per competenza (si parla di violazione dell’art. 10 del Codice di Comportamento Sportivo del CONI) anche a Malagò e alla Procura Federale. Sì, anche a Palazzi, perché il reato in questione è sportivo. Questa la parte finale della lettera di Federsupporter (scritta da Alfredo Parisi e Massimo Rossetti) che riassume tutto, compresa la quantificazione in 5 anni della sospensione di Lotito da tutte le cariche.

L’art. 10 del Codice di Comportamento Sportivo del CONI non prevede una sanzione specifica per la violazione dell’obbligo da esso contemplato, tuttavia, il secondo periodo della Premessa allo stesso Codice stabilisce che: “I tesserati alle Federazioni Sportive nazionali, alle Discipline sportive associate, agli Enti di promozione sportiva e alle Associazioni benemerite, in qualità di atleti, tecnici, dirigenti, ufficiali di gara, e gli altri soggetti dell’ordinamento sportivo, in eventuali altre qualifiche diverse da quelle predette, comprese quelle di socio cui è riferibile, direttamente o indirettamente, il controllo delle società sportive, sono tenuti all’osservanza del Codice e la loro violazione costituisce grave inadempimento meritevole di adeguate sanzioni “.

Ne deriva che il “ grave inadempimento meritevole di adeguate sanzioni” comporta, nella fattispecie, l’applicazione di quanto previsto dall’art. 1” Doveri e Obblighi generali” del Codice di Giustizia Sportiva della FIGC. Vale a dire l’applicazione di sanzioni che, nella loro specie e misura, devono tenere conto della natura e gravità dei fatti commessi ( art. 16 “ Poteri disciplinari” del CGS). Laddove già il Codice del CONI qualifica come “ grave inadempimento”  la violazione dell’obbligo di cui all’art. 10 dello stesso Codice. Sanzioni, in aggiunta alle quali, gli Organi della Giustizia Sportiva  possono adottare, nei confronti dei responsabili delle violazioni disciplinari, prescrizioni dirette ad affermare il rispetto dei valori sportivi (lealtà, correttezza e probità).

Perciò, alla luce di tutto quanto precede, sembra alla scrivente che la sanzione disciplinare appropriata, proporzionata ed adeguata alla gravità della violazione commessa non possa essere diversa da quella della inibizione temporanea a svolgere ogni attività in seno alla FIGC, a ricoprire cariche federali ed a rappresentare la Società nell’ambito federale, ai sensi dell’art. 19, comma 1 , lettera h, del CGS, con tutte le conseguenze di cui al successivo comma 2.  E cioè:  divieto di rappresentare la Società di appartenenza in attività rilevanti per l’ordinamento sportivo nazionale ed internazionale; divieto di partecipare a qualsiasi attività di organi federali ; divieto di accesso agli spogliatoi ed ai locali annessi, in occasione di manifestazioni o gare calcistiche, anche amichevoli, nell’ambito della FIGC, con eventuale estensione in ambito UEFA e FIFA; divieto di partecipare a riunioni con tesserati FIGC o con agenti di calciatori in possesso di licenza FIFA.

La durata dell’inibizione, considerato sempre che la violazione dell’obbligo di cui all’art. 10 del Codice del CONI è qualificato come “ grave inadempimento”, dovrebbe tendere al massimo (5 anni) della durata dell’inibizione, potendo gli Organi della Giustizia sportiva disporre, altresì, la preclusione alla presenza in qualsiasi rango o categoria della FIGC ( art. 19, comma 3, del CGS). D’altronde, e l’osservazione appare persino ovvia e banale, non si vede come possa continuare a ricoprire e svolgere, nell’ambito della FIGC, cariche dirigenziali, federali e societarie, colui il quale è tenuto a risarcire un grave danno arrecato alla stessa FIGC.

La lettera di Federsupporter, si aggiunge a quella scritta a fine gennaio, in cui si chiedeva la“decadenza di Lotito dalle cariche societarie e federali derivante dall’applicazione dell’art. 22 bis delle NOIF a seguito della sentenza della Corte di Cassazione, Sezione V penale, n. 51897 del 4 luglio/30 dicembre 2013”. Ovvero, quella sul patto parasociale con Mezzaroma, sulla quale il Consiglio Federale si deve ancora esprimere. Insomma, un’altra tegola e l’ennesima conferma di quanto detto il 19 marzo da Malagò. “I tifosi si sentono autorizzati a delegittimare il sistema perché vedono che il sistema è delegittimato da chi lo rappresenta. Chi fa sport deve essere senza macchia. Il danno che fanno certi dirigenti è incalcolabile”.

STEFANO GRECO



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Onazi ci crede :” Andiamo in Europa “

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ONAZI“Sono un lottatore. Gioco per aiutare la mia squadra e vincere” – è racchiusa in questa frase la filosofia di gioco di Eddy Onazi.Un generoso in campo, lo spirito di sacrificio è il suo credo. Butta un occhio in infermeria e capisce che tocca a lui. Reja ormai si fida, il giovane nigeriano è cresciuto e può affidargli il centrocampo. Ai microfoni di supersport.com, il numero 23 biancoceleste parla del suo futuro, con uno sguardo alla Lazio e al prossimo Mondiale in Brasile: “Il mio obiettivo è quello di aiutare la squadra ad arrivare in una buona posizione in classica a fine stagione. Il mercato? Non mi soffermo su certe voci, sono abituare a ragionare su cose concrete. In questi anni ho lavorato tanto per essere bravo in campo sia in fase difensiva che offensiva. E’ per il bene della squadra. Giocherei ovunque. Sono migliorato anche dal punto di vista della testa, sono più saggio”.

Il discorso non può non scivolare sulla prossima competizione mondiale, in cui Onazi parteciperà con la sua Nigeria: E’ il mio sogno, credo come qualsiasi altro giocatore. Non vedo l’ora di mettermi alla prova con i migliori al mondo. Lo scorso anno ho perso la Confederations Cup, ma quest’anno voglio la Coppa del Mondo. Mikel? E’ un giocatore fantastico, adoro giocare con lui. Ha una visione di gioco immensa, se l’allenatore vorrà giocheremo insieme. Renderemo la Nigeria orgogliosa di noi”.



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Anche l’Ansa fa ironia su Minala

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MINALANei mesi scorsi abbiamo visto come le testate giornalistiche possono cadere in basso per vendere molte copie con “ragazzinate”. Il giovane laziale fu preso di mira sui social network da gente goliardica e non, sul suo aspetto fisico. Possiamo ricordare che anche molte testate sportive di livello alto hanno scritto molto su di lui che oltre a prenderlo in giro, avevano creato un caso mediatico dove lo vedevano già condannato per aver mentito sulla sua età. Il sito lalaziosiamonoi questa mattina riporta, e ci fa notare, che ci sono ancora queste persone di basso livello che lavorano nell’informazione nazionale. Stiamo parlando infatti del sito più cliccato in italia che milita anche sulle televisioni nazionali tramite mediavideo e televideo, l’Ansa.Joseph Marie Minala, al minuto 77′ di Lazio-Sampdoria: “Sostituzione. Lulic lascia il posto al giovane (o presunto tale) Minala”
Questo era un paragrafo della diretta live Lazio-Samp sul sito.
Sappiamo anche che il giocatore ha imparato a conviverci e a farsi scivolare le critiche addosso.

