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Diaconale torna su Lazio-Torino e sulla presunta discussione tra Lotito e Irrati

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Lazio-Torino sarà l’ennesimo match che i tifosi laziali ricorderanno per il metro di arbitraggio con due pesi e due misure. A tornare sul discorso ci pensa Arturo Diaconale ai microfoni biancocelesti.

“Come tutti quanti i tifosi sono arrabbiato e indignato per l’arbitraggio di Lazio-Torino che considero sbagliato. Mi rendo perfettamente conto che il moltiplicarsi di episodi di questo genere moltiplicano sospetti e preoccupazioni nella tifoseria. Bisogna essere estremamente attenti nel pretendere la correttezza del campionato, ci ritroviamo a dover dire le stesse cose di Lazio-Torino dello scorso anno. La correttezza si garantisce ad esempio con una rigida applicazione del protocollo Var, che non può essere soggettivo o applicato a fasi alterne: la società non può compiere forzature né cadere in atteggiamenti autolesionistici”.

LOTITO-IRRATI – “E’ stato mal riportato anche il presunto intervento del presidente Claudio Lotito che ha incrociato Irrati nel primo tempo una volta sceso nello spogliatoio, ma non c’è stata assolutamente alcuna aggressione né toni accesi come è stato riportato da giornali del Nord che non hanno, come si è visto, alcun interesse a tutelare gli interessi della Lazio. Sicuramente dopo un rigore ‘del cavolo’, come si può definire credo senza problemi, il presidente non era contento, ma da qui a riportare di uno scontro con l’arbitro ce ne passa”.

POSIZIONE DELLA LAZIO – “Dopo Lazio-Torino c’è stata una dichiarazione del direttore sportivo Tare che ha sintetizzato lo stato d’animo della società per un arbitraggio che è stato negativo in maniera fin troppo evidente. Detto questo ognuno ha il suo stile e fare sceneggiate secondo me è controproducente. Secondo me la Lazio sta disputando una grande stagione ed è attrezzata per arrivare in Champions. Certo deve superare un doppio ostacolo, uno è rappresentato dagli avversari, perché il Torino stesso ha dimostrato di essere un’ottima squadra, l’altro è rappresentato da vicende che possono incidere negativamente. Che ci sia un interesse dei giornali del Nord affinché in Champions possano andare squadre locali è evidente, ma dobbiamo essere più forti di qualsiasi pregiudizio o di qualsiasi tentativo di farci lo sgambetto. Il momento di calo ha mantenuto comunque la Lazio ai vertici, risolvendosi in tre pareggi. Ritengo sia importante avere fiducia in questa squadra e in questo allenatore che danno sempre il massimo per questi colori”.

LAZIO 2019 – “Per questo 2019 mi auguro ovviamente che la Lazio conservi il quarto posto e che soprattutto le venga riconosciuto quanto guadagnato col proprio merito. Del 2018 ricordo la grande cavalcata vissuta che ha portato la Lazio ad alti livelli, spesso riuscendo ad essere più forte dei pregiudizi e delle difficoltà che si sono parate davanti”



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Irraiti da ufficio inchieste. Le parole di Luca Marelli

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Tramite il proprio blog, Luca Marelli, ex arbitro, ha analizzato l’operato di Irrati durante Lazio-Torino.

MINUTO 2 – “Ecco il primo episodio da rivedere. Marusic entra in area di rigore e viene affrontato da Ansaldi: proteste per la verità molto contenute. Non c’è assolutamente nulla: Ansaldi devia il pallone in calcio d’angolo e solo successivamente, per normale dinamica, entra in contatto con l’avversario ma senza commettere alcuna irregolarità“.

MINUTO 42 – “Il primo errore di Irrati, molto meno lucido del solito. Izzo, ammonito pochi secondi prima per un fallo su Correa, è di nuovo protagonista di un contrasto col medesimo calciatore: Correa salta di netto il difensore del Torino che non trova altra soluzione che frapporsi volontariamente sulla traiettoria dell’avversario. Azione potenzialmente pericolosa, calcio di punizione e cartellino giallo pressoché automatici. La scelta di non fischiare il fallo è conseguenziale al fatto che l’arbitro sapeva che, in caso di sanzione tecnica, avrebbe dovuto espellere il calciatore ammonito trenta secondi prima. Ma questa non è una giustificazione valida: l’errore è chiaro, Izzo doveva abbandonare il terreno di gioco“.

MINUTO 45 – “Il Torino conquista un calcio di rigore in seguito ad un contatto tra Belotti e Marusic. Immagine che non chiarisce nulla ma che è utile per ricostruire la decisione: Irrati sta guardando proprio nella direzione di Belotti e Marusic, indicando il dischetto del rigore senza alcuna esitazione. Il rigore c’è? Molto discutibile la scelta: dal mio punto di vista Belotti accentua molto un contatto leggero, traendo in inganno Irrati. D’altro canto è anche poco scaltro Marusic che, appoggiando entrambe le mani sulla schiena di Belotti, si assume un rischio enorme di dover veder fischiato un calcio di rigore. In queste circostanze il VAR non ha alcuna possibilità di intervento (quest’anno come nella scorsa stagione) poiché un contatto c’è, la visuale di Irrati è totalmente libera, l’entità della spinta è rimessa solo ed esclusivamente all’arbitro. Rigore molto generoso“.

MINUTO 72 – “Il cortocircuito si concretizza nel secondo tempo. Al minuto 72 Acerbi, sulla sinistra dell’area di porta, cerca di tirare in porta ma viene contrastato da Meité. Questo episodio è certamente più chiaro di quello accaduto nel primo tempo ma la decisione è in senso opposto. Difficile trovare spunti che possano essere di avallo alla scelta di Irrati: Meité è in netto ritardo su Acerbi, lo carica da tergo e, di fatto, ne impedisce il tiro a rete sbilanciandolo palesemente. Anche in questo caso il VAR nulla può, trattandosi di una valutazione soggettiva sul quale non può interferire. Detto ciò, quel che emerge è la differenza con l’episodio del primo tempo: se proprio vogliamo vedere un minimo fallo su Belotti, a maggior ragione non ha senso sorvolare su questo episodio“.

MINUTO 85 – “Irrati fischia un fallo a centrocampo (netto), Marusic gli passa vicino e, presumibilmente, lo insulta. Rosso (di cui dobbiamo fidarci, non sapendo che cosa gli abbia detto)“.

MINUTO 89 – “Acerbi subisce un fallo ed Irrati fischia assegnando una punizione alla Lazio. Meité arriva nei pressi del difensore della Lazio e lo spintona via. Altro rosso (e leggerezza di Meité, proprio sotto gli occhi dell’arbitro)“.



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There’s only one Paul Gascoigne

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Croce e delizia: Gazza e la Lazio, fatti l’uno per l’altro

In onore di due componenti del famoso gruppo musicale dei Beatles, il 27 maggio del 1967 fu dato il nome di Paul John a quel fenomenale ragazzo venuto dalla contea inglese di Tyne and Wear, nord-est del paese. Il padre e la madre, rispettivamente manovale e operaia in fabbrica, vivranno di stenti e il piccolo Paul, in seguito ai disturbi psichici del padre, svilupperà anch’egli problematiche serie che lo accompagneranno per il resto della vita. La storia di Gascoigne, in fondo, non è dissimile da quella della nostra squadra del cuore: sofferenze, gioie forti, brutte cadute e rinascite segnate da intermittenti bagliori.

