Una serie positiva di vittorie, due contro la Juventus che vale anche un trofeo, la Supercoppa, la Coppa Italia, il piazzamento al terzo posto in solitaria con un match da recuperare, la parola scudetto che non veniva pronunciata da oltre 15 anni. La Lazio ed i Laziali impazziscono e prendono di mira il nuovo store al centro di Roma per la maglia celebrativa della Supercoppa Italia.
Il 30 si apriranno i cancelli di Formello per la grande festa con il dodicesimo uomo in campo e giocatori uniti in un allenamento di carica in vista del match di Brescia di Gennaio. Una vera e propria euforia che sta portando la società biancoceleste ad aprire una seconda trance per la campagna abbonamenti. Si stanno valutando prezzi e modalità su come metterla in atto e dopo i match contro Brescia e Napoli che chiuderanno il girone di andata di Serie A, potrebbe iniziare la seconda campagna per portare i tifosi allo Stadio Olimpico di Roma per il restante della stagione
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Zlatan Ibrahimovic torna in Seria A per la seconda volta dopo aver vestito la maglia del Barcellona ed essere tornato proprio per vestire la maglia milanista. Lo svedese è pronto a firmare per esser disponibile già a partire da gennaio, Ibrahimovic ha deciso nel pomeriggio di giovedì, accettando la proposta fatta da Boban e Maldini. L’arrivo a Milanello è previsto tra il primo e il secondo giorno dell’anno e forse sarà disponibile già per la partita a San Siro contro la Sampdoria il 6 gennaio. Questo ritorno del bomber svedese mette in discussione sia il polacco Krzysztof Piątek che l’attaccante croato Ante Rebić, ora è la società milanista che dovrà scegliere chi mettere sul mercato.
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Che la Lazio e Valon Berisha siano a titoli di coda lo si apprende dopo il match contro il Celtic dove il giocatore ha dato una spinta in più all’uscita della Lazio dall’Europa League con quel retropassaggio osceno.
L’ex Salisburgo, arrivato in estate, è stato totalmente bocciato dai tifosi e in parte anche da Simone Inzaghi nonostante gli abbia dato qualche possibilità in più per valorizzarsi con la Lazio.
Un mercato in uscita che prende sempre più piede negli inverni biancocelesti e proprio l’esterno è nel mirino di due club di Serie A: il Brescia e l’Hellas Verona. Qualora si aprisse una pista con i gialloblù, la Lazio potrebbe riportare in patria il marocchino Kiyine che attualmente sotto contratto con i veronesi ed in prestito alla Salernitana, sta facendo un ottimo campionato.
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Il calciomercato sta cominciando a fare uscire qualche nome anche in casa biancoceleste che secondo la Gazzetta di Parma, il club emiliano avrebbe intenzione di riportare Marco Parolo con i colori gialloblu.
In passato ha già vestito la casacca del club di Pizzarotti in 2 stagioni con 75 presenze e 11 gol segnati. Un ritorno ben voluto dai tifosi vista l’esperienza europea del 34enne biancoceleste ma che potrebbe trovare un secco no da parte di Simone Inzaghi che lo considera un titolare aggiunto, ottimo per farlo entrare a partita in corso come vice Leiva o vice Milinkovic-Savic.
Il contratto di Gallarate scadrà a fine stagione e solamente Lotito e Tare potranno decidere se tenere il giocatore oppure lasciarlo partire se Inzaghi gli da il lasciapassare. Ma dall’altra parte oramai si è instaurato un ottimo rapporto tra giocatore, tifosi e appartenenza romana visto che il centrocampista fa parte dei senatori dello spogliatoio.
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Luis Alberto è intervenuto ai microfoni di Goal.com parlando del suo periodo d’oro con la maglia della Lazio che, da quando è arrivato a Roma, ha alzato già 3 trofei con la casacca biancoceleste.
“La vittoria del mio terzo titolo alla Lazio, sia per me che per il progetto messo in atto società, penso che sia qualcosa di molto speciale. La squadra sta disputando un’ottima stagione e non ci sarebbe potuto essere miglior regalo di Natale che chiudere l’anno con un nuovo trofeo. È un premio a questo gruppo e al buon lavoro che la Lazio sta facendo”
Simone Inzaghi
“Il vero “colpevole” di questo grande momento è solo Simone Inzaghi. Siamo con lui da quasi 4 anni e praticamente siamo sempre gli stessi, ci sono stati solo piccoli cambiamenti e ci conosciamo molto bene. Va dato merito anche alla società per il grande blocco che ha saputo creare. Ci fidiamo del mister e sappiamo che quest’anno potremmo fare il salto di qualità che stavamo aspettando. Le cose stanno andando bene per noi, siamo in corsa per i nostri obiettivi. Per raggiungerli dovremo mantenere sempre questo livello molto alto di prestazioni.”
“Mi sento benissimo, come mi sono sentito spesso qui a Roma. Voglio dare il mio meglio e metterlo al servizio del gruppo. Ora sappiamo di stare bene e dobbiamo restare su questa lunghezza d’onda”. Sono riuscito a diventare il giocatore completo che volevo essere, un giocatore in grado di competere ai massimi livelli. Ho fatto un salto in avanti per essere pronto a qualsiasi incontro, ma grazie alla fiducia dell’allenatore e del gruppo tutto mi è stato reso più facile”.
Lo scudetto
“Lo Scudetto non è un obiettivo razionale. Per ora dobbiamo dimenticarlo. Guardiamo partita per partita e, ad aprile, valuteremo a che punto ci troveremo. Ma sono sicuro che se la squadra dovesse continuare a competere su questi livelli e con questa mentalità vincente, alla fine raggiungeremo i nostri obiettivi. Naturalmente, se abbassassimo la guardia poi faremmo un passo indietro che non possiamo permetterci. Siamo consapevoli che negli ultimi anni non abbiamo raggiunto i traguardi che ci eravamo prefissati perché non siamo riusciti a restare forti fino alla fine. Abbiamo imparato dai nostri errori e ciò non accadrà più“.
