Lulic, Keita e Hoedt nelle scuole

Oggi Lulic, Keita e Hoedt sono andati a trovare i bambini dell’Istituto San Giuseppe al Trionfale.

Lulic viene interrogato dai bambini sulla vittoria per mano sua del famoso derby del 26 maggio 2013 e ha risposto così: “Da piccolo giocavo sempre a pallone, sono cresciuto così. Tutto voi, se volete essere calciatori, dovete continuare a giocare e non smettere mai. Se c’è talento bisogna continuare a giocare, magari un giorno anche voi farete di un hobby il vostro lavoro.  Più il tempo passa e più mi rendo conto di cosa abbia significato quel 26 maggio e di quanto sia stato importante il mio gol. Per me e per tutta la squadra è stata un’emozione incredibile, un derby come quello non si vince ogni anno: rimane per sempre. Se avrei preferito essere in un’altra squadra (chiede un bambino della Juve, ndr)? No, sono contento alla Lazio. La squadra che ci fa più paura? Non abbiamo paura di nessuno, ma abbiamo rispetto per tutti. Si scende in campo sempre per vincere. Se ho mai vinto uno Scudetto? No, speriamo un giorno di riuscirci. Stiamo lavorando per questo (dice mentre ride con Keita, ndr). Speriamo di vincere altri trofei, il 26 maggio si ricorda perché è l’ultimo trofeo vinto ma spero che non rimanga l’unico”

Dopo inizia il turno di Balde Keita e i bambini restano estasiati: “Gioco da quando ho 7 anni. Prima di venire qui giocavo nel Barcellona, poi la Lazio è stata la squadra che mi ha voluto di più e mi ha dato più fiducia. Ci alleniamo un’ora e mezza o anche due al giorno. La vita di un calciatore non è semplice, magari qualcuno crede sia così. È vero che abbiamo una bella vita, ma facciamo anche tanti sacrifici e passiamo momenti difficili. Il razzismo? Non dovrebbe esistere. Spesso in campo esce il lato peggiore di una persona per colpa del risultato o del momento. Non credo si facciano certe cose per cattiveria, purtroppo però episodi simili si verificano spesso. Come mi sento in campo quando ti applaudono? Ci fischiano (ride, ndr). È molto bello, comunque, è una soddisfazione. Il primo gol? Un’emozione unica, il primo non si dimentica mai”

Infine interviene Hoedt ed è molto telegrafico: “Gioco da quando ho 5 anni,non mi sono mai fermato. Il giorno più bello della carriera è quando mi sono trasferito alla Lazio