Cresciuto nelle giovanili del Newcastle, squadra della già citata contea d’oltremanica, esordisce diciassettenne in prima squadra nel massimo campionato inglese, facendosi notare in breve tempo per le sue doti tecniche fuori dal comune. Il suo annus mirabilis, però, sarà il 1985-1986, dove viene notato dagli emissari del Tottenham Hotspurs che lo porteranno sulle rive del Tamigi due anni dopo. Un tale Diego Armando Maradona si complimenterà con lui, definendolo come il suo degno erede: 177cm di forza fisica e temperamento, eccezionale resistenza nei confronti dei colpi avversari e visione di gioco coronata da un bagaglio tecnico di primissima qualità, Gascoigne impersonava il regista d’attacco perfetto. Imperfetto però, a suo discapito, era il carattere: saranno tanti i falli di reazione e i tackle duri che lo porteranno a ricevere diversi cartellini (e sì, ricordate bene l’aneddoto: addirittura sottrasse il giallo all’arbitro e glie lo sventolò in faccia!); nel Mondiale del ’90, giocato in Italia, scoppiò in lacrime dopo aver ricevuto l’ammonizione che gli costò la diffida contro la Germania (semifinale poi persa dagli inglesi ai rigori). Gian Marco Calleri, comunque, fiutò l’affare e il successore Cragnotti lo portò a compimento: per 15 miliardi di lire, dopo le ottime stagioni con gli Spurs ed essersi guadagnato una reputazione internazionale di assoluto rispetto, approda alla Lazio. L’entusiasmo è alle stelle, la piazza lo accoglie con cori festanti e sciarpe sventolanti all’aeroporto. Il ragazzo inglese è visibilmente commosso e ripagherà i laziali sigillando il suo primo goal, manco a dirlo, contro gli eterni rivali: romanisti in vantaggio, pochi minuti allo scadere, punizione di Signori e incornata feroce e possente di Paul nella porta sotto la Nord. La corsa verso la curva e il rientro in campo in lacrime lasciano intendere la tenerezza e la fragilità di un campione vittima di se stesso, dell’alcolismo e della ludopatia. Gli anni successivi saranno costellati da magie unite a presenze anonime in campo, frutto del suo altalenante stato d’animo: impossibile dimenticare l’epico gol al Pescara, realizzato mettendo a sedere ben quattro avversari e trafiggendo il portiere, oppure la punizione segnata contro il Cagliari a fil di palo. Diversi sono stati i suoi tentativi di metter fine ad uno stile di vita inconciliabile con la vita di un calciatore, purtroppo anche la sfortuna, però, ci ha messo del suo in diverse occasioni, compresa la frattura di tibia e perone causata da un giovane e imbarazzato Alessandro Nesta in allenamento. Da quell’infortunio Gazza non tornerà più come prima, almeno in maglia biancoceleste. Sarà nel Regno Unito che vivrà una seconda giovinezza, con la maglia degli scozzesi dei Rangers. Ma prima di andarsene, giocherà un ultimo derby di Roma, da vincitore, esibendosi davanti al suo amato pubblico con giocate di pregevole fattura. A Glasgow vincerà eroicamente la Scottish Premier League, trionfando nella partita decisiva contro l’Aberdeen alla Gascoigne: tripletta favolosa, avversari al tappeto frastornati dai suoi cambi di direzione e pubblico in visibilio. Ritrovata continuità di risultati e performances non sono però le uniche delizie. Paul dovrà abbandonare la Scozia per diverse minacce di morte nei suoi confronti e all’indirizzo persino della moglie, seguite da 6 mesi da incubo vissuti sotto scorta. Il motivo? Una provocazione, in cui ci è letteralmente cascato: le ingiurie e i fischi dei tifosi del Celtic, acerrimo nemico etnico-calcistico dei Rangers, provocarono in Paul una reazione di stampo politico. Mimò il suono di un flauto, simbolo delle vittorie dei protestanti sui cattolici all’epoca delle guerre tra le due fazioni. L’esperienza in Division One con il Middlesbrough non sarà delle più felici, nonostante la promozione in Premier. I suoi problemi di alcolismo si paleseranno anche nell’Everton e nel Burnley, dove giocherà pochissimo e sfiorerà la depressione. Analogamente si può dire per la permanenza in Cina, dove si presentò con un altro gol alla Gascoigne: salta due avversari partendo da centrocampo e scaglia la palla nell’incrocio. Esultanza rabbiosa e festante. L’inizio di un declino stavolta inesorabile. L’alcolismo, il tabagismo, la depressione, la guida in stato di ebrezza, la polizia, la detenzione, le cliniche di recupero e le aggressioni saranno il comune denominatore degli anni successivi al suo ritiro; i tentativi di rimettersi in piedi, di abbandonare le bottiglie di Gin e di ritrovare una giovinezza troppo a lungo inseguita vacuamente, si infrangeranno davanti alle spiacevoli sorprese di chi lo troverà sistematicamente ubriaco fradicio, semi-collassato per strada e in piena crisi etilica.

Il pubblico laziale lo vedrà a Roma soltanto nel 2012-2013, ospitato dalla società per prendere parte ad un incontro di campionato. Gira voce di una ritrovata voglia di vivere da parte di Gazza: si fa ritrarre ultimamente in forma smagliante durante battute di pesca e partite di golf, con un fisico tirato. Noi gli auguriamo tutto il bene possibile: non esiste nessun caso irrimediabile e ognuno di noi ha il diritto di redimersi. Gli auguriamo che si attorni di persone che lo aiutino, che ritrovi se stesso e che riparta dagli sparuti sprazzi di bellezza, per dirla alla Jep Gambardella, che ha lasciato qua e là, nella città eterna e altrove. Del resto, di personaggi così ce ne sono davvero pochi. O proprio nessuno, forse solo uno… uno solo: there’s only one Paul Gascoigne, si cantava anni fa.



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Lazio-Torino : la protesta degli Irriducibili ad inizio gara

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UEFA NON CI STA: "Divieto ai tifosi LAZIO ad Amsterdam? SCELTA ASSURDA e INGIUSTA!"

In Lazio-Torino non è passata inosservata il vuoto lasciato in Curva Nord durante il match nel primo tempo. A scatenare la protesta è stato lo striscione dedicato a Daniele Belardinelli : “Un ultras non muore mai. Daniele con noi”.

Il messaggio per ricordare il tifoso neroazzurro non è stato fatto entrare dalle forze dell’ordine e questo ha scatenato l’indignazione dei tifosi biancocelesti.

Nella ripresa del secondo tempo sono rientrati riempendo il settore ma senza esporre alcun striscione e bandiere.



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Lotito e Irrati faccia a faccia all’intervallo

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Claudio Lotito durante una conferenza stampa: le promesse non mantenute tra Academy Lovati, Flaminio e sponsor fantasma continuano a dividere i tifosi della Lazio.

Lazio-Torino con polemiche sulla gestione del match, non si parla altro dal fischio finale di Irrati e del rigore concesso a Belotti e negato su Acerbi.

Stando alle ultime notizie riportate dalle testate sportive, Claudio Lotito, durante l’intervallo di gara, si è recato davanti lo stanzino di Irrati chiedendo in modo animato il perchè di quella decisione ( il rigore su Belotti ).

Il direttore di gara avrebbe chiesto il perchè fosse arrivato davanti il suo spogliatoio nonostante ci fossero gli ispettori federali che prontamente hanno allontanato il presidente laziale che, sempre molto animatamente, se ne è andato inveendo contro tutti.

Le polemiche continuano nel dopo gara dove Stefano De Martino, ha riportato le parole di Igli Tare ( non presente per motivi lavorativi) : ” È uno scandalo, sono sconcertato. Se la Lazio dà fastidio basta saperlo. Dopo tutti i torti dell’anno scorso ora si ricomincia. Non si può andare avanti così. Il rigore? Inesistente, se lo dai è dieci volte più netto quello su Acerbi”. 

Secondo Lazio-Torino che finisce con le polemiche sulla direzione di gara con evidenti spagli decisionali che lasciano presupporre l’impensabile sul mondo del calcio portando il pensiero sulla malafede.



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Inzaghi chiude per Ferie, appuntamento al 7 Gennaio. Fiocco azzurro per Luiz Felipe

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Clamoroso a Formello: Baroni spiazza tutti! Annullato l'allenamento pre-Bodo

Dopo il pareggio contro il Torino, una gara finita con un solo punto rimediato all’Olimpico grazie all’aiuto di Irrati, la Lazio chiude definitivamente il 2018 al quarto posto con un punto di scarto sulle inseguitrici.

Dopo i 95 minuti di ieri, Simone Inzaghi ha dato ufficialmente il via alle vacanze natalizie. L’appuntamento sarà il 7 Gennaio alle ore 15 al centro sportivo di Formello dove i biancocelesti prepareranno la gara contro il Novara, match di Coppa Italia in programma il 12 Gennaio alle ore 15.00 presso lo Stadio Olimpico di Roma.

Luiz Felipe, difensore che nelle ultime partite si è fatto notare, dopo il match disputato contro i granata ha avuto una bellissima notizia: è nato Diego! Fiocco azzurro in casa Ramos! La società biancoceleste tramite una nota ufficiale sul sito gli augura tanta felicità per la nascita del proprio figlio



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Mazzarri: “Lazio graziata da Irrati, meritavamo i 3 punti”

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Walter Mazzarri elogia l’arbitro ma allo stesso tempo lo bacchetta.