Nazionale
“Il mio obiettivo personale è sempre quello di giocare, dare di più e migliorare. Ma chiaramente il desiderio numero uno resta quello di raggiungere la nazionale spagnola. Indossare la maglia del mio paese è una cosa importante. So che sto bene, devo continuare così, cercando di mantenere questo mio livello elevato di prestazioni in modo da finire in quell’ultima lista di convocati per Euro 2020. Il ct deve scegliere chi si adatta meglio al suo stile. Sarebbe un’illusione, un sogno diventato realtà, ancor più pensando di giocare un campionato europeo. Devo continuare a lavorare per sperare di ottenere una chance”.
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Arturo Diaconale è intervenuto ai microfoni di Radio Punto Nuovo parlando della Lazio e della vitoria in Supercoppa Italia contro la Juventus:
“Rientro trionfale, con Lotito d’Arabia. Era un risultato che tutti speravano, a cui tutti ambivano, sapevamo fosse difficile battere la Juventus per la seconda volta in 15 giorni, però si è realizzato ed aver ottenuto un risultato del genere, dà la dimensione del livello della società. E’ legittimo sognare, quindi possiamo permetterci di sognare di conseguire l’accesso alla Champions e poi vediamo”.
“Blindare Inzaghi? Il rapporto tra la Lazio e Inzaghi è talmente forte che non avrebbe senso spezzare da entrambe le parti. Il rapportro tra Lotito e Inzaghi è quasi paterno, magari discutono, ma dopo mezz’ora torna tutto normale. Credo che i risultati ottenuti da Inzaghi nei suoi 3 anni e mezzo, sono importantissimi. E’ da qui che nasce il percorso futuro della Lazio”.
“Scudetto? Sognare è legittimo. Fallo Matuidi? Inutilmente cattivo. La decisione dell’arbitro è stata quella. Mercato? Sicuramente ci saranno passi necessari per migliorare sempre di più, ma il presidente non ha alcuna intenzione di tornare indietro. A Gennaio ci sono solo esami di riparazione, non mi pare che la Lazio abbia da migliorare qualcosa”.
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La Lazio si aggiudica l’ennesimo trofeo in pochi anni portando a casa una Supercoppa Italia vinta contro i campioni d’Italia.
Una prestazione biancoceleste in campionato che ha fatto nominare una parola mai detta nell’era Lotito a molti tifosi e giornali: Lo scudetto.
Un obiettivo comunque molto lontano quanto vicino se vogliamo parlare di risultati fino ad ora ma che può portare troppo entusiasmo troppo in anticipo. E lo sa benissimo Igli Tare che è intervenuto ai microfoni di Radio Olympia:
“Per noi i festeggiamenti durano fino alla sera della partita. Poi ci sono le vacanze meritate, quando si rientra il 30 servirà grande concentrazione per l’altra metà della stagione che rimane. Perché ci saranno ancora tante battaglie e dobbiamo essere.
EQUILIBRIO – “Troppo facile parlare adesso. Chi ha seguito la squadra in estate ha capito che si era creato qualcosa di molto positivo. Serviva la conferma sul campo. All’inizio si vedeva il gioco ma non i risultati. Dopo la partita con l’Atalanta qualcosa è cambiato e da lì siamo partiti. Ma come ho sempre detto, a Roma si passa facilmente dalle stelle alle stalle. Sarei bugiardo a dire che i complimenti non fanno piacere, ma a me piace che le cose si facciano con tranquillità e serenità. Chi vuole bene a questa squadra non deve volare troppo in alto, ma deve tenere i piedi ben attaccati a terra, con grande umiltà. Il calcio è uno sport in cui le opinioni possono cambiare ogni tre giorni, perciò finché si vince va bene, però quando ci sarà la prossima sconfitta dovremo essere bravi a difendere quanto fatto. Solo così si può crescere”.
L’ANNO PIÙ BELLO – “Dentro di me sono ancora giocatore, questo non è mai sparito. È fondamentale anche nei momenti di gioia essere presenti e festeggiare con il gruppo. Nella vita si può sempre fare meglio, così si trovano le motivazioni e le energie per centrare gli obiettivi. Se uno si siede, come successo nel 2013 dopo la vittoria in Coppa Italia, quando i festeggiamenti andarono avanti per 3-4 mesi, ne ha risente anche la squadra. Così si rischia di fare un passo in avanti e tre passi indietro. Roma non è stata costruita in un giorno, così come il percorso di questa squadra”.
CHIAMATA ALLE ARMI – “Per arrivare dove vogliamo, dobbiamo fare un passo in avanti tutti. Non parlo solo della squadra, ma anche dell’ambiente, perché i ragazzi hanno bisogno del sostegno del pubblico. Siamo ancora molto lontani da quello che merita questo gruppo. È un percorso molto lungo. Noi dobbiamo cercare di fare sempre il meglio, di onorare la maglia e dominare le partite, e piano piano la gente deve capire e tornare a essere presenti. A me piacciono molto i modelli inglese e tedesco, a qualsiasi ora si giochi lo stadio è sempre pieno, anche contro squadre di terza categoria. Magari da noi non si arriverà a questo livello, ma ricordo partite come quella contro il Salisburgo, all’andata, che abbiamo vinto 4-2 dove c’erano 45mila persone, ricordo i calciatori che rientrando nello spogliatoio dicevano che quella fosse l’atmosfera giusta, che li faceva sentire importanti. Dobbiamo migliorare perché c’è tanto margine: ci saranno molte battaglie da affrontare”.
GLOBE SOCCER AWARDS – “Per me è un onore prima di tutto rappresentare la Lazio. Usciamo da un periodo buio, adesso si vede la luce. Questa è una cosa molto bella. Il resto è il lavoro che ti premia, il tempo sarà galantuomo. Ci sono scelte fatte bene, come scelte fatte meno bene. L’importante è farle con entusiasmo e con amore verso il proprio mestiere. Fino a quando saranno fatte così, ci sarà modo di migliorare. Auguro a tutti i tifosi della Lazio tanta salute e di vedere lo stadio gioire come l’ho visto nell’ultimo periodo. Quando vedrò lo stadio arrivare a quei livelli allora sarà la mia più grande soddisfazione”.
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Nel prossimo match di Serie A, la Lazio affronterà il Brescia in trasferta ma dovrà fare a meno di Lucas Leiva e Luis Alberto. I due giocatori erano in diffida e si sono aggiudicati entrambi i cartellini gialli durante il match contro la Juventus nella finale di Supercoppa Italia.
