La sfida di Lotito :” Migliorerò la rosa con 22 titolari “

LOTITO

Claudio Lotito, il ds Igli Tare e il tecnico della Primavera Alberto Bollini al tavolo insieme. Una cena per inebriarsi ancora del successo in finale con la Roma. Godere dell’annata – diventata ottima dopo il trionfo in Coppa Italia – e nel frattempo scegliere i vini da mettere a disposizione di Petkovic nella cartadella prossima stagione. La gioia fatica a scemare. Difficile smaltire la sbornia post derby, il più importante della storia. E’ la terza Coppa della gestione Lotito, diventato il secondo Presidente della Lazio per trofei conquistati. “Devi diventare il primo però”, suggerisce subito Tare. 

Lotito accetta la sfida e si apre in un’intervista rilasciata in esclusiva ai microfoni de Lalaziosiamonoi.it e di Repubblica: “Stiamo lavorando – confida il patron biancoceleste fuori un noto ristorante della Capitale – per cercare di fare meglio, ogni anno vogliamo migliorare”.

Senza guardare troppo in casa degli altri. Il Presidente ha le idee chiare su come costruire il futuro del club: “Non siamo abituati a misurarci su ciò che fanno gli altri, ma solo su noi stessi. La nostra logica è quella della programmazione”.

Passa per il calciomercato, la programmazione. E’ iniziato ufficialmente il processo di “svecchiamento” della rosa. Perea acquistato da mesi, perBiglia siamo ai dettagli. E l’interesse per il gioiellino del Santos non è assolutamente svanito: “Felipe Anderson? Sono tanti i giocatori che seguiamo. Ma non guardiamo tanto i nomi, piuttosto cerchiamo di capire quali elementi servano nei vari ruoli a seconda delle caratteristiche tecniche richieste”.

L’obiettivo è consegnare a Petkovic un gruppo solido e di qualità: “Dobbiamo creare una squadra di 22 titolari intercambiabili. Pensiamo al collettivo, nel nostro progetto quelli che vanno in panchina sono quasi più determinanti di coloro che scendono in campo. Devono spronare i compagni a fare sempre meglio e mettergli il fiato sul collo per far sì che diano sempre il 300%. In caso contrario verrebbero sostituiti”. 

E’ tarda notte (circa le 2), ma Lotito è attento a non sbilanciarsi. E sfodera il suo famoso slogan: “Obiettivi? Non facciamo mica i maghi, né facciamo proclami. Noi non vendiamo sogni ma solide realtà”.

Un inizio sprint, poi la crisi nera nel girone di ritorno. Il trionfo in Coppa Italia ha salvato senza dubbio il cammino della squadra di Petkovic: “Che voto do alla stagione? Seguo Hernanes, lui ha detto 7 e allora mi adeguo anch’io. La vittoria di domenica scorsa è stato un risultato importantissimo perché ha sancito le gerarchie di questa città, non solo in termini anagrafici. Come ho sempre sottolineato la Lazio è la prima squadra della Capitale. Lo abbiamo scritto anche sul pullman. Oggi lo siamo anche dal punto di vista sportivo e dobbiamo continuare a confermarlo”.

Dal campo agli studi legali. Il passo è breve se si parla di Mauro Zarate. Lotito risponde in modo sarcastico alla nostra domanda: “Zarate? In Inghilterra si direbbe “Who is?”. Scherzi a parte vediamo cosa succede, per or le nostre proposte sono state rifiutate”.

Intanto i tifosi biancocelesti continuano a rivendicare il proprio orgoglio per le vie della città e sui vari social network. Dall’altra sponda del Tevere difficile mandare giù il boccone amaro della sconfitta. Forse proprio per questoLotito non risponde a Totti, reo di aver definito “niente” la Lazio: “Pensiamo solo a noi stessi, non esprimiamo giudizi sulle altre squadre. Cerchiamo di migliorare la nostra squadra in termini di organizzazione, crescita del tasso tecnico e delle qualità morali della squadra. Tutto il resto conta poco”.

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