Dichiarazioni ai microfoni di Sky: “I primi dieci minuti siamo entrati male, ma poi abbiamo fatto una grande gara contro una squadra forte, con un pubblico veemente. Purtroppo sbagliamo dei gol assurdi: con De Silvestri potevamo chiuderla. Abbiamo sbagliato qualche passaggio di troppo. Dobbiamo migliorare in qualità in attacco. In una partita del genere, se non la chiudi quando la devi chiudere, poi è normale perdere punti contro una squadra come la Lazio”

 Dichiarazioni alla Rai“L’arbitro ha fatto bene oggi, anzi li ha graziati sul secondo giallo di Luiz Felipe. Io ho fatto i complimenti ad Irrati.

La conferenza stampa:  “Siamo stati penalizzati nel tempo, meglio non entrare in questi temi. Mancava un giallo a Luiz Felipe, sarebbe stato rosso. Per come si è svolta la gara nei primi 15’ la Lazio meritava di più. Dopo due pali, l’occasione del 2-0 di De Silvestri: doveva vincere il Torino. Non ho rivisto gli episodi, ma non mi sembra di aver visto errori clamorosi. Non so ancora perché Meité sia stato espulso. Belotti è stato spinto, rigore netto e clamoroso”.



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Giro di Boa, la Lazio resta quarta ma la classifica si accorcia grazie agli arbitri.(il video di Irrati by Gielle)

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Il quarto posto in 3 punti: Lazio 32, Milan 31, Roma 30 e Sampdoria 29. Un passo falso alla prima di ritorno e la classifica può stravolgersi di nuovo. I liguri perdono con la regina del campionato, il Milan supera di misura per 2 reti ad uno lo Spal, la Roma supera per due reti a zero il Parma al Tardini mentre la Lazio si ferma grazie a Irrati all’Olimpico di Roma ringraziando il ritorno del Sergente che spacca la porta con un siluro sotto gli incroci.

Arbitraggio indegno quello visto oggi a Roma dove Irrati e la var regalano un rigore al limite del regolamento ma non lo concedono ad Acerbi dove il contatto era più irruento rispetto alla “mini trattenuta” di Marusic su Belotti.

Ancora una volta la Lazio subisce torti arbitrali durante un match contro i granata ( vedere cosa è successo la stagione passata con Giacomelli).

Manca una doppia ammonizione nelle file del Torino, un rigore per la Lazio, un’ammonizione inventata ai danni della Lazio, falli inesistenti a favore dei granata. Non bastano le parole su quello che è successo perciò vi lasciamo al video di Gielle che riassume i 95 minuti di Irrati



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Lazio-Torino. Ansaldi:” Il rigore? Non l’ho rivisto”

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Lazio-Torino, al termine del match, Ansaldi è intervenuto ai microfoni sportivi.

Se Lollo (De Silvestri, ndr) avesse segnato, la partita sarebbe finita. Loro comunque sono forti e alla fine il pareggio è un risultato giusto avendo avuto entrambe le squadre diverse occasioni. L’avevamo preparata in questo modo, forse potevamo fare anche meglio. Noi puntiamo sempre ai tre punti. Ne abbiamo lasciati molti per strada, ora lavoriamo per ottenere il massimo. Ogni partita in Italia è una finale, quando si punta alla vittoria si hanno gare così. Vogliamo arrivare tra i primi sei, ma vedremo alla fine. Con Inter Roma saranno altre due finali, così come in coppa con la Fiorentina. Il rigore? Non l’ho rivisto, lo farò in pullman”.



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Lazio-Torino: Un Acerbi amaro nel post partita

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Al termine del match Lazio-Torino, è intervenuto Acerbi ai microfoni laziali riassumendo cosa è accaduto in campo.

“Ho rivisto gli episodi e sembrava più evidente il rigore su un fallo ai miei danni rispetto a quello fischiato nella nostra area a favore del Torino. Marusic-Belotti? L’attaccante granata era in caduta ancor prima del contatto, non c’era sicuramente il rigore. L’intervento ai miei danni mi ha impedito di calciare, tutti possono sbagliare ma per come abbiamo approcciato e per la voglia che avevamo di vincere avremmo meritato i tre punti.

Abbiamo rischiato sul finale, ma eravamo tutti in avanti alla ricerca del successo. Mi sono fidato di Marusic, confidavo nell’intervento del VAR: questi errori possono capitare, come a qualsiasi altra persona. Se Irrati aveva concesso il rigore al Torino poteva fischiarlo anche a nostro favore per l’intervento di Meite su di me. Abbiamo approcciato benissimo al match, uno dei migliori di questa prima parte di campionato. Ero tranquillo in campo perché c’era voglia di lottare con qualità: abbiamo creato 7-8 occasioni da gol in un solo tempo e negli spogliatoi ci siamo detti che stavamo giocando bene ed avremmo dovuto ribaltare la sfida.

Gli episodi c’erano stati nella prima frazione e non bisognava piangere per quanto accaduto, ma rialzarci da subito. Il Novara verrà con il coltello tra i denti, se si prenderà sottogamba l’impegno si potrebbe anche perdere, come spesso accade in questo tipo di match. Poi affronteremo al Juventus all’Olimpico ed il Napoli, con la fame di raggiungere il nostro obiettivo dovremo dare qualcosa in più rispetto al girone d’andata. Siamo quarti al giro di boa e speriamo di ripeterci alla fine del campionato, abbiamo svolto un buon girone d’andata ma avremmo potuto avere qualche punto in più, è un peccato che ci sia la pausa in questo momento perché siamo vivi ed in forma con cattiveria e qualità. Speriamo di riprendere gli allenamenti al meglio e proveremo a vincere più partite possibili alla ripresa”.



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Inzaghi e il post gara

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Ancora una volta Lazio Torino si trasforma in polemica. Lo scorso anno in cattedra salì Giacomelli, oggi Irrati. Inzaghi in sala stampa è molto amareggiato. Leggiamo insieme le sue parole :

Analizziamo la partita partendo dal rigore…

“Sono andato dall’arbitro per paura delle proteste dei miei ragazzi: volevo tornare in campo 11 contro 11. Ai ragazzi ho fatto i complimenti, visto che siamo stati penalizzati dagli episodi. Ci stava il doppio giallo su Izzo e altre situazioni sono sicuramente da rivedere. Meritavamo la vittoria, abbiamo avuto molte occasioni”.

Perché Leiva in panchina?

“Rientrava da 50 giorni di assenza e dopo 90 minuti giocati 48 ore fa, con i medici abbiamo deciso di non prendere rischi. Ma è stato giusto così, lui era anche disponibile. Ho preferito inserirlo dopo e ci ha dato una grande mano”.

Sul rigore? E perché dentro Wallace?

“Ci eravamo messi a 4 concedendo un’occasione e mezza. Una volta pareggiato mi sono rimesso con lo schieramento iniziale. Sull’episodio non mi va di parlarne, siamo stati penalizzati. Con il Torino siamo sfortunati, di sicuro abbiamo giocato contro una squadra forte. Meritavamo di vincere”.

Giocatori arrabbiati?

“Nel primo tempo, in cui avevamo fatto una grande partita, li ho visti affranti, demoralizzati. C’era l’espulsione di Izzo al 30′. Bravi i ragazzi a recuperare, gli ho detto di tenere alta la testa. Partita viziata da episodi. Sbagliano gli arbitri, i giocatori, gli allenatori. Avremmo una settimana di riposo poi la Coppa Italia. Ci saranno partite difficili”.

Teme altri errori? Marusic out più di un turno?

“Su Marusic non so bene cosa sia successo. Di arbitri non ho più parlato, gli errori di oggi sono sotto gli occhi di tutti. C’è amaro in bocca, ma siamo comunque quarti. Nel girone di ritorno servirà fare di più.”



