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Primavera, Brocchi e Gregucci criticano positivamente la Lazio

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corrieredellosport.it

La Lazio Primavera è uscita a testa altissima dopo la finale di campionato persa ai rigori contro il Torino, tutto ciò è stato sottolineato da due ex giocatori ora allenatori, Christian Brocchi e Angelo Gregucci, entrambi intervistati da Lazio Style Radio.

L’allenatore della primavera del Milan esalta gli aquilotti al di là della prova finale:”Brava Primavera. Perdere ai rigori lascia l’amaro in bocca. E’ successo anche ai miei ragazzi, e gli ho detto che il calcio dà e il calcio toglie. E’ normale che non portare a casa uno scudetto lascia un po’ di rammarico. A conti fatti, bisogna vedere quello che questi ragazzi sono. Hanno dimostrato di essere una grande squadra, questa cosa rimarrà dentro di loro e rimarrà dentro tutti quelli che hanno potuto ammirare le loro bellissime gesta”. Non perde un momento per esaltare un giovane ormai parte integrante della prima squadra, Danilo Cataldi: “Le società italiane dovrebbero puntare su quelli come Danilo, e no su giovani stranieri che, senza nulla togliergli, spostano l’attenzione dei club altrove, quando noi in Italia abbiamo un ottimo settore giovanile. Bisogna preservare i nostri ragazzi e farli lavorare. Danilo all’Europeo U21 porterà l’esperienza di un campionato giocato sempre al massimo anche durante i momenti di difficoltà. La squadra italiana è plasmata molto bene, le scelte di Di Biagio sono state un chiaro segnale rivolto al gruppo”.

Per Gregucci, attualmente senza lavoro, “nonostante non sia stato raggiunto il Tricolore, è stata una grande stagione. Ma il fattore più importante è che ci sono dei prospetti molto interessanti da far crescere in maniera corretta. C’è per esempio Oikonomidis, uno dei pochi al mondo convocato già in Nazionale maggiore. Oppure, in porta, Guerrieri mi sembra un talento dalle grandi prospettive. Ma sono tanti i giovani interessanti. Ci sono ragazzi già potenzialmente utili per la prima squadra, da portare magari in ritiro ad Auronzo. In generale, bisogna valutare bene che percorso di crescita pensare per ognuno di loro, penso ad esempio a un classe ’97 come Rossi”. Non ha risparmiato parole e consigli per la prima squadra: “La rosa va toccata il meno possibile, bisogna preservare gli equilibri. Pioli e il suo staff hanno saputo trasferire alla squadra una cultura del lavoro incredibile. Poi è una rosa che vanta giovani già forti, come Felipe Anderson o De Vrij. Bisogna mantenere lo zoccolo duro e prendere un fuoriclasse in attacco. Penso a un giocatore dalle caratteristiche differenti rispetto a Klose e Djordjevic. Personalmente avrei preso Jackson Martinez o avrei fatto di tutto per Radamel Falcao. La Lazio non dovrebbe acquistare tre giocatori da 8 milioni, ma uno da 30. C’è il playoff da affrontare, Klose ha ragione nel dire che mancano ancora due partite prima di parlare davvero di Champions League”.



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De Vrij si opera, tutto ok per i preliminari. Van Persie: “A Roma per vacanza”

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Nessuno vuole allarmare, neppure Stefan De Vrij, semplicemente è un’operazione per non rischiare problemi: più nello specifico, a causa di un piccolo fastidio più volte annunciato, lo scampolo di partita contro la Lettonia ha fatto scattare l’allarme nel centrale olandese che ieri, al Centro Medico Erasmus s’è sottoposto all’intervento alla regione inguinale di entrambe le gambe. Questa operazione viene considerata di routine, e sembra che sotto i ferri siano finiti anche altri giocatori del Feyenoord. Sicuramente De Vrij tornerà disponibile per la preparazione estiva di Auronzo di Cadore agli inizi di luglio.

Al Telegraaf arriva, intanto, lo sgonfiamento definitivo della bolla mediatica riguardante l’approdo in capitale di Robin Van Persie, indipendentemente dalla sponda scelta, “Ero a Roma solo in vacanza”. E continua “Non sono affatto preoccupato circa la mia situazione. Il Manchester United è il mio futuro e il futuro della mia famiglia. Ho un contratto di un anno e quelle su di me sono solamente speculazioni. Non voglio prendere parte a questo teatro delle marionette. Ad agosto compirò 32 anni ma voglio giocare altri 8, fino a 40. Nel giro di qualche anno può succedere che non riesca più giocare ai massimi livelli ma io mi sento ancora molto in forma e per me giocare in prima squadra è importante. La gente parla tanto dei miei infortuni ma quest’anno ne ho avuto solamente uno. Ho visto tanti giocatori smettere troppo presto: guardate Paul Scholes. Ha smesso ma sapeva che poteva ancora giocare ad alti livelli”.



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Mauri e il rinnovo tanto attesto:” Proposta dalla Mls? La valuterei”

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Stefano Mauri intervistato da Calcio 2000

mauri de rossiStefano Mauri ha rilasciato delle dichiarazioni d’amore alla Lazio tramite il sito Calcio2000, ma lascia anche una finestra aperta nella Major League statunitense.

Dal 2006 veste la casacca della Lazio con tanto di fascia da capitano, 9 gol stagionali per lui in quest’ultimo campionato e molti obiettivi per la squadra di Pioli. Lui vuole rimanere ed è in attesa di Lotito per la firma del rinnovo del contratto.

Vi riportiamo l’intervista intera da parte di Calcio2000 per intero.

Allora Stefano, oggi calciatore ma hai cominciato con il nuoto…

“Vero, i miei genitori non volevano che giocassi a calcio, così mi hanno iscritto a nuoto. Ci hanno provato ma non era proprio il mio sport. Non mi divertivo affatto, ricordo che piangevo quando dovevo andare in piscina. Così, alla fine, si sono convinti e mi hanno permesso di andare a giocare a calcio, la mia vera passione”.

Immagino abbiano dovuto fare tanti sacrifici…

“Esatto. I miei genitori lavoravano entrambi. Mio nonno paterno e, a volte, anche loro, hanno fatto davvero tanti sacrifici per permettermi di giocare ma ne è valsa la pena (ride, ndr)”.

Quando hai capito che avevi le qualità per sfondare?

“Forse il momento cruciale è stato quando sono passato dal Meda, che giocava in Serie C2, al Modena, in Serie B. Lì ho capito che potevo farcela. Poi sono stato fortunato perché, dopo un solo anno in Serie B, con il Modena siamo arrivati in Serie A”.

Si dice che il tuo sogno era fare l’attaccante…

“No, non è vero, anzi ho cominciato come esterno sinistro quasi di difesa, poi, con il passare degli anni, mi sono spostato a centrocampo e poi quasi a fare l’attaccante. Ho fatto il percorso inverso rispetto a tanti giocatori che cominciano in attacco e chiudono la carriera in difesa”.

Parliamo di Brescia…

“Tappa importante per la mia carriera. Ho avuto la fortuna di conoscere grandi giocatori, come Roby Baggio e Di Biagio. Era l’ultimo anno di Roby ed è stato fantastico giocarci insieme… Un fenomeno, nonostante tanti infortuni alle spalle, con il pallone era uno spettacolo”.

Per un ragazzo giovane come te, deve essere stato esaltante trovarti di fronte a Roby Baggio…

“Bhe sì, all’inizio un po’ di soggezione c’è stata, ma poi quando lo conosci, scopri che è una persona squisita, con cui non puoi non andare d’accordo”.

Mi dici i tre più grandi giocatori con cui hai giocato ad oggi?

“Uno è Roby Baggio, poi ci metto Klose e Di Natale. Totò, quando l’ho conosciuto a Udine, non era ancora quello degli ultimi anni, ma si vedeva che aveva delle doti eccezionali”.

Ma come fa uno come Klose, alla sua età, a essere ancora tanto decisivo e determinato?

“Ha una voglia matta di continuare a giocare a calcio, è la sua vita. Cura ogni singolo dettaglio. Va a letto presto, mangia sano e conduce una vita impeccabile. Poi, chiaro, ha delle qualità uniche come goleador”.

Non scherza neanche Felipe Anderson…

“Ha dei numeri importanti, può diventare un craque, anche se, durante la partita, ha ancora delle pause ma, con il passare degli anni crescerà sicuramente”.

Torniamo alla sua carriera e soffermiamoci su Udine…

“Ho un piacevole ricordo dell’Udinese. Al primo anno abbiamo conquistato la Champions League e, quindi, ho avuto la possibilità per la prima volta nella mia carriera di giocare nell’Europa che conta. E’ stata una bellissima avventura”.

Poi è arrivato il momento di cambiare e siamo alla Lazio. Com’è andata?

“E’ vero, quando siamo usciti dalla Champions League ho capito che era giunto il momento di nuove sfide. E’ arrivata la chiamata della Lazio e ho detto di sì. C’era anche il Palermo, ma ho scelto la Lazio perché mi hanno voluto a tutti i costi. Sono stato uno dei primi colpi di Lotito (ride, ndr)”.

Lazio in cui sei subito diventato protagonista, anche se il primo trofeo (Coppa Italia, ndr) non ti ha visto in campo in finale…

“E’ vero, sono stato in panchina, speravo di entrare ma non è accaduto. Comunque è stata un’emozione fortissima. Ricordo che alla vigilia ero agitatissimo”

Vincere a Roma, poi, ha un sapore unico…

“Sì, se vinci due partite qui ti amano alla follia, se ne perdi altrettante allora è crisi nerissima. Comunque, quando li hai dalla tua parte, ti danno una spinta incredibile. Lo si è visto quando, nelle ultime due gare, sono in 50.000 allo stadio, una calore pazzesco”

Come mai uno come te, alla fine, gioca sempre?

“Guarda, in ritiro pre campionato, leggendo i giornali, nessuno mi dà mai titolare, ma con il passare del tempo mi ritrovo sempre a giocare con continuità. Probabilmente perché ho un senso tattico innato che può tornare utile a qualsiasi giocatore. So adattarmi a qualsiasi ruolo e modulo, una qualità che alla fine mi ha sempre aiutato moltissimo nella mia carriera”.

Grande senso tattico, quindi futuro da allenatore?

“Non so, sicuramente mi piacerebbe restare nel mondo del calcio”.

