Calciomercato in uscita, addio a Hoedt, arriva l’ufficialità
La Lazio ha diramato un comunicato ufficiale su Hoedt. L’estremo difensore ha firmato definitivamente con il Southampton. La squadra inglese dovrà dare 15 milioni di euro più 2 di bonus al club biancoceleste.
In una nota personale, il difensore ha rilasciato una lettera di addio dove ringraziava il club ed i tifosi mantenendo viva l’esperienza con la casacca biancoceleste nel suo cuore.
Il contratto firmato è valido per 5 anni. Intanto Tare e company devono trovare un degno sostituto per il reparto difensivo centrale e le ultime indiscrezioni avvicinano ancora di più Paletta verso Formello. Oltre lui però servirebbe un vice Keita visto che entro fine mercato dovrebbe partire o nel peggiore dei casi che non trova una squadra potrebbe finire fuori rosa fino ad esaurimento contratto. Per lui si parlerebbe di Niang del Milan e l’operazione trapelata da Sky parlerebbe appunto di una doppia contropartita (NIang-Paletta) per portare a Milanello il senegalese.
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Manca solo l’ufficialità e poi Wesley Hoedt sarà un nuovo giocatore del Southampton. Dopo aver salutato gli ormai ex compagni della Lazio, il difensore olandese è partito alla volta dell’Inghilterra dove nella giornata di oggi dovrebbe sostenere le visite mediche.
La dirigenza è già a lavoro per prendere un centrale che possa sostituire Hoedt nell’organico a disposizione di Simone Inzaghi. La pista più probabile, come già riportato la scorsa settimana, è quella che porta all’italo-argentino Gabriel Paletta, fuori ormai dal progetto di ricostruzione del Milan. Ma occhio perché a sorpresa in queste ore è nata una pista che vorrebbe l’arrivo nella capitale del classe ’95 Jordy de Wijs, olandese come Hoedt e de Vrij, attuale giocatore del PSV Eindhoven, il cui cartellino è valutato 2 milioni.
Nel mirino di Igli Tare ci sarebbero anche due difensori che militano in Bundesliga: Luca Caldirola del Werder Brema e Martin Hinteregger dell’Augusta. Sembra tramontata invece la possibilità che possa arrivare Rodrigo Caio.
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L’esordio in campionato non è stato dei migliori, non è stato ciò che i sostenitori biancocelesti si aspettavano e speravano; il gruppo di mister Inzaghi ha comunque tenuto in mano il pallino del gioco contro una modesta SPAL, senza però trovare quel pizzico di cattiveria e cinismo in più che ci avrebbe certamente fatto portare i 3 punti a casa.
“Chi ben comincia è a metà dell’opera”; non si potrebbe dire questo della Lazio, dopo un pareggio interno contro una neopromossa, ma andiamo ad analizzare nel dettaglio, gli esordi in campionato delle ultime cinque stagioni.
2013/14 Lazio-Udinese 2-1: i biancocelesti reduci dalla brutta sconfitta in Supercoppa contro la Juventus (0-4), superano l’Udinese con gol di Hernanes e di Candreva su rigore. Fu la stagione dell’avvicendamento in panchina fra Petkovic e Reja, e di un misero nono posto finale.
2014/15 Milan-Lazio 3-1: brutto falso passo per gli uomini del nuovo mister, Stefano Pioli, con la Lazio che cade al “Meazza” in una sera d’agosto. Nove mesi dopo, inaspettatamente la Lazio si trovò al terzo posto ad un solo punto dall’altra, più quotata, società capitolina.
2015/16 Lazio-Bologna 2-1: inizia bene in campionato la Lazio, che dopo la sconfitta in Supercoppa, a Pechino, ancora contro la Juventus (0-2), vince con gol di Biglia e Kishna contro l’ex squadra di mister Pioli; allenatore che verrà poi sollevato dall’incarico, al suo posto arriva Simone Inzaghi. Piazzamento finale: ottavo posto.
2016/17 Atalanta-Bologna 3-4: Bielsa nuovo allenatore, anzi no, è ancora Inzaghi il tecnico dei biancocelesti, una rocambolesca gara allo stadio “Atleti azzurri d’Italia” si conclude con un successo grazie alla doppietta di Immobile ed ai gol di Hoedt e Lombardi. Quinto posto a fine stagione e qualificazione in Europa League.
2017/18 Lazio-Spal 0-0: forse la sbornia post-successo in Supercoppa ha giocato un brutto scherzo alla Lazio, che vede il bicchiere mezzo vuoto alla fine di un match che si conclude a reti bianche.
Il resoconto finale dimostra che non sempre iniziare bene significa finire altrettanto bene. Anzi, l’unica occasione nella quale la Lazio ha perso al debutto nel lustro tenuto in considerazione, coincide con l’unico piazzamento sul podio dei capitolini. Un podio che da questa stagione aggiunge una piazza in più per la qualificazione alla Champions League, per lo più senza passare dai play-off. Una ragione in più per vedere, dopo il pareggio contro la Spal, il bicchiere dalla parte piena.
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Dopo la partita di ieri sera, terminata con un pareggio amaro in casa biancoceleste che fa sorridere lo Spal, sono intervenuti Lulic e Wallace raccontando a caldo ciò che è andato storto.
Wallace
“Questa sera abbiamo sbagliato l’ultimo passaggio, abbiamo lavorato bene in settimana per far bene oggi. Ci abbiamo provato, ma siamo stati imprecisi nel momento decisivo. Stiamo bene, tanti sono preoccupati per noi, ma siamo sulla strada giusta e ci faremo trovare pronti sin dalla prossima sfida.
Quest’oggi abbiamo fatto di tutto per passare in vantaggio, provando ogni soluzione possibile: nonostante ciò, la sfera non è entrata. Io voglio aiutare la Lazio a vincere, a prescindere dalla mia posizione in campo. Nel prossimo turno affronteremo il Chievo: siamo una buona squadra e siamo convinti di ciò che facciamo. Ci alleneremo al meglio nella prossima settimana perché sappiamo che la prossima sfida sarà molto impegnativa, daremo tutto per fare il meglio”.
Lulic
“La prima da capitano in Serie A poteva andare meglio. Siamo un po’ delusi per quanto non abbiamo fatto questa sera; avversarie così in casa vanno battute. Positivo il fatto di non aver subito gol ma servivano i tre punti.
La Spal avevano fisicità, velocità ed esperienza. In avanti e in difesa possono contare su calciatori di categoria. Tatticamente hanno fatto un’ottima partita. Non è stata una partita facile.
Dovevamo fare meglio e riuscire a far girare più velocemente la palla, con la pazienza di trovare gli spazi in profondità. Contro avversarie che si chiudono dietro facciamo un po’ di fatica. Abbiamo avuto occasioni per fare gol, dal punto di vista offensivo abbiamo qualcosa per cui rammaricarci.
Domenica prossima andremo al Bentegodi per affrontare il Chievo; lì è sempre difficile. La rosa è la stessa da anni, si conosce bene. Hanno velocità e fisicità, loro partono sempre bene in campionato. Qualche anno fa abbiamo perso pesantemente ed era sempre ad inizio campionato. Il Chievo è una squadra tosta, in settimana dovremo lavorare tanto”.
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Un pareggio del quale la Spal può andare sicuramente fiera, la squadra di Semplici riesce ad arginare bene ľattacco laziale. Ecco le parole delľ allenatore neopromosso nel post-match:
estensi ha espresso la sua soddisfazione per il punto conquistato intervenendo a microfoni di Radio Rai: “Abbiamo fatto una bella gara contro una squadra forte. Ci siamo giocati la partita nella giusta maniera, con la giusta personalità. Si è fatto un buon possesso palla, giocando a viso aperto. Abbiamo dimostrato di saper dare del filo da torcere. Ci tenevamo a partire bene, sappiamo delle difficoltà che ci sono ad essere in molti esordienti. Siamo entrati con fiducia e coraggio, rischiando di passare in vantaggio e concedendo poco alla Lazio. Non è facile, specie all’Olimpico. Non abbiamo fatto niente ma è un risultato che ci dà fiducia. Portare via un punto da qui spero che sia un punto di partenza”.