Ecco la decisione del giudice sportivo:
A seguito dei verdetti sportivi maturati nell’ultima gara ufficiale del 2019, il Giudice Sportivo ha diramato le proprie decisioni, confermando delle sanzioni a tre calciatori biancocelesti.
Quinto cartellino giallo stagionale per Luis Alberto e Leiva che, in questo modo, salteranno la prima gara del nuovo anno; terza sanzione dell’annata, invece, per Cataldi.
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Arriva l’ufficialità dell’allenamento a porte aperte dove i tifosi possono abbracciare e festeggiare i Supercampioni d’Italia del 2019. Ad ufficializzare l’allenamento e la festa biancoceleste, ci pensa il direttore Stefano De Martino ai microfoni biancocelesti:
“La squadra ha festeggiato molto la vittoria, anche alcuni membri dello staff dello stadio si sono uniti alla festa biancoceleste. L’atmosfera al King Saud University Stadium era a favore della Juventus, soprattutto per incitare Cristiano Ronaldo. Dopo la vittoria della Lazio, tanti tifosi sauditi sono rimasti in tribuna per esultare con noi. Abbiamo effettuato tante dirette televisive svolgendo un grande lavoro nel corso dei tre giorni di permanenza: siamo riusciti a rappresentare al meglio i colori della Lazio. Siamo riusciti anche a vincere l’incontro meritatamente, i ragazzi di Inzaghi sono rimasti concentrati ed hanno dominato i bianconeri. Siamo molto soddisfatti, anche se la gara disputata con l’Atalanta valida per la finale della scorsa edizione della Coppa Italia resta la partita con più ascolti. In occasione del match di Supercoppa italiana erano ben 202 i paesi collegati, abbiamo portato a termine una grande doppietta mediatica. Un successo clamoroso che non ricordo nel passato biancoceleste, nonostante le grandi vittorie europee del Club. Stiamo lavorando in silenzio per ottenere ascolti anche lontano dal confine italiano.
La Lazio non ha mai mollato la presa, è sempre rimasta concentrata. Ora c’è maturità e consapevolezza dei propri mezzi, anche a livello societario. Sono arrivato alla Lazio nel 2008 e, lavorando ventiquattro ore al giorno da quel momento, ora riesco a percepire la consistenza dell’atmosfera: la squadra voleva dimostrare di essere più forte della Juventus, tutti sono approdati in Arabia con questo intento. Siamo riusciti a testimoniare questo sia con la squadra, ma anche sul piano societario e dirigenziale. Ringrazio l’ambasciatore italiano di Riad, un grande tifoso laziale che è riuscito a farci sentire a casa. In occasione del pranzo istituzionale abbiamo ricevuto tanti complimenti: negli ultimi anni il Club ha aggiunto senza mai togliere. Il lavoro, così, premia sempre e questo sta accadendo.
A Riad abbiamo affrontato una delle squadre più forte d’Europa a livello tecnico. La differenza c’è stata nell’unione: la Juventus è meno famiglia rispetto alla Lazio. I bianconeri fatturano di più rispetto al club biancoceleste, ma a noi non manca nulla, anzi abbiamo dalla nostra parte tutto ciò che ci è accaduto negli ultimi anni. Siamo rimasti uniti in qualsiasi circostanza, anche nelle più difficili. La Società ha sempre creduto nella crescita di questo Club e noi dirigenti siamo rimasti sempre compatti. In passato un certo tipo di stampa ha coinvolto i tifosi laziali esponendo dei problemi derivanti da contrasti personali: i nostri sostenitori hanno sofferto per questo motivo, chiedendo unione nella piazza. Certe realtà non si fermeranno nella critica a priori: in questa Società c’è il cuore e ci sono tutti i sacrifici svolti nel corso degli anni. Siamo sempre stati presenti ed abbiamo sempre risposto con novità importanti. Siamo stati i primi ad aprire una radio ufficiale, ad esempio. Abbiamo aperto anche un canale tematico ed un magazine tradotto in inglese per tutti i nostri tifosi, a noi non manca nulla ed abbiamo messo in più il cuore. Vedremo dove arriverà la nostra Lazio, ma finora stiamo esprimendo un calcio che sta stupendo tutti. So con quanto dolore siamo arrivati a questo Natale, dobbiamo dire basta al condizionamento da parte dei media. Invito i nostri tifosi a restare con noi, proponendo critiche costruttive con uno spirito di partecipazione alimentato dall’amore per la squadra.
Se resteremo compatti potremo ottenere risultati ancora migliori, puntiamo alla Champions League e dobbiamo correre verso questo traguardo senza condizionamenti. Simone Inzaghi è diventato romano d’adozione, sente addosso la città ed è lazialissimo come la sua famiglia. Il nostro tecnico mette anche questo nel suo lavoro e non è sfuggita questa caratteristica al nostro Presidente. Con l’allenatore e con gli altri dirigenti viviamo la Lazio ogni giorno, questo è il nostro segreto. Sul mio account Instagram, @stefanodemartino1972, tra poco pubblicherò un momento che rappresenta quanto sto dicendo. Il prossimo 30 dicembre, alle ore 15:00, la squadra svolgerà un allenamento a porte aperte, aspettiamo tutti i tifosi laziali che vorranno scambiare gli auguri con la squadra.
La Lazio ha fatto registrare delle statistiche incredibili: è l’unica squadra in Italia ad aver vinto due trofei nell’anno solare 2019. Sono diventato laziale grazie alla mia famiglia e grazie ad alcuni amici del mio condominio che mi portavano allo stadio: ho vissuto la Lazio più difficile da sostenere, i momenti di sofferenza mi hanno reso laziale nell’animo e nelle ossa. In passato era necessario difendere una fede, spiegare il tifo. Chi vince, dà fastidio. La Lazio soprattutto, ho sentito congetture da persone che non hanno né arte né parte per avere voce in capitolo. È l’esatto contrario, si tratta di figure che non hanno nulla da dire. Sono state dichiarazioni che non esprimono professionalità. Ora registriamo quanto sentiamo come atti sconsiderati legati a malesseri personali, se dovesse degenerare questa situazione reagiremo nei confronti di chi esprime queste idee su piazza.
