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Verso il derby, la carica di Inzaghi “Siamo pronti per la Roma. Abbiamo bisogno dei nostri tifosi”

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Allenamento odierno svoltosi a porte aperte in quel di Formello. Il clima è ottimo, nonostante si tratti di un derby. C’è fiducia nell’aria, stessa fiducia che si evince dalle parole del tecnico biancoceleste Simone Inzaghi rilasciate a Lazio Style Channel:

Oggi è stato bello, abbiamo ricevuto l’abbraccio dei nostri tifosi, ci fa piacere. Tutti noi speravamo in questo: sentivamo della prevendita fiacca, ma come al solito sappiamo che la gente non ci lascia mai soli. Negli altri 3 derby ci siamo sentiti sempre a casa, il pubblico risponderà alla grande anche questa volta, non ci deluderanno”. Sul match: “Mi aspetto che la squadra faccia la partita che abbiamo preparato. Sappiamo come si affronta un derby: cercheremo di fare il nostro, vogliamo che anche questa volta i tifosi stiano al nostro fianco, ne abbiamo davvero bisogno”.



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Personaggi storici SS Lazio: Delio Rossi

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delio rossi

“Io alleno pensando di essere un tifoso in tribuna o in curva, cerco di immedesimarmi in quello che vuole o non vuole la gente. I tifosi non vogliono essere presi in giro, vogliono la verità e anche se è brutta, gliela devi dire. Non si possono fare promesse o vendere fumo. Dovunque vado do il massimo e ragiono come se la squadra che alleno fosse l’ultima della mia carriera. Non potrei fare diversamente, perché non potrei trasmettere qualcosa, se non fossi il primo ad essere coinvolto al 100%.” Delio Rossi

Delio Rossi nasce a Rimini, il 26 gennaio del 1960 e comincia a giocare dall’età di 18 anni come centrocampista nella squadra del Forlimpopoli, dove rimarrà dal 1978 al 1980, anno in cui approda al Cattolica, club per il quale militerà solo una stagione, prima di trasferirsi al Foggia. Con la maglia rossonera, in 6 stagioni, saranno 127 le presenze, 31 delle quali in Serie B, con 4 marcature all’attivo. In questi anni Delio Rossi si innamora della maglia rossonera, tanto da dichiarare apertamente di esserne tifoso. Dopo l’esperienza al Foggia si trasferisce per un biennio al Vis Pesaro, per poi passare la stagione 1989-1990 alla Fidelis Andria, squadra con cui chiude la carriera da giocatore a soli 30 anni.

Subito dopo il ritiro comincia la sua carriera da allenatore al Torremaggiore, che nella stagione 1990-91 militava in Promozione. Solo un anno più tardi viene chiamato dal Foggia per allenare le giovanili, dove rimarrà fino al termine della stagione 1992-93, quando riceve la chiamata della Salernitana, che si trovava in C1. Alla fine del primo anno da allenatore professionista porta la squadra granata al secondo posto in classifica, conquistando l’accesso ai play-off per l’accesso in cadetteria. Prima i ragazzi di Rossi schiacciano in semifinale la Lodigiani per 4-0, poi all’ultimo atto sconfiggono la Juve Stabia per 3-0, conquistando la promozione in B. Per Rossi non poteva concludersi meglio il primo anno da allenatore professionista. Al secondo anno alla guida della Salernitana Delio Rossi sfiora di un nulla il miracolo: il sogno della promozione in Serie A svanisce solo all’ultima giornata, quando i suoi uomini soccombono per 2-1 sul campo dell’Atalanta, che conquisterà la promozione proprio a danno della compagine granata. Dopo un anno al Foggia nella stagione 1995-96, passa al Pescara, che sotto la guida di Rossi risulta imbattuta nelle prime 12 uscite stagionali. Dopo un periodo di flessione piuttosto lungo la squadra manca la promozione nella massima serie terminando il campionato al 6° posto.

Nella stagione 1997-98 fa il suo ritorno a Salerno, dove è accolto festosamente dai tifosi, dopo una stagione in cui il club aveva faticato più del previsto per conquistare la salvezza in cadetteria. Grazie anche ai colpi di un giovane Marco Di Vaio, laureatosi capocannoniere del torneo con 21 reti, gli “Ippocampi” stravincono il campionato di Serie B, stabilendo quello che al tempo fu il record di punti in cadetteria, ben 72 in 38 apparizioni e ritornando dopo 50 anni nel massimo campionato. Ma in Serie A le cose risultano molto più complicate: nella stagione 1998-99 viene esonerato due volte, venendo richiamato più che dal volere del presidente dalla tifoseria granata, non riuscendo a evitare però la retrocessione dei suoi, che chiudono al 15° posto finale. Nonostante ciò, gli viene riconosciuta la cittadinanza onoraria salernitana.

Dopo due esperienze poco fortunate, con Genoa e Pescara (entrambe in B), nel gennaio 2002 prende il posto di Cavasin al Lecce, che si trovava nei bassifondi della classifica di Serie A, senza però riuscire a salvare dalla retrocessione i giallorossi, con i quali continua il suo rapporto anche nella stagione successiva, culminata con una nuova promozione in A. Nella stagione 2003-04 raggiunge la salvezza con i salentini, collocandosi al 10° posto in classifica e vincendo consecutivamente contro la Juventus al Delle Alpi e contro l’Inter al Via del Mare.

Nel dicembre 2004 si accorda con l’Atalanta ultima in classifica, che non riesce a salvare nonostante gli ottimi risultati ottenuti, come dimostrano i 28 punti conquistati in 23 sfide.

Nell’estate del 2005 firma un contratto annuale con la Lazio, con la quale giunge al 5° posto finale, raggiungendo la qualificazione alla Coppa Uefa, poi revocata a causa dello scandalo Calciopoli, che penalizza di 30 punti la compagine biancoceleste, la quale si ritrova al 16° posto in classifica, a un passo dalla retrocessione. Visti i bei risultati ottenuti sul campo, la dirigenza laziale decide di prolungare il rapporto con il tecnico romagnolo fino alla fine della stagione 2008-09.

Nella stagione 2006-07 i biancocelesti partono con 3 punti di penalizzazione e nella prima parte del campionato non riescono a vincere con continuità. La prima gioia della stagione arriva a dicembre, quando i biancocelesti battono per 3-0 i rivali cittadini nel derby e Delio Rossi, come promesso prima del match in caso di vittoria, si tuffa nella Fontana del Gianicolo per festeggiare . Tra febbraio e aprile le aquile conquistano 8 vittorie consecutive, che varranno il 3° posto finale e la conseguente qualificazione ai preliminari di Champions League dell’anno successivo.

Nell’agosto 2007 i biancocelesti si impongono nella doppia sfida contro la Dinamo Bucarest, conquistando il pass per i gironi di Champions League, dove vengono aggregati nel gruppo composto da Real Madrid, Werder Brema e Olympiakos. Per Rossi non c’è neanche il tempo di gioire per l’esordio in Champions League che dalla Procura Federale arriva l’accusa verso il mister di aver indotto il presidente Lotito a influenzare i risultati del Lecce sul finire della stagione 2004-05. Il tecnico, affermando di essere estraneo ai fatti, viene comunque squalificato per 3 giornate. L’avventura in Champions termina proprio ai gironi per i biancocelesti, che dopo il doppio pareggio con Olympiakos in trasferta e Real Madrid in casa, guadagnano 3 punti nel doppio confronto con i tedeschi, ma non riescono a ottenere alcun punto nelle sfide di ritorno con i Blancos e l’Olympiakos, che sconfisse la Lazio all’Olimpico per 2-1, condannando la squadra di Rossi al 4° posto nel girone. In campionato uno scialbo 12° posto mostra tutti i limiti di una squadra mal costruita per affrontare 3 competizioni in una sola stagione.

La stagione 2008-09 segna l’avvento di un nuovo fenomeno alla corte biancoceleste: si tratta di Mauro Zarate, prelevato dagli arabi dell’Al-Sadd in prestito con diritto di riscatto fissato circa a 20 mln. Le giocate dell’argentino illuminano il pubblico biancoceleste, che proprio in quella stagione torna allo stadio in massa. Mentre in campionato il cammino biancoceleste termina al 12° posto, in Coppa Italia, dopo aver sconfitto il Benevento e l’Atalanta, i biancocelesti compiono l’impresa contro il Milan e battono nel doppio confronto la Juventus in semifinale. Il 13 maggio 2009 la Lazio si ritrova ad affrontare in finale la Sampdoria all’Olimpico davanti a una cornice di 60.000 spettatori. Dopo un inizio scoppiettante, culminato con un gol da cineteca di Zarate, il pareggio di Pazzini porta la sfida ai supplementari, durante i quali il risultato rimane fisso sull’1-1. La finale si decide quindi ai rigori: dopo gli errori di Rocchi da una parte e Cassano dall’altra, è Muslera a decidere la sfida, parando il 6° rigore doriano, calciato da Campagnaro. I biancocelesti si aggiudicano quindi la coppa, la qualificazione alla prossima Europa League e l’opportunità di vincere un nuovo trofeo, la Supercoppa Italiana, che si disputerà nell’agosto successivo contro quella che sarà l’Inter del “triplete”. Le lacrime a fine partita del mister biancoceleste fanno comprendere quanto la squadra abbia lavorato per raggiungere tale risultato, e fanno presagire inoltre un addio del tecnico, considerata anche la poca chiarezza da parte di tutto il mondo Lazio sulla situazioen del contratto di Rossi, che poche settimane dopo la finale annuncerà in conferenza stampa di non voler rinnovare il contratto con la Lazio. Finisce così il rapporto più duraturo che Rossi abbia mai avuto con una squadra nelle vesti di allenatore, sicuramente giustificato da alcune divergenze con la società, proprio appena dopo aver vinto il primo importante trofeo della sua carriera da allenatore.