Mi scegli tre gol ai quali sei più legato?

“Ce ne sono tanti, per fortuna ho segnato diversi gol nella mia carriera, anche se diversi brutti, stile Inzaghi (ride, ndr). Ricordo un gol contro l’Udinese al volo, poi ci sono stati i tre gol al derby. Forse in assoluto, il gol in rovesciata contro il Napoli (Lazio-Napoli 3-1, stagione 2011-2012, ndr) resta il più bello, quello che mi piace ricordare di più”.

Parliamo di allenatori… A chi devi dire grazie?

“Devo ringraziare De Biasi perché mi ha portato a Brescia e mi ha fatto esordire in Serie A. Con lui sono cresciuto molto. Spalletti è molto preparato, ma ricordo con affetto anche Reja e, ovviamente, Pioli”

Ecco, Pioli. Te lo aspettavi così decisivo su una panchina importante come la Lazio?

“Mi ha stupito, onestamente non me l’aspettavo così preparato, sia sull’aspetto tattico che motivazionale. Sa far crescere anche benissimo i giovani e questa è una dote rara. Io lo avevo intuito per un mese a Modena, ma è cresciuto moltissimo in questi anni. Si è messo in gioco in una piazza importante e difficile come Roma, ma è andato alla grande”

Stefano, come sta il calcio italiano?

“Sicuramente a livello di nomi, abbiamo perso tanto. Una volta i più forti erano tutti qua, ora non è così, anche se qualche giocatori di livello è tornato da noi, penso a Klose e Tevez. Sicuramente resta però un campionato molto difficile e tattico, quindi non è facile far bene qui, per nessuno. Comunque, come hanno dimostrato i nostri risultati in Europa quest’anno, direi che stiamo tornando protagonisti”

Eppure gli stadi sono sempre più vuoti…

“Guarda, per noi calciatori, più gente viene allo stadio e meglio è. E’ difficile spiegare cosa si prova a giocare in stadi semi vuoti. E’ come andare a teatro e non avere pubblico. Sembra di giocare un’amichevole. Per fortuna, all’Olimpico, ci sono sempre più di 30.000 persone, nelle ultime uscite anche 50.000… Ecco, qualcosa dovremmo fare per riavere gli stadi pieni come un tempo”.

Mai pensato di andare a giocare all’estero?

“Onestamente non c’è mai stata l’occasione… Personalmente mi sarebbe piaciuto provare un’esperienza all’estero, magari in Spagna o in Germania”.

Parliamo della tua vita privata. Da Monza a Roma, un bel salto…

“All’inizio non è mai stato facile. Ero abituato a realtà molto più piccole. Sono stato a Modena, Brescia, Udine, città a misura d’uomo. A Roma è tutto ingigantito all’ennesima potenza. Sai che giochi per tantissima gente e quindi ci vuole un po’ per abituarsi, anche se l’adrenalina che respiri è fantastica”

Piatto preferito, film in cui ti sarebbe piaciuto essere protagonista e vacanza ideale…

“Piatto preferito sicuramente la pasta alla carbonara, visto che mia mamma me la prepara fin da quando sono piccolo. Pure io me la preparo (ride, ndr) … Film? Mi sarebbe piaciuto essere il protagonisti di ‘Fuori in 60 secondi’, pellicola con Nicolas Cage. Vacanza ideale? Miami mi piace tantissimo perché si può fare di tutto lì…”

Quindi futuro in MSL? Pirlo ci sta pensando…

“Adesso chiamo Pirlo e vedo che mi dice… No, a parte le battute io sono in scadenza e devo parlare con il presidente Lotito, ma non credo che ci saranno dei problemi. Comunque se dovesse arrivare una proposta interessante dalla MLS la valuterei, questo è sicuro…”

Hai altri obiettivi a livello sportivo?

“Guarda, io penso sempre al bene della squadra. Io so che il calcio è un gioco di squadra e come tale lo considero. Certo, ci sono degli obiettivi personali, ma prima penso sempre alla squadra”

Tu come vivi il derby a Roma?

“In città non si parla d’altro, la rivalità tra romanisti e laziali è continua, ma alla fine a me piace questa cosa. Poi, quando arriva il derby, la tensione è spasmodica e lì bisogna stare calmi”.

Mi dici un avversario che temi particolarmente?

“Quando devi giocare contro Pirlo è sempre dura. Sai che ogni punizione a suo favore può essere un problema. Quest’anno mi ha impressionato Tevez. Ho capito il perché sia stato l’uomo in più della Juventus”

Visto che ami ‘Fuori in 60 secondi’ sarai appassionato di macchine…

“Sì, in generale sì”

Ti ricordi la tua prima macchina?

“Una Fiat Punto gialla”

Videogame?

“No, neanche da giovane ci ho mai giocato. Sono appassionato di NBA, il basket mi piace molto. Anche il tennis mi intriga. Non mi piace il golf”



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Addio a Cristian Ledesma: uomo vero, grande laziale e immenso capitano

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Il futuro di Cristian Ledesma si sa, ormai sarà lontano da Roma e dalla Lazio, non si sa ancora dove il capitano di mille battaglie giocherà nella prossima stagione, probabilmente negli Stati Uniti, ma certamente non lo vedremo più calcare con i suoi magici piedi il prato dell’Olimpico. Un pezzo si storia laziale che, purtroppo, se ne va, dopo nove stagioni con l’aquila sul petto, 14 goal e 318 presenze. Settimo per record di presenze con la maglia biancoceleste e primo straniero con più gettoni in maglia laziale. Straniero tra virgolette, visto che ha indossato anche la maglia azzurra della nazionale.

Arrivato in punta di piedi alla Lazio, dal Lecce, nel lontano 2006, ha dimostrato subito di che pasta era fatto: ottimi piedi, tanta grinta e grande personalità sia dentro che furori dal campo. Esordisce in Coppa Italia, il 20 agosto, contro il Rende e in campionato, il 10 settembre, a San Siro contro il Milan. La sua Lazio a fine anno, sotto l’attenta guida di Delio Rossi, conquistò il terzo posto in campionato e l’accesso ai preliminari di Champions League, proprio come nella stagione appena conclusa. In questi nove anni di amore per i colori biancocelesti ha portato tante volte con grande onore e grande rispetto la fascia di capitano e con i suoi lanci illuminanti per i compagni e le sue geometrie quasi perfette ha fatto luccicare gli occhi di tutti i tifosi laziali.

4403130563_0f87bcbe9cTutti ricorderanno ancora il suo primo gol in biancoceleste, era il 10 dicembre 2006 in un derby tutto da ricordare: Ledesma apre le marcature con un sinistro dai venticinque metri che si infila sotto il sette della porta difesa da Doni, fantastica la sua corsa sfrenata e la sua gioia immensa che quella sera culminò con la netta vittoria biancocleste per 3-0 e con il tuffo del mister Delio Rossi nel Fontanone del Gianicolo. Un goal che ci ha fatto innamorare al primo istante di un giocatore eccezionale. Laziale come pochi, orgoglioso e mai fuori dagli schemi, riservato ma anche carismatico, buono e generoso, un Laziale Vero! Un uomo vero, arrivato dalla lontana Patagonia e per questo soprannominato Patagonia Express da Guido De Angelis, ma che ha saputo sputare sangue e sudare con la maglia biancoceleste addosso.

Ma non solo rose e fiori tra Ledesma e la Lazio, visto che la sua esperienza in maglia biancocelsete ha rischiato seriamente di finire dopo tre anni, poiché nell’estate 2009 venne messo fuori rosa per problemi contrattuali. Fu messo ai margini del gruppo, insieme a Pandev, e non vide mai il campo di gioco. Ledesma ricorse anche ad un ricorso, giudicato inammissibile dal collegio arbitrale, per chiedere la rescissione del contratto. I rapporti con Lotito degenerarono, mentre la Lazio di Ballardini sprofondava in classifica. Ma quando Edy Reja arrivò sulla panchina biancoceleste, volle fare da paciere e pretese il reintegro in rosa del numero 24 per raggiungere l’obbiettivo salvezza, una salvezza che pareva un miraggio. E in quel momento difficile Cristian riaccese, con le sue giocate, la luce e rispondendo presente alla chiamata di Reja condusse fuori dall’inferno della retrocessione i suoi compagni di squadra. La storia si ripete cinque anni dopo, in una partita molto recente, che noi tutti abbiamo ancora negli occhi. Napoli-Lazio, ultima e decisiva partita della stagione. La Lazio è in seria difficoltà, 2-2 al risultato e un uomo in meno, allora mister Pioli si affida a lui, a Cristian Ledesma. Il suo ingresso in campo dona nuova linfa al centrocampo della Lazio che, dopo il rigore calciato alle stelle da Higuain, riprende in mano la partita. Cristian decide di farci un ultimo regalo e prende per mano, ancora una volta, la Lazio: causa l’espulsione di Ghoulam, dà il via al contropiede che porta al gol di Onazi e infine su calcio piazzato serve, su un piatto d’argento, l’assist perfetto per la rete del 2-4, firmata Klose. Un ultimo regalo, indimenticabile, come tutta la sua carriera alla Lazio. E’ proprio vero che quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare.

manziniledesmaIl suo palmarès in biancoceleste recita 2 Coppe Italia e 1 Supercoppa Italiana. Nel 2009 arriva la prima gioa in Coppa Italia, segnando il primo rigore della serie infinita contro la Sampdoria, seguita al cardiopalma da tutti i tifosi laziali. Una gioia indescrivibile, dopo il rigore di Dabo, superata solo da una vittoria storica, quella del 26 maggio 2013 contro la Roma, col gol di Lulic. Ledesma che in quel derby partiva da capitano, per poi uscire nel secondo tempo per infortunio. Ma alla fine la vittoria arrivò e nessuno scorderà mai le sue lacrime a fine partita, le lacrime di gioa di un vero laziale.