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Lazio-Torino: la diretta

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Segui Lazio-Torino su Since1900

  • Trovate la diretta del primo tempo sulla nostra pagina Facebook
  • Si conclude il Secondo tempo con il Toro in vantaggio grazie al rigore siglato da Belotti e regalato da Irrati con la complicità di Marusic
  • Inizio secondo tempo
  • 46′ Luis Alberto prova a rimediare un angolo od un rigore ma si porta la palla fuori dopo una scarpinata dal centrocampo
  • 48′ gioco fermo per le cure di Izzo che lascerà il campo , al suo posto entra Moretti
  • 56′ Luiz Felipe atterra Belotti rimediando il giallo
  • 56′ Fuori Radu per Leiva
  • 60′ De Silvestri grazia la Lazio con un tiro alto a 1 metro da Strakosha
  • 61′ GOOOOOOOOOOL MILINKOVIC SAVIC TIRA UNA BORDATA DA FUORI E TROVA GLI INCROCI DEI PALI
  • LAZIO 1 TORINO 1 LEIVA ASSIST MAN SU UN GRANDISSIMO MILINKOVIC
  • 63′ Si ritorna alla difesa a 3, fuori Correa dentro Wallace
  • 65′ Djidji chiude un tiro di Immobile dopo una splendida giocata di Marusic
  • 66′ assedio laziale, prima Milinkovic, poi Luis Alberto entrambi sui difensori, Immobile debole sottoporta ed il portiere granata para facilmente
  • 70′ fuori Baselli, entra Lukic, modulo del toro invariato
  • 72′ niente var su Acerbi, contatto in area
  • 74′ Wallace regala un contropiede 4 vs 2 al Torino, i granata sprecano
  • 74′ Giallo a Luis Alberto per un calcione
  • 75′ Lazio momentaneamente in 10 per le cure di Wallace, problemi alla spalla ma rientra subito
  • 78′ Wallace mette i brividi
  • 79′ Giallo per Lukic, atterrato Immobile
  • 81′ Salvataggio di Ramos anche se la palla usciva
  • 82′ Moretti per problemi fisici dentro Lyanko
  • 82′ Strakosha si allunga su un tiro angolato di De Silvestri che colpisce il palo
  • 84′ fuori Luis Alberto dentro Caicedo
  • 85′ rosso diretto per Marusic
  • Giallo per Rincon per fallo, Meite colpisce Acerbi rosso diretto all’89’
  • 5 minuti di recipero
  • 90′ Leiva ammonito per un fallaccio
  • 92′ rimpalli in area granata
  • 95′ Irrati fischia la fine della gara la Lazio termina il 2018 con un pareggio AMARO


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Lazio-Torino: la conferenza stampa di Mazzarri

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“La Lazio è una squadra forte. Come tutti anche loro nel corso dell’anno possono avere dei momenti di appannamento. Tre giorni fa hanno vinto in modo meritato su un campo difficile come quello di Bologna. Hanno la stessa ossatura della passata stagione, quando hanno sfiorato la qualificazione in Champions League, che è il loro obiettivo di quest’anno.Portieri? Per fortuna abbiamo tre portieri molto affidabili. Domani mattina decideremo chi partirà dall’inizio: dovrebbe essere più avanti nel recupero Sirigu, però dobbiamo aspettare domani per le ultime valutazioni, comunque toccherà a me proporre la miglior formazione possibile e la più equilibrata per affrontare la Lazio.Nel match di domani voglio la veemenza, la concentrazione e l’attenzione di quando siamo stati al meglio.Cosa manca al Torino per arrivare al livello della Lazio? Per quanto riguarda la rosa loro sono già abituati a giocare in Europa. Noi abbiamo iniziato un percorso in ritardo rispetto a loro. Quello che ancora ci manca è la continuità di risultato. Contro l’Empoli abbiamo svolto una bellissima partita, ma va subito archiviata per affrontare al meglio una formazione tosta come quella biancoceleste. Sono curioso di vedere se la mia squadra è già matura per andare all’Olimpico per giocarsela, come ha fatto contro l’Inter o la Roma per fare due esempi”.




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Lazio-Torino: la conferenza stampa di Simone Inzaghi

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conferenza stampa simone Inzaghi Lazio Sassuolo

Lazio-Torino, come ogni vigilia di partita, il tecnico biancoceleste, Simone Inzaghi, è intervenuto in conferenza stampa.

“Quanto accaduto in occasione di Inter-Napoli non deve capitare perché il calcio è uno sport e bisognerebbe lavorare sulle radici della questione per capire perché nascano questi eventi. Bisogna garantire serenità alle famiglie che vengono allo stadio, altrimenti si allontanano e vedremo impianti sempre più vuoti e questo non è affatto bello. Ho la fortuna di avere un gruppo di persone serie che lavorano bene e che cercano di dare sempre tutto durante la settimana e durante gli allenamenti. In classifica siamo ai vertici da due anni e mezzo e non è facile ottenere risultati simili in Italia. Dobbiamo guardare la realtà: abbiamo già ottenuto il primo obiettivo stagionale, ovvero la qualificazione al prossimo turno di Europa League. Siamo quarti in classifica e dobbiamo guardare solo a noi stessi migliorando match dopo match.

Rispetto allo scorso anno, in questa stagione tutte le squadre hanno raccolto meno punti in classifica compresi anche noi. Comunque siamo al quarto posto e sono concentrato solo sulla gara di domani che sarà l’ultima dell’anno: solitamente abbiamo giocato sempre in trasferta nell’ultimo match dell’anno, mentre questa volta concluderemo il 2018 davanti ai nostri tifosi.

Sappiamo quanto sia importante Luis Alberto e sappiamo che tipo di giocatore è: sta molto bene, è molto sensibile e molto attaccato al mondo Lazio. Ha smaltito i problemi che ha avuto, ora è in crescita. Ieri abbiamo svolto solo un allenamento defaticante, mentre oggi faremo poco perché siamo solo a 48 ore dalla gara di Bologna, dovrò esser bravo a capire quali calciatori staranno meglio in vista del Torino.

Domani giocheranno sicuramente Immobile e Parolo, mentre gli altri dovrò valutarli. Marco e Ciro hanno riposato mercoledì e gli altri dovrò analizzarli e vedere le risposte che arriveranno. I ragazzi sanno che sto cambiando e di volta in volta sceglierò la formazione migliore in base all’avversario. Il Torino può contare su ottimi giocatori ed è una formazione in forma allenata da un tecnico bravo, noi dovremo essere umili ma consci della nostra forza. Non possiamo sbagliare, dobbiamo chiudere al meglio il 2018. Il mio pensiero era quello di far giocare Leiva a Bologna 70 minuti, ma avevo già fatto due cambi in quel momento: dovevo scegliere tra il brasiliano e Milinkovic perché anche il serbo aveva avuto qualche risentimento alla vigilia della sfida con i felsinei. Ho parlato con i due da bordocampo e volevano restare entrambi in campo, la mia sensazione mi ha portato a sostituire Milinkovic. Leiva invece ha portato a termine una buona prova al Dall’Ara, ma dovrò valutarlo anche in collaborazione con lo staff medico.

Luis Alberto ha grande qualità, è intelligente nei suoi movimenti in campo. A Kiev giocammo una gara decisiva ed il numero 10 laziale aveva giocato come mezz’ala, sa trovare sempre la posizione giusta in campo e può fare la mezz’ala, ma anche il mediano o il trequartista e la seconda punta. Lo spagnolo, però, è una pedina fondamentale per noi. Luis Alberto è un giocatore molto intelligente e capisce subito cosa gli chiedo. È contento di essere impiegato in qualsiasi ruolo del centrocampo, l’ho provato anche come mediano: il numero 10 vanta una grande intelligenza tattica che gli permette di essere sempre a disposizione del gruppo.

Si è parlato molto di arbitraggi, io posso lavorare solo sulla mia squadra e sui miei ragazzi, sugli altri aspetti non possiamo incidere. Avremmo dovuto avere qualche punto in più ad oggi, abbiamo registrato un rallentamento come tutte le altre squadre di Serie A. Dobbiamo dare continuità ai risultati, anche se sappiamo che giochiamo un campionato molto competitivo. Lo scorso anno ci ricordiamo tutti di quel match con il Torino: dovevamo avere un rigore, invece venne espulso Immobile. Nella gara di ritorno ci siamo espressi al meglio, ma ai fini della classifica il match con i granata dell’Olimpico ci costò punti importanti per la classifica ed i miei ragazzi la ricordano.

I granata sono molto ben organizzati ed hanno investito molto sul mercato: sono stati acquistati calciatori di grande qualità ed il Torino lotterà fino alla fine per un posto in Europa. Ogni questione di classifica, però, si risolverà negli ultimi turni della competizione”.



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Probabili formazioni Lazio Torino

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Un'immagine dell'aquila della Lazio, Olympia, in volo sopra lo Stadio Olimpico, durante una partita casalinga

 Si rivede Immobile dal primo minuto, con l’azzurro che sarà supportato da Luis Alberto, apparso in netta crescita nelle ultime uscite. Conferma in vista in difesa per Luiz Felipe dopo il gol contro il Bologna, mentre sulla corsia di destra Patric insidia la titolarità di Marušić.

Lazio (3-5-1-1): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Marušić, Parolo, Leiva, Milinković-Savić, Lulić; Luis Alberto; Immobile. All.: S. Inzaghi.

