Garcia: “La Lazio ha vinto con un gol irregolare dopo aver pianto contro l’Inter”

Il derby è già iniziato almeno a parole. Oggi ci sono state le consuete conferenze stampa pre gara. Iniziamo con le parole rilasciate da Garcia. “La favorita è la Lazio, lo dicono tutti. Si dice che è la squadra più forte, che noi siamo scarsi e che giocano il miglior calcio d’Italia, che hanno già vinto la partita”. Il francese continua con una battuta sul rinvio della partita.” Faremo in modo martedì, è stata spostata la partita visto che hanno giocato 120 minuti, no? Se rimarrà lunedì faremo in modo di smentire i pronostici. Domani ci saranno due squadre di alto livello e il miglior arbitro d’Italia e del mondo, questo è un bene perché ricordo che nell’ultima partita la Lazio ha vinto con un gol irregolare dopo aver pianto dopo la gara con l’Inter».Certo ci vuole coraggio caro Garcia, parli proprio te che tra violini serenate e pianti avete creato un’alibi di questa vostra stagione disastrosa, dove il vostro obbiettivo è quello di arrivare secondi, perché senza sarebbe un fallimento completo, partiti per vincere tre trofei ne avete persi quattro. Record. Ma quelle dichiarazioni fanno parte di una collezione incredibile di “coattagine trigoriana”, basti pensare al loro capitano che ha paragonato Olympia a un gabbiano e che l’uomo derby sarebbe stato Reja (derby vinto poi dalla Lazio).Mister Pioli invece a differenza del tecnico francese rimane umile e tocca anche l’argomento della finale persa con la Juve:“Il derby vale una stagione, si può dire. Abbiamo fatto di tutto per arrivarci, ci stiamo preparando benissimo. La squadra ha recuperato la fatica fisica e la delusione per non aver vinto la Coppa Italia che avremmo meritato. La Lazio è pronta a dare il massimo. Servirà tutto per vincere. Una grande partita dal punto di vista tecnico, una squadra compatta, presente sul campo. Lo spirito, la testa e il cuore lo abbiamo messo in campo tante volte, lo faremo anche domani. Alla fine chi arriverà secondo avrà meritato di più. Le classifiche non sono mai bugiarde dopo 38 giornate. E’ un’occasione per tornare secondi, vogliamo sfruttarla”. Su Biglia risponde cosi: “Ieri si è allenato bene. Se oggi confermasse i suoi progressi nella rifinitura, può anche essere che trovi spazio dall’inizio. Farò una valutazione solo stasera”. Sul argomento biscotto è abbastanza chiaro:” No, non cambia niente con il risultato del Napoli. Puntiamo a vincere il derby e a superare la Roma”
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La sconfitta di ieri sera è una sconfitta che brucia forse più di tante altre visto il modo in cui è arrivata, la Lazio è stata quasi sempre padrona del campo, ma la fortuna questa volta non ha girato proprio dalla nostra parte. Eppure sembrava che tutto stesse andando per il verso giusto dopo il goal di Radu, capitano per una sera. Dopo 4 minuti, infatti, la Lazio è già in vantaggio, su una punizione battuta dalla destra da Cataldi, Stefan ci porta in vantaggio con un colpo di testa sotto il sette. La Lazio controlla è sembra poter mettere in difficoltà la Juve, poi, però, arriva la beffa. Pirlo batte una punizione delle sue in aria, Evra spizza di testa e Chiellini in mezza rovesciata, da due passi, segna il goal del pareggio. 1-1 all’11’ minuto. La nostra Lazio non ci sta e attacca a testa bassa, la Juve è in difficoltà. Sfioriamo il goal in due occasioni, prima con Cataldi, servito da Felipe, che però conclude debolmente in porta e, poi, con Parolo che con un destro al volo sfiora il palo alla sinistra di Storari. La Lazio è viva e vuole la vittoria, la Juve sembra spaventata. Il primo tempo si conclude in parità. Il secondo tempo si apre con la Lazio ancora sugli scudi, i biancocelesti premono e cercano di portare a casa la partita, la Juve aspetta e cerca di ripartire in contropiede. Sono proprio i bianconeri ad andare vicini al goal con Llorente, che però viene anticipato bene da Berisha. A tenere in mano il pallino del gioco e, però, sempre la Lazio, ma il goal vittoria non arriva. Il guerriero Radu è costretto, poi, ad uscire al 26′ tra gli applausi del pubblico, causa infortunio, al suo posto Mauricio. Al 37′ esce anche Miro Klose, oggi un po’ in ombra, ed entra Djordjevic. Il serbo ha subito una ghiotta occasione per segnare ma davanti a Storari si impappina e calcia debolmente. Che occasione sciupata per Djordjevic, poteva essere il goal della vittoria! Dall’altra parte esce Llorente per far posto a Matri, l’attacante juventino sarà poi decisivo. Si vede subito Matri, che segna, anche, per la Juve, ma il goal è viziato da un netto fuorigioco. L’arbitro annulla. Ancora Juve, che nel finale di tempo approfitta della stanchezza della Lazio. Ci prova Tevez dalla distanza ma la palla vola alta sulla traversa. Finiscono così i tempi regolamentari e si va quindi ai supplementari. La Lazio ci crede e vuole la vittoria, la Juve sta ancora a guardare. Occasionisima ancora per Djordjevic in avvio del primo supplementare. Il serbo spara un tiro incredibile dal limite dell’aria, Storari è battuto, Djordjevic sta già per esultare, ma la palla colpisce prima il palo interno destro e poi quello sinistro, rotolando fuori dalla porta. Storari poi raccoglie senza problemi. Clamorosa occasione per il 2-1, ma la sfortuna questa volta ci condanna. Eravamo già tutti pronti ad esultare, ma la Juve anche questa volta si salva. Neanche il tempo di recriminare e la Juve ci punisce. Matri va a segno, dopo una goffa respinta della nostra difesa, e segna il gol vittoria. Berisha prova a toccare ma la palla finisce lo stesso in rete. Questa volta il goal è regolare, altra beffa clamorosa per la Lazio. I nostri ci provano fino alla fine, con Pioli che mette dentro anche Keita al posto di De Vrij, giocandosi il tutto per tutto. Ma non bastano il cuore, la grinta, il sudore e il sangue sputato dai nostri. Finisce prima il primo supplementare e poi anche il secondo. La coppa è della Juve e a noi restano solo le lacrime e i rimpianti. Una partita giocata alla grande dalla nostra Lazio, con due attributi enormi, ma questa volta la dea bendata non ci ha aiutato, anzi abbiamo avuto una sfortuna incredibile. La Juve festeggia la sua decima coppa, ma in cuor suo sa che non la meritava, la Lazio ha giocato meglio ed ha messo in seria difficoltà la corazzata di Allegri. Questa Lazio tutta cuore e grinta meritava questa coppa, la meritavano tutti i nostri ragazzi, il giovane Cataldi in primis, che ha fine partita è scoppiato in lacrime, consolato da un monumento come Ledesma. L’abbraccio finale sotto la Curva Nord, rimasta fino alla fine ad incitare i nostri beniamini, e gli applausi di tutto lo stadio a fine partita testimoniano che la nostra Lazio questa partita l’ha giocata al massimo. La Lazio esce sconfitta ma a testa altissima, solo la sfortuna questa volta ha fermato la banda di Pioli. In cuor mio, però, io so, e spero lo sappiate anche voi, che, se questa squadra manterrà sempre questo atteggiamento e questa grinta, in futuro potremmo toglierci grandi soddisfazioni. Abbiamo costruito solide basi sulle quali far leva per i prossimi anni e contro tutto e tutti, forse anche contro noi stessi, vinceremo! Il futuro è tuo Lazio mia, prenditelo perché ti spetta! Avanti a testa alta, fieri sempre e spavaldi di essere!




