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Garcia: “La Lazio ha vinto con un gol irregolare dopo aver pianto contro l’Inter”

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Il derby è già iniziato almeno a parole. Oggi ci sono state le consuete conferenze stampa pre gara. Iniziamo con le parole rilasciate da Garcia. “La favorita è la Lazio, lo dicono tutti. Si dice che è la squadra più forte, che noi siamo scarsi e che giocano il miglior calcio d’Italia, che hanno già vinto la partita”. Il francese continua con una battuta sul rinvio della partita.” Faremo in modo martedì, è stata spostata la partita visto che hanno giocato 120 minuti, no? Se rimarrà lunedì faremo in modo di smentire i pronostici. Domani ci saranno due squadre di alto livello e il miglior arbitro d’Italia e del mondo, questo è un bene perché ricordo che nell’ultima partita la Lazio ha vinto con un gol irregolare dopo aver pianto dopo la gara con l’Inter».Certo ci vuole coraggio caro Garcia, parli proprio te che tra violini serenate e pianti avete creato un’alibi di questa vostra stagione disastrosa, dove il vostro obbiettivo è quello di arrivare secondi, perché senza sarebbe un fallimento completo, partiti per vincere tre trofei ne avete persi quattro. Record. Ma quelle dichiarazioni fanno parte di una collezione incredibile di “coattagine trigoriana”, basti pensare al loro capitano che ha paragonato Olympia a un gabbiano e che l’uomo derby sarebbe stato Reja (derby vinto poi dalla Lazio).Mister Pioli invece a differenza del tecnico francese rimane umile e tocca anche l’argomento della finale persa con la Juve:“Il derby vale una stagione, si può dire. Abbiamo fatto di tutto per arrivarci, ci stiamo preparando benissimo. La squadra ha recuperato la fatica fisica e la delusione per non aver vinto la Coppa Italia che avremmo meritato. La Lazio è pronta a dare il massimo. Servirà tutto per vincere. Una grande partita dal punto di vista tecnico, una squadra compatta, presente sul campo. Lo spirito, la testa e il cuore lo abbiamo messo in campo tante volte, lo faremo anche domani. Alla fine chi arriverà secondo avrà meritato di più. Le classifiche non sono mai bugiarde dopo 38 giornate. E’ un’occasione per tornare secondi, vogliamo sfruttarla”. Su Biglia risponde cosi: “Ieri si è allenato bene. Se oggi confermasse i suoi progressi nella rifinitura, può anche essere che trovi spazio dall’inizio. Farò una valutazione solo stasera”. Sul argomento biscotto è abbastanza chiaro:” No, non cambia niente con il risultato del Napoli. Puntiamo a vincere il derby e a superare la Roma”



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Biglietteria: Oltre 36.500 biglietti venduti, la maggior parte son laziali

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11014272_10152897683980949_1020388635232674985_nChe sia Domenica o che sia Lunedì poco importa.Chi ha un lavoro si è preso un giorno di riposo, chi studia ha anticipato i propri compiti nella mattinata, chi non lavora o è precario fa sacrifici. Tutto questo solo per amore e la Lazio può contare sul dodicesimo uomo in campo, colui che da la spinta al cuore e all’onore del gladiatore biancoceleste.Lo stadio Olimpico domani subirà uno tsunami biancoceste con la curva che straripa di amore verso questa fede immensa. A. Cragnotti ha fatto un punto della situazione sui biglietti venduti per il derby:
“Il dato non si è mosso più di tanto rispetto all’ultimo aggiornamento, perché siamo intorno ai 36.500 biglietti venduti, di cui 21.500 ai tifosi della Lazio e 15mila ai tifosi della Roma. La vendita procede abbastanza lentamente. Se contiamo poi i 9.500 abbonati siamo sui 46 spettatori paganti. Con lo spostamento della partita è però aumentato il margine di acquisizione dei biglietti. Inoltre, voglio ricordare che saranno chiuse per motivi di ordine pubblico la biglietteria di via Calderini che chiuderà all’ora di pranzo e quella dello stadio in via delle Olimpiadi 61. Per cui chi vorrà comprare i biglietti dovrà andare necessariamente presso i punti vendita elencati nel nostro sito sotto la voce biglietteria”. Infine una precisazione: “In Tevere rimane la limitazione per l’acquisto dei biglietti, ossia solo per chi ha la tessera del tifoso, che potrà però fare da garante per l’acquisto di un tagliando per un amico”.



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Sicurezza Derby: un pallone fa più paura del terrorismo?

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Scontri derby, stop a notturne e trasferte per Lazio e Roma. Decisione shock

Sicurezza Derby a prova di Isis?

Derby Roma-Lazio, forze dell'ordine e tifosi fuori lo stadio Olimpico La sicurezza nelle partite di calcio ormai è all’ordine del giorno. Ma può un pallone far utilizzare tanti agenti per un evento sportivo?. Oramai il calcio è lo specchio dell’italiano medio dove fa un certo effetto vedere tante divise proteggere l’incolumità del tifoso. Non solo nei derby ma anche in altre partite dove si affrontano tifoserie con astio reciproco provocato dalla politica,dalla zona di origine o dalla goliardia eccessiva. Purtroppo oramai è così, uno sport non è più divertimento e passione dal momento che nascono scontri anche violenti dentro e fuori lo stadio dove in certe situazioni questa sfera provoca anche la morte (Ciro del Napoli,Paparelli etc.)
Per il derby di domani, le forze dell’ordine impiegate saranno a prova di antiterrorismo. Un plotone di 1700 unità e 800 steward pronto a mantenere l’ordine pubblico tra le due fazioni romane. Ma può una famiglia con figli piccoli o anziani aver paura di andare allo stadio?
Come riportato sul sito Lalaziosiamonoi riportiamo il programma di “sicurezza derby” e l’apertura dei cancelli:

 

L’apertura dei cancelli è prevista per le ore 15, l’obiettivo è quello di evitare qualsiasi tipo di contatto tra le due tifoserie. Il flusso del traffico sarà deviato e gli spettatori inidirizzati in base ai settori dello stadio da raggiungere: Ponte Milvio per i laziali, Ponte Duca D’Aosta e Ponte della Musica per i romanisti.Dalle 15 sono previste delle chiusure al traffico che interesseranno lungotevere Cadorna, ponte Duca d’Aosta e lungotevere Diaz nel tratto compreso tra piazzale De Bosis e viale Antonino da San Giuliano. Qualora si rendessero necessarie, sono state previste anche chiusure “a vista” al traffico veicolare sul lungotevere Diaz nel tratto compreso tra viale Antonino da San Giuliano e ponte Milvio, viale della Macchia della Farnesina, via dei Robilant e viale Antonino da San Giuliano. Potenziato, inoltre, il controllo e la presenza delle forze dell’ordine. Le operazioni di prefiltraggio avverranno per i tifosi laziali da piazza Dodi, per i tifosi romanisti, da largo De Bosis, Franchetti, Gladiatori e Olimpiadi.



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Almeyda sogna l’Italia:”Io alla Lazio? Dovrà passare un po’ di tempo”

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ALMEYDAAlmeyda non dimentica la sua esperienza in biancoceleste. Tutti i laziali non lo hanno dimenticato specie quell’euro gol al volo contro il Parma

Mattias è intervenuto ai microfoni di Radio Olympia lasciando un’intervista riguardante il suo passato il suo futuro e la Lazio di Oggi:
“Io alla Lazio? Deve passare un po’ di tempo perché sta bene, ha fatto un buon campionato. Le finale sono un po’ strane per fare un’analisi. I biancocelesti sono partiti bene, poi è finita come è finita. Ma ho visto una squadra che ha giocato per vincere. Quest’anno la Lazio ha fatto bene, probabilmente è la migliore degli ultimi anni”.

“Il derby è la partita più bella per i laziali, la gara con la Roma è unica. Appena arrivi a Roma ti dicono che devi vincere il derby, è troppo importante. Quelli che l’hanno giocata sanno bene cosa significa. Entrambe erano grandi squadre, ma noi eravamo troppi forti. Il primo anno che arrivai alla Lazio, vincemmo quattro derby. Noi avevamo un po’ più di attributi (ride, ndr). Mi piaceva giocare contro Totti, è stato il più grande della storia della Roma e continua a esserlo. E’ un vero capitano. Era bello giocare contro di lui perché mi piaceva. Lui creava bel gioco e io lavoravo per non fargli toccare il pallone. Il mio gioco era improntato nel fare i contrasti e rubare il pallone, ma senza fare mai male all’avversario. Ho rispettato sempre rispettato tutti gli avversari. Ma con la Roma c’era rivalità. La gente della Lazio era più bella, urlava di più. Ho perso solo due derby, gli altri li abbiamo vinti. Mi hanno emozionato tutti, il più importante è stato il 2-1 l’anno che abbiamo vinto lo scudetto. Dopo ne abbiamo perso un altro 4-1”.

“Quello è un fattore che giocherà contro la Lazio – continua Almeyda – ma è un derby. La forza che hai dentro la devi lasciare tutta sul campo. E’ il miglior momento per dimenticare che hai giocato mercoledì. Biglia? Come calciatore uno vuole sempre giocare, ma se si tratta di uno stiramento è qualche cosa di complesso. Dovrei valutare qual è la cosa migliore per la squadra”. In conclusione, l’ex centrocampista biancoceleste si è soffermato sull’aspetto emozionale della sfida tra Roma e Lazio: “Cerco di parlare con il cuore, sempre pensando che in un derby ci sono tante persone che tengono al risultato. I tifosi, la storia di un club. L’unica cosa che chiedo sempre è di lasciare tutto il campo per la squadra, con umiltà. Questa Lazio mi è piaciuta: lavora di squadra, fa un bel calcio. Quando attacca, lo fa con tanti giocatori. Tutti difendono. Ha qualità collettiva e individuale. Nel derby non si sa mai, è difficile parlare prima, ma credo molto nella Lazio. Deve finire come merita, i biancocelesti devono vincere. Speriamo che la Lazio finisca il campionato come merita”.
Fonte: Lalaziosiamonoi



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Piangi pure, Danilo!