 Restano in dubbio Sirigu e Djidji per la trasferta dell’Olimpico. E pure Ichazo non è al meglio, anche se stringerà i denti e difenderà i pali della porta granata. Per il resto, sono due i ballottaggi principali: De Silvestri e Iago Falque sono in vantaggio rispetto a Ola Aina e Zaza. 

Torino (3-5-2): Ichazo; Izzo, Nkoulou, Moretti; De Silvestri, Baselli, Rincón, Meïté, Ansaldi; Iago Falque, Belotti. All.: Mazzarri. 



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Comunicato ufficiale: Perea non è più un giocatore della Lazio

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Arriva il comunicato ufficiale della SS Lazio in merito alla rescissione di contratto consensuale di Brian Perea. Il colombiano era arrivato a Roma qualche anno fa in veste del “Nuovo Cavani”. Ennesimo flop societario sul quale aveva puntato una scommessa per l’attacco biancoceleste. Dopo vari prestiti andati male, la società ed il giocatore sono arrivati ai saluti finali prima della scadenza di contratto.

“La S.S. Lazio comunica di aver risolto consensualmente il rapporto con il calciatore Brayan Andrés Perea Vargas”. 



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Lazio-Torino: ecco quanti biglietti sono stati venduti

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Grafica che simboleggia le dichiarazioni di Marco Canigiani sulla vendita dei biglietti per Lazio-Juventus, affrontando la questione della presenza di tifosi juventini.

Canigiani è intervenuto ai microfoni laziali in vista di Lazio-Torino. Questo sarà l’ultimo match del 2018 biancoceleste per poi andare in pausa natalizia. Il campionato riprenderà verso metà Gennaio dopo la partita di Coppa Italia contro il Novara. Una ripresa della Serie A dove la Lazio dovrà affrontare le prime due in classifica : Juventus in casa ed il Napoli al San Paolo.

Tornando al match contro i piemontesi, la compagine di Simone Inzaghi deve raggiungere i 3 punti per continuare la striscia positiva di risultati utili ma soprattutto mettere una pezza alle concorrenti per il quarto posto in vista appunto dei due match di ritorno di Gennaio.

Tornando ai biglietti venduti, Canigiani fa il punto della situazione sui tagliandi staccato e gli abbonati.

Per il match di domani siamo a quota 12.000 biglietti venduti, un buon risultato calcolando che c’è tempo fino a domani per acquistare il proprio tagliando. Sarebbe bello superare le 35.000 presenze e anche in funzione della giornata di oggi si potrebbe arrivare a quota 40.000. I prezzi sono popolari e decisamente bassi con numerose promozioni attive. Gli Under 14 accederanno gratuitamente allo stadio se verranno accompagnati da un adulto, un parente entro il quarto grado, che avrà acquistato un biglietto presso i Lazio Style abilitati. I settori in cui l’accompagnatore dovrà comprare il tagliando sono i distinti sud-est, la Tevere o la Montemario. Grazie a questo potrà richiedere il biglietto omaggio per l’Under 14.

Un’altra nostra promozione è “A Natale regala la Lazio. La Lazio ti regala lo stadio”, basta andare in uno dei nostri Lazio Style 1900 Official Store ed effettuare una spesa di trenta o sessanta euro, si riceverà un buono che permetterà di avere in omaggio uno o due biglietti per i Distinti o un tagliando per la Tribuna Tevere. Contro il Novara in Coppa Italia i prezzi saranno molto popolari mentre contro la Juventus dato che è la partita più importante della stagione insieme al derby, ci regoleremo di conseguenza per il costo dei tagliandi.

È attivo il servizio “BusInsieme” che sta avendo un riscontro molto positivo, i tifosi cominciano a provarlo ed a conoscerlo, usando il passaparola creano un circolo virtuoso di informazioni e riscontri. Il nostro obiettivo è sempre quello di migliorare e di implementare il servizio, magari un giorno posizionando i punti di ritrovo fuori dal raccordo ed in provincia. Tutte le informazioni utili comunque sono sul nostro sito”.



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Social: Immobile ed il suo sostegno a Koulibaly

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Tutta la Serie A si sta mobilitando in sostegno di Koulibaly. Il giocatore è stato preso di mira dai tifosi interisti con buu ed ululati. Ancora una volta nel 2018 si vedono negli stadi italiani cori razzisti ai danni di giocatore di colore. Ciro Immobile tramite il suo social network su Instagram mostra il sostegno verso il giocatore



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Scontri Inter-Napoli, Sabato si gioca, il Campionato non si ferma

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scontri tra ultras Lazio-Real Sociedad: 9 feriti prima della sfida di Europa League

Gli scontri tra Interisti e Napoletani hanno provocato diversi feriti ed una vittima investita da un van in fuga. Ancora una volta è la violenza negli stadi a far parlare del calcio italiano dove gli ultras di casa, gemellati con altre tifoserie, hanno effettuato una caccia all’uomo.

Un tifoso interista non ce l’ha fatto ed è morto poco dopo in ospedale nonostante sia i tifosi napoletani che interisti erano intervenuti per soccorrerlo mentre il van ha fatto perdere le tracce.

L’altra sbavatura all’interno delle mura di gioco sono stati gli ennesimi cori razzisti verso il giocatore di colore ed i napoletani. Un comportamento che aveva già acceso gli animi sia fuori dal campo che all’interno.

In queste ore sono scattati diversi interventi di indignazione arrivate anche dal vice premier Matteo Salvini.

La notizia che il campionato si potesse fermare era nell’aria ma un passo indietro è stato fatto dal presidente Gravina che ai microfoni di Sky sventola la bandiera verde sul prossimo turno di campionato

Intervenuto ai microfoni di Sky, il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ha confermato:“Sabato 29 il campionato non si ferma. E’ una risposta tangibile a chi crede di poter fermarci a causa di certi atteggiamenti violenti. Ho sentito un po’ tutti in queste ore, dalla Lega Calcio al Governo, volevo sentire le varie riflessioni. Abbiamo deciso tutti insieme che si va avanti e si gioca”



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Giudice Sportivo: ecco le decisioni

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Lazio-Udinese: ARBITRA Piccinini! ⚽ Designazione UFFICIALE: PRECEDENTI, STATISTICHE e FISCHIETTO

A seguito dei verdetti sportivi maturati nell’ultima giornata, il Giudice Sportivo ha diramato le proprie decisioni e, in casa biancoceleste, non state registrate sanzioni.

Il prossimo 20 gennaio i biancocelesti affronteranno contro il Napoli: la compagine azzurra, per l’occasione, dovrà fare a meno di Koulibaly ed Insigne, entrambi squalificati per due turni dopo il match con l’Inter. È entrato in diffida, inoltre, Allan: un giallo per il centrocampista brasiliano nella prossima giornata gli farebbe quindi saltare il confronto con la Prima Squadra della Capitale.



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Bologna-Lazio: le parole di Luiz Felipe sul gol

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La Lazio espugna in terra bolognese grazie anche alla rete del difensore laziale. Luiz Felipe commenta il gol ai microfoni laziali dedicando il gol a due persone per lui speciali

“Questo sarà un giorno da ricordare per sempre, ho siglato la prima rete in A ed ho anche servito un assist per Senad Lulic. Ancor più importante, però, sono stati i tre punti raccolti dalla squadra. In ogni momento la mia fidanzata Beatrice mi è sempre stata vicina e, per questo motivo, voglio dedicare a lei il gol ed anche a mio figlio Diego che nascerà tra un mese. Dopo aver segnato ho abbracciato i miei compagni e non sapevo come esultare, è stato bellissimo.

Tutti i miei compagni erano felici per me, siamo molto uniti e dobbiamo proseguire su questa strada perché così facendo arriveremo lontano. Non era facile vincere qui a Bologna perché i rossoblù lottano per la salvezza ed i loro attaccanti erano molto forti fisicamente. Noi, però, ci siamo comportati bene ed abbiamo raccolto questo successo importante. Abbiamo vinto senza incassare reti, questo è molto importante per il nostro processo di crescita.

Non sarà facile affrontare il Torino nella prossima giornata di campionato, ma giocheremo in casa e dovremo fare una grande partita per restare in alta classifica: già da domani ci alleneremo per preparare al meglio l’incontro con i granata”.