Il tecnico dei ferraresi è poi intervenuto anche a Mediaset Premium: “Questo pareggio ha un bel sapore. Un esordio difficile contro una squadra già in forma che ha vinto la Supercoppa. Molti ragazzi erano all’esordio, ma tutti si sono ben comportati. Abbiamo avuto anche la possibilità di passare in vantaggio diverse volte. Dobbiamo crescere tanto e completare la squadra, ma questo punto ci dà fiducia. Mercato? Sappiamo per il nostro budget che dovremo aspettare gli ultimi giorni. Siamo un gruppo in costruzione, ma chi c’è ora ha sempre dato tutto. Speriamo di fare sempre, come stasera, gare di personalità. I complimenti di Inzaghi? Lo ringrazio. Sapevamo che erano più forti di noi, ma che dovevamo giocare con tanto coraggio. Questo ci deve dare forza e fiducia per il futuro. Speriamo di stravolgere i pronostici di inizio stagione”.
Semplici ha poi preso parola in conferenza stampa: “Abbiamo fatto la partita che avevamo preparato. Mi ero raccomandato con i ragazzi che avremmo incontrato una squadra in salutema che poteva essere distratta per la vittoria contro la Juve. Abbiamo giocato una gara a viso aperto contro una grande squadra. Tutti ci danno già come retrocessi e questo ci deve dare ancora più voglia per fare una stagione all’altezza”.
Infine, queste le parole del tecnico della Spal ai microfoni di Sky Sport: “L’avevamo preparata bene, ci tenevamo a partire con una bella prestazione. Alla prestazione abbiamo aggiunto un bel risultato, non era facile dopo la vittoria della Lazio la passata domenica contro la Juventus. Abbiamo trovato una squadra in forma, una squadra che ha provato a metterci in difficoltà. Attraverso la nostra organizzazione e la nostra voglia di dimostrare di essere competitivi anche in questo campionato abbiamo fatto una bella gara, ci siamo meritati questo punto”.
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Inzaghi si presenta nella sala stampa dell’ Olimpico molto deluso. Un passo indietro rispetto la convincente vittoria contro la Juve in Supercoppa. Ovviamente oltre a parlare della partita si parla anche di mercato. Ecco le parole del tecnico dunque:
Un risultato che non la lascia soddisfatto. Qual è stato l’intoppo principale?
“Abbiamo sbagliato troppo, a livello tecnico non abbiamo fatto girare la palla. La Spal ha fatto la sua partita meritando il pareggio. Avremmo voluto iniziare con una vittoria ma non ce l’abbiamo fatta”.
E’ già stato individuato un profilo per sostituire Keita?
“Prima si risolve la questione e meglio è per tutti. Ma oggi mancavano anche Felipe e Lucas Leiva. Ma oggi dovevamo essere veloci a girar palla. Dovevamo fare meglio, niente allarmismi ma volevamo vincere”.
Pensa che manchi qualcosa anche in altri reparti?
“Oggi abbiamo sbagliato anche a livello tecnico. In passato riuscivamo a capitalizzare le tante occasioni create. La Spal non si limitava a difendere per cui dovevamo anche contenere le loro ripartenze e i difensori oggi sono stati bravi”.
Ha sentito la mancanza anche di Felipe Anderson?
“Si nelle ripartenze poteva essere fondamentale. Ha fatto un ottimo precampionato poi ha avuto un problema all’adduttore e speriamo di recuperarlo al più presto”.
La Lazio può giocare meglio con una punta centrale?
“Penso che Palombi abbia fatto la partita che doveva fare, come gli altri. Si è meritato di giocare titolare e come gli altri si è dato da fare. Al di là del modulo siamo partiti con Luis Alberto davanti la difesa poi nel secondo tempo si è adattato Parolo. Ripeto, volevamo vincere. Ora cerchiamo di recuperare gli infortunati per andare a Verona e cercare di vincere”.
Si è sentita la mancanza anche di Leiva?
“Penso di sì, aveva dato disponibilità anche se abbiamo preferito non rischiarlo. Pensiamo per domenica di recuperarlo senza problemi”.
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Conclusa la prima giornata, Inter e Milan travolgono rispettivamente Fiorentina e Crotone; Lazio che paga il post-supercoppa e sbatte contro il muro della Spal, 0-0 anche tra Sassuolo e Genoa, mentre Quagliarella guida la rimonta della Samp sul neopromosso Benevento. I tabellini completi della I giornata di Seria A:
Roma (4-3-3): Alisson; Bruno Peres (81’ Fazio), Manolas, Juan Jesus, Kolarov; Strootman, De Rossi, Nainggolan; Defrel (74’ El Shaarawy), Dzeko, Perotti (85’ Pellegrini). All. Di Francesco
Arbitro: Piero Giacomelli della Sezione di Trieste
Gol: 31′ Kolarov (R)
Note: ammoniti Defrel, Toloi, Nainggolan
BOLOGNA-TORINO 1-1
Bologna (4-3-3): Mirante; Torosidis, Maietta, De Maio, Masina; Pulgar, Poli, Taider (dall’82 Krejci); Verdi (dall’82’ Palacio), Destro, Di Francesco. All. Donadoni
Torino (4-2-3-1): Sirigu; Zappacosta, Nkoulou, Moretti, Molinaro; Acquah, Obi (dal 76’ Rincon); Falque, Ljajic, Berenguer; Belotti. All. Mihajlovic
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Ci eravamo lasciati con una notte magica passata tra un calcio spettacolare, una partita emozionante, una vittoria che farà storia e un trofeo alzato al cielo nella festa dell’Olimpico. Dopo appena una settimana, la storia è tutta diversa: i biancocelesti impattano contro la volenterosa Spal messa in campo da Semplici e all’esordio di campionato portano via un pareggio che non può e non deve soddisfare le ambizioni di questa squadra, chiamata a partire in un’altra maniera, specie in casa contro una neopromossa.
Gli ospiti hanno giocato una gran partita, al ritorno nella massima serie dopo 49 anni di assenza sono entrati in campo con la bava alla bocca e la voglia di fare il colpo gobbo, Semplici ha dimostrato subito di voler giocare a viso aperto riuscendo addirittura a sfiorare il clamoroso vantaggio col palo scheggiato da Viviani. Tanto cuore nel primo tempo, tanto coraggio e ordine nella ripresa dove gli emiliani si sono chiusi nella propria metà campo sventando gli attacchi di una Lazio spenta con un ottimo Gomis.
I biancocelesti, dal canto loro, hanno fatto meno di quanto ci si aspettava. Cresciuta col passare dei minuti, la squadra di Inzaghi si è sempre dimostrata impacciata sul più bello, intestardendosi nello sviluppo di una manovra interlocutoria e mai efficace che ha costretto i giocatori a cercare gloria dalla distanza. Tra le occasioni più importanti si registra la botta di Lulic, il colpo di testa di Milinkovic e i cross per Immobile messi in mezzo da un Basta che è forse stato il più propositivo.
Non ha inciso il giovane Palombi, alla prima opportunità in prima squadra, come non hanno fatto i cambi: con le assenze dei brasiliani Anderson e Leiva, l’allenatore si è trovato con poche soluzioni in corso d’opera per cambiare la partita, lacuna che andrebbe curata nel mercato specie se il caso Keita (come pare) non dovesse sbloccarsi da qui al 31 agosto.
