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✍️ Pagelle Cagliari-Lazio: Guizzi nel finale, ma l’attacco è un rebus

Maurizio Sarri scuro in volto ai microfoni dopo il fischio finale del derby

Maurizio Sarri in panchina all’Olimpico: il tecnico annuncia che resterà fino a giugno, ma chiede risposte e investimenti alla società.

Un pareggio che sa di occasione persa. La Lazio di Sarri esce dall’Unipol Domus con un punto e tanti dubbi, soprattutto davanti. Se la difesa ha ritrovato solidità con il ritorno di Romagnoli, la produzione offensiva è rimasta ferma al palo (letteralmente, quello colpito dai sardi) per gran parte del match. Solo l’ingresso dei subentrati ha acceso una luce in un pomeriggio altrimenti grigio.

🛡️ Difesa e Porta: Romagnoli comanda, Pellegrini soffre

PROVEDEL 6: Serata da spettatore non pagante o quasi. Il palo lo salva su Zé Pedro, per il resto deve solo sbrigare l’ordinaria amministrazione. MARUSIC 6,5: Il migliore della linea a quattro. Spinge con criterio e mette dentro un cross al bacio che avrebbe meritato miglior fortuna. Dietro è una garanzia. ROMAGNOLI 6,5: Torna e si sente. Si piazza sul centro-destra per necessità e non sbaglia un intervento, guidando i compagni con la solita leadership. PROVSTGAARD 5,5: Qualche brivido di troppo. Si fa sovrastare da Zé Pedro in avvio e rimedia un giallo evitabile su Palestra. Alterna buone cose a pericolosi cali di concentrazione. PELLEGRINI 5,5: Palestra è un cliente difficilissimo e lo mette spesso in crisi. Soffre la velocità dell’avversario e chiude con un giallo che ne limita l’aggressività.

⚙️ Centrocampo: Luci e ombre in regia

BELAHYANE 6: Una sorpresa dal primo minuto. Commette qualche errore di gioventù, ma ha il coraggio di cercare la verticalizzazione. Sua l’imbucata che libera Marusic nel primo tempo. ROVELLA 6: Cerca di dare ritmo alla manovra e cresce alla distanza. Peccato per l’infortunio alla spalla che lo costringe a lasciare il campo proprio quando sembrava in fiducia.

🏹 Attacco: Zaccagni a metà, Ratkov non punge

ISAKSEN 6: Prova a dare la scossa con qualche dribbling, ma predica nel deserto. È l’unico del tridente iniziale a saltare l’uomo, ma non basta a convincere Sarri.

ALL. MAURIZIO SARRI 5,5: La sua Lazio è troppo sterile. Indovina i cambi finali che quasi gli regalano la vittoria, ma la gestione dei primi 70 minuti è specchio di una squadra che ha perso brillantezza offensiva.

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