Ledesma non solo calciatore straordinario ma, anche, grande uomo con un grande cuore. Sempre in prima linea, come un orgoglioso guerriero, per difendere i colori biancocelesti. Il Popolo Laziale con due striscioni apparsi all’Olimpico e a Formello l’ha già salutato, ringraziandolo per tutto: “Ciao Cristian, capitano leale” e “Ledesma laziale vero”. Mai una parola fuori luogo, sempre un vero signore, che non parla mai a sproposito e quando lo fa dice sempre cose importanti. Come in occasione della sconfitta in finale di Coppa Italia, contro la Juventus, quando Ledesma consolò, con queste parole, il giovane Cataldi: “Danilo, avrai tantissime altre occasioni: non solo sei il futuro ma sei già il presente della mia Lazio. Sono orgoglioso di te e lo sai, ti ho sempre sostenuto e coccolato; la Lazio è in ottime mani… in ottimi piedi… i tuoi. Ti auguro di essere capitano al più presto, a lungo e senza intoppi. Tu tanto già lo sai, per te io ci sarò sempre”. Parole che fanno venire i brividi e testimoniano il grande amore dell’argentino per la Lazio, che, con una vera e propria, investitura ufficiale proclama, come suo erede, il giovane Cataldi.

Ledesma, che, oggi, insieme alla moglie Marta, è in prima linea per aiutare la piccola Giorgia nella battaglia contro una rarissima malattia, un’anomalia cellulare che blocca la motilità intestinale. Cristian e la moglie hanno raccolto fondi, richiamato l’attenzione di calciatori e gente comune per aiutare la dolcissima Giorgia. un gesto di grande generosità fatto con il cuore, da una persona eccezionale.

Caro Cristian, io ti ringrazio, a nome di tutto il popolo laziale, per tutte le emozioni che ci hai trasmesso e per tutto quello che hai fatto per la nostra Lazio, perché tu Laziale vero, hai sempre difeso la causa biancoceleste, cucendoti addosso come una seconda pelle quella maglia che noi laziali amiamo più di ogni altra cosa e hai incarnato la Lazialità come nessuno mai in questi ultimi anni. La Lazialità appunto, un sentimento per pochi eletti, che se c’è l’hai dentro di te, però, non puoi e non vuoi nasconderlo. Grazie Cristian e in becco all’aquila per tutto!



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Klose elogia i suoi gemelli: “Sono come me, non vogliono perdersi mai un allenamento”

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KLOSEMiroslav Klose dopo aver rinnovato per un altro anno con la Lazio qualche giorno fa, per lui sarà quinta stagione con la maglia biancoceleste, ha espresso parole al miele per tifosi e società nel giorno del suo compleanno: “Giocare un’altra stagione alla Lazio è una decisione che ho preso con il cuore”, ha scritto il campione del mondo con la Germania. “La mia famiglia ed io ci troviamo benissimo a Roma ed alla Lazio. I tifosi sono fantastici e ci trasmettono ogni giorno tutto il loro amore ed il loro calore. Sono veramente unici. Voglio dare anche io il mio supporto al nostro allenatore, persona davvero speciale, ed a tutta la società biancoceleste, per continuare a far crescere l’immagine con un cammino positivo e vincente”.

Inoltre, l’attaccante tedesco, ha rilasciato, in questi giorni, alla Bild la seguente intervista, elogiando i figli gemelli, Luan e Noah, pronti a ripercorrere le orme del padre, ma senza troppe pressioni: “Lascio loro carta bianca, non li metterei mai sotto pressione. Vederli con la maglia numero 11? Sarebbe meraviglioso, diventerebbe ancora più bello, se anche il figlio di Podolski riuscisse ad arrivare in nazionale: sarebbe una squadra formidabile. Dio solamente sa cosa accadrà, io però mi sono ripromesso che con i miei figli farò come hanno fatto i miei genitori con me: i gemelli devono semplicemente divertirsi. L’alfa e l’omega resta senza dubbio la scuola. In questo momento gli studi sono di gran lunga la cosa più importante. Per il resto c’è tempo, vediamo come si svilupperanno le cose. Il loro talento? Sono proprio come me: non vogliono perdere nemmeno un allenamento”. E quando non vuole portarli ad allenarsi: “È divertente: i capricci peggiori cominciano proprio quando, per scherzare, dico loro che non ho voglia di portarli al campo…”.



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Inzaghi-Salernitana. Addio alla Primavera Laziale?

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simone inzaghi   Inzaghi potrebbe allenare una prima squadra

Secondo il sito www.tuttosalernitana.com Simone Inzaghi potrebbe dire addio alla Primavera biancoceleste. Il suo presente parla di una finale sulla panchina con le giovani aquile che affronteranno il Torino ma il suo futuro è ancora incerto. L’età dei suoi giocatori potrebbe cambiare mentre la fonte di guadagno potrebbe essere sempre la stessa. Lotito infatti, avendo in gestione anche la Salernitana, potrebbe portare Simone Inzaghi sulla panchina della squadra Campana che ha messo nel mirino proprio il tecnico laziale. Dopo la finale si saprà meglio il suo destino.

 

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Tare:”Dobbiamo migliorare la rosa ma non è facile”

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Lazio-Napoli serie AIgli Tare parla del mercato laziale

Il ds Laziale”Miglioriamo la rosa laziale!”

Igli Tare ha rilasciato un’intervista a sky,la Lazio ad Agosto dovrà aggiudicarsi l’entrata in Champions League dalla porta secondaria. I punti persi per il calo di concentrazione nel campionato passato pesano molto ma lo spirito biancoceleste è destinato a dar frutti. Non basta però il solito gruppo unito creato da Pioli ma urgono assolutamente dei rinforzi per affrontare al meglio le migliori squadre europee

“Quando tutti quanti lavoriamo nel modo giusto i risultati arrivano. Conoscevamo la qualità della squadra, era importante acquisire la mentalità giusta. L’inizio era molto brillante ma i risultati mancavano, siamo stati bravi a tenere duro consapevoli che i risultati sarebbero arrivati. Siamo felici di fare queste due partite per il preliminare di Champions, è tutt’altro che un problema. Ora stiamo lavorando sul mercato, ma non è semplice migliorare una squadra come questa”.

Il ds Laziale torna poi a parlare del derby:

«Il derby con la Roma ce lo siamo giocato fino alla fine perché volevamo andare direttamente in Champions League, evitando i preliminari, nonostante molti pensassero che avremmo giocato per il pareggio. Volevamo entrare in Champions dalla porta principale, non è stato così ma siamo comunque contenti. Qualsiasi squadra ci capiterà sarà preoccupata perché dovrà affrontare la Lazio».

 



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Finale scudetto Primavera.Listino prezzi

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tmp_1737-173lazioprimavera1559432561Usciti i prezzi dei biglietti per la final eight.

Sangue e sudore, gruppo e compattezza, la squadra di Inzaghi accede alla finale contro il Torino con in palio lo scudetto.

La finale si giocherà Martedì 16 alle ore 18. La Lega calcio in un suo comunicato sul suo sito, ha diramato le modalità e i costi per prendere i biglietti.

Prezzi

Tribuna: 15€;
Ridotti Under 14 e Over 65: 10€

Distinti: 10€;
Ridotti Under 14 e Over 65: 5€

Gradinata Nord: 10€;
Ridotti Under 14 e Over 65: 5€

Gradinata Sud: 10€;
Ridotti Under 14 e Over 65: 5€.



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Lazio Primavera in finale!

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Durante le cronache della MotoGP Guido Meda urla “Rossi c’è”, beh ieri sera non era di scena un Gran Premio ma un altro Rossi c’è e decide il derby; è ancora lui l’eroe di questa “final eight”, dopo aver infierito il colpo mortale all’Inter, ha colpito ancora. Per la banda di Inzaghi questo è il terzo derby vinto su cinque in questa stagione, non male considerando che gli altri due sono un pari e una sconfitta.
Mister De Rossi a sorpresa lascia in panchina Verde, Di Mariano e Di Livio per Cedric e Ferri.

Nel primo tempo poche emozioni, fatta eccezione di un tiro di Tounkara a lato, un gol annullato a Pellegrini e un tiro di Palombi che spreca sopratutto per la bravura di Marchegiani, uscito bene per chiudergli lo specchio.
Anche il secondo tempo è avaro di emozioni, ma all’ultimo minuto di recupero occasionissima Roma: Ferri si libera sulla sinistra e mette in mezzo, Vestenicky passa il pallone per farlo colpire a Ferri ma spreca tutto.

Si va ai supplementari e dopo 9 minuti ecco il goal: rinvio corto di Marchegiani, giocatori giallorossi sorpresi da un rimbalzo anomalo figlia della pioggia, Rossi ne approfitta e la piazza con un preciso rasoterra. La Roma non ci sta, D’Urso impegna Guerrieri dalla distanza, Ferri tenta una botta da lontano ma va fuori di poco, Calabresi segna il pari su un cross partito da una punizione di Verde ma tutto fermo per fuorigioco. Anche Soleri cerca gloria ma non trova lo specchio.

Finisce così, 1-0 e la Lazio va in finale in attesa di sapere chi tra Fiorentina e Torino dovrà sfidarla martedì 16 alle ore 18 nella speranza di vincere lo scudetto e fare triplete.

C’è poco da fare, è sempre Primavera!

 

ROMA-LAZIO 0-1 d.t.s (al 90′ 0-0; p.t.s. 0-1)

MARCATORE Rossi al 9’ p.t.s.

ROMA (4-3-3): Marchegiani; De Santis E., Capradossi, Calabresi, Sammartino; Pellegrini, Machin, Ndoj (12’ s.t. D’Urso); Cedric (17’ s.t. Verde), Vestenicky, Ferri (15’ p.t.s Soleri). A disp. Pop, Paolelli, Adamo, Marchizza, Vasco, Di Livio, Di Mariano, Calì, Belvisi. All. De Rossi
LAZIO (4-3-3): Guerrieri; Pollace, Mattia, Prce, Seck; Murgia, Pace (37’ s.t. Silvagni), Verkaj (24’ s.t. Condemi); Tounkara, Fiore (12’ s.t. Rossi), Palombi. A disp. De Angelis, Cotticelli, Germoni, Manoni, Capuano, Condemi, Rokavec, Milani, Dovidio, Folorunsho. All. Inzaghi

ARBITRO Illuzzi di Molfetta
AMMONITI: Mattia, Seck, Prce



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Semifinale da brivido!

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tmp_1737-173lazioprimavera1559432561Derby in semifinale. La Lazio Primavera vuole la storia!