Nel novembre 2009 sostituisce Zenga sulla panchina del Palermo e alla prima stagione in rosanero sfiora subito il 4° posto, valevole per i preliminari di Champions League dell’anno successivo, ma viene superata in extremis dalla Sampdoria, accontentandosi dell’accesso all’Europa League.

La stagione 2010-11 non comincia benissimo per il Palermo, che è costretto nel febbraio a rimuovere dall’incarico il mister a favore di Serse Cosmi dopo lo 0-7 contro l’Udinese. Viene richiamato solo un mese più tardi, non riuscendo però a evitare la sconfitta in finale di Coppa Italia contro l’Inter e terminando il campionato all’8° posto. Decide ora di interrompere il rapporto con il Palermo nonostante la proposta di rinnovo da parte del presidente Zamparini.

Nel novembre 2011 viene chiamato dalla Fiorentina, che aveva appena esonerato Mihajlovic, firmando un contratto biennale. Il suo rapporto con la viola si interrompe il 2 maggio 2012, quando al minuto 32 della sfida contro il Novara decide di sostituire Adem Ljajic, che comincia ad applaudirlo ironicamente e a insultarlo. La reazione dell’allenatore è incontenibile: tenta di sferrare più volte attacchi fisici al giocatore, colpendolo in almeno un’occasione. Oltre all’esonero, Rossi viene squalificato per 3 mesi.

Torna ad allenare nel dicembre dello stesso anno, quando sostituisce Ciro Ferrara sulla panchina della Sampdoria. Viene coinvolto in un altro episodio che gli costerà una squalifica per due giornate: durante un Sampdoria-Roma, terminata con il risultato di 3-1, mostra il dito medio al giocatore avversario Burdisso, scusandosi subito dopo con un comunicato, gesto che non eviterà la squalifica. Dopo aver condotto alla salvezza la squadra doriana nella stagione 2012-13, nel novembre 2013 viene esonerato dopo 3 sconfitte consecutive, che stavano portando la Sampdoria nei bassifondi della classifica.

Torna ad allenare nel maggio 2015 a Bologna, firmando un contratto con rinnovo in caso di promozione, che avviene dopo il doppio pareggio nella finale dei play-off ai danni del Pescara. Dopo aver raccolto solo 6 punti nelle prime 10 partite della stagione successiva, viene esonerato dal Bologna.

E’ tutt’ora alla ricerca di una squadra da allenare.



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Ultras romanisti nei guai per l’aggressione a dei turisti

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scontri tra ultras Lazio-Real Sociedad: 9 feriti prima della sfida di Europa League

Una ventina di ultras romanisti sono stati fermati per l’aggressione a dei turisti svedesi

Si è conclusa l’indagine della digos la quale ha fermato e riconosciuto una ventina di ultras romanisti che in data 3 Aprile 2016 hanno aggredito un gruppo di turisti svedesi in un pub delle  capitale. A scatenare la furia sarebbero state delle maglie biancocesti indossate proprio dagli svedesi che stavano consumando nell’area all’aperto del locale.

La prognosi di uno dei turisti era stata di dieci giorni il quale ha ricevuto una coltellata su un gluteo e fu preso ripetutamente colpito con un casco da motocicletta.

La digos ha riconosciuto tutti i membri degli aggressori condannandoli al Daspo. Nelle perquisizioni avvenute sono stati sequestrati diversi coltelli, mazze ed adesivi con volantini.

Come può un pallone provocare tutto questo odio quando i problemi in Italia sono ben altri?

Come ci si può definire Ultras quando si compiono certe gesta?



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Aspettando il derby, Totti: “Con il massimo rispetto vogliamo distruggere la Lazio e vendicare la sconfitta in Coppa Italia”

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Immagine che simboleggia la scelta di un giovane Francesco Totti tra giocare per la Roma o per la Lazio. Fonti e contenuti correlati

Il capitano giallorosso incoronato ottavo re di Roma in occasione del lancio dei nuovi scarpini ha glissato sul futuro ma spronato la squadra, in vista di quello che potrebbe essere l’ultimo derby della sua carriera: “Serve una rivincita della Coppa Italia con i biancocelesti, il ricordo più bello della stracittadina è il 5-1 del 2002”.

Intervistato da Pierluigi Pardo, Totti si è soffermato soprattutto sul derby (forse l’ultimo?): ““Il derby è sempre una gara diversa da tutte le altre, vuoi sempre distruggere sul campo l’avversario – si legge da Calciomercato.com –. Sappiamo com’è finito l’ultimo derby, vogliamo la rivincita. Massimo rispetto per la Lazio, anche perché ho tanti amici dell’altra sponda della capitale, però in campo si dà sempre il 101%”. 

 



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Le parole dei protagonisti: Keita “Felicissimo per la tripletta, ne ho tenuto uno per il derby”, Crecco “Aspettavo questo gol da tanti anni”

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Diamo ora spazio alle parole dei protagonisti dell’ottimo vittoria per 6-2 maturata all’Olimpico dai ragazzi di Inzaghi.

KEITA: ” E’ la mia prima tripletta, un bel ricordo. Ma soprattutto si tratta di una bella vittoria, anche contro il Genoa meritavamo di vincere. Oggi abbiamo fatto una grande gara. Il rigore me l’ha fatto battere Biglia? Sì, Lucas è generoso. Ha visto il mio sguardo e mi ha detto di tirarlo. Siamo scesi in campo cattivi e concentrati come sempre, siamo stati anche fortunati ed abbiamo vinto la partita. Noi guardiamo noi stessi e siamo contenti per la vittoria. Futuro? No, io parlo con Inzaghi per le questioni tattiche di campo e riguardo cosa devo fare nel terreno di gioco. Null’altro”.  

DE VRIJ:” E’ la mia prima tripletta, un bel ricordo. Ma soprattutto si tratta di una bella vittoria, anche contro il Genoa meritavamo di vincere. Oggi abbiamo fatto una grande gara. Il rigore me l’ha fatto battere Biglia? Sì, Lucas è generoso. Ha visto il mio sguardo e mi ha detto di tirarlo. Siamo scesi in campo cattivi e concentrati come sempre, siamo stati anche fortunati ed abbiamo vinto la partita. Noi guardiamo noi stessi e siamo contenti per la vittoria. Futuro? No, io parlo con Inzaghi per le questioni tattiche di campo e riguardo cosa devo fare nel terreno di gioco. Null’altro”.  

CRECCO: ” Per me è una gioia immensa. Questo gol lo aspettavo da tre anni. L’ho trovato con la maglia della Lazio e non poteva esserci giornata migliore. Ho vissuto un momento difficile, ora sono contento di essere qui e aver sfruttato quest’occasione che mi ha dato il mister. Ci siamo allenati bene in settimana e abbiamo risposto benissimo sul campo. Volevamo questa vittoria e continueremo così. Abbiamo allungato sulle milanesi e speriamo di fare grandi cose anche nel derby. Ci godiamo questo momento: lavoreremo al meglio con tutta la squadra e arriveremo al derby in modo positivo. Il gol? Ho pensato solo ad esultare, sono contentissimo. C’erano anche la mia famiglia e gli amici in tribuna, dedico il gol ai miei genitori. Il derby? Spero di portare di nuovo fortuna a questa squadra. Vorrei rimanere, se c’è spazio il mio desiderio è restare fino a quando vorrà la società”.





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Lazio-Palermo, la cronaca della partita

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La Lazio dilaga alľOlimpico con una fantastica vittoria, facendone 6 ad un Palermo inesistente e già rassegnato alla serie B. La Lazio comincia la partita con poca concentrazione e perde qualche pallone a centrocampo, tuttavia la difesa non si fa sorprendere. Dopo solo 7 minuti Immobile supera Posavec con un bel colpo di testa, Lazio in vantaggio. 2 minuti dopo arriva il raddoppio della Lazio, sempre Ciro Immobile che sigla la sua doppietta personale. A rafforzare ulteriormente il vantaggio ci pensa Keita, che al 21′, con il fisico, si porta davanti al portire rosa-nero, spiazzandolo di netto. Dopo 3 minuti, Morganella atterra vistosamente Keita in piena area di rigore, il capitano Lucas Biglia lascia andare sul dischetto il senegalese, che non sbaglia, la Lazio cala il poker. Passano 2 minuti e Ciro Immobile serve un assist fantastico di tacco per Keita Balde che con un pallonetto non sbaglia e spiazza Posavec. Il Palermo nel secondo tempo accorcia le distanze con due distrazioni clamorose da parte della difesa biancoceleste, la doppietta di Rispoli rende la sconfitta dei rosa-nero un po’ meno amara. Al 90′ il subentrato Luca Crecco sigla il suo primo gol in serie A, con un tap-in che brucia il povero Posavec.

 





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Lazio Palermo: le pagelle

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Una partita scontata gia` prima del fischio finale quella tra Lazio e Palermo; e infatti si e` chiusa in goleada con la squadra di Inzaghi che chiude con un tennistico 6-2.
Partita senza storia,chiusa gia` nei primi 25 minuti con un 5 a 0; nel secondp tempo prevedibile rilassamento della Lazio che subisce due gol di Rispoli causati da 2 errori difensivi.
La chiude il giovane Crecco con il 6-2 finale.
Una vittoria importante sopratutto vedendo i risultati delle dirette concorrenti all’Europa League: il Milan perde in casa con l’Empoli e l’Inter perde a Firenze.
Adesso la distanza dal sesto posto e` di 6 punti(Milan),8dal settimo posto(Inter) e 9 dall’ottavo(Fiorentina).
Insomma la Lazio e` con un piede alla fase a gironi senza preliminari dell’Europa League.
Vediamo insieme i voti della Lazio:

STRAKOSHA 5,5: il secondo gol del Palermo e` per colpa sua,per il resto normale amministrazione.