Mercoledì sera dopo una settimana di polemiche, dovute soprattutto allo spostamento del derby, si affronteranno finalmente la Juventus e Lazio nella 68° finale della Coppa Italia. Una partita che inizialmente si doveva giocare il 7 di giugno ma che è stata anticipata al 20 di maggio causa finale di 



La Lazio entra nel rush finale.Il classico dentro o fuori. Sabato la banda di Pioli, grazie a un grande lavoro collettivo di sudore e fatica, ha portato a casa i tre punti grazie al goal di Gentiletti e facendo crescere i rimpianti di averlo perso per quel maledetto infortunio.





















Il 12 maggio di 41 anni fa, il 12 maggio 1974, è una data storica che nessun tifoso laziale, che si rispetti, potrà mai dimenticare. E’ il giorno del primo scudetto della SS Lazio, il giorno di Lazio Foggia 1-0, il giorno del rigore di Giorgio Chinaglia, il giorno della prima festa scudetto della nostra storia, il giorno in cui un intero popolo tinto di bianco-azzurro invase il prato dell’Olimpico per festeggiare una gioia unica, immensa ed incontenibile. Un titolo meritatissimo per la squadra del Maestro Tommaso Maestrelli, una squadra che per il tutto il campionato diede spettacolo in ogni campo d’Italia. Una squadra, quella, fatta di 11 leoni. Era la Lazio di Felice Pulici, Sergio Martini, Luigi Martini, Giuseppe Wilson, Giancarlo Oddi, Franco Nanni, Renzo Garlaschelli, Luciano Re Cecconi, Giorgio Chinaglia, Mario Frustalupi, Vincenzo D’Amico, ma anche di Luigi Polentes, Giuseppe Avagliano e Paolo Franzoni.