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Testa alta e mani a coprire il volto, questa è l’immagine a specchio tra Danilo Cataldi e la Curva Nord allo scadere dei supplementari di mercoledì sera.

La Lazio ha perso con onore, ha perso a viso scoperto, ha perso con la bava alla bocca e gli occhi pieni di sangue, ma ha perso e Danilo non trattiene le lacrime.

Mentre la Curva Nord dedica una standing ovation ai suoi guerrieri, quasi a rassicurarli – Siamo sempre con voi, siamo sempre con voi, non vi lasceremo mai -, il ragazzo classe ’94 la sente più di tutti gli altri e si lascia andare nelle braccia del suo ‘maestro’ Ledesma.
Si sente forse più responsabile dei suoi compagni, perchè lui la Lazio ce l’ha nel cuore da quando è nato e adesso si trova li a decidere le sue sorti, a soli 20 anni è lui il trascinatore dell’armata Pioli e lo fa egregiamente.
Esordisce in Serie A il 18 gennaio 2015 contro il Napoli all’ 81°, una partita ostica, e lo fa con una naturalezza e una spavalderia che solo un laziale può avere.
Dal suo esordio ci prende il vizio e colleziona 14 presenze, conquistandosi il posto di titolare anche nella finale di Coppa Italia. E Pioli non fa nulla per caso.
Giocatore di classe, concreto e umile, talmente umile che quando Mauri gli passa la fascia di Capitano contro la Fiorentina lui ci mette qualche secondo a metabolizzare ed è il numero 6 biancoceleste ad avvicinarsi ed infilargliela quasi a forza.

E’ tua Danì, te la meriti.

E ti meriti le parole di Cristian Ledesma nel post-partita della Finale:

io sono un tipo di poche parole….ma ci sono momenti in cui è fondamentale parlare, in questo caso scrivere.
Danilo, avrai tantissime altre occasioni: non solo sei il futuro ma sei GIA’ il presente della mia Lazio.
Sono orgoglioso di te e lo sai, ti ho sempre sostenuto e coccolato; la Lazio è in ottime mani…in ottimi piedi…i tuoi.
Ti auguro di essere CAPITANO al più presto, a lungo e senza intoppi. Tu tanto già lo sai, per te io ci sarò sempre.’

Quelle mani davanti agli occhi con la testa alta sono l’emblema della lazialità, quel tuo sguardo era il mio sguardo e quello degli altri 40mila presenti allo Stadio.
Quindi piangi pure ragazzo, piangi finchè hai rabbia nel cuore, ma fallo sempre a testa alta.
Ci aspettano le ultime due battaglie da combattere a viso scoperto e non siamo mai stati così agguerriti.
Parla ai tuoi compagni della lazialità, spiegagli cosa vuol dire il derby di Roma, il vuoto nel petto che si ha la sera prima, raccontagli le ore a Ponte Milvio, quei 90 interminabili minuti, i cori esasperati. Prova, anche se non è facile, a tradurre in parole questa magia.

Siamo nelle tue mani Danilo, ed erano anni che non ci sentivamo così sicuri.



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L’anno della Lazio in Coppa Italia

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26 maggio

Termina proprio sul più bello lo straordinario cammino della Lazio in Coppa Italia, cavalcata iniziata il 24 agosto con il turno preliminare e terminata proprio in finale. Gli uomini di Pioli infatti, dopo il deludente nono posto della scorsa stagione, si sono dovuti guadagnare l’accesso al tabellone prinicipale, per poi, step by step, arrivare fino all’ultimo atto del 20 maggio. Ripercorriamo insieme il cammino dei biancocelesti nella competizione, un percorso fatto di grandi gioie opposte a momenti dove tutto sembrava andare nel verso sbagliato, riassumendo in pochi incontri la grandiosa storia ultracentenaria di questo club.

L’esordio in coppa, coinciso con il primo impegno ufficiale alla guida della Lazio per Stefano Pioli, è datato 24 agosto 2014. Allo Stadio Olimpico di Roma va in scena Lazio-Bassano, formazione iscritta al campionato di Lega Pro. Si incomincia fin da subito ad intravedere la mentalità offensiva di mister Pioli, che propone un calcio molto offensivo e votato all’attacco. In campo, fin dalle prime battuta è evidente la differenza di valori tecnici tra le due squadre, come mostra il risultato finale che recita 7 a 0 in favore dei padroni di casa. Oltre all’eterno Miroslav Klose vanno in gol Candreva, Keita con una doppietta ed i nuovi arrivati Marco Parolo, Dusan Basta ed il miglior difensore dell’ultimo Mondiale brasiliano, l’olandese Stefano De Vrij. Un match senza storia, che prepara i biancocelesti (poi sconfitti) al match d’esordio in campionato a San Siro contro il Milan di Pippo Inzaghi e li qualifica ai sedicesimi di finale.

L’incontro si gioca il 2 dicembre in un Olimpico “per pochi intimi”. Questa volta l’avversario da affrontare nella partita secca è il Varese, formazione guidata da mister Bettinelli che milita nella serie cadetta. Pioli adotta una rotazione tra i suoi uomini rispetto al match di campionato di tre giorni prima sul campo del Chievo Verona, scegliendo di schierare dal primo minuto Erit Berisha, eletto dal tecnico di Parma “portiere di coppa”; in difesa, Lulic ricopre l’inedito ruolo di terzino sinistro, mentre la novità principale è rappresentata dal centrocampo tutto inedito composto da Ederson, Ledesma e Onazi. Keita e Anderson agiscono sugli esterni a supporto dell’unica punta Filip Djordjevic. I biancocelesti partono subito forte e bastano appena 26 minuti per chiudere la pratica: infatti tra il 24′ e il 26′ arrivano due reti: prima la sfortunata autorete di Simic e poi il gol di Djordjevic mettono in discesa il match, che poi viene controllato agevolemente dagli uomini di Pioli. Nel finale c’è spazio anche per il tris, siglato al minuto 80′ da Felipe Anderson, che chiude definitivamente i conti.

Si vola al tabellone principale, dove ad attendere il sodalizio biancoceleste c’è il Torino capitanato da Giampiero Ventura. I granata giocano in casa, all’Olimpico di Torino dove, nonostante il match infrasettimanale, c’è un buon numero di tifosi a sostenera la squadra. Ma la partita è indirizzata fin da subito verso i canali biancocelesti grazie alla rete di Keita al 12′. Il giovane attaccante ispano-senegalese decide di mostrare tutto il suo talento puntando l’area e saltando un avversario, prima di battere con il sinistro Padelli sul secondo palo. Un mix di velocità e tecnica, che fanno intravedere ancora una volta le enormi potenzialità di questo ragazzo. Poco più tardi, esattamente al 29′ arriva il raddoppio di Miroslav Klose, al termine di una splendida azione corale partita da Danilo Cataldi, in cui hanno preso parte ben 4 giocatori biancocelesti prima dell’assist decisivo dello stesso centrocampista classe 1994, che dall’out di destra effettua un tiro-cross tagliente appoggiato in rete dal “panzer”. Nell’occasione, il centravanti tedesco riesce a sottrarsi molto bene dalla marcatura ad uomo dei difensori avversari, che non riescono ad interventire per evitare la rete del raddoppio. Si va a riposo sul risultato di 2 a 0. Al ritorno dagli spogliatoi, i padroni di casa riaprono l’incontro grazie alla rete del venezuelano Martinez, ma le speranze granata durano appena 6 minuti: al 55′ infatti Klose entra in area e salta Padelli, che lo “abbatte”: il direttore di gara, Russo, dopo qualche istante di indecisione, aiutato dai suoi assistenti decreta il calcio di rigore con conseguente espulsione per l’estremo difensore del Torino. Sul dischetto si presenta il capitano della serata, Cristian Ledesma, che spiazza il neoentrato Castellazzi, firmando la rete della tranquillità. L’incontro termina sul risultato di 3 a 1 in favore dei capitolini, che passano ai quarti, dove ad aspettarli c’è il Milan.

Giunti ai quarti di finale, questa volta il tecnico Pioli decide di non fare calcoli, schierando la miglior formazione, eccezion fatta per Keita ed Onazi che prendono il posto di Felipe Anderson e Candreva. Pronti via il match risulta equilibrato, con azioni pericolose su entrambi i fronti. L’episodio che decide l’incontro arriva al 37′: sul cross da sinistra di Radu, Albertazzi interviene in modo scomposto, toccando il pallone con il braccio. L’arbitro fischia un sacrosanto calcio di rigore, che il “Principito” Lucas Biglia trasforma in rete, per la gioia dei tifosi biancocelesti al seguito della squadra. Ma poco più tardi la qualificazione alle semifinali si complica: Lorik Cana viene ammonito 2 volte nel giro di 5 minuti, guadagnando anzitempo la via degli spogliatoi a pochi secondi dall’intervallo. Nella ripresa, c’è un vero e proprio assiedo dell’area biancoceleste da parte dei rossoneri, che però non riescono a sopraffare una difesa biancoceleste in cui brilla anche un Novaretti che fino a quel momento aveva collezionato solamente prestazioni negative nella stagione. In avanti, gli uomini di Pioli hanno qualche chance di chiudere i conti in contropiede, ma le falliscono non riuscendo a concretizzare le occasione da gol create. Dopo 5 minuti di recupero, cala il sipario sul Meazza. La Lazio si vola in semifinale.