WALLACE 6,5:buona prestazione del brasiliano che chiude bene nelle poche incursioni offensive del Palermo.

DEVRIJ 7: un muro,non passa nessuno dalle sue parti.

HOEDT 6: si meritava di piu`,ma sul secondo gol del Palermo meta` della colpa e` la sua

BIGLIA 7,5: un gigante in mezzo al campo; recupera palloni e propone gioco.

PAROLO 6,5: la solita prestazione corsa e grinta;Inzaghi gli risparmia il secondo tempo perche` diffidato.

MILINKOVIC 6,5: primo tempo di qualita` impreziosito con l’assist del secondo gol di Immobile; nel secomdo tempo si spegne un poco.

LULIC 7: corsa e cross,il treno Lulic oggi e’ andato fortissimo

ANDERSON 5: il peggiore: anche Morganella lo fermz dal primo al novantesimo,atteggiamento come sempre senza grinta e cattiveria.

KEITA 9: prima tripletta in carriera,che dire di piu`.

IMMOBILE 7,5: altra doppietta per lui che gli fanno superare quota 20 gol in campionato

LUKAKU 6: entra per Parolo all’inizio del secondo tempo,una partita senza infamia e senz lode

CRECCO 7,5: anche per il giovane Luca la soddisfazione del primo gol in serie a.

LOMBARDI SV.




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Serie A, 33a giornata del 22 Aprile: la programmazione di Rai, Sky e Mediaset Premium

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Dopo la settimana europea, si apre questa sera la 33a giornata del Campionato di Serie A con gli anticipi Atalanta-Bologna, in programma alle ore 18.00, e Fiorentina-Inter, in programma alle ore 20.45; la prima gara sarà visibile in diretta esclusiva su Sky, mentre la seconda sarà visibile in diretta sia su Sky sia su Mediaset Premium, che trasmetterà anche un ampio pre e post partita delle due gare, quest’ultimo visibile anche in chiaro sulla Rai. Vediamo dunque la programmazione che la Rai riserva ai telespettatori e che Sky e Mediaset Premium riservano ai loro abbonati:


PROGRAMMAZIONE RAI:

Sabato 22 Aprile 2017:

Ore 22.40 Calcio Champagne in diretta su Rai 2 e Rai 2 HD:
Conduce: Marco Lollobrigida
In studio: Eraldo Pecci, Luca Antonini, Maurizio Felugo
In collegamento: Katia Serra, Mario Sconcerti, Angelo Oliveto (da Bergamo), Cristiano Piccinelli e Sara Meini (da Firenze)
In redazione: Alda Angrisani, Federico Calcagno (Highlights Atalanta-Bologna) e Marco Civoli (Highlights Fiorentina-Inter)


PROGRAMMAZIONE SKY:

Sabato 22 Aprile 2017:

Ore 17.00 Sky Calcio Live in diretta su Sky SuperCalcio, Sky SuperCalcio HD, Sky Calcio 1 e Sky Calcio 1 HD:
Conduce: Marco Cattaneo
In studio: Daniele Adani e Luca Marchegiani

Ore 17.50 Atalanta-Bologna in diretta esclusiva su Sky SuperCalcio, Sky SuperCalcio HD, Sky Calcio 1 e Sky Calcio 1 HD:
Telecronaca: Andrea Marinozzi
Commento Tecnico: Giancarlo Marocchi
Bordocampo e interviste: Vanessa Leonardi

Ore 19.45 Sky Calcio Live in diretta su Sky Sport 1, Sky Sport 1 HD, Sky Sport 1 Super HD, Sky SuperCalcio, Sky SuperCalcio HD (dalle 20.00), Sky Calcio 1 e Sky Calcio 1 HD (dalle 20.00):
Conduce: Marco Cattaneo
In studio: Daniele Adani e Luca Marchegiani

Ore 20.35 Fiorentina-Inter in diretta su Sky Sport 1, Sky Sport 1 HD, Sky Sport 1 Super HD, Sky SuperCalcio, Sky SuperCalcio HD, Sky Calcio 1 e Sky Calcio 1 HD:
Telecronaca: Fabio Caressa
Commento Tecnico: Giuseppe Bergomi
Bordocampo e interviste: Matteo Barzaghi e Andrea Paventi

Ore 22.45 Sky Calcio Live in diretta su Sky Sport 1, Sky Sport 1 HD, Sky Sport 1 Super HD, Sky Calcio 1 e Sky Calcio 1 HD:
Conduce: Marco Cattaneo
In studio: Daniele Adani e Luca Marchegiani


PROGRAMMAZIONE MEDIASET PREMIUM:

Sabato 22 Aprile 2017:

Ore 19.30 Premium Serie A Live in diretta su Premium Sport e Premium Sport HD:
Conduce: Mikaela Calcagno
In studio: Giovanni Galli, Riccardo Ferri, Graziano Cesari (alla Moviola) e Monica Bertini (ai Social)
In redazione: Daniele Miceli (Highlights Atalanta-Bologna)

Ore 20.35 Fiorentina-Inter in diretta su Premium Sport e Premium Sport HD:
Telecronaca: Sandro Piccinini
Commento Tecnico: Roberto Cravero
Bordocampo e interviste: Claudio Raimondi e Marco Barzaghi
Secondo flusso audio: Christian Recalcati (Telecronaca Inter)
In redazione: Claudio Stefanizzi (Highlights)

Ore 22.45 Premium Serie A Live in diretta su Premium Sport e Premium Sport HD:
Conduce: Mikaela Calcagno
In studio: Giovanni Galli, Riccardo Ferri, Graziano Cesari (alla Moviola) e Monica Bertini (ai Social)
In redazione: Daniele Miceli (Highlights Atalanta-Bologna)


Fonte: “www.digital-news.it”



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Un occhio al mercato: dalle cessioni ai possibili acquisti

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Sarà certamente un’ estate movimentata quella del mercato biancoceleste. Caldi sono i nomi del mercato in uscita, su tutti quelli di De Vrij e Keita, mentre sono in via di sviluppo le piste che riguardano quello in entrata. Bisogna muoversi per tempo e oculatamente, dal momento che squadre che adesso sono dietro i capitolini, non rimarranno certo a guardare, soprattutto ora che sono arrivati grandi investitori (per quanto riguarda Milan e Inter).

CAPITOLO CESSIONI: si è ormai rafforzata la certezza che Keita e De Vrij, in scadenza nel 2018, non rinnoveranno. Due perdite importanti ma che possono assicurare un tesoretto alla Lazio in vista degli acquisti che andranno a sostituirli. Tesoretto che si amplia se si pensa alle possibili cessioni di giocatori in prestito come Mauricio, il cui futuro è molto probabilmente in Russia, Berisha, si trova bene a Bergamo e potrebbe essere utilizzato come pedina di scambio, e infine Cataldi, non in cima alla lista di Inzaghi, il cui futuro però è ancora molto incerto. Monetizzando queste tre cessioni, la cifra si aggira intorno ai 10-15 milioni. Rientreranno con ogni probabilità Kishna, utilizzato pochissimo a Lille, e Morrison, l’inglese ha continuato il trend che lo ha contraddistino negli anni di permanenza nella capitale, infatti in 9 nove partite non è stato convocato.

MERCATO IN ENTRATA: Dopo le certezze dei rinnovi di Lombardi, Murgia e soprattutto Milinkovic (pedina chiave dello scacchiere di mister Inzaghi) e dopo un mercato invernale non certo entusiasmante, la Lazio deve cominciare a pensare ad un progetto ben definito per non sprecare quanto di buono fatto in questa ottima annata. Urge un portiere affidabile e di esperienza che possa essere affiancato a Strakosha, ed il nome più caldo fino ad ora è quello di Mattia Perin, anche se le sue precarie condizioni fisiche non sono un’ ottima garanzia. I nomi che giungono in queste fasi di preparazione al mercato sono per lo più per quanto riguarda il fronte offensivo. Negli ultimi giorni pare essersi aperta la pista che porta a Enes Unal, attaccante del Manchester City in prestito al Twente, valutato circa 10 milioni di euro dalla società inglese. Mentre dal Palmeiras pare che Tare abbia gli occhi puntati sulla giovane ala Roger Guedes, classe ’96, sul quale è però vivo l’interesse dell’Anderlecht. Poco chiaro è anche il futuro di Lucas Biglia, la firma sembrava imminente ma ancora una volta è stata rimandata, e il sostituto numero uno è l’attuale capitano dell’Ajax, Klaseen. Lotito e Tare stanno valutando su una base di 13-15 milioni, ma è necessario muoversi in fretta, prima che si scateni un’ asta estiva sul giocatore olandese, infatti anche Schalke 04 e Villareal hanno cominciato ad interessarsi al giocatore.

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Attentato Borussia, non è terrorismo orientale, arrestato l’attentatore. I motivi del gesto

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Attentato al Borussia, arrestato l’attentatore, non è Isis

L’edizione odierna della Repubblica ha riportato sulla sua testata giornalistica la notizia tanto attesa nel mondo del calcio. L’attentato dell’11 Aprile che ha coinvolto il Bus del Borussia nelle tre esplosioni.