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Una Lazio ancora con la testa ai festeggiamenti per la supercoppa pareggia 0 a 0 contro la Spal all’Olimpico.
Una partita sottotono quella giocata dagli uomini di Inzaghi,che hanno evidenziato forse troppo appagamento per la vittoria di domenica contro la Lazio.
La partita la Lazio l’ha dominata,ma ha anche rischiato in qualche occasione di andare sotto.
Certo se la societa’ pensa che Palombi sia il sostituto di Keita compie uno sbaglio madornale.
Anche stasera la Lazio ha evidenziato che qualcosa manca,speriamo che il mercato porti qualcosa di buono,ma ho molto dubbi.
Vediamo insieme i voti della Lazio:
STRAKOSHA 6: una partita senza nessun intervento importante
RADU 6: una partita senza alti ne bassi per Stefan
DEVRIJ 6,5: bene l’olandese che nelle ppche occasioni pericolose della Spal si rivela il top player difensivo della Lazio.
WALLACE 5,5: primo tempo benino,secondo tempo un po’ impreciso.
LUIS ALBERTO 7: si conferma come la rivelazione del 2017 della Lazio;sia da regista nel primo tempo che da trequartista nel secondo tempo sfoggia una grande prestazione.
PAROLO 5,5: lui forsr ha corso troppo domenica,e oggi e’ apparso un po’ appannato.
MILINKOVIC 6: va’ vicinissimo al gol nel primo tempo con un colpo di testa,ma anche lui stasera un po’ sottotono.
LULIC 5,5: oggi molto impreciso; la voglia e la tenacia non mancano mai ma oggi il capitano e’ stato molto impreciso.
BASTA 5,5: anche lui poteva fare nolto meglio; sostituito nel secondo tempo.
PALOMBI 5: nessuna croce addosso al giovane aquilotto,non ci si poteva aspettare di piu’ all’esordio in seria a.
Ma se la societa’ pensa che Palombi sia il sostituto di Keita stasera ha avuto la risposta.
IMMOBILE 5: mi dispiace ma forse stasera Ciro ha disputato la peggiore partita da quando e’ alla Lazio; molto egoista e molto impreciso.
MARUSIC 5: entra e non riesce a saltare una volta il suo avversario; un po’ timido,forse il rigore causato domenica e’ ancora nella testa del montenegrino.
LUKAKU 6: l’eroe di domenica oggi non si ripete.
CAICEDO SV
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Mancano poco più di una decina di giorni alla fine del calciomercato estivo; analizziamo la situazione, e come potrebbe muoversi la dirigenza biancoceleste in ogni reparto del campo.
In porta resta ancora da definire la situazione relativa a Marchetti, che si allena a parte e potrebbe andar via in extremis. Le gerarchie sono abbastanza chiare con Strakosha titolare, e dietro di lui Vargic e Guerrieri.
In difesa il nodo De Vrij probabilmente si risolverà con il rinnovo contrattuale e la permanenza del difensore olandese almeno per la prossima stagione. In uscita Hoedt, a un passo dal Southampton per 18 milioni di euro, e Mauricio, che è stato vicino al Besiktas a fine luglio ma adesso in situazione di stallo. In entrata invece si fanno insistenti le voci di un arrivo di Paletta al posto di Hoedt, senza dimenticare l’accordo con l’Hellas Verona che prevede l’arrivo di Caceres alla Lazio per il prossimo gennaio. Piace il Rodrigo Caio del Santos, ma difficile che arrivi.
Sulle fasce, con l’arrivo di Marusic la batteria di giocatori sulla quale può fare affidamento il mister è completa. Patric alla fine dovrebbe restare.
A centrocampo con l’arrivo di Lucas Leiva al posto di Biglia, e quello di Di Gennaro, il mercato in entrata è chiuso; si cerca di piazzare Morrison.
Situazione ingarbugliata quella che riguarda invece il fronte offensivo: fra lo scetticismo generale è arrivato Caicedo, mentre in uscita ci sono Kishna (vicino al Torino), Tounkara (piace in Ungheria), Djordjevic (Spal o Nantes) e Perea (piace in Portogallo). Ma la situazione più delicata è quella che riguarda il ribelle Keita, al momento è difficile ipotizzare come si risolverà il caso, anche se il trasferimento alla Juventus pare la cosa più probabile, con la Lazio che dovrà intervenire sul mercato per cercare e trovare un suo degno erede.
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Il tecnico della Spal, mister Semplici in conferenza stampa
“C’è grande aspettativa, abbiamo voglia di dimostrare di essere all’altezza di questa competizione. Siamo sereni nonostante la rosa sia ancora in costruzione. Lo scorso anno è stato un campionato anomalo, la quota salvezza adesso si alzerà ed il nostro obiettivo sono i quaranta punti.
In tanti ci danno tra le retrocesse e, come l’anno scorso, cercheremo di smentire queste voci sul campo mettendo in mostra le nostre qualità. Dovremo esser bravi a capire i momenti nei quali rimanere compatti, il ‘Paolo Mazza’ dovrà essere determinante anche grazie alla spinta del nostro pubblico.
La Lazio ha già dimostrato di essere in forma battendo la Juventus nella Supercoppa Italiana, dovremo affrontare la gara senza timori reverenziali, rimanendo consapevoli delle nostre qualità. La squadra di mister Inzaghi è in salute e possiede grandi qualità tecniche e fisiche, in casa poi hanno una marcia in più”.
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Mancano ormai meno di 48 ore alla prima giornata di campionato in cui la Lazio, reduce da una memorabile vittoria in Supercoppa Italiana contro la Juventus, si appresta ad ospitare la neopromossa Spal in un Olimpico pronto a riabbracciare i suoi pupilli.
Inzaghi lo permetterà e si aspetta che confermi in blocco l’11 titolare di domenica scorsa, quella che al momento fornisce le garanzie migliori: Wallace, de Vrij e Radu davanti a Strakosha, Lulic e Basta a sgroppare sulla fascia mentre Parolo e Leiva impegnati a far filtro in mediana, infine Luis Alberto e Milinkovic in appoggio ad Immobile.
I punti interrogativi riguardano la presenza di Lucas Leiva, uscito coi crampi dalla sfida con la Juve e alle prese con un affaticamento muscolare; se non dovesse farcela Alberto sarà abbassato al ruolo di regista con uno tra Caicedo e Palombi ad affiancare Ciro in attacco.
Non sarà della partita Felipe Anderson, assente nella seduta mattutina come anche Lukaku, l’allenatore preferisce preservarlo, è un pezzo pregiato dell’organico biancoceleste e affrettare un suo recupero potrebbe rivelarsi controproducente.
Nei 13 precedenti incontri tra Lazio e SPAL giocati in casa dei biancocelesti in Serie A, la Lazio ha perso solamente in un’occasione (7 vittorie e 5 pareggi), l’incontro più recente risale al 1967.