In Arabia Saudita c’è un problema sociale, ma sta crescendo su questo punto di vista. Ringrazio la Dottoressa Cristina Mezzaroma e le dirigenti presenti nel nostro Club per aver dato vita ad un evento importante sull’emancipazione femminile in occasione della nostra trasferta a Riad. Il nostro Presidente è sempre presente ed ha sempre motivato i suoi calciatori ed i suoi collaboratori: la sua forza dirompente riesce a trasferirla in qualsiasi contesto. Un abbraccio in questo momento a tutte le famiglie che non potranno vivere le feste e condividere questi attimi di positività con un proprio caro, con il quale erano legati anche dalla passione per la Lazio. Diversi paesi ci hanno chiesto delle immagini inedite della trasferta di Supercoppa italiana e lavoreremo su questo per inserire del nostro materiale nel mercato internazionale. Buon Natale a tutti ed un augurio di buon anno, anche ai tifosi biancocelesti che sono all’estero e che hanno vissuto con noi a Riad la vittoria della Supercoppa. Speriamo di aver ripagato lo sforzo logistico ed economico con questo trofeo. Ringrazio anche tutti i tifosi che hanno sempre sostenuto il Club, rappresentano la benzina con la quale viene alimentata questa Società. Ringrazio anche tutti i miei collaboratori, che spesso mettono la Lazio al primo posto della loro vita e solo dopo la loro famiglia, ma voglio dedicare un ringraziamento anche a tutte le donne biancocelesti che si impegnano con una passione speciale per la nostra Lazio”.
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Un regalo speciale quello della Lazio ai tifosi della Lazio che ha fatto mettere sotto l’alberto la quinta supercoppa italiana della storia della Lazio. Un match che ha visto i campioni d’Italia soccombere per 3 reti ad 1 allo stadio di Riyad. Un risultato spiccicato a quello dell’Olimpico di Roma nella gara di campionato di qualche settimana fa.
A fine gara la consueta premiazione della Lazio con una maglia celebrativa proprio per la vittoria è stata vestita da tutto lo staff biancoceleste.
Un aquila che vola nei cieli di arabi come a rappresentare una Lazio che conquista il mondo! Ma dove acquistarla? Oltre sullo store della Macron che si trova a 24 € la si può trovare a 22 € su Amazon a Questo Link
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L’analisi del match che ha portato la quinta Supercoppa in casa biancoceleste
A bocce ferme, dopo l’ubriacatura post-festeggiamenti, ci dedichiamo a qualche riflessione. Supportati da una consistente dose di buonumore pre-natalizio coronata dal successo, ci concentreremo maggiormente sugli aspetti tattici del match.
La prima riflessione è puramente matematica, dunque incontestabile: la Lazio ha rifilato sei gol in quindici giorni ai campioni in carica della Juventus, incassandone solamente due. In campionato, la squadra di Andrea Agnelli, avendo una partita giocata in più all’attivo, ha ragione sugli uomini di Claudio Lotito di sei punti, primeggiando insieme all’Inter. Nel confronto squisitamente aritmetico tra le due finaliste, la truppa biancoceleste vince in partenza: l’attacco è più prolifico di quello bianconero, supportato da una difesa più solida. Sedici gol presi dalla Lazio, diciassette dalla Juventus; trentotto gol realizzati dalla ditta Ciro Immobile & Co., trentuno dalla compagine capeggiata da CR7. Ora, dei numeri potremmo farcene ben poco, le cifre non scendono in campo. Nel rettangolo verde prendono parola gli uomini, con tutte le loro doti e i loro limiti, gestiti dalle incalcolabili variabili che una sfera rotolante porta con sé. Ma avremo modo di riprendere in mano la matematica più in là.
Mister Inzaghi schiera il rodatissimo 3-5-2, il suo collega toscano ripropone il rombo (4-3-1-2). La seconda miglior difesa del campionato ha precisi compiti nelle due fasi, quella attiva e quella passiva. Le due spalle di Acerbi, il veterano Radu e il giovane Luiz Felipe, devono allargarsi, offrire alternative di scarico ai centrocampisti e di lancio al portiere Strakosha, favorendo l’arretramento di Lucas Leiva, che costringe il baricentro juventino ad alzarsi. Nella fase passiva, peculiare è l’abilità tattica di lettura dei movimenti delle due punte bianconere anche dopo prolungati periodi di possesso avversario. La stazza fisica e l’abilità aerea dei centrali di Inzaghi neutralizza anche i cross dalle fasce, i quali sono un’arma preferenziale del pacchetto offensivo della Juventus. Gli spunti in verticali sono offerti dai movimenti ampi e variegati di Immobile e Correa, i quali duettano, corrono con buona progressione palla al piede, tentano giocate di alto pregio e favoriscono gli inserimenti dei tuttocampisti Alberto e Milinkovic, i quali, dall’inizio del campionato, inventano calcio a tutto tondo. La vera soluzione d’attacco laziale, il morso del serpente, si trova però sulle zone laterali del campo: Inzaghi si sgola, specialmente nel primo tempo, chiedendo frequenti e repentini cambi di gioco, approfittando della staticità juventina. Lazzari è imbeccato dai compagni, i quali incentivano le sgroppate con le stesse traiettorie filtranti proposte al più scaltro ed esperto Senad Lulic, l’uomo delle Coppe. La scelta tattica è azzeccata, così come la tempistica e le tipologie dei cambi; il resto lo fanno le giocate dei singoli: la finta e la volée del bosniaco, lo stop di suola di Milinkovic e la parabola di Cataldi riassumono lo stato di grazia degli aquilotti.
