Antonio Candreva è atterrato a Milano. Il centrocampista svolgerà le visite mediche nella giornata odierna per poi firmare il contratto con l’Inter.
“E’ un’emozione fantastica, ora vado a fare le visite per poi firmare il contratto. Non ho parlato ancora con Mancini ne con nessun altro. Ho sempre voluto l’Inter. Sarà il campo a dire se la squadra è da Champions”.
Queste sono le prime parole da neroazzurro dell’ormai ex Lazio.
La trattativa è andata avanti tutta la notte per raggiungere le richieste del presidente della Lazio ma che non sono ancora trapelate. Le richieste erano di 25 milioni di euro che fino a pochi giorni fa non erano raggiunti neanche con i bonus.
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Agosto è il mese che concede più o meno a chiunque un po’ di vacanza e di relax per ricaricare le batterie in vista di un nuovo anno di lavoro, ma il calciomercato invece entra nel vivo e sono molti i presidenti e i procuratori impegnati come mai nel resto dell’anno rispettivamente per rinforzare le varie rose e per assistere i propri calciatori nel momento più caldo per le trattative. Sono molte infatti le squadre di Serie A che, a un mese dalla fine della sessione estiva di mercato, vanno alla ricerca di quei giocatori che potrebbero completare le varie rose. Di seguito un resoconto del mercato squadra per squadra, dove saranno riassunti gli affari più importanti (sia in entrata che in uscita) compiuti fino ad ora e saranno descritti i prossimi obiettivi delle 20 protagoniste del torneo.
ATALANTA: sulla panchina bergamasca si è insediato l’ex Genoa Gasperini, sotto la cui gestione la Dea ha portato a Bergamo giocatori del calibro di Paloschi e Zukanovic. Assolutamente da riempire i vuoti lasciati a centrocampo da Cigarini, passato alla Samp e da De Roon, trasferitosi invece al Middlesbrough. Via anche Bellini, ritirato dal calcio giocato e Paletta, che torna al Milan dopo il prestito. Trattativa in corso per tenere un altro anno Borriello, attualmente svincolato, mentre l’obiettivo a centrocampo prende il nome di Quaison dal Palermo, che potrebbe però rimanere in Sicilia viste le già molteplici cessioni illustri da parte di Zamparini. Voto 6.
BOLOGNA: povero fino ad ora il mercato in entrata del Bologna: tra i nuovi arrivati menzioniamo Verdi (dal Milan) come unico nome. Quello in uscita è rappresentato invece dalla cessione di Giaccherini al Napoli e dal trasferimento di Zuniga al Watford. In uscita Diawara, con cui i rossoblu intascherebbero un bel tesoretto per completare la squadra: si pensa a Valdifiori, Diamanti e Dzemaili per il centrocampo, mentre in attacco il sogno sarebbe Giuseppe Rossi. Al momento mercato gravemente insufficiente, voto 4.
CAGLIARI: importanti gli arrivi di Bruno Alves, neo vincitore dell’Europeo con il Portogallo, Ionita, prelevato dal Verona e Padoin, fuori dal progetto Juve. Al momento i migliori della rosa sono rimasti in terra sarda, ma la squadra non è ancora completa per centrare la salvezza: i profili più interessanti sono quelli di Isla per la difesa, Inler per il centrocampo e Adebayor, in cerca di rilancio a 32 anni dopo l’esperienza sfortunata con il Crystal Palace, per l’attacco. Al momento mercato più che sufficiente, voto 6.5.
CHIEVO: partito Bizzarri, destinazione Pescara, il rimpiazzo è stato trovato in Sorrentino. Contratto finito per Pepe e Pinzi, si pensa a El Kaddouri per rinforzare il centrocampo e Ciofani per completare il reparto offensivo. Voto 5.5.
CROTONE: calabresi che con la rosa attuale farebbero probabilmente una figuraccia: gli arrivi di Tonev dal Frosinone e di Mesbah dalla Samp non bastano per migliorare una rosa privata tra gli altri di Budimir, ceduto ai blucerchiati. Nomi caldi in entrata quelli di Chibsah dal Sassuolo per il centrocampo e Ciofani per l’attacco. Voto 5.
EMPOLI: il neo allenatore Martusciello dovrà fare a meno di una gran parte dei protagonisti delle passate stagioni: sono tornati alle rispettive basi Zielinski, Ariaudo e Paredes, inoltre sono stati ceduti Tonelli al Napoli e Mario Rui alla Roma. Tornato Barba dal prestito allo Stoccarda, i toscani hanno acquistato l’esperto Pasqual, ex-viola e Gilardino. Serve più di un rinforzo a centrocampo e i nomi che circolano (es. Crisetig) non fanno certo sperare in una salvezza tranquilla come gli anni scorsi. Voto 4, in attesa che la squadra si rinforzi con le entrate derivanti dalle cessioni.
FIORENTINA: mercato viola al momento assente: sono tornati a Firenze dai prestiti gli esuberi Rossi e Gomez, che la dirigenza dovrà essere brava a piazzare prima del 31 agosto. Via coloro che sono arrivati in prestito l’anno scorso: si tratta di Belanouane, Tino Costa e Tello, che la Fiorentina vorrebbe in prestito per un’altra stagione, ma il Barcellona al momento non sembra cedere. Voto s.v.
GENOA: via Gasperini, dentro Juric sulla panchina rossoblu, che ha riportato a Genova Miguel Veloso, acquistato dalla Dinamo Kiev, e Gentiletti dalla Lazio. Le cessioni di Suso e Cerci per fine prestito e quelle di De Maio e Ansaldi a titolo definitivo hanno al momento indebolito non poco la squadra rispetto alla passata stagione. Ma il mercato è ancora lungo e Preziosi sul suo taccuino ha una lunga lista di giocatori da portare a Genova, tra cui figurano Matri, Pinilla, Dzemaili, lo stesso Suso e Barba. Al momento impossibile dare più di 4 al mercato del Genoa.
INTER: il mercato estivo dell’Inter è in realtà iniziato a febbraio, quando è stato raggiunto l’accordo con Banega, in scadenza con il Siviglia. Sempre a titolo gratuito è arrivato Erkin dal Fenerbahçe e per circa 7 mln è stato prelevato Ansaldi dal Genoa. Ora si punta forte su Candreva, la cui trattativa è al capolinea: domani compirà infatti le visite mediche con i nerazzurri, che verseranno nelle tasche biancocelesti circa 25 mln bonus compresi. Probabile la partenza di Icardi, che verrebbe sostituito dal giovane e talentuoso Gabigol. Sul fronte cessioni sono scaduti i prestiti di Ljajic e Telles, mentre è stato ceduto alla Roma Juan Jesus. Voto 7
JUVENTUS: al momento mercato superlativo quello della Juve: acquistati Pjanic, Dani Alves, Benatia, Pjaca e Higuain, per un totale superiore a 160 mln di euro complessivi. Morata è tornato al Real Madrid, mentre Cuadrado è tornato al Chelsea dopo un anno di prestito e Caceres ha terminato il suo contratto con i bianconeri. Spinosa la situazione Pogba, sempre più vicino al Manchester United per una cifra che sfiora i 120 mln di euro. Se il francese dovese andar via si tornerebbe su Cuadrado e sarebbe scontato l’acquisto di un nuovo centrocampista: i nomi che circolano sono quelli di Matic, Witsel e Sissoko. Anche con la cessione di Pogba il mercato della Juve avrebbe un voto altissimo, ma l’ufficialità non è ancora arrivata e mettiamo un 9.
LAZIO: in entrata abbiamo, oltre a Vargic (preso a gennaio), gli arrivi di Immobile, Jordan Lukaku e Wallace. Cessioni vere e proprie non ve ne sono ancora state, ma sembra in discussione la permanenza di Marchetti (sembra infatti che Inzaghi prediliga Berisha), mentre Candreva è da considerarsi ormai un giocatore dell’Inter. Da sciogliere c’è anche il nodo Keita, che dopo la litigata con Lulic non si è più visto col gruppo e ha chiesto la cessione. Per sostituire le due ali partenti i nomi più accreditati sono quelli di Thauvin e Gomez, mentre Rodrigo Caio dovrebbe essere il prossimo rinforzo del settore difensivo. Voto 5 considerando Candreva un giocatore dell’Inter.
MILAN: l’attesa per il cambio al vertice non sta giovando al Milan, che ha acquistato solo Lapadula, lasciando però partire molti veterani dagli stipendi pesanti, come Mexes. Boateng e Alex. Via anche Menez, tornato in patria al Bordeaux. Difficile anche stilare una lista degli obiettivi rossoneri: senza la cessione di Bacca, l’unico rossonero ad avere un grande mercato, in entrata potrebbe non arrivare nessun altro. Voto 4.5.
NAPOLI: la cessione di Higuain e i risultati dell’evento sui tifosi riassumeranno, comunque vada a finire, il mercato del Napoli, che ha perso la sua punta di diamante, cedendo il Pipita a quella che non è più una diretta concorrente per il campionato, la Juventus. Garcia tempo fa diceva che la Juve avrebbe dovuto giocare un campionato a parte, e aveva ragione. La domanda è se il Napoli senza il suo bomber riuscirà a insidiare le zone alte della classifica, nonostante i 94 mln ricevuti per far partire Higuain, un tesoretto con cui costruire una nuova squadra. Sono arrivati Milik dall’Ajax, Tonelli dall’Empoli e Giaccherini dal Sunderland via Bologna. Ora i progetti del Napoli prevedono l’acquisto di Zielinski, di proprietà dell’Udinese e di un’altra punta da affiancare a Milik. Voto 5 solo perchè la Juve ha pagato la clausola rescissoria di Higuain e il Napoli non ha potuto far nulla per trattenerlo.
PALERMO: si prevede un’altra stagione di sofferenza per i rosanero, che fino ad ora hanno perso Vazquez, acquistato dal Siviglia, Gilardino e Sorrentino. Gli acquisti effettuati fino ad ora non garantiscono la permanenza in Serie A, ma manca ancora un mese alla fine del mercato e Zamparini ha ancora la possibilità di costruire una squadra competitiva. Voto 3.5.
PESCARA: unico acquisto degno di nota fino ad ora per i delfini quello di Bizzarri per la porta, ma serve urgentemente il sostituto di Lapadula, partito per Milano, sponda rossonera. Si pensa a Osvaldo, attualmente svincolato e a Trotta. Per la difesa spunta il nome di Stendardo, mentre il centrocampo potrebbe essere arricchito con l’arrivo di J. Mauri. Voto 4.5.