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Ormai è rottura totale tra Keita e la Lazio. Infatti è da poco trapelata la notizia che il giocatore si rivolgerà a un tribunale e si presume che citerà la Lazio per mobbing. Ma come è stato possibile che siamo arrivati a questo? Il mal di pancia del giocatore sono iniziati già dallo scorso ritiro,con Keita che non si presenta. E Peruzzi che fa subito la voce grossa. Ma Inzaghi è stato bravo a ricucire un rapporto con lo spogliatoio. La società dal canto suo ha proposto vari rinnovi ma non ritenuti all’ altezza secondo il suo procuratore Calenda. Già, bisognerebbe capire cosa ritiene non all’ altezza il sig Calenda. Il giocatore più pagato da Lotito in rosa, è Immobile con 2 mln ( raggiunti attraverso il bonus goal). Quindi, si suppone che il massimo che potrebbe aver offerto la società è quella cifra.Oppure, sempre a nostra interpretazione, la clausola rescissoria non ha previsto commissioni a Calenda. Ormai, il gioco è stato scoperto, Calenda ha già un accordo con la Juventus ma per portarlo gratis ( con qualche extra al procuratore). La società ci ha sempre portato a questo è vero, Pandev e Ledesma in primis poi Biglia. Ma qui forse il discorso è ben diverso, perchè a quanto pare un rinnovo è stato presentato, nei termini e condizioni a noi sconosciuti ma c’è stata questa proposta. Allora quali potrebbero essere gli scenari futuri? Supponiamo che il giocatore vada veramente in tribunale e citi la Lazio per mobbing o danni. Come ne uscirebbe la società? Non siamo esperti del mestiere, ma credo che Keita difficilmente avrà armi per poter vincere. Ed è molto semplice capirlo, lo scorso anno ha giocato con continuità e con bei risultati. Poi, è risaputo che i giocatori fino a quando hanno un contratto, non possono decidere loro il prezzo, al massimo non rinnovano e si va in scadenza. De Vrij anche ha rifiutato le prime proposte, però gioca titolare, quindi, è questione di maturità ma sopratutto di consigli giusti. E il nostro consiglio caro Keita, è quello di cambiare procuratore. Per il tuo bene.
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Lazio-Keita è rottura totale,gli animi si scaldano
Tra la Lazio e Keita ormai c’è un clima teso dopo la mancata convocazione per la finale di supercoppa italiana. Dopo le parole di Roberto Calenda, torna sul pezzo lo stesso procuratore scaldando ancor di più gli animi tra le due parti.
‘‘Il ragazzo è esasperato per una serie di comportamenti del club e non è più disposto a sopportare. Sono arrivate anche le scritte offensive sui muri a Formello, evidentemente alimentate dalle dichiarazioni fuorvianti con le quali la Lazio sta gestendo la vicenda. L’anno scorso pur giocando poco ha realizzato 16 gol. Ha 22 anni, l’età giusta per cominciare a raccogliere i primi frutti del suo talento e del suo impegno .Dopo la stagione con Pioli, aveva chiesto di essere ceduto. Il club gli ha promesso un posto in squadra con Inzaghi e un contratto da top player: ma nessun nuovo contratto gli è stato proposto. Solo a giugno ci è stata recapitata per e-mail una proposta informale di rinnovo: ma mentre il presidente, quando parla della sua cessione, valuta Keita come un top player, il compenso proposto per il rinnovo contrattuale è quello di un giocatore come tanti. C’è qualcosa che non quadra. Dopodiché, Keita aveva detto al presidente e al mister che a prescindere dalla vicenda contrattuale avrebbe dato il 100% per la Lazio fino alla scadenza, come è giusto che sia. Per tutta risposta, non è stato neppure convocato per la finale di Supercoppa. Non è stato lasciato in panca per scelta tattica dell’allenatore in quella partita, come può accadere: non è stato proprio convocato, il che è un segnale molto brutto per un giocatore che ha fatto quel che ha fatto per la Lazio e che, nonostante tutto, si era fatto trovare perfettamente pronto per quella partita. Il ragazzo ci è rimasto molto male e ora la società ne paga le conseguenze”.
Come riportato sul corriere dello sport, il senegalese sarà disposto a tutto pur di lasciare la Lazio. Dopo aver disertato la festa con la squadra per la vittoria del trofeo e disertato gli allenamenti susseguitesi a Formello, il giocatore sarebbe intenzionato a portare in tribunale la società biancoceleste per svincolarsi prima del termine contrattuale che li lega fino a Giugno 2018. Intanto la Juventus rimane alla finestra dopo aver offerto a Lotito 15 milioni di euro ma rifiutati immediatamente vista la sua valutazione che si aggira sui 30 milioni di euro
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Il calciomercato di quest’anno sarà ricordato più per le vicende in uscita che per quelle d’entrata: la cessione di Biglia, il caso Keita, il punto interrogativo che aleggia sul rinnovo di De Vrij. A tutto questo può aggiungersi una cessione inaspettata che nessuno aveva messo in preventivo, quella di Wesley Hoedt su cui ha messo gli occhi il Southampton.
Inaspettata non tanto per il giocatore in sè, ma per la cifra dell’affare, che secondo le voci di corridoio si aggira intorno ai 18 milioni. Numeri importanti se si considera che Hoedt ad oggi è l’ultima delle opzione nel reparto difensivo, Inzaghi in Supercoppa gli ha addirittura preferito Radu per tutti visto come un laterale, e che durante la sua esperienza nel nostro campionato sarà anche cresciuto molto ma ha dimostrato di palesare importanti lacune in marcatura.
Wesley è un difensore più tecnico che fisico, forse proprio per questa ragione potrebbe trovarsi meglio in Premier dove il lato tattico viene un po’ accantonato e in cui può far falere le sue buone doti in fase d’impostazione, con un sinistro molto educato utile a far ripartire l’azione. I Saints vedono in lui l’erede del connazionale Van Dijk e stanno facendo sul serio, presentando sul tavolo di Formello un’offerta importante. Adesso la palla passa alla Lazio, prima di prendere una decisione bisognerà valutare pro e contro, se da una parte 18 milioni sono tanti e sarebbero una plusvalenza netta, dall’altra Inzaghi si troverebbe con un giocatore in meno a pochi giorni dalla fine del mercato, quindi con poco tempo per poterlo rimpiazzare.
Sicuri che il gioco valga la candela?
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Roberto Calenda sui social: ” Smentisco l’infortunio, la Lazio non vuole investire sul giocatore”
Roberto Calenda dopo il silenzio sul caso Keita a cavallo del match di finale contro la Juventus fino ad oggi, è intervenuto tramite i social network. Il senegalese non è stato convocato nel primo match importante della stagione e subito dopo è arrivato lo sfogo di Keita su twitter il quale ha provocato una spaccatura tra il giocatore ed i tifosi ma anche una spaccatura tra i tifosi stessi sulla situazione creata.
Ecco cosa si legge sul profilo di Roberto Calenda:
In questi giorni abbiamo letto di tutto. Smentisco categoricamente che Keita si sia tirato indietro o che abbia subito un infortunio a livello muscolare (smentita arrivata anche dallo stesso giocatore non appena ha saputo dell’esclusione nella lista dei convocati di Inzaghi). Il mio assistito si è allenato regolarmente e con impegno per preparare la partita al meglio ( e la sua preparazione la conoscono tutti visti i 16 gol segnati negli scampoli di partita giocati nella scorsa stagione). La verità è sotto gli occhi di tutti: la società non è stata in grado a fargli una proposta di rinnovo adeguata e non è stato convocato nella prima partita importante della stagione. Non dico che non ha giocato: non è stato convocato!
Evidentemente la società non vuole investire sul giocatore, tutto il resto sono chiacchiere che servono solo a mascherare la realtà
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Supercoppa Italia alla Lazio: le dichiarazioni dei protagonisti!
Sono passate quasi 24 ore dall’impresa imperiale della Lazio all’Olimpico di ieri, dove gli 11 di Inzaghi hanno ruggito sulla vecchia signora rifilandogli un 3-2 nei minuti finali aggiudicandosi il primo titolo della stagione ma esattamente la quarta supercoppa della storia laziale.
I giocatori laziali sono stati intervistati facendogli rilasciare le emozioni a caldo.
Wallace
“Avremo tante partite da disputare in questa stagione e dobbiamo continuare a giocare al meglio per farci trovare pronti. Tutti noi ci siamo guadagnati dei complimenti, abbiamo giocato bene e abbiamo meritato questa grande vittoria. La Supercoppa, ora, è tutta nostra”.
Immobile
“Sono emozionato, ho pianto a fine partita perché avevo dato tutto. La gente meritava di vincere questo trofeo. Questa vittoria ci dà ancora più voglia per il futuro.