L’avversario non è dei più semplici, il calendario non sorride ai biancocelesti. Le aspettative della semifinale non sembrano essere dalla parte della Lazio, che deve affrontare il Napoli del “Mister di Coppa” Rafa Benitez. Come dicevamo, nemmeno il sorteggio sembra essere positivo, con l’andata in casa ed il match decisivo di ritorno nella bolgia del San Paolo. Nel primo incontro, la squadra di Pioli, spinta dallo straordinario pubblico dell’Olimpico, parte subito forte. Una, due, tre occasioni pericolose, prima del gol del vantaggio: siamo al 33′, Felipe Anderson recupera palla a centrocampo e riparte velocemente; arrivato a 20 metri dalla porta di Andujar, offre uno splendido assist a Miro Klose, che gli detta il passaggio e batte l’incolpevole portiere argentino. I partenopei sembrano accusare il colpo psicologico della rete subita, con i biancocelesti che continuano ad attaccare fino all’intervallo. Alla ripresa del gioco, la musica del match cambia, con la squadra di Benitez che attacca alla ricerca di un importantissimo gol in trasferta. Rete che arriva al 58′ con Gabbiadini,che sfrutta una disattenzione della difesa biancoceleste e realizza il tap-in vincente da pochi passi. Il Napoli è fortunato nell’occasione: l’assist all’ex attaccante della Sampdoria è causato da un tiro sbagliato di Higuain, che trova casualmente il proprio compagno sul secondo palo. Il popolo biancoazzurro, così come i calciatori, non si abbatte e continua ad incitare la squadre. La partita diventa più spettacolare, con occasioni su entrambi i fronti: l’occasione più pericolosa è però per gli ospiti, che colpiscono la traversa sugli sviluppi di un calcio d’angolo con il colpo di testa dello spagnolo David Lopez. Poi più nulla, con la qualificazione che sarà decisa a ritorno.

Al San Paolo, il clima è rovente: grazie ai prezzi speciali adottati dal presidente De Laurentis, il pubblico risponde presente alla chiamata della squadra. Il risultato premia momentaneamente il Napoli, che decide di aspettare e colpire in contropiede. La Lazio attacca e, come aveva preventivato Benitez, lascia qualche spazio di troppo ai padroni di casa. Gli azzurri però non riescono a segnare la rete del vantaggio, mantendendo un atteggiamento difensivo molto accorto. Il primo tempo termina sul risultato di parità. Stesso copione nella ripresa, con la Lazio che attacca con tutti i suoi uomini ed il Napoli che si difende e riparte. La prima vera occasione del match è firmata da Higuain, che a tu per tu con Berisha si fa ipnotizzare dal portiere albanese. Le due formazioni sembrano non riuscire a scardinare le difese avversarie, quando al minuto 79 accade l’inaspettato: Felipe Anderson recupera ancora una volta una palla sulla trequarti avversaria, salta un paio di avversari prima di effettuare un interessante traversone tenendo la palla bassa. Scelta che sorprende tutta la difesa del Napoli, ma non Senad Lulic, che arriva di gran carriera e sul secondo palo realizza il gol dell’1 a 0, gelando l’intero stadio. Lo stesso calciatore bosniaco, a 3 minuti dal termine, compie una vera e propria prodezza. Il neoentrato Insigne porta a spasso Basta, prima di effettuare un gran tiro sul secondo palo. Berisha è battuto e proprio quando la palla sembra rotolare verso la rete arriva di nuovo lui, l’eroe del “26 Maggio”, che con una scivolata in extremis manda la palla in corner. Un salvataggio che vale un gol, come dimostra l’esultanza dei suoi compagni, che vanno a congratularsi con lui. E’ l’ultima emozione di un confronto al cardiopalma. I calciatori biancocelesti, insieme a mister Pioli ed al suo staff si radunano al centro del campo per cantare tutti insieme l’inno e festeggiare un importante quanto inaspettato risultato, almeno ad inizio stagione. Una gioia incontenibile travolge i cuori biancocelesti: a distanza di 2 anni dall’indimenticabile 26 maggio 2013 si torna in finale di Tim Cup.

Si arriva così al 20 maggio 2015, all’ultimo atto di una competizione straordinaria per il sodalizio biancoceleste. Di fronte c’è la più forte squadra italiana degli ultimi anni: una Juventus capace di vincere lo scudetto con 6 giornate di anticipo e guadagnarsi l’accesso alla finale di Champions League di Berlino. L’obiettivo dei bianconeri è indubbiamente il “Triplete”, per eguagliare lo straordinario cammino dei rivali dell’Inter di Mourinho del 2010. Della partita in sè ne abbiamo già parlato, ma di sicuro sappiamo che la Lazio ha terminato tra i meritati applausi dei suoi tifosi, che hanno apprezzato il grande sforzo della squadra di Stefano Pioli. Un grande cammino, concluso con un grande finale. E con una squadra così, poco importa se la coppa non è rimasta nella Capitale. E’ partito un nuovo ciclo, formato da un grande allenatore e da grandi uomini, oltre che grandi giocatori. Non resta che attendere il prossimo anno, per lanciare nuovamente la volata per la conquista della settima Coppa Italia della storia.



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Gentiletti, il ritorno del gladiatore

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Quando l’estate scorsa venne annunciato l’arrivo del centrale difensivo Santiago Gentiletti dai Campioni del Sudamerica del San Lorenzo ci fu subito dello scetticismo da parte dei tifosi dopo i precedenti flop in reparto del passato. Il giocatore biancoceleste arriva determinato e vuole giocare subito, e infatti ecco la sua prima partita, Lazio-Cesena: Santiago dimostra grande classe, buonissimi piedi, e con lui non si passa. Sembrava finalmente che la Lazio potesse intraprendere una grande stagione fin dalle prime giornate e invece il crack… nella terza partita di campionato contro il Genoa, Gentiletti dopo settanta minuti ottimi si rompe il crociato. Otto mesi fuori.

D’altronde la sfortuna fa parte della nostra storia, e bisogna andare avanti. Lavoro duro, sudore, concentrazione e forza. Santiago è questo, lui non molla e a Genova torna. Non doveva giocare quella partita, e invece ecco che alla vigilia di Lazio-Sampdoria, a grande sorpresa, Santiago Gentiletti sarà titolare. E’ in forma e non sbaglia nulla, la partita è bloccata, serve qualcosa. Calcio d’angolo, nessuno ci spera, tanto si sa che la Lazio non segna. Un uomo che è tornato in quello stadio maledetto ci crede e risolve tutto. La Lazio vince 1-0, ma questo non è importante. Il calcio è un insieme di eventi giusti e ingiusti, e in quella partita ha trionfato la giustizia, perché El Chueco segna di ginocchio dove si è rovinato una stagione. Queste sono le belle storie.

Ah, dimenticavo, il gol forse era irregolare, ma questo non importa…



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La sfortuna ci condanna, Juve campione… ma che Lazio!