ROMA: il mercato in entrata della Roma si è concentrato sull’acquisto (fino ad ora) di giovani importanti per il futuro, come Gerson, prelevato dal Fluminense, Juan Jesus, Mario Rui e Seck, proveniente dalle giovanili biancocelesti e che in uno dei primi allenamenti con la nuova maglia si è scontrato proprio con Rui, causando al portoghese la rottura del crociato. Roma quindi alla ricerca di un nuovo terzino sinistro; tra le alternative si è proposto addirittura l’ex Riise. Fronte cessioni: il discusso trasferimento di Pjanic alla Juve ha portato nelle casse giallorosse più di 32 mln di euro, mentre Ljajic e Iago Falque sono stati ceduti al Torino, De Sanctis al Monaco e Castan alla Sampdoria. Contratti terminati con Maicon e Keita. Suggestione Fazio per la difesa, ma Sabatini non molla la presa per Nacho del Real Madrid. Difficile invece l’arrivo di Borja Valero dalla Fiorentina. Voto 5.
SAMPDORIA: con l’arrivo di Giampaolo la squadra è stata rivoluzionata: sono arrivati Budimir, Castan, Cigarini e Bruno Fernandes, mentre hanno fatto le valigie Moisander, Correa e Fernando. Si tenta di proseguire il prestito di Dodo per la fascia sinistra. Voto 6.
SASSUOLO: in attesa di conoscere il futuro in Europa League il Sassuolo non si è fino ad ora sbilanciato sul mercato, cedendo solo Vrsaljko all’Atletico Madrid per una cifra superiore ai 15 mln di euro. Quando il futuro dei neroverdi sarà più chiaro probabilmente inizierà il mercato. voto s.v.
TORINO: come anticipato il Torino ha fatto spesa in casa Roma, acquistando Ljajic e Iago Falque. La cessione di Glik al Monaco per soli 5 mln sembra una follia; il polacco è stato poi rimpiazzato con l’arrivo di Ajeti, che l’anno scorso aveva ben figurato con la maglia del Frosinone. Il richiestissimo Valdifiori, in uscita dal Napoli, è un obiettivo anche del nuovo Torino firmato Mihajlovic. Voto 5.5,
UDINESE: arrivato Fofana dal Manchester City, la dirigenza bianconera ha compiuto anche due ottime mosse in ottica futura, acquistando Penaranda dal Granada e De Paul dal Valencia; la domanda è se riusciranno a far dimenticare alla piazza bianconera l’addio di Di Natale. Difficile trattenere Zielinski, obiettivo del Napoli. Se partirà anche lui si dovrà trovare un rimpiazzo a centrocampo, data anche la cessione a titolo definitivo di Bruno Fernandes alla Samp. Voto 6.
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Fernado Couto, nato ad Espinho in Portogallo, ha vestito la casacca biancoceleste dal 1998 al 2005 con un bagaglio laziale di 145 presenze e 9 gol realizzati.
Carriera
Giovanili
19??-19??
Lusitânia
1986-1987
Porto
1987-1988
Porto
1 (0)
1988-1989
→ Famalicão
0 (0)
1989-1990
→ Académica
28 (3)
1990-1994
Porto
106 (10)
1994-1996
Parma
39 (4)
1996-1998
Barcellona
44 (0)
1998-2005
Lazio
145 (9)
2005-2008
Parma
63 (1)
1989
Portogallo U-20
4 (0)
1989-1990
Portogallo U-21
6 (1)
1990-2004
Portogallo
110 (8)
Carriera da allenatore
2012-2014
Braga
Vice
Palmarès
Mondiali di calcio Under-20
Oro
Arabia Saudita 1989
Europei di calcio
Argento
Portogallo 2004
Palmares
1 World Youth Championship (in Riyadh, Saudi Arabia, in 1989)
3 Portuguese First Division Championships (for FC Porto in 87/88, 91/92 and 92/93)
3 Portuguese Cups (for FC Porto in 87/88, 90/91 and 93/94)
2 Cândido de Oliveira Supercups (for FC Porto in 90/91 and 92/93)
1 Liga (Barcelona nel 1997/98)
2 Coppa di Spagna (Barcelona nel 1996/97 e nel 1997/98)
1 Supercoppa spagnola (Barcelona nel 1996/97)
1 Scudetto (Lazio nel 1999/00)
2 Coppa Italia (Lazio nel 1999/00 e nel 2003/04)
1 Supercoppa Italiana (Lazio nel 1999/00)
2 Coppa delle Coppe (Barcellona nel 1996/97, Lazio nel 1998/99)
1 Coppa Uefa (Parma nel 1994/95)
1 Trofeo di Amsterdam 1999
Dal 2009 ha intrapreso la carriera di dirigente sportivo, divenendo prima membro dirigenziale della Federazione portoghese, poi ricoprendo dall’anno successivo il ruolo didirettore sportivo dello Sporting Braga, che giunge con Domingos Paciência fino in finale dell’Europa League.
Dopo aver intrapreso nel Braga la carriera manageriale, Couto si cimenta nella stessa società portoghese nel ruolo di vice allenatore a partire dall’estate del 2012, andando ad affiancare il tecnico José Peseiro. Dopo il cambio dell’allenatore resta nello staff di Jesualdo Ferreira.
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Il mercato in uscita della Lazio entra nel vivo. Edy Onazi è atterato stamane ad Istanbul. L’operazione tra il club capitolino ed il Trabzonspor è arrivata alla conclusione. Il suo passaggio era previsto per le settimane precedenti ma il “fallito colpo di stato” avvenuto in Turchia ha rimandato il matrimonio fino a questi giorni. Il nigeriano ha collezionato 5 anni di Lazio tra primavera e primasquadra. Le cifre dell’affare parlano di 5 milioni di euro più bonus ma ancora non è arrivato nulla di ufficiale.
Il caso Keita invece potrebbe prendere la piega del 2caso Candreva”. Al contrario del giocatore romano, il Monaco sembrerebbe che avrebbe fatto un’offerta a Lotito che non ha soddisfatto le sue richieste. Se il giocatore non dovesse partire si rischierebbe un nuovo caso “Zarate” dove rimarrebbe fuori rosa fino a scadenza contratto.
Le cifre di quest’ultimo parlano di 25 milioni offerti dal club a Lotito mentre la Lazio ne chiederebbe almeno 30.
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Lotito intervenendo durante la presentazione di Diaconale, rilascia le seguenti dichiarazioni:
“Lo scopo è riportare la normalità. Ho fatto un editoriale dove ho detto che i risultati si ottengono solo grazie a tutti i componenti. Ovvero la società, i calciatori, lo staff tecnico e la tifoseria. Con unione di intenti si possono ottenere certi risultati. Le esperienze in Nazionale mi hanno confermato che al di là della qualità dei giocatori quello che conta è il clima che c’è intorno e all’interno del gruppo. I giocatori sono persone come noi che risentono delle pressioni ambientali positive e negative. L’ambiente all’unisono deve concorrere al raggiungimento degli obiettivi. Se io devo scegliere la legalità e il consenso io sceglierò sempre la legalità. Questo deve essere chiaro a tutti. Dobbiamo lavorare per questo risultato. Quando ho portato Peruzzi in giro per il centro sportivo è rimasto sbalordito. Mi ha detto che ho trasformato tutto e che quando c’era lui l’acqua calda non funzionava bene. E’ l’impronta dell’organizzazione e dell’ordine, che significa regole per tutti. Chi era abituato ad assumere comportamenti non in linea o ad avere privilegi ha portato quindi a contrapposizioni. Al di là di Lotito si stanno creando degli alibi emozionali che creano un danno alla lazialità. Vorrei essere giudicato per quello che faccio. Nemo propheta in patria: in Italia vengo considerato come una persona capace, a Roma come un delinquente che toglie i sogni ai tifosi. Ieri sono stato 7 ore nel centro sportivo a lavorare per la Lazio, questo non viene riconosciuto ma vengo considerato un padrone. Non siamo stati in grado di vendere bene quello che abbiamo fatto.” Poi continua parlando del rapporto con De Martino e la comunicazione:
“Insieme a De Martino abbiamo costruito tante cose, siamo stati i primi ad aprire una radio. Abbiamo una tv di qualità e una rivista che le altre società hanno abbandonato. Vogliamo dare ai tifosi degli strumenti per essere partecipi. Abbiamo una catena di negozi, questo è diventato un demerito. Già stiamo allestendo un negozio nel centro commerciale di Roma Est. Siamo cercando di mettere in condizione i laziali di essere vicini alla squadra. Abbiamo un pullman di proprietà, cosa che la Lazio non aveva mai avuto nella storia. Siamo italiani, dovremmo rivendicare la nostra nazionalità e il nostro marchio d’origine che è anche rappresentanza del territorio. Gli altri stanno deturperando gli aspetti emozionali. Noi non vogliamo curare soltanto il risultato ma anche la ricchezza umana. Oggi manca il pathos, il coinvolgimento emotivo, che non è dettato solo da un presidente che non rende partecipi i tifosi. E’ cambiato la mentalità dei tifosi, dobbiamo riportare l’essere, non l’avere. Nel momento in cui alcune componenti sono le prime che rivendicano posizioni si crea una crisi che tocca la fierezza e l’orgoglio di un club come la Lazio. Se non tramandiamo certi aspetti perdiamo le nostre caratteristiche. Con la nuova Comunicazione vogliamo riportare entusiasmo, non è un problema economico. La Lazio oggi non chiede, è autonoma, è libera e indipendente. Anzi, dà suggerimenti su come agire nel mondo del calcio. Questo viene considerato un elemento negativo”. Infine una battuta o meglio un appello per il futuro:
“Tutti insieme dico: ripartiamo! Dobbiamo valorizzare quello che siamo, rischiamo di perdere tutto quello che abbiamo costruito in più di 100 anni di storia. Noi dobbiamo essere orgogliosi di noi stessi, quello che abbiamo non ce lo può togliere nessuno. In passato invece è accaduto. Io sono un uomo libero, non voglio che il club sia condizionato da nessuno, nemmeno dal sottoscritto. L’interesse del club è l’interesse supremo, viene prima di me, della squadra, dei calciatori e dei tifosi. Se non esiste il club non esistono le altre componenti. Abbiamo fatto sforzi sovrumani per salvare la nostra identità, altre società sono nate dal fallimento. Noi siamo ancora quelli nati nel 1900. Queste innovazioni sono necessarie per la crescita del club”.
