Tifosi della Lazio ancora sotto accusa: la Uefa apre un’ inchiesta per gli ululati razzisti

Un’altro brutto episodio ha coinvolto i tifosi della Lazio nella trasferta di Praga. Anche ieri sera, infatti, tra i 1500 i tifosi biancocelesti qualcuno si è reso protagonista di alcuni ululati razzisti nei confronti del terzino dello Sparta Praga Costa. Tanto che al 26esimo minuto del primo tempo, l’arbitro Mallenco è stato costretto a interrompere per diversi istanti il match a causa proprio di alcuni ululati razzisti provenienti dal settore ospiti occupato dai tifosi della Lazio. Dopo un breve colloquio con i responsabili della Uefa, la gara è comunque ricominciata e proseguita apparentemente senza nessun altro tipo di problema.

Ora però arrivano alcune novità importanti sull’accaduto ieri. La Uefa, infatti, ha deciso di aprire un’inchiesta, mettendo sotto indagine la società biancoceleste. La Lazio è stata appunto deferita, come riporta l’articolo de La Repubblica a cura di Marco Ercole, per “striscione illecito, comportamento razzista e cori illeciti”. Ora bisogna vedere se ci saranno delle sanzioni disciplinari nei confronti della squadra capitolina, sanzioni che saranno tuttavia discusse solo il 22 marzo, quindi dopo la gara di ritorno in programma giovedì 17 a Roma. Di conseguenza nei confronti della Lazio potrebbero esserci alcuni provvedimenti disciplinari da scontare nelle gare successive, se i biancocelesti continueranno il loro cammino europeo. Le sanzioni potrebbero essere di tipo pecuniario o addirittura si parlerebbe di squalifica dell’Olimpico. La Uefa, quindi, ha deciso di procedere comunque nei confronti della Lazio, nonostante il proprio delegato avesse comunicato, dopo la conferenza stampa di ieri sera, che gli ululati razzisti sarebbero stati opera dei tifosi del Wisla Cracovia (presenti nel settore ospiti e gemellati con i tifosi della Lazio). Anche nei confronti dei tifosi dello Sparta Praga però è stata aperta un’inchiesta per “striscione illecito” e l’impiego di fuochi d’artificio.

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Sull’episodio si era espresso, ieri sera, anche il responsabile della comunicazione della Lazio, Stefano De Martino, che sulle frequenze di Lazio Style Radio 89.3 ha così parlato: “La situazione è stata spiegata perfettamente da Pioli in conferenza. Costa ha richiamato l’attenzione dell’arbitro prima di battere la rimessa laterale, ma Pioli mi ha raccontato che l’arbitro era tranquillissimo quando ha parlato con lui. E’ stato il giocatore a chiamare Mallenco perché aveva sentito degli ululati. Il gioco è ripreso subito, adesso non so cosa verrà scritto nel referto. Segnaliamo che ci sono stati cori dello stesso tenore anche contro Keita, si sono sentiti distintamente. Così come il coro “italiano bastardo” che per noi è ugualmente grave”. 

Inoltre sugli ululati razzisti si è espressa, ai microfoni di Radio Radio, anche Fiona May, responsabile della Commissione per l’Integrazione della FIGC: “Stiamo lavorando insieme all’UEFA per trovare una soluzione a questo problema che attanaglia il calcio. Bisogna continuare, procedendo piano piano, Roma non è stata fatta in un giorno. Dobbiamo sforzarci di educare i giovani perché cambiare l’atteggiamento degli adulti è difficile. Con quest’ultimi è necessario rispondere chiudendo le curve e programmando partite a porte chiuse. Regole e leggi. Le nuove generazioni che non nascono razziste vanno invece responsabilizzate. Loro possono invertire questo trend. Un processo in ogni caso lungo che non può esaurirsi in uno o due anni”.

Ora resta da vedere quale sarà la decisione della Uefa. La prossima settimana sapremo quindi se la Lazio sarà ancora una volta condannata per questi episodi, che sono sicuramente da condannare, ma che casualmente penalizzano sempre la tifoseria biancoceleste.