La Juventus è schierata in campo con un obiettivo, sulla carta, preciso e facilmente comprensibile: gestire il possesso, pressare alto e arrivare al tiro anche sfruttando gli inserimenti delle mezzale. Sarri lo aveva detto: a Bentancour manca il gol e la botta da fuori per diventare grande. Il salto della quaglia è però ben lontano per l’argentino, a giudicare dalla prestazione dell’altra sera. Se all’Olimpico gli è davvero mancato solo quello, a Ryiad è venuta meno la lettura della partita e l’interpretazione del ruolo. Oltre a non dare man forte al terzino di fascia destra, Bentancour ha offerto pochi spunti, vincendo pochi contrasti e nascondendosi tra le casacche biancocelesti. Il collega Pjanic ha sofferto la gabbia costruitagli su misura da Inzaghi e i limiti del francese Matuidi si sono ancora una volta tragicamente palesati. I primi a soffrire della mancata rapida costruzione del gioco sono stati Higuain e Dybala: il primo si è però pigramente adagiato sulla muraglia capitolina, il secondo ha lautamente seguito le orme del connazionale, trovandosi però al posto giusto per il tap-in del momentaneo pareggio. Unica nota di merito: la voglia di fare, creare e attentare alla porta avversaria del pluricampione Ronaldo, che di trofei ne ha già vinti tanti, a differenza dei compagni di reparto. In fondo, per quel tipo di gioco e per quello schieramento in campo, un rapido palleggio e un continuo movimento ad offrire alternative al portatore di palla dovrebbe essere il vademecum su cui meditare ogni giorno alla Continassa. Ad aggravare il tutto, le difficoltà oggettive nella fase difensiva dei terzini juventini, profonda falla a cui Sarri non ha minimamente posto rimedio. Continuamente esposti alle incursioni di Lazzari e Lulic, De Sciglio e Alex Sandro prima, Cuadrado poi, non hanno fatto buona guardia sulle finte a rientrare e sui traversoni da cui sono nati due dei tre gol, forse anche perché non c’era mai un adeguato raddoppio.
Ecco dimostrati dunque i teoremi che partoriscono i numeri offerti in precedenza. Non frutto del caso, poiché il calcio, nella sua imprevedibilità, è anche un po’ scienza.
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Manca solamente l’ufficialità ma la notizia è già nell’aria. Dopo la splendida vittoria a Riyad dove la Lazio ha conquistato la sua quinta supercoppa Italia contro la Juventus, ci sarà circa una settimana di riposo per i giocatori.
Secondo la rassegna stampa di Radiosei, l’appuntamento per gli allenamenti sarà fissato il 30 Dicembre con un’importante novità: cancelli aperti ai tifosi!
Ci sarà una festa per festeggiare ufficialmente la squadra per la vittoria della Supercoppa Italia e la Coppa Italia vinta a Maggio!
Ripresa dunque fissata a fine mese per quanto riguardano gli allenamenti in vista del match contro il Brescia fissato il 5 Gennaio alle ore 12.30
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La Lazio ha portato il suo ennesimo trofeo a Roma degli ultimi 10 anni ed i laziali ancora non ci credono! Ancora una volta la Lazio fa sognare ed emozionare ma Gielle tiene fresca la memoria del percorso della Lazio partendo dall’Atalanta tornando ad un vecchio Juventus-Lazio… Mettetevi comodi e guastatevi questi 6 minuti di gioia ed emozioni!
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Dopo 24 ore dalla conquista del titolo della Supercoppa Italia, Antonio Lopez, ex biancoceleste, è intervenuto ai microfoni della Lazio elogiando Claudio Lotito e la sua squadra.
“La Lazio ha confermato di essere una grande squadra, con una mentalità vincente e grandi giocatori. Il merito è della Società solida, che dà certezze a tutto lo staff. La Lazio ha tutti gli ingredienti per continuare così, bravo Lotito a seguire una strada con coerenza. Nessun’altra squadra è stata in grado di battere la Juventus per due volte di fila. Il Presidente biancoceleste non sfora mai a livello economico e ottiene risultati importanti e ha un equilibrio eccezionale. Inzaghi poi è al posto giusto, è un grande allenatore. Ieri Simone ha vinto la partita anche con i cambi. Chi entra si fa trovare pronto, Cataldi e Caicedo insegnano”.
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Sarri in sala stampa ha commentato così la sconfitta in Supercoppa ai giornalisti presenti :
“Siamo stati in partita, la sensazione mia è che siamo arrivati con un piccolo deficit di energie fisiche e mentali. Può succedere all’ottava in questo ciclo, siamo arrivati con qualcosa in meno dal punto di vista energetico. Il calendario era questo, dovevamo riuscire ad andare oltre a questa difficoltà. Abbiamo sfiorato il pareggio, il 3-1 al 93′ lascia il tempo che trova. Eravamo in partita, al 91′ abbiamo tirato una punizione in buona posizione. Ci spiace aver perso ma abbiamo da giocare altri cinque mesi, non vedo come possa influire. La Lazio è in un momento di fiducia totale, non ha bisogno di altre iniezioni. La condizione è molto, molto elevata. Io ho sempre vinto contro la Lazio prima… E ora non credo che i miei si facciano condizionare da due partite. Può darsi che ora abbiano una condizione fisica superiore, magari tra due o tre mesi li portiamo via di peso dal campo. Sono in un momento magico: poi se continuano così, c’è poco da fare per tutti”.
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Lapo Elkan tifosissimo bianconero della Juventus ha avuto l’ennesima “mai na gioia” contro la Lazio in questo 2019. L’imprenditore torinese, tramite il suo profilo Instagram, ha scatenato gli sfottò dei biancocelesti:
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Claudio Lotito e la Lazio alzano l’ennesimo trofeo italiano nella sua gestione da quando è arrivato a Roma. Il presidente biancoceleste è intervenuto al termine di Juventus-Lazio dove i biancocelesti hanno alzato la Supercoppa Italia per 3 reti a 1
“Vittoria meritata, la squadra è scesa in campo con testa e qualità, è stata umile. Questa squadra quando crede nei propri mezzi può battere chiunque, lo ha dimostrato. Abbiamo un gruppo straordinario, ognuno svolge il proprio ruolo per dare un contributo. Siamo una grande famiglia, dove tutti danno il massimo nel proprio campo. L’aspetto emotivo nel raggiungere gli obiettivi è fondamentale, non conta avere solo qualità tecniche ma uno spirito di gruppo importante. Vittorie e sconfitte sono di tutti, questa squadra potrà trasformare alcuni sogni in realtà se rimarrà concentrata. Godiamoci questo momento meritato. Abbiamo surclassato per due volte la Juventus, non è un caso”.