La Lazio Primavera superando l Inter per 2-1 dopo i tempi supplementari vola in semifinale dove stasera alle ore 18 ad aspettarla c’è la Roma, diretta sui canali RaiSport.
Quinto derby stagionale per i ragazzi di Inzaghi, dopo la finale di Coppa Italia; gli aquilotti cercano il triplete, i romanisti la rivincita del 01 maggio, nella stagione il bilancio parla di due vittorie laziali un pari e una vittoria romanista. Tounkara ha dichiarato che affronteranno il derby con cattiveria e grinta, mentre Milani punzecchia i cugini dicendo che quello più importante è stato vinto e che cercheranno di vincere lo scudetto per una storica tripletta: Supercoppa, Coppa e Scudetto.

Forza piccoli aquilotti! Noi siamo con voi!

PROBABILI FORMAZIONI:

LAZIO (4-3-3): Guerrieri; Pollace, Mattia, Prce, Seck; Verkaj, Pace, Murgia; Oikonomidis, Tounkara, Palombi.

A DISPOSIZIONE: De Angelis, Antonacci, Dovidio, Gerrmoni, Borecki, Condemi, Manoni, Rokavec, Capuano, Collarino, Milani, Rossi.

Allenatore: Simone Inzaghi.

 

ROMA (4-3-3): Marchegiani; Paolelli, Capradossi, Calabresi, Sammartino; Pellegrini, Pepin, D’Urso; Verde, Vestrnicky, Ferri.

A DISPOSIZIONE: Ionut Pop, Anocic, Belvisi, De Santis, Marchizza, Ndoj, Vasco, Di Livio, Di Mariano, Njiki, Tchoutou, Cali, Soleri.

Allenatore: Alberto De Rossi.



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Comunicato ufficiale di Claudio Lotito

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lotito1Lotito ne ha abbastanza e lo mette nero su bianco nel comunicato

Claudio Lotito non ne può più delle indagini su di lui. La frustrazione di vedere il suo nome nel registro degli indagati e la recente perquisizione da parte della Digos negli uffici della Federcalcio,lo hannoportato a scrivere un comunicato ufficiale sul sito della Lazio :

Da mesi sono oggetto di una campagna diffamatoria e calunniosa il cui fine è indubbiamente quello di ostacolare l’opera di risanamento del calcio, che sto contribuendo faticosamente a portare avanti, come dimostrato dai molteplici provvedimenti già adottati allo scopo di assicurare l’assoluta trasparenza del sistema. Consapevole di questo, mesi addietro, avevo appunto presentato presso la Procura di Roma una denuncia per diffamazione e calunnia. Confido che la magistratura, nella quale ho da sempre la massima fiducia, possa in breve tempo chiarire positivamente la mia posizione al fine di trasformare i miei accusatori in accusati.

Il Presidente della S.S.Lazio

Dott. Claudio Lotito



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Un altro anno di Pioli!

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Pioli prolunga il contratto!

PIOLIAnche se era già nell’aria ed era scontato,arriva l’ufficialità da parte del sito ufficiale della S.S Lazio. Mister Pioli ha prolungato fino al 2017 il suo contratto con la Lazio
“La S.S.Lazio comunica di aver prolungato il rapporto contrattuale con l’allenatore Stefano Pioli fino al 30 giugno 2017. La S.S. Lazio avrà l’opzione di prolungare ulteriormente il contratto del tecnico Pioli fino al 30 giugno 2018”.



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Primavera: Lazio al batticuore, in semifinale sarà derby

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corrieredellosport.it

Seck e Tounkara squalificati, Oikonomodis convocato dall’Australia, Borecki squalificato e convocato dalla Polonia Under 18: Simone Inzaghi alle strette con le defezioni e che schiera la sua Lazio con il canonico 4-3-3. Neanche mister Vecchi può schierare il suo undici base, i tre assenti migliori per capire che in campo non c’è l’Inter migliore: Bonazzoli, Puskas e Camara.

Primo tempo di sofferenza, l’Inter fa valere la sua straripante fisicità, controlla il match e spreca almeno tre nitide palle gol. La prima occasione nasce da un errore marchiano di Prce, che inciampa e consegna la sfera a Delgado, il cui cross è allontanato provvidenzialmente da Murgia. Poco dopo l’Inter coglie un palo clamoroso con Correia sugli sviluppi di un calcio d’angolo. E alla mezz’ora Rocca non inquadra la porta lasciata completamente sguarnita da Guerrieri. La Lazio è tutta in un tiro di Pollace dai 25 metri, troppo poco per raggiungere la Roma in semifinale.

Nel secondo tempo, l’Inter non accenna ad arrestarsi e, per cercare di sbrogliare la matassa, Inzaghi richiama Fiore per dare spazio a Rossi, un attaccante per un attaccante, ma paradossalmente arriva il gol dell’Inter: Rocca salta indisturbato in area e segna. Entra nella Lazio Condemi, esce capitan Silvagni, la reazione è presto pronta: Palombi per Rossi, destro che fa la barba al palo; ancora Lazio con Palombi e Rossi che non approfittano di un’indecisione di Radu. Inzaghi si gioca la carta Milani, esce Verkaj molto stanco. Ma quando tutto sembrava dare il pass all’Inter, ecco che arriva Pace che pesca Rossi in area, quest’ultimo si tuffa ed è 1-1. Tutto da rifare.

Supplementari con poche forze, ma tanto cuore: nel primo tempo ci prova la Lazio con Murgia, sinistro dalla distanza, Baldini entra nell’area laziale e si lascia cadere, ma il signor Piscopo cerca nel taschino ed estrae il giallo. Il secondo tempo premia i biancocelesti: annullato un gol a Murgia per fuorigioco, ma niente e nessuno può frenare l’esultanza di Palombi; Condemi conquista l’ennesimo pallone, Rossi riceve, arriva sul fondo e mette in mezzo, Palombi è un cecchino, la Lazio fa festa e vola in semifinale contro la Roma.

Pur soffrendo, anche stavolta possiamo dirlo: è sempre Primavera!



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Di Matteo: “Tre anni stupendi da giocatore. Oggi? Merito di Pioli.. e di Lotito”

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Tre anni da giocatore, 88 partite e 7 gol, oltre ai trionfi al Chelsea, da allenatore spicca l’impresa europea in Champions con i Blues e l’avventura di un anno e mezzo allo Schalke 04 appena conclusa con le sue dimissioni. Anche Roberto Di Matteo ha voluto analizzare l’annata biancoceleste ai microfoni di footballplease.com:

“A differenza di quando le cose vanno male, quando vanno bene il merito è sempre del collettivo. Si parte dall’allenatore che quest’anno è stato il vero leader di questo gruppo. Si prosegue con i giocatori che in questa stagione hanno espresso un ottimo calcio. E poi è giusto dire una cosa, ‘er Presidente’ (ride), che è stato sempre criticato, da quando ha acquistato la Lazio ha fatto delle cose straordinarie. Bisogna dare il merito dove c’è il merito. Mi piace molto Felipe Anderson, come a molti altri credo”.

Consigli di mercato dell’ex mediano italo-svizzero: “Essendo un progetto appunto basato sui giovani, mi sentirei di consigliare un ragazzo giovane, che ho lanciato io in questa stagione, che può fare sia il centravanti che l’esterno, Leroy Sanè. E’ un ragazzo che ha delle potenzialità enormi”.

E poi torna sul suo passato da giocatore a Roma: “Ho tanti ricordi meravigliosi della mia esperienza in biancoceleste. Ho vissuto tre anni bellissimi. Siamo sempre arrivati tra le prime posizioni, specialmente con Zeman. Probabilmente i ricordi più belli sono le coreografie nei derby. La tensione che si viveva prima e dopo la stracittadina. Tutte le partite contro i vari Milan, Inter, Juventus, quando lo stadio si riempiva. La mia prima partita a San Siro contro l’Inter. Il più forte? Credo proprio Beppe Signori”.

Di Matteo rimane alla porta per future collaborazioni: “Non lo so ancora. Io ho lavorato in Inghilterra ed in Germania e, anche qui mi sono trovato molto bene. E’ un campionato molto competitivo e molto bello. Non lo so ancora cosa c’è nel mio futuro”.



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Ravel Morrison: poca testa e tanta qualità

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Tra i nuovi acquisti biancocelesti c’è un giocatore che ha sempre sorpreso il mondo del calcio, più nel male che nel bene, con la speranza di rifarsi l’anno prossimo, Ravel Morrison.

Nasce il 2 febbraio 1993 a Manchester e calcisticamente venne notato fin dagli inizi e nel 2009 firmò il suo contratto da professionista nel Manchester United, nella sua prima stagione conta una sola presenza in Coppa di Lega. Nel 2012 firma un contratto di tre anni e mezzo con il West Ham dopo aver collezionato solo tre presenze a Manchester; la prima stagione gioca poco e in quella successiva viene mandato in prestito al Birmingham, dove il 17 novembre 2012 mette a segno il suo primo gol da professionista. Alla fine della stagione Ravel vanta tre gol in trenta partite. Nella stagione 2013/2014 torna al West Ham grazie alle sue buone prestazioni, realizza un gol ma viene subito rimandato in prestito, questa volta al Queens Park Rangers, e qui realizza la sua prima doppietta contro l’ex Birmingham. A fine stagione ottiene la promozione contribuendo con sei gol in diciassette presenze.

All’inizio del 2014/2015 fece appena due presenze e venne successivamente rispedito nella lega minore. A Gennaio 2015 il presidente della Lazio, Claudio Lotito annuncia l’acquisto del centrocampista; può ricoprire diversi ruoli, dalla mezzala al trequartista, Morrison è un misto tra tecnica e velocità, e può dare tanto a questa Lazio. Magari con un po’ più di testa…



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Patric e Hoedt: i due nuovi acquisti della Lazio ai raggi X

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Analizziamo oggi i profili dei due nuovi acquisti della SS Lazio: Patric e Wesley Hoedt.

