Matri: “Difficile dimenticare la Champions, una grande delusione. Volevamo giocarla tutti”

Il 2015 della Lazio si è chiuso nel migliore dei modi, con la vittoria in casa della capolista Inter. In campionat, però, la squadra biancoceleste non ha dato molte soddisfazioni ai suoi tifosi, mentre in Europa League la compagine di Pioli ha dato il meglio di se. Primo posto nel Gruppo G con quattordici punti fatti, 13 gol segnati e 6 subiti. Un percorso da incorniciare quello della Lazio in Europa, dove tutte le difficoltà riscontrate in Serie A non si sono viste e la prima squadre della capitale ha viaggiato a vele spiegate. Proprio dell’Europa League ha parlato Alessandro Matri ai microfoni di Sky Sport , ripercorrendo le tappe che hanno portato la compagine capitolina a qualificarsi per i sedicesimi di finale. Queste le parole dell’attaccante italiano in merito, con alcune considerazioni sulla mancata qualificazione alla Cahmpions League: “L’eliminazione al preliminare di Champions League è stato un brutto colpo, però si è visto sin dalle prime partite di Europa League quanta voglia avevamo di fare bene e riscattarci. Siamo passati come primi nel girone, adesso arriveranno le partite più complicate e noi abbiamo ancora più voglia di dimostrare il nostro valore. Squadra, società e tifosi si aspettavano, o meglio speravano, di passare i preliminari e giocare la Champions Laegue. Il mister ha lavorato tanto a livello mentale per farci dimenticare quella delusione e almeno in Europa League abbiamo fatto bene”.

Matri ha ripercorso passo dopo passo il girone della Lazio, partendo dalla partita contro il Dnipro: “Dopo il pareggio col Dnipro c’era grande rammarico. Prendere gol all’ultimo minuto non è mai bello. Inoltre la delusione per l’eliminazione dai preliminari di Champions era ancora fresca. Ma dopo quella sera è scoccata la scintilla, è nata la voglia di dare il massimo nelle altre partite della competizione”. Dopo quel pareggio arrivano, infatti, cinque vittorie di fila, anche se in Serie A la Lazio continua a zoppicare: “In Europa si ha più libertà di pensiero e di gioco, affronti squadre più aperte. Noi abbiamo giocatori di grande qualità e dotati di ottima velocità, quindi possiamo sfruttare al meglio le nostre caratteristiche. In Italia capita spesso di giocare contro squadre che ti temono e quindi si chiudono e giocano per il pareggio. In Europa League siamo sempre scesi in campo con la mente sgombra, senza l’assillo della classifica. Siamo partiti con un pareggio e due vittorie, abbiamo preso fiducia e acquisito la consapevolezza di essere un avversario tosto per le altre”.

Poi un ricordo della sfida contro il Roseborg giocata all’Olimpico: “Una sfida fondamentale per il passaggio del girone. Abbiamo giocato più di 80′ in dieci uomini (per l’espulsione di Mauricio, ndr), la serata è iniziata in salita. Ma siamo stati bravi ad andare in vantaggio e a gestirlo. Credo che la nostra qualità migliore in questa Europa League sia stata proprio la tenacia, la voglia di vincere e arrivare primi nonostante le difficoltà in campionato. Non è stato facile giocare certe partite, dimenticare per un attimo il campionato e portare positività in Europa League”.

Infine alcune considerazioni sul Galatasaray, l’avversario dei biancocelesti ai sedicesimi di finale: “Io dico sempre che se si vuole arrivare in fondo a una competizione si devono incontrare tutte le squadre, anche le più forti. Sicuramente il sorteggio poteva andare meglio, ma anche peggio. Il Galatasaray è forte, sappiamo tutti che andare a giocare in Turchia non è facile per nessuno. Ma dobbiamo misurarci con questi avversari, inizieremo dal Galatasary e proveremo a passare il turno”. Infine un commento sulle grandi scese dalla Champions: “Sono arrivati club importanti, il livello si è alzato notevolmente e la competizione è diventata ancora più difficile. Ma io credo che sia bello giocare partite del genere. Il Manchester United, tra le squadre che sono scese, è senza dubbio quella che ha fatto gli investimenti più ingenti e che ha una storia più importante delle altre. Ma anche il Sivigila, che vince da due anni l’Europa League, non è da sottovalutare. Parliamo di club abituati a giocare la Champions League”.