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11147875_10152898841535949_6617984383858501535_nLa sconfitta di ieri sera è una sconfitta che brucia forse più di tante altre visto il modo in cui è arrivata, la Lazio è stata quasi sempre padrona del campo, ma la fortuna questa volta non ha girato proprio dalla nostra parte. Eppure sembrava che tutto stesse andando per il verso giusto dopo il goal di Radu, capitano per una sera. Dopo 4 minuti, infatti, la Lazio è già in vantaggio, su una punizione battuta dalla destra da Cataldi, Stefan ci porta in vantaggio con un colpo di testa sotto il sette. La Lazio controlla è sembra poter mettere in difficoltà la Juve, poi, però, arriva la beffa. Pirlo batte una punizione delle sue in aria, Evra spizza di testa e Chiellini in mezza rovesciata, da due passi, segna il goal del pareggio. 1-1 all’11’ minuto. La nostra Lazio non ci sta e attacca a testa bassa, la Juve è in difficoltà. Sfioriamo il goal in due occasioni, prima con Cataldi, servito da Felipe, che però conclude debolmente in porta e, poi, con Parolo che con un destro al volo sfiora il palo alla sinistra di Storari. La Lazio è viva e vuole la vittoria, la Juve sembra spaventata. Il primo tempo si conclude in parità. Il secondo tempo si apre con la Lazio ancora sugli scudi, i biancocelesti premono e cercano di portare a casa la partita, la Juve aspetta e cerca di ripartire in contropiede. Sono proprio i bianconeri ad andare vicini al goal con Llorente, che però viene anticipato bene da Berisha. A tenere in mano il pallino del gioco e, però, sempre la Lazio, ma il goal vittoria non arriva. Il guerriero Radu è costretto, poi, ad uscire al 26′ tra gli applausi del pubblico, causa infortunio, al suo posto Mauricio. Al 37′ esce anche Miro Klose, oggi un po’ in ombra, ed entra Djordjevic. Il serbo ha subito una ghiotta occasione per segnare ma davanti a Storari si impappina e calcia debolmente. Che occasione sciupata per Djordjevic, poteva essere il goal della vittoria! Dall’altra parte esce Llorente per far posto a Matri, l’attacante juventino sarà poi decisivo. Si vede subito Matri, che segna, anche, per la Juve, ma il goal è viziato da un netto fuorigioco. L’arbitro annulla. Ancora Juve, che nel finale di tempo approfitta della stanchezza della Lazio. Ci prova Tevez dalla distanza ma la palla vola alta sulla traversa. Finiscono così i tempi regolamentari e si va quindi ai supplementari. La Lazio ci crede e vuole la vittoria, la Juve sta ancora a guardare. Occasionisima ancora per Djordjevic in avvio del primo supplementare. Il serbo spara un tiro incredibile dal limite dell’aria, Storari è battuto, Djordjevic sta già per esultare, ma la palla colpisce prima il palo interno destro e poi quello sinistro, rotolando fuori dalla porta. Storari poi raccoglie senza problemi. Clamorosa occasione per il 2-1, ma la sfortuna questa volta ci condanna. Eravamo già tutti pronti ad esultare, ma la Juve anche questa volta si salva. Neanche il tempo di recriminare e la Juve ci punisce. Matri va a segno, dopo una goffa respinta della nostra difesa, e segna il gol vittoria. Berisha prova a toccare ma la palla finisce lo stesso in rete. Questa volta il goal è regolare, altra beffa clamorosa per la Lazio. I nostri ci provano fino alla fine, con Pioli che mette dentro anche Keita al posto di De Vrij, giocandosi il tutto per tutto. Ma non bastano il cuore, la grinta, il sudore e il sangue sputato dai nostri. Finisce prima il primo supplementare e poi anche il secondo. La coppa è della Juve e a noi restano solo le lacrime e i rimpianti. Una partita giocata alla grande dalla nostra Lazio, con due attributi enormi, ma questa volta la dea bendata non ci ha aiutato, anzi abbiamo avuto una sfortuna incredibile. La Juve festeggia la sua decima coppa, ma in cuor suo sa che non la meritava, la Lazio ha giocato meglio ed ha messo in seria difficoltà la corazzata di Allegri. Questa Lazio tutta cuore e grinta meritava questa coppa, la meritavano tutti i nostri ragazzi, il giovane Cataldi in primis, che ha fine partita è scoppiato in lacrime, consolato da un monumento come Ledesma. L’abbraccio finale sotto la Curva Nord, rimasta fino alla fine ad incitare i nostri beniamini, e gli applausi di tutto lo stadio a fine partita testimoniano che la nostra Lazio questa partita l’ha giocata al massimo. La Lazio esce sconfitta ma a testa altissima, solo la sfortuna questa volta ha fermato la banda di Pioli. In cuor mio, però, io so, e spero lo sappiate anche voi, che, se questa squadra manterrà sempre questo atteggiamento e questa grinta, in futuro potremmo toglierci grandi soddisfazioni. Abbiamo costruito solide basi sulle quali far leva per i prossimi anni e contro tutto e tutti, forse anche contro noi stessi, vinceremo! Il futuro è tuo Lazio mia, prenditelo perché ti spetta! Avanti a testa alta, fieri sempre e spavaldi di essere!

 



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Juve-Lazio, finale amara

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Capolavoro Lazio, non ce che dire. Grande Pioli, che sorprende tutti con la difesa a 3 e regge bene l’urto dei bianconeri. Ma nel calcio conta il “Fattore C”, ieri ahimè era tutto a favore della Juventus. Eppure la partita era iniziata nei migliori dei modi. Al 4′ del primo tempo cross perfetto di Cataldi su punizione e rete di Radu, aspramente criticato in questa stagione, quasi un segno del destino ma la gioia dura poco e 6 minuti dopo Chiellini fa un gol simile a quello della Lazio, ma Berisha forse commette l’errore di uscire troppo presto. Tutto da rifare, la Lazio accusa il colpo, la Juve ci crede ma senza convinzione e solo un errore (il secondo) del portiere biancoceleste crea un’occasione per Tevez. Secondo tempo di marca biancoazzurra, bianconeri arroccati in difesa per poi ripartire. Bella partita intensa con pochi tiri ma mai noiosa. La svolta arriva con l’infortunio di Radu che deve uscire per far posto a Maurico, bruciando sicuramente un cambio. Quando ormai lo spettro dei supplementari aleggia nell’Olimpico ecco che Djordjevic ha la possibilità di allontanare questo fastidioso fantasma ma solo davanti a Storari spreca il match-ball a pochi minuti dalla fine. Si va ai supplementari e la Lazio va vicino al goal. Djordjevic non ci pensa su due volte e con un missile incredibile prende doppio palo interno e la palla non entra. La regola non scritta cita cosi “goal sbagliato goal subito” ed ecco che Matri segna il vantaggio con la complicità di Berisha troppo molle. La Lazio ci prova fino all’ultimo ma la Coppa va a Torino lasciando molto amaro in bocca per quel che si è visto. Pioli a fine partita è molto deluso: “È stata una partita equilibrata, dove le squadre hanno dato tutto per vincere. Ci voleva un pizzico di fortuna, non c’è stata. Il doppio palo? Da allenatore non lo avevo mai vissuto, dalla mia visuale è stato un colpo tremendo al cuore, per fortuna ho un cuore forte. Ho visto il pallone dentro. È questione di centimetri, il calcio e la vita sono questione di centimetri. Ma non posso che essere orgoglioso dei miei giocatori. Le finali si giocano per vincerle, perderle non è bello. Il calcio sono episodi, loro sono stati bravi a sfruttarli”.



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Coppa e derby, Ravanelli indica la via per la Lazio

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42 presenze, 10 gol, uno scudetto, una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana: questo è il curriculum di Fabrizio Ravanelli che, a lalaziosiamonoi.it ha voluto spiegare le sue sensazioni alla luce della finale di Coppa Italia di oggi.

“Una finale così si affronta con la tranquillità e la determinazione giusta, bisogna essere consapevoli del fatto che la Lazio ha fatto una stagione straordinaria. E’ arrivata in finale di Coppa Italia e lotta per il secondo posto, si deve scendere in campo fiduciosi” questi sono i primi sentiment di Penna Bianca che nutre dei dubbi su una possibile coppia Gentiletti-De Vrij dal primo minuto ma che “Pioli da vicino capirà se saranno in condizione di giocare una finale, restano comunque due giocatori veramente importanti per l’economia del gioco laziale”.

Nell’intervista, Ravanelli spiega come la Juventus sia difficile da battere e che hanno pochi punti deboli; nonostante ciò indica la strada giusta per affrontare uno squadrone che può puntare potenzialmente al triplete, “aggredire la Juventus dal primo all’ultimo minuto. E’ sbagliato attenderli, bisogna pressarli ed essere molto corti fra i reparti. Bisogna marcare forte gli appoggi e ripartire. La Lazio deve avere quasi sempre il possesso della sfera per far giocare la Juventus il meno possibile”.

In chiave derby, l’ex attaccante perugino spiega come il campionato dei biancocelesti sia stato, al di là di queste ultime fatiche, qualcosa di fantastico perchè nessuno si sarebbe aspettato che lottasse per il secondo posto; secondo lui, in caso di vittoria della coppa, la Lazio avrebbe il 51% di vittoria nel derby “perché avrà la consapevolezza di aver fatto una stagione incredibile, vincere un coppa vorrebbe dire aumentare la propria autostima dopo aver fatto una stagione ineccepibile

Domanda secca sulla favorita per il secondo posto: “Essendo laziale mi auguro la spuntino i biancocelesti”



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Lazio-Juve… che la sfida abbia inizio!

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D’Annunzio recitava cosi: “Settembre andiamo, è tempo di migrare”. Noi invece possiamo recitare cosi “Maggio andiamo, è tempo di vincere”. Già, è proprio arrivato il momento di vincere, basta chiacchiere, contano i fatti. La Coppa Italia o Tim Cup (anche se essendo un amante delle tradizioni preferisco chiamarla con il nome originale) è la prima tappa per vincere il primo trofeo dell’era Pioli. I pronostici non sono dalla nostra parte, la Juve vuole vincere la coppa nazionale per puntare al triplete, noi all’ennesimo primato cittadino nei confronti dei nostri dirimpettai giallorossi. Da grande tifoso biancoceleste mi auguro di vivere emozioni forti, di vincere contro tutto e tutti, un po’ come nel 1998 nella finale, giocata sempre all’Olimpico, contro il Milan. Arriviamo a questo appuntamento senza Biglia per infortunio, ma con la consapevolezza di giocarcela ad armi pari. In fin dei conti noi cosa abbiamo da perdere? Nulla, seppur il colpo grosso sarebbe andare in Champions da secondi ora dobbiamo scrivere un altro capitolo del nostro romanzo d’amore… si, perché questa Lazio bisogna paragonarla proprio a un romanzo d’amore, un po’ come i Promessi Sposi di Manzoni, ma anziché un matrimonio che “non s’ha da fare” qui si parla di non voler mandare in Champions la squadra che ha prodotto il miglior calcio insieme alla Juve, ma si sa che il bene trionfa sempre sul male.

Non ci resta che attendere 95 minuti o forse più della finale di mercoledì per vedere quale epilogo avrà questo nostro infinto romanzo d’amore almeno per la coppa, per il campionato possiamo anche attendere 180 minuti!