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Ancora non ci crede Manuel Lazzari che è entrato nella storia biancoceleste con l’ennesimo trofeo dell’era Lotito. L’ex Spal non ha mai vinto nulla sino a questo 2019 magico in casa Lazio e lo fa proprio contro i campioni d’Italia della Juventus e di Cristiano Ronaldo:
“Stiamo vivendo una festa incredibile, è il mio primo trofeo, non lo dimenticherò mai. Vincere qui in Arabia Saudita contro la Juventus, ancora una volta, è pazzesco e unico. Non era facile bissare il successo di due settimane fa, per farlo abbiamo dato tutto. Risultato strameritato, l’abbiamo fortemente voluto. Ancora non ci credo, sono felice di aver scelto questa squadra. Ho sempre guardato con ammirazione la Lazio, è un orgoglio essere in questa squadra. Ora andiamo in vacanza e ripartiamo al massimo”.
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Autore del primo gol che apre le danze in Juventus-Lazio di supercoppa, Luis Alberto commenta a caldo il dopo partita ai microfoni biancocelesti:
“Vittoria bellissima, dobbiamo continuare su questa strada. Speriamo di poter contare sempre sui nostri tifosi, anche nei momenti più difficili. Stiamo facendo un qualcosa di incredibile, tra le 8 vittorie di fila e questa vittoria in Coppa. Torniamo a casa con il trofeo, ero fiducioso anche prima della partita. Ora avanti così anche in campionato”.
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La Lazio batte nuovamente 3-1 la Juventus di Sarri e Ronaldo ma questa volta in palio non ci sono punti ma un trofeo tanto desiderato dalla Lazio e dai Laziali. Subentrato nel secondo tempo e autore del gol del 3-1, Danilo Cataldi interviene ai microfoni biancocelesti:
“Sono strafelice per questa vittoria. In pochi pensavano a una nostra seconda vittoria in pochi giorni contro la Juventus, ancora di più in un trofeo. Il gruppo però soccombe a tutto, sono contentissimo. Abbiamo alzato un trofeo e battuto una delle squadre più forti in Europa, piena di campioni. Ci godiamo questa vittoria e portiamo la coppa a casa”.
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La Lazio vince ancora. Sempre con la Juve. Sempre per 3-1. Questa partita è stata stra vinta da Inzaghi, con il coraggio di togliere Luis Alberto e Leiva e poi per l’ appunto vincerla. In sala stampa il tecnico ha parlato così :
Le sostituzioni di Parolo e Cataldi sono state coraggiose…
“Un allenatore deve fare tantissime scelte. Io, che a differenza degli altri vedo gli allenamenti, ho notato che Parolo e Cataldi avevano fatto benissimo in questi giorni. Luis Alberto era sotto antidolorifico, Leiva stava facendo benissimo ma avevo paura per le ripartenze essendo ammonito. Siamo stati bravissimi, lavoriamo per vivere serate del genere. L’abbiamo voluta e meritata”.
Sei l’uomo delle finali?
“Oggi era molto importante, questa ha più valore della vittoria in campionato. Ero fiducioso, avevo visto i ragazzi bene. L’avevamo preparata nel migliore dei modi, analizzando ogni singolo episodio. Era la quarta finale in quattro anni e ne abbiamo vinte tre. Ne ho quattro giocate e tre vinte anche in Primavera, sei trofei me li tengo stretti. Passano dal grande gruppo che ho: quello che proponiamo io e il mio staff è sempre seguito alla lettera”.
Vede delle crepe nel dominio della Juventus?
“La Juventus ha perso due partite su ventiquattro ed entrambe con noi. Sono primi e sono passati in Champions, sono una grande squadra. All’Olimpico avevano fatto meglio, ma stasera hanno trovato una grande squadra. Hanno una grandissima rosa e per noi batterli due volte è motivo di grande orgoglio. Se guardo i loro cambi in corsa con Cuadrado, Douglas Costa e Ramsey mi rendo ancora più conto dell’impresa fatta in questi dieci giorni”.
Tra i tuoi successi è il tuo più bello? Come hai ricaricato la squadra dopo l’ultima vittoria con la Juventus?
“Quello che diranno lo leggerò capendo anche chi lo dice. Dobbiamo lavorare per serate del genere, dopo queste due imprese contro i campioni della Juventus avremo gli occhi di tutti ancor di più puntati addosso. Avremo però una stagione lunga e dovremo lavorare. Alla ripresa anche avremo una partita difficile a Brescia con alcune assenze. Passeremo un Natale sereno, ma lo sarebbe stato indipendentemente perché ho un gruppo che da tre anni e mezzo mi fa emozionare per come ci segue e per le sensazioni che trasmette. Questa vittoria è fantastica, ma ricordo con grande piacere anche il successo in Coppa Italia e il 3-2 di Murgia in Supercoppa”.
Come motiva queste due vittorie contro la Juventus?
“La Juventus ha pochi punti deboli, sono io che ho un gruppo straordinario. Abbiamo avuto tanta intensità e lucidità, il segreto è questo. Con loro devi fare ottime scelte nei momenti giusti con gli uomini giusti”.
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La Juventus di Ronaldo ancora una volta resta spettatore in una finale contro la Lazio rimanendo ferma a quota 2 vittorie in supercoppa contro la Lazio che sale a quota 3 nelle 5 finali disputate nella storia.
Apre le danze Luis Alberto con un Lulic che fa partire un cross in direzione Milinkovic che fornisce l’assist allo spagnolo. Durante il corso del primo tempo manca un espulsione a Matuidi per un intervento su Luis Alberto a gamba tesa, per lui solo giallo, nessuna punizione e tanta indignazione dalla panchina biancoceleste. Allo scadere del primo tempo ingenuitá difensiva che fa trovare il pareggio di Dybala.
Il secondo tempo é sempre più Lazio , Inzaghi toglie gli ammoniti Luis Alberto e Leiva facendo subentrare Parolo e Cataldi che si rendono protagonisti nei gol che verranno dopo. Fuori Immobile dentro Caicedo. Il Panterone cambia la gara prima fornisce un assist per Correa che segna in fuorigioco e giustamente annullato. Poi Parolo con un grandissimo cross trova Lulic al 73′ minuto del secondo tempo. La Juventus pressa e ci prova ma allo scadere ingenuità di Bentacur che abbatte l’attaccante biancoceleste trovando il secondo giallo. Punizione dal limite allo scadere di Cataldi che trova l’angolo dietro al numero uno bianconero.
