EditoriAle: Europa e mercato non contano più, Lotito deve abbandonare

La vittoria di Palermo prova a ridare entusiasmo, seppur ai minimi storici dopo una vittoria, all’ambiente biancoceleste. I protagonisti, su tutti il neo tecnico Simone Inzaghi, continuano a credere nella possibilità di raggiungere il sesto posto, ora distante solamente 4 punti, che darebbe la possibilità il prossimo agosto di disputare i preliminari di Europa League. I tre punti conquistati al Barbera non possono rappresentare un test affidabile per il nuovo allenatore in quanto la squadra rosanero appare nettamente in balia delle onde, sempre più vicina alla retrocessione. Di certo è apparsa evidente la crescita di alcuni elementi, come per esempio Candreva, nettamente cambiato dopo il ritiro di Norcia. Verrebbe da dire che una settimana di ritiro gli è servita a ritrovare la concentrazione ma a onor del vero sembrerebbe che ad alcuni calciatori non era più gradita la presenza di Pioli nello spogliatoio biancoceleste. Una tesi che, se sarebbe confermata, metterebbe in seria discussione la loro professionalità, alla luce delle varie figuracce rimediate in questa stagione.

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Come dopo ogni vittoria torna puntualmente il comunicato di Lotito, che ancora una volta evidenzia “la coesione e lo spirito di sacrificio del gruppo”. Parole che appaiono lontanissime dalla stagione biancoceleste, ricca ahinoi di pessime figure. Il presidente continua a parlare di Europa League e di crescita, provando ad abbassare i toni di una contestazione che sembra ormai aver unito l’intero popolo laziale. La sua gestione scellerata e mediocre ha portato al disinnamoramento, seppur in parte, con gran parte della tifoseria che ha scelto di allontanarsi momentaneamente da questi colori non andando più allo stadio fin quando lui farà parte di questa società. Una decisione sofferta ma chiara, che testimonia la voglia di cambiamento dopo 12 anni di soprusi da parte di una persona che non ha davvero a cuore la Lazio. I suoi comunicati appaiono privi di logica, provando a distorcere una realtà che è chiaramente senza futuro. L’avvenire è buio, come testimonia infatti l’atteggiamento della maggioranza dei tifosi biancocelesti: come si nota tra i vari blog online, ma non solo, questa gestione ha portato tanti innamorati a disinteressarsi dell’aspetto tecnico della squadra. “Non mi interessa il mercato; non mi interessa la posizione di classifica” dichiarano a malincuore molti laziali. Segno di una gestione che ha preso in giro continuamente i tifosi, fregandosene della passione della gente. In 12 anni, i dati mostrano come ci sia stato un continuo oscillare con un anno decente (ma non parliamo di obiettivi importanti) e subito dopo uno mediocre, con questa stagione che può rappresentare un valido esempio a supporto di questa tesi. Tonelli, Pavoletti o Lippi non servono più. Lotito deve fare un passo indietro e trovare un acquirente. Gli interessati non mancano, ma come sa bene il patron (MA PROVA A NASCONDERE!) non possono di certo palesarsi agli organi di stampa per l’acquisizione di una Società per Azioni, rischiando una condanna pesante. Ormai tutto l’ambiente gli è ostile: la Curva Nord ha ormai finalmente deciso di combattere il tiranno, così come i cosiddetti “tifosi VIP” di Emozione Lazio, coordinati da Guido Paglia. E con le elezioni alle porte, tocca ai laziali affossare il colpo decisivo per “rovesciare la poltrona del despota”.

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