Non c’è la mano islamica ma di uno psicopatico che ha giocato al ribasso nelle azioni della squadra. Il ragazzo di 28 anni ha acquistato un pacchetto d’azioni del valore di 78.000€ che in caso di ribasso in borsa ho addirittura in caso di morte di un giocatore della squadra avrebbe guadagnato più di 3 milioni di euro giocando al ribasso in borsa.

La polizia tedesca ha confermato l’arresto dell’attentatore che ha origini per metà tedesche e metà russe. Ora si cercano i 3 complici che avrebbero dato una mano  nel compiere il gesto.



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Serie A, 32a giornata: la Moviola

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Ecco la Moviola completa della 32a giornata di Serie A:

PESCARA-JUVENTUS (DI BELLO) : giusto il giallo a Muntari per fallo su Dybala; manca il secondo giallo e quindi il rosso a Muntari per un altro fallo su Dybala; giusto il giallo a Coulibaly per fallo su Asamoah; manca il secondo giallo e quindi il rosso a Coulibaly per fallo su Mandzukic
GENOA-LAZIO (MARESCA) : manca un netto calcio di rigore alla Lazio quando Burdisso affossa in area Parolo negandogli una chiara occasione da rete con un intervento anche disonesto, quindi Burdisso avrebbe meritato anche il rosso diretto; manca un altro calcio di rigore alla Lazio per fallo di Burdisso su Keita in area; non c’era il calcio di rigore assegnato alla Lazio perché sul tiro di Anderson il movimento del braccio di Burdisso è congruo al movimento del corpo ed è involontario, anche perché il pallone rimbalza prima sulla gamba, regolare l’esecuzione del rigore; manca un calcio di punizione al Genoa quando Keita trattiene Laxalt, subito dopo manca un netto calcio di rigore alla Lazio quando Laxalt affossa Keita, l’addizionale avrebbe dovuto aiutare Maresca ma non lo ha fatto, a causa di questo episodio viene allontanato Inzaghi per proteste; giusto l’allontanamento di Juric per proteste
FIORENTINA-EMPOLI (MAZZOLENI) : manca un calcio di rigore alla Fiorentina quando Buchel respinge col braccio alto un tiro di Saponara, l’addizionale Calvarese avrebbe potuto aiutare Mazzoleni ma non lo ha fatto; era da annullare la rete di El Kaddouri perché sul suo passaggio precedente per Thiam, quest’ultimo è in fuorigioco; era da annullare anche la rete di Tello perché Valero, che gli servirà l’assist, è in fuorigioco al momento del passaggio di Ilicic per lui; giusto annullare la rete di Kalinic, in fuorigioco al momento dell’assist; non c’era il calcio di rigore assegnato all’Empoli perché Valero pianta il piede sul terreno di gioco ed è Pucciarelli a colpirlo con un calcio nel tentativo di tirare, regolare l’esecuzione del rigore
NAPOLI-UDINESE (MASSA) : manca un calcio di punizione al Napoli quando Heurtaux trattiene la maglia di Mertens, Heurtaux avrebbe meritato anche il giallo; la rete di Allan nasce da un fallo non fischiato di Mertens su Badu; manca un calcio di rigore all’Udinese quando Koulibaly colpisce con un’ancata Zapata in area, l’addizionale Rizzoli avrebbe potuto aiutare Massa ma non lo ha fatto; non c’era il fuorigioco segnalato a Zapata perché il pallone gli viene servito da Strinic, non da Perica
PALERMO-BOLOGNA (BANTI) : giusto il rosso diretto a Pulgar per ingiurie
ROMA-ATALANTA (GIACOMELLI) : nessun episodio da moviola
TORINO-CROTONE (DOVERI) : non c’era il calcio di rigore assegnato al Torino perché è Belotti che commette fallo su Ceccherini e non il contrario, regolare l’esecuzione del rigore; rischia il rosso Lopez che schizza con la borraccia Doveri, che però essendo girato non poteva essere sicuro che Lopez voles
SASSUOLO-SAMPDORIA (PAIRETTO) : regolare la rete di Schick, che tocca il pallone con la mano ma è un tocco involontario atto a ripararsi dal tiro di Silvestre
INTER-MILAN (ORSATO) : regolare la rete di Candreva, tenuto in gioco da De Sciglio al momento dell’assist di Gagliardini; duro il comportamento di Orsato con Icardi che chiede un’ammonizione; manca un calcio di punizione al Milan per fallo di D’Ambrosio su Deulofeu; manca un calcio di punizione all’Inter quando Bacca toglie il pallone dalle mani di Handanovic che lo avevano agguantato; giusto lasciar proseguire sul fallo di Lapadula su D’Ambrosio perché il pallone resta giocabile per l’Inter e quindi ci puo stare il vantaggio; giusto l’allungamento di recupero da parte di Orsato, perché dall’inizio del recupero si perde altro tempo per una sostituzione e per proteste dopo un fallo
CAGLIARI-CHIEVO (MANGANIELLO) : nessun episodio da moviola



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Personaggi storici SS Lazio: Miro Klose, il “Panzer”

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Miroslav Josef Klose nasce a Opole, in Polonia, il 9 giugno del 1978, figlio di Josef Klose, ex attaccante che militò in Ligue 1 e Barbara Jez, ex giocatrice di pallamano. A soli 8 anni, nel 1986, si trasferisce con la famiglia in Germania, nel paesino di Kusel, dove fin da subito entra a far parte delle giovanili della squadra locale, lo SG Blaubach-Diedelkopf, club nel quale il giovane Klose rimarrà per ben 12 anni, fino al 1998, anno in cui si trasferirà all’Homburg, squadra militante nei campionati regionali tedeschi. Dopo due stagioni con la maglia dell’Homburg, viene prelevato dal Kaiserslautern, che dopo averlo testato con ottimi risultati nella squadra riserve per una stagione, decide di dargli un’opportunità in Bundesliga a partire dalla stagione 1999-2000, nella quale l’attaccante sigla 13 gol tra campionato, coppa nazionale e coppa Uefa e conquista la prima convocazione nella nazionale tedesca. Nelle successive tre annate con la maglia del K’lautern mette a segno la bellezza di 41 reti, che gli valgono il forte interessamento del Werder Brema nell’estate del 2004, appena dopo che i biancoverdi erano riusciti nell’impresa di vincere la Bundesliga (edizione 2003-2004).

Viene quindi ingaggiato dal Werder, che per portarlo tra le proprie fila sborsa alla sua ex squadra 5 mln di euro. Nella prima stagione a Brema Klose mette a segno 15 reti in campionato ed esordisce in Champions League, timbrando il cartellino nella competizione europea in due occasioni. L’anno dopo il Werder finisce il campionato al terzo posto in classifica grazie soprattutto ai gol di Klose, che con sole 26 presenze stagionali si laurea capocannoniere della Bundesliga con 25 reti e il miglior assistman della competizione, con 16 assist totali. In generale (campionato, coppe, nazionale) la stagione 2005-2006 sarà la migliore di tutte per Klose dal punto di vista realizzativo: i gol segnati dall’attaccante nell’arco dell’anno calcistico saranno ben 42.

Dopo il Mondiale 2006 giocato in casa e concluso al terzo posto dalla Germania, per Klose giungono parecchie offerte dai top club europei, ma il Werder riesce a trattenere il suo gioiello rispedendole tutte ai rispettivi mittenti. Dopo un altro anno a Brema, culminato con un nuovo terzo posto in Bundesliga (che garantiva l’accesso ai gironi di Champions League) e la vittoria contro il Bayern in finale della Coppa di Lega Tedesca, l’attaccante viene ceduto proprio ai bavaresi del Bayern per 15 mln di euro, con i quali firma un contratto quadriennale.

Il primo anno in Bavaria si conclude per Klose con un bottino di 21 gol realizzati, fondamentali per il triplo successo finale della squadra in Bundesliga, in Coppa di Germania e nell’ultima edizione della Coppa di Lega Tedesca, decisa proprio da un gol di Klose nella finale contro lo Shalke 04, terminata col punteggio di 1-0. La stagione 2008-09 è invece una delle più sfortunate per la squadra di Monaco, che non porta a casa nemmeno un trofeo. Nonostante ciò Klose, con 7 reti, diventa il vice-capocannoniere della Champions League di quell’anno e con 20 gol totali risulta il miglior marcatore dei bavaresi in tutte le competizioni. A partire dall’anno successivo per il “Panzer” comincia il momento più buio della carriera: dapprima una serie di infortuni lo tengono fuori dai campi per diversi mesi, poi la sconfitta in finale di Champions League contro l’Inter per 2-0 e successivamente, nella stagione 2010-11, la perdita del posto da titolare a favore di Thomas Muller e Mario Gomez, A maggio 2011 decide quindi di non rinnovare il contratto con il Bayern, la cui scadenza era fissata per il giugno dello stesso anno. Saluta quindi la squadra bavarese dopo 4 stagioni, nelle quali ha totalizzato 150 presenze e 53 reti complessive, conquistando una Coppa di Lega, due campionati, due coppe di Germania e una supercoppa tedesca.

Il 9 giugno dello stesso anno annuncia di aver firmato un contratto biennale con la Lazio; con la squadra biancoceleste si sbloccherà subito alla prima gara di campionato della stagione 2011-12 contro il Milan a San Siro. Si ripete il 16 ottobre con un gol, che dopo soli due mesi di permanenza a Roma, lo fa entrare nella storia della Lazio: al minuto 93, sul risultato fisso sull’1-1, imbucato da Matuzalem, trova la reta che fa impazzire di gioia i tifosi biancocelesti, che non assistevano a una vittoria dei propri beniamini da ben 5 stracittadine. Conclude la prima stagione in biancoceleste con 15 reti complessive tra campionato ed Europa League.