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Finale di Coppa Italia tra Juventus e Lazio: statistiche e probabili formazioni

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Lazio's forward Stefano Fiore (C) scoresMercoledì sera dopo una settimana di polemiche, dovute soprattutto allo spostamento del derby, si affronteranno finalmente la Juventus e Lazio nella 68° finale della Coppa Italia. Una partita che inizialmente si doveva giocare il 7 di giugno ma che è stata anticipata al 20 di maggio causa finale di Champions League in cui sarà impegnata proprio la Juve. Sono 21 gli incontri totali tra Juventus e Lazio in Coppa Italia, 6 le vittorie juventine, 7 i pareggi e 8 le vittorie laziali.

Il primo incontro risale al 27 settembre 1942, valido per gli ottavi di finale, con la Lazio che si impose 3-2 a Torino. L’ultima volta, invece, è stata nella stagione 2012-13, quando la Lazio si impose per 2-1 all’Olimpico, con i goal di Gonzalez e Floccari, per la Juve segnò, invece, Vidal; dopo aver pareggiato a Torino 1-1, con gol di Peluso e Mauri e approdò in finale. La storica finale del 26 maggio in cui vinse contro la Roma per 1-0. Questa sarà, anche, la seconda volta in cui le due squadre si affronteranno in una finale di coppa nazionale. La prima e unica volta fu nell’edizione 2003/04 e vi era ancora la formula della doppia finale. In quell’occasione a vincere il trofeo fu proprio la Lazio, che si impose, prima, 2-0 all’Olimpico, con doppietta di Fiore, per poi pareggiare 2-2 al Delle Alpi di Torino, con le reti di Trezeguet e Del Piero per i bianconeri e i goal di Corradi e Fiore per i biancocelesti. Per ben sei volte su cinque complessive la Lazio dopo aver incrociato la Juve ha sempre vinto la Coppa Italia.

La Juve punta alla decima coppa, i bianconeri, infatti, dopo essersi aggiudicati lo scudetto, sperano di completare la seconda tappa di quello che potrebbe essere il triplete, in attesa della finalissima di Champions contro il Barcellona. La Lazio, invece, cerca la settima Coppa Italia della sua storia, nello stesso stadio dove due anni fa vinse la coppa nel derby contro la Roma con il gol di Lulic. La Juve non vince la Coppa Italia dal 1994-95, quando trionfò contro il Parma. La Juve è andata, poi, altre tre volte in finale e ha sempre perso contro lo stesso Parma nel 2001-02, con la Lazio nel 2003-04 e col Napoli nel 2011-12. La Lazio, invece, torna in finale di Coppa Italia dopo due anni. Nel 2013 la squadra allenata allora da Petkovic si impose nel, già citato derby contro la Roma. E’ stato quello il sesto trionfo per la Lazio che, contro la Juve, avrà dalla sua il piccolo vantaggio di giocare in “casa”. La formazione di Pioli ha raggiunto la finale eliminando Torino, Milan e Napoli. In questa stagione, nei due confronti diretti in campionato, ha sempre vinto la Juventus, 3-0 all’andata a Roma e 2-0 il ritorno allo Stadium.

Massimiliano Allegri opterà, molto probabilmente, per formazione-tipo Juventus (4-3-1-2), eccezion fatta per il portiere, con Storari al posto di Buffon nel ruolo di “portiere di Coppa”. Le due assenze che dovrà fronteggiare il tecnico juventino saranno quelle, forzate, per squalifica, di Marchisio e Morata, oltre ai lungodegenti Asamoah e Caceres. In difesa, quindi, spazio ai soliti Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini ed Evra. A centrocampo, invece, ci saranno Pogba, Pirlo e Sturaro, mentre in attacco Tevez dovrebbe far coppia con Llorente.

Stefano Pioli non avrà sicuramente a disposizione Lucas Biglia, fuori uso per un problema al ginocchio, ma ha recuperato De Vrij, visto già in campo contro la Sampdoria per uno spezzone di partita. Al fianco dell’olandese dovrebbe esserci Mauricio, nonostante l’ottima prestazione a Genova di Gentiletti autore, anche del gol partita contro la Samp. Mentre Basta e Radu saranno sulle fasce. In porta, invece, Pioli è ancora indeciso se schierare Marchetti o Berisha, ma l’italiano sembra favorito sull’albanese. A centrocampo sicuri del posto sono Lulic e Parolo, con Ledesma al momento leggermente in vantaggio nel ballottaggio con Cataldi. In attacco le tre punte di diamante, con il tridente composto da Candreva, Klose e Felipe Anderson.

Daniele Orsato sarà, invece, il direttore di gara dell’atto conclusivo della Coppa Italia. A coadiuvare il fischietto di Schio, che arbitra la sua terza finale consecutiva, ci saranno Stefani, Faverani, Tagliavento e Banti.

Ricordiamo a tutti che mercoledi alle 15 ci sarà una puntata speciale di #Since1900WebRadio dove verrà sviscerato nel miglior modo possibile questa lunga e intensa serata di coppa.

PROBABILI FORMAZIONI:

Juventus (4-3-1-2): Storari; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Evra; Pogba, Pirlo, Sturaro; Vidal; Llorente, Tevez. A disposizione: Buffon, De Ceglie, Barzagli, Romulo, Ogbonna, Padoin, Pepe, Coman, Matri, Pereyra. All.: Massimiliano Allegri.
SQUALIFICATI: Marchisio, Morata
INDISPONIBILI: Asamoah, Caceres

Lazio (4-3-3): Marchetti; Basta, De Vrij, Mauricio, Radu; Parolo, Ledesma, Lulic; Candreva, Klose, Felipe Anderson. A disposizione: Berisha, Ciani, Gentiletti, Braafheid, Cavanda, Konko, Onazi, Mauri, Cataldi, Keita, Djordjevic F., Perea. All.: Stefano Pioli.
SQUALIFICATI: nessuno
INDISPONIBILI: Cana, Ederson, Biglia

ARBITRO: Orsato di Schio

ASSISTENTI: Stefani, Faverani, Tagliavento e Banti.



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Felipe Anderson, la sua esplosione mette in ansia i tifosi laziali

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felipe andersonFelipe Anderson da flop a fenomeno

Il nome caldo del mercato estivo potrebbe essere quello di Felipe Anderson. Giocatore strappato al Santos per 7,5 milioni e considerato un flop dopo la prima stagione con la casacca laziale. Quella stagione giocata da ragazzino spaesato dove ha accumulato una serie di critiche anche pesanti dal mondo biancoceleste, caricandolo e facendolo sbocciare esplosivamente con le sue giocate che hanno portato alla Lazio un calcio meraviglioso che mancava da tempo. Un talento che sta ad un passo dalla nazionale, un’esplosività ed una facilità nel driblare e segnare che ha fatto cadere su di lui gli occhi delle big europee (Chelsea, Manchester United,Psg, Bayer Monaco). Stando alla Gazzetta dello sport, proprio i Reds inglesi hanno 50 milioni pronti per sostituire Di Maria. Per ora sono solo voci, ma con l’avvicinarsi della fine del campionato con l’inizio del calciomercato, Lotito dovrebbe cominciare a fare i suoi conti in tasca per preparare una rosa che possa affrontare al meglio il calcio europeo, che sia Champions o che sia Europa League. FA7 è l’uomo che può fare la differenza in una partita e come tutti noi sappiamo, le grandi squadre se puntano un fenomeno fanno di tutto per aggiudicarselo anche se dall’altra parte della cornetta c’è Lotito. C’è ansia quindi tra il popolo laziale che ha paura di perdere il gioiellino che fa innamorare la gente con le sue giocate.

Fonte: Lalaziosiamonoi



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Lunedì 25 ore 18, manca solo l’ufficialità della Lega sul Derby.Sabatini però non ci sta!

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Il secondo goal alla Roma

Il secondo goal alla Roma

Il Derby si giocherà Lunedì 25 Maggio alle 18. Sabatini non ci sta!

La richiesta ufficiale di Lotito per spostare il derby in programma per Domenica 24 Maggio è stata inviata ieri. L’approvazione sembra essere arrivata con una data ed un orario certo: Lunedì 25 Maggio alle ore 18.00. Ora bisogna solo aspettare la conferma dalla Lega Calcio. Come richiesto dal presidente Lotito, i rimborsi dei biglietti per gli eventuali tifosi che non potranno esserci allo stadio,verranno rimborsati direttamente dalla società biancoceleste. Sabatini però non ci sta e dichiara: “Il derby si gioca domenica, ci mancherebbe altro che non fosse così. C’è un calendario già scritto, sarebbe sbagliato cambiare. La Lazio scenderà in campo mercoledì, noi abbiamo disputato molte partite del girone di Champions League di mercoledì e non abbiamo mai chiesto di rinviare le gare di campionato”.



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Lazio, è il tempo di vivere (e vincere) con te!

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imagesLa Lazio entra nel rush finale.Il classico dentro o fuori. Sabato la banda di Pioli, grazie a un grande lavoro collettivo di sudore e fatica, ha portato a casa i tre punti grazie al goal di Gentiletti e facendo crescere i rimpianti di averlo perso per quel maledetto infortunio.

Per i biancocelesti, vista la differenza di un punto dalla Roma, vincere il derby non garantirebbe aritmaticamente il secondo posto, dovrebbe almeno ottenere un pari a Napoli sperando che, a Torino, i partenopei non vincano e festeggino l’approdo in Champions, una possibile vittoria stasera non sarebbe gradita ma è dura pronosticare un esito diverso con il Cesena già retrocesso.

Mercoledì la Lazio ha il difficile compito di battere una Juve non ancora sazia; per loro si prospetta un potenziale e storico triplete, per noi c’è la voglia di coronare una bellissima stagione con un “titulo”, per dirla alla Mourinho, in risposta a coloro che avevano ambizioni di classifica e ha dovuto ridimensionare tutto in corso aggrappandosi al secondo posto.