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Gregucci:” La contestazione è una sconfitta per tutti”

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grecucciL’atmosfera in casa Lazio continua a non essere delle più rosee. Nonostante il doppio successo casalingo contro Parma e Sampdoria i sostenitori biancocelesti continuano a disertare lo stadio Olimpico, segno della contestazione ai danni della dirigenza capitolina. Sull’argomento si è espresso questa mattina Angelo Adamo Gregucci che, presente questa mattina in qualità di ospite per il premio ‘Gli Angeli dello Sport’ al Campidoglio, ha commenatato in esclusiva agli inviati di Calciomercato.it: “La contestazione dei tifosi della Lazio è una sconfitta per tutti. Le parti dovrebbero avvicinarsi”. Poi sugli affari di campo, l’ex difensore biancoceleste ha commentato, in esclusiva ai microfoni di Tuttomercatoweb.com: “La rimonta della Lazio in A? Auguro le migliori fortune e di tornare in Europa, anche se dalla porta secondaria. È nelle corde del club. Il trend sta cambiando anche se l’obiettivo non è ancora raggiunto”.
Lalaziosiamonoi



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Extra Lazio: Peter Lim offre 300 milioni per il Milan (51% delle azioni)

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limLa famiglia Berlusconi continuerà a guidare il Milan ma la società va a caccia di soci come ha dichiarato recentemente Barbara Berlusconi. Secondo la stampa spagnola, il primo a farsi avanti potrebbe essere il magnate di Singapore Peter Lim che è pronto ad offrire 300 milioni di euro per il 51% della società rossonera. La proposta è stata presentata in una riunione a cui hanno partecipato Jorge Mendes e Giovanni Branchini. Secondo As, inoltre, tale cifra coprirebbe solo il 30% delle azioni di Berlusconi. Nei prossimi giorni dovrebbe esserci una nuova riunione.
Calciomercatonews.com



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La Curva Nord diventa Piazza Trilussa…

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turisti stranieri

Stadio semi-vuoto anche con la Samp. La Nord sembra piazza Trilussa al sabato sera, “affollata” da una trentina di ragazze svedesi con le gambe in bella vista per la gioia di cameraman, fotografi e tifosi. Turiste che non hanno contribuito molto a sostenere la squadra, ma importa relativamente. I pochi presenti sugli spalti si adattano e sfoderano un tifo vintage

LAZIALITA’

 



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“Sulle ali” dell’entusiamo

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vittoria europaKeita incanta, Candreva e Lulic insaccano. L’Olimpico torna terreno di conquista per i biancocelesti, dopo il Parma anche la Samp del grande ex Mihajlovic lascia le penne a Roma.

FORMAZIONI – Non c’è il numero 11 a guidare l’attacco, ma il 46. Uno scherzetto muscolare – uno dei tanti di questa stagione – toglie Klose dai giochi: per Postiga è la prima da titolare, Reja lo lancia preferendolo a Perea. Per il resto, anticipazioni della vigilia tutte confermate: Berisha rimpiazza Marchetti, Lulic è il cursore accanto a Biglia e Onazi. Konko-Radu laterali, Biava-Cana centrali formano la linea di difesa. I mattatori del Parma, Candreva e Keita, completano l’attacco. Mihajlovic – tramite il vice Sakic che lo sostituisce – risponde con il tradizionale 4-2-3-1: Gabbiadini-Eder-Soriano è la trequarti pesante a supporto di Maxi Lopez.

PRIMO TEMPO – Doppio passo e cross di Keita, stavolta dalla destra. Deviazione di giustezza all’angolino di Candreva, palla in rete. I primi 45 minuti di Lazio-Samp si chiudono sulle stesse note di Lazio-Parma: sono sempre loro, i trascinatori di una squadra che rimane aggrappata all’Europa, a prendere per mano una formazione imbolsita, statica. L’undici di Reja non digerisce il lunch e fa trascorrere una siesta tranquilla alla difesa doriana per un’abbondante mezz’ora. I biancocelesti percuotono le corsie esterne, ma i movimenti offerti dai compagni sono ridotti all’osso. Eder impegna Biglia in fase di copertura – al 20′ l’argentino si fa ammonire -, più liberi di impostare sono Onazi e Lulic. Con tutto quello che ne consegue. Solo al 31′ il nigeriano pesca bene in area Candreva, ma il castiga-Parma centra in pieno i pugni di Da Costa. La Samp è squadra in salute, gira bene il pallone e i suoi attaccanti creano dinamismo. Ma anche la pericolosità dei blucerchiati è poco consistente. Un primo tempo brutto, che attende il 44′ per essere sbloccato: a fasce invertite rispetto a domenica, Keita manda in rete Candreva. Il vero e proprio bomber della Lazio – nove reti in campionato per lui – corre come domenica verso la Monte Mario: stavolta non zittisce i rumors di mercato, ma manda baci e sorrisi ai tifosi.

SECONDO TEMPO – Punizione di Gabbiadini, Berisha ci mette i pugni: inizia con questo brivido la ripresa. Che prende una piega imprevista e inquietante al 57′: Biglia perde palla sulla trequarti e atterra ingenuamente Krsticic. Già ammonito, Calvarese lo spedisce negli spogliatoi. E mentre in casa Samp Gabbiadini lascia il posto a Sansone, Reja corre ai ripari: fuori Postiga, dentro Mauri. Si passa al 4-4-1: Lulic scala in mediana accanto a Onazi, Candreva e Mauri giostrano a sostegno di Keita. In contemporanea, Sakic richiama Maxi Lopez per gettare nella mischia l’ex giallorosso Okaka. Al 68′ l’ennesimo lampo di Keita costringe Regini a una deviazione off limits in angolo. Un minuto dopo ci prova Sansone a scuotere i suoi, Berisha risponde presente. Al 72′ Calvarese fa infuriare la Lazio: prima non vede un fallo solare su Keita, poi ammonisce Lulic per un’entrata neanche troppo dura. Il cartellino non impedisce però al bosniaco di siglare il suo secondo gol consecutivo, il quinto stagionale: Candreva scarica in area per Mauri, il numero 6 si gira bene e serve Lulic, che di piattone non dà scampo a Da Costa. Sotto di un uomo, la Lazio trova il doppio vantaggio. Chi trova invece l’esordio assoluto in Serie A è Joseph Minala: al 76′ Reja richiama Lulic e concede il debutto al camerunense della Primavera. Poco prima, Sakic aveva sostituito Krsticic con Renan. All’81’ Keita cerca il fallo in area, Calvarese sanzione la simulazione con il giallo. La Samp cerca la via della rete della speranza, senza concludere nulla. All’88’ Reja concede la standing ovation a Keita: Perea prende il posto del baby fenomeno, che si gode tutti gli applausi del pubblico presente. Una punizione di Palombo è l’ultimo acuto del match: la Lazio festeggia la seconda vittoria consecutiva all’Olimpico e sale a 48 punti. In attesa del posticipo tra Parma e Napoli, la corsa all’Europa continua.