Iniziamo dall’ultimo acquisto in ordine di tempo, Patricio Gabarron, meglio noto come Patric, nato a Mula, in Spagna, il 17 aprile 1993. Dal 1 luglio sarà ufficialmente un giocatore della Lazio. 77 chili il suo peso e 184 centimetri la sua altezza. Arriva dalla cantera del Barcellona, dopo essere stato anche nelle giovanili del Real Murcia e del Valencia. Con la squadra B dei catalani ha disputato 87 gare, collezionando 4 reti in maglia blaugrana, con una sola presenza nel Barcellona dei grandi. Ha fatto il suo esordio tra i professionisti il 22 settembre del 2012 con la maglia del Barcellona B, in occasione della vittoria, per 0-3, sull’Hercules. La sua unica presenza con la prima squadra del Barca risale al 26 novembre 2014, in occasione della gara di Champions League contro l’Ajax, persa per 2-1 dai catalani. Un altro giovane talento quindi, dopo non aver rinnovato con il club catalano, decide di accordarsi con la lazio, dopo Keita e Tounkara. Il giovane di 22 anni è un terzino destro ma può adattarsi anche, grazie alla sua duttilità tattica, da ala o da interno di centrocampo. Un buon rinforzo in fase difensiva, utile per far rifiatare Dusan Basta, e sui cui si può lavorare molto per il futuro, visto il suo ottimo talento. Si parla, infatti, molto bene di lui.

hoedt-lazioWesley Hoedt, invece, è nato ad Alkmaar, in Olanda, il 6 marzo 1994. 84 chili il suo peso e 192 centimetri la sua altezza. Arriva dall’AZ Alkmaar e già si sapeva del suo arrivo dal 21 gennaio, arrivo che sarà definitivo ufficialmente dal 1 giugno. Ha sempre giocato nella squadra della sua città, a parte agli inizi della sua carriera quando giocava nei Riger Boys e nell’Hollandia. Visto il suo talento, fu subito notato dagli osservatori del club bianco-rosso e portato nelle giovanili dell’AZ, con cui firma il suo primo contratto da professionista. Ha fatto il suo esordio in prima squadra il 12 dicembre 2013, giocando tutti i 90′ minuti nella gara di Europa League, pareggiata per 2-2 contro il PAOK Salonicco. Il 6 aprile dello stesso anno esordisce in campionato contro il Roda, al 46° minuto, subentrando a Celso Ortiz, la partita finirà poi 2-2. Nella stagione successiva dimostra il suo grande talento e diventa titolare fisso in prima squadra. Si conferma a grandi livelli per tutta la stagione e diviene il perno fondamentale della difesa della squadra olandese. Durante la sua carriera al AZ Alkmaar ha collezionato 30 presenze e 2 reti. Il giovane di 21 anni è un difensore centrale, ben dotato sia tecnicamente che fisicamente, e farà, molto probabilmente, coppia fissa al centro della difesa biancoceleste con il suo connazionale Stefan De Vrij, nella prossima stagione, Una coppia difensiva giovane ma di tutto rispetto per la Lazio. Il giovane olandese ha già dichiarato di essere felicissimo di approdare alla Lazio e vedremo se rispetterà le aspettative.



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Mauricio a ESPN Brasil: “Felicissimo alla Lazio. Felipe Anderson? Vorrei che restasse, ma…”

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Già in Brasile per le meritate vacanze dopo i cinque mesi di lavoro duro alla Lazio, Mauricio è stato invitato al programma televisivo Bate Bola di ESPN Brasil. Il difensore ha partecipato in diretta dagli studi dell’emittente, in compagnia di Juan Pablo Sorin, ex giocatore della Lazio e oggi commentatore nello stesso canale.

“Questa nuova avventura alla Lazio è per me una cosa veramente bella, sono molto felice”, così inizia il brasiliano. Poi sul rapporto con i connazionali della Roma: “Abbiamo un buon rapporto, ma non possiamo andare in cena insieme sempre, perchè questo la gente non lo vede benissimo (ride). Castan lo conoscevo già da quando giocavamo in Brasile, lui mi ha ricevuto molto bene quando sono arrivato a Roma.”

Il centrale pensa già alla prossima stagione, parlando di scudetto: “La Juventus è una squadra fortissima che fa grandissimi investimenti e ha grandi giocatori, ma non è impossibile. Anche noi abbiamo una rosa forte, credo che ci rinforzeremo e ci saranno dei giocatori che andranno via…” Proprio su quest’ultima parte, Mauricio è stato stuzzicato riguardo Felipe Anderson, suo compagno e amico alla Lazio. “Io tifo molto per lui – dichiara il numero 33 – è una grande persona, un ragazzo fantastico, spettacolare, anche fuori dal campo, un grande professionista. Mi piacerebbe che restasse con noi, perché con il suo talento ha deciso tantissime partite in nostro favore, ma so che è difficile, ci sono tante offerte. Proprio ieri parlavo con lui ed il ragazzo è tranquillo sul suo futuro.”



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Lotito indagato per estorsione. Digos alla sede Figc

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lotito-soldiLotito indagato per estorsione

Il calcioitaliano ormai non è più sotto i riflettori degli stadi ma sotto le torcie degli inquirenti.Stando alle ultime news di Repubblica.it gli agenti della Digos sono nella sede della Federcalcio per cercare la presunta estorzione da parte di Lotito.A quanto emerso, l’operazione è scaturita per la registrazione telefonica del presidente laziale consegnata mesi fa dal dg dell’Ischia Calcio,Pino Iodice.I presunti illeciti riguardano l’erogazione di finanziamenti a società calcistiche.



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Che il mercato abbia inizio!

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lazio calciomercato
calciomercato lazio

calciomercatoSono passati pochi giorni dalla fine del campionato italiano che già le voci di mercato ha molti nomi nelle bancarelle fatte di carta e realtà. Come ogni anno i giornalisti si sbizzarriscono a mandare un Burak Yılmaz alla Lazio ed un Felipe Anderson al Manchester United.Quest’ultima news è uscita fuori da pochi giorni dove la carta stampata scrive di un rifiuto di Claudio Lotito per i 41 milioni di euro offerti per accaparrarsi il brasiliano portandolo in casa dei Reds. Fantamercato o realtà forse legata alla telenovela Robin Van Persie avvistato per le strade della capitale e nel lungomare di Ostia. Fonti non attendibili o almeno non ufficiali, narrano di una casa comprata nei pressi di Formello da parte dell’olandese,notizia che sta facendo impazzire il popolo biancoceleste. Ma non solo Van Persie giocherà con la Lazio ma nello stesso tempo indosserà la maglia del Napoli,Juventus,Roma e Frosinone. Ricordiamo che Lotito ha categoricamente detto che il giocatore olandese non è stato e ne sarà mai trattato dalla società laziale dando la colpa a Vincenzo Morabito che ha messo in giro questa notizia (Serve sempre una persona che si prende le colpe). Passiamo per Klose, come si legge nel link precedente era in forte dubbio se rimanere o no per un’altra stagione. Dopo un giorno dalla sua risposta incerta arrivano certezze. Il Panzer giocherà con la Lazio anche nella stagione che verrà, dichiarando che a Roma si trova bene e ama il popolo biancoceleste che a sua volta ricambia l’amor per lui.
Lucas Biglia, trascinatore laziale che ha rimpiazzato molto bene un Cristian Ledesma mandandolo fuori dal progetto Pioli,per lui si parla di un pressing da parte del Psg ma per lui Lotito vuole almeno 25 milioni di euro anche se la squadra parigina lo vorrebbe pagare di meno.
Stefan Radu, anche lui nella lista delle possibili cessioni laziali, stando ad alcune fonti il romeno avrebbe chiesto di essere ceduto ma allo stesso tempo è Lotito che vuole venderlo mentre Tare lo vorrebbe scambiare con il Suv di Silvester Stallone.Per sostituirlo si pensa al francese Tremoulinas, a Hysaj o Mario Rui.
Lorik Cana,difensore erede di Ali con lezioni difensive del pallone in stile Mike Taison, lascerà quasi sicuro la Lazio per approdare in Germania, si parla dello Schalke 04 o il Marsiglia in Francia.
Konko, giocatore con più minuti in Paideia che sul campo avrebbe trovato un posto fisso come manichino nel reparto traumi accidentali all’università di Tor Vergata, la Lazio starebbe valutando di rescindere il suo contratto.
Ledesma e Ciani lasceranno la società biancoceleste a parametro zero, nulla d’aggiungere su di loro.
Infine arriviamo al giocatore che è stato molto prezioso nelle casse laziali, il suo nome è Peppe Sculli. L’ex Genoano avrebbe trovato la pace interiore con il minimo sforzo. Anni e anni fuori rosa e neanche un minuto di allenamento col gruppo,la cosa che lo accomuna alla Lazio? Lo stipendio!. Per lui non è ancora certo il suo futuro, fonti attendibili parlano di una prossima apertura di Franchising, il giocatore sta cercando agenti di vendita per il suo nuovo manuale: “Guadagna NON giocando a Pallone!”.
Per concludere e salvarci la faccia possiamo dire con certezza che Mauri con Marchetti stanno definendo gli ultimi accordi sui rinnovi con la società S.S Lazio!



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Antonelli, Bari: “La Lazio non ceda Minala”. CIES: due laziali nella top 100 dei costosi

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Prima di tornare a Roma, Joseph Minala si è unito alla Primavera del Bari per le Final Eight scudetto. Stamattina, intanto, attraverso le frequenze di Radio Olympia 99.8, sono arrivati i complimenti del ds dei “galletti”, Stefano Antonelli: “E’ pronto per la Lazio; i biancocelesti, inoltre, sono sempre più vicini alla Juventus. Minala, dopo il campionato disputato con noi a Bari, torna alla Lazio per fine prestito, pronto per giocarsi le sue possibilità di trovare spazio agli ordini di Pioli. Joseph è un centrocampista completo che rappresenta un lusso per la serie cadetta. Con il Bari ha fatto spesso la differenza, nella Lazio potrebbe occupare una casella nel centrocampo a tre che Pioli predilige; come Parolo e Cataldi è un altro grande prospetto, attacca la profondità, non disdegnando la conclusioni a rete che possono portare a marcature importanti. Con un lavoro tattico e tecnico potrebbe diventare anche l’alternativa di Biglia”. Un suo consiglio ai dirigenti laziali: “Non lo devono assolutamente cedere, come gli altri top player che, se confermati in blocco, garantirebbero alla Lazio di avvicinarsi sempre di più alla Juventus”. Antonelli si è congratulato con il lavoro svolto da Tare: “Lo portai io da giocatore a Roma, e credo di poter affermare che Igli dopo il progetto portato avanti in questi anni, possa assestarsi fra i massimi dirigenti della Serie A italiana”.

