Jordao e Neto, il Benfica e la Lazio fanno silenzio stampa ma intanto il Monaco ci prova
La rassegna stampa di Radiosei torna a parlare di Jordao e Neto.
Nel calciomercato in uscita, i due portoghesi erano vicino al Benfica tanto che la trattativa sembrava quasi chiusa. Un silenzio che manca di annunci ufficiali da ormai un mese, riapre la porta del mercato per i giovani laziali e stando alle ultime notizie, c’è il Monaco che sta guardando la situazione tra i due club per i giovano portoghesi.
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Tabellone Coppa Italia 2019-2020. Lazio e Napoli ai quarti di finale?
Riprenderà dagli ottavi di finale il cammino dei biancocelesti, campioni in carica, nella nuova edizione di Coppa Italia.
Alla squadra allenata da Simone Inzaghi, in particolare, è stato assegnato il numero 8 nel tabellone della competizione. Di conseguenza, il sorteggio ha designato l’ipotetico cammino dei biancocelesti nel trofeo e le probabili avversarie da affrontare.
Negli ottavi di finale, che si disputeranno tra il 15 ed il 22 gennaio, gli uomini di Inzaghi potrebbero vedersela con Hellas Verona, Cremonese, Empoli, Pescara, Virtus Francavilla, Novara, Reggina, L.R. Vicenza, Robur Siena o Mantova.
Ai quarti di finale, invece, che si disputeranno il 29 gennaio 2020, i biancocelesti potrebbero affrontare la squadra vincente nel confronto tra il Napoli ed una delle seguenti formazioni: Brescia, Sassuolo, Perugia, Spezia Triestina, Cavese, Pro Patria o Matelica.
Nello stesso lato del tabellone, per quanto riguarda le migliori otto squadre dell’ultima Serie A, troviamo il Atalanta ed Inter. Nell’altro versante della competizione si sfideranno, invece, Milan, Roma, Juventus e Torino.
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Nonostante Jony vesta la maglia biancoceleste e si trova ad Auronzo, il Malaga mette di mezzo gli avvocati per la clausola dei 12 milioni di euro.
“Al Thani sostiene che la partenza del giocatore sia stata una decisione unilaterale. Quindi, deve pagare l’ammontare della sua clausola risolutiva, 12 milioni di euro, se vuole firmare per la Lazio o per qualsiasi altra squadra. Inoltre, Al Thani sostiene che gli avvocati del Malaga siano convinti che la posizione del club sia giusta, motivo per il quale non rinunceranno a battersi fino alla fine per i propri diritti”.
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“Sono contento per come abbiamo lavorato sull’intensità. Il livello all’interno della squadra si è alzato e c’è più competizione tra di noi: questa deve essere la spinta per andare avanti, per ognuno di noi che scende sul campo. In questo modo ogni membro della rosa darà il massimo in ogni occasione. Tutto fa parte di un percorso di crescita, la vittoria della Coppa Italia ha dimostrato che quando vogliamo centrare un obiettivo non sbagliamo quasi mai, anche in gara secca. Dobbiamo portare questa mentalità in ogni partita e in ogni allenamento, se ci riusciremo avremo buone possibilità di ottenere risultati importanti.
La settimana è stata affrontata con lo spirito giusto, la vittoria dell’ultimo trofeo ci ha dato la giusta consapevolezza, speriamo di andare avanti con questo spirito perché ci stiamo divertendo. I tifosi sono fantastici e si meritano queste occasioni, ci impegneremo al massimo per regalare delle soddisfazioni. Ci piace stare con i tifosi e siamo sempre a loro disposizione, siamo qui per ripartire insieme in una nuova stagione”.
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Canigiani ai microfoni biancocelesti: Situazione Abbonamenti della S.S. Lazio e presentazione della seconda maglia
Canigiani è intervenuto ai microfoni biancocelesti annunciando la data della presentazione della seconda maglia biancoceleste e la situazione degli abbonamenti
“Arriveremo a circa 11.000 abbonamenti confermati, è sicuramente il dato migliore degli ultimi anni per quanto riguarda la prima fase della campagna abbonamenti. Siamo aumentati esponenzialmente in questo anno, ci siamo consolidati sicuramente con l’obiettivo sempre di incrementare le presenze per la Tribuna Tevere.
La seconda maglia verrà mostrata martedì quando ci sarà la presentazione della squadra. In quell’occasione sveleremo l’ultima casacca da gioco. Le due maglie svelate stanno riscuotendo un grande successo, soprattutto quando uno le vede dal vivo. Un riscontro molto positivo, il prodotto piace.
Il negozio in centro per fine mese penso sarà praticamente pronto, per l’inizio della nuova stagione saremo sicuramente operativi. Ancora oggi è possibile esercitare la prelazione nei vari punti vendita aperti per sottoscrivere l’abbonamento. Nessuna novità per il “BusInsieme”, stiamo lavorando per la prossima stagione”.
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Arbitro: Dario Duzel (sez. di Castelfranco) Assistenti: Jacopo Cioffredi, Antonio Codemo
Amichevole pre-season 2019-2020
Domenica 21 luglio 2019, ore 17:00
C.S. Rodolfo Zandegiacomo di Auronzo di Cadore
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Infermeria Lazio: Leiva e Marusic out per infortunio
Non inizia nei migliori dei modi la stagione di Marusic e Lucas Leiva.
Sia il montenegrino che il brasiliano sono costretti a lasciare il ritiro di Auronzo di Cadore.
Il centrocampista ha rimediato una lesione alla coscia mentre per l’esterno ha rimediato una contusione al ginocchio con l’interessamento a legamento collaterale. Entrambi torneranno in riabilitazione per cercare di arrivare in tempo all’inizio del campionato.
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Grigioni è intervenuto ai microfoni biancocelesti mentre la Lazio si prepara tra le cime di Auronzo di Cadore
“I portieri non corrono ma per acquisire resistenza svolgono un lavoro tecnico. Quest’anno cambieremo tipo di allenamento perché con le nuove regole servirà essere più presenti nel gioco della squadra e avere qualità tecnico-tattiche. Servirà tanta concentrazione e sicurezza per prendersi qualche rischio in più, ormai il portiere è parte integrante della squadra, serve una grande capacità di lettura di gioco ed essere attivi.
Alia è il più giovane e si impegna, vediamo come continuerà la sua carriera. Ha potenzialità per fare bene. Guerrieri sono tanti anni che lo alleno, secondo me sarebbe pronto per giocare. Per Adamonis la soluzione migliore invece sarebbe rimanere un altro anno per acquisire i nostri concetti di lavoro, anche per raggiungere un livello molto alto di attenzione, perché in passato è andato a giocare fuori senza allenarsi qui. Proto fa da unione tra Strakosha e gli altri giovani: ha una grande professionlità, si mette a disposizione su tutto, dal campo al fuori. Mi dice sempre che se fosse venuto in Italia a 20 anni avrebbe fatto una carriera migliore.
Strakosha migliora giorno dopo giorno, fisicamente è il prototipo perfetto del portiere. Deve solo essere più padrone dell’area e partecipare di più al gioco, può fare una carriera importante perché è sempre attento e molto disponibile”.
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La nuova Serie A inizia a prendere forma e, con essa, i nuovi assetti tecnici delle squadre che si sono rinforzate. Tra riconferma e novità assolute, spicca ancora una volta la Juventus, che ha rivoluzionato la guida tecnica e ha acquistato il più forte difensore di prospettiva disponibile sul mercato globale. Vediamo insieme alcuni interessanti cambiamenti.
Juventus: La campionessa in carica abbandona definitivamente la sua vecchia dimensione squisitamente nazionale, chiudendo nel cassetto dei ricordi anche il gioco all’italiana di sonettiana memoria. Da oggi, la miglior difesa per i bianconeri sarà l’attacco, sarà calcio totale e scambi brevi, tanti cambi di fronte e poca voglia di stare lì ad aspettare le mosse dell’avversario, schierando molto probabilmente un 4-3-3. Maurizio Sarri cercherà di plasmare la Juventus a sua immagine e somiglianza, ma non sarà facile: a Napoli, le sue brillanti idee vennero recepite molto lentamente (l’iniziale 4-3-2-1 fu chiaramente un fiasco) e non è scontato che qualche senatore del club, in particolare le prime donne, accetteranno di apprendere concetti totalmente nuovi, rivoluzionari e avveniristici, specialmente se c’è di mezzo una veneranda età e un curriculum che parla. Intanto, il centrocampo, anello debole dalla dipartita del trio Marchisio-Pirlo-Vidal, è stato più che mai rinforzato. PS: Douglas Costa è un ulteriore, vero acquisto da 90 per la Juve; immaginate se quei 10 minuti di devasto visti ad Amsterdam avessero la durata di un campionato.