Cerco sempre di dare il massimo e vincere, a me non piace perdere.
Se la squadra continua a giocare così, ne traggo benefici. Confermarsi è difficile ma, con il lavoro e caparbietà, cerco sempre di dare il massimo e prendere tutto ciò che viene.
In occasione della seconda rete, staccare tra Benatia e Chiellini non è stato semplice, ho realizzato bel gol; stranamente di testa, che non ne realizzato tanti.
La condizione è importante nel calcio di oggi, occorre fare entrambe fasi ed essere lucido sotto porta. Stare bene a livello fisico è frutto dei lavoro della squadra con il prof. Alla fine ero un po’ stanco ma era la prima gara dell’anno e ci può stare”.
Luis Alberto
“Ho giocato libero sul campo ed ho lavorato per la squadra. Abbiamo dato tutti il massimo, siamo una squadra forte nella quale ognuno rema verso la stessa strada. Oggi ho giocato come mezz’ala, anche se durante i ritiri sono stato utilizzato come mediano: mi piace molto gestire il pallone, mi sono adattato ad entrambi i ruoli ed ho svolto comunque al meglio la preparazione estiva”.
Murgia il Protagonista!
“Questa vittoria non è merito mio ma di tutta la squadra, di quello che abbiamo fatto questa settimana e in questi mesi. Avevamo iniziato a preparare da tanto tempo questa partita, siamo contenti.
Tutti i bambini sognano un gol all’ultimo minuto in una finale, io l’ho realizzato e non ci credo, mi godo questo momento ma con la testa guardo già avanti. Quanto accaduto stasera mi fa venire ancora più voglia per essere più cattivo per il futuro.
Sono entrato in un momento della partita in cui loro premevano alla ricerca del pari. Sapevo che erano minuti difficile, nei quali loro venivano avanti e quindi avevamo spazio per le ripartenze. Quando Jordan ha realizzato quella magia sulla fascia e ha messo quella palla dietro, io ci sono andato con tutta la cattiveria nel cuore e quando la palla è entrata ho sentito una sensazione unica. Non so descrivere cosa ho provato.
Il gol di testa di Immobile è stato splendido, io questa sera gli ho dato una mano!”.
Lulic Il capitano
“Eravamo reduci dalla sconfitta in Coppa Italia e volevamo vincere fortemente questa sera. Credo che questo si sia visto sul campo, tutti non abbiamo mai mollato e ciascuno di noi si è sacrificato per il compagno. Giocando così si può battere anche squadre come la Juventus.
Oggi avevamo tutto in campo: qualità, con Sergej, Luis Alberto e Leiva, e tanta corsa. È andato tutto bene fino all’ottantesimo: in dieci minuti abbiamo sofferto e abbiamo subito due reti. Complimenti a Jordan e a Murgia che sono entrati in campo al meglio. Torneremo ad allenarci mercoledì.
Ho provato delle sensazioni incredibili, soprattutto quando si vincono delle coppe. Alzarla davanti al nostro pubblico è fantastico, abbiamo centrato un traguardo grandissimo e speriamo di vincere ancora qualcosa di grande.
Abbiamo giocatori che possono giocare in tanti ruoli: Sergej e Luisa Alberto per esempio oggi hanno giocato fuori ruolo. Tanti di noi sono duttili, il mister ha questa fortuna, Il nostro impiego, quindi, dipende dall’avversario che affrontiamo. L’importante è che tutti facciano la differenza in campo dando il massimo”.
Lucas Leiva
“Sono molto felice, non poteva attendermi un inizio migliore. Sono contento di aver vinto un trofeo importante contro un grande avversario. Abbiamo giocato una grande partita e questa vittoria ci aiuterà per partire al meglio in campionato.
Sono stato colpito da semplici crampi, era la mia prima partita, ho giocato quasi 90 minuti e ho lavorato tanto durante la preparazione estiva. Le prossisme partite saranno importanti per dare il 100%”.
Basta
“E’ una serata indimenticabile per me e per i compagni. Questa è la mia quarta stagione alla Lazio, ho giocato tante finali ma è il mio primo trofeo. Sono stracontento.
Abbiamo controllato gran parte della partita, ognuno correva per il compagno. C’è stato un piccolo blackout nel finale ma conta solo il trofeo che abbiamo alzato questa sera e ce lo godiamo.
La Juventus resta una grande squadra, che comanda in Italia da anni e anche in Europa”.
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Amare le parole del tecnico Juventino, che intercettato in zona mista, esprime tutto il suo dissenso riguardo la brutta prestazione dei suoi ragazzi, ecco le sue parole:
“Indipendentemente dal gol la Lazio ha meritato la vittoria. Noi fino a pochi minuti dalla fine non abbiamo giocato. Questo ci deve riportare con i piedi per terra e adesso dobbiamo riprenderci. Loro andavano più forti, poi è normale che nel finale sono calati e noi abbiamo preso campo. Nonostante questo la Lazio ha meritato.Douglas Costa? Ha puntato gli avversari e aperto di più il gioco. Non ci sono scusanti, oggi il calcio ci ha tolto quello che a volte ci ha dato. Abbiamo iniziato più tardi la preparazione, e stiamo soffrendo fisicamente. Sapevo che potevamo trovare delle difficoltà. Dovevamo gestire meglio il primo tempo. Abbiamo fatto una brutta prestazione. Bisogna rimettersi a lavorare. Dispiace perché abbiam perso il primo obiettivo della stagione. Le vittorie sul campo bisogna sempre sudarsele. Annate come queste sono sempre difficili. Due anni fa abbiamo vinto con la Lazio in Supercoppa e poi siamo partiti male in campionato, speriamo quest’anno sia il contrario”. Massimiliano Allegri ha rilasciato alcune dichiarazioni interessanti anche in conferenza stampa: “La Lazio ha meritato questa vittoria. Ha giocato meglio di noi come impatto sulla partita. Noi avevamo iniziato anche bene poi improvvisamente abbiamo iniziato a verticalizzare troppo e, in questo modo, abbiamo lasciato spazio per l’azione del rigore. Non contenti potevamo subire un altro gol dopo pochi minuti quando Buffon ha parato”. Su cosa migliorare e cosa salvare: “Potevamo andare ai supplementari e magari il risultato sarebbe cambiato. Bisogna però lavorare sulla prestazione. Quando non riesci a giocare con la Lazio che pressava molto bene non puoi prendere certi gol. Salvo i primi dieci minuti e la reazione negli ultimi venti. Portare la partita in equilibrio con i cambi di questa sera voleva vincerla. Probabilmente a quel punto bisognava cercare i supplementari e non il 3-2. La prestazione sarebbe comunque rimasta negativa”. Allegri chiude puntando il dito sull’atteggiamento: “Capita di fare delle brutte partite, ma non ci si può esporre in campo aperto all’avversario. Se stai in difficoltà la partita la devi trascinare alla fine. Quello che è successo sul 3-2, schierati, è la stessa cosa di quanto visto dopo il decimo minuto. Ne abbiamo combinate di tutti i colori”.