Fegati spappolati, cuori a mille e tante cadute dal trespolo. Riyad e il cielo di Roma si tinge ancora una volta di Biancoceleste!
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Juventus's Mario Mandzukic jubilates after scoring the goal 1-0 during the Italian serie A soccer match Juventus FC vs FC Inter at Allianz Stadium in Turin, Italy, 7 December 2018. ANSA/ANDREA DI MARCO
Mario Mandzukic è prossimo a diventare ufficialmente un nuovo giocatore dell’Al Duhail. In questi minuti, la punta croata sta sostenendo le visite mediche di rito prima di firmare un contratto di 18 mesi a 5 milioni di euro. Previsto anche un indennizzo di circa 5,5 milioni alla Juve per evitare di mettere a bilancio una minusvalenza.
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Ennesimo cambio di panchina in vista a Genoa. La partita persa per 4 reti a 0 contro l’Inter costa caro a Thiago Motta che potrebbe chiudere la sua avventura con il Genoa già nel mercato invernale. Arrivato a campionato in corso ( 22 Ottobre), l’allenatore italiano non ha portato un calcio che voleva Preziosi.
Proprio il presidente rossoblù, secondo Gianluca Di Marzio, avrebbe deciso di esonerare anche lui. I nomi in lista sono quelli di Ballardini che è il candidato numero 1 ma in caso di mancato accordo sarebbero pronti Diego Lopez e Aurelio Andreazzoli.
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Continua il periodo nero della storia rossonera, il Milan cade a Bergmo sotto i colpi di un’Atalanta che sogna posto Champions League ma la strada è tutta in salita.
Apre le danze Gomez dopo solo 10 minuti di gioco. Raddoppia Pasalic al 61′ minuto di gioco con Ilicic che sigla una doppietta al 63′ minuto ed al 72′. Chiude la goleada Muriel all’83’ minuto di gioco. Un Milan preso letteralmente a pallonate con i neroazzurri che provano il tiro per ben 19 volte contro 1 tiro in porta su 8 rossoneri.
Atalanta dunque che scala la classifica arrivando in quinta posizione sopra al Cagliari a -4 dai giallorossi.
Una zona Champions che dunque vede anche i bergamaschi in corsa con la Lazio che deve recuperare il match contro il Verona e la classifica si metterà a pari a Febbraio. Lo sa benissimo Gasperini che al termine della gara è intervenuto ai microfoni di Dazn:
“Vogliamo arrivare in Europa, se fosse nuovamente la Champions… È difficilissimo perché Juventus e Inter sono inarrivabili, la Lazio sta facendo una serie di risultati incredibili e anche la Roma sta uscendo molto forte. Siamo in quel gruppetto di squadre e si vedrà in Primavera. L’Europa per me e l’Atalanta può diventare una costante: questo è il quarto anno e l’ambizione è restarci”
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Questa giornata di campionato, la 17^, è un vero e proprio spezzatino che inizia mercoledì con Sampdoria-Juventus.
I piemontesi campioni d’Italia vincono a Genova grazie ad un eurogol di Dybala e “al salto in alto“ di Cristiano Ronaldo, che rendono inutile il momentaneo pareggio di Caprari poi espulso, liguri che lasciano inspiegabilmente a riposo Quagliarella.
Si prosegue con Fiorentina-Roma, con i giallorossi che annientano i viola, che non sono praticamente mai scesi in campo; fanno ciò che vogliono Dzeko e company, i gol di Dzeko, quello strepitoso di Kolarov su punizione, quello di Pellegrini e a chiudere di Zaniolo rendono vano il tentativo di rimonta avviato dall’ex laziale Badelj e soprattutto costa la panchina a Vincenzo Montella.
Cade ancora il Cagliari, che dopo la sconfitta in casa con polemiche contro la Lazio, perde alla Dacia Arena, sotto i colpi dell’Udinese, che oggi ha giocato una gran partita, i gol di De Paul, pallonetto delizioso, del momentaneo pari di JoaoPedro e quello che decide la gara di Fofana.
L’Inter di Conte asfalta il Genoa di Motta per 4 reti a 0. Lukaku apre le marcature raccogliendo una disattenzione in possesso difensivo rossoblù. Pochi minuti dopo raddoppia Gagliardini. Esposito sigla la sua prima rete in campionato grazie ad un rigore e al settantunesimo minuto Lukaku sigla la doppietta personale.
La Lazio come noto a tutti recupererá la diciassettesima giornata a Febbraio e fino ad allora avrà una partita in meno da giocare. La lotta allo scudetto per ora vede Inter e Juventus a 42 punti, Lazio solitaria al terzo posto con 36 punti seguita dalla Roma a 35 ed il Cagliari inciampa e rimane quinta a 2o punti con l’Atalanta che giocherà domani e tenterà il sorpasso in classifica
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Federico Marchetti non calpesta il campo in un match da più di un anno. Dopo essere sparito dai radar nel magico periodo biancoceleste, il portiere era rimasto fuori rosa per diversi anni. Poi una possibilità gli venne data dal Genoa che però lo ha lasciato in panchina per diverso tempo.
Il Trentaseienne però vuole giocare e come riporta l’edizione di Tuttosport, il portiere potrebbe ripartire dalla Serie B direzione Pescara.
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Anche Maurizio Sarri ha presentato ai giornalisti la partita di domani. Queste le sue risposte alle domande dei cronisti presenti :
A che punto è la Juventus, come arriva a questa partita?
Non so se siamo più avanti o indietro. So che in allenamento e in partita mi sto divertendo. Significa che la squadra sta giocando il calcio che ho proposto. Se l’obiettivo è la perfezione saremo sempre scontenti, avendo margine per migliorare.
Perché la squadra ha poca continuità nell’equilibrio?