Napoli: Sulla panchina partenopea siede una vecchia volpe che conosce benissimo il sapore della vittoria. Carletto Ancelotti è una garanzia e chi crede che sia approdato a Napoli per motivi personali, per godere dei 6 milioni annui sorseggiando uno dei più famosi caffè del mondo, si sbaglia di grosso. L’anno precedente è stato di transizione, l’acquisto top in difesa è già arrivato e, se dovesse firmare anche James Rodriguez, I presupposti sono dei migliori. Se non altro, non vedremo più un gap di 20 punti coi bianconeri. Inoltre, non c’è stata alcuna cessione importante e la vecchia guardia costruita dal buon Rafa Benitez (Callejon, Koulibaly, Mertens, Insigne, Goulham, Allan) è ancora saldamente al suo posto e ciò non può che essere un autentico vantaggio per il fattore gruppo e la cementazione dei rapporti e dell’intesa. L’impressione è che vedremo sempre meno una squadra lunga e sfilacciata, sebbene la compattezza e gli equilibri tipici del calcio all’olandese siano ben distanti. PS: per Goulham, vale quanto detto per Douglas Costa.
Inter: Conte si è detto non soddisfatto del mercato. Tipico dell’allenatore salentino e del suo collega ex Inter Mourinho; le trattative per Lukaku sembrano troppo lunghe ed estenuanti per fiutare qualcosa di serio. Intanto, però, Dzeko e Godin sono due pedine importantissime, portano tecnica, muscoli ed esperienza in due reparti cruciali e l’affidabilità dei campioni già di casa come Skriniar e Handanovic può contribuire a rendere l’Inter molto più forte dello scorso anno. Il passaggio a una difesa a tre sembra un marchio apposto sulla pelle nerazzurra già dall’arrivo di Conte alla Pinetina, in attesa di risolvere i casi Icardi e Nainggolan e attendere la definitiva maturazione del talento Lautaro Martinez. Il centrocampo si rinforza e acquista tanta qualità, con buona pace di Conte, che vede sbarcare a Milano Barella e Sensi (il primo, ex Cagliari, un autentico fenomeno).
Atalanta: La società rinnova la fiducia a Gasperini, forte della sua impresa storica, al fine di rinforzare mente e corpo e donare alla squadra che ha conquistato l’ingresso in Champions un’importante continuità col passato. La punta di diamante del mercato si chiama Luis Muriel, attaccante che non ha bisogno di presentazioni; la cessione di Mancini sembra però gridare vendetta, poiché la difesa non è un reparto semplice da gestire e ogni assenza, sebbene sia stata subito contrapposta dall’acquisto del possente centrale Malinovskyi.
Roma: I cugini sono in difficoltà, economica e morale. Il prestigio di Pallotta è ai minimi termini, Totti ha dato il definitivo addio ai colori giallorossi e Daniele De Rossi ha scelto il romantico finale di carriera con la camiseta del Boca. Si riparte da Fonseca, nessun grande nome di mercato, poco calore. Ma attenzione a darli per bolliti: Mancini, Veretout, Diawara e Spinazzola non colmeranno i vuoti lasciati da DDR, Dzeko e Manolas, ma nemmeno sono giocatori di bassa lega. Anzi. Una continuità di risultati e il meticoloso lavoro di un allenatore, magari umile e non avvezzo alla buffoneria tipica di quelle zone, possono contribuire a far risalire la china ai rivali di Trigoria.
Lazio: Ebbene, torniamo a noi. Ci eravamo lasciati con la Coppa Italia alzata al cielo, un enorme gioia che trasudava dall’erba dell’Olimpico e alcuni grossi punti interrogativi. Vedremo mai un esterno di centrocampo decente? Eccolo servito: Manuel Lazzari. E se dicessimo che Wallace è inadeguato? Denis Vavro, pronto a sostituire il brasiliano che prende la via dell’Oltremanica. Ma Lulic non è eterno. Prendiamo Jony, allora. Tutti nomi affidabili, di assoluto rispetto, se non in qualche caso di primo livello (Lazzari è il miglior crossatore del campionato), ma nessuno in grado di farci sognare la Champions con un fondo di realismo e consapevolezza, specialmente se si parla di cessioni importanti (Milinkovic). È il mantra della gestione Lotito. Inoltre, restano da capire le potenzialità di quelli che dovevano essere i rinforzi, poi mancati, dello scorso anno. Parliamo di Badel, Berisha, Durmisi, che con le rispettive ex squadre hanno fatto vedere ottime cose. I buoni propositi arrivano però dalle riconferme alle guide tecniche e societarie: la permanenza a Roma di Inzaghi, Tare e Peruzzi conferma che c’è un progetto ancora in corso che non è stato abbandonato.
Seguiamo ancora gli sviluppi del calciomercato e del ritiro delle squadre. Quel che è certo è che le sorprese non sono finite.
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Le motivazioni fanno la differenza. Lo sa bene Inzaghi, che proprio intorno a questo concetto ha costruito e modellato la sua Lazio negli ultimi anni. Al netto della vittoria in Coppa Italia, il tecnico non ha gradito alcuni cali di tensione nell’ultima stagione. Anche per questo, la parola d’ordine nel ritiro di Auronzo è “Questo è l’anno zero”. Ripartire subito forte, con la fame della prima stagione e la consapevolezza generatasi nelle ultime due. Niente disperazione Champions da digerire, ma la certezza che la vittoria contro l’Atalanta debba essere un piacevole ricordo e non una comoda poltrona dove adagiarsi.
Fonte RadioSei.
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Calciomercato in uscita: Wallace potrebbe essere il primo a lasciare il ritiro. Trattativa ai dettagli?
Wallace potrebbe essere il primo a lasciare la Lazio nel calciomercato in uscita riguardante ai titolari in rosa.
Il centrale della Lazio ne ha combinate talmente tante in questa stagione che ha perso la fiducia del popolo laziale. Il brasiliano, grazie al suo agente Mendes, è finito nell’orbita della premier League direzione Wolverhampton.
Stando alle ultime notizie riportate dai media inglesi, l’accordo tra giocatore e squadra ci sarebbe, l’unico ingranaggio bloccato è quello sulla formula del prestito: La Lazio offre il giocatore ad un milione di euro in prestito con OBBLIGO di riscatto fissato a 6 mentre gli inglesi vorrebbero una formula meno rischiosa in caso di flop con Diritto di riscatto.
Un indizio in più della trattativa è stato anche un Follow da parte del giocatore verso la squadra inglese e l’arrivo di Vavro nel reparto difensivo fa scendere di posizione in graduatoria Wallace.
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Claudio Lotito festeggia i 15 anni con la Lazio: le parole ai microfoni biancocelesti
Claudio Lotito è intervenuto ai microfoni biancocelesti nel giorno del suo 15esimo anno con la Lazio rilasciando una lunghissima intervista:
“Domani sarò ad Auronzo di Cadore e stavo vedendo dai monitor di Lazio Style Channel i tifosi presenti in ritiro. La Società ha compiuto uno sforzo importante per allestire una squadra più competitiva rispetto a quella dello scorso anno. La prossima stagione sarà importante e mi auguro che il gruppo abbia la consapevolezza dei propri mezzi e mi auguro che possa esprimere al massimo il proprio potenziale per dare la soddisfazione ai tifosi ed alla Lazio di ricoprire un ruolo sportivo che ci compete nel calcio nazionale ed internazionale. Abbiamo svolto iniziative volte alla valorizzazione del nostro patrimonio rappresentato dai tifosi. Una squadra senza tifosi non ha alcun ritorno, abbiamo puntato molto sull’organizzazione del club. Al termine di alcuni lavori, la Lazio avrà uno dei centri sportivi più belli a livello internazionale: vogliamo far riscoprire l’appartenenza, sono padre di tutti ma ognuno deve svolgere un ruolo in questa grande famiglia. Si deve vincere tutti insieme e solo grazie all’apporto di tutti si raggiungono obiettivi.
Anche ad Auronzo sono cambiate le strutture, così come a Formello, vogliamo fare in modo che i tifosi laziali riscoprano i colori biancocelesti entrando in una famiglia forte economicamente e tradizionalmente. Siamo la Prima Squadra della Capitale ed aver conseguito il maggior numero di trofei dopo la Juventus è per noi motivo d’orgoglio: la differenza tra la Lazio di Ieri e quella di oggi è che oggi i tifosi hanno la certezza del futuro, cosa che in passato non c’era. Oggi abbiamo la certezza di permanere e crescere esponenzialmente per raggiungere un livello internazionale e per entrare tra le squadre che combattono per grandi obiettivi. Oggi sono quindici anni dal mio arrivo alla Lazio, ricordo quel giorno come un fatto di cronaca: la Società era in procinto di fallire, 84 milioni di ricavi a fronte di 86 di perdite. Ho preso il Club durante il suo funerale e l’ho portato prima in coma irreversibile e poi in coma reversibile, è accaduto tutto nel rispetto dei tempi che avevo dato. I primi tre anni furono durissimi perché pagavamo due squadre e quella rosa venne allestita comprando 9 giocatori in un giorno. Abbiamo dato un segnale forte nonostante ci fosse un atteggiamento pessimistico.
