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Lazio, Motta eroe della semifinale: “Emozione incredibile, serata indimenticabile”

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Motta trascina la Lazio in finale con parate e rigori: “Serata indimenticabile”. Le sue parole dopo la semifinale.

Una notte destinata a restare nella memoria di Edoardo Motta e di tutto il mondo Lazio. Il giovane portiere è stato il protagonista assoluto della semifinale di ritorno di Coppa Italia, trascinando i biancocelesti in finale grazie a una prestazione straordinaria culminata nella lotteria dei rigori.

Decisivo durante i 90 minuti e poi glaciale dal dischetto, Motta ha scritto una pagina importante della sua carriera e, probabilmente, anche della storia recente della Lazio. Al termine della gara, visibilmente emozionato, ha raccontato le sue sensazioni ai microfoni ufficiali del club.


“Sono emozionato, basta questo per spiegare tutto”

Il primo pensiero del portiere è stato proprio per l’intensità del momento vissuto:

“Oggi l’avete visto tutti, sono molto emozionato e penso basti questo per riassumere tutto”.

Una dichiarazione semplice ma potente, che racchiude il peso di una serata in cui Motta si è preso la scena con interventi decisivi.


Il momento chiave: il rigore su Raspadori

Tra gli episodi più significativi c’è stato il penalty di Giacomo Raspadori, che ha visto il portiere laziale protagonista anche dal punto di vista mentale:

“Mi sono un po’ arrabbiato perché mentalmente volevo andare a sinistra e poi all’ultimo ho deciso di cambiare idea. Ero amareggiato, però sono contento”.

Un momento di esitazione trasformato però in motivazione, che ha contribuito a rendere ancora più speciale la sua prestazione complessiva.


Un record storico: “Forse il primo a pararne quattro”

La serata di Motta è entrata nella storia anche per i numeri:

“Se non è mai accaduto nella storia di parare quattro rigori, di essere il primo… sono contento”.

Un risultato straordinario che certifica l’impatto del giovane portiere in una partita ad altissima pressione.


Il segreto? Studio e preparazione

Dietro una prestazione del genere non c’è solo istinto, ma anche lavoro:

“C’è stato uno studio di sottofondo abbastanza importante anche con il mister dei portieri e poi ho sperato che lo studio non fosse vano”.

Un dettaglio che conferma la crescita di Motta anche dal punto di vista professionale e della preparazione alle partite.


“Siamo un gruppo unito, ora sogniamo la finale”

Oltre alla prestazione individuale, Motta ha voluto sottolineare la forza del collettivo:

“Siamo un bellissimo gruppo dentro e fuori dal campo, cerchiamo di essere uniti. Il mister ci tiene uniti e vediamo cosa succederà il 13 maggio”.

Un riferimento chiaro alla finale di Coppa Italia, che ora rappresenta un obiettivo concreto per la Lazio e per tutto l’ambiente biancoceleste.


Una maglia da conservare per sempre

Infine, una battuta sul ricordo materiale della serata:

“La maglia? La faccio tenere ai miei genitori, poi quando sarò a casa vedrò”.

Un dettaglio umano che rende ancora più speciale una notte già entrata nella storia personale del portiere.


Una notte che può cambiare tutto

La Lazio vola in finale trascinata dal suo portiere, simbolo di una squadra che, tra difficoltà e limiti, continua a lottare. Per Motta, questa potrebbe essere la partita della svolta: quella che segna definitivamente il suo salto tra i protagonisti.

E per i tifosi biancocelesti, una certezza: nelle notti che contano, adesso, c’è anche lui.




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