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Quant’è bello esse Laziali…

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Lazio-Twente, al via la vendita dei biglietti per la trasferta di Europa League

Quant’è bello esse Laziali, quanno la Lazio vince e tutti parlano delle altre…
Quant’è bello esse Laziali, quanno la Lazio perde e tutti parlano di quanto c’è voluto poco a battece…
Quant’è bello esse Laziali, quanno segui a nazionale nsieme ai corropolesi e loro esultano quanno i loro giocatori sputeno e sgomiteno mentre te te nasconneresti se fosse uno che gioca co la tua Lazio…
Quant’è bello esse Laziali, quanno loro scriveno pe tutta a città cose contro li morti, canteno cose contro li morti, fanno e sfilate co le bare e le tombe dopo un derby, ma ce vojono 4 adesivi e 4 manichini pe’ fa indignà tutto er monno sull’argomento Lazio…
Quant’è bello esse Laziali, quanno te sei violento, razzista, antisemita, omofobo, ribelle, rivoluzionario, pericolo pubblico, sessista, casinaro e loro c’hanno più morti su a coscienza che trofei europei, ma so goliardici…
Quant’è bello esse Laziali, quanno dai veramente fastidio e se inventano tutte pe’ mettete i bastoni tra le rote: falli de mano non visti, rigori ed espulsioni contro quanno è er tuo giocatore ad avè subito fallo, espulsioni pe’ comportamento violento ma senza contatto e co na scenata teatrale epica, gol subiti de mano, ma sei solo na vittima sfortunata della VAR…
Quant’è bello esse Laziali, quanno la VAR è sfortunata co’ l’artre, ma so vittime de complotti e chiedono tutela…
Quant’è bello esse Laziali, quanno tu pe gode n’pochetto te devi sudà pure le camicie dell’artri e lottà contro tutto, tutti e pure contro te stesso e l’artri godeno de più quanno jè apparecchieno a tavola e l’imboccheno senza manco ammette l’aiuto e dì grazie ar sistema…
Quant’è bello esse Laziali, quanno le vicessitudini della vita te portano a dovè vedè le partite dell’artra squadra e sei costretto a vedè cose de n’artro mondo a cui te nun sei pe gniente abituato…
Quant’è bello esse Laziali, quanno tu dopo avè visto ste cose nun riesci a statte zitto e allora chiedi: “ma si poco poco ve capita a voi na cosa der genere?” e loro: “Ao, si er sensore dice che non è gol, c’è poco da discute… E poi a Firenze ce l’hanno rubbata…” E allora tu: “Ah si?! E quer rigore su Pandev?!” E loro: “Eh ma s’è lasciato annà, se rimaneva n’piedi poteva pure segnà…” e te chiudi così: “Poi nun dite che a Juve rubba…

Esse Laziali vor dì esse solo contro tutti;
vor dì che te poi fidà solo de te stesso e dei fratelli tua, pure si ce discuti spesso;
vor dì passà er weekend che precede er derby dei derby a Londra co 4 amici romanisti che nun fanno artro che parlà de quanti go ce faranno, de cosa darebbero pe vince sto derby, de quanto sputerebbero addosso ai giocatori loro se toppavano na partita der genere e te zitto come na tomba perchè è na questione de stile, er Laziale parla alla fine…
vor dì nun riuscì a vede er derby più importante della storia e lasci detto a tu madre Laziale (pora anima in cielo), de scenne in camera tua al piano de sotto solo se a fine partita avremo vinto, mentre tu te metti co le cuffie a tutto volume a fa na chiusa all’XBox 360;
vor dì vedà la luce dalle scale che se confonde co l’mbra de tu madre che scenne affannosamente, allora te togli le cuffie, te affacci e lei bella come un go de Lulic al 71esimo te core appresso cor soriso, in lacrime e te sussurra all’orecchio: “1 a 0, Lulic, Lulic, Lulic, Lulic, Lulic…”
vor dì che quanno caschi, caschi da solo e te devi riarzà co le sole forze tue;
vor dì che quanno vinci te sei fatto n’culo come na capanna e passi pure da sbuciato, immeritevole e ladro;
vor dì che quanno sbaji te tireno addosso merda de ogni genere e sei etichettato a vita come rifiuto de a società;
vor dì che dopo avè sbajato paghi giustamente tutto, pure co l’interessi e paghi pure pe quelli che ancora devono pagà;
vor dì che nessuno te dà na mano, devi sudatte tutto, è no stile de vita, nun è un motivo pe integrasse n’mezzo alla massa…

A Lazio nun proviene da…
A Lazio è.



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Inzaghi e il post gara

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Il derby della famiglia Inzaghi lo vince Simone 2 a 0. Una partita non bellissima ma che comunque permettono alla Lazio di allungare sulle insecuitrici e di saldare il quarto posto. A fine gare come consetudine mister Inzaghi si presenta in sala stampa e commenta così :

Con il Cagliari è arrivata la svolta?

“Abbiamo vinto una partita molto importante per la nostra classifica. Molto bene il primo tempo, meno il secondo tempo. Ci stava, il Bologna è salito di tono, ma siamo stati concentrati, sempre sul pezzo. Abbiamo dato continuità alla gara con il Cagliari. Guardiamo al Torino con grande fiducia”.

Lo stop del Milan come lo commenta?

“Mancano ancora 20 partite e 60 punti. Guardare adesso la classifica non mi interessa. Guardo alle certezze. Sono rientrati calciatori importanti come Lucas Leiva e Luis Alberto. Soddisfatto anche di aver mantenuto la porta inviolato come era accaduto contro il Cagliari tralasciando quel rigore dell’ultimo momento. Non potremo però gustarci troppo la festa, dobbiamo pensare al Torino prima delle vacanze”.

Milinkovic e Luis Alberto insieme è la formula vincente?

“Nel calcio di oggi la differenza la fanno le motivazioni. A Bergamo, dove abbiamo perso immeritatamente, ho detto che ero convinto che saremmo ripartiti. Era la prima volta in tre anni che in un campo difficilissimo avevamo sofferto poco. Sentivo in cuor mio che i ragazzi stavano tornando. Abbiamo un gruppo coeso e compatto, fatto di professionisti seri. Rispettano le mie scelte, e non è mai facile. Io però sono qui per questo e ho dei calciatori maturi. Dovremo comunque analizzare le cose fatte bene nel primo tempo e quello non fatte bene nel secondo”.

Che ne pensa dei goal?

“Siamo stati bravi a calciare due palloni importanti con Luis Alberto. Abbiamo giocato nove partite senza Leiva che era il secondo a calciarle dietro di lui. Ho visto una squadra sul pezzo tralasciando chi ha segnato i gol”. 

Cosa manca al Bologna di Pippo Inzaghi?

“Penso che manchi l’episodio, il momento di vincere una partita. Io sono convinto che con l’atteggiamento del secondo tempo e delle ultime partite, il Bologna si possa tirar fuori. Sia per la zona Europa che per la zona salvezza si lavora su pochi punti. Abbiamo squadre anche in alto che per un episodio hanno cambiato il momento. Guardate la Sampdoria dopo il gol di Saponara contro di noi”.



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Formazioni Bologna Lazio

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Sfida in famiglia questa del Boxing Day, infatti di fronte troviamo i fratelli Inzaghi.

Simone contro Pippo, Pippo contro Simone.

BOLOGNA (3-5-2): Skorupski; Calabresi, Danilo, Helander; Mattiello, Poli, Nagy, Svanberg, Mbaye; Santander, Palacio. A disp. Da Costa, Santurro, De Mario, Dijks, Gonzalez, Paz, Dzemaili, Krejci, Donsah, Pulgar, Okwonkwo, Orsolini, Destro. All. F. Inzaghi.

Indisponibili: Falcinelli
Squalificati: nessuno
Diffidati: nessuno

LAZIO (3-5-1-1): Strakosha; Luiz Felipe, Acerbi, Radu; Marusic, Milinkovic, Leiva, Luis Alberto, Lulic; Correa; Caicedo. A disp. Proto, Guerrieri, Bastos, Wallace, Patric, Murgia, Parolo, Cataldi, Badelj, Lukaku, Immobile. All. S. Inzaghi.

Indisponibili: Durmisi, Berisha
Squalificati: nessuno
Diffidati: Parolo, Immobile



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Gli Auguri di De Martino:” Non mi sento una Ferrari, a me piacciono le macchine americane

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Notizie Lazio
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“Auguro una buona vigilia di Natale a tutti i tifosi che si stanno preparando per la scorpacciata serale. Siamo in un clima di serenità e positività e questo mi fa piacere sia nella veste di tifoso che di dirigente. Sono felice di poter trascorrere un Natale con la Lazio al quarto posto, che segue il suo ruolino di marcia e continua a puntare all’obiettivo Champions, quello per cui ci stiamo battendo. Sarà il traguardo ormai di sempre, perché Società, ambiente e rosa sono cresciute e tutto ciò ci fa dire che meritiamo la massima competizione europea, in realità già dalla scorsa stagione, ma questo solo il campo ce lo dirà.