Ho cercato di far capire alla gente che dovevamo avere una casa fondata sul cemento armato, doveva essere dura. Lanciai idee che sono state prese come modello, oggi non siamo più un vagone rimorchio ma una locomotiva, un punto di riferimento di politica sportiva. La Lazio è divenuta forte economicamente ed è proiettata necessariamente ad una crescita: questo perché sono presidente della mia squadra del cuore e questo è il massimo delle mie aspettative, sono il proprietario del Club e coltivo i sentimenti di tutti, di tutti i laziali ed ho l’obbligo di preservare e tramandare i valori e la storia della Lazio. Per preservare la storia biancoceleste, mi sono fatto carico di centinaia di milioni di debiti ed abbiamo il numero di matricola storico nato nel 1900 ed è per questo che ho messo in campo iniziative per valorizzare la nostra storia, come ad esempio l’aquila. Siamo una società libera. Non dipendiamo da nessuno. Oggi tutti devono bussare alla porta del padrone, ricevere il permesso, e poi sedersi al tavolo nella speranza di portare un vantaggio per la Lazio. Senza di questo non si entra. Prima eravamo una società satellite, oggi rappresentiamo con il nostro operato il passato ed il futuro del nostro club. Non vogliamo rivendicare autorità, ma siamo un punto di riferimento con l’autorevolezza di ciò che abbiamo svolto. Siamo passati da una situazione fallimentare ad una posizione forte tramite investimenti patrimoniali dentro e fuori dal centro.
Nelle prossime settimane apriremo lo store ufficiale a Piazza di Spagna: vogliamo crescere in rapporto alle nostre possibilità per dare ai nostri tifosi i migliori servizi, ma che possano perdurare nel tempo. Noi in quindici anni abbiamo fatto quattro cose: risanato la società, ridato l’orgoglio dell’appartenenza, creato una società forte e credibile a livello internazionale. Le squadre non ci davano ascolto quando sono arrivato, all’estero non ci ascoltavano perché credevano non pagassimo calciatori che selezionavamo. Oggi quando si parla di Lazio si parla di una società ben gestita che porta risultati sportivi ed economici. Devo fare un plauso alla tifoseria che ha compiuto un salto a livello comportamentale anche nei confronti delle istituzioni. Prima tutti si sentivano padroni della Lazio, oggi sono tutti padroni del patrimonio storico-sportivo di una Società gestita al meglio.
Quando sono diventato presidente ho appagato un sogno ed un desiderio che hanno tutti i tifosi nel cassetto. Abbiamo attraversato momenti duri, di scontri ambientali legati alla mancanza di credibilità che avevo nel mondo del calcio. Tutti pensavano che fossi una meteora. Le condizioni economiche erano altamente critiche. Nessuno pensava che la Lazio sarebbe arrivata ad oggi in questo modo, mi sono definito un artigiano dotato di uno scalpellino in un mondo di grandi industriali. Gli ultimi 15 anni hanno dimostrato che gli industriali non ci sono più, mentre la bottega c’è, esiste, e continua a modellare un processo di crescita funzionale a trasformare in industria mantenendo la mentalità dell’artigiano. Abbiamo organizzazione, potenza e forza economica industriale e mentalità imprenditoriale da artigiano per rimanere immuni da dissesto, preoccupazione centrando un ruolo importante nel calcio internazionale. La squadra oggi ha una potenzialità per ambire ad importanti risultati sportivi a livello internazionale. Dobbiamo far tesoro dell’esperienza e degli episodi negativi che ci hanno negato determinati traguardi per stabilizzarci nei risultati sportivi.
Non possiamo mettere a rischio il club per il raggiungimento di un obiettivo sporadico, la crescita c’è stata e tanti campioni oggi ambiscono ad arrivare alla Lazio. Quindici anni fa tutti volevano andare via, oggi tutti vogliono la Lazio. Il merito di questo cambiamento è dettato da tutti coloro che hanno lavorato per raggiungere quest’obiettivo. Radu? Quando una persona si rende conto che la sua casa è la Lazio e lo riconosce pubblicamente nello spogliatoio, mediaticamente e con la società è giusto che venga gli riconosciuta la militanza. Andai in Romania per acquistarlo insieme a Becali, il suo procuratore, ed il presidente della Dinamo Bucarest voleva sapere se avevamo i soldi per comprarlo. Il Direttore Igli Tare ha costituito un elemento importante al di là dell’aspetto tecnico svolgendo il suo lavoro con grande professionalità e capacità, è stato di stimolo per la mia persona per dare al club una mentalità internazionale. Tanti lavori li ho intrapresi su stimolo di Tare. I vari trofei vinti, al di là dell’importanza del trofeo, hanno un valore doppio. Aver battuto l’Inter del triplete aveva reso la Lazio l’unica squadra ad aver sconfitto i nerazzurri. Con il senso di appartenenza si possono sfruttare le proprie potenzialità per ottenere il risultato che si merita.
I tifosi questo dovrebbero ricordarlo come tutte le problematiche che aveva la squadra quando c’era il problema di trovare i soldi per pagare ad esempio i conti degli alberghi utilizzati nei ritiri. Quelle umiliazioni le abbiamo riscattate e vogliamo ricordarle per essere il punto di ripartenza. Grazie all’apporto dei tifosi ci troviamo in questa situazione. La Società oggi è forte e stabile e fa il suo mercato con dignità ed autorevolezza senza essere sotto scacco da nessuno. Oggi abbiamo acquistato senza vendere, ma non legheremo nessuno. C’è un bel clima nello spogliatoio, ma se qualcuno volesse coltivare delle ambizioni personali diverse, la società che lo scorso anno ha respinto attacchi, quest’anno avrebbe meno armi per difendersi. Ma questo non rientra nella volontà della società. La rosa al di là delle partenze, quest’anno sarà più forte rispetto alla passata stagione. Quando parlo della crescita organizzativa, parlo anche a livello mediatico. Siamo stati i primi ad avere una radio, abbiamo ancora il nostro magazine ed un canale televisivo. Siamo stati i precursori ed abbiamo lavorato soprattutto per i nostri tifosi.
Le persone ambiscono sempre al massimo, così come noi. Dobbiamo avere i piedi piantati per terra per svolgere una crescita che sia di cemento. Arriveremo, impiegheremo più tempo, ma arriveremo con l’orgoglio di esserci arrivati con umiltà e sacrificio. Noi festeggeremo 120 anni di storia, altre squadre rivendicano un numero di anni che non hanno perché hanno avuto dei fallimenti. Conta il numero di matricola, ed il nostro è sempre lo stesso dal 1900. La squadra è come una grande famiglia dove tutti hanno aspirazioni: per avere armonia e rispetto reciproco, il calciatore deve rispettare gli interessi dei tifosi. Il nostro patrimonio è composto proprio dai sostenitori. Per salvaguardare questi interessi dobbiamo comportarci con buon senso e correttezza. Oggi non ci sono situazioni particolari, ma domani qualcuno per coltivare una crescita personale possa avere la possibilità di andare in un club più importante. Per questo dobbiamo entrare tra i 10 club migliori in Europa, per evitare che si creino queste dinamiche. Dobbiamo diventare un punto di arrivo e stiamo raggiungendo questo obiettivo. In passato ci venivano sottratti grandi campioni per pagare le iscrizioni al campionato. Tutti sono utili, nessuno è indispensabile: se esce una persona ne deve entrare un’altra di pari livello se non più forte. La squadra deve diventare più forte e siamo consapevoli che ciò accadrà. Oggi le persone non devono avere preoccupazioni, ma essere sicuri che se ci saranno uscite ci saranno entrate di livello più alto. Uno scudetto ci è stato tolto in maniera indebita e dovremo riconquistarlo, speriamo che chi vagli i documenti riconosca la legittimità di questo titolo essendo risalente ad un periodo molto delicato. Questo avrebbe una doppia valenza. Siamo un Ente morale e deponiamo al corona d’alloro all’Altare della Patria e questo devono ricordarlo tutti: siamo una famiglia blasonata riconosciuta dal mondo intero. Stiamo lavorando per tornare a vincere trofei importanti a livello internazionale: ci stiamo lavorando, siamo arrivati ai quarti di Europa League piano piano ci stiamo avvicinando ai risultati che meritiamo. Roma è Caput Mundi e la Lazio è la Prima Squadra della Capitale e la società più antica della capitale italiana. Attraverso nuove figure in organico a settembre riorganizzeremo i Lazio Club, centri di aggregazione dei tifosi laziale. La soluzione del magazine, della radio e del canale televisivo servono a mettere il tifoso in contatto con la realtà della squadra. Se non vogliono andare fuori, siamo disposti a giocare a Roma purché ci venga riconosciuto lo stesso importo: non possono più essere calpestati i nostri diritti. La coerenza non mi si può contestare, la mia posizione non è mai cambiata sia nei momenti felici, sia in quelli più difficili. Questo deve far riflettere: la stabilità testimonia la nostra costanza.
