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Lazio, durissimo attacco di Bisignani a Lotito: «Lettera inaccettabile, lontana dalla realtà della gente»

Claudio Lotito presidente della Lazio al centro delle critiche di Luigi Bisignani

Tifosi della Lazio all’Olimpico in silenzio e delusi: simbolo di un ambiente depresso e di una squadra in piena crisi di identità.

La lettera pubblicata dal presidente Claudio Lotito sui canali ufficiali della S.S. Lazio a poche ore dal debutto in campionato contro il Bologna ha innescato una pesante bufera mediatica. Attraverso le colonne del quotidiano Il Tempo, Luigi Bisignani ha espresso una ferma presa di posizione critica nei confronti del messaggio diffuso dal patron biancoceleste.

La critica alla tempistica e all’uso delle immagini

Nella sua lettera aperta al direttore, Bisignani ha definito la nota presidenziale come un’uscita fuori luogo rispetto al momento vissuto dalla tifoseria:

“Mentre il popolo laziale era in marcia verso Bologna, ha dovuto subire l’ennesima provocazione: una lettera priva di senso e lontana dalla realtà. Ma c’è un aspetto che trovo inaccettabile: aver accostato la propria immagine a quella di un bambino, pensando ai tanti giovanissimi tifosi delusi e feriti per ciò che sta accadendo alla loro squadra”.

«Mancanza di rispetto per chi affronta sacrifici»

L’editorialista ha poi censurato le scelte comunicative del club, evidenziando l’assenza di riferimenti sia all’organico guidato da Gattuso, sia alle migliaia di sostenitori giunti in Emilia:

“A due ore da una partita importante, il pensiero avrebbe dovuto essere rivolto ai giocatori e soprattutto ai tifosi: migliaia di laziali che a proprie spese, con un caldo torrido, hanno percorso chilometri per stare accanto alla squadra. Persone che non chiedono privilegi, ma rispetto”.

L’appello sull’identità e sui fatti concreti

In chiusura, Bisignani ha richiamato il presidente a una riflessione sul reale significato del sentimento d’appartenenza:

La fede non si proclama in una lettera: si dimostra con i fatti e con comportamenti coerenti. La Lazio non è soltanto una società, è soprattutto la sua gente. Questo tentativo testimonia come il Presidente viva ormai in un mondo del tutto autoreferenziale”.

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