Pallavicino: “Marchetti e Sirigu due grandi portieri. Spero che Keita rinnovi”

È in cerca di un portiere la Lazio di Simone Inzaghi. Tanti i nomi per la prossima stagione tra cui Sirigu e Perin. Per parlare di questo e altro è intervenuto ai microfoni di Radio Incontro Olympia il procuratore del portiere del Psg Carlo Pallavicino: “Sirigu ha un contratto in scadenza nel 2018. Dal punto di vista economico credo che abbia la massima disponibilità del Paris Saint-Germain di trovare una soluzione abbordabile”.

Poi continua: “Il ruolo di portiere secondo me necessita di una serie di collaudi. Gli estremi difensori devono avere l’opportunità di sbagliare. A Donnarumma è bastata una ingenua papera per generare inutili chiacchiericci. Secondo me la base deve essere esperta. Nulla toglie che ai giovani bisogna dare spazio se di qualità. Benvenuto a questi ragazzi ma non vorrei si corresse dietro alle mode. Penso che Marchetti, Sirigu e tanti altri abbiano ancora tantissimo da dare. Per loro l’età non è così vincolante”.

Su Keita e De Vrij: “Avrei piacere che Keita rinnovasse. Tutte le sue risorse e qualità non si sono viste fino in fondo. È un calciatore fortissimo e se la Lazio potesse goderselo ancora sarebbe la scelta migliore. Può fare un salto di qualità altissimo e io tenterei di rimanere a Roma un altro anno per migliorare ancora. La Lazio ha dato grande continuità ai suoi progetti ma per come era partita in estate è andata oltre ogni più rosea previsione. Mi dispiacerebbe che il progetto fosse interrotto adesso. Non è un calciatore così semplice da sostituire. De Vrij è già di spessore conclamato ma Keita dalla sua parte ha un’integrità fisica incredibile. Un aspetto importante che chiedono in giro. Cifre? Qualunque cifra io possa immaginare Lotito la raddoppia. Ho perso i riferimenti in questi anni con valutazioni che non riesco a metabolizzare. Sembra essere tornati al 2000 con la storia della bolla internet. L’epoca di Olive a 8 miliardi”.

Infine un commento sul derby alle 12:30: “Non ha senso. Il nostro prodotto si è impoverito negli anni e rischia così di perdere cornice di pubblico. Se cominciamo esageratamente a togliere alcune tradizioni importanti come le partite di cartello alla sera diventa una situazione surreale”.