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Nuovo tormentone, l’ennesimo in casa azzurra, Antonio Candreva, secondo alcune indiscrezioni, non si è presentato in Paideia per le visite mediche precampionato anche se dovrebbe farle in casa Inter. Tra il giocatore ed il club milanese è già stato trovato l’accordo per 2,7 milioni di euro a stagione (x 4) ma l’ingranaggio che si è “intoppato” tra il club milanese e quello capitolino, è la parte dei bonus che non soddisfa Lotito, il quale vuole arrivare a 25 milioni di euro (minimo).
Accordo che mette in pausa la pista Thauvin del Newcastle, il centrocampista è messo nel mirino per sostituire il centrocampista laziale che punta milano ma l’attesa prolungata tra i due club potrebbe far saltare l’arrivo del giocatore francese, infatti il Marsiglia rivuole il giocatore e sta sondando il terreno per riportarlo in patria. Se l’affare Candreva dovesse andare in porto, il giocatore francese dovrà scegliere la sua destinazione e secondo le indiscrezioni la scelta principale potrebbe essere proprio la terra francese e la Lazio potrebbe spostare il tiro andando da Papu Gomez dell’Atalanta.
Naturalmente queste sono ancora voci di mercato con nulla di ufficiale, l’unica cosa certa è fin che Antonio non lascia Formello, il mercato per il centrocampo rimane bloccato
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Brighton-Lazio partita amichevole terminata con la vittoria dei biancocelesti in terra inglese con il gol di Morrison.
Una buona gara estiva quella giocata dagli uomini di Mister Inzaghi ma il cammino per la serie A deve ancora delinearsi.
Nel post partita sono intervenuti sia Milinkovic e sia Morrison l’autore del gol vittoria.
Milinkovic:“Abbiamo giocato bene contro un’ottima squadra, mister Inzaghi è soddisfatto di quello che abbiamo fatto vedere in campo. Ho giocato tutta la partita per la prima volta in questa pre-season, è stato importante per me. Devo lavorare ancora per trovare la giusta condizione fisica.
Dobbiamo migliorare a livello fisico, dobbiamo mettere più potenza fisica nella parte finale delle partite.
Morrison è tecnicamente eccezionale, è un giocatore importante. Lukaku lo conosco da quando giocavo in Belgio, è molto bravo. Djordjevic sta bene, penso che non sia nulla di grave”.
Morrison:“Sono molto contento per la prestazione di oggi, fisicamente sto bene. Ho segnato un bel gol che ha coronato un match contro un avversario complicato. Abbiamo fatto un buon possesso palla e ora bisogna continuare così, anche nella seconda parte della nostra pre-season”.
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Ora è certo: il membro del Consiglio d’amministrazione della RAIArturo Diaconale sarà il nuovo responsabile della comunicazione biancoceleste. L’ex redattore de “Il Giornale” subentrerà quindi a Stefano De Martino, che pochi giorni fa sembra aver avuto un’accesa lite con Lotito, il quale ha deciso successivamente di sollevarlo dall’incarico. De Martino però non andrà via da Formello almeno per altri due anni, avendo stipulato con lo stesso Lotito un contratto per la gestione della rivista e della radio ufficiale biancocelesti fino al 2018.
Ma domani sarà il giorno di presentazione del nuovo responsabile della comunicazione biancoceleste, Arturo Diaconale, che nelle sue prime dichiarazioni da membro dello staff biancoceleste ha spiegato:”Il dialogo sarà la mia arma. Il mio obiettivo sarà quello di ricucire il rapporto con i media, con la tifoseria e con la città”. Un compito difficile, visto che sarà importante ricucire il rapporto con una tifoseria per la stragrande maggioranza avversa all’operato societario e sempre più spaccata al suo interno dopo il comunicato della Nord di rientrare allo stadio in questa stagione, nonostante la lotta di molti tifosi di lasciare lo stadio vuoto stava portando a risultati importanti. E anche i media risultano un nodo spinoso per la società biancoceleste: a molti non è andata giù la scelta di Lotito di non rispondere ad alcuna domanda durante la conferenza stampa di qualche settimana fa, in cui veniva espresso il punto di vista della società sulle premature dimissioni di Bielsa.
Ora sarà compito del nuovo arrivato modificare una situazione in cui la Lazio risulta distante in primis con la propria tifoseria.
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Roma 29-03-2014 Stadio Olimpico Campionato Italiano 2013/2014
Lazio-Parma 3-2: nella foto: esultanza Candreva
Foto Di Stasi-Gmt
La Lazio è in terra inglese in attesa di giocare l’amichevole. Intanto a Roma rimangono sia Antonio Candreva che Keita Balde.
Per il primo sembra ormai certa la sua destinazione finale ovvero quella milanese. Già nella giornata di domani il calciatore di Tor de Cenci potrebbe essere ufficializzato con la casacca nerazzurra. Le voci parlano di una fumata bianca tra i due club tanto che il giocatore farà le visite mediche alla “Pinetina” e molto probabilmente Giovedi raggiungerà la rosa di Mancini per allenarsi con la sua nuova squadra. Le dichiarazioni di Antonio aprono alla trattativa:” “È una situazione che si sta definendo proprio in queste ore, anche se ancora non c’è nulla di ufficiale”.
Per quanto riguarda invece Keita, la sua permanenza a Roma sembra andar pian piano sfumando, rimasto a casa dopo essersi messo d’accordo con la società biancoceleste, il classe ’94 vuole cambiare aria dopo che il suo agente ha chiarito che il giocatore vorrebbe giocare titolare e che non è felice attualmente della situazione. Il Monaco potrebbe approfittare della situazione, il club aveva già puntato il giocatore e anche per lui, la prossima settimana potrebbe ricevere un’offerta ufficiale.
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La situazione in casa biancoceleste non è delle migliori,almeno sotto l’aspetto dello spogliatoio. Candreva, verso l’Inter, Keita che vuole andarsene, un Marchetti in dubbio, Lucas Biglia potrebbe rinnovare la prossima settimana.
Secondo quanto riportato dalla rassegna stampa di radiosei, verranno offerti 2,5 milioni di euro a stagione più 500.000 euro di Bonus. Il prolungamento sarà di 3 anni e dopo che l’argentino dichiarò che voleva continuare la sua avventura con la casacca biancoceleste, le probabilità che rimanga sono alte anche se molte squadre stanno cercando di corteggiarlo. Un contratto che comunque per l’era Lotito è uno dei più alti, quasi fuori dalla media prestabilita dalla società capitolina.
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“Come la società Lazio deve ristrutturarsi anche la Curva non può permettere che i tifosi della Lazio si perdano. Questo non lo possiamo permettere, c’è voglia di tornare allo stadio, occupare il nostro settore ed andare in trasferta tutti insieme. Qui si rischia l’estinzione, dobbiamo ricrescere come tifoseria e tornare a seminare lazialità. Non possiamo permettere che si perdano generazioni di tifosi, non andare allo stadio per un anno ha portato una disgregazione totale. Capisco chi pensa che non andando allo stadio si fa un dispetto a Lotito, questi sono argomenti di discussione anche tra di noi del gruppo. Abbiamo cercato di sensibilizzare le istituzioni rispetto al problema delle barriere, ma ora abbiamo l’obbligo di tornare ad essere quello che eravamo. Dobbiamo farlo per i più giovani, per quelle generazioni che si rischia di perdere”.
Come già detto lo stesso Diabolik, l’ambiente laziale si è ulteriormente spaccato e non solo tra Curva ed altri settori, ma anche dentro il gruppo che “pilota” il tifo laziale con persone che hanno deciso di non seguire la decisione della maggioranza. Una situazione delicata ed un odore di rabbia che si sente nell’aria con centinaia di dibattiti sulla questione. Intanto il campionato sta iniziando, la società sta facendo le sue mosse e le contestazioni avvenute in questi 12 anni sembrano perdere di credibilità: è quello che scrive un tifoso laziale sui social.
Tornare uniti e contestare la società all’interno dello stadio, supportando la squadra e protestando con cori, quest’ultimo è un altro pensiero opposto sempre di un altro tifoso laziale. Ambiente dunque spaccato in due e Lotito potrebbe prendere a balzo la palla servita su un piatto d’argento.
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Dopo la litigata di mercoledi con Lulic, data dalla reazione di Keita in risposta a un fallo commesso durante un allenamento dal bosniaco ai danni del neo arrivato Lukaku, il futuro dell’ispanico-senegalese è diventato sempre più incerto: se prima di questo evento si era profilata la possibilità di cambiare aria ora questa sembra essere l’ipotesi più concreta. Già dopo aver “marinato” le visite mediche prima di partire per Formello il rapporto tra giocatore e società aveva cominciato a inclinarsi, e la poca chiarezza sul suo rinnovo contrattuale (scadenza del contratto a giugno 2018 a 700.000 € a stagione) non ha fatto altro che accentuare i dubbi di Keita e del suo entourage.
Dopo 5 anni tra Primavera e prima squadra i destini di Keita e della Lazio potrebbero perciò separarsi. Inutile dire che in caso di cessione questa sarebbe la plusvalenza più importante dell’eraLotito: Keita fu prelevato per circa 300.000 € dalle giovanili del Barcellona nel 2011 e la richiesta della Lazio per farlo partire ora si aggira intorno ai 35 mln di €, ma si potrebbe chiudere anche per una cifra vicina ai 30. Forte su di lui c’è l’interesse del Monaco, che avrebbe già recapitato un’offerta pari a 25 mln alla dirigenza biancoceleste, ma al momento senza successo.
Dopo due anni passati interamente in Primavera, con la quale ha vinto uno Scudetto e una Coppa Italia, Keita ha giocato le ultime 3 stagioni in prima squadra, dimostrando già dalle prime apparizioni tutto il suo talento, siglando nella prima stagione ben 5 reti in 25 presenze, molte delle quali da subentrato. Ma i primi malumori del giovane Keita si manifestano già nella stagione 2014/15, nella quale l’esplosione di Anderson, autore di una stagione superlativa, trattiene spesso Keita in panchina, che termina la sua stagione con un solo gol all’attivo in campionato, riuscendo a trovare spazio solo in Coppa Italia. Nella stagione passata il senegalese ha avuto più spazio ed è stato uno dei pochi punti positivi della stagione laziale, ma non è riuscito ad emergere completamente, anche per colpa di una squadra che aveva perso la sua identità di gioco, a tal punto che ad aprile Pioli fu costretto a lasciare anzitempo la panchina, per far posto al giovane Inzaghi, che dopo le varie vicende di quest’estate è stato confermato e punta forte sull’esterno.