Sabato mi sono divertito allo stadio, la squadra ha messo in mostra un ottimo gioco anche con questo cambio di modulo che prevede il regista dietro le punte: è una figura d’altri tempi, quando il numero 10 imbeccava il 9 e l’11. Ora i numeri non corrispondo più ai ruoli. Quella con il Cagliari era una partita trappola, la compagine sarda ha dato pensieri a tante avversarie. Batterla è stato importante.

L’equilibrio è l’elemento che fa vincere in ogni cosa. Non credo alla crisi ma solo a semplici momenti di appannamento, a giocatori che hanno saltato la preparazione ed impiegano più tempo per entrare in condizione, come Milinkovic e Luis Alberto. Inoltre a volte non si riescie ad esprimere il calcio che si vuole. Aggiungiamoci poi i numerosi pali e traverse colpiti, oltre ad episodi sfortunati che invece con un gol possono far cambiare la stagione. Deve confortarci il fatto che, nonostante tante le numerose avversarie attrezzate, la lotta sarà aperta fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Partecipiamo a questo Gran Premio con una squadra di valore perché il motore, il telaio, il pilota ed il team interno alla vettura è cresciuto nel tempo. Vivo questa corsa con emozione e voglia perché la macchina romba. Può capitare di poter sbagliare curva, di perdere qualche secondo ma poi c’è la possibilità di recuperare tre giri dopo chi pensavo fosse avanti di un alcuni metri. Sarà così fino alla fine.

Simone Inzaghi è una persona difficilmente reperibile sul mercato: ha dimostrato di essere un grande allenatore con le scelte compiute, per come guida la squadra e per l’identità data: è un laziale, conosce l’ambiente, la Società, ha un rapporto speciale con la presidenza e la direzione sportiva così come con tutti noi dirigenti. Abbiamo vissuto con lui vari patemi d’animo anche quando era nel Settore Giovanile. Incarna la lazialtà e questo è importante. Anni fa i tifosi chiedevano di poter avere sulla panchina un tecnico laziale, il Presidente ha effettuato questa scelta: risultati importanti, Primavera vinto tuto, Champions sfiorata in partita maledetta, forse dovevamo non arrivarci. Rispetto ad anni fa, tutte le componenti ci sono, questo mi piace e mi da la spinta in più quando apro gli occhi al mattino. Potremo centrare l’obiettivo o meno ma certamente ci arriveremo con il gas aperto, in derapata all’ultima curva, perché così mi da gusto il calcio e la Lazio. Poi potrò arrivare secondo o sesto, vedremo.

Il campionato si è livellato verso l’alto, gli investimenti sono cresciuti in Serie A: abbiamo visto il ChievoVerona contro l’Inter. Per questo l’Olimpico deve essere pieno anche contro l’ultima in classifica, il pubblico dà una spinta in più per vincere e non lasciare per strada punti importanti. Quando i calciatori scendono in campo debbono sentire il calore della gente, solo così i giocatori sono chiamati a dare tutto. Le mura amiche debbono diventare un fortino, paradossalmente c’è maggior seguito fuori casa, come accaduto a Parma. Da ora in poi l’Olimpico deve essere sempre pieno. Per i giocatori è fondamentale: è questo il mio augurio per il nuovo anno. Conosco i vari problemi, in primis logistici, ma i tifosi concorrono tanto nel centrare l’obiettivo che la squadra si è prefissata.

Il marketing, insieme con la Società, ha messo in atto una serie di iniziative per agevolare l’arrivo dei sostenitori allo stadio: il servizio di bus sharing è un’altra delle idee, oltre ai prezzi estremamente concorrenziali, che mi portano a dire che la proprietà stia dando tutto per portare i tifosi ad essere presenti sugli spalti. Chi può, deve presenziare all’Olimpico. Essere in tanti è importantissimo.

Correa e Luis Alberto sono due talenti puri: possono cambiare le partite da un momento all’altro. L’argentino ha ancora margini di crescita esponenziali. È un talento, la Società è arrivata prima delle altre e ha portato nella Capitale un grande giocatore. Luis Alberto lo conosciamo, l’anno scorso ci ha fatto entusiasmare, ha patito alcune problematiche tra la fine della scorsa stagione e l’inizio dell’annata sportiva in corso.

Il Natale degli Inzaghi è molto particolare: mai due fratelli si sono affrontati su panchine avverse in Serie A. I genitori sono attaccatissimi ad entrambi i figli, sono una famiglia d’altri tempi e molto unita. Per papà Giancarlo e mamma Marina sarà difficile, anche per Simone e Pippo non sarà semplice perché entrambi ambiscono ad ottenere una vittoria importante. Saranno poi i 22 in campo a decidere la sfida. La sfida del Dall’Ara sarà di grande effetto: la Lazio, per questo motivo, farà il giro del mondo ed è qualcosa di estremamente positivo. Pippo siede sulla panchina del Bologna e lotta per salvarsi. Per noi la strada è tracciata, la Lazio è lì e guarderà sempre al vertice, lotterà per quello. Punto. La crescita è maturata ed è costante anno dopo anno. Il tecnico la pensa proprio così.

Non mi sento una Ferrari, perché amo più le macchine americane, quindi direi più una Corvette! Battute a parte, il concetto del Presidente è chiaro: il gruppo e la Società sono importanti, il paragone con il Cavallino Rampante si usa spesso. La rosa è di valore, è stata allestita per ambire alle prime quattro posizioni e lo sta dimostrando. Anche lo scorso anno, fino all’ultima giornata, si è lottato per la Champions. Oggi la Lazio è quarta ed è quindi ancora in piena lotta. Anche noi intorno alla squadra, tra dirigenti e tifosi, guardiamo dallo schermo dei box la vettura che corre: tutte le componenti devono aiutare.

Avessimo avuto due elementi come Milinkovic e Luis Alberto sempre al 100%, come non è stato per loro stessa ammissione, allora staremmo lottando per lo Scudetto, o almeno saremmo al livello del Napoli. Noi parliamo con i numeri e la coerenza: la squadra c’è e lo ha dimostrato. C’è una rosa ben costruita, che lotta per un posto in Champions e ha elementi all’interno che non stano rendendo come nella scorsa stagione: sono stati aggiunti Correa, Berisha, che è un giocatore che è stato attenzionato da tantissimi club europei di primo livello, ed a ‘Robocop’ Acerbi, un giocatore che ha fatto dimenticare de Vrij sin dal primo istante.

La società è pronta per realizzare il proprio stadio, ha le idee chiare; dall’altra parte c’è la città di Roma, tra vicende che abbiamo avuto modo di conoscere e vincoli vari come la viabilità. Se ci saranno le condizioni, sono sicuro al 100% che questa proprietà di farà trovare pronta e non avrà nessun problema, ma questo non dipende da noi. La presidenza non vede l’ora di avere la casa della Lazio e regalare il proprio stadio alla tifoseria. Sogno il museo biancoceleste, con una bacheca ricca di trofei e gli ologrammi degli ex giocatori che parlano.

Lazio Style Channel e Lazio Style Radio continueranno sul solco tracciato, abbiamo migliorato tanto aspetti, siamo al lavoro per portare ulteriori novità a livello radiofonico, stiamo crescendo in modo costante ma sempre passo dopo passo, perché dobbiamo fare i conti con le nostre possibilità. Grazie a che interviene, ai nostri opinionisti, a chi porta il proprio pensiero, a chi ci da la carica e chi ci aiuta a dare le carica agli altri. La piazza romana facilmente si butta giù ma poi si proietta alle stelle. Ringrazio il mio staff che lavora giorno dopo giorno senza sosta e senza guardare l’orologio ma solo con la voglia di aiutare a far crescere la Lazio ed aiutare tifosi a comprendere le dinamiche nel modo giusto perché c’è ancora chi distorce la realità. Ce la mettiamo tutta e noi, come voi, vogliamo gioire e conquistare i traguardi che ci siamo prefissi. Il colpo d’occhio è importante, come le bandiere con le lettere degli Irriducibili. Complimenti alla Curva ed a tutti coloro che partecipano alle nostre gare: quello che fanno lascia sempre il segno. Grazie per quello che fate e per ciò farete nel 2019. Tutte le componenti sono importanti, non facciamoci buttare giù da chi è pronto a disegnare sempre il solito quadro. Siamo cresciuti, siamo più grandi e maturi, siamo pronti ad ogni sfida e vogliamo viverla insieme a voi.

