EditoriAle: Pioli paga per tutti. Lazio sull’orlo del baratro

Il terzo derby consecutivo vinto dai giallorossi nella (quasi) totale assenza di tifoseria all’Olimpico e l’esonero di Pioli. Una domenica dalle tinte forti per il mondo sportivo romano. In primo piano una beffarda vittoria della Roma, sullo sfondo un Olimpico semi-deserto, qualche movimento a Formello e Stefano Pioli che saluta definitivamente i biancocelesti cedendo il posto a Simone Inzaghi.

A partire da oggi, sicuramente, qualcosa cambierà nell’ambiente laziale, perlomeno a livello tecnico: come detto a dirigere la squadra capitolina ci sarà mister Inzaghi, che preparerà i biancocelesti per l’incontro con il Palermo. La sua prima seduta di training con i biancocelesti non avverrà tra le familiari mura di Formello bensì a Norcia, dove la Lazio sarà in ritiro. Nonostante squadra, società e tifosi fossero ormai pronti da tempo all’esonero di mister Pioli, il comunicato ufficiale della società è stato un po’ lo spartiacque tra mesi carichi di delusioni e una “nuova” Lazio. Stando a quanto dichiarato dal Capitano Biglia ieri nel post-gara, la squadra capitolina desta ormai dal torpore in giaceva, sembrerebbe pronta a lottare per il sesto posto in classifica. L’ennesima dichiarazione distorta di una realtà buia. L’Era Lotito sembra ormai essere arrivata al capolinea: stagione disastrosa e tanti big già pronti a fare le valigie per compiere quel definitivo salto di qualità che risulta un’eresia per una gestione come quella attuale che punta alla mediocrità più assoluta.

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Ancora una volta a metterci la faccia non sono stati loro, il duo Tare-Lotito, i veri colpevoli, ma l’ennesimo “Yes-man” scelto per potergli accollare colpe non sue. Dopo Ballardini e Petkovic, Stefano Pioli ieri sera è stato esonerato dall’incarico di allenatore dopo aver perso il derby per 4 a 1. Il tecnico di Parma non è esente da colpe (su tutte quella di aver avallato scelte di mercato scellerate), ma l’essersi presentati alla stracittadina con la retroguardia formata da Patric, Hoedt, Bisevac e Braahfeid non è stato di certo frutto di una scelta sua ma di un’incompetente linea tecnica di due persone che non hanno a cuore la Lazio. Il popolo biancoceleste non può che ringraziare il parmense per la splendida cavalcata della scorsa stagione e per le parole nei confronti dei tifosi laziali: “Le altre squadre hanno i tifosi, noi abbiamo un Popolo” ha dichiarato lo scorso 9 aprile 2015.

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Questa società non ha più futuro, sia dal punto di vista tecnico che societario: come detto in precedenza, i calciatori fondamentali sono sul piede di partenza, mentre la frattura tra tifoseria e dirigenza è oramai insanabile, come dimostra la tentata aggressione a Lotito e il centro sportivo di Formello messo a ferro e fuoco. La scelta di affidare la gestione tecnica a Simone Inzaghi è l’ennesimo errore di una dirigenza incompetente: “Inzaghino” doveva restare in Primavera per completare il percorso stagionale, mentre Pioli avrebbe dovuto concludere un campionato in cui la Lazio non ha più nulla da chiedere. Ora ci si chiede quale sarà la reazione dei 100 prescelti (o forse auto-eletti) di “Emozione Lazio”, a detta loro pronti a instaurare un dialogo con questa dirigenza dittatoriale. La tifoseria è sul piede di guerra, mentre ancora una volta Tare e Lotito appaiono latitanti agli organi d’informazione. Di chi sarà la prima mossa?

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Introduzione a cura di Angela Battista