Nel frattempo è uscita una curiosa classifica stilata dal CIES, l’Osservatorio del Centro Internazionale degli Studi dello Sport, dove vengono elencati accuratamente i 100 calciatori più costosi dei 6 maggiori campionati europei. I parametri presi in considerazione: età, posizione, durata del contratto, status internazionale, performance personali, risultati, premi e livello di squadra; al primo posto, nemmeno a dirlo, c’è Lionel Messi con un valore che oscilla tra i 225 e i 280 milioni di euro; Cristiano Ronaldo è solo terzo (113/124 milioni) e preceduto da Eden Hazard, valutato 149 milioni. Il primo degli italiani è Marco Verratti, stimato intorno ai 40 milioni. Nella top 100 di questa classifica ci sono anche due biancocelesti, Felipe Anderson e Antonio Candreva: il brasiliano è 54esimo con una stima che viaggi tra 30.2 milioni e 33.2, mentre il romano chiude la lista con un valore che oscilla tra i 21 e i 24 milioni.

 

 



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Primavera, i 22 di Lazio-Inter

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Oikonomidis e Borecki nelle proprie nazionali, le squalifiche di Tounkara e Seck: Inzaghi pesca dalla panchina, dove Germoni si posizionerà a sinitra. Unico dubbio è sul terzo del tridente, dove Milani dovrebbe rimpiazzare l’australiano che in questo modo ha liberato un posto da fuoriquota. La fascia da capitano sempre salda al braccio di Gianluca Pollace, Guerrieri in porta e la linea mediana i punti fermi della squadra.

Nell’Inter, Vecchi non ha convocato Puscas e Bonazzoli: il primo ormai fa parte della prima squadra, il secondo fa parte della Sampdoria. Per sopperire a queste assenze i gemellati si sono già mossi a febbraio con Correia, detto Ze Turbo, e Baldini, ma bisogna stare attenti anche al giovanissimo Gomes Delgado. Presenti Isaac Donkor e Serge Gnoukouri; il terzino ha offerte da tutta Italia in tutte le categorie, mentre il centrocampista sembra essere un pupillo di Mancini. Per il resto niente di nuovo.

Per chi vuole seguire la partita, la diretta su RaiSport.. non perdetela!

LAZIO (4-3-3) – Guerrieri; Pollace, Mattia, Prce, Germoni; Murgia, Pace, Verkaj; Palombi, Fiore, Milani. All. Inzaghi. A disp. De Angelis, Cotticelli, Pasqualoni, Dovidio, Quaglia, Rokavec, Silvagni, Manoni, Condemi, Capuano, Collarino, Rossi.

INTER (4-3-3) – Radu; Donkor, Yao Guy, Sciacca, Dimarco; Palazzi, Gnoukouri, Steffè; Camara, Correia, Baldini. All. Vecchi. A disp. Costa, Pissardo, Crosato, Gyamfi, Miangue, Santos, Della Giovanna, Lomolino, Rocca, De Micheli, Ventre, Rapaic, Gomes Delgado.

ARBITRO: Piscopo (Imperia)
ASSISTENTI: Rossi e Imperiale
QUARTO UOMO: Bertani

 



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Al Paideia visita medica per Patric, Colonnese promuove la difesa della Lazio

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Apprendiamo, tramite il portale lalaziosiamonoi.it che, intorno alle 10, è sbarcato alla clinica romana Paideia il nuovo acquisto spagnolo della Lazio, Patricio Gabarròn Gil, meglio conosciuto come Patric, arrivato dal Barcellona a parametro zero. E’ il terzo arrivo “gratis” effettuato in questa sessione per la società biancoceleste, dopo quelli di Wesley Hoedt dall’AZ Alkmaar e Ravel Morrison dal West Ham. Patric è uscito dopo tre ore e mezza di visite mediche, ha lasciato il centro sanitario in macchina dopo l’ok dello staff. La sua avventura biancoceleste è ufficialmente partita.

In giornata, sono arrivate a Lazio Style Radio le dichiarazioni dell’ex centrale difensivo della Lazio e volto noto per RaiSport, Francesco Colonnese, il quale benedice il reparto di cui ha fatto parte per quattro anni, vincendo (seppur facendosi vedere poco) una Supercoppa Italiana e una Coppa Italia: “Non penso che a questo punto arrivino altri tasselli in difesa. Hoedt e Gentiletti si giocheranno il posto al fianco di De Vrij e la retroguardia può considerarsi a posto. Pioli è un allenatore molto preparato, con Allegri e Sarri è stato tra i più bravi in Serie A, è stato molto bravo a passare con facilità dalla difesa a 4 alla linea a 3. Non dimentichiamoci la finale di Coppa Italia contro la Juventus, messa in seria difficoltà dal canovaccio tattico biancoceleste. Mauricio ha avuto alti e bassi, ma ha dato tanto a livello di forza fisica, può di certo migliorare con il lavoro quotidiano; De Vrij invece è fortissimo, ha preso in mano la difesa, è sempre molto attento e serio, mai falloso, di sicuro uno dei più forti difensori nel panorama europeo. La mancanza di Gentiletti si è avvertita nel corso della stagione, su questo non ci piove”.

Per il futuro, Ciccio Colonnese è sicuro: “Non sarà facile ripetere questa grande stagione, ma la Lazio ha questo dovere. Far bene anche in Europa sarà un test probante, quanto affascinante. La Lazio non deve commettere gli errori evidenziati da Garcia e dalla Roma in questa annata, che ha faticato di fronte al triplo impegno”



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Ritiro Lazio, dal 9 al 19 luglio ad Auronzo di Cadore

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Il nuovo corso della Lazio sta già facendo i primi passi, e tramite Il Corriere dello Sport apprendiamo la data ufficiosa del raduno, lunedì 6 luglio al centro sportivo di Formello. La preparazione della Lazio, inizierà con le tre sedute di allenamento proprio a Formello, e divisi a scaglioni i giocatori avranno visite di idoneità sportiva e test atletici, mentre giovedì 9 dovrebbe esserci la partenza per Auronzo di Cadore, ottava estate consecutiva nella località montana. Rumors da Formello parlano di una prima fase di ritiro molto breve, massimo dodici giorni, per poi lasciare la località veneta il 19 o il 20 di luglio, a meno che Pioli non decida di prolungare il soggiorno di un’altra settimana. Lo scorso anno c’è stata la possibilità di fare una tournée internazionale dove testare le proprie abilità, affrontando Sporting Lisbona, Amburgo e Hannover, stavolta c’è il preliminare di Champions e la Supercoppa contro la Juventus. Per l’impegno di Shanghai è prevedibile una partenza a inizio agosto, ma una volta rientrati, Pioli avrebbe una sola settimana di tempo per preparare il preliminare.

In tutto questo mancherebbe la definizione del programma dal 20 fino al 30 di luglio: le scelte ricadono su amichevoli di spessore o il prolungamento del soggiorno ad Auronzo.



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La stagione dei brasiliani: Felipe Anderson brilla, Mauricio convince, Ederson (ancora) no

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Stagione finita, ora è tempo di analisi. E qui in Brasile, dove sono nato e vivo, ho seguito la Lazio con un occhio speciale i miei connazionali.

Si sa che i brasiliani e la Lazio sono fortemente legati sin dagli anni 1930, quando la squadra biancoceleste aveva nella rosa molti giocatori verdeoro, tanto che è rimasta conosciuta come “Brasilazio”. Poi altri brasiliani sono andati alla prima squadra di Roma ed hanno raccolto sucessi: guardate Cesar ed Hernanes, per esempio. Ora alla corte di Pioli si contano tre canarini, essendo uno di loro protagonista della fantastica stagione della Lazio.

Devo confessare che quando Felipe Anderson è andato alla Lazio non sono stato proprio contentissimo, ed il suo primo anno in biancoceleste ha solo confermato il mio pensiero su di lui. Ma con Pioli tutto è cambiato: il numero 7 gioca con più continuità e finalmente esplode, trascinando la Lazio alla Champions con 10 gol e tanti assist in Serie A. Insieme a Candreva, ha castigato le difese avversarie sulla fascie con tanta corsa e dribbling. Nel derby ha esordito con un’assist per Mauri e poi un bellissimo gol, tiro di sinistro da fuori area. E di bei gol Felipe Anderson ne ha fatto tanti, soprattuto quello di Torino, senza dimenticare la sua rete contro il Sassuolo. La prestazione contro la Sampdoria ha fatto fare a Mihajlovic accostamenti a grandi campioni, nella fattispecie a Cristiano Ronaldo. Ed ora tutti le big d’Europa lo corteggiano, la chiamata per gli amichevoli della Seleção è un premio per la grandissima stagione, ma il ct Dunga lo ha lasciato fuori dalla lista dei convocati per la Coppa America, secondo me un’ingiustizia. Ma se la mia opinione su di lui è cambiata, anche quella di Dunga può cambiare. Con la Lazio Felipe Anderson avrà tempo per crescere ancora di più e conquistare la “amarelinha”. Così si spera…

Mauricio, invece, è arrivato con la stagione in corso ed in pochi giorni ha preso il posto di titolare con prestazioni solide. Il roccioso difensore non ha le qualità di De Vrij, ma si compensa con tanto sudore ed sforzo messi sul campo. Per lui sono 15 presenze in Serie A, 19 totali. L’ex Sporting si è adatto velocemente al calcio italiano ed, escluso qualche errore, sopratutto quello di Palermo, ha dimostrato di essere affidabile. Nelle ultime gare della stagione, con il ritorno di Gentiletti, Mauricio è andato in panchina, ma, anche con l’arrivo di Hoedt, il paulista sarà importante nell’anno che verrà.

Discorso diverso per quanto riguarda Ederson. Da quando è arrivato, nel 2012, l’ex Lyon non ha mai dimostrato il suo valore, passando più tempo in infermeria che in campo. Gli infortuni sono i principali colpevoli della mancanza di continuità del 10 di Parapuã, ma anche lui stesso ha la sua colpa. Sono soltanto cinque le presenze tra campionato e coppa, nessuna da titolare ed irrilevanti 128 minuti giocati, anche se con un gol al Cagliari.

Si spera che nella prossima stagione i brasiliani possono seguire brillando, come Felipe Anderson e Mauricio o, nel caso di Ederson, tornare in grande forma. Magari con qualche rinforzo verdeoro…



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Rongoni licenziato, l’ex collega “laziale” Maragliano: “Pagato il passato a Formello”

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Paolo Rongoni, ex preparatore atletico della Lazio, l’ultimo anno alla Roma, è stato licenziato in tronco dal presidente della Roma, James Pallotta; le sue parole incolpavano proprio un uomo voluto, tra l’altro, dal tecnico Garcia: “La preparazione atletica non è stata sufficiente. Dopo un’ora la squadra non aveva più energie, faticava”.