Questa potrebbe essere la stagione più importante per l’esterno, ma arrivati ormai ad agosto gli interrogativi rimangono i seguenti: giocherà con la maglia della Lazio o no? Con chi sarà eventualmente sostituito? Una sua cessione, legata a quella di Candreva, non potrebbe destabilizzare un ambiente già sofferente, calcolando che molto spesso una rivoluzione così ampia della squadra non porta ai risultati attesi?
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La Curva Nord attraverso i microfoni di Radiosei , emette il seguente comunicato:
” Come la società Lazio deve ristrutturarsi anche la Curva non può permettere che i tifosi della Lazio si perdano. Questo non lo possiamo permettere, c’è voglia di tornare allo stadio, occupare il nostro settore ed andare in trasferta tutti insieme. Qui si rischia l’estinzione, dobbiamo ricrescere come tifoseria e tornare a seminare lazialità. Non possiamo permettere che si perdano generazioni di tifosi, non andare allo stadio per un anno ha portato una disgregazione totale. Capisco chi pensa che non andando allo stadio si fa un dispetto a Lotito, questi sono argomenti di discussione anche tra di noi del gruppo. Abbiamo cercato di sensibilizzare le istituzioni rispetto al problema delle barriere, ma ora abbiamo l’obbligo di tornare ad essere quello che eravamo. Dobbiamo farlo per i più giovani, per quelle generazioni che si rischia di perdere”.
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Dopo aver concluso le visite mediche di rito, il capitano biancoceleste, Lucas Biglia, si sta dirigendo proprio ora a Formello per il suo primo allenamento stagionale, in modo da non rimanere troppo indietro rispetto ai compagni durante la seconda parte del ritiro estivo. Ma il destino dell’argentino è ancora incerto, anche se dalle sue parole di stamattina filtra un velato ottimismo: “Spero di restare! A Roma sto bene, si deciderà tutto entro pochi giorni”. L’incontro con la società è stato fissato nella giornata di oggi, dopo la seduta di allenamento pomeridiana: verranno anticipate le cifre di una nuova proposta di rinnovo a Biglia, un colloquio preliminare in attesa che sbarchi in Italia il suo procuratore, organizzando così un nuovo incontro con Lotito e Tare per discutere seriamente del futuro del suo assistito. L’argentino si trova al centro del progetto biancoceleste e con le più che probabili partenze illustri di Candreva e ora anche di Keita diventerebbe il vero faro della squadra; inoltre le offerte giunte sin qui per l’argentino non sono state degne di nota, altro motivo che spinge società e giocatore a trovare un accordo per il rinnovo del contratto.
Intanto come ormai tutti sanno Candreva è sempre più distante dalla Lazio: oggi potrebbe essere la giornata conclusiva della sua avventura in biancoceleste per sbarcare a Milano, sponda nerazzurra. E l’addio di Candreva apre all’acquisto di Thauvin, di proprietà del neo-retrocesso Newcastle ma che nell’ultima stagione ha giocato in prestito al Marsiglia. Il francese, con molte probabilità, sarà l’erede della maglia numero 87 e il suo arrivo potrebbe concretizzarsi già nei prossimi giorni se Candreva verrà ceduto ufficialmente in tempi brevi.
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In casa Lazio, continua a tenere banco il caso-Keita. Il giovane senegalese non ha iniziato nel migliore dei modi la nuova stagione, con la richiesta di cessione fatta recapitare direttamente al quartier generale biancoceleste di Formello. Un mal di pancia dovuto al mancato ritocco dell’ingaggio, come vorrebbe il giocatore, mentre per quanto riguarda le garanzie tecniche l’allenatore laziale Simone Inzaghi ha garantito in più occasioni che Keita sarebbe la sua prima scelta nella nuova stagione. Nella serata di ieri il procuratore del calciatore Roberto Calenda è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Calciomercato” in onda su Sky Sport per fare chiarezza sull’attuale posizione del suo assistito e la volontà di cercare un’altra destinazione. “Per il momento non ci sono trattative con altre, neanche con il Monaco. Sono voci che vengono messe in giro per destabilizzare la situazione del ragazzo. Il diverbio con Lulic? Sono cose che succedono in ogni squadra e in ogni spogliatoio, e lì dovrebbero rimanere. Il fatto che sia uscita la notizia mi fa pensare che lo si faccia un po’ appositamente per complicare la sua situazione e per fare polemica“. Il procuratore nega una proposta di rinnovo della Lazio: “Non abbiamo mai rifiutato una proposta di rinnovo dalla Lazio perché questa non è mai arrivata. Abbiamo chiesto invece ufficialmente la cessione. Ci sono state una serie di promesse non mantenute. Keita non ha mai trovato nella Lazio la giusta continuità, è sempre stato utilizzato a intermittenza, in questo modo si sono un po’ sgretolati i suoi sogni. Ci sta quindi dopo questi anni passati così di pensare di trovare la continuità da un’altra parte. Keita è un professionista, ha un contratto fino al 2018, per cui se non arriveranno offerte importanti onorerà la maglia come ha sempre fatto. Ma la nostra volontà è chiara ed è quella di andare via. Poi il mercato si fa in due – conclude Calenda -, bisogna vedere cosa ne pensa il presidente ed eventualmente la cifra che viene richiesta. Lotito lo valuta come un top player, al contrario di quello che è l’ingaggio attuale”.
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Oggi è il giorno della presentazione di Jordan Lukaku alla stampa. Il primo a parlare è il ds Tare:
“Siamo qui per presentare il primo acquisto estivo. E’ un giocatore che seguo dai tempi dell’Anderlecht, quando faceva parte della seconda squadra che partecipò al torneo di Viareggio. Tramite un mio ex compagno ho sempre avuto modo di informarmi su di lui e ho avuto sempre ottime referenze. In questo ruolo abbiamo cercato un giocatore con caratteristiche offensive, ma allo stesso modo un giocatore che può crescere nel calcio italiano. Penso che abbia un grande futuro, dipenderà anche da lui, dal lavoro e dalla dedizione che metterà in campo. Il calcio italiano è difficile, per me può diventare un giocatore molto importante”.
Poi è il turno di Lukaku:
“Sono Jordan Lukaku, nazionale belga, giocò da terzino sinistro, sono contento di aver avuto questa opportunità alla Lazio e in Italia. E’ una società che ha grande passione. Ho voluto firmare perché so che qui posso migliorare. Gli osservatori sanno che ho potenzialità offensive, ma credo che grazie a questo campionato potrò migliorare tantissimo anche nella fase difensiva”.
Poi le consuete domande dei giornalisti:
Hai capito le differenza tra calcio italiano e francese?
Qui è molto più tattico, abbiamo un allenatore che si occupa della linea difensiva che su ogni azioni mi dà delle indicazioni. E’ tutto molto più dettagliato, ci concentriamo molto sull’avversario, già ho ricevuto una scheda sul prossimo avversario.
Sono stati importanti i consigli di Mertens e Nainggolan? Quest’ultimo ti ha parlato di Roma?
Ho parlato con Mertens, Nainggolan e Gillet ma mi parlavano della vita in Italia, non della Lazio. Mertens mi parlava della vita a Napoli e del campionato italiano. Non avevamo parlato di un eventuale arrivo in biancoceleste.
Hai parlato con tuo fratello Romelu? Potevi andare a giocare in Inghilterra?
Non siamo entrati nei dettagli con mio fratello, ognuno ha la propria carriera. Mi ha detto che era venuto il tempo per me di fare il salto di qualità. La Lazio poteva darmi questa possibilità importante.
Ti ispiri a qualcuno?
Sì, sicuramente Marcelo è il giocatore che nel calcio attuale mi ispiro e con il quale trovo alcune similitudini.
Che atmosfera hai trovato nello spogliatoio?
Non credo che ci sia un’energia negativa. Siamo tutti pronti a lottare e a dare tutto per la Lazio. Il Presidente ci ha detto negli spogliatoi che dobbiamo dare tutto. Abbiamo recepito il messaggio, dovremo farci trovare pronti per l’inizio del campionato.
Il tuo punto di forza? Quello debole? Conoscevi già la Lazio?
E’ ovvio, conoscevo la Lazio. Il primo ricordo che ho è la sconfitta in finale di Coppa Uefa con l’Inter. E’ una società famosa in tutto il mondo, ha avuto grandi calciatori nella sua storia. Sono rapido, sono forte nei contrasti e nell’uno contro uno. Dovrò migliorare nell’aspetto difensivo e su come piazzarmi in campo.
Hai parlato con Nainggolan di derby?
No, non abbiamo parlato di derby perché non sapevo ancora di andare alla Lazio. Ho avuto modo di parlarne coi nuovi compagni, mi hanno riportato l’importanza della partita. Non bisogna essere romani per sapere dell’importanza di questa partita, lo sanno in tutto il mondo.
Cos’è successo ieri in allenamento?
Siamo uomini e siamo calciatori, ci sono dei contrasti in campo che restano in campo e non entrano negli spogliatoi. È finita lì.
Caratterialmente come sei?
Non sono un giocatore che cerca di fare piccoli falli per dominare gli avversari. Faccio parlare i miei piedi, non sono uno irruente che cerca di infastidire l’avversario.
Un messaggio ai tifosi della Lazio?
Darò tutto per questo club, darò sempre il mio massimo in ogni partita. Cercherò di uscire sempre con la maglia bagnata, cercherò di renderli orgogliosi. Forza Lazio!
