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🦅 Disastro Lazio a Torino: Una squadra senza anima né qualità. È il punto più basso dell’era Lotito?

Torino-Lazio 2-0

TORINO – Si è appena conclusa una delle serate più umilianti della stagione biancoceleste. La Lazio cade 2-0 sotto i colpi di un Torino che, paradossalmente, arrivava al match nel suo momento peggiore (tre sconfitte consecutive e il recente esonero dell’allenatore). Eppure, contro questa Lazio, ai granata è bastato il minimo sindacale per dominare e portare a casa i tre punti.

Un primo tempo sconcertante

La fotografia della partita è tutta nei primi 45 minuti: un solo tiro in porta, una parata ordinaria del portiere avversario e il nulla cosmico. La Lazio è apparsa di una scarsezza tecnica incredibile, ma a spaventare è stata soprattutto la mancanza di reazione.

Il vantaggio del Toro porta la firma dell’ex Giovanni Simeone, una sentenza quando vede il biancoceleste, ma il gol è un regalo infiocchettato da Luca Pellegrini. L’errore del terzino è da “terza categoria”: su un cross spiovente, invece di aggredire il pallone, Pellegrini alza le mani aspettando un’uscita di Provedel che non arriva mai. Simeone ringrazia e insacca. Un errore imperdonabile che solleva un dubbio atroce: in questa rosa, perfino un Isai fuori dai piani sembra preferibile a questo Pellegrini.

Fantasmi in campo e scelte discutibili

Le scelte di formazione non hanno pagato. Ratkov, schierato titolare per l’assenza di Daniel Maldini, è stato un fantasma. Cancellieri? Oggi è sembrato il miglior difensore del Torino, dato che per la causa laziale non ha prodotto nulla. Anche i leader tradiscono: Zaccagni vive un’involuzione impressionante, un’altra prestazione anonima e priva di mordente che preoccupa l’ambiente.

Nessuna reazione: il raddoppio è un’agonia

Nel secondo tempo ci si aspettava la bava alla bocca, e invece è arrivato il raddoppio di Zapata al 53′. Un colpo di testa lento, in un’area affollata dove nessun difensore della Lazio ha accennato il salto. Anche Provedel è parso muoversi con i piedi di piombo, quasi avesse dei pesi da 30 kg alle caviglie.

L’ingresso di Noslin ha portato l’unico brivido della ripresa, ma è troppo poco. Se non riesci a tirare in porta contro un Torino tutt’altro che irresistibile, significa che il problema è strutturale.

Verso il peggior piazzamento dell’era Lotito?

I numeri non mentono: 34 punti dopo 27 giornate. La classifica piange e il rischio di chiudere la stagione con il peggior piazzamento della gestione Lotito è reale. I tifosi puntano il dito contro la presidenza e il DS Fabiani per una rosa costruita male e gestita peggio.

Oggi non abbiamo visto scivolate, non abbiamo visto raddoppi, non abbiamo visto grinta. Abbiamo visto una squadra con la testa altrove, svogliata e tecnicamente povera. Tolti Provedel, Romagnoli e Taylor, il resto della formazione titolare oggi sembra non essere da Lazio.


Voi cosa ne pensate? Chi è stato il “meno peggio” in questo sfacelo totale? Dite la vostra nei commenti.

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