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Reja è sicuro:”Per la corsa all’Europa la Lazio c’è ma senza tifosi è difficile”

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reja conferenza stampa «L’Inter ha gli scontri diretti e può essere risucchiata. Noi non dobbiamo sbagliare nulla a partire dalla prossima partita. Ma senza tifosi è difficile»
Eddy Reja nella conferenza fa un punto della situazione che vede la Lazio in corsa per l’Europa, la matematica gli da ancora ragione ma serviranno risultati utili personali e negativi per le dirette concorrenti che navigano più alte della Lazio (classifica parlando).
«Adesso inizia un nuovo campionato per l’Europa League, dalla Samp fino all’Inter, che è avvantaggiata perché è davanti, ma ha scontri diretti e può essere risucchiata nella lotta, almeno questo è quello che mi auguro. Punto sulla Lazio in Europa, so che la squadra farà bene. Abbiamo quasi tutti scontri diretti, non possiamo sbagliare neppure una partita in casa a partire dalla prossima contro una squadra giovane, di buone qualità, con un ottimo allenatore, che sta facendo molto bene. Gabbiadini ha talento, può metterci in difficoltà, e in settimana abbiamo lavorato sulla fase difensiva, pensando anche a come ingabbiare Eder. Abbiamo lavorato bene, vedo la quadratura di squadra. Abbiamo la mentalità giusta, dal punto di vista mentale c’è una carica positiva».
«Candreva, Klose, Keita: punto su tutti e tre, possono risultare determinanti in ogni gara. Biava sta abbastanza bene, inizialmente potrebbe scendere in campo.Tra Onazi e Gonzalez deciderò domani. Marchetti ha avuto un risentimento all’adduttore, da martedì valuteremo la sua condizione. Biglia? Pulisce il gioco, gioca di prima, fa diventare la squadra imprevedibile. Felipe Anderson sta ritornando, mi sta dimostrando grandi mezzi e tutte le sue qualità. Lulic mi piace pensarlo mezzala,contro il Parma è stato uomo in più in questa posizione». Finale sui tifosi: «I pochi che c’erano si sono fatti sentire domenica, senza pubblico diventa difficile».

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Lotito and co su Leo Cittadini. Il nuovo Kakà o Flop alla Anderson?

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38d162588440fa0e25fbd0bb6fa75801-27548-d41d8cd98f00b204e9800998ecf8427e Stando ad alcune indiscrezioni, la società biancoceleste starebbe valutando un possibile acquisto estivo. La zona “di caccia” è sempre la stessa:il Brasile. Lotito e co infatti, starebbe bussando alla porta del Santos per un giocatore poco più piccolo di Felipe Anderson ma con lo stesso valore di mercato (8 milioni). Valore che nel giocatore biancoceleste ancora non ha dimostrato. Leo Cittadini, viene soprannominato il “nuovo Kakà” un po’ per l’aspetto fisico, un po’ per le somiglianze tecniche. Soprannome che sembrerebbe avere molta responsabilità conoscendo il vero Kakà.. Su di lui hanno già messo gli occhi numerosi club italiani: stando a quanto raccolto da EuropaCalcio.it, hanno iniziato a interessarsi a lui club come Milan, Fiorentina, Chievo e la stessa Lazio.
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Lazio Primavera-Fiorentina: Contestazione a Lotito

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38d162588440fa0e25fbd0bb6fa75801-27548-d41d8cd98f00b204e9800998ecf8427eSembra non volersi calmare la frizione tra i tifosi della Lazio e Claudio Lotito. Oggi, durante la gara della Primavera tra la squadra capitolina e la Fiorentina, gli spalti del Fersini erano gremiti, come accade spesso quando in campo ci sono i ragazzi di Simone Inzaghi. I sostenitori biancocelesti hanno spinto i ragazzi per tutto il match per la conquista del punto che mancava agli aquilotti per la matematica qualificazione alle Final eight di categoria. Non solo tifosi, sulle tribune di Formello c’erano anche alcuni giocatori della prima squadra decisi a spingere i colleghi più piccoli verso il primo traguardo della stagione. L’atmosfera, tuttavia, non è stata delle più rosee visto che non sono mancati, come accade ogni domenica all’Olimpico, cori contro la dirigenza e il presidente Lotito. In particolare ad inizio ripresa è stato esposto uno striscione che recitava: “Firenze ci hai fatto negare… per non farti contestare”. Lo striscione fa riferimento alla decisione della questura del capoluogo toscano di vietare la trasferta per la finale di Coppa Italia Primavera ai tifosi non in possesso della Tessera del Tifoso
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Lulic furioso con Lotito?: ” A fine stagione vedremo”

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lulic4“Il messaggero” lancia una “bomba” (ad orologeria) in casa Lazio. Secondo il quotitiano romano infatti, Senad Lulic sta avendo una discussione col presidente biancoceleste. Il giocatore sempre secondo la stampa romana,”è prigioniero del suo gol segnato contro la Roma il 26 Maggio”. Il terzino bincoceleste vorrebbe partire ed ha avuto diverse offerte da club molto prestigiosi ma Lotito vorrebbe 18 milioni di euro, quasi 16 in più di quelli pagati per portarlo in bianco-azzurro. L’esterno si tiene la rabbia dentro e si limita a dire: “A fine stagione vedremo”.

Sempre secondo il quotidiano romano, Lulic piace parecchio alla Juve, mentre Mazzarri ha chiesto informazioni già in occasione dell’ affare Hernanes. Ma ci sarebbero anche club esteri interessati al ragazzo: si parla di Chelsea e Zenit. Nesuno però offre più di 10 milioni, comunque una bella cifra per un calciatore pagato 2,8 milioni milioni per il suo cartellino. Lulic ne fa anche una questione di sodi: ha infatti rinnovato sino al 2017 a poco più di un milione (premi compresi), ma le corteggiatrici gli offrono il doppio.
Cittàceleste



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Oltre allo stadio vuoto, colpito anche il mercato dei prodotti ufficiali. Lotito sempre più solo