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Lotito si sa che per passare da carnefice a vittima è un vero maestro. E così dopo che Bielsa ha rifutato la panchina per la mancata garanzia di rinforzi, ecco che il presidentissimo fa la vittima. Accusa tutto e tutti, da Sabatini all’Afa non il caldo ovviamente ma la federazione Argentina. Cosi per dirla a modo suo : “Divide et impera” e cioè dividi i tuoi nemici e comanda. Quindi, ecco che arriva il primo rinforzo: Jordan Lukaku, fratello di Romelu. Jordan è arrivato per coprire il ruolo di terzino sinistro. Affare da 5 milioni di euro, più una percentuale su una futura rivendita da corrispondere all’ Oostende. Poi arriva Immobile, non in prestito ma a titolo definitivo: operazione da quasi 9 milioni di euro. E in una notte trattativa lampo con il Monaco per l’ acquisto di Wallace, difensore centrale cercato anche da Inter, Roma e Napoli. E con la cessione certa di Candreva destinazione Inter, è già prenotato Thauvin, cosa inconsueta per Lotito che di solito dopo una cessione illustre intasca i soldi. Senza dimenticare il difensore brasiliano Rodrigo Caio. E dulcis in fundo la pazza idea Falcao con Keita girato al Monaco. Occasione questa presentata dal procuratore di Wallace, e Tare ci sta pensando. Ma ovviamente il caso Pato ha subito sbugiardato il ds laziale, visto il costo dell’ operazione tra “Il Papero” e il Villarreal, ha fatto venire agalla che la Lazio non lo ha mai trattato sul serio. Ma non solo acquisti, è arrivato con un colpo di scena un’altra figura in dirigenza seppur con qualche anno di ritardo: Angelo Peruzzi viene nominato direttore tecnico, con il ruolo di fare da tramite fra spogliatoio e società. Un messaggio dato da Lotito come per screditare il suo fido scudiero Tare. E notizia di poche ora fa, che addirittura vorrebbe cambiare addetto alla comunicazione, altro nodo cruciale. Lotito ha visto poi la campagna abbonamenti a quota 10 e allora la paura di perdere credibilità già ai limiti storici dopo il caso Bielsa ha lasciato il suo segno. Ma questo cambiamento e la serie di acquisti mirati sono da valutare perché Lukaku e Wallace sono scommesse. Solo Immobile sulla carta è l’acquisto azzeccato per un attacco sterile, dove non c’erano nomi altisonanti. Basti pensare che eravamo solo con Djordjevic, Perea e Tounkara. Però caro presidente, questo per noi è sempre poco, per riavere il nostro amore e affetto serve altro, non questo fumo negli occhi, perché di questo si parla, di fumo negli occhi, noi sappiamo già che è solo una questione di facciata e già immaginiamo questa dichiarazione “Io la squadra la sto facendo e sto migliorando l’assetto societario” . E qualcuno lo perdonerà e correrà ad abbonarsi, proprio perché, come detto all’inizio, Lotito è molto abile a passare da carnefice a vittima.
Ma per i veri tifosi LAZIALI è sempre troppo poco. Servono altri segnali forti. Come cedere la società, allora sì che il popolo laziale ferito ritornerà compatto allo stadio ad essere vicino alla squadra.
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Il portale lalaziosiamonoi ha lanciato un’esclusiva non indifferente nel mondo Lazio. quanto riportato dal sito, ci potrebbe essere un cambio imminente nel settore della comunicazione laziale. Nella giornata di ieri, alcune voci hanno fatto trapelare un acceso botta e risposta tra il responsabile della comunicazione stampa e Claudio Lotito.
Il “biondo”, laziale ha il contratto in scadenza nel 2018, il suo ruolo fino all’ultimo giorno sarà quello di proseguire con gli aspetti della tv, radio e riviste ufficiali ma già dal mese di Agosto, il suo ruolo potrebbe essere preso da un’altra persona professionista che prenderà il suo posto.
Per ora noi non diamo l’ufficialità in quanto sono solo voci di corridoio.
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Supporters of SS Lazio with a banner against President Claudio Lotito ("Lotito thief of dreams"), before Italian Serie A soccer match between SS Lazio and Sassuolo, at the Olimpico stadium in Rome, Italy, 23 February 2014. ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI
Dalla contestazione che ha visto migliaia di persone in piazza ad il duo Immobile-Peruzzi alla Lazio.
Una mossa intelligente ma non troppo da parte della società biancoceleste.
Dichiarazioni post Bielsa con accuse verso il tecnico da parte della società ed una frase da parte di Lotito “l’ho preso pe fa felici solo i tifosi laziali” come se il presidente laziale ci volesse dare il contentino facendo poi passare Inzaghi come prima scelta (ennesima ruota del carro attappabuchi). Una dirigenza che tiene sulle spine anche Prandelli promettendo il posto al tecnico per poi abbandonarlo a se stesso mancandogli di rispetto sia personalmente che professionalmente. Per poi passare nel passato dove vi furono molte frasi d’insulto verso il suo popolo, verso la gente che finanzia la Lazio con biglietti,tv e soldi derivati dalle vendite dei prodotti S.S.Lazio.
Ora ci porta Immobile (giocatore nella norma ma di questi tempi è sempre meglio di Djordjevic. Peruzzi, bandiera laziale con un trascorso molto positivo con la casacca biancoceleste e idolo della maggior parte della tifoseria laziale. Tra l’altro lo stesso Angelo Peruzzi ha dichiarato che la società tra cui Lotito e Tare non devono influire sul suo lavoro di Club Manager ovvero non vuole ricoprire un ruolo di sola facciata.
Non scordiamoci che molti giocatori in rosa non sono contenti dell’andazzo societario e delle scelte per la prossima stagione: vedi Candreva che parte, Marchetti sostituito da un Berisha-Vargic-Strakosha, Keita scontento, Anderson che ha avuto degli attriti con la società per la convocazione a Rio, Biglia che non è molto convinto, Bielsa che neanche è arrivato e già ha capito come funziona la Malgestione societaria ma sopratutto finalmente i tanto attesi Abbonamenti mancati dove il popolo biancoceleste ha finalmente aperto gli occhi (in parte)
Un Peruzzi ed un Immobile non fanno primavera ma sopratutto anche se arrivano 12 o 25 big con una spesa di oltre 100 milioni in stile Barcellona, la questione non cambia! Non siamo cani che aspettano il biscottino per tornare allo stadio elogiando la società! Potremmo essere contenti che qualcosa si muove ma la società doveva gestire meglio la situazione in passato NON ORA IO NON CI CASCO!
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Alexandre Pato dopo aver collezionato 2 presenze ed un gol con la maglia londinese, torna al Corinthians per aver terminato il prestito. Una stagione deludente da Gennaio a quest’oggi che ha compromesso la sua valutazione di mercato. Il giocatore era stato accostato alla Lazio ma dopo che l’affare Bielsa è saltato, l’offerta è svanita con il licenziamento del tecnico.
Il Papero arrivò al Milan ancora minorenne diventando l’idolo della tifoseria rossonera con un palmares di 63 reti in 150 partite giocate. Le ultime stagioni di Milano la sua fama passò da giocatore fondamentale a giocatore sempre infortunato dove rimediò problemi fisici una partita si e due no che lo lasciarono fuori dal campo per diverso tempo.
I tifosi della serie A ormai lo riconoscono appunto per aver trascorso più tempo con le stampelle che col pallone sui piedi, poche offerte dai club italiani anche per questo. Ma il futuro del l’ex milanista potrebbe ritornare europeo:
si vocifera di una trattativa partita dal Villareal per aggiudicarsi il brasiliano per 5 milioni di euro. Il club spagnolo, qualificato per l’Europa League, vorrebbe appunto rinforzare la rosa per giocare le 3 competizioni che gli spettano nella prossima stagione. Ma se da una parte si vocifera della trattativa, dall’altra i tifosi spagnoli rimangono perplessi dell’acquisto con la paura che il giocatore potrebbe “floppare” anche questa stagione.
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La pista Jardel è stata abbandonata per spostarsi su Wallace.
Gianluca Di Marzio ha lanciato l’indiscrezione la quale vede un Igli Tare che sta chiudendo la trattativa con il difensore centrale dello Sporting Braga. Alto un metro e novantuno centimetri, piazzato come difensore centrale, con una stagione giocata nella norma (in ambito presenze) con la maglia del Monaco (prestito) Wallace potrebbe arrivare a Formello per una cifra che si aggira sui 10 milioni per il club e 1,5 milioni di euro a stagione per lui per 5 stagioni.
Dopo la partenza di Gentiletti, secondo l’esperto di calciomercato, potrebbe essere lui il sostituto dell’argentino data la rinuncia di Tare che non è riuscito a chiudere per Jardel. Intanto Immobile quest’oggi ha effettuato le visite mediche presso la clinica Paideia e si allenerà già da domani con il gruppo vista che oggi la rosa laziale ha un giorno di riposo causa rientro da Auronzo. Non si vedranno in campo i Lazionali che sono ancora in vacanza.
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Piero Ausilio ds dell’ Inter è partito per gli Stati Uniti per confrontarsi con la nuova proprietà e fare da mediatore in questo momento delicato in casa nerazzurra. All’aeroporto di Malpensa, intervistato da calciomercato.com. il ds dell’Inter si è espresso cosi su Antonio Candreva:
“Ci piace, solo che c’è distanza economica con la Lazio. Vedremo, entro la fine del mercato tutto è possibile. Altri arrivi? Siamo tanti, la rosa è composta da 21 giocatori, quindi entro il trentuno agosto ci concentriamo su un calciatore solo”,
L’arrivo di Candreva potrebbe far spengere il fuoco di polemica tra Roberto Mancini e Thohir altrimenti sarà il secondo divorzio dall’Inter. Il tecnico jesino vuole un segnale dalla società sul mercato, ma le sue idee non coincidono con Suning. Difatti il Mancio dopo la partita con il Psg ha dichiarato:
“Non è cambiato nulla rispetto a due giorni fa, la situazione è normale. Vedremo nei prossimi giorni. Sull’incontro con Erick Thohir non c’è nulla da chiarire in merito”.
Quindi Mancini vuole Antonio Candreva e viceversa ma Lotito chiede 25 milioni, l’ Inter non si muove dai 20 milioni. Forse ci sarebbe un ipotesi di limare quelle pretese con l’ inserimento di una contropartita tecnica, si vocifera Medel o Santon proposti alla squadra laziale. Quindi domani con l’ arrivo di Ausilio in America sicuramente ci sarà un incontro per capire le strategie possibili per i nerazzurri , affinché Candreva vesti nerazzurro.
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Marchetti portiere classe ’83 dal 2011 in forza ai biancocelesti, è stato messo secondo voci sul mercato per far posto a Berisha. Secondo lalaziosiamonoi.it , il Chelsea di Conte ha chiesto il portiere laziale per il ruolo di vice Courtois. Ma la valutazione di Lotito è sui 10 milioni. I londinesi offrirebbero sui 7. In caso di cessione, come si muoverebbe lo scacchiere biancoceleste in porta?
La Lazio attualmente ha in rosa quattro portieri: Marchetti, Berisha, Strakosha, Vargic e senza dimenticare Guerrieri girato in prestito al Trapani. Quindi troppi considerando anche il fatto che quest’anno non ci sono coppe europee. E allora o si decide per una cessione appunto, e come detto Marchetti è l’ indiziato numero uno, oppure si gira in prestito uno tra Strakosha e Vargic ma quest’ ultimo a 29 anni vorrebbe una soluzione definitiva e magari da titolare. Il contratto di Federico Marchetti poi, non è in scadenza quest’anno ma nel 2018, perciò anche se, si girerebbe un portiere in prestito, bisognerebbe poi rinnovare il contratto al portiere italiano, e a quanto pare Lotito non è interessato a questa soluzione, ma vuole monetizzare il più possibile una sua cessione. Quindi l’ ipotesi è Berisha titolare con Vargic come secondo e Strakosha terzo.