Alla Gazzetta dello Sport ha parlato Roberto Maragliano, ex fisioterapista della Lazio e che ha Behrami e Inler tra i suoi assistiti. “Paolo ha pagato il suo passato a Formello. Se non fosse stato in precedenza alla Lazio, le cose non sarebbero andate in questo modo. Ma a Roma funziona così; solo un anno prima di arrivare a Trigoria aveva vinto la Coppa Italia, mica una partita normale, dopotutto a Formello, prima di quel match, c’era gente che ci diceva “o vincete o vi ammazziamo”. Gli animi sono esasperati, forse qualcuno a Trigoria non ha dimenticato quella sconfitta. E a Paolo è toccato vivere anche l’altra faccia della medaglia”.

Maragliano difende Rongoni in questo modo: “Ho conosciuto molti preparatori. So come lavora e tornerei con lui domattina se me lo chiedesse. Alla Lazio non abbiamo mai avuto problemi di infortuni. Dico di più: di solito se un giocatore si fa male è perché lavora poco, non perché lavora troppo. Evidentemente a Trigoria non hanno seguito il suo programma di allenamento. Sulla palestra, le dico che quando si gioca ogni tre giorni è normale fare “scarico” al chiuso per poi uscire sul campo. Lui semplicemente completava il suo lavoro in palestra”.

Rimane che una città come Roma non potrà mai crescere se andiamo avanti con questi atteggiamenti provinciali, sempre se l’altra faccia della medaglia delle sue dimissioni in tronco sia proprio questa..



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Final Eight Campionato Primavera, le convocazioni di Inzaghi

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La Lazio Primavera di Inzaghi, dopo aver strappato con cuore e carattere il pass per le finali che si disputeranno dal 9 al 16 giugno in Liguria, si sta preparando per la prima sfida, in programma domani contro l’Inter;  i biancocelesti, insieme allo Spezia, hanno avuto accesso alle Final Eight tramite i playoff.

L’ultima gara contro il Palermo, decisa soltanto ai calci di rigore, ha però lasciato alla Lazio le defezioni di Seck (diffidato e ammonito), Borecki (espulso e impegnato in nazionale) e Tounkara (ancora una giornata di squalifica da scontare); al di là della disciplina, non ci sarà anche Oikonomidis, che ha raggiunto la nazionale australiana. La formazione che verrà schierata dal tecnico biancoceleste vedrà sicuramente Guerrieri in porta e al centro della difesa Prce e Mattia con esterni capitan Pollace e Germoni al posto di Seck; centrocampo con Pace, Murgia e Verkaj; in attacco certi Palombi e Fiore ma è ballottaggio tra Rossi, Silvagni e Milani, con l’ultimo favorito.

La partita verrà disputata alle 21 di domani presso il Comunale “Bacigalupo” di Savona e sarà diretta da Fabio Piscopo della sezione di Imperia; verrà garantita la diretta televisiva Rai Sport e la vincente incontrerà una tra Roma e Spezia, nella semifinale che andrà in scena venerdì 12 giugno.

Questi sono i convocati dall’ex attaccante piacentino ora allenatore delle nostre giovani promesse:

 

PORTIERI: Guerrieri, De Angelis, Cotticelli;

 

DIFENSORI: Pollace, Mattia, Prce, Seck, Germoni, Pasqualoni, Dovidio, Quaglia;

 

CENTROCAMPISTI: Rokavec, Silvagni, Pace, Verkaj, Murgia, Manoni, Condemi, Folorunsho;

 

ATTACCANTI: Milani, Palombi, Fiore, Capuano, Tounkara, Collarino, Rossi.



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Il mercato in uscita: i tanti esuberi e le possibili sistemazioni

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Queste le parole di Stefano Pioli riguardo alla Lazio della prossimo anno: “Per la prossima stagione vogliamo solo giocatori motivati. In queste settimane sarà fondamentale risolvere le situazioni in bilico”. Secondo quanto riportato da Il Tempo, infatti, l’operazione sfoltimento è già scattata, alla Lazio si lavora giorno e notte per ridurre la rosa. Tra i tanti esuberi e tra i tanti calciatori scontenti, una vera e propria formazione è pronta a lasciare la Lazio: cedere e reinvestire sul mercato, in questa sessione le operazioni minori potrebbero fare la differenza. Alcuni, come Ciani, hanno già salutato. Il difensore francese si è svincolato ed è libero di firmare per un altro club: «La stagione e l’avventura laziale è finita. Voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno sostenuto ed in particolare i miei compagni di squadra». Ciani si trasferirà probabilmente in Premier League, anche se qualche proposta è arrivata pure dalla Francia.

Per il capitano di mille battaglie, Cristian Ledesma, invece, si prospetta una situazione diversa. Il centrocampista italo-argentino lascerà la Lazio dopo quasi 10 stagioni, poiché la società non è intenzionata a rinnovare il rapporto, così le strade si divideranno per sempre. Il procuratore del giocatore, Vincenzo D’Ippolito, ha confermato l’addio: «Nessuno si è fatto sentire, tra qualche giorno andremo via definitivamente. Il ragazzo non è mai stato apprezzato dai media: è una situazione molto strana, stiamo parlando di una persona eccezionale». Ledesma dovrebbe trasferirsi in America, ma attenzione anche al Genoa, a cui interessa anche Cavanda, e all’Atalanta, che hanno già sondato il terreno.

Finalmente ci libereremo anche di Giuseppe Sculli, il cui contratto è scaduto, così la Lazio risparmierà 1,1 milioni di euro circa a stagione. Con la valigia pronta c’è anche Diego Novaretti, che potrebbe tornare in Messico, al Leon. Sembra, invece, prossimo il trasferimento verso la Bundesliga di Lorik Cana: il difensore abanese è richiesto dallo Schalke 04, la trattativa è partita da mesi, con Lotito che non lo valuta meno di 3 milioni di euro, l’affare, quasi sicuramente, si farà. Sempre in uscita ci sono anche Pereirinha e Perea, ma al momento non è arrivata nessuna offerta concreta per loro.

Tare cercherà, poi, di trovare una sistemazione anche per Ederson e Konko. Sembra, invece, vicino alla cessione Stefan Radu: il romeno ha chiesto di cambiare aria, visto che non ha digerito le critiche ricevute durante il campionato, Napoli e Fiorentina si sono già mosse, ma anche la Sampdoria sembra interessata. Ma si spera che il nostro “ultras in campo” possa restare. Eddy Onazi sembra dovrebbe rimanere, ma nulla è scontato: il nigeriano ha mercato in Premier League e per 8-9 milioni di euro potrebbe partire.

Rimarrà, invece, Federico Marchetti: ieri sera a Berlino c’è stato un contatto tra Lotito e Bozzo per il rinnovo del portiere e un altro incontro andrà in scena a Roma in settimana. Le parti sono fiduciose e si andrà avanti insieme.



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Il mercato in attacco dipende da Klose? Dubbi per la prossima stagione

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Klose non sa se rimanere alla Lazio

KLOSEKlose si,Klose no. Si apre un totomercato intorno a lui e alla Lazio. Si è parlato di RoBin Van Persie alla Lazio, una notizia subito smentita da Claudio Lotito che accusa Vincenzo Morabito di aver messo in giro questa notizia. Notizia che però lascia un pizzico di speranza tra il popolo laziale visto che è stato immortalato a Roma con la sua compagna. Il giocatore però ha freddato tutti dichiarando di essere solo in vacanza. Klose sarà il punto fondamentale del mercato estivo. Il suo contratto terminerà nel 2016 e ieri è stato fermato da alcuni giornalisti nella gara di Barcellona-Juventus dove il giocatore era con gli amici per assistere alla finale di Champions League.
Alla domanda se restasse a Roma oppure no, il Panzer ha risposto che non ha ancora deciso. La sua decisione avverrà sicuramente con l’appoggio della famiglia per capire se il suo futuro. Le piste plausibili sono di rimanere un’altra stagione con la casacca laziale, cercare di chiudere la sua carriera altrove (forse tornando nella sua patria) o avverare il suo desiderio che lo stuzzica cominciando ad allenare qualche club.
Tanti dubbi dunque in casa Lazio che deve guardarsi intorno per trovare un valido sostituto oltre a Djordjevic.



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Curiosità: Alessandro Fonte, il preparatore di fiducia di Stefano Pioli

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La stagione laziale è finita da pochi giorni e negli occhi tutti ci sono ancora i festeggiamenti di tutta la squadra e lo staff tecnico al San Paolo, dopo una notte da Laziali, in cui saranno saltate le coronarie a tanti tifosi. “Abbiamo dimostrato cosa vuol dire essere laziali” ha detto Pioli pochi giorni fa, raccontando sensazioni mai vissute nella sua carriera. Terzo posto e preliminare di Champions da giocare il prossimo agosto, per raggiungere il tanto sognato traguardo. I meriti di questo enorme risultato però son da spartire tra tutto lo staff della biancoceleste, in primis il preparatore atletico fidatissimo di Pioli, Alessandro Fonte. Ai microfoni di maidirecalcio.com, ha raccontato i segreti della sua professione, svelando anche alcuni aneddoti sui metodi di lavoro utilizzati dalle parti di Formello e che hanno permesso alla Lazio di tenere i ritmi alti durante tutta la stagione appena conclusa.

Quanto è importante il ritiro estivo nel calcio moderno?

Il ritiro estivo è fondamentale per riuscire ad impostare il metodo di lavoro. Non ci sono competizioni in corso quindi la disponibilità dei giocatori è molto ampia ed è possibile gettare le basi della metodologia da seguire durante l’anno. Il tipo di preparazione viene integrata con il tempo, lavorando sull’aspetto tecnico e tattico insieme a quello fisico. Il ritiro ha l’ importanza di creare le premesse per il continuo del lavoro nel corso della stagione. I giocatori in questo periodo sono molto più recettivi, possono essere responsabilizzati per quanto riguarda il tipo di lavoro che si intende fare facilitando il raggiungimento di risultati durante l’anno.

Dai gradoni di Zeman, passando per la corsa nei boschi di Mazzarri per finire con la preparazione con la palla di Benitez. Quale tipologia di preparazione atletica è la più adatta ad un campionato lungo e ricco di incontri come quello di oggi? Se ce n’è una..