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Lazio-style-1900-a-Roma-e1350662760872L’operazione è quasi matematica, la somma è scientifica: contestazione e crisi della squadra, tutti sistematicamente perdenti. È il risultato più logico, comprende anche attività parallele al calcio, non si tratta esclusivamente di risultati sportivi. L’indagine portata avanti da «Il Tempo» è agghiacciante, è senza dubbio lo specchio della crisi economica del nostro paese, una routine quotidiana ormai nota a tutti che rischia di compromettere il lavoro di famiglie intere. In casa Lazio però la protesta al presidente Lotito ha toccato più settori, ha tralasciato paradossalmente il campo, ha influito negativamente sul marketing trasformandolo nell’anello debole della società. Tutti i Lazio Style (punti vendita dei prodotti biancocelesti) hanno subito una flessione notevole: il clima che si respira, l’andamento stagionale e l’ambiente hanno portato ad un crollo verticale degli affari, inarrestabile a quanto pare. L’esempio lampante è il negozio di Piazza Talenti ma la situazione è simile per tutti: nel periodo iniziale tra settembre e dicembre le vendite sono diminuite del 20-25%, sicuramente anche a causa delle prestazioni della banda Petkovic. Da gennaio a marzo 2014 il dato complessivo è decisamente allarmante: ulteriore contrazione in negativo e meno 50%, la dura contestazione ha allontanato la gente dalla stadio, fatta eccezione ovviamente per la partita contro il Sassuolo. I prodotti più richiesti sono stati quelli per bambini dai 13/14 anni, vendute molte meno maglie da gara e non c’è stata la Klose-mania. Il paradosso che in molti negozi non si trovano più le t-shirt celebrative della Coppa Italia del 26 maggio, le uniche che continuano ad andare a ruba. Un vero e proprio flop anche per quanto riguarda la linea d’abbigliamento «Lulic71», ha fallito clamorosamente rispetto alle aspettative iniziali, a parte pochi capi come il cappello forse anche per le voci sulla voglia del calciatore di lasciare la Lazio a fine stagione. Resta consolidata invece la vendita delle sciarpe in tutte le sue forme mentre per gli adulti le richieste principali prevedono sempre la tuta da match e i palloni come idea regalo. Niente da fare per i tagliandi, Olimpico vuoto per Lazio-Sampdoria, la protesta continuerà fino al termine del campionato: ad oggi sono stati staccati 2.800 biglietti. – See more at: http://lnx.lazialita.com/2014/04/05/dal-vuoto-dellolimpico-al-calo-delle-vendite-nei-negozi-ufficiali-la-lazio-e-sempre-piu-sola/#sthash.SoYIiuL1.dpuf

fonte lazialità



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Brunelli non fa di tutta l’erba un fascio. “Il comunicato non era solo per i tifosi laziali”

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brunelli Brunelli, direttore generale della lega serie A torna a parlare del comunicato uscito il 28 Marzo (“Una gravissima violazione dei diritti dei club attuata da alcune tifoserie”)
Racconta che il comunicato non era rivolto direttamente ai tifosi laziali ma a tutte quelle tifoserie che analogamente bene o male “disturbano” la serenità dei club:
“Non era rivolto solo ai tifosi della Lazio, ma a tutti quelli che nell’ultimo periodo si sono resi protagonisti di episodi analoghi, come quelli di Milan, Genoa, Bologna, Inter e altri ancora. Ancora più nello specifico, poi, aggiungo che il comunicato era indirizzato a stigmatizzare un certo tipo di atteggiamento, più che i tifosi che magari lo rappresentano. Nessuno si sogna di vietare ai tifosi di criticare, anche duramente, e tutti hanno ovviamente il diritto di non comprare più i biglietti e di non andare allo stadio. Ma negli ultimi mesi abbiamo assistito ad alcuni comportamenti all’insegna della prevaricazione e dell’intimidazione, che per essere tale non è necessario che sia solo fisica. Il radicamento territoriale di una società non autorizza nessuno a intimare o minacciare: vendi la società, oppure, compra quello o questo”.
fonte lalaziosiamonoi



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Tare:”Domenica sarà una finale”

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lotito-tare-de-martinoIgli Tare punta l’Europa. Poche ore fa è intervenuto ai microfoni dell’Ansa, parlando della partita in programma Domenica all’ora di pranzo contro i blucerchiati:
«Concentriamoci sul finale di stagione, abbiamo delle partite davvero importanti. Con i ducali è stato un successo fondamentale, perché abbiamo agganciato una diretta concorrente in classifica. Ma domenica c’è già un’altra partita che è come una finale ,con una squadra come la Sampdoria che sta bene ed è in salute»



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Maxi Lopez:”La contestazione verso Lotito è un punto a nostro favore”

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lopezIn vista della partita contro la Lazio,Maxi Lopez interviene ai microfoni de Il Secolo XIX. L’argentino che proprio oggi compie 30 anni parla del suo accostamento alla Lazio di pochi anni fa e della contestazione dei tifosi contro la gestione Lotito:
“Oltre al suo valore storico, per me l’Olimpico non è uno stadio qualunque. Proprio lì ho segnato il mio primo gol in Italia.Quella è stata la prima vittoria nella storia del Catania in casa della Lazio e in panchina c’era proprio Mihajlovic. Tra l’altro sono stato molto vicino alla Lazio, ma alla fine la trattativa saltò e andai a Catania. Domenica andiamo all’Olimpico consapevoli della nostra forza, sappiamo di potercela giocare con tutti, abbiamo voglia di migliorare la nostra classifica. Ce la giocheremo e se i tifosi della Lazio non ci saranno veramente, sarà meglio per noi”.
fonte lalaziosiamonoi



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Biglietti finale primavera Tim Cup solo ai tesserati

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primavera lazio

“La S.S. Lazio comunica che, dalle ore 10:00 di mercoledi 2 aprile, saranno messi in vendita i tagliandi per la garadella Finale di Ritorno della Tim Cup Primavera 2013-14 Fiorentina – LAZIO del 9 aprile alle ore 20:30 Stadio Artemio Franchi di Firenze. Tutti i Residenti della Regione Lazio possono acquistare un titolo in qualsiasi settore dello Stadio solo se possessori di Tessera del Tifoso emessa secondo le direttive di Legge”. Questo il comunicato apparso sul sito ufficiale della Lazio, quindi trasferta disponibile solo per possessori della Tessera del Tifoso. La vendita dei biglietti comunque terminerà martedì 8 Aprile alle ore 19:00.



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Oggi verranno ricordati Lovati e Chinaglia

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LOVATI CHINAGLIA

Tre giorni di inizio primavera, il pensiero non può che volare a quelle due leggende biancocelesti. Non è la ricorrenza della morte, in realtà, a risvegliare la memoria: come potrebbe il popolo laziale dimenticare due bandiere come Giorgio Chinaglia e Roberto Lovati? Era il 30 marzo quando Bob Lovati si spegneva a quasi 84 anni. L’arrivo alla Lazio nel ’54, il primo trofeo biancoceleste nel ’58: la Coppa Italia, conquistata con lui saldo protettore dei pali. E poi una carriera calcistica sempre con l’aquila sul petto: dopo il calcio giocato l’arrivo sulla panchina laziale, infine l’incarico di dirigente sportivo. Due anni, invece, dalla morte di Long John. Si sarebbe addomentato per sempre il primo aprile, a Naples, in Florida. La triste notizia sarebbe stata annunciata in Italia dal figlio Anthony. Era una domenica. Quasi quarant’anni dopo quelle speciali domeniche in cui Giorgio scendeva in campo, facendo innamorare un popolo. La S.S. Lazio ha comunicato che verrà celebrata una messa commemorativa per Chinaglia e Lovati. L’appuntamento è presso la Chiesa di Cristo Re alle ore 19.00, in Viale Mazzini​. 