Per il capitolo Immobile invece, le visite mediche previste per oggi sono rinviate a domani.
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MILAN - APRIL 27: Angelo Peruzzi of Lazio in action during the Serie A match between Inter Milan and Lazio, played at the Giuseppe Meazza San Siro Stadium in Milan, Italy on April 27 2003. (Photo by Grazia Neri/Getty Images)
Sta circolando da poche ore la voce che Angelo Peruzzi rivestirà la casacca biancoceleste in veste di Club Manager.
Stando a quanto riportato dalla rassegna stampa di Radiosei, l’ex portiere laziale e Lotito si sarebbero incontrati a Villa San Sebastiano segretamente per delineare i dettagli del ruolo e delle cifre.
In passato gli fu già proposto il ruolo di Club Manager quando in panchina ci fu ancora Delio Rossi rifiutando però l’offerta.
Cosa farà Angelo Peruzzi?
Il ruolo che gli verrà assegnato sarà quello di curare i rapporti tra società e tifoseria, portare un clima di serenità nello spogliatoio laziale mettendo delle regole e sostenere Inzaghi nel suo lavoro.
Con il suo arrivo, Igli Tare che copriva più ruoli, può tornare a svolgere la sua mansione principale di DS.
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La principale discriminante per un telespettatore nello scegliere dove guardare la partita se si ha la possibilità di vederla su due aziende diverse è sicuramente la bravura del telecronista: uno dei telecronisti più bravi, competenti e popolari in Italia è sicuramente Pierluigi Pardo, 42 anni, nato il 04/03/1974; romano del quartiere Trieste, laureatosi in Economia nel 1999 e prodotto del laboratorio di giornalismo e comunicazione “Piccolo Gruppo” di Michele Plastino, dopo due anni di alternanza fra economia e radio inizia la sua carriera da telecronista a Stream nel 2001; nel 2003 Stream confluisce in Sky Italia e Pardo diventa uno fra i principali telecronisti di Sky, dove rimane fino al 2010, quando passa alla concorrenza diventando telecronista per Mediaset Premium, ruolo che ricopre ancora adesso. Negli ultimi anni Pierluigi Pardo è diventato ancor più famoso e apprezzato grazie al talk show sportivo “Tiki Taka (Il calcio è il nostro gioco)”, che conduce tutti i Lunedì che seguono il weekend di Serie A in seconda serata su Italia 1, e alla conduzione in radio del talk show sportivo “Tutti convocati” dal Lunedì al venerdì alle 14.00 e la Domenica alle 17.00 su Radio 24. Il popolare telecronista è stato intervistato da Blogo per spiegare i segreti della telecronaca perfetta e per parlare della sua carriera e dei suoi progetti.
Cosa non deve fare assolutamente un telecronista?
L’errore più grave è non emozionarsi, raccontare senza la giusta enfasi. Noi facciamo un lavoro che vorrebbero fare in tantissimi, dobbiamo essere consapevoli di questo grande privilegio. L’altro errore è, ovviamente, non prepararsi.
E allora, come prepari la telecronaca di una partita?
La preparo con i file delle squadre che aggiorno continuamente e che mi porto dietro. C’è una parte legata all’attualità, ai temi principali ed una ai numeri. La regola è prepararsi 1000 dati per poi dirne 10. L’importante è farsi trovare pronti se qualcosa succede. Se un giocatore sbaglia un rigore, bisogna sapere quanti ne ha sbagliati prima. Il numero fine a se stesso non ha senso, l’aneddoto fine a se stesso non ha senso, il dato statisticamente rilevante sì. Tutto ha senso se trova attinenza con quello che succede durante la partita.
C’è qualcosa che col passare degli anni hai eliminato o aggiunto nelle tue telecronache?
Ho aumentato la quantità di pause. Sono assolutamente decisive per dare enfasi. Se alterni frasi scandite e piene di enfasi a silenzi studiati sicuramente ottieni un grande effetto. Negli ultimi anni sono cresciuti i social network: durante la partita se succedono cose particolari consulto una serie di profili Twitter e di statistiche utili. Se nella finale di un Europeo segnano al terzo minuto c’è sicuramente un sito di statistiche, come Opta, che ti aggiorna e ti dice quante volte era successo prima. Il fatto è che non puoi preparare tutto prima della partita, tutte le combinazioni possibili. Cito sempre questo esempio: 2011, semifinale del Mondiale per club, nel Barcellona si infortunò Villa; durante la partita ci furono reazioni da parte di altri giocatori e venne emanato il bollettino medico del Barcellona. I social network erano più aggiornati delle immagini. Insomma, se succede qualcosa fuori dal campo bisogna essere molto reattivi e svegli.
Tutto questo lo fai tu autonomamente col tuo smartphone oppure te lo suggeriscono in cuffia dal coordinamento?
È tutto un lavoro individuale.
Quindi quando fai le telecronache hai il cellulare acceso?
Sì…anche se non so se sia il caso di dirlo in giro visto che tanta gente ha il mio numero (ride, Ndr). Parliamo di lettura su Twitter, non dei feedback. Un’altra cosa che faccio – stavolta con il coordinamento di Premium – è lo scambio di messaggi durante la partita con Graziano Cesari su episodi arbitrali complicati.
Hai un modello di riferimento?
Sandro Piccinini ha cambiato la storia di questo mestiere. È stato il primo telecronista moderno, con un linguaggio sincopato, con frasi brevi, pause. È uscito dalla frase tradizionale soggetto, predicato, complemento. È stato il primo a dire ‘non va, sciabolata, gran botta, pericolo, fischi per lui, pubblicità per noi’. Per me rimane un grande punto di riferimento. In generale mi piacciono i telecronisti che danno enfasi, senza esagerare. Trovo imperdonabile raccontare le partite con un atteggiamento un po’ da impiegati. La telecronaca non può essere monocorde, non ci può non essere emozione.
Qual è la migliore seconda voce con cui hai lavorato?
Ce ne sono tante, preferisco non citarne una, magari mi scordo qualcuno. È importante che con la seconda voce si crei equilibrio e armonia di rapporto. Col tempo l’intesa cresce. Per me è molto importante anche il bordocampo. Non mi piace quando il bordocampista dice una cosa e il telecronista va dritto per la sua strada come se non avesse parlato. Un minimo di interazione, a meno che il pallone non sia in area, anche un banale richiamo a quanto ha detto, dà un senso di squadra.
In Rai le telecronache degli Europei sono state fatte senza bordocampista…
Sì, invece nelle partite della Nazionale mi pare che il bordocampista abbia avuto come sempre in Rai il microfono sempre aperto.
Sì, solo in quelle. Nelle altre soltanto telecronista e seconda voce. Immagino sia una struttura che non ti entusiasmi…
In realtà la ricchezza non la fa il numero di voci, ma la competenza delle voci. In generale più spunti hai meglio è. Importante è evitare la confusioni di ruoli. Il telecronista fa il racconto, il play-by-play, la seconda voce dall’alto della sua esperienza ti offre un punto di vista diverso sull’azione e il bordocampista ti racconta da testimone oculare quello che succede in campo e in panchina che gli altri due non possono vedere.
C’è una seconda voce della concorrenza che apprezzi particolarmente?
Con Marchegiani e Bergomi (di Sky, Ndr) ho lavorato tantissimo e bene. Sono bravissimi. Bergomi è stato il campione delle seconde voci. Non soltanto ha ottime idee di calcio, ma anche grande capacità di esprimerle con tempi veloci e televisivi. Boban è uno spettacolare polemista.
Nelle tue telecronache qual è la percentuale monitor/campo?
Direi 70 campo, 30 monitor. Ma il monitor è importantissimo sui replay e in caso di infortuni. È un automatismo, tu stai con gli occhi sul campo ma appena il gioco si ferma istintivamente vai sul monitor. Il monitor va visto e va commentato, perché alla fine è quello che vedono gli spettatori. Chiaramente, un telecronista che guarda solo il campo e non guarda il monitor commette un errore.
Ti capita ancora oggi di fare telecronache da studio, da tubo come si dice in gergo?
Sì. La Diretta Premium o le partite di squadre straniere si fanno da tubo, vale sia per Sky sia per Mediaset. Non è così drammatico. Chiaro, è meno coinvolgente…
Fare le telecronache dal campo è più facile?
È più bello. Più facile no. Dal campo sei dentro l’evento, hai la possibilità di emozionarti più forte, hai la possibilità di vedere cose che altrimenti non vedresti. Però, ormai c’è un tale qualità, una tale abbondanza di telecamere che anche le telecronache da tubo mediamente sono buone. Non è drammatico.
C’è stata una tua telecronaca disastrosa a causa di difficoltà tecniche o per alcuni tuoi errori?
Non voglio fare il fenomeno, però disastrosa francamente no. L’incubo del telecronista rimane certamente sbagliare il marcatore del gol…
Ti è mai capitato?
Sì, all’inizio della carriera. Ai tempi di Stream in un Lazio-Udinese e in un Chievo-Milan. Ma parliamo del 2001, 2002. Sbagliare il nome dei giocatori a metà campo è grave, se sbagli il marcatore rischi la figuraccia totale. È l’epic fail!
Tra i tuoi colleghi c’è chi ha parlato di “postazioni drammatiche” in alcuni stadi. Dal San Paolo di Napoli allo Stadium di Torino…
No, di drammatico non c’è niente. Allo Juventus Stadium la postazione è all’ultima fila: avendone la possibilità me la prenderei dieci file sotto, ma è tutt’altro che drammatica. A Napoli Sky ha una postazione bellissima, noi siamo un pochettino più sopra, ma non ci vedo niente di drammatico. Drammatico è semmai il livello di certi stadi. Penso ai tanti tifosi che pagano il biglietto e quando piove si ritrovano in un settore senza copertura.
All’estero come è la situazione?
Al Camp Nou la postazione è altissima, è a strapiombo quindi buona, ma è davvero molto alta. In generale se devo stabilire una regola dico meglio alta che bassa, per una questione di prospettiva. Per esempio la postazione nello stadio del Dnipro, in Ucraina, che è molto bassa, non mi piace proprio, vedi tutto schiacciato.