Stiamo giocando con grande continuità invece. In 23 partite ne abbiamo persa una. Veniamo da due partite in cui abbiamo fatto un grande primo tempo dal punto di vista tattico, poi la squadra ha finito per allungarsi un po’. Fa parte del percorso e del modulo, che è molto dispendioso per diversi ruoli. Può darsi che perdiamo le distanze tra i reparti e tra i giocatori.
Credi che i calciatori sono come i cavalli e che le tattiche sono inutili, come ha detto Allegri?
Spero non se ne accorgano i presidenti altrimenti abbasserebbero i salari. Che l’allenatore non debba stravolgere i giocatori sono d’accordo, ma si debba rispettare le caratteristiche. Però sono opinioni, modi di intendere il lavoro diversamente.
Domani intende divertirsi con il tridente?
Non lo so, non ne ho idea. Ieri c’erano giocatori stanchi dopo Genova. Se la situazione è come ieri ne dovrò cambiare molti, altrimenti no. Ancora non lo so in questo momento.
La sente più di altre questa partita?
La sento in maniera normale, l’anno scorso ho fatto tre finali. Una partita importante a cui teniamo in particolar modo. Nella partita di campionati ci sono stati degli episodi che ci possono dare grandi motivazioni.
Venire qui lo considera un passo avanti a livello politico?
Non lo so e non mi interessa, ho scelto tanti anni fa di non seguire più la politica. Per cultura credo fortemente nelle tradizioni, ma sono aperto anche alle innovazioni.
Gli infortunati che preparazione hanno avuto?
Chiellini viene da un infortunio con tempi lunghi, fino a febbraio non sarà a disposizione. Szczesny è a disposizione, De Sciglio anche, Ramsey e Douglas Costa sono già rientrati e devono crescere come condizione fisica. Khedira e Chiellini sono gli unici out.
La Juventus subisce tanto, come si può spiegare questo aspetto?
Nelle ultime tre partite abbiamo preso due gol, di cui uno al 95′ sul 3-0. Stranamente abbiamo cambiato molto a livello d’altezza della linea difensiva e prendiamo gol quando siamo bassi. Dobbiamo lavorarci sopra per migliorare ancora.
La sconfitta con la Lazio è stato uno spartiacque, è così? Che pericolo può essere anche in chiave campionato la Lazio?
Per il campionato no, questa è una partita secca, una finale. Nella partita secca la Lazio è ancora più pericolosa, forte tecnicamente e tatticamente, è incredibile che lo scorso anno non sia finita in Champions. Ha un centrocampo tra i più forti in Italia.
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La Lazio Primavera vince per la seconda volta consecutiva e a farne le spese sono i viola toscani. Il match termina per 2-1 aggiudicando i 3 punti ai biancocelesti.
Menichini al termine del match avverte però che bisogna continuare a lavorare e fare molta attenzione con la concentrazione in campo.
«Ora c’è una consapevolezza maggiore, un entusiasmo che si può generare solo grazie alle vittorie. Quando si vince si lavora meglio, su errori e difetti. Vittoria meritata specialmente per il grande primo tempo. Dopo abbiamo commesso qualche errore, e la Fiorentina quando perdeva 2-0 attaccava a tutto organico. Bisognava chiuderla già nella prima frazione, ma l’importante è aver portato a casa questa vittoria fondamentale. Il centrocampo ha fatto molto bene. Hanno palleggiato, fatto girare palla e loro hanno avuto delle difficoltà a prenderci le contromisure, Quando si gioca a due tocchi, con velocità di pensiero possiamo, creare grandi opportunità come abbiamo fatto oggi»
«Si va in vacanza con due vittorie, ma con grande umiltà e attenzione a questo campionato. Si passa dalle stelle alle stalle nel giro di una partita, bisogna sempre stare sul pezzo e avere una determinazione feroce per ottenere questi risultati in Primavera 1. Devo elogiare tutti. Raul Moro ha fatto delle accelerazioni importanti, ma deve essere più bravo a giocare con i compagni. Palla al piede è difficile da prendere, però deve servire i compagni meglio piazzati di lui. Ha fatto una bella partita come tutta la squadra. Oggi niente fuori quota? Anderson avrebbe giocato se non avesse preso l’influenza, ma chi è sceso in campo ha fatto una grande partita. Un regalo per Natale? Mi bastano questi 3 punti (ride, ndr). Sono contento per la crescita di questi ragazzi ma bisogna continuare così. Abbiamo passato delle situazioni negative, speriamo di aver imboccato la strada giusta e di continuare su questa lunghezza d’onda ottenendo sempre dei risultati positivi».
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In vista del match Juventus-Lazio, finale della CocaCola Supercup di domani, è intervenuto il difensore bianconero Bonucci:
La gara con la Lazio ci ha insegnato molto. Gli episodi ci hanno girato contro ed hanno contribuito alla vittoria della Lazio che è in un ottimo momento, ma anche noi siamo reduci da un grande periodo sul piano delle prestazioni e dei risultati.
Ogni partita ha una storia a parte: domani sfideremo una squadra in forma, ma vogliamo offrire una prestazione migliore rispetto a quella di Roma. Un risultato positivo nella partita di domani ci porterebbe un nuovo entusiasmo. Speriamo di poter vincere un altro trofeo da esporre al museo.
Immobile lo conosciamo bene, sta attraversando un momento positivo ed ha segnato molti gol. Sta lavorando per la sua squadra e domani dovremo prestare molta attenzione a lui. La Lazio vanta altre individualità importanti, sono un gruppo forte sotto la gestione di un tecnico che ha portato la sua impronta.
Mi sono da sempre messo a disposizione del gruppo, ho sempre dato il massimo per aiutare la squadra. La presenza di Chiellini è importante per il gruppo. Dopo la sconfitta con la Lazio ci siamo parlati per ritrovare entusiasmo: ora stiamo bene a livello mentale e fisico. Sono sicuro che domani offriremo una grande prestazione.
Abbiamo rivisto la partita del 7 dicembre scorso con la Lazio: i biancocelesti cercano spesso la profondità con Milinkovic ed Immobile. Fa parte del processo di crescita che ha introdotto Inzaghi. Domani vogliamo regalare una gioia ai nostri tifosi juventini. Abbiamo concesso troppi gol, ma sono arrivati a seguito di errori individuali”.
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