Se ti piace il nostro Format, aiutaci a rimanere online con una semplice donazione di 0,80 €

Keita: “Mi metto a disposizione della squadra per domani, ma se perdiamo non è la fine del mondo”

Oltre a Stefano Pioli anche Keita Balde Diao ha parlato durante la conferenza stampa che si è tenuta prima della partita tra Sparta Praga e Lazio. Il giovane senegalese ha accompagnato mister Pioli in sala stampa e ha risposto alle domande postegli dai giornalisti. Queste le sue risposte:

Convinto di giocare centravanti? Che ti aspetti domani?

“Mi metto a disposizione del mister e della squadra, gioco centravanti o esterno. Domani sera mi aspetto una partita molto dura, aggressiva, dobbiamo guardare a noi stessi. Sono convinto e fiducioso dei miei compagni, se giochiamo come nel secondo tempo col Torino o col Bologna abbiamo possibilità di vincere”.

Quanto ti è pesato essere fuori per 4 partite in Europa? Cosa significa per te giocare in una competizione del genere?

“Sono stato molto male per la squalifica, ho capito l’errore che ho fatto. Succedono e si imparano certe cose, sto sempre male quando non puoi aiutare la squadra dalla tribuna. Domani devo aiutare sia dall’inizio che dalla panchina. L’Europa League è una competizione che faccio per il secondo anno, siamo una società che può arrivare lontano. Siamo l’unica squadra italiana, siamo contenti e orgogliosi, possiamo andare ancora avanti. Ce la metteremo tutta. Sono contento per la convocazione del Senegal, è una scelta mia e della famiglia, ma ora penso solo alla partita di domani”.

Dopo il sorteggio con la Lazio per lo Sparta è stata una gioia perché la Lazio è un avversario “giocabile”. QUal è la vostra reazione?

“Il sorteggio lo abbiamo visto insieme a pranzo dopo l’allenamento mattutino. Ci sono tutte squadre forti, non bisogna fare differenze. Guardiamo a noi stessi, non abbiamo avuto reazioni particolari”.

Nello spogliatoio c’è la consapevolezza che domani vi giocate tutto?

“Siamo consapevoli in ogni partita di cosa può succedere. Dobbiamo giocare tranquilli, non finisce il mondo se vinciamo e perdiamo. Dobbiamo giocare compatti senza pensare al ritorno”.

Spesso i calciatori fanno bene quando entrate dalla panchina e meno bene dall’inizio. Perché?

“Il lavoro del mister non è facile, soprattutto in fase offensiva, ci sono tanti calciatori bravi. A Torino sono entrato 18 minuti, devo entrare aggressivo, concentrato. Metto tutto per fare bene. Parlo per me e per tutti quanti”.