Dobbiamo continuare ad avere una prospettiva futura. A livello organizzativo l’obiettivo più grande è la realizzazione dello stadio. Siamo partiti per primi nel panorama italiano ma l’istituzione capitolina dell’epoca ci fermò creando un grande danno ai tifosi della Lazio dimostrando di esser stata miope. I riflessi economici dell’opera sarebbe stata importante con stazione ferroviaria interna, approdo con battello ed uscita autostradale. Speriamo sia stato legato solo ad una spetto temporale e che si possa riscoprire la possibilità di cerare stadio con requisiti patrimoniali necessari per fare un grande salto al Club ed ai tifosi laziali. Avere un punto di riferimento aperto 365 giorni all’anno vuol dire educare i tifosi nel rispetto delle regole e far crescere i giovani con i valori promossi dalla Lazio. La nostra squadra è presente nei centri di riposo e negli ospedali affinché il potere mediatico del calcio possa essere utilizzato costruttivamente e per far sì che noi possiamo rappresentare i valori olimpici.
Da diversi anni abbiamo la radio e questo per me è solo il terzo intervento. Non devo reclamizzare quanto svolto, è importante che parlino i fatti. Voglio trasmettere tranquillità e allacciare rapporto empatico con i tifosi biancocelesti. Nuovi investitori? Oltre alla capacità finanziaria, serve grande passione per i colori biancocelesti, non c’è solo l’aspetto economico. Si vince anche con l’amore e con tante componenti umane. Oggi siamo qui per dimostrare che un piccolo artigiano come il sottoscritto è presidente da 15 anni mentre grandi industriali non ci sono più. Se la Lazio fosse considerata da me come un elemento economico, mi farei dare più soldi possibile e basta. Io ho in testa un ragionamento diverso: voglio lasciare il Club a mio figlio perché rappresenta la storia e la continuità.
Questo non penalizza la Lazio, non è stata statica in termini di posizione, ma dinamica facendo tante cose. Ci sono tante squadre in Italia che sono gestite da gruppi economici stranieri. Tare se fosse andato al Milan avrebbe avuto una remunerazione più importante ma meno soddisfazioni. Se un ragazzo cresce in una famiglia agiata ed un altro in una non agiata, entrambi hanno voglia di studiare, quello con disponibilità economiche ha meno difficoltà, mentre l’altro ha difficoltà perché non ha i mezzi. Alla fine del percorso formativo, chi parte svantaggiato è più contento rispetto all’altro. Bisogna però raggiungere l’obiettivo, non basta la disponibilità economica per centrare dei traguardi.
Amatrice rappresenta un punto di riferimento nella mia vita. Mio nonno materno era di questo paese e la Lazio è stata la prima squadra a visitarla dopo il sisma costatando con mano quanto avvenuto. In questo modo abbiamo attenzionato tutti a questa tragedia che ha colpito Amatrice. Il calcio dev’essere un elemento di rilevanza sociale che dev’essere impiegato per il bene delle persone e per portare a termine miglioramenti a livello sociale. Le critiche sono uno sport praticato, ma bisogna capire da chi provengono. Se arrivano da persone autorevoli devono essere motivo d’attenzione particolare, ma se arrivano da persone che tendono a criticare, i giudizi restano dei ragli d’asino che non arrivano al cielo. Accettiamo il giudizio delle persone perché ci serve per migliorarci e per evitare di commettere gli errori del passato. Stiamo lavorando per migliorarci, soprattutto come persone. Noi sogniamo sempre il meglio ma dobbiamo tradurre le ambizioni in realtà. I desideri non devono mancare, soprattutto per i giovani. Noi prendiamo i calciatori che servono sulla base delle scelte del Direttore Sportivo e sulla base delle necessità manifestate dall’allenatore. Non ci siamo mai sottratti dagli investimenti: noi dobbiamo fare le cose oculatamente nel rispetto delle esigenze tecniche e sui parametri che abbiamo sempre tenuto in considerazione. Non trapela l’amore degli addetti ai lavori per questa squadra, noi metabolizziamo le sensibilità e come padre di una grande famiglia abbiamo un portamento rappresentativo nei confronti di tutti per preservare una postura che non scada in situazioni malinconiche. Dobbiamo dare il senso della fierezza, del senso d’appartenenza e dell’empatia. Con il Settore Giovanile stiamo creando punti di riferimento anche al di fuori del contesto romano. I risultati si raggiungono e non si proclamano, noi dobbiamo lavorare per far sì che ciò accada. Crediamo nella possibilità di ottenere risultati migliori rispetto a quelli dello scorso anno ed, infatti, abbiamo inserito dei premi per la squadra. La commozione per Mirko Fersini? Fa parte della mia educazione e spero faccia parte del patrimonio dei tifosi laziali”.
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Ormai con la bella stagione inoltrata, giocare a calcio può essere abbastanza difficoltoso ma se vogliamo essere preparati ad una partita di calcio veloce allora dobbiamo prepararci come se fossimo dei professionisti.
Completi da calcio per aumentare la resistenza.
Il sito sicuramente perfetto dove comprarli è dadasport, portale che offre molti completi da calcio e per altri sport molto utili se vogliamo avere delle prestazioni al meglio delle nostre possibilità. Anche se sembra una banalità, usare abbigliamento tecnico per fare sport molte volte può essere la nostra salvezza in tutte le situazioni di pericolo, soprattutto se sudiamo molto e se siamo costantemente colpiti da eritemi della pelle.
Se calcoliamo che quando corriamo sudati molte volte a farci fermare è il fastidio che il sudore crea sfregandosi su indumenti non adatti. Quindi l’uso di alimenti traspiranti può aiutarci fondamentalmente a migliorare la nostra attività fisica, la nostra resa e la nostra prestazione sportiva.
Ecco come vestirsi durante l’attività fisica
Molti, sopratutto tra i giovani, attribuiscono all’ abbigliamento sportivo un’importanza fondamentale dal punto di vista estetico: basta essere alla moda per essere dei bravi frequentatori di palestra.
Quando vengono comprati gli abbigliamenti sportivi non si tiene mai in considerazione il fattore fondamentale della comodità, fondamentale se dobbiamo mantenere in attività il nostro corpo per molte ore.
L’abbigliamento perfetto per fare attività fisica in generale è sicuramente un’abbigliamento comodo e che sia traspirante, cosi da poter far respirare la pelle e permetterci di evitare funghi e altre reazioni.
Qual è allora l’abbigliamento giusto per giocare a calcio?
Sicuramente i “classici” pantaloni o pantaloncini di cotone ampi e comodi, una magliettina a maniche corte ed una felpa perché nel passaggio dal campo alla panchina o allo spogliatoio dobbiamo evitare che lo sbalzo di temperatura possa portarci malanni e altri fastidi dovuti al sudore.
D’altronde non è molto difficile capire come ci si deve vestire quando si fa sport, basta osservare gli istruttori e gli altri sportivi professionisti che lavorano nelle palestre o seguono lo sport a livello agonistico; Un’altra idea da copiare ai professionisti sportivi è quella di imparare a vestirsi “a cipolla” in modo da potersi spogliare nel momento in cui ne sentiamo il bisogno. Nella fase del riscaldamento generalmente si fatica poco e quindi si può rimanere coperti, ma quando l’allenamento si fa più intenso, è opportuno liberarsi degli indumenti ingombranti per consentire alla nostra pelle di abbassare la temperatura del nostro corpo.
Scarpe per lo sport
Un discorso a parte va riservato alle scarpe, un paio di scarpe è veramente un’accessorio dal quale non possiamo esimerci di spendere qualche euro in più, calcolate che se usiamo un paio di scarpe non adatte potremmo avere problemi ortopedici e dolori in tutto il corpo, come la sciatica o problemi posturali. Questo grosso problema si fa più accentuato se parliamo di bambini in età di sviluppo, dove le scarpe sbagliate potrebbero farlo crescere con problemi posturali gravissimi
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Lotito ai microfoni di Sport Mediaset su Milinkovic Savic: ” Ho meno armi per trattenerlo”
Nel giorno del quindicesimo anniversario con la Lazio, Claudio Lotito ha rilasciato delle dichiarazioni di mercato ai microfoni di Sport Mediaset riguardanti Milinkovic Savic.
