Lombardi: “Sto vivendo un sogno. Il lavoro paga sempre.”

A pochi giorni dalla riapertura del campionato, Lombardi ha parlato del suo percorso calcistico che lo ha portato in massimia serie, inoltre ha mantenuto ottimi ricordi della Lazio primavera, con la quale ha ottenuto il suo trofeo più importante:

T’aspettavi tutto questo ad agosto?

“Quest’estate non me lo potevo aspettare. Ero in attesa di sistemazione, le cose si sono evolute diversamente. Sugli esterni non eravamo tanti, grazie alle amichevoli e all’esordio positivo le cose sono andate bene. Sto arrivando ai loro ritmi, mi sto giocando le opportunità”.

Il tuo obiettivo è rimanere qui?

“Sicuramente in questo mercato non mi muoverò, mi sto giocando delle opportunità importanti, non gioco con continuità ma davanti ho Keita e Felipe, posso solo imparare da un anno del genere. Nessuno mi ci metteva mesi fa in questo campionato, a questi livelli. Ringrazio il mister e la società che stanno credendo in me”.

Sta arrivando una grande possibilità con il Crotone?

“Tutta la squadra sa che siamo in pochi per questa partita. Non sento una grande opportunità, ma una grande possibilità di giocare. Adesso starà al mister a scegliere. Io, Kishna e Luis Alberto stiamo lavorando bene, parlerà il campo e Inzaghi deciderà”.

A quale compagno ti ispiri o ti sei ispirato?

“Il primo su tutti era Candreva, oggi è più facile vedere Felipe Anderson che rispetto a Keita ha caratteristiche più simili alle mie. Certo, lui è più tecnico, ma anche io sto cercando di arrivare a livelli importanti. Posso solo migliorare”.

Il tuo obiettivo personale?

“Non mi sono posto niente, penso soltanto a fare il meglio possibile in questi sei mesi”.

Ripensi a com’era diversa la situazione soltanto pochi mesi fa?

“Ci ripenso spesso, mi sento spesso con miei compagni di Trapani e Ancona, pensandoci mi viene in mente che molti giocatori in Lega Pro meriterebbero di stare in Serie A ma non hanno avuto magari la fortuna. Io sono stato aiutato dal caso, altri invece non hanno avuto la possibilità. Poi ognuno deve sapere mostrare le qualità quando ha la chance. Le differenze sono abissali, anche a livello di organizzazione. Ho avuto la fortuna di giocare in campi minori, so quello che si prova a giocare lì. Ora sono arrivato in Seria A e faccio di tutto per tenermela stretta”.

Chi dei tuoi ex compagni in Primavera potrebbe avere un futuro in prima squadra?

“Sicuramente eravamo la Primavera più forte d’Italia, qualcuno poteva meritare una chance in più. In serie A ci sono parecchi giocatori delle altre squadre Primavera di quegli anni. Forse un po’ siamo stati sfortunati, un po’ è stata colpa nostra. Penso a Filippini, che è un giocatore importante, al terzo anno di B, ma ancora non è riuscito a dare la sua impronta. Anche Serpieri avrebbe meritato e invece ora gioca in Eccellenza dopo avere avuto tanti infortuni. Ma eravamo ragazzi che affrontavamo e vincevamo contro tutti senza neanche troppi sforzi”.

In cosa puoi migliorare?

“Sicuramente a livello tecnico, chi ho davanti è più bravo di me sotto questo punto di vista. Io posso solo presentarmi per primo al campo e andare via per ultimo. Si può sempre migliorare, con Inzaghi ho lavorato tanti anni. Dal punto di vista tattico e fisico sono a buon punto. Non si smette mai di crescere”.

Il tuo rapporto con Inzaghi?

“Siamo partiti che eravamo piccoli, io d’età, lui come allenatore. Siamo cresciuti insieme, in mezzo c’è stato un anno di Bollini. C’è sempre stata stima reciproca, mi ha dato tanto anche come persona. Pensate un po’, mi ha preso dalla Lega Pro e mi ha portato in Serie A, posso solo ripagarlo in campo ogni volta”.

Chi ti ha aiutato nel gruppo?

“Sicuramente Cataldi, mi ha aiutato più di tutti. Sono arrivato qui in punta di piedi e ci sto ancora. Lui è al terzo anno in serie A, posso solo chiedergli consigli, è sempre stato a disposizione. Ci sono tanti giovani in rosa, li conoscevo tutti, integrarsi è stato più facile. Poi Parolo, Marchetti, Radu, Immobile e gli altri ci hanno fatto inserire bene. Siamo un gruppo che lotta insieme. Se siamo in alto è perché lo stiamo meritando”.

L’obiettivo della Lazio?

“Siamo partiti ad Auronzo con le critiche di tutti, dopo il girone d’andata siamo in alto. Non serve fare previsioni, non le abbiamo fatte nemmeno ad agosto. In questa settimana siamo di meno, ma la squadra ha personalità, siamo usciti spesso dalle difficoltà, per esempio a Bergamo quando eravamo decimati. Abbiamo vinto su un campo difficile, dobbiamo continuare così”.

Quanto sarebbe bella una Lazio di soli laziali?

“Non succede nel calcio moderno, tanti laziali in prima squadra non è qualcosa di facile. Parliamo di una società storica che deve mantenersi ad alti livelli. Sta a noi raggiungere questi livelli per rimanere all’interno del progetto”.