Ma come ben sapete la Lazio, per storia e tradizione, non gradisce le cose facili, ama far soffrire e giocare con le coronarie dei suoi tifosi, come per lo scudetto del 2000 o la stagione del -9 che continuerà ad essere ricordata dalla società con la maglia dall’aquila sul petto almeno fino a fine stagione.

Dai grande Lazio, questo è il tempo di vivere e vincere, aggiungiamo noi, con te!



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Gentiletti e la sua rivincita dopo l’infortunio

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Gentiletti affonda la Sampdoria

GentilettiGentiletti trova la sua rivincita, oltre 230 giorni lontano dalla serie A per colpa di quell’infortunio che proprio in quello stadio lo ha costretto ad un operazione con tempi di recupero enormi (Partita di andata contro il Genoa).
L’estremo difensore ritrova al suo rientro il gol che vale 3 punti ed il momentaneo secondo posto in classifica (aspettando Roma-Udinese di stasera).
“Credo nelle favole. Sono tornato, mi serviva giocare. Abbiamo vinto con un mio gol, è bellissimo. La dedica è per mio figlio, che è stato sempre con me come tutta la mia famiglia. Stavo bene, grazie a Dio sono arrivati i 3 punti. Ho fatto gol con il ginocchio, ma è regolare. La Roma? Non ci pensiamo, pensiamo alla Juventus, poi ai giallorossi. Io come mi sento? Sto bene, alla fine ero solo stanco”.
“Qui mi sono fatto male, però mi sentivo bene per giocare, ho parlato con il mister e grazie e Dio ho fatto il gol vittoria. Oggi abbiamo giocato bene, loro hanno fatto pochi tiri in porta e potevamo vincere anche con uno scarto maggiore. Come sto? Mi si è un po’ indurito il polpaccio. Adesso giochiamo con la Juventus, pensiamo alla Coppa Italia”.
“Avevo parlato al mister, gli avevo detto che stavo bene, che potevo giocare. E ho segnato nello stesso stadio in cui mi sono fatto male! E’ incredibile. Quando il mister ha deciso di farmi scendere in campo ero contento. Lui è l’allenatore, lui decide chi può giocare e chi no. Abbiamo vinto, adesso pensiamo alla Juventus. E’ stato un percorso strano il mio, sono arrivato e mi sono fatto subito male. Ma l’operazione è andata bene, così come la riabilitazione. Poi il gruppo mi è stato molto vicino, siamo un gruppo unito, questo in campo si vede”.



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Sampdoria-Lazio.Probabili formazioni

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Sampdoria-Lazio,chi scenderà in campo?

PIOLI Sia la Sampdoria che la Lazio si giocano obiettivi importanti. La squadra di Pioli dopo aver centrato l’europa punta a raggiungere l’apice europeo, se prima era l’Europa League ora si punta alla Champions. Sinisa invece vuole centrare la serie “minore” europea vista la sua posizione in classifica. Sarà quindi un match pieno di insidie e sorprese dietro l’angolo.
Riportiamo le probabili formazioni di Lalaziosiamonoi
SAMPDORIA (4-3-1-2) – Viviano; De Silvestri, Silvestre, Romagnoli, Regini; Acquah, Palombo, Obiang; Soriano; Muriel, Eto’o. All. Mihajlovic. A disp. Frison, Romero, Cacciatore, Munoz, Coda, Wszolek, De Vitis, Marchionni Duncan, Rizzo, Correa, Djordjevic, Bergessio, Okaka.

Indisponibili: Eder, Mesbah
Squalificati: nessuno
Diffidati: Duncan, Munoz, Viviano, Soriano

LAZIO (4-3-3) – Berisha; Basta, Novaretti, Ciani, Radu; Parolo, Ledesma, Lulic; Candreva, Klose, Felipe Anderson. All. Pioli. A disp. Guerrieri, Strakosha, de Vrij, Cavanda, Gentiletti, Lulic, Cataldi, Onazi, Mauri, Keita, Perea, Djordjevic.

Indisponibili: Ederson, Konko, Biglia, Pereirinha
Squalificati: Marchetti, Mauricio
Diffidati: de Vrij, Cataldi, Radu, Keita, Ledesma

ARBITRO: Mazzoleni (sez. Bergamo)
ASSISTENTI: Manganelli e Vuoto
IV UOMO: Galloni
ADDIZIONALI: Tagliavento e Giacomelli



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De Silvestri: “La Lazio è nel mio cuore, ma voglio vincere stasera!”

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de-silvestriDe Silvestri parla della sfida contro la Lazio

“Quando penso alla Lazio, penso alla mia prima mamma calcistica”. Queste sono le prime parole di Lorenzo De Silvestri in attesa di Sampdoria-Lazio. “Alla Lazio è partita la mia carriera da professionista ed anche oggi ho un particolare legame con quei colori. L’addio ai biancocelesti? La storia di un calciatore è fatta di rischi. Andarmene da Roma, allontanandomi dalla mia famiglia, mi ha permesso di crescere anche come uomo“. 

In corsa verso l’Europa League c’è anche la Sampdoria:” Questa sera, però, dovrà mettere i sentimenti da parte, almeno per 90 minuti: “Vincerà chi avrà più carattere, voglia di arrivare al proprio obiettivo e forse anche un po’ di fortuna. Noi siamo umili e affamati, pronti a giocarcela a viso aperto e con tutto lo stadio a favore. Abbiamo fatto una grande cavalcata, sempre tra terzo e sesto posto, e ora non vogliamo farci sfuggire l’Europa”.

Infine alla domanda di un suo possibile ritorno con la casacca Laziale:”Di solito si dice mai dire mai, ma io ora preferisco pensare a queste tre partite…”.



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La Lazio chiude in rosso il primo trimestre

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images (1)La Lazio chiude il primo trimestre 2015 in negativo. Se il valore di produzione è in netta crescita rispetto lo scorso anno (24,19 milioni di euro attuali rispetto i 20,56 milioni dello scorso anno) bisogna però registrare che i proventi derivati dalle cessioni sono solo di 0,43 milioni di euro a confronto del 2014 che erano stati ben 16,94 milioni, causando la perdita di 2,21 milioni contro un utile del primo trimestre 2014 di 10,87 milioni. Anche il patrimonio sociale scende a 15,72 mln di euro.

Nel periodo che va da luglio 2014 al 31 marzo 2015 si possono registrare ricavi pari a 61,81 mln quasi 3 mln in meno rispetto l’anno scorso. I proventi delle cessioni sono di 0,11 mln (lo scorso anno erano di 23,08 mln). La perdita da registrare è di 14,05 milioni a confronto dello scorso esercizio che riportava un utile di euro 11,25 mln. La società poi ha comunicato quanto segue:

“I debiti al netto dell’esposizione finanziaria e dei riscontri passivi, sono pari a 117,54 milioni di euro. Depurando anche il debito della transazione tributaria, l’importo scende a 62,46 milioni con un aumento, a parità di perimetro e di analisi, di 4,74 milioni rispetto al 30 giugno 2014. La variazione è dipesa principalmente dall’aumento degli anticipi da clienti”. Secondo la società si possono comunque rispettare gli impegni finanziari assunti raggiungendo anche gli obbiettivi prefissati nel breve/medio periodo.



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Svelate le nuove maglie per la prossima stagione

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Sembrano ormai essere decise le maglie della prossima stagione, sponsorizzate sempre Macron.
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Oggi il sito footyheadlines.com, ha svelato quella che dovrebbe essere la maglia casalinga. Una casacca di colore celeste con una leggera sfumatura di bianco sulla parte alta del petto.

La seconda maglia, come già si sapeva da tempo, dovrebbe, invece, essere nera e presentare un’aquila stilizzata celeste sul petto.

La terza maglia, infine, dovrebbe essere di colore bianco e presentare una leggera sfumatura celeste sulla parte alta del petto.

Lo stemma della SS Lazio sarà sempre presente a sinistra ed il logo Macron sempre a destra

Ecco le foto delle tre maglie:

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Si lavora per la data del derby. Bocciato il 26 Maggio, sempre più plausibile il 25

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Al 93° Klose regala alla Lazio il Derby

Derby capitolino,quasi certamente slitterà a Lunedì 25 Maggio

derbyOramai sembra quasi sicuro. Il derby tra Lazio e Roma non si giocherà Domenica 24 Maggio ma Lunedì 25 salvo cambiamenti. Come riportano le varie testate giornalistiche, la Lazio ha già inviato la richiesta di spostare la stracittadina visto che l’unica data della finale di coppa Italia disponibile è quella già assegnata.La decisione sta ora alla Lega calcio che insieme al Casms (organo per la sicurezza degli eventi sportivi) stanno decidendo l’orario. La Roma non vuole giocare di Martedì (data che per molti laziali è storica) per questo ci sono 3 opzioni per il giorno prima: Giocare alle 15.00 (giorno lavorativo ed orario molto dubbio per le presenze allo stadio), 18.30 (ipotesi più accredidata vista la luce del giorno e facilità per l’ordine pubblico), 20.45 (orario classico per un posticipo in un giorno lavorativo ma con il rischio di non tener a bada le due tifoserie).