“Mi auguro che la società sia altamente strutturata e organizzata -potenzialmente forte dal punto di vista economico patrimoniale, e che combatta per leprime posizioni nel calcio internazionale. Spero che quest’anno sia l’anno in cui ci sia la consapevolezza delle nostre potenzialità“.
Milinkovic Savic sul mercato? : “Non è un problema economico, sarebbe riduttivo. Vorrebbe dire sminuire il rapporto che abbiamo io e la società con Milinkovic, e lui nei conforti della società. Lo scorso anno ho avuto il coraggio di respingere alcune offerte importanti, mentre in questa stagione, per gli impegni assunti con il giocatore e con il suo staff e per quello che ha dimostrato, avrei meno armi da spendere per evitare che siano appagati i suoi sogni e le sue aspettative“.
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Alessandro Rossi in Prestito: il calciomercato della Lazio prosegue in uscita
Prosegue senza sosta la Lazio a piazzare gli esuberi nel mercato in uscita.
A farne le spese è Alessandro Rossi che andrà in prestito alla Juve Stabia accumulando così l’esperienza che gli serve in un eventuale ritorno nei prossimi anni con la maglia biancoceleste.
La S.S. Lazio comunica di aver ceduto a titolo temporaneo i diritti alle prestazioni sportive del calciatore Alessandro Rossi alla S.S. Juve Stabia.
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Lucas Leiva è intervenuto ai microfoni della conferenza stampa tenutasi ad Auronzo di Cadore.
“Speriamo che stia nascendo una Lazio da Champions. Siamo alla prima settimana di lavoro e dobbiamo stare tranquilli. Qui ad Auronzo possiamo lavorare bene, con i nuovi acquisti la squadra è già più forte. Non dobbiamo gettarci troppo avanti, ma pensare solo al nostro avvio di stagione. Sergej Milinkovic è un giocatore importante per noi: ha fatto la differenza in tante partite, lui fa parte di questo gruppo e fino a quando sarà alla Lazio sarà sempre una pedina importante per noi. Tante squadre lo vogliono, ma siamo felici di averlo con noi. Al termine della stagione ho detto che, per la squadra che abbiamo, non era giusto arrivare ottavi. Abbiamo vinto la Coppa Italia, ma quest’anno dobbiamo migliorare il nostro percorso in Serie A. Ho un piccolo problema alla coscia destra, sto aspettando una valutazione più concreta ma non credo sia qualcosa di grave. Spero di avere notizie positive nei prossimi giorni.
Negli ultimi anni ci sono mancati i punti per arrivare in Champions League. In alcuni momenti dell’ultimo campionato siamo stati tra le prime quattro forze della classe, mentre due anni fa abbiamo mancato la qualificazione all’ultima giornata. Non dobbiamo guardare troppo avanti, perderemmo troppe energie. Ora dobbiamo prepararci bene in un buon ambiente per iniziare il campionato e poi pensare gradualmente ai nostri obiettivi: parlare troppo presto non avrebbe senso.
Dopo 10 anni in un grande club come il Liverpool ho fatto una delle scelte più importanti della mia vita. Mi sono trovato bene sin dall’inizio nella mia avventura a Roma ed è stata una soluzione importante che ha funzionato benissimo e spero anche per la Lazio. Stiamo lavorando da pochi giorni con i nuovi acquisti ed è presto per fare un’analisi. È importante che i nuovi arrivati capiscano come giochiamo e che si integrino, l’anno scorso dopo la partita con l’Inter abbiamo sbagliato qualche partita e dovremo evitare di sbagliare nuovamente.
Inzaghi è il simbolo della Lazio, è stato qui tanti anni come calciatore ed allenatore. Ha creduto in me e mi ha dato la chance di giocare, è stato molto importante. Avere lui al nostro fianco possiamo dar seguito a questo lavoro e speriamo di continuare a vincere come accade da due anni a questa parte. Ogni campionato che giochiamo pensiamo a vincere, altrimenti non avrebbe senso dare inizio a tutte le competizioni. Proviamo sempre a fare il nostro meglio e poi a maggio vedremo dove possiamo arrivare. Due anni fa abbiamo svolto un ottimo percorso in Europa League, speriamo di replicarlo e magari di migliorarlo. È troppo presto per fare delle previsioni, dobbiamo lavorare al meglio per poi iniziare il campionato: quando inizierà la stagione vedremo dove possiamo arrivare: speriamo di essere tra le prime forze del campionato. L’anno scorso non è stato un buon campionato per noi.
L’Atalanta ha meritato la Champions League perché ha fatto meglio. C’è una nuova stagione alle porte, speriamo di far meglio dell’anno scorso e di arrivare lì dove vogliamo. A livello individuale spero di essere eletto nuovamente come il calciatore dell’anno: il mio ruolo è importante per la squadra. Se il gruppo va bene vuol dire che ho svolto un buon lavoro. Qui alla Lazio mi sto trovando bene e la società mi ha dato una mano, l’allenatore mi ha dato fiducia. È sempre importante imparare dagli errori e speriamo di non ripetere quelli dello scorso anno. Si migliora sempre e speriamo di crescere anche nella prossima annata sportiva. Abbiamo vinto la Coppa Italia, ma in campionato dovevamo fare meglio: dobbiamo iniziare bene la prossima Serie A migliorando il piazzamento dell’anno scorso”.
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Emergenza rifiuti a Roma. Tor di Valle designata tra le zone per una discarica dove la Roma voleva costruire lo Stadio
Prosegue il braccio di ferro tra la Roma ed il comune di Roma per lo stadio a Tor di Valle.
Un progetto che non ha ancora aperto nessun cantiere ma solamente porte per Regina Coeli date le malefatte tra appalti e mazzette che sta prolungando l’attesa anno dopo anno.
Fatto sta che Roma sta vivendo un periodo buio con l’emergenza rifiuti tanto che la Raggi ed il suo staff hanno scelto 10 zone da prendere in considerazione dove nascerà la discarica.
Fino a qui tutto ok ma una delle 10 zone tracciate sulla mappa di Roma è proprio Tor di Valle, esattamente il punto dove la AS Roma vuole costruire il suo impianto sportivo.
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Ansia per Lucas Leiva. Alle 16.30 la conferenza stampa del brasiliano
Lucas Leiva accende il campanello d’allarme. Durante l’ultima amichevole disputata ad Auronzo, il brasiliano ha accusato un fastidio al quadricipite femorale sinistro.
Alle 16.30 interverrà in conferenza stampa ma la causa più plausibile, potrebbe essere quello di uno stiramento. Non si hanno ancora referti ufficiali e sarà il diretto interessato a fare luce sull’infortunio.
Badelj intanto è corteggiato dal Bordeaux e Lotito vuole 8 milioni di euro contro i 6,5 offerti. In caso l’entità dell’infortunio del brasiliano sia grave, la partenza del croato potrebbe slittare alla prossima sessione di calciomercato.
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during the serie A match between Juventus and SS Lazio on August 25, 2018 in Turin, Italy.
Strakosha raggiunge la Paideia: il portiere pronto al reintegro. Altre due visite in programma
Thomas Strakosha potrà raggiungere il ritiro di Auronzo e riunirsi con il gruppo.
Il portiere della Lazio ha smaltito completamente il problema al tendine d’ Achille che lo ha tormentato nel finale della stagione scorsa.
Il numero uno biancoceleste ha effettuato le consuete visite mediche in Paideia insieme a Tounkara e Di Gennaro. Quest’ultimi raggiungeranno Auronzo per poi scoprire la destinazione per il consueto prestito.
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Foto Cafaro Gerardo/LaPresse
11 10 2014 Salerno (Italia) Stadio "Arechi"
sport calcio
Salernitana vs Savoia
Campionato italiano di calcio Lega Pro girone C 2014/2015
Nella Foto: Claudio LotitoPhoto Cafaro Gerardo/LaPresse
11 10 2014 Salerno (Italy) "Arechi " Stadium
sport soccer
Salernitana vs Savoia
Italian Football Championship League Lega Pro group C 2014/2015
In The picture : Claudio Lotito
Lotito al CdS: l’intervista del presidente della Lazio
Claudio Lotito è stato intervistato dal CdS. Una lunga intervista che tocca punti fondamentali di ciò che potrebbe essere fatto in casa Lazio.
Qual è il suo primo ricordo tornando al 19 luglio 2004?
“Erano giornate frenetiche, avevo preso l’impegno morale di salvare la società, a parte l’interesse di diventare il presidente della squadra del cuore. Sentivo la responsabilità di dover salvaguardare il patrimonio di un club con oltre cento anni di storia, il primo nato a Roma. Ricordo le tensioni per l’acquisizione, non era semplice. Tutti lo ricordano. La Lazio era in una situazione prevista dall’articolo 2247 del codice civile, si rischiava di portare i libri contabili in tribunale: 84 milioni di ricavi, 86 di perdite, 550 milioni di debiti. Da tutti era ritenuta una sfida scriteriata, impossibile da portare a termine. Questo è un pazzo, mi dicevano, ma vedevo l’entusiasmo della gente”.
