
CONTESTAZIONI – Più dell’episodio contestato dai giocatori, la Lazio si è lamentata per la direzione di Benquerença. Era a senso unico. E nella ripresa il portoghese ha permesso ai bulgari un gioco durissimo, scorretto, non regolare. Interrompevano l’azione della Lazio ricorrendo al fallo sistematico e ripartivano senza che l’arbitro intervenisse. I giocatori di Reja finivano a terra e non riuscivano a tenere palla. C’è stato un fallo non rilevato anche alcuni secondi prima del sinistro di Zlatinski per il 2-2. Così la rimonta è stata facilitata alla pari con le incertezze di Marchetti, decisivo in negativo anche per il 3-3 firmato da Quixada a due minuti dalla fine. Ha infastidito il metro di giudizio. E la Lazio ha ricordato altri episodi, una costante negativa in Europa League. Nella partita d’andata il tedesco Zwayer s’era inventato un rigore (poi sventato da Berisha) attribuendo un fallo di mano a Cana, che teneva il braccio incollato al corpo.
MOVIOLA – C’è una partita aperta con Platini, da tempo la Lazio si porta dietro un’etichetta antipatica, nella passata stagione sono state ripetute le sanzioni e le diffide dell’Uefa per il comportamento della tifoseria biancoceleste. Questo è un discorso diverso. Sta a cuore di Lotito non solo per i fatti di Sofia e da presidente del club biancoceleste, ma da consigliere federale. Il sistema deve cambiare in Italia e all’estero. Se Platini reclama il rispetto del fair-play finanziario, e ci sono parametri oggettivi e dati di bilancio per misurarlo, sul campo bisogna ridurre la discrezionalità degli arbitri. Il mondo cambia e si evolve, solo il calcio resta conservatore e ancorato ai criteri del passato, ormai superati. Serve la moviola in campo, un supporto tecnologico per fissare certezze incontrovertibili. Se un pallone è entrato in porta oppure no, possono stabilirlo le immagini. Altrimenti ci si affida solo al valore degli arbitri, alla capacità di resistere ai condizionamenti, a una discrezionalità eccessiva. Ecco perché Lotito, in ambito nazionale ed europeo, tornerà alla carica con la moviola in campo. Da Sofia a Firenze, magari ne parlerà domenica anche con Della Valle. Guarda caso, c’è di nuovo la Lazio al Franchi dentro una serata in cui tutti osserveranno Banti con gli occhi spalancati. Un anno fa Petkovic e la squadra biancoceleste uscirono con le ossa rotta dalla partita con i viola: gol regolare annullato a Mauri, gol di Ljajic con Jovetic in posizione attiva di fuorigioco, vittoria della Fiorentina. Anche in quel caso la moviola in campo sarebbe servita.
Tratto da: “Il Corriere dello Sport” – Fabrizio Patania