Chiuso Ottobre con una bruciante sconfitta in quel di Bergamo contro l’Atalanta dell’ex Mister Edoardo Reja, il primo Novembre all’Olimpico arriva il Milan di Mihajlovic: scende la notte, quella buia e profonda sulla squadra di Pioli, che viene travolta 3-1, sconfitta dai gol di Bertolacci, Mexes e Bacca, a cui sul finale ha risposto Kishna. La Lazio sembra essere entrata in una spirale di negatività, ma tutti predicano calma. La possibilità di un primo parziale riscatto è a Trondheim, contro il Rosenborg: basta un super primo tempo ai biancocelesti per chiudere il discorso con una doppietta di Djordjevic che scalda i cuori dei tifosi laziali presenti nella fredda serata norvegese. Neanche il tempo di tornare a Roma che la Lazio deve subito farsi trovare pronta per una riscossa in campionato. Quale migliore occasione se non il derby contro gli eterni rivali della Roma? Il 7 Novembre i ragazzi di Pioli vogliono fare bottino pieno con la squadra di Garcia ma, dopo una traversa colpita da Anderson nei primi minuti, le cose si mettono subito male con la Roma che va in vantaggio con Dzeko, che trasforma un calcio di rigore generosamente concesso (il fallo era nettamente fuori area). 
Tutti sperano che la pausa per le nazionali possa essere servita ai ragazzi di Pioli per aver fatto gruppo ed essersi ricompattati, ma per capire se la
Se la Serie A porta praticamente più dolori che gioie, in Europa League la Lazio sembra essere un’altra squadra e a distanza di soli 4 giorni dal pareggio contro i Siciliani, batte 3-1 il Dnipro in casa e stacca con un turno di anticipo il pass per i sedicesimi di finale di Europa League, qualificandosi come prima del girone e quindi come testa di serie nel futuro sorteggio.
L’euforia europea viene subito placata il 29 Novembre, quando la Lazio cerca di tornare alla vittoria che manca ormai da 4 partite. Al “Castellani” di Empoli i biancocelesti vengono puniti dopo pochi minuti da un gol di Tonelli, abile a sfruttare l’ennesima disattenzione difensiva. I laziali giocano bene, ma il fortino dell’Empoli di Giampaolo sembra inespugnabile. C’è da dire che la Lazio due gol con Klose riesce a segnarli, ma l’arbitro li annulla (ingiustamente) entrambi. Si chiude così il mese di Novembre, un mese orribile per la Lazio, il cui allenatore viene messo seriamente in discussione.
Dicembre si apre così come si era chiuso il mese precedente: allo Stadio Olimpico arriva una Juventus galvanizzata da 5 vittorie consecutive e sempre più decisa a risalire la classifica dopo un inizio piuttosto balbettante.
Passano 4 giorni e, il 14 Dicembre, dopo aver pescato i turchi del Galatasaray nel sorteggio per i sedicesimi di Europa League, all’Olimpico arriva un’altra squadra gravemente in crisi e che ha già cambiato il proprio allenatore. Si tratta della Samp alla cui guida c’è adesso Vincenzo Montella, al posto di quel Walter Zenga che male certamente non aveva fatto.
Ma si sa, la Lazio è imprevedibile e, in un Olimpico deserto, ospita l’Udinese di Colantuono per gli ottavi di finale di Coppa Italia. Stavolta non c’è possibilità di replica, è una gara da dentro o fuori. La Lazio gioca bene, corre, crea occasioni ma viene punita alla prima distrazione da un gol al 62′ di Kone. Stavolta la reazione dei biancocelesti è rabbiosa: in dodici minuti, prima Matri e poi Cataldi ribaltano il risultato e regalano la qualificazione ai quarti della coppa nazionale.
L’ultimo sforzo dicembrino prima della sosta natalizia è l’Inter, proprio come lo scorso campionato. Tutti vedono nella Lazio la vittima sacrificale per l’Inter manciniana. In fondo, come può una squadra che non vince da due mesi pensare di fare bottino pieno a San Siro contro un’Inter lanciata come quella di allora? Ma si sa, il calcio è strano.