Si tuffò giorno e notte nel calcio.
“Non avevo altra scelta. Arrivai a lavorare 23 ore al giorno, uscivo alle 6 di mattina dall’ufficio, davo appuntamenti alle 2 di notte. Ricordate il mercato? Presi 9 giocatori l’ultimo giorno. Non avendo grandi risorse, non capivo perché i giocatori non dovessero essere testati. Prendemmo quasi tutti in prestito con diritto di riscatto, fui attaccato ma quel giorno comprai Siviglia e Rocchi, che ha fatto la storia della Lazio con i suoi gol. Pensavo che il club dovesse diventare una grande famiglia in cui ognuno ha il proprio ruolo. Oggi Rocchi allena nel settore giovanile e ha fatto un altro salto in avanti, come è accaduto per Inzaghi. Tommaso è un riferimento per i giovani, ha fatto la storia, ci sono dei valori da cui non prescindere”.
Impatto durissimo.
“Dissi che dopo aver trovato la Lazio al funerale, l’avevo portata in coma irreversibile e avrei dovuto renderlo reversibile. Un suo collega del Corriere dello Sport-Stadio, Pietro Cabras, mi chiese quanto tempo avrei impiegato. Risposi tre anni e così è stato. Pagavo due squadre. Quella allestita da me e costava un terzo rispetto a quella del piano Baraldi a cui non erano stati pagati gli stipendi. Con le norme attuali la Lazio non si sarebbe iscritta al campionato. La salvezza vera si realizzò attraverso l’accordo con l’Agenzia delle Entrate, avevamo 140 milioni di debiti con il Fisco. Fui il primo a ottenere la transazione. Ci tengo a dirlo: non era una legge fatta ad hoc per Lotito, ma esisteva dal 2002. Restavano altri 450 milioni di debiti, avevo la fila dei creditori nel mio ufficio a chiedere il conto”.
Lo rifarebbe?
“Sono un conservativo, nel momento in cui mi attivo vado avanti. Da quando avevo cinque anni, contrariamente alle mitologie ed alle false credenze, sono tifoso della Lazio. Volevo diventarne presidente e trasmetterle i miei indirizzi. Il sistema dualistico ci ha consentito di poter promuovere azioni più efficaci. Ricordo la prima assemblea in un albergo con il microfono dove ognuno esprimeva un giudizio. Con troppe persone non riesci a prendere una posizione. Decidemmo per la rivalutazione del marchio, primi in Italia, in tanti ci hanno seguito. Oggi la società produce 10-15 milioni di utile l’anno. Dico grazie ai miei collaboratori: hanno permesso alla Lazio di andare avanti quando eravamo in difficoltà e attaccati da tutti. Entravo in uno stadio e dicevano Lotito “caccia li sordi e paga le tasse”. Nessuno ci credeva, pensavano fossi una meteora. Quanto dura Lotito? Un mese? Due? Sono entrato nelle istituzioni sportive dalla porta di servizio e mi è stata riconosciuta capacità di intervento e di cambiamento. Il calcio italiano aveva 1,2 miliardi di debiti. Dettai la linea del risanamento abbattendo i costi. Per primo ho parlato di stadi polifunzionali. Le nostre idee hanno sempre camminato in anticipo”.
Non ha risposto. Lo rifarebbe?
“Sono un combattente, mai un reduce. Intraprendo un percorso se penso di potercela fare. Come si dice a Roma, credevo piovesse, invece diluviava. Le criticità erano forti e si aggravarono nel corso del cammino, come lo spalmadebiti ricalcolato. Si aggiunsero 155 milioni da ripianare. Lo rifarei? Era un percorso al limite, da sport estremi, diventò accidentale per fattori non prevedibili. Per me rappresenta un motivo d’orgoglio aver raggiunto dei risultati. Oggi siamo una società sana, dopo la Juve abbiamo vinto più di tutti in Italia, è un dato incontrovertibile. Siamo dentro un percorso sano, giusto, di meriti. La Lazio è un punto di riferimento anche per i giovani e nel sociale, ci tengo. Il club manda un messaggio quando i suoi giocatori vanno negli ospedali a trovare i bambini malati, il calcio possiede un grande potere mediatico, contribuisce a formare i futuri cittadini. Quelli laziali devono essere rispettosi delle regole, con principi sani”.
Il percorso futuro della Lazio cosa prevede?
“Una crescita, spero esponenziale. Sinora è stata aritmetica in base alle risorse. Vado avanti secondo un metodo che non metta a rischio la stabilità economica. La società ha 200 milioni di patrimonio immobiliare e circa 600 di giocatori. Stiamo investendo nelle strutture, puntiamo sull’orgoglio dell’appartenenza, sull’essere laziali. Stiamo acquisendo altre strutture sportive per radicarci nel territorio. Tutte le azioni promosse hanno come obiettivo l’orgoglio del marchio Lazio. L’aquila, il nostro simbolo, esprime fierezza, senso di libertà. La mia Lazio non è condizionabile sotto alcun aspetto. Ci vuole tempo. Siamo passati dalla fase in cui nessuno credeva a quella degli obiettivi, oggi la squadra è stabilmente presente nelle competizioni europee. I miei giocatori, lo sapete, devono riassumere tre parametri: la potenzialità tecnica, la moralità, la compatibilità economico-finanziaria”.
Milinkovic oggi è il più quotato e tutti si chiedono se resterà alla Lazio. Ci può rispondere?
“Noi abbiamo creato una casa di vetro e capito che non si possono obbligare le persone a svolgere il proprio ruolo in un ambiente in cui si sentono strette. Non è il caso di Sergej. Ha dimostrato grande affetto, responsabilità, serietà. Dipenderà dagli eventi, non dalla società. Milinkovic si trova bene alla Lazio e noi siamo ben contenti di averlo. È un periodo strano. L’anno scorso sono riuscito a respingere tutti gli assalti, quest’anno si potrebbe proporre un problema di rispetto se il giocatore dovesse prospettare una soluzione diversa. Diciamo così: potrei avere meno armi per respingere gli attacchi, alcune le ho spese l’anno scorso. Allo stato è una situazione stabile, in evoluzione. Non c’è nessuna spinta della società, bisogna contemplare le esigenze, valuteremo con la massima comprensione la volontà del giocatore per un fatto obiettivo di correttezza di rapporti. Noi ci troviamo in una fascia medio-alta del sistema sportivo europeo. Poi esiste una fascia molto alta con 6-7 top club. La Lazio ha avuto la capacità di portare tanti giocatori importanti come Klose. Abbiamo un valore aggiuntivo in termini organizzativi e di clima familiare. Formello è uno dei centri sportivi migliori in Europa. L’asticella, se competi per la finale di Champions, si alza. Noi speriamo di arrivare nell’olimpo del calcio europeo, ma bisogna adeguarsi al livello strutturale ed individuare quei giocatori che, a prescindere dal nome, possano tradurre le speranze in risultati”.
Obiettivo Champions?
“La Lazio non deve vendere sogni, ma solide realtà. Lavoriamo per far sì che approdi nell’olimpo del calcio internazionale. Potevamo raggiungere la Champions l’anno scorso e due anni fa, ma abbiamo vinto dei trofei, la strada è giusta. Non ci dobbiamo porre limiti e neppure aspettative. Lavoriamo per migliorarci e per crescere, poi nel calcio esistono fattori imponderabili. Vedremo”.
Alla fine del mercato, con o senza Milinkovic, presenterete una squadra più forte?
“La Lazio non sarà mai indebolita, ma sempre rafforzata, su questo non ci sono dubbi, possiamo dirlo con certezza: è il nostro intendimento. Nella vita tutti sono utili e nessuno indispensabile, ma non legate questa risposta a Sergej. Sapete il mio pensiero. Giocatori e allenatori passano, conta il presidente. È il presidente a dare stabilità a un club. Preserva, conserva e tramanda il futuro. Porto avanti una programmazione da padre di una grande famiglia, serve per raggiungere il massimo senza creare le condizioni della cicala, altrimenti all’ultimo canto si sparisce. Ho dato alla Lazio stabilità e certezza del futuro, in passato non c’è mai stata. Dobbiamo lavorare, con l’aiuto dei tifosi, per raggiungere un obiettivo. Si vince tutti insieme”.
Giocatori e allenatori passano, ha detto, ma Inzaghi, Tare, Peruzzi sono creature “definitive” di Lotito.
“L’ho detto prima. C’è un presidente a dare stabilità e programmazione. Ora sto crescendo Rocchi. L’importante è la visione di un presidente stabile nell’imporre le proprie idee e capire le persone. Posso dire di contornarmi di collaboratori di qualità, ma sono collaboratori. Molto dipende da chi sceglie. E la Lazio esisterà sempre, al di là del presidente”.