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Tare annuncia :” Faremo una grande Lazio, abbiamo le idee chiare “

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Lazio-Napoli serie A

L’anima, ci metterà l’anima. E’ la promessa che s’è sentito di fare portando la mano sul cuore in zona mista: «Non devo fare promesse, devo lavorare al meglio. E non devo vendere cose che non sono vere, cerco di svolgere il mio compito, tutti cerchiamo di farlo per il bene della Lazio e dei nostri tifosi. Sarò il primo ad essere felice quando la Lazio tornerà ad essere una squadra competitiva e di grande spessore. Sono queste le nostre intenzioni». Igli Tare s’è rimboccato le maniche. Lo attende un compito arduo, i prossimi acquisti dovranno convincere per aiutare a vincere: «Arriveranno 3-4-5 acquisti in base a come si svilupperanno certe situazioni», ha annunciato il diesse. Ha iniziato le missioni di mercato, i blitz all’estero. In settimana è stato in Spagna, ha saltato il match di Genova, ieri era all’Olimpico: «Ho fatto un viaggio per conoscere da vicino i giocatori che fanno parte della nostra lista». Gli acquisti, un minimo di tre e un massimo di cinque, sono progettati. La Lazio dovrà essere costruita grande al di là dell’Europa: «Non è fondamentale per le strategie, non stiamo lottando per la Champions. Sappiamo già dove dobbiamo intervenire, conosciamo il gruppo, sappiamo cosa bisogna fare». E con Reja gli accordi sono chiari. Tare non li ha svelati, ne ha fatto solo riferimento: «Abbiamo dei patti, per le risposte a queste domande chiedo di avere pazienza. L’unica cosa che conta è il finale di campionato, poi vedremo di fare cose buone». Il diesse sa che non si potrà sbagliare nulla: «Spero che il prossimo sia un anno importante, questa squadra sta lavorando per aprire un ciclo e i nuovi acquisti cercheranno di migliorare la qualità. Ci sono annate positive e negative, non posso ancora dire che questa annata è stata negativa perché siamo ancora in lotta per l’Europa, è fondamentale conquistarla per la continuità societaria». Una continuità che altri in passato hanno perso. Il riferimento forse non era casuale, è facile legarlo alla Roma anche se Tare non ne ha mai fatto il nome: «Tante altre squadre, con possibilità più grandi della Lazio, non giocano in Europa da anni, ma di questo si parla raramente». Acquisti e rinnovi, aspettando la risposta di Klose: «Stiamo parlando con tutti, più o meno sappiamo cosa dobbiamo fare. Con Klose abbiamo un rapporto chiaro, sa che la società e la squadra vogliono andare avanti con lui. Stiamo facendo delle valutazioni, al momento opportuno diremo se sarà possibile continuare insieme o no».

TIFOSI – La vittoria ha ridato speranza:«E’ stata fondamentale per la classifica, certi successi possono valere la svolta. Non abbiamo visto la migliore Lazio, ma un grande spirito sì. Faccio un grande applauso alla squadra. Ci aspettano sette finali, in casa è fondamentale vincere, dobbiamo raggiungere l’Europa per noi e per i tifosi». Tare ha ringraziato la gente presente, spera nel riavvicinamento, ma bisogna volerlo tutti insieme: «Un bell’applauso alla gente che era allo stadio, ci ha sostenuto sino alla fine. L’appoggio dei tifosi è importante, siamo i primi a riconoscerlo, non vogliamo prendere le distanze, vogliamo analizzare qual è il bene per migliorare questa situazione. E ci auguriamo che l’appoggio ci sia sempre. La squadra se lo merita per ciò che è riuscita a fare negli ultimi anni e per i colori che rappresenta. Il bene dev’essere della Lazio, tutti dobbiamo fare un passo in avanti per raggiungerlo».

IL MERCATO – Il mercato del futuro e del passato. Tare è convinto che le scelte ripagheranno: «Non sono deluso da nessuno, sono fiero di questo gruppo, con grande difficoltà sta cercando di lottare sino alla fine. Ci sono tanti giovani, hanno bisogno di tempo, bisogna avere pazienza e le risposte ovviamente dovranno venire dal campo. Felipe Anderson? Chi vive il ragazzo sa che ha qualità fuori dal comune. In Italia non c’è pazienza, allo stesso momento è fondamentale che lui capisca una cosa: il calcio europeo è completamente diverso da quello brasiliano. Io sono molto fiducioso, in futuro sarà una pedina importante». Postiga è un caso a parte: «Quando l’abbiamo acquistato aveva un problema risolvibile in 3-4 giorni. Per un infortunio più grave ha saltato un mese e mezzo. Non l’ho visto giocare, non è giudicabile, di certo ha grandissime qualità. Questo non lo dice Tare, lo dice la sua storia».

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Muore un tifoso del Sassuolo durante la partita contro la Roma

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sassuolo romaTragedia allo stadio Mapei. Un tifoso presente nella curva del Sassuolo è morto colto da un malore pochi minuti dopo l’inizio della partita con la Roma. I medici del 118 di Reggio sono subito intervenuti, richiamati da altri tifosi e hanno subito trasportato l’uomo al pronto soccorso dell’ospedale di Reggio. Solo dopo la partita si è venuti a conoscenza del suo decesso.

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All’ultimo respiro

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ESULTANZAKeita prende palla sulla sinistra, crossa in mezzo per Candreva, palla che bacia la traversa e gonfia la rete. Comincia dalla fine il film di Lazio-Parma, una match che racchiude un campionato intero:prima il vantaggio con Lulic, poi il pareggio di Biabiany, il più grande rimpianto del mercato invernale. I biancocelesti non ci stanno erimettono la testa avanti grazie all’eterno Miro Klose, ma si fanno raggiunge da un’amnesia colossale di Ciani e Marchetti. Poi, quando i rimpianti stanno per prendere il sopravvento, ci pensa Candreva a scacciare i fantasmi di un futuro grigio e senza Europa.

FORMAZIONI – Cambio dell’ultima ora in casa Lazio: centrocampo affidato a Lorik Cana, riposa Gonzalez. Marchetti smaltisce i problemi avuti in settimana e riprende il proprio posto tra i pali, difesa a 4  con Biava e Novaretti centrali, Konko –Radu sugli esterni. Attacco affidato a Klose, supportato da Mauri, Candreva e Lulic. Il Parma risponde con il consueto 4-3-3: in difesa, al posto dell’indisponibile Paletta Donadoni sceglie Felipe, attacco affidatio ad Amauri, Biabiany e Cassano.