Nella stagione successiva, alla quarta giornata, segna un gol con la mano nella delicata sfida contro il Napoli, ma subito ravvisa l’accaduto all’arbitro Banti, che annulla la marcatura; il gesto verrà poi elogiato dalla FIFA come grande esempio di fair play. A gennaio è costretto a uno stop di due mesi per un infortunio al ginocchio, che viene smaltito nel migliore dei modi, come dimostra la cinquina rifilata al Bologna (l’ultimo in Serie A a fare 5 gol nella stessa partita era stato Pruzzo). Intanto in Coppa Italia si sono disputate le semifinali, che sanciscono il passaggio del turno di Roma e Lazio rispettivamente sull’Inter e sulla Juventus. Sarà quindi un derby storico, nel quale le due romane si giocano, oltre alla partita, la supremazia cittadina, un trofeo, la qualificazione all’Europa League per l’anno dopo e la possibilità di prendersi un nuovo trofeo (la Supercoppa contro la Juventus). Il 26 maggio va in scena a partire dalle 18 una delle partite più importanti per il calcio romano: la pressione è alle stelle e in campo si fatica a costruire bel gioco, la paura di sbagliare è tanta ma al 71° un cross deviato da Lobont giunge sui piedi di Lulic, che deve solo spingerla dentro e regala la vittoria alla squadra biancoceleste. Per Klose la stagione termina con 16 reti all’attivo.

L’anno dopo parte con la brutta sconfitta in Supercoppa contro la Juve, che con il risultato di 4-0 si aggiudica il trofeo. Dopo la vittoria in Coppa il mister Petkovic non sembra avere più in mano le redini della squadra, che a metà stagione passa sotto una nuova gestione Reja, il quale non riesce comunque a condurla oltre il 9° posto stagionale. Klose, assillato da una serie di problemi fisici, mette a segno solo 8 reti in stagione.

L’anno successivo si apre quindi con la mancata qualificazione alle coppe europee e con l’arrivo di Pioli sulla panchina delle aquile. La stagione non parte con i migliori auspici, ma a partire dal novembre 2015 la compagine biancoceleste comincia a guadagnare punti sulle prime della classe, illuminata dai colpi di Felipe Anderson, vera sorpresa della grande annata biancoceleste. A maggio arriva la deludente sconfitta in finale di Coppa Italia contro la Juventus, che si impone all’Olimpico per 2-1. Pochi giorni dopo, la Lazio va a Napoli a giocarsi il 3° posto: siamo all’ultima giornata e gli ospiti hanno due risultati utili su tre e riescono ad andare a riposo sullo 0-2. Ma il secondo tempo parte con tutto un altro spirito: il Napoli è indiavolato e trova in poco tempo il 2-2, con annessa espulsione a Parolo. Poco dopo su un fallo di Lulic al limite viene concesso il rigore ai padroni di casa, che incredibilmente, con il loro trascinatore Higuain, sprecano un’occasione d’oro. Successivamente Ghoulam va a fare compagnia a Parolo, prendendosi il rosso e ristabilendo la parità numerica. All’85° il neo entrato Onazi beffa il Napoli facendo impazzire la panchina biancoceleste e portando il risultato sul 2-3. L’ennesimo gol di Klose chiude la partita sul 2-4 e porta i biancocelesti ai preliminari di Champions League. E’ il suo 16° gol stagionale.

La stagione 2015-16 si apre con una doppia e bruciante sconfitta contro la Juventus in Supercoppa e con il Bayer Leverkusen nei preliminari di Champions, che graveranno sui risultati di tutta l’annata, culminata con l’esonero di Pioli, sostituito da Simone Inzaghi, alla prima esperienza da allenatore nel calcio che conta. Intanto il contratto di Klose è in scadenza e la società non riesce a trovare un accordo per il rinnovo; è così che nella sua ultima partita con la maglia biancoceleste, Lazio-Fiorentina del 15 maggio, si decide di celebrare il “Klose Day”, match durante il quale il tedesco saluta i suoi tifosi, che sono rimasti accanto a lui per 5 anni. Durante la sfida, terminata sul punteggio di 2-4, il Panzer trova anche una rete, l’ultima da professionista. Il 1° novembre 2016, dopo aver rifiutato varie offerte, soprattutto in MLS, diventa ufficialmente il collaboratore tecnico della nazionale tedesca agli ordini di Joachim Low.

Ma in carriera il Panzer non viene ricordato solo per le sue prestazioni a livello di club, infatti è stato uno dei migliori attaccanti che la nazionale tedesca abbia  mai avuto, secondo per presenze solo a Lothar Matthaus e primo per quanto riguarda le marcature, 71 in incontri ufficiali. Con 16 reti complessive è anche il miglior marcatore di sempre nella storia dei Mondiali. Altro dato interessante è la straordinaria coincidenza tra i risultati conquistati dalla Germania nelle partite in cui Klose ha timbrato il cartellino: infatti nelle occasioni in cui il bomber è andato a rete la sua nazionale non ha mai perso.

Il cammino di Klose con la maglia tedesca comincia nel lontano 2001, quando ancora militava al Kaiserslautern. All’esordio contro l’Albania segna subito il gol vittoria, pur essendo subentrato a 15 dalla fine. Pochi mesi dopo mette a segno la sua prima tripletta in nazionale, nella sfida contro Israele. Nei Mondiali del 2002 raggiunge la finale, persa contro il Brasile, laureandosi sia vice-campione sia vice-capocannoniere, con 5 gol in 7 presenze, alle spalle di Ronaldo. All’Europeo 2004 gioca solo due spezzoni di gara visto che era reduce da un infortunio. Ai Mondiali del 2006, disputati proprio in Germania e che noi italiani ricorderemo piuttosto bene, giunge con la sua squadra al terzo gradino del podio, laureandosi però, sempre con 5 reti all’attivo, il miglior marcatore della competizione. Agli Europei del 2008 la nazionale tedesca sfiora nuovamente la vittoria finale, uscendo sconfitta nell’ultimo atto contro la Spagna. Per Klose le marcature durante il torneo sono 2. Ai Mondiali di Sudafrica del 2010 sono 4 le reti del Panzer, reti vanificate dalla grande prestazione della Spagna, che in semifinale batte nuovamente la Germania, la quale si prende la soddisfazione di centrare comunque il podio, sconfiggendo l’Uruguay nella finalina.

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A causa di un infortunio, negli Europei del 2012 fa la sua prima apparizione ai quarti di finale contro la Grecia, siglando un gol. La Germania viene nuovamente eliminata in semifinale, questa volta dall’Italia, che però in finale trova una Spagna troppo più forte. Il piazzamento della Germania sarà un nuovo terzo posto. Ai mondiali del 2014 la musica per la Germania è completamente diversa: vittoria all’esordio contro il Ghana proprio con un gol di Klose, che si ripete in semifinale, nella storica vittoria tedesca sul Brasile per 7-1, diventando così il più prolifico marcatore di tutti i tempi nella storia dei Mondiali, con 16 reti. In finale viene sostituito da Mario Gotze, che ai tempi supplementari riuscirà a beffare l’Argentina, regalando alla Germania una storica vittoria, sfiorata in molte edizioni precedenti. E’ in questo momento che decide di chiudere la sua esperienza di calciatore con la Germania, venendo premiato nel settembre dello stesso anno, insieme a Lahm e Mertesaker per il grande contributo fornito alla nazionale tedesca.

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Cataldi risponde alle polemiche

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u21 cataldi

Danilo Cataldi risponde alle polemiche di Genova

Dopo il comunicato della curva nord, arriva la risposta del diretto interessato. Danilo Cataldi ha pubblicato il suo pensiero personale dell’accaduto sul suo profilo ufficiale:

La Lazio per me non è e non sarà mai un semplice club. È una famiglia, una casa nel mio cuore in cui sono entrato quando avevo 12 anni. E non dimenticheró mai ogni momento vissuto con il biancoceleste addosso e con l’aquila sul petto. Grazie alla Lazio, da bambino sono diventato uomo. E soprattutto professionista. La carriera di un calciatore è anche questo, sono orgoglioso dell’opportunità di giocare nel Genoa che ha creduto in me, di proseguire il mio percorso di crescita in una società così importante. Oggi, Cataldi dà l’anima per il Genoa come ha sempre fatto e se ci sara la possibilita continuera a fare per la Lazio.Senza voler mancare di rispetto a nessuno sia da parte mia che della mia futura moglie,che come giusto che sia,tifa e tiferà sempre la maglia che indosso. Questo è il mio percorso, con la testa al Genoa; come da sempre e per sempre grato e legato ai colori biancocelesti.
Un abbraccio a tutti!
Danilo

I tifosi non gli credono

Una dichiarazione d’amore che molti tifosi non hanno accettato in quanto come un calciatore che è di proprietà biancoceleste ma in prestito a Genoa esulti proprio ad un gol rifilato alla sua squadra nativa.

Le spiegazioni più vicine a quel gesto possono essere che un ragazzo giovane sia approdato in una squadra che è in difficoltà e da professionista abbia esultato perchè da contratto è un giocatore del Genoa. Dall’altro lato della medaglia però c’è la divisa dell’ex che in una regola non scritta, che si chiama razionalità nella situazione, non si esulta od almeno si limita l’esultanza verso la sua ex squadra specialmente se sei nato e cresciuto nel suo vivaio lanciandoti nel calcio dei professionisti.

 



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Terry lascia il Chelsea, Conte lo limita.

