Un passo ufficiale e concreto verso la nuova casa biancoceleste. Giovedì 28 maggio 2026 prenderà il via la conferenza dei servizi preliminare dedicata al progetto presentato dalla S.S. Lazio per la riqualificazione, l’ammodernamento e l’ampliamento dello Stadio Flaminio.
Nella prima riunione plenaria, i tecnici della società capitolina e il Rup illustreranno i dettagli dell’opera agli uffici competenti di Roma Capitale e agli enti preposti. L’obiettivo primario sarà valutare la fattibilità dell’intervento, affrontando fin da subito la delicata questione del superamento dei vincoli architettonici e strutturali presenti sull’impianto.
Gualtieri: “Stadio Flaminio una priorità per Roma”
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha sottolineato la rilevanza cittadina del progetto: “Il recupero e la riqualificazione dello Stadio Flaminio rappresentano una priorità per questa amministrazione, perché parliamo di un luogo simbolico della città che merita di tornare a vivere e a essere valorizzato. L’avvio della conferenza dei servizi preliminare è un passaggio importante previsto dall’iter: ora saranno gli enti competenti a svolgere tutte le valutazioni tecniche necessarie con la massima attenzione”.
L’iter burocratico spiegato da Onorato
A fare chiarezza sulle tempistiche è intervenuto Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi e allo Sport di Roma Capitale, ricordando che i 39 enti coinvolti esprimeranno un giudizio prettamente tecnico e non politico: “I tempi che la procedura prevede sono chiari: dopo 45 giorni dalla protocollazione, salvo richieste di integrazioni (massimo altri 30 giorni), in caso di esito positivo il progetto dovrà ricevere il pubblico interesse dalla Giunta e dall’Assemblea Capitolina”.
Superato questo scoglio preliminare, la palla tornerà al club: “Successivamente la Lazio dovrà sviluppare il progetto di fattibilità tecnico-economica e acquisire i pareri in una conferenza decisoria. A quel punto arriverà la delibera di approvazione prima della fase di gara finale”, ha concluso Onorato.