PRIMO TEMPO –  L’inizio biancoceleste promette bene: Lulic ruba palla e si invola sulla fascia, ma perde il tempo per la battuta. L’infortunio di Novaretti dopo appena sei minuti sembra far presagire un pomeriggio nero, ma è una nuvola passeggera. Il sereno torna al 15’ minuto quando Candreva e Konko scambiano sull’out di destra, il francese mette in mezzo e Lulic, dopo l’intervento di Mirante, ribadisce in rete il vantaggio laziale. Il gol sveglia la squadra di Donadoni che comincia ad impensierire la retroguardia biancoceleste: Marchetti è miracolo su Schellotto, poi ci prova anche Acquah, ma il suo tiro finisce alto. I ducali alzano i ritmi, la Lazio abbassa troppo il baricentro cercando la ripartenza. E’ l’errore che permette al Parma di pareggiare: Cassano al limite dell’area prova il destro a giro, Marchetti respinge, ma sulla ribattuta il più lesto è Biabiany che controlla e, dopo un pallonetto, mette in rete di testa. L’oggetto del desiderio del mercato invernale, non pago dopo il gran rifiuto di gennaio, regala un nuovo dispiacere ai colori biancocelesti. Soffre la Lazio, il Parma è ben messo in campo ed i biancocelesti non riescono più a portare pericoli alla porta gialloblu. Allo scadere ci prova ancora Biabiany che riceve spalle alla porta, si gira e conclude con il destro, palla che termina la propria corsa nei pressi della Curva Nord. La prima frazione non regala ulteriori emozioni, si va al riposo sul punteggio di 1-1.

SECONDO TEMPO – Nessun cambio nella ripresa, Reja e Donadoni non modificano l’atteggiamento delle proprie creature. Sono i gialloblu a farsi preferire, Cassano testa i riflessi di Marchetti, il numero 22 risponde presente. Il pallino del gioco è in mano agli emiliani, ma è la Lazio ad avere l’azione più clamorosa della partita: Lulic prende palla e da il via ad un contropiede 3 contro 1, il bosniaco punta il portiere, ignorando i compagni, ma Mirante è bravissimo a salvare la propria porta respingendo il tiro con la mano destra.  Al 65’ entra in campo Keita, esce Lorik Cana, Lulic si piazza in mediana con Onazi e Mauri.Passano due minuti e la Lazio ritrova il vantaggio proprio grazie al bosniaco che serve a Klose un pallone che chiede solo di essere spinto in rete. Il panzer tedesco non si fa pregare e rimette in corsa per l’Europa i biancocelesti, la sua esultanza è un misto di gioia e rabbia, l’urlo dell’Olimpico semivuoto una liberazione. Il Parma si riversa in attacco, Parolo mette i brividi, ma la sua conclusione non centra il bersaglio grosso. Gli uomini di Reja sembrano controllare, ma il colpo di scena è dietro l’angolo. Cross innocuo dalla destra, palla che torna in possesso della Lazio, o almeno cosi sperano i tifosi biancocelesti, ma Ciani e Marchetti non sembrano essere dello stesso avviso e combinano la frittata che rimette in carreggiata il Parma. Gli utlimi dieci minuti sono un attentato alle coronarie degli spettatori: prima Keita tira troppo centralmente, poi è Klose ad andare vicino al gol, ma la mira non è quella delle migliori occasioni. Risponde il Parma con Parolo e Palladino che si divorano, a tu per tu con Marchetti, il gol che avrebbe fatto scendere definitivamente dal treno europeo i biancocelesti. Quando i rimpianti stanno per prendere il sopravvento, però, ci pensa Candreva che sfrutta a dovere l’assist di Keita: la palla, prima di entrare in rete, tocca la traversa, ma non può essere il montante ad arginare il mare biancoceleste, esulta l’esterno romano, esplode l’impianto capitolino. Una pazza Lazio vince lo scontro diretto con il Parma, l’Europa League adesso non è più un miraggio.

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Le opinioni di ex Laziali e dirigenti su Lotito

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ALESSANDRO NESTA :“Non lo conosco e non ho mai voluto farlo. Quando ero in scadenza con il Milan (2007) e si parlò di un mio possibile ritorno alla Lazio, lui disse cose su di me in maniera molto poco elegante, senza motivo.” 

VLADIMIR PETKOVIC :“Non ero io il problema, non puoi cambiare il manico e sperare che le cose vadano meglio se la scopa rimane sempre la stessa.”

PAOLO DI CANIO :“Parlare di Lotito è come sparare sulla Croce Rossa. È un giullare che si atteggia a moralizzatore. Allenare la Lazio? Con Lotito mai nella vita.” 

WILLY STENDARDO :Purtroppo quando c’è egocentrismo, narcisismo… si fa fatica a dialogare. I tifosi della Lazio meriterebbero sicuramente qualcosa di diverso, mi auguro che in futuro possano avere una società diversa.” 

FELICE PULICI :”Voglio essere molto sincero, non tornerò mai più nella Lazio con la presenza di Lotito.” 

MAURO ZARATE :”Questo è un presidente che fa il male del club. Un presidente padrone che può distruggere un giocatore. Eravamo io e altri due giocatori con i quali lui ha avuto problemi e ci allenavamo in momenti diversi rispetto alla squadra, ci cambiavano negli spogliatoi usati dalle avversarie della squadra primavera. Non avevamo dottori, fisioterapisti. Nulla. A volte solo il massaggiatore era a disposizione. Una follia. Ci volevano distruggere e la stessa cosa l’avevano fatta anche con Pandev, che poi ha vinto la Champions con l’Inter. Quella persona è un male per la Lazio. Distrugge il patrimonio della squadra. Fa brutte cose. Voleva prendere in considerazione l’idea di vendermi ad altri club ma non è mai riuscito a trovare una soluzione adeguata e così negli ultimi anni si è rifiutato di pagarmi. Quando ho contestato la situazione, il nostro rapporto è finito; non mi ha più voluto in squadra ma allo stesso tempo non mi ha lasciato andar via. Non potevo più allenarmi in gruppo. Non ho mai sentito la fiducia di nessuno. Una situazione folle. Quando in televisione c’era la partita della Lazio, mi chiudevo al bagno a piangere per non farmi vedere da mia moglie. Non riuscivo più a guardare il calcio. È assurdo che ti impediscano di fare quello che ti piace. Prima mi hanno mandato in prestito all’Inter poi Lotito e la sua cupola mi hanno fatto fuori.”

GORAN PANDEV :”Sanno tutti che io ce l’ho con una sola persona, il presidente della Lazio. I tifosi della Lazio mi hanno dato tantissimo e mi dispiace tanto per loro, ma sono sicuro che capiranno perché conoscono bene il loro presidente. Vado via da Lotito che è un bugiardo. Mi ha trattato come fossi niente.” 

ANGELO PERUZZI :Non mi interessa più lavorare con la Lazio in queste condizioni, con una persona che ritiene che io non sono niente.” 

MATTEO SERENI :“Lotito mi ha fatto soffrire così tanto da maturare come uomo. Ora che sono andato via sono finalmente felice e spero di fargli un torto grandissimo.” 

HERNANES :”I tifosi mi hanno dato un amore incredibile… (piange, non riesce a parlare, ndr). Ho spiegato su Facebook le mie motivazioni, cerco sempre di rendere la mia vita speciale. Qui alla Lazio ho sempre avuto voglia di fare cose belle, di vincere degli Scudetti. Abbiamo vinto quella Coppa Italia, poi ho capito che quello era il massimo traguardo a cui sarei potuto arrivare qui”. 

