Manzini gongola :” Abbiamo stabilito per sempre le gerarchie in questa città “

manziniSi legò alla Lazio nel 1971, indissolubilmente. Maurizio Manzini è lo storico team manager biancoceleste, nonché tifoso laziale doc. Ha contribuito al raggiungimento di tanti trofei, dallo Scudetto di Maestrelli alle vittorie con Cragnotti, anche se battere la Roma in una finale non ha prezzo: “Godo come un opossum – assicura ai microfoni di Lazio Style Radio 100.7 –l’ho sentita in radio e mi sento di condividerla. Un trofeo conquistato di fronte alla Roma, per ogni tifoso laziale è il massimo della vita, quando i sogni diventano realtà. Sarà impossibile che possa ripetersi, è tutta una serie di circostanze e incastri, è al di fuori dalle umane possibilità. Ritrovarti a giocare di fronte a qual pubblico, nel tuo stadio che è anche dell’avversario, in una vittoria conquistata con quelle circostanze. Un derby di campionato non sarà mai come questo derby. Portava con sé il trofeo, ci si giocava la supremazia sulla città. Ha sancito la superiorità e non ci può fare più niente perché le gerarchie in questa città sono queste”.

Manzini gongola con la Coppa Italia tra le mani, ha sfoderato in studio una maglia del Fenerbahce con un preciso significato: Ho portato questa maglietta per ricordare che anche nei momenti di gioia c’è sempre un Fenerbache dietro l’angolo, quindi bisogna restare attenti a concentrati”. 

Quando Orsato ha emesso il triplice fischio, domenica scorsa, Manzini si è fatto travolgere dall’entusiasmo ma anche dal ricordo di anni di Lazio: “Ho pensato a mio padre, accesissimo tifoso della Roma come tanti miei parenti. Nei momenti difficili della gara ho alzato spesso gli occhi al cielo e ho detto ‘papà proteggici’. In quegli attimi, dopo il triplice fischio, mi è ripassato davanti agli occhi tutto un lungo film dal 1972 a quel momento e ho visto tutti i personaggi che hanno attraversato la vita di questa gloriosa squadra”. 

Manzini coglie l’occasione anche per lanciare un messaggio ai tifosi laziali: Bisogna farsi spoglio di questa lazialità, che non è disprezzo verso l’avversario ma solo orgoglio di appartenere a questo club glorioso che ha portato il calcio a Roma come tutti sanno, ma anche uno stile, portatore di valori. La Lazio è l’unico club in Europa che può fregiarsi del titolo di ente morale, ha un grandissimo significato”

Una battuta infine sulla stelletta del decimo titolo fallita dalla Roma “Nell’ordinamento della federazione e della Lega non è prevista l’assegnazione di una stella per la conquista della decima Coppa Italia” e su mister Petkovic: “E’ un allenatore Lazio Style, hic et simpliciter”.

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