Apponete qualche baffo biancoceleste sull’albero e sul Presepe perché siamo tanti e belli. Vi auguro felice Natale e sempre forza Lazio”.



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Calciomercato: Parma e Spal su Caceres

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Martin Caceres non è riuscito a trovare quel posto da titolare indiscusso che voleva. I suoi rendimenti altalenanti, lo hanno fatto emarginare dal progetto di Simone Inzaghi,

Per il calciomercato, Igli Tare aveva dichiarato che prima ci devono essere 4 cessioni per poi concentrarsi sul mercato in entrata (salvo qualche trattativa conveniente). Il primo che dovrebbe lasciare la capitale dovrebbe essere proprio Martin Caceres. Anche se il mercato inizierà il 3 Gennaio, radiosei tramitela consueta rassegna stampa, ha parlato dell’interessamento di Parma e Spal per il nazionale dell’Uruguay.

Le cifre della trattativa non sono state rilevate ma, sempre secondo le voci di mercato, il difensore avrebbe richiesto un ingaggio pari o superiore a quello attuale (1,2 milioni di euro a stagione)



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Le decisioni del giudice sportivo

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A seguito dei verdetti sportivi maturati nell’ultima giornata, il Giudice Sportivo ha diramato le proprie decisioni e, in casa biancoceleste, sono state registrate due sanzioni. Bastos Quissanga, subentrato nella ripresa, ha ricevuto il secondo cartellino giallo stagionale in Serie A TIM.

Quarta sanzione in questa Serie A per Ciro Immobile che, in questo modo, entrerà in diffida a partire dal match di mercoledì con il Bologna.



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Bologna-Lazio: Leiva titolare?

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Dopo la conquista dei tre punti contro il Cagliari, la Lazio svolgerà quest’oggi a Formello una seduta di scarico per i titolari ed un allenamento per chi non ha partecipato ai 93 minuti di gioco.

Il punto interrogativo potrà presto trovare la risposta e stiamo parlando di Lucas Leiva. Il regista laziale fa sentire la sua mancanza quando non è presente nella formazione titolare e ieri, messo in panchina per precauzione, è subentrato a Milinkovic giocando 21 minuti di gioco.

Negli allenamenti precedenti sembrerebbe che il brasiliano non avesse sentito alcun fastidio sulla parte infortunata tanto che mister Inzaghi ha accolto il lasciapassare dell’infermeria rendendolo convocabile.

48 ore erano il tempo di risposta per sapere se poteva partire dal primo minuto, il tecnico piacentino però ha voluto non rischiare una ricaduta ma molto probabilmente, il brasiliano riconquisterà il suo ruolo già contro il Bologna, gara in programma alle 15 del 26 Dicembre.



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Nonostante tutto, ancora quarti ma…

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Nonostante il periodo non brillante della Lazio dove nelle ultime sette partite non ha mai guadagnato i 3 punti, rompendo il digiuno contro il Bologna, le pretendenti dell’ambito quarto posto si sono fermate.

Milan, Roma e Atalanta si sono fermate rispettivamente con Fiorentina, Juventus e Genoa rimediando gli zero punti.

La Lazio però deve dimostrare che la vittoria di ieri non è solamente un piccolo focolaio e già si guardano ai prossimi match.

Il 26 Dicembre ci saranno i 90 minuti contro il Bologna mentre le avversarie al quarto posto avranno dei match sulla carta facile. Il Milan affronterà il Frosinone, la Roma che ha perso quattro lunghezze sulla Lazio giocherà in casa contro il Sassuolo mentre la Sampdoria ospiterà un Chievo che deve assolutamente recuperare punti per non retrocedere.

Uno sguardo va anche al terzo posto, un posizionamento che sembra lontano ma non impossibile: l’Inter che dista 5 punti dalla Lazio, ospiterà un Napoli che vuole rincorrere la Juventus imbattuta fino ad ora in campionato.

Il 29 Dicembre invece la Lazio giocherà in casa contro il Torino, un match che darà sicuramente una risposta definitiva sulla condizione psicologica della banda di Inzaghi, la Sampdoria sarà ospite allo Juventus Stadium, la Roma giocherà a Parma, il Milan ospiterà uno Spal che in alcune occasioni contro le big ha dimostrato di saper mettere in difficoltà gli avversari mentre l’Inter sarà ospite dell’Empoli.



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Pu Pu Pulici!

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Auguri, figlio di Sparta!

Se n’è andato da poco, in punta di piedi, così come alla Lazio era arrivato. Felice, oggi 22 dicembre 2018, avrebbe compiuto 73 anni e noi gli auguri glie li facciamo ugualmente. Il motivo, lo immaginerete: le leggende lasciano un’eredità spirituale che non solo sconfina nel metafisico, ma rinasce, si rinnova. Non è un oggetto pensile da museo, non è un cimelio da esporre. La leggenda vive, la tocchi con mano quando ascolti chi ha narra certe epoche e certe imprese storiche.

Felice Pulici nasce e cresce nel profondo Nord italiano. Figlio di un operaio che lavora a Sesto San Giovanni, tempra la sua impalcatura fisica nel milanese e a Seregno, salvo poi entrare nel mondo dei professionisti con il Lecco ed esordire contro le grandi del calcio nazionale con la casacca novarese. Con quest’ultima indosso, incassa una sonora disfatta in quella che sarà la sua futura casa: il 5 a 2 all’Olimpico laziale sarà una tragicomica presentazione ad un pubblico che passerà negli anni dallo scherno agli applausi. Il talento, quello sì, ci è sempre stato. Se ne accorsero a Roma, sponda Lazio: fu così che nel 1972 Felice lasciò la tranquillità di provincia per approdare nella Capitale. Il principio fu difficile. La Lazio perdeva punti e la porta accusava una sensibile mancanza di protezione. Maestrelli lo prese sottobraccio e ripose in lui la più incondizionata fiducia. La stagione cambia volto, la Lazio vince il derby davanti ad 85000 spettatori e sfiora lo Scudetto: nulla può il portiere biancoceleste sulla conclusione di Damiani in un amaro pomeriggio partenopeo. Ma Pulici è ligio al dovere, cattolico praticante e ragazzo maturo. Si allenerà con diligenza e stringerà forte amicizia col resto della “banda”, restando pur sempre tra i più cauti e responsabili. Nella stagione 73-74 sembra imbattibile: salva moltissime partite e arriva persino a parare un rigore a Cuccureddu, in forza ai campioni d’Italia della Juventus. Segnali che il trionfo è vicino. 12 maggio del ’74 e la vittoria si palesa, nel mentre la moglie dà alla luce il secondogenito Gabriele. È un periodo d’oro, ma destinato a finire presto: Felice soffrirà maledettamente la malattia di Maestrelli, che verrà sostituito da Corsini, salvo poi rientrare per un breve periodo e condurre l’ambiente ad un finale di campionato tranquillo. La malattia del Maestro si aggraverà e Pulici entrerà nella fase più difficile della sua carriera. Nel derby del 28 novembre del 1976, inspiegabilmente per certi versi, giocherà la partita più bella della sua carriera, convinto che in tribuna il suo allenatore lo stesse guardando: parate memorabili e voli pindarici, di cui uno all’incrocio dei pali, premiati dalla rete decisiva del futuro campione Bruno Giordano. Fu il canto del cigno. La morte di Maestrelli e quella di Re Cecconi sono pugnalate che si accompagnano all’esilio a Monza, in seguito alle violente incongruenze nate col neo allenatore laziale Vinicio, che gli preferisce Garella. Non finisce qui definitivamente però l’avventura romana di Pulici, che tornerà nella Lazio, nel frattempo retrocessa. Giocherà a Pistoia in trasferta, mantenendo inviolata la porta, e con i salentini del Lecce all’Olimpico salutando il pubblico per l’ultima volta da calciatore. La lontananza dai campi lo farà avvicinare agli incarichi societari, divenendo dapprima responsabile del settore giovanile, poi avvocato della società e infine dirigente, assistendo allo Scudetto del ’99-’00. Con l’avvento di Claudio Lotito ci sarà sempre meno spazio per lui in dirigenza, al punto che nel 2007 accetterà un contratto per la dirigenza dell’Ascoli calcio.

La sua morte, nel 16 dicembre 2018, lascia nello sconforto la moglie e i tre figli, nonché i reduci di quei fantastici e irrefrenabilmente romantici anni. A Felice Pulici, nel giorno del suo compleanno, facciamo gli auguri col coro che cantavano i tifosi quando, sotto la porta antistante la Nord, toccava i pali e la traversa prendendo posizione.

Tanti auguri, Pu Pu Pulici!



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