EDNILSON SANCHEZ CRIBARI : Prima la Lazio, la società e i giocatori, erano uniti negli scopi e negli intenti, ma da quando Tare è diventato direttore sportivo non è più così. Un aggettivo per Lotito? Meglio non parlare, di sicuro direi un aggettivo negativo.” 

NELLO GOVERNATO :“E’ un dolore costante vedere una cosa grande come la Lazio, in mani così piccole.”

PAOLO NEGRO :Ho tanta rabbia dentro per come sono stato cacciato da Lotito. Gli ho regalato due anni, nei quali non prendevo nemmeno i soldi. Uno come me, che ha fatto di tutto per restare legato alla squadra, è stato ricattato per andare via. Sono stato minacciato anche nel periodo in cui mi allenavo fuori rosa. Nell’ultima giornata della stagione 2004-05, dopo 10 anni di Lazio, mi è stato impedito di fare giro di campo per salutare i tifosi. Sono andato in Curva a vedere la partita con loro, per salutarli. Investimenti non ne vuole fare, e tutti i Laziali man mano saranno mandati via”. 

GUIDO PAGLIA :“Quella di Lotito e’ una conduzione dittatoriale senza ne’ capo ne’ coda. Lotito mette bocca su tutto e accentra nella sua persona tutti i poteri. La cessione di Hernanes, oltre a comportare l’impoverimento della rosa dal punto di vista qualitativo, assurge a sinonimo di ridimensionamento societario, mancanza di prospettive di crescita. La Lazio è ostaggio di una gestione deficitaria, e i suoi tifosi sono prigionieri di una fede che da dieci anni viene calpestata.”

VALON BEHRAMI :“Uno che non si accontenta di vincere, vuole umiliarti. Io non posso avere rapporti con persone del genere. Il cuore mi diceva di restare a Roma, la testa di andare via perché non c’era più la possibilità di andare avanti, i rapporti erano compromessi. Capisco i tifosi, loro non perdonano le fughe, ma i tifosi della Lazio sanno bene chi è Lotito e sono convinto che in molti hanno capito.” 

LORENZO DE SILVESTRI : Io non sono andato via dalla Lazio, ma dal presidente della Lazio. Io sono un tifoso della Lazio, ma non c’erano più le condizioni per rimanere. Non posso spiegare il mio rapporto con Lotito perche’ rischierei il deferimento. Se volete saperlo dovete chiedere a tre persone come Osti, Sabatini e Persichetti, persone che sono state buttate fuori dalla Lazio senza motivo.”

VOLFANGO PATARCA :“Lui parla, se la canta, se la suona… ma la verità è che stanno scappando tutti per colpa sua. Per colpa di Claudio Lotito. Ma gliel’ho detto… Devo campare un giorno, più di lui.” 

VINCENZO D’AMICO :“Con Lotito non c’è futuro. Provo un fastidio fisico per questa persona, e mi da terribilmente fastidio che rappresenti la mia Lazio.”

DELIO ROSSI : “Quando entrammo in Champions si pose il problema del rafforzamento della rosa e individuammo alcuni giocatori, ma poi arrivarono le 19 del 31 agosto e la fine del calciomercato. Non comprarono nessuno, così alzai il telefono e comunicai che non sarei stato più l’allenatore della Lazio. Espressi tutto il mio rammarico, usai toni duri perché avevamo fatto degli enormi sacrifici per raggiungere la qualificazione in Champions e in quel modo si sarebbe sciupato tutto. In quel momento ci fu uno strappo con la società , litigai con il Presidente e mi trovai anche a fare da mediatore con Sabatini che aveva dato le proprie dimissioni. Il rapporto si incrinò in modo irreparabile. Ma porto i tifosi della Lazio nel mio cuore, e ogni volta che torno a Roma mi dimostrano tutto il loro affetto.” 

CRISTIAN LEDESMA :” Se i tifosi contestano, un motivo deve esserci per forza”

SERGIO CRAGNOTTI :” La critica che faccio a Lotito è che non farà mai il grande passo, il salto di qualità definitivo a questa squadra “

TOMMASO BERNI : Abbiamo parlato di rinnovo e lui con arroganza m’ha detto “Mo vòi i soldi pure te?”, detto questo, ho preso e me ne sono andato. Con Lotito la Lazio non farà mai il salto di qualità “

ANTONIO FILIPPINI :” Ci aveva promesso il rinnovo di contratto a fine stagione dicendo che eravamo i suoi leoni, poi s’è rimangiato la parola”

LUCIANO MOGGI :” Da ragazzino era scemo, ora è scemo e vanesio”

ANTONIO GIRAUDO : E’ un poco di buono “

MAURIZIO ZAMPARINI : Se in Lega c’è gente come Lotito vuol dire che il calcio italiano è alla rovina “

ALDO SPINELLI :E’ l’unico che gira con la scorta, ma chi si crede di essere ? “

CSKA MOSCA : Pretendeva Honda per due lire e un mezzo giocatore, ma c’ha preso per stupidi ?”

TRABZONSPOR : Se vuoi Yilmaz lo devi pagare, sennò comprati un televisore “

WALTER SABATINI :Vuole avere sempre voce in capitolo, non ti fa lavorare”



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Lotito gira la città in elicottero per le aree dello stadio ?!

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flaminio lazio

stadio delle aquile

Una perlustrazione di Roma in elicottero. La parte est, per la precisione. Questa, secondo indiscrezioni raccolte dalla redazione de Lalaziosiamonoi.it, la nuova idea di Claudio Lotito.Sorvolare la Città Eterna. Il motivo? Difficile pensare a un’inedita, quanto improbabile, passione per il volo. Più facile ipotizzare che il presidente biancoceleste abbia voluto osservare dall’alto le aree orientali della Capitale alla ricerca di qualche terreno interessante. Chissà se un giorno potranno servire per la costruzione del nuovo stadio della Lazio o per impianti destinati alla polisportiva. Solo di ieri le dichiarazioni: “Non è mica una corsa ad arrivare primi”. Che il giro in elicottero sia la prima risposta di Lotito al progetto americano della Roma?Complicato saperlo, ma bisogna fare alla svelta. “Perché c’è bisogno dello Stadio delle Aquile per combattere lo strapotere degli altri club in Italia”. E la Lazio, per il momento, non ha nemmeno uno spazio dove poterlo immaginare.

