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Esclusiva Since1900, Enza-la mamma dei laziali: “Ricorderò sempre con amore immenso la famiglia Cragnotti. Il 26 maggio un’emozione indescrivibile”

La mamma dei laziali, una tifosa che ha dedicato, e continua con immenso amore a farlo, gran parte della sua vita ai colori biancocelesti. Stiamo parlando di Enza la storica titolare del negozio “Curva Nord 12” che nel 2014 divento “Tutto Lazio”. Due mesi fa la chiusura definitiva. Noi di Since1900 l’abbiamo contattata per un’intervista e la ringraziamo per la sua disponibilità.

Signora Enza, innanzitutto come sta, e quanto influito Lotito sulla chiusura del suo negozio?”

“Eh adesso meglio grazie. Non credo che Lotito abbia influito sulla chiusura del negozio. Ce ne stanno tanti e non penso che al presidente interessasse qualcosa di me e della mia attività”.

Com’era strutturato il suo negozio?

“Vendevo per l’80% roba della Curva Nord, degli irriducibili. Poi c’erano anche maglie ufficiali ma nella maggior parte il merchandising dei ragazzi”.

Quale presidente ricorda con maggiore affetto?

“Ero molto attaccata a Cragnotti. Mi chiamava sempre sia lui che la figlia, avevo un rapporto veramente eccezionale. Stavo bene con loro e loro con me”.

Cosa pensa di Inzaghi e delle critiche che sta ricevendo?

“Bisogna aspettare prima di giudicare. Allena da poco tempo e ci vuole pazienza. Forse deve essere un po’ più duro ma l’ho conosciuto come persona e non mi dispiace. Secondo me se la caverà”.

Su Keita

“È un giocatore giovane, estroverso che forse ha sbagliato. Adesso deve riprendersi e ritornare un po’ più umile ma comunque non qualcosa di grave”.

Lei che segue la Lazio da tanti anni può dirci quali sono le differenze che nota rispetto al passato, e preferisce questo tipo di calcio o quello passato?

“Sono quarant’anni che seguo la Lazio. Per me era migliore il cacio passato, i giocatori si sentivano tali e la maglia veniva onorata sempre. Adesso prendono tutto più alla leggera. Oggi è cambiato tutto si sente la differenza”

Passando alle noti più dolenti, lei che è la mamma dei laziali cosa pensa della divisione della curva in settori?

“Un gesto che non ha nessun significato, che non rappresenta niente e non ha portato miglioramenti. Sono quarant’anni che sto in Curva Nord e mi dispiace salutare la gente che sta in altri settori senza starci magari vicino. Non riesco a trovare un’utilità a tutto questo”.

Qual è il momento più bello che ha vissuto da laziale

“Senza dubbio l’era cragnotti, è stato qualcosa di straordinario, forse perché l’ho vissuta da vicino. Non m’interessa molto dei giocatori adesso, prima invece sì perché avevo l’opportunità di averci dei contatti. Ricordo molto bene i Veron, Simeone ed ero attaccatissima a Gascoigne. Non nego che i giocatori di oggi siano bravi ragazzi ma in ogni caso il calcio è cambiato”.

A proposito di Gascoigne, cosa pensa della sua situazione?

“Io Gascoigne l’ho conosciuto da vicino, ci ho parlato. Guai a chi me lo toccava. Mi è dispiaciuto tantissimo che si è rovinato anche perché era un gran giocatore che aveva ottimi piedi. Peccato che non sia riuscito a smettere, io l’ho continuato a frequentare e lui sapeva che gli volevo bene sia come calciatore che come persona”.

Chi tra i giocatori attuali le ricorda qualche grande uomo del passato biancoceleste?

“Biglia non mi dispiace e anche Candreva era un buon giocatore peccato che se ne sia andato. Sicuramente niente di eccezionale ma non male. Mi piaceva tanto Ledesma e anche Lulic, giocatori che hanno dato tanto alla Lazio”.

Ricordi del 26 maggio?

“È stato indescrivibile, un’emozione davvero unica, loro ne sono usciti distrutti e noi con tanta gloria. Non avrei mai pensato di gioire in quella maniera. È un momento che ricordo spesso e mi aiuta a superare le situazioni più difficili”.

La Lazio è la sua vita??

“Forse è brutto da dire perché nella vita ci sono molte cose importanti. Però mi rappresenta e io dedico gran parte della mia vita ai colori biancocelesti. Io non mi perdo mai una partita né in casa nè in trasferta. Organizzo le trasferte e sono conosciuta da tutti. I ragazzi della curva mi vogliono e non mi hanno mai mandato via altrimenti ne avrei sofferto.”