Qual è stata la più forte emozione calcistica vissuta in telecronaca?
Raccontare i momenti in cui una squadra vince lo scudetto devo dire che è emozionante, a me è capitato varie volte. Poi c’è una bella fila di partite meravigliose: la finale di Coppa d’Inghilterra vinta dall’Arsenal nel 2002, il gol di Torres in Barcellona-Chelsea in contropiede in semifinale Champions nel 2012, la Supercoppa europea dell’anno scorso Barcellona-Siviglia 5-4 (il video) a Tbilisi, le due eliminazioni del Barcellona al Calderón contro l’Atletico Madrid, Napoli-Manchester City col San Paolo che era una bolgia, Chelsea-Benfica, finale di Europa League con gol all’ultimo minuto…
Ok. Quindi non c’è ne una che prevale su un’altra. Abitualmente risenti le tue telecronache?
No, non passo la vita a risentirmi o a riguardare Tiki Taka. Se capita o se c’è qualcosa di particolare che voglio verificare, sì.
Quanto ti è pesato non poter raccontare in diretta gli Europei?
È stata una mia scelta, in questi 40 giorni sono stato benissimo, ho fatto tante cose importanti, personali e professionali. Più che altro mi è mancato non essere stato a Lisbona o a Porto lunedì, dopo la vittoria, perché amo il Portogallo.
Quanto ti pesa non poter fare la telecronaca della Nazionale? Moltissimo. Non l’ho mai fatta, in passato l’ho seguita da inviato. Penso che poter raccontare ad un intero Paese la tua Nazionale sia l’emozione più grande che possa capitare. Spero un giorno di farla.
Quale partita di questi Europei avresti voluto commentare in particolare?
Italia-Spagna o Italia-Germania.
Da esperto, come valuti la copertura di Rai e Sky dell’evento in Francia?
Su Sky non ne ho vista neanche una dell’Italia, perché sono stato ad eventi in cui c’era la telecronaca della Rai. Per Germania-Italia ero al Premio Ischia e c’era maxischermo con Rimedio e Zenga. Quindi faccio fatica a risponderti, anche se a Sky sono bravi, c’è una grandissima cura, da pay tv. Sono affiatati e collaudati nel racconto, nello studio, gli opinionisti, gli inviati, non c’è dubbio.
E la Rai?
Ho seguito le telecronache della Nazionale, ho visto Insinna che è un fiume in piena, è bravo, è un artista colto e pop. Non mi sembra che ci siano stati grandi problemi, mi sembra che tutto sia filato liscio. Anche rispetto al passato, quando ci furono polemiche. Poi ognuno ha il suo stile…
A proposito di stile, è giusto che in Rai le telecronache siano più sobrie? Rimedio è molto distante da Caressa…
No, io penso che anche la Rai dovrebbe avere un po’ più di enfasi. In generale credo che Rimedio se la sia cavata bene, ha fatto un buon lavoro. Penso però che RaiSport potrebbe decidere di aprirsi al mercato anche per quanto riguarda la telecronaca, con giornalisti più popolari e riconoscibili, per fare un salto di qualità. Lo ha fatto sugli opinionisti come Sacchi e Balzaretti, lo fa per il giornalismo ‘politico’ con Sottile e Semprini, e soprattutto nell’intrattenimento, mentre nello sport evidentemente fin qui non ha voluto toccare certi equilibri anche se adesso finalmente leggo di un cambio di tendenza che reputo positivo (è di ieri l’indiscrezione del passaggio di Maurizio Compagnoni da Sky a Rai Sport, ma il diretto interessato a Blogo ha smentito, Ndr). A patto che si punti su un profilo di grande qualità e popolarità. E preciso che non sto parlando di me, che sto benissimo a Mediaset.
Per quale squadra di calcio tifa Pierluigi Pardo?
Un professionista è talmente concentrato sulla telecronaca che anche se avesse una simpatia per una squadra non la mostrerebbe. Poi ci sono quelli che da bambini hanno avuto una grande passione – io non sono tra questi – che magari faticano di più ad entrare in questa logica. A me viene abbastanza facile. Semmai ci possono essere simpatie per delle storie: se avessi fatto Francia-Portogallo, dopo l’infortunio di Ronaldo… credo sia abbastanza normale tifare Portogallo più di prima. In assoluto la risposta è ‘tifo per la partita’. Davvero, perché il mio incubo è che al 20esimo stiano 3-0 e tutto sia già deciso. Tifo perché succedano cose, perché la partita sia bella ed imprevedibile e soprattutto spero che gli ospiti del lunedì dopo a Tikitaka non perdano 4 a 0 in casa che sennò ci danno buca…(ride, Ndr).
Veniamo a Tiki Taka: che novità ci saranno?
Il gruppo di lavoro di Tiki, a cominciare dal direttore di Videonews Claudio Brachino, è già al lavoro per la prossima stagione. Una novità sarà il pubblico in studio, per la prima volta. Abbiamo chiuso con entusiasmo la terza stagione: per la prima volta avevamo una concorrenza, un programma in chiaro che provava a fare quello che facevamo noi (Il Processo del lunedì su Rai3, Ndr). Poteva esserci statisticamente il rischio di un calo e invece è stato l’anno migliore dal punto di vista dello share, che ha sfiorato medie dell’8% nel target individui, del 10% nel pregiato target commerciale (15-64 anni) e del 14% nel target giovani (15-34 anni). Continueremo a divertirci, ci saranno novità, ma il programma continuerà ad avere una sua cifra, sarà un programma generalista. Ogni tanto qualcuno dice che non sia un programma serio, certo che non lo è! È un programma da bar, ma nel quale vogliono venire tutti, dai grandi campioni agli intellettuali alle soubrette. Tutti parlano di calcio e la nostra è una dimensione pop. Insinna nel Grande Match ha portato questo tipo di elemento. In un programma generalista sul calcio non ti metti a fare 15 minuti di lavagna tattica, non te lo puoi permettere. Soprattutto se il programma arriva il lunedì sera, dopo che le lavagne tattiche le hai viste e le dichiarazioni le hai sentite. Sinceramente io considero un miracolo che Tiki Taka sia andato così in questi tre anni. Tre anni fa alcuni amici mi consigliarono di non farlo, ”sta roba è morta, da 15 anni il Processo di Biscardi non è più sulla generalista’. In effetti il programma di commento del lunedì sembrava morto e sepolto, l’idea che dopo tre anni sia ancora vivo e in buone condizioni è motivo di grandissimo piacere.
Il Processo del lunedì è stato cancellato da Rai3. La consideri una tua vittoria?
No, più calcio c’è in televisione e più io sono contento. Non ho mai avuto nessuna rivalità. Semmai lo scorso anno poteva essere un po’ più difficile per noi, poteva essere un problemino perché c’era un programma simile in onda il lunedì sera. Considero una vittoria il fatto che abbiamo avuto il miglior risultato di share l’anno scorso con la presenza di un programma che poteva drenare un po’ del nostro pubblico. Peraltro ogni anno che passa aumenta l’offerta televisiva, aumenta la scelta: l’8% di share di oggi vale di più dell’8% di due anni fa. Ma assolutamente lunga vita al Processo, a Varriale e alla Rai.
Sull’orario di messa in onda di Tiki Taka sai darci certezze?
In effetti andiamo in onda molto random, e questo non aiuta. Capisco che possa generare un po’ di confusione, ma è incoraggiante essere andati bene anche con orari diversi. Non ho notizie, credo che sarà il classico orario che dipende dalla durata del film che lo precede. Secondo me l’ideale per una seconda serata è partire non troppo presto e non troppo tardi, tipo 23.30-23.40. Però non decido io… obbedisco e va bene così.
Capitolo donne a Tiki Taka. Hai detto in passato: “Io sono sempre a favore della gnocca, trovo che l’alto e il basso siano la stessa cosa. La sensualità è un valore, poi non dev’essere soltanto quello e ridursi al corpo della donna (…) Il ruolo classico della donna anni ottanta che sorride, con l’inquadratura sulle coscia, è qualcosa che a me fa orrore”. Non ti sembra che in alcune puntate di Tiki Taka qualcosa di simile sia accaduto?
Il nostro regista Giancarlo Giovalli tra le sue mille qualità ha anche questa. Non è morboso, anzi è molto elegante e non indugia come altri farebbero. Detto questo in Tiki Taka c’è spazio per tutto, anche per le donne e per le belle donne. Non è un problema. Tiki contiene tutto. La cosa che mi rende più felice è che prestigiosi giornalisti dopo la puntata mi mandino un sms per dirmi che si sono divertiti da matti, che star televisive di altri canali facciano carte false per avere la liberatoria e venire da noi, che i calciatori che incontro negli stadi mi dicano: “Ma quando mi inviti?”, e così cantanti, attori, intellettuali. Per le ultime puntate dell’anno scorso avevamo veramente la lista d’attesa ed eravamo quasi in imbarazzo per non riuscire ad accogliere tutti. Questa è la forza del programma, tutti vogliono venirci perché ci si diverte, con leggerezza. Tornando alle donne, l’anno scorso ne abbiamo avute quasi sempre due a puntata.
Ricordo una ragazza bionda greca…
Non sei l’unico (ride, Ndr).
Dette prova di non saperne tantissimo di calcio…
In quel caso infatti ci abbiamo scherzato, mi pare. E lei, Ria Antoniou, è stata al gioco con grande ironia. Poi certamente quando si riesce a combinare la presenza con la passione per il gioco fai bingo. Penso a Melissa (Satta, Ndr) ovviamente ma anche ad esempio a Cristiana Capotondi, simpatica, bravissima e molto tifosa. Capisco che nell’immaginario dei social Tiki Taka sia un programma per “bomber” pieno di belle donne, ma questo è solo uno degli elementi. Non voglio fare l’oste col suo vino, ma credo che quello di davvero unico a Tiki Taka sia il clima, la leggerezza.
Ci sarà una nuova stagione di Maggioranza assoluta? E a quali progetti di intrattenimento stai lavorando?
Sto pensando ad altri progetti, ma sono ancora in uno stato embrionale. Diciamo che l’idea è di costruire sull’esperienza e sullo stile di Tiki Taka qualcosa che non sia prettamente calcistico. Di sicuro non voglio rinunciare al calcio e alle telecronache. Già in passato nelle scelte che ho fatto nella vita questa è stata una discriminante. Il calcio è il nostro gioco e continuerà ad esserlo.
Cosa rispondi a Scanzi che nell’intervista rilasciata a Blogo ha parlato anche delle “risse” di Tiki Taka?
