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Extra Lazio: Gasperini, parole di un uomo coraggioso in un mondo di codardi

Non è mai facile esporre le proprie opinioni nel mondo del calcio, soprattutto in pubblico, e soprattutto dopo degli striscioni offensivi che con il calcio hanno a che fare ben poco.
È il caso di Gian Piero Gasperini, che nella giornata di domenica dopo aver vinto con il suo Genoa per 4-0 invece di dire le solite tre frasi in conferenza stampa e andarsene a casa si è preso il rischio di fare alcune dichiarazioni fortissime. Queste le sue parole: “Ai tifosi risponderò più avanti. Ma posso dire che ho un concetto dei tifosi del Genoa molto più alto che di tre, quattro elementi che contestano. Io sono uno che sta male quando perde il Genoa, invece evidentemente c’è gente come Traverso, Cobra, Leopizzi, che è contenta se il Genoa perde e queste sono cose che mi fanno arrabbiare. Io non posso andare ad allenare con la scorta della Polizia, dopotutto questi sono sempre quelli del caos di Genoa-Siena”.

Parole coraggiose, quelle di mister Gasperini, che scatenano più di una riflessione. Il calcio è il più grande fenomeno sociale in Italia, poiché è accessibile a tutti, sia alle brave che alle cattive persone. E molte volte i protagonisti sono quest’ultimi, che vengono lasciati liberi, e molte volte aiutati. Basti pensare al numeroso spazio che diverse testate giornalistiche danno ai comunicati dei tifosi contro le varie società.
L’allenatore del Genoa ha dimostrato di essere un uomo vero, non un codardo come la maggior parte della gente. I nomi che ha fatto, quello che ha detto, sono io frutto di un non riconoscimento da parte di una tifoseria che non è mai stata grata verso qualcuno che in molte occasioni ha salvato la pelle della squadra di Preziosi.

Infine va fatta una conclusione molto delicata. Facebook è diventato un modo per capire cosa pensi la gente, e appena è arrivata la notizia delle dichiarazioni di Gasperini, il contenuto medio dei commenti era “genoani mafiosi”. Questo fa capire l’immensa ignoranza della gente per due cose: una tifoseria non è fatta di soli delinquenti, ma la maggior parte sono persone normali, la mafia appartiene di certo al sud, ma è presente anche al nord e la delinquenza non sta solo nel meridione, sta dappertutto, compresi il centro e il nord Italia. Bisogna smetterla con i pregiudizi verso il sud, e godersi il calcio per quello che è, un gioco fatto di sogni, speranze e tante emozioni.

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