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Al termine della partita vinta contro la Juventus, ai microfoni di Rai Sport è intervenuto il tecnico biancoceleste Simone Inzaghi:
“Purtroppo queste partite non sono mai finite fino all’ultimo. È stata fatta giustizia perché la Lazio ha meritato la Coppa. Onore a questi ragazzi. La squadra sta bene fisicamente, ha lavorato dal 4 luglio per questa partita perché volevamo la rivincita della Coppa Italia. Abbiamo fatto la partita perfetta, abbiamo concesso poco o nulla. Abbiamo preso due gol su due palle inattive. Keita? Penso se ne sia parlato anche troppo. Mi sono trovato con Anderson indisponibile, Keita non l’ho visto sereno e quindi sono andato avanti con questi ragazzi. Ripeto: onore a loro. Penso che stasera sia giusto godersi questa serata davanti ai nostri tifosi. Abbiamo battuto la Juventus che rispetto a noi compete per altri trofei, ma abbiamo dimostrato che con l’abnegazione tutto può succedere. Qual’è il nostro segreto? Io credo che il nostro segreto sia il lavoro e il grandissimo sacrificio. Questi ragazzi sono la mia fortuna, si sacrificano tutti. Gli ho chiesto di fare una partita di squadra, e vedendoli giocare in questo modo, sono fiero di allenarli. Mercato? Domani col presidente parleremo, non scordiamoci abbiamo un grande direttore che lavora 24 ore al giorno. Lo scorso anno si erano sentite voci su Luis Alberto, oggi ha dimostrato di essere un grande giocatore. Non abbiamo i mezzi delle altre ma siamo arrivati davanti a queste squadre. Proveremo a fare questo anche quest’anno”.
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Noi laziali siamo destinati a soffrire ogni volta,ma quando si vince la goduria e` doppia.
E dopo una partita stradominata e pareggiata immeritatamente dalla Juve,l’aquilotto Murgia la butta dentro al 94esimo e ci fa` godere.
La Lazio vince la supercoppa 2017 e comincia nel miglior modo la stagione.
Un plauso a questi ragazzi ma sopratutto al grande mister Inzaghi che e` il vero artefice dei risultati della Lazio;speriamo che in societa` lo accontentino ma abbiamo molti dubbi.
Vediamo i nostri voti per le prime pagelle del 2017:
STRAKOSHA 7,5: pronti via salva subito con un miracolo su Cuadrado e poi su Dybala.Forse sul primo gol di Dybala non mette bene la barriera ma la sua prestazione rimane super.
DEVRIJ 7,5: Higuain non struscia una palla,e il merito e` tutto dell’olandese.
WALLACE 7,5: anche lui molto attento in fase difensiva e ferma molto bene gli attaccanti juventini.
RADU 7:bene anche lui,forse un gradino sotto ai primi 2 sovracitati.
LUCAS LEIVA 7: non sara` Biglia ma l’esperienza e la bravura di questo giocatore si sono subito viste,ottimo acquisto.E poi con il Lucas giudto di vince!!!
PAROLO 7: la solita partite di cuore e carattere per Marco,quest’anno vice capitano.
LUIS ALBERTO 8: no,non ci siamo sbagliati,il top player Luis Alberto ha dominato la gara;una partita perfetta per un giocatore totalmente diverso dallo scorso anno.Grande merito a mister Inzaghi.
BASTA 6: forse il peggiore della partita,nel primo tempo si perde Alexsandro che va da solo in area e per poco non fa` segnare Cuadrado,poi davanti a Buffon gli tira addosso.Insomma il peggiore questa sera.
LULIC 7,5: il capitano e’ un treno indomabile,una super prestazione in fase offensiva e difensiva.Da neo capitano alza anche la supercoppa.
MILINKOVIC 7,5: un fenomeno Sergej: forza,fantasia e prestanza fisica fanno del serbo un vero top player.
IMMOBILE 9:Devastante! Si procura un rigore trasformandolo,poi segna un grandissimo gol di testa e per tutta la partita mette in scacco la difesa juventina.
MARUSIC 5,5: purtroppo entra e procura il rigore su Alex Sandro,forse ancora emozionato ma il giocatore e’ molto valido.
LUKAKU 7,5: il treno nero e’ inarrestabile,si mangia DeSciglio e mette in mezzo il pallone che Murgia mette dentro.
MURGIA 10: il nostro aquilotto stanotte non dormira’ sicuramente;regala al 94esimo la supercoppa alla sua Lazio.E per noi tifosi vincere una coppa grazie ad uno di noi e una grande goduria.
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Troppe volte la Lazio si era fermata sul più bello sul recente passato, un po’ perchè non si era fatta trovare pronta, un po’ perchè spesso ha trovato davanti a sè un ostacolo insormontabile, un ostacolo che aveva un solo nome, quello della Juventus. I biancocelesti hanno ingoiato tanti bocconi amari, hanno vissuto delle brutte serate facendo tesoro degli errori e imparando dalle batoste che Allegri e ragazzi avevano rifilato nelle ultime occasioni. Il tutto per arrivare ad una sera di metà agosto, con lo stadio pieno, con un trofeo da assegnare, una sera in cui il destino ha deciso che stavolta le cose dovevano andare in un altro modo.
Questa, molto sinteticamente, potrebbe essere il riassunto della partita. Ma una serata talmente bella è ingiusta da descrivere in queste poche righe dunque avviamoci alla cronaca della gara. Innanzitutto, le formazioni hanno rispettato quelle che erano le previsioni della vigilia: Allegri si è affidato a quelle che sono le sue certezze lasciando in panchina tutti i nuovi acquisti; Inzaghi invece ha ovviato alla forzata assenza di Keita inserendo il duo di trequartisti Milinkovic-Luis Alberto a supporto di Immobile.
Pronti, via e subito la Juve fa valere la legge del più forte aggredendo la Lazio nella sua area di rigore con Strakosha che deve superarsi salvando col ginocchio il tap-in semplice di Cuadrado. Prendere gol all’inizio sarebbe stata una mazzata devastante, come lo fu la rete di Dani Alves nella scorsa finale di Coppa Italia, invece stavolta questa squadra è stata in grado di stringere i denti nel momento difficile, superando la timidezza iniziale per uscire fuori col passare dei minuti. Prendono coraggio i capitolini, crescono, cominciano a dar fastidio e alla mezzora cambia il volto di partita: la Lazio si distende in ripartenza, Milinkovic lancia in profondità Immobile che si procura il calcio di rigore, penalty che proprio l’attaccante campano è lucido sbloccando il tabellino.
La Juve si innervosisce, capisce che portarla a casa sarà più difficile del previsto e perde mano a mano quelle sicurezze granitiche di cui ha sempre beneficiato negli ultimi 6 anni: la Lazio fiuta il colpo, capisce che è il momento di far male, così Parolo ad inizio ripresa mette in mezzo un cross raccolto dal solito Immobile che con uno stacco imperioso fa impazzire per la seconda volta la metà biancoceleste dello Stadio Olimpico. E’ 2-0, con una squadra sulle ali dell’entusiasmo e l’altra col morale a pezzi, per tutti sembrerebbe finita o quasi. Per tutti, non per la Lazio, che altrimenti sarebbe una squadra qualsiasi e non un filo sottile tra il tragitto di casa e quello del cardiologo di fiducia.
I bianconeri sono fortissimi. Lo sappiamo noi, che gli abbiamo visto dominare in Italia e raggiungere due finali di Champions negli ultimi tre anni, e lo sanno anche loro. Hanno sempre tante risorse, hanno quei giocatori che con un colpo possono cambiare la storia di una partita. Uno di questi è Dybala, che la riapre con un calcio di punizione. E’ sofferenza, perchè adesso la stanchezza comincia a farsi sentire, i cambi sono ormai andati e Radu proprio non riesce a stare in piedi, all’improvviso tutto sembra andare per il verso sbagliato, ancor di più quando Massa allo scadere dei 90′ minuti indica il dischetto per un intervento di Marusic che si lancia anticipare da Alex Sandro. Dagli undici metri va Dybala, che trasforma.