La sorpresa è stata scoprire un premio scudetto nel rinnovo di Inzaghi.
“Sinora c’è stata una crescita aritmetica. Sono state conseguite posizioni in Europa League, abbiamo vinto dei trofei con l’orgoglio di superare in Supercoppa l’Inter del triplete di Mourinho e la Juve di Allegri. Avrà pure un significato nonostante la sperequazione dei fatturati, 130 milioni contro i 460 dei bianconeri. Il divario sportivo non è così marcato come dicono i conti. Quello che è successo in Inghilterra con il Leicester può accadere in Italia. Servono lavoro, organizzazione, idee, spirito di sacrificio e certi risultati si possono raggiungere, magari con molta più fatica ed un sapore diverso”.
Radu ha ringraziato per essere rientrato in famiglia.
“Sono un cattolico praticante e c’è la famosa parabola del figliol prodigo. Esistono l’interesse della società e del gruppo. Se si perde di vista questa visione, prevale l’egoismo. Si può raggiungere il massimo solo sommando le potenzialità”.
Quando costruirà lo stadio della Lazio?
“Il tema verrà affrontato presto. Non l’ho affrontato volutamente alla premiazione in Campidoglio. Dobbiamo fare una proposta, confrontarci con l’amministrazione con la giusta sensibilità e compatibilmente con le norme. Uso il verbo confrontare, non scontrare. Non abbiamo promosso in passato situazioni non compatibili e non giustificabili. Esiste un interesse collettivo rispetto alla rigidità di certi schemi mentali. Non mi riferisco a questa Giunta. Si era creata l’impossibilità di costruire in un momento favorevole e avremmo avuto uno degli stadi più belli del mondo, raggiungibile su rotaia, su gomma e attraverso trasporto fluviale. All’epoca fummo ostacolati con una miopia ammantata da argomenti non attinenti. Oggi lo sdoganamento politico del calcio è acclarato. La Lazio rappresenta se stessa e i suoi tifosi. Deve premere a tutti avere una propria casa e dare alla società la possibilità di accrescere i ricavi. Lo stadio può fare la differenza”.
Riproporrà il progetto originario sui terreni della Tiberina?
“Non conta dove. Chiederò all’amministrazione di interloquire ed insieme valuteremo. Un percorso a breve, non tempi biblici. Non voglio interferire, ma è impensabile pensare che si impieghino vent’anni a Roma ed in altri comuni ne bastano tre per costruirlo”.
Quindici anni compiuti, quanti altri da presidente?
“L’ho detto. Spero di lasciare la società a mio figlio, penso di essere coerente. Enrico è un tifoso particolare, altamente attaccato a questi colori, vive quotidianamente la passione della Lazio, sa tutto, anche più di me, segue minuto per minuto l’attività. Vorrei dare continuità ad un progetto. Perché interrompere la stabilità di un percorso? Non sto coltivando interessi personali, ci sono proprietari che hanno mollato. Parlo di Milan, Inter, Fiorentina. Mi sento un artigiano, il proprietario della bottega che con il suo scalpellino ha dato stabilità di risultati e proiezione futura, assicurando una crescita continua, anno dopo anno. Ci sono due cose importanti. La Lazio ha realizzato un processo di risanamento mai riuscito e dopo la Juve abbiamo vinto più di tutti in Italia. I grandi industriali non esistono più nel calcio. Sono un artigiano e come tale sto ancora qui. Ho parlato di percorso. Mollare significherebbe privare il popolo laziale di una possibilità che esiste ed è dimostrata concretamente, ovvero di poter essere un riferimento nel calcio nazionale e spero internazionale. Non vedo perché bisognerebbe ricominciare da capo. L’interesse personale ed economico non ce l’ho. Preferirei mio figlio come prosecutore del percorso e che rimanderebbe nella storia la presidenza più longeva attraverso la famiglia”.
Qual è il sogno del presidente Lotito?
“Conseguire il massimo dei risultati, accrescere il palmares della Lazio, la credibilità, l’orgoglio di essere laziali. Di scudetti di carattere gestionale e valoriale ne abbiamo raggiunti tanti. Diciamo la nostra. Non siamo meteore. Siamo stabili, non solo nella storia del club, ma nelle istituzioni”.
Uno scudetto come Lenzini si può dire?
“Se abbiamo messo un premio… Ma i traguardi si raggiungono, non si evocano. Dire che vogliamo vincerlo sarebbe improprio, legato a false aspettative, ma lavoriamo per crescere e raggiungere il massimo. La Champions e poi lo scudetto, il dato vero, ci mancano. Speriamo di riuscirci in futuro attraverso il lavoro di tutti e l’aiuto dei tifosi, che hanno avuto un cambiamento radicale e sostanziale. Stanno migliorando le condizioni economiche e ambientali. Un’opera congiunta, grazie al merito di tutte le componenti, ci potrebbe portare verso i traguardi più alti”.
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Il calciomercato in uscita prosegue in casa Lazio. Dopo aver acquistato Sofian Kiyine dal Chievo Verona per poi rigirarlo alla Salernitana, un’altro esubero trova la via di Salerno: Cristiano Lombardi.
Il comunicato della Lazio:
La S.S. Lazio comunica di aver ceduto a titolo temporaneo annuale i diritti delle prestazioni sportive del calciatore Cristiano Lombardi a favore della U.S. Salernitana 1919 Srl.
Prosegue dunque la gavetta fuori dalla Lazio della giovane aquila che nella scorsa stagione ha vestito la divisa del Venezia.
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Francesco Acerbi è intervenuto in conferenza stampa dopo il match amichevole disputato sul campo di Auronzo di Cadore:
Anche lo scorso anno l’ambiente era positivo, quest’anno vedo molta complicità all’interno del gruppo e c’è molto entusiasmo per affrontare una stagione difficile. Stiamo lavorando bene con qualità ed intensità, ingredienti fondamentali per preparare al meglio la stagione. C’è molta serietà e professionalità quando lavoriamo sul campo. Anche lo scorso anno potevamo fare qualcosa in più e siamo arrivati ottavi in campionato vincendo, però, meritatamente la Coppa Italia. Tutto dipenderà dalle nostre ambizioni e da quello che vogliamo trasmettere sul campo, abbiamo qualità indiscusse ma tutto dipenderà da noi. Ognuno dovrà dare una mano, le qualità ci sono per svolgere un grande campionato.
Vedo molta serietà, siamo un ottimo gruppo e stiamo lavorando bene. Ad ogni inizio del ritiro ci si diverte molto e ci si impegna al massimo. Con le gare ufficiali e con il vivo del campionato dovrà uscire la squadra, ma per come è iniziata l’annata ci auguriamo che possa essere una grande stagione. Mi fa piacere essere leader all’interno della squadra, provo a dare il massimo e di migliorarmi sempre e di mostrare sempre di essere all’altezza e di voler giocare dando ogni anno qualcosa in più. Bisogna avere sempre obiettivi per non sedersi. Giocare la Champions e gare così belle ed importanti dev’essere uno stimolo che devono avere tutti nel corso della prossima stagione. Dipenderà dalla predisposizione a soffrire tutti insieme e di cercare l’obiettivo comune. L’anno scorso mi hanno fatto integrare benissimo quando sono arrivato, quest’anno abbiamo accolto bene i nuovi arrivati: Vavro è un grande elemento, è molto attento ed applicato, prova sempre a migliorarsi e deve ancora crescere come tutti quanti. È un ragazzo sveglio ed è ad un buon punto di partenza. Lui, Jony, Lazzari ed Adekanye sono giovani ed hanno l’età dalla loro parte, siamo qui per dare una mano a tutti loro.
Tutto dipenderà da noi stessi e dal percorso che vorremo fare, vado anche da uno psicanalista per diventare migliore come uomo e come calciatore. Ognuno di noi sa cosa vuole fare della propria vita a prescindere dall’età. Il gruppo è sano e vanta ottimi calciatori ed uno staff di grande livello. L’ambiente è sereno ed è molto importante: i calciatori che scenderanno in campo decideranno però le sorti delle partite. Potevamo fare qualcosa di importante dopo aver battuto l’Inter, ma qualcosa non ha funzionato. Ogni anno è diverso e la Lazio non può chiudere all’ottavo posto, lotteremo per centrare le posizioni che ci competono. Parlo molto in campo, ma provo ad impegnarmi sempre allo stesso tempo. I più grandi devono sempre dare l’esempio ed i giovani devono dare una mano. Noi proviamo a dare dei consigli ai più piccoli, ma l’insieme è importante e speriamo di poter centrare così i nostri obiettivi”.