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Verso la Sampdoria: stop per Biglia, De Vrij prova a stringere i denti

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Biglia,stagione finita,De Vrij verso Genova.
BIGLIA

 

In un finale di stagione fondamentale per il futuro dei biancocelesti, arriva una botta pesantissima. Il gioiello Lucas Biglia salterà le tre gare più importanti, contro Sampdoria, Juventus e Roma; una lesione al collaterale destro che complica ancor di più la riuscita di una stagione indimenticabile. Il mediano laziale potrebbe recuperare per l’ultima partita di campionato contro il Napoli, nostra diretta concorrente. Notizie più confortanti arrivano invece da De Vrij, il centrale si è allenato per il secondo giorno consecutivamente, pur non essendo ancora al meglio, ancora non è sicura una sua presenza dal primo minuto sabato sera. Con la Sampdoria giocherà Berisha, che sostituirà lo squalificato Marchetti, in difesa giocherà Ciani, mentre a centrocampo Cataldi e Lulic saranno disponibili dal primo minuto. Si pensa quindi ad un probabile 4-3-3, in attacco confermato il tridente Candreva, Anderson e Klose.

Crediti: Lorenzo Zolito



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Lazio-Roma, il derby verrà posticipato a Lunedi?

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Possibile slittamento di calendario per il derby
derby

Col passaggio della Juventus al turno finale di Champions League, il calendario laziale ha subito una variazione non da poco. La finale di Coppa Italia, verrà anticipata il 20 Maggio per via degli impegni biancocelesti. I turni infuocati di fine campionato hanno sempre colpito la Lazio,giocandosi la stagione sempre al termine della corsa. Settimana infuocata quindi dove la Lazio affronterà il Napoli, la Juventus e la Roma, 3 big match validi per un titolo e per l’accesso all’europa dei grandi. Lotito e la sua truppa non può che tirare fuori le ultime energie per cercare di centrare tutte e 3 le vittorie per portare il calcio biancoceleste davanti agli occhi di tutta l’Europa. Circolano voci però che la Lazio starebbe cercando di spostare anch’essa una partita: Il Derby capitolino. La data che circola sul web sarebbe quella del Lunedì, circa 24 ore dopo a quella prevista. Ricordiamo però che questo tipo di match non si può giocare la sera per ordine pubblico,quindi l’orario più gettonato sarebbe quello delle 18.30 dove la luce del sole illumina lo stadio Olimpico. 24 ore che potrebbero far rifiatare i giocatori impegnati ma che potrebbe portare meno affluenza allo stadio visto che è un giorno lavorativo e non feriale. Proseguiranno aggiornamenti.



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Il possibile tour de force della Lazio

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bus insieme lazio roma

18-24 Maggio 2015: questa sarà la settimana cruciale per la Lazio e per tutti i Laziali. Saranno 7 giorni di vera e propria passione quelli che attenderanno la squadra biancoceleste e tutti i suoi sostenitori: Mercoledì 20 Maggio la finale di Coppa Italia contro la Juve in un Olimpico che si preannuncia gremito in ogni ordine di posto (nonostante i prezzi alti), Domenica 24 derby di campionato contro la Roma. Il futuro della squadra si deciderà in questi sette giorni intensissimi, duri e da cuori forti, come tutti i Laziali sono abituati a vivere. L’unico rimpianto è che Pioli non potrà contare su tutti i suoi effettivi al 100% (si spera per Biglia mentre per De Vrij sembra che tutto stia andando per il verso giusto), ma è assolutamente vietato piangersi addosso, ricordando anche la prestazione da uomini veri e indomabili contro l’Inter. Si prevede che le farmacie vengano prese d’assalto per comprare calmanti e tranquillanti per una delle settimane più infuocate della storia biancoceleste, ma spesso è dall’Inferno che si ascende al Paradiso!

Crediti: Andrea Marraccini



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Keita e due sogni che si chiamano Champions e nazionale

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KEITAKeita Balde Diao, il giovane campioncino biancoceleste, ha due grandi sogni nel cassetto, uno è quello di giocare la Champions League con la maglia della Lazio, l’altro è quello di vestire la maglia della nazionale spagnola. Vincente Del Bosque, il commissario tecnico delle furie rosse sembra aver messo gli occhi addosso al giovane Keita, ma prima di approdare alla nazionale maggiore, Keita dovrà dimostrare il suo potenziale con la maglia dell’under 21 spagnola, guidata da Albert Celades. Ad oggi, però, il giocatore, di origini senegalesi, non può vestire ancora la maglia della Rojita, causa la mancanza del passaporto comunitario. L’entourage del giocatore è comunque costantemente in contatto con il Consiglio superiore dello sport e la Federcalcio della Spagna ed il passaporto dovrebbe arrivare a breve. A sbloccare la situazione potrebbe essere proprio il C.T. Del Bosque, molto interessato al talento di Keita. Il commissario tecnico spagnolo si starebbe interessando in prima persona al caso del giocatore ed un suo intervento potrebbe facilitare la situazione. Il progetto di Del Bosque, infatti, sarebbe quello di far esordire, prima con l’Under 21 il giovane Keita e poi convocarlo fra un anno tra le file della Nazionale maggiore. Un sogno che si avvererebbe per i giovane talento biancoceleste, ma prima c’è un altro sogno da realizzare, quello di raggiungere prima e poi di giocare la Champions con la maglia della Lazio. E allora forza Keita, fai il possibile per avverare questi sogni ed in becco all’aquila!



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Dichiarazioni shock di Corbo su Mauri

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Corbo:”La Lazio gioca con uno che è stato in galera”

corbo1Dichiarazioni forti di Corbo, giornalista de “La Repubblica”, riasciate alla trasmissione “Si gonfia la rete”.
“La giustizia sportiva è l’apoteosi della giustizia ordinaria, è un’armata Brancaleone che si muove con destrezza e furbizia nel mondo sportivo. Se si pensa che la Lazio ha un calciatore in rosa che è passato dalla galera ed è al centro delle indagini di Cremona e che probabilmente giocherà in Champions a danni dei calciatori del Napoli che non sono indagati, si capisco quanto il calcio sia sotto sopra, come lo è l’Italia”.
Purtroppo in Italia, molte persone condannano la gente solo su quello che si legge sui giornali, senza prove di accusa e sopratutto SENZA AUTORITA’.



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5 diffidati in rosa. Si corre sui carboni ardenti

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Arbitro estrae cartellino rosso a Marusic durante Lazio Napoli, tensione in campo.

massaLa Lazio dovrà stare attenta ai cartellini nelle prossime gare ma specie a Marassi. Ci son ben 5 diffidati nella rosa di Pioli: Cataldi,De Vrij,Keita,Ledesma e Radu. Tutti pilastri fondamentali per compiere al meglio la trance finale del campionato dove la prima squadra della capitale ha ancora le porte aperte per la Champions League. Il derby è vicino e nel caso uno dei 5 venga ammonito nel prossimo match, la rosa biancoceleste entrerà in emergenza visti i vari infortuni. Marchetti e Mauricio salteranno la Sampdoria per la squalifica rimediata contro l’Inter.



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Sprint finale nella corsa Champions: Lazio,Roma e Napoli nella volata

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sorteggi-champions-europa-league-2014-milan-juve-lazio-napoli-fiorentinaA tre turni dal termine, continua la rincorsa ai posti Champions. Mancano infatti appena 270 minuti al termine del campionato, minuti in cui saranno emessi i pochi verdetti ancora da sancire: infatti, dopo la conquista dello scudetto da parte della Juventus e la retrocessione aritmetica di Cesena e Parma, le ultime giornate dovranno decretare l’ultima retrocessa e le squadre che parteciperanno alle coppe europee.

La corsa Champions sembra andare a rilento, con Roma, Lazio e Napoli che non riescono ad ingranare la marcia e compiere lo scatto decisivo per la conquista di un posto nella massima competizione europea per club. Analizzando gli ultimi tre match di queste squadre possiamo notare come nonostante i risultati non molto soddisfacenti, le prestazioni sembra essere confortanti e fanno ben sperare per il finale di stagione. La squadra più in forma a livello di gioco sembra essere senza dubbio il Napoli, ma le romane non demordono e hanno dalla loro la classifica, che recita Roma 64, Lazio 63, Napoli 60. Tre squadre in 4 punti, per due posti importantissimi per il prestigio e per i fattori economici.

Nelle ultime tre partite la Roma ha conquistato 6 punti grazie alle due vittorie conquistate contro Sassuolo e Genoa, prima della sconfitta subita a San Siro per mano del Milan di Inzaghi. La formazione giallorossa sembra creare una grande mole di gioco, che però non riesce a finalizzare al meglio: due volte su tre infatti ha mantenuto maggiormente il possesso palla, eccezion fatta per la partita con il Genoa in cui, dopo aver acquisito il risultato, la squadra di Garcia si è chiusa nella propria metà campo a difesa del risultato. I giallorossi hanno concluso ben 38 volte, centrando lo specchio della porta solamente 14 volte (36%), con 6 reti realizzate, al pari di 2 subite. Non molte, anche se il dato riguardante la fase difensiva non fa ben sperare. La Roma ha concesso ben 31 tiri in porta a squadre che non hanno più nulla da chiedere a questo campionato, di cui 12 (39%) in porta.

I giallorossi sembrano avere in tasca il secondo posto, dovendo affrontare Udinese e Palermo che hanno già concluso virtualmente il loro campionato, squadre con le quali è uscita imbattuta nel girone d’andata, oltre alla Lazio in un derby dal valore specifico elevatissimo.