Sono tre modelli diversi, non esiste una scienza esatta altrimenti utilizzerebbero tutti quella. Si può vincere in tanti modi: lavorando tanto, lavorando poco, ma bisogna sempre capire rispetto a cosa. Ognuno ha i suoi strumenti, non si può parlare di un sistema più adatto dell’altro. L’unica cosa verso cui si sta virando in maniera oggettiva è l’attenzione al recupero, come velocizzarlo e migliorarlo piuttosto che concentrarsi esclusivamente sulla performance. Poi dipende ovviamente anche dall’ampiezza della rosa e dalla sua gestione, poichè il tempo per focalizzarsi su determinate situazioni diventa sempre minore.

La preparazione può dipendere dal tipo di gioco che l’allenatore vuole vedere in campo dai suoi uomini? Le competizioni da affrontare possono influire su come organizzare la preparazione?

Assolutamente si, la tipologia di gioco influisce tantissimo sulla preparazione. L’allenatore richiede prestazioni e caratteristiche diverse dai giocatori a seconda del modulo e dal genere di calcio che vuole vedere, basta anche solo pensare al tipo di corsa che devono avere gli uomini in campo. Preferire il pressing alto piuttosto che basso, chiedere alla squadra di stare corta, impostare il gioco sul rapido contropiede: ovviamente serve un tipo di lavoro differente per ciò che il tecnico richiede. Noi preparatori dobbiamo essere bravi in questo.

Quando si cambia allenatore si cambia anche il preparatore atletico. Quali conseguenze può avere sulla squadra la modifica di un sistema già collaudato e di un determinato programma stilato in maniera dettagliata?

Nella maggior parte dei casi il cambio di allenatore coincide con una situazione non positiva. Talvolta il cambio può essere un vantaggio non tanto perchè gli errori fatti fino a quel momento vengono d’un tratto corretti ma perchè la predisposizione dei calciatori verso determinate tipologie di lavoro viene amplificata dalla nuova presenza. Poi ognuno ha il suo metodo e spesso porta con se il suo staff quindi il problema non si pone. Sta all’intelligenza di chi subentra capire ciò che c’e da cambiare senza mandare in fumo il lavoro fatto fino a quel momento.

Quanto è stato d’aiuto per voi preparatori lo sviluppo tecnologico in questo settore? Quali sono gli strumenti più utilizzati ed in che modo riescono a migliorare il vostro lavoro?

La tecnologia è importante, ma non è tutto. Bisogna sapere con precisione cosa vogliamo e sapere cosa analizzare. Accertato questo, entrano in gioco gli strumenti per poter migliorare la valutazione, il controllo, e l’osservazione dei parametri che vengono in precedenza prefissati. Lo strumento più utilizzato in tal senso è il gps, mentre i mezzi di supporto a terapie come la criosauna sono utili per migliorare la fase di recupero dei calciatori.

Spesso e volentieri tifosi e giornalisti si lanciano in sentenze quali “questo giocatore non è in forma”, oppure “quest’altro non corre” dopo aver visto soltanto pochi minuti di partita. Può accennare che tipo di lavoro e di monitoraggio avviene quotidianamente da parte di uno staff nel suggerire effettivamente all’allenatore l’undici con la tenuta fisica e atletica migliore?

E’ una cosa che succede un po’ ovunque: da quando il preparatore ha acquistato ruolo importante è ormai bersaglio più di critiche che di elogi. E’ il primo soggetto ad essere attaccato quando i risultati non arrivano e non solo da parte di giornalisti e tifosi, ma soprattutto dai dirigenti. Il monitoraggio costante, effettuato periodicamente e non ogni tre o quattro mesi, crea un bagaglio di dati che è utile allo staff non solo per individuare eventuali flessioni fisiche di determinati giocatori, ma è uno strumento fondamentale per informare staff e dirigenti del lavoro svolto.

Che tipo di comunicazione avviene tra un preparatore atletico e lo staff medico, in particolare in casi di recupero da infortuni o allenamenti differenziati per problemi fisici?

Tra i due staff avviene uno scambio di informazioni molto fitto, non soltanto al campo di allenamento e non soltanto quando si palesa qualche problema in alcuni giocatori. Noi abbiamo creato una chat comune dove poter condividere qualsiasi tipo di informazione 24 ore su 24. Essere costantemente informati è la base per poter cooperare al meglio. Senza comunicazione è impossibile gestire la preparazione della squadra e il recupero da eventuali infortuni.

Il calcio moderno è ormai sempre più fisico ed i calciatori tendono a diventare dei veri e propri atleti. Lo sviluppo muscolare, specialmente nei giovani calciatori, può in qualche modo penalizzarne la crescita o influire negativamente su alcune sue caratteristiche peculiari come la velocità o la rapidità?

Per quanto riguarda il settore giovanile come lo vedo io ed in base alla mia esperienza, il lavoro da fare su di un ragazzo dovrebbe essere di tipo piramidale: costruire dal basso le caratteristiche fisiche del giocatore, rispettandone la crescita e la struttura. Determinati tipi di lavoro dipendono infatti dalle fasi dello sviluppo, e bisogna adeguarlo alle caratteristiche morfologiche del soggetto. E’ banale pensare ad una preparazione universale da applicare a qualsiasi tipo di giocatore, ma bisogna pianificare il lavoro tenendo in considerazione la struttura fisica del giocatore e le varie fasi che lo accompagnano nella crescita.

Spesso si dice che la Serie A non sia un posto per giovani, principalmente perchè a fare la differenza è ancora la “vecchia scuola”: Totti, Klose, Di Natale, Toni, Pellissier. Esiste un trattamento particolare per tutelare il rendimento di giocatori in età avanzata e poterne così sfruttare al massimo il talento? Esiste un’età limite entro cui determinati sforzi richiesti dal calcio di oggi non sono più tollerabili fisicamente oppure dipende al 100% dalle reazioni del singolo?

In realtà non esiste un’età limite dopo di cui è impossibile riuscire a fare determinate cose. Pensate solo a Klose che alla sua età è ancora il più veloce della squadra nei 10 metri. Ovviamente l’età si fa sentire, c’è chi perde integrità anche perchè si è maggiormente esposti a diversi tipi i infortunio. Si cerca quindi di preservare questi giocatori nel lavoro il meglio possibile, specialmente nel recupero tra una partita e l’altra, che è la chiave per mantenerne alto il rendimento.

Quanto è importante l’alimentazione per un’ottimale preparazione fisica e atletica? Come ha influito sul vostro metodo di preparare le partite anche dal punto di vista dell’alimentazione il giocare ad orari “strani” come ad esempio le 12.30? Come influisce tutto ciò sulla preparazione atletica?

L’alimentazione conta moltissimo. Pensate che mister Pioli ha posto l’obbligo alla squadra di pranzare insieme a Formello tutti i giorni, regola che è stata accettata di buon grado da tutti. In questo modo non solo si intensifica la forza de gruppo, ma si controlla meticolosamente il pasto più vicino all’orario dell’allenamento. Questo tipo di controllo è utile specialmente per i giocatori stranieri, che magari sono di culture diverse e sono abituati ad un tipo differente di dieta. Ovviamente per questi motivi la partita alle 12.30 può essere un problema, che noi abbiamo provato ad aggirare con un pasto alle 10.00 oppure con una colazione a base di pasta alle 8.30, ma fortunatamente abbiamo giocato a quell’ora soltanto in un paio di occasioni.



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Dopo 88 anni si ha la data di nascita esatta della Roma.. forse!!

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BIG-290255_giugno_-_654x347_dataEbbene sì, dopo un po’ di tempo, 88 anni circa (ma che saranno per loro 88 anni visto che già sono venuti al mondo 27 anni dopo la Lazio?) sembra che in casa giallorossa si siano degnati di fare chiarezza sulla data di nascita, anche se più che di nascita sarebbe meglio parlare di fusione, effettiva dell’AS Roma. Attraverso un comunicato apparso sul proprio sito ufficiale, infatti, la Roma ha fatto chiarezza su data e luogo di nascita della società. Nel testo si legge che l’accordo di fusione tra Fortitudo – Pro Roma, Alba – Audace e Foot Ball Club di Roma, che ha dato la vita all’AS Roma, è stato raggiunto martedì 7 giugno 1927, non il 22 luglio dello stesso anno, come dimostra anche l’aver disputato alcune amichevoli antecedenti a questa data. Inoltre viene anche detto, che sulla base delle testimonianze dei parenti eredi del fondatore Italo Foschi, è possibile attribuire alla palazzina sita in Via Forlì 16 a Roma, l’ubicazione del luogo fisico in cui venne raggiunto l’accordo che diede vita alla maggica. Si specifica, poi, che “più che di certezza si tratta di altissima probabilità. Alle testimonianze orali, infatti, non è stato possibile, ad oggi, affiancare delle testimonianze documentali”. La disputa era intorno al documento ‘Ordine del giorno numero 1’ datato 22 luglio 1927. L’unico elemento della data di fusione poi non tradotto nella realtà operativa è la scelta del primo stemma: avrebbe dovuto essere uno scudo con la Lupa Romana in campo verde.

Era ora, aggiungiamo noi, finalmente, infatti, i tifosi della seconda squadra della capitale potranno avere la certezza sulla data della loro fusione e festeggiare il loro ottantottesimo anno di vita. Ne mancano ancora 12 per il centenario, e pensare che la nostra Lazio ne ha già 115. Ora li sentiremo dire dunque, con un tono di voce solenne: “La mia società ha detto ufficialmente che io sono nato il 7 giugno 1927”. Noi li guarderemo e beffardamente gli risponderemo: “E siete morti il 26 maggio 2013, quindi, non avete fatto in tempo a sapere quando eravate nati che già eravate morti”. Insomma il presidente Pallotta sta cercando in qualunque modo di dare una certezza ai suoi poveri tifosi, che fino a poco tempo fa erano indecisi su quale data di nascita fosse la migliore, a seconda del loro parere personale. Inoltre si sta cercando in ogni modo, anche attraverso testimonianze fasulle probabilmente, di far risalire la fusione nella città di Roma e non più a Corropoli. Che sia la volta buona per fare chiarezza?

Che dire di tutto ciò, grazie a Dio, mamma e papà siamo nati Laziali!



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