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Jonh Terry, addio al Chelsea dopo 22 anni

Storico addio quello di Jonh Terry che dopo 22 anni di Chelsea, annuncia il suo addio. Un addio non al calcio giocato ma alla sua squadra che ultimamente non riesce a trovare spazio. Un trascorso pieno di gioie e trofei ma quel neo del 2008 dove il capitano dei Blues scivolò sul calcio di rigore che vale la Champions al Manchester United. Coppa poi vinta 4 anni dopo.

A dare la notizia è stato anche lo stesso club che ha pubblicato il comunicato sulla sua pagina ufficiale Facebook.

“Dopo 22 anni c’è tanto da dire e così tante persone da ringraziare: dagli allenatori, ai compagni di squadra, ai tifosi che mi hanno sostenuto in questi anni. Non potrò mai farlo abbastanza. Sul mio futuro deciderò quando sarà il momento, ma ho pensato fosse il momento giusto per me di lasciare. Sento di avere ancora molto da offrire in campo, ma capisco che le chance qui al Chelsea saranno limitate per me. Voglio ancora giocare, così cercherò una nuova sfida”



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Curva Nord-Cataldi è rottura!

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Lazio-Twente, al via la vendita dei biglietti per la trasferta di Europa League

Comunicato della Curva Nord contro Danilo Cataldi

La Curva Nord ha emesso un comunicato duro ed amaro contro il giocatore laziale che attualmente è in prestito al Genoa. La sua accusa è quella di aver palesemente esultato al gol di Pandev nell’ultima partita giocata contro la sua ex squadra e quest’ultimo è stato colto dai microfoni con delle frasi ingiuriose contro i biancocelesti. Ma macedone a parte, il giovane Danilo non ha retto le sue emozioni tantoche sui social arrivano insulti e frasi del tipo :” si sapeva che era romanista”.

Il Comunicato della Curva Nord

“Caro Danilo, compimenti per il tuo fantastico atteggiamento tenuto da te e dalla tua futura moglie al gol di un giocatore che ci infanga e ci disprezza da anni. Riteniamo che sia un insulto alla Lazio e ai suoi tifosi, da una persona, come te, che si è sempre dichiarata laziale. Ti auguriamo una lunga permanenza a Genova perché ora, nella Lazio, per uno come te non c’è più posto. Arrivederci e grazie“.



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Genoa Lazio: le pagelle

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Una partita per i non malati di cuore questa Genoa Lazio dove,l’insospettabile Luis Alberto, regala il pareggio ad una Lazio sotto ritmo e penalizzata da un’arbitraggio al limite del grottesco.
La squadra di Inzaghi comunque e apparsa molto stanca e senza idee,incapace a tratti di imporre il suo gioco e sottotono negli uomini chiave.
La salva,come detto,Luis Alberto che regala almeno un punto a questa Lazio.
Felipe Anderson,Immobile e Milinkovic molto sottotono oggi.
Infine un Maresca e i suoi compari assistenti al limite dell’ufficio inchieste; incapaci di vedere 2 rigori netti(menomale ne ha visto 1)
Per l’europa league rimane tutto come prima,grazie ai pareggi di tutte le squadre in lizza.
Vediamo insieme i voti della Lazio:

STRAKOSHA 6: e’ una media; maluccio sul gol di Pandev ma salva il risultato al 96′ sullo stesso Pandev.

BASTA 5: Laxalt gli fa’ ballare la rumba,molto molto male.

DEVRIJ 6,5: forse l’unico a salvarsi del reparto difensivo,buona prova.

HOEDT 5: prima si perde Simeone sul primo gol,poi non fa` la diagonale sul gol di Pandev.

RADU 5: scivola solo finche` e in campo: Fantasma.

BIGLIA 6: segna il rigore e tutto sommato si porta a casa la pagnotta; forse troppi passaggi sbagliati ma gli altri erano fermi.

PAROLO 6: e` uscito con la maschera dell’ossigeno il povero Marco,come sempre corsa e grinta.

MILINKOVIC 5: oggi non bene,forse rilassato dal rinnovo di contratto,oggi molto lento e impacciato.

KEITA 6: forse non sempre incisivo,ma il cambia di passo in questa squadra e` solo il suo.

ANDERSON 4,5: una fantasma,quando non fa` l’assist il giocatore risulta nullo; non supera un avversario in dribbling dal 1996.

IMMOBILE 5: oggi anche lui nella giornata spettrale della Lazio; Ciro e` molto stanco.

LOMBARDI 6: il ragazzo ha la criptonite nel sangue,entra sempre con la giusta motivazione e grinta; peccato oggi per il gol mangiato.

LUKAKU 5: entra e non capisce che non e un attaccante ma un difensore,si perde Pandev al 96′ e solo Strakosha lo salva.

LUIS ALBERTO 7: mai ci potevamo aspettare un portagonista come lo spagnolo.Salva la partita con il suo gol in pieno recupero



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Blindato un Big laziale! Raddoppio dello stipendio fino al 2022

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abbonamenti venduti lazio

La Lazio blinda il suo big, dopo Murgia e Lombardi tocca a Milinkovic

Tempo di rinnovi in casa Lazio dove Lotito ha già blindato i giovani Murgia e Lombardi. Nella giornata odierna il big laziale ha accettato l’offerta del presidente prolungando il suo contratto fino al 2022 passando da 750.000€ a 1.500.000€ a stagione. Stiamo parlando dell’uomo del momento della Lazio, il sergente Milinkovic-Savic, arrivato in punta di piedi conquistando il ruolo di big con prepotenza nelle sue fantastiche giocate e concentrazione in campo diventando anche il nuovo uomo-derby. 67 sono le presenze con la casacca biancoceleste e 10 le reti realizzate tra le quali spuntano proprio quelle contro i giallorossi, fondamentali per il passaggio del turno in coppa che vale la finale contro la Juventus.

 



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Serie A: la lega delinea gli anticipi ed i posticipi. Il derby si giocherà alle…

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Serie A: gli anticipi e posticipi biancocelesti

La lega Serie A ha delineato gli anticipi ed i posticipi delle giornate 15, 16 e 17 del girone di ritorno.

Il derby capitolino per questioni di ordine pubblico sarà anticipato alle ore 12.30 del 30 Aprile 2017.

15ª GIORNATA RITORNO

Roma-Lazio, domenica 30 aprile 2017 alle ore 12:30

 

16ª GIORNATA RITORNO

Lazio-Sampdoria, domenica 7 maggio 2017 alle ore 15:00

 

17ª GIORNATA RITORNO

Fiorentina-Lazio, sabato 13 maggio 2017 alle ore 18:00



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UFFICIALE – Milinkovic-Savic rinnova con la Lazio

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Era da tempo nelľ aria il rinnovo di Milinkovic Savic, che questa mattina ha finalmente prolungato il suo contratto di 2 anni, fino al 2022. A confermarlo c’è il comunicato ufficiale della società: “La S.S. Lazio comunica che l’atleta Sergej Milinkovic-Savic ha prolungato il suo contratto fino al 2022”. Un’altra nota positiva nella strabiliante stagione del gigante serbo, che sembra proprio non voler finire di stupirci!



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Serie A, 31a giornata: la Moviola

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Ecco la moviola della 31a giornata di Serie A:

MILAN-PALERMO (DI BELLO) : giusto il giallo a Pasalic per fallo su Diamanti; particolare il gesto di Deulofeu che si toglie lo scarpino dopo la rete ma giusto non sanzionarlo; giusto il primo giallo a Gonzalez per fallo su Deulofeu; giusto il secondo giallo e quindi il rosso a Gonzalez per fallo su Lapadula

CROTONE-INTER (GUIDA) : giusto il calcio di rigore assegnato al Crotone perché Medel intercetta il cross basso di Stoian col braccio che si allunga volontariamente sul terreno di gioco per impattare il pallone, manca però il giallo a Medel che intercetta col braccio un’azione pericolosa, regolare l’esecuzione del rigore; manca un calcio di rigore all’Inter per fallo di Ceccherini su Icardi proprio sulla linea dell’area di rigore; manca un calcio di punizione al Crotone per il fallaccio di D’Ambrosio su Stoian, perché prende sicuramente il pallone ma travolge anche l’avversario, D’Ambrosio avrebbe meritato anche il giallo, da qui nasce l’allontanamento di Nicola per proteste; Guida concede giustamente la norma del vantaggio sul fallo di Crisetig a Candreva, ma poi avrebbe dovuto ammonire Crisetig al termine dell’azione

SAMPDORIA-FIORENTINA (RUSSO) : regolare la rete di Fernandes, tenuto in gioco da Sanchez al momento dell’assist di Torreira deviato da Gonzalo, Schick è in posizione di fuorigioco solo geografico; non c’era il fuorigioco segnalato a Schick, tenuto in gioco da Astori al momento del passaggio di Barreto; non c’era il fuorigioco segnalato a Schick, tenuto in gioco al momento del passaggio di Fernandes; manca un calcio di punizione alla Sampdoria per fallo di Sanchez su Fernandes, Sanchez avrebbe meritato anche il giallo; manca un calcio di rigore alla Sampdoria per fallo di Valero su Linetty

UDINESE-GENOA (MARIANI) : manca un calcio di punizione all’Udinese per fallo di Cofie su Thereau; non c’era il calcio di punizione indiretto in area avversaria assegnato all’Udinese e di conseguenza non c’era nemmeno il giallo per Burdisso, perché non si è alzato volontariamente il pallone per passarlo al portiere con la testa, ma ha semplicemente sbagliato un controllo e a quel punto, col pallone in area, Burdisso aveva tutto il diritto di passarlo di testa al portiere; la lega assegna rete di De Paul e non autorete di Rubinho perché la sua battuta del calcio d’angolo, se non fosse stata intercettata da nessuno, sarebbe finita in rete; manca il giallo a Samir per fallo su Morosini

