Caro Lotito, non bastava il mercato immobile, non bastava il caso Romagnoli o una squadra che sembra svuotata. Ora arriva anche la presa in giro social. L’ultimo video circolato su Facebook è l’ennesima dimostrazione di una società che non solo non ascolta il tifoso, ma lo deride. Quei “pinguini” mostrati come se lo stadio fosse deserto sono un attacco diretto a chi, con coerenza, porta avanti una contestazione civile e sacrosanta.
Una gestione da dilettanti
Siamo stanchi di vedere la S.S. Lazio, una società storica e gloriosa, gestita con la mentalità di una squadra di provincia o, peggio, di Lega Pro. Lotito parla spesso di una “Lazio quotata in borsa” per pararsi dietro bilanci e regole finanziarie, ma dove finisce la tutela del brand quando lui stesso, con le sue dichiarazioni e telefonate rubate, arreca un danno d’immagine incalcolabile?
- Le bugie su Sarri: Abbiamo ascoltato telefonate in cui il Presidente insulta i tifosi e riporta falsità sul tecnico, cercando di scaricare colpe altrui.
- Il disprezzo per la piazza: Trattare una fede per puro scopo di lucro, ignorando il sentimento di oltre 25.000 firmatari della petizione, è il punto di non ritorno.
La Lazio è dei laziali non di Lotito
La verità è che il “gestore” ha dimenticato che la Lazio non è casa sua, ma casa nostra. Se criticare significa rischiare denunce, noi rispondiamo con la libertà di parola. Non siamo giornalisti asserviti, siamo laziali con la L maiuscola. Non riporteremo più i comunicati di una società che non ci rispetta, salvo quelli strettamente legati al calciomercato. Il tempo dei pinguini e delle scuse è finito.