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Casasola e la Lazio: il giocatore termina il prestito alla Salernitana per raggiungere gli uomini di Inzaghi
Thiago Casasola lascia il ritiro della Salernitana e raggiungerà la Lazio.
A darne la notizia è il sito ufficiale dei granata:
“L’U.S. Salernitana 1919 comunica che, a seguito di un colloquio con la Società, i calciatori Tiago Casasola e Gioacchino Galeotafiore hanno lasciato il ritiro di San Gregorio Magno per far rientro nelle rispettive sedi di appartenenza”.
Il difensore argentino tornerà dunque al ritiro di Auronzo terminando il prestito con i campani. Voci smentite da Lotito, parlavano che l’argentino doveva sostituire l’infortunato Marusic.
Non si sa se verrà aggregato con la rosa biancoceleste o utilizzato in qualche trattativa di calciomercato.
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Danilo Cataldi è intervenuto ai microfoni biancocelesti nel post gara.
Le gambe rispondono bene, dobbiamo continuare così in vista degli impegni che ci attendono in questa stagione.
I ritiri li affronto sempre alla stessa maniera, qui le condizioni metereologiche sono migliori rispetto a Roma. Il gruppo è consolidato e lavoriamo bene.
Penso a dare il massimo ogni allenamento. Il primo ritiro da papà? La mia famiglia è qui: sono contento!”.
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La Lazio ufficializza due acquisti: Ndrecka e Kiyine
Due nuovi acquisti in casa Lazio che pesca tra le file del Chievo Verona.
Si tratta di Sofian Kiyine e Ndrecka Angelo:
La S.S. Lazio comunica di aver acquisito a titolo definitivo dall’A.C. Chievo Verona le prestazioni sportive del calciatore Sofian Kiyine.
La S.S. Lazio comunica di aver acquisito a titolo definitivo dall’A.C. Chievo Verona le prestazioni sportive del calciatore Angelo Ndrecka.
Molto probabilmente i due giocatori andranno in prestito alla Salernitana o rafforzeranno la primavera biancoceleste in quanto il difensore centrale ha 17 anni.
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Caicedo interviene da Auronzo di Cadore: le parole del panterone biancoceleste
Felipe Caicedo è intervenuto ai microfoni biancocelesti al termine dell’allenamento avvenuto ad Auronzo di Cadore.
“Mi sto trovando bene in questo ritiro di Auronzo di Cadore anche se ci stiamo allenando tanto. È giusto lavorare per arrivare al meglio alla prossima annata sportiva. L’ambiente è positivo, siamo molto sereni e stiamo lavorando con tranquillità. Sappiamo che abbiamo mollato un po’ in campionato ed il nostro obiettivo è migliorare i nostri risultati in Serie A, ma allo stesso tempo siamo contenti per aver svolto un buon lavoro in Coppa Italia.
Dobbiamo essere ambiziosi e non ci basta la vittoria della coppa, dobbiamo concentrarci sul campionato sapendo di aver ottenuto un gran risultato nella stagione scorsa. Inzaghi ha sempre messo in mostra la sua fiducia, io devo prepararmi bene. Ho un ottimo rapporto con il tecnico, devo dar seguito a quanto sto facendo qui alla Lazio. Io lavoro per dare sempre di più e per essere sempre più coinvolto all’interno del gruppo, ma le scelte spettano sempre al mister: dobbiamo essere tutti pronti.
All’interno di ognuno di noi si nasconde un piccolo leader, sono sempre a disposizione per aiutare la squadra insieme a ragazzi come Silvio Proto, ad esempio. Ho capito cosa bisognava dare alla squadra ed ora dobbiamo lavorare tanto in questo ritiro. Sentire l’incitamento dei tifosi è sempre importante, loro sono sempre al nostro fianco ed anche al mio; li ringrazio tutti perché mi hanno dimostrato il loro affetto. Sono un ragazzo tranquillo, quando un compagno ha bisogno di me sono sempre a disposizione e per questo credo di essere molto apprezzato. Quest’anno sono arrivati calciatori di livello e daranno una grande mano alla squadra, noi attaccanti dovremo sfruttare pedine come Jony e Lazzari che ci aiuteranno sicuramente. Quando il cross arriva rasoterra è più facile finalizzare. Adekanye deve ancora ambientarsi, è un talento che ha bisogno di aiuto. Imparerà e conoscerà la Serie A capendo che è molto diversa rispetto a tutti gli altri campionati”.
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Ripert e la Lazio: la preparazione atletica dei giocatori ad Auronzo
Ripert è intervenuto ai microfoni biancocelesti dal ritiro di Auronzo di Cadore parlando della preparazione dei giocatori laziali:
“La preparazione atletica che svolgiamo ad Auronzo di Cadore viene sempre improntata sulla base dei risultati conseguiti dai calciatori nei test isochinetici: da questi stiliamo programmi individualizzati ed anche di gruppo per consentire alla rosa di allenarsi nel miglior modo possibile. In questo modo speriamo si instaurare una base che ci permetta di affrontare la stagione sempre all’85% della forma, con costanza, evitando così un rendimento altalenante. L’obiettivo è portare avanti tutti i calciatori in questa fase della preparazione perché altrimenti è difficile riprendersi nel corso della stagione e dobbiamo evitare che si creino delle differenze di condizione tra i vari calciatori”.
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Silvio Proto da Auronzo di Cadore. Le parole del portiere biancoceleste
Le parole di Silvio Proto ai microfoni biancocelesti dal ritiro di Auronzo di Cadore:
“Mi sono sottoposto ad un piccolo intervento durante le vacanze e non giocherò in queste due settimane qui ad Auronzo di Cadore. Sto lavorando con mister Grigioni ma non posso prendere botte; a parte questo, sto bene.
Il ritiro per un portiere è difficile, i tifosi ti danno la carica quando effettui una bella parata. Bisogna fare tutte le cose per bene.
Questa è la mia ventesima stagione da professionista ma ognuna è differente: lo scorso anno ho trovato molti aspetti diversi arrivando in Italia, ora mi sono abituato. Mi piace fare il secondo, aiutare Strakosha ma anche i più piccoli come Guerrieri ed Adamonis.
Il ritiro serve anche a formare un buon gruppo: siamo un spogliatoio di bravi ragazzi che lavora per raggiungere i propri obiettivi. Non interessa chi gioca o meno, conta arrivare più in alto possibile.
La Coppa Italia è stata una vittoria importante, quest’anno siamo stati bravi ad approfittare del fatto che le migliori squadre, come Juventus o Napoli, non fossero arrivate in finale. In campionato, alcune partite potevano andare meglio ma siamo felici di aver alzato al cielo un trofeo.
Firmeremmo volentieri per una qualificazione in Champions, lo scorso anno c’è riuscita l’Atalanta e noi non siamo da meno: non servono però le parole, ma solo il lavoro sul campo.
Io e Guido siamo entrambi molto tranquilli, abbiamo gusti simili, siamo compagni di camera ed abbiamo un ottimo rapporto.
Il clima qui è bellissimo, la mia famiglia però un po’ mi manca! Da tempo io e mia moglie volevamo vivere questo bel viaggio negli USA ed i bambini sono rimasti a Roma con i miei genitori. È stato stupendo, fosse possibile ripartirei subito. Dagli States siamo poi andati tutti in Grecia e ci siamo divertiti anche giocando a golf.
Ricordo bene l’esordio a Cagliari, è stato emozionante, peccato per il gol subito nel finale: mi diverto ancora sul campo e questo, alla mia età, è ciò che più conta. I tifosi greci sono molto caldi, alla Sardegna Arena si respirava un’atmosfera molto bella.
Spero di riuscire ad aggiungere un’altra Supercoppa al mio palmares. Ora è presto per dire chi è favorito, noi vogliamo giocare per i nostri obiettivi, ci teniamo a fare bene anche in Europa League. Dovremo fare il massimo per raggiungere la Champions ma il nostro percorso è già iniziato”.
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Stefano Mauri su Radu e Champions: le parole rilasciate a Radiosei
Stefano Mauri è intervenuto ai microfoni di radiosei parlando della vicenda Radu e l’obiettivo biancoceleste di approdare in Champions League:
“Contento per il reintegro di Radu, la sua importanza nel gruppo è indubbia. Detto questo, credo che sarebbe giusto fare chiarezza con i tifosi riguardo ciò che è successo. La cosa fondamentale è che tutto si sia risolto definitivamente, che fra due mesi non si torni a parlare di ciò che è successo questa estate. Ad oggi numericamente la Lazio è al completo, ma non dimentichiamoci che si ripartirà da un ottavo posto. Gli acquisti fatti finora vanno a completare la rosa, ma ad oggi non credo che il mercato fatto finora basti per arrivare quarti in campionato. La partenza di Wallace? Quasi certa, vuole giocare di più e la Lazio è d’accordo nel cederlo. Stesso discorso per Patric”.
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