La Lazio arriva al rush finale provando a lasciarsi alle spalle le polemiche del match con l’Inter, condizionato da gravi errori dell’arbitro Massa. La formazioni di Pioli negli ultimi 3 incontri ha portato a casa solamente 4 punti; un bottino magro che, insieme al pari in casa con il Chievo, potrebbe costare caro nella corsa Champions. In realtà, come si nota dalle statistiche, la squadra biancoceleste ha comunque espresso lo splendido gioco che l’ha portata al vertice del calcio italiano, peccando però un po’ in fase difensiva. Si, perché sono tante le occasioni concesse agli avversari, senza dubbio troppe! Sono infatti ben 41 i tiri degli avversari, il 44% nello specchio. Quasi un tiro su due, una media preoccupante considerando anche gli avversari ancora da affrontare: Sampdoria, Roma e Napoli, tre squadre ancora in lotta per un posto europeo, di cui due concorrenti dirette. Ma nonostante una difesa tutt’altro che imperforabile, l’attacco atomico biancoceleste potrà sicuramente impensierire squadre di questo calibro, considerando che nonostante i soli 4 punti conquistati le statistiche parlano di 37 conclusioni di cui 19 verso la porta avversaria. Un ottimo dato, che testimonia come il gioco offensivo di mister Pioli porti molto spesso la squadra al tiro, eludendo le difese avversarie. Come dicevamo il calendario è sicuramente proibitivo ma questa Lazio ha dalla sua la “rabbia” sportiva dopo i fatti accaduti contro l’Inter, la spinta di un pubblico meraviglioso pronto a sostenerla anche lontano dall’Olimpico e soprattutto una mentalità vincente portata da Stefano Pioli, che proprio nell’ultima intervista post-gara ha affermato che, nonostante sia stato già raggiunto l’obiettivo stagionale di ritornare in Europa, la sua squadra non vuole fermarsi ora, proprio sul più bello.

A tre punti dalla Lazio troviamo il Napoli, reduce dal pareggio in casa del Parma e con la testa al ritorno della semifinale di Europa League contro il Dnipro. La formazione di Benitez si è dimostrata molto discontinua nell’ultimo periodo, alternando prestazioni negative come il pari di Parma e la sconfitta di Empoli alla supervittoria in casa ai danni del Milan, indirizzata dall’espulsione dopo 50 secondi di De Sciglio. Gli azzurri hanno creato in queste ultime partite una grande mole di gioco, arrivando alla conclusione ben 64 volte, di cui 24 nello specchio. Nel contempo, la propensione offensiva ha impedito agli avversari di rendersi pericolosi: sono infatti solamente 19 le azioni pericolose subite, con 11 tiri verso la porta difesa da Andujar. Alla luce di questi ottimi risultati a livello di gioco e soprattutto guardando il calendario, che vedrà la squadra di De Laurentis affrontare il Cesena, la Juventus già campione e proprio la Lazio tra le mura amiche, il Napoli sembra tutt’altro che fuori dai giochi. L’unico vero ostacolo per gli uomini di Benitez può essere l’Europa League e le fatiche fisiche e psicologiche.

Non resta che attendere sabato sera alle 20.45, quando l’anticipo al “Ferraris” di Genova darà il via al rush finale. Tre squadre, due posti. Tutti a caccia di un posto nella “Coppa dalle grandi orecchie”!



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Lotito parla del 12 Maggio 1974 nel suo comunicato

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12 Maggio 1974\ 12 Maggio 2015 Lotito elogia la Lazio

LOTITO PETKOVIC
12 Maggio 1974, una data indelebile nella nostra storia quando la Lazio di Maestrelli vinse lo scudetto. Son passati 41 anni e Lotito in un suo comunicato ufficiale elogia quella squadra:

“Il 12 maggio 1974 la Lazio batteva il Foggia 1-0 grazie ad un rigore di Giorgio Chinaglia laureandosi campione d’Italia per la prima volta nella sua storia. Si trattò di un’impresa impensabile fino a quel momento, compiuta da un gruppo straordinario, guidato da un tecnico straordinario, qual era Tommaso Maestrelli. In particolare, oggi, il mio ricordo va a quei giorni memorabili: ci restano tre incontri difficilissimi nel cammino compiuto quest’anno, abbiamo la possibilità di concretizzare il sogno Champions come nessuno si sarebbe mai aspettato a inizio stagione e l’opportunità di giocarci finale di Coppa Italia e Supercoppa. Ce la metteremo tutta, questo è certo. Sono convinto che la squadra tutta, lo staff tecnico e l’allenatore Pioli sapranno raccogliere quello stesso spirito del ’74 ed affrontare ogni singolo incontro con umiltà, spirito di gruppo, spirito di sacrificio, e forte determinazione con cui 41 anni fa approdammo alla vittoria, per ottenere oggi il massimo”. 



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Maestrelli, Chinaglia e quello storico scudetto del 12 maggio di 41 anni fa

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lazionelsognoIl 12 maggio di 41 anni fa, il 12 maggio 1974, è una data storica che nessun tifoso laziale, che si rispetti, potrà mai dimenticare. E’ il giorno del primo scudetto della SS Lazio, il giorno di Lazio Foggia 1-0, il giorno del rigore di Giorgio Chinaglia, il giorno della prima festa scudetto della nostra storia, il giorno in cui un intero popolo tinto di bianco-azzurro invase il prato dell’Olimpico per festeggiare una gioia unica, immensa ed incontenibile. Un titolo meritatissimo per la squadra del Maestro Tommaso Maestrelli, una squadra che per il tutto il campionato diede spettacolo in ogni campo d’Italia. Una squadra, quella, fatta di 11 leoni. Era la Lazio di Felice Pulici, Sergio Martini, Luigi Martini, Giuseppe Wilson, Giancarlo Oddi, Franco Nanni, Renzo Garlaschelli, Luciano Re Cecconi, Giorgio Chinaglia, Mario Frustalupi, Vincenzo D’Amico, ma anche di Luigi Polentes, Giuseppe Avagliano e Paolo Franzoni.

Nell’anno precedente la Lazio aveva già sfiorato l’impresa, lottando fino all’ultima giornata per la conquista dello scudetto contro la Juventus, con la stessa formazione con cui l’anno prima militava in serie B. Nel 1974, poi, finalmente arrivò lo scudetto tanto atteso. Inizialmente fu il Napoli ad essere in testa alla classifica, ma fu poi raggiunto dalla Lazio e dalla Juventus. Prima di Natale la Lazio, dopo aver battuto il Verona, riuscì a portarsi in testa da sola ed il 27 gennaio si laureò campione d’inverno con tre punti di vantaggio su Juve, Napoli e Fiorentina. Nel girone di ritorno la Lazio rimase sempre in testa, rendendosi protagonista di una cavalcata praticamente inarrestabile. Il 17 febbraio sconfisse la Juve all’Olimpico per 3-1. superò velocemente la sconfitta contro l’Inter e mantenne tre punti di vantaggio sulla Juventus per tutto il girone di ritorno. Si laureò, poi, campione d’Italia proprio il 12 maggio 1974 contro il Foggia, con una giornata di anticipo. Quella fu una partita combattutissima, con la Lazio che tenne sempre in mano il pallino del gioco ma senza riuscire a sbloccare il risultato. Poi al 58′ l’episodio chiave: Garlaschelli scende sulla sinistra, crossa al centro e Scorsa, nel tentativo di deviare, stoppa la palla con la mano. Il direttore di gara fischia subito il calcio di rigore e nelle tribune. I pugliesi protestano con l’arbitro Panzino, mentre Chinaglia si avvicina per battere il rigore nel silenzio irreale dell’Olimpico. Pur non tirando benissimo, Long John riesce a segnare con u ntiro centrale, facendo esplodere la gioia di tutti i tifosi biancocelesti. Chinaglia corre verso il centro del campo, con i compagni che riescono a malapena ad abbracciarlo, l’Olimpico ora è una bolgia indescrivibile.La Lazio giocherà poi gli ultimi 25 minuti in inferiorità numerica, a causa dell’espulsione di Garlaschelli. I biancocelesti, però, resistono caparbiamente fino alla fine, riuscendo a portare a casa la vittoria che vale lo scudetto. Il popolo laziale in visibilio invade il prato dell’Olimpico, i giocatori vengono denudati di calzoncini e magliette, mentre Tommaso Maestrelli, Bob Lovati e Gigi Bezzi si abbracciano commossi. Il sogno è finalmente realtà, dopo 74 anni dalla sua fondazione la Lazio è finalmente campione d’Italia. Un popolo festante invaderà, prima, Piazza della Libertà e poi tutta Roma per una festa attesa da moltissimo tempo, che durerà tutta la notte. Roma è biancoceleste come mai lo era stata prima e la Roma può solo stare a guardare. Emozioni indescrivibili, da pelle d’oca, ma quelli erano altri tempi, era un altro calcio, erano giocatori diversi, era una squadra che non tornerà più, una squadra fatta di gente con due attributi enormi, una squadra con un allenatore straordinario, una squadra da leggenda!

lazio scudetto

 LAZIO: F.Pulici, Petrelli, L.Martini (50′ Polentes), Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, D’Amico. A disposizione: 12 Avagliano, 14 Franzoni. Allenatore: Maestrelli.

FOGGIA: Trentini, Cimenti, Colla, Pirazzini, Bruschini (66′ Golin), Scorsa, Fabbian, Valente, S.Villa, Rognoni, Pavone. A disposizione: 12 Giacinti, 14 Delneri. Allenatore: Toneatto.

Arbitro: Sig. Panzino (Catanzaro) – Guardalinee Sigg. Coletta e Frattini.

Marcatori: 60′ Chinaglia (rig).



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