Cosa devo dire? Tutti quelli che provano a fare un programma di calcio generalista parlano di Tiki Taka e questo mi fa piacere. Perché proprio il successo di Tiki ha riaperto un genere e spinto prima la Rai e adesso La7 a riprovarci. Alla fine come nel caso del Processo conterà solo il pubblico, perché nessuno su una generalista produce per fare il 2, 3 o 4% di media (Futbol ha debuttato al 2,32% di share, Ndr). Detto questo ci tengo invece a fare invece un grande in bocca al lupo a Urbano Cairo e al suo tentativo di portare il calcio e i temi pop all’interno del palinsesto de La7. Ho un ottimo rapporto con lui, di simpatia, stima personale e confronto continuo.
Pierluigi Pardo è stato intervistato anche da Tuttosport sugli stessi temi:
Come è cambiato il modo di raccontare i fatti?
«Viviamo in un’epoca di comunicazione permanente. La rete, i social network, i canali di informazione h24 hanno moltiplicato quantità e frequenza delle notizie che riceviamo e l’utilizzo di tanti collegamenti in diretta ha certamente accelerato il ritmo della narrazione. Detto questo le regole del giornalismo rimangono sempre le stesse. Bisogna saper essere accattivanti per catturare l’attenzione del pubblico ed estremamente chiari per informarlo in maniera corretta. Linguaggio semplice ma non sciatto, ritmo e un po’ di originalità nell’esposizione».
E nel calcio?
«Il discorso è lo stesso. Certamente la passione gioca un ruolo decisivo. Raccontiamo un grande divertimento, il calcio è il nostro gioco come ripetiamo spesso a Tikitaka, e non dobbiamo mai dimenticarlo. Serve molta preparazione, anche perché il pubblico rispetto al passato è decisamente più esperto, ma anche leggerezza. L’ironia vince sempre. Rispetto al passato poi ci sono altre differenze. Nella diretta di una partita oggi la tecnologia dà una grande mano. Bisogna saper utilizzare perfettamente replay e stimoli che arrivano continuamente della regia. E poi ci sono i social network. Twitter, ad esempio. Può capitare di ricevere spunti interessanti durante una telecronaca. Ci sono siti di statistiche e opinion leader che in casi eccezionali possono diventare informazioni da usare in cronaca. Il telecronista deve essere concentrato, sveglio e piuttosto multitasking, insomma. Quello che certamente non è cambiato e non cambierà nella narrazione calcistica di ieri e di oggi è invece l’esigenza di una narrazione che sia anche epica, sentimentale. Dall’andamento di una partita dipende l’umore di moltissime persone che ci stanno guardando da casa. Sarà pure irrazionale ma intanto è così e dobbiamo tenerne conto».
Come è nato il tuo personaggio?
«Non sono un personaggio. Sono un 42enne che ha la fortuna di occuparsi di cose che gli piacciono e il privilegio di continuare a giocare con il suo lavoro. Quello che si vede in onda o sul web è quello che sono. Non resisto alla tentazione della battuta, mi piace la divagazione, vado a braccio, spesso mi emoziono. La cifra di Tikitaka è informale e generalista. Punta a coinvolgere un pubblico vasto e articolato. Non è un programma solo per addetti ai lavori e non è solo calcio. Si intreccia con altri aspetti della realtà, è un bar che contiene tutto, alto e basso, gli intellettuali e il gossip, i campioni e i polemisti. La telecronaca invece è una grande passione, una cosa a metà tra un lavoro giornalistico e una vera e propria prestazione artistica. Conta l’estetica della voce, il suono delle parole, il rapporto tra momenti concitati e pause. L’obiettivo non è solo informare ma anche divertire ed emozionare».
La metafora calcistica viene molto utilizzata anche in contesti diversi e talvolta molto seri, cosa ne pensi?
«Non mi stupisce. Il calcio è un passe-partout, amato o comunque seguito da tutti. Trovo piuttosto normale che il linguaggio del pallone possa essere mutuato dalla politica o dall’economia. Anche perché molti campi della vita umana parlano di squadra, competizione, prestazione, sfida. Noi italiani ad esempio, se fossimo un po’ più uniti saremmo davvero “una squadra fortissimi” come diceva quella canzone…».
Sei romano, a tratti sembra che ti piaccia giocare con la tua inflessione, soprattutto a Tikitaka. Funziona?
«Sono istintivo. Se mi viene la frase in romanesco la dico, e lo stesso se devo imitare l’accento barese o milanese di qualcuno che ho davanti. Nelle telecronache ovviamente uso una dizione più asciutta, in trasmissione ci si può lasciare andare di più. Anche perché accenti e inflessioni dialettali sono una ricchezza».
Un’ultima domanda: qual è il segreto della telecronaca perfetta?
«Prepararsi. Studiare mille cose e dirne poche, quelle che diventano attinenti con l’andamento della partita. Dosare momenti di racconto intenso e retorico a pause utili per far decantare la tensione. Soprattutto “vivere” il match, non aver paura di emozionarsi. Raccontare una grande partita non è soltanto un lavoro, è soprattutto un privilegio che tanti vorrebbero avere. E per farlo bene serve soprattutto tanta passione».
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Il Chelsea di Conte ripiomba in casa Lazio. Dopo aver messo nel mirino Candreva e Parolo, l’ex ct della nazionale italiana, sembra volere il centrale laziale a Londra. Quanto riporta il sun, la testata inglese, il club di Abramovic, dopo aver sfumato l’acquisto di Koulibaly del Napoli,sposta il tiro nella capitale. Le cifre che sono trapelate parlano di un’offerta non ufficiale di 15 milioni di sterline (circa 18 milioni di euro) per il difensore olandese, anche se rientra da un infortunio che lo ha lasciato parecchio tempo fuori dal campo. La trattativa se ci sarà, non sarà facile visto che il giovane centrale laziale è un punto di riferimento per la rifondazione della linea difensiva biancoceleste salvo qualche offerta che possa soddisfare il presidente Lotito.
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Claudio Lotito è tornato a parlare come nulla fosse successo. Al termine dei sorteggi per delineare il campionato che verrà, il gestore laziale dice la sua come ad ogni inizio di stagione:
“Al di là delle partite che si succedono in termine temporali conterà lo spiriito della squadra. Mi auguro di vedere la concentrazione e l’atteggiamento giusto fin dall’inizio, se partiremo così sarà tutto più facile.Dovremmo riprendere le caratteristiche dell’Italia di Conte.Cercheremo di dare nuove soddisfazioni ai nostri tifosi, che al momento non hanno. Non dobbiamo ripetere l’ultimo anno, in cui considero comunque di aver visto una grande squadra che poteva ambire a ben altri obiettivi. Diversi imprevisti ci hanno condizionato, speriamo di non essere penalizzati anche quest’anno”.
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Danilo Cataldi a poche ore dal match contro lo Spal, parla della situazione Lazio.
“Stiamo lavorando molto con Inzaghi. Oggi contro lo Spal ci aspettiamo di fare una buona partita, sappiamo che le gambe non saranno al massimo per il lavoro svolto ma siamo la Lazio e dobbiamo fare bene.
Ci sono parecchi ragazzi nuovi, molti giovani, poi ci sono i grandi del gruppo e sicuramente dobbiamo cercare di seguirli, sono tanti anni che sono qui, ne abbiamo passate tante e dobbiamo seguire loro per poter fare bene.
Murgia sta crescendo molto, è il secondo ritiro che fa, questo può dargli qualcosa di più. Posso consigliargli di fare quello che sente, mettere esperienza potrebbe essere un’ottima soluzione, come restare qui e imparare da gente più grande. Il consiglio che gli do è quello di allenarsi sempre al meglio, è un ragazzo maturo per fare le sue scelte.
La prima partita del campionato giochiamo a Bergamo e come sempre sarà dura, le partite sono sempre toste, loro sono molto calorosi, ci sarà da battagliare. La seconda con la Juve non credo sia un vantaggio o uno svantaggio, sono i campioni d’Italia, hanno lavorato sul mercato, sarà dura. Quest’anno sarà più difficile, abbiamo perso pezzi importanti, persone importanti all’interno dello spogliatoio.
I senatori non possono portare avanti tutta la baracca mentre i giovani fanno quello che vogliono. Il senatore non è solo Lulic o Radu, devono essere tutti, per chi si sente pronto a dare il massimo e a trasportarlo agli altri. Io cerco di fare di più. Pure con i ragazzi stranieri, per cercare di fargli capire che quelli della scorsa stagione non eravamo noi, non era la Lazio.
Lukaku ha un bel fisico, me lo ricordo al torneo di Viareggio, è un bel treno e spero ci possa dare una grande mano”.
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Il campionato di serie A 2016/2017 è stato delineato, la Lazio affronterà l’Atalanta per poi avere un big match già nelle fasi iniziali della stagione. Al termine dei sorteggi è mister Inzaghi a parlare:
“A proposito di debutti contro l’Atalanta, ricordo con piacere il 2-2 del 2000-2001: segnai insieme a Sinisa Mihajlovic.
Successivamente ci sarà una gara molto complicata contro i Campioni d’Italia: come esordio all’Olimpico sfida più ostica non poteva capitare.
In generale poteva andare meglio, all’inizio avremo gare impegnative, tre trasferte nelle prime cinque, Atalanta e Chievo e ovviamente Milan sono squadre molto difficili da incontrare lontano da Roma. Ma prima o poi bisogna affrontarle tutte.
Fase centrale da gestire e chiusura stimolante. Dicembre sarà il mese più tosto, perché c’è il derby e anche la doppia sfida contro Fiorentina e Inter. Sono altresì fiducioso e allo stesso tempo carico insieme alla squadra per iniziare al meglio la stagione”.
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E` stato sorteggiato oggi alle 19 il calendario completo della Serie A per la stagione 2016/2017.
Per la Lazio subito un inizio complicato con Juventus e Milan nelle prime giornate.
Si apre il campionato a Bergamo contro l’Atalanta.
Il derby alla quindicesima giornata.
Di seguito tutte le partite della Lazio per la Serie A 2016/2017:
Atalanta Lazio,
Lazio Juve,
Chievo Lazio,
Lazio Pescara
Milan Lazio,
Lazio Empoli,
Udinese Lazio,
Lazio Bologna,
Torino Lazio,
Lazio Cagliari,
Lazio Sassuolo,
Napoli Lazio,
Lazio Genoa,
Palermo Lazio,
LAZIO ROMA,
Sampdoria Lazio,
Lazio Fiorentina,
Inter Lazio,
Lazio Crotone.
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