Tutto da rifare, proprio quando il traguardo era a due passi, proprio quando la gente si immaginava Lulic alzare la coppa ecco che la Juve trova il pareggio. Si andrà ai supplementari, pensano tutti. Tutti tranne un ragazzino. Di 21 anni, romano e laziale, uno che con i colori biancocelesti c’è cresciuto, che ha appena preso il posto di Lucas Leiva. Quel ragazzino si chiama Alessandro Murgia che quando ormai non ci crede più nessuno segue con la saggezza dei più grandi un’azione magnifica di Lukaku sull’out di sinistra per poi farsi trovare pronto con l’appuntamento con la storia. La sua storia, che da sempre coincide con quella della Lazio. Lo stadio esplode, Inzaghi fa lo stesso: questa coppa è della Lazio, la quarta nella bacheca di Formello, così come sono quattro i trofei a cui è arrivato Lotito da quando è salito al comando della società.
Gioia, sofferenza, dolore e poi di nuovo gioia. Tutto in 90 minuti, tutto con la Lazio che stasera è stata più bella che mai e ci ha fatto sognare ad occhi aperti, una serata magica in tutti i sensi che fa ricordare a tutti i suoi tifosi perchè amano così immensamente questi colori.
Per aprire quest’annata non c’era proprio modo migliore.
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Era lo scenario che in alcuni si aspettavano ma al quale non volevano credere, quello forse più scontato data la piega presa nel rapporto col giocatore durante quest’estate ma che nei fatti rischia di tagliare non poco le gambe alla Lazio ancor prima di scendere in campo. La notizia dell’ultima ora è che tra i convocati di Inzaghi manca il nome di Keita, uomo più atteso vuoi per le qualità tecniche vuoi per l’essere protagonista di una vicenda di mercato infinita e ancora poco chiara.
A questo punto si aprono due alternative: che il senegalese sia stato già venduto, magari proprio ai bianconeri, e ci sia un tacito accordo tra le società per non metterlo in campo? Oppure dirigenza ed entourage del ragazzo sono entrati definitivamente in rotta di collisione e Lotito, come già fatto in passato con altri giocatori, si è impuntato mandandolo fuori rosa?
Centrocampisti: Di Gennaro, Felipe Anderson, Lucas Leiva, Luis Alberto, Lulic, Milinkovic, Murgia, Parolo
Attaccanti: Caicedo, Immobile, Palombi
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Allegri in conferenza stampa: la Lazio ha fatto un’ottimo precampionato, la rispetteremo come rispettiamo ogni avversario
Dopo la conferenza stampa di Simone Inzaghi arriva quella di Massimiliano Allegri. La Juve approda nella nuova stagione calcistica dopo la sconfitta di Cardiff. Il ct Biancocenere vuole vincere il primo trofeo stagionale e dimenticare quest’estate ma sopratutto la sconfitta nella finale di Champions League mettendo nel mirino la coppa in palio di domani sera.
“Inizia una nuova stagione, dopo la sconfitta nella finale di Cardiff vogliamo riversare la rabbia nella prossima annata sportiva per disputare quest’ultima al meglio. Dobbiamo essere consapevoli dei nostri mezzi rimanendo sereni e determinati per centrare i nostri obiettivi.
Domani mi aspetto una gara complicata. La Lazio ha fatto un ottimo precampionato vincendo tutte le gare e subendo poche reti in quest’ultime sfide. La squadra biancoceleste è molto forte e dobbiamo portare grande rispetto, come abbiamo sempre fatto, per i nostri avversari.
Per la formazione di domani ho ancora tre o quattro dubbi: Buffon giocherà, come del resto anche Higuain, Dybala e Mandzukic. Novità tattiche? Negli ultimi anni la mia squadra ha sempre cambiato modulo nel corso delle singole stagioni. Domani ci aspetta una finale e dovremo fare una gara da Juventus offrendo una buona prestazione. La condizione fisica non è delle migliori in questo periodo: per vincere la gara di domani servirà soprattutto la testa”.
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Juventus-Lazio senza il Var: niente moviola in campo
Sarà rinviato alla prima di campionato l’esperimento in Italia del Var, il quale si può richiedere la moviola in campo in caso di episodi dubbi. A testare l’innovazione sarà la stessa Juventus ma non nella finale di domani. La Lazio e la Juventus dunque dovranno far affidamento sull’operato degli arbitri in campo e “sull’occhio” installato nelle porte che delineano solamente se la palla supera o non supera la linea di porta dando i risultati gol-no gol
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Domani sarà il giorno decisivo per assegnare il primo trofeo stagionale. Una Lazio che viene acciaccata dai precedenti incontri contro i bianconeri ma con un Senad Lulic che non ha paura di nessuno
Intanto da Torino arrivano i 23 convocati di Allegri che scenderanno a Roma:
Portieri: Buffon, Szczesny, Pinsoglio;
Difensori: De Sciglio, Chiellini, Benatia, Alex Sandro, Rugani, Lichtsteiner, Barzagli;
Attaccanti: Higuain, Dybala, Douglas Costa, Mandzukic, Bernardeschi, Kean.
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La conferenza stampa di Senad Lulic, il neo capitano biancoceleste vuole dare il massimo
Il neo capitano biancoceleste nonchè il protagonista indiscusso della finale 2013 contro la Roma, è intervenuto nella conferenza stampa di oggi alla vigilia di Juventus Lazio in programma per domani sera
“Sono molto orgoglioso e felice di poter scendere in campo da capitano, naturalmente spero di vincere questa coppa. La preparazione è stata lunga, ci siamo preparati e abbiamo lavorato bene, vogliamo dare il massimo domani.
Ogni calciatore che ha la possibilità di giocare una finale non serve che sia caricato da un compagno. È impossibili non essere motivati in questi casi! Sappiamo tutti come e cosa dobbiamo fare.
Non si deve mai avere paura di un avversario, sappiamo che la Juve è favorita, è la squadra più forte che c’è in Italia ed è difficile batterla, noi, dal canto nostro, ci metteremo tutto il nostro impegno, ci siamo preparati bene e abbiamo giocatori forti. Speriamo di riuscire a battere i bianconeri.
I nuovi arrivati li ho visti bene, sono ragazzi splendidi, si sono integrati al meglio e stanno lavorando bene, domani non so chi giocherà ma chi lo farà darà il massimo.
Contro la Juve non dobbiamo commettere gli errori fatti nella finale di TIM Cup: al primo minimo errore abbiamo subito gol e non abbiamo capitalizzato le occasioni create.
Al di là di chi è il capitano devi dare sempre il massimo, siamo pagati per questo. Quello che ha fatto Lazio è una cosa importante, ringrazio tutti per questa opportunità. Io non mi fermo e non mi fermerò: giocherò come ho sempre fatto”.
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Supercoppa Italia, la Conferenza stampa di Simone Inzaghi
Siamo giunti alla vigilia del match tanto atteso: Lazio-Juventus, la finale di supercoppa Italia. Di seguito riportiamo le parole della conferenza stampa di Simone Inzaghi
“La Lazio arriva bene a questa finale. Abbiamo fatto un buonissimo precampionato lavorando intensamente dal 4 luglio sapendo che avremmo disputato la Supercoppa come prima gara della stagione. Abbiamo provato tante cose e ci siamo preparati bene per la partita di domani. Contro la Juventus siamo sfortunati: affronteremo la miglior squadra in Italia, la compagine che ha vinto gli ultimi sei Scudetti. Dovremo fare la gara perfetta. Nelle ultime quattro sfide disputate contro i bianconeri abbiamo offerto buone prestazioni, ma non perfette. Anche in finale di Coppa Italia abbiamo messo in campo una buona prova, ma subendo due gol che non si possono concedere alla Juventus. Se Keita non avesse colto il palo forse sarebbe cambiato qualcosa, ma abbiamo concesso due gol troppo facili ai bianconeri.