JUVENTUS-CHIEVO (FABBRI) : manca un calcio di punizione al Chievo per fallo di Sandro su Meggiorini; regolare la battuta veloce del calcio di punizione da parte di Birsa, giusto il giallo per proteste a Bonucci, che probabilmente, essendo diffidato, ha “scelto” di saltare la prossima partita; giusto assegnare semplicemente calcio di punizione al Chievo per fallo di Barzagli su Pellissier senza ammonire Barzagli, il cui fallo è semplicemente negligente

BOLOGNA-ROMA (DAMATO) : giusto il giallo per simulazione a Petkovic, che non viene toccato da Nainggolan in area e si tuffa nettamente

LAZIO-NAPOLI (IRRATI) : giusto non assegnare calcio di rigore al Napoli quando Mertens cade in area, perché scivola senza subire alcun fallo né da Bastos né da Radu

ATALANTA-SASSUOLO (RIZZOLI) : giusto non assegnare calcio di rigore all’Atalanta perché Ragusa e Masiello si trattengono a vicenda, giusto lasciar proseguire; non segnalato un netto fuorigioco a Caldara sul passaggio di Petagna

CAGLIARI-TORINO (ROCCHI) : netto il calcio di rigore assegnato al Cagliari per la trattenuta di Carlao su Ionita, giusto anche il giallo a Carlao, se non ci fosse stato questo rigore Rocchi avrebbe fischiato comunque rigore per la trattenuta di Molinaro su Borriello, regolare l’esecuzione del rigore; giusto il giallo per simulazione a Pedro, che si tuffa senza essere toccato da Ajeti; giusto il primo giallo ad Acquah per fallo su Sau; giusto anche il secondo giallo e quindi il rosso ad Acquah per fallo su Pedro

EMPOLI-PESCARA (TAGLIAVENTO) : nessun episodio da moviola



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Serie A: le designazioni

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Lazio-Udinese: ARBITRA Piccinini! ⚽ Designazione UFFICIALE: PRECEDENTI, STATISTICHE e FISCHIETTO

Serie A le designazioni

SERIE A TIM – Designazioni 13ª Giornata di Ritorno

Si rendono noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali e degli Arbitri Addizionali d’area che dirigeranno le gare valide per la tredicesima giornata di ritorno del Campionato di Serie A 2016/17 in programma sabato 15 aprile alle ore 15.00.

CAGLIARI – CHIEVO
MANGANIELLO
COSTANZO – BINDONI
IV: DEL GIOVANE
ADD1: VALERI
ADD2: ILLUZZI

FIORENTINA – EMPOLI
MAZZOLENI
DI VUOLO – SCHENONE
IV: TOLFO
ADD1: CALVARESE
ADD2: LA PENNA

GENOA – LAZIO
MARESCA
CARBONE – LONGO
IV: ALASSIO
ADD1: CELI
ADD2: MINELLI

INTER – MILAN h.12.30
ORSATO
DI FIORE – MANGANELLI
IV: MELI
ADD1: DAMATO
ADD2: RUSSO

NAPOLI – UDINESE h.20.45
MASSA
TONOLINI – VUOTO
IV: POSADO
ADD1: RIZZOLI
ADD2: SERRA

PALERMO – BOLOGNA
BANTI
LIBERTI – GIALLATINI
IV: MARRAZZO
ADD1: MARIANI
ADD2: DI MARTINO

PESCARA – JUVENTUS
DI BELLO
PRETI – PAGANESSI
IV: FIORITO
ADD1: IRRATI
ADD2: PASQUA

ROMA – ATALANTA
GIACOMELLI
VALERIANI – PERETTI
IV: BARBIRATI
ADD1: ROCCHI
ADD2: CHIFFI

SASSUOLO – SAMPDORIA h.18.00
PAIRETTO
MONDIN – DI IORIO
IV: DE MEO
ADD1: FABBRI
ADD2: BARONI

TORINO – CROTONE
DOVERI
PASSERI – LA ROCCA
IV: TASSO
ADD1: TAGLIAVENTO
ADD2: MARINELLI



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Fantamercato: il Papu Gomez sarà il vice Keita

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Calciomercato Lazio, Trattative, Centrocampo, Rinnovo, Possibili Arrivi, Possibili Partenze
Calciomercato Lazio, Trattative, Centrocampo, Rinnovo, Possibili Arrivi, Possibili Partenze

Papu Gomez accostato alla Lazio in caso partisse Keita

Il campionato terminerà tra sette giornate ma le maggiori testate giornalistiche cominciano già da ora a parlare di calciomercato. Come di consueto il giocatore scelto per le cessioni è il solito Keita. Il senegalese ha avuto problemi con la società biancoceleste ad inizio  campionato ma durante il corso sembrerebbe aver firmato il riavvicinamento tra lui e Lotito offrendo spettacolo, gol e ottime prestazioni.

Ma si sa che i sogni non durano in eterno e le ambizioni per i giocatori sono sempre alte tanto che il laziale è corteggiato da diversi club europei ed itliani ( tra i quali Juventus, Inter, Milan e ultimamente il Napoli che sembrerebbe aver chiesto informazioni).

Il giocatore che, sempre secondo i giornali italiani, va a sostituire Keita Balde, potrebbe essere Papu Gomez, gioiello atalantino che vuole ambire all’Europa. Il giocatore ha già espresso il desiderio di proseguire la sua avventura con i bergamaschi in caso di qualificazione europea anche se la Lazio potrebbe essere una meta più ambita.

Il suo cartellino varia tra i 18-20 milioni di euro e Lotito potrebbe inserire nella pratica una contropartita come Berisha o Cataldi per ammortizzare il prezzo.



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Veron, nuovo esordio dopo 6 anni dal ritiro

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Veron di nuovo in campo da titolare dopo 6 anni

Juan Sebastian Veron non è riuscito a stare lontano dal campo. L’ex biancoceleste ha disputato ieri il suo nuovo esordio alla tenera età di 42 anni con la maglia dell’Estudiantes, squadra la quale è presidente.

Il giocatore si è reso pericoloso in più occasione nel match contro il Barcellona FC fino alla sua sostituzione al 59esimo minuto di gioco. Il match è stato perso per 2 reti a zero ma le emozioni provate sono state molte.



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Serie A 2017\2018 è arrivata la data d’inizio. Ventura non sarà accontentato

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Serie A 2017\2018 niente anticipo chiesto da Ventura. La data di inizio

La Serie A 2017\2018 ha una data di inizio. Il ct della nazionale italiana ha chiesto di anticipare l’inizio del campionato per trovare i suoi giocatori con più minuti sulle gambe in modo di arrivare alla sfida di Settembre contro la Spagna già preparati. La gara è valida per la qualificazione ai mondiali 2018 e potrebbe essere la sfida diretta per l’accesso alla competizione ma il tecnico azzurro si è trovato il muro dei presidenti dei club italiani.

La data del primo turno infatti è stata fissata il 20 Agosto e la maggior parte dei presidenti italiani, hanno rifiutato la richiesta di Ventura per il semplice motivo che sotto ferragosto fa troppo caldo per giocare.

Anche Tavecchio ha chiesto di valutare le richieste dell’allenatore azzurro ma salvo clamorosi dietrofront la data fissata rimane quella.



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Champios League: la Juventus asfalta il Barcellona

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dybala squalifica
dybala

Champions League la Juventus con un piede in semifinale

La Champions League sembrerebbe continuare per i bianconeri salvo eclatanti ribaltoni. I bianconeri superano i blaugrana per 3 reti a zero siglati dalla doppietta di uno scoppiettante Dybala e Chiellini. Il Barcellona dovrebbe ripetere l’impresa del match passato dove ha ribaltato con un secco 6-1 la partita persa con il PSG per 4 reti a 0.

I bianconeri per ora stanno portando in europa il miglior calcio della penisola italiana con un gioco quasi perfetto visto e considerato che da anni continua prepotentemente ad imporsi nella Serie A.

La semifinale è sempre più vicina ma la storia recente insegna che nulla è sicuro fino a che dall’altra parte c’è la squadra di Leo Messi.

JUVENTUS-BARCELLONA 3-0 PRIMO TEMPO 2-0
MARCATORI: Dybala al 7’ e al 22’ p.t.; Chiellini al 10’ s.t.
JUVENTUS (4-2-3-1): Buffon; Dani Alves, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Pjanic (dal 44’ s.t. Barzagli), Khedira; Cuadrado (dal 27’ s.t. Lemina), Dybala (dal 36’ s.t. Rincon), Mandzukic; Higuain (Neto, Asamoah, Lichtsteiner, Marchisio). All. Allegri.
BARCELLONA (3-4-3): Ter Stegen; Piqué, Umtiti, Mathieu (dal 1’ s.t. André Gomes); Sergi Roberto, Mascherano, Rakitic, Iniesta; Messi, Suarez, Neymar (Cilessen, Denis Suarez, Jordi Alba, Digne, Alena, Alcacer). All. Luis Enrique.
ARBITRO: Marciniak (Polonia)
NOTE: spettatori 41.092, incasso 4.001.076 euro. Ammoniti: Dani Alves, Iniesta, Suarez, Mandzukic, Umtiti, Lemina per gioco scorretto, Khedira per simulazione. Recuperi: 0’ p.t.; 4’ s.t.


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Borussia Dortmund-Monaco rinviata per 3 esplosioni. Giocatori coinvolti

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Champions: Borussia-Monaco tre esplosioni davanti al bus, partita rinviata

Attimi di paura per i giocatori del Borussia Dortmund a 10 chilometri di distanza dallo stadio. Il bus dei giocatori è stato coinvolto in 3 esplosioni sulla strada mentre era in viaggio per arrivare al campo di gioco. Stando alle ultime notizie trapelate non si escludono atti terroristici verso la squadra tedesca.

