Una delle qualità che rendono Maurizio Sarri fondamentale per la S.S. Lazio è una rarità nel calcio italiano: non ha paura di parlare. Non addolcisce la realtà, non si nasconde dietro frasi di circostanza, non accetta di diventare il parafulmine di errori altrui.
Ed è esattamente il contrario di ciò che era accaduto con Marco Baroni.
Baroni ha scelto il silenzio. Sarri ha scelto la verità.
🎙️ Parlare è una forma di difesa
In un sistema come quello laziale, non parlare significa esporsi. Perché la storia recente insegna una cosa chiarissima: quando le cose vanno male, la colpa non è mai della società, ma sempre dell’allenatore.
È successo a Baroni, sarebbe successo a chiunque.
Sarri lo sa.
Ed è per questo che parla ora, prima, mettendo agli atti le sue posizioni:
- non voleva cedere Matteo Guendouzi
- voleva un profilo alla Giacomo Raspadori, non Petar Ratkov
- vuole tenere Alessio Romagnoli e Matteo Cancellieri
Domani, quando qualcuno dirà “all’allenatore abbiamo dato giocatori forti”, Sarri potrà rispondere:
no, non quelli che avevo chiesto.
🧠 “Ogni anno sembra un anno zero”
La frase pronunciata da Sarri dopo Verona-Lazio è una fotografia spietata ma realistica:
“Alla Lazio ogni anno sembra un anno zero”
Una frase che fa male, soprattutto a Angelo Fabiani, perché smonta la narrazione del cosiddetto progetto giovani.
Negli ultimi tre anni la Lazio:
- vende i migliori
- compra giocatori non all’altezza
- li rivende
- e riparte da capo
Milinković-Savic, Luis Alberto, Immobile, Felipe Anderson: un ciclo chiuso.
Isaksen, Castellanos, Noslin, Ratkov: tentativi, non progetto.
Se Ratkov non funziona, tra 12 mesi si venderà Ratkov e si ripartirà.
Ancora.
E ancora.
👶 Il “progetto giovani” che non esiste
Qui sta la contraddizione più evidente.
Si parla di progetto giovani, ma:
- si rinnovano Matías Vecino (over 30)
- si rinnovano Adam Marušić (over 30)
- si conferma Pedro
Contro il Verona:
- Provedel over 30
- Romagnoli over 30
- Marušić over 30
- Cataldi over 30
- Vecino over 30
Questo non è un progetto giovani.
Un progetto giovani prevede:
- un blocco di titolari tra i 22 e i 26 anni
- crescita progressiva
- continuità tecnica
Qui, invece, ogni estate si resetta tutto.
🔄 L’anno zero che si ripete
Il primo anno zero doveva essere quello di Baroni.
È arrivato Sarri: nuovo anno zero.
E attenzione: l’anno prossimo potrebbe essere un altro anno zero.
Perché senza un’idea chiara:
- si naviga a vista
- si improvvisa
- si scarica la colpa sull’allenatore
E a rimetterci è sempre lo stesso soggetto: il tifoso laziale.
🦅 Conclusione
Sarri è fondamentale non solo per ciò che allena, ma per ciò che smonta:
- la narrazione autoassolutoria
- il falso progetto
- la retorica del “meglio di così non si può”
Se la Lazio vuole smettere di ripartire da zero ogni anno, deve partire da una cosa semplice:
ascoltare l’allenatore.
Altrimenti l’anno zero non finirà mai.