Abbiamo avuto un problemino con Felipe Anderson nell’amichevolecon il Bayer Leverkusen: stava facendo un’ottima preparazione il brasiliano. Oggi valuteremo se riusciremo ad averlo disponibile per domani, lui vuole provarci; vedremo solo dopo la rifinitura se sarà a disposizione. Marusic ha dimostrato di essere un calciatore pronto: è un ragazzo sveglio che sta imparando l’italiano in pochissimo tempo. Ho qualche dubbio di formazione come sempre: uno di questi è il ballottaggio tra Basta e Marusic, meritano entrambi il posto, ma deciderò solo domani chi giocherà. Leiva si è inserito al meglio, dopo 15 giorni conosce già i compagni, è un leader e ci darà grandissime soddisfazioni.
Per costruire grandi squadre bisogna dare continuità al gruppo, tenendo i giocatori migliori per aprire un ciclo. La Società mi sta soddisfacendo: la dirigenza voleva trattenere Biglia, anche io ho provato a convincerlo, ma lui aveva già fatto la sua scelta. Sono soddisfatto dei ragazzi che sono arrivati. Quest’anno sappiamo che avremo più partite rispetto alla scorsa stagione e avremo bisogno di giocatori in più per esser pronti ogni tre giorni. Sapevamo di prendere Leiva, mi dà ampie garanzie: ho provato anche Luis Alberto come mediano, lo spagnolo ha fatto molto bene. In caso di necessità abbiamo anche Di Gennaro che ha già svolto in passato quel ruolo. Bonucci è un grande giocatore che stimo anche umanamente, ma il livello tecnico della Juventus è rimasto intatto.
Ci sono delle voci riguardo Keita: io osservo tutto, guardo i miei ragazzi e tutti sanno quello che devono fare e quello che io voglio da loro. La mia squadra dovrà essere al 100%, se Keita potrà darmi il massimo, avrà la sua chance, altrimenti giocheranno altri calciatori che avranno più forza e determinazione del senegalese. I numeri parlano chiaro. Ultimamente abbiamo una tradizione sfavorevole contro al Juventus, come la maggior parte delle squadre italiane. Dovremo fare una gara coraggiosa perché sappiamo che le partite secche possono riservare ogni risultato: abbiamo bisogno di coraggio. Sappiamo chi incontreremo, dovremo essere squadra, gruppo e lottare insieme su ogni pallone. È per noi motivo d’orgoglio giocare questa finale, ce la siamo meritata e vogliamo disputarla al meglio. Siamo sfavoriti, ma nel calcio può accadere tutto”.
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Il suo nome non suscita piacevoli ricordi nella mente dei tifosi biancocelesti, fu sfortunato protagonista in un Lazio-Inter 1-2 ricco di polemiche arbitrali nell’anno di Pioli, che a posteriori costò secondo posto e qualificazione diretta ai gironi di Champions League a favore della Roma di Garcia.
Stiamo parlando di Davide Massa, scelto da Rizzoli per arbitrare la prima partita della nuova stagione, con in palio un trofeo ambito da entrambe le parti. Nell’anno precedente aveva già diretto un Lazio-Juventus, vinta 2-0 dai bianconeri con i gol di Dybala e Higuain.
Il fischietto di Imperia sarà coadiuvato dagli assistenti Meli e Crispo, dal quarto uomo Fabbri e dagli addizionali d’area Irrati e Damato
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UDINE, VERONA - OCTOBER 01: Ciro Immobile of SS Lazio celebrates after scoring his team's third goal during the Serie A match between Udinese Calcio and SS Lazio at Stadio Friuli on October 1, 2016 in Udine, Italy. (Photo by Getty Images/Getty Images)
Ciro Immobile al Milan, arriva la smentita
Nelle ore passate è girata una voce dove si parlava di un sondaggio del Milan per Ciro Immobile da parte di sportmediaset. Tutto però ha un limite, come si dice a Roma “vabbè che vabbè ma mo nun ve allargate”.
Dopo aver prelevato Biglia e aver avanzato proposte per Keita, la testata sportiva è caduta nel tranello di una notizia fake. Le smentite sia da parte del Milan e sia da parte della S.S Lazio sono arrivate.
Anche la mediaset annuncia così la notizia reale: “Non si può e non si deve trascurare la smentita bilaterale e informale che ci è arrivata da Lazio e Milan. Entrambe hanno ridimensionato la questione sostenendo che non c’è nulla di concreto“
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Manca sempre meno alla serata di domenica quando nella cornice di uno Stadio Olimpico gremito ogni ordine di posto si assegnerà il primo trofeo stagionale, a contenderselo la Juve di Allegri che nelle ultime stagioni ha annichilito la concorrenza in campo nazionale e la Lazio di Inzaghi, desiderosa di interrompere un tabù per riportare una coppa nella Roma biancoceleste.
Quando mancano cinque giorni a questo importante appuntamento, andiamo a ripercorrere i precedenti che hanno visto coinvolte le due squadre in questa competizione. Lazio e Juve per tre volte si sono contese la posta in palio, domenica sarà la quarta diventando quindi la finale più ricorrente nella storia della Supercoppa Italiana insieme a Inter-Roma, prima delle quali nel 1998.
Al Delle Alpi di Torino i ragazzi di Eriksson mettono sotto i campioni d’Italia in carica, la Lazio gioca bene facendo la partita e sul finire del primo tempo trova anche il vantaggio: De La Pena trova Mancini, liberatosi in area sul versante sinistro, la difesa bianconera resta ferma credendo che l’avversario fosse in fuorigioco, invece Mancini sorprende tutti con la classe che lo ha sempre contraddistinto inventandosi un assist di tacco per l’accorrente Nedved, che scarica all’angolino alle spalle di Peruzzi. I capitolini continuano ad avere il pallino dell’incontro e per loro la strada sembra sempre più in discesa quando Inzaghi si fa buttar fuori. Quando tutto, però, sembra andare per il verso giusto ecco che l’arbitro concede un rigore molto generoso che Del Piero è poi bravo a trasformare. Siamo ormai allo scadere, e la Lazio si riversa allora in avanti con la speranza di non prolungare ai supplementari una gara che merita di portare a casa: combinazione Salas-De La Pena, palla a Mancini che regala a Conceicao il secondo assist della serata, sberla del portoghese nei minuti di recupero e coppa che va alla Lazio, la squadra che più l’ha meritata.
Per arrivare al secondo confronto bisogna arrivare all’estate del 2013, in una serata che per i tifosi della Lazio è decisamente infelice. Reduci da un’estate passata a festeggiare la storica Coppa Italia strappata ai cugini giallorossi, quello dell’Olimpico è un brutto risveglio. E’ una partita a senso unico, con i biancocelesti mai pericolosi e presi a pallate dall’inizio alla fine. Finisce 4-0 con reti di Pogba, Lichsteiner, Chiellini e Tevez, gli ultimi tre nel giro di cinque minuti mettendo in mostra una serie di leggerezze che non promettono nulla di buono per la stagione che verrà, chiusa infatti col mesto esonero di Petkovic e fuori dalle coppe europee.
Passano altri due anni, e siamo nel 2015. Da Roma ci spostiamo a Pechino, da Petkovic e Conte Lazio e Juve sono passate a Pioli ed Allegri, entrambi vengono da stagioni esaltanti: i bianconeri hanno sfiorato il triplete, i biancocelesti hanno appena raggiunto un terzo posto sul quale in pochi avrebbero scommesso. La partita vive a lungo sul filo dell’equilibrio, il campo è in condizioni pessime che mettono in secondo piano l’agonismo. La Lazio fino a quando può riesce a tener botta, poi a metà della ripresa arriva un improvviso calo fisico che in tre minuti li porta a prendere quei due gol che la condannano alla sconfitta, le reti portano la firma di due nuovi acquisti, Mandzukic dal Bayern Monaco e Dybala dal Palermo.
Dopo due anni sarà di nuovo Lazio-Juve. Il bilancio è fin qui di una vittoria e due sconfitte, riuscirà la Lazio a pareggiare lo score nei confronti della vecchia signora?
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