Fortunatamente non ci sono feriti gravi anche se durante le 3 deflagrazioni i vetri del Bus sono andati in frantumo ferendo al braccio il giocatore Marc Bartra difensore ventiseienne.

La partita è stata rimandata a domani alle 20.45.



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Social: il Manchester ricorda una storica data dove due sport si uniscono. Frecciata alla Roma

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Social: Il Manchester ricorda il 7-1

Dolce risveglio inglese quello di oggi per i tifosi del Manchester dove la loro squadra ha postato una foto storica nel mondo del calcio moderno. Stiamo parlando di una commemorazione ai caduti giallorossi che 10 anni fa hanno trovato una sconfitta tennistica in terra inglese.

 



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Lazio travolta, si allontana il sogno Champions. Finisce 0-3 all’Olimpico

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lazio napoli

Una Lazio in evidente debito di ossigeno e privata di importanti pedine, non riesce a sfruttare l’onda di entusiasmo portata dal passaggio del turno in Coppa Italia e a vedersi avvicinare il sogno Champions. Così non è stato, il Napoli ha dimostrato netta superiorità gestendo sempre al meglio la gara. Nulla di preoccupante, forse la massima competizione europea ancora non compete con le capacità della compagine biancoceleste. C’è ancora un quarto posto da difendere, Inzaghi saprà come gestire al meglio la squadra. 

LA CRONACA: Prima frazione che inizia all’insegna dell’equilibrio, anche se il Napoli dimostra una miglior gestione del pallone e un pressing che poco fa ragionare i giocatori biancocelesti privi di un regista puro come Biglia. A metà frazione nessuna importante occasione da registrare, squadre che concedono ben poco. Fino a quando il bel gioco dei partenopei è venuto fuori con un’ottima azione corale e ha portato al gol Callejon. Biancocelesti che non riescono a reagire, evidenti la stanchezza e le poche idee della squadra di Inzaghi. Un Napoli ben organizzato gestisce con calma il resto del primo tempo senza subire grossi guai dalle parti di Reina. Azzurri in controllo anche all’inizio del secondo tempo, dopo soli sei minuti arriva il raddoppio su rete di Insigne, con una Lazio che pare sempre alquanto distratta. Una minima reazione avviene dopo l’ingresso in campo di Hoedt e Keita, ma i biancocelesti non riescono in nessun modo a sorprendere la difesa napoletana. Il risultato di 0-3 alla fine risulta leggermente punitivo ma tutto sommato giusto. È mancata parecchia lucidità alla squadra di Inzaghi, il quale non ha saputo, questa volta, interpretare al meglio la gara.

Il tabellino

Lazio (3-4-2-1): Strakosha; Bastos (52’ Hoedt), Wallace, Radu; Basta (59’ Patric), Parolo, Murgia (52’ Keita), Lukaku; Felipe Anderson, Milinkovic; Immobile. All. Inzaghi

Napoli (4-3-3): Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Strinic; Allan, Jorginho, Hamsik (79’ Rog); Callejon (74’ Zielinski), Mertens (83’ Milik), Insigne. All. Sarri

Arbitro: Massimiliano Irrati della Sezione di Pistoia

Gol: 25′ Callejon, 51′ e 92′ Insigne (N)

Note: ammoniti Bastos, Milinkovic-Savic, Allan, Zielinski, Hysaj, Patric



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Serie A, 30a giornata: la Moviola

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Ecco la Moviola della 30a giornata di Serie A:

NAPOLI-JUVENTUS (ORSATO) : interpretazione disciplinare della gara ottima, Orsato riesce subito a incanalare la partita nei binari giusti dirigendo con autorevolezza fin dai primi minuti; giusto il giallo ad Insigne per proteste; regolare la rete di Khedira, perché non c’è nessun fallo precedente di Higuain su Albiol; giusto fischiare calcio di punizione alla Juventus quando Mertens tenta di segnare con la mano, ma manca il giallo a Mertens per comportamento antisportivo; giusto annullare la rete di Callejon, in fuorigioco al momento del tiro di Mertens respinto da Buffon; regolare la rete di Hamsik, tenuto in gioco da Asamoah al momento dell’assist di Mertens; giusto non assegnare calcio di rigore al Napoli sul contatto Lichtsteiner-Mertens in area della Juventus, perché i due si trattengono a vicenda, giusto lasciar correre

ROMA-EMPOLI (MASSA) : non c’era il fuorigioco fischiato a Thiam, tenuto in gioco da Fazio su lancio di Pasqual, l’errore è grave perché sul prosieguo dell’azione Sczczesny abbatte Thiam, sarebbe stato calcio di rigore netto con ammonizione del portiere, considerando il suo un intervento in chiara occasione da rete ma “onesto”, o al limite rete di Croce sul successivo rimpallo; regolare la rete di Dzeko, perché Salah, che gli servirà il pallone, non commette alcun fallo su Croce

SASSUOLO-LAZIO (GIACOMELLI) : c’è il calcio di rigore assegnato al Sassuolo per fallo di Strakosha su Berardi, giusto anche il giallo per Strakosha che commette un intervento non onesto ma non ci troviamo in occasione di una chiara occasione da rete, regolare l’esecuzione del rigore; non c’era il fuorigioco segnalato a Immobile, tenuto in gioco da Dell’Orco su lancio di Anderson; si può definire regolare la rete Immobile, che sembra in linea col penultimo difendente al momento dell’assist di Anderson, se è in fuorigioco è di mezzo ginocchio, ci sta nel dubbio non segnalare; l’autorete decisiva è di Consigli e non di Acerbi perché il pallone toccato da Acerbi sarebbe finito fuori, mentre Consigli lo devia nella sua porta; giusto il giallo a Lirola per la trattenuta a Keita; giusto anche il giallo a Keita per proteste esagerate nell’occasione

GENOA-ATALANTA (GAVILLUCCI) : netto il calcio di rigore assegnato all’Atalanta per fallo di Burdisso su Petagna, regolare l’esecuzione del rigore; giusto il giallo a Pinilla per fallo su Berisha, poi Pinilla rivolge qualche parola di troppo a Gavillucci e giustamente si becca il rosso diretto (e prenderà anche qualche giornata di squalifica di troppo per aver abbassato il braccio all’arbitro, che sicuramente poteva evitare di allungarlo)

TORINO-UDINESE (GHERSINI) : manca un calcio di rigore all’Udinese quando Lukic intercetta con il braccio volontariamente sul tocco di Zapata; regolare la rete di Moretti, tenuto in gioco da Zapata al momento del tiro di Boyé deviato da Samir; giusto assegnare calcio di punizione all’Udinese quando Lopez tenta di segnare con la mano, ma manca il giallo per Lopez; era regolare la rete di Belotti, tenuto in gioco da Samir, al momento dell’assist di Ljajic

PALERMO-CAGLIARI (VALERI) : era da annullare la rete di Gonzalez, in fuorigioco al momento della torre di Chochev su calcio d’angolo; Rafael salva sul colpo di testa di Chochev prima che il pallone oltrepassi la linea di porta, come testimoniato dalla GLT; Goldaniga salva sul tiro di Ionita quando il pallone ha già oltrepassato la linea di porta, come testimoniato dalla GLT

CHIEVO-CROTONE (CALVARESE) : annullata la rete di Trotta per fuorigioco al momento dell’assist di Martella, difficile stabilire se la decisione sia corretta o meno

FIORENTINA-BOLOGNA (DOVERI) : manca un calcio di punizione alla Fiorentina per la trattenuta di Gastaldello su Kalinic, Gastaldello avrebbe meritato anche il giallo

PESCARA-MILAN (MAZZOLENI) : giusto non assegnare calcio di rigore al Milan perché è Deulofeu a trattenere Memushaj in area del Pescara e non il contrario; giusto annullare la rete di Benali, in fuorigioco al momento dell’assist di Caprari

INTER-SAMPDORIA (CELI) : la rete di D’Ambrosio nasce da un calcio d’angolo che non avrebbe dovuto esserci, perché su lancio di Ansaldi si doveva assegnare calcio di punizione indiretto alla Sampdoria per fuorigioco attivo di Candreva che disturba Dodò che mette in calcio d’angolo; la rete di Schick nasce da un calcio d’angolo che non avrebbe dovuto esserci, perché Medel, che mette in angolo, subisce fallo da Schick e si doveva quindi assegnare calcio di punizione diretto in favore dell’Inter, poi la rete di Schick è regolare perché Schick è tenuto in gioco da Brozovic al momento dell’assist; netto il calcio di rigore assegnato alla Sampdoria per il fallo di mano con braccio largo di Brozovic sulla punizione di Alvarez, giusto anche il giallo a Brozovic, regolare l’esecuzione del rigore



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Lazio-Juventus, un big salterà la finale di Coppa Italia

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Coppa Italia, squalificato un big!

La finale che avrà come protagonista la capolista Juventus contro la Lazio il 2 Giugno 2017, sarà vista da casa dal bianconero non che ex giallorosso Miralem Pjanic. Il giocatore ha rimediato un cartellino giallo verso la fine del match per un fallo commesso da dietro ai danni di Callejon.

Un’altra assenza che ormai va pian piano ad essere scontata, è quella di Federico Marchetti che ormai non gioca da moltissimi match per via del suo infortunio. L’estremo difensore dovrà fare l’intervento chirurgico proclamano chiusa la sua stagione in anticipo con quasi tutta la certezza.



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