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La Lega difende Lotito

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beretta lotito

La Lega prenderà una posizione a breve“. Detto, fatto. Come annunciato dal presidente Lotito ieri, durante il Convegno su Etica e Sport alla LUMSA, il massimo organo calcistico è sceso in campo a difesa delle società italiane oggetto di “azioni tese a danneggiare i club, le squadre e i calciatori“, come le definisce il comunicato diffuso poco fa. Alla situazione in casa Lazio – tra le altre – non viene fatto esplicita menzione, ma il riferimento salta subito all’occhio in passaggi qualiazioni di boicottaggio delle presenze negli stadi“. Questo il testo della nota ufficiale: “La Lega Nazionale Professionisti Serie A denuncia la gravissima violazione dei diritti delle società sportive ad essa associate, che viene attuata da alcune tifoserie le quali, accampando imprecisati diritti di proprietà “morale”, pongono in essere azioni tese a danneggiare i club, le squadre e i calciatori. Al grandissimo rispetto che la Lega e le società sportive hanno sempre avuto nei confronti delle tifoserie deve corrispondere analogo rispetto da parte di queste ultime nei confronti dei club e dei loro dirigenti. Da qualche tempo alcune società sono sottoposte ad una vera e propria aggressione, non solo morale, che incide sulla serenità dell’ambiente e sulla capacità di generare risorse da reinvestire negli stessi club: e questo avviene, ad esempio, con azioni di boicottaggio delle presenze negli stadi o con l’esibizione di cori e striscioni al solo fine di provocare sanzioni a danno delle società sportive. Ancora più grave è il danno di immagine causato da cori orchestrati di insulti ed intimidazioni che, ripresi dalla stampa e dai media, colpiscono l’immagine del nostro calcio, delle società e delle loro città. La Lega Serie A richiama tutte le componenti del mondo del calcio a operare nel rispetto di civile convivenza, e si impegna ad intervenire attivamente nella difesa del prestigio del calcio nazionale, dei suoi club, dei suoi dirigenti e della parte sana della tifoseria. Invita tutte le società sportive a mobilitarsi nella difesa del loro ruolo come fonte di spettacolo, di sport e di competizione: una realtà che vuole contribuire alla crescita del Paese ed è attenta ai milioni di cittadini, soprattutto i più giovani, che per il calcio continuano a nutrire una sana passione. In questo quadro la Lega invita le Autorità preposte a difendere l’autonomia ed il prestigio dei club sportivi e a contrastare con decisione gli attacchi organizzati che assumano forme degenerate e inaccettabili. La Lega si dichiara pronta ad intervenire in tutte le occasioni in cui dovessero essere reiterati episodi o comportamenti come quelli accaduti in queste settimane in alcuni stadi. Questo al fine di tutelare, con ogni mezzo e in ogni sede, i diritti primari delle proprie associate che sono impegnate – e investono ingenti risorse – per la realizzazione del massimo campionato nazionale nell’interesse del calcio italiano e dei veri appassionati. Quegli stessi appassionati che, insieme con le società di calcio, oggi subiscono gravi disagi e intimidazioni”.

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Petkovic e la sua esperienza romana :” Due anni intensi “

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PETKOVIC

Dopo l’intervista rilasciata ai microfoni di Dribbling, trasmessa due settimane fa su Rai 2, Vladimir Petkovic è tornato a parlare della sua ultima esperienza, con un occhio al futuro. L’ex allentore biancoceleste si è raccontanto al sito aargauerzeitung.ch, commentando il suo futuro incarico a capo della Nazionale Svizzera.

Quale periodo ha avuto il maggior impatto sulla tua carriera? “Sono stato fortunato a fare piccoli passi alla volta nella mia carriera, dalla 1° Divisione fino alla Serie A. Dal Malcantone Agno, al Bellinzona, fino ad arrivare alla Lazio. In Turchia e in Italia ho imparato molte cose anche fuori dal campo, che era importante per lo sviluppo personale. Molti aspetti extra calcistici sono importanti per far bene, hanno un grande impatto sui risultati. Chi non ne tiene conto fallisce”

E’ difficile aspettare tutto questo tempo prima di allenare la squadra? “Mi fa bene recuperare in questo periofo, gli ultimi anni a Roma sono stati molto intensi. Nella scorsa stagione abbiamo disputato 57 partite ufficiali, in questa stagione 30. Ho anche il tempo di parlare con altri allenatore della nazionali. E’ arrivato il momento di trovare il mio stile per poter allenare una squadra nazionale”.
Come pensi di vivere la Coppa del Mondo?“E’ chiaro che il mio mandato inizierà solo dal 1° Luglio. Io resterò da parte, non voglio interferire. Non andrò in Brasile, guarderò le partite solamente in TV. Non voglio creare polemiche”.
Hai mai parlato con Ottmar Hitzfeld? “Si, è una persona accogliente, è stato un incontro casuale. Penso che un allenatore non debba sapere tutto, ma imparare cose nuove”.
Cosa volevi sapere da Hitzfeld?Si trattava di sapere come si allena una squadra nazionale, dove si hanno i problemi all’inizio. Della squadra non abbiamo parlato, c’è un sacco di tempo al primo luglio. Già conosco molti giocatori”.
Qual è la più grande forza del calcio svizzero? “Ha una chiara leadership , una scuola chiara e c’è un corretto sviluppo dei giovani. Lavorare con i giovani è eccezionale. Si può notare dal fatto che molti di loro attualmente si stanno muovendo all’estero . Saranno molto affamati in futuro. Questo è importante!”.
Qual è la tua filosofia di gioco? “Voglio un gioco organizzato, aggressivo, offensivo. Voglio essere migliore degli avversari, giocare sempre per vincere”.
Qual è il tuo sistema di gioco preferito? “Nella mia carriera ho utilizzato molti schemi. Non sono imporanti i sistemi di gioco, ma i principi. E’ meno importante giocare a tre o a quattro difensori piuttosto del modo in cui gioca la squadra. Voglio vedere compattezza, aggressività, dinamismo”.

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Gabriele Sandri infangato dal Black Humor

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GABRIELE SANDRIAllontaniamoci dal calcio giocato e il calcio “gestito” per dar voce al nostro disdegno verso la persona che sta infangando Gabbo tramite la parodia di Wikipedia. Quest’oggi nei messaggi privati della nostra pagina facebook, ci è arrivata una segnalazione da un nostro fan che ha trovato la pagina web. Si sa che il black humor su internet è diffuso, ma si sa anche che dietro ad una tastiera il coniglio può diventare leone. Una parodia che lascia a bocca aperta e che non fa ridere neanche Satana in persona. Una pagina web che ironizza la morte del nostro tifoso biancoceleste ma sopratutto di un essere umano che ha perso la vita INGIUSTAMENTE, un destino segnato da una pazzia di un poliziotto.

piccolo trafiletto della pagina che mi è stata postata:

Luigi Spaccarotella (Colli Forati Fioriti, Siena, 1944 – certamente dopo di te) è stato un ex tiratore scelto dell’aviazione, ex guardia giurata, ex bracconiere, ex guardia svizzera extralarge. Attualmente sconta una pena di 6 minuti di carcere per la soppressione illegale di un camoscio ferito, Gabriele Sandri

Sfortunatamente il web è pieno di questi siti che incitano violenza e scherzano con la morte di persone innocenti. Purtroppo non tutte le persone al mondo hanno un cervello sano e sono vittime della loro idiozia.
Con la speranza che chiudano quel trafiletto vi posto il link da segnalare:
http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Luigi_Spaccarotella



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