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Difesa Lazio, il patto di giugno: Romagnoli, Lotito e quell’ombra che arriva dal Qatar

Alessio Romagnoli difensore Lazio concentrato durante una partita di Serie A allo Stadio Olimpico focus calciomercato

La calma dopo la tempesta è un concetto relativo a Formello. Maurizio Sarri ha saputo ricucire uno spogliatoio che a gennaio sembrava un campo di battaglia, portando a casa vittorie pesanti e carattere. Eppure, sotto la cenere delle tre vittorie consecutive, le braci del calciomercato continuano a bruciare. Il caso più spinoso? Quello legato ad Alessio Romagnoli.

Il “no” di Sarri e la promessa mancata

Il rapporto tra il centrale di Nettuno e la presidenza ha vissuto mesi di gelo polare. Al centro della disputa, un rinnovo promesso e mai concretizzato che aveva spinto il giocatore a guardare altrove. A gennaio, la pista Al-Sadd era diventata caldissima: un’offerta milionaria, la prospettiva di riabbracciare il “Mancio” in Qatar e una rottura che sembrava insanabile.

Tuttavia, il banco è saltato per un veto preciso:

Fattore Medio Oriente: perché tutto può cambiare

Non è solo una questione di cifre. Il conflitto in Medio Oriente sta condizionando pesantemente la vita a Doha, influenzando anche le scelte professionali di chi, come Roberto Mancini, sta vivendo un rapporto altalenante con il club qatariota. Romagnoli ha un contratto fino al 2027, ma il “mal di pancia” contrattuale resta. Se a giugno Lotito non dovesse pareggiare le promesse fatte, il difensore potrebbe riconsiderare seriamente l’addio, nonostante l’amore viscerale per i colori biancocelesti.

Muro 2027: una difesa da rifondare?

Il vero allarme per la dirigenza non riguarda solo il numero 13. La Lazio si trova di fronte a un paradosso contrattuale che coinvolge quasi tutto il pacchetto arretrato. Entro il 2027 scadranno:

  1. Alessio Romagnoli
  2. Mario Gila (attualmente alle prese con un fastidioso infortunio al ginocchio)
  3. Patric
  4. Samuel Gigot

Perdere i due pilastri titolari in una sola sessione sarebbe un suicidio tecnico. Sebbene Provstgaard stia crescendo bene e il nome di Diogo Leite sia tornato d’attualità secondo le ultime indiscrezioni del Corriere dello Sport, l’affinità della coppia Romagnoli-Gila resta il tesoro più prezioso di questa Lazio. Il summit di giugno deciderà se blindare